Automobile.it, il magazine online dedicato a tutti gli amanti dell’automobile, nell’ottica di ampliare l’offerta informativa dedicata ai propri lettori, implementa una sezione dedicata alle recensioni dei nuovi modelli auto.
In questa categoria saranno descritte dettagliatamente le schede tecniche dei modelli auto corredate di dimensioni, prezzi e consumi; con un occhio di riguardo alle auto a metano e alle auto diesel, vetture scelte da chi è alla ricerca di un’automobile che possa garantire un netto abbattimento dei costi di esercizio. Senza dimenticare i SUV e le auto elettriche, vetture sempre più presenti nei listini di tutti i costruttori, ed in numero sempre crescente sulle strade cittadine.
I contenuti della sezione Recensioni Modelli approfondiranno con particolare interesse i nuovi modelli auto 2018 così da poter fornire ai propri lettori un aggiornamento costante su tutte le novità che, nel corso dell’anno, vengono presentate dalle più importanti case automobilistiche.
Le recensioni dei modelli auto riguarderanno tutte le marche di auto, ma verranno tenute in particolare considerazione quelle vetture maggiormente apprezzate dal mercato, grazie al loro sapiente mix di stile e tecnologia. Nello specifico verranno recensite: le automobili del gruppo FCA, con i modelli auto Fiat, così pure i modelli auto Suzuki; si prenderanno in considerazione le proposte della casa automobilistica coreana, con i modelli autoKia, ma anche le vetture francesi, con i modelli auto Renault e i modelli auto Peugeot.
Analogamente, saranno valutati i modelli auto Volkswagen cercando di analizzare in modo obiettivo la qualità delle automobili della Casa di Wolfsburg. La stessa procedura sarà riservata alle vetture di uno dei costruttori più importanti a livello globale, ossia i modelli auto Ford.
La nuova sezione del magazine di automobile.it, infine, prenderà in considerazione anche i modelli auto per neopatentati, una categoria di automobilisti sempre piuttosto attenta al rapporto qualità-prezzo e con un occhio di riguardo alla sicurezza e alla facilità di guida.
Dietro DFSK, uno dei marchi di provenienza cinese che stanno approdando sul mercato europeo e italiano in questo periodo, ci sono ben due colossi cinesi. Il marchio nasce infatti dalla collaborazione tra il Gruppo Seres, oggi Chongqing Sokon, e il gigante DongFeng, che hanno avviato sotto questa sigla la commercializzazione di veicoli al di fuori della Cina. In Italia per ora i modelli importati sono quattro SUV di taglie e fisionomia diverse ma caratterizzati da prezzi competitivi.
Al vertice di questa offerta si posiziona il modelloE5, un SUV di classe medio-superiore offerto per il momento in un’unica versione a 7 posti, con motore ibrido plug-in e allestimento completo. Guida il listino che si completa con i tre modelli compatti della famiglia Glory.
La DFSK E5 ha una lunghezza di 4,76 metri, una larghezza di 1,87 metri e un’altezza di 1,71, misure generose per un mezzo che punta alle famiglie e che vuole infondere un senso di spaziosità, sicurezza e comfort. Il suo passo sfiora i 2,8 metri.
In patria è nato come Fengon 580 ed è il modello più grande della sua gamma, volendo disponibile anche con una configurazione a sei posti. Quella in arrivo da noi è la seconda generazione, nata con il nome di Landian E5 sotto il nuovo marchio economico Landian. I suoi concorrenti sono suv del calibro di Nissan X-Trail.
Dimensioni
Lunghezza
4,76 metri
Larghezza
1,86 metri
Altezza
1,71 metri
Passo
2,78 metri
DFSK E5: interni
L’abitacolo del DFSK E5 è a suo modo originale: ha una grande plancia arrotondata e strumenti interamente digitali, con due display da 10,25” racchiusi in un unico pannello, tuttavia sono montati sotto la linea del cruscotto e non al di sopra di essa e quello dedicato alla strumentazione è sormontato da una palpebra.
Anche il volante, di grande diametro, ha una forma e un design interessanti. Tutto l’interno è rivestito in pelle e completato da dettagli cromati e satinati. La terza fila è formata da due sedili singoli ripiegabili individualmente, mentre il centrale è sdoppiato asimmetricamente. Quanto alla capacità di carico, la Casa dichiara 375 litri dietro la terza fila e oltre 2.200 una volta abbattute le ultime due file.
DFSK E5: esterni
Rispetto alla prima generazione, che era anche leggermente più piccola, la nuova E5 ha un aspetto più caratteristico e imponente. Nel frontale i fari sono uniti da una sottile mascherina nera che “poggia” su una grande calandra pixellata incastonata in un massiccio paraurti con feritoie verticali.
La fiancata, e il posteriore ricordano invece qualche modello tedesco, la coda no né tagliata troppo verticalmente nonostante le esigenze di spazio dei sette posti, mentre il profilo del tetto e i montanti sono percorsi da un motivo curvilineo che alleggerisce molto l’immagine.
DFSK E5: motori
L’unica motorizzazione proposta su questo nuovo modello è l’ibrida plug-in DM-i: motore a benzina 1.5 aspirato da appena 110 CV abbinato a uno elettrico da 177 CV e 300 Nm di coppia tramite un cambio E-CVT che simula una trasmissione a variazione continua. La riserva energetica arriva da una batteria agli ioni di litio da 17,5 kWh circa, che assicura quasi 90 km di autonomia in puro elettrico e si ricarica in quattro ore con il caricatore standard di bordo. La trazione è anteriore, non sono previsti per il momento modelli a quattro ruote motrici né altri tipi di ibrido o altre motorizzazioni.
DFSK E5: consumi
I consumi sono tra i dati che la Casa non ha diffuso, tuttavia dichiara che con il pieno di energia e di benzina è possibile superare i 1.000 km, complessivi e la batteria carica ne consente meno di 90.
DFSK E5: allestimenti
Al momento la DFSK E5 viene offerta in abbinamento ad un solo allestimento.
E5 PHEV: barre sul tetto modulari, clima automatico, inserti esterni e interni color rame.
DFSK E5: perché comprarla
Prezzo: sotto i 40.000 per un modello che punta ad essere lussuoso oggi non sono tanti.
Dotazioni: tutto quello che c’è è offerto di serie, e non è poco.
Motore: Un ibrido che fa fare più lavoro possibile all’elettrico ricorda da vicino la tecnologia BYD.
DFSK E5: prezzi
Di seguito il listino prezzi della DFSK E5 aggiornato a ottobre 2024.
GAC è una di quelle Case cinesi che ci si aspetta di vedere prima o poi anche in Italia. Oltre al fatto che sta lavorando sodo per realizzare una gamma di modelli che sembrano pensati proprio per l’Europa, ha anche aperto un design studio a Milano, a dimostrazione del fatto che il nostro Paese, e più in generale l’Europa, sembrano suscitare molto interesse.
L’ultima nata in casa GAC si chiama Aion RT. Aion, in verità, si riferisce al brand dedicato alle vetture elettriche di fascia alta del gruppo, mentre RT è la sigla che identifica il modello vero e proprio: una berlina a zero emissioni dalle linee filanti che ha appena debuttato sul mercato interno e che vuole attestarsi come rivale diretta della Tesla Model S.
La GAC Aion RT è una berlina elettrica con dimensioni di 4865 mm di lunghezza, 1875 mm di larghezza e 1520 mm di altezza, mentre il passo misura 2775 mm. Queste dimensioni garantiscono un abitacolo spazioso e confortevole.Per quanto riguarda il bagagliaio, la sua capacità è di 540 litri, in grado di ospitare 4 valigie grandi e una valigia media. L’apertura automatica del portellone posteriore che facilita le operazioni di carico. Stranamente, la vettura non è dotata di un frunk, ossia un vano bagagli anteriore. Tuttavia, il generoso spazio del bagagliaio posteriore e la configurazione interna ottimizzata offrono comunque un buon livello di praticità
Dimensioni
Lunghezza
4,87 metri
Larghezza
1,88 metri
Altezza
1,52 metri
Passo
2,78 metri
GAC Aion RT: interni
La GAC Aion RT accoglie gli occupanti in un ambiente ampio e ben curato. La plancia ha un design minimalista ed è dominata da un ampio display centrale da 14,6 pollici che gestisce tutto l’infotainment. Il sistema è moderno e completo di tutte le funzionalità di ultima generazione: massima connettività con dispositivi esterni, cloud e aggiornamenti OTA. Di fronte al conducente, si trova un cruscotto digitale da 8,8 pollici, che fornisce informazioni essenziali in tempo reale.
GAC Aion RT: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3
Per il resto, l’ambiente punta a massimizzare il comfort per gli occupanti. I sedili sono rivestiti in materiali di alta qualità e riempiti con una schiuma ad alta densità a doppio strato, mentre il gigantesco tetto panoramico a doppia sezione consente a una grande quantità di luce naturale di entrare all’interno dell’abitacolo.
GAC Aion RT: esterni
La GAC Aion RT ha un design esterno che vuole esaltare l’eleganza e la cura aerodinamica. La carrozzeria, infatti, ha forme fluide e abbastanza pulite che trasmettono un senso generale di efficienza e di dinamica. L’auto, come molte elettriche, non ha una griglia anteriore, adottando un muso chiuso e affusolato che contribuisce, con una serie di altri accorgimenti, a portare il Cx a soli 0,211, un valore quasi record per il segmento.
GAC Aion RT: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1
GAC Aion RT: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2
I fari anteriori sono particolarmente distintivi, con un design poligonale e linee di luce che puntano verso l’alto. Sono esaltati da una finitura fumé che conferisce un aspetto moderno e sofisticato. Le linee laterali scolpiscono il profilo della vettura, aggiungendo un tocco di sportività. Il posteriore è definito da uno spoiler “a coda di rondine” e da gruppi ottici che attraversano orizzontalmente la coda, conferendo alla vettura un look riconoscibile e futuristico.
GAC Aion RT: motori
Al momento del lancio, avvenuto tra settembre e ottobre 2024, la GAC Aion RT è disponibile con due varianti di powertrain, entrambe dotate di un solo motore elettrico e della trazione anteriore. Le opzioni includono un motore da 150 kW (circa 201 CV) e uno più potente da 165 kW (circa 221 CV). Entrambe le versioni sono alimentate da batterie LFP (litio-ferro-fosfato) fornite da CATL, che però non ha ancora rilasciato dettagli sulla capacità degli accumulatori.
La versione con motore da 165 kW è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 4,5 secondi, con una velocità massima limitata a 163 km/h. La variante meno potente, da 150 kW, offre prestazioni leggermente inferiori.
GAC Aion RT: consumi
Al momento della GAC Aion RT non sono ancora stati rilasciati dati ufficiali riguardanti i consumi. Si sa già, però, che in base al modello scelto l’autonomia può variare tra i 520 e i 650 km. Questo gap fa immaginare che in base alla versione scelta ci si trovi di fronte anche a batterie con diverse capacità.
A proposito di batterie, la Casa ha dichiarato che per passare dal 30% di carica all’80% sono necessari circa 18 minuti di sosta a una colonnina ad alta potenza.
GAC Aion RT: allestimenti
Al momento l’auto è offerta con un solo allestimento.
GAC Aion RT: cerchi in lega da 18”, tetto pamoramico, strumentazione digitale, infotainment con aggiornamenti OTA, consolle centrale con portaoggetti, ricarica wireless, assistenza alla guida di Livello 2
GAC Aion RT: perché comprarla
Comfort: Le berline cinesi di queste dimensioni garantiscono il massimo livello di comfort anche a chi siede dietro.
Tecnologia: Tra assistenza alla guida, powertrain e infotainment l’auto è dotata di contenuti moderni e di qualità
Economia d’esercizio: Elettrica, ma con potenze contenute di poco sopra ai 200 CV, consumerà il giusto.
GAC Aion RT: prezzi
I prezzi della nuova GAC Aion RT non sono ancora stati comunicati. Tuttavia, sappiamo che in Cina il modello viene proposto all’equivalente di 16.000 euro.
Con l’ultimo restyling, la seconda generazione dell’Audi Q7 compie un notevole passo avanti non soltanto dal punto di vista stilistico, ma anche dei contenuti. Più moderno e tecnologico, offre ora soluzioni tecniche e tecnologiche ora più al passo con i tempi. Su tutte, la presenza dei fari Matrix Led e il sistema mild-hybrid per i motori 3.0 benzina e Diesel con potenze comprese fra 231 e 340 CV. A listino anche una versione plug-in declinata in due livelli di potenza.
Per la seconda volta l’attuale generazione dell’Audi Q7 si aggiorna con un restyling che, almeno questa volta, è più di stile che di sostanza. A cambiare, infatti, è soprattutto la parte anteriore dove, seguendo il più recente linguaggio stilistico del costruttore dei Quattro Anelli, debutta una nuova calandra single frame contornata da inediti gruppi ottici dalla finitura brunita, che adottano la moderna tecnologia HD Matrix Led che diventa Oled per le versioni top di gamma.
La configurazione degli interni, invece, è rimasta la stessa, con un abitacolo disponibile sia a cinque che sette posti. La struttura della plancia, invece, è rimasta la stessa, con la presenza su di essa di tre schermi: uno con funzione di quadro strumenti, uno per la gestione del climatizzatore e uno con funzione di infotainment. Quest’ultimo, inoltre, è stato aggiornato passando alla moderna piattaformaMIB3. COnfermata la gamma motori.
Audi Q7: dimensioni
Con l’aggiornamento estetico, che ha interessato tanto la parte anteriore, quanto quella posteriore della nuova Audi Q7 sono cambiate, anche se di poco, le dimensioni. Ora la lunghezza è di 5,06 metri, mentre la larghezza è rimasta invariata.
Dimensioni imponenti, che si traducono naturalmente in un’abitabilità notevole per passeggeri e bagagli. Il vano di carico, infatti, ha una capienza minima, nella versione a sette posti, di ben 740 litri.
Dimensioni
Lunghezza
5.060 mm
Larghezza
1.970 mm
Altezza
1.741 mm
Passo
2.995 mm
Audi Q7: interni
Gli interni della nuova Audi Q7 sono un tripudio di tecnologia. Grande novità del restyling è rappresentata dalla presenza del sistema MMI Touch Response. Questo è costituito da due grandi schermi posizionati al centro della plancia. Quello superiore è preposto alle funzioni di navigazione e intrattenimento, mentre da quello posizionato più in basso permette di controllare il climatizzatore.
Sempre in tema di tecnologia, non manca l’Audi Virtual Cockpit, ovvero il quadro strumenti digitale con grafica personalizzabile al quale è possibile aggiungere, a richiesta, anche l’head-up display. La nuova Audi Q7 è disponibile nelle varianti a 5 o 7 posti. In entrambi i casi lo spazio a bordo è tanto, anche per chi viaggia nella terza fila di sedili.
Audi Q7: esterni
Con l’ultimo restyling, la seconda generazione dell’Audi Q7 si aggiorna seguendo il corso stilistico inaugurato dalla sorella Q8. Il frontale diventa più sportivo, con la calandra centrale attorniata da prese d’aria di maggiori dimensioni. Debuttano poi i fari Matrix Led con luce laser, per aumentare ulteriormente la portata del fascio di luce.
Piccoli aggiornamenti anche nella parte posteriore. I gruppi ottici continuano ad essere a sviluppo orizzontale, ma ora sono uniti da una finitura cromata. Nuova anche la parte bassa del paraurti dove spicca la presenza dei terminali di scarico.
Audi Q7: motori
Rinnovata anche la gamma motori disponibile della nuova Audi Q7. Per tutte le motorizzazioni a listino, eccezion fatta per la più potente SQ7, è ora disponibile il sistema mild-hybrid con rete di bordo da 48 Volt. Si parte dal benzina 55 TFSI di 3 litri da 340 CV, per poi passare ai Diesel 45 e 50 TDI, entrambi 3.0, il primo da 231, il secondo da 286 CV. Al top dell’offerta si posiziona l’SQ7, alimentata da un propulsore a benzina da 507 CV. C’è poi la versione plug-in nelle varianti da 381 e 462 CV. Tutti i motori sono abbinati di serie alla trazione integrale e al cambio automatico.
Audi Q7: consumi
I consumi dichiarati dalla casa tedesca per l’Audi Q7 si attestano intorno ai 10,2 e gli 11,4 l/100 km per la 55 TFSI e tra gli 8,2 e i 9 l/100 km per le due varainti a gasolio. La più potente SQ7, invece, dichiara un consumo medio di 9,3-9,8 l/100 km.
Audi Q7: prova su strada
L’Audi Q7 è il SUV più grande della Casa dei Quattro Anelli e, con tutto il rispetto per una signora auto, nasce da un progetto abbastanza datato. Ci si aspetterebbe, quindi, una vettura ingombrante e un po’ impacciata. Anche con una motorizzazione da 490 CV come quella della versione di punta, la 60 TFSI e S line plus quattro tiptronic, che sfrutta un potente motore V6 da 3 litri all’interno di uno schema ibrido plug-in che promette grandi prestazioni a consumi irrisori (con la batteria carica, lauto dichiara infatti 1,3 litri per 100 km).
E invece, sospensioni attive, quattro ruote sterzanti, una taratura dell’assetto adeguata e pneumatici di generosissime dimensioni regalano un’agilità sorprendente. L’auto, che supera i 5 metri di lunghezza e che sfiora i 2.400 kg, si muove tra le curve con una facilità davvero sorprendente. Asseconda la strada anche nello stretto con inserimenti rapidi e una stabilità in percorrenza quasi da berlina. Alla fluidità di guida contribuisce anche uno sterzo tarato alla perfezione e, naturalmente, una coppia da 700 Nm che consente di uscire da ogni situazione con grande disinvoltura. Insomma, ci si ricorda di essere al volante di una Q7 in frenata, perché l’auto rallenta con grande efficacia ma si avvertono le reali masse della vettura, e – naturalmente – in parcheggio.
Audi Q7: allestimenti
Sono tre gli allestimenti disponibili per l’Audi Q7:
Q7: ovvero l’allestimento “base” che però già include molti accessori di serie.
Business: arricchisce la dotazioni con diverse soluzioni tecnologiche.
Sport: spicca per la presenza di elementi estetici dedicati.
