Audi Q7: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Audi Q7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12

Con l’ultimo restyling, la seconda generazione dell’Audi Q7 compie un notevole passo avanti non soltanto dal punto di vista stilistico, ma anche dei contenuti. Più moderno e tecnologico, offre ora soluzioni tecniche e tecnologiche ora più al passo con i tempi. Su tutte, la presenza dei fari Matrix Led e il sistema mild-hybrid per i motori 3.0 benzina e Diesel con potenze comprese fra 231 e 340 CV. A listino anche una versione plug-in declinata in due livelli di potenza.

Di seguito ecco la scheda tecnica dell’Audi Q7:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5/7
 Bagagliaio 740/2050
 Alimentazioni Diesel / benzina / Ibrida
 Classe 6
 Cv/kW (da) 231/170
 Prezzo (da) 71.300 €
INDICE
Novità
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Prova
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Per la seconda volta l’attuale generazione dell’Audi Q7 si aggiorna con un restyling che, almeno questa volta, è più di stile che di sostanza. A cambiare, infatti, è soprattutto la parte anteriore dove, seguendo il più recente linguaggio stilistico del costruttore dei Quattro Anelli, debutta una nuova calandra single frame contornata da inediti gruppi ottici dalla finitura brunita, che adottano la moderna tecnologia HD Matrix Led che diventa Oled per le versioni top di gamma.

La configurazione degli interni, invece, è rimasta la stessa, con un abitacolo disponibile sia a cinque che sette posti. La struttura della plancia, invece, è rimasta la stessa, con la presenza su di essa di tre schermi: uno con funzione di quadro strumenti, uno per la gestione del climatizzatore e uno con funzione di infotainment. Quest’ultimo, inoltre, è stato aggiornato passando alla moderna piattaforma MIB3. COnfermata la gamma motori.

Con l’aggiornamento estetico, che ha interessato tanto la parte anteriore, quanto quella posteriore della nuova Audi Q7 sono cambiate, anche se di poco, le dimensioni. Ora la lunghezza è di 5,06 metri, mentre la larghezza è rimasta invariata.

Dimensioni imponenti, che si traducono naturalmente in un’abitabilità notevole per passeggeri e bagagli. Il vano di carico, infatti, ha una capienza minima, nella versione a sette posti, di ben 740 litri.

Dimensioni
Lunghezza 5.060 mm
Larghezza 1.970 mm
Altezza 1.741 mm
Passo 2.995 mm

audi q7 usate
audi q7 usate

Gli interni della nuova Audi Q7 sono un tripudio di tecnologia. Grande novità del restyling è rappresentata dalla presenza del sistema MMI Touch Response. Questo è costituito da due grandi schermi posizionati al centro della plancia. Quello superiore è preposto alle funzioni di navigazione e intrattenimento, mentre da quello posizionato più in basso permette di controllare il climatizzatore.

Sempre in tema di tecnologia, non manca l’Audi Virtual Cockpit, ovvero il quadro strumenti digitale con grafica personalizzabile al quale è possibile aggiungere, a richiesta, anche l’head-up display. La nuova Audi Q7 è disponibile nelle varianti a 5 o 7 posti. In entrambi i casi lo spazio a bordo è tanto, anche per chi viaggia nella terza fila di sedili.

Con l’ultimo restyling, la seconda generazione dell’Audi Q7 si aggiorna seguendo il corso stilistico inaugurato dalla sorella Q8. Il frontale diventa più sportivo, con la calandra centrale attorniata da prese d’aria di maggiori dimensioni. Debuttano poi i fari Matrix Led con luce laser, per aumentare ulteriormente la portata del fascio di luce.

Piccoli aggiornamenti anche nella parte posteriore. I gruppi ottici continuano ad essere a sviluppo orizzontale, ma ora sono uniti da una finitura cromata. Nuova anche la parte bassa del paraurti dove spicca la presenza dei terminali di scarico.

Rinnovata anche la gamma motori disponibile della nuova Audi Q7. Per tutte le motorizzazioni a listino, eccezion fatta per la più potente SQ7, è ora disponibile il sistema mild-hybrid con rete di bordo da 48 Volt.  Si parte dal benzina 55 TFSI di 3 litri da 340 CV, per poi passare ai Diesel 45 e 50 TDI, entrambi 3.0, il primo da 231, il secondo da 286 CV. Al top dell’offerta si posiziona l’SQ7, alimentata da un propulsore a benzina da 507 CV. C’è poi la versione plug-in nelle varianti da 381 e 462 CV. Tutti i motori sono abbinati di serie alla trazione integrale e al cambio automatico.

audi q7 usate
audi q7 usate

I consumi dichiarati dalla casa tedesca per l’Audi Q7 si attestano intorno ai 10,2 e gli 11,4 l/100 km per la 55 TFSI e tra gli 8,2 e i 9 l/100 km per le due varainti a gasolio. La più potente SQ7, invece, dichiara un consumo medio di 9,3-9,8 l/100 km.

L’Audi Q7 è il SUV più grande della Casa dei Quattro Anelli e, con tutto il rispetto per una signora auto, nasce da un progetto abbastanza datato. Ci si aspetterebbe, quindi, una vettura ingombrante e un po’ impacciata. Anche con una motorizzazione da 490 CV come quella della versione di punta, la 60 TFSI e S line plus quattro tiptronic, che sfrutta un potente motore V6 da 3 litri all’interno di uno schema ibrido plug-in che promette grandi prestazioni a consumi irrisori (con la batteria carica, lauto dichiara infatti 1,3 litri per 100 km).

E invece, sospensioni attive, quattro ruote sterzanti, una taratura dell’assetto adeguata e pneumatici di generosissime dimensioni regalano un’agilità sorprendente. L’auto, che supera i 5 metri di lunghezza e che sfiora i 2.400 kg, si muove tra le curve con una facilità davvero sorprendente. Asseconda la strada anche nello stretto con inserimenti rapidi e una stabilità in percorrenza quasi da berlina. Alla fluidità di guida contribuisce anche uno sterzo tarato alla perfezione e, naturalmente, una coppia da 700 Nm che consente di uscire da ogni situazione con grande disinvoltura. Insomma, ci si ricorda di essere al volante di una Q7 in frenata, perché l’auto rallenta con grande efficacia ma si avvertono le reali masse della vettura, e – naturalmente – in parcheggio.

Sono tre gli allestimenti disponibili per l’Audi Q7:

  • Q7: ovvero l’allestimento “base” che però già include molti accessori di serie.
  • Business: arricchisce la dotazioni con diverse soluzioni tecnologiche.
  • Sport: spicca per la presenza di elementi estetici dedicati.

Q7: la versione di partenza offre di serie Antenna al tetto in colore carrozzeria, Audi Drive Select (modalità: comfort, auto, dynamic, efficiency, allroad, offroad, individual), Auto-Check-System, Autoradio, Bluetooth, Controllo automatico velocità, Display a colori 8,3″ ad alta risoluzione, Sensori di parcheggio posteriori, Servosterzo, Carrozzeria zincata anti corrosione, Catarifrangenti passivi alle portiere, Correttore assetto fari, Fendinebbia, Frecce direzionali a LED negli specchietti esterni, Griglia radiatore con listelli verticali cromati, Griglia radiatore single frame nero lucida, Gruppi ottici posteriori e luci targa in tecnica LED, Hard top, Kit riparazione pneumatici, Lavatergifari, Luci posteriori in tecnica LED, Luci targa con tecnica LED, Lunotto termico, Mancorrenti in alluminio anodizzato, Modanature in alluminio lucido ai finestrini, Montanti centrali in colore nero lucido, Pacchetto esterno lucido, Parabrezza atermico con fascia grigia nella parte superiore, Protezione laterale antiurto alle portiere, Retrovisori ripiegabili elettricamente, Ruota di scorta con caratteristiche std., Sensore luci, Sensore pioggia, Sistema di controllo pressione pneumatici, Specchietti retrovisivi esterni colore carrozzeria, Specchietti retrovisivi esterni con indicatori di direzione a LED integrati, Terminali di scarico a doppio tubo, Verniciatura di contrasto: parte inf. paraurti ant. e post. di colore grigio platino o nero opaco, ABS, Airbag guida, Airbag laterali, Airbag passeggero, Airbag per la testa, Appoggiatesta anteriori attivi (2), Appoggiatesta posteriori, Controllo elettronico della stabilità, Frenata automatica di emergenza, Immobilizzatore, Portellone vano bagagli ad apertura e chiusura elettrica. Sistema di ancoraggio ISOFIX e 3° punto di ancoraggio Top Tether sui sedili post. Laterali, Sistema di appoggiatesta anteriori di sicurezza (protezione busto/testa), Cambio automatico, Filtro anti particolato, Freno di stazionamento elettromeccanico, Serratura di accensione elettronica e Sistema di recupero dell’energia in frenata.

Business: in questa versione è incluso di serie Audi Drive Select (modalità: comfort, auto, dynamic, efficiency, allroad, offroad, individual), Climatizzatore automatico “comfort” con filtro antipolline, Display a colori 8,3″ ad alta risoluzione, Sistema di ausilio al parcheggio posteriore, Cerchi in lega 8Jx18″ fucinati a 5 razze e pn. 255/60 R18, Dispositivo carico passante (schienale 2a fila), Inserti: “rifinitura diamante”, Listelli sottoporta con inserto in alluminio, Pomello leva del cambio aut. in pelle, Sedili rivestiti in tessuto Initial, Volante multifunzionale plus in pelle a 4 razze con bilancieri, Emergency call & Service call Audi connect, Cambio automatico Tiptronic, Proiettori allo Xenon Plus con reg. aut. prof. fari, Lavafari e Sensore pioggia/luci con funz. coming/leaving home.

Sport: la versione top di gamma include nel prezzo di partenza Controllo automatico velocità, Griglia radiatore single frame nero lucida, Protezione laterale antiurto alle portiere, Cassetto portaoggetti estraibile sotto il sedile pass., Doppio fondo del vano di carico, Listelli sottoporta con inserto in alluminio, Inserti: “rifinitura diamante”, Cambio automatico Tiptronic, Freno di stazionamento elettromeccanico, Sistema di recupero dell’energia in frenata, Computer di bordo, Proiettori allo Xenon Plus con reg. aut. prof. fari, Lavafari e Sensore pioggia/luci con funz. coming/leaving home.

  • Spazio: lunga più di 5 metri, la Q7 offre spazio in abbondanza anche per 7 persone.
  • Motori: ampia la gamma propulsori che include anche varianti elettrificate.
  • Tecnologia: tante le chicche tecnologiche disponibili, sia a livello tecnico che di infotainment.

Di seguito ecco indicato il listino prezzi dell’Audi Q7 aggiornato a settembre 2024:

Audi Q7 diesel Prezzo
45 TDI quattro tiptronic 75.300 euro
50 TDI quattro tiptronic 76.050 euro

 

Audi Q7 benzina Prezzo
55 TFSI quattro tiptronic 79.700 euro
SQ7 TFSI quattro tiptronic 109.950 euro

 

Audi Q7 plug-in Prezzo
55 TFSI e quattro 81.200 euro
60 TFSI e quattro 101.000 euro

audi q7 usate
audi q7 usate

City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche

City Transformer CT-2: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Un veicolo pensato per soddisfare le esigenze di chi si muove nelle grandi città ed è attento all’ambiente. Questa la filosofia del nuovo CT-2, la microvettura a due posti sviluppata dall’israeliana City Transformer, nata nel 2014 con l’obiettivo di mettere sul mercato le prime microvetture a larghezza variabile. La vettura, infatti, si allarga e si restringe con l’obiettivo di essere utilizzata anche negli spazi stretti del traffico cittadino. I primi CT-2 dovrebbero uscire dalle linee entro la fine del 2026, e saranno destinati al mercato europeo. 

Ecco la scheda tecnica della City Transformer CT-2:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2
 Bagagliaio fino a 450 litri
 Alimentazioni elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) 30/22
 Prezzo (da) 16.000 +IVA
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

La nuova microvettura di City Transformer ha una lunghezza di 2 metri e mezzo, un’altezza di 1 metro e 53. La larghezza, invece, varia in base alla configurazione: 1 metro in versione “City” e 1,3 metri nella versione “Performance”. Il passo è invece di 1,8 metri con sbalzi ridotti per sfruttare al massimo le dimensioni e dare forma a un abitacolo ampio. 

Dimensioni
Lunghezza 2,50 metri
Larghezza da 1 metro a 1,30 metri
Passo 1,80 metri

Nella parte interna risalta lo schema 1+1, con il sedile del passeggero situato dietro quello del guidatore. Questo garantisce a ciascun passeggero uno spazio comodo anche in un abitacolo di dimensioni ridotte. La linea delle portiere si raccorda col cruscotto, e i materiali utilizzati per realizzarle sono completamente ecologici, anche se dalla superficie rifinita accuratamente. Il volante è di grosso diametro con una forma esagonale, e sulle razze ospita i comandi del computer di bordo, del cruise control, dell’impianto audio e della connessione telefonica. 

Dietro al volante si trova la strumentazione, affidata a un moderno display digitale rettangolare. Le luci, il tergicristallo a pantografo e gli indicatori di direzione sono raccolti sulle classiche leve devioluci, mentre il comando per la marcia è racchiuso in una manopola sul lato destro della plancia. Le due configurazioni di guida disponibili sono controllate da altre due manopole montate ai lati del volante. Il sistema di condizionamento prevede di serie la funzione di riscaldamento, mentre il raffreddamento è disponibile come optional.

La carrozzeria del Ct-2 ha un design moderno e pulito, progettato dal team internazionale di City Transformer. Spiccano le superfici vetrate che aumentano la luminosità e la visibilità. Il frontale si caratterizza per le sottili luci a Led e per i proiettori tondi, mentre i fanali posteriori sono a sviluppo verticale e garantiscono un’illuminazione efficiente e un’elevata sicurezza.

Sul retro, un portellone sdoppiato orizzontalmente assicura l’accesso al vano di carico da 450 litri, che può essere ampliato a 500 se si rimuove il sedile posteriore del tutto. La porta superiore, che include il lunotto, si apre verso l’alto, mentre la sponda inferiore a ribaltina agevola le operazioni di carico.

Due motori montati nelle ruote posteriori compongono il sistema propulsivo della vettura e assicurano una potenza massima nominale di 15 kW, equivalenti a circa 20 CV, mentre quella di picco in accelerazione raggiunge i 22 kW, cioè 30 CV. La velocità massima cambia sulla base delle due configurazioni: è di 40 km/h in modalità “City” mentre in “Performance” si possono toccare i 90 km/h. Il diametro massimo di sterzata è di soli 8,5 metri, anche se ne bastano 8,2 quando il telaio è ristretto.

La batteria al litio a 48 V è ricaricabile con una normale presa di corrente domestica: 4 ore e 30 minuti il tempo necessario per raggiungere la carica completa. La batteria ha una formulazione classica Nichel Manganese Cobalto con una capacità di 15 kWh e può assorbire sino a 3,3 kW di potenza. Questa batteria consente un’autonomia massima di 180 km, che scendono a 120 se è in funzione il sistema di condizionamento. 

La vettura è disponibile nei due allestimenti passeggeri a due posti (1+1) o commerciale (1+zona cargo); ha un volume di carico massimo di 450 litri e un peso a vuoto di 450 kg che diventano 560 kg con la batteria. Il telaio in acciaio e la carrozzeria in alluminio garantiscono solidità e leggerezza, mentre le ruote da 15” con pneumatici 135/70 e i freni a disco assicurano prestazioni adeguate ed efficienza energetica.

  • Dimensioni: le misure compatte lo rendono perfetto per muoversi in città.
  • Versatilità: La soluzione di poter cambiare la larghezza della vettura la rende molto efficace nel traffico.
  • Spazio: nonostante le dimensioni ridotte, dentro c’è spazio in abbondanza per due persone e bagagli.

Il prezzo del nuovo City Transformer CT-2 è fissato a 16.000 euro +IVA, ma la commercializzazione non è prevista prima del 2026

Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada

Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 6

La prima generazione dell’utilitaria Swift è stata lanciata da Suzuki nel lontano 1983, ma in Italia il modello diventato davvero celebre con quella del 2004, ispirata in alcune soluzioni stilistiche alla allora nuova MINI by BMW.

In realtà, la Swift ha sempre avuto una personalità propria e un notevole equilibrio tra prezzo e sostanza, oltre ad essere una delle pochissime vetturette di questo segmento a proporre anche la trazione integrale senza essere un SUV. Tutte queste caratteristiche si confermano con la nuova generazione, quarta dal 2004 e settima complessivamente, che la Casa ha appena introdotto.

Ecco la scheda tecnica della Suzuki Swift:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 265/839 litri
 Alimentazioni Ibrida
 Classe Euro 6D
 Cv/kW (da) 82/60
Prezzo (da) 22.500 €

suzuki swift usate
suzuki swift usate

INDICE
 Novità 2024
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
Prova su strada
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

La gamma della piccola Suzuki Swift si amplia con l’arrivo della variante a quattro ruote motrici che, con l’uscita di scena della Fiat Panda 4×4, rimane ad oggi l’unica piccola a trazione integrale disponibile sul mercato. Rispetto alla Swift a due ruote motrici, la versione 4×4 resta praticamente identica dal punto di vista estetica. L’unica vera differenza è rappresentata dall’altezza da terra che cresce di 2,5 centimetri, proprio per permetterle di affrontare con maggiore facilità anche qualche tratto di offroad impegnativo.

Il motore resta il 1.2 a tre cilindri mild hybrid da 83 CV, chiamato a spingere una vettura solo leggermente più pesante della versione a trazione anteriore, il cui peso resta comunque al di sotto dei 1.000 kg, a garanzia di una buona maneggevolezza e di consumi contenuti.

La Suzuki Swift rimane fedele a ruolo e posizionamento. La base è la generazione precedente, da cui non si distacca nelle dimensioni, mantenendo una lunghezza inferiore ai 4 metri e dunque un po’ sotto la media delle altre auto di questa fascia che hanno raggiunto e spesso superato quella soglia: misura infatti 3,84 metri di lunghezza, 1,73 di larghezza e 1,49 di altezza, mentre il passo è di 2,45 metri.

L’altezza da terra è contenuta, 11,5 cm anche per la versione 4×4, il bagagliaio conferma i 265 litri del modello che sostituisce, mentre il volume massimo a divano posteriore abbattuto è di 839 litri.

Dimensioni
Lunghezza 3.840 mm
Larghezza 1.740 mm
Altezza 1.480 mm
Passo 2.450 mm

Il design dell’abitacolo mostra cambiamenti molto maggiori rispetto all’esterno: la plancia ha una linea molto più elaborata, organizzata a “strati” orizzontali. La novità maggiore è il display centrale da 9” che finalmente non è più incassato nella consolle ma posizionato in alto.

 

Alla nuova interfaccia si accompagna un sistema d’infotainment più avanzato, con compatibilità wireless per i sistemi di connessione smartphone Apple CarPlay e Android Auto. Cambiano, inoltre, i comandi della climatizzazione, mentre la strumentazione davanti al conducente rimane analogica. Suzuki offre inoltre la nuova app Suzuki Connect che comunica informazioni in tempo reale sull’auto avvisando, ad esempio, se si sono dimenticate le porte aperte o le luci accese, mostrando consumi e autonomia, segnalando tentativi di furto o malfunzionamenti ecc…

 

suzuki swift usate
suzuki swift usate

Le forme non sono molto diverse da quelle dei modelli precedenti e non cedono alla tentazione di sviluppare linee più sportiveggianti che finirebbero per compromettere lo spazio. Anche il design non é stato stravolto, ma piuttosto reinterpretato mantenendo gli elementi caratteristici.

Ritroviamo infatti la calandra arrotondata, il tetto dall’effetto “sospeso”, stavolta con montanti interamente neri che segnano una netta divisione tra il corpo vettura e la parte superiore dell’abitacolo, e la forma quadrata dei fanali posteriori. Spicca tra le novità il taglio del cofano, ampio e piatto, che va ad accarezzare i fari dalla firma luminosa a L.

Non è ancora il momento di una Swift elettrica. Suzuki rinnova però la formula del mild hybrid con un nuovo motore base, non più a quattro ma a tre cilindri, da 1,2 litri e 82 CV e dotato di una serie di accorgimenti per aumentare l’efficienza. Il motore è affiancato da un motogeneratore co nbatteria agli ion idi litio che aiuta a ridurre i consumi.

Questo motore è disponibile con cambio manuale a cinque rapporti oppure con un automatico di tipo CVT. Come da tradizione, poi, non manca l’opzione della trazione integrale automatica AllGrip AWD, una possibilità sempre più rara tra le utilitarie, offerta con il solo cambio manuale.

 

Il peso inferiore ai 1.000 Kg consente alla Suzuki Swift di essere decisamente reattiva su strada e parsimoniosa nei consumi. Suzuki dichiara un consumo medio di 4,4 litri per 100 km, con emissioni di CO2 nell’ordine dei 99-110 g/km secondo il ciclo di omologazione WLTP.

suzuki swift usate
suzuki swift usate

Suzuki Swift 3° generazione

Ci siamo messi alla guida della Suzuki Swift in allestimento Top e la prima cosa che ci ha colpito è stato l’abitacolo spazioso e comodo che, nonostante le dimensioni compatte dell’utilitaria giapponese, è in grado di ospitare tranquillamente quattro persone. Il cruscotto analogico attira l’attenzione grazie a due elementi circolari di grandi dimensioni in cui sono incastonati il contagiri e il contachilometri mentre al centro della plancia spicca il rinnovato schermo da 7 pollici del sistema di infotainment che, nonostante offra la compatibilità con Apple CarPlay e AndroidAuto e il navigatore, non è così comodo da utilizzare e non risponde con grande velocità al tocco.

 

Quello che più ci ha impressionato di questa piccola utilitaria è il nuovo motore sviluppato dai tecnici Suzuki, la dinamica di guida e i sistemi di assistenza alla guida. Con il restyling, infatti, è arrivato un nuovo propulsore che, nonostante una leggera diminuzione della cilindrata (da 1.242 a 1.197) e una riduzione dei cavalli (da 90 a 83), grazie all’aiuto del sistema mild hybrid, recupera un po’ di brio in accelerazione e offre anche una migliore efficienza complessiva: nel corso del test abbiamo sfiorato i 20 km/l di media. A livello di guida, la taratura rigida delle sospensioni rende l’auto piacevole da guidare e stabile anche nei curvoni a velocità sostenuta, con rollio quasi assente, il tutto, pur rimanendo confortevole anche sui tratti più sconnessi. Nonostante il prezzo contenuto, nell’ordine dei 20.000 euro, la Suzuki Swift hybrid è equipaggiata con numerosi sistemi di assistenza che facilitano e supportano la guida. Molto utili nei percorsi autostradali il cruise control adattivo, che regola la velocità per mantenere la distanza impostata con la vettura che precede, e il sistema di mantenimento della corsia.

Nella gamma allestimenti indicata nel listino della Suzuki Swift è ormai disponibile un’unica versione:

  • Top

Top: infotainment da 9” con Apple CarPlay e Android Auto, fari full Led, cerchi in lega da 15” retrocamera, frenata automatica d’emergenza, cruise control adattivo, monitoraggio superamento linee di carreggiata.

  • Dimensioni: resta una delle utilitarie con gli ingombri più ridotti, agile in città ma non povera di spazio.
  • Versatilità: si può avere anche 4×4, pochissime rivali lo consentono.
  • Costi: il suo ibrido leggero è una delle soluzioni più equilibrate tra prezzo e benefici.

Di seguito i prezzi della Suzuki Swift aggiornati ad settembre 2024:

Suzuki Swift Ibrida Prezzi
1.2 Hybrid TOP 22.500 €
1.2 Hybrid TOP CVT 24.000 €
1.2 Hybrid TOP 4WD ALLGRIP 24.500 €

 

suzuki swift usate
suzuki swift usate

 

Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12

Per gli appassionati di fuoristrada, il nome Patrol non ha bisogno di presentazioni: la sua storia inizia nel 1951 e si sviluppa in sessant’anni di modelli sempre più evoluti tecnicamente ma con il denominatore comune della robustezza e della capacità di disimpegno su qualunque terreno. Fa parte di quella ristretta lista di modelli in cui rientrano anche Toyota Land Cruiser, Mitsubishi Pajero, Jeep Wrangler, metà dei quali oggi non sono più prodotti o comunque non più disponibili in Europa, dove le vetture grandi, pesanti e non elettrificate sono ormai messe al bando.

Patrol però non è scomparsa nel 2010, ha semplicemente intrapreso un’altra carriera: la serie Y62 lanciata in quell’anno è diventata un Suv lussuoso e potente (poco meno del modello Infiniti QX80 a cui fa da base), senza perdere la sua attitudine per gli ambienti difficili, destinato al mercato americano (con il nome di Armada) e a quello mediorientale. Ora è arrivata la serie successiva, siglata Y63, che continua su questo filone e che come l’altra non sbarcherà in Europa.

Ecco la scheda tecnica della Nissan Patrol:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio n.d.
 Alimentazioni benzina
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 316/232
 Prezzo (da) n.d.
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

Le generazioni classiche di Nissan Patrol offrivano varianti corte e lunghe a tre e cinque porte, ma già con la serie Y62 la prima opzione è stata abbandonata mentre la lunga è cresciuta ancora nelle dimensioni superando i cinque metri di lunghezza e arrivando a toccare i 5,16 metri, per un passo di quasi 3,08 metri.

Oggi, la Y63 si spinge ancora oltre, mantenendo il passo invariato ma aggiungendo altri 20 cm alla lunghezza totale che arriva così a ben 5,35 metri. La larghezza supera i due metri, l’altezza arriva a oltre un metro e 95 cm, con un’altezza da terra di circa 24 cm per angol idi attacco, uscita e dosso rispettivamente di 33°, 24,5° e 25,5°.

Dimensioni
Lunghezza 5.350 mm
Larghezza 2.030 mm
Altezza 1.955 mm
Passo 3.075 mm

I contenuti sono sempre più high tech e così lo stile: essenziale come richiedono i canoni moderni, visto che quasi tutte le funzioni sono accessibili dal grande display touch da 28”, integrato con tecnologia NissanConnect 2.0, al centro della plancia, unito a quello della strumentazione che è alloggiato nello stesso pannello. Oltre a questo c’è soltanto un essenziale plancia all’estremità del tunnel centrale con comandi fisici per attivare i programmi di marcia specifici per i vari terreni, blocchi dei differenziali e climatizzazione. Il resto del massiccio tunnel è spazio a disposizione per stivare oggetti.

Il ruolo di 4×4 di lusso vere e proprie rimane appannaggio delle cugine a marchio infiniti, ma Patrol, visti anche i mercati di destinazione, non si tira indietro offrendo estesi rivestimenti n pelle, tetto panoramico e una serie di accessori votati al comfort come gli schermi interattivi per i passeggeri posteriori. L’appartenenza a una famiglia di vere fuoristrada è pero orgogliosamente esibita da particolari come le grandi maniglie sui montanti sia anteriori si posteriori, utili per issarsi a bordo.

Le forme sono solide e massicce, vestite da linee tutto sommato piuttosto semplici. Resta la calandra con griglia a maglie larghe, mentre i fari con profilo a doppia C sono uniti dalla parte superiore da un elemento luminoso. Lo stesso motivo è replicato nel posteriore anche qui con gruppi ottici collegati da un a terza luce a Led subito sotto il lunotto e il logo Nissan.

Pedane ed elementi di rinforzo come gli inserti nei paraurti, sono integrati il più possibile nelle linee, evitando sporgenze eccessive sia per praticità nella guida fuoristrada sia per aiutare un po’ l’aerodinamica.

La gamma è composta da due potenti benzina V6 che sostituiscono i precedenti V8. Un downsizing parziale, perché le potenze ovviamente sono sempre elevate e adeguate all’utilizzo. L’unità di base è aspirata, con cilindrata di 3,8 litri e 316 CV di potenza per 386 Nm di coppia. La versione top scende ad appena 3,5 litri ma è dotata di doppio turbocompressore, fornisce 425 CV e una coppia quasi doppia, 700 Nm tondi tondi.

Entrambi i motori sono abbinati a un cambio automatico a nove rapporti e naturalmente alla trazione integrale corredata, come già accennato, con bloccaggi a comando elettronico e programmi per adattare il comportamento di tutto il gruppo motopropulsore alle diverse situazioni. I programmi, che vanno da “Eco” per ottimizzare i consumi a quelli specialistici per sabbia, rocce, fango ecc… adattano la risposta del motore, del cambio e dei controlli di trazione adattando la strategia per muoversi al meglio sui differenti fondi. C’è anche il sistema di guida assistita ProPilot.

Non ancora dichiarati ma importanti, vista la mole, con un peso che va da 2,700 a 2.800 kg, la potenza e la complessa meccanica. Patrol non ha soluzioni ibride, per quanto i motori siano di ultima generazione e quindi il più efficienti possibile, rimane un mezzo dall’impostazione “vecchia scuola”.

Nissan Patrol: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

A titolo di confronto, la serie precedente dichiarava una media di circa 14 litri per 100 km, corrispondenti a poco più di 7 km/litro, una media che i nuovi V6 più snelli ed efficienti potrebbero migliorare un pochino anche se la massa da portare a spasso rimane importante. A riprova della maggiore efficienza, il serbatoio dovrebbe avere una capienza di “appena” 90 litri.

Gli allestimenti della nuova generazione della Nissan Patrol non sono ancora stati comunicati. Ne sapremo di più a ridosso dell’inizio della commercializzazione.

  • Tradizione: il nome Patrol evoca avventura e affidabilità.
  • Versatilità: le misure extra-large garantiscono spazio, l’allestimento è quasi da premium e la mobilità molto elevata.
  • Tecnologia: appartiene a una famiglia di “duri&puri”, ma ha contenuti all’avanguardia.

Il listino della Nissan Patrol non è ancora stato comunicato.

Auto a metano addio: in Italia non se ne vendono (quasi) più

Auto a metano addio: in Italia non se ne vendono (quasi) più

Negli ultimi anni, il mercato delle auto a metano in Italia ha subito un drastico calo delle immatricolazioni, con un crollo di oltre il 55% solo nel 2023. Ciò è dovuto a una serie di fattori economici, tecnologici e infrastrutturali che hanno modificato profondamente le scelte dei consumatori.

Uno dei motivi principali del declino delle auto a metano è legato all’aumento dei costi del carburante, che ha ridotto il vantaggio economico rispetto ad altre alimentazioni. Mentre il metano era storicamente scelto per la sua economicità e le minori emissioni, negli ultimi anni i prezzi del metano sono cresciuti, rendendolo meno competitivo rispetto al GPL, all’elettrico e persino alle auto ibride.

“Colpa” anche delle elettriche

Inoltre, la transizione verso le auto elettriche, promossa dalle normative ambientali europee e dagli incentivi governativi, ha reso più attraente l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi. Il mercato italiano sta abbracciando sempre più queste tecnologie: nel 2023, le auto elettriche e ibride rappresentavano quasi la metà delle nuove immatricolazioni, mentre quelle a metano sono praticamente scomparse​.

Basti dire che nel 2009, anno del vero e proprio boom di questa alimentazione, in Italia furono vendute 127.895 vetture a metano, con una quota del 5,92%. Lo scorso anno non si è andati oltre le 1.892 immatricolazioni (0,12% di quota). Ad agosto le auto a metano vendute in Italia sono state 3.

Audi A3: arriva la g-tron a metano 2

Pochi distributori

Il calo delle immatricolazioni di auto a metano è anche correlato alla riduzione dei punti di rifornimento, che ha ulteriormente scoraggiato i consumatori. In molte aree del Paese, i distributori di metano sono pochi e spesso non ben mantenuti, aumentando le difficoltà pratiche per i proprietari di queste auto.

In questo contesto, il mercato automobilistico italiano sta vivendo una trasformazione verso la sostenibilità, con un aumento delle vendite di auto ibride ed elettriche. Tuttavia, la necessità di investimenti infrastrutturali, come l’espansione delle stazioni di ricarica elettrica, resta cruciale per consolidare questo cambiamento​. Ma, tornando alla questione metano, ecco le principali cause del calo delle vendite.

Le cause in pillole

  • Aumento dei prezzi del metano: il costo del carburante è cresciuto notevolmente, riducendo il vantaggio economico rispetto ai carburanti tradizionali.
  • Transizione verso l’elettrico: le auto elettriche e ibride stanno dominando il mercato, favorite anche da incentivi statali.
  • Scarsa rete di rifornimento: le stazioni di rifornimento a metano sono limitate, creando disagi per i consumatori.
  • Normative ambientali più stringenti: le normative sempre più severe spingono i produttori verso soluzioni più ecologiche, come l’elettrico e l’idrogeno.

Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Cupra allarga la gamma con un nuovo modello: Terramar. Si tratta di un SUV medio che si inserisce a listino come una sorta di “ammiraglia a ruote alte” del brand spagnolo. L’auto si piazza un gradino sopra gli altri SUV a listino per dimensioni, contenuti e tecnologia.

Attenta, come per tutti gli altri modelli, alla dinamica di guida, Cupra sceglie per questa vettura uno schema di sospensioni che si avvale di n MacPherson all’anteriore e di un multilink al retrotreno. C’è la possibilità di avere ammortizzatori attivi per un controllo dell’assetto in tempo reale e lo sterzo progressivo, che cambia rapporto di demoltiplicazione e il carico in base alla velocità e all’angolo di rotazione.

Ecco la scheda tecnica della Cupra Terramar:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 540-630 litri
 Alimentazioni benzina, ibrida
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 150/110
 Prezzo (da) 42.250 €
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

La Cupra Terramar nasce sulla piattaforma MQB Evo che il gruppo Volkswagen utilizza per una moltitudine di modelli tra cui la VW Tiguan. L’auto è lunga 4,52 metri, larga 1,87 e alta 1,59. Ha un passo di 2,68 metri e, nel complesso, ha forme slanciate e dinamiche ma ben proporzionate.

Per questo può avvalersi di un abitacolo spazioso e di un bagagliaio abbastanza capiente. È più generoso sui modelli termici e riduce un po’ lo spazio a disposizione su quelli ibridi plug-in, che montano un secondo motore al posteriore e rinunciano quindi al doppio fondo.

Dimensioni
Lunghezza 4.519 mm
Larghezza 1.869 mm
Altezza 1.586 mm
Passo 2.680 mm

L’abitacolo della Cupra Terramar riflette perfettamente l’identità sportiva del brand e si distingue per l’ambiente ben rifinito e molto tecnologico.  Gli interni sono caratterizzati da linee pulite e moderne, con largo uso di materiali come la pelle e l’Alcantara. Non mancano i dettagli in color bronzo tipici di Cupra. I sedili anteriori sono avvolgenti su tutta la gamma ma si fanno ancor più sportivi sulle versioni VZ.

La plancia è dominata da un ampio display centrale touchscreen, che gestisce il sistema di infotainment e che si distingue per una grafica chiara e molto intuitiva. Ad esso è abbinata la strumentazione digitale, che è riportata su un altro display piazzato dietro al volante. L’auto non rinuncia a una buona dose di praticità e offre sedili posteriori scorrevoli che consentono di variare la capienza del bagagliaio anche senza che sia necessario abbattere gli schienali della seconda fila. Il vano posteriore ha un volume di carico che va da 540 a 630 litri. Diventano 400-490 sulle versioni plug-in.

La Cupra Terramar ha un frontale dominato dalla griglia con il caratteristico logo Cupra in bronzo, incorniciata da fari a LED sottili e affilati con firma luminosa a tre luci. Il paraurti anteriore ha grosse prese d’aria mentre il cofano anteriore, attraversato da vistose mercature longitudinali, si piega verso il basso nella parte anteriore per aumentare la sensazione di aggressività.

Nella vista di lato, la Cupra Terramar ha fiancate ben definite e passaruota pronunciati che ospitano cerchi in lega di dimensioni generose. Il posteriore è altrettanto distintivo, con un’ampia fascia luminosa a LED che attraversa tutto il retro dell’auto, unendo i due gruppi ottici posteriori. Dietro si notano anche gli scarichi sportivi e il diffusore, che sembra però avere una funzione più estetica che aerodinamica.

La Cupra Terramar offre una gamma variegata di motorizzazioni, che spaziano dai propulsori termici a quelli ibridi, fino alla versione plug-in. Per quanto riguarda i motori tradizionali, la Terramar monta un 2.0 TSI declinato in due versioni: una da 204 CV e una più potente da 265 CV. Entrambe sono equipaggiate con cambio DSG a doppia frizione a 7 marce. La versione più performante, denominata VZ (Veloz), offre anche la trazione integrale, a differenza delle motorizzazioni meno potenti che restano a trazione anteriore.

Passando alle soluzioni ibride, la Terramar mild hybrid utilizza un motore benzina 1.5 litri abbinato a un sistema elettrico a 48 Volt, per un totale di 150 CV. Anche qui, il cambio DSG a 7 marce è di serie. La novità più significativa è rappresentata dalla versione plug-in hybrid, che segna un debutto per il marchio Cupra. Questa versione è disponibile in due configurazioni: una con 204 CV e un’altra, più sportiva, con 272 CV, anch’essa identificata dalla sigla VZ. In queste varianti, il motore termico è il già noto 1.5 litri benzina, supportato da uno o due motori elettrici, alimentati da una batteria agli ioni di litio da 19,7 kWh. La ricarica può avvenire sia in corrente alternata che continua, con una potenza massima fino a 50 kW.

La Cupra Terramar mild hybrid da 150 CV dichiara un consumo di 6,1 litri per 100 km sul ciclo combinato. La versione benzina da 265 CV, invece, ha bisogno di 8,5 litri per percorrere la stessa distanza.

Le versioni ibride plug-in, grazie alla possibilità di percorrere molti km in modalità esclusivamente elettrica (secondo i dati riportati dal costruttore sono circa 120) dichiara un consumo medio secondo il ciclo WLTP di soli 0,5 l/100 km.

La Cupra Terramar viene proposta in due allestimenti ai quali ora si aggiunge la serie limitata America’s Cup.

  • Terramar
  • VZ
  • America’s Cup Limited Edition

Terramar: cerchi in lega da 19” con pneumatici 255/45 R19, fari full Led anteriori e posteriori, barre al tetto cromate, indicatori di direzione dinamici, specchietti esterni regolabili e ripiegabili elettricamente, vetri posteriori scuri, sistema di infotainment con touchscreen da 12”9, connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, strumentazione digitale Cupra Virtual Cockpit da 10”25, sedili sportivi, vetri elettrici, cruise control adattivo, portellone elettrico, clima automatico trizona, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, retrocamera, riconoscimento della segnaletica, front assiste e sensori luce e pioggia.

VZ: cerchi in lega da 20″, climatrinic tri-zona, sedili anteriori sportivi, Keyless Advanced, portellone elettrico, volante riscaldato, Adaptive Cruise Control.

America’s Cup Limited Edition: cerchi in lega da 20″ Vortex, colore carrozzeria Enceladus Grey Matt, sedili anteriori avvolgenti in Pelle Moonslate, Logo America’s Cup realizzato a laser sul montante B.

  • Look: il brand cupra ha un’estetica curata e personale. Per non passare inosservati
  • Dinamica di guida: Il telaio è raffinato e l’handling è da prima della classe, per la categoria
  • Versatilità: sia sul fronte motorizzazioni (con tante opzioni disponibile) sia per lo spazio interno

Di seguito il listino prezzi della Cupra Terramar aggiornato a settembre 2024:

Cupra Terramar Prezzo
1.5 Hybrid DSG 42.250 €
1.5 e-HYBRID DSG 56.250 €
2.0 TSI DSG 4DRIVE 53.700 €

Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Il nome Vanquish evoca brividi negli appassionati di sportive inglesi e… di cinema: la prima auto a portare questo nome è infatti nata nel 2002 diventando celebre per l’apparizione nel film “007 – La morte può attendere”, ed è stata seguita a distanza da un nuovo modello (AM310) lanciato nel 2012.

La Vanquish solitamente deriva dalla granturismo a 12 cilindri di Aston Martin come la DB9, ma ha un’impostazione più pura, a due soli posti invece che 2+2 e con una meccanica più spinta. L’ultima, appena presentata, conferma ancora una volta questo spirito.

Ecco la scheda tecnica della Aston Martin Vanquish:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2
 Bagagliaio 248 litri
 Alimentazioni benzina
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 835/614
 Prezzo (da) 405.731 €
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

Pur rimanendo una due posti, la nuova Aston Martin Vanquish è più grande della precedente e non di poco: il passo ha guadagnato 80 mm, passando da 2,74 a 2,82 metri, la lunghezza da 4,72 a 5,85 metri, mentre la larghezza passa da 1,90 a oltre 2,00 metri. Persino l’altezza è aumentata un pochino, da 1,28 a 1,29 metri.

Confrontata con l’attuale quattro posti DB12, la Vanquish è più lunga di 12 cm, più larga di circa 6 cm e ha un passo maggiore di un paio di cm. A livello strutturale, la Casa fa sapere di aver aggiunto rinforzi per aumentare la rigidità della scocca soprattutto lateralmente, con un miglioramento del 75% rispetto alla più recente versione della DBS che questo modello sostituisce, contribuendo a rendere la guida più precisa.

Dimensioni
Lunghezza 4.850 mm
Larghezza 2.040 mm
Altezza 1.290 mm
Passo 2.820 mm

Classici nell’impostazione ma con la giusta dose di tecnologia di ultimo grido: gli interni della Aston Martin Vanquish sono il solito tripudio di pelle pregiata che avvolge i sedili e la plancia, in quest’ultima sono però incastonati due schermi da 10,25”, uno per la strumentazione e uno per il sistema di infotainment. Il sistema che lo anima è stato sviluppato dalla stessa Aston Martin, desiderosa di offrire una connettività avanzata ma al tempo stesso “personalizzata”, coordinata con una nuova app per dispositivi mobili che permette funzioni di controllo remoto.

Il comfort è elevato, lo spazio generoso per un’auto sportiva, anche se il bagagliaio stenta ad arrivare ai 300 litri che consentirebbe un’utilitaria per via delle forme tradizionali. Poco male, perché alle spalle degli occupanti ci sono ampi vani per alloggiare set di valige. Parlando dei sedili Sport Plus, si possono scegliere quelli standard oppure quelli ultraleggeri con struttura in fibra di carbonio. Infine, poi, le personalizzazioni consentite dal programma “Q BY Aston Martin”

Le forme non riservano sorprese, classiche e be distese, ma sul design qualche novità si ravvisa: lo stile, infatti, è un pochino meno tradizionalista del solito, soprattutto nel posteriore, dove le fanalerie tradizionali sono sostituite da sottili gruppi composti da strisce di Led alle estremità del posteriore, sotto il vistoso spoiler integrato nella coda.

Il frontale non abbandona l’inconfondibile griglia Aston Martin dalla caratteristica forma, ancora più grande  e decorata con le tradizionali barre orizzontali. I fari, raccolti nella parte alta del cofano, hanno un’ottica complessa che integra un sistema di illuminazione a matrice di Led. La vocazione prestazionale è marcata dai grandi sfoghi per l’aria che congiungono parafanghi e portiere, decorati con grandi fregi, e da quelli al centro del cofano, dalle funzioni anche aerodinamiche. Inoltre, per la prima volta Aston Martin offre su un modello di questa famiglia un tetto panoramico. I cerchi in lega sono da 21”.

Non è ancora il momento per Aston Martin di cedere alle lusinghe dell’elettrificazione: la Vanquish conferma il poderoso motore V12 da 5,2 litri biturbo di origine Mercedes-AMG, proposto senza nemmeno l’ombra di un sistema ibrido, con una potenza massima di 835 CV scaricati tutti al posteriore. Il motore è stato ottimizzato, è più reattivo e più efficiente nella gestione della sovralimentazione, consentendo anche un surplus di spinta nelle accelerazioni più vivaci.

Il cambio è un automatico a otto rapporti marchiato ZF con il classico convertitore, per meglio trasmettere la grande coppia di ben 1.000 Nm. Malgrado le misure più abbondanti, questo basta a toccare i 345 km/h di velocità massima. La trasmissione è completata da un differenziale posteriore con effetto autobloccante gestito elettronicamente.

Le molte ottimizzazioni e il nuovo cambio automatico non hanno reso il motore soltanto più potente e pronto, ma hanno migliorato anche la gestione energetica, fermo restando che si tratta di una sportiva dalle prestazioni elevatissime e, lo ricordiamo, assolutamente non elettrificata, quindi priva di qualunque supporto ibrido anche leggero.

Il consumo medio si aggira sui 13,7 litri per 100 km, che equivalgono a poco più di 7 km con un litro. Indubbiamente appare un dato impegnativo, tuttavia se facciamo il raffronto con la DB12, mossa da un più piccolo V8 biturbo da 680 CV che dichiara 12,5 litri per 100 km, va considerato che la Vanquish ha una potenza superiore di 150 CV, dimensioni maggiori e un peso aggiuntivo di circa 50 kg. Le emissioni di CO2 dichiarate sono di 312 g/km contro 278.

La Vanquish avrà un equipaggiamento unico e standard con possibilità di personalizzazione delle finiture e degli accessori secondari quasi illimitate.

  • Aston Martin Vanquish: cerchi da 21”, sistema infotainment dedicato con display da 10,25”, Apple Carplay wireless, Android Auto via cavo, sedili sportivi, rivestimenti in pelle, pacchetto sicurezza attiva.

  • Status: è il top della gamma di Aston Martin e il modello più spinto prestazionalmente escluse le supercar. E costa oltre 400.000 euro
  • Prestazioni: tanti cavalli e un telaio fatto per renderli godibili, anche se spinta resta una GT nell’anima
  • Esclusività: Ne faranno 1.000, che non sono pochissime, ma potrebbe essere l’ultima Aston Martin con un V12 “puro”.

Di seguito il listino prezzi della Aston Martin Vanquish aggiornato a settembre 2024:

Aston Martin Vanquish Prezzo
5.2 V12 835 CV 405.713 €

Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Suzuki è una delle poche Case automobilistiche che non ha ancora una vettura 100% elettrica a listino. Ancora per poco. Il gruppo di Hamamatsu, infatti, presenterà la sua prima auto esclusivamente a batteria nel corso del 2025.

Fino a qualche tempo fa, il progetto di questa prima elettrica era avvolto nel mistero. Ora che l’esordio si avvicina, le informazioni iniziano a trapelare. Prima di tutto, si sa che l’auto sarà costruita seguendo un approccio in linea con la tradizione del brand. È chiamato “Sho-Sho-Kei-Tan-Bi” che potrebbe essere tradotto con “compatto, meno complicato, leggero, minimale, bello”. Sarà molto simile alla concept EVX presentata nel 2023

Ecco la scheda tecnica della Suzuki EVX:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio n.d.
 Alimentazioni elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) n.d.
 Prezzo (da) n.d.
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Perché comprarla
 Prezzi

La Suzuki EVX è considerata una sorta di Vitara a zero emissioni. Quindi ha una lunghezza di circa 4,2, 4,3 metri. Stesse dimensioni anche per quanto riguarda la larghezza di 1,78 metri e un’altezza di circa 1,6 metri. Il passo dovrebbe essere intorno ai 2,5 metri, forse un po’ di più, visto che nascendo su una piattaforma elettrica, potrebbe avere un interasse più generoso e sbalzi meno pronunciati.

La prima elettrica targata Hamamatsu, nel pieno rispetto della già citata strategia “minimalista” e “razionale” citata sopra, sfrutterà al massimo i centimetri a disposizione, per offrire una buona abitabilità per cinque passeggeri e un bagagliaio capiente al punto giusto, intorno ai 360-400 litri.

Resta da capire se l’auto proporrà un frunk anteriore per regalare agli occupanti un vano ulteriore per caricare altri oggetti o, magari, i cavi di ricarica.

Dimensioni
Lunghezza 4.200 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.600 mm
Passo 2.500 mm

Nell’abitacolo la Suzuki EVX propone uno stile inedito per quanto riguarda i canoni stilistici della Casa. Prima di tutto per la presenza di una plancia a forte sviluppo orizzontale che è sormontata da un gigantesco monitor piazzato a sbalzo che nella parte dietro al volante mostra la strumentazione e che nella parte centrale visualizza i comandi del sistema di infotainment. 

Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

L’auto ha tunnel orizzontale dalle forme estremamente pulite e un volante dalla corona schiacciata che nella parte superiore e in quella inferiore è dotato anche di vistose incurvature. I sedili, ergonomici, hanno schienali molto sottili, per massimizzare l’abitabilità. 

Esteticamente, la Suzuki EVX sottolinea il fatto di essere SUV con linee ben marcate e muscoli in vista. Colpisce soprattutto il frontale molto alto e verticale. Nella parte alta. Sotto la linea del cofano, è attraversato da una fascia nera che incastona il badge centrale e che sui lati si biforca a Y per dare spazio ai fari, caratterizzati da una firma luminosa a elementi orizzontali. 

Nella vista laterale piace la presenza di passaruota molto pronunciati, con quello posteriori che sembra invadere il finestrino, quasi a dare l’impressione di una sportiva Anni ’70. Dietro la fanaleria che occupa tutta la larghezza dell’auto, è sormontata da uno scalino orizzontale che ricorda un po’ uno spoiler e che dona un’intrigante tridimensionalità. A completare la caratterizzazione estetica ci sono due vistose slitte paracolpi e le protezioni laterali in plastica, con inserti cromati, che ricordano un po’ le pedane di certi fuoristrada duri e puri.

Per esordire nel mondo delle zero emissioni Suzuki ha siglato una partnership con Toyota, Casa che rappresenta una sorta di grande accentratrice di tutti i principali costruttori giapponesi che stanno cercando di recuperare terreno sull’elettrico e di ritagliarsi un posto al sole sul panorama internazionale della mobilità del futuro.

Per questo motivo si pensa che la Suzuki EVX sarà dotata di una batteria agli ioni di litio da 60 kWh che dovrebbe garantire circa 800 km di autonomia. Il motore elettrico, invece, dovrebbe arrivare dall’azienda canadese Inmotive, con la quale Suzuki lavora da tempo.

Con una batteria di dimensioni generose ma non esagerate e un solo motore elettrico, la Suzuki EVX sfoggia un’autonomia da prima della classe. Se questi dati saranno confermati, saranno merito di un’ottima efficienza di sistema e di un peso contenuto. 

E se davvero con una batteria da 60 kWh potrà percorrere 800 km, significa che, sul misto, non avrà consumi superiori ai 7,5 kWh/100 km, un valore che, a dire il vero, è davvero troppo ottimistico (o comunque un valore omologato secondo cicli di valutazione diversi dal nostro WLTP).

Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

 

  • Look: ha il fascino tutto praticità e razionalità tipico di molti modelli del brand 
  • Prezzo: come da tradizione Suzuki, avrà un rapporto prezzo/contenuti accattivante
  • Economicità d’esercizio: con consumi ridotti all’osso, sarà davvero parca nei costi di uso e manutenzione.

Aspettando informazioni precise, che saranno rilasciate soltanto nel corso del prossimo anno, per capire quanto costerà questa Suzuki EVX ci rifacciamo alle parole del presidente della Casa in persona.

Toshihiro Suzuki, parlando del modello, ha detto che per soddisfare le esigenze del cliente medio di Suzuki questa vettura dovrebbe essere venduta a un prezzo accessibile alle masse. Resta da capire se, essendo un’auto costruita in India e venduta anche su molti mercati emergenti, sarà conveniente o, addirittura, di rottura.

Anche il Canada difende la propria industria automobilistica imponendo dazi alla Cina

BYD Sea Lion 07: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Il Canada ha recentemente deciso di imporre dazi del 100% sulle auto elettriche importate dalla Cina, una mossa che riflette le tensioni commerciali crescenti tra le due nazioni. Questo provvedimento, che entrerà in vigore a partire da ottobre 2024, è stato giustificato dal premier Justin Trudeau come una necessità per proteggere l’industria locale e rispondere alla sovrapproduzione cinese, sostenuta da massicci sussidi statali.

La risposta della Cina

Pechino ha reagito duramente, definendo la misura un atto di protezionismo che danneggerà la cooperazione economica e il processo di transizione ecologica del Canada. L’iniziativa canadese, come quelle prese da altri Paesi, arriva per tentare di bilanciare la concorrenza sul mercato delle auto elettriche e rafforzare la produzione interna. Tuttavia, questo scontro potrebbe avere ripercussioni significative sugli scambi commerciali tra le due nazioni e sui consumatori canadesi, che potrebbero veder crescere sensibilmente i prezzi delle auto elettriche. Anche quelle non propriamente cinesi, ma con componenti provenienti dal Paese del Dragone.

Gruppo Volkswagen rafforza la strategia per elettrico in Cina

Il resto del mondo

Anche gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno adottato misure simili. Negli Stati Uniti, il governo ha imposto dazi per contrastare quella che ritiene essere una concorrenza sleale dovuta ai massicci sussidi statali cinesi. L’Inflation Reduction Act, una legge chiave dell’amministrazione Biden, mira a favorire la produzione interna di veicoli elettrici attraverso incentivi significativi, rendendo più difficile per i produttori cinesi competere sul mercato americano. In Europa, infine, la Commissione Europea ha avviato un’indagine per verificare se i produttori cinesi di auto elettriche stiano beneficiando di sussidi illegali che distorcono il mercato. A seguito di questa indagine, l’Unione Europea potrebbe introdurre dazi fino al 36,3% su alcune importazioni di veicoli elettrici cinesi.

Cosa accadrà in futuro?

Queste misure riflettono la crescente preoccupazione per l’impatto della concorrenza cinese sull’industria automobilistica europea, che sta investendo massicciamente nella transizione verso i veicoli elettrici. Questi sviluppi indicano una tendenza globale verso il protezionismo nel settore automobilistico, con i principali attori che cercano di difenderele loro industrie nazionali dalla concorrenza cinese. Tuttavia, tali misure rischiano di inasprire ulteriormente le relazioni commerciali globali e di avere effetti negativi sui consumatori, che potrebbero vedere un aumento dei prezzi e una riduzione della scelta nei mercati locali.