Polestar: tutte le novità in arrivo nel 2025

Polestar: tutte le novità in arrivo nel 2025 2

Il 2025 appena iniziato si preannuncia come un anno cruciale per il marchio Polestar. La Casa automobilistica svedese fondata da Geely come “spin-off di Volvo e impegnata nella mobilità elettrica premium, punta a consolidare la propria posizione nel mercato globale.

Le novità di quest’anno completeranno la gamma introducendo modelli inediti in alcuni segmenti-chiave e al tempo stesso introdurranno importanti novità tecniche e stilistiche.

  • Polestar 5
  • Polestar 7

Polestar 5

La Polestar 5, attesa nella seconda metà del 2025, rappresenta la naturale evoluzione del concept Precept, presentato nel 2020 (nella foto sotto). Questa berlina elettrica, caratterizzata da un design filante e un posteriore dalle linee quasi da coupé, si posiziona nel segmento D/E come una delle proposte più raffinate del marchio.

Polestar: tutte le novità in arrivo nel 2025 1

Dal punto di vista tecnico, la Polestar 5 utilizzerà per il sistema propulsivo un’architettura a 800 volt, che promette tempi di ricarica rapidi, sebbene i dati ufficiali non siano ancora stati divulgati. La gamma sarà strutturata su versioni a trazione posteriore e integrale, con potenze che potrebbero raggiungere i 900 CV di picco nei modelli top di gamma. Queste caratteristiche la rendono sin d’ora una potenziale diretta rivale di Porsche Taycan e Tesla Model S, con un focus particolare sulle prestazioni e sull’efficienza.

Polestar 7

Stando ai piani annunciati dalla Casa, l’arrivo della Polestar 7 non è in realtà prevista prima della fine del 2026 o dell’inizio dell’anno successivo  2027, tuttavia il 2025 potrebbe regalare ulteriori anticipazioni su questo modello così importante e strategico. Si tratta di un SUV compatto, probabilmente lungo tra i 4,2 e i 4,5 metri, pensato per competere in un segmento sempre più affollato, lo stesso in cui Volvo è presente con la EX40.

Volvo EX30: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Grazie alla stretta sinergia con Volvo, è in realtà molto probabile che la Polestar 7 condivida alcune soluzioni tecniche con la Volvo EX30 (nella foto), la più piccola ma al tempo stesso innovativa delle vetture di Goteborg, pur distinguendosi per uno stile più sportivo. Inoltre, la produzione avverrà in Europa, ulteriore scelta strategica per aggirare i dazi imposti alle auto elettriche prodotte in Cina.

Auto piccole a confronto: ecco le migliori sul mercato

Hyundai i10: prezzo, dimensioni e prova su strada 10

Le citycar continuano ad occupare un posto speciale nel cuore degli automobilisti italiani. Il nostro Paese è uno di quelli in cui le macchine piccole sono tra le più diffuse.

Le Case, nonostante la presenza sempre più ingombrante nei listini di SUV e crossover, continuano ad offrire macchine piccole in grado di muoversi agilmente nel traffico cittadino. Va detto, però, che il segmento negli ultimi anni ha subito una forte contrazione e oggi i modelli disponibili sono un po’ meno rispetto ad un po’ di anni fa, anche se oggi il numero di quelli elettrici o elettrificati è notevolmente aumentato. Vediamo le migliori.

INDICE
Auto piccole: le migliori ibride
Auto piccole: le migliori 4×4
Auto piccole: le migliori elettriche
Auto piccole: le migliori sportive
Auto piccole: le migliori a GPL

Le motorizzazioni ibride sono ormai una realtà anche per le auto piccole e danno il meglio di loro proprio nei tragitti cittadini dove riescono a ridurre notevolmente consumi ed emissioni.

  • Toyota Yaris
  • Renault Clio
  • Fiat Panda

Toyota Yaris: prezzo, dimensioni e caratteristiche 24

Toyota Yaris: auto dell’anno 2021, la Yaris si è evoluta decisamente nello stile e si presenta adesso con un linguaggio aggressivo che è subito stato apprezzato dal mercato. Il 1.5 full hybrid da 116 CV è brioso e poco assetato. I prezzi partono da 19.950 euro.

Renault Clio: prezzo, dimensioni e prova su strada

Renault Clio: la piccola Renault Clio porta su strada uno dei sistemi full-hybrid più interessanti oggi disponibili, costituito da una 1.6 a benzina abbinato a un motore elettrico di trazione e uno più piccolo. Interessante la presenza di un cambio senza frizione, sostituita proprio dal secondo motore elettrico. Prezzi da 19.550 euro.

Fiat Panda ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Fiat Panda: recentemente rinnovata con un restyling leggero che ha visto pochi ritocchi nelle linee e l’adozione del sistema multimediale UConnect negli interni, la Fiat Panda è adesso disponibile anche con motore mild-hybrid da 1.0 litri e 70 CV di potenza. Si parte da 13.450 euro.

fiat panda usate
fiat panda usate

Con la sempre maggiore espansione dei SUV, i modelli dotati davvero di trazione integrale si sono progressivamente ridotti. Ancor più tra le citycar. Ora, con l’uscita di scena della Panda 4×4, a puntare ancora in maniera forte su questo segmento è rimasta praticamente solo Suzuki.

  • Suzuki Swift
  • Suzuki Ignis

Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 6

Suzuki Swift: la nuova generazione della Suzuki Swift cambia profondamente rispetto al passato. Design tutto nuovo e tecnologia più moderna sono il suo principale biglietto da visita. A tutto questo aggiunge un motore ibrido tutto nuovo dotato di sistema mild-hybrid e, volendo, la trazione integrale. Prezzi da 18.900 euro.

Suzuki Ignis: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

Suzuki Ignis: il modello più piccolo di casa Suzuki rappresenta la soluzione ideale per chi cerca una vettura compatta a misura di città. L’unico motore disponibili è il 1.2 ibrido, anche in questo caso con tecnologia mild-hybrid. Prezzi da 21.400 euro.

La mobilità elettrica sta diventando sempre più “democratica” e sono sempre di più i modelli di piccoli dimensioni alimentati da powertrain elettrici. Vediamo quelli più interessanti.

  • Fiat 500e
  • Dacia Spring
  • Opel Corsa e

Fiat 500: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Fiat 500e: stile vintage ma tecnologia moderna. Sono questi gli assi nella manica della 500 elettrica. Il design si ispira a quello della 500 originale, con linee iconiche immediatamente riconoscibili, mentre sotto il cofano batte un cuore elettrico alimentato da batterie in grado di offrire fino a 320 Km di autonomia. I prezzi partono da 29.950 euro.

Dacia Spring: prezzo, dimensioni e prova su strada 10

Dacia Spring: la nuova generazione della piccola elettrica di casa Dacia sfoggia un look tutto nuovo ispirato alla sorella maggiore Duster e contenuti più tecnologici. Due i powertrain disponibili con autonomia che supera 220 km. Prezzi da 17.900 euro.

