Volvo: tutte le novità in arrivo nel 2023

Volvo EX90: prezzo, dimensioni e scheda tecnica 5

Che il futuro di Volvo sarà elettrico è già chiaro da diverso tempo. Nel corso del 2023, infatti, l’offensiva a zero emissioni del costruttore scandinavo entrerà nel vivo con il lancio di due nuovi modelli che si posizioneranno rispettivamente nella parte più bassa e più alta del listino. Si tratta in entrambi i casi di Suv alimentati esclusivamente da un powertrain elettrico.

  • Volvo EX30
  • Volvo EX90

Volvo: tutte le novità in arrivo nel 2023

Volvo EX30

Il primo modello ad arrivare nelle concessionarie sarà la Volvo EX30. Si tratta del modello più piccolo del costruttore scandinavo, realizzato sulla medesima piattaforma di Geely, sulla quale nasce la Smart #1. Ancora poche le informazioni disponibili, ma ad alimentarla potrebbe provvedere una batteria agli ioni di litio con una capacità compresa fra 60 e 70 kWh che dovrebbe garantirle un’autonomia di oltre 400 km. Il tutto per una potenza di ricarica che dovrebbe raggiungere i 150 kW.

Volvo EX90: prezzo, dimensioni e scheda tecnica 8

Volvo EX90

La seconda novità del 2023 è la Volvo EX90. In questo caso si tratta del Suv più grande del costruttore svedese, che nella prima fase di commercializzazione si affiancherà alla XC90, per poi prenderne definitivamente il posto in un secondo momento. Rispetto alla EX30, della EX90 si sa ormai tutto. Lunga più di cinque metri, sarà alimentata da una batteria con una capacità di 111 kWh e sarà disponibile in abbinamento a due powertrain. Il primo sarà costituito da un motore da 408 CV per 770 Nm di coppia, mentre il secondo, il più potente, porta la potenza a 517 CV con un picco di coppia di ben 910 Nm. I prezzi partiranno da oltre 100.000 euro.

Giro di vite sui controlli stradali: in arrivo sanzioni più severe

Diesel addio? Novità sul blocco delle auto diesel dal 2020

Aumento dei controlli di notte sulle strade, sanzioni più severe per chi causa incidenti sotto l’effetto di droga e alcol, l’ipotesi di targhe e casco obbligatori per i monopattini e il coinvolgimento delle scuole in una campagna di prevenzione.

Il governo lavora per migliorare la sicurezza stradale e potrebbe apportare alcune modifiche al codice della strada. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha visto presenti il vicepresidente del consiglio dei Ministri e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini; il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi; il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il capo della Polizia, Lamberto Giannini.

Giro di vite per chi causa incidenti

Nella riunione si è parlato degli incidenti stradali, in aumento rispetto all’anno precedente secondo i dati Aci-Istat e della patente a punti, che potrebbe essere sostituita da un altro meccanismo sanzionatorio. Sul tavolo anche l’inasprimento delle sanzioni per chi provoca incidenti stradali sotto l’effetto di alcol o droga. Spazio alla prevenzione, con l’ipotesi di coinvolgere ancora di più le scuole in attività di informazione e prevenzione, prevedendo anche la possibilità di rilasciare crediti scolastici. Inoltre si è discusso dei ciclisti e di come tutelarli maggiormente: i numeri parlano di 220 morti nel 2021.

Indice puntato anche sui monopattini: secondo il Codacons, nel biennio 2021-2022, si sono registrati 23 morti a causa dei nuovi mezzi elettrici. Basandosi su questi dati, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti vorrebbe introdurre l’obbligo di casco (attualmente in vigore per i minorenni) e targa: anche questo argomento sarà discusso a gennaio.

A gennaio il nuovo incontro

Il vertice dei giorni scorsi è stata la prima tappa di un percorso che a breve vedrà il secondo incontro: a gennaio sarà convocato un tavolo con i tecnici, allargato anche al ministero della Giustizia, per discutere di proposte normative e regolamentari.

Subaru: tutte le novità in arrivo nel 2023

Subaru Impreza: prezzi, dimensioni e caratteristiche 17

Nel corso del 2022 Subaru ha completato la sua rivoluzione, trasformando completamente la propria gamma e puntando ora su prodotti elettrici o elettrificati. Questo nuovo volto di Subaru trova la sua massima espressione nella nuova Subaru Solterra, nonché il primo modello completamente elettrico del costruttore delle Pleiadi. Questa è sviluppata in collaborazione con Toyota e nel corso del 2023 verrà affiancata da altre due importanti modelli per Subaru.

  • Subaru Impreza
  • Subarui Crosstrek

Subaru Impreza: prezzi, dimensioni e caratteristiche 15

Subaru Impreza

Il primo modello a vedere la luce nel 2023 sarà anche quello che porta il nome più famoso per il costruttore giapponese. Si tratta della Subaru Impreza: nel corso del 2023 arriverà nelle concessionarie la sesta generazione della compatta delle Pleiadi, anche se in un primo momento verrà commercializzata unicamente negli Stati Uniti e in Giappone. In un secondo momento, comunque, dovrebbe arrivare anche in Europa. Sicuramente solo in abbinamento alla trazione integrale (come da tradizione Subaru) e in abbinamento al solo cambio automatico. Ancora poche le informazioni riguardo i powertrain disponibili, ma pare certo l’arrivo del  2.0 da 154 CV e del 2.5 da 185 CV per la versione RS.

Subaru Crosstrek: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Subaru Crosstrek

Dopo aver cambiato nome nel corso delle generazione (per qualche anno si è chiamata XV) la Subaru Crosstrek è pronta a fare il suo ritorno sul mercato. Sviluppata sulla base offerta dall’ultima generazione della Impreza, la Crosstrek rappresenta la variante “a ruote alte” proprio della compatta giapponese. E’ caratterizzata da una maggiore altezza da terra e da una serie di inserti a protezione della carrozzeria che la rendono maggiormente indicata per l’utilizzo lontano dall’asfalto. Sotto il cofano, oltre al 2.0 da 154 CV della Impreza, potrebbe trovare posto anche l’ibrido e-Boxer.

Tesla: tutte le novità in arrivo nel 2023

Tesla Roadster

Dopo un anno che potremmo definire di “transizione”, il 2023 si annuncia invece ricco di novità per Tesla. Il colosso americano porterà al debutto una serie di importanti novità, le prime delle quali, a ben vedere, sono in consegna proprio in questo ultimo mese del 2022. Stiamo parlando delle varianti Plaid delle Model S e Model X. Ma c’è molta altra carne al fuoco per il prossimo anno. Eccole tutte nel dettaglio.

  • Tesla Cybertruck
  • Tesla Roadster
  • Tesla Model 3 Restyling

Tesla: tutte le novità in arrivo nel 2023

Tesla Cybertruck

Il Tesla Cybertruck è il modello più attesto del costruttore californiano. Il suo arrivo su strada è previsto per la seconda metà del 2023. A partire dal secondo trimestre dell’anno, lo stabilimento di Austin, in Texas, dovrebbe cominciare la produzione del pick-up elettrico firmato Tesla che aveva debuttato sotto forma di concept nell’ormai lontano 2019. Su di lui si sa ancora poco. Mancano infatti ancora tutte le informazioni riguardo il powertrain.

Auto sportive elettrificate: cosa ci aspetta

Tesla Roadster

La seconda generazione della Tesla Roadster dovrebbe debuttare ufficialmente nel corso del prossimo anno. Annunciata nel 2017, è stata soggetta ad una serie infinita di rinvii, ma pare che ora, finalmente, il momento del lancio sia ufficialmente vicino. Come per il Cybertruck, anche della Roadster si sa ancora molto poco. E’ certo, però, l’arrivo di una variante speciale in grado di coprire lo 0-100 km/h in appena 1,1 secondi.

Tesla Model 3 esterni

Tesla Model 3 Roadster

L’ultima novità a debuttare nel corso del 2023 sarà il restyling della Tesla Model 3. Il modello di maggiore successo del brand di Elon Musk cambierà tanto dal punto di vista estetico, quanto da quello tecnologico. Leggeri ritocchi interesseranno il frontale e il posteriore, mentre dovrebbero debuttare sistemi di ausilio alla guida più aggiornati. Molto probabile, infine, l’adozione del medesimo sistema di infotainment presente sulla più grande Model S.

Le 5 plug-in che consumano meno 

Jeep Renegade e Compass 4xe: prezzi e caratteristiche delle plug-in americane

Per chi non si sente ancora pronto a fare il “grande passo” e abbandonare le auto ad alimentazione tradizionale per passare all’elettrico, esiste oggi una sorta di soluzione intermedia. Si tratta dei modelli alimentati da un powertrain plug-in. Questi abbinano a tradizionali propulsori a benzina (e in alcuni rari casi a gasolio) un sistema elettrico ricaricabile alla spina, in grado di muovere l’auto per alcuni chilometri in modalità completamente elettrica.

La nostra Top 5

Il grande valore aggiunto di queste vetture è rappresentato dalla possibilità di sfruttare il motore elettrico nel classico tragitto quotidiano casa-lavoro, ad esempio, utilizzando quanto più possibile la parte EV della vettura per contenere consumi ed emissioni. Rispetto alle vetture completamente elettriche, però, con una plug-in non l’ansia da autonomia non è un problema dal momento che una volta terminata l’energia contenuta nella batteria, si può continuare a muoversi sfruttando la spinta del motore a benzina. In questo modo, di fatto, la vettura si trasforma in una full-hybrid, recuperando un po’ di energia in rilascio e frenata per continuare a sfruttare (anche se poco) la parte elettrica del powertrain. Ecco, quindi, cinque tra i modelli plug-in più efficienti oggi sul mercato.

Mercedes Classe C: prezzi, dimensioni e caratteristiche 22

Mercedes Classe C

Prima posizione per la Mercedes C 400 Plug-in, ovvero la variante alla spina della nuova generazione della media della Stella. È alimentata da un motore a benzina a quattro cilindri abbinato ad un motore elettrico per una potenza complessiva di ben 313 CV che le assicurano prestazioni di tutto rispetto. Il tutto, però, con consumi estremamente contenuti a batteria carica, grazie ad un accumulatore dalla capacità di ben 25,4 kWh.

  • Autonomia in elettrico: 100 km
  • Consumo: 0,6 l/100 km

Range Rover Sport: prezzi, dimensioni e scheda tecnica 9

Range Rover Sport

Fresca fresca di presentazione, la nuova generazione della Range Rover Sport si evolve sotto tutti i punti di vista. Più grande nelle dimensioni e con uno stile più attuale e moderno, punta oggi su motorizzazioni ancora più efficienti, che trovano la loro massima espressione nella nuova versione P510e. è spinta da un sei cilindri abbinato ad una batteria da oltre 30 kWh di capacità, che assicura una grande autonomia in elettrico e una potenza di sistema di ben 510 CV.

  • Autonomia in elettrico: 113 km
  • Consumo: 0,8 l/100 km

Cupra Leon: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Cupra Leon

Terza posizione per un modello che dimostra quanto anche un modello ibrido alla spina possa essere sportivo e piacevole da guidare. Si tratta della Cupra Leon 1.4 e-Hybrid, ovvero la variante meno potente tra le due plug-in presenti a listino. Sotto il cofano trova posto un 1.4 a quattro cilindri abbinato ad un motore elettrico alimentato da una batteria da 12,8 kWh che assicura una buona autonomia in elettrico e una potenza totale di 204 CV.

  • Autonomia in elettrico: 60 km
  • Consumo: 1 l/100 km

DS 9 E-Tense, la berlina francese 1

DS9

Quarto posto per la DS9. L’ammiraglia francese ha contenuti premium e uno stile molto personale con diversi rimandi al passato del brand, rappresentando così una valida alternativa alle “solite tedesche”. Nella variante da 250 CV ha carattere da vendere e una buona autonomia anche in modalità esclusivamente elettrica grazie alla batteria da 15,6 kWh.

  • Autonomia in elettrico: 66 km
  • Consumo: 1,2 km/l

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Hyundai Tucson: prezzi, dimensioni e caratteristiche 23
Hyundai Tucson

Hyundai Tucson

Chiude la nostra speciale classifica la Hyundai Tucson. Nella versione plug-in può contare su una potenza di 265 CV e, soprattutto, sulla presenza della trazione integrale, che consente di affrontare con serenità anche i tratti di strada più impegnativi grazie al posizionamento del motore elettrico sull’asse posteriore. La batteria da 13,8 kWh permette invece di percorrere circa 60 km in modalità completamente elettrica.

  • Autonomia in elettrico: 62 km
  • Consumo: 1,4 km/l

Alpine: tutte le novità in arrivo nel 2023

Salone di Parigi 2022: le novità di Alpine

Dopo il ritorno in grande stile con la A110, ora Alpine si appresta ad entrare in una nuova era. Nei prossimi anni il marchio francese andrà incontro a grandissimi cambiamenti, che la porteranno a cambiare radicalmente la propria immagine e il proprio approccio al mercato, staccando così con il passato.

Il brand d’Oltralpe passerà alla produzione di soli modelli elettrici, tra questi anche dei Suv, ma questi arriveranno soltanto nei prossimi anni. Nel 2023, non dovrebbero arrivare grandi novità. Potrebbe debuttare qualche nuova serie basata sulla Alpine A110 e, forse, anche la variante elettrica della A110. Unica certezza, per il momento, è l’arrivo della versione R

  • Alpine A110 R
  • Alpine A110 elettrica

Alpine A110: prezzi, dimensioni e prova su strada 19

Alpine A110 R

La Alpine A110R è l’Alpine più prestazionale mai prodotta. Il propulsore è quello delle altre A110 a listino: il 1.8 a quattro cilindri sovralimentato tramite un turbocompressore, per una potenza massima di 300 CV e 340 Nm di coppia. Numeri che le assicurano una velocità massima di 285 km/h e soprattutto uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,9 secondi. La 110 R, inoltre, è immediatamente riconoscibile grazie all’inedito kit aerodinamico in fibra di carbonio che aumenta la downforce del modello. I primi esemplari verranno consegnati ad inizio 2023.

Alpine A110: prezzi, dimensioni e prova su strada 16

Alpine A110 elettrica

Il 2023 potrebbe vedere il debutto anche della variante elettrica della Alpine A110, recentemente anticipata dalla concept E-Ternité. Il powertrain è ereditato da quello della Megane E-Tech, che le assicura prestazioni vicine a quelle della A110 meno potente con il motore endotermico.

 

BMW: cambia il modello di vendita. Si va verso l’agenzia

BMW: cambia il modello di vendita. Si va verso l'agenzia

Il 2023 di BMW si annuncia ricco di appuntamenti, ma prima di concentrarsi sul nuovo anno, è tempo di ripercorrere le tappe fondamentali di quello che sta per concludersi. Nel discorso di fine anno il presidente e amministratore delegato di BMW Italia, Massimiliano Di Silvestre, ha commentato i risultati del 2022, passando in rassegna le vendite e i progetti sociali. Il tutto senza tralasciare uno sguardo al futuro.

Da concessionarie ad agenzie

La nuova strategia del marchio tedesco si baserà su un radicale cambiamento del modello di vendita, che è in fase di definizione. Di Silvestre, nel proprio discorso, ha riservato ampio spazio alla trasformazione, quanto mai prossima, della rete di vendita europea. Il gruppo BMW passerà a un modello di agenzia. “Vogliamo creare il modello distributivo del futuro che soddisfi tutte le parti coinvolte: clienti, BMW Group e rete di vendita – le parole del dirigente -. Lo stiamo facendo in quello che definirei ‘BMW Way’. Non ci sono regole predefinite, le stiamo discutendo insieme alla rete dei concessionari. L’implementazione sarà scaglionata per marchio: puntiamo a lanciare il nuovo modello nella rete Mini nel 2024 e per il marchio BMW nel 2026”.

BMW: cambia il modello di vendita. Si va verso l'agenzia 1

La House of BMW non si ferma

Di Silvestre si è soffermato anche su House of BMW, il progetto inaugurato il 7 dicembre 2021, grazie al quale il brand tedesco ha potuto organizzare oltre 160 attività e incontrare 11.000 clienti nello spazio di Milano. Da pochi giorni House of BMW è diventata un museo e ospita “The Italians’ Touch”, la mostra che racconta le eccellenze italiane in vari campi, dal design fino alla responsabilità sociale. Lo spazio espositivo chiuderà il 2 gennaio, ma BMW assicura che nel prossimo futuro sarà presentato un nuovo concept sempre a Milano. In attesa della nuova iniziativa, fino ad aprile è possibile visitare lo Spazio BMW di Courmayeur che ospiterà una nuova gamma di modelli, a partire dal Suv ibrido plug-in XM. L’Urban Store di via Barberini a Roma, il primo showroom al mondo ad adottare il nuovo logo, è stato rinnovato anche nella parte che riguarda Mini.

BMW: cambia il modello di vendita. Si va verso l'agenzia 2

Massima attenzione per il sociale

Il dirigente ha passato in rassegna anche i vari progetti sociali che vedono in prima linea il marchio tedesco. Si va da SpecialMente, portato avanti anche grazie ad Alex Zanardi, che comprende vari progetti, come quello dedicato agli atleti paralimpici realizzato con la Federazione Italiana Bocce (Fib). Bmw Roma, insieme all’associazione Romanes, è partner di una squadra di rugby in sedia a rotelle; mentre grazie alla collaborazione con Rugby Milano, c’è un progetto per facilitare il processo di rieducazione delle persone e dei giovani che si trovano nelle carceri milanesi.

Spazio anche alla cultura: ricorre il 20esimo anniversario del rapporto tra Bmw e il Teatro alla Scala di Milano (di cui dal 2016 è Fondatrice e Sostenitrice); mentre la collaborazione con il Teatro dell’Opera a Roma festeggia i sette anni. Le novità, infine, riguardano anche Mini. Recentemente a Modena è nata un’altra iniziativa, insieme a Il Tortellante: le nonne modenesi aiutano i ragazzi autistici a preparare i tortellini.

Le 5 full-hybrid che consumano meno 

Nuova Renault Clio 2020: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Il processo di elettrificazione che ha investito il mondo dell’auto ha portato ad un aumento esponenziale dei modelli ibridi oggi disponibili in commercio. Ce n’è di tutti i tipi e con vari livelli di elettrificazione, ma l’ibrido da cui tutto è partito (per così dire) è il full-hybrid. Si tratta del sistema più conosciuto e anche uno di quelli in grado di garantire il migliore rapporto tra costo di acquisto e livello di efficienza. Abbiamo quindi messo insieme cinque tra i modelli con i consumi di carburante più bassi oggi disponibili sul mercato.

La nostra Top 5

Ma come funziona un sistema ibrido full-hybrid? Le vetture full-hybrid sono dotate di un motore endotermico, solitamente a benzina, abbinato ad un motore elettrico effettivamente in grado di muovere l’auto a zero emissioni anche se per una manciata di chilometri. Ad alimentare la parte elettrica, infatti, provvede una batterie di piccole dimensioni (solitamente con una capacità che arriva al massimo a 2 kWh). Questa non ha bisogno di essere ricaricata alla spina, ma prende l’energia necessaria dal moto della vettura, recuperando cioè energia in fase di rilascio e frenata.

Toyota Yaris 2020

Toyota Yaris

Al primo posto della nostra classifica si posiziona la Toyota Yaris, che forte del suo powertrain ibrido assicura percorrenze molto contenute. È spinta da un motore di 1,5 litri con una potenza di 116 CV, abbinato di serie ad un cambio CVT che si dimostra perfetto per la guida in città. Disponibile unicamente con carrozzeria a cinque porte, ha una buona abitabilità e un bagagliaio sfruttabile.

  • Motore: 1.5 da 116 CV
  • Consumo: 3,8 l/100 km

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Nuova Renault Clio 2020: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5
Renault Clio

Renault Clio E-Tech

Con l’ultima generazione la Renault Clio ha compiuto un passo avanti notevole, entrando nell’era dell’elettrificazione con la versione E-Tech. Il suo powertrain è molto particolare ed è costituito da un motore benzina e da due motori elettrici: il primo da trazione alla vettura, mentre il secondo serve da frizione e sincronizzatore per il cambio automatico. Uno schema quindi particolare, ma molto efficiente.

  • Motore: 1.6 da 143 CV
  • Consumo: 4,3 l/100 km

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Honda Jazz
Honda Jazz

Honda Jazz

Terzo gradino del podio per la Honda Jazz. Anche lei sfrutta un sistema ibrido particolare, costituito da un motore a benzina da 1,5 litri abbinato a due motori elettrici. La vera particolarità del sistema è data dal fatto che il powertrain è in grado di comportarsi come un ibrido in serie alle basse velocità: ciò significa che a dare trazione alla vettura è sempre e solo il motore elettrico mentre il benzina fa da generatore.

  • Motore: 1.5 da 109 CV
  • Consumo: 4,5 l/100 km

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Hyundai Kona: prezzo, dimensioni e caratteristiche 26
Hyundai Kona

Hyundai Kona

Per chi ha bisogno di più spazio c’è la Hyundai Kona. La variante full-hybrid del Suv coreano si fa apprezzare soprattutto per la sua dinamica di guida. Il sistema ibrido le assicura una buona prontezza anche nella guida tra le curve, mentre il cambio a doppia frizione è garanzia di un buon piacere di guida. Nonostante le ottime prestazioni in gioco, la Kona è comunque in grado di assicurare consumi molto contenuti.

  • Motore: 1.6 da 141 CV
  • Consumo: 5 l/100 km

Lexus UX: tutto sulla nuova ibrida giapponese 5

Lexus UX

Chiude la nostra classifica la Lexus UX. Scelta premium tra le vetture full-hybrid, rappresenta una valida alternativa per chi cerca una vettura ibrida, ma dai contenuti ricercati, senza per questo scegliere necessariamente la “solita tedesca”. Sotto il cofano poi, scalpitano 184 CV che la rendono la più prestazionale tra le vetture della nostra top 5, anche se a costo di un consumo leggermente più alto.

  • Motore: 2.0 da 184 CV
  • Consumo: 5,3 l/100 km

Ecco cosa sono i sensori di parcheggio e come funzionano

Sensori di parcheggio

Per rendere sempre più agevole una manovra talvolta difficile o rischiosa nei sempre più stretti parcheggi delle nostre città, tra i vari optional che si sono fatti largo negli ultimi anni troviamo i sensori di parcheggio. Inoltre, la sempre maggiore diffusione dei Suv, di cui è complicato calcolare gli ingombri in fase di posteggio, ha reso via via più necessario evitare di colpire accidentalmente ostacoli o altre automobili parcheggiate danneggiando o graffiando anche la propria. I sensori di parcheggio sono stati creati proprio per preservare la carrozzeria in sinergia con altri dispositivi come le telecamere a 360° o la frenata automatica d’emergenza, in grado di funzionare anche in retromarcia.

INDICE
 Sensori di parcheggio: cosa sono
 Come funzionano
 Impianto sensori di parcheggio: solo un optional?
 Montaggio sensori di parcheggio
 Quanto costano?
 Quali scegliere?
 I moderni sistemi di assistenza al parcheggio

Quando parliamo di sensori di parcheggio, in senso stretto, indichiamo i dispositivi apposti sui paraurti anteriore e posteriore in grado di emettere onde ultrasoniche quando intercettano l’ostacolo più vicino e inviare efficacemente le informazioni ad una scheda elettronica. La loro posizione cerca di nonintaccare il design della vettura, mentre il segnale acustico che producono si fa più intenso man mano che ci si avvicina all’ostacolo. I sensori di parcheggio si sono evoluti nel tempo fino a diventare uno dei più avanzati sistemi di assistenza alla guida, soprattutto lavorando congiuntamente a telecamere e Adas differenti.

