Quanto costa mantenere un’auto all’anno

Quanto costa mantenere un'auto all'anno

Il conto di quanto costa mantenere un’auto all’anno non si fa mai tutto in una volta. Dentro quella forchetta convivono voci che non puoi toccare e voci che dipendono solo da come organizzi l’anno.
Voce per voce il costo dipenda dal contesto più che dal modello. La stessa utilitaria assicurata a Milano e assicurata a Napoli produce due bilanci diversi, e la differenza di premio da sola può valere più di un tagliando completo. Il punto interessante è che le voci più pesanti sono anche quelle su cui hai margine di manovra. Bollo e revisione sono importi decisi altrove, il carburante dipende da quanto guidi e da come guidi, la manutenzione dipende da quanto anticipi i problemi. Chi ragiona sul risparmio parte quasi sempre dall’assicurazione e si ferma lì, lasciando intatto il blocco che pesa di più.

Bollo, assicurazione e revisione: il pavimento della spesa

Il bollo si calcola sui kilowatt e sulla classe ambientale, e il tuo unico margine sta nella scelta del veicolo, non nella gestione. La revisione ha una cadenza fissa, quattro anni dalla prima immatricolazione e poi ogni due, con una tariffa stabilita a livello ministeriale a cui si aggiunge il costo del centro. Sono le due voci che entrano nel bilancio già scritte. L’assicurazione è il primo punto dove il conto si muove davvero, perché la stessa classe di merito produce premi molto diversi a seconda di provincia, età del conducente e formula scelta. È anche la voce che le persone rinegoziano più spesso, e proprio per questo il margine residuo dopo due o tre confronti tende a esaurirsi. Chi ha già ottimizzato qui deve cercare altrove.

Il calendario delle gomme entra nel bilancio annuale

Gli pneumatici, nuovi o usati, non sono una spesa che arriva ogni cinque anni: sono una spesa che arriva ogni sei mesi, sotto forma di montaggio. Sul mercato i modi di coprire il calendario sono due, e producono bilanci diversi. Il primo è il doppio treno stagionale con custodia fuori stagione, il secondo è il treno unico all season, da acquistare magari a prezzi bassi, come ad esempio i profili che trovi nella sezioni dedicata alle gomme 4 stagioni proposte da Norauto, sito web tra i più conosciuti e affidabili in Italia che vanta oltre 40 centri di montaggio e officine di proprietà sul territorio.
Il doppio treno costa in montaggi, equilibrature e deposito, e in cambio ti dà la prestazione migliore in entrambe le stagioni, il treno unico all season elimina due montaggi l’anno e la custodia, e chiede in cambio di accettare prestazioni intermedie agli estremi della stagione. La scelta dipende da due numeri che conosci solo tu: i chilometri che percorri e il clima della zona in cui li percorri. Sotto i 10.000 chilometri annui e in una provincia senza gelate stabili, il doppio treno tende a costare più di quanto renda; sopra quella soglia o in area alpina e prealpina, il calcolo si ribalta.

Quanto costa mantenere un'auto all'anno 1

Due treni o uno solo: come cambia il conto

Il confronto va fatto su un orizzonte di quattro o cinque anni, non su una stagione. Un doppio treno dura circa il doppio in termini di calendario, perché ogni set lavora sei mesi all’anno, ma richiede due montaggi stagionali e una custodia per ogni anno di vita del veicolo. Il treno unico consuma di più in chilometri percorsi e si sostituisce prima, però azzera le voci ricorrenti.
C’è poi un vincolo normativo che non dipende dal portafoglio. Dal 15 novembre al 15 aprile l’obbligo invernale è in vigore su gran parte della rete stradale italiana, con ordinanze locali che possono anticiparlo o estenderlo: le date e le regole aggiornate dell’obbligo pneumatici invernali vanno verificate sulla propria provincia prima di scegliere la strategia, perché una gomma all season senza marcatura 3PMSF non soddisfa il requisito.

L’etichetta europea e la spesa che non compare in fattura

C’è una voce che nessuno mette in preventivo e che paghi comunque a ogni pieno. Il regolamento (UE) 2020/740 impone su tutti gli pneumatici venduti nell’Unione un’etichetta con tre parametri: efficienza energetica, aderenza sul bagnato e rumorosità esterna. La prima classe è quella che incide sul bilancio annuale, perché misura la resistenza al rotolamento, cioè quanta energia il motore spende per far girare le ruote. Il salto da una classe all’altra vale pochi punti percentuali di consumo, ma si moltiplica per tutti i chilometri percorsi in quattro o cinque anni di vita del treno. Su un profilo di utilizzo medio la differenza tra due modelli della stessa misura e dello stesso prezzo può valere più del risparmio ottenuto contrattando sul prezzo d’acquisto, ed è un dato pubblico che trovi stampato sull’etichetta prima di decidere.

