Come guidare sulla neve in tutta sicurezza

I migliori trucchi per guidare sulla neve in tutta sicurezza 3

Con l’arrivo della stagione invernale può capitare spesso di trovarsi a fare i conti con l’asfalto innevato. Sapere come guidare sulla neve in sicurezza è fondamentale per affrontare situazioni critiche senza alcuna difