Renault R5: prova su strada

Renault R5: prova su strada 10

Ammettiamolo, le vendite delle elettriche continuano ad arrancare. Ma in Renault pare abbiano trovato la chiave di lettura per far avvicinare più persone alle auto a batteria. Il “trucco” è stato quello di ispirarsi al passato, riportando in vita alcuni modelli che hanno fatto la storia del brand francese, proprio come la R5 oggetto di questa prova, 

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

I designer Renault hanno definito lo stile della R5 come “retro-futurista”. Un concetto secondo il quale le forme tipiche di modelli appartenenti al passato vengono reinterpretate inchiavi moderna. Lo stile della R5, infatti, rappresenta una chiara evoluzione del modello originale, fin dalla prima occhiata. Anche se il tutto è stato evoluto tenendo in considerazione quella che è una delle tendenze più forti dell’attuale mercato automobilistico, ovvero i Suv e i crossover.

Per questo motivo la R5 punta su un assetto leggermente rialzato da terra e su fascino in plastica nera che corrono tutt’intorno alla carrozzeria. Anche negli interni si respira un certo rimando al passato, attraverso le forme della plancia, che richiamano quelle della prima R5, sulla quale si fondono elementi moderni come il doppio schermo con funzione di quadro strumenti e infotainment. Buono lo spazio a bordo: anche per chi viaggia dietro ci sono centimetri in abbondanza, nonostante la lunghezza della vettura si fermi a 3,92 metri, mentre il vano di carico assicura una capacità minima di 326 litri. 

: la meccanica

La nuova Renault R5 è il primo modello a nascere sulla nuova piattaforma Ampr Small del costruttore francese, che assicura un baricentro basso, grazie al pacco batterie posizionato all’interno del passo, la presenza delle sospensioni mutilino per il posteriore e un peso contenuto in circa 1.500 kg. Dal punto di vista tecnico viene proposta in abbinamento a tre diversi powertrain: batteria da 40 kWh e motore anteriore da 95 o 120 CV, oppure con batteria da 52 kWh e motore, sempre anteriore, da 150 CV. Il tutto per un’autonomia che va da un minimo di 300 ad un massimo di 410 km. La potenza di ricarica massima, invece, è di 80 kW per la batteria più piccola e di 100 kW per quella più grande. 

Renault R5: prova su strada 5

: come va

Dal punto di vista dinamico la R5 si dimostra comoda e confortevole come ogni utilitaria che si rispetti, senza però rinunciare ad un pizzico di sportività. Questa è garantita dal posizionamento al centro della vettura del pacco batterie, che contribuisce così a tenere basso il baricentro dell’auto, a tutto vantaggio della dinamica di guida. A questa contribuisce poi uno sterzo sicuramente demoltiplicato, ma comunque sempre comunicativo, unito ad un assetto che pur restando in grado di filtrare efficacemente tutte le asperità del manto stradale, non cede mai troppo il fianco a rollio e beccheggio, rendendo la R5 piacevole da guidare anche su una strada ricca di curve. Buona anche l’efficienza della batteria: nel corso del nostro test abbiamo registrato una media di 17 kWh/100 km, che si traducono in un’autonomia di quasi 400 km. Non male. 

: i prezzi

I prezzi della R5 partono dai 25.000 euro necessari per portarsi a casa la variante con batteria da 40 kWh e 95 CV, mentre quella con motore da 120 CV parte da 27.900 euro. Per la top di gamma da 150 CV occorrono invece almeno 32.900 euro.

: scheda tecnica

Renault R5 52 kWh

Dimensioni

  • Lunghezza: 3,92 metri
  • Larghezza: 1,77 metri
  • Altezza: 1,50 metri
  • Passo: 2,54 metri
  • Bagagliaio: 326 litri

Powertrain

  • Motore elettrico: sincrono a magneti permanenti
  • Potenza: 150 CV
  • Coppia: 245 Nm

Stretta della Cina sulle terre rare: “L’automotive rischia la paralisi”

Stretta della Cina sulle terre rare: "L'automotive rischia la paralisi"

In guerra ci sono attacchi e contrattacchi, e non solo quando la si fa con le armi. Nel conflitto commerciale innescato dalla decisione del presidente Donald Trump di imporre dazi alla Cina del 145%, infatti, ora è arrivata anche la risposta del Dragone. 

Dallo scorso aprile, infatti, il presidente cinese Xi Jinping ha reso più difficile esportare le terre rare prodotte nel Paese. Come? Imponendo alle aziende del settore di passare dagli uffici governativi di Pechino per ottenere il via libera prima di portare i loro prodotti sui mercati esteri.

Il Presidente cinese Xi Jinping
Il Presidente cinese Xi Jinping

Un iter che potrebbe richiedere anche due o tre mesi, e che sta tenendo le spedizioni ferme per tempi insostenibili. Non un dazio, dunque, ma qualcosa di molto più sottile.

Si tratta di una mossa che avrà l’effetto di rallentare i ritmi del commercio internazionale. A mettersi le mani nei capelli sono soprattutto le Case automobilistiche. Non solo negli USA, ma anche in Europa.

Il dominio cinese sulle terre rare

La Cina estrae il 60% delle terre rare presenti a livello globale, e costruisce il 90% dei magneti a terre rare che finiscono nei telefoni cellulari e dei powertrain delle auto elettriche di tutto il mondo.

Si tratta di materiali preziosi: 17 elementi che il Paese del Dragone estrae grazie a un processo lungo e inquinante. E di cui è molto geloso.

La produzione automotive rischia di rallentare
La produzione automotive rischia di rallentare

Già nel dicembre 2023, infatti, Pechino aveva deciso di impedire l’export di qualsiasi strumentazione tecnica in grado di produrre i magneti a terre rare, oggetti in grado di produrre campi magnetici molto forti.

La mastodontica burocrazia cinese aveva colpito anche il mercato interno, dove vige un sistema di quote decise dal Partito Comunista e che favorisce soprattutto le aziende controllate dallo Stato.

Le conseguenze

Il commissario europeo con delega al commercio Maros Sefcovic ha definito a inizio giugno “allarmante” la situazione nell’industria automobilistica europea dopo la decisione di Xi.

Anche le aziende sono pessimiste. La conversione all’elettrico di tutte le Case europee (da realizzare per legge entro dieci anni) dipende quasi esclusivamente dalle terre rare cinesi.

“Dallo scorso aprile, centinaia di richieste di via libera sono state depositate, ma solo un quarto è stata approvata” ha detto la European Association of Automotive Suppliers.

Donald Trump
Donald Trump

Secondo il Financial Times, la mancanza di minerali critici ha già costretto allo stop decine di stabilimenti in USA e UE, mentre altri potrebbero resistere meno di un mese.

Mentre Stellantis spiega di essere “riuscita a risolvere immediatamente i problemi di produzione senza interruzioni significative”, infatti, Ford ha già sospeso per una settimana la produzione in uno stabilimento di Chicago, mentre Suzuki ha interrotto le linee della Swift in Giappone.

Donald Trump e Xi Jinping si sono sentiti telefonicamente per discutere del tema, e sul suo social “Truth” il presidente USA ha scritto che “non dovrebbero esserci più questioni” sull’export di terre rare. Ora bisogna capire cosa succederà, ma l’impressione è che la guerra sarà ancora lunga.

 

 

 

Il giro d’Europa in auto di Bosch: “L’UE consideri i biocarburanti”

Il giro d'Europa in auto di Bosch: "L'UE consideri i biocarburanti"

Un giro del Vecchio Continente realizzato per dimostrare che i carburanti rinnovabili sono il futuro. È l’idea (diventata realtà) di un gruppo di aziende della mobilità e dell’energia quali Bosch, Eni, Iveco e BMW.

Tutto è partito da Madrid a marzo, direzione Bruxelles. Nel mezzo, una serie di tappe in cui le auto e i truck col logo “Tour d’Europe” si sono fermati per lanciare il loro messaggio di sostenibilità.

La tappa italiana di Bosch, BMW, Iveco ed Eni

In Italia, l’iniziativa è arrivata lo scorso 6 maggio, fermandosi a Torino. Il capoluogo piemontese è stato scelto tra le città dello stivale come “capitale dell’auto”.

L’eventosi è sviluppato in due momenti distinti: nella sede torinese di Bosch e a seguire nel rinnovato spazio ENI di via Botticelli a due passi dai nodi autostradali verso Milano e verso l’Europa (via Svizzera o Francia).

La tappa italiana serve a dimostrare come il Belpaese continui ad avere un peso notevole nella diffusione dei biocarburanti. Solo nel 2024, infatti, sono state prodotte 1,3 milioni di tonnellate, con una capacità di oltre il doppio e una previsione di 5 milioni di tonnellate nei prossimi anni.

L’appello all’UE

Si tratta di tasselli importanti nel raggiungimento della nautralità climatica entro il 2050, tra gli obettivi dell’agenda green dell’Unione Europea. E il Tour d’Europe vuole proprio sollecitare la politica a Bruxelles che, spiegano gli organizzatori, non ha tenuto in considerazione il valore dei carburanti rinnovabili.

Tra i partner dell’evento c’è Bosch, che ha messo a punto il sistema Digital Fuel Twin. Si tratta di una soluzione basata su cloud per il tracciamento puntuale e 100% digitale sulle emissioni delle flotte dei veicoli.

“Le auto e i camion del Tour d’Europa sono dotati di un software aggiuntivo, il “Digital Fuel Twin” (DFT), che certificherà l’uso di carburanti rinnovabili e la conseguente riduzione delle emissioni di CO2” ha spiegato Luca Gastaldo (Sales Manager Connected Services Bosch Nobility).

Grazie a questa tecnologia, le aziende e gli utenti ricevono informazioni affidabili e certificate sull’impronta di CO2 per litro dei loro veicoli. La speranza, spiegata dagli stakeholder del Tour d’Europe in una nota, è spiegare come non solo l’elettrico, ma anche i biocarburanti possano aiutare a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione delle istituzioni europee.

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025 1

Il marchio cinese DFSK, nato dalla collaborazione tra Dongfeng e Chongqquing Sokon e importato in Italia da China Car Company, sta consolidando la sua offerta

Nel 2025 sono in programma nuovi modelli e aggiornamenti. Tra le novità più attese, la Glory 500 Turbo, disponibile da aprile. Rappresenta una variante potenziata del crossover di segmento C che ne aumenterà la competitività. Ma sono in arrivo anche modelli più piccoli.

  • DFSK Quadriciclo elettrico
  • DFSK nuova utilitaria
  • DFSK Glory 500 Turbo

DFSK Quadriciclo elettrico

La prima novità del 2025 sarà il modello finora noto con il nome ufficioso di Candy EV, con cui DFSK vuole entrare nel prolifico settore dei quadricicli elettrici . Si tratta di un veicolo di categoria L7 a quattro posti, il cui lancio è previsto per aprile ma di cui non sono ancora state diffuse le caratteristiche dettagliate.

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025

Si ipotizza, però, che possa offrire diverse opzioni di batteria, da 9 a 17 kWh con autonomie variabili tra 120 e 220 km, in linea con modelli simili presenti su altri mercati.

DFSK nuova utilitaria

Entro la fine dell’anno arriverà un nuovo modello nel segmento B, caratterizzato da una motorizzazione full hybrid. Si prevede che questo veicolo avrà una lunghezza compresa tra 4 e 4,3 metri e l’obiettivo di porsi come concorrente della MG3, anch’essa full hybrid e venduta a un prezzo base che parte da meno di 20.000 euro.