Come rifare il conto sulla tua auto

Il metodo che funziona è banale e quasi nessuno lo applica: annota per dodici mesi ogni uscita legata all’auto, carburante compreso, e alla fine dividi per i chilometri percorsi. Il risultato è il tuo costo chilometrico reale, e nella maggior parte dei casi è più alto della cifra che avevi in mente. Da quel numero si capisce subito quale voce merita attenzione e quale è già al minimo. Nel calcolo vanno messe anche le sostituzioni che non sono ancora arrivate. Un treno di gomme ha una vita che si misura insieme in anni e in chilometri, e sapere quando arriverà il prossimo cambio evita di scoprilro il giorno in cui il battistrada scende sotto la soglia: la durata media degli pneumatici e i chilometri dopo cui vanno sostituiti sono il riferimento per spalmare quella spesa sugli anni giusti invece di subirla tutta insieme.

In collaborazione con Norauto (edited)

BMW: tutte le novità in arrivo nel 2026

BMW: tutte le novità in arrivo nel 2026

Un anno di rivoluzione. BMW è pronta sfornare i suoi modelli del futuro. A partire dalla iX3, rivelata al salone di Monaco. Poi arriveranno la i3, la X5 e la Serie 3 classica, insieme ai restyling della X2 e della X1. Ecco tutte le novità nella Casa tedesca.

  • X2 Restyling
  • X1 Restyling
  • X5
  • i3
  • Serie 3
  • iX3

X2 Restyling

Qui le novità non sono così accentuate: si parla infatti di piccoli ritocchi sul lato estetico e di uno sfoltimento delle motorizzazioni. Qui, infatti, verranno eliminate le meno potenti per dare la priorità a quelle più aggressive.

X1 Restyling

La X1, invece, si presenterà con un restyling di metà carriera senza troppi stravolgimenti. Le novità più interessanti riguarderanno invece i powetrain, che saranno più efficienti e potenti, senza però passare all’elettrico.

 X5

Oggi si chiama solo “progetto G65”, ma nel corso del 2026 questo prototipo diventerà la nuova BMW X5. Il suv sarà rinnovato nello stile di esterni e interni, con una lunghezza che potrebbe toccare i cinque metri.

La varietà sarà il pregio della gamma motori, che passerà dall’elettrico puro alla combustione interna. Solo per l’Europa verrà mantenuto anche il diesel, nonostante le immatricolazioni siano in discesa da tempo.

 

 i3

Si tratta della controparte elettrica della nuova Serie 3, e sarà basata sulla piattaforma Neue Klasse. Lo stile, infatti, sarà simile a quello della “sorella” a combustione interna, mentre invece verrà modificato il frontale.

La mascherina sarà infatti ovviamente chiusa, e il design verrà ritoccato per migliorare l’efficienza aerodinamica. Uno dei punti forti sarà l’autonomia, quasi sicuramente superiore a 800 km.

 Serie 3

Sarà una delle ultime ad arrivare, e anzi la commercializzazione sarà prevista nel corso dei primi mesi del 2027. Le motorizzazioni saranno termiche, ma con diversi gradi di elettrificazione.

Lo stile sarà quello del concept Neue Klasse mentre la piattaforma si ispirerà alla CLAR.

iX3

Questa è la novità principe del nuovo listino BMW per il 2026. Sarà completamente nuova, basata su piattaforma Neye Klasse con autonomia che supererà gli 800 km.

Gli esterni sono da urlo: doppio rene sviluppato in verticale, linee sinuose e precise. Anche gli interni saranno di grande qualità. Protagonisti saranno i due schermi. Uno sottile e orizzontale sotto il parabrezza e uno centrale per l’infotainment.

 

 

BYD Atto 2: prezzi, dimensioni e caratteristiche

BYD Atto 2: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

BYD presenta la Atto 2 e arricchisce la sua gamma elettrica. La batteria è capiente (64,8 kWh, 20 kWh in più rispetto alle altre versioni) e l’autonomia è aumentata.

Per l’Italia sono disponibili gli allestimenti Active e Boost, mentre a inizio anno arriverà anche la Comfort.

Per intanto, ecco la scheda tecnica della BYD Atto 2:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 450 l
 Alimentazioni elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 177/131
 Prezzo (da) 29.990 €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Le dimensioni sono compatte: 4.310 mm di lunghezza, 1.830 mm di larghezza e 1.675 mm di altezza, con passo di 2.620 mm. Il bagagliaio ha una capacità di carico di 450 litri, che diventano 1.370 litri con i sedili posteriori abbattuti.

Dimensioni
Lunghezza 4.310 mm
Larghezza 1.830 mm
Altezza 1.675 mm
Passo 2.620 mm

Le linee della Atto 2 si curvano sul frontale, dove i fari full Led si affilano integrandosi in un’estetica dalle linee dolci, dentro una mascherina in cui è ospitato il logo BYD. Sulle fiancate si trovano le minigonne sagomate, e le protezioni in palstica danno al modello un aspetto più “da Suv”.

Dietro, invece, nella versione Comfort c’è uno spoiler che conferma la vocazione sportiva del design dell’auto cinese, con fanali che ricordano il “Mobius Infinity Ring”, il simbolo della tradizione cinese che ha a che fare con la fortuna e la continuità.

Gli interni sono semplici ed essenziali. Spicca il cruscotto digitale da 8,8″ e un touchscreen da 12,8″ con supporto alle maggiori piattaforme di streaming musicale, oltre a Youtube e agli aggiornamenti OTA.

I sedili anteriori sono riscaldati e regolabili elettricamente in sei posizioni, e anche il volante è riscaldato. Tra i due sedili anteriori, c’è il dorso con vano portaoggetti.

Il pavimento piatto aumenta lo spazio per i passeggeri posteriori, e c’è anche un terzo poggiatesta che aumenta l’abitabilità. Dietro, quindi, stanno comodi tre adulti.

Grazie alla Blade Battery LFP da 64,8 kWh, la potenza della Atto 2 arriva a 177 CV con 290 Nm di coppia.

La versione Comfort arriva a 204 cavalli (150 kW). Da 0 a 100 km/h si arriva in 7,9 secondi, e la velocità massima è di 160 km/h.

L’autonomia della Atto 2 raggiunge un’autonomia di 312 km nel ciclo combinato e 463 km nel ciclo urbano WLTP.  La versione Comfort invece arriva a 430 km, ma in città può arrivare a 600 km.

La ricarica DC sale a 155 kW, e consente di passare dal 30 all’80% in 19 minuti mentre un caricatore AC trifase da 11 kW consente la ricarica completa in sette ore.

Due gli allestimenti disponibili:

  • Active
  • Boost

Active: cerchi in lega da 17″, fari full LED anteriori e posteriori, tetto panoramico con tendina parasole elettrica, sistema di infotainment con touchscreen rotabile da 10,1″, accesso NFC tramite chiave, carta, smartphone o dispositivo indossabile, sensori di parcheggio posteriori con telecamera, rivestimenti in pelle vegana, funzionalità Vehicle-to-Load (V2L).

Boost: aggiunge rispetto ad Active il riscaldamento per i sedili anteriori e il volante, l’illuminazione ambientale nell’abitacolo e gli specchietti laterali ripiegabili elettricamente, i sensori di parcheggio anteriori e una telecamera a 360 gradi, schermo più grande da 12,8″, un pad di ricarica wireless da 15W per smartphone e un impianto audio migliorato con otto altoparlanti.

  • Abitabilità: la BYD Atto 2 ha forme regolari e tanto spazio interno. 
  • Design: massiccio e sportivo
  • Prezzo: meno di 30.000 euro

    BYD Atto 2: prezzi

Di seguito il listino prezzi della BYD Atto 2 aggiornato a novembre 2025:

Modello Prezzo
BYD Atto 2 Active 177 CV 29.990 €

Skoda Kodiaq PHEV: prova su strada

Skoda Kodiaq PHEV: prova su strada 2

Se siete alla ricerca di un Suv di dimensioni generose, capace di garantire tantissimo spazio a bordo per passeggeri e bagagli e volete che abbia un livello di elettrificazione tale da permettervi di risparmiare sui costi di rifornimenti, allora la nuova generazione della Skoda Kodiaq potrebbe fare al caso vostro. La nuova serie del Suv più grande del costruttore boemo si aggiorna nello stile e nei contenuti e nella variante abbinata al powertrain ibrido plug-in assicura davvero un’efficienza molto elevata. Il tutto senza rinunciare anche ad un certo piacere di guida.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Lunga 4,75 metri, evolve il linguaggio stilistico della precedente generazione, attingendo a piene mani dal più recente family feeling di casa Skoda. Nel complesso le linee sono state ammorbidite e nel frontale spunta ora una calandra di dimensioni molto più generose, già studiata per assolvere alle superiori necessità di raffreddamento dei futuri propulsori con omologazione Euro 7. Anche la zona posteriore è stata rivista, con l’introduzione di nuovi gruppi ottici con tecnologia Led che ora sono collegati tra loro da una sottile striscia che corre lungo il portellone.

Skoda Kodiaq PHEV: prova su strada 7

Ma è all’interno dell’abitacolo che si apprezzano le novità più interessanti. Con la nuova generazione, infatti, arriva un nuovo sistema di infotainment con software di nuova generazione, che assicura una migliore interazione con la vettura. Attraverso questo è possibile gestire le principali funzioni multimediali e del climatizzatore, ma non mancano alcune scorciatoie fisiche attuabili tramite i rotori posizionati nella parte bassa della plancia. A proposito degli interni, qui si apprezza l’ottima gestione degli spazi: anche chi viaggia dietro gode di centimetri in abbondanza per gambe e testa, mentre ai bagagli è riservato uno spazio minimo di 745 litri.