Q7: la versione di partenza offre di serie Antenna al tetto in colore carrozzeria, Audi Drive Select (modalità: comfort, auto, dynamic, efficiency, allroad, offroad, individual), Auto-Check-System, Autoradio, Bluetooth, Controllo automatico velocità, Display a colori 8,3″ ad alta risoluzione, Sensori di parcheggio posteriori, Servosterzo, Carrozzeria zincata anti corrosione, Catarifrangenti passivi alle portiere, Correttore assetto fari, Fendinebbia, Frecce direzionali a LED negli specchietti esterni, Griglia radiatore con listelli verticali cromati, Griglia radiatore single frame nero lucida, Gruppi ottici posteriori e luci targa in tecnica LED, Hard top, Kit riparazione pneumatici, Lavatergifari, Luci posteriori in tecnica LED, Luci targa con tecnica LED, Lunotto termico, Mancorrenti in alluminio anodizzato, Modanature in alluminio lucido ai finestrini, Montanti centrali in colore nero lucido, Pacchetto esterno lucido, Parabrezza atermico con fascia grigia nella parte superiore, Protezione laterale antiurto alle portiere, Retrovisori ripiegabili elettricamente, Ruota di scorta con caratteristiche std., Sensore luci, Sensore pioggia, Sistema di controllo pressione pneumatici, Specchietti retrovisivi esterni colore carrozzeria, Specchietti retrovisivi esterni con indicatori di direzione a LED integrati, Terminali di scarico a doppio tubo, Verniciatura di contrasto: parte inf. paraurti ant. e post. di colore grigio platino o nero opaco, ABS, Airbag guida, Airbag laterali, Airbag passeggero, Airbag per la testa, Appoggiatesta anteriori attivi (2), Appoggiatesta posteriori, Controllo elettronico della stabilità, Frenata automatica di emergenza, Immobilizzatore, Portellone vano bagagli ad apertura e chiusura elettrica. Sistema di ancoraggio ISOFIX e 3° punto di ancoraggio Top Tether sui sedili post. Laterali, Sistema di appoggiatesta anteriori di sicurezza (protezione busto/testa), Cambio automatico, Filtro anti particolato, Freno di stazionamento elettromeccanico, Serratura di accensione elettronica e Sistema di recupero dell’energia in frenata.
Business: in questa versione è incluso di serie Audi Drive Select (modalità: comfort, auto, dynamic, efficiency, allroad, offroad, individual), Climatizzatore automatico “comfort” con filtro antipolline, Display a colori 8,3″ ad alta risoluzione, Sistema di ausilio al parcheggio posteriore, Cerchi in lega 8Jx18″ fucinati a 5 razze e pn. 255/60 R18, Dispositivo carico passante (schienale 2a fila), Inserti: “rifinitura diamante”, Listelli sottoporta con inserto in alluminio, Pomello leva del cambio aut. in pelle, Sedili rivestiti in tessuto Initial, Volante multifunzionale plus in pelle a 4 razze con bilancieri, Emergency call & Service call Audi connect, Cambio automatico Tiptronic, Proiettori allo Xenon Plus con reg. aut. prof. fari, Lavafari e Sensore pioggia/luci con funz. coming/leaving home.
Sport: la versione top di gamma include nel prezzo di partenza Controllo automatico velocità, Griglia radiatore single frame nero lucida, Protezione laterale antiurto alle portiere, Cassetto portaoggetti estraibile sotto il sedile pass., Doppio fondo del vano di carico, Listelli sottoporta con inserto in alluminio, Inserti: “rifinitura diamante”, Cambio automatico Tiptronic, Freno di stazionamento elettromeccanico, Sistema di recupero dell’energia in frenata, Computer di bordo, Proiettori allo Xenon Plus con reg. aut. prof. fari, Lavafari e Sensore pioggia/luci con funz. coming/leaving home.
Audi Q7: perché comprarla
Spazio: lunga più di 5 metri, la Q7 offre spazio in abbondanza anche per 7 persone.
Motori: ampia la gamma propulsori che include anche varianti elettrificate.
Tecnologia: tante le chicche tecnologiche disponibili, sia a livello tecnico che di infotainment.
Audi Q7: prezzi
Di seguito ecco indicato il listino prezzi dell’Audi Q7 aggiornato a settembre 2024:
Un veicolo pensato per soddisfare le esigenze di chi si muove nelle grandi città ed è attento all’ambiente. Questa la filosofia del nuovo CT-2, la microvettura a due posti sviluppata dall’israeliana City Transformer, nata nel 2014 con l’obiettivo di mettere sul mercato le prime microvetture a larghezza variabile. La vettura, infatti, si allarga e si restringe con l’obiettivo di essere utilizzata anche negli spazi stretti del traffico cittadino. I primi CT-2 dovrebbero uscire dalle linee entro la fine del 2026, e saranno destinati al mercato europeo.
Ecco la scheda tecnica della City Transformer CT-2:
La nuova microvettura di City Transformer ha una lunghezza di 2 metri e mezzo, un’altezza di 1 metro e 53. La larghezza, invece, varia in base alla configurazione: 1 metro in versione “City” e 1,3 metri nella versione “Performance”. Il passo è invece di 1,8 metri con sbalzi ridotti per sfruttare al massimo le dimensioni e dare forma a un abitacolo ampio.
Dimensioni
Lunghezza
2,50 metri
Larghezza
da 1 metro a 1,30 metri
Passo
1,80 metri
City Transformer CT-2: interni
Nella parte interna risalta lo schema 1+1, con il sedile del passeggero situato dietro quello del guidatore. Questo garantisce a ciascun passeggero uno spazio comodo anche in un abitacolo di dimensioni ridotte. La linea delle portiere si raccorda col cruscotto, e i materiali utilizzati per realizzarle sono completamente ecologici, anche se dalla superficie rifinita accuratamente. Il volante è di grosso diametro con una forma esagonale, e sulle razze ospita i comandi del computer di bordo, del cruise control, dell’impianto audio e della connessione telefonica.
City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4
City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3
City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2
Dietro al volante si trova la strumentazione, affidata a un moderno display digitale rettangolare. Le luci, il tergicristallo a pantografo e gli indicatori di direzione sono raccolti sulle classiche leve devioluci, mentre il comando per la marcia è racchiuso in una manopola sul lato destro della plancia. Le due configurazioni di guida disponibili sono controllate da altre due manopole montate ai lati del volante. Il sistema di condizionamento prevede di serie la funzione di riscaldamento, mentre il raffreddamento è disponibile come optional.
City Transformer CT-2: esterni
La carrozzeria del Ct-2 ha un design moderno e pulito, progettato dal team internazionale di City Transformer. Spiccano le superfici vetrate che aumentano la luminosità e la visibilità. Il frontale si caratterizza per le sottili luci a Led e per i proiettori tondi, mentre i fanali posteriori sono a sviluppo verticale e garantiscono un’illuminazione efficiente e un’elevata sicurezza.
City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5
City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6
City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7
City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1
City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche
Sul retro, un portellone sdoppiato orizzontalmente assicura l’accesso al vano di carico da 450litri, che può essere ampliato a 500 se si rimuove il sedile posteriore del tutto. La porta superiore, che include il lunotto, si apre verso l’alto, mentre la sponda inferiore a ribaltina agevola le operazioni di carico.
City Transformer CT-2: motori
Due motori montati nelle ruote posteriori compongono il sistema propulsivo della vettura e assicurano una potenza massima nominale di 15 kW, equivalenti a circa 20 CV, mentre quella di picco in accelerazione raggiunge i 22 kW, cioè 30 CV. La velocità massima cambia sulla base delle due configurazioni: è di 40 km/h in modalità “City” mentre in “Performance” si possono toccare i 90 km/h. Il diametro massimo di sterzata è di soli 8,5 metri, anche se ne bastano 8,2 quando il telaio è ristretto.
City Transformer CT-2: consumi
La batteria al litio a 48 V è ricaricabile con una normale presa di corrente domestica: 4 ore e 30 minuti il tempo necessario per raggiungere la carica completa. La batteria ha una formulazione classica Nichel Manganese Cobalto con una capacità di 15 kWh e può assorbire sino a 3,3 kW di potenza. Questa batteria consente un’autonomia massima di 180 km, che scendono a 120 se è in funzione il sistema di condizionamento.
City Transformer CT-2: allestimenti
La vettura è disponibile nei due allestimenti passeggeri a due posti (1+1) o commerciale (1+zona cargo); ha un volume di carico massimo di 450 litri e un peso a vuoto di 450 kg che diventano 560 kg con la batteria. Il telaio in acciaio e la carrozzeria in alluminio garantiscono solidità e leggerezza, mentre le ruote da 15” con pneumatici 135/70 e i freni a disco assicurano prestazioni adeguate ed efficienza energetica.
City Transformer CT-2: perché comprarla
Dimensioni: le misure compatte lo rendono perfetto per muoversi in città.
Versatilità: La soluzione di poter cambiare la larghezza della vettura la rende molto efficace nel traffico.
Spazio: nonostante le dimensioni ridotte, dentro c’è spazio in abbondanza per due persone e bagagli.
City Transformer CT-2: prezzi
Il prezzo del nuovo City Transformer CT-2 è fissato a 16.000 euro +IVA, ma la commercializzazione non è prevista prima del 2026
La prima generazione dell’utilitaria Swift è stata lanciata da Suzuki nel lontano 1983, ma in Italia il modello diventato davvero celebre con quella del 2004, ispirata in alcune soluzioni stilistiche alla allora nuova MINI by BMW.
In realtà, la Swift ha sempre avuto una personalità propria e un notevole equilibrio tra prezzo e sostanza, oltre ad essere una delle pochissime vetturette di questo segmento a proporre anche la trazione integrale senza essere un SUV. Tutte queste caratteristiche si confermano con la nuova generazione, quarta dal 2004 e settima complessivamente, che la Casa ha appena introdotto.
La gamma della piccola Suzuki Swift si amplia con l’arrivo della variante a quattro ruote motrici che, con l’uscita di scena della Fiat Panda 4×4, rimane ad oggi l’unica piccola a trazione integrale disponibile sul mercato. Rispetto alla Swift a due ruote motrici, la versione 4×4 resta praticamente identica dal punto di vista estetica. L’unica vera differenza è rappresentata dall’altezza da terra che cresce di 2,5 centimetri, proprio per permetterle di affrontare con maggiore facilità anche qualche tratto di offroad impegnativo.
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 11
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 12
Il motore resta il 1.2 a tre cilindri mild hybrid da 83 CV, chiamato a spingere una vettura solo leggermente più pesante della versione a trazione anteriore, il cui peso resta comunque al di sotto dei 1.000 kg, a garanzia di una buona maneggevolezza e di consumi contenuti.
Suzuki Swift: dimensioni
La Suzuki Swift rimane fedele a ruolo e posizionamento. La base è la generazione precedente, da cui non si distacca nelle dimensioni, mantenendo una lunghezza inferiore ai 4 metri e dunque un po’ sotto la media delle altre auto di questa fascia che hanno raggiunto e spesso superato quella soglia: misura infatti 3,84 metri di lunghezza, 1,73 di larghezza e 1,49 di altezza, mentre il passo è di 2,45 metri.
L’altezza da terra è contenuta, 11,5 cm anche per la versione 4×4, il bagagliaio conferma i 265 litri del modello che sostituisce, mentre il volume massimo a divano posteriore abbattuto è di 839 litri.
Dimensioni
Lunghezza
3.840 mm
Larghezza
1.740 mm
Altezza
1.480 mm
Passo
2.450 mm
Suzuki Swift: interni
Il design dell’abitacolo mostra cambiamenti molto maggiori rispetto all’esterno: la plancia ha una linea molto più elaborata, organizzata a “strati” orizzontali. La novità maggiore è il display centrale da 9” che finalmente non è più incassato nella consolle ma posizionato in alto.
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 7
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 4
Alla nuova interfaccia si accompagna un sistema d’infotainment più avanzato, con compatibilità wireless per i sistemi di connessione smartphone Apple CarPlay e Android Auto. Cambiano, inoltre, i comandi della climatizzazione, mentre la strumentazione davanti al conducente rimane analogica. Suzuki offre inoltre la nuova app Suzuki Connect che comunica informazioni in tempo reale sull’auto avvisando, ad esempio, se si sono dimenticate le porte aperte o le luci accese, mostrando consumi e autonomia, segnalando tentativi di furto o malfunzionamenti ecc…
Suzuki Swift: esterni
Le forme non sono molto diverse da quelle dei modelli precedenti e non cedono alla tentazione di sviluppare linee più sportiveggianti che finirebbero per compromettere lo spazio. Anche il design non é stato stravolto, ma piuttosto reinterpretato mantenendo gli elementi caratteristici.
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 5
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 6
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 1
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 2
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 8
Ritroviamo infatti la calandra arrotondata, il tetto dall’effetto “sospeso”, stavolta con montanti interamente neri che segnano una netta divisione tra il corpo vettura e la parte superiore dell’abitacolo, e la forma quadrata dei fanali posteriori. Spicca tra le novità il taglio del cofano, ampio e piatto, che va ad accarezzare i fari dalla firma luminosa a L.
Suzuki Swift: motori
Non è ancora il momento di una Swift elettrica. Suzuki rinnova però la formula del mild hybrid con un nuovo motore base, non più a quattro ma a tre cilindri, da 1,2 litri e 82 CV e dotato di una serie di accorgimenti per aumentare l’efficienza. Il motore è affiancato da un motogeneratore co nbatteria agli ion idi litio che aiuta a ridurre i consumi.
Questo motore è disponibile con cambio manuale a cinque rapporti oppure con un automatico di tipo CVT. Come da tradizione, poi, non manca l’opzione della trazione integrale automatica AllGrip AWD, una possibilità sempre più rara tra le utilitarie, offerta con il solo cambio manuale.
Suzuki Swift: consumi
Il peso inferiore ai 1.000 Kg consente alla Suzuki Swift di essere decisamente reattiva su strada e parsimoniosa nei consumi. Suzuki dichiara un consumo medio di 4,4 litri per 100 km, con emissioni di CO2 nell’ordine dei 99-110 g/km secondo il ciclo di omologazione WLTP.
Suzuki Swift: prova su strada
Suzuki Swift 3° generazione
Ci siamo messi alla guida della Suzuki Swift in allestimento Top e la prima cosa che ci ha colpito è stato l’abitacolo spazioso e comodo che, nonostante le dimensioni compatte dell’utilitaria giapponese, è in grado di ospitare tranquillamente quattro persone. Il cruscotto analogico attira l’attenzione grazie a due elementi circolari di grandi dimensioni in cui sono incastonati il contagiri e il contachilometri mentre al centro della plancia spicca il rinnovato schermo da 7 pollici del sistema di infotainment che, nonostante offra la compatibilità con Apple CarPlay e AndroidAuto e il navigatore, non è così comodo da utilizzare e non risponde con grande velocità al tocco.
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e caratteristiche 17
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13
Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e caratteristiche 15
Quello che più ci ha impressionato di questa piccola utilitaria è il nuovo motore sviluppato dai tecnici Suzuki, la dinamica di guida e i sistemi di assistenza alla guida. Con il restyling, infatti, è arrivato un nuovo propulsore che, nonostante una leggera diminuzione della cilindrata (da 1.242 a 1.197) e una riduzione dei cavalli (da 90 a 83), grazie all’aiuto del sistema mild hybrid, recupera un po’ di brio in accelerazione e offre anche una migliore efficienza complessiva: nel corso del test abbiamo sfiorato i 20 km/l di media. A livello di guida, la taratura rigida delle sospensioni rende l’auto piacevole da guidare e stabile anche nei curvoni a velocità sostenuta, con rollio quasi assente, il tutto, pur rimanendo confortevole anche sui tratti più sconnessi. Nonostante il prezzo contenuto, nell’ordine dei 20.000 euro, la Suzuki Swift hybrid è equipaggiata con numerosi sistemi di assistenza che facilitano e supportano la guida. Molto utili nei percorsi autostradali il cruise control adattivo, che regola la velocità per mantenere la distanza impostata con la vettura che precede, e il sistema di mantenimento della corsia.
Suzuki Swift: allestimenti
Nella gamma allestimenti indicata nel listino della Suzuki Swift è ormai disponibile un’unica versione:
Top
Top: infotainment da 9” con Apple CarPlay e Android Auto, fari full Led, cerchi in lega da 15” retrocamera, frenata automatica d’emergenza, cruise control adattivo, monitoraggio superamento linee di carreggiata.
Suzuki Swift: perché comprarla
Dimensioni: resta una delle utilitarie con gli ingombri più ridotti, agile in città ma non povera di spazio.
Versatilità: si può avere anche 4×4, pochissime rivali lo consentono.
Costi: il suo ibrido leggero è una delle soluzioni più equilibrate tra prezzo e benefici.
Suzuki Swift: prezzi
Di seguito i prezzi della Suzuki Swift aggiornati ad settembre 2024:
Per gli appassionati di fuoristrada, il nome Patrol non ha bisogno di presentazioni: la sua storia inizia nel 1951 e si sviluppa in sessant’anni di modelli sempre più evoluti tecnicamente ma con il denominatore comune della robustezza e della capacità di disimpegno su qualunque terreno. Fa parte di quella ristretta lista di modelli in cui rientrano anche Toyota Land Cruiser, Mitsubishi Pajero, Jeep Wrangler, metà dei quali oggi non sono più prodotti o comunque non più disponibili in Europa, dove le vetture grandi, pesanti e non elettrificate sono ormai messe al bando.
Patrol però non è scomparsa nel 2010, ha semplicemente intrapreso un’altra carriera: la serie Y62 lanciata in quell’anno è diventata un Suv lussuoso e potente (poco meno del modello Infiniti QX80 a cui fa da base), senza perdere la sua attitudine per gli ambienti difficili, destinato al mercato americano (con il nome di Armada) e a quello mediorientale. Ora è arrivata la serie successiva, siglata Y63, che continua su questo filone e che come l’altra non sbarcherà in Europa.
Le generazioni classiche di Nissan Patrol offrivano varianti corte e lunghe a tre e cinque porte, ma già con la serie Y62 la prima opzione è stata abbandonata mentre la lunga è cresciuta ancora nelle dimensioni superando i cinque metri di lunghezza e arrivando a toccare i 5,16 metri, per un passo di quasi 3,08 metri.
Oggi, la Y63 si spinge ancora oltre, mantenendo il passo invariato ma aggiungendo altri 20 cm alla lunghezza totale che arriva così a ben 5,35 metri. La larghezza supera i due metri, l’altezza arriva a oltre un metro e 95 cm, con un’altezza da terra di circa 24 cm per angol idi attacco, uscita e dosso rispettivamente di 33°, 24,5° e 25,5°.