I sensori funzionano tramite onde ultrasoniche che inviano alla centralina. Questa, definita controller, elabora le informazioni ed è collegata ad un altoparlante che emette a sua volta toni intermittenti con intensità e frequenza variabile per avvisare il conducente della variabilità della distanza e dell’approssimarsi del contatto. Talvolta, tramite l’utilizzo di Led, si attivano anche segnali luminosi.

È possibile installare i sensori di parcheggio sia sul paraurti anteriore che su quello posteriore. Il funzionamento dei due sistemi non differisce di molto, se non per il fatto che il sensore posteriore si attiva quando si innesta la retromarcia, avvisa solitamente il conducente a partire da 1,5 metri di distanza dall’ostacolo. Avvicinandosi, il segnale diventa via via più continuo ed intenso, fino ad un massimo di 40 centimetri circa dall’ostacolo.

Certo, i sensori di parcheggio possono sembrare ancora superflui al giorno d’oggi. Seppure inseriti nelle liste degli optional di vari costruttori da anni, nonché negli equipaggiamenti di serie delle vetture di fascia superiore o negli allestimenti più dotati, può capitare di non possederli al momento dell’acquisto e di pentirsene in seguito. In questo caso, è possibile porre rimedio con varie soluzioni aftermarket decisamente funzionali. Si possono mettere i sensori di parcheggioanche dopo l’acquisto dell’auto se questa ne è sprovvista? La risposta è sì e le offerte presenti online sono numerose ed adatte a tutte le tasche.

Una volta acquistato l’impianto desiderato, non sarà complesso passare al montaggio dei sensori di parcheggio anteriori e posteriori. Innanzitutto, è consigliabile verniciare i sensori in tinta col paraurti, per evitare effetti antiestetici. Poi, utilizzando un metro lineare occorre misurare 50-70 cm da terra per disegnare la linea dei sensori, come riferimento per posizionarli correttamente. In seguito, è necessario forare il paraurti, due volte nella parte centrale e due volte per ogni lato, individuare il cavo collegato alla luce della retromarcia e inserire un cavo nell’occhiello collegato al fanale. Nel cofano posteriore è inoltre importante riservare uno spazio per allocare la centralina, collegando successivamente i cavi dei singoli sensori. Completate le operazioni all’esterno, bisogna installare lo schermo interfaccia dei sensori di parcheggio sul cruscotto. Il cavo del display deve passare sotto la pedaliera e sarà quindi necessario smontare il cruscotto. È infine raccomandabile fare una prova dei sensori per assicurarsi che il sistema funzioni correttamente.

Il costo dei sensori di parcheggio varia a seconda che questo dispositivo venga scelto nella lista degli optional al momento dell’acquisto della vettura oppure successivamente. Nel primo caso i prezzi variano dai 350 euro per la Fiat 500 elettrica, con sensori di parcheggio esclusivamente posteriori, ai 670 euro per quelli della BMW Serie 2 Gran Coupé. Possono aumentare, però se si aumenta la qualità dei sensori: per esempio, sempre per 500 elettrica i sensori parcheggio 360° DRONE VIEWS costano 800 euro. Se, invece, volete spendere decisamente meno, sul mercato dell’aftermarket sono disponibili sensori auto ugualmente efficaci che partono da 80 euro per i soli sensori di parcheggio posteriori, fino ad arrivare ai 110 euro per un dispositivo completo anche dei sensori anteriori.

Sul mercato sono presenti numerose tipologie di sensori di parcheggio, dotati di tecnologia wireless o elettromagnetici. Andiamo ad analizzarle.

Sensori di parcheggio wireless

I sensori di parcheggio wireless, come dice la stessa sigla, funzionano senza fili e non richiedono quindi la foratura dei paraurti della vettura. Basterà posizionare i sensori di parcheggio wireless su un porta targa dedicato in grado di assicurarne l’alimentazione. All’interno, invece, Il display si collega all’accendisigari della vettura e riceve informazioni dai sensori di parcheggio proprio tramite la tecnologia Wi-Fi. Purtroppo, le opinioni su questi sensori di parcheggio wireless non sono del tutto favorevoli. Sono meno precisi dei sensori standard ed in alcuni casi le interferenze sul segnale possono renderli inutili.

Sensori di parcheggio elettromagnetici

Sempre evitando di praticare fori, al posto dei sensori ad ultrasuoni, si può apporre all’interno del paraurti una striscia adesiva con la medesima funzione, ovvero i sensori di parcheggio elettromagnetici. La striscia adesiva, all’inserimento della retromarcia, viene attivata dalla centralina elettronica e genera un campo elettromagnetico. In presenza di ostacoli il campo elettromagnetico avvisa la centralina che attiva il display e il segnale acustico per informare il conducente. Il prezzo, d’altra parte, è superiore rispetto alla soluzione standard.

Lavorando con telecamere posteriori o a 360°, decine di sensori e sistemi come la frenata assistita, l’assistente al parcheggio è in grado di fare molto più che semplicemente avvisare il conducente di un ostacolo che si avvicina. Sulla Mercedes Classe C All Terrain, per esempio, l’Active Parking Assist include sensori di parcheggio e telecamera per la retromarcia assistita. Su un modello come BMW Serie 2 Gran Coupé troviamo poi fra gli optional il Park Distance Control sia anteriore che posteriore, in grado di collaborare con il Parking Assist per gestire le manovre in ingresso ed in uscita al posto del conducente. Il sistema frena automaticamente se si avvicina ad un ostacolo ed è attivabile mediante tasto dedicato nella consolle centrale, da tenere premuto durante tutte le fasi del parcheggio.

Come esempio di versione ancora più avanzata della stessa tecnologia, si può infine citare il Pacchetto Remote Park Assist plus offerto per esempio su Audi A7. Questa versione permette un controllo da remoto, tramite app myAudi, dell’ingresso e dall’uscita da uno spazio di parcheggio. Anche qui, il conducente sarà costretto a monitorare l’operazione mantenendo premuto il pulsante sullo smartphone per tutta la sua durata. Di fatto, con quest’ultimo sistema, potrete scendere dall’automobile prima di parcheggiare o risalirci dopo che la vettura è uscita autonomamente dal parcheggio.

Kia Rio: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Kia Rio: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

Giunta alla quarta generazione nel 2017, la Rio è un’utilitaria sobria e sportiveggiante al tempo stesso. Non sorprende che ancora dopo il restyling del 2021 resti modello di Kia più diffuso al mondo. La berlina del segmento B offre un buon rapporto qualità/prezzo e una migliore dotazione sia estetica che tecnologica. Debutta infatti il nuovo schermo touch da 8 pollici e la gamma motori comprende inedite varianti mild-hybrid da 48V, oltre alle solite benzina e GPL.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Kia Rio:

 Scheda Tecnica
Numero posti 5
Bagagliaio 325/980 litri
Alimentazioni Benzina/Benzina-GPL/Mild-Hybrid
Classe Euro 6 d-temp
Cv/kW (da) 82/60
Prezzo (da) 17.450 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

Grazie alle sue dimensioni compatte, la Kia Rio si inserisce di diritto tra le berline presenti nel segmento B. Rispetto alla terza generazione, la Rio è più lunga di 15 mm e arriva a toccare 4 metri e 6 centimetri mentre l’altezza è scesa a 1 metro e 45 centimetri (5 mm in meno della precedente). Il passo allungato di 10 mm e gli sbalzi anteriore e posteriore ridotti incrementano la sensazione di compattezza e allo stesso tempo aumentano lo spazio all’interno della vettura.

Dimensioni
Lunghezza 4.065 mm
Larghezza 1.725 mm
Altezza 1.450 mm
Passo 2.580 mm

kia rio usata
kia rio usata

Il design degli interni riprende lo stile semplice delle forme esterne. La plancia leggermente orientata verso il lato guidatore si sviluppa orizzontalmente e ospita nella parte centrale il nuovo schermo touchscreen da 8” abbinato alla radio DAB compatibile con Apple CarPlay e Android Auto affiancato da due bocchette dell’aria. Anche il quadro strumenti è digitale, accessibile tramite Supervision cluster da 3,5’’. I rivestimenti dei sedili, poi, sono in tessuto sulla versione base, mentre integrano la pelle artificiale su GT-Line.

Il buon livello di comfort è garantito da plastiche apprezzabili al tatto, da rifiniture curate e dal tanto spazio a bordo che permette di viaggiare in 5 persone senza particolari problemi. Il bagagliaio, inoltre, offre una discreta capacità che va dai 325 ai 980 litri se si reclinano i sedili. Sono diversi e aggiornati, infine, i sistemi Adas come la retrocamera con linee guida dinamiche, accessibili a partire dalla versione Style. Fra questi, troviamo il Lane Keeping Assist (LKA), il Forward Collision Avoidance assist (FCA) vetture, pedoni e ciclisti, l’High Beam Assist (HBA) e il Driver Attention Warning (DAW).

La Kia Rio punta su un design semplice e moderno caratterizzato da un’unica carrozzeria a 5 porte. Nella parte frontale la due volumi riprende il corso stilistico della Casa coreana con la presenza della griglia Tiger Nose nera con cornice silver che si allarga fino ai gruppi ottici anteriori, a metà tra cofano e fiancata, con luci diurne a Led e di una grande presa d’aria affiancata da due rientranze che ospitano i fendinebbia anteriori.

Ulteriori chicche estetiche sono rappresentate dalla modanatura laterale nera di serie e dalla linea di cintura cromata disponibile per l’allestimento top di gamma. Anche la parte posteriore risulta molto equilibrata con il lunotto in posizione quasi verticale, i gruppi ottici orizzontali a Led e il paraurti in plastica nera. Per quanto riguarda l’offerta di cerchi in lega, ogni allestimento ha una versione dedicata, dai 15 ai 17 pollici.

 

kia rio usata
kia rio usata

La gamma della Kia Rio prevede quattro motorizzazioni a listino: una a benzina, una benzina-GPL (guidabile dai neopatentati) e due benzina mild-hybrid. Le prime due si basano entrambe su un 4 cilindri 1.2 ad iniezione Multi-Point, omologato Euro 6d-Temp, rispettivamente da 84 e 82 CV. La versione GPL dispone di un serbatoio aggiuntivo da 47 litri. Tutti e due i powertrain sono abbinati esclusivamente alla trazione anteriore e al cambio manuale a 5 rapporti.

D’altra parte, per quanto riguarda le due versioni mild-hybrid, queste si basano sullo stesso 1.0 MHEV da in due livelli di potenza da 100 CV e 120 CV abbinati rispettivamente alla trazione manuale e a quella integrale.

I consumi della Kia Rio variano in base al tipo di alimentazione scelta. Con il motore benzina 1.2 MPI il consumo nel ciclo combinato, secondo il protocollo WLTP, va dai 5,8 ai 6,4 l/100 km, mentre le emissioni di CO2 possono arrivare fino a 136 g/km. Questi valori salgono a 7,8 l/100km e 116 g/km con il 1.2 GPL.

Lato benzina mild-hybrid, l’1.0 MHEV MT da 100 CV consuma mediamente 5,0-5,5 l/100km, emettendo CO2 per 135,7 g/km. I dati lievitano leggermente per la versione da 120 CV con cambio DCT, attestandosi sui 5,1-5,5 l/100km e 126 g/km.

La Kia Rio viene offerta a listino in un tre diversi allestimenti:

  • Urban: l’equipaggiamento di accesso alla gamma è già abbastanza completo.
  • Style: riconoscibile per un estetica più curata e più comfort interni
  • GT Line: la più equipaggiata e sportiva fra le versioni in gamma.

Urban: include Cerchi in acciaio da 15’’ e copricerchi integrati, Radio DAB con schermo, touchscreen da 8’’ con Apple CarPlay/Android Auto, Climatizzatore manuale, Supervision cluster da 3,5’’, Bluetooth con riconoscimento vocale,  Servosterzo elettrico + volante regolabile in altezza e profondità, Modanatura laterale nera, Paraurti in tinta carrozzeria, Maniglie interne in vernice silver, Freni a disco anteriori.

Style: comprende Cerchi in lega da 15’’, Climatizzatore automatico, Lane Following Assist (LFA), Retrocamera con linee guida, dinamiche, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Lane Keeping Assist (LKA), Luci di posizione anteriori a LED, Forward Collision Avoidance assist (FCA) vetture, pedoni e ciclisti, High Beam Assist (HBA), Driver Attention Warning (DAW),  Retrocamera con linee guida dinamiche, Supervision cluster da 4,2’’,  Finiture interne in high glossy black, Volante rivestito in pelle, Maniglie interne satinate, Pomello del cambio rivestito in pelle,  Luci diurne anteriori a LED,  Smart Cruise Control (SCC) (Solo con DCT), Drive mode select (Solo con 1.0 TGDI), Cruise control con speed limiter (Non con DCT).

GT Line: offre di serie Cerchi in lega da 17’’, Fari fendinebbia a LED, Pedaliera in alluminio, Retrovisori esterni con indicatori di direzione integrati a LED, Smart key con start button, Volante sportivo con forma a D e rivestito in pelle traforata, Vernice solida o metallizzata, Fari posteriori a LED, Porta USB posteriore (solo funzione di ricarica), Griglia anteriore in high glossy black con cornice cromata.

  • Maneggevolezza: le dimensioni compatte e l’ottima taratura dello sterzo la rendono perfetta per l’utilizzo urbano.
  • Prestazioni: l’accelerazione dell’1.0 turbo è buona, considerando che si tratta di una piccola utilitaria.
  • Spazio: l’organizzazione dello spazio fra i sedili e nel vano di carico rende Rio un’auto versatile e comoda al tempo stesso.

Di seguito il listino prezzi della Kia Rio aggiornato a dicembre 2022 :

Kia Rio GPL Prezzo
Rio 1.2 LPG 82 CV Urban 17.450 €
Kia Rio Benzina Prezzo
Rio 1.2 DPI 62 CV Style 17.450 €
Kia Rio Benzina Mild-Hybrid Prezzo
Rio 1.0 MHEV 100 CV MT Style 19.450 €
Rio 1.0 MHEV 120 CV DCT Style 21.200 €

Su automobile.it è presente una ampia gamma di Kia Rio disponibili in vari allestimenti e motorizzazioni. Se siete interessati alla compatta coreana potrete certamente trovare il modello più adatto alle vostre esigenze.

kia rio usata
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