Auto elettrica: tutti i sistemi per il recupero dell’energia

Audi E-tron Prototipo, efficienza con recupero energia

Detto che per ricaricarsi un’auto elettrica ha necessariamente bisogno di una fonte esterna di energia, tutte le moderne auto a batteria sono comunque in grado di recuperare un po’ di energia anche in movimento. Questo grazie ad una serie di sistemi capaci di convertire l’energia cinetica in chilometri di autonomia che vanno così ad aumentare (anche se di poco) i chilometri che l’auto è in grado di percorrere prima di doversi fermare a ricaricare. Vediamo allora quali sono i sistemi di recupero dell’energia più comuni e quelli invece più particolari.

Freni

Partiamo dal più comune, ovvero quello che sfrutta le fasi passive della marcia, ovvero tutti i momenti in cui non si preme il pedale dell’acceleratore. Il funzionamento è molto semplice: in questi momenti il motore elettrico inverte il proprio funzionamento, trasformandosi in una sorta di grande alternatore che sfrutta l’energia cinetica ricevuta dalle ruote per generare corrente da reinviare alla batteria. Il risultato di questa inversione di funzionamento è una decisa decelerazione, che su molti modelli può essere regolata, permettendo anche di arrivare ad arrestare completamente l’auto senza intervenire sui freni.

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Sospensioni

Partendo dal presupposto che ogni organo in movimento su un’auto può permettere di convertire quel movimento in energia, ecco che gli elementi dai quali è possibile recuperare chilometri di autonomia diventano innumerevoli. Tra questi troviamo anche le sospensioni, che Audi ha trovato il modo di sfruttare attraverso il sistema eROT. Si tratta di ammortizzatori di tipo elettroidraulico e quindi a smorzamento controllato elettronicamente, collegati ad un sistema capace di sfruttare il molleggio e le oscillazioni dei bracci per convertire quell’energia in corrente. Va detto però, che l’energia recuperata da questo sistema è relativamente bassa e quindi utile più su powertrain ibridi piuttosto che completamente elettrici.

Turbine

A proposito di modelli ibridi, un capitolo va dedicato al Kers. Un sistema portato alla ribalta dalle monoposto di formula uno. Il suo funzionamento si basa sullo sfruttamento dei momenti di inerzia delle turbine. L’energia in eccesso presente all’interno delle turbine viene recuperata e quindi utilizzata per assicurare il funzionamento del motore elettrico presente a bordo per migliorare così le prestazioni del modello. Tale sistema, infatti, viene solitamente utilizzato su modelli ad alte prestazioni.

Auto elettrica: quali motori esistono e come funzionano

Vapore

Ma il sistema di recupero dell’energia più particolare è quello messo a punto da BMW. Si chiamava Turbosteamer e consisteva in una serie di condotti in cui dell’acqua veniva trasformata in vapore grazie al calore dei gas di scarico. La pressione del vapore serviva poi a muovere un volano che generava così energia. Il sistema doveva essere montato su alcuni modelli di serie a partire dal 2015, ma la complessità del sistema e l’aumento di peso che questo comportava non gli permise di superare la fase prototipale.

Audi A4 allroad: prezzo, dimensioni e caratteristiche

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Dopo il successo ottenuto con la variante allroad della sorella più grande A6 lanciata sul mercato nel 1999, Audi ha deciso di commercializzare nel 2010 una versione a ruote alte anche del modello Avant più piccolo del marchio. Giunta alla seconda generazione, la Audi A4 allroad è dotata di serie della trazione integrale quattro e dell’assetto rialzato di 35 millimetri. Garantisce un elevato comfort alla guida sia su strada che offroad e presenta un’estetica con elementi caratteristici da vera fuoristrada. Rinnovata anche la gamma motori, che con l’ultimo aggiornamento propone esclusivamente modelli mild hybrid, a 12 V o a 48 V.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Audi A4 allroad:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 495-1.495 litri
 Alimentazioni Benzina e Diesel MHEV
 Classe Euro 6d – ISC – FCM
 CV/kW (da) 204/150
 Prezzo (da) 52.000 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Le dimensioni della A4 allroad variano rispetto a quelle della versione tradizionale per la presenza di elementi protettivi sulla carrozzeria. Rispetto al modello precedente, la lunghezza aumenta di 12 millimetri e raggiunge i 4 metri e 76 centimetri. Cambia anche la larghezza delle carreggiate, che crescono rispettivamente di 6 millimetri all’anteriore e 11 millimetri al posteriore, mentre rimane invariato il passo di 2 metri e 82 centimetri, che garantisce comunque tantissimo spazio a bordo della vettura. Il bagagliaio molto capiente ha una capacità minima di 495 litri, che può arrivare a 1.495 litri, reclinando il divanetto posteriore.

Dimensioni
Lunghezza 4.762 mm
Larghezza 1.847 mm
Altezza 1.493 mm
Passo 2.818 mm

Il design della A4 allroad è caratterizzato da elementi estetici specifici che la differenziano dalla versione tradizionale Avant e le donano un look più dinamico e muscoloso. Tra questi troviamo le protezioni sottoscocca, le modanature dei passaruota, i mancorrenti sul tetto più pronunciati, le longarine sottoporta con inserti di colore grigio e il logo allroad sul portellone posteriore.

Per il resto la A4 allroad riprende le forme allungate e i dettagli stilistici della Avant, con l’ampia calandra a listelli orizzontali di colore grigio e i gruppi ottici di serie a LED.

La seconda generazione dell’Audi A4 allroad presenta il rinnovato linguaggio stilistico degli ultimi modelli della Casa dei quattro anelli. Le novità principali all’interno dell’abitacolo sono di tipo tecnologico, infatti, fanno la loro comparsa il nuovo sistema di infotainment MIB.3, che si controlla dal touchscreen da 10,1″ posizionato al centro della plancia, e l’Audi Virtual Cockpit da 12,3″ (di serie dall’allestimento Business Evolution).

A tutto questo si sommano tanti sistemi di assistenza alla guida, tra cui di serie troviamo il sistema di monitoraggio pre-collisione e il cruise control. Infine, a bordo i materiali pregiati con plastiche morbide al tatto si uniscono alle rifiniture e agli assemblaggi ben curati, per donare una qualità interna da vera vettura premium.

La station wagon “a ruote alte” della Casa di Ingolstadt viene proposta a listino con motorizzazioni MHEV diesel e benzina. La gamma benzina conta un solo propulsore, il 45 TFSI, un 2,0 litri 4 cilindri da 265 CV, abbinato ad un sistema mild hybrid a 12V e al cambio automatico S tronic a 7 rapporti. Stessa trasmissione e grado di elettrificazione anche per il primo dei motori a gasolio: il 40 TDI. Si tratta di un 4 cilindri da 2,0 litri in grado di erogare una potenza massima di 204 CV e 400 Nm di coppia. Il motore più potente disponibile è però il 50 TDI, un 6 cilindri in linea da 3,0 litri che sprigiona fino a 286 CV, abbinato al cambio automatico tiptronic a 8 rapporti e al sistema mild hybrid a 48 V.