Dimensioni
Lunghezza
5.350 mm
Larghezza
2.030 mm
Altezza
1.955 mm
Passo
3.075 mm
Nissan Patrol: interni
I contenuti sono sempre più high tech e così lo stile: essenziale come richiedono i canoni moderni, visto che quasi tutte le funzioni sono accessibili dal grande display touch da 28”, integrato con tecnologia NissanConnect 2.0, al centro della plancia, unito a quello della strumentazione che è alloggiato nello stesso pannello. Oltre a questo c’è soltanto un essenziale plancia all’estremità del tunnel centrale con comandi fisici per attivare i programmi di marcia specifici per i vari terreni, blocchi dei differenziali e climatizzazione. Il resto del massiccio tunnel è spazio a disposizione per stivare oggetti.
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1
Il ruolo di 4×4 di lusso vere e proprie rimane appannaggio delle cugine a marchio infiniti, ma Patrol, visti anche i mercati di destinazione, non si tira indietro offrendo estesi rivestimenti n pelle, tetto panoramico e una serie di accessori votati al comfort come gli schermi interattivi per i passeggeri posteriori. L’appartenenza a una famiglia di vere fuoristrada è pero orgogliosamente esibita da particolari come le grandi maniglie sui montanti sia anteriori si posteriori, utili per issarsi a bordo.
Nissan Patrol: esterni
Le forme sono solide e massicce, vestite da linee tutto sommato piuttosto semplici. Resta la calandra con griglia a maglie larghe, mentre i fari con profilo a doppia C sono uniti dalla parte superiore da un elemento luminoso. Lo stesso motivo è replicato nel posteriore anche qui con gruppi ottici collegati da un a terza luce a Led subito sotto il lunotto e il logo Nissan.
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12
Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5
Pedane ed elementi di rinforzo come gli inserti nei paraurti, sono integrati il più possibile nelle linee, evitando sporgenze eccessive sia per praticità nella guida fuoristrada sia per aiutare un po’ l’aerodinamica.
Nissan Patrol: motori
La gamma è composta da due potenti benzina V6 che sostituiscono i precedenti V8. Un downsizing parziale, perché le potenze ovviamente sono sempre elevate e adeguate all’utilizzo. L’unità di base è aspirata, con cilindrata di 3,8 litri e 316 CV di potenza per 386 Nm di coppia. La versione top scende ad appena 3,5 litri ma è dotata di doppio turbocompressore, fornisce 425 CV e una coppia quasi doppia, 700 Nm tondi tondi.
Entrambi i motori sono abbinati a un cambio automatico a nove rapporti e naturalmente alla trazione integrale corredata, come già accennato, con bloccaggi a comando elettronico e programmi per adattare il comportamento di tutto il gruppo motopropulsore alle diverse situazioni. I programmi, che vanno da “Eco” per ottimizzare i consumi a quelli specialistici per sabbia, rocce, fango ecc… adattano la risposta del motore, del cambio e dei controlli di trazione adattando la strategia per muoversi al meglio sui differenti fondi. C’è anche il sistema di guida assistita ProPilot.
Nissan Patrol: consumi
Non ancora dichiarati ma importanti, vista la mole, con un peso che va da 2,700 a 2.800 kg, la potenza e la complessa meccanica. Patrol non ha soluzioni ibride, per quanto i motori siano di ultima generazione e quindi il più efficienti possibile, rimane un mezzo dall’impostazione “vecchia scuola”.
A titolo di confronto, la serie precedente dichiarava una media di circa 14 litri per 100 km, corrispondenti a poco più di 7 km/litro, una media che i nuovi V6 più snelli ed efficienti potrebbero migliorare un pochino anche se la massa da portare a spasso rimane importante. A riprova della maggiore efficienza, il serbatoio dovrebbe avere una capienza di “appena” 90 litri.
Nissan Patrol: allestimenti
Gli allestimenti della nuova generazione della Nissan Patrol non sono ancora stati comunicati. Ne sapremo di più a ridosso dell’inizio della commercializzazione.
Nissan Patrol: perché comprarla
Tradizione: il nome Patrol evoca avventura e affidabilità.
Versatilità: le misure extra-large garantiscono spazio, l’allestimento è quasi da premium e la mobilità molto elevata.
Tecnologia: appartiene a una famiglia di “duri&puri”, ma ha contenuti all’avanguardia.
Nissan Patrol: prezzi
Il listino della Nissan Patrol non è ancora stato comunicato.
Cupra allarga la gamma con un nuovo modello: Terramar. Si tratta di un SUV medio che si inserisce a listino come una sorta di “ammiraglia a ruote alte” del brand spagnolo. L’auto si piazza un gradino sopra gli altri SUV a listino per dimensioni, contenuti e tecnologia.
Attenta, come per tutti gli altri modelli, alla dinamica di guida, Cupra sceglie per questa vettura uno schema di sospensioni che si avvale di n MacPherson all’anteriore e di un multilink al retrotreno. C’è la possibilità di avere ammortizzatori attivi per un controllo dell’assetto in tempo reale e lo sterzo progressivo, che cambia rapporto di demoltiplicazione e il carico in base alla velocità e all’angolo di rotazione.
La Cupra Terramar nasce sulla piattaforma MQB Evo che il gruppo Volkswagen utilizza per una moltitudine di modelli tra cui la VW Tiguan. L’auto è lunga 4,52 metri, larga 1,87 e alta 1,59. Ha un passo di 2,68 metri e, nel complesso, ha forme slanciate e dinamiche ma ben proporzionate.
Per questo può avvalersi di un abitacolo spazioso e di un bagagliaio abbastanza capiente. È più generoso sui modelli termici e riduce un po’ lo spazio a disposizione su quelli ibridi plug-in, che montano un secondo motore al posteriore e rinunciano quindi al doppio fondo.
Dimensioni
Lunghezza
4.519 mm
Larghezza
1.869 mm
Altezza
1.586 mm
Passo
2.680 mm
Cupra Terramar: interni
L’abitacolo della Cupra Terramar riflette perfettamente l’identità sportiva del brand e si distingue per l’ambiente ben rifinito e molto tecnologico. Gli interni sono caratterizzati da linee pulite e moderne, con largo uso di materiali come la pelle e l’Alcantara. Non mancano i dettagli in color bronzo tipici di Cupra. I sedili anteriori sono avvolgenti su tutta la gamma ma si fanno ancor più sportivi sulle versioni VZ.
Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3
Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2
Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1
Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche
La plancia è dominata da un ampio display centrale touchscreen, che gestisce il sistema di infotainment e che si distingue per una grafica chiara e molto intuitiva. Ad esso è abbinata la strumentazione digitale, che è riportata su un altro display piazzato dietro al volante. L’auto non rinuncia a una buona dose di praticità e offre sedili posteriori scorrevoli che consentono di variare la capienza del bagagliaio anche senza che sia necessario abbattere gli schienali della seconda fila. Il vano posteriore ha un volume di carico che va da 540 a 630 litri. Diventano 400-490 sulle versioni plug-in.
Cupra Terramar: esterni
La Cupra Terramar ha un frontale dominato dalla griglia con il caratteristico logo Cupra in bronzo, incorniciata da fari a LED sottili e affilati con firma luminosa a tre luci. Il paraurti anteriore ha grosse prese d’aria mentre il cofano anteriore, attraversato da vistose mercature longitudinali, si piega verso il basso nella parte anteriore per aumentare la sensazione di aggressività.
Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10
Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9
Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8
Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4
Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5
Nella vista di lato, la Cupra Terramar ha fiancate ben definite e passaruota pronunciati che ospitano cerchi in lega di dimensioni generose. Il posteriore è altrettanto distintivo, con un’ampia fascia luminosa a LED che attraversa tutto il retro dell’auto, unendo i due gruppi ottici posteriori. Dietro si notano anche gli scarichi sportivi e il diffusore, che sembra però avere una funzione più estetica che aerodinamica.
Cupra Terramar: motori
La Cupra Terramar offre una gamma variegata di motorizzazioni, che spaziano dai propulsori termici a quelli ibridi, fino alla versione plug-in. Per quanto riguarda i motori tradizionali, la Terramar monta un 2.0 TSI declinato in due versioni: una da 204 CV e una più potente da 265 CV. Entrambe sono equipaggiate con cambio DSG a doppia frizione a 7 marce. La versione più performante, denominata VZ (Veloz), offre anche la trazione integrale, a differenza delle motorizzazioni meno potenti che restano a trazione anteriore.
Passando alle soluzioni ibride, la Terramar mild hybrid utilizza un motore benzina 1.5 litri abbinato a un sistema elettrico a 48 Volt, per un totale di 150 CV. Anche qui, il cambio DSG a 7 marce è di serie. La novità più significativa è rappresentata dalla versione plug-in hybrid, che segna un debutto per il marchio Cupra. Questa versione è disponibile in due configurazioni: una con 204 CV e un’altra, più sportiva, con 272 CV, anch’essa identificata dalla sigla VZ. In queste varianti, il motore termico è il già noto 1.5 litri benzina, supportato da uno o due motori elettrici, alimentati da una batteria agli ioni di litio da 19,7 kWh. La ricarica può avvenire sia in corrente alternata che continua, con una potenza massima fino a 50 kW.