: la meccanica

Dal punto di vista tecnico, la variante plug-in della nuova Kodiaq è spinta da un powertrain costituito da un motore benzina turbo a quattro cilindri di 1,5 litri da 150 CV, abbinato ad una parte elettrica della quale fanno parte una batteria da 25,7 kWh, che manda energia ad un motore elettrico da 115 CV. Le generose dimensioni della batteria, inoltre, permettono di poter contare su un’autonomia reale che sfiora i 100 km. Nel corso del nostro test, siamo riusciti a percorrerne circa 70 a velocità autostradale. A proposito della batteria, poi, questa può essere ricaricata fino ad una potenza massima di 50 kW. La potenza di sistema così generata raggiunge i 204 CV per 350 Nm di coppia, che vengono scaricati tutti sulle ruote anteriori attraverso l’ormai ben noto cambio DSG.

Skoda Kodiaq PHEV: prova su strada 3

: come va

Nonostante le dimensioni generose e un peso che in ordine di marcia sfiora le due tonnellate, la Skoda Kodiaq PHEV si muove bene anche tra le curve. Lo sterzo è preciso e comunicativo e grazie alla presenza del Dynamic Chassis Control Plus, un sistema in grado di modificare la rigidezza delle sospensioni in funzione della modalità di guida inserita, i movimenti della scocca risultano piuttosto contenuti. Ma dove la Kodiaq PHEV eccelle è nei consumi. Come dicevamo, con un “pieno di energia” si percorrono senza fatica un centinaio di chilometri, ma è quando la batteria è scarica che il Suv ibrido boemo sorprende: anche in queste condizioni di guida (ammettiamolo, sempre molto comuni tra chi possiede una plug-in) la Kodiaq ha registrato medie di tutto rispetto, attestandosi intorno ai 15 km/l. Davvero un ottimo risultato.

: i prezzi

Il listino della variante plug-in della Skoda Kodiaq si apre da 48.900 euro, mentre per mettersene in garage una in allestimento Sportline 130 Edition come quello oggetto di questa prova (che rappresenta il top di gamma) occorrono 54.450 euro.

: scheda tecnica

Skoda Kodiaq 1.5 TSI PHEV

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,75 metri
  • Larghezza: 1,86 metri
  • Altezza: 1,65 metri
  • Passo: 2,79 metri
  • Bagagliaio: 745 / 1.945 litri

Powertrain

  • Motore benzina: 1.5 turbo a quattro cilindri da 150 CV
  • Motore elettrico: una unità anteriore da 115 CV
  • Batteria: 25,7 kWh
  • Potenza di sistema: 204 CV
  • Coppia di sistema: 350 Nm

Toyota FJ: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Toyota FJ: prezzi, dimensioni, caratteristiche 11

Ecco la nuova Toyota Land Cruiser FJ. L’auto è stata presentata al Japan Mobility Show 2025, e divide la piattaforma con la Toyota Hilux Champ. La brutta notizia è che il suv non arriverà in Europa né in America.

La produzione infatti è destinata alla Thailandia, e i mercati di destinazione sono quelli del sud est asiatico, Africa, Medio Oriente e America Latina.

Ecco la scheda tecnica della Toyota FJ:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio –
 Alimentazioni benzina
 Classe –
 CV/kW (da) 163/120
 Prezzo (da) – €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Il suv è lungo 4,57 metri, largo 1,85 metri, alto 1,96 metri e ha un passo di 2,58 metri.

Dimensioni
Lunghezza 4.570 mm
Larghezza 1.850 mm
Altezza 1.960 mm
Passo 2.580 mm

Dimensioni ridotte, design grazioso e squadrato, un’estetica che si ispira alla “sorella maggiore” Land Cruiser. I fari sono rotondi, i rivestimenti sono massicci e dietro c’è una ruota di scorta.

Una chicca: gli angolari anteriori e posteriori dei paraurti sono sostituibili, e possono essere quindi rimossi singolarmente in caso di danneggiamento.

Gli interni sono essenziali e cromaticamente uniformi. Molti i comandi fisici sia sul dorso centrale sia sulle razze del volante, mentre al centro c’è un grande schermo orizzontale per l’infotainment.

Spiccano inoltre il cruscotto robusto e la grande leva del cambio.

Il modello ha un motore a quattro cilindri benzina da 2,7 litri che eroga 163 cavalli di potenza e 246 Nm di coppia, con trazione integrale part time e cambio automatico a sei marce.

I consumi non sono stati comunicati.

Non sono disponibili ulteriori allestimenti oltre alla entry level.

  • Dimensioni: un suv compatto ma adatto a tutti i fondi
  • Design: accattivante e ispirato alle Land Cruiser
  • Funzionalità: c’è tutto per rendere le escursioni sicure e piacevoli.

Toyota FJ: prezzi

Non esiste un listino prezzi per l’Italia, perché la Toyota FJ non è destinata ai mercati europei e americani.

Omoda 4: prezzo, dimensioni, caratteristiche

Omoda 4: prezzo, dimensioni, caratteristiche 3

Il debutto è avvenuto nell’ottobre 2025 nella sede di Chery, a Wuhu, dove il pubblico ha potuto apprezzare i lineamenti creativi e accattivanti della nuova Omoda 4.

Si tratta del modello più piccolo mai prodotto dal brand cinese, derivato dal concept Omoda 3.

Ecco quindi la scheda tecnica della Omoda 4:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 350 l
 Alimentazioni elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) 204/150
 Prezzo (da) – €

 

INDICE
Novità 2025
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Solo pochi giorni dopo la presentazione a Wuhu del modello entry level, Omoda ha lanciato l’allestimento “Ultra” della sua 4. I cambiamenti sono solo a livello estetico.

Il modello, infatti, guadagna in aggressività, con uno spoiler, uno splitter anteriore e inserti unici sugli specchietti e sui freni. C’è poi il badge “Cyber” sulla carrozzeria”.

La Omoda 4 è lunga circa 4,4 metri. I valori di larghezza altezza e passo non sono ancora stati comunicati dalla Cina, ma si tratta comunque di dimensioni contenutissime. Il bagagliaio, invece, è di 350 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.400 mm
Larghezza – mm
Altezza – mm
Passo – mm

Le linee spigolose che attraversano la carrozzeria trasmettono carattere all’estetica del modello. È il linguaggio stilistico “Cyber Mecha Design”, che di cyber effettivamente ha molto.

L’ispirazione dichiarata dei centri stile Chery, in questo caso, è stata ai robot del mondo manga e anime, rienterpretati in chiave automotive.

Il frontale è affilato e punta verso il basso, con una grande griglia e dei fari molto sottili. In generale, il frontale ricorda l’estetica del mondo Lamborghini. Sui lati, in vece, fiancate scolpite, che puntano alla coda chiusa da gruppi ottici squadrati e accattivanti, con tanti di luci personalizzabili.

Dentro, la Omoda 4 ha un design geometrico e altamente tecnologico. Qua e là ci sono inserti in fibra di carbonio che impreziosiscono la fattura generale, ma i veri protagonisti sono i due grandi schermi digitali.

Nonostante le piccole dimensioni del modello, l’abitacolo risulta spazioso. Sulla console centrale ci sono due basi per la ricarica wireless, tasti touch per selezionare le modalità di guida.

I sedili sono sportivi, hanno un poggiatesta integrato e cinture blu a contrasto che aggiungono un tocco estetico in più. Vista l’ispirazione al mondo dei videogiochi, non manca una piattaforma dedicata al gaming.

In rosso tra i due sedili anteriori invece spicca il pulsante di accensione protetto da uno sportellino, un po’ come sui jet militari. Quando si preme il pulsante, scatta il conto alla rovescia: “3, 2, 1, ignition, go”.

La “4” debutta in versione ibrida, con il suo sistema basato su un 1.5 quattro cilindri a benzina, accoppiato a un motore elettrico. In tutto, una potenza complessiva di 204 cavalli.

Il motore termico muove direttamente l’auto, anche se nella stragrande maggioranza dei casi viene usato solo come generatore per alimentare il powertrain elettrico.

I consumi non sono ancora stati dichiarati.

Oltre all’allestimento base, c’è anche quello “Ultra”.

  • Abitabilità: nonostante il passo contenuto, l’abitabilità c’è tutta
  • Design: per chi ama i videogiochi giapponesi
  • Tecnologia: a bordo c’è davvero tutto

Omoda 4: prezzi

Il listino prezzi verrà pubblicato al debutto in Italia

Volvo XC60: prova su strada

Volvo XC60: prova su strada 3

Se siete alla ricerca di un Suv premium, ma siete un po’ stanchi delle solite tedesche, allora la Volvo XC60 potrebbe fare al caso vostro. Spaziosa, elegante, tecnologica e potente. Insomma, ha tutti gli ingredienti necessari per rappresentare una valida alternativa ai brand premium più blasonati. Grazie al powertrain ibrido, poi, è possibile sfruttare tutti i vantaggi della guida a zero emissioni, unita alla potenza tipica di una motorizzazione plug-in.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Partiamo dalle dimensioni. Con una lunghezza di 4,71 metri, la XC60 si posiziona nel cuore del segmento C, uno dei più agguerriti del mercato. Lo stile, invece, ricalca in maniera fedele il più recente linguaggio stilistico del costruttore scandinavo. Inoltre, con l’ultimo aggiornamento, la calandra è stata modificata, unendo ora elementi obliqui che donano al frontale un tocco più moderno, mentre nella parte posteriore sono cambiati i fari, che ora hanno una finitura brunita, mentre è stato ritoccato “in punta di matita” il paraurti.