DFSK Glory 500 Turbo

La serie Glory è attualmente il cuore della gamma DFSK, articolata nei modelli 500, 580, 600 e F5. Il 500 si arricchirà nel corso dell’anno di una inedita variante con motore turbo. che andrà ad aggiungersi all’attuale motorizzazione 1.5 da 106 CV.

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025 2

Le specifiche tecniche non sono state ancora ufficialmente divulgate, ma si prevede che questa versione offrirà prestazioni nell’ordine dei 150 CV o più. Come per il modello esistente, è probabile che anche per questa variante si renda disponibile un impianto GPL, con un prezzo leggermente superiore ai circa 18.000 euro della versione base.

Polestar: tutte le novità in arrivo nel 2025

Polestar: tutte le novità in arrivo nel 2025 2

Il 2025 appena iniziato si preannuncia come un anno cruciale per il marchio Polestar. La Casa automobilistica svedese fondata da Geely come “spin-off di Volvo e impegnata nella mobilità elettrica premium, punta a consolidare la propria posizione nel mercato globale.

Le novità di quest’anno completeranno la gamma introducendo modelli inediti in alcuni segmenti-chiave e al tempo stesso introdurranno importanti novità tecniche e stilistiche.

  • Polestar 5
  • Polestar 7

Polestar 5

La Polestar 5, attesa nella seconda metà del 2025, rappresenta la naturale evoluzione del concept Precept, presentato nel 2020 (nella foto sotto). Questa berlina elettrica, caratterizzata da un design filante e un posteriore dalle linee quasi da coupé, si posiziona nel segmento D/E come una delle proposte più raffinate del marchio.

Polestar: tutte le novità in arrivo nel 2025 1

Dal punto di vista tecnico, la Polestar 5 utilizzerà per il sistema propulsivo un’architettura a 800 volt, che promette tempi di ricarica rapidi, sebbene i dati ufficiali non siano ancora stati divulgati. La gamma sarà strutturata su versioni a trazione posteriore e integrale, con potenze che potrebbero raggiungere i 900 CV di picco nei modelli top di gamma. Queste caratteristiche la rendono sin d’ora una potenziale diretta rivale di Porsche Taycan e Tesla Model S, con un focus particolare sulle prestazioni e sull’efficienza.

Polestar 7

Stando ai piani annunciati dalla Casa, l’arrivo della Polestar 7 non è in realtà prevista prima della fine del 2026 o dell’inizio dell’anno successivo  2027, tuttavia il 2025 potrebbe regalare ulteriori anticipazioni su questo modello così importante e strategico. Si tratta di un SUV compatto, probabilmente lungo tra i 4,2 e i 4,5 metri, pensato per competere in un segmento sempre più affollato, lo stesso in cui Volvo è presente con la EX40.

Volvo EX30: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Grazie alla stretta sinergia con Volvo, è in realtà molto probabile che la Polestar 7 condivida alcune soluzioni tecniche con la Volvo EX30 (nella foto), la più piccola ma al tempo stesso innovativa delle vetture di Goteborg, pur distinguendosi per uno stile più sportivo. Inoltre, la produzione avverrà in Europa, ulteriore scelta strategica per aggirare i dazi imposti alle auto elettriche prodotte in Cina.

Eliminare graffi auto: come fare e quali prodotti usare?

Che cruccio, quando si riga la carrozzeria. Basta una toccatina, un graffietto, e l’auto sembra subito vecchia e rovinata.

Salvaguardare la verniciatura non è difficile, ma servono attenzioni particolari per non dover correre ai ripari quando è troppo tardi. In commercio, in ogni caso, esistono prodotti in grado di far sparire abrasioni e rigature varie senza spendere una fortuna. Scopriamo allora come togliere i graffi auto.

INDICE
Graffi auto: come avvengono?
Lavare sempre l’auto prima di eliminare i graffi auto
Rimuovere graffi auto: è possibile?
Come valutare la profondità dei graffi auto
Pasta abrasiva: per quali tipi di graffi usarla
Polish graffi: quando usarlo e come funziona
Lucidatura auto fai da te
Funziona togliere graffi auto con dentifricio?
Togliere graffi auto profondi: come fare?

Spesso sono disattenzioni imputabili agli altri automobilisti ad arrecare i graffi sulla propria auto. Basta la semplice apertura di uno sportello in maniera inavvertita per ritrovarsi la carrozzeria graffiata e rovinata. Oppure, anche in maniera più banale, basta del semplice pietrisco raccolto mentre si è alla guida, o strisciare per sbaglio l’orologio contro la vettura. Sono tutti normali rischi quotidiani che possono causare graffi. Si può procedere con il fai da te per la rimozione, ma dipende dalla loro profondità.

La prima cosa da fare se si vogliono rimuovere i graffi auto è cominciare da un accurato lavaggio della vettura. Così facendo si evidenzieranno al massimo i graffi presenti e si potranno utilizzare i prodotti specifici senza il rischio di rovinare ulteriormente la carrozzeria.

Rimuovere i graffi dalla propria auto e riportarla alle condizioni iniziali non è impossibile, ma il successo delle soluzioni fai da te dipende soprattutto dalla profondità delle rigature e dalla loro estensione. Esistono prodotti dedicati che possono evitare di doversi avvalere di uno specialista, ma è bene sempre porre una serie di cure particolari prima di provare da soli a riparare i danni.

Dopo il lavaggio della vettura, basterà passare la mano sulla parte della carrozzeria graffiata per valutare la profondità dello stesso. Se questo sarà a livello superficiale si potrà procedere col fai da te con i prodotti dedicati. In caso contrario ci si dovrà rivolgere ad uno specialista con costi decisamente superiori.

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Solamente in caso di graffio poco profondo sarà possibile rimediare utilizzando la pasta abrasiva. Ma come si usa la pasta abrasiva?

Prima di applicare il prodotto sulla parte interessata, ricordatevi sempre di lavare la carrozzeria, così da rimuovere sporco e detriti. Stendendola con movimenti circolari, passate la pasta abrasiva sul punto interessato, fino a quando il graffio non sarà sparito. Infine, basterà un panno in microfibra per assicurarsi di aver rimosso gli ultimi residui. Il risultato sarà quello di una carrozzeria praticamente nuova.

Recentemente è possibile trovare in commercio al dettaglio anche il polish auto. Un prodotto che unisce le proprietà della pasta abrasiva e della cera lucidante. Per l’applicazione si dovranno seguire le regole già spiegata: pulire l’auto, applicare il polish graffi su un batuffolo di cotone e passare il prodotto sulla parte interessata con delicatezza e in maniera uniforme. Completata l’operazione, per ridonare brillantezza alla carrozzeria, è possibile utilizzare un apposito polish lucidante.

Anche nel caso si utilizzi la semplice pasta abrasiva per rimuovere i graffi, è sempre opportuno procedere alla lucidatura della carrozzeria. Così facendo si rimuoveranno gli eventuali aloni lasciati dal prodotto e il colore della superficie trattata sarà più uniforme.

Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di aggravare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti per graffi auto specifici.

Se il graffio sulla vettura sarà profondo, e non si potrà procedere con la semplice pasta abrasiva, si dovrà mettere in conto tempistiche più lunghe ed abilità più particolari. La parte di carrozzeria danneggiata, infatti, deve essere carteggiata completamente, il graffio stuccato e poi carteggiato per rendere la riparazione invisibile. In ultimo, per finire il lavoro, è necessario applicare la stessa esatta tipologia di vernice già presente sugli altri pennelli. Ben si capisce come rivolgersi a uno specialista, di conseguenza, sia la scelta più sicura per evitare danni ulteriori e collaterali.

Cose da sapere

Quali possono essere le cause dei graffi auto?

Lamiere o i paraurti si possono danneggiare durante un parcheggio oppure si può trovare il proprio veicolo graffiato da una manovra errata di un altro guidatore. Altre cause dei graffi auto possono essere disattenzioni quali un contatto tra l’orologio e le lamiere, oppure un sassolino che impatta contro la carrozzeria durante la marcia.  Ultima causa sono gli atti vandalici.

Come si valuta la profondità del graffio auto?

Dopo aver pulito la carrozzeria ed eliminato ogni residuo di sporco si dovrà provvedere a passare la mano sulla parte dove insiste il graffio per valutarne la profondità. Se questo sarà a livello superficiale, sarà possibile effettuare la rimozione del graffio in autonomia con prodotti quali la pasta abrasiva, mentre se il danno avrà intaccato la carrozzeria in profondità sarà necessario rivolgersi ad uno specialista.

Come si usa la pasta abrasiva?

Prima di tutto bisogna pulire la superficie interessata dal danno e poi applicare la pasta abrasiva su un panno morbido, o anche su del cotone, e passare il prodotto con movimenti concentrici e delicati per qualche istante. Successivamente si dovrà rimuovere la pasta abrasiva con un panno pulito ed infine utilizzare una pezza umida per ripulire definitivamente la superficie interessata.

Come si usa il polish graffi?

Il polish graffi è un ibrido tra la classica pasta abrasiva e la cera lucidante: sarà fondamentale applicarlo su un batuffolo di cotone e passare il prodotto delicatamente sulla superficie interessate. Per completare il lavoro a regola d’arte è consigliabile utilizzare dopo questo trattamento un polish lucidante.

Si può usare il dentifricio per rimuovere i graffi?

Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di ampliare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti specifici.

Cura dell’auto, i consigli per proteggerla in inverno

Auto a prova d'inverno: come proteggerla dal gelo in 4 mosse 2

Con l’arrivo della stagione fredda le nostre abitudini cambiano e con loro anche la manutenzione e la cura per l’auto. Un problema un po’ meno sentito da chi la ricoverata in garage o rimesse, ma non del tutto, perché può comunque capitare di posteggiarla all’aperto per qualche ora sotto una nevicata. Ecco alcuni se pici consigli su come evitare i problemi più comuni e le lunghe attese per la ripartenza.

Telo protettivo

Sarà scontato, ma un’auto che rimane ferma a lungo soprattutto all’aperto dovrebbe essere protetta in tutte le stagioni, dal freddo come dalla lunga esposizione al sole. I teli sono vario tipo, devono però lasciare visibile la targa dell’auto, che deve essere identificabile. Alcuni hanno una finestra in corrispondenza o una copia esposta all’esterno.

Come caricare la batteria auto? Ecco gli step da seguire

La batteria

Se l’auto resta ferma a lungo, coperta o meno, la batteria potrebbe scaricarsi. Staccarla non è sempre la soluzione ideale anche perché si rischia di resettare le centraline. Nei box si possono utilizzare mantenitori di carica, collegati alla corrente o no, che intervengono quando la carica della batteria scende sotto il livello oltre il quale l’energia non basta più per l’avviamento. In caso di lunghi periodi di inutilizzo, il consiglio migliore è di verificare periodicamente le condizioni e se possibile, avviarla e muoverla brevemente.

Liquidi e antigelo

Se l’auto resta esposta a basse temperature a lungo c’è anche il pericolo che i fluidi a bordo possano congelare. Vale sia per il carburante, in particolare il gasolio, sia per i liquidi come quello del circuito di raffreddamento e il liquido lavavetri. Di questi esistono varianti già additivate con antigelo, per il gasolio un rimedio vecchio ma efficace è aggiungere nel serbatoio qualche litro di benzina, che fa da anticongelante. In percentuale minima è tollerata anche dai moderni motori common rail e non da problemi di funzionamento.

Accessori da avere a bordo

Anche per chi non vive in zone dal clima freddo ci sono alcuni oggetti che è utile avere a bordo oltre al kit di emergenza e ai cavi per l’avviamento di fortuna. Il più banale è la paletta raschia ghiaccio, in plastica, che non rovina i cristalli. Anche un pannello in cartone o una vecchia coperta possono tornare utili, specie il primo che può essere usato tanto come parasole d’estate, per non che plancia e volante si surriscaldino, sia per proteggere il parabrezza dall’umidità e dal gelo.

Cura dell'auto, i consigli per proteggerla in inverno

Avviamento a freddo

Quando si avvia l’auto dopo una lunga sosta al freddo è opportuno prestare attenzione alle condizioni generali dell’auto, che può avere la batteria un po’ bassa e i liquidi freddi. Meglio accendere eroga il quadro e attendere qualche istante prima di dare l’imput per l’avviamento, anche per alimentare correttamente le candele e gli organi ausiliari, e verificare che tutti gli interruttori siano spenti per evitare inutili assorbimento di energia.
Se le temperature non sono da congelamento, non è necessario rimanere fermi, ma si può partire avendo soltanto cura di non accelerare eccessivamente e mantenere i giri bassi fino a che non si raggiunge la temperatura di esercizio. Le auto più moderne controllano elettronicamente tutta l’operazione e quindi il conducente non deve preoccuparsi nemmeno di questo.

Le 10 caratteristiche che un'auto deve avere per una guida sicura in inverno 1

Sbrinare il parabrezza

Se il parabrezza è ghiacciato, non è consigliabile sbrinarlo versandoci sopra acqua calda. Lo sbalzo termico potrebbe causare crepe e rotture, specie se ci sono già piccole scheggiature che potrebbero allargarsi improvvisamente per via della dilatazione termica improvvisa. La cosa migliore da fare una volta avviato il motore è attivare il riscaldamento e indirizzare l’aria calda verso il parabrezza, senza metterla per forza alla massima temperatura, che sottrarrebbe calore al motore, e appena ammorbidito un po’ il ghiaccio rimuoverlo facilmente con un raschiaghiaccio. Esistono, infine, anche riscaldatori ausiliari, piccoli phon che si collegano alle prese di alimentazione o alle USB.

Auto elettriche

Il freddo, si sa, è il principale nemico delle batterie e nel caso delle auto totalmente elettriche ci vuole qualche accortezza in più. Alle basse temperature infatti la riserva elettrica, l’efficienza e anche le prestazioni della ricarica sono inferiori. Quindi, per cominciare si consiglia di non lasciare un’auro elettrica al freddo con una bassa riserva di energia, perché si rischia di avere poi pochissima autonomia quando la si riprende. L’ideale è non lasciarla con meno del 20%. Se accade, considerare che riscaldamento e sbrinamento sono tea le attività che assorbono più energia. Per chi vive in aree fredde, si consiglia di scegliere modelli dotati riscaldamento a pompa di calore, molto più efficiente del tipo tradizionale a resistenze.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Anche i sedili e il volante riscaldati sono più efficaci, perché danno benessere direttamente e assorbono meno energia di quella che occorre per scaldare l’aria nell’abitacolo. Naturalmente, questo concetto vale anche per le auto non elettriche. Molte vetture elettriche sono poi dotate di controlli da remoto tramite app che permettono non soltanto di verificare lo stato del veicolo ma anche pre-riscaldare a distanza l’abitacolo e la batteria. Quest’ultima operazione è utile in vista di una imminente ricarica perché mette la batteria nelle condizioni ideali di efficienza. Alcune auto lo fanno in automatico anche in marcia, quando viene attivata la ricerca e prenotazione della colonnina tramite il sistema di navigazione.

Come guidare in sicurezza durante l’inverno

Le 10 caratteristiche che un'auto deve avere per una guida sicura in inverno

La guida invernale richiede una dotazione dell’auto adeguata, senza il peso di strumentazioni superflue. È importante ricordarsene non solo al momento dell’acquisto di una nuova automobile durante la stagione fredda, ma anche semplicemente alla guida della nostra vettura.

Sai su quali aspetti concentrarti e quali sono le dotazioni a cui si può rinunciare? Per esempio, conosci la durata media degli pneumatici invernali o sai controllare il livello dell’olio motore? Abbiamo preparato per te una guida con i dodici punti più importanti da tenere in conto quando compri o guidi un’auto nuova o usata in inverno.

1. Pneumatici invernali

Partiamo ovviamente dai pneumatici invernali, fondamentali per la guida con climi rigidi, che espongono a rischi maggiori di slittamento e di perdita di controllo del veicolo. Possono resistere alle intemperie come neve e ghiaccio e garantire una guida sicura anche in presenza di sale grazie ad uno speciale battistrada appositamente progettato. Se l’auto che stai per acquistare o guidi già è dotata di gomme invernali, assicurati di verificarne l’usura e la pressione in inverno.

Le 10 caratteristiche che un'auto deve avere per una guida sicura in inverno

2. Spazzole tergicristallo anti ghiaccio

Il rischio di vedere i propri tergicristalli bloccati durante una fredda giornata d’inverno si può prevenire grazie a una piccola accortezza tecnologica. Il suo nome è esplicativo: le spazzole tergicristallo anti ghiaccio continuano a funzionare anche alle temperature più basse. Sono dotate infatti di elementi riscaldati posizionati sotto le spazzole tergicristallo che sciolgono la neve e il ghiaccio incrostato.

Le 10 caratteristiche che un'auto deve avere per una guida sicura in inverno 1

3. Volante riscaldato

È importante alla guida mantenere sempre e costantemente una presa salda e sicura del volante. Per questo, quando le mani del conducente si raffreddano e diventano quindi meno sensibili e precise, è sconsigliabile indossare dei guanti. Questi ultimi possono riscaldare le mani, ma aggiungono uno strato non sensibile e aggiuntivo fra le mani e il volante, riducendo l’immediatezza del suo controllo. La soluzione è semplice: grazie al volante riscaldato puoi fare a meno di guanti e manopole quando sei alla guida.

4. Sistema antibloccaggio (ABS)

Nei tragitti invernali un ulteriore rischio è quello, frenando soprattutto in curva, di vedere le proprie ruote pattinare a causa del blocco dell’impianto di frenata. Per ovviare a questo problema è stata elaborata una delle funzionalità più importanti di un’auto ben equipaggiata per l’inverno, successivamente resa, a partire dal 2012, obbligatoria su tutti i veicoli di serie. Stiamo parlando dell’ABS, ossia il sistema antibloccaggio per i freni cheaiuta a evitare il pattinamento delle ruote, impedendo il loro improvviso blocco in caso di frenata.

 5. Il riscaldatore del blocco motore

Non solo il normale funzionamento di pneumatici, freni e tergicristalli può essere messo in difficoltà dal freddo intenso. Temperature molto basse possono infatti impattare anche sulle condizioni della batteria della tua auto. Un riscaldatore del blocco motore lo manterrà al caldo, facilitando l’accensione della batteria dell’auto in inverno, quando la temperatura scende sotto lo zero. Sai già come verificare la carica della batteria dell’auto o quale olio motore utilizzare in inverno? Controlla qui per saperne di più.

6. Specchietti laterali riscaldati

Essendo una parte esterna all’abitacolo, gli specchietti laterali non beneficiano ovviamente del riscaldamento interno già presente su tutte le auto. Avere gli specchietti laterali dotati di un sistema di riscaldamento aggiuntivo è di grande utilità per liberarli velocemente da umidità, ghiaccio e neve. Questa funzionalità può essere programmata per attivarsi automaticamente quando la temperatura cala sotto una certa soglia.

Le 10 caratteristiche che un'auto deve avere per una guida sicura in inverno 2

7. Impianto lavafari

Nel corso dei tragitti compiuti nella stagione invernale, non è raro che neve, ghiaccio, sale e fanghiglia possano sporcare i gruppi ottici e ridurre la visibilità alla guida, fondamentale soprattutto quando le condizioni metereologiche non sono ottimali. Grazie all’impianto lavafari puoi pulire i fari mantenere sempre il massimo della visibilità. Alcune vetture sono addirittura dotate di spazzole tergicristallo per i fari, che facilitano ulteriormente l’operazione di pulizia. Ricordati comunque di controllare il livello dei liquidi dell’auto.

8. Trazione integrale

Il tipo di trazione più complicato da utilizzare in presenza di neve o ghiaccio è sicuramente la trazione posteriore, di fatti dedicata più ai modelli maggiormente sportivi. La trazione integrale, invece, fornendo la forza motrice a tutte e quattro le ruote del veicolo, permette un maggiore controllo durante la guida su neve e fondo ghiacciato, evitando squilibri nella distribuzione della coppia e slittamenti soprattutto in curva. Se un’auto con trazione integrale non è nel tuo preventivo, puoi optare per un veicolo a trazione anteriore.

9. Sistema di controllo della trazione (TCS)

Opzionale in molte auto nuove, il controllo della trazione impedisce il pattinamento delle ruote e permette di accelerare senza scivolare su ghiaccio e neve. Inoltre, alcune assicurazioni potrebbero offrirti uno sconto sulla polizza. Quindi conviene pagare qualcosa in più per avere maggiore sicurezza in inverno.

10. Controllo elettronico della stabilità (ESP)

Disponibile in molti modelli recenti, il controllo elettronico della stabilità(ESP) rileva quando alcune ruote girano più veloci rispetto ad altre, per esempio in caso di slittamento sul ghiaccio, e si attiva per ridistribuire la potenza dove serve maggiore trazione.

Quando acquisti un’auto da usare in inverno, non serve un modello nuovo con tutta la tecnologia più moderna. L’importante è che la tua macchina sia affidabile, sicura e capace di resistere a tutte le condizioni meteorologiche. La guida che ti abbiamo fornito è un buon punto di partenza per decidere quali funzionalità avere sulla tua auto in inverno.

11. Guida sulla neve

Anche se si possiede un’auto dotata di pneumatici invernali, è bene non guidare come se le condizioni metereologiche fossero perfette, ma adottare comunque una serie di attenzioni alla guida che possono aumentare notevolmente la sicurezza.

Innanzitutto, mantieni l’auto e tutti i suoi elementi puliti. Non basta che il parabrezza sia libero da acqua, neve o ghiaccio. Anche i finestrini sono importanti per mantenere la visuale libera. Con uno scopa morbida si può anche eliminare la neve sul tetto dell’auto, che potrebbe successivamente cadere sul parabrezza o sull’auto che segue.

Inoltre, si consiglia sempre un’attitudine cauta alla guida soprattutto in inverno. Meglio evitare manovre brusche in marcia e guidare a bassi regimi. In fase di partenza, iniziare con la seconda marcia innestata può assicurare maggiore attrito, mentre in discesa è sempre meglio avvalersi principalmente del freno motore. In fase di rallentamento, occorre mantenere le ruote dritte per non perdere aderenza e in generale mantenere velocità molto moderate, curvando ovunque possibile con una marcia bassa.

In generale, infine, è importante mantenere costantemente una distanza di sicurezza maggiore di quella adottata abitualmente, aumentando al contempo l’attenzione prestata alle azioni degli altri automobilisti, che possono sbagliare più facilmente in condizioni metereologiche avverse.

12. Guida sulla neve con pneumatici all-season

Quando si guida su manto innevato, o ancora peggio con ghiaccio, è ancora più essenziale conformarsi alla legge in materia e quindi dal 15 novembre al 15 aprile montare pneumatici termici oppure tenere a bordo le catene da neve da montare in caso di neve sulla carreggiata.

Montando sulla propria auto i cosiddetti pneumatici 4 stagioni, quelli provvisti della sigla M+S, possiamo stare tranquilli che non incorreremo in sanzioni previste dal CdS per una mancata dotazione adatta all’inverno, ma non potremo invece godere dei benefici della massima aderenza sulla neve. In questi casi, se notiamo un cumulo di neve intorno alla macchina, conviene provare e rimuoverlo con le mani o con altri attrezzi prima di salirci sopra con le ruote.

Temperatura congelamento gasolio, benzina e GPL: ecco cosa sapere sul motore in inverno

4 consigli per la manutenzione invernale del motore

Con l’arrivo della stagione invernale avere cura della propria auto è ancora più importante perché le temperature rigide possono mettere a dura prova le componenti meccaniche.

Scopriamo alcune piccole accortezze da seguire per avere un motore sempre in perfetta efficienza. 

INDICE
Temperatura congelamento gasolio
Temperatura congelamento benzina: serve ancora riscaldare l’auto?
Temperatura congelamento GPL: come comportarsi in inverno
Olio invernale e liquido antigelo
Manutenzione motore elettrico

A differenza dei motori benzina, i motori diesel soffrono notevolmente le temperature invernali. Il gasolio, infatti, rischia di congelare quando la colonnina di mercurio scende sotto lo zero. Per evitare questo problema si può acquistare un carburante con additivi che garantisce una maggiore resistenza al punto di congelamento, oppure un additivo da aggiungere al gasolio quando si effettua il pieno. Bisogna però fare attenzione a miscelare il liquido antigelo al carburante avendo cura di rispettare le giuste proporzioni. 

Per chi avesse una vettura con qualche anno sulle spalle una accortezza da prendere quando ci si mette alla guida nei mesi invernali è quella di far riscaldare il motore prima di partire. Far girare il motore da fermi consentirà di far salire le temperature portando al giusto regime d’esercizio tutte le componenti. L’utilizzo di un olio con specifiche consigliate dalla Casa costruttrice sarà un ulteriore alleato nel preservare le componenti meccaniche del motore perché garantirà uno scorrimento ottimale di tutti gli ingranaggi in gioco.  

La pratica di far scaldare il motore prima di partire, invece, non è più consigliata sulle vetture moderne perché i motori attuali sono progettati per entrare rapidamente in temperatura. Far girare il motore da fermi, quindi, si rivelerebbe soltanto come uno spreco inutile di benzina. 

Identiche accortezze devono essere adoperate anche per le vetture dotate di motore alimentato a GPL. Queste, solitamente, possono presentare nei mesi invernali problemi relativi all’accensione perché il Gas Propano Liquido tende a essere sensibile all’abbassarsi delle temperature. Tuttavia queste vetture sono dotate di doppia alimentazione benzina – GPL, pertanto in partenza sarà sufficiente scegliere la prima alimentazione per poi passare alla seconda una volta raggiunte le temperature di esercizio ottimali. 

Per effettuare una manutenzione corretta della propria vettura durante i mesi invernali è sempre una buona pratica adottare il liquido antigelo. Grazie a questo additivo, che dovrà essere versato all’interno del serbatoio del liquido refrigerante, si eviterà il congelamento del liquido di raffreddamento e si potranno prevenire eventuali danni alle componenti del motore. Ulteriore accortezza è quella di utilizzare un olio invernale con caratteristiche specifiche per affrontare le temperature più rigide. La viscosità è caratterizzata da un numero seguito dalla lettera W: 0W, 5W, 10W, 15W, 20W, 25W. La lettera W è l’iniziale della parola Winter, mentre il numero rappresenta l’indice di viscosità dell’olio alle basse temperature. Più basso è il primo numero, più fluido sarà l’olio alle basse temperature. 

Discorso a parte deve essere fatto per le auto elettriche. Qui non si dovrà prestare particolare attenzione alla manutenzione data l’assenza delle componenti classiche di un motore termico, ma si dovrà tenere in considerazione come l’autonomia delle batterie risenta delle temperature rigide. Il consiglio è quello di tenere la vettura collegata alla presa di ricarica sino a poco prima della partenza, così da avere le batterie in temperatura ed evitare crolli nell’autonomia, ed evitare di preriscaldare l’abitacolo tramite il condizionatore per intaccare ulteriormente l’autonomia residua. 

Cose da sapere

Come effettuare la manutenzione invernale del motore per le auto diesel?

 Il gasolio rischia di congelare quando la colonnina di mercurio scende sotto lo zero: per evitare questo problema si può acquistare un carburante con additivi che garantisce una maggiore resistenza al punto di congelamento, oppure un additivo da aggiungere al gasolio quando si effettua il pieno. 

È necessario riscaldare il motore prima di partire per le macchine a benzina?

Se l’auto ha qualche anno sulle spalle far riscaldare il motore prima di partire consentirà di far salire le temperature portando al giusto regime d’esercizio tutte le componenti. L’utilizzo di un olio con specifiche consigliate dalla Casa costruttrice sarà un ulteriore alleato nel preservare le componenti meccaniche del motore.  La pratica di far scaldare il motore prima di partire, invece, non è più consigliata sulle vetture moderne.

Come effettuare la manutenzione invernale del motore per le auto GPL?

Le vetture dotate di motore alimentato a GPL possono presentare nei mesi invernali problemi relativi all’accensione perché il Gas Propano Liquido tende a essere sensibile all’abbassarsi delle temperature. Tuttavia queste auto sono dotate di doppia alimentazione benzina – GPL, perciò in partenza sarà sufficiente scegliere la prima alimentazione per poi passare alla seconda una volta raggiunte le temperature di esercizio ottimali. 

A cosa serve il liquido antigelo?

Grazie al liquido antigelo, che dovrà essere versato all’interno del serbatoio del liquido refrigerante, si eviterà il congelamento del liquido di raffreddamento e si potranno prevenire eventuali danni alle componenti del motore. 

Quali accortezze utilizzare con le auto elettriche in inverno?

L’autonomia delle batterie delle auto elettriche può risentire delle temperature rigide. Il consiglio è quello di tenere la vettura collegata alla presa di ricarica sino a poco prima della partenza, così da avere le batterie in temperatura ed evitare crolli nell’autonomia ed evitare di preriscaldare l’abitacolo tramite il condizionatore per intaccare ulteriormente l’autonomia residua. 

Sanificazione auto: tutti i consigli per igienizzare il proprio veicolo

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L’auto privata resta il mezzo di trasporto più sicuro in tempi di emergenza sanitaria, anche se non bisogna mai dimenticare che il Covid-19 è in grado di resistere fra le tre ore e i tre giorni a seconda della superficie. Per questo motivo è necessario disinfettare e sanificare la propria autovettura, a maggior ragione se i passeggeri che trasportiamo non fanno parte del nostro nucleo familiare. Inoltre nell’abitacolo si depositano pollini e allergeni che creano problemi a un numero sempre maggiore di persone.

La prima cosa da fare è rivolgersi a un professionista, come il nostro partner Wash Out, per una prima decontaminazione della vettura: dopo questa operazione risulterà più facile procedere con periodiche purificazioni dell’abitacolo attraverso il fai da te. Sarebbe opportuno effettuare la sanificazione completa – con ozono, vapore o spray – almeno ogni tre mesi, compresa la sterilizzazione integrale dell’impianto di climatizzazione.

I consigli delle autorità

La sanificazione dell’abitacolo è un’operazione molto delicata che richiede l’utilizzo di prodotti specifici a seconda della superficie per non danneggiare i rivestimenti dell’auto e andrebbe eseguita tenendo presenti le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità. La soluzione ottimale sarebbe quella di rivolgersi ai centri specializzati, soprattutto in presenza di superfici in pelle e di inserti in materiali pregiati.

Le autorità raccomandano l’utilizzo di prodotti a base di alcol, efficaci contro virus e batteri, ma non invasivi come candeggina e amuchina, che potrebbero rovinare i rivestimenti della macchina. Viene anche consigliato di avere sempre in auto un panno in microfibra e l’alcol, in modo da poter disinfettare le superfici principali ogni volta che si sale a bordo, pulendo volante, maniglia della portiera, pomello del cambio e comandi della plancia.

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Fai da te con i prodotti di uso comune

Se scegliamo questa opzione ci serviranno una bacinella, acqua calda, bicarbonato di sodio, sapone per i piatti, spugna in microfibra e un panno sterilizzato o un rotolo di carta assorbente usa e getta oltre a guanti e mascherina, da indossare sempre quando ci dedichiamo alla pulizia dell’abitacolo. Nell’acqua calda mettiamo due cucchiai di bicarbonato e altrettanti di detersivo per piatti, immergiamo la spugna e la passiamo su tutte le superfici stando attenti ad evitare lo sgocciolamento. Iniziamo con le zone che vengono toccate più frequentemente come volante, leva del cambio, freno a mano e cinture di sicurezza per poi dedicarci ai comandi del sistema multimediale, alle aste dei tergicristalli, agli indicatori del parabrezza, ai pannelli delle portiere, alle maniglie interne e tutti i rivestimenti, compresi quelli più difficili da raggiungere. È consigliabile pulire anche l’esterno dell’auto, sia le maniglie delle porte sia la maniglia del portellone posteriore. Alla fine di questa procedura, dobbiamo soltanto asciugare i rivestimenti, la tappezzeria e le varie superfici lavate, con il panno o con la carta assorbente, avendo cura di mantenere i finestrini abbassati per alcuni minuti.

I negozi e i siti internet specializzati offrono prodotti specifici per la sanificazione dell’auto: se optiamo per questa soluzione, prima di procedere, è necessario leggere con attenzione le indicazioni per l’uso, assicurandoci che il prodotto sia adatto per i materiali presenti all’interno dell’auto.

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Fai da te usando gli spray

Possiamo igienizzare la nostra vettura anche con spray sanificanti che contengono sostanze antibatteriche e antimicrobiche. Per eliminare possibili tracce di covid-19 bisogna verificare la presenza di cloro, alcol etilico o isopropilico e usare prodotti raccomandati dal Ministero della Salute.

Prima di tutto bisogna chiudere i finestrini del veicolo e spruzzare il prodotto nei tubi dell’impianto di climatizzazione e nel resto dell’abitacolo. Lo spray deve essere sparso ovunque senza esagerare, va applicato sulle superfici interne, sui sedili e negli scompartimenti, utilizzando una mascherina per evitare l’inalazione del composto. Dopo averlo spruzzato dobbiamo accendere il motore tenendo i finestrini sempre chiusi, attivare l’aria condizionata alla massima potenza con il ricircolo per circa 15 o 20 minuti e aprire tutte le bocchette.

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Per ogni superficie il prodotto corretto

Da non usare, inoltre, prodotti a base di ammoniaca come quelli di colore blu per pulire i vetri che tendono a rompere il materiale vinilico del cruscotto, rendendolo appiccicoso quando sottoposto a calore e luce. Meglio, nel caso non si sia in possesso dei prodotti più adatti, preferire una semplice soluzione di acqua e sapone, che consente comunque di effettuare una buona igienizzazione dell’interno della vettura.

Lo stesso vale se avete rivestimenti in pelle: usate prodotti specifici per non causare aloni o invecchiamento della superficie trattata e assicuratevi sempre di spruzzare il prodotto sul panno e non direttamente sui rivestimenti da trattare.

Panni usa e getta

Un ultimo consiglio va al tipo di panno con cui applicare il prodotto per sanificare l’ambiente. Infatti, per evitare rischi, conviene utilizzare un normalissimo rotolo di carta assorbente da casa usa e getta. Così, finite le operazioni, ci si libera di ogni oggetto. Alla fine, tolti guanti e mascherina, ricordatevi di lavare a fondo le mani e il gioco è fatto.

Come suggerisce Wash Out inoltre: “Per concludere la procedura di purificazione della vettura suggeriamo l’acquisto e l’utilizzo di un igienizzante spray con azione biocida per l’impianto di condizionamento della vettura”. A pensarci bene, anche quando la pandemia sarà finita, non sarebbe male ogni tanto pulire a fondo la propria auto.

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