Noleggio a lungo termine privati: ecco tutto quello che devi sapere

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Tra le alternative all’acquisto auto, quella più gettonata negli ultimi tempi sembra essere il noleggio a lungo termine, un mercato in crescita e un servizio proposto dalle stesse case automobilistiche.

Ma cosa si intende per noleggio e perché è differente dal leasing? In questo articolo proviamo a rispondere a molte delle vostre domande, come per esempio perché sceglierlo e se è davvero una soluzione conveniente. Vi sveleremo inoltre, quali sono le auto più noleggiate d’Italia, offrendovi anche qualche utile consiglio su cosa fare prima!

INDICE
Cos’è il noleggio a lungo termine?
Noleggio a lungo termine: i trend di mercato
Noleggio a lungo termine: le auto più scelte

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

In precedenza riservato ai professionisti e alle partite IVA, nel corso degli anni ha subito una trasformazione, sino ad essere offerto anche come noleggio a lungo termine per privati, rappresentando una valida alternativa all’acquisto. Con questa formula contrattuale si può noleggiare una vettura, per un periodo di tempo che varia dai 24 ai 48 mesi, pagando una rata mensile fissa che include tutti gli oneri accessori quali il bollo, l’assicurazione o la manutenzione del veicolo.

La differenza principale tra noleggio a lungo termine ed il leasing riguarda la fine del contratto poiché, nel secondo caso, alla scadenza dello stesso l’automobilista potrà decidere di riscattare la vettura corrispondendo una maxi rata finale alla società di leasing, mentre nel caso di noleggio a lungo termine questa ipotesi non è contemplata.

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Come attestano i dati divulgati da ANIASA, l’Associazione per i servizi legati alla mobilità all’interno di Confindustria, nel 2020 i noleggi a lungo termine da parte degli automobilisti italiani sono aumentati del 2,7% rispetto all’anno precedente.complice anche la pandemia, mentre per l’intero 2021 si ipotizza una crescita rispetto al 2020 del 19,3%.

C’è una grande differenziazione tra le tipologie di auto scelte per il noleggio a lungo termine. Grazie ai dati disponibili relativi allo scorso anno si è potuto appurare come tra le citycar, la Fiat sia riuscita ad imporsi in questo mercato grazie all’intramontabile Panda, mentre nel segmento delle vetture premium è stata l’Alfa Romeo Stelvio a fare dei notevoli passi avanti spazzando via la concorrenza dei brand tedeschi rappresentati da BMW, Audi e Mercedes. Il gruppo FCA è riuscito inoltre a piazzare molti altri modelli nella top 10 delle auto più scelte nel 2020. Oltre alla Panda, prima in classifica, ed alla Stelvio, nona, troviamo la Fiat Tipo all’ottavo posto alle spalle della Lancia Ypsilon e la Fiat 500X al quarto subito dietro la Jeep Renegade.

Noleggio a lungo termine privati: ecco tutto quello che devi sapere

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Cose da sapere

Cos’è il noleggio a lungo termine?

Con il noleggio a lungo termine si può noleggiare una vettura, per un periodo di tempo che varia dai 24 ai 48 mesi, pagando una rata mensile fissa che include tutti gli oneri accessori quali il bollo, l’assicurazione o la manutenzione del veicolo.

Quali sono le auto più noleggiate con il noleggio a lungo termine?

Nel 2020 l’auto più noleggiata con la formula del noleggio a lungo termine è stata la Fiat Panda. Nella classifica troviamo anche altre auto del gruppo FCA, come la Fiat Tipo, la Fiat 500 X e la Jeep Renegade.

Quali sono le prospettive 2021 sul noleggio a lungo termine?

Nel 2021 si ipotizza una crescita rispetto al 2020 del 19,3% per il noleggio a lungo termine.

Qual è la differenza tra noleggio a lungo termine e leasing? Ecco come scegliere la formula più vantaggiosa per te

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine?

Nel corso degli ultimi anni si sono fatte strada formule alternative all’acquisto dell’auto che hanno convinto sempre più automobilisti come il noleggio a lungo termine ed il leasing. Scopriamo le differente ed i vantaggi delle rispettive offerte.

INDICE
Differenza tra noleggio e leasing
Differenza tra leasing e finanziamento
Leasing o noleggio a lungo termine? Ecco come scegliere
Noleggio e leasing: le differenze dal punto di vista fiscale

Con la definizione di noleggio si intende un contratto di abbonamento che consente di utilizzare il veicolo senza diventarne proprietario. Verrà richiesto il pagamento di una rata mensile comprensiva di tutti i costi connessi all’uso della macchina, quali le spese inerenti l’assicurazione, quelli relativi alla manutenzione ordinaria e straordinaria, il bollo e l’assistenza stradale.  Allo scadere del contratto si potrà scegliere se restituire il mezzo o optare per una nuova vettura sottoscrivendo un nuovo contratto di noleggio.

Con il leasing, invece, si intende un’operazione di finanziamento con la quale la società di leasing, proprietaria dell’auto, cede l’auto al privato dietro il pagamento di una rata fissa mensile. Allo scadere del contratto si potrà scegliere se diventare proprietari della vettura, corrispondendo alla società di leasing il pagamento di una maxi rata finale, procedere alla restituzione del mezzo, sottoscrivere un nuovo contratto di leasing o prorogare il contratto esistente.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

È utile non cadere in errore quando si paragonano leasing e finanziamento. Con il leasing  si potrà diventare proprietari dell’auto solo al termine del contratto, mentre con il finanziamento lo si diventa subito a fronte dell’impegno a ripagare il debito. Il leasing, inoltre, non obbliga all’acquisto finale del bene.

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Per capire quale delle due formule contrattuali convenga sottoscrivere, se leasing o noleggio a lungo termine, bisogna valutare alcuni fattori. Il leasing è certamente più adatto alle partite IVA perché le spese sono deducibili ma, di contro, nel pagamento della rata mensile non sono comprese le spese accessorie che, invece, sono previste nel noleggio a lungo termine. Quest’ultimo, quindi, conviene a chi vuole cambiare vettura ogni 4/5 anni e a chi non vuole preoccuparsi di scadenze e manutenzioni varie.

Analizziamo le differenze tra noleggio e leasing dal punto di vista fiscale. Con il noleggio i canoni sono totalmente deducibili ai fini IRES e IRAP a prescindere dalla durata d’ammortamento, ma non sono previste agevolazioni fiscali collegate al bene. Con il leasing, invece, è consentita la deducibilità della rata ai fini IRES ed inoltre è prevista una deduzione fiscale in un periodo pari a 2/3 del periodo d’ammortamento.

noleggio a lungo termine
noleggio a lungo termine

Cose da sapere

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine?

Con la definizione di noleggio si intende un contratto di abbonamento che consente di utilizzare il veicolo senza diventarne proprietario. Verrà richiesto il pagamento di una rata mensile comprensiva di tutti i costi connessi all’uso della macchina. Con il leasing, invece, si intende un’operazione di finanziamento con la quale la società di leasing, proprietaria dell’auto, cede l’auto al privato dietro il pagamento di una rata fissa mensile. Allo scadere del contratto si potrà scegliere se diventare proprietari della vettura, corrispondendo alla società di leasing il pagamento di una maxi rata finale, procedere alla restituzione del mezzo, sottoscrivere un nuovo contratto di leasing o prorogare il contratto esistente.

Qual è la differenza tra leasing e finanziamento?

Con il leasing  si potrà diventare proprietari dell’auto solo al termine del contratto, mentre con il finanziamento lo si diventa subito a fronte dell’impegno a ripagare il debito. Il leasing, inoltre, non obbliga all’acquisto finale del bene.

Quali sono le differenze fiscali tra leasing e noleggio a lungo termine?

Con il noleggio i canoni sono totalmente deducibili ai fini IRES e IRAP a prescindere dalla durata d’ammortamento, ma non sono previste agevolazioni fiscali collegate al bene. Con il leasing, invece, è consentita la deducibilità della rata ai fini IRES ed inoltre è prevista una deduzione fiscale in un periodo pari a 2/3 del periodo d’ammortamento.

Acquisto auto usate 2021: i modelli migliori sul mercato

Acquistare un’auto usata rappresenta una soluzione ottimale per trovare un giusto compromesso tra le esigenze di budget e il desiderio di mettere in garage la vettura dei propri sogni. In commercio si possono trovare vetture di ogni prezzo. Vediamo i modelli più interessanti.

INDICE
Auto usate da 500 a 1000 euro
Acquisto auto ibride usate
Auto usate GPL
Auto sportive economiche usate
Auto suv usate
Auto utilitarie usate da acquistare
Auto per neopatentati usate
Auto usate km 0

È possibile acquistare un’auto usata spendendo davvero poco, purché ci si accontenti di modelli con parecchi anni e chilometri sulle spalle.

Auto usate tra i 500 e i 1000 euro Prezzo (da)
Renault Megane (2002) 700 €
Ford Focus (2001) 500 €
Ford Ka (2002) 500 €
Ford Ka (2002) 500 €

Renault Megane: la berlina francese ha fatto discutere all’epoca per via di uno stile di rottura che l’ha resa immediatamente riconoscibile. Esemplari del 2002 con motore 1.6 benzina hanno prezzi di partenza di 700 euro.

Ford Focus: è stata uno dei maggiori successi della Casa dell’Ovale Blu grazie ad un design senza tempo che la rende ancora oggi attuale. Per un modello del 2001 con motore benzina 1.6 i prezzi si aggirano sui 500 euro.

Ford Ka: la Casa americana ha riscosso un enorme successo ad inizio anni 2000 con la citycar dal look tondeggiante e paraurti in plastica grezza utili per ridurre il panico da piccoli graffi. Per un esemplare del 2002 con 84.000 Km i prezzi partono da 500 euro.

Alfa Romeo 159: dopo il successo della 156 la 159 ha ricevuto una accoglienza tiepida per via di un telaio non all’altezza del motore. Il motore 1.9 JTD si rivela indistruttibile e parsimonioso. I prezzi partono da 500 euro.

Nonostante la tecnologia ibrida si sia diffusa di recente, è possibile trovare nel mercato dell’usato molte offerte interessanti.

  • Honda Insight (2009)
  • Toyota Prius (2004)
  • Toyota Yaris (2012)
  • Toyota CH-R (2017)

Honda Insight: passata sottotraccia nel mercato italiano, la Honda Insight si rivela una berlina comoda per affrontare lunghi viaggi e parsimoniosa nei consumi grazie all’unità ibrida da 1.3 litri. I prezzi partono da 4.500 euro.

Toyota Prius: il modello simbolo tra le auto ibride è giunta alla terza generazione, ma nel mercato dell’usato sono presenti numerose offerte a prezzi vantaggiosi. Per un esemplare del 2004 con 114.000 Km sulle spalle i prezzi partono da 4.500 euro.

Toyota Yaris: il piccolo genio è una delle utilitarie più apprezzate del mercato e grazie al motore ibrido da 1.5 litri è in grado di bere davvero poco. I prezzi per un esemplare del 2012 con 125.000 Km partono da 7.500 euro.

Toyota CH-R: è uno dei SUV più ammirati e desiderati grazie ad una linea davvero ben riuscita, ma sotto il cofano il motore da 1.8 litri assicura prestazioni briose e consumi contenuti. I prezzi per un esemplare del 2017 partono da 17.200 euro.

Sono davvero molte le offerte di vetture dotate di alimentazione GPL presenti sul mercato dell’usato.

Auto usate GPL Prezzo (da)
Fiat Punto (2009) 2.200 €
Lancia Delta (2013) 5.200 €
Renault Clio (2012) 3.500 €
Opel Meriva (2012) 5.800 €

Fiat Punto: la seconda generazione della Fiat Punto è stata un vero e proprio successo commerciale per la Casa italiana e la versione dotata di alimentazione GPL si rivela l’ideale per contenere i costi di gestione. I prezzi partono da 2.200 euro per un esemplare con 132.000 Km.

Lancia Delta: il nome storico è stato rispolverato per realizzare una berlina di segmento C elegante e raffinata. Il motore 1.4 T-Jet da 120 CV è adeguato alla massa complessiva, mentre il prezzo di 5.200 euro per un esemplare con 175.000 Km la rende appetibile per un acquisto.

auto gpl usate
auto gpl usate

Renault Clio: altra utilitaria di grande successo, la Renault Clio ha colpito il pubblico per un design ben realizzato che strizza l’occhio alla sportività. Il motore da 1.2 litri alimentato a GPL si rivela affidabile e parco. I prezzi partono da 3.500 euro.

Opel Meriva: nel segmento dei monovolume la Opel Meriva è stata una delle vetture più acquistate prima di cedere il passo all’avanzata di SUV e crossover. Il propulsore 1.4 turbo da 120 CV si sposa alla perfezione con l’alimentazione GPL. I prezzi partono da 5.800 euro.

Chi cerca una vettura sportiva, ma non vuole dilapidare i propri risparmi, può guardare con interesse al mercato dell’usato.

  • BMW Serie 6 (2015)
  • BMW M4 (2016)
  • Audi TT coupé (2000)
  • Peugeot RCZ (2011)

BMW Serie 6: una gran turismo che nasconde un’anima sportiva. La BMW Serie 6 si caratterizza per uno stile controcorrente e prestazioni esaltanti grazie al motore benzina da 319 CV. I prezzi per un esemplare con appena 49.000 Km partono da 32.500 euro.

BMW M4: altra esponente della Casa dell’elica è la M4. La sigla M indica sportività allo stato puro, così come il design assolutamente aggressivo. Il motore eroga la bellezza di 430 CV, mentre i prezzi partono da 40.900 euro.

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Audi TT coupé: quando è uscita sul mercato ha lasciato tutti di stucco per via di un design senza tempo che la rende ancora oggi assolutamente desiderabile. Il motore da 1.8 litri eroga 180 CV, mentre i prezzi per un esemplare con 155.000 Km partono da meno di 4.000 euro.

Peugeot RCZ: la Casa francese è entrata nel segmento delle auto sportive con una coupé dal look personale e felino che ancora oggi riesce a far voltare le teste. Sotto il cofano batte un motore benzina da 1.8 litri e 156 CV. I prezzi partono da 10.300 euro per esemplari con poco più di 100.000 Km.

I SUV hanno ormai invaso il mercato diventando la scelta principale di ogni automobilista e questo ha fatto sì che sul mercato dell’usato si trovino molte proposte interessanti.

Auto SUV usate Prezzo (da)
Hyundai Kona (2017) 12.300 €
Alfa Romeo Stelvio (2017) 26.400 €
Nissan Qashqai (2019) 14.450 €
Audi Q3 (2016) 22.480 €

Hyundai Kona: la Casa coreana ha colto nel segno con il suo SUV caratterizzato da uno stile decisamente personale e controcorrente. Per un esemplare dotato del motore 1.0 T-GDI e 60.000 Km i prezzi partono da 12.300 euro.

Alfa Romeo Stelvio: il primo SUV del Biscione ha stupito tutti per l’anima sportiva tipica del DNA Alfa rimasta immutata. Il 2.0 litri benzina da 280 CV, unito alla trazione integrale, offre prestazioni di alto livello. I prezzi partono da 26.400 euro.

Nissan Qashqai: la seconda generazione del SUV giapponese è stato ancora una volta apprezzato dal mercato grazie ad un ottimo rapporto qualità/prezzo. Proprio i prezzi si rivelano vantaggiosi nel mondo dell’usato. Per esemplari dotati di motori benzina e 24.000 Km si parte da 14.450 euro.

Audi Q3: un SUV importante che racchiude in sé tutta la tecnologia della Casa dei quattro anelli. Il motore 1.4 benzina è decisamente adeguato alla massa della vettura, mentre i prezzi per modelli con meno di 30.000 Km partono da 22.480 euro.

Anche il settore delle utilitarie si mostra ricco di offerte adatte a tutte le tasche. Vediamo le proposte più interessanti.

  • Fiat 500 (2019)
  • Citroen C1 (2018)
  • Audi A1 (2016)
  • Toyota Aygo (2015)

Fiat 500: utilitaria chic dal look vintage, la Fiat 500 continua ancora oggi ad essere una delle vetture più desiderate. Per un esemplare dotato dell’inossidabile 1.2 benzina con 29.000 Km si parte da 9.900 euro.

fiat 500 usata
fiat 500 usata

Citroen C1: utilitaria dal look stravagante nata dall’unione delle forze con Peugeot e Toyota, la C1 è la scelta ideale per chi cerca una vettura compatta ma non per questo povera. Il motore da 68 CV è parco nei consumi senza essere piantato. Si parte da 7.000 euro per esemplari con soli 3.300 Km.

Audi A1: la vettura entry level della Casa tedesca rappresenta un giusto compromesso per chi cerca un’utilitaria di lusso. Il motore benzina da 1.0 litri le calza a pennello. I prezzi partono da 12.500 euro.

Toyota Aygo: la base è la stessa della C1, ma il look è decisamente personale grazie alla grande X che domina il frontale. Il motore benzina da 1.0 litri e 69 CV regala brio e consumi contenuti. I prezzi partono da 6.500 euro.

 

I neopatentati possono guidare per il primo anno vetture con una potenza non superiore a 95 CV. I modelli usati presenti sul mercato sono numerosi.

Auto usate per neopatentati Prezzo (da)
Seat Mii (2015) 3.900 €
Fiat Panda (2019) 8.000 €
Smart Fortwo (2018) 9.800 €
Opel Karl (2016) 7.400 €

Seat Mii: nata dalla condivisione delle componenti con VW e Skoda, la Mii è una vettura adatta ai neopatentati grazie alle dimensioni contenute così come la potenza. Per un esemplare con 130.000 Km si parte da 3.900 euro.

Fiat Panda: la terza generazione della citycar torinese continua a registrare record di vendita e nel mercato dell’usato si trovano molte offerte a prezzi interessanti. Modelli con appena 16.000 Km, e motore benzina da 69 CV, partono da 8.000 euro.

Smart Fortwo: la citycar per eccellenza, con due soli posti, è ormai venduta solo con motore elettrico, ma nel mercato dell’usato sono parecchie le offerte di modelli a benzina con motore da 71 CV adatto ai neopatentati. Si parte da 9.800 euro.

Opel Karl: ormai fuori produzione, la Opel Karl è una vettura solida che basa tutto sulla sostanza e non sull’apparenza. I 75 CV del motore benzina da 1.0 litro la rendono ideale per i neopatentati. Si parte da 7.400 euro.

L’acquisto di una vettura usata Km 0 è un giusto compromesso per mettersi al volante di un’auto praticamente nuova ma ad un prezzo invitante perché ordinata dalla concessionaria per essere esposta nello showroom.

  • Jaguar XF
  • Volvo S60
  • BMW Serie 1
  • Volkswagen Tiguan

Jaguar XF: riuscire a mettere le mani su una vettura dell’iconica Casa inglese non è alla portata di tutti, ma tra le offerte delle vetture Km 0 si trovano proposte interessanti come la Sportbrake da 240 CV. I prezzi partono da 39.900 euro.

Volvo S60: il fascino dello stile svedese rende la Volvo S60 la scelta perfetta per chi vuole una vettura di classe senza dover scegliere la “classica” tedesca. Il motore ibrido regala 300 CV di potenza. I prezzi partono da 43.800 euro.

BMW Serie 1: la entry level della Casa tedesca è giunta alla terza generazione ed ha fatto storcere il naso per l’abbandono alla trazione posteriore. Il motore benzina da 108 CV è un giusto compromesso tra brio e consumi contenuti. I prezzi partono da 21.250 euro.

Volkswagen Tiguan: SUV di notevole successo per il costruttore tedesco, la Tiguan è dotata di una linea che invecchia splendidamente. 27.600 euro è il prezzo richiesto per esemplari dotati del motore benzina da 1.5 litri e 150 CV.

Cose da sapere

Quali sono le migliori auto ibride usate sul mercato?

Nonostante la tecnologia ibrida si sia diffusa di recente, è possibile trovare nel mercato dell’usato molte offerte interessanti, come Honda Insight (2009, da 4.500 euro), Toyota Prius (2004, da 4.500 euro), Toyota Yaris (2012, da 7.500 euroda 7.500 euro) eToyota CH-R (2017, da 17.200 euro).

Quali sono le migliori auto GPL usate da comprare?

Sono davvero molte le offerte di vetture dotate di alimentazione GPL presenti sul mercato dell’usato. Le più interessanti sono: Fiat Punto (2009, da 2.200 euro ), Lancia Delta (2013, da 5.200), Renault Clio (2012, da 3.500 euro), Opel Meriva (2012, da 5.800).

Quali sono i migliori SUV usati da acquistare?

I SUV hanno ormai invaso il mercato diventando la scelta principale di ogni automobilista e questo ha fatto sì che sul mercato dell’usato si trovino molte proposte interessanti, come la Hyundai Kona (2017, da 12.300 euro), laAlfa Romeo Stelvio (2017, da 26.400 euro), la  Nissan Qashqai (2019, da 14.450 euro) e l’Audi Q3 (2016, da 22.480 euro).

Quali sono le migliori utilitarie usate sul mercato?

Anche il settore delle utilitarie si mostra ricco di offerte adatte a tutte le tasche. Vediamo le proposte più interessanti: Fiat 500 (2019, da 9.900 euro), Citroen C1 (2018, da 7.000 euro ) Audi A1 (2016, da 12.500 euro), Toyota Aygo (2015, da 6.500 euro).

Quale auto usata scegliere per un neopatentato?

I neopatentati possono guidare per il primo anno vetture con una potenza non superiore a 95 CV. I modelli usati presenti sul mercato sono numerosi. Ecco alcuni dei migliori: Seat Mii (2015, da 3.900 euro), Fiat Panda (2019, da 8.000 euro), Smart Fortwo (2018, da 9.800 euro) Opel Karl (2016, da 9.800 euro).

 

Quanto costa avere un’auto in Italia?

Quanto costa avere un'auto in Italia? 6

Fin dal momento del boom della motorizzazione di massa, avvenuta ormai più di mezzo secolo fa, quella dell’automobile ha sempre rappresentato una delle principali voci di spesa nel bilancio annuale delle famiglie italiane. Oggi le cose sono leggermente cambiate. Soprattutto nell’ultimo anno, a causa della pandemia da Coronavirus, le finanze degli italiani si sono spostate su beni diversi. In primis per una questione puramente economica e, in secondo luogo, per via dei lunghi periodi di chiusura che hanno inevitabilmente portato a periodi relativamente lunghi di inutilizzo delle automobili.

Ad ogni modo, le spese inerenti l’assicurazione RCA, il bollo, il tagliando e soprattutto il carburante comportano ogni anno un investimento importante per gli automobilisti italiani. Ma questi costi non sono identici in tutta la Penisola, ma variano da regione a regione, soprattutto quando si parla di premi assicurativi.

 

INDICE
Media nazionale e confronti regionali
RC Auto
Carburante
Tagliando e bollo
Calcolo costo annuale: come fare

 

Come dicevamo, la pandemia da Coronavirus ha modificato leggermente i costi di manutenzione di un’auto in Italia. Nel 2019, il costo medio annuo per il mantenimento di un’auto si attestava sui 1.600 euro, mentre nel 2020, questa cifra è scesa fino a 1.492 euro, ovvero il 7,4% in meno. Su questa cifra una delle componenti con il peso maggiore è rappresentata dal carburante, che incide mediamente per circa 775 euro, mentre per l’assicurazione occorrono in media 532 euro.

Tuttavia, queste cifre possono variare anche in maniera considerevole in base alla regione nella quale ci si trova a vivere. La regione migliore sotto questo punto di vista è la Valle d’Aosta, che nel 2020 ha registrato un costo medio di 1.240 euro. Quella più cara per il mantenimento di un’auto è stata invece la Campania, con un prezzo medio annuale che è arrivato fino a 2.032 euro.

 Regione Costi manutenzione
Friuli Venezia Giulia 1.563 euro
Lombardia 1.535 euro
Emilia Romagna 1.388 euro
Sardegna 1.431 euro
Marche 1.419 euro
Valle d’Aosta 1.240 euro
Basilicata 1.357 euro
Lazio 1.606 euro
Piemonte 1.432 euro
Sicilia 1.444 euro
Liguria 1.341 euro
Abruzzo 1.452 euro
Puglia 1.443 euro
Toscana 1.466 euro
Trentino 1.579 euro
Calabria 1.593 euro
Veneto 1.550 euro
Molise 1.475 euro
Umbria 1.508 euro
Campania 2.032 euro

Come dicevamo, la Polizza RC Auto, che oltre tutto è obbligatoria per poter circolare con la propria vettura, rappresenta una delle principali voci di spesa ogni anno per gli automobilisti italiani. Questa nel 2020 ha inciso per un importo medio di 532 euro, dato in calo rispetto al 2019 quando il costo medio era di 573 euro, pur rappresentando ancora comunque il 35% del costo totale del mantenimento annuale di un’auto.

Anche in questo caso, il costo della RC Auto cambia notevolmente da regione a regione. Anche in questo caso, la Campania detiene la maglia nera dei costi assicurativi, con una media di 1.505 euro, ovvero il 50% della spesa complessiva di mantenimento dell’auto. La regione più virtuosa per quanto concerne l’RC Auto è invece la Valle d’Aosta, con un costo medio di 340 euro.

Assicurazione auto a rate

 

Altra importante voce di spesa nel bilancio annuale di mantenimento di un’auto in Italia è il carburante. Come dicevamo, il prezzo medio per il rifornimento nel nostro Paese si attesta intorno ai 775 euro. Una cifra comunque al ribasso rispetto al 2019 quando questa voce di spesa pesava per 891 euro.

La regione in cui il costo medio del carburante è più basso è il Molise, dove all’anno si spendono in media 678 euro. All’opposto, le regioni in cui questa voce di spesa ha il prezzo più alto sono il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia. In entrambe queste regioni la spesa media per il carburante si posiziona a 985 euro.

revisione-bombole-metano

 

 

Ultima voce da considerare quando si devono calcolare i costi di manutenzione auto è quella inerente le spese per la revisione e il bollo auto.

L’influenza di questi costi è marginale rispetto alle altre voci di spesa annuali. In Media, nel 2020 per bollo e revisione si sono spesi circa 242 euro sull’intero territorio nazionale. In questo caso la regione in cui si spende meno è la Liguria, con un prezzo medio di 189 euro, mentre quella più cara è il Lazio, con un prezzo medio di ben 443 euro, ovvero quasi il doppio della media nazionale.

Come si controlla la scadenza della revisione dell'auto

 

Quanto costa mantenere una macchina all’anno? Per effettuare un calcolo dei costi manutenzione auto annuali si possono scegliere due alternative. Se sei già proprietario di un’auto e sei deciso a tenere sotto controllo le spese che ne riguardano la gestione, la soluzione più semplice consiste nel tenere traccia di tutti i costi sostenuti mensilmente ed effettuare la somma al termine di ogni anno.

La seconda, utile se sei intenzionato ad acquistare un’auto nuova o usata,  consiste nell’utilizzare i calcolatori presenti online, in cui è possibile indicare valori come il costo di acquisto dell’auto, il tasso di interesse per il finanziamento, i chilometri percorsi all’anno, il costo dell’assicurazione, del bollo e del carburante, l’età della vettura, le spese di manutenzione straordinaria ed ordinaria, per conoscere con dovizia di particolari i costi di manutenzione auto da sostenere ogni anno.

 

Emissioni CO2 auto: come si calcolano e come ridurle

Emissioni Co2 auto: cosa sono e come vengono calcolate

Le normative europee in materia di emissioni di Co2 sono diventate sempre più severe nel corso degli ultimi anni, costringendo i costruttori ad investimenti sempre più ingenti per realizzare motori termici poco inquinanti, se non a puntare direttamente sull’elettrico. Scopriamo cosa sono queste emissioni di Co2.

INDICE
Emissioni Co2 auto: cosa sono
Emissioni auto: gli effetti sull’ambiente
Calcolo emissioni Co2 auto: come funziona
Tabella emissioni Co2 auto: cos’è e perché è importante
Auto ed emissioni Co2: la classifica delle auto più ecologiche
Come ridurre le emissioni Co2 auto

Con il termine Co2 si intendono tutte le emissioni di anidride carbonica nell’aria provenienti dai veicoli dotati di motore termico.  La Co2 è un gas che si forma nei processi di combustione dall’unione del carbonio contenuto nei combustibili con 2 atomi di ossigeno presenti nell’aria.

A soffrire maggiormente dalle emissione di Co2 è l’ambiente poiché la produzione in grande quantità di anidride carbonica è nociva per l’ozono, cioè lo strato gassoso presente nell’atmosfera che protegge la terra dall’azione dei raggi ultravioletti provenienti dal sole, e contribuisce al surriscaldamento climatico oltre a rendere pessima la qualità dell’aria soprattutto delle grandi centri cittadini.

Per capire come calcolare le emissioni co2 della propria vettura si dovrà moltiplicare il numero di chilometri percorsi annualmente per il valore di emissioni g/Km Co2 riportato sul libretto di circolazione.

Facendo un esempio, se in un anno si percorrono appena 10.000 Km ed il valore di emissioni co2 è di 100g, la quantità di Co2 sarà pari a 1.000 Kg di anidride carbonica immessa nell’aria annualmente.

Il valore di Co2 immesso nell’aria da una vettura è importante per un duplice motivo. Da un lato la Comunità Europea ha imposto ai costruttori l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE ad almeno il 55% entro il 2030, dall’altro la tabella di emissioni è fondamentale per sapere se si può acquistare una vettura nuova usufruendo degli incentivi governativi. Chi decide di rottamare la propria auto di categoria Euro 0, 1, 2 e 3 potrà godere di uno sconto fino a 6.000 euro per l’acquisto di un modello con emissioni di Co2 da 0 a 20 g/km, mentre per l’acquisto con rottamazione di una vettura con emissioneìda 21 a 70 g/km l’ecobonus avrà un valore pari a 2.500 euro.

La Legge di Bilancio 2021, inoltre, ha previsto per gli acquisti dal 1° gennaio 2021 un ulteriore bonus subordinato allo sconto del venditore di 2.000 euro se l’acquisto è con rottamazione e di 1.000 euro se l’acquisto è senza rottamazione.

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Ormai tutti i costruttori propongono nei rispettivi listini auto con emissioni di Co2 decisamente ridotte. Scopriamo le più interessanti.

Auto con emissioni co2 da 0 a 20 g km Emissioni Co2
Fiat 500e 0 g/Km
Ford Mustang Mach-E 0 g/Km
Honda E 0 g/Km
Peugeot e-208 0 g/Km
Tesla Model 3 0 g/Km

Fiat 500e: la Fiat 500 elettrica mantiene inalterato il fascino vintage della storica antenata ma si proietta nel futuro grazie ad una piattaforma dedicata ed un motore a zero emissioni. L’autonomia dichiarata è pari a 321 Km. I prezzi partono da 26.150 euro.

Ford Mustang Mach-E: una via di mezzo tra SUV e coupé ed un nome storico sono i tratti distintivi della prima elettrica della Casa americana. Decisamente soddisfacente l’autonomia promessa pari a 610 Km. I prezzi partono da 49.900 euro.

Honda E: look vintage e tanta tecnologia negli interni sono i punti forti della citycar elettrica della Casa giapponese. Non brilla per l’autonomia, pari a 222 Km, buona soltanto per i tragitti cittadini. I prezzi partono da 35.900 euro.

Peugeot e-208: l’utilitaria del Leone ha attirato consensi grazie ad un look molto aggressivo, ma oltre allo stile la Casa francese ha puntato molto sull’elettrificazione offrendo una versione a zero emissioni con 300 Km di autonomia. I prezzi partono da 33.850 euro.

Tesla Model 3: la vettura di riferimento nel panorama delle elettriche non accusa assolutamente il peso dell’età. Lo stile è sobrio, soprattutto all’interno, mentre l’autonomia è da record con 580 Km percorribili. Si parte da 47.970 euro.

Auto con emissioni inferiori a 70 g/km Emissioni Co2
Jeep Compass 4xe 49 g/Km
Renault Captur E-Tech 34 g/Km
Volkswagen Golf GTE: 40 g/Km
Ford Kuga plug-in hybrid 26 g/Km
Tesla Model 3 0 g/Km

Jeep Compass 4xe: il SUV del brand americano è stato recentemente aggiornato sia nello stile che nelle motorizzazioni ed oggi è disponibile anche con un propulsore ibrido plug-in che consente di contenere consumi ed emissioni. I prezzi partono da 41.950 euro.

Renault Captur E-Tech: basata sulla medesima piattaforma della Clio, la Renault Captur ha riscosso un ottimo successo commerciale per via non solo dello stile da crossover urbano, ma anche dei contenuti tecnici. La motorizzazione ibrida da 160 CV regala del bel brio. Si parte da 33.350 euro.

Volkswagen Golf GTE: la sigla storica è stata modificata con l’aggiunta della lettera E che indica la motorizzazione ibrida, una vera e propria novità per la Golf. Tre i motori disponibili da 1.0, 1.3 e 1.5 litri con potenze da 110 a 245CV. I prezzi partono da 28.000 euro.

Ford Kuga plug-in hybrid: uno stile fluido ed elegante contraddistingue l’ultima generazione della Ford Kuga che nella variante ibrida plug-in offre 225 CV di potenza e fino a 50 Km di autonomia in modalità elettrica. Si parte da 37.550 euro.

Auto con emissioni di co2 inferiori 120 g/km Emissioni Co2
Opel Corsa diesel 85 g/Km
Seat Leon diesel 89 g/Km
Lancia Ypsilon mild hybrid 90 g/Km
Ford Fiesta 94 g/Km

Opel Corsa: l’ultima generazione dell’utilitaria tedesca è basata sullo stesso pianale della Peugeot 208, ma si differenzia per uno stile decisamente più severo. Ampia la gamma motori disponibile. I prezzi partono da 17.600 per le versioni diesel.

Seat Leon: la condivisione di piattaforma e componenti con l’ultima generazione della Golf non ha fatto perdere la propria anima alla berlina spagnola dallo stile audace e sensuale. Le versioni con motori diesel offrono potenze da 115 a 150 CV. Si parte da 28.850 euro.

Lancia Ypsilon: ormai presente sul mercato da diversi anni, la Lancia Ypsilon continua ad essere una delle vetture più amate dal mercato e di recente è stata sottoposta ad un leggero restyling che ha ritoccato esterni ed interni. I prezzi partono da 15.100 per le mild hybrid.

Ford Fiesta: la settima generazione della Fiesta si presenta con uno stile maturo ed aggressivo ed un abitacolo di categoria superiore dotato dell’ottimo sistema di infotainment Sync. Sotto il cofano c’è una ampia scelta di motori. Si parte da 20.900 euro per le versioni benzina da 95 CV.

Ridurre le emissioni di Co2 è una sfida che sta mettendo a dura prova le Case. I costi per la transizione elettrica, infatti, sono difficilmente sostenibili nel lungo periodo e molti costruttori hanno lamentato l’inutilità delle vetture a zero emissioni per ridurre la Co2.

La soluzione migliore per dare un contributo immediato sarebbe quella di potenziare servizi di mobilità sostenibile come, ad esempio, i mezzi pubblici. O ancora spingere per il car sharing o l’utilizzo di mezzi a due ruote come le biciclette elettriche. Le possibilità ci sono, adesso serve il contributo di tutti.

Cose da sapere

Cosa sono le emissioni di Co2 e quali effetti hanno sull’ambiente?

Con il termine Co2 si intendono tutte le emissioni di anidride carbonica nell’aria provenienti dai veicoli dotati di motore termico.  La Co2 è un gas che si forma nei processi di combustione dall’unione del carbonio contenuto nei combustibili con 2 atomi di ossigeno presenti nell’aria.  A soffrire maggiormente dalle emissione di Co2 è l’ambiente poiché la produzione in grande quantità di anidride carbonica è nociva per l’ozono, cioè lo strato gassoso presente nell’atmosfera che protegge la terra dall’azione dei raggi ultravioletti provenienti dal sole, e contribuisce al surriscaldamento climatico oltre a rendere pessima la qualità dell’aria soprattutto delle grandi centri cittadini.

Come si calcolo le emissioni Co2 auto?

Per capire come calcolare le emissioni co2 della propria vettura si dovrà moltiplicare il numero di chilometri percorsi annualmente per il valore di emissioni g/Km Co2 riportato sul libretto di circolazione.

Perché la tabella emissioni Co2 auto è importante?

Il valore di Co2 immesso nell’aria da una vettura è importante per un duplice motivo. Da un lato la Comunità Europea ha imposto ai costruttori l’obiettivo della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE ad almeno il 55% entro il 2030, dall’altro la tabella di emissioni è fondamentale per sapere se si può acquistare una vettura nuova usufruendo degli incentivi governativi.

Quali sono le migliori auto a zero emissioni sul mercato?

Le migliori auto a zero emissioni sul mercato sono la Fiat 500e (da 26.150 euro), la Ford Mustang Mach E (da 49.900 euro), la Honda e (da 35.900 euro), la Peugeot 208 e (da 33.850 euro) e la Tesla Model 3 (da 47.970 euro).

Revoca patente: quando si rischia e cosa fare per riaverla

Quando si rischia la revoca della patente e come fare per riaverla?

Violare le disposizioni previste dal Codice della Strada può comportare non soltanto il pagamento di una sanzione amministrativa, ma anche sanzioni accessorie come la sospensione o la revoca della patente di guida. Scopriamo come comportarsi in quest’ultimo caso.

INDICE
Revoca patente: cosa comporta
Quando avviene la revoca della patente di guida
Revoca patente dopo la sospensione
Chi può disporre la revoca della patente di guida?
Patente revocata: cosa fare per riaverla
Impugnare la revoca patente: come fare ricorso

Quando si parla di revoca della patente si intende il provvedimento amministrativo tramite il quale si procede alla cancellazione del documento  qualora il titolare perda definitivamente i requisiti psicofisici prescritti, oppure si trovi alla guida e provochi incidenti in stato di forte  o sotto stupefacenti ed infine nel caso di recidiva di una precedente violazione.

Sono previste ipotesi specifiche per la revoca della patente. Un primo caso si verifica qualora il titolare della licenza perda i requisiti psicofisici in maniera permanente, oppure per motivi di pericolosità sociale e, infine, quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.

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Un altro caso che può comportare la revoca della patente si verifica quando il titolare circoli durante il periodo di sospensione della patente, oppure percorra contromano autostrade o strade extraurbane.

Particolare severità è prevista in caso di recidiva qualora si superino di oltre 60 km/h i limiti di velocità, o qualora si guidi in stato di ebbrezza con tasso alcolemico di 1,5 g/l o superiore o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

La revoca della patente di guida è disposta dal Prefetto. Quest’ultimo riceve comunicazione dall’agente delle forze di polizia entro cinque giorni dall’accertamento della violazione alle norme del Codice della Strada.

Qualora la revoca sia dipesa dalla perdita dei requisiti psicofisici il provvedimento sarà definitivo ed accertato dall’unità sanitaria locale territorialmente competente e disposto dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

Bisogna distinguere due ipotesi per poter ottenere nuovamente la patente di guida. In caso di perdita dei requisiti psicofisici temporanea il soggetto interessato potrà sottoporsi a una nuova visita psicofisica per ottenere di nuovo il documento di guida nel momento in cui l’impedimento che ha determinato la revoca della patente è cessato.

In caso di revoca a seguito di violazione al Codice della Strada si dovrà attendere la scadenza del provvedimento prefettizio che varia dai due ai tre anni.

È possibile impugnare il provvedimento di revoca proponendo ricorso al Ministero dei Trasporti. Il soggetto interessato dovrà proporre ricorso entro 20 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza di revoca, ed il Ministero si pronuncerà nei 60 giorni successivi.

Se il ricorso sarà accolto, il provvedimento verrà revocato e la patente restituita all’interessato. La restituzione sarà anche comunicata al competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C.

Cose da sapere

Cosa comporta la revoca della patente di guida?

Quando si parla di revoca della patente si intende il provvedimento amministrativo tramite il quale si procede alla cancellazione del documento qualora il titolare perda definitivamente i requisiti psicofisici prescritti, oppure si trovi alla guida e provochi incidenti in stato di forte  o sotto stupefacenti ed infine nel caso di recidiva di una precedente violazione.

Quando può essere revocata la patente?

Sono previste ipotesi specifiche per la revoca della patente. Un primo caso si verifica qualora il titolare della licenza perda i requisiti psicofisici in maniera permanente, oppure per motivi di pericolosità sociale oppure quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero.  Un altro caso che può comportare la revoca della patente si verifica quando il titolare circoli durante il periodo di sospensione della patente, oppure percorra contromano autostrade o strade extraurbane. Particolare severità è prevista in caso di recidiva qualora si superino di oltre 60 km/h i limiti di velocità, o qualora si guidi in stato di ebbrezza con tasso alcolemico di 1,5 g/l o superiore o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Chi dispone la revoca della patente?

La revoca della patente di guida è disposta dal Prefetto. Quest’ultimo riceve comunicazione dall’agente delle forze di polizia entro cinque giorni dall’accertamento della violazione alle norme del Codice della Strada. Qualora la revoca sia dipesa dalla perdita dei requisiti psicofisici il provvedimento sarà definitivo ed accertato dall’unità sanitaria locale territorialmente competente e disposto dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

Cosa fare per riavere una patente revocata?

In caso di perdita dei requisiti psicofisici temporanea il soggetto interessato potrà sottoporsi a una nuova visita psicofisica per ottenere di nuovo il documento di guida nel momento in cui l’impedimento che ha determinato la revoca della patente è cessato. In caso di revoca a seguito di violazione al Codice della Strada si dovrà attendere la scadenza del provvedimento prefettizio che varia dai due ai tre anni.

Come si impugna la revoca della patente?

È possibile impugnare il provvedimento di revoca proponendo ricorso al Ministero dei Trasporti. Il soggetto interessato dovrà proporre ricorso entro 20 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza di revoca, ed il Ministero si pronuncerà nei 60 giorni successivi.

Quanto costa cambiare la cinghia di distribuzione e ogni quanto fare la sostituzione

cinghia-di-distribuzione

La manutenzione della propria vettura è una pratica da rispettare scrupolosamente per trovarsi sempre alla guida di un mezzo in perfetta efficienza. La sostituzione della cinghia di distribuzione, però, è una operazione spesso dimenticata che può comportare danni enormi.

INDICE
Cinghia di distribuzione: cos’è e a cosa serve
A quanti km si cambia la cinghia di distribuzione
Cinghia di distribuzione: il costo per la sostituzione
Cinghia di distribuzione rotta: cosa fare
Rumore cinghia distribuzione: le possibili cause

Con la definizione cinghia di distribuzione si intende un componente fondamentale del propulsore realizzato in materiale elastico che ha la funzione di sincronizzare l’albero motore con l’albero a camme.

La cinghia di distribuzione è soggetta ad una tensione importante ed una eventuale lacerazione del tessuto elastico può comportare il disallineamento dell’albero motore con quello a camme e la rottura di pistoni, valvole ed in alcuni casi della pompa dell’acqua.

Per capire quando cambiare correttamente la cinghia di distribuzione è sempre opportuno consultare il libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo dove saranno indicati gli intervalli chilometrici.

In linea generale si può dire che in caso di utilizzo frequente dell’auto è opportuno effettuare la sostituzione tra i 60.000 ed i 120.000 chilometri, mentre se l’ utilizzo è sporadico si potrà provvedere alla sostituzione della cinghia di distribuzione ogni cinque o sei anni.

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Non esiste un tariffario unico relativo al costo per la sostituzione della cinghia di distribuzione. In generale si può affermare che il prezzo per questa operazione si aggiri sui 100 euro fino ad arrivare a 600 in caso di riparazione dei componenti come la pompa dell’acqua, i tenditori ed i cuscinetti.

Ben più elevato è il costo in caso di rottura della cinghia di distribuzione. Qui l’importo della spesa può arrivare anche a 1.000 euro a seconda dei guasti provocati sul motore perché ad essere interessati saranno i pistoni, le valvole, l’albero motore ed in alcuni casi la pompa dell’acqua. Per questa ragione è sempre bene procedere ad una manutenzione scrupolosa e rispettare gli intervalli di sostituzione indicati nel libretto fornito dalla Casa costruttrice.

In alcuni casi è possibile avvertire un cigolio proveniente dalla cinghia di distribuzione fin quando il motore non raggiunge la corretta temperatura di esercizio. Questo capita maggiormente nei mesi freddi e umidi, due elementi non proprio graditi ai cuscinetti che tengono in tensione la cinghia.

Se questi componenti non sono usurati non sarà necessario procedere alla loro sostituzione, mentre se si è superato l’intervallo prestabilito per il cambio della cinghia di distribuzione sarà fondamentale cambiare anche i cuscinetti oltre alla cinghia.

Cose da sapere

Cos’è la cinghia di distribuzione?

Con la definizione cinghia di distribuzione si intende un componente fondamentale del propulsore realizzato in materiale elastico che ha la funzione di sincronizzare l’albero motore con l’albero a camme.

Ogni quanti chilometri si deve sostituire la cinghia di distribuzione?

Per capire quando cambiare correttamente la cinghia di distribuzione è sempre opportuno consultare il libretto di uso e manutenzione del proprio veicolo dove saranno indicati gli intervalli chilometrici. In linea generale si può dire che in caso di utilizzo frequente dell’auto è opportuno effettuare la sostituzione tra i 60.000 ed i 120.000 chilometri, mentre se l’ utilizzo è sporadico si potrà provvedere alla sostituzione della cinghia di distribuzione ogni cinque o sei anni.

Quanto costa sostituire la cinghia di distribuzione?

Non esiste un tariffario unico relativo al costo per la sostituzione della cinghia di distribuzione. In generale si può affermare che il prezzo per questa operazione si aggiri sui 100 euro fino ad arrivare a 600 in caso di riparazione dei componenti come la pompa dell’acqua, i tenditori ed i cuscinetti.

Quali possono essere le cause se la cinghia di distribuzione fa rumore?

In alcuni casi è possibile avvertire un cigolio proveniente dalla cinghia di distribuzione fin quando il motore non raggiunge la corretta temperatura di esercizio. Questo capita maggiormente nei mesi freddi e umidi, due elementi non proprio graditi ai cuscinetti che tengono in tensione la cinghia.

Garanzia auto usate: cosa vuol dire e come funziona

Garanzia auto usate: cosa vuol dire e come funziona

L’acquisto di un’auto di seconda mano è una pratica in costante crescita nel nostro Paese. La possibilità di trovare veicoli con un chilometraggio limitato ad un prezzo conveniente spesso si dimostra vincente, ma al momento di firmare il contratto è bene avere presente tutte le tutele riservate all’acquirente. Tra queste si segnala la garanzia auto usate. Scopriamo cos’è.

INDICE
Garanzia auto usate: cos’è e come funziona
Garanzia veicoli usati: la legge
Garanzia auto usate privati
Garanzia auto usate da concessionari
Garanzia auto usate oltre 10 anni

Non solo le auto nuove sono coperte da garanzia, ma anche quelle usate. Il nostro Codice Civile ha infatti previsto anche per questi veicoli la tutela per 12 o 24 mesi relativamente ai danni che possono colpire le parti meccaniche, le componenti elettriche e quella della carrozzeria.

La garanzia su auto usate, invece, non si estende a tutti quegli elementi sottoposti ad usura ordinaria come pasticche dei freni, lampadine, spazzole tergicristallo, candele, filtri, frizione, pneumatici e batteria, né ai danni provocati per uso improprio del mezzo.

Il riferimento normativo in materia di garanzia su auto usate è previsto dagli articoli 1490 e seguenti del Codice Civile. In questo caso è prevista una garanzia di un anno a carico del venditore a fronte di vizi che rendano il bene inidoneo all’uso o ne diminuiscano il valore, ma per evitare di cadere in errore è bene distinguere l’ipotesi in cui l’acquisto dell’auto avvenga presso un concessionario da quello concordato da privati.

Nell’ipotesi in cui l’acquisto di un’auto usata avvenga privatamente la garanzia non è obbligatoria, ma lo diventa qualora sia intervenuto un mediatore, come ad esempio chi espone la vettura nei propri locali. In questo caso sarà quest’ultimo ad offrire la garanzia anche se il passaggio di proprietà avviene tra privati.

Qualora non sia presente un mediatore, per poter far valere le proprie ragioni si dovrà adire l’autorità giudiziaria citando il venditore per i vizi del mezzo.

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Ben diversa è la situazione se l’acquisto della vettura avviene presso un concessionario. In questo caso si potrà godere di una garanzia di legge della durata di 24 mesi, ma le parti potranno concordare di ridurre questo termine sino a 12 mesi, ma questa indicazione deve essere espressamente riportata sul contratto di acquisto.

Tutti quei difetti che si manifestano entro i primi sei mesi dall’acquisto dell’auto si presume che esistano già al momento della vendita.

L’acquirente ha quindi due mesi di tempo dalla scoperta del vizio per denunciare il difetto al venditore e tale comunicazione dovrà essere inviata a mezzo raccomandata a.r. presso la sede della concessionaria ove è avvenuto l’acquisto e dovrà essere provata la data in cui è stata consegnata la vettura, magari allegando copia del contratto, così da prevenire eventuali contestazioni in merito alla scadenza della garanzia.

COSA CONTROLLARE PRIMA DI ACQUISTARE UN’AUTO USATA›

La garanzia su auto usate non viene meno se la vettura ha parecchi anni di vita. Anche per le vetture con oltre 10 anni è previsto il termine di 12 mesi entro cui il veicolo ricade in garanzia, sempre per i difetti di cui abbiamo parlato in precedenza.

Cose da sapere

Quanto dura e come funziona la garanzia auto usate?

Il Codice Civile ha previsto anche per i veicoli usati la tutela per 12 o 24 mesi relativamente ai danni che possono colpire le parti meccaniche, le componenti elettriche e quella della carrozzeria.

In caso di acquisti tra privati, la garanzia auto usate è obbligatoria?

Nell’ipotesi in cui l’acquisto di un’auto usata avvenga privatamente la garanzia non è obbligatoria, ma lo diventa qualora sia intervenuto un mediatore, come ad esempio chi espone la vettura nei propri locali. In questo caso sarà quest’ultimo ad offrire la garanzia anche se il passaggio di proprietà avviene tra privati.

Coe funziona la garanzia auto usate in caso di acquisto da concessionario?

In caso di acquisto dal concessionario si potrà godere di una garanzia di legge della durata di 24 mesi, ma le parti potranno concordare di ridurre questo termine sino a 12 mesi, ma questa indicazione deve essere espressamente riportata sul contratto di acquisto.

 

 

Coronavirus, ecco le regole per muoversi durante il lockdown

Blocco diesel euro 4 a Milano dal 1° ottobre

Ad un anno di distanza dal primo grande lockdown, l’Italia chiude nuovamente. Il nuovo amento dei contagi da Coronavirus e il crescente numero di ricoveri in terapia intensiva ha portato il governo alla firma di una nuova ordinanza entrata in vigore il 15 marzo. Da tale data e fino al 6 aprile, aumentano dunque le misure di limitazione agli spostamenti personali, al fine di contenere la diffusione del virus e, soprattutto, allentare la pressione sulle strutture ospedaliere nazionali.

Resta la divisione della Penisola in zone di diverso colore. Con l’ultima ordinanza passano in area rossa le regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento che si aggiungono a Campania e Molise che restano in area rossa. Mentre restano in arancione Basilicata e Bolzano.

Per effetto del decreto legge del 12 marzo 2021, alle Regioni in zona gialla nel periodo 15 marzo-6 aprile 2021 si applicano le stesse misure della zona arancione e nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca, si applicheranno le misure stabilite per la zona rossa.

Ma vediamo quali sono gli spostamenti consentiti e quali no nelle varie fasce di colore.

INDICE
Spostamenti zona rossa
Spostamenti zona arancione
Spostamenti zona gialla
Proroga revisioni
Proroga rinnovo patente
Mascherina in auto
Chi resta aperto
Obbligo mascherina in auto
Posizione passeggeri

  • Sono vietati gli spostamenti a qualsiasi orario del giorno se non accompagnati da un’autocertificazione che dimostri un motivo valido anche all’interno del proprio comune. Tra questi troviamo: lavoro, necessità (acquisto beni primari) o salute.
  • È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio.

  • Sono vietati gli spostamenti dalle 22:00 alle 5:00 del mattino, salvo comprovati motivi di salute, necessità e lavoro.
  • Nelle altre ore del giorno è possibile spostarsi all’interno del proprio comune senza dover presentare nessuna autocertificazione
  • Sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una regione all’altra salvo comprovati motivi di lavoro, studio, necessità e salute.

Vige il coprifuoco dalle 22:00 alle 5:00 del mattino successivo. La notte risulta così l’unico momento in cui è necessario fornire un’autocertificazione che spieghi i motivi dello spostamento. Sono consentiti spostamenti per motivi di salute, lavoro e necessità.

Attenzione però, con il nuovo DPCM di marzo 2021, e fino al 6 aprile, non ci sono regioni in questa fascia di colore. Tutte quelle che erano gialle, sono passate in zona arancione.

Se già con il precedente Decreto Cura Italia il governo aveva introdotto la proroga per le revisioni in scadenza entro il 31 luglio 2020, posticipandole al 31 ottobre 2020, ora le scadenze si spostano ancora più avanti.

  • Per le revisioni in scadenza dall’1/8/2020 al 31/8/2020 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 marzo 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/9/2020 al 30/9/2020 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 luglio 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/10/2020 al 31/10/2020 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 agosto 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/11/2020 al 30/11/2020  il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 settembre 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/12/2020 al 31/12/2020 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 ottobre 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/1/2021 al 31/1/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 novembre 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/2/2021 al 28/2/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 dicembre 2021.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/3/2021 al 31/3/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 gennaio 2022.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/4/2021 al 30/4/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 28 febbraio 2022.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/5/2021 al 31/5/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 marzo 2022.
  • Per le revisioni in scadenza dall’1/6/2021 al 30/6/2021 il termine ultimo per effettuare la revisione passa al 31 aprile 2022.

A seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid le patenti così come anche i fogli rosa in scadenza 31 gennaio 2020 e il 30 aprile 2021 saranno valide fino al 29 luglio 2021 su tutto il territorio nazionale.

In base a quanto espresso nell’ultimo decreto, non è prevista la chiusura di officine, gommisti, concessionarie e negozi di vendita accessori, nemmeno nelle zone rosse. Tuttavia, dove previsto resta l’obbligo di esibire un’autocertificazione quando ci si muove verso uno di questi luoghi.

Per quanto riguarda il comportamento da tenere in auto, restano in vigore le direttive del DPCM del 7 ottobre 2020.

In particolare, è esentato dall’utilizzo di mascherine in auto solo chi viaggia con persone che fanno parte dello stesso nucleo familiare e che condividono la stessa abitazione, oppure che semplicemente sono conviventi o coinquilini.

In tutti gli altri casi vige l’obbligo di indossare la mascherina in auto: la mancata osservanza di tale disposizione prevede sanzioni da 400 a 1.000 euro.

Con il tetto panoramico guidare Opel è ancora più divertente

Si deve utilizzare la mascherina in auto? L’utilizzo della mascherina è ora obbligatorio nei luoghi pubblici e si ritengono valide per l’auto privata le stesse regole in vigore per taxi e NCC, anche se si viaggia in auto con persone diverse dal proprio convivente.

Se si viaggia da soli o con il proprio convivente, infatti, è possibile stare in auto anche senza mascherina.

Se invece si trasportano altre persone, è obbligatorio indossarla. Inoltre, non è possibile essere più di tre a bordo di una vettura, cercando di stare quanto più distanziati possibile, con i due passeggeri seduti sui sedili posteriori.

Passeggeri Obbligo mascherina
Solo conducente NO
Conducente + convivente NO
Conducente + 1 passeggero SI’
Conducente + 2 passeggeri SI’

Nel DPCM del 26 aprile 2020 non c’era menzione di regole specifiche per il trasporto privato: si può perciò desumere che l’interpretazione sia quella di mantenere il distanziamento di 1 metro secondo modalità analoghe a quelle applicate per taxi e NCC, quindi con al massimo 3 persone.

Ricordiamo inoltre che i passeggeri devono stare il più possibile lontano tra loro, quindi:

Tipologia di passeggero Posizione
Convivente Sedile anteriore o posteriore
1 passeggero Sedile posteriore
2 passeggeri Sedili posteriori (ai lati)
3 passeggeri Sedile anteriore + posteriori (ai lati)

Con la Fase 2 ripartono molte attività commerciali, comprese le concessionarie. Sarà ora nuovamente possibile quindi recarsi in un autosalone per acquistare una vettura. Ma attenzione però, prima di rimettersi al volante è bene igienizzare la propria vettura.

Come abbiamo spiegato approfonditamente sulla sanificazione auto, è importante pulire a fondo con soluzioni a base di alcool tutte le principali superfici di contatto all’interno dell’abitacolo. Il nostro consiglio è quello di igienizzare l’auto ogni settimana.

Bozza automatica 17

Oltre al volante quindi, anche la leva del cambio, le maniglie e i comandi di climatizzatore e radio. E se poi doveste nuovamente parcheggiare la vostra auto per periodi più o meno lunghi, ecco in questo articolo tutti i suggerimenti per farlo al meglio.

Cose da sapere

Bisogna indossare la mascherina per spostarsi in auto?

Se si viaggia da soli o con il proprio convivente è possibile stare in auto anche senza mascherina. In caso contrario, è obbligatorio l’uso della mascherina.

Dove devono sedersi i passeggeri?

Ricordiamo inoltre che i passeggeri devono stare il più possibile lontano tra loro, quindi, nel caso si trasporta un passeggero (non convivente) questo deve sedersi sul sedile posteriore.

Quanti passeggeri si possono trasportare?

Seguendo i criteri previsti per il trasporto pubblico non di linea (taxi e NCC), si può quindi trasportare un massimo di 3 persone per macchina oltre al conducente.

Auto segmento C: quali sono i migliori modelli sul mercato

Volkswagen Golf: prezzi, dimensioni e caratteristiche 23

Per distinguere le varie tipologie di vetture i costruttori utilizzano le lettere dell’alfabeto indicando con la lettera C le berline di segmento medio, contraddistinte da due o tre volumi. Scopriamo quali sono i modelli più interessanti presenti sul mercato.

INDICE
Segmento C auto: i modelli inclusi
Migliori auto segmento C
Auto segmento C 2020: i modelli più venduti
Auto segmento C che consuma meno
Auto segmento C: quale scegliere nel 2021

Quando si parla di macchine del segmento C si intendono tutte quelle vetture con una lunghezza complessiva tra i 4 metri e 30 ed i 4 metri e 40. Il corpo vettura, quindi, è più ampio rispetto a quello di una utilitaria, ma il design del mezzo può essere a due o tre volumi anche se ultimamente anche molti SUV sono entrati in questo segmento.

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Tutti i costruttori hanno nei propri listini una vettura di segmento C. La lotta tra le varie Case in questo settore è molto accesa e le proposte presenti sul mercato sono varie ed interessanti. Vediamo le migliori.

  • Volkswagen Golf
  • Peugeot 308
  • Ford Focus
  • Audi A3

Volkswagen Golf: la regina del segmento C è senza dubbio la Golf. Giunta all’ottava generazione la vettura di spicco della Casa tedesca è stata profondamente rinnovata nello stile sia degli esterni che degli interni. Ampia la scelta di motori presente in listino. I prezzi partono da 26.100 euro.

Peugeot 308: sensuale come solo una vettura francese sa essere, la Peugeot 308 ha tratto giovamento dal restyling di metà carriera che ne ha ringiovanito il frontale con gruppi ottici ancora più felini. Le motorizzazioni disponibili sono solo benzina e diesel. I prezzi partono da 22.700 euro.

Ford Focus: la terza generazione della berlina di segmento C della Casa dell’Ovale Blu punta tutto su uno stile aggressivo ma al contempo elegante e su una qualità degli interni di categoria superiore. Nel listino è di recente stata inserita anche la motorizzazione ibrida. Si parte da 23.300 euro.

Audi A3: un look aggressivo, affilato e sportivo caratterizza l’ultima generazione della Audi A3. La Casa tedesca si pone al vertice per quel che riguarda la qualità percepita e per l’ampia scelta di motorizzazioni disponibile. I prezzi partono da 28.400 euro.

Nonostante la pandemia il mercato delle auto segmento C ha retto il colpo presentando delle percentuali di vendita tutto sommato buone. Scopriamo i modelli più venduti.

Modelli più venduti auto segmento C Prezzo (da)
Fiat 500X 21.000
Jeep Renegade 22.400
Volkswagen T-Roc 24.600
Dacia Duster 12.600

Fiat 500X: la best seller della Casa italiana ha puntato tutto sullo stile vintage ispirato alla piccola 500. Buona la qualità degli interni, mentre piuttosto limitata è la scelta di motorizzazioni che varia solo tra benzina e diesel.

Jeep Renegade: basata sulla medesima piattaforma della Fiat 500X la Jeep Renegade si distingue per uno stile molto più maschile e squadrato. La gamma motori vede la presenza anche di un motore ibrido plug-in.

Volkswagen T-Roc: realizzata sullo stesso pianale della Golf, la T-Roc si è rivelata un immediato successo commerciale grazie ad uno stile ben realizzato ed equilibrato. Meno convincenti gli interni per via di troppa plastica non di livello.

Dacia Duster: l’alternativa low cost nel settore dei SUV di segmento C è ormai una protagonista delle classifiche di vendita. Lo stile inizia ad accusare il peso degli anni così come la gamma motori che vede la presenza di unità benzina, diesel e GPL.

La ricerca tecnologica ha consentito ai costruttori di adottare motori particolarmente parsimoniosi sulle vetture di segmento C. Scopriamo quelle che consumano meno.

  • Seat Leon
  • Renault Megane
  • Mazda 3

Seat Leon: basata sulla stessa piattaforma della nuova Golf, la Seat Leon è offerta anche con una motorizzazione ibrida da 1.4 litri e 204 CV che promette nel ciclo misto un consumo irrisorio di appena 1 litro per 100 Km. I prezzi partono da 35.400 euro.

Renault Megane: anche la berlina della Casa francese spicca in questa classifica grazie alla inossidabile motorizzazione diesel dCI da 1.5 litri e 116 CV che promette un consumo nel ciclo misto di appena 3,9 l/100 Km. I prezzi partono da 26.550 euro.

Mazda 3: la Casa giapponese ha realizzato una vettura che spicca nel segmento C per la bellezza delle linee, ma non solo. Sotto il cofano l’innovativo motore Skyactiv-X benzina da 2 litri e 186 CV sfiora i consumi di un diesel con un valore nel misto di 4,8 litri per 100 Km. I prezzi partono da 33.900 euro.

Il 2021 segnerà un anno di grandi arrivi nelle concessionarie per quel che riguarda le vetture del segmento C. Vediamo i modelli più attesi.

  • Citroen C4
  • Fiat Tipo restyling
  • Ford Puma ST
  • Mazda CX30

Citroen C4: rinnovata completamente, sia nello stile che nelle motorizzazioni, la Citroen C4 si presenta ora con un corpo vettura a metà strada tra un SUV ed una coupé che sulle prime può lasciare spiazzati. Interessante la versione 100% elettrica offerta in alternativa a quelle benzina e diesel. I prezzi partono da 22.900 euro.

Fiat Tipo restyling: la berlina della Casa italiana è stata recentemente rinnovata nel look ed adesso si presenta con uno “sguardo” decisamente più contemporaneo ed affilato. La versione Cross strizza l’occhio alle crossover grazie a dettagli specifici. I prezzi partono da 17.550 euro.

Ford Puma ST: la Casa americana ha fatto centro con la Ford Puma. Il crossover compatto sta invadendo le strade italiane ed adesso è pronto a solleticare anche i palati sportivi grazie alla versione ST dotata del motore 1.5 Ecoboost in grado di erogare 200 CV. Si parte da 33.000 euro.

Mazda CX30: altro SUV presente in questa classifica delle auto di segmento C più interessanti del 2021 è la Mazda CX30. Una linea filante e molto elegante la rende immediatamente riconoscibile, mentre sotto il cofano si apprezza la motorizzazione ibrida da 2.0 litri con potenze fino a 186 CV. I prezzi partono da 24.950 euro.

Cose da sapere

Quali sono le auto che rientrano nel segmento C?

Quando si parla di macchine del segmento C si intendono tutte quelle vetture con una lunghezza complessiva tra i 4 metri e 30 ed i 4 metri e 40. Il corpo vettura, quindi, è più ampio rispetto a quello di una utilitaria, ma il design del mezzo può essere a due o tre volumi anche se ultimamente anche molti SUV sono entrati in questo segmento.

Quali sono le migliori auto del segmento C?

Tra le migliori auto del segmento C presenti sul mercato possiamo citare: Volkswagen Golf (da 26.100 euro),  Peugeot 308 (da 22.700 euro), Ford Focus (da 23.300 euro) e Audi A3 (da 28.400 euro).

Quali sono le auto segmento C che consumano meno?

La ricerca tecnologica ha consentito ai costruttori di adottare motori particolarmente parsimoniosi sulle vetture di segmento C. Quelle che consumano meno sono la  Seat Leon (da 35.400 euro) Renault Megane (da 26.550 euro) e Mazda 3 (da 33.900 euro).

Quali sono le novità 2021 da tenere d’occhio nel segmento C?

Il 2021 segnerà un anno di grandi arrivi nelle concessionarie per quel che riguarda le vetture del segmento C. I modelli più attesi sono la Citroen C4 (da 22.900 euro), la Fiat Tipo restyling (da 17.550 euro), la Ford Puma ST (da 33.000 euro) e Mazda CX30. (da 24.950).