Cupra Terramar: consumi
La Cupra Terramar mild hybrid da 150 CV dichiara un consumo di 6,1 litri per 100 km sul ciclo combinato. La versione benzina da 265 CV, invece, ha bisogno di 8,5 litri per percorrere la stessa distanza.
Le versioni ibride plug-in, grazie alla possibilità di percorrere molti km in modalità esclusivamente elettrica (secondo i dati riportati dal costruttore sono circa 120) dichiara un consumo medio secondo il ciclo WLTP di soli 0,5 l/100 km.
Cupra Terramar: allestimenti
La Cupra Terramar viene proposta in due allestimenti ai quali ora si aggiunge la serie limitata America’s Cup.
Terramar
VZ
America’s Cup Limited Edition
Terramar: cerchi in lega da 19” con pneumatici 255/45 R19, fari full Led anteriori e posteriori, barre al tetto cromate, indicatori di direzione dinamici, specchietti esterni regolabili e ripiegabili elettricamente, vetri posteriori scuri, sistema di infotainment con touchscreen da 12”9, connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, strumentazione digitale Cupra Virtual Cockpit da 10”25, sedili sportivi, vetri elettrici, cruise control adattivo, portellone elettrico, clima automatico trizona, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, retrocamera, riconoscimento della segnaletica, front assiste e sensori luce e pioggia.
VZ: cerchi in lega da 20″, climatrinic tri-zona, sedili anteriori sportivi, Keyless Advanced, portellone elettrico, volante riscaldato, Adaptive Cruise Control.
America’s Cup Limited Edition: cerchi in lega da 20″ Vortex, colore carrozzeria Enceladus Grey Matt, sedili anteriori avvolgenti in Pelle Moonslate, Logo America’s Cup realizzato a laser sul montante B.
Cupra Terramar: perché comprarla
Look: il brand cupra ha un’estetica curata e personale. Per non passare inosservati
Dinamica di guida: Il telaio è raffinato e l’handling è da prima della classe, per la categoria
Versatilità: sia sul fronte motorizzazioni (con tante opzioni disponibile) sia per lo spazio interno
Cupra Terramar: prezzi
Di seguito il listino prezzi della Cupra Terramar aggiornato a settembre 2024:
Il nome Vanquish evoca brividi negli appassionati di sportive inglesi e… di cinema: la prima auto a portare questo nome è infatti nata nel 2002 diventando celebre per l’apparizione nel film “007 – La morte può attendere”, ed è stata seguita a distanza da un nuovo modello (AM310) lanciato nel 2012.
La Vanquish solitamente deriva dalla granturismo a 12 cilindri di Aston Martin come la DB9, ma ha un’impostazione più pura, a due soli posti invece che 2+2 e con una meccanica più spinta. L’ultima, appena presentata, conferma ancora una volta questo spirito.
Ecco la scheda tecnica della Aston Martin Vanquish:
Pur rimanendo una due posti, la nuova Aston Martin Vanquish è più grande della precedente e non di poco: il passo ha guadagnato 80 mm, passando da 2,74 a 2,82 metri, la lunghezza da 4,72 a 5,85 metri, mentre la larghezza passa da 1,90 a oltre 2,00 metri. Persino l’altezza è aumentata un pochino, da 1,28 a 1,29 metri.
Confrontata con l’attuale quattro posti DB12, la Vanquish è più lunga di 12 cm, più larga di circa 6 cm e ha un passo maggiore di un paio di cm. A livello strutturale, la Casa fa sapere di aver aggiunto rinforzi per aumentare la rigidità della scocca soprattutto lateralmente, con un miglioramento del 75% rispetto alla più recente versione della DBS che questo modello sostituisce, contribuendo a rendere la guida più precisa.
Dimensioni
Lunghezza
4.850 mm
Larghezza
2.040 mm
Altezza
1.290 mm
Passo
2.820 mm
Aston Martin Vanquish: interni
Classici nell’impostazione ma con la giusta dose di tecnologia di ultimo grido: gli interni della Aston Martin Vanquish sono il solito tripudio di pelle pregiata che avvolge i sedili e la plancia, in quest’ultima sono però incastonati due schermi da 10,25”, uno per la strumentazione e uno per il sistema di infotainment. Il sistema che lo anima è stato sviluppato dalla stessa Aston Martin, desiderosa di offrire una connettività avanzata ma al tempo stesso “personalizzata”, coordinata con una nuova app per dispositivi mobili che permette funzioni di controllo remoto.
Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3
Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2
Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1
Il comfort è elevato, lo spazio generoso per un’auto sportiva, anche se il bagagliaio stenta ad arrivare ai 300 litri che consentirebbe un’utilitaria per via delle forme tradizionali. Poco male, perché alle spalle degli occupanti ci sono ampi vani per alloggiare set di valige. Parlando dei sedili Sport Plus, si possono scegliere quelli standard oppure quelli ultraleggeri con struttura in fibra di carbonio. Infine, poi, le personalizzazioni consentite dal programma “Q BY Aston Martin”
Aston Martin Vanquish: esterni
Le forme non riservano sorprese, classiche e be distese, ma sul design qualche novità si ravvisa: lo stile, infatti, è un pochino meno tradizionalista del solito, soprattutto nel posteriore, dove le fanalerie tradizionali sono sostituite da sottili gruppi composti da strisce di Led alle estremità del posteriore, sotto il vistoso spoiler integrato nella coda.
Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5
Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8
Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9
Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10
Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche
Il frontale non abbandona l’inconfondibile griglia Aston Martin dalla caratteristica forma, ancora più grande e decorata con le tradizionali barre orizzontali. I fari, raccolti nella parte alta del cofano, hanno un’ottica complessa che integra un sistema di illuminazione a matrice di Led. La vocazione prestazionale è marcata dai grandi sfoghi per l’aria che congiungono parafanghi e portiere, decorati con grandi fregi, e da quelli al centro del cofano, dalle funzioni anche aerodinamiche. Inoltre, per la prima volta Aston Martin offre su un modello di questa famiglia un tetto panoramico. I cerchi in lega sono da 21”.
Aston Martin Vanquish: motori
Non è ancora il momento per Aston Martin di cedere alle lusinghe dell’elettrificazione: la Vanquish conferma il poderoso motore V12 da 5,2 litri biturbo di origine Mercedes-AMG, proposto senza nemmeno l’ombra di un sistema ibrido, con una potenza massima di 835 CV scaricati tutti al posteriore. Il motore è stato ottimizzato, è più reattivo e più efficiente nella gestione della sovralimentazione, consentendo anche un surplus di spinta nelle accelerazioni più vivaci.
Il cambio è un automatico a otto rapporti marchiato ZF con il classico convertitore, per meglio trasmettere la grande coppia di ben 1.000Nm. Malgrado le misure più abbondanti, questo basta a toccare i 345 km/h di velocità massima. La trasmissione è completata da un differenziale posteriore con effetto autobloccante gestito elettronicamente.
Aston Martin Vanquish: consumi
Le molte ottimizzazioni e il nuovo cambio automatico non hanno reso il motore soltanto più potente e pronto, ma hanno migliorato anche la gestione energetica, fermo restando che si tratta di una sportiva dalle prestazioni elevatissime e, lo ricordiamo, assolutamente non elettrificata, quindi priva di qualunque supporto ibrido anche leggero.
Il consumo medio si aggira sui 13,7 litri per 100 km, che equivalgono a poco più di 7 km con un litro. Indubbiamente appare un dato impegnativo, tuttavia se facciamo il raffronto con la DB12, mossa da un più piccolo V8 biturbo da 680 CV che dichiara 12,5 litri per 100 km, va considerato che la Vanquish ha una potenza superiore di 150 CV, dimensioni maggiori e un peso aggiuntivo di circa 50 kg. Le emissioni di CO2 dichiarate sono di 312 g/km contro 278.
Aston Martin Vanquish: allestimenti
La Vanquish avrà un equipaggiamento unico e standard con possibilità di personalizzazione delle finiture e degli accessori secondari quasi illimitate.
Aston Martin Vanquish: cerchi da 21”, sistema infotainment dedicato con display da 10,25”, Apple Carplay wireless, Android Auto via cavo, sedili sportivi, rivestimenti in pelle, pacchetto sicurezza attiva.
Aston Martin Vanquish: perché comprarla
Status: è il top della gamma di Aston Martin e il modello più spinto prestazionalmente escluse le supercar. E costa oltre 400.000 euro
Prestazioni: tanti cavalli e un telaio fatto per renderli godibili, anche se spinta resta una GT nell’anima
Esclusività: Ne faranno 1.000, che non sono pochissime, ma potrebbe essere l’ultima Aston Martin con un V12 “puro”.
Aston Martin Vanquish: prezzi
Di seguito il listino prezzi della Aston Martin Vanquish aggiornato a settembre 2024:
Suzuki è una delle poche Case automobilistiche che non ha ancora una vettura 100% elettrica a listino. Ancora per poco. Il gruppo di Hamamatsu, infatti, presenterà la sua prima auto esclusivamente a batteria nel corso del 2025.
Fino a qualche tempo fa, il progetto di questa prima elettrica era avvolto nel mistero. Ora che l’esordio si avvicina, le informazioni iniziano a trapelare. Prima di tutto, si sa che l’auto sarà costruita seguendo un approccio in linea con la tradizione del brand. È chiamato “Sho-Sho-Kei-Tan-Bi” che potrebbe essere tradotto con “compatto, meno complicato, leggero, minimale, bello”. Sarà molto simile alla concept EVX presentata nel 2023
La Suzuki EVX è considerata una sorta di Vitara a zero emissioni. Quindi ha una lunghezza di circa 4,2, 4,3 metri. Stesse dimensioni anche per quanto riguarda la larghezza di 1,78 metri e un’altezza di circa 1,6 metri. Il passo dovrebbe essere intorno ai 2,5 metri, forse un po’ di più, visto che nascendo su una piattaforma elettrica, potrebbe avere un interasse più generoso e sbalzi meno pronunciati.
La prima elettrica targata Hamamatsu, nel pieno rispetto della già citata strategia “minimalista” e “razionale” citata sopra, sfrutterà al massimo i centimetri a disposizione, per offrire una buona abitabilità per cinque passeggeri e un bagagliaio capiente al punto giusto, intorno ai 360-400 litri.
Resta da capire se l’auto proporrà un frunk anteriore per regalare agli occupanti un vano ulteriore per caricare altri oggetti o, magari, i cavi di ricarica.
Dimensioni
Lunghezza
4.200 mm
Larghezza
1.800 mm
Altezza
1.600 mm
Passo
2.500 mm
Suzuki EVX: interni
Nell’abitacolo la Suzuki EVX propone uno stile inedito per quanto riguarda i canoni stilistici della Casa. Prima di tutto per la presenza di una plancia a forte sviluppo orizzontale che è sormontata da un gigantesco monitor piazzato a sbalzo che nella parte dietro al volante mostra la strumentazione e che nella parte centrale visualizza i comandi del sistema di infotainment.
L’auto ha tunnel orizzontale dalle forme estremamente pulite e un volante dalla corona schiacciata che nella parte superiore e in quella inferiore è dotato anche di vistose incurvature. I sedili, ergonomici, hanno schienali molto sottili, per massimizzare l’abitabilità.
Suzuki EVX: esterni
Esteticamente, la Suzuki EVX sottolinea il fatto di essere SUV con linee ben marcate e muscoli in vista. Colpisce soprattutto il frontale molto alto e verticale. Nella parte alta. Sotto la linea del cofano, è attraversato da una fascia nera che incastona il badge centrale e che sui lati si biforca a Y per dare spazio ai fari, caratterizzati da una firma luminosa a elementi orizzontali.
Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5
Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4
Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3
Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1
Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2
Nella vista laterale piace la presenza di passaruota molto pronunciati, con quello posteriori che sembra invadere il finestrino, quasi a dare l’impressione di una sportiva Anni ’70. Dietro la fanaleria che occupa tutta la larghezza dell’auto, è sormontata da uno scalino orizzontale che ricorda un po’ uno spoiler e che dona un’intrigante tridimensionalità.A completare la caratterizzazione estetica ci sono due vistose slitte paracolpi e le protezioni laterali in plastica, con inserti cromati, che ricordano un po’ le pedane di certi fuoristrada duri e puri.
Suzuki EVX: motori
Per esordire nel mondo delle zero emissioni Suzuki ha siglato una partnership con Toyota, Casa che rappresenta una sorta di grande accentratrice di tutti i principali costruttori giapponesi che stanno cercando di recuperare terreno sull’elettrico e di ritagliarsi un posto al sole sul panorama internazionale della mobilità del futuro.
Per questo motivo si pensa che la Suzuki EVX sarà dotata di una batteria agli ioni di litio da 60 kWh che dovrebbe garantire circa 800 km di autonomia. Il motore elettrico, invece, dovrebbe arrivare dall’azienda canadese Inmotive, con la quale Suzuki lavora da tempo.
Suzuki EVX: consumi
Con una batteria di dimensioni generose ma non esagerate e un solo motore elettrico, la Suzuki EVX sfoggia un’autonomia da prima della classe. Se questi dati saranno confermati, saranno merito di un’ottima efficienza di sistema e di un peso contenuto.
E se davvero con una batteria da 60 kWh potrà percorrere 800 km, significa che, sul misto, non avrà consumi superiori ai 7,5 kWh/100 km, un valore che, a dire il vero, è davvero troppo ottimistico (o comunque un valore omologato secondo cicli di valutazione diversi dal nostro WLTP).
Suzuki EVX: perché comprarla
Look: ha il fascino tutto praticità e razionalità tipico di molti modelli del brand
Prezzo: come da tradizione Suzuki, avrà un rapporto prezzo/contenuti accattivante
Economicità d’esercizio: con consumi ridotti all’osso, sarà davvero parca nei costi di uso e manutenzione.
Suzuki EVX: prezzi
Aspettando informazioni precise, che saranno rilasciate soltanto nel corso del prossimo anno, per capire quanto costerà questa Suzuki EVX ci rifacciamo alle parole del presidente della Casa in persona.
Toshihiro Suzuki, parlando del modello, ha detto che per soddisfare le esigenze del cliente medio di Suzuki questa vettura dovrebbe essere venduta a un prezzo accessibile alle masse. Resta da capire se, essendo un’auto costruita in India e venduta anche su molti mercati emergenti, sarà conveniente o, addirittura, di rottura.
L’enorme salto avanti in termini qualitativi compiuto da Hyundai negli ultimi anni, trova la sua massima espressione nella Hyundai i30, la due volumi di Segmento C che oggi rappresenta davvero una concreta alternativa alle tante compatte oggi disponibili, competendo ad armi pari anche con la regina di questa fetta di mercato: la Volkswagen Golf. Recentemente aggiornata nello stile e nei contenuti, con l’ultimo restyling diventa ibrida grazie al sistema Mild-Hybrid MHEV a 48V e adotta il nuovo motore 1.5 litri T-GDI da 140 CV ibrido. Un definitivo salto di qualità per la compatta coreana che aggiorna anche gli allestimenti N Line disponibili su tutte le versioni. La i30, infatti, presenta un design dallo stile personale, unito ad interni ben realizzati sia nell’assemblaggio che nella scelta dei materiali.
Di seguito ecco la scheda tecnica della Hyundai i30:
Per i clienti più sportivi Hyundai presenta la i30 N Drive-N Limited Edition, la nuova serie limitata prodotta in appena 800 esemplari caratterizzata da un look inedito.Il nuovo allestimento si riconosce a colpo d’occhio per le nuove tinte per la carrozzeria Phantom Black Pearl e Serenity White Pearl, entrambe perlate. Impreziosiscono poi ulteriormente il profilo della vettura i cerchi in lega dedicati, da 19 pollici, forgiati e in tinta bronzo scuro opaco.
Hyundai i30: prezzi, dimensioni e prova su strada 5
Hyundai i30: prezzi, dimensioni e prova su strada
Hyundai i30: prezzi, dimensioni e prova su strada 1
Hyundai i30: prezzi, dimensioni e prova su strada 4
Hyundai i30: prezzi, dimensioni e prova su strada 3
Hyundai i30: prezzi, dimensioni e prova su strada 2
I badge neri e i dettagli rossi delle pinze del freno e delle cuciture dei sedili creano poi un contrasto che sottolinea l’aggressività dell’allestimento. Infine, troviamo targhette dedicate applicate sui parafanghi anteriori, riportanti in inciso le coordinate GPS del Centro Test Hyundai Motor Europe al Nurburgring. Aprendo le portiere, invece, oltre agli elementi rossi già menzionati, troviamo loghi N illuminati sui sedili in alcantara. Nessuna modifica, invece, è stata apportata al motore.
Hyundai i30 restyling
Arriva il momento del secondo restyling per la Hyundai i30. Con l’ultimo aggiornamento il design della media coreana non cambia molto: le modifiche principali si concentrano nella presenza di una nuova trama per la calandra e qualche piccolo affinamento a livello delle prese d’aria sul paraurti anteriore, mentre nel posteriore è stata rivista la parte bassa del paraurti.
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Anche l’abitacolo resta praticamente lo stesso dal punto di vista stilistico, ma ora è possibile scegliere il quadro strumenti digitale con una diagonale di 10,25 pollici. Arrivano poi sensori di parcheggio anteriori e posteriori di serie, tre prese di ricarica Usb-C, fari Full-Led di serie e una dotazione ancora più ricca per quanto riguarda la sicurezza. Nessuna informazione, al momento, per quanto concerne la gamma motori, mentre si sa che a listino entrerà l’inedito allestimento Business.
Hyundai i30: dimensioni
La Hyundai i30 è una berlina due volumi che rispecchia in pieno le misure proprie del segmento C. La lunghezza, infatti, misura 4 metri e 34 centimetri, mentre il passo di due metri e sessantacinque garantisce un buon comfort anche ai passeggeri del divanetto posteriore. Buona la capacità del bagagliaio pari a 395 litri.
Dimensioni
Lunghezza
4.340 mm
Larghezza
1.800 mm
Altezza
1.460 mm
Passo
2.650 mm
Hyundai i30: interni
L’abitacolo della Hyundai i30 ha uno stile moderno e curato: i materiali che rivestono la plancia sono di buona qualità e tutti i comandi sono facilmente raggiungibili anche quando si è alla guida. Tutto nuovo poi è il quadro strumenti digitale con schermo da 7 pollici, mentre al centro della plancia il vero protagonista è lo schermo da 10,25 pollici del sistema di infotainment, che permette di accedere a diverse funzioni, da quelle multimediali al navigatore, passando per una serie di servizi connessi gestibili anche da remoto attraverso l’apposita App.