Opel Corsa: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Opel Corsa e: basata sullo stesso pianale della Peugeot 208, la Corsa e si differenzia per lo stile degli interni e degli esterni decisamente più rigoroso. Grazie alla batteria da 54 kWh la Corsa elettrica promette un autonomia fino a 330 Km. Si parte da 34.000 euro.

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Nonostante le dimensioni contenute, il mercato è ancora piuttosto ricco di modelli pensati per gli appassionati della guida, che possono contare su motori potenti e un comportamento dinamico sportivo.

  • Hyundai i10 N Line
  • Abarth 595
  • Toyota Yaris GR

Hyundai i10: prezzo, dimensioni e prova su strada 5

Hyundai i10 N Line: il modello più piccolo di casa Hyundai si fregia del badge N e si presenta su strada con un piccolo tre cilindri turbo capace di 100 CV per un peso i appena 1.000 kg, a garanzia di tanto divertimento. Prezzo: 16.950 euro.

Abarth 595: prezzi, dimensioni e prova su strada 2

Abarth 595: lo Scorpione ha punto la Fiat 500 e l’ha trasformata in una piccola peste. Lo stile della citycar è muscoloso grazie a paraurti e passaruota dedicati, mentre sotto il cofano batte un 1.4 turbo che arriva a ben 180 CV. Si parte da 26.800 euro.

Toyota Yaris: prezzo, dimensioni e caratteristiche 26

Toyota Yaris GR: per chi vuole davvero esagerare, c’è la GR Yaris, ovvero la Yaris più potente e prestazionale di sempre. La ricetta per la felicità di tutti gli appassionati è fatta di un motore da 280 CV e della trazione integrale. Prezzo: 52.000 euro.

Spesso citycar è sinonimo di costi contenuti, anche di gestione. E quale modo migliore di contenere i costi di esercizio se non con un bell’impianto a GPL? Ecco quelli che secondo noi sono i modelli migliori.

  • Kia Picanto
  • Dacia Sandero

Kia Picanto: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Kia Picanto: la terza generazione della Picanto si  presenta con un design aggressivo e compatto che la rende immediatamente riconoscibile. Il piccolo motore da 1.0 litri è in grado di erogare fino a 65 CV di potenza. Si parte da 16.800 euro.

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Dacia Sandero: rinnovata nello stile e nei contenuti, l’ultima generazione della Dacia Sandero è una vettura matura, parsimoniosa nei consumi (soprattutto nella variante a gpl) e ricca nei contenuti. Tra le macchine piccole più apprezzate, è stata la più venduta d’Europa nel 2024. Il suo propulsore turbo eroga 100 CV. Prezzo: 18.150 euro.

 

Suzuki Jimny: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Suzuki Jimny: esterni

Suzuki Jimny: un’icona dei fuoristrada compatti, giunto alla quarta generazione, conservando il suo spirito originale di fuoristrada specialistico 4×4. Generazione dopo generazione, il piccolo fuoristrada duro e puro di Hamamatsu si è evoluto, pur mantenendo fede al suo DNA da modello pensato per le avventure da vivere lontano dall’asfalto. Purtroppo, per il mercato italiano, le scorte del 2020 sono esaurite, ma c’è ancora Jimny Pro, la variante omologata N1, pronta a conquistare le avventure off-road.

 Scheda Tecnica
Numero posti 2
Bagagliaio 85/377 litri
Alimentazioni Benzina
Classe Euro 6 D – Temp
Cv/kW (da) 102/75
Prezzo (da) 26.700 €
INDICE
Novità 2024
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzo

Suzuki Jimny Mata

La Jimny si appresta ad uscire dai listini, ma prima di farlo si concede un’ultima versione speciale. Si tratta della Mata, caratterizzare per la vernice bicolore con carrozzeria in Argento Siberia Metallizzato, mentre tetto, montanti e cofano sono in Matt Black. E per i più smaliziati della guida Offroad non mancano nemmeno le speciali protezioni anteriori, laterali e posteriori, la copertura rigida per la ruota di scorta e gli speciali cerchi in lega.

Gli interni conservano la configurazione a due posti dal momento che la Jimny resta disponibile unicamente in configurazione autocarro, ma la dotazione resta piuttosto ricca e annovera di serie anche il sistema di infotainment con schermo touch con una diagonale di 7 pollici.

Suzuki Jimny 5 porte

La tanto attesa carrozzeria a 5 porte è finalmente arrivata, almeno sul mercato indiano. Suzuki Jimny evolve ancora: diventa più lunga e si dota di portiere posteriori, mantenendo però quel design squadrato e tradizionale  della quarta e attuale generazione del fuoristrada giapponese. Questa nuova variante arriva a 3,98 metri di lunghezza e presenta un interasse di 2,59 metri. Nessuna novità, per ora, per quanto concerne la tanto vociferata variante ibrida. L’attuale 1.5 aspirato rimane l’unica opzione in gamma.

L’arrivo nel nostro Paese, per il momento, non è previsto. Le normative antinquinamento sempre più stringenti non permettono a Suzuki di proporre il Jimny con questa motorizzazione. Tuttavia, per l’Europa si potrebbe studiare una soluzione elettrificata, andando ad attingere dai powertrain già in uso su altri modelli in gamma. Ma per sapere se questo avverrà davvero, occorre aspettare.

Suzuki Jimny Elettrica

Suzuki ha dichiarato che commercializzerà nel Vecchio continente una nuova serie di auto a batteria entro il 2030. Fra le slide che mostravano il piano industriale della Casa di Hamamatsu gli osservatori più attenti hanno notato la versione elettrica di Jimny. Inconfondibile nel suo design iconico, la variante Bev del fuoristrada giapponese figurava accanto ad altri quattro modelli elettrici dedicati all’Europa. Per il momento, Suzuki non ha pubblicato ulteriori dettagli sulle vetture o sulle date dei diversi lanci. Quello che sappiamo è che queste cinque auto sono state progettate per rivoluzionare definitivamente la gamma Suzuki, che nel 2030 sarà composta al 20% da vetture ibride e per la parte restante di veicoli full-electric.suzuki jimny: todo lo que usted quiere saber

La Suzuki Jimny si caratterizza per misure decisamente compatte che la rendono particolarmente agile nella guida fuoristrada. La lunghezza è di soli tre metri e quarantotto centimetri, mentre la larghezza e l’altezza misurano rispettivamente 165 e 173 centimetri. Grazie all’altezza da terra di 21 centimetri, la Suzuki Jimny vanta degli angoli di attacco, dosso e uscita, di 37°, 28° e 49°.