I consumi della A4 allroad quattro variano in base al tipo di motorizzazione scelta, ma in generale, anche se l’elettrificazione ha contribuito a migliorare l’efficienza tanto del propulsore benzina quanto di quelli diesel, la stazza non permette al veicolo di essere troppo parsimonioso. Per quanto riguarda i motori a gasolio, il consumo di carburante va dai 5,7-6,1 litri ogni 100 km della 40 TDI ai 7,0-7,4 litri ogni 100 km della più potente 50 TDI. Questo valore cresce invece fino a 7,7-8,2 l/100km con il propulsore 45 TFSI.

L’Audi A4 allroad quattro viene offerta in tre allestimenti:

  • Base: rappresenta l’accesso alla gamma, con un’ottima dotazione di serie.
  • Business: aggiunge diversi dispositivi di assistenza alla guida, come la navigazione MMI plus e il pacchetto Tour con cruise control adattivo.
  • Business Evolution: equipaggiamenti di alto livello, come i fari Full Led, l’Audi Virtual Cockpit plus con schermo da 12,3” e il clima automatico tri-zona.
  • Identity Contrast: la versione top di gamma si distingue per i cerchi in lega da 18″, i sedili sportivi riscaldabili e i rivestimenti in pelle.

Base: l’equipaggiamento di serie comprende i cerchi in lega leggera fucinati a 15 razze da 17”, i gruppi ottici anteriori e posteriori a LED, la radio MMI plus con schermo touch da 10,1”, la radio DAB, l’interfaccia bluetooth, il sistema d’informazioni per il conducente con display monocromatico da 5”, il climatizzatore automatico comfort monozona, l’Audi pre sense city, il cruise control, Audi connect Emergency call & Service, l’Audi Drive Select (auto, comfort, dynamic, efficiency, individual, offroad), il sistema di ancoraggio ISOFIX, i sedili posteriori con schienale ribaltabile, i mancorrenti al tetto neri, gli specchietti retrovisori esterni in tinta carrozzeria regolabili, ripiegabili e regolabili elettricamente, gli inserti al paraurti anteriore e al diffusore posteriore in color argento Selenite, il volante multifunzionale in pelle a 3 razze e l’illuminazione interna a LED,

Business: rispetto all’allestimento base, il Business include di serie il dispositivo di assistenza per proiettori abbaglianti, il sistema di informazioni per il conducente con display a colori a 7”, il sistema di navigazione MMI plus con MMI touch e l’Audi Smartphone Interface, questi si aggiungono i sensori di parcheggio anteriori e posteriori e il pacchetto di assistenza alla guida Tour che include il cruise control adattivo, l’assistente al traffico, il mantenitore di carreggiata, il riconoscimento della segnaletica, l’assistente alla svolta e l’assistente agli ostacoli, il supporto lombare a 4 vie per i sedili anteriori, il volante multifunzione plus in pelle a 3 razze, gli specchietti di cortesia illuminati.

Business Evolution: si distingue per i proiettori Full Led, i gruppi ottici posteriori con indicatori di direzione dinamici, il climatizzatore automatico comfort a 3 zone, l’Audi virtual cockpit plus con schermo da 12,3”.

Identity Contrast: l’allestimento top di gamma viene caratterizzato dai cerchi in lega di alluminio da 18” a 5 razze a V in grigio contrast, i sedili anteriori riscaldabili, i sedili rivestiti in pelle, sedili anteriori sportivi e l’assistente alla partenza.

  • MHEV: la tecnologia mild hybrid consente di aumentare l’efficienza e risparmiare sui consumi.
  • Equipaggiamento: le dotazioni di serie sono di primo livello e sono numerose le possibilità di personalizzazione.
  • Offroad: l’assetto rialzato, il selettore delle modalità di guida, i molteplici sistemi di assistenza la rendono una vettura adatta ad ogni terreno.

Di seguito ecco il listino prezzi dell’Audi A4 allroad aggiornato a maggio 2022:

Audi A4 allroad benzina MHEV Prezzo
quattro 45 TFSI MHEV 12V 265 CV 56.450 €
Audi A4 allroad diesel MHEV Prezzo
quattro 40 TDI MHEV 12V 204 CV 52.000 €
quattro 50 TDI MHEV 48V 286 CV 58.150 €

Come sempre, automobile.it presenta numerosi annunci tra i quali è possibile trovare l’Audi A4 allroad più adatta alle proprie esigenze.

Auto elettrica: quali motori esistono e come funzionano

Come funziona il motore elettrico per auto?

Il funzionamento di un’auto elettrica è decisamente più semplice rispetto a quello di un’auto ad alimentazione tradizionale. I motori elettrici, infatti, sono molto più semplici di quelli a scoppio e rispetto a questi riescono a garantire anche un più alto livello di efficienza dal punto di vista energetico. Va detto, inoltre, che a determinare le prestazioni di un’auto elettrica non è soltanto il motore, come invece avviene in un’auto benzina o diesel, ma anche la batteria. Le dimensioni di questa, infatti, sono in grado di influenzare anche di molto le performance della vettura.

Due tipologie

Al netto di questo, sono fondamentalmente due le tipologie di motore elettrico presenti oggi sul mercato, o quantomeno quelle che vanno per la maggiore. La prima è quella sincrona a magneti permanenti, mentre la seconda è asincrona o a induzione. Si tratta di due approcci profondamente diversi, in grado entrambi si assicurare un ottimo livello di efficienza, anche se quello che va per la maggiore, ad oggi, è quello a magneti permanenti. Vediamo come funzionano.

Auto elettrica: quali motori esistono e come funzionano

Motore sincrono

Il motore elettrico sincrono a magneti permanenti è quello più utilizzato non soltanto sulle elettriche, ma anche sulle ibride. Il concetto alla base del suo funzionamento è quello dell’attrazione e repulsione magnetica, invertendo il campo magnetico quando i magneti si allineano. È costituito da un rotore solidale ad un albero sul quale sono presenti diversi poli magnetici di polarità alternata e da uno statore sul quale sono montati gli avvolgitori del circuito di alimentazione. Questa soluzione assicura un’efficienza vicina al 100% e possono contare su dimensioni particolarmente compatte, ideali quindi per l’applicazione sulle moderne auto elettriche.

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Motore asincrono

Dopo l’abbandono di Tesla di questa tecnologia, oggi nel mondo dell’auto sono rimasti pochissimi ad utilizzare i motori asincroni. Il funzionamento di questo tipo di motore è molto diverso da quello sincrono. Tanto per cominciare fa a meno dei magneti permanenti e induce un campo magnetico in movimento sia nello statore, sia nel rotore, sfruttando la differente velocità di rotazione tra i due campi per “trascinare” il rotore. Come per il motore a magneti permanenti, anche quello asincrono è collegato ad un inverter che converte la corrente continua proveniente dalla batteria in corrente alternata.

