Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto

Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto 3

Nella scelta degli pneumatici estivi più adatti per la tua auto, affidarsi a marchi conosciuti è il miglior modo per garantire sicurezza e prestazioni ottimali al tuo veicolo.

Con l’estate 2025 alle porte, diventa fondamentale comprendere quali sono i profili migliori che possono massimizzare l’aderenza su asfalto caldo, migliorare la resistenza all’aquaplaning e ottimizzare i consumi della tua auto.

Scegliere le gomme estive giuste non è solo una questione di conformità alla normativa (che ne prevede l’obbligo dal 15 aprile al 15 maggio), ma un vero e proprio investimento in termini di sicurezza, efficienza energetica e durabilità che può fare la differenza nella tua esperienza di guida quotidiana.

Nelle prossime righe vedremo quindi quali sono i migliori profili per l’estate 2025, grazie anche al prezioso aiuto degli esperti di Norauto, leader italiano nella vendita di pneumatici e ricambi auto online, di cui ti consigliamo anche di visitare la relativa pagina dedicata alle gomme estive disponibile sul sito web ufficiale.

Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto

Quando montare gli pneumatici estivi

La normativa italiana stabilisce che il cambio gomme da invernali a estive debba essere effettuato obbligatoriamente entro il 15 maggio, con un periodo di tolleranza che inizia dal 15 aprile, permettendo così agli automobilisti di organizzarsi senza correre il rischio di sanzioni che possono variare da 422 a 1.695 euro. 

Posticipare il cambio oltre questa data non solo espone a multe salate, ma rappresenta un serio pericolo per la sicurezza, poiché le mescole morbide degli pneumatici invernali non sono progettate per resistere alle alte temperature estive, causando un deterioramento accelerato e una significativa riduzione delle prestazioni in termini di aderenza e spazi di frenata. 

I profili invernali utilizzati durante l’estate generano un maggiore attrito con l’asfalto, aumentando notevolmente i consumi di carburante e riducendo le prestazioni del veicolo, con un impatto negativo sia sull’ambiente che sul portafoglio dell’automobilista attento all’efficienza.

 

Caratteristiche degli pneumatici estivi

Gli pneumatici estivi si distinguono per una mescola più dura e tasselli meno profondi rispetto ai modelli invernali, caratteristiche specificamente progettate per garantire la massima aderenza su asfalto caldo e asciutto, migliorando significativamente la stabilità e la manovrabilità del veicolo.

Il loro battistrada presenta scanalature longitudinali e trasversali ottimizzate per un efficace drenaggio dell’acqua, riducendo drasticamente il rischio di aquaplaning anche durante i temporali estivi improvvisi, un aspetto cruciale per la sicurezza che spesso viene sottovalutato nella scelta degli pneumatici.

Grazie alla loro struttura ingegnerizzata per le alte temperature, questi profili offrono una minore resistenza al rotolamento, che si traduce non solo in un risparmio di carburante quantificabile tra il 5% e il 7%, ma anche in una significativa riduzione delle emissioni di CO2, contribuendo a un’esperienza di guida più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. 

Altro vantaggio non trascurabile è il comfort acustico superiore: la composizione più dura degli pneumatici estivi contribuisce a ridurre il rumore di rotolamento, rendendo ogni viaggio notevolmente più silenzioso e piacevole, un fattore particolarmente apprezzato durante i lunghi tragitti autostradali tipici delle vacanze estive.

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Migliori pneumatici estivi Premium

Nel panorama Premium del 2025, il Continental PremiumContact 7 domina la classifica con un eccezionale 75/100 nei test indipendenti, conquistando il titolo di “Migliore del Test” grazie a spazi di frenata ridottissimi (33,7m su asciutto, 27,4m su bagnato). 

Accanto a questo campione troviamo il Michelin Pilot Sport 5 con la sua rivoluzionaria struttura in aramide-nylon che garantisce precisione di guida eccezionale e reattività migliorata del 10%. 

Goodyear propone anche l’Eagle F1 Asymmetric 6 che, grazie alla sua composizione arricchita di resine innovative, offre un grip superiore del 20% e comfort acustico notevole. Meritano attenzione anche il Pirelli P Zero con la sua esclusiva tecnologia anti-rumore e il Bridgestone Potenza Sport, la cui formulazione con nanoparticelle di silice riduce la resistenza al rotolamento del 15%, ottimizzando sensibilmente i consumi.

Migliori pneumatici estivi Midrange

La fascia Midrange propone eccellenti alternative con ottimo rapporto qualità-prezzo, come l’Hankook Ventus S1 evo3 dotato di mescola ProDurable che estende la vita del battistrada del 15% mantenendo prestazioni costanti. 

Notevole anche il Firestone Roadhawk con il suo innovativo sistema Pulse Groove che ottimizza il drenaggio dell’acqua, mentre l’Uniroyal RainSport 5 si distingue per l’innovazione bio-ispirata Shark Skin, perfetta per chi affronta frequentemente strade bagnate. Completano l’offerta il versatile Dunlop Sport Maxx RT2 con la sua tecnologia multi-mescola che bilancia perfettamente prestazioni su asciutto e bagnato, e il Sava Intensa HP2 che, grazie al battistrada asimmetrico di nuova concezione, assicura stabilità eccellente in tutte le condizioni climatiche.

Pneumatici economici di qualità

Nel segmento economico 2025 spiccano alternative sorprendentemente valide, come il Trazano Z-107 che combina comfort di guida con efficienza energetica grazie alla sua struttura avanzata e alla mescola ottimizzata per l’aderenza sul bagnato. 

Il Fulda EcoControl HP rappresenta la scelta ideale per chi cerca risparmio a lungo termine, riducendo i consumi del 7% senza compromettere la sicurezza. 

Per chi affronta spesso piogge improvvise, l’Headway HU901 offre un sistema di dispersione dell’acqua paragonabile a quello di pneumatici premium, mentre l’Ovation VI-388, con la sua innovativa formulazione arricchita di silice, dimostra che anche le opzioni budget possono garantire equilibrio tra durata, comfort e prestazioni senza sacrificare gli aspetti cruciali della sicurezza stradale.

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Alla scoperta degli pneumatici Norauto Prevensys 4

Gli pneumatici Norauto Prevensys 4 rappresentano l’ultima generazione di gomme estive del marchio, prodotti al 100% in Europa con il 5% di materiali riciclati, concepiti per offrire prestazioni superiori rispetto al modello precedente in termini di aderenza, durata, comfort e risparmio, il tutto mantenendo un rapporto qualità-prezzo estremamente competitivo. 

La loro tecnologia anti-aquaplaning avanzata garantisce un controllo ottimale del veicolo anche in condizioni di forte pioggia, mentre la mescola del battistrada ottimizzata con un basso tasso di abrasione permette un maggiore chilometraggio e una longevità superiore, caratteristiche confermate dai 6 speciali indicatori di allineamento integrati che consentono di verificare facilmente eventuali disallineamenti, prevenendo l’usura irregolare degli pneumatici. 

La spalla interna ed esterna chiusa è stata progettata per ridurre al minimo la rumorosità, mentre le scanalature laterali di ampiezza diversa nella zona della spalla permettono un bilanciamento delle frequenze, elementi che, combinati con la nuova mescola che ottimizza la trasmissione della forza dallo pneumatico alla strada, garantiscono non solo un notevole comfort acustico ma anche una significativa riduzione dei consumi di carburante. 

Presso i centri Norauto, oltre all’acquisto dei Prevensys 4 a prezzi vantaggiosi, è possibile usufruire di servizi professionali di montaggio, equilibratura e convergenza, operazioni fondamentali per garantire la massima sicurezza e il rendimento ottimale degli pneumatici, effettuate da tecnici specializzati con attrezzature all’avanguardia che assicurano precisione e affidabilità in ogni fase dell’installazione.

Come scegliere gli pneumatici estivi giusti

Per scegliere il profilo perfetto per la tua auto, è fondamentale verificare le dimensioni adatte consultando il libretto di circolazione, dove troverai una sezione dedicata con le misure omologate per il tuo veicolo, garantendo così la perfetta compatibilità e il rispetto delle normative vigenti. 

In alternativa, controlla la banda laterale delle gomme attuali, identificando i tre valori chiave: larghezza in mm (es. 205), altezza come percentuale (es. 55) e diametro in pollici (es. R16), un passaggio essenziale per la sicurezza del veicolo. 

Non dimenticare di verificare anche l’indice di carico e l’indice di velocità, che devono essere uguali o superiori a quelli prescritti nel libretto per garantire massima sicurezza. Il configuratore online Norauto semplifica tutto: inserisci targa o modello dell’auto per visualizzare solo pneumatici compatibili, con opzioni di consegna gratuita o ritiro in negozio disponibile già un’ora dopo l’acquisto.

Quando sostituire gli pneumatici estivi

Gli esperti del settore raccomandano di non aspettare che il battistrada raggiunga il minimo legale di 1,6 mm, ma di anticipare il cambio quando si scende sotto la soglia dei 3 millimetri.

Non trascurare l’età delle gomme: anche con battistrada adeguato, pneumatici che superano i 5-6 anni possono presentare deterioramenti invisibili come microfessure e indurimenti della mescola che ne compromettono l’efficacia in situazioni critiche. 

Altrettanto importante è monitorare la distribuzione dell’usura: un consumo irregolare del battistrada spesso segnala problemi di allineamento o bilanciamento delle ruote che, se ignorati, accelerano il deterioramento degli pneumatici, causano vibrazioni, riducono la stabilità e aumentano i consumi, impattando negativamente sia sulla sicurezza che sul portafoglio.

Perché acquistare gli pneumatici estivi su Norauto.it

Norauto si distingue come partner ideale per la cura e la manutenzione della tua auto, offrendo non solo una vasta gamma di pneumatici di qualità ma anche prezzi competitivi tutto l’anno, garantendo sempre il massimo risparmio senza compromettere la sicurezza, con opzioni che spaziano dai modelli Premium fino a soluzioni più economiche ma comunque affidabili. 

Il servizio di Garanzia Norauto permette di proteggere i tuoi pneumatici a vita contro i danni accidentali (esclusi i modelli per vetture 4×4, trasporto leggero e Runflat), mentre il Tyre Hotel offre la possibilità di depositare gli pneumatici invernali durante la stagione calda e viceversa, conservandoli in condizioni ideali di temperatura e umidità per garantirne la perfetta conservazione, un servizio particolarmente apprezzato da chi vive in appartamento o non dispone di spazio adeguato per lo stoccaggio. 

L’esperienza d’acquisto è ulteriormente arricchita dalla possibilità di scegliere tra la spedizione gratuita a domicilio per gli pneumatici o il ritiro presso il centro Norauto più vicino a partire da un’ora dopo l’acquisto, con servizi professionali di montaggio, equilibratura e controllo pressione effettuati da tecnici specializzati, disponibili con orario continuato tutta la settimana, domenica inclusa, per adattarsi perfettamente alle esigenze e agli impegni di ogni automobilista.

Articolo in collaborazione con Norauto

NUOVA FORD KUGA: tecnologia e sicurezza senza compromessi

NUOVA FORD KUGA: tecnologia e sicurezza senza compromessi 8

Fin dal lancio della prima generazione, risalente al 2008, Ford Kuga rappresenta uno dei modelli più importanti per Ford. Non soltanto, infatti, è stata una delle vetture di maggior successo del marchio americano, ma ha anche introdotto per prima numerose tecnologie che sono state poi adottate sul resto della gamma.

Oggi Ford Kuga si rinnova. Giunta alla terza generazione, si sottopone a un interessante restyling che le consente di restare al passo con i tempi sia dal punto di vista dello stile sia dal punto di vista dei contenuti. Questi ultimi, in particolare, sottolineano l’impegno di Ford su molti fronti, inclusi quelli inerenti l’infotainment e l’elettrificazione. Ma andiamo con ordine.

Ford Kuga: gli esterni

La nuova Ford Kuga resta fedele all’attuale sia per quanto riguarda le forme sia per quanto riguarda le proporzioni. Si rinnova però nel design, che è stato rivisto specialmente nella parte frontale. Davanti debutta una nuova calandra che ha dimensioni maggiori e che è ora impreziosita da una sottile striscia luminosa a LED nella parte alta, che crea un’inedita firma luminosa che collega idealmente i gruppi ottici anteriori. I nuovi fari Matrix Full Led adattivi e predittivi sfruttano sia i dati provenienti dal GPS sia quelli rilevati da una telecamera anteriore, per disegnare un fascio luminoso che si modifica in tempo reale in funzione delle condizioni del traffico per garantire sempre la massima visibilità anche in condizione di buio. Restando all’anteriore, cambia anche il paraurti, che su alcune versioni è dotato di fregi argentati che trasmettono un senso di maggiore solidità all’insieme.

Ford Kuga cambia anche nella parte posteriore. Qui le modifiche si concentrano sui nuovi gruppi ottici e sul diffusore, posizionato nella zona bassa del paraurti. Interessante, infine, la scelta di eliminare la maniglia di apertura del portellone: è stata integrata nella palpebra sopra la targa e rende le linee ancora più pulite ed eleganti.

Ford Kuga: gli interni

Come da tradizione, Ford Kuga offre tanto spazio a bordo. Lunga ancora 4,60 metri, ottimizza ulteriormente i centimetri a disposizione introducendo una seconda fila di sedili che scorre longitudinalmente e che, in caso di necessità, consente di aumentare la capacità di carico anche di 140 litri Così, anche con tutti gli schienali in posizione verticale, il vano posteriore ha una capienza compresa tra i 412 e i 536 litri, in funzione della motorizzazione.

Come detto, con il restyling la nuova Ford Kuga presenta un’estetica rinnovata, ma è dentro l’abitacolo che concentra le novità più rilevanti. L’ambiente interno non è stato rivoluzionato dal punto di vista dell’organizzazione dello spazio e dei materiali, già di livello molto alto, ma è stato impreziosito di una dotazione tecnologica profondamente aggiornata.

Ford Kuga: l’infotainment

A bordo, il vero protagonista è il sistema di infotainment Sync 4 con schermo touch che ora raggiunge i 13”2. Posizionato a sbalzo al centro della plancia, per garantire la massima facilità di consultazione, offre lo standard 5G, assicurando un ancor più alto livello di connettività con i moderni smartphone. In questo senso, non mancano Apple CarPlay e Android Auto, entrambi in versione wireless. L’infotelematica, che ben si sposa con l’head-up display e con il secondo monitor a bordo, quello dedicato alla strumentazione, può contare inoltre sulla presenza della navigazione connessa, in grado di offrire avvisi su traffico, meteo e pericoli di vario genere e di proporre alternative di percorso più convenienti per giungere alla meta. Di serie Ford Kuga dispone anche di Alexa Built-in, assistente vocale evoluto che permette di dialogare con la vettura in modo naturale e, addirittura, di controllare dispositivi di domotica direttamente dall’abitacolo.

Ford Kuga: la sicurezza

Ma la tecnologia a bordo della nuova Ford Kuga non è solo quella dedicata all’infotainment. L’auto pone infatti molta attenzione ai dispositivi di sicurezza attiva e offre sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione. Tra questi spicca un rinnovato e più evoluto Cruise Control che, sfruttando la ricca suite di ADAS presente a bordo, è ora in grado di accompagnare nella guida con funzioni inedite. Ad esempio, può intervenire sui freni per diminuire l’andatura in prossimità di una curva o di un incrocio, migliorando anche la fluidità generale della marcia.

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A questo si aggiunge una nuova telecamera a 360 gradi che, con una maggiore definizione rispetto al passato, consente di avere una visione precisa di ciò che circonda la vettura. Elemento questo di grande utilità non solo in fase di parcheggio, ma anche, ad esempio, quando si sta attaccando un rimorchio o si sta entrando in un lavaggio.

Restano disponibili, naturalmente, tra gli altri, il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, il mantenimento della carreggiata con Lane Centering, il rilevamento pedoni e ciclisti con assistenza alla frenata d’emergenza, il riconoscimento della segnaletica stradale.

Ford Kuga: i motori

Con il restyling, Ford Kuga compie un ulteriore passo verso l’elettrificazione. L’auto saluta la motorizzazione a gasolio e mantiene efficienti varianti ibride, sia full hybrid sia plug-in hybrid. Partiamo proprio da quest’ultima, che è stata ulteriormente migliorata per percorrere fino a 69 km in modalità completamente elettrica (88 se si affrontano esclusivamente percorsi cittadini). L’auto è spinta da un motore a benzina da 2,5 litri di cilindrata abbinato a un’unità elettrica e il sistema, complessivamente, scarica a terra (attraverso le ruote anteriori) la bellezza di 243 CV. A fronte di tali livelli di potenza, questa versione PHEV dichiara consumi compresi tra gli 0,9 e gli 1,2 litri per 100 km ed emissioni di CO2 di appena 20-28 g/100 km.

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In alternativa, sempre con motore benzina da 2,5 litri, si può scegliere la Kuga Hybrid, disponibile sia a trazione anteriore sia a trazione integrale. Ha potenze, rispettivamente, di 180 e 183 CV e consumi che nel primo caso si aggirano intorno ai 5,3-6,2 l/100 km e nel secondo caso intorno ai 5,7-6,4 l/100 km.  Alla base dell’offerta resta la versione 1,5 EcoBoost a trazione integrale che ha una potenza di 150 CV e che richiede tra i 6,3 e i 7,2 litri di benzina per percorrere 100 km.

Ford Kuga: gli allestimenti

La versione restyling della terza generazione della Ford Kuga si presenta a listino con 5 diversi allestimenti: Titanium, ST-Line, ST-Line X, Active e Active X. Le versioni Titanium offrono di serie cerchi in lega da 17”, barre al tetto, vetri posteriori oscurati, fari full-Led con abbaglianti automatici, sistema di apertura porte e accensione motore keyless e, dentro, clima automatico bi-zona, infotainment con touchscreen da 13”2, ricarica wireless, cruise control, mantenimento della carreggiata, frenata d’emergenza, sensori di parcheggio e retrocamera.

A salire, la Kuga ST-Line aggiunge cerchi in lega da 18”, volante e altri dettagli sportivi e assetto specifico. La Kuga ST-Line X si arricchisce ulteriormente offrendo portellone posteriore elettrico, pedaliera in alluminio, telecamera a 360 gradi. Il pacchetto dedicato alla sicurezza accoglie inoltre cruise control adattivo, monitoraggio dell’angolo cieco e assistenza al parcheggio. Le versioni top di gamma Active e Active X, infine, aggiungono cerchi in lega da 18” con design dedicato, il riconoscimento della segnaletica verticale e dei limiti di velocità, il monitoraggio del livello di stanchezza del conducente e la possibilità di scegliere tra diverse modalità di guida. Le due versioni si differenziano tra loro per una diversa cura estetica, con la Active X impreziosita da una serie di dettagli e caratterizzata da un assetto leggermente più alto rispetto agli altri allestimenti a listino.

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Ford Kuga: i prezzi

La nuova Ford Kuga ha un prezzo di partenza di 36.000 euro. A questa cifra è offerta la versione 1.5 Ecoboost in allestimento Titanium. Per la stessa motorizzazione, in allestimento ST-Line, il prezzo è di 37.500 euro. La Ford Kuga ST-Line X, sempre con il 1.5 Ecoboost, costa invece 41.000 euro.

Se si preferisce la versione full-hybrid spinta dal 2.5 da 180 CV, che parte dall’allestimento Titanium, si devono mettere in conto 38.750 euro, che diventano 40.250 per la ST-Line. La ST-Line X costa 43.750, mentre per Active e Active X si devono mettere in conto 40.250 e 43.750 euro. La stessa versione ibrida, ma con 4 ruote motrici, ha invece questi prezzi di partenza: 41.000 euro (Titanium); 42.500 euro (ST-Line); 46.000 euro (ST-Line X); 42.500 euro (Active); 46.000 (Active X).

Le motorizzazioni plug-in hybrid, infine, hanno prezzi che vanno dai 41.750 euro dell’allestimento Titanium ai 49.750 euro degli allestimenti ST-Line X e Active X. In mezzo si trovano le varianti ST-Line e Active, entrambe a 46.250 euro.

Articolo in collaborazione con Ford

Lamborghini Huracan STO: prezzo, dimensioni e prova su strada

Lamborghini Huracan STO: prezzo, dimensioni e prova su strada 8

Potremmo passare ore a snocciolare i numeri della scheda tecnica della Lamborghini Huracan STO, ma per farvi capire quanto questa supercar sia estrema, vi basti sapere che si tratta, di fatto, di una vettura da gara con le targhe. La STO è infatti la variante più prestazionale della Lamborghini Huracan. Il suo nome rappresenta l’acronimo di Super Trofeo Omologata ed è nata proprio dall’esperienza di Lamborghini in pista con il Super Trofeo. Rappresenta una vera e propria auto da corsa omologata per la strada, capace di offrire un’esperienza di guida molto vicina a quella che si può provare sulla versione da competizione della Huracan.

Ecco la scheda tecnica della Lamborghini Huracan STO:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2
 Bagagliaio n.d.
 Alimentazione benzina
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 640/470
 Prezzo (da) 310.000 €
INDICE
 Novità 2023
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Prova su strada
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

In occasione delle World Finals 2023 di Vallelunga, Lamborghini ha svelato l’esemplare unico della Huracán STO SC 10° Anniversario, un tributo significativo ai 10 anni di attività della Squadra Corse, nato all’interno del reparto Opera Unica Lamborghini Ad Personam. La vettura sfoggia una livrea ispirata alla SC63 che gareggerà nel WEC 2024, combinando le tonalità del Verde Mantis e del Nero Noctis con il tricolore italiano. Elementi distintivi comprendono i loghi della Squadra Corse e un esclusivo pacchetto esterno in carbonio con finiture Rosso Mars. L’interno, rifinito con cura, vanta sedili in Alcantara Nero Ade con cuciture Verde Fauns, cinture di sicurezza a quattro punti e rollbar in alluminio. Il parafiamma, rivestito in carbonio, ospita una targhetta commemorativa.

Sul fronte delle prestazioni, la Huracan STO SC 10° Anniversario beneficia dell’esperienza di Lamborghini nelle competizioni. Nonostante non siano state annunciate modifiche specifiche al motore V10, è stato integrato uno scarico Akrapovic in titanio. L’auto dispone inoltre di un assetto e di soluzioni aerodinamiche ulteriormente affinati, con nuovi componenti sviluppati per massimizzare l’efficienza. All’anteriore, troviamo dei flick aggiuntivi, mentre l’ala posteriore è inclinata di ulteriori 3 gradi per bilanciare la maggiore forza di deportanza. Infine, il sistema di sospensioni rinuncia al controllo elettronico integrato a favore di nuovi ammortizzatori regolabili a quattro vie, abbinati a pneumatici Bridgestone semi-slick dalla mescola specifica .

Rispetto ad una “normale” Huracan la STO non si discosta molto in termini di dimensioni. Nonostante il grande lip nella parte bassa del paraurti e l’enorme alettone nel posteriore, la lunghezza si attesta sui 4,54 metri, per una larghezza di 1,94 metri e un’altezza di appena 1,22 metri. Ma dimensioni a parte, ciò che più impressiona sulla STO è il peso. Grazie al profondo lavoro svolto dai tecnici Lamborghini, l’ago della bilancia qui si ferma ad appena 1.339 kg. Per darvi un’idea di quanto sia incredibile questo dato, vi basti pensare che una Volkswagen Golf pesa circa 1.400 kg. Un risultato ottenuto grazie all’ampio utilizzo di fibra di carbonio, utilizzata per buona parte dei pannelli della carrozzeria e degli interni.

Dimensioni
Lunghezza 4.547 mm
Larghezza 1.945 mm
Altezza 1.220 mm
Passo 2.620  mm
Peso 1.339 kg

Confondere la Huracan STO con qualsiasi altra Huracan a listino è praticamente impossibile. Questo perché la variante più estrema del modello è stata sottoposta ad un profondo lavoro di affinamento aerodinamico, che ha portato allo stravolgimento di diversi elementi della carrozzeria. Partendo dalla parte frontale, qui debutta il cofango, ovvero un’unica componente ad apertura controvento, che ingloba cofano, parafanghi e paraurti anteriori. Un unico grande pesso di carbonio che aiuta così a contenere il peso. Sui parfanghi, poi, sono presenti apposite aperture in grado di scaricare la pressione che si genera all’interno degli archi ruota, mentre nella parte bassa del paraurti un lip molto pronunciato contribuisce a mantenere l’anteriore ancorato al terreno.

Nella vista laterale spicca la mancanza delle prese d’aria posizionate subito dietro l’abitacolo. Qui a dare aria al poderoso V10 aspirato ci pensa la grande airscope posizionata proprio sopra il vano motore. In coda, poi, la protagonista è la grande ala in fibra di carbonio con attaccatura a cigno. Questa è dotata di profilo regolabile su tre posizioni e da sola è in grado di assicurare un carico verticale di 420 kg a 280 km/h. Inoltre, a garantire un ancora maggiore downforce, l’ala lavora in accordo con il pronunciato estrattore posteriore, posizionato subito sotto il paraurti.

Racing. Non esiste termine più adatto per descrivere in una parola gli interni della Lamborghini Huracan STO. L’abitacolo è un tripudio di Alcantara e fibra di carbonio e a rendere il tutto ancora più corsaiolo ci pensano le maniglie delle portiere sostituite da due piccoli laccetti rossi. I sedili, manco a dirlo, sono in fibra di carbonio e sono molto contenitivi, ma non stancano nemmeno dopo molte ore di guida. Bisogna solo fare un po’ l’abitudine con la scarsa visibilità: il parabrezza molto inclinato non permette di capire dove finisce il muso dell’auto, mentre la visuale posteriore è quasi completamente ostacolata dalla presenza della grande presa d’aria sopra il vano di carico. Di fatto, per guardare dietro occorre affidarsi quasi esclusivamente agli specchietti laterali.

Ma nonostante l’impostazione racing degli interni, non manca comunque un tocco tecnologico ben rappresentato dalla presenza di un quadro strumenti digitale che riporta in bella vista il contagiri e la marcia innestata, indipendentemente dalla modalità di guida selezionata. Sul tunnel centrale, invece, trova posto lo schermo del sistema di infotainment a sviluppo verticale. Da qui è possibile tenere sotto controllo i principali dati di funzionamento della vettura in tempo reale, oltre alle varie funzioni del sistema multimediale (ci sono anche Apple CarPlay e Android Auto) e del climatizzatore. Poco invece lo spazio per riporre chiavi, cellulare e portafogli.

A spingere la Lamborghini Huracan STO ci pensa l’intramontabile 5.1 V10. Un’unità che ha fatto la storia del costruttore di Sant’Agata Bolognese. Si tratta di un propulsore rigorosamente ad aspirazione naturale, capace in questa configurazione di sviluppare una potenza massima di 640 CV a 8.000 giri al minuto per 565 Nm di coppia. Numeri che se uniti ad un peso di appena 1.339 kg, assicurano un rapporto peso/potenza di appena 2,09 kg/CV. Tutta la potenza del propulsore viene scaricata sulle sole ruote posteriori e permette di scattare da 0 a 100 km/h in 3 secondi netti, da 0 a 200 km/h in 9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 310 km/h.

Ammettiamolo, citare i consumi quando si parla di una vettura come la Huracan STO è un po’ ridicolo. Ad ogni modo, per dovere di cronaca, vi diciamo che Lamborghini per il suo bolide a 10 cilindri dichiara una media di circa 7 km/l. C’è da dire che nel corso del nostro test, nei trasferimenti autostradali a velocità di codice siamo riusciti a registrare una media di poco inferiore ai 9 km/l grazie al sistema di disattivazione dei cilindri ai carichi parziali. Ma andare piano con un’auto del genere non è per nulla facile e se si spinge, non è così difficile vedere il consumo istantaneo segnare meno di 2 km/l.

Lamborghini Huracan STO: prezzo, dimensioni e prova su strada 3

Quando mi sono messo al computer per scrivere questa prova mi sono chiesto più volte con quali parole avrei potuto trasmettere il potenziale prestazionale della Lamborghini Huracan STO. Ma non è facile descrivere certe emozioni. Quindi, vi darò un dato che, a mio modesto parere, vale più di qualsiasi parola. Pensate che sul tracciato di Daytona la Huracan GT3 EVO, ovvero la variante da competizione, ha girato in 1’46”e 40, mentre la STO ha fermato il cronometro appena 2 secondi dopo. Due secondi. e stiamo parlando di un’auto stradale, con gomme stradali. Giusto per darvi un tempo di paragone, pensate che la Huracan Performante ha girato 4 secondi più lenta della STO. Numeri a parte, la Huracan STO è davvero una delle poche auto in grado di assicurare un’esperienza di guida tanto vicina ad un auto da competizione, pur rimanendo omologata per la circolazione su strada. Tutte e tre le modalità disponibili sono tarate per offrire sempre e comunque il massimo delle prestazioni. Da quella di partenza “STO”, fino ad arrivare a quella pensata per la pioggia “Wet”. Ma è in “Trofeo” che si sprigiona la vera anima della Huracan più estrema di sempre.

Lamborghini Huracan STO: prezzo, dimensioni e prova su strada 14

Il propulsore, nonostante sia un aspirato, assicura una buona spinta anche nella parte bassa del contagiri, ma è oltre i 5.500 giri che diventa un vero e proprio mostro, con lo scarico che urla all’impazzata proprio dietro la mia testa e il calore generato dal V10 che lentamente invade l’abitacolo nonostante il climatizzatore sparato al massimo. E poi c’è il cambio, che in una frazione di secondo e con un bel calcio che ti arriva dritto sul collo, passa da un rapporto all’altro senza perdere nemmeno un briciolo della potenza che in quel momento il motore sta esprimendo. Ma forse ciò che sorprende di più è la messa a punto dell’assetto. La STO assorbe le buche meglio di quanto ci si aspetterebbe da un’auto che, di fatto, è pensata per la pista. Ma nonostante questo, resta precisa come una lama. Gli inserimenti sono fulminei, assicurati dal perfetto accordo tra uno sterzo precisissimo e un asse posteriore sterzante tarato davvero a puntino. Forse il migliore che io abbia mai provato. Il motivo? perché paradossalmente il suo intervento non si sente mai.  E se avete abbastanza fegato da tenere aperto (in pista naturalmente) riuscirete a sentire l’aerodinamica della vettura lavorare e contribuire all’incredibile grip che la STO sa regalare. Un capitolo a parte voglio dedicarlo alla frenata. L’impianto CCM-R rappresenta lo stato dell’arte degli impianti in carboceramica. Nasce dall’esperienza della Formula 1 e rispetto ad un normale impianto in carboceramica assicura il 60% in più di resistenza alle sollecitazioni 25% in più di potenza frenante. Il risultato? Per passare da 100 km/h a 0 bastano 30 metri.

Non esistono allestimenti per la Lamborghini Huracan STO. O meglio, ne esiste uno soltanto, già completo di tutto. I pochi e fortunati clienti del più corsaiolo dei Tori di Sant’Agata Bolognese possono però intervenire su moltissimi aspetti della vettura. Per quanto riguarda gli esterni si possono scegliere vernici, colori a contrasto, livrea ed adesivi, cerchi e pinze e dettagli in carbonio; quanto agli interni si può scegliere colore e finiture, sedili e cinture, tappetini, volante, elementi da racing ed altri dettagli. Ognuna di queste categorie di dotazioni presenta decine e decine di opzioni con cui personalizzare la propria Huracan.

  • Esperienza di guida: la Huracan STO regala l’esperienza di guida più vicina as un’auto da corsa che una vettura stradale possa regalare.
  • Prestazioni: 3 secondi da 0 a 100 km/h e 310 km/h di velocità massima. Serve altro?
  • Esclusiva: look fuori dagli schemi e produzione limitata. Gli ingredienti per mettersi al volante di un’auto davvero esclusiva ci sono tutti.

Di seguito ecco il listino prezzi della Lamborghini Huracan STO aggiornato a novembre 2023:

Lamborghini Huracan STO Prezzi
5.2 V10 640 CV 310.000 €

 

Auto divenute icona: Porsche 911

Porsche 911: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10

Tante vetture si sono ritagliate uno spazio importante nella storia dell’automobilismo, diventando vere e proprie icone, ma soltanto una ha saputo resistere all’avanzare del tempo e rimanere fedele all’idea iniziale, la Porsche 911. Questo modello sportivo, divenuto oramai leggendario e tuttora in produzione, ha da poco festeggiato 60 anni (portati benissimo): tutto inizia nel 1963 al Salone di Francoforte con un altro nome, 901, successivamente modificato in 911. La nuova creatura di Porsche irrompe sul mercato l’anno successivo e conquista tantissimi automobilisti sparsi in tutto il mondo grazie alle proprie caratteristiche: carrozzeria coupé 2+2, motore posteriore a sbalzo 6 cilindri boxer raffreddato ad aria da 130 CV, peso che supera di poco i 1.000 kg, trazione posteriore, sospensioni a quattro ruote indipendenti con barra di torsione, quattro freni a disco e cambio a quattro marce con la quinta opzionale.

Le sensazioni di guida, unite alla buona abitabilità e al design (rimasto praticamente invariato e divenuto il marchio di fabbrica della casa tedesca) che ha saputo attraversare a testa alta più di mezzo secolo, sono tra le chiavi del clamoroso successo della vettura tedesca, che non ne vuol sapere di andare in pensione. Pur restando fedele al progetto originale, è inevitabile che nel corso di tutti questi anni abbia ricevuto varie modifiche, ma le serie fondamentali restano due: le Porsche 911 con motore raffreddato ad aria (prodotte dal 1963 al 1997) e le 911 dei giorni nostri, realizzate a partire dal 1998.

Auto divenute icona: Porsche 911

La leggenda 911 inizia con un nome diverso

Porsche deve sostituire la 356, diventata ormai obsoleta, e al Salone dell’Automobile di Francoforte del 1963, presenta il primo esemplare prodotto, di colore giallo, della nuova vettura, chiamata 901: il pubblico e la stampa specializzata gradiscono, la Peugeot decisamente meno. La casa francese diffida i rivali dall’usare quella sigla, perché ha registrato i tutti i numeri a tre cifre con lo zero in mezzo da utilizzare per i propri modelli. Il marchio tedesco è costretto a cambiare nome in 911 a partire dal 10 novembre 1964: griffati 901 restano solo i primi 82 esemplari già venduti, quasi tutti allestiti artigianalmente, visto che la produzione di serie partì il 14 settembre del 1964. Una volta risolta la querelle del nome, la nuova Porsche è libera di sfrecciare, a tutto gas ovviamente, verso la gloria e la leggenda, grazie alla guida al limite e alle sensazioni uniche che trasmette agli automobilisti: il motore posteriore alleggeriva troppo l’anteriore e, secondo indiscrezioni dell’epoca, i fortunati possessori delle 911 mettevano nel bagagliaio alcuni sacchi di sabbia per darle maggiore stabilità.

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Le versioni Targa e Turbo consolidano il mito

Tra la 911 e gli automobilisti è amore a prima vista: le vendite premiano la casa tedesca che, nel 1966, sforna la 911 S da 160 CV; mentre l’anno seguente è la volta della 911 R, realizzata in sole 20 unità e caratterizzata dal motore twin spark da 210 cavalli e da un peso minore grazie alle portiere in alluminio e al carter in magnesio. A contribuire al mito della 911 è anche la versione Targa, a metà strada fra coupé e spider, introdotta nel 1965: fra i tratti distintivi troviamo il roll bar fisso che permette di rimuovere agevolmente il tettuccio e viaggiare con il vento tra i capelli. Il nome Targa fu scelto per rendere omaggio alla vittoria di Umberto Maglioli con la Porsche 550 Spyder alla Targa Florio, la prima affermazione del marchio di Stoccarda in una gara internazionale valida per il Campionato Mondiale Vetture Sport.

Nel 1975 viene svelata la mitica 911 Turbo, la prima Porsche con motore sovralimentato (3 litri con turbocompressore dotato di basamento in alluminio, cilindri in Nikasil e iniezione meccanica). Le linee sono più aggressive, con passaruota più ampi per poter montare pneumatici di misure maggiori; mentre allo spoiler posteriore e allo splitter anteriore più grande spetta il compito di assicurare maggiore stabilità alla vettura. Questa versione raggiunge i 100 km/h in 6,5 secondi e tocca la velocità massima di 251 km/h. L’aggiornamento del 1978 introduce il motore di 3.3 litri di cilindrata e 300 cavalli con iniezione elettronica.

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Dalla SuperCarrera all’ultima 911 raffreddata ad aria

Nel 1977 è la volta della 911 SC (SuperCarrera), la nuova entry level nella gamma del marchio (ma dalle prestazioni di tutto rispetto come i 233 km/h di velocità massima e lo 0-100 km/h in 6,3 secondi) che prende il posto di tutte le auto senza motore turbo: la standard, la S e la Carrera. I vertici di Porsche hanno in mente di produrre la 928, che avrebbe dovuto sostituire la 911, ma le vendite dell’auto, ormai diventata un mito, non accennano a diminuire e i manager sono costretti a fare un passo indietro: nel 1984 esordisce la 911 Carrera 3.2 con motore da 3.164 centimetri cubi da 231 CV e alimentazione a iniezione elettronica. Nel 1993 arriva l’ultima 911 con motore raffreddato ad aria, la serie 993, con motore boxer 6 cilindri più potente e velocità massima di 296 km/h.

Porsche 911: prezzi, dimensioni e caratteristiche 49

Dalla svolta del 1997 fino ai giorni nostri

Il 1997 è una data da segnare in rosso per gli appassionati Porsche: viene presentata la 996, la prima 911 con motore raffreddato ad acqua. La nuova vettura ha un propulsore boxer di 3,4 litri con 4 valvole per cilindro e 296 CV di potenza. Ai fan più integralisti non piacciono i cambiamenti estetici nella parte anteriore, con i nuovi fari a ogiva che prendono il posto dei tradizionali fanali tondi. Le contestazioni degli affezionati inducono i vertici della casa tedesca, nel 2005, a mandare in pensione la 996 per far posto alla 997, che presenta il ritorno dei fari tondi. La nuova vettura non riscuote grandi consensi e, nel 2011, viene sostituita dalla 991 con motore da 3.4 litri e 350 CV, nella versione Carrera, e propulsore da 3.8 litri e 400 CV, nella versione Carrera S. Questa variante della 911 è la prima vettura di serie del marchio ad avere il cambio manuale a sette marce. Nel 2018 è l’ora della 992, l’ultimo capitolo, fino a ora, della gloriosa 911: la nuova versione presenta fanali uniti tra di loro da un sottile led e una griglia di ventilazione del motore che si rifà alle 911 degli anni 80.

La Tesla Model Y è l’auto elettrica più venduta da inizio 2023

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 4

L’inizio del 2023 è tutto di Tesla Model Y. Il Suv di Elon Musk si conferma l’auto elettrica più venduta in Europa sia a marzo che nel primo trimestre di quest’anno. Secondo i dati diffusi da Jato, società inglese di analisi specializzata nel mercato delle quattro ruote, nei primi tre mesi del 2023 sono stati immatricolati 430.700 veicoli full electric. I numeri certificano la crescita del 33% rispetto allo stesso periodo del 2022. Le vetture Tesla hanno totalizzato il 28% delle immatricolazioni di auto elettriche nel mese di marzo e il 22% in tutto il trimestre. Toyota ha fatto registrare una crescita del 437% nel trimestre, grazie alle oltre 3.700 bZ4X vendute, anche se i volumi dei veicoli elettrici del colosso giapponese restano minimi.

In calo Tesla Model 3

Sono 71.683 gli automobilisti che hanno scelto Tesla Model Y nei primi tre mesi del 2023, consentendo al Suv elettrico di compiere un’impennata del 173% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; pareggiata solo da Volvo XC40, che però non va oltre la sesta posizione con 13.786 unità. A completare il podio troviamo Model 3 (19.621, -40%) e Volkswagen ID.3 (17.316, +105%). La berlina Tesla accusa la concorrenza della sorella a ruote alte e Felipe Munoz, Global analyst di Jato, prova a spiegare il perché. “Data la popolarità dei Suv, forse non sorprende che la Model Y sia aumentata in termini di domanda rispetto alla sua omologa berlina. L’aumento della produzione, insieme a un minor numero di problemi nella catena di approvvigionamento, ha permesso a Tesla di consegnare finalmente veicoli ai propri clienti al ritmo desiderato. La Model Y sarà probabilmente tra i cinque prodotti più venduti in Europa alla fine di quest’anno”, sottolinea l’esperto.

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute nel primo trimestre 2023

Passando in rassegna le posizioni dopo il podio nella classifica di vendita, notiamo la Volkswagen ID.4 (16.646, +52%), seguita da Dacia Spring (14.066, +56%) e Volvo XC40. C’è posto anche per l’Italia grazie a Fiat 500e (13.543, -1%) e alla cugina francese del gruppo Stellantis, la Peugeot 208 (13.266, +48%). Chiudono la graduatoria MG 4 (12.720) e Renault Megane (10.876).

  • Tesla Model Y: 71.683 (+173%)
  • Tesla Model 3: 19.621 (-40%)
  • Volkswagen ID.3: 17.316 (+105%)
  • Volkswagen ID.4: 16.646 (+52%)
  • Dacia Spring: 14.066 (+56%)
  • Volvo XC40: 13.786 (+173%)
  • Fiat 500e: 13.543 (-1%)
  • Peugeot 208: 13.266 (48%)
  • MG 4: 12.720 (nuova)
  • Renault Megane E-Tech Electric: 10.876 (+5.565)

Incentivi auto 2023: ecco tutto quello che c’è da sapere

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Sono partite lo scorso 10 gennaio le prenotazioni per gli incentivi auto 2023. Gli aiuti statali sono riservati a chi intende acquistare una vettura nuova elettrica, ibrida, benzina, diesel, metano o Gpl. Il bonus va da un minimo di 2.000 a un massimo di 5.000 euro.

Vediamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere per non farsi sfuggire l’aiuto statale, che è valido fino a esaurimento dei fondi stanziati. Per il 2023 lo Stato ha previsto 575 milioni di euro per l’acquisto di auto e 40 per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica domestiche e condominiali. Rispetto agli incentivi 2022, quest’anno non c’è più l’extra bonus del 50% per ibride plug-in ed elettriche riservato alle persone fisiche con Isee inferiore ai 30.000 euro. Per l’acquisto di auto nuove a benzina e diesel lo sconto è di 2.000 euro; per le ibride plug-in sale a 4.000 euro, fino a raggiungere i 5.000 per chi passa a una vettura elettrica.

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Come ottenere il bonus auto 2023

Beneficiare degli incentivi auto 2023 è facile: bisogna solo firmare un contratto di acquisto tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2023 (salvo esaurimento dei fondi); al resto ci pensano il concessionario o il rivenditore. Il dealer avrà il compito di prenotare il contributo sulla piattaforma online, applicare lo sconto al cliente e confermare l’operazione, attraverso l’immatricolazione, entro 180 giorni dalla data di apertura della prenotazione. Se i tempi di consegna si dovessero protrarre anche quest’anno, il Governo potrebbe concedere una proroga per l’immatricolazione fino a 270 giorni, misura adottata sia nel 2021 che nel 2022.

I fondi a disposizione divisi per fasce di emissioni di CO2.

  • 0-20 g/km di CO2

Ammonta a 190 milioni di euro (180,5 milioni per le persone fisiche e 9,5 milioni per imprese di noleggio e car sharing) il fondo dedicato alle vetture nel range 0-20 g/km, che comprende le auto elettriche, quelle a idrogeno e alcune ibride plug-in. Il tetto massimo al prezzo di listino è fissato in 42.700 euro (Iva e optional inclusi) e ci rientrano solo alcune auto elettriche.

  • 21-60 g/km di CO2

La somma sale a 235 milioni di euro (223,25 milioni per le persone fisiche e 11,75 milioni per imprese di noleggio e car sharing) per la fascia 21-60 g/km di CO2 che riguarda le ibride plug-in che con Iva e optional hanno un prezzo di listino compreso entro 54.900 euro.

  • 61-135 g/km di CO2

In questo caso il bonus si ferma a 150 milioni di euro ed è riservato solo alle persone fisiche. La fascia 61-135 g/km di CO2 include le auto a benzina e diesel meno inquinanti, comprese mild ibrid, full hybrid, ibride plug-in, e alcune bi-fuel a Gpl e a metano. Il tetto massimo è fissato, anche in questo caso, a 42.700 euro (Iva e optional inclusi).

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Alcune precisazioni

La somma prevista per le auto tradizionali, diesel e benzina, è destinata a terminare in poco tempo, come accaduto nel 2022. In questo caso l’incentivo è di 2.000 euro a vettura: i 150 milioni sono sufficienti solo per 75.000 contratti. Importante poi, è tenere presente che da quando il venditore prenota il bonus all’immatricolazione dell’auto non devono trascorrere più di sei mesi, 180 giorni, che rischiano di essere pochi dati i ritardi nelle consegne delle vetture. Per non rischiare di perdere l’incentivo, l’automobilista dovrebbe far mettere nel contratto di acquisto una clausola di rescissione in caso di superamento dei 180 giorni.

Niente speculazioni

Quando firma il contratto l’automobilista è tenuto a sottoscrivere una dichiarazione con la quale si impegna a non vendere prima di 12 mesi la vettura nuova acquistata con il bonus. Inoltre, la vettura usata che l’automobilista intende rottamare (la rottamazione è obbligatoria per le auto nella fascia 61-135 g/km) deve essere di proprietà dell’intestatario dell’automobile nuova, o di uno dei componenti dello stato di famiglia, da almeno un anno. A proposito della rottamazione poi, per beneficiarie del bonus l’auto usata da rottamare deve avere omologazione Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4. In pratica ci rientrano tutte le vetture immatricolate prima di Euro 1, prima del 1993, e fino a Euro 4, che comprende le auto targate fino al 31 dicembre del 2010.

Quanto costa mantenere un’auto all’anno

Quanto costa mantenere un'auto all'anno

Il conto di quanto costa mantenere un’auto all’anno non si fa mai tutto in una volta. Dentro quella forchetta convivono voci che non puoi toccare e voci che dipendono solo da come organizzi l’anno.
Voce per voce il costo dipenda dal contesto più che dal modello. La stessa utilitaria assicurata a Milano e assicurata a Napoli produce due bilanci diversi, e la differenza di premio da sola può valere più di un tagliando completo. Il punto interessante è che le voci più pesanti sono anche quelle su cui hai margine di manovra. Bollo e revisione sono importi decisi altrove, il carburante dipende da quanto guidi e da come guidi, la manutenzione dipende da quanto anticipi i problemi. Chi ragiona sul risparmio parte quasi sempre dall’assicurazione e si ferma lì, lasciando intatto il blocco che pesa di più.

Bollo, assicurazione e revisione: il pavimento della spesa

Il bollo si calcola sui kilowatt e sulla classe ambientale, e il tuo unico margine sta nella scelta del veicolo, non nella gestione. La revisione ha una cadenza fissa, quattro anni dalla prima immatricolazione e poi ogni due, con una tariffa stabilita a livello ministeriale a cui si aggiunge il costo del centro. Sono le due voci che entrano nel bilancio già scritte. L’assicurazione è il primo punto dove il conto si muove davvero, perché la stessa classe di merito produce premi molto diversi a seconda di provincia, età del conducente e formula scelta. È anche la voce che le persone rinegoziano più spesso, e proprio per questo il margine residuo dopo due o tre confronti tende a esaurirsi. Chi ha già ottimizzato qui deve cercare altrove.

Il calendario delle gomme entra nel bilancio annuale

Gli pneumatici, nuovi o usati, non sono una spesa che arriva ogni cinque anni: sono una spesa che arriva ogni sei mesi, sotto forma di montaggio. Sul mercato i modi di coprire il calendario sono due, e producono bilanci diversi. Il primo è il doppio treno stagionale con custodia fuori stagione, il secondo è il treno unico all season, da acquistare magari a prezzi bassi, come ad esempio i profili che trovi nella sezioni dedicata alle gomme 4 stagioni proposte da Norauto, sito web tra i più conosciuti e affidabili in Italia che vanta oltre 40 centri di montaggio e officine di proprietà sul territorio.
Il doppio treno costa in montaggi, equilibrature e deposito, e in cambio ti dà la prestazione migliore in entrambe le stagioni, il treno unico all season elimina due montaggi l’anno e la custodia, e chiede in cambio di accettare prestazioni intermedie agli estremi della stagione. La scelta dipende da due numeri che conosci solo tu: i chilometri che percorri e il clima della zona in cui li percorri. Sotto i 10.000 chilometri annui e in una provincia senza gelate stabili, il doppio treno tende a costare più di quanto renda; sopra quella soglia o in area alpina e prealpina, il calcolo si ribalta.

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Due treni o uno solo: come cambia il conto

Il confronto va fatto su un orizzonte di quattro o cinque anni, non su una stagione. Un doppio treno dura circa il doppio in termini di calendario, perché ogni set lavora sei mesi all’anno, ma richiede due montaggi stagionali e una custodia per ogni anno di vita del veicolo. Il treno unico consuma di più in chilometri percorsi e si sostituisce prima, però azzera le voci ricorrenti.
C’è poi un vincolo normativo che non dipende dal portafoglio. Dal 15 novembre al 15 aprile l’obbligo invernale è in vigore su gran parte della rete stradale italiana, con ordinanze locali che possono anticiparlo o estenderlo: le date e le regole aggiornate dell’obbligo pneumatici invernali vanno verificate sulla propria provincia prima di scegliere la strategia, perché una gomma all season senza marcatura 3PMSF non soddisfa il requisito.

L’etichetta europea e la spesa che non compare in fattura

C’è una voce che nessuno mette in preventivo e che paghi comunque a ogni pieno. Il regolamento (UE) 2020/740 impone su tutti gli pneumatici venduti nell’Unione un’etichetta con tre parametri: efficienza energetica, aderenza sul bagnato e rumorosità esterna. La prima classe è quella che incide sul bilancio annuale, perché misura la resistenza al rotolamento, cioè quanta energia il motore spende per far girare le ruote. Il salto da una classe all’altra vale pochi punti percentuali di consumo, ma si moltiplica per tutti i chilometri percorsi in quattro o cinque anni di vita del treno. Su un profilo di utilizzo medio la differenza tra due modelli della stessa misura e dello stesso prezzo può valere più del risparmio ottenuto contrattando sul prezzo d’acquisto, ed è un dato pubblico che trovi stampato sull’etichetta prima di decidere.

Come rifare il conto sulla tua auto

Il metodo che funziona è banale e quasi nessuno lo applica: annota per dodici mesi ogni uscita legata all’auto, carburante compreso, e alla fine dividi per i chilometri percorsi. Il risultato è il tuo costo chilometrico reale, e nella maggior parte dei casi è più alto della cifra che avevi in mente. Da quel numero si capisce subito quale voce merita attenzione e quale è già al minimo. Nel calcolo vanno messe anche le sostituzioni che non sono ancora arrivate. Un treno di gomme ha una vita che si misura insieme in anni e in chilometri, e sapere quando arriverà il prossimo cambio evita di scoprilro il giorno in cui il battistrada scende sotto la soglia: la durata media degli pneumatici e i chilometri dopo cui vanno sostituiti sono il riferimento per spalmare quella spesa sugli anni giusti invece di subirla tutta insieme.

In collaborazione con Norauto (edited)

Un milione di visualizzazioni per i box da tetto Norauto: il segreto del successo della linea Bermude in Italia

Più spazio in auto con i box da tetto Bermude 1

Basta giocare a Tetris con i bagagli ogni volta che si deve partire per le vacanze. Valigie, passeggini, sci e attrezzatura varia, lo spazio in auto non basta mai. E con l’estate che si avvicina, i box da tetto sono diventati uno degli accessori più cercati online.

Tra questi, la linea Bermude di Norauto si è ritagliata un ruolo di primissimo piano nel variegato panorama dei prodotti disponibili sul nostro mercato. A dirlo sono i numeri: oltre un milione di visualizzazioni su YouTube e più di 1.500 recensioni positive.

Una gamma pensata per ogni esigenza

Il punto di forza sta nella varietà di modelli a disposizione. Non c’è un solo “Bermude”, ma una gamma costruita per adattarsi a esigenze molto diverse, da chi guida una citycar e vuole qualche litro in più per un weekend fuori porta fino a chi parte per le ferie con tutta la famiglia.

Più spazio in auto con i box da tetto Bermude 2

Si parte dal Bermude 100, compatto e accessibile, con 304 litri di capacità e un prezzo sotto i 200 euro. Più su si trovano il Bermude 200, che porta il volume a 375 litri, e il Bermude 300, le cui dimensioni consentono già di caricare sci e altre attrezzature ingombranti. Se si ha necessità di più spazio, si può optare per il Bermude 400 è uno dei più apprezzati, soprattutto per il buon equilibrio tra dimensioni (421 litri), praticità (apertura bilaterale) e prezzo, mentre al top della linea dei box tetto auto Norauto si piazza il Bermude 500: 524 litri per caricare ogni cosa venga in mente a tutti i membri della famiglia.

Accanto ai modelli rigidi, Norauto propone anche la linea Flex, dedicata a chi ha problemi di spazio quando il box non viene utilizzato. Qui il vantaggio è evidente: i modelli pieghevoli possono essere riposti facilmente o lasciati sul tetto in posizione compatta, senza ingombrare.

Facilità d’uso e attenzione ai dettagli

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalle recensioni dei clienti riguarda la semplicità di installazione. Il sistema Master Fit consente di montare il box sulle barre portatutto in pochi minuti e senza attrezzi, una caratteristica che fa davvero la differenza per chi non è pratico.

Più spazio in auto con i box da tetto Bermude 3

A questo si aggiunge un design studiato per limitare l’impatto su consumi e rumorosità. Un box da tetto inevitabilmente incide sull’aerodinamica, ma in questo caso l’aumento dei consumi resta contenuto, nell’ordine del 10-15% in autostrada, in linea con prodotti anche più costosi. La struttura in ABS e la chiusura centralizzata contribuiscono poi a garantire sicurezza e resistenza nel tempo.

Interessante anche la possibilità di scegliere finiture lucide, che aiutano a integrare meglio il box con la linea dell’auto, evitando quell’effetto di “accessorio appoggiato” che spesso penalizza l’estetica.

Più spazio in auto con i box da tetto Bermude

Prezzi accessibili e riscontri concreti

Il vero motivo del successo, però, è probabilmente il rapporto qualità-prezzo. Con un listino che parte da circa 199 euro e arriva a poco meno di 450 euro per il modello più grande, i Bermude si posizionano ben al di sotto di molti marchi premium, offrendo comunque caratteristiche tecniche comparabili.

I numeri delle recensioni lo confermano: una media di 4,6 su 5 su oltre 1.500 valutazioni racconta di un prodotto convincente nella vita reale. Tra i commenti ricorrono spesso facilità di montaggio, silenziosità e stabilità anche alle velocità autostradali. Qualche limite c’è, come la disponibilità non sempre immediata nei negozi, ma è un aspetto facilmente aggirabile con l’acquisto online e il ritiro rapido.

DR 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche

DR 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

Per la serie “poca spesa, tanta resa”, il marchio molisano propone DR 5, vettura che all’apparenza può sembrare una versione “semplificata” della 5.0, ma che in realtà nasce per inserirsi in uno spazio tutto suo nella gamma DR Automobiles: quello dei SUV compatti ben accessoriati, ma con una meccanica più semplice ed economica.

Di seguito ecco la scheda tecnica di DR 5:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 340 litri
 Alimentazioni Benzina/ Benzina-GPL
 Classe Euro 6D
 CV/kW (da) 88/65
 Prezzo (da) 19.900 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

Le dimensioni della DR 5, virtualmente identiche a quelle della 5.0, permettono a questo SUV di cavarsela bene anche nei percorsi casa-lavoro e nei tragitti urbani. La lunghezza supera di poco i 4,3 metri, mentre in larghezza la DR 5 si estende per circa 1,8 metri. L’altezza resta intorno agli 1,6 metri, mentre il passo supera i 2,6 metri, garantendo così una discreta abitabilità interna. Un po’ piccole le dimensioni del bagagliaio, con una capienza di soli 340 litri. Di seguito le misure nel dettaglio:

Dimensioni
Lunghezza 4.318 mm
Larghezza 1.831 mm
Altezza 1.662 mm
Passo 2.610 mm

All’esterno la DR 5 adotta un’impostazione lineare, con proporzioni familiari al segmento e alcuni dettagli che ne definiscono la personalità: linee dinamiche che le danno un’impressione sportiveggiante e moderna, frontale con ampia griglia, fari dalla forma allungata e logo DR all’inizio del cofano motore in posizione centrale.

I cerchi in lega da 18 pollici poi contribuiscono a un aspetto più deciso, mentre la firma luminosa a LED è presente sia nelle luci diurne sia nei gruppi ottici posteriori. La presenza delle doppie luci di retromarcia migliora la visibilità nelle manovre, affiancata dall’accensione automatica dei fari e dalla regolazione elettrica dell’altezza del fascio, utile per mantenere un’illuminazione adeguata in ogni condizione di carico.

Dentro, la DR 5 propone uno stile minimalista caratterizzato da un ambiente total black con superfici soft-touch nella parte superiore del cruscotto. Il volante a tre razze è in pelle ed è dotato anche di funzione riscaldabile. Al centro della plancia spicca il grande display da 26 pollici dedicato alla strumentazione e al sistema di infotainment, compatibile con Bluetooth, Android Auto e Apple CarPlay sia in modalità cablata sia wireless. La dotazione tecnologica e di sicurezza comprende strumenti ormai indispensabili quali sensori e telecamera posteriore, accesso e avviamento senza chiave, una dotazione di sistemi ADAS completa e alzacristalli one-touch su tutte le porte.

Sotto il cofano della DR 5 troviamo un 4 cilindri benzina aspirato da 1,5 litri disponibile in due versioni: benzina oppure bi-fuel benzina/GPL. La variante benzina sviluppa una potenza massima di 70 kW (95 CV) a 5.500 giri/min con una coppia di 130 Nm, mentre la configurazione GPL eroga 65 kW (88 CV) a 5.000 giri/min e una coppia di 124 Nm. Entrambe le varianti sono abbinate a un cambio manuale a cinque rapporti e alla trazione anteriore per una velocità massima di 143 km/h.

I consumi dichiarati nel ciclo WLTP sono pari a 7,6 litri/100 km per la versione benzina e 9,5 litri/100 km per la variante bifuel/GPL, con emissioni di anidride carbonica rispettivamente di 172 e 160 grammi al chilometro.

Gli allestimenti disponibili per la DR 5 sono due, uno base e uno full optional:

  • DR 5
  • DR 5 Collection

DR 5: versione di base, include Cerchi in lega da 18 pollici, Luci diurne e fari anteriori a LED, Volante multifunzione, Cruise control, Sedili in ecopelle, 6 airbag, Sistemi di sicurezza ADAS di Livello 2, Telecamera posteriore, Sensori di parcheggio posteriori, Climatizzatore automatico, Due prese USB anteriori e una posteriore, Accesso keyless, Doppio display widescreen da 25 pollici.

DR 5 Collection: versione proposta in configurazione full optional, include Fari full LED, Cerchi da 18 pollici, Vetri oscurati, Griglia frontale bicolor, Finiture total black, Climatizzatore automatico, Volante riscaldabile multifunzione, Display da 26 pollici con connettività completa, Sensori e telecamera posteriore, Accesso e avviamento senza chiave, Assistenti alla guida avanzati, Alzacristalli one-touch su tutte le porte.

  • Abitabilità: l’abitacolo è confortevole e spazioso.
  • Dotazione/prezzo: DR punta anche qui su una politica dei prezzi aggressiva, ma include allo stesso tempo un ricco equipaggiamento base.
  • Stile: curato e moderno il design della DR 5.

Di seguito ecco il listino prezzi della DR 5, aggiornato a dicembre 2025:

DR 5 benzina Prezzo
DR 5 1.5 MT 70 kW (95 CV) 19.900 €
DR 5 bifuel/GPL Prezzo
DR 5 1.5 GPL MT 65 kW (88 CV) 21.900 €

Mercedes CLA Shooting Brake: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Mercedes CLA Shooting Brake: prezzo, dimensioni e caratteristiche 15

Debutta la nuova generazione della Mercedes CLA, stavolta anche in configurazione shooting brake, che stacca con il passato puntando su uno stile tutto nuovo e in linea con il più recente linguaggio stilistico del costruttore della Stella, unito a powertrain tutti nuovi e tutti elettrificati.

Ecco la scheda tecnica della Mercedes CLA Shooting Brake:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 455 litri (+ 101 anteriore)
 Alimentazioni Elettrica
 Classe Euro 6
 kW/CV (da) 200/272
 Prezzo (da) 58.368 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

La nuova wagon sportiva cresce rispetto al modello precedente, misurando 4.723 mm di lunghezza, 1.855 mm di larghezza e 1.469 mm d’altezza, mentre il passo misura 2.790 mm. Aumentano anche all’interno i millimetri a disposizione di testa e gambe dei passeggeri, mentre diminuisce leggermente la capacità di carico: il baule, a cui si accede tramite il portellone ad apertura elettrica di serie, mette a disposizione 455 litri complessivi, una trentina in meno rispetto al passato, che diventano 1.290 litri abbassando gli schienali della seconda fila. All’anteriore vi è inoltre un frunk da 101 litri.

Dimensioni 
Lunghezza 4.723 mm
Larghezza 2.021 mm
Altezza 1.469 mm
Passo 2.790 mm

Dal punto di vista estetico, la Shooting Brake è identica alla CLA berlina a quattro porte. La silhouette nasce da una linea centrale ben definita, attorno alla quale si sviluppa una carrozzeria compatta e ben proporzionata, sebbene adesso allungata. Un elemento chiave del design è il posizionamento delle ruote ai quattro estremi della vettura, che ne accentua la stabilità visiva e sportività. Elegante, ma con un tocco deciso: il cofano è attraversato da nervature marcate che rafforzano il carattere dinamico, mentre la calandra chiusa è punteggiata da numerose stelle retroilluminate.

Le fiancate, lunghe e pulite, presentano una linea di cintura marcata ma ben equilibrata. Infine, il posteriore richiama l’anteriore nel linguaggio stilistico, con i fari che giocano ancora un ruolo centrale nel definire le proporzioni complessive correndo per tutta la sua lunghezza. A cambiare è nella linea discendente del tetto, che prosegue fino allo spoiler posteriore e che avrà il colore uguale a quello della carrozzeria all’esterno mentre sarà in nero lucido all’interno. Altro elemento di novità è il tetto panoramico che si estende fino oltre il lunotto. Disponibile su richiesta, il lunotto potrà avere un rivestimento in materiale a bassa emissività in grado di riflettere gli infrarossi per tenere fuori il caldo d’estate e aiutare a mantenere gli ambienti riscaldati d’inverno.

Anche l’abitacolo della Shooting Brake è identico a quello della CLA berlina, con la plancia che è dominata da tre schermi: uno da 10,25 pollici per la strumentazione digitale, uno da 14 pollici per l’infotainment e, su richiesta, uno da 14 pollici per il passeggero. Il comfort è garantito da un accesso agevole e da uno spazio interno ben sfruttato. La seduta, leggermente inclinata, riflette le caratteristiche tecniche della piattaforma MMA. Il cuore software dell’auto è il nuovo sistema operativo proprietario MB.OS, su cui gira la quarta generazione dell’infotainment Mbux, con l’intelligenza artificiale di Microsoft e Gemini di Google per la navigazione.

Tra le novità spicca anche un head-up display da 12,2 pollici e la possibilità di giocare in streaming tramite controller Bluetooth. Ricca la scelta di materiali e colori per i rivestimenti, con la possibilità di attingere al catalogo Manufaktur per soluzioni più raffinate ed esclusive. Una delle novità più caratterizzanti degli interni della nuova wagon tedesca è il tetto che può essere oscurato elettricamente in poco tempo e che integra 158 stelle a tre punte luminose abbinate alla luce ambientale.

La familiare elettrica di Mercedes si presenta con due motorizzazioni. La prima è la versione base, presente sulla CLA 250+, con motore elettrico posteriore e trazione posteriore che sviluppa 272 CV (200 kW) di potenza e 335 Nm di coppia. Il tutto abbinato ad una batteria da 85 kWh e ad un cambio automatico a 2 rapporti che le permette di scattare da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi e di raggiungere i 210 km/h. La più potente in gamma è invece la Mercedes CLA 350 4Matic con tecnologia EQ Shooting Brake che utilizza due motori elettrici sempre abbinati alla batteria da 85 kWh, ha la trazione integrale, 354 CV di potenza massima e 515 Nm di coppia, permettendole di scattare da 0 a 100 km/h in 5 secondi e di toccare i 210 km/h di velocità massima.

Entrambi i modelli sono equipaggiati con una batteria da 85 kWh che, secondo il ciclo WLTP, dovrebbero garantire un’autonomia di 767 km per la versione a batteria singola e di 742 km sulla variante più potente bimotore e a trazione integrale. Grazie ad una architettura a 800 volt inoltre, la batteria potrà essere ricaricata fino a 320 kW DC (e fino a 11 kW AC), recuperando 300 km di autonomia in soli 10 minuti.

La nuova CLA Shooting Brake è disponibile in tre allestimenti (più uno in edizione limitata):

  • Progressive
  • AMG Line
  • AMG Line Plus

Progressive: allestimento di partenza, include cerchi in lega da 17 pollici con copriruota integrale e modanature cromate, sedili Comfort neri, dettagli in llok alluminio antracite, volante sportivo multifunzione in pelle e cielo in tessuto nero.

AMG Line: aggiunge dettagli sportivi AMG per paraurti e bandelle laterali, cerchi in lega AMG da 18 pollici, sedili  e volante sportivi, sistema MBUX, illuminazione ambiente configurabile e ricarica wireless per smartphone.

AMG Line Plus: allestimento top di gamma, aggiunge alla AMG Line cerchi in lega multirazza da 19 pollici, bordo aerodinamico AMG, finiture esterne nere Pacchetto Night, spoiler AMG, finiture interne in alluminio con effetto carbonio chiaro, cinture di sicurezza rosse.

  • Qualità percepita: le finiture e la cura dei dettagli fanno della CLA una vera premium tedesca.
  • Dimensioni: anche a fronte di dimensioni non eccessive, lo spazio a bordo è buono anche per chi siede dietro.
  • Tecnologia: sia sul fronte infotainment che su quello degli aiuti alla guida, la CLA è dotata dei più recenti sistemi tecnologici di Mercedes.

Ecco seguito ecco il listino prezzi della Mercedes CLA Shooting Brake, aggiornato a dicembre 2025:

Mercedes CLA Shooting Brake Prezzo
CLA 250+ Shooting Brake con tecnologia EQ 272 CV Progressive 58.368 €
CLA 350 4Matic Shooting Brake con tecnologia EQ 354 CV Progressive 63.968 €

Toyota bZ4X: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Toyota bZ4X: prezzo, dimensioni e caratteristiche 23

Toyota, tradizionalmente legata all’ibrido, ora vira decisa verso la mobilità elettrica con il lancio della nuova Toyota bZ4X. Questo B-SUV inaugura una nuova famiglia di veicoli elettrici, progettati sulla nuova piattaforma e-TNGA, che farà da base tecnica anche per i futuri modelli bZ del costruttore giapponese.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Toyota bZ4X:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 452 litri
 Alimentazioni Full-electric
 Classe
 Cv/kW (da) 167/123
 Prezzo (da) 42.500 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

Toyota bZ4X non ha subito importanti variazioni rispetto alla concept presentata ad inizio 2021. Si estende in lunghezza per quasi 4,70 metri, mentre la larghezza arriva a 1,86 metri e l’altezza a 1,65 metri. Il passo di 2,85 metri assicura spazio in abbondanza all’interno dell’abitacolo, mentre il bagagliaio, infine, dotato di piano regolabile 60/40, ha una capacità di 452 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.690  mm
Larghezza 1.860 mm
Altezza 1.650 mm
Passo 2.850 mm

Il pacco batterie integrato nel telaio, peculiarità della piattaforma e-TNGA, permette non solo un basso baricentro e un buon bilanciamento delle masse, ma anche un’alta rigidità della scocca. Nel complesso la vettura ha ottime proporzioni e un design che alterna spigoli e curvature a estese superfici in plastica non verniciata che incorniciano i passaruota e arrivano fino ai fari anteriori. Le linee sono nette e aprono ad un nuovo corso stilistico per Toyota. Sarà possibile selezionare fra gli optional anche un tetto con pannelli solari integrati per la ricarica della batteria (anche quando l’auto è in marcia). Stando alle dichiarazioni di Toyota, l’ammontare annuale di energia così prodotta può far guadagnare fino a 1.800 km complessivi di autonomia.

Il frontale dalla forma “hammerhead” ha un aspetto essenziale e fine, oltre che moderno, anche grazie alla sottile firma luminosa a LED che corre da una parte all’altra della carrozzeria e ai nuovi parafanghi non più in plastica opaca ma verniciati in nero metallizzato a contrasto con la carrozzeria che mostrano la muscolosità del SUV. Il profilo della bZ4X mette in evidenza la silhouette slanciata e l’altezza contenuta, i montanti anteriori sono sottili e la linea di cintura è bassa. Le ruote sono offerte in misure che vanno dai 18 ai 20 pollici. In coda infine troviamo un faro che corre da lato a lato lungo tutta la larghezza del veicolo.

Rispetto alla versione precedente, gli interni della nuova bZ4X si distinguono per un approccio più tecnologico e avanguardistico con una sfumatura di “premium”, dando il benvenuto ad una plancia sfinata e spezzata su due piani, ospitante un primo display da 14 pollici per l’infotainment e la climatizzazione, e un altro da 7 pollici posizionato borderline verso il parabrezza (al fine di diminuire le distrazioni) che funge da virtual cockipt. Sul tunnel centrale, oltre ai comandi inerenti modalità di guida e marce, si trovano due piastre di ricarica wireless non gommate. Sono presenti, inoltre, tre prese USB di ricarica di tipo C sparse tra le sedute anteriori e quelle posteriori.

Il tocco premium è dovuto ad un mix di fattori come i materiali utilizzati, gli ottimi assemblaggi e la dotazione ricca sin dall’allestimento base. Sul fronte infotainment le novità consistono nel sistema multimediale con aggiornamenti OTA e comandi vocali evoluti, e nel Toyota Safety Sense di terza generazione. Grazie a quest’ultimo si amplierà ulteriormente il raggio di rilevamento della telecamera e dei radar dei sistemi di assistenza alla guida. Inoltre, verranno introdotte funzionalità inedite come l’assistenza alla frenata d’emergenza, la riduzione dell’accelerazione a bassa velocità e il sistema di precollisione con riconoscimento delle vetture che procedono in senso contrario.

La Toyota bZ4X viene offerta in tre motorizzazioni abbinabili alla trazione anteriore o a quella integrale in base all’allestimento. La entry level monta un elettrico anteriore da 123 kW (167 CV) alimentato da una batteria agli ioni di litio da 57,7 kWh per una velocità massima di 160 km/h e uno scatto da 0 a 100 in 8,3 secondi. La versione Icon monta invece un motore anteriore da 165 kW (224 CV) alimentato da una batteria agli ioni di litio da 73,1 kWh di potenza. La versione Premium infine mantiene la batteria agli ioni di litio da 73,1 kWh, ma è dotata di due motori elettrici, uno per asse, che producono in totale 252 kW (343 CV) di potenza.

Grazie alla nuova composizione dei nuovi pacchi batterie, che dispongono inoltre di un numero superiore di celle per ogni modulo pur mantenendo la stessa compattezza e capienza di prima, le autonomie sono cresciute di svariate decine di chilometri, con la versione a trazione anteriore e batteria da 57,7 kWh che arriva fino a 444 km, mentre per le versioni con batteria da 73,1 kWh l’autonomia è di 569 km (versione FWD) e di 503 km (versione AWD). La potenza massima di ricarica in corrente alternata AC per la versione a batteria singola è di 11 kW mentre in continua DC arriva a 150 kW, permettendo di ricaricarla dal 10 al 80% in circa 28 minuti. Per quanto riguarda la versione a trazione integrale invece, la ricarica in corrente alternata sale a 22 kW mentre rimane di 150 kW in continua.

Sono tre gli allestimenti a listino per Toyota bZ4X:

  • bZ4X (base)
  • Icon
  • Premium

bZ4X (base): versione di base, include motore anteriore da 123 kW (163 CV), cerchi in lega da 18 pollici, luci full LED, climatizzatore automatico bi-zona, monitor centrale da 14 pollici, strumentazione digitale, 4 prese USB di tipo C (2 anteriori e 2 posteriori), sedili anteriori riscaldabili, assistente vocale, caricatore wireless per lo smartphone, telecamera posteriore, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, sistemi di assistenza alla guida Toyota Safety Sense con cruise control adattivo, abbaglianti automatici, mantenitore attivo della corsia, navigatore satellitare, aggiornamenti OTA, pompa di calore, cavo di ricarica tipo 2 e tipo 3.

Icon: aggiunge telecamere a 360°, powertrain più potente con motore anteriore da 224 CV e batterie da 73,1 kWh.
Premium: aggiunge cerchi in lega da 20 pollici, spoiler posteriore, assistente per la guida in discesa, lane change assist, front cross traffic alert, parcheggio automatico, sedili anteriori ventilati e specchietto retrovisore interno digitale.

  • Design: lo stile è ricercato e futuristico, aprendo ad un nuovo linguaggio stilistico per Toyota.
  • Abitacolo: l’organizzazione degli interni è intelligente e funzionale, pensata per chi bada a praticità e spaziosità senza rinunciare alle innovazioni tecnologiche.
  • Motore: tre le soluzioni disponibili: un motore da due diverse potenze e trazione anteriore, oppure due motori e trazione integrale.

Di seguito ecco il listino prezzi della Toyota bZ4X aggiornato a dicembre 2025:

Toyota bZ4X elettrica Prezzi
bZ4X BEV 167 CV FWD 42.500 €
bZ4X Icon BEV 224 CV FWD 43.900 €
bZ4X Premium BEV 343 CV AWD 52.800 €

 

Toyota: tutte le novità in arrivo nel 2026

Toyota: tutte le novità in arrivo nel 2026 4

I due modelli chiave del 2026 in Casa Toyota saranno due: da una parte il restyling della Aygo X, dall’altra la nuova generazione della RAV4, con cambiamenti sostanziali.

Non solo, però: ecco tutte le novità previste dal gigante nipponico.

  • Toyota supercar
  • Nuova Rav 4
  • Aygo X restyling

Toyota supercar

Partiamo dal modello più misterioso: la supercar di Toyota. Il debutto è atteso a dicembre, cioè tra un anno esatto, e su di lei si sa poco: non sono disponibili nemmeno le immagini. Le prima informazioni ufficiali dicono che potrebbe avere un V8 biturbo da almeno 700 CV.

Nuova Rav4

Presentata già nel corso di quest’anno, il suv giapponese è caratterizzato da un’estetica totalmente rivista, una nuova dotazione di bordo e nuove motorizzazioni.

L’inizio del 2026 dovrebbe portarla anche in Italia. I motori? Full Hybrid e plug-in, fino a 304 CV di potenza complessiva. E si sanno già i prezzi: 45.200 euro per il full hybrid entry leve, con 183 cavalli a trazione anteriore. L’anno prossimo dovrebbero arrivare anche nuovi allestimenti tra cui l’Adventure, di vocazione più fuoristradistica.

Aygo X

Il restyling della Aygo introduce novità notevoli. C’è il nuovo muso, interni rinnovati e una nuova motorizzazione ibrida da 116 cavalli, per la prima volta nella sua storia.

I prezzi sono molto competitivi, perché il modello parte da 17.950 euro, con le prime consegne previste già a gennaio.

 

BMW: tutte le novità in arrivo nel 2026

BMW: tutte le novità in arrivo nel 2026

Un anno di rivoluzione. BMW è pronta sfornare i suoi modelli del futuro. A partire dalla iX3, rivelata al salone di Monaco. Poi arriveranno la i3, la X5 e la Serie 3 classica, insieme ai restyling della X2 e della X1. Ecco tutte le novità nella Casa tedesca.

  • X2 Restyling
  • X1 Restyling
  • X5
  • i3
  • Serie 3
  • iX3

X2 Restyling

Qui le novità non sono così accentuate: si parla infatti di piccoli ritocchi sul lato estetico e di uno sfoltimento delle motorizzazioni. Qui, infatti, verranno eliminate le meno potenti per dare la priorità a quelle più aggressive.

X1 Restyling

La X1, invece, si presenterà con un restyling di metà carriera senza troppi stravolgimenti. Le novità più interessanti riguarderanno invece i powetrain, che saranno più efficienti e potenti, senza però passare all’elettrico.

 X5

Oggi si chiama solo “progetto G65”, ma nel corso del 2026 questo prototipo diventerà la nuova BMW X5. Il suv sarà rinnovato nello stile di esterni e interni, con una lunghezza che potrebbe toccare i cinque metri.

La varietà sarà il pregio della gamma motori, che passerà dall’elettrico puro alla combustione interna. Solo per l’Europa verrà mantenuto anche il diesel, nonostante le immatricolazioni siano in discesa da tempo.

 

 i3

Si tratta della controparte elettrica della nuova Serie 3, e sarà basata sulla piattaforma Neue Klasse. Lo stile, infatti, sarà simile a quello della “sorella” a combustione interna, mentre invece verrà modificato il frontale.

La mascherina sarà infatti ovviamente chiusa, e il design verrà ritoccato per migliorare l’efficienza aerodinamica. Uno dei punti forti sarà l’autonomia, quasi sicuramente superiore a 800 km.

 Serie 3

Sarà una delle ultime ad arrivare, e anzi la commercializzazione sarà prevista nel corso dei primi mesi del 2027. Le motorizzazioni saranno termiche, ma con diversi gradi di elettrificazione.

Lo stile sarà quello del concept Neue Klasse mentre la piattaforma si ispirerà alla CLAR.

iX3

Questa è la novità principe del nuovo listino BMW per il 2026. Sarà completamente nuova, basata su piattaforma Neye Klasse con autonomia che supererà gli 800 km.

Gli esterni sono da urlo: doppio rene sviluppato in verticale, linee sinuose e precise. Anche gli interni saranno di grande qualità. Protagonisti saranno i due schermi. Uno sottile e orizzontale sotto il parabrezza e uno centrale per l’infotainment.

 

 

Audi Q5: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Audi Q5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 31

Audi Q5 è uno dei modelli più importanti nella strategia del marchio di Ingolstadt sin dal 2008, quando è arrivata a sfidare BMW X3 e Mercedes GLK (oggi GLC) animando il segmento dei SUV di prestigio di taglia media. La nuova generazione, la terza, resta fedele alla tradizione e viene proposta sia con carrozzeria “normale”, sia Sportback.

Di seguito ecco la scheda tecnica dell’Audi Q5:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 520/1.470 litri
 Alimentazioni Benzina e Diesel ibridi
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 204/150
 Prezzo (da) 63.250 €

audi q5 usate
audi q5 usate

INDICE
 Novità 2025
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzo

Aggiornamento digitale

Su tutte le auto basate su piattaforma PPE (compresa la Q5) arriva una rigenerazione più evoluta, capace di fermare l’auto senza ricorrere ai freni tradizionali.

Sul fronte degli ADAS, il nuovo assistente adattivo gestisce sterzo e velocità in ogni condizione, affiancato dal cambio corsia assistito operativo oltre i 90 km/h.

Le funzioni di parcheggio diventano quasi autonome: l’auto memorizza fino a cinque manovre, ripercorre gli ultimi 50 metri e completa il parcheggio da remoto.

L’assistente vocale, ora basato su AI, interpreta richieste naturali e gestisce funzioni di guida. Arriva anche la dash cam integrata 4K e nuovi “mondi esperienziali”, fino alla modalità Power Nap per i modelli elettrici.

Audi Q5 e-hybrid

Audi ha ampliato la gamma della Q5 con l’introduzione della variante ibrida plug-in e-Hybrid (disponibile anche nella variante Sportback). La Q5 e-hybrid è basata sulla piattaforma PPC (Premium Platform Combustion) dedicata ai modelli con motore termico. Il powertrain è composto da un 2.0 TFSI a ciclo Miller da 252 CV abbinato a un motore elettrico da 143 CV e 350 Nm di coppia e cambio S tronic a sette rapporti. Due le motorizzazioni disponibili, da 299 e 367 CV. La versione da 220 kW (299 CV) eroga 450 Nm di coppia e scatta da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi, mentre la variante da 270 kW (367 CV) può invece contare su 500 Nm di coppia e un’accelerazione 0-100 km/h in 5,1 secondi. Per entrambe le versioni la trazione è la integrale quattro ultra e la velocità massima è autolimitata a 250 km/h (140 km/h in elettrico). Per quanto riguarda le batterie, l’Audi Q5 e-hybrid monta quelle da 25,9 kWh lordi (20,7 kWh netti), che le permettono un’autonomia in modalità elettrica fino a 100 km per la versione da 299 CV e a 94 km per quella da 367 CV.

La potenza massima di ricarica in corrente alternata inoltre passa dai 7,4 kW del modello precedente a 11 kW: la ricarica completa richiede due ore e mezza. L’Audi Q5 e-hybrid è proposta negli allestimenti Business, Business Advanced ed S line edition, mentre la versione Sportback c’è solo in quelle Business Advanced ed S line edition. Di serie vi sono: cerchi da 18 pollici, navigatore connesso, climatizzatore automatico trizona, sedili anteriori riscaldabili, divano frazionato e scorrevole in senso longitudinale, palcoscenico digitale, ricarica wireless e portellone elettrico, mentre la più potente versione da 367 CV c’è solo nella configurazione S line edition, con cerchi di lega da 20 pollici, sedili anteriori sportivi a regolazione elettrica, pacchetto estetico S line, volante multifunzione sportivo e pinze freno rosse. Il bagagliaio ha una capacità di 438/1.358 litri per la Suv e di 433/1.300 litri per la variante Sportback. L’auto sarà disponibile in Italia a partire dall’ultimo trimestre del 2025 con prezzi a partire da 69.150 euro.

Aggiornamento Audi Q5 Sportback 2024

A breve distanza dal lancio della nuova generazione, arriva il momento dell’aggiornamento anche della variante Sportback della Q5, ovvero la versione più dinamica della Q5, caratterizzata da un tetto spiovente e una silhouette sportiveggiante. Disponibile in prevendita da dicembre e in consegna nella primavera 2024, in Germania la gamma parte da 54.800 euro (85.400 per la SQ5 da 367 CV). Novità principali: design aggiornato con luci posteriori OLED, interni rivisitati con un nuovo schermo per il passeggero, e motorizzazioni elettrificate mild hybrid a 48 Volt.
La gamma al lancio include benzina e diesel da 204 CV a 367 CV, con un sistema che migliora consumi ed emissioni, permettendo brevi tratti in modalità elettrica. A seguire arriveranno varianti plug-in con un’autonomia elettrica superiore a 80 km. Il bagagliaio è leggermente meno capiente rispetto alla Q5 standard (fino a 1.415 litri), ma offre comunque buona versatilità. La SQ5 si distingue per dettagli sportivi e sospensioni pneumatiche adattive, disponibili anche su altre versioni.

La Q5 non è cresciuta in modo rilevante nel passaggio dalla seconda alla terza generazione, perché la piattaforma (MLB Evo) è rimasta la stessa, come testimonia la misura del passo, 2,82 metri, che non è cambiata. Le altre sono variate di poco, più come conseguenza del nuovo design che di differenze strutturali davvero rilevanti. La lunghezza è passata da 4,68 a 4,71 metri, appena 3 cm circa, la larghezza è rimasta di 1,90 metri e l’altezza si è ridotta di 1 cm, passando da 1,66 a 1,65 metri circa.

Dimensioni
Lunghezza 4.717 mm
Larghezza 1.900  mm
Altezza 1.615 mm
Passo 2.820 mm

Le linee rimangono solide ma recuperano una certa morbidezza, con novità significative nel design che aprono a un rinnovamento dello stile di marca. La calandra Single Frame è ancora più imponente ma cambia forma, spingendosi fin sotto i fari che hanno un taglio più inclinato e ospitano l’ultima generazione della tecnologia Matrix Led con 15 elementi e illuminazione dinamica attiva. Sotto di essi, ampie prese d’aria trapezoidali.

Le novità maggiori sono sui fianchi, dove è comparsa una voluminosa bombatura nella parte bassa che sposta i volumi verso la zona posteriore, e in coda, dove debutta una fanaleria a tutta larghezza con tecnologia OLED sulle versioni più riccamente equipaggiate. Non mancano quattro vistosi scarichi a ricordare che i motori endotermici sono ancora presenti a bordo.

La nuova Audi Q5, così come la A5 che l’ha preceduta di poco e che sostituisce di fatto la A4, condivide molti elementi con le e-tron di ultima generazione specialmente negli interni. La strumentazione è racchiusa in una grande pannello curvo con tecnologia Oled che comprende i display da 11,9” per il cluster strumenti e da 14,5” per l’infotainment.

Anche qui, a richiesta si può aggiungere un terzo display da 10”9 sul lato passeggero, mentre l’head-up display che proietta le informazioni basilari davanti al conducente è stato migliorato e ha un’area più grande dell’85% rispetto al precedente modello. Anche lo spazio all’interno si aggiorna, nonostante le misure siano aumentate poco o nulla. Il bagagliaio ora ha un volume base di 520 litri, che diventano 1.470 abbattendo il divano posteriore.

Tre le proposte già disponibili e una quarta in arrivo: la nuova Audi Q5 esordisce con due benzina e un Diesel, tutti dotati di tecnologia Mild Hybrid a 48V con batteria da 1,7 kWh e abbinati al cambio doppia frizione DSG a sette marce. Le proposte di base sono quattro cilindri di due litri, il 2.0 TFSI da 204 CV, che si può avere a trazione anteriore o integrale, e il turbodiesel 2.0 TDI con la medesima potenza ma la sola opzione della trazione quattro.

C’è poi la versione sportiva SQ5, con un secondo benzina V6 3.0 TFSI da 367 CV. Nel 2025 sarà aggiunto alla gamma un 2.0 TFSI con sistema ibrido plug-in e potenze di 299 e 367 CV complessivi e un’autonomia a trazione elettrica di 80 km.

I motori con sistemi mild hybrid avanzati consentono alla nuova Audi Q5 consumi molto contenuti in rapporto alla taglia e alle prestazioni: per il benzina 2.0 siamo a 6,4 l/100 km, per la SQ5 a circa 8 l/100 km, mentre il modello a gasolio promette 5,9 l/100 km.

Le emissioni di CO2 dei modelli 2.0 si aggirano intorno ai 150 g/km, mentre la SQ5 arriva a 183 g/km. I dati dei modelli plug-in non sono ancora stati diffusi, ma si stima che possano dichiarare consumi compresi tra 1 e 1,5 litri per 100 km e poco più di 30 g/km di CO2.

Sono cinque gli allestimenti disponibili per l’Audi Q5:

  • Business
  • Business Advanced
  • S Line

 

Business: dispositivo di assistenza per proiettori abbaglianti, Audi connect Navigation & Infotainment plus, Sistema di navigazione MMI plus con MMI touch (aggiunge le seguenti funzionalità e caratteristiche rispetto a MMI radio plus: sistema di navigazione ad alta risoluzione con display da 10.1”, sistema di informazioni per il conducente con display a colori da 7”, Aggiornamento mappe lifetime, Mappe 3D con raffigurazione punti di interesse e city models, MMI search: suggerimenti di destinazione intelligenti, MMI touch per azionamenti rapidi e veloci, come riconoscimento scrittura per l’inserimento della destinazione o spostamento/zoom mappa di navigazione, Riconoscimento linguaggio naturale, Informazioni dettagliate percorso, anteprima mappa, selezione percorsi alternativi, punti di interesse, suggerimenti corsia, uscite autostradali, informazione incroci, Servizi Audi connect navigation & infotainment plus, Rappresentazione tridimensionale di città, edifici e strade, Informazioni Paese, come limiti di velocità e richieste di pedaggi, al passaggio di confine), Pacchetto assistenza Tour (include: Adaptive cruise control, assistente al traffico, Audi active lane assist, riconoscimento della segnaletica, Assistente agli ostacoli, Assistente alla svolta), Pacchetto luci ambiente.

Business Advanced: aggiunge Cerchi in lega di alluminio 8 J x 18” a 5 razze a stella con pneumatici 235/60 R 18 103W, Audi virtual cockpit plus con display HD da 12,3”, Audi smartphone interface, Audi phone box light, Caratterizzazione estetica Advanced, Griglia al radiatore in nero titanio con listelli verticali e cornice in alluminio argento opaco, Protezione sottoscocca in argento selenite, Prese d’aria anteriori in nero opaco con inserto in alluminio opaco, Inserto alle longarine sottoporta in argento selenite, Listelli sottoporta anteriori in alluminio, Spoiler posteriore al tetto, Inserto al portellone in alluminio argento opaco, Diffusore posteriore in nero opaco, Verniciatura in contrasto per paraurti, Pacchetto esterno lucido, Prese USB (2) per i passeggeri posteriori.

S Line: aggiunge Cerchi in lega di alluminio 8 J x 19” a 5 razze parallele a stella (design S), torniti a specchio, con pneumatici 235/55 R 19 101W, Sedili anteriori sportivi, Caratterizzazione estetica S line, Griglia S al radiatore a nido d’ape in nero titanio con cornice in alluminio argento opaco, Protezione sottoscocca in argento selenite, Prese d’aria anteriori in nero opaco con inserto in alluminio argento opaco, Inserto alle longarine sottoporta in argento selenite, Logo S line ai parafanghi anteriori, Listelli sottoporta anteriori in alluminio, illuminati con logo S, Spoiler posteriore S al tetto, Inserto al portellone in alluminio argento opaco, Diffusore posteriore in nero opaco, Terminali di scarico trapezoidali freddi con inserti specifici, Verniciatura completa per paraurti, Sedili rivestiti in tessuto Impressum, Battitacco anteriore con inserto in alluminio illuminato con logo S.

audi q5 usate
audi q5 usate

  • Immagine e contenuti: Q5 è già uno dei best seller di Audi, ed è anche più spaziosa e tecnologica di prima.
  • Design: la linea è più “importante” ma anche sinuosa.
  • Motori: gli ibridi leggeri hanno una potenza elettrica sopra la media che li rende più efficienti, e il Diesel è ancora disponibile.

Di seguito ecco il listino prezzi dell’Audi Q5 aggiornato a dicembre 2025:

Audi Q5 benzina  Prezzo
TFSI 204 CV mhev S tronic 63.250 €
TFSI 204 CV mhev S tronic quattro 65.850 €
SQ5 TFSI 367 CV mhev s tronic quattro 90.250 €
Audi Q5 e-hybrid Prezzo
e-hybrid quattro 220 kW S tronic 69.150 €
e-hybrid quattro 270 kW S tronic 81.650 €
Audi SQ5 benzina  Prezzo
SQ5 TFSI quattro 90.250 €

 

audi q5 usate
audi q5 usate

Alfa Romeo: tutte le novità in arrivo nel 2026

Alfa Romeo: tutte le novità in arrivo nel 2026 3

Alfa Romeo allunga la vita di Stelvio e Giulia, e rinvia l’arrivo delle nuove versioni al 2027. Quest’anno, invece, le due ammiraglie saranno ritoccate. A subire un grande restyling sarà invece la Tonale.

  • Alfa Romeo Giulia 
  • Alfa Romeo Tonale
  • Alfa Romeo Stelvio

Giulia

Stellantis l’ha salvata, allungandone la vita fino al 2027. La Giulia, a undici anni dal debutto, verrà ritoccata nell’estetica ma anche e soprattutto nelle meccanica.

Un vero e proprio model year che punterà ad abbassare i consumi. In gamma resterà soltanto il 2.2 diesel insieme al 2.9 V6 della Quadrifoglio. L’arrivo è previsto nei prossimi mesi.

Tonale

Sarà la vera e propria novità in casa Alfa Romeo nel 2026: il restyling della Tonale è stato presentato a ottobre con un frontale nuovo per renderla più aggressiva.

Ci sarà poi maggior cura nei dettagli per quanto riguarda gli interni, anche se i veri cambiamenti saranno sotto al cofano. Le tre opzioni rimangono sempre diesel, benzina mild hybrid e plug-in, con potenze riviste per gli ultimi due.

Il mild hybrid arriva a 175 CV, mentre la plug in perde dieci cavalli e si arresta a 270. Le consegne dei nuovi modelli inizieranno il prossimo anno.

 Stelvio

Qui valgono le stesse regole della Giulia: motore diesel aggiornato, così come il V6 turbo benzina della Quadrifoglio.

 

Suzuki Swift ibrida: prezzo, dimensioni e scheda tecnica

La compatta e  maneggevole Suzuki Swift , si adegua ai tempi adottando ora solo propulsori elettrificati.  A differenza di altre concorrenti del suo segmento resta al di sotto dei 4 metri, facilitando cosi l’utilizzo in città,  con un  look  tondeggiante e stiloso. Da segnalare, il notevole upgrade a livello d’infotainment e dei sistemi di assistenza alla guida.

Ecco la scheda tecnica della Suzuki Swift Ibrida:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 265/947 litri
 Alimentazioni Ibrida
 Classe Euro 6 d-Temp
 Cv/kW (da) 90/66
 Prezzo (da) 17.290€

 

INDICE
Novità 2025
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
Perché comprarla
 Prezzi

Con gli aggiornamenti 2026 la Swift Hybrid ntroduce un nuovo comando fisico sulla plancia che permette di disattivare rapidamente l’Intelligent Speed Assist per la durata della sessione di guida e adotta un avviso acustico meno invasivo, ora ridotto di 10 decibel.

Decisamente comoda, consente una buona abitabilità anche in altezza per 4 persone, con sedili avvolgenti e un bagagliaio da 265 litri, ben 54 in più del precedente modello.  Questo nonostante i soli 384 cm di lunghezza, sfruttati in modo molto razionale.

Dimensioni
 Lunghezza 3.840 mm
 Larghezza 1.740 mm
 Altezza 1.480 mm
 Passo 2.450 mm

suzuki swift ibrida usate
suzuki swift ibrida usate

L’abitacolo della Suzuki Swift è caratterizzato da un’impostazione sportiva ed al tempo stesso sobria. Il cruscotto prevede due strumenti circolari con al centro uno schermo LCD da 4,2” che fornisce dati sulle funzionalità in tempo reale dell’auto. Al centro della plancia spicca invece il display dedicato al sistema di infotainment. Le plastiche utilizzate per i rivestimenti non spiccano per piacevolezza al tatto e sono piuttosto rigide, pensate per durare.

Tra i sistemi di assistenza alla guida c’è il cruise control adattivo: quando c’è un veicolo che precede, un radar a onde millimetriche valuta la distanza da esso e automaticamente mantiene la distanza tra i veicoli in base all’impostazione scelta dal guidatore. Quando Suzuki Swift non è preceduta da un veicolo, il sistema mantiene la velocità impostata dal guidatore tra i 40 e i 160 km/h. Inoltre, c’è la funzione ‘attentofrena’ (DSBS). Se il sistema rileva il rischio di collisione emette un allarme acustico e uno visivo sul quadro strumenti. Se il rischio di collisione è alto e il guidatore frena d’improvviso, ‘l’attentofrena’ aziona l’assistenza alla frenata e se il rischio di collisione aumenta ulteriormente, il sistema aziona una forte frenata automatica per tentare di evitare la collisione o ridurre le conseguenze dell’impatto.

suzuki swift ibrida usate
suzuki swift ibrida usate

Il design della Suzuki Swift è stato rivisto rispetto alla generazione precedente ed adesso è caratterizzato da linee morbide e tondeggianti con tetto a sospensione che conferiscono una personalità spiccata alla piccola giapponese. Il frontale è molto articolato grazie ad una mascherina esagonale di ampie dimensioni, separata nettamente dalla parte inferiore e laterale del paraurti. I fari full LED  hanno un look aggressivo e puntano con decisione verso il centro del muso, mentre il cofano ha un aspetto piacevolmente bombato.

La fiancata è molto pulita con passaruota pronunciati  e richiedono una gommatura adatta per evitare un antiestetico di vuoto. Le maniglie posteriori sono nascoste nel montante C mentre il retro della vettura è piuttosto particolare, complice un accenno di coda in corrispondenza del portellone posteriore, mentre la fanaleria quadrangolare si integra molto bene con il design complessivo.

La gamma motori della Suzuki Swift non prevede alcun propulsore diesel ma esclusivamente versioni a benzina  ibride. Il motore 1.2 con il sistema ibrido “leggero” con un propulsore elettrico da 2,6 CV che può contare su una batteria agli ioni di litio da 10Ah, in  grado di sviluppare  83 CV. Disponibile un cambio automatico CVT  e la trazione integrale. A questo si aggiunge  un motore 1.4 turbo da  129 CV accoppiato al sistema MHEV dotato di un motore elettrico ISG (Integrated Starter Generator) da 10 kW (13,6 CV) integrato nell’alternatore .

Il peso inferiore ai 1.000 kg consente alla Suzuki Swift di essere decisamente reattiva su strada e parsimoniosa nei consumi. Per la versione a due ruote motrici  viene dichiarato un consumo medio nel ciclo combinato di 25,6 Km/l mentre nella versione 4WD si scende a 23,8 Km/l.

Gli allestimenti disponibili per la Suzuki Swift Ibrida sono due:

  • Cool: rappresenta quello di accesso alla gamma.
  • Top: è quello più ricco di contenuti.

Cool: in questo allestimento troviamo di serie Android Auto, Apple Car Play, Climatizzatore manuale, Sistema multimediale con schermo touch 7’’, Telecamera posteriore con misuratore di distanza, Cerchi in lega da 16″, Lunotto e vetri posteriori oscurati, Volante in pelle regolabile in altezza, ESP + TCS + ABS.

Top:  la versione Top offre nel prezzo di partenza il navigatore satellitare, il cruise control, l’Adaptive Cruise Control (ACC), il Sistema “My Drive”, il volante a 3 razze in pelle regolabile in altezza con comandi audio, Bluetooth, Adaptive Cruise Control e limitatore di velocità, le finiture interne Pearl White, maniglie cromate, fari FULL LED (anabbaglianti e abbaglianti) a regolazione automatica, specchietti retrovisori esterni in tinta regolabili, riscaldabili e ripiegabili elettricamente con indicatori di direzione integrati, oltre ai sistemi “attento frena”, “guidadritto” e “restasveglio”.

  • Motori: interessante la possibilità di avere anche la Sport in variante ibrida
  • Prezzi: ottimo il rapporto presso-dotazioni
  • Consumi: molto contenuti i consumi del piccolo 1.2

Qui il listino della Suzuki Swift Hybrid aggiornato a dicembre 2025:

Suzuki Swift Prezzo
Hybrid 1.2 Top 2WD 22.500 €
Hybrid 1.2 Top 2WD CVT 24.000 €
Hybrid 1.2 Top 4WD 24.500 €

suzuki swift ibrida usate
suzuki swift ibrida usate

Cose da sapere

Qual è il prezzo di Suzuki Swift Hybrid?

Il modello base di Suzuki Swift Hybrid è disponibile a partire da 17.490 euro. Su automobile.it puoi scegliere Swift Hybrid usate da circa 12.500 euro.

Suzuki Swift Hybrid è dotata di cambio automatico?

Suzuki Swift Hybrid è disponibile anche con cambio automatico a variazione continua (CVT) a 7 rapporti.

Come sono gli interni di Suzuki Swift Hybrid?

Suzuki Swift Hybrid è dotata di un sistema multimediale con touchscreen da 7″;, collegato a quattro altoparlanti, display multifunzione a colori, volante in pelle e sedili anteriori riscaldabili.

Quali sono i consumi reali di Suzuki Swift Hybrid?

Suzuki Swift Hybrid ha un consumo reale medio di 17 km/l, una performance molto simile a Toyota Yaris che raggiunge una percorrenza media di 17,2 km/l.

Quali sono le dimensioni di Suzuki Swift Hybrid?

Suzuki Swift Hybrid è alta 1.495 mm, lunga di 3.840 mm e larga di 1.735 mm, dimensioni molto simili a quelle della concorrente Lancia Ypsilon Hybrid.