Dimensioni
Lunghezza 3.480 mm
Larghezza 1.645 mm
Altezza 1.725 mm
Passo 2.250 mm

Il look della Suzuki Jimny è certamente personale. Le linee sono squadrate, dure e senza tempo e conferiscono subito una connotazione off road al piccolo fuoristrada giapponese.

Il frontale è personalizzato da una ampia mascherina a sviluppo orizzontale a cinque listelli che include i fari tondi e gli indicatori di direzione separati, mentre il parabrezza è quasi verticale. Nella fiancata spiccano i passaruota separati dalla carrozzeria ed i grandi finestrini che donano ampia luminosità all’abitacolo, mentre il posteriore è tipicamente old school con il grande lunotto verticale e la fanaleria posizionata in basso nel paraurti.

suzuki jimny
suzuki jimny

L’abitacolo della Suzuki Jimny è decisamente essenziale, specialmente in nell’unica versione disponibile Pro, ed esalta la vocazione da off road della vettura giapponese.

Il cruscotto è composto da due elementi squadrati separati da un piccolo display digitale, mentre al centro della plancia è presente il monitor da 7 pollici dedicato all’infotainment di bordo tramite il quale comandare il navigatore satellitare, i comandi dell’audio e ottenere le informazioni trasmesse dal proprio smartphone. Alla base della plancia sono invece disposti i comandi dedicati al climatizzatore.

La Suzuki Jimny è offerta con un’unica motorizzazione benzina da 1.5 litri e 102 CV posizionato longitudinalmente. Questo propulsore sostituisce la precedente unità da 1.3 litri e regala maggior potenza ed un riduzione di peso notevole. Due, invece, i cambi disponibili. Di serie è previsto un manuale a 5 marce, mentre come optional si può avere un automatico a quattro rapporti. Il sistema di trazione integrale All Grip PRO offre la trazione posteriore durante la guida cittadina, ma è possibile inserire le quattro ruote motrici quando il terreno diventa accidentato.

Passando ad analizzare i consumi è bene ricordare che Suzuki Jimny è un piccolo fuoristrada, dunque non possiamo aspettare consumi ed emissioni estremamente bassi. I dati secondo il ciclo WLTP sono 7,9 l/100km e 178 g/km di CO2.

suzuki jimny
suzuki jimny

La Suzuki Jimny è oggi disponibile in un unico allestimento.

  • Pro: allestimento con omologazione autocarro

Pro: di serie sono presenti  i cerchi di lamiera da 15″, le finiture esterne Black, i fendinebbia, gli abbaglianti automatici, i retrovisori elettrici, l’impianto audio con bluetooth, i sedili riscaldabili, il climatizzatore, mentre tra i sistemi avanzati di assistenza alla guida troviamo il cruise control, l’avviso di superamento di corsia, il riconoscimento dei segnali stradali, la frenata automatica d’emergenza, l’hill hold control e l’hill descent control.

  • Doti offroad: il Jimny è il modello dedicato all’offroad duro e puro più piccolo sul mercato.
  • Dimensioni: in meno di 4 metri racchiude tutte le capacità dei fuoristrada più grandi.
  • Valore residuo: alto il valore del modello anche sul mercato dell’usato.

Arrivati al listino di Suzuki Jimny ricordiamo che lo stock del fuoristrada è attualmente esaurito per il mercato italiano. L’unica variante disponibile è quella autocarro denominata Pro.

Suzuki Jimny  Prezzo
Jimny Pro 26.700 €

suzuki jimny
suzuki jimny

 

Revisione auto: ogni quanto farla, scadenza e costi

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine? 1

La revisione dell’auto è obbligatoria. Serve a certificare periodicamente il buono stato di manutenzione di una vettura che circola regolarmente su strada.

È uno dei “doveri” degli automobilisti, previsti dal Codice della Strada per tutelare la sicurezza di chi guida. Lo scopo è quello di appurare che lo stato di conservazione del veicolo sia conforme alla circolazione su strada. Gli elementi che vengono controllati sono molti, dalle componenti tecniche, fino alle emissioni inquinanti e rumorose affinché queste non superino i limiti stabiliti dalla legge.  Scopri nel nostro articolo tutti i dettagli su quando, dove e quanto costa fare la revisione. 

INDICE
Revisione auto: ogni quanto?
Revisione auto, cosa controllano
Revisione e tagliando: differenza
Costo revisione auto 2025
Scadenza revisione auto
Calcolo scadenza revisione auto dalla targa
Prima revisione auto nuova
Dove fare la revisione auto
Il rilascio del bollino blu
Il certificato di revisione
Cosa succede se non si passa la revisione auto?
Multa revisione scaduta: le sanzioni previste
Revisione auto GPL
Revisione Auto Metano

La revisione auto ha scadenze diverse. Chi acquista un’auto nuova da un concessionario sarà obbligato ad effettuare la revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, mentre successivamente a questo periodo la revisione auto dovrà essere effettuata ad intervalli di due anni. Se si acquista una vettura usata, invece, la revisione dovrà sempre essere effettuata ogni due anni. 

Tipologia Quando
Prima revisione 4 anni dopo l’immatricolazione
Seconda revisione e successive Ogni 2 anni

Per quanto riguarda la categoria dei veicoli atipici, la revisione delle auto d’epoca o di interesse storico, va effettuata, secondo il decreto del 2009, con scadenza biennale, entro il mese di rilascio della carta di circolazione, o entro il mese corrispondente a quello in cui è stato effettuato l’ultimo controllo di revisione.

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Nel corso della revisione auto si effettua un collaudo per verificare il perfetto funzionamento di numerosi dispositivi della vettura. Nello specifico le parti sottoposte ad esame sono:

  • Impianto frenante: quindi freno a mano, di servizio, freni, pasticche, dischi;
  • Sterzo: cuscinetti, fissaggio, stato meccanico;
  • Vetri: vetri, specchietti, lavavetri;
  • Impianto elettrico: proiettori, luci, indicatori;
  • Telaio: carrozzeria, porte, serrature, serbatoio
  • Rumori: gas di scarico inquinanti bollino blu;
  • Identificazione del veicolo tramite targa e telaio;
  • Sicurezza dispositivi: Clacson, cinture di sicurezza anteriori e posteriori. 

Non bisogna confondere la revisione auto col tagliando. La prima è imposta dalla legge e deve essere compiuta ad intervalli temporali prestabiliti, mentre il tagliando indica la serie di controlli previsti dalla Casa madre da effettuare ad intervalli di chilometraggio regolari per garantire la perfetta efficienza del mezzo. 

Il costo della revisione presso un officina autorizzata, salvo sorprese, si aggira intorno agli 80 euro.

Se si vuole risparmiare qualcosa, ci si può rivolgere alla Motorizzazione Civile, dove il collaudo della vettura e il rilascio dell’avvenuta revisione costano circa 45 euro. Il costo della revisione in un’officina o centro autorizzato, è così ripartito:

  • € 54,95 costo revisione
  • € 12,09 costo IVA
  • € 10,20 diritti fissi
  • € 1,51 costo bollettino PagoPA
Motorizzazione Civile 45,00 euro
Centri di revisione e Officine Autorizzate 78,75 euro

A prima vista sembrerebbe che rivolgersi alla Motorizzazione sia il modo migliore per risparmiare. Se quest’affermazione è veritiera in termini economici lo è meno in quanto a tempo: infatti può essere difficile fissare un appuntamento in tempi brevi presso gli uffici locali della Motorizzazione civile.

Come abbiamo anticipato in precedenza, se si è proprietari di una vettura sottoposta a prima immatricolazione, la scadenza revisione auto cadrà al quarto anno, mentre per le revisioni successive alla prima, o in caso di acquisto di auto usata, la revisione dovrà essere effettuata obbligatoriamente ogni due anni. 

Se non ci si ricorda quando scade la revisione auto è possibile collegarsi sul “Il Portale dell’Automobilista” e verificare quando è stata effettuata l’ultima revisione inserendo il tipo di veicolo e la targa. 

Il portale restituisce:

  • Data ultima revisione
  • Esito delle revisione
  • KM rilevati dall’operatore

Si precisa che che il numero dei chilometri totali percorsi dal veicolo, riportati nella colonna ‘km rilevati dall’operatore’, è un dato che viene rilevato manualmente dalla strumentazione di bordo dall’operatore che esegue la revisione del veicolo.

La successione storica dei dati di revisione viene resa disponibile solo agli utenti registrati e per le operazioni effettuate successivamente al 1° giugno 2018.

Se si acquista un’auto nuova è bene ricordare che la prima revisione dovrà essere effettuato allo scadere dei quattro anni dall’immatricolazione, entro l’ultimo giorno utile del mese del quarto anno. Quindi se la vettura è stato immatricolata, ad esempio, il 15 maggio 2021 la revisione auto dovrà essere effettuata entro e non oltre il 31 maggio 2025. 

Per effettuare la revisione auto si può scegliere di recarsi presso i centri revisione e le officine autorizzate da parte del Ministero dei Trasporti, presso un’agenzia ACI oppure presso la Motorizzazione Civile dell’area di competenza. Ovviamente nel primo caso i costi saranno più alti a differenza della revisione auto effettuata presso la Motorizzazione. 

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo 1

Superata positivamente la revisione auto verrà consegnato un bollino blu che certifica l’avvenuto controllo periodico dei gas di scarico di un’auto. Tale certificazione viene rilasciata contestualmente alla revisione dell’auto, sia essa a benzina, a diesel, a metano e a GPL. Se il controllo dei gas dovesse far emergere qualche anomalia, il bollino blu potrebbe non essere rilasciato e l’auto dovrà essere sottoposta a manutenzione per poterlo ottenere. 

Al termine della revisione, qualora dia esito positivo, al proprietario della vettura verrà consegnato il certificato di revisione all’interno del quale saranno indicati:

  • Numero di identificazione del veicolo;
  • Targa del veicolo e simbolo dello Stato di immatricolazione;
  • Luogo e data di revisione;
  • Lettura del contachilometri al momento del controllo;
  • Categoria del veicolo;
  • Carenze individuate e livello di gravità;
  • Risultato del controllo tecnico;
  • Data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato di revisione;
  • Dati identificativi dell’ispettore responsabile del controllo;

In caso di mancato superamento della revisione auto possono verificarsi tre ipotesi: 

  • Ripetere la revisione: l’auto non passa una o più prove e deve essere riparata prima di effettuare di nuovo la revisione. Le riparazioni vanno effettuate entro un mese e la revisione deve avvenire nello stesso centro e va pagata nuovamente tutta la procedura.
  • Sospensione dalla circolazione e ripetizione della revisione: le prove hanno evidenziato guasti piuttosto gravi e ritenuti troppo pericolosi per autorizzare la libera circolazione del veicolo. In questo caso bisogna riparare in breve tempo l’auto e pagare una seconda revisione.
  • Sospensione interna: se durante la revisione vengono segnalati guasti di entità minima, la revisione viene sospesa temporaneamente per effettuare le dovute operazioni e tutti gli accertamenti dovuti, riguardo al corretto funzionamento di ogni singola parte meccanica.

Guai a circolare su strada con la revisione scaduta perché si rischiano sanzioni pesanti. La multa varia da 155 fino a 625 euro e si può arrivare anche al fermo amministrativo del veicolo qualora questa l’infrazione venga rilevata su autostrada. Se si circola senza revisione alla guida di un veicolo già sospeso si rischia una multa da 1.842 a 7.369 euro oltre al fermo amministrativo per 90 giorni. In caso di reiterazione si arriva alla confisca della vettura. 

Per quanto riguarda le auto GPL le bombole dell’impianto non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni.

Il costo per questo tipo di intervento varia dai 300 ai 500€ e prevede un check completo anche di queste altre componenti:

  • Il funzionamento delle tubazioni e raccordi
  • La sostituzione dei filtri GPL qualora vene fosse la necessità
  • Il funzionamento degli iniettori
  • In funzionamento del sistema elettrico
  • La sostituzione del riduttore verso i 100.000 Km

Differente la situazione per la revisione auto a metano. Per queste vetture il controllo è da effettuare ogni 4 o 5 anni tenendo sempre conto dell’immatricolazione del veicolo e in particolare dell’ultima revisione effettuata. 

Se le bombole presenti sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto; se le bombole sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) di tipo IV, si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto e successivamente dovrà essere effettuata la revisione auto ogni 2 anni; se, infine, le bombole sono omologate secondo la normativa nazionale (DGM) si devono calcolare 5 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto. 

I costi per questo tipo di revisione variano a seconda di quante bombole sono installate all’interno del veicolo, e si può spendere dai 150€ fino a 400/500€. Evitare di effettuare periodicamente questa tipologia di revisione porterà il conducente del veicolo a subire una multa per mancata revisione auto davvero salata, con immediato ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Quanto costa la revisione auto 2025?

Il costo della revisione auto è aumentato dal 2021 per chi effettua il controllo presso un officina autorizzata. Sebbene il prezzo resti bloccato a 45 euro per chi effettua il controllo presso la Motorizzazione Civile, infatti, l’imposta è cresciuta di 9,95 euro (al netto dell’IVA) per chi si rivolge a un centro privato. Il costo della revisione in un’officina o centro autorizzato, quindi, si è attestato su 78,75 euro.

Ogni quanto fare la revisione auto?

Nella maggior parte dei casi la revisione scade ogni 2 anni. Ma, nel caso di un’auto nuova la revisione auto nuova andrà eseguita dopo 4 anni dall’immatricolazione.

Come controllare la scadenza della revisione auto?

Il Portale dell’Automobilista permette di verificare l’ultima revisione, semplicemente inserendo il tipo di veicolo (autoveicolo, motoveicolo o ciclomotore) e la targa.

Come funziona la revisione auto GPL?

Le bombole dell’impianto GPL non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni ed il controllo di tutta la strumentazione relativa come tubazioni e raccordi, sostituzione dei filtri, funzionamento degli iniettori e del sistema elettrico. 

Seat: tutte le novità in arrivo nel 2025

Seat: tutte le novità in arrivo nel 2025

L’attenzione del Gruppo Volkswagen negli ultimi anni si è concentrata soprattutto sul marchio Cupra, ma la più popolare Seat prepara qualche novità per mantenere vivo l’interesse sui suoi modelli più diffusi.

Con il 2025 arriverà infatti il rinnovamento di due dei suoi modelli più iconici: Ibiza e Arona. Dopo un video teaser diffuso nel 2024, le versioni restyling dei due modelli sono ora pronte a debuttare ufficialmente.  Entrambe le vetture beneficiano di un aggiornamento significativo che include novità di design, interni migliorati e un ampliamento delle dotazioni tecnologiche.

  • Seat Ibiza 2025
  • Seat Arona 2025

Seat Ibiza 2025

La Seat Ibiza, una delle utilitarie più apprezzate del segmento B, riceve un importante restyling nel 2025. Rispetto al modello attuale, nella foto, il design è stato aggiornato con un frontale ridisegnato, fari LED più sottili e una griglia anteriore di maggiori dimensioni, che conferiscono alla vettura un aspetto moderno e dinamico.

Seat Ibiza: prezzi, dimensioni e prova su strada 3

Gli interni sono stati migliorati con materiali di qualità superiore, un nuovo sistema di infotainment dotato delle ultime tecnologie del Gruppo Volkswagen e un layout che aumenta il comfort e la praticità. Per quanto riguarda la meccanica, l’Ibiza continuerà a essere disponibile con motori termici e ibridi mild, offrendo una gamma versatile e adatta a diverse esigenze.

La presentazione ufficiale è attesa prima dell’estate, mentre l’arrivo sul mercato seguirà nei mesi successivi. I prezzi non sono ancora stati comunicati, ma non dovrebbero discostarsi troppo da quelli attuali.

Seat Arona 2025

Anche la Seat Arona, il crossover compatto di segmento B, è protagonista di un corposo restyling nel 2025. Le modifiche che la distinguono dal modello 2024 (nella foto) includono nuovi paraurti, fari LED aggiornati e cerchi in lega dal design rinnovato, che accentuano il carattere urbano e versatile del modello.

Seat Arona: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13

All’interno, la Arona offre un ambiente migliorato con rivestimenti più raffinati e un sistema di infotainment aggiornato, che garantisce un’esperienza digitale all’avanguardia. Come l’Ibiza, anche l’Arona è proposta con motorizzazioni termiche e ibride mild, mantenendo un equilibrio tra efficienza e prestazioni.

La presentazione del modello è prevista per la seconda metà del 2025, con la commercializzazione che seguirà a breve. Anche in questo caso, i prezzi rimangono da definire, ma si prevede una continuità con i listini attuali.

Eliminare graffi auto: come fare e quali prodotti usare?

Che cruccio, quando si riga la carrozzeria. Basta una toccatina, un graffietto, e l’auto sembra subito vecchia e rovinata.

Salvaguardare la verniciatura non è difficile, ma servono attenzioni particolari per non dover correre ai ripari quando è troppo tardi. In commercio, in ogni caso, esistono prodotti in grado di far sparire abrasioni e rigature varie senza spendere una fortuna. Scopriamo allora come togliere i graffi auto.

INDICE
Graffi auto: come avvengono?
Lavare sempre l’auto prima di eliminare i graffi auto
Rimuovere graffi auto: è possibile?
Come valutare la profondità dei graffi auto
Pasta abrasiva: per quali tipi di graffi usarla
Polish graffi: quando usarlo e come funziona
Lucidatura auto fai da te
Funziona togliere graffi auto con dentifricio?
Togliere graffi auto profondi: come fare?

Spesso sono disattenzioni imputabili agli altri automobilisti ad arrecare i graffi sulla propria auto. Basta la semplice apertura di uno sportello in maniera inavvertita per ritrovarsi la carrozzeria graffiata e rovinata. Oppure, anche in maniera più banale, basta del semplice pietrisco raccolto mentre si è alla guida, o strisciare per sbaglio l’orologio contro la vettura. Sono tutti normali rischi quotidiani che possono causare graffi. Si può procedere con il fai da te per la rimozione, ma dipende dalla loro profondità.

La prima cosa da fare se si vogliono rimuovere i graffi auto è cominciare da un accurato lavaggio della vettura. Così facendo si evidenzieranno al massimo i graffi presenti e si potranno utilizzare i prodotti specifici senza il rischio di rovinare ulteriormente la carrozzeria.

Rimuovere i graffi dalla propria auto e riportarla alle condizioni iniziali non è impossibile, ma il successo delle soluzioni fai da te dipende soprattutto dalla profondità delle rigature e dalla loro estensione. Esistono prodotti dedicati che possono evitare di doversi avvalere di uno specialista, ma è bene sempre porre una serie di cure particolari prima di provare da soli a riparare i danni.

Dopo il lavaggio della vettura, basterà passare la mano sulla parte della carrozzeria graffiata per valutare la profondità dello stesso. Se questo sarà a livello superficiale si potrà procedere col fai da te con i prodotti dedicati. In caso contrario ci si dovrà rivolgere ad uno specialista con costi decisamente superiori.

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Solamente in caso di graffio poco profondo sarà possibile rimediare utilizzando la pasta abrasiva. Ma come si usa la pasta abrasiva?

Prima di applicare il prodotto sulla parte interessata, ricordatevi sempre di lavare la carrozzeria, così da rimuovere sporco e detriti. Stendendola con movimenti circolari, passate la pasta abrasiva sul punto interessato, fino a quando il graffio non sarà sparito. Infine, basterà un panno in microfibra per assicurarsi di aver rimosso gli ultimi residui. Il risultato sarà quello di una carrozzeria praticamente nuova.

Recentemente è possibile trovare in commercio al dettaglio anche il polish auto. Un prodotto che unisce le proprietà della pasta abrasiva e della cera lucidante. Per l’applicazione si dovranno seguire le regole già spiegata: pulire l’auto, applicare il polish graffi su un batuffolo di cotone e passare il prodotto sulla parte interessata con delicatezza e in maniera uniforme. Completata l’operazione, per ridonare brillantezza alla carrozzeria, è possibile utilizzare un apposito polish lucidante.

Anche nel caso si utilizzi la semplice pasta abrasiva per rimuovere i graffi, è sempre opportuno procedere alla lucidatura della carrozzeria. Così facendo si rimuoveranno gli eventuali aloni lasciati dal prodotto e il colore della superficie trattata sarà più uniforme.

Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di aggravare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti per graffi auto specifici.

Se il graffio sulla vettura sarà profondo, e non si potrà procedere con la semplice pasta abrasiva, si dovrà mettere in conto tempistiche più lunghe ed abilità più particolari. La parte di carrozzeria danneggiata, infatti, deve essere carteggiata completamente, il graffio stuccato e poi carteggiato per rendere la riparazione invisibile. In ultimo, per finire il lavoro, è necessario applicare la stessa esatta tipologia di vernice già presente sugli altri pennelli. Ben si capisce come rivolgersi a uno specialista, di conseguenza, sia la scelta più sicura per evitare danni ulteriori e collaterali.

Cose da sapere

Quali possono essere le cause dei graffi auto?

Lamiere o i paraurti si possono danneggiare durante un parcheggio oppure si può trovare il proprio veicolo graffiato da una manovra errata di un altro guidatore. Altre cause dei graffi auto possono essere disattenzioni quali un contatto tra l’orologio e le lamiere, oppure un sassolino che impatta contro la carrozzeria durante la marcia.  Ultima causa sono gli atti vandalici.

Come si valuta la profondità del graffio auto?

Dopo aver pulito la carrozzeria ed eliminato ogni residuo di sporco si dovrà provvedere a passare la mano sulla parte dove insiste il graffio per valutarne la profondità. Se questo sarà a livello superficiale, sarà possibile effettuare la rimozione del graffio in autonomia con prodotti quali la pasta abrasiva, mentre se il danno avrà intaccato la carrozzeria in profondità sarà necessario rivolgersi ad uno specialista.

Come si usa la pasta abrasiva?

Prima di tutto bisogna pulire la superficie interessata dal danno e poi applicare la pasta abrasiva su un panno morbido, o anche su del cotone, e passare il prodotto con movimenti concentrici e delicati per qualche istante. Successivamente si dovrà rimuovere la pasta abrasiva con un panno pulito ed infine utilizzare una pezza umida per ripulire definitivamente la superficie interessata.

Come si usa il polish graffi?

Il polish graffi è un ibrido tra la classica pasta abrasiva e la cera lucidante: sarà fondamentale applicarlo su un batuffolo di cotone e passare il prodotto delicatamente sulla superficie interessate. Per completare il lavoro a regola d’arte è consigliabile utilizzare dopo questo trattamento un polish lucidante.

Si può usare il dentifricio per rimuovere i graffi?

Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di ampliare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti specifici.

Jaecoo J7: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Jaecoo J7: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Lo storico gruppo automobilistico cinese Chery, che in Italia è conosciuto principalmente per fornire le auto che poi DR trasforma nei suoi stabilimenti di Macchia d’Isernia, ha programmato un debutto in grande stile sul nostro mercato (e in Europa in generale). Lo fa con 2 brand nuovi di zecca, Omoda e Jaecoo. Il primo modello appartenente al secondo di questi si chiama Jaecoo J7 ed è un SUV di medie dimensioni che vuole affermarsi per la linea ricercata ed elegante e per l’impostazione premium.

A guardarlo, viene da pensare a una sorta di Range Rover Evoque dagli occhi a mandorla. L’accostamento è meno azzardato di quel che si può pensare. Chery e Jaguar Land Rover, infatti, hanno una joint venture per la produzione dei modelli dei brand inglesi nel Paese del Dragone. Ma non divaghiamo troppo e restiamo sulla Jaecoo J7, che esordirà sul mercato in versione ibrida ma che sarà poi disponibile con varie forme di elettrificazione, dalla plug-in alla 100% elettrica.

Questa la scheda tecnica della Jaecoo J7:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 412/1.335 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 186/136
 Prezzo (da) 33.900 €
INDICE
Novità
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Perché comprarla
Prezzi

Jaecoo 7 plug-in

La gamma del suv cinese si amplia con il lancio di una nuova motorizzazione plug-in che, stando ai dati dichiarati dal costruttore dovrebbe garantire un’autonomia complessiva di 1.200 km. Sotto la carrozzeria, che non è stata sottoposta a modifiche, trova posto un propulsore benzina di 1,5 litri a ciclo Miller da 143 CV e 215 Nm, abbinato ad un motore elettrico da 204 CV e 310 Nm, per una potenza di sistema che raggiunge i 340 CV per 525 Nm di coppia. Ad alimentare il motore elettrico provvede una batteria da 18,3 kWh che dovrebbe assicurare un’autonomia di circa 80 km.

La cosa interessante di questo sistema è che è in grado di lavorare in serie o in parallelo. Sotto i 70 km/h a spingere la vettura è sempre e solo il motore elettrico, e tra i 40 e i 70 km/h il motore termico funge solo da generatore. Tra 70 e 80 km/h entrambi i motori lavorano all’unisono, mentre sopra gli 80 km/h a spingere la vettura provvede unicamente il 1.5 a benzina. L’arrivo nelle concessionarie della Jaecoo 7 plug-in è previsto per la fine di febbraio e l’inizio di marzo, con prezzi di 38.900 euro per la versione Premium e 40.900 euro per la Exclusive.

La Jaecoo J7 si inserisce a pieno titolo nell’affollatissimo segmento dei SUV medi. Ha una lunghezza di 4,5 metri, è alto 1,68 e largo 1,87. Le forme esterne squadrate, il tetto alto e un’organizzazione razionale degli spazi interni consentono di avere una buona abitabilità generale per tutti gli occupanti pur restando un modello rigorosamente a 5 posti (senza terza fila di sedili).

L’auto ha anche un bagagliaio abbastanza capiente. Con i sedili posteriori in posizione verticale arriva a 412 litri, mentre abbattendo il divano della seconda fila il volume di carico raggiunge quota 1.335 litri. Il vano si distingue anche per le forme regolari e la soglia di carico bassa.

Dimensioni
Lunghezza 4,50 metri
Larghezza 1,87 metri
Altezza 1,68 metri
Passo 2,67 metri

: esterni

Somiglia a una Range Rover Evoque, dicevamo. Lo fa nel migliore dei modi possibili, senza scimmiottarla. La Jaecoo J7 ha in effetti una certa personalità e si sa distinguere anche in un mondo affollatissimo popolato da Volkswagen Tiguan, Hyundai Tucson e Ford Kuga, tanto per citare tre modelli provenienti rispettivamente da Europa, Corea e Stati Uniti (ma negli USA si chiama Escape e quella per l’Europa è prodotta in Spagna).

Sul frontale la Jaecoo J7 offre una grande griglia con listelli cromati che occupa quasi tutto il muso. Ha forma rettangolare, con solo gli angoli inferiori leggermente smussati. Insieme ai fari sdoppiati (con luci diurne sottili poste in alto e gruppi ottici principali verticali più in basso) trasmette una piacevole sensazione di robustezza. Robustezza che si percepisce anche dietro, dove l’auto sfoggia forme particolarmente squadrate, con lunotto verticale e fari raccolti in una fascia orizzontale che corre per tutta la larghezza dell’auto. Tra gli elementi caratteristici della Jaecoo J7 anche i montanti neri che rendono il tetto sospeso (un po’ come la Evoque di cui sopra).

Anche dentro la Jaecoo J7 punta su un design particolarmente pulito e lineare. La plancia e i rivestimenti interni sono caratterizzati da linee rette ma l’attenzione ai dettagli (dalle bocchette dell’aria verticali al volante multifunzione con corona piatta nella parte inferiore) rende l’ambiente piacevole e la percezione di alta qualità più evidente.

Dal posto guida spiccano i due monitor anteriori. Quello dietro al volante, a forte sviluppo orizzontale, raccoglie tutte le informazioni riguardanti la strumentazione, mentre quello centrale, dotato di tecnologia touch, è posizionato in verticale e consente di comandare sia il sistema di infotainment sia una serie di funzioni che vanno dalla climatizzazione alla navigazione.

La Jaecoo J7 è disponibile in Italia con un motore a benzina 1,6 litri di cilindrata in grado di sviluppare 186 CV di potenza abbinato alla trazione anteriore o integrale. Sviluppato internamente dal Gruppo Chery è progettato per poter funzionare a benzina, con varie forme di ibridazione e anche in varianti a doppia alimentazione. Questo motore è abbinato a un cambio a doppia frizione che promette di essere efficiente e anche veloce, con cambi marcia in soli 2 decimi di secondo.

  • Immagine: Ha un’impostazione premium e una ricca dotazione di serie, ma sarà venduta a un prezzo che si annuncia particolarmente competitivo rispetto ai contenuti offerti
  • Capacità offroad: Pensata per la città e i viaggi lunghi, la Jaecoo J7 offre le quattro ruote motrici su tutta la gamma e dispone di un selettore con 6 programmi di guida di cui 3 dedicati proprio all’offroad.
  • Abitabilità: Le forme regolari la rendono un’auto particolarmente confortevole e versatile.

Di seguito il listino della Jaecoo J7 aggiornato a gennaio 2025:

Jaecoo J7 Prezzi
Premium 2WD 33.900 €
Exclusive 4WD 37.900 €

Land Rover: tutte le novità in arrivo nel 2025

Range Rover: prezzo, dimensioni e caratteristiche 24

Il 2025 segna un passaggio cruciale per Land Rover, che si prepara finalmente a lanciare il suo primo modello 100% elettrico, la Range Rover EV presentata per la prima volta nel 2023.

A questa seguiranno altre proposte per elettrificare la gamma di Solihull. La seconda potrebbe riguardare un altro modello di grande successo che si appresta ad accogliere in gamma una variante a batteria, la Velar.

  • Range Rover EV
  • Range Rover Velar EV

Range Rover EV

La versione completamente elettrica del celebre SUV britannico ha suscitato grande interesse, tanto che la lista d’attesa ha già raggiunto 16.000 ordini, secondo quanto dichiarato dalla Casa. La Range Rover EV si basa sulla piattaforma MLA-Flex, condivisa con le versioni termiche. Utilizza un’architettura a 800 V per garantire ricariche rapide e prestazioni elevate.

Range Rover: prezzo, dimensioni e caratteristiche 23

Dal punto di vista estetico, il modello rimane fedele al design classico delle Range Rover, mentre le capacità off-road non subiscono compromessi. La EV potrà guadare corsi d’acqua fino a 85 cm, confermando il suo DNA da fuoristrada. Rappresenta il primo passo di Land Rover nella mobilità elettrica e sarà disponibile nella prima metà del 2025, a prezzi non ancora dichiarati.

Range Rover Velar EV

Accanto alla Range Rover EV, Land Rover sta lavorando su un secondo modello elettrico. Presumibilmente una versione a batteria della Range Rover Velar o una generazione completamente nuova. Sebbene il nome ufficiale non sia ancora stato confermato, immagini spia circolate di recente mostrerebbero richiami estetici alla Velar.

Range Rover Velar: prezzo, dimensioni e caratteristiche 15

Le informazioni attuali indicano che la presentazione ufficiale potrebbe avvenire nel 2026. Plausibile, però, che già nel 2025 Land Rover rilasci immagini teaser o ulteriori dettagli su questo progetto. Con dimensioni più contenute rispetto alla Range Rover EV, questo SUV si collocherà nel segmento D. Il lancio è previsto per il 2026, con un possibile annuncio entro la fine del 2025. Anche in questo caso i prezzi non sono ancora stati dichiarati.

Liquido radiatore: cos’è, a cosa serve, quale usare e quando cambiarlo

liquido-refrigerante

Effettuare una regolare manutenzione della propria vettura è fondamentale per trovarsi sempre alla guida di un’auto in perfette condizioni. Una delle operazioni più importanti per evitare ingenti danni al motore, da effettuare a cadenza regolare, è il controllo del liquido refrigerante. Il liquido raffreddamento motore insomma. In questa piccola guida trovate tutte le informazioni necessarie a svolgere quest’operazione nei tempi e nei modi previsti.

 INDICE
 Liquido refrigerante auto: cos’è e a cosa serve
 Liquido di raffreddamento motore: quando cambiarlo
 Liquido refrigerante rosso
 Liquido refrigerante blu
 Mischiare il liquido radiatore rosso e blu
 Mischiare acqua e liquido refrigerante?

Quando si parla di liquido del radiatore, o liquido di raffreddamento motore, si intende una miscela di acqua e glicole etilenico (un idrocarburo piuttosto semplice) che, quando scatta la valvola termostatica, viene immessa nel sistema di propulsione per regolarne la temperatura. Questa miscela serve quindi ad evitare sia il surriscaldamento sia, in caso di temperature particolarmente rigide, il raffreddamento eccessivo.

Il liquido refrigerante auto ha quindi la funzione di raffreddare gli ingranaggi per garantirne il corretto funzionamento. La sua particolare composizione, inoltre, evita la formazione di ruggine e per questa ragione sulle moderne vetture è sconsigliato il rabbocco con della semplice acqua.

Come accennato, per mantenere la propria vettura in perfetto stato è necessario anche controllare regolarmente il livello del liquido di raffreddamento, un’operazione che può essere svolta autonomamente. Basta aprire il cofano per verificare: il contenitore del liquido è trasparente e permette di vedere subito se la quantità è adatta, cioè se il liquido raggiunge la tacchetta di livello presente sul contenitore stesso.

In caso di livello basso del liquido di raffreddamento è sufficiente procedere al rabbocco, rispettando l’indicazione della quantità massima, così da evitare eventuali danneggiamenti al propulsore in caso del raggiungimento di temperature di esercizio elevate.

I liquidi refrigeranti sono tutti colorati per aiutare ad individuare eventuali perdite e distinguere prodotti che non vanno mescolati tra loro. Il liquido radiatore rosso è composto esclusivamente da fluidi organici ed è ideale per motori ad alte prestazioni, sia a benzina che a gasolio. Questo perché, a differenza di altri tipi di liquidi refrigeranti, questo contiene solo additivi organici. Infatti, questo tipo di liquido radiatore è identificato con la sigla OAT, ovvero Organic Additive Technology, ossia tecnologia con additivi organici.

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Il liquido refrigerante blu, invece, non è più utilizzato sulle moderne vetture. Si tratta di un liquido sempre a base di glicole etilenico che utilizza come additivi delle sostanze anticorrosive inorganiche, come sali di fosfato, nitriti, silice e borato, tutti composti estremamente tossici ed inquinanti.

Questa tipologia di liquido refrigerante viene quindi utilizzata solo sulle auto di vecchia generazione che hanno bisogno di mantenere un determinato valore del PH per far fronte alla corrosione  causata dal glicole in decomposizione.

La differente colorazione dei liquidi refrigeranti ha anche la funzione di avvisare chi si accinge ad effettuare il rabbocco. È infatti sconsigliato mescolare liquidi di colori diversi, perché i diversi agenti fluidificanti e gli additivi anticorrosione potrebbero reagire producendo un composto gelatinoso, che andrebbe ad intasare il circuito dell’auto e costringerebbe a una totale pulitura dello stesso.

Non solo è possibile mischiare acqua e liquido refrigerante, ma anzi è un’operazione consigliata dalle Case. Sulla confezione del liquido vengono solitamente indicate le percentuali esatte di concentrazione, ma normalmente il liquido refrigerante deve essere diluito con acqua in una proporzione 50-50. La miscela così ottenuta può quindi essere usata per rabboccare il liquido radiatore nel caso il livello non fosse adatto.

In ogni caso, però, si sconsiglia fortemente il rabbocco con la sola acqua, dato che potrebbe alterare la miscela ottimale con il refrigerante. Infatti, se l’acqua è presente in concentrazioni troppo alte la miscela può ghiacciarsi, in caso di temperature rigide, o iniziare a bollire (il circuito di raffreddamento del motore funziona ad una temperatura di 90°-100°), creando bolle d’aria che invece di raffreddare il motore avranno l’effetto di surriscaldarlo.

Cose da sapere

Cos’è il liquido refrigerante?

Il liquido refrigerante è una miscela di acqua e glicole etilenico che viene immessa nel sistema quando scatta la valvola termostatica, ed evita così il surriscaldamento, o quando la temperatura ambientale è particolarmente rigida.

Come si controlla il livello di liquido refrigerante?

Il controllo del livello del liquido di raffreddamento è una operazione che può essere svolta autonomamente. Basta aprire il cofano motore e verificare che il liquido raggiunga l’apposita tacchetta di livello sul contenitore. In caso di livello del refrigerante basso sarà sufficiente procedere al rabbocco rispettando l’indicazione del massimo così da evitare eventuali danneggiamenti al propulsore in caso del raggiungimento di temperature di esercizio elevate.

Qual è la differenza tra liquido refrigerante rosso e blu?

Il liquido radiatore rosso è composto esclusivamente da fluidi organici ed è ideale per motori ad alte prestazioni, sia a benzina che a gasolio. A differenza dei liquidi blu/verde e giallo, questo contiene solo additivi organici ed è identificato con la sigla OAT, ovvero Organic Additive Technology, ossia tecnologia con additivi organici. Il liquido blu non è più utilizzato sulle moderne vetture. Si tratta di un liquido sempre a base di glicole etilenico che utilizza come additivi anticorrosivi inorganici come sali di fosfato, nitriti, silice e borato, estremamente tossici ed inquinanti.

Si possono mischiare liquido rosso e blu?

È sconsigliato mescolare liquidi di colori diversi perché gli agenti fluidificanti e anticorrosione potrebbero reagire producendo un composto gelatinoso che andrebbe ad intasare il circuito dell’auto ed obbligherebbe alla pulitura dello stesso.

Si può mischiare acqua e liquido refrigerante?

Mischiare acqua e liquido refrigerante è un’operazione consigliata dalle Case. Nelle indicazioni presenti sulla confezione del liquido vengono indicate le percentuali di rabbocco solitamente previste in 50% liquido e 50% acqua. È sconsigliabile effettuare il rabbocco con la sola acqua perché alterando la composizione della miscela si rischia che questa ghiacci, in caso di freddo intenso, o inizi a bollire, causando un ulteriore aumento della temperatura del propulsore.

Subaru: tutte le novità in arrivo nel 2025

Subaru Solterra: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11

Subaru continua a concentrarsi sull’elettrificazione per il 2025, ma non ha in programma modelli completamente nuovi. Si concentra invece sul suo modello Solterra, il primo SUV elettrico del marchio giapponese, per il quale ha in programma aggiornamenti significativi.

Per quest’anno, oltre alla Solterra che si aggiorna nella dotazione e nei dettagli, la Casa non ha in programma altre novità, sebbene non siano escluse eventuali sorprese nel corso dell’anno.

  • Subaru Solterra 2025

Subaru Solterra 2025

La Solterra 2025 conferma il suo status di primo SUV elettrico Subaru, con un focus sugli aggiornamenti tecnologici e sui prezzi. Sebbene il design esterno resti invariato, gli interni si rinnovano con un volante ridisegnato, un sistema di riscaldamento migliorato, la possibilità di guidare con la modalità “one pedal” grazie alle palette, e un sedile del conducente con regolazione elettrica in 8 posizioni.

Subaru Solterra: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7
Subaru Solterra

Il powertrain della Solterra rimane composto da due motori elettrici, che sviluppano una potenza totale di 218 CV, e una batteria da 71,4 kWh, che garantisce un’autonomia dichiarata di 450 km.

Tra i miglioramenti, troviamo la possibilità di ricaricare in corrente alternata fino a 11 kW, un nuovo scambiatore di calore che accelera la ricarica a basse temperature, e l’aggiornamento del pacchetto Subaru Safety Sense 3, che include radar più avanzati e nuove funzioni di assistenza alla guida come l’Emergency Steering Assist e il Front Cross Traffic Alert.

Per quanto riguarda i prezzi, la Solterra 2025 presenta una riduzione di 10.000 euro, con la versione 4E-xperience che parte da 49.900 euro e la versione 4E-xperience+ a partire da 53.900 euro.

Entrambe le varianti includono di serie cerchi da 18″, luci full LED, portellone elettrico, climatizzatore bi-zona, sedili riscaldabili, schermo centrale da 12,3″ e il pacchetto Subaru Safety Sense.