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Buono poi lo spazio a bordo, con centimetri in abbondanza anche per chi viaggia dietro. Anche la luminosità è buona, merito delle ampie superfici vetrate che, inoltre, permettono di limitare al minimo gli angoli ciechi. Per i clienti più sportivi c’è la variante N, che si differenzia dal resto della gamma per i sedili a guscio disponibili a richiesta, che permettono di risparmiare oltre 2 kg l’uno, mentre il volante sfoggia i pulsanti azzurri per la selezione delle diverse modalità di guida.
Hyundai i30: esterni
Con l’ultimo aggiornamento, lo stile della Hyundai i30 è stato rivisto senza grandi stravolgimenti, intervenendo di fino per rendere l’estetica del modello più moderna e attuale. Ecco quindi che nella parte anteriore a dominare è ora una calandra di più grandi dimensioni con una trama inedita. Accanto a questa spiccano i nuovi fari dotati di tecnologia Full-Led, caratterizzati da una firma luminosa che punta verso il centro della vettura.
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La medesima finitura è stata utilizzata per i gruppi ottici posteriori, che sono ulteriormente impreziositi da una serie di punti luminosi che creano una sorta di “effetto cristallo” quando accesi. Rimanendo nella parte posteriore, cambia la parte bassa del paraurti sulla quale è ora presente un diffusore più pronunciato, che ha però una funzione puramente estetica. Con l’allestimento N Line, lo stile della i30 si fa più cattivo, ispirandosi alla più sportiva versione N: le prese d’aria anteriori crescono nelle dimensioni, mentre dietro, accanto all’estrattore, spicca la presenza di un doppio terminale di scarico.
Hyundai i30: motori
La gamma motori della rinnovata Hyundai i30 si compone oggi di sole unità a benzina, tutte dotate di tecnologia ibrida a 48 Volt. Si parte con il 1.0 T-GDI da 100CV, disponibile sia con cambio manuale con frizione elettroattuata, sia con l’automatico (in questo caso solo in variante mild-hybrid). Con le stesse due trasmissioni è disponibile anche il più potente 1.5 T-GDI da 140CV. Venendo alla parte ibrida a 48 V, la stessa del 1.0, è costituita da una batteria a polimeri di litio da 0,44 kWh (collocata sotto il baule) e da un motogeneratore da 15 CV che, collegato al motore a benzina tramite una cinghia, fa da motorino di avviamento e dà una spinta in più in accelerazione, ricaricando la batteria in fase di rilascio e frenata.
Hyundai i30: consumi
Interessanti i consumi dichiarati dalla casa coreana per la Hyundai i30. La versione benzina da 100 CV promette una percorrenza media di 22,2 Km/l, mentre per quella da 140 CV il valore scende a 21,3 Km/l.
Hyundai i30: prova su strada
Hyundai i30 N
Con il mondo che viaggia spedito verso un futuro elettrico, Hyundai continua comunque a pensare agli appassionati più puri, continuando a proporre modelli ad alte prestazioni delle sue vetture. La Hyundai i30 N, infatti, è la capostipite di una nuova famiglia di modelli vitaminizzati dalla divisione sportiva del costruttore coreano. Dietro la carrozzeria azzurra, i vistosi cerchi da 19 pollici e i grandi terminali di scarico, si nasconde una vettura con un potenziale prestazionale che lascia estasiati. Rigida, rumorosa, veloce: la Hyundai i30 N rappresenta l’esperienza di guida più pura che si possa trovare a bordo di una sportiva a trazione anteriore di Segmento C.
Ma andiamo con ordine. L’estetica della i30 N è molto simile a quella delle più tranquille versioni N Line a listino. A cambiare sono i dettagli, come il grande spoiler posteriore e il doppio terminale di scarico nella parte posteriore, mentre i cerchi in lega sono forgiati e permettono di ridurre il peso delle masse non sospese di circa 14 kg. L’ambiente interno poi, ha un sapore più racing enfatizzato dalla presenza di avvolgenti sedili a guscio e di un volante con pulsanti dedicati alla selezione delle diverse modalità di guida: Eco, Normal, Sport, N e Custom.
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Ma ciò che impressiona è la meccanica della i30 N. Sotto il cofano scalpita un 2 litri turbo a quattro cilindri con una potenza di 280 CV per 392 Nm di coppia, tutti scaricati sulle ruote anteriori attraverso il nuovissimo cambio a doppia frizione DCT. Non manca poi un differenziale autobloccante a gestione elettronica e un assetto sempre a controllo elettronico.
Finché non ci si mette al volante della nuova Hyundai i30 N, però, non si può capire quanto “track oriented” sia stato il lavoro dei tecnici del reparto N. La spinta del 2 litri è corposa fin dai bassi regimi, ma è oltre i 4.000 giri che diventa davvero rabbiosa, mentre il cambio passa da una marcia all’altra in un battito di ciglia con sobbalzo secco dal sapore molto racing. Ma il vero protagonista sulla i30 è l’assetto. Regolabile su tre diverse posizioni, trasforma la macchina in una vera mangia curve: nella modalità più rigida azzera ogni fenomeno di rollio e beccheggio, anche grazie ad una barra duomi posteriore di dimensioni notevoli. Il tutto si traduce in un avantreno dalla precisione chirurgica in inserimento, con un volante dal giusto carico che permette di capire sempre perfettamente ciò che accade sotto le ruote anteriori, mentre il posteriore segue la traiettoria con una pulizia che lascia stipiti. Mentre in uscita a dominare è il lavoro del differenzialeautobloccante, che potendo spostare la coppia sulla ruota che in quel momento ha più trazione permette di tornare sul gas molto presto in uscita di curva.
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Certo, qualche piccolo difetto c’è: il peso di oltre 1.500 kg in certe circostanze si sente e in generale il 2 litri è un motore molto assetato. Se non ci si fa prendere la mano si riescono a percorrere circa 9 km/l, ma bisogna farci molta attenzione. Ma tutto questo poco conta rispetto alle emozioni che questa vettura è in grado di regalare: l’assetto così preciso e uno scarico dalla voce profonda e costantemente scoppiettante mettono una gran voglia di guidare senza mai fermarsi, cercando un tratto di strada tutto curve per raggiungere qualsiasi destinazione. Insomma, la Hyundai i30 N è davvero un’auto per amanti della guida e, sicuramente, una delle migliori hothatch che possiate comprare.
Hyundai i30 1.0 T-GDI 48V
Con l’uscita dai listini della cattivissima N, ora la gamma motori della i30 risulta costituita unicamente dal propulsore 1.5 da 140 CV, oppure dal più piccolo 1.0 a tre cilindri (anche mild-hybrid) da 100 CV. Noi ci siamo messi al volante proprio di quest’ultimo nella variante a 48 Volt, che viene proposto in abbinamento al cambio automatico. Dal punto di vista estetico, specialmente se scelta in allestimento N Line come quello oggetto della nostra prova, ricalca in maniera piuttosto fedele le forme della più cattiva i30 N.
Dove cambia, naturalmente, è nella dinamica. Il piccolo 1.0 da 100 CV è piuttosto brioso nella prima fase di spinta, per poi calare leggermente quando ci si avvicina alla zona alta del contagiri. L’assetto, invece, ha una taratura particolarmente votata al comfort: forse con un set di cerchi un po’ più grandi rispetto a quelli di serie è possibile rendere i movimenti della scocca più contenuti e così la dinamica più precisa. Il che non guasterebbe visto l’ottimo sterzo che seppur molto demoltiplicato resta sempre molto comunicativo. Non ci ha convinto molto il cambio, invece: veloce nel passaggio da un rapporto all’altro, ma alle volte un po’ incerto sul comportamento da adattare soprattutto in curva, con il risultato che molto spesso ci si trova con una marcia troppo alta quando si torna sull’acceleratore. Detto questo, però, il vero punto forte della i30 in abbinamento a questo propulsore restano i consumi. Nel corso del nostro test, mettendo alla frusta la vettura in vari contesti, siamo riusciti a registrare una media di circa 6 l/100 km. Davvero un ottimo risultato.
Hyundai i30: allestimenti
Sono due gli allestimenti disponibili per la Hyundai i30:
Business
NLine
Business: prevede di serie 6 airbag, Sistema di controllo della stabilità (E.S.P.), A.B.S, Hyundai Smart Sense, Cerchi in lega da 16”, fari anteriori full led, Luci diurne e di posizione Led, Vetri posteriori oscurati, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, Cluster Supervision 7”, Cruise control, volante rivestito in pelle, Ski-trough, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Bluetooth con riconoscimento vocale, comandi audio al volante, Touchscreen da 8” con connettività Apple car play/Android e retrocamera.
N Line: aggiunge cerchi in lega da 17” o 18”, Design sportivo N Line, Paraurti anteriore e posteriore con disegno N, specchietti retrovisori neri, sedile passeggero regolabile in altezza e volante sportivo a tre razze e pomello del cambio con N design.
Hyundai i30: perché comprarla
Qualità: negli ultimi anni è cresciuto molto il livello qualitativo dei modelli Hyundai.
Prezzo: ottimo il rapporto tra prezzi e dotazioni.
Prestazioni: per chi cerca il massimo delle prestazioni, la I30 N ha ben poche rivali in questa categoria.
Hyundai i30: prezzi
Di seguito ecco il listino prezzi della Hyundai i30 aggiornato a settembre 2024: