Auto aziendali: IVA detraibile e deducibilità dei costi

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La discussione si infiamma a intervalli di tempo regolari. Il trattamento fiscale sull’auto aziendale, in Italia, è oggetto di accesi dibattiti. Da una parte il governo, che pensava di ridurre le agevolazioni sulle vetture di proprietà di imprese e professionisti, dall’altro i diretti interessati, che al contrario chiedevano ulteriori vantaggi fiscali visto che in Europa, generalmente, le auto aziendali sono oggetto di una fiscalità più favorevole.

In attesa di capire cosa succederà, però, ecco tutto quello che c’è da sapere riguardo alle auto aziendali, il cui panorama, in Italia, è complesso e variegato perché cambia in base al tipo di attività che aziende e professionisti svolgono.

INDICE
 Detrazione dell’IVA
 Deducibilità dei costi auto
 IVA esposta

La prima questione interessante riguarda la detraibilità dell’IVA. In Italia l’aliquota dell’Imposta sul Valore Aggiunto è pari al 22%. I professionisti e le imprese possono portare in detrazione una percentuale variabile di questa somma. Generalmente si riesce a detrarre il 40%, perché si è calcolato che un’auto aziendale sia in realtà un mezzo di trasporto per uso promiscuo, che viene utilizzato sia durante l’attività lavorativa, sia nel tempo libero e con la famiglia.

Ci sono veicoli definiti “esclusivamente aziendali” o “ad uso esclusivo” in cui la detraibilità dell’Iva sale al 100%. Tra questi si devono citare i taxi, le vetture delle scuole guida o, ancora, i veicoli appartenenti alle società di noleggio e leasing.

Qui potete trovate tutte gli annunci di auto con IVA deducibile presenti su automobile.it.

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Una voce ancor più consistente, quando si parla di auto aziendali, è quella rappresentata dai costi veri e propri:

  • costo d’acquisto,
  • costi legati alla manutenzione e alle spese per il carburante.

È qui che si gioca la vera partita. Anche in questo caso, la deducibilità è legata all’attività svolta:

  • 20% per professionisti ed artigiani
  • 80% per agenti di commercio

In genere la percentuale non supera il 20% (fino ad un massimo di 18.076 euro) per professionisti e artigiani, ma per altri, come i rappresentanti o gli agenti di commercio, arriva all’80%. Anche in questo caso, i già citati veicoli aziendali ad uso esclusivo possono portare in detrazione l’intero ammontare delle spese sostenute (100%).

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Ma cosa significa portare costi in detrazione? Semplicemente che quelle spese abbassano l’utile durante la stesura della dichiarazione dei redditi e che contribuiscono ad abbassare l’importo delle tasse da pagare.

Spesso, quando si guarda il prezzo delle auto, nuove o usate che siano, si legge una cifra e, a fianco, la dicitura “IVA esposta”. Un’espressione non così di immediata comprensione per alcuni. Diciamo che con questa terminologia si intende il fatto che il prezzo segnalato dal venditore per quel veicolo è comprensivo di IVA.

Perché non scrivere IVA inclusa, quindi? Più che altro per una convenzione. Cioè: quando si parla di Iva inclusa, ci si riferisce di solito a categorie di acquirenti che non possono scaricare l’Iva.

Soggetti privati che sono costretti a pagare il prezzo comprensivo della fatidica Imposta sul Valore Aggiunto. Usando il termine IVA esposta, invece, di solito il venditore vuole sottolineare il fatto che il prezzo segnalato, nel caso si sia un’azienda o un soggetto con partita Iva, è in realtà minore del 22%.

Seat "Official Car Sponsor" del festival Collisioni

Facciamo un esempio, tanto per capirci. Se una concessionaria espone una vettura di seconda mano e, a fianco, riporta un prezzo di vendita di 30.000 euro Iva esposta, significa che un privato dovrà sborsare effettivamente 30.000 euro, mentre una partita Iva (aziendale o singola) dovrà sborsare sì 30.000 euro, ma poi potrà vantare un credito di Iva di 6.600 euro nei confronti dello stato e, a livello di costo d’acquisto, potrà portare in detrazione del 20%, dell’80% o del 100% del valore al netto dell’Iva, pari a 23.400 euro.

L’ammortamento pluriennale

C’è un’ultima questione da affrontare quando si parla di auto aziendali. Partendo dalla considerazione che un’auto viene utilizzata per più di un anno, lo stato Italiano ha stabilito che i costi e i relativi benefici fiscali sull’acquisto di un’auto aziendale vengano spalmati su più esercizi. Più precisamente, in 4 anni.

Questo, sempre per fare un esempio concreto, significa che se nell’acquisto di un’auto aziendale si possono portare in detrazione, diciamo per comodità, 10.000 euro, allora questi saranno spalmati su 4 anni, portando in ciascun esercizio in detrazione una cifra pari a 2.500 euro.

Rottamazione auto: costi, certificato e come fare

I documenti necessari per rottamare un'auto

La legge italiana impone che la rottamazione di un’auto avvenga in centri di specializzati e autorizzati. In alternativa, nel caso in cui il veicolo sia ceduto per acquistarne un altro, è possibile rivolgersi al concessionario, automercato o succursale della relativa casa costruttrice.

Ma cosa serve per rottamare un’auto? Ecco la procedura da seguire e i costi da sostenere.

INDICE
Rottamazione auto: come funziona
Rottamazione auto: quanto costa
Rottamazione auto: gli incentivi
Rottamazione auto: i documenti necessari
Rottamazione auto: quando la vettura non è di proprietà
Rottamazione auto a costo zero: è possibile?
Rottamazione auto: cos’è il certificato e a cosa serve

La rottamazione di un’auto spesso precede l’acquisto di un veicolo nuovo e per tale procedura, il proprietario può rivolgersi al concessionario. Quest’ultimo si occuperà di tutte le pratiche burocratiche per concludere l’operazione. Avrà poi il compito di rilasciare il certificato di rottamazione e di registrare la cessata circolazione dell’auto presso il PRA. Nel caso in cui la rottamazione non coincida con l’acquisto di una nuova vettura, il proprietario dovrà affidarsi ad un demolitore autorizzato. Anche a seguito di questa procedura verrà rilasciato il certificato di rottamazione dell’auto.

Rottamare un’auto comporta delle spese. Il costo complessivo ammonta a circa 89 €. Questa cifra comprende:

  • Imposta di bollo di 32 €
  • Emolumenti ACI di 13,50 €
  • Cancellazione dal PRA di 36,38 €
  • Visura PRA di 7,10 €

La rottamazione di un veicolo permette di usufruire degli incentivi e bonus stanziati dal Governo. L’obiettivo è favorire l’acquisto di veicoli più ecosostenibili. Vediamo gli sconti in base alla fascia di emissione e alla categoria di appartenenza (Euro 0, 1, 2, 3, 4) del veicolo da rottamare:

  • Vetture con emissioni di CO2 da 0 a 20 g/km: sconto che va dai 9.000€ agli 11.000€.
  • Vetture con emissioni di CO2 da 21 a 60 g/km: sconto dai 5.500€ agli 8.000€.
  • Vetture con emissioni di CO2 da 61 a 135 g/km: sconto dai 1.500€ ai 3.000€.

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Per procedere alla rottamazione, è necessaria la consegna di alcuni documenti:

  • Carta di circolazione del veicolo
  • Certificato di proprietà del veicolo
  • Accettazione dell’eredità o dichiarazione sostitutiva di atto notorio, nel caso in cui l’automobilista non sia il proprietario della vettura.
  • Le targhe del veicolo.
  • Documento d’identità valido del proprietario.

Una volta ricevuti questi documenti, il centro demolizioni può concludere la pratica presso gli uffici del PRA. La ricevuta dell’avvenuta comunicazione all’interessato sarà dotata di codice di accesso per poter visualizzare il Certificato di Demolizione Digitale.

Rimborso bollo auto: ecco come funziona nel 2020

Come detto in precedenza, per rottamare un’auto non di proprietà bisogna procedere all’accettazione di eredità o di una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata dal proprietario. Anche in questo caso si può comunque usufruire degli incentivi per acquistare un’auto nuova. È necessario informarsi con i singoli concessionari per capire quali sono i limiti applicati.

La rottamazione di un’auto può avvenire anche a costo zero, senza il pagamento di emolumenti ACI e imposta da bollo. Questo è possibile solo per le auto complete di carrozzeria, motore, centraline e catalizzatore. In questo caso, l’unico costo da sostenere è quello per la cancellazione dal PRA e per le spese di trasporto.

In alcuni casi viene proposta la rottamazione gratis. I demolitori infatti possono guadagnare con la vendita di pezzi di una vettura in stato decente a prezzo vantaggioso.

Il certificato di è un documento che viene rilasciato al proprietario dell’auto al momento della demolizione In questo modo il proprietario è escluso da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa connessa alla proprietà del veicolo. L’obbligo del pagamento del bollo auto termina dal momento della data di consegna registrata nel certificato. L’assicurazione può essere interrotta o trasferita ad un altro veicolo.

Il Certificato di Rottamazione va conservato. In questo modo si può dimostrare di non essere più intestatari del veicolo, in caso di eventuali multe.

Come funziona il calcolo del bollo auto nel 2025?

Guida al calcolo del bollo auto: come sapere quanto pagare 1

Il bollo auto è una tassa che tutti gli automobilisti ricordano di dover pagare una volta all’anno. Fino a qualche anno fa le cose erano abbastanza semplici. C’erano regole generali e un leggero adattamento da parte delle amministrazioni regionali, essendo il bollo proprio di competenza delle Regioni.

Gli effetti della transizione ecologica

Però, con un parco auto sempre più diversificato sul fronte del powertrain e con tante forme di elettrificazione in circolazione, le regole si fanno un po’ più complesse. Ci sono, ad esempio, regioni che esentano il pagamento del bollo per le auto 100% elettriche, quelle che concedono qualche anno di abbuono se si guida un’ibrida e così via. Ma facciamo ordine con un po’ di indicazioni generali.

INDICE
Calcolo bollo auto 2025
Calcolo bollo auto online
Calcolo bollo auto kW
Calcolo bollo auto CV
Come pagare il bollo auto

L’ammontare del bollo auto è legato direttamente alla potenza effettiva dell’auto. Per potenza effettiva si intende il valore che indica quanti kW l’auto è in grado di sviluppare. Un altro parametro che influisce sul valore della tassa è la classe ambientale. Per cui, ad esempio, un’auto Euro 3 o 4 pagherà di più di un’auto Euro 6, a parità di kW.

Entrambi i dati sopra citati, quello sulla potenza e quello sull’omologazione, sono riportati chiaramente sul libretto di circolazione. Poi, in base alla combinazione di queste due informazioni, le singole regioni fanno pagare un bollo il cui totale è dato dal numero di kW moltiplicato per un coefficiente he va da 1,8 a 4 euro.

Questo valore tiene conto, oltre che della classe ambientale, anche della potenza complessiva. Per conoscere esattamente l’importo del bollo auto del proprio veicolo, consigliamo di consultare le guide specifiche dedicate a ciascuna regione presenti sul nostro sito.

Bollo auto Regione per Regione

Per avere un’indicazione precisa si può anche consultare un sito web che consente di calcolare il valore del bollo auto online. Per prima cosa, è possibile usare il servizio online messo a disposizione da ACI, o in alternativa usare l’analogo strumento a disposizione sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Trovare la somma che si dovrà versare basterà inserire il numero di targa, il tipo di veicolo e il codice di sicurezza. In alternativa, alcune regioni dispongono di servizi di calcolo del bollo direttamente sui propri siti.

Come abbiamo visto, il metodo più semplice e preciso per conoscere l’esatto importo da pagare relativo al bollo auto è quello relativo alla potenza espressa in kilowatt. A seconda della classe di emissioni è prevista una tabella con il valore attribuito ad ogni kW e ad essere penalizzate saranno le auto maggiormente inquinanti.

Se non si è in grado di risalire alla potenza espressa in kilowatt sarà possibile effettuare il calcolo bollo auto sulla scorta dei cavalli motore. In questo caso, però, sarà necessario dotarsi di calcolatrice perché per l’operazione da compiere si dovrà dividere il valore di 1,35962 per i cavalli di potenza del motore.

Per il pagamento dell’imposta sugli autoveicoli ci sono diverse possibilità, che variano leggermente da regione a regione. Nello specifico, il pagamento del bollo può essere effettuato:

  • Home Banking (online)
  • PagoPA
  • punti vendita Sisal e Lottomatica
  • Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali)
  • domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni)
  • presso gli sportelli ATM abilitati
  • sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo
  • da IO, l’app dei servizi pubblici
  • tramite Satispay
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • portali dedicati di ciascuna regione

Per aiutarti ad avere un’idea più chiara sui costi di gestione di un’auto, abbiamo realizzato una video infografica in cui sono illustrate classifiche e differenze di spesa tra le varie regioni, sia in termini assoluti sia con riferimento alle singole voci di costo di cui abbiamo parlato nell’articolo

Cose da sapere

Quanto costa il bollo auto?

L’importo del bollo diminuisce con l’aumentare della categoria ambientale e varia da regione a regione.

Quanto costa il bollo auto a kW?

Dipende dalla categoria ambientale del veicolo. Per esempio, per una vettura di categoria Euro 0 si pagherà un importo di circa € 3 a Kilowatt sino ad un massimo di 100 kW, mentre per auto superiori a 100 Kilowatt si dovrà corrispondere una cifra pari circa € 4,50 per ogni kW (l’importo varia per ogni regione).

Come si calcola il bollo auto?

Per capire come si calcola il bollo auto bisogna partire dai kW della tua vettura. I Kilowatt sono indicati nel libretto di circolazione del mezzo.

Visura auto, anche online: come richiederla e quanto costa

visura-auto

La visura auto è il documento che si può ottenere e che racconta la storia della vettura poiché riporta non solo i dati tecnici del mezzo, ma anche quelli di tutti i proprietari e le eventuali annotazioni giuridiche. Scopriamo come si richiede.

INDICE
Visura auto: a cosa serve?
Visura al PRA: come richiederla
Visura PRA online
Visura PRA gratis
Visura storica PRA
Visura ACI: come si richiede
Visura ACI online
Visura ACI gratis

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.
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Spesso si è portati a cercare strade alternative per non essere costretti a pagare le spese per ottenere la visura. Numerosi siti web promettono di effettuare una visura auto totalmente gratuita, ma i servizi offerti sono decisamente limitati e permettono di verificare pochi dati quali la regione di appartenenza, la cilindrata o il tipo di alimentazione.

L’importo complessivo sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio telematico.

Se, invece, si opta per richiedere la visura auto presso le Unità Territoriali ACI PRA si dovrà versare l’importo di legge che varia da 15 a 20 euro.

Esistono due tipologie di visure, quella nominativa attuale e quella storica. Con quest’ultima la ricerca è riferita a tutti i veicoli che sono stati intestati nel tempo al soggetto (persona fisica o persona giuridica) ma che alla data della consultazione non sono più in possesso dello stesso a seguito di vendita o perdita di possesso.

Identica procedura è richiesta per la visura ACI. Ci si dovrà recare all’Ufficio provinciale dell’ACI, compilare l’apposito modulo per richiedere la visura e pagare l’importo di 8 euro. E’ possibile, come alternativa, richiedere all’ACI la visura anche online.

In questo caso, dopo aver digitato l’indirizzo del sito ACI, si dovrà compilare il form dedicato con i dati personali, il numero di targa e la descrizione del veicolo sulla scorta delle indicazioni presenti. Successivamente si dovrà digitare il codice di sicurezza ed effettuare il pagamento richiesto pari ad 8,83 euro.

Come già affermato in precedenza, sono presenti numerosi siti che offrono la possibilità di effettuare una visura targa gratis, ma nella realtà i costi sono mascherati sotto forma di spese di gestione. Il nostro consiglio è quello di affrontare sempre i costi irrisori chiesti dal sito dell’ACI pre procedere alla visura.

Cose da sapere

A cosa serve la visura auto?

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Come si richiede la visura auto?

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Come si chiede la visura auto online?

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.

Quanto costa richiedere una visura auto?

Il costo complessivo della visura sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio.

Tabella euro auto: come verificare la classe ambientale

tabella euro auto

Negli scorsi anni, la lotta contro il cambiamento climatico ha costretto il settore dell’automotive a progettare vetture sempre più ecologiche ed efficienti. E, allo stesso tempo, anche i consumatori sono stati incentivati all’acquisto di auto sostenibili: una delle strategie trovate a questo scopo è stata l’introduzione delle classi ambientali Euro, che permettono di regolare il traffico dei veicoli e i contributi per l’acquisto in base alla categoria emissiva.  È importante sapere la tabella euro auto. Infatti, scegliere un’auto Euro 6 significa poter usufruire non solo degli incentivi all’acquisto, ma anche essere certi di poter circolare nei centri cittadini nei giorni di blocco del traffico. Ma come si può verificare a quale classe ambientale Euro appartiene il proprio veicolo? Scopriamolo in questa guida.

INDICE
 Tabella auto 1 2 3 4 5 6: cos’è la classe ambientale auto?
 Auto Euro 6
 Auto Euro 6 benzina
 Auto Euro 6 diesel
 Auto Euro 5
 Auto Euro 4
 Auto Euro 3
 Auto Euro 2
 Auto Euro 1
 Auto Euro 0
 Verifica classe ambientale auto: come si fa?

Con la classe ambientale auto si indica la categoria emissiva a cui appartiene un determinato veicolo. Si è iniziato a parlare di classi ambientali poiché, per rendere il parco auto europeo più sostenibile, negli scorsi anni l’Unione Europea ha iniziato a implementare dei regolamenti sempre più stringenti per quanto riguarda le emissioni delle autovetture. In particolare, l’UE ha introdotto una serie di standard, identificati con la sigla Euro- seguita da un numero, che i produttori di auto devono rispettare per commerciare i loro veicoli e che con il passare degli anni richiedono livelli di sostenibilità sempre più alti.  

Per esempio, tutti i veicoli prodotti dopo il 2009 devono rispettare gli standard imposti dalla normativa Euro 5, quelli arrivati dopo il 2014 devono rientrare nei livelli di sostenibilità previsti dalla normativa Euro 6. Le classi Euro vanno dalla Euro 0 alla Euro 6:  ed ovviamente più il numero è basso e più l’auto è inquinante, mentre più il numero è alto minore sarà l’emissione di CO2 nell’aria.

Normativa Entrata in vigore
EURO 0 –
EURO 1 1993
EURO 2 1997
EURO 3 2001
EURO 4 2006
EURO 5 2009
EURO 6 2015

Conoscere la classe Euro della propria auto è fondamentale per sapere quando si può o non si può circolare, e negli ultimi anni il divieto di circolazione durante alcuni blocchi del traffico è stato esteso a tutte le vetture con rientranti nella categoria da Euro 0 sino ad Euro 4.

Le auto Euro 6 sono tutte quelle immatricolate a partire dal 1° settembre 2015. All’interno di questa categoria si sono poi aggiunte le sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C e 6D-Temp che si differenziano tra di loro per il quantitativo di emissioni accertato in fase di omologazione. E’ bene sottolineare che in caso di acquisto di auto Euro 6, sia elettriche (con emissioni comprese tra 0 e 60 g/km di CO2) che endogene (con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km di CO2), si potrà godere di un incentivo governativo di un importo che oscilla tra i 2.000 e i 5.000 euro, dipendendo dalla categoria emissiva del veicolo e dall’eventuale rottamazione di una vettura vecchia inquinquinante.

Allo stato attuale le auto benzina dotate di motore tradizionale rientrano negli standard della normativa Euro 6 e possono ancora circolare senza problemi in caso di blocchi del traffico. Infatti, grazie al progresso tecnologico, queste vetture continuano a dimostrarsi poco inquinanti e mantengono un buon valore dell’usato a differenza delle omologhe auto diesel.

La lotta al diesel, al contrario, prosegue senza interruzioni di colpi. Questi motori sembrano essere considerati dai legislatori gli unici responsabili dell’inquinamento cittadino e spesso vengono colpiti da provvedimenti molto stringenti anche a fronte di emissioni davvero contenute. Non è raro, infatti, trovarsi di fronte a blocchi del traffico che penalizzano anche i proprietari di auto diesel Euro 6 ingiustamente equiparate a modelli a gasolio ben più inquinanti.

In questa categoria rientrano tutte le vetture omologate dopo il 1° settembre 2009, ma con un eccezione per quelle che erano già a listino all’entrata in vigore della norma, che hanno potuto essere immatricolate fino al primo gennaio 2011 nonostante non rispettassero gli standard Euro 5. Chi è proprietario di queste auto può godere di una certa tranquillità, in quanto, in generale, può circolare senza restrizioni. Solo le auto diesel Euro 5 fanno eccezione, visto che anche questa categoria viene spesso colpita dai blocchi del traffico per ridurre l’inquinamento cittadino. La produzione di vetture Euro 5 è stata interrotta nel 2014 per il passaggio allo standard Euro 6.

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Rientrano nella classe ambientale Euro 4 tutte le vetture immatricolate a partire dal 1° gennaio del 2006 e fino al 2009. Queste sono state realizzate seguendo la stessa direttiva adottata per le Euro 3, la 98/69B, ma con l’aggiunta di un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2, per contrastare l’inquinamento atmosferico all’interno delle città. Ad oggi, nella maggior parte dei casi, le auto Euro 4 possono circolare anche in caso di blocchi del traffico, ma a breve sono destinate a finire nell’occhio del ciclone.

Tutte le auto immatricolate dopo il primo gennaio 2001 sono omologate Euro 3. Questa classe ambientale è stata introdotta con la direttiva 98/69, adottata nel 199, e con questa omologazione il limite massimo di monossido di carbonio (CO) è stato portato a 2,30 g/km per le auto a benzina e a 0,64 g/km per i veicoli diesel, mentre le emissioni di particolato sono state limitate a 0,05 g/km.

La classe ambientale Euro 2 designa le auto immatricolate dopo il 1° gennaio 1997, quando l’entrata in vigore della direttiva 94/12 impose un ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 ai veicoli prodotti. I limiti previsti per le emissioni di monossido di carbonio sono passati da 2,72 a 2,20 g/km, mentre per il particolato sono scesi da 0,14 a 0,08 g/km.

Le vetture classificate come Euro 1 sono tutte quelle immatricolate a partire dal primo gennaio 1993 e realizzate secondo la direttiva europea 91/441, che ha costretto le aziende a montare sulle macchine le marmitte catalitiche, oppure per i modelli diesel l’alimentazione a iniezione. Per queste vetture il limite di emissioni di monossido di carbonio è di 2,72 g/km e di 0,14 g/km per quelle di particolato.

Le auto Euro 0 sono tutte quelle immatricolate prima del 31 dicembre 1992 che utilizzano benzine al piombo e nessun tipo di sistema di filtraggio dei gas di scarico. Per queste vetture è inibita la circolazione in modo permanente in molte città italiane.

Per conoscere la classe ambientale della propria vettura è possibile consultare in tutta semplicità il Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Basterà cliccare sul link dedicato ai servizi online, selezionare successivamente il titolo “verifica classe ambientale veicolo”, ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa: in questo modo potete conoscere la classe di omologazione della vostra vettura. Per chi non fosse a proprio agio con internet sarà possibile conoscere la classe ambientale auto semplicemente controllando il libretto di circolazione al punto V.9 per le vetture più recenti e nel riquadro 2 per quelle con parecchi anni sulle spalle.

Cose da sapere

Quali sono le auto Euro 6?

Quando si parla di auto Euro 6 ci si riferisce a tutte quelle vetture immatricolate a partire dal mese di settembre 2015. All’interno di questa categoria esistono però diverse omologazioni, in base al livello di emissioni.

Quali sono gli incentivi per l’acquisto di auto Euro 6?

Sono previsti incentivi fino a € 3.500 se si rottama un veicolo con più di 10 anni di vita. Scopri di più sugli incentivi auto 2020.

Come si controlla la classe ambientale dell’auto?

Basta collegarsi al sito internet ilportaldellautomobilista.it  ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa nella sezione dedicata, oppure controllare la classe ambientale dell’auto sul libretto di circolazione.

 

Cos’è il primo bollo auto? Ecco come e dove pagarlo

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo

Pagamento bollo auto nuova: una pratica necessaria che consente di mettersi subito in regola nel momento in cui si acquista una vettura.  Può capitare che ci si dimentichi di compiere questa operazione, ma si può rimediare senza pagare sanzioni eccessive. 

INDICE
Primo bollo auto nuova
Dove si paga il primo bollo auto
Scadenza primo bollo auto
Pagamento bollo prima immatricolazione
Che documenti servono per pagare il bollo?

Al momento dell’acquisto di una vettura è sempre utile tenere a mente la scadenza relativa al primo bollo auto nuova. Normalmente, questo deve essere versato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Tuttavia, se il veicolo viene immatricolato negli ultimi dieci giorni del mese allora si potrà pagare anche nel corso di tutto il mese successivo a quello di immatricolazione. Per conoscere la data di immatricolazione dell’auto sarà sufficiente controllare la carta di circolazione o il foglio di via. Il pagamento è dovuto a decorrere dal mese in cui avviene l’immatricolazione conteggiando per intero la prima mensilità.

Bollo auto Regione per Regione

Per mettersi in regola col pagamento bollo auto nuova si potrà compiere questa operazione sia da casa, sia fisicamente, anche se i canali disponibili variano da regione a regione. Per chi preferisce pagare online, basta collegarsi al sito dell’ACI o dell’Agenzia delle Entrate, oppure sfruttare diversi servizi che utilizzano PagoPA o quelli di home banking. In alternativa è possibile recarsi fisicamente presso gli sportelli ACI o le agenzie di pratiche auto convenzionate, così da far effettuare al funzionario presente un conteggio esatto del pagamento dovuto. 

Ecco tutti i canali di pagamento del primo bollo auto disponibili:

  • Home Banking (online)
  • punti vendita Sisal e Lottomatica
  • Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali)
  • domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni)
  • presso gli sportelli ATM abilitati
  • sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo
  • da IO, l’app dei servizi pubblici
  • tramite Satispay
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • PagoPA

Ribadiamo che i metodi di pagamento variano da regione a regione (molte hanno a disposizione dei canali propri, come portali regionali dedicati), motivo per cui consigliamo di consultare le nostre guide specifiche.

Come pagare un bollo auto economico o non pagarlo affatto

Per evitare di incorrere in sanzioni è sempre opportuno ricordare come la scadenza del primo bollo auto sia sempre quella del mese di immatricolazione, mentre successivamente questo versamento dovrà essere effettuato annualmente ogni 12 mesi. 

Come anticipato, il pagamento del primo bollo auto deve essere effettuato lo stesso mese dell’immatricolazione entro l’ultimo giorno utile, ma se quest’ultima è avvenuta negli ultimi 10 giorni del mese si potrà versare la tassa automobilistica anche il mese successivo. Per pagare correttamente il primo bollo auto si deve quindi considerare il momento in cui avviene l’immatricolazione. Se il veicolo viene acquistato a dicembre, aprile o agosto sarà necessario versare l’intera annualità, tenendo conto del mese di riferimento anche per il versamento della tassa automobilistica per gli anni seguenti, mentre se si acquista l’auto in un mese diverso da quelli indicati in precedenza il pagamento del primo bollo potrà essere frazionato. In questo caso l’importo sarà ridotto in base alle mensilità incluse, a seconda del momento in cui viene registrato l’acquisto e realizzata la prima immatricolazione della macchina. 

Per procedere al pagamento del primo bollo auto non sarà necessario portare con sé numerosi documenti, ma soltanto la carta di circolazione al cui interno sono indicati  tutti i dati necessari per procedere al calcolo dell’importo da versare. Per i pagamenti successivi si potrà portare con sé anche la sola ricevuta del precedente versamento ormai in scadenza. 

Cose da sapere

Quando si paga il primo bollo auto?

Il primo bollo auto nuova essere versato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione, ma se questa operazione è avvenuta negli ultimi dieci giorni del mese allora si potrà pagare anche nel corso del mese successivo a quello di immatricolazione.

Come si paga il primo bollo auto?

Per mettersi in regola col pagamento del primo bollo auto si potrà compiere questa operazione sia da casa, in tutta comodità, collegandosi al sito dell’ACI o dell’Agenzia delle Entrate, sia sfruttando i servizi PagoPA o quelli di home banking. In alternativa è possibile recarsi fisicamente presso gli sportelli ACI così da far effettuare al funzionario presente un conteggio esatto del pagamento dovuto. 

Quando scade il pagamento del primo bollo auto?

La scadenza del primo bollo auto è sempre quella del mese di immatricolazione, mentre successivamente questo versamento dovrà essere effettuato annualmente ogni 12 mesi. 

 

Bollo auto Emilia Romagna 2025: calcolo, pagamento, domiciliazione e verifica

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo

Come nelle altre regioni italiane, anche in Emilia Romagna il pagamento del bollo auto è previsto per i proprietari dei veicoli iscritti al Pubblico Registro amministrativo (PRA), per gli usufruttuari o per gli utilizzatori a titolo di locazione finanziari.

Come in altre regioni italiane, anche in Emilia sono previste agevolazioni o esenzioni per particolari categorie di veicoli o di utilizzatori. Abbiamo quindi raccolto tutte le principali informazioni riguardo il bollo auto 2025 in Emilia Romagna in questa pratica guida. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

BOLLO AUTO 2021: SCARICA LA GUIDA ›

INDICE
Calcolo bollo auto 
Pagamento bollo 
Verifica pagamento bollo auto 
Scadenza bollo auto 
Esenzione bollo auto 

Per il calcolo del bollo auto è possibile sfruttare il servizio sul sito del Automobile Club Italia, inserendo il tipo di veicolo, la Regione di residenza dell’intestatario e la targa del veicolo. Oltre a questo, sul proprio sito, la Regione Emilia Romagna mette a disposizione il tariffario della tassa automobilistica in PDF che riporta i costi in vigore dal 1° gennaio 2025. Inoltre, ricordiamo che  le vetture con potenza superiore a 185 kW sono soggette al superbollo.

Classe di emissioni Costo entro 100 kW Costo oltre 100 kW
Euro 0 3,00 €/kW 4,50 € per ogni kW extra
Euro 1 2,90 €/kW 4,35 € per ogni kW extra
Euro 2 2,80 €/kW 4,20 € per ogni kW extra
Euro 3 2,70 €/kW 4,05 € per ogni kW extra
Euro 4-5-6 2,58 €/kW 3,87 € per ogni kW extra

Per pagare il bollo, i residenti in Emilia Romagna possono contare su diverse modalità. La prima è sicuramente quella legata al servizio di pagamento pagoBollo attraverso l’utilizzo del sistema dei pagamenti elettronici pagoPA tra cui anche le app Satispay e IO. Come in molte altre regioni, il versamento della tassa automobilistica può essere effettuato anche presso le delegazioni ACI, presso le tabaccherie e le Agenzie di pratiche auto autorizzate, presso gli sportelli ATM abilitati e presso gli Uffici postali.

Domiciliazione bollo auto Emilia Romagna

La Regione Emilia Romagna per il momento non prevede la domiciliazione bancaria come metodo di pagamento per la tassa automobilistica.

Il sito dell’ACI ha messo a disposizione un nuovo servizio per richiedere la verifica sui pagamenti effettuati, andando ad inserire semplicemente qualche dato relativo al veicolo. A questo si aggiunge anche il sito dell’Agenzia delle Entrate che permette di controllare i versamenti del bollo effettuati tramite intermediari abilitati.

Il pagamento del bollo va effettuato entro il mese successivo alla data di scadenza relativa all’anno precedente. Per quanto riguarda il primo pagamento, deve essere effettuato per intero entro la fine del mese in cui si è acquistata l’auto o successivo nel caso in cui la registrazione al PRA avvenga negli ultimi dieci giorni del mese.

Per non dimenticarsi quando bisogna pagare la tassa automobilistica è possibile iscriversi al servizio Ricorda la Scadenza messo a disposizione da ACI sulla pagina del suo portale dedicata alla regione Emilia Romagna, che avvisa quando stanno per scadere i termini di pagamento del bollo.

La regione Emilia Romagna prevede alcune esenzioni dal pagamento della tassa automobilistica in alcuni casi specifici:

  • Veicoli di portatori di handicap, con con limitazione di cilindrata: fino a 2000 cc per i veicoli a benzina e ibridi benzina/elettrico; fino a 2800 cc per i veicoli diesel e ibridi gasolio/elettrico; e fino a 150 kW per i veicoli elettrici.
  • Veicoli ultratrentennali non circolanti. Nel caso di veicoli ultratrenntennali circolanti la tassa è calcolata su base forfettaria annuale: 25,82 euro per gli autoveicoli; 10,33 euro per i motoveicoli.
  • Gli autoveicoli e i motoveicoli, di età compresa tra 20 e 29 anni con Certificato di Rilevanza Storico-collezionistico usufruiscono di una riduzione del 50% sull’importo del bollo. Inoltre, i veicoli ultraventennali iscritti in uno dei registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI, in possesso del CRS rilasciato da detti registri, godono dell’esenzione totale.
  • I veicoli elettrici o ad alimentazione monovalente a GPL o metano godono dell’esenzione dal pagamento del bollo auto per 5 anni. A decorrere dalla data di prima immatricolazione. Dopodiché per gli autoveicoli elettrici occorre corrispondere una tassa pari a 1/4 dell’importo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina.

Bollo auto ibride Emilia Romagna

I veicoli ibridi elettrici, GPL o metano, godono di una riduzione nell’importo del bollo. In particolare, i proprietari di questi veicoli sono tenuti a pagare l’importo minimo previsto per la categoria Euro 6, ovvero 2,58 euro/kW, indipendentemente dalla potenza del veicolo.

 

LEGGI ORA:

Cose da sapere

Come pagare il bollo auto in Emilia Romagna?

Il pagamento del bollo auto può essere effettuato mediante il servizio pagoBollo o presso gli uffici postali, tabaccherie e sportelli ATM che aderiscono al sistema di pagamento pagoPA.

Come calcolare il bollo auto in Emilia Romagna?

Il calcolo del bollo auto può essere effettuato in maniera rapida ed efficiente tramite l’apposita sezione presente sul sito dell’ACI. In alternativa è possibile scaricare in formato PDF dal sito della Regione il tariffario in vigore dal 1° gennaio 2025.

A chi rivolgersi per domanda sul bollo auto in Emilia Romagna?

La Regione ha messo a disposizione sul sito una sezione dedicata alle FAQ. Inoltre, è possibile contattare il servizio di assistenza ACI telefonando al numero 051.7459770 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 o scrivendo una e-mail a infobollo@emiliaromagna.aci.it.

Immatricolazione auto: cos’è, tempi e costi

Cos’è e come funziona l’immatricolazione auto

Quando si acquista un’auto nuova è bene verificare, prima di mettersi al volante, che siano state sbrigate tutte le pratiche burocratiche relative all’immatricolazione del mezzo. Portare a termine questa procedura è infatti essenziale per ottenere l’autorizzazione a circolare liberamente su strada. Scopriamo come funziona e quanto costa immatricolare una macchina.

INDICE
Immatricolazione auto: che cos’è?
Come immatricolare l’auto
Prima immatricolazione auto: come funziona?
Costo immatricolazione auto
Tempi immatricolazione auto
Immatricolazione auto estera: quanto costa?

Nel momento in cui si acquista un’auto è necessario procedere all’immatricolazione. Con questa procedura il veicolo viene registrato presso l’Archivio Nazionale Veicoli  (ANV) della Motorizzazione Civile e la vettura in questione viene abbinata ad una targa specifica.

Successivamente, bisogna provvedere alla registrazione del mezzo presso il Pubblico Registro Automobilistico e soltanto al termine di questa duplice procedura si entrarà in possesso della targa e del libretto di circolazione, potendo finalmente guidare la propria auto su strada.

Ma non bisogna farsi prendere la panico: dell’immatricolazione se ne occupa sempre il venditore, tramite un’agenzia di pratiche auto abilitata. L’agenzia presenta all’ufficio provinciale della Motorizzazione una richiesta di immatricolazione allegando i documenti della vettura e del soggetto a cui sarà intestata l’auto. Se la documentazione è completa e corretta la Motorizzazione rilascia la carta di circolazione e una coppia di targhe.

A partire dal 1° giugno 2020 tutte le pratiche di immatricolazione devono essere effettuate obbligatoriamente per via telematica. L’agenzia di pratiche auto dovrà quindi ricorrere ai servizi dello Sportello Telematico dell’automobilista grazie al quale, oltre a effettuare l’immatricolazione, è possibile ottenere la targa, la carta di circolazione e il certificato di proprietà digitale senza bisogno di recarsi fisicamente nei diversi uffici sparsi sul territorio.

Con il termine prima immatricolazione ci si riferisce alle pratiche necessarie, al momento dell’acquisto di un veicolo nuovo, per ottenere la targa e il libretto di circolazione del mezzo, ovvero per ottenere il permesso di condurre il veicolo per strada.

Come spiegato sopra, tramite la prima immatricolazione si associa una targa specifica al mezzo, che viene registrato nell’Archivio Nazionale Veicoli della Motorizzazione Civile e presso il Pubblico registro automobilistico. In ogni caso, le procedure di immatricolazione vengono sempre svolte dal venditore.

In linea di massima, al momento dell’acquisto di una vettura nuova il costo dell’immatricolazione viene incluso nel prezzo di vendita.

Ma, per i più curiosi, scendiamo comunque nel dettaglio dei costi delle varie pratiche da portare a termine. I costi amministrativi totali ammontano a 101,20 euro, che includono quattro imposte di bollo da 16 euro, l’emolumento del PRA di 27 euro e 10,20 euro di diritti per la Motorizzazione. A questi si aggiungono i costi di acquisto delle targhe, pari a 41,78 euro.

Inoltre, ai costi di immatricolazione si sommano la tariffa richiesta dall’agenzia di pratiche auto di cui si serve il venditore e l’imposta provinciale di trascrizione (IPT), che l’ACI incassa per conto delle province. Ogni amministrazione provinciale può aumentare fino al 30% l’importo base dell’IPT, fissato per legge in 150,81 euro per le auto di potenza fino a 53 kW e in 3,519 euro/kW per quelle di potenza superiore.

Nel momento in cui si ha a disposizione tutta la documentazione richiesta e si presenta la stessa presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista i tempi di attesa per l’immatricolazione auto sono decisamente ridotti: si parla di circa 3 giorni lavorativi.

Una volta ricevute le targhe ed il libretto di circolazione si dovrà provvedere alla iscrizione dell’auto al PRA entro i 60 giorni successivi per poter entrare in possesso del certificato di proprietà.

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Per circolare in Italia, l’immatricolazione è necessaria anche nel caso si acquisti una vettura all’estero. Sarà quindi fondamentale immatricolare il veicolo all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile e poi iscriverlo al Pubblico Registro Automobilistico.

Questa procedura deve essere seguita sia se l’acquisto riguarda un’auto nuova che usata. Viene considerata nuova una vettura con meno di 6.000 Km e meno di sei mesi di età.

Per procedere all’immatricolazione, sarà necessario recarsi in un ufficio provinciale della Motorizzazione e presentare la documentazione tecnica e quella fiscale relativa all’auto. Una volta ottenuto l’ok è possibile procedere con la richiesta di immatricolazione e successivamente con l’iscrizione al PRA.

Chi cerca una soluzione più semplice può rivolgersi ad una agenzia di pratiche auto producendo una copia del documento di identità dell’acquirente, la dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza dell’acquirente, i modelli NP2C e NPSD disponibili online o presso gli STA, l’atto di vendita in bollo redatto da un notaio, il certificato di conformità del veicolo rilasciato dal costruttore ed il modello TT2119.

Se l’immatricolazione riguarda una vettura usata, oltre ai documenti già indicati, si deve anche produrre copia della carta di circolazione estera.

Cose da sapere

In cosa consiste l’immatricolazione auto?

Con l’immatricolazione il veicolo viene registrato presso la Motorizzazione Civile e successivamente registrato presso il Pubblico Registro Automobilistico.  Soltanto al termine di questa duplice procedura si entra in possesso della targa e del libretto di circolazione e si può finalmente guidare la propria auto.

Come si immatricola un’auto?

In Italia è il venditore ad occuparsi dell’immatricolazione dell’auto, tramite un’agenzia di pratiche auto abilitata presso lo Sportello telematico dell’automobilista. L’agenzia presenta all’ufficio provinciale della Motorizzazione una richiesta di immatricolazione a allegando i documenti del soggetto a cui sarà intestata l’auto e della vettura.

Quanto costa immatricolare un’auto?

Solitamente il costo di immatricolazione è incluso nel prezzo di acquisto dell’auto e comprende: i costi amministrativi, pari a 101,20 euro, e quelli di acquisto delle targhe, pari a 41,78 euro. A questi vanno aggiunte la tariffa richiesta dall’agenzia di pratiche auto di cui si serve la concessionaria oltre all’imposta provinciale di trascrizione (Ipt) che l’ACI incassa per conto delle province.

Quanto ci vuole ad immatricolare un’auto?

I tempi per l’immatricolazione presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista  sono di circa 3 giorni lavorativi. Una volta ricevute le targhe ed il libretto di circolazione si dovrà provvedere alla iscrizione dell’auto al PRA entro i 60 giorni successivi.

Come funziona l’immatricolazione per le auto estere?

Se si acquista un’auto all’estero è obbligatorio immatricolarla per poter circolare sul nostro territorio. L’obbligo vale sia in caso di acquisto di un’auto nuova che di un’auto usata.  Sarà necessario recarsi in un ufficio provinciale della Motorizzazione e presentare la documentazione tecnica e quella fiscale relativa all’auto. Una volta ottenuto l’ok è possibile procedere con la richiesta di immatricolazione alla Motorizzazione e successivamente con l’iscrizione al PRA

Tagliando auto: ogni quanto farlo, quanto costa e cosa comprende

Tagliando auto: dove farlo, cosa prevede e quanto costa

Prendersi cura della propria vettura è fondamentale per essere certi di avere un’auto sempre in perfetta efficienza. Il tagliando auto è una pratica da rispettare scrupolosamente alle scadenze programmate. Scopriamo come effettuare i vari controlli. E, soprattutto, quanto costa un tagliando auto? Partiamo dall’inizio.

INDICE
Cos’è il tagliando auto
Tagliando auto: cosa comprende?
Ogni quanto si fa il tagliando auto 
Costo tagliando auto
Costo tagliando auto diesel
Le Case più economiche
Primo tagliando auto: quando farlo

Quando si parla di tagliando auto si intende una verifica periodica delle componenti di una vettura da effettuare ad intervalli prestabiliti dalla Casa costruttrice e finalizzata a mantenere la massima efficienza meccanica del mezzo in relazione allo stato di usura complessivo. Rispettando gli intervalli di manutenzione previsti dalla Casa si potrà contare su una maggiore affidabilità della propria auto. Questi, però, non sono identici per tutte le vetture, ma variano a seconda dello specifico modello solitamente sono indicati nel suo manuale di uso e manutenzione. 

Sono molteplici i controlli e gli interventi che vengono effettuati nel corso del tagliando auto. In primo luogo viene effettuato un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire componenti usurate e successivamente si passa al controllo dei liquidi, come quello del radiatore, dell’olio motore, dei freni, il liquido lavavetri ed il refrigerante. Altro intervento previsto nella maggior parte dei tagliandi auto è la sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Infine l’intervento si concluderà con la verifica dello stato di usura degli pneumatici ed il controllo di trasmissione, climatizzatore, marmitta, ammortizzatori, sospensioni e impianto frenante. 

Come anticipato, non esiste un termine unico di riferimento valido per tutte le vetture per capire quando si deve fare il tagliando auto. Sono le singole Case che prevedono gli intervalli di tempo o chilometrici entro i quali è opportuno recarsi presso le officine per effettuare i controlli. In linea generale, tuttavia, si può affermare come per le auto nuove sia corretto procedere al primo tagliando dopo un anno o 10.000. Le vetture che fanno uso di lubrificanti standard potranno essere sottoposte a tagliando ogni 20.000 Km, mentre quelle che utilizzano lubrificanti “longlife” ogni 30.000/50.000 Km. 

Anche in questo caso è impossibile fornire una cifra ufficiale perché il costo del tagliando auto varia a seconda della marca della vettura, del modello e della tipologia di interventi richiesti. In linea generale si può dire che per una utilitaria moderna il primo tagliando, a meno di interventi imprevisti, si aggira sui 200 euro ed in questa cifra solitamente sono inclusi la sostituzione dell’olio motore e del relativo filtro, la sostituzione filtro dell’aria e dell’abitacolo ed il controllo dei livelli tutti i fluidi. 

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Le auto diesel si rivelano più economiche rispetto ai modelli a benzina per quel che riguarda le spese di carburante, ma i costi relativi al tagliando sono leggermente più elevati per le frequenze maggiori con cui tale controllo è richiesto. In generale il costo del tagliando auto diesel si aggira sui 250 euro se non è necessario sostituire pezzi usurati.  

Ma la vera domanda è: quanto costa un tagliano auto? Difficile dare una risposta: troppe sono le variabili in gioco. In primis, il tipo di auto e la marca d’appartenenza. 

Però, in tempi come quelli attuali dove in molti fanno attenzione alle spese è importante sapere quali sono i costi medi per il tagliando auto previsti dalle varie Case. Tra i più economici si segnala la Toyota, con una spesa media di 230, la Suzuki, con una spesa media per il tagliando di 240 euro, e marchi generalisti come Dacia, Fiat, Peugeot e Seat che in media richiedono un importo di 250 euro per il costo del tagliando.  

Un momento delicato per chiunque acquisti un’auto nuova è quello relativo al primo tagliando. In questo caso si può spesso cadere in errore nel capire quando debba essere effettuato. Buona pratica è quella di recarsi presso l’officina autorizzata per procedere al primo tagliando auto entro il primo anno dall’immatricolazione indipendentemente dai chilometri percorsi. 

Cose da sapere

Cos’è il tagliando auto?

Il tagliando auto è un controllo periodico cui deve essere sottoposta la vettura ad intervalli previsti dalla Casa costruttrice. Durante il tagliando auto l’officina procederà ad effettuare una serie di verifiche fondamentali per valutare lo stato delle varie componenti ed in caso procederà alla loro sostituzione.

Quali controlli si prevedono durante il tagliando auto?

Il tagliando auto inizia con un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire alcuni componenti e poi procedere con il controllo dei liquidi e alla sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Si passa poi all’analisi degli pneumatici ed alla verifica della trasmissione, del climatizzatore, della marmitta, degli ammortizzatori, delle sospensioni e dell’impianto frenante.

Ogni quanto si deve fare il tagliando auto?

In generale l’intervallo di tempo con cui effettuare il tagliando è di un anno o 10.000/20.000 Km per le vetture che fanno uso di lubrificanti standard o che circolano in condizioni d’utilizzo gravose, mentre per le vetture che utilizzano lubrificanti “longlife” gli intervalli possono anche arrivare a 2 anni o 30.000/50.000 Km. Di regola il primo tagliando per un’auto nuova è di 12 mesi o 10.000 Km, mentre per un’auto usata è sempre bene controllare quanto previsto dalla Casa nel libretto di uso e manutenzione.

Quanto costa il tagliando auto?

Non si può fare una stima esatta del costo del tagliando auto perché sul conto finale andranno ad incidere non solo la marca ed il tipo di vettura, ma anche la quantità di elementi da sostituire e le ore di lavoro da impiegare. Possiamo dire che le spese standard sono quelle relative alla sostituzione  dell’olio motore e del relativo filtro, alle quali bisogna aggiungere il filtro dell’aria e dell’abitacolo. Quasi tutte le officine includono nel costo del tagliando il controllo dei livelli di tutti i fluidi.

Quali sono le case automobilistiche più economiche per il tagliando auto?

Volendo stilare una classifica delle Case più economiche con il tagliando auto troviamo nelle prime posizioni la Toyota con 230 euro di media, seguita da Suzuki con 240 euro e da Dacia, Fiat, Kia, Lancia, Peugeot, Renault e Seat tutte con una media di 250 euro per il tagliando auto.

Libretto di circolazione auto: come leggerlo, le sigle e le indicazioni sui kw

L’auto è un bene mobile registrato e, in quanto tale, per essere in regola deve essere dotato di tutta una serie di documenti che ne attestano la proprietà, le caratteristiche tecniche e lo stato di manutenzione.

Tra i documenti che ogni automobilista deve sempre avere con sé quando si trova alla guida della propria vettura c’è il libretto di circolazione, una sorta di carta di identità dell’auto all’interno del quale sono racchiuse tutte le informazioni del mezzo oltre alle generalità del proprietario.

La sua forma è regolata da una specifica direttiva europea,  1999/37/CE del 29/4/1999, che ne armonizza aspetto e dimensioni in tutta l’unione. Di seguito è spiegato nel dettaglio come leggere il libretto, capirne le sigle e trovare le indicazioni sui kw del veicolo.

 INDICE
 Libretto auto: che cos’è?
 Come leggere il libretto auto
 Sigle carta circolazione: la legenda
 Smarrimento libretto macchina: cosa fare?
 Dove trovare i kw sul libretto auto

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Grazie alla carta di circolazione viene confermata l’idoneità del mezzo alla circolazione su strada grazie alla presenza di tutti quei requisiti richiesti dalla Motorizzazione Civile.

Nella carta di circolazione vengono riportate le informazioni principali della vettura quali marca, modello, anno di immatricolazione, pneumatici omologati, classe di emissione, consumi dichiarati e potenza massima oltre ai dati anagrafici del proprietario del mezzo. Sul suo retro si trova la legenda della carta di circolazione: consente di interpretare i vari codici. Consente di capire dove leggere i kW sul libretto, per esempio.

Ci sono anche i trasferimenti di proprietà del veicolo e i risultati delle revisioni.

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

La carta di circolazione è composta da quattro quadranti, analizziamo il loro contenuto.

  • Facciata posteriore: questa è riservata alla legenda del libretto di circolazione, all’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà.
  • Facciata anteriore, 1° quadrante: vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario. In alto è riportata prima la sigla dello Stato membro che ha emesso il documento, ma anche il nome per esteso dello Stato e l’autorità competente. Nella parte inferiore viene indicato il numero del libretto di circolazione, mentre in basso è presente il numero d’immatricolazione con un codice alfanumerico che identifica la registrazione alla Motorizzazione Civile.
  • Facciata anteriore, 2° quadrante: qui vengono riportati i dati relativi alla Casa costruttrice, al nome del modello, il numero di telaio, la massa, la data di immatricolazione, la categoria del veicolo, il numero di omologazione del modello, i dati inerenti del motore, le emissioni ed il colore della carrozzeria.
  • Facciata anteriore, 3° quadrante: nel terzo quadrante, infine, sono riportate varie informazioni come le dimensioni del veicolo, il rapporto potenza/tara, le misure dei pneumatici e per esteso la classe di omologazione Euro, compresa, eventualmente, quella come veicolo ibrido con alimentazione benzina o diesel.

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Leggere il libretto di circolazione non è certamente semplice, ma è sufficiente consultare la legenda posta nella facciata posteriore per capire il significato delle singole lettere presenti. Vediamo le più importanti.

  • A: targa del veicolo
  • B: data della prima immatricolazione del veicolo
  • 2.1: cognome del proprietario del veicolo
  • 2.2: nome e data di nascita del proprietario
  • 2.3: indirizzo del proprietario
  • 1: nome del costruttore
  • 2: tipo di veicolo
  • 3: nome dell’auto
  • E: numero di telaio dell’auto
  • 1: massa massima ammissibile a pieno carico
  • 2: massa massima ammissibile a pieno carico in servizio
  • 3: massa massima ammissibile dell’insieme costituito dal veicolo a pieno carico e dal rimorchio

Legenda libretto auto: gli altri codici

Nel libretto auto poi sono indicati altri codici. Eccoli di seguito:

Codice Significato
G massa del veicolo in circolazione carrozzato e munito del dispositivo di attacco per i veicoli trattori di categoria diversa dalla M1
I data di immatricolazione alla quale si riferisce la carta di circolazione. Se l’auto è stata ritargata, questa datà sarà successiva a quella del paragrafo B.
J Categoria de veicolo, e in particolare:

J: categoria del veicolo

J.1: destinazione ed uso del veicolo

J.2: carrozzeria del veicolo

K numero di omologazione del tipo (se disponibile)
L numero di assi
M interasse
N Ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg. In particolare:

N.1: asse1 (kg)

N.2: asse 2 (kg), se del caso

N.3: asse 3 (kg), se del caso

N.4: asse 4 (kg), se del caso

N.5: asse 5 (kg), se del caso

O O.1: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio frenato (kg)

O.2: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio non frenato (kg)

P P.1: cilindrata (cm3)

P.2: potenza netta massima (kW)

P.3: tipo di combustibile o di alimentazione

P.5: numero di identificazione del motore

Q rapporto potenza/massa in kW/kg (solo per i motocicli)
S S.1: numero di posti a sedere, compreso quello del conducente

S.2: numero di posti in piedi (se del caso)

U U.1: livello sonoro a veicolo fermo [dB(A)]

U.2: livello sonoro a regime del motore (giri×min−1)

V V.1: CO (g/km o g/kWh)

V.2: HC (g/km o g/kWh)

V.3: NOx (g/km o g/kWh)

V.5: particolato per i motori diesel (g/km o g/kWh)

V.7: CO2 (g/km)

V.9: indicazione della classe ambientale di omologazione CE

 

In caso di furto o smarrimento del libretto di circolazione si deve seguire scrupolosamente il seguente iter burocratico.

In primo luogo è obbligatorio procedere con la denuncia agli organi di polizia per ottenere un duplicato del documento entro 48 ore dallo smarrimento libretto di circolazione. Al momento della denuncia l’organo di Polizia verifica se il documento è duplicabile direttamente senza richieste ulteriori da parte dell’utente oppure se il duplicato del libretto di circolazione dovrà essere richiesto dall’interessato ad un Ufficio motorizzazione civile. Una volta ricevuta la domanda, quest’ultimo ha precisamente 45 giorni di tempo per completare l’invio.

In entrambi i casi verrà rilasciato un permesso provvisorio fondamentale per circolare con il proprio veicolo. Dal momento del rilascio del permesso provvisorio, la carta di circolazione identificata nella denuncia non è più valida ed in caso di ritrovamento o restituzione deve essere distrutta.

Se al momento della denuncia si potrà duplicare il libretto di circolazione l’organo di polizia invia la richiesta di duplicato al Ministero e rilascia un permesso provvisorio di circolazione del veicolo.

Successivamente il nuovo documento sarà spedito all’indirizzo di residenza dell’intestatario del veicolo con posta assicurata, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.

Se, invece, la carta di circolazione  non potrà essere duplicabile l’interessato dovrà fare la richiesta di duplicato ad un Ufficio motorizzazione civile ed in questo caso sarà necessario presentare la domanda su modello TT 2119, effettuare il versamento di € 10,20 sul c/c 9001 ed allegare la denuncia di smarrimento presentata agli organi di polizia, un documento di riconoscimento in corso di validità ed il permesso provvisorio di circolazione rilasciato all’atto della denuncia.

Se la motorizzazione civile non risponde entro i 45 giorni limite, come già detto, ricordiamo che è possibile rivolgersi al call center. Il numero verde attivo dalle ore 08:00 alle 20:00 dal lunedì al venerdì e dalle ore 08:00 alle ore 14:00 il sabato è il seguente: 800 23 23 23.

Le informazioni sulla carta di circolazione che concernono i kW dell’auto si trovano sotto al codice “P”, accanto al quale troviamo tutto ciò che riguarda il suo motore. Precisamente, si deve cercare nel secondo quadrante della facciata anteriore. Di fianco al codice “P.2”, troveremo la potenza massima espressa in kilowatt.

Cose da sapere

Cos’è il libretto di circolazione?

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Come leggere la carta di circolazione?

Il libretto di circolazione è suddiviso in quadranti e ognuno contiene delle informazioni specifiche. Ad esempio, nel quadrante posteriore è riportata  la legenda del libretto di circolazione, l’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà. La facciata anteriore può essere suddivisa in tre quadranti: nel primo vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario, nel secondo  i dati relativi alla Casa costruttrice e al modello e nel terzo le altre informazioni, come quelle relative a pneumatici e omologazione.

Cosa fare i caso di furto o smarrimento del libretto?

La prima cosa da fare è denunciare il furto o lo smarrimento alle forze di polizia, che procederanno con il rilascio di un permesso provvisorio di circolazione. Successivamente, si riceverà un duplicato del documento direttamente a casa, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.