Volvo XC60: prova su strada 2

Dentro, vige il rigore e l’eleganza scandinava, fatta di elementi minimal che si fondono insieme, aumentando notevolmente il livello di qualità percepita a bordo. Tanta anche la tecnologia, che passa attraverso la presenza di un ampio schermo a sviluppo verticale posizionato al centro della plancia, dal quale è possibile controllare tutte le funzioni multimediali della vettura, oltre che del climatizzatore. Buono poi lo spazio a bordo: risulta solo un po’ sacrificato il passeggero posteriore centrale, che deve fare i conti con un tunnel centrale davvero molto ingombrante. La capacità di carico, invece, si attesta sui 468 litri, che possono essere ampliati fino a 1.395 litri abbattendo gli schienali della seconda fila di sedili.

: la meccanica

Oggetto di questa prova è la variante della Volvo XC60 alimentata dal powertrain ibrido T6, costituito da un motore a benzina di 2 litri a quattro cilindri turbo, abbinato ad un motore elettrico, per una potenza di sistema che raggiunge così i 350 CV, per ben 659 Nm di coppia. Ad alimentare l’unità elettrica provvede una batteria con una capacità di 14,9 kWh, montata sotto il tunnel centrale (ecco il motivo dell’ingombro importante all’altezza del sedile centrale posteriore). Dal punto di vista tecnico, il motore a benzina muove le ruote anteriori, mentre a dare movimento a quelle posteriori provvede il motore elettrico.

Volvo XC60: prova su strada 1

: come va

Tanto comfort e tante prestazioni. In questo si può tradurre l’esperienza al volante della Volvo XC60 T6. Il comfort viene garantito dalle sospensioni a controllo elettronico proposte come optional, capaci di filtrare efficacemente anche le asperità più marcate del manto stradale. A questo si aggiunge un ottimo livello di insonorizzazione: fruscii aerodinamici e rumore di rotolamento degli pneumatici sono ridotti ai minimi termini. Unica pecca, la voce del propulsore, che si fa un po’ troppo presente in abitacolo quando si forza un poì l’andatura. A proposito delle prestazioni, invece, queste sono garantite da un powertrain dalla buona reattività: il motore elettrico, oltre a garantire circa 80 km di autonomia a zero emissioni, contribuisce anche alla spinta, andando a colmare il gap di risposta congenito nei motori endotermici, con il risultato che la XC90 risulta particolarmente scattante un po’ in tutte le situazioni. Nella media i consumi: circa 12 km/l a batteria completamente scarica. Un risultato prevedibile considerate le prestazioni in gioco.

Volvo XC60: prova su strada

 

: i prezzi

La Volvo XC60 con motorizzazione T6 viene proposta in quattro allestimenti, con prezzi compresi tra  63.600 euro e 75.300 euro.

: scheda tecnica

Volvo XC60 T6

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,71 metri
  • Larghezza: 1,90 metri
  • Altezza: 1,65 metri
  • Passo: 2,86 metri
  • Bagagliaio: 468/1.395 litri

Powertrain

  • Motore benzina: 2.0 turbo a quattro cilindri
  • Motore elettrico: una unità posteriore
  • Potenza di sistema: 350 CV
  • Coppia di sistema: 659 Nm

Leapmotor D19: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Leapmotor D19: prezzi, dimensioni, caratteristiche 1

Leapmotor, brand del marchio Stellantis, presenta la sua nuova ammiraglia. Si tratta della D19, un suv da 5,2 metri disponibile con powertrain full electric e REEV con range extender.

L’auto per ora è stata presentata solo in Cina, dove non è nemmeno arrivata sui mercati. Al momento non si sa se arriverà anche sul mercato europeo.

Intanto, ecco la scheda tecnica della Leapmotor D19:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio –
 Alimentazioni elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) 724/540
 Prezzo (da) – €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Le dimensioni sono davvero notevoli. L’auto è lunga 5,2 metri, larga quasi 2 e con un passo di oltre 3,1 metri. Le cifre ufficiali sull’altezza invece non sono ancora disponibili.

Dimensioni
Lunghezza 5.200 mm
Larghezza 1.900 mm
Altezza – mm
Passo 3.100 mm

Gli esterni si caratterizzano da gruppi ottici su tre livelli, griglia anteriore che si apre e chiude da sola in base alle condizioni della strada e un lidar sul davanti per gli Adas evoluti. Un linguaggio stilistico che la casa cinese definisce “Technology Natural Aesthetics 2.0”.

Il lunotto posteriore è molto ampio, e campeggia sopra una linea unica che integra le luci.

Gli interni non sono ancora stati presentati, ma da quello che è trapelato per ora si sa che la Leapmotor D19 monterà computer di bordo con chip potentissimi: si tratta dei Qualcomm Snapdragon 8797.

Inoltre, il suv è il primo a montare un generatore d’ossigeno che produce otto litri al minuto, una peculiarità destinata soprattutto a chi vuole fare viaggi ad alta quota, come nel Tibet.

La nuova Suv full electric di Leapmotor punta a ridefinire gli standard del segmento grazie a un powertrain a doppio motore in grado di erogare 540 kW (724 CV) e una coppia impressionante di 8.770 Nm. Prestazioni che si traducono in uno scatto bruciante: da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi.

Il tutto è basato sulla piattaforma D di Leapmotor, dotata di architettura a 1.000 volt, che consente la ricarica ultrarapida: bastano 15 minuti per recuperare circa 350 km di percorrenza.

Accanto alla versione completamente elettrica, la casa propone anche una Range Extender, costruita su una piattaforma a 800 volt. In questo caso la potenza combinata dei due motori elettrici raggiunge 400 kW (536 CV) e 7.850 Nm di coppia.

La batteria agli ioni di litio sviluppata da CATL della versione full electric, con una capacità di 115 kWh, garantisce un’autonomia dichiarata di 750 chilometri secondo il ciclo di omologazione cinese CLTC.

Invece la batteria della Range Extender arriva a 80,3 kWh e permette un’autonomia in modalità 100% elettrica di circa 500 km, offrendo così una soluzione più versatile per chi percorre lunghe distanze.

Gli allestimenti non sono ancora stati presentati.

  • Tecnologia: chip potenti e addirittura un generatore di ossigeno.
  • Potenza: 724 CV nella versione full electric
  • Prezzo: per quanto non sia stato ancora comunicato, dovrebbe essere competitivo.

Leapmotor D19: prezzi

I prezzi verranno comunicati all’eventuale lancio sui mercati europei.

Lancia Ypsilon: prova su strada

Lancia Yp 4

Dopo anni scanditi dalla presenza di un solo modello in gamma, per altro anche piuttosto datato, finalmente Lancia torna a guardare al futuro e lo fa con la piccola Ypsilon, che cambia completamente registro rispetto al passato, puntando su uno stile tutto nuovo dai forti rimandi all’heritage della casa, aprendosi così ad una fetta di clientela più ampia. Più grande e tecnologica rispetto al passato, oggi punta su una gamma motori interamente elettrificata, in cui a farla da padrona nelle vendite è il 1.2 Hybrid da 110 CV.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Sviluppata sulla piattaforma CMP, comune anche ad altri modelli del gruppo Stellantis (come Peugeot 208 e Opel Corsa giusto per fare due esempi) è più lunga di 24 centimetri rispetto alla generazione precedente, portando così la lunghezza totale del modello a 4,08 metri. Dimensioni più generose che assicurano un’abitabilità interna superiore, pur rimanendo sufficientemente compatta per destreggiarsi senza alcuna fatica tra le vie delle nostre città. 

Lo stile, come dicevamo, rimanda ad alcuni modelli del passato di casa Lancia, Stratos su tutte nella zona posteriore, mentre all’interno dell’abitacolo i materiali ricercati, uniti ad alcune soluzioni tecnologiche come il doppio schermo sulla plancia, assicurano un alto livello di qualità percepita. Buono anche lo spazio. Nonostante le dimensioni esterne contenute, dentro c’è spazio a sufficienza per quattro persone, più sacrificato solo il terzo passeggero posteriore. Nella media, invece, la capacità di carico, con una volumetria di 352 litri.

: la meccanica

Dal punto di vista tecnico la Ypsilon ibrida sfrutta un powertrain costituito da un propulsore di 1,2 litri a tre cilindri sovralimentato capace di sviluppare una potenza di 110 CV per 205 Nm di coppia, che attraverso un cambio automatico vengono trasmessi alle ruote anteriori. A proposito del cambio, questo ospita al suo interno un motore elettrico con una potenza di 29 CV e 55 Nm. Questo viene chiamato in causa per supportare la spinta del motore a benzina oppure (e qui sta la grande particolarità di questo sistema) per muovere la vettura esclusivamente in elettrico per poche decine di metri a bassa velocità.  

: come va

Il risultato sono consumi molto ridotti, che nel corso del nostro test si sono attestati sui 15 km/l in un utilizzo molto vario e senza mai porre particolare attenzione ai consumi e anzi, adottando sempre una guida piuttosto “allegra”. Il 1.2 è un motore brillante, soprattutto nella primissima fase di richiesta di potenza e nel complesso le prestazioni risultano in linea con quella che è la potenza della vettura. Buono anche il feeling con lo sterzo: morbido e leggero in città, ma comunque sufficientemente comunicativo sui tratti di strada ricchi di curve. Ciò che convince un po’ meno è la taratura dell’assetto: confortevole e capace di filtrare bene le asperità del manto stradale, ma un po’ soggetto al rollio ogni volta che si rilascia il pedale del gas. Sensazione amplificata dalla presenza del sistema di recupero dell’energia che, oltretutto, non può essere regolato.

: i prezzi

La Lancia Ypsilon in abbinamento al powertrain ibrido viene proposta in tre allestimenti: Base, LX e HF. I prezzi partono da 25.200 euro per l’allestimento di accesso alla gamma, mentre per mettersi in garage una Ypsilon LX come quella oggetto di questa prova occorrono 28.200 euro. La stessa cifra richiesta per la più sportiveggiante HF.

: scheda tecnica

Lancia Ypsilon

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,08 metri
  • Larghezza: 1,76 metri
  • Altezza: 1,44 metri
  • Passo: 2,55metri
  • Bagagliaio: 352 litri

Powertrain

  • Motore benzina: 1.2 turbo a tre cilindri da 110 CV
  • Motore elettrico: sincrono a magneti permanenti da 29 CV
  • Potenza di sistema: 110 CV
  • Coppia di sistema: 205 Nm

Lepas L8: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Lepas L8: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Dopo Omoda e Jaecoo, il colosso cinese Chery si prepara a far debuttare in Europa un nuovo marchio. È Lepas, che arriverà nel 2026 con tre nuovi suv, un segmento affollato e dove quindi serve competitività.

Il marchio è stato presentato per la prima volta al Salone di Shanghai nel 2025, e punta a ritagliarsi un suo spazio grazie a motori ibridi efficienti, una buona qualità e prezzi stracciati.

Il primo modello del marchio a debuttare è la L8, svelato durante il Salone dell’Auto di Torino prima del debutto ufficiale nel 2026.

Ecco la scheda tecnica della Lepas L8:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 500 litri
 Alimentazioni ibrido
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 193/142
 Prezzo (da) – €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La L8 è lunga 4,68 metri, larga 1,86 (senza gli specchietti) e alta 1,68. Il bagagliaio ha una capacità di 500 litri mentre il valore del passo non è stato reso noto.

Dimensioni
Lunghezza 4.680 mm
Larghezza 1.860 mm
Altezza 1.680 mm
Passo – mm

Sugli esterni si nota subito un frontale grande e dal design contemporaneo. La calandra è estesa e scolpita, e in alcuni dettagli ricorda lo stile tedesco. I fari sono sdoppiati.

Sopra c’è il modulo per le luci a Led con una forma geometrica, mentre sotto trovano spazio gli abbaglianti e gli anabbaglianti. Le linee della carrozzeria sono morbide e senza troppi spigoli.

Ai lati ci sono le maniglie a filo carrozzeria, mentre i cerchi sono disponibili da due dimensioni diverse: da 18 e da 19″. Sul retro, il look è meno sinuoso e più aggressivo.

Un ruolo in questo senso ce l’hanno i fari Led uniti e le due prese d’ari verticali laterali.

L’abitacolo è di grande qualità, a partire dalle pelli e dai materiali di rivestimento dei sedili. Una chicca è la piastra per ricaricare il cellulare a induzione e i sedili riscaldabili d’inverno e rinfrescabili d’estate.

La plancia è essenziale e minimal, con pochi tasti funzionali. Lo spazio per i passeggeri è ampio, soprattutto dietro, e permette anche di viaggiare in cinque.

Gli interni inoltre sono molto tecnologici. Un doppio schermo è previsto di serie, con l’infotainment centrale caratterizzato da un touch screen verticale di ottime dimensioni.

Da lì si possono controllare tutte le funzioni dell’auto. Un’altra chicca tecnologica sarà l’app per controllare da remoto il parcheggio.

Basterà selezionare uno spazio, scendere dall’auto, dare il via alle manovre tramite il proprio smartphone e poi lasciar fare alla macchina. La stessa manovra sarà effettuabile in uscita.

Una sola motorizzazione sarà disponibile sulla Lepas L8 al debutto, ed è un ibrido plug-in che sfrutta un 1.5 turbo benzina abbinato a un motore elettrico. In tutto, 193 CV di potenza erogata e un’accelerazione 0-100 in poco meno di 8 secondi.

La trazione è anteriore. La versione elettrica dovrebbe arrivare nella seconda parte del 2026, a cui potrebbe seguire anche un full hybrid.

Capitolo autonomia: in elettrico sono 100 km, mentre in ibrido è superiore ai 1300 km. La batteria che alimenta il sistema è prodotta da CATL ed è da 18,4 kWh.

Gli allestimenti della nuova Lepas L8 verranno comunicati al lancio.

  • Tecnologia: C’è addirittura l’app per parcheggiare in autonomia.
  • Design: Sinuoso con tratti accattivanti e originali.
  • Prezzo: per quanto non sia stato ancora comunicato, dovrebbe essere competitivo.

Lepas L8: prezzi

Il listino prezzi verrà comunicato al lancio nel 2026.