Incentivi auto 2022: nessun bonus per le flotte

incentivi-auto-2019

L’approvazione degli incentivi auto 2022 ha suscitato le proteste di alcune associazioni di categoria, che rimproverano al governo di aver penalizzato segmenti di mercato importanti come le flotte aziendali.

Alberto Viano, presidente dell’Aniasa (associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici), lancia un appello al governo affinché aiuti il settore, tagliato fuori dai bonus. “L’esclusione del noleggio dagli incentivi auto non può che stupire – si legge in una nota – in quanto oggi proprio il noleggio, dati alla mano, è il principale strumento in grado di favorire la transizione ecologica del nostro parco circolante e di accelerare il ricambio dei veicoli più inquinanti”.

Aiuti soltanto per i privati

L’Aniasa rivendica l’importanza delle flotte aziendali e del noleggio che attualmente ricoprono: “un ruolo fondamentale nel supportare il rinnovo del parco circolante”. Stando ai primi dati del 2022 da gennaio a marzo le società hanno immatricolato il 65% delle vetture elettriche vendute e il 77% di quelle ibride. Numeri importanti per favorire la transizione ecologica che, grazie agli aiuti statali, potrebbe registrare un’importante accelerata.

“L’esclusione del noleggio dagli incentivi automotive – sottolinea l’Aniasa – è indice di come a prevalere sia una visione che ancora privilegia l’acquisto dell’auto, che finirà per rallentare il processo di transizione ecologica e il passaggio graduale dalla proprietà all’uso dei veicoli; un’evoluzione che porta con sé evidenti positive ricadute in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza dei veicoli, nonché certezza sul fronte delle entrate tributarie per l’Erario”.

Aniasa spera nelle detrazioni

L’associazione si augura “che almeno le imprese possano beneficiare della rivisitazione dell’Iva sulle vetture aziendali che finalmente colmi il gap che ci separa dai principali Paesi europei”. L’Aniasa avanza una proposta che fa eco a quanto sollecitato anche dall’Unrae (unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri). Le associazioni chiedono di modificare la percentuale di detrazione Iva in base alle fasce di emissioni, basandosi sulle seguenti aliquote:

  • dal 40% al 100% per i veicoli con emissioni di CO2 0-20 g/km
  • all’80% per i veicoli con emissioni di CO2 21-60 g/km
  • al 50% per i veicoli con emissioni di CO2 61-135 g/km

L’Aniasa chiede al governo di uniformarsi ai principali mercati europei come Germania, Spagna e Francia, dove “la detraibilità ai fini Iva è concessa al 100%, in ottemperanza alla normativa europea; mentre in Italia vige un regime in deroga sulla detraibilità, dal lontano 27 giugno 2007, con l’applicazione della stessa nella misura forfetaria del 40%, anziché del 100%”.

Cambio olio motore: a cosa serve, quando farlo e costi

Ogni quanto cambiare l'olio al motore della propria auto

Per garantire la piena efficienza della propria vettura e così estenderne al massimo la vita è fondamentale una regolare manutenzione. Tra le pratiche più importanti da rispettare per proteggere le componenti essenziali di un’auto troviamo la sostituzione dell’olio del motore, da effettuarsi periodicamente per evitare usura eccessiva e malfunzionamenti del “cuore” di ogni veicolo. In questa piccola guida trovate tutto ciò che c’è da sapere per procedere al cambio olio auto.  

INDICE
Olio auto: cos’è e a cosa serve
Cambio olio auto: ogni quanto farlo?
Spia olio macchina: cosa vuol dire quando è accesa?
Come cambiare l’olio motore
Quanto olio va nel motore?
Cambio olio motore diesel
Cambio olio motore benzina
Cambio olio: costo
Tipo olio motore
Filtro olio motore: quando cambiarlo

Quando parliamo di olio auto ci riferiamo al liquido necessario a lubrificare le componenti meccaniche del propulsore. L’olio del motore è composto essenzialmente da una base idrocarburica e da una serie di additivi, presenti in genere dal 10 al 30%, che possono essere di origine minerale, sintetica o semi-sintetica: la scelta di una miscela piuttosto che un’altra dipenderà sostanzialmente dall’età dell’auto e dal tipo di alimentazione. Quest’olio, quindi, protegge le superfici metalliche dalla corrosione, mantiene puliti i componenti con i quali entra in contatto per creare meno residui di combustione possibili e contribuisce a regolare la temperatura del propulsore. 

È buona prassi cambiare con una certa frequenza l’olio motore del proprio veicolo: in genere, si consiglia di effettuare un ricambio completo ogni 15.000 km percorsi. Tuttavia, come spesso accade, indicazioni più precise e specifiche per ogni tipo di vettura sono contenute nel libretto d’uso e manutenzione dell’auto. Inoltre, si consiglia di controllare regolarmente il livello di olio motore presente, così da evitare problemi al propulsore in caso di quantità insufficiente del lubrificante. 

Un’indicazione importante sulla quantità di olio motore della nostra auto ci viene data dalla spia dell’olio che troviamo nel cruscotto di tutte le auto. Come abbiamo accennato in precedenza, il controllo del livello dell’olio motore è fondamentale per evitare che le componenti meccaniche subiscano danneggiamenti.

Olio motore auto: quando cambiarlo? Ecco tutti i consigli da seguire

La spia rossa, dalla caratteristica forma di un’antica lampada ad olio, si accende quando la pressione dell’olio è insufficiente. A quel punto, è bene fermare il mezzo che si conduce il prima possibile e procedere al più presto al rabbocco (o all’eventuale sostituzione) dell’olio motore.

Il cambio olio motore è una operazione che può essere effettuata sia in autonomia sia rivolgendosi presso una officina di fiducia, ma spesso si sceglie per questa seconda opzione dato che il procedimento è abbastanza macchinoso. Per prima cosa è necessario aprire il cofano e rimuovere il tappo dell’olio. Poi, bisogna procedere al sollevamento della vettura sfruttando un ponte idraulico, uno strumento che non è così facile trovare in casa ad uso privato.

Compiuta anche questa operazione, si passa a svitare il bullone di drenaggio presente nella coppa dell’olio, per far colare il lubrificante residuo in un recipiente precedentemente posizionato al di sotto del mezzo. A questo punto è necessario sostituire il filtro olio motore, installandone un nuovo.

Una volta terminate tutte queste operazioni si può avvitare nuovamente il bullone di drenaggio e versare l’olio motore nuovo nell’apposita sede. L’olio vecchio raccolto nel recipiente, invece, deve essere necessariamente portato presso un centro di raccolta di oli esausti, dato che lo smaltimento in autonomia è severamente vietato.  

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Controllare che la quantità di olio motore sia sufficiente sul proprio veicolo è un’operazione semplice e che si consiglia di eseguire con una certa frequenza. Per prima cosa è necessario indossare dei guanti protettivi per evitare residui difficili da lavare via. Poi, bisogna tirare fuori l’asta di livello dalla coppa dell’olio (riconoscibile dall’estremità ad anello che spunta dal blocco motore) e pulirla bene con un fazzoletto di carta.

Olio motore auto: quando cambiarlo? Ecco tutti i consigli da seguire 1

Dopodiché, l’asta deve essere rimessa al suo posto per qualche secondo e nuovamente tirata fuori. A quel punto si può esaminare il livello dell’olio: se raggiunge lo spazio tra le due tacchette di livello ve n’è una quantità sufficiente. Inoltre, per non incorrere una misurazione sbagliata, bisogna sempre ricordarsi di non girare sottosopra l’asta di livello, dato che l’olio colerebbe verso il basso risultando di più di quanto non sia.

In generale, se si possiede una vettura alimentata a diesel il cambio olio potrà essere effettuato ad intervalli chilometrici più ampi rispetto ad un analogo modello a benzina. Come sempre si consiglia di controllare le indicazioni fornite nel libretto di uso e manutenzione, ma in linea di massima possiamo affermare che il cambio dell’olio per i motori a gasolio possa essere effettuato ogni 25.000 – 30.000 km percorsi.

Al contrario, i veicoli a benzina necessitano di cambiare l’olio motore con maggiore frequenza: in generale, per queste vetture è buona prassi effettuare il cambio ogni 15.000 Km. Ovviamente tutto dipende anche dall’utilizzo che si fa della vettura. Nel caso in cui la si usi sporadicamente,  si consiglia di procedere al cambio olio motore ogni anno, anche se non sono stati raggiunti i 15.000 km, così da avere la certezza di godere di un lubrificante perfettamente fluido. 

La sostituzione dell’olio motore non ha, normalmente, un costo eccessivo, che però varia molto in base al tipo di olio scelto e a seconda che si decida di cambiarselo da soli o appoggiandosi a un’officina. In linea di massima, il nostro consiglio è di non risparmiare sulla qualità del lubrificante, dato che un olio di qualità scadente potrebbe influire notevolmente sull’efficienza e sull’usura del propulsore, causando danni ingenti e costosi da riparare. In commercio esistono varie tipologie di prodotti, con una fascia di prezzo che va da 10 a 30 euro. Se ci si rivolge ad un’officina, al prezzo dell’olio bisogna poi aggiungere anche quello della manodopera, per un totale complessivo che normalmente si aggira sui 100 euro. 

In commercio si trovano diverse tipologie di olio motore, con differenti gradi di viscosità riportati sulla confezione, che variano in base alla miscela usata. Dopo aver letto le specifiche indicate sul libretto di uso e manutenzione si dovrà acquistare la stessa tipologia di olio prevista dalla Casa produttrice. Per essere certi di non sbagliare si deve prestare attenzione al numero iniziale seguito della lettera W, che indica la viscosità a freddo dell’olio, e al numero finale, che invece indica la viscosità a caldo e quindi la massima temperatura d’esercizio per la quale si può utilizzare quel tipo di lubrificante. Inoltre, come già accennato, si consiglia di non risparmiare sulla qualità del lubrificante, data la sua importanza nel corretto funzionamento del propulsore.

Il filtro olio motore ha una funzione fondamentale perché, grazie alla sua particolare composizione, raccoglie le particelle di scarto generate durante la combustione. Il filtro olio motore ha quindi lo scopo di tenere pulito il lubrificante e la sua sostituzione è consigliata ogni volta che si cambia l’olio auto. Esistono vari tipi di filtri olio motore: magnetico, a centrifuga, a sedimentazione o ancora meccanico. Se l’auto ha almeno 10 anni il nostro consiglio è di cambiare il filtro ogni 10.000 km, ma in ogni caso è sempre bene far controllare all’officina di fiducia lo stato del filtro olio motore per decidere quando e se sostituirlo. 

Cose da sapere

A cosa serve l’olio motore?

L’olio motore è un elemento fondamentale per lubrificare le componenti meccaniche del propulsore ed è composto da una base idrocarburica e da una serie di additivi. L’olio motore protegge le superfici metalliche dalla corrosione, mantiene puliti i componenti con i quali entra in contatto per creare meno residui di combustione possibili e contribuisce a regolare la temperatura del propulsore.

Ogni quanto cambiare l’olio motore?

È buona prassi controllare regolarmente il livello di olio motore presente così da evitare problemi al propulsore in caso di presenza insufficiente del lubrificante. Per sapere ogni quanto cambiare l’olio motore sarà necessario controllare quanto riportato nel libretto di uso e manutenzione della vettura. In genere è opportuno procedere al cambio olio auto ogni 15.000 km, ma in caso di vetture diesel si possono aspettare anche 25-30.000 km.

Come si cambia l’olio motore?

Il cambio olio motore si può effettuare in autonomia o presso una officina di fiducia. Basta aprire il cofano e rimuovere il tappo dell’olio, quindi svitare il bullone di drenaggio presente nella coppa dell’olio e far colare il lubrificante residuo in un recipiente precedentemente posizionato. Successivamente sarà necessario sostituire il filtro olio motore ed installarne un nuovo. Compiute queste operazioni si potrà avvitare nuovamente il bullone di drenaggio e versare l’olio motore nuovo sull’apposita sede controllando con l’asticella la quantità introdotta. 

Quanto costa cambiare l’olio motore?

In commercio esistono varie tipologia di prodotti con una fascia di prezzo da 10 a 30 euro. Se ci si rivolgerà ad una officina di fiducia, oltre al prezzo dell’olio, si dovrà aggiungere anche quello della manodopera ed il totale complessivo potrebbe aggirarsi sui 100 euro. 

Ogni quanto si deve cambiare il filtro motore?

Il filtro olio motore ha quindi lo scopo di tenere pulito il lubrificante e la sua sostituzione è consigliata ad ogni cambio olio auto.  Se l’auto ha almeno 10 anni il nostro consiglio è di cambiare il filtro ogni 10.000 km, ma in ogni caso è sempre bene far controllare all’officina di fiducia lo stato del filtro olio motore per decidere quando e se sostituirlo. 

Auto elettrica: quanto è importante la pompa di calore?

Tesla Model 3 interni

L’abbiamo detto tante volte: l’autonomia è la vera e propria chiave del successo di un’auto elettrica. Tutto sulle auto a batteria ruota intorno al concetto di efficienza e ogni elemento, non solo del powertrain, viene studiato e sviluppato per raggiungere il massimo livello di performance possibile in termini di contenimento dei consumi. Basti pensare che le gomme da sole, possono incidere fino all’8% sull’autonomia di un’auto elettrica. Del resto, a consumare non sono soltanto i motori, ma anche i servizi, come il riscaldamento.

Sfruttare la colonnina

Riscaldare l’abitacolo di un’auto elettrica durante i mesi invernali comporta un notevole consumo di energia che viene utilizzata, ovviamente, a discapito dell’autonomia. Ma un modo per ovviare a questo problema c’è: quello più semplice è rappresentato da avviare il preriscaldamento dell’abitacolo mentre la vettura è in carica. In questo modo l’energia necessaria per far funzionare il sistema di riscaldamento viene presa dalla colonnina e non dalla batteria. Oppure, scegliere un modello dotato di pompa di calore.

Ioniq 5, la prima della specie 5

Come funziona

Questo sistema è infatti in grado di utilizzare lo stesso calore generato dall’automobile nel suo funzionamento, per riscaldare l’abitacolo. Così facendo, il sistema è in grado di riscaldare gli occupanti, senza andare ad inficiare sull’autonomia della vettura. La pompa di calore è costituita da tre elementi: un compressore, un evaporatore e un condensatore. Il sistema è in grado di “raccogliere” il calore generato non soltanto dalla batteria e dai motori elettrici, ma anche dal caricatore di bordo e l’inverter. Il calore viene quindi utilizzato per scaldare il liquido refrigerante e portarlo allo stato gassoso. Il gas così ottenuto viene gestito dal condensatore che lo riporta nuovamente allo stato liquido. In questa fase, il refrigerante genera energia termica che viene raccolta dalla pompa di calore che la usa infine per scaldare l’abitacolo su richiesta.

 

Acquisto auto da privati: tutti i metodi di pagamento e i consigli

Qual è il miglior metodo di pagamento per comprare un’auto usata?

Il mercato dell’usato rimane vivace anche nei momenti di crisi. Proprio quando i prezzi diventano proibitivi sul listino del nuovo, gli automobilisti tendono maggiormente ad optare per l’acquisto un’auto usata che spesso può essere conveniente comprare da un privato. Per evitare spiacevoli sorprese, occorre però fare attenzione ai vantaggi e agli svantaggi delle diverse tipologie di pagamento. Vediamo quali sono.

 INDICE
Procedura acquisto auto da privato
Contratto di vendita auto tra privati
Acquisto auto da privati: quali sono i rischi?
Acconto per acquisto auto usata
Metodi di pagamento più sicuri
Comprare l’auto in contanti
Compravendita auto tra privati: pagamento con bonifico
Acquisto auto con assegno circolare

Su automobile.it sono presenti centinaia di annunci di auto usate messe in vendita da privati. La convenienza, in questo caso, è data tutta dalla possibilità di trattare sul prezzo e portarsi a casa la vettura desiderata alle migliori condizioni possibili. Dal sito sarà possibile contattare il venditore, iniziare la trattativa e programmare un’incontro per valutare lo stato della vettura.

ACQUISTO AUTO USATE: SCARICA LA CHECKLIST›

Effettivamente, nella compravendita di un’auto tra privati non c’è obbligo di redazione del contratto per finalizzare l’acquisto. Tuttavia, la redazione di questo documento si rivela fondamentale quando ci si trovi a far valere le proprie ragioni in caso di inadempienza di una delle parti. Non sarà necessario un avvocato, ad ogni modo, per la redazione del contratto: basta rivolgersi ad un’agenzia di disbrigo pratiche e scaricare il modello presente sul web.

Nel caso di acquisto auto da privato il rischio maggiore è rappresentato dall’incertezza su alcune fondamentali informazioni sulla condizione dell’auto. Di conseguenza, è sempre opportuno valutare in maniera accurata la meccanica della vettura e la documentazione allegata, nonché le condizioni delle varie funzionalità in dotazione.

La presenza di tutte le ricevute dei tagliandi e delle riparazioni effettuate in officina può, d’altra parte, rappresentare un vantaggio contrattuale il venditore. Potrà evitare di scendere sul prezzo e offrire una garanzia ulteriore all’acquirente.

Qualora si sia trovata la giusta auto usata, ma non si abbia nell’immediato la disponibilità della somma richiesta, si potrà concordare col venditore il versamento di un acconto. Così facendo si eviterà che il mezzo venga venduto ad un altro soggetto. Al momento del versamento dell’acconto è fondamentale registrare la somma corrisposta nel contratto di vendita tra privati, o in una scrittura privata.

Arriviamo al momento più importante dell’acquisto auto da privato: il pagamento. In questo caso è sempre buona regola diffidare da chi pretende forme di pagamento poco trasparenti. Si potrà corrispondere l’importo pattuito tramite contanti, bonifico o assegno. Ma attenzione, le ultime due modalità sono quelle che garantiscono di fatto una maggiore sicurezza.

Allo stesso modo, i pagamenti elettronici rappresentano una soluzione altrettanto sicura per comprare un’auto usata da privato. Tramite Paypal, ad esempio, potrai effettuare transazioni tramite il tuo smartphone o altro device mobile. Così, non dovrai portare con te una ingente somma di denaro, e potrai allo stesso tempo tracciare facilmente il pagamento. Precauzione utile in caso dovesse sorgere una controversia dopo qualche tempo.

Inoltre i servizi di pagamento elettronico offrono spesso una garanzia per il pagamento acquisto auto usata. Il provider del sito potrà infatti aiutarti ad ottenere rapidamente indietro i tuoi soldi qualora tu voglia cancellare la transazione per frode o appropriazione indebita.

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Si può pagare un’auto usata in contanti, ma il valore della stessa non deve essere superiore a 2.000 euro. Le normative antiriciclaggio attualmente in vigore nel nostro Paese, infatti, fanno divieto il pagamento in contanti di somme superiori a tale soglia. Inoltre, è sempre fondamentale che il pagamento venga registrato nel contratto o in altra scrittura privata. Così facendo  si eviteranno controversie riguardanti l’effettiva corresponsione dell’importo già versato.

Probabilmente il sistema più sicuro per procedere all’acquisto auto tra privati è quello di pagare tramite bonifico. Il vantaggio è in questo caso rappresentato dalla tracciabilità del versamento effettuato. Solo aspettando  i tempi tecnici per l’accredito sul conto del venditore, ci si potrà mettere al volante della vettura usata.

Usare un assegno circolare è un ulteriore modo per pagare l’auto usata. In questo caso, prima di potersi mettere al volante del mezzo acquistato, si dovrà attendere che l’acquirente si rechi presso la banca che lo ha emesso per versare l’assegno, così da  assicurarsi della presenza del denaro richiesto. L’assegno circolare trova ancora utilizzo nel campo del mercato automobilistico per via della sua maggiore sicurezza. La banca, infatti, si impegna a pagare al portatore una cifra già presente presso l’istituto.

Cose da sapere

Nel caso di compravendita auto tra privati, è necessario stilare un contratto?

Nella compravendita di un’auto tra privati non c’è obbligo di redazione del contratto per finalizzare l’acquisto, ma la redazione di questo documento si rivela importante per far valere le proprie ragioni qualora una delle due parti si riveli inadempiente.

Si può lasciare l’acconto per l’acquisto auto da privati?

Qualora si sia trovata l’auto usata di proprio gradimento, ma non si abbia al momento la disponibilità della somma richiesta, si potrà concordare col venditore il versamento di un acconto così da evitare che il mezzo venga venduto ad un altro soggetto. In tal caso è fondamentale indicare la somma corrisposta nel contratto di vendita tra privati o in una scrittura privata.

Si può pagare un’auto usata in contanti?

È possibile pagare un’auto usata in contanti, ma il valore della stessa non deve essere superiore a 2.000 euro. In ogni caso è sempre fondamentale che il pagamento venga indicato nel contratto o in altra scrittura privata per evitare che il venditore possa vantare la mancata corresponsione dell’importo già versato.

Qual è il metodo più sicuro per pagare un’auto usata da un privato?

Il sistema più sicuro per finalizzare l’acquisto auto tra privati è quello di pagare il prezzo pattuito tramite bonifico. In questo caso resterà traccia del versamento effettuato ed una volta trascorsi i tempi tecnici per l’accredito sul conto del venditore ci si potrà mettere al volante della vettura usata.

È possibile comprare un’auto usata pagando con assegno circolare?

Si, ma prima di potersi mettere al volante del mezzo acquistato, si dovrà attendere che l’acquirente si rechi presso la banca che lo ha emesso per versare l’assegno ed assicurarsi così della presenza del denaro richiesto.

Fiat Tipo Cross: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Fiat Tipo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

Dopo anni di onorato servizio, arriva per la Fiat Tipo il momento di concedersi un meritato restyling. A cambiare sono le linee, soprattutto quelle del frontale, e parte degli equipaggiamenti. Ma la novità più importante è rappresentata dal debutto dell’inedita variante Ibrida, che strizza l’occhio a chi vuole contenere consumi ed emissioni.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Fiat Tipo Cross:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 540 litri
 Alimentazioni Benzina / Diesel /Ibrida
 Classe Euro 6D – Temp
 Cv/kW (da) 95/70
 Prezzo (da) 24.450 €
INDICE
Novità 2022
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Allestimenti
Consumi
Perché comprarla
Prezzo

Con il nuovo anno arriva per la Fiat Tipo il momento di concedersi qualche interessante novità. la più importante è rappresentata dall’ampliamento della gamma Cross, che ora affianca alla due volumi la variante familiare. Questa variante di carrozzeria risponde alle necessità di una clientela che, oltre a cercare un’auto capace di muoversi anche lontano dall’asfalto, non vogliono rinunciare alla capacità di carico e l’abitabilità che solo le station wagon sanno garantire.

Più lunga della sorella hatchback, la Fiat Tipo Station Wagon Cross eredita dalla due volumi l’estetica dallo stile fuoristradistico e l’altezza da terra maggiorata, mentre all’interno il vano di carico arriva a 550 litri, che diventano 1.600 abbattendo gli schienali della seconda fila di sedili.

Un’altra novità del 2022 concerne invece l’offerta motori. Anche Fiat Tipo Cross è infatti ora acquistabile in versione ibrida con il nuovo 1.5 da 130 CV, dotato di sistema a 48V, con unità elettrica da 20,4 CV. Quest’ultima permette di fare a meno della propulsione a benzina per una manciata di chilometri, con vantaggi importanti sui consumi, che infatti si fermano a 4,7 l/100km. La trasmissione di Tipo Cross Hybrid è automatica doppia frizione a sette rapporti. Oltre a questa, nell’equipaggiamento Cross troviamo anche cerchi da 17″, cruise control adattivo e videocamera di retromarcia.

Inoltre, grazie alla collaborazione fra Garmin e la Casa torinese le possibilità di personalizzare Tipo aumentano. Proprio a partire dalla variante Cross, infatti, la nuova serie speciale Garmin aggiunge una caratterizzazione estetica esclusiva che combina la nuova tinta metallizzata verde Foresta a diversi dettagli arancioni e a finiture che impreziosiscono sia gli esterni che l’abitacolo. Sulla griglia troviamo elementi arancio a forma di triangolo. Dello stesso colore anche lo sticker laterale, il badge della partnership, gli elementi arancioni sulle ruote e le cuciture dei sedili. Fanno da contrasto, invece, il nero dei cerchi in lega da 17 pollici, opaco sulle maniglie delle porte e sulle barre sul tetto, nonché il grigio delle calotte degli specchietti, dello skid plate, delle cornici dei fendinebbia, delle minigonne e dei paraurti anteriore e posteriore.

La dotazione di serie include, infine, non solo aiuti alla guida come l’Attention Assist, il Traffic Sign Recognition, lo Speed Assist e il Lane Control, ma anche tecnologie come lo UConnect 5 su display touch da 10,25 pollici, la connessione senza fili per Apple CarPlay e Android Auto, il clima automatico e il cruise control. In più, smartwatch Garmin è incluso nel prezzo. Già da maggio 2022 è possibile ordinare in concessionaria Tipo Garmin con motore diesel 1.6 da 130 CV o con il nuovo 1.5 benzina T4 Hybrid. Se verde Foresta non piace, sono comunque presenti le alternative bianco Gelato, grigio Maestro e nero Cinema.

Disponibile nella sola variante di carrozzeria a cinque porte, la Tipo Cross condivide le dimensioni con le altre versioni a listino, ma si differenzia per una luce libera dal suolo maggiore di quattro centimetri. La due volumi ha una lunghezza di 4 metri e 37 centimetri e un passo di 2 metri e 64 centimetri, il che rende la Fiat Tipo una berlina di dimensioni generose, certamente adatta ad ospitare comodamente cinque persone. La larghezza si attesta invece sui 154 cm, mentre l’altezza si ferma a 149 centimetri. Il bagagliaio risulta spazioso, con una capacità minima di 440 litri. La familiare, invece, potendo contare su una lunghezza superiore di circa 20 cm, assicura circa 550 litri di bagagliaio in configurazione standard.

Dimensioni
Lunghezza 4.370 mm
Larghezza 1.540  mm
Altezza 1.490 mm
Passo 2.640 mm

fiat tipo usate
fiat tipo usate

Con l’ultimo aggiornamento arrivano nuove linee per la parte frontale della Tipo, caratterizzate da una mascherina dal disegno diverso e che ora al centro ospita il nuovo logo di casa Fiat. Nello specifico, poi, la versione Cross si distingue dal resto della gamma per una serie di elementi che richiamano il mondo dei fuoristrada.

Tutt’intorno alla carrozzeria corrono dei fascioni in plastica nera preposti a proteggere la carrozzeria appunto, da piccoli urti o graffi. Non mancano poi delle skid plate nella parte frontale e in quella posteriore, anche questo un chiaro rimando ai fuoristrada duri e puri. Non mancano poi le barre sul tetto e, inediti per la cross, sono i cerchi in lega dal disegno specifico, con gomme dalla spalla maggiorata.

Gli interni della Fiat Tipo Cross sono gli stessi delle altre versioni a listino. Anche questi leggermente rivisti con l’ultimo restyling, si caratterizzano per la presenza al centro della plancia del nuovo schermo del sistema di infotainment che, nelle versioni maggiormente accessoriate, arriva ad avere una diagonale di 10,25 pollici.

Grande novità a partire dal model year 2021 del modello, oltretutto, è il cluster TFT da 7 pollici del quadro strumenti: questo schermo integra quel che resta della strumentazione analogica, riportando tutte le informazioni e gli avvisi utili alla guida. Su tutte le versioni troviamo infine il climatizzatore automatico, gli alzacristalli elettrici posteriori e sei airbag.

Sono solo quattro le motorizzazioni disponibili per la nuova Fiat Tipo Cross. Per chi predilige il benzina, l’unica scelta disponibile è rappresentata dal 1.0 da 100 CV abbinata ad un cambio manuale a 5 marce, mentre sono due le possibilità per chi opta per il diesel: il 1.3 MJT da 95 CV  con cambio 5 rapporti e il 1.6 MJT da 130 CV con trasmissione manuale 6 marce, entrambi dotati di sistema Start & Stop. Tipo Cross Hybrid, infine, monta un 1.5 turbobenzina FireFly da 130 CV e 240 Nm, abbinato ad un’unità elettrica da 20,4 CV, integrata nel cambio automatico doppia frizione a sette rapporti. Il sistema a 48 volt è funziona grazie a una batteria da 0,8 kWh che rende possibile il recupero dell’energia in frenata e l’aumento dell’autonomia in modalità solo elettrica.

I dati sui consumi di carburante della Fiat Tipo Cross sono allineati a quelli del resto della gamma. Il propulsore a benzina permette di percorrere 100 km consumando 5,7 litri di carburante, mentre le versioni a diesel richiedono dai 4,5 ai 4,7 litri di gasolio per percorrere la stessa distanza a seconda che si scelga il 1.3 o il più prestante 1.6. La versione ibrida consuma in media anch’essa 4,7 l/100km.

La Fiat Tipo Cross viene commercializzata in un unico allestimento denominato, appunto, Cross.

  • Cross: l’unico allestimento a listino per la versione “a ruote alte” della Tipo propone di serie Cerchi in lega da 17’’, Vetri Privacy, Radio Uconnect Tablet 10”, Display TFT 7″, Full LED, Fendinebbia, Sensori pioggia e crepusolare, Specchietto elettrocromico, Retrocamera, Adaptive Cruise control, Bracciolo anteriore.

fiat tipo usate
fiat tipo usate

  • Stile: i fascioni in plastica e la maggiore altezza da terra strizzano l’occhio agli amanti dell’offroad.
  • Dinamica di guida: grazie ai 4 centimetri in più in altezza ci si muove senza patemi anche sullo sconnesso.
  • Dotazione: l’unico allestimento disponibile è molto ricco.

Considerando 1.500 € aggiuntivi per accedere alla versione station wagon, di seguito si trova il listino prezzi della Fiat Tipo Cross, aggiornato a maggio 2022:

Fiat Tipo Cross Benzina Prezzo
1.0 100 CV 5M 24.450 €
Fiat Tipo Cross Diesel Prezzo
1.3 MJT 95 CV 5M S&S 26.550 €
1.6 MJT 130 CV 6M S&S 27.950 €
Fiat Tipo Cross Ibrida Prezzo
1.3 MJT 95 CV 5M S&S 29.950 €

 

 

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze

Le normative sempre più severe degli ultimi anni e la necessità di ridurre drasticamente i livelli di inquinamento nelle grandi città hanno portato alla nascita di svariate forme di elettrificazione nel mondo dell’auto. Se in passato, infatti, si poteva optare tra un propulsore a benzina e uno diesel, i tempi moderni e l’evoluzione tecnologica consentono adesso agli automobilisti di poter scegliere anche tra un’auto ibrida o elettrica.

Ma quindi, qual è la principale differenza tra auto ibrida ed elettrica? Le vetture del primo tipo sono equipaggiate da due distinti propulsori, cioè un motore a combustione, benzina o diesel, e un motore elettrico. La particolarità dell’auto ibrida è data dal fatto che entrambi i motori lavorano in sinergia così da garantire non solo una decisa riduzione delle emissioni nocive, ma anche un sostanzioso risparmio nei consumi di carburante. Bisogna fare quindi un po’ di chiarezza sulla differenza tra le 4 principali motorizzazioni ibride:

ibride funzionamento
ibride funzionamento

Altra principale differenza tra auto ibrida ed elettrica riguarda la ricarica. L’auto ibrida, infatti, non necessita di ricarica in quanto il propulsore è alimentato da batterie al litio che si rigenerano durante la marcia grazie alla presenza di un generatore che sfrutta l’energia prodotta dal motore a combustione. L’auto ibrida, inoltre, ha la possibilità di sfruttare la rigenerazione in frenata per ricaricare il motore elettrico.

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze 3

L’auto elettrica, invece, è equipaggiata esclusivamente con un motore elettrico alimentato da un pacco batterie che consente in questo modo di eliminare totalmente la presenza del propulsore termico. La differenza tra auto ibrida ed elettrica riguarda prima di tutto la necessità, per la seconda tipologia, di dover ricaricare il pacco batterie della vettura collegandosi a una colonnina per la ricarica o più in generale alla rete elettrica. Proprio l’autonomia delle batterie è il punto sul quale si stanno concentrando maggiormente i principali costruttori automobilistici per aumentare la durata delle stesse cercando, contestualmente, di ridurre i tempi di ricarica.

Se l’autonomia è, al momento, il punto dolente dell’auto elettrica, notevoli sono i vantaggi di questa tipologia di propulsione. In primo luogo, a differenza dell’auto ibrida, l’auto elettrica non inquina vista l’assenza del motore termico, e in secondo luogo consente di viaggiare nel silenzio pressoché totale. Il motore dell’auto elettrica, infatti, produce un leggero sibilo che, a seconda del modello, può venire sovrastato dal rumore del rotolamento degli pneumatici.

auto elettriche
auto elettriche

Auto ibrida: diesel o benzina?

La maggior parte delle auto ibride in commercio sono equipaggiate con motore a benzina, ma l’innovazione non si ferma e presto potremmo trovare dal concessionario un’auto ibrida diesel. La novità è stata presentata dalla Mercedes alla fine dello scorso anno. La casa tedesca, infatti, ha svelato in anteprima il nuovo quattro cilindri diesel da 2.0 litri che, abbinato a un motore elettrico, consentirà di realizzare un propulsore con una notevole potenza e coppia che garantirà percorrenze decisamente superiori rispetto a un’auto ibrida a benzina, grazie ai minori consumi del motore diesel.

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze 4

Quando si parla di auto elettrica o ibrida, il discorso verte sempre sulla convenienza nell’acquisto della vettura a fronte di una drastica riduzione dei consumi. L’auto ibrida a benzina è ormai uno standard nell’offerta delle varie case automobilistiche, mentre decisamente ristretta è la presenza nei vari listini di auto ibride alimentate a GPL.

auto ibride usate
auto ibride usate

Plug-in o ibrido tradizionale?

Le sempre più stringenti normative antinquinamento potrebbero, presto, portare ad una progressiva sparizione dal mercato di tutti quegli ibridi oggi definiti “leggeri”. Ma non solo, anche i full-hybrid presto potrebbero scomparire in favore di forme di elettrificazione più spinte come il plug-in. Tuttavia, ad oggi molti costruttori puntano ancora su entrambe queste forme di ibridazione. Ma qual è la migliore?

  • Autonomia: su questo punto il discorso potrebbe essere molto ampio. Di base i modelli plug-in sono quelli in grado di garantire l’autonomia maggiore dal momento che possono contare sul chilometraggio garantito dal motore a benzina e da quello elettrico. Sappiamo invece che le full-hybrid possono contare solo su pochi chilometri di autonomia in elettrico e quindi, sulla carta, hanno un’autonomia minore. Attenzione però, una volta finita l’energia presente nella batteria, le plug-in tendono a consumare molto di più di una full-hybrid a causa del peso maggiore che sono costrette a portarsi dietro tra batteria e motore elettrico.
  • Prestazioni: Anche in questo caso tutto dipende dal modello preso in esame. Sul mercato sono presenti modelli full-hybrid in grado di essere più prestazionale anche di modelli plug-in che, sulla carta, possono contare su più cavalli. Bisogna quindi tenere in considerazione il fatto che in genere le plug-in sono più pesanti di 100/150 kg rispetto alle full e che il picco di potenza dichiarato è sempre garantito solo quando la batteria ha sufficiente stato di carica per supportare le richieste di potenza del conducente.
  • Prezzo: al capitolo prezzo le full-hybrid vincono a mani basse. Le plug-in è come se custodissero una piccola auto elettrica al loro interno, con tanto di batteria, motore e sistema di ricarica completo e questo, inevitabilmente, si paga. Le full-hybrid, invece, potendo contare su un sistema elettrificato più snello (non hanno nemmeno il sistema di ricarica dal momento che l’energia necessaria a muoversi in elettrico viene recuperata solo in decelerazione) hanno un costo di listino inferiore anche del 30%.
  • Praticità: le plug-in possono contare su una maggiore autonomia in elettrico, ma per far questo devono montare batterie di grandi dimensioni che rubano spazio al vano di carico. Basti pensare che la Hyundai Ioniq full-hybrid ha una capacità di carico di 445 litri, mentre la variante plug-in si accontenta di 341 litri. Inoltre, per ottenere il massimo in termini di prestazioni ed efficienza da una plug-in bisogna ricaricarla quanto più possibile, cosa che richiede diverso tempo, mentre le full non hanno bisogno di attaccarsi alla rete per prendere energia. Per quei pochi chilometri che sono in grado di percorrere in elettrico è sufficiente l’energia recuperata in rilascio e frenata.

 

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

Incentivi auto 2022: come chiedere il bonus

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Dopo mesi di discussioni e rinvii, gli incentivi auto 2022 sono realtà. La cifra stanziata per quest’anno ammonta a 650 milioni di euro. Di seguito alcuni consigli su come acquistare un’automobile nuova usufruendo del bonus statale.

Il limite dei 180 giorni

Per beneficiare degli incentivi, l’auto deve essere immatricolata entro 180 giorni dalla prenotazione del contributo. In pratica chi acquista una vettura nuova deve sperare che il veicolo ordinato, e inserito dal concessionario nel portale delle prenotazioni del Mise, arrivi in tempo per essere targato entro i sei mesi previsti. I tempi di consegna ricoprono un’importanza fondamentale: ultimamente si sono allungati e a volte superano i sei mesi. Questi ritardi sono dovuti alla crisi dei chip, a cui si è aggiunta la carenza di cablaggi per auto elettriche che vengono prodotti principalmente in Ucraina. La mancanza di materie prime ha indotto alcuni costruttori a non accettare nuovi ordini per alcune auto elettriche.

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

Firmare il contratto in anticipo

Per aggirare i lunghi tempi di consegna delle vetture nuove è possibile firmare il contratto di acquisto prima dell’entrata in vigore degli incentivi 2022, concordando con il venditore l’immediata prenotazione all’apertura della piattaforma web e la possibilità di annullare il contratto per firmarne un altro in caso di ritardi di consegna e immatricolazione. A questo proposito va ricordato che gli incentivi auto ci saranno anche nel 2023 e nel 2024. Gli automobilisti che hanno prenotato gli incentivi 2021 lo scorso novembre sono preparati ad annullare il contratto e a firmarne un altro, con il bonus 2022, se l’auto non dovesse arrivare entro i 180 che scadono a fine maggio. In entrambi i casi è fondamentale aggiungere una clausola che vincola l’acquisto della nuova vettura all’effettiva prenotazione dell’incentivo statale.

Acquistare un’auto in pronta consegna

Un’altra soluzione per accaparrarsi gli incentivi 2022 è comprare un veicolo disponibile in concessionaria e in pronta consegna. L’immatricolazione arriverebbe subito dopo la prenotazione del bonus, che varia da 2.000 a 5.000 euro. In questo caso, però, bisogna stare attenti: molto spesso le vetture disponibili nei saloni sono poche e vengono vendute a prezzi più alti e senza sconti. I ritardi nelle consegne rendono queste auto più appetibili grazie alla disponibilità immediata.

Una vettura in pronta consegna può raggiungere un prezzo maggiorato che annulla il vantaggio economico dell’incentivo statale, soprattutto se si acquistano auto a benzina, diesel, Gpl e metano che possono avere al massimo un bonus di 2.000 euro con rottamazione. Bisogna anche tenere in considerazione che le auto in esposizione, nella maggior parte dei casi, sono full optional e rischiano di superare il limite di spesa previsto per gli incentivi (35.000 euro e 45.000 euro – senza Iva e optional inclusi – a seconda della fascia di CO2).

acquisto auto usata certificazioni e garanzie

Attenti ai cali di prezzo “su misura”

Chi ha intenzione di acquistare un’automobile e vuole usufruire degli incentivi 2022 farebbe bene a tenere d’occhio i listini ufficiali dei produttori. Negli ultimi giorni alcuni modelli che superavano di poco il limite di 35.000 e di 45.000 euro (Iva esclusa) sono stati scontati in modo da poter rientrare nel bonus adottato dal governo. Nelle prossime settimane la stessa sorte potrebbe toccare a quelle vetture che al momento non rientrano nei limiti. Per non lasciarsi sfuggire l’occasione, il consiglio è di guardare spesso i siti internet ufficiali delle varie case automobilistiche e di andare dal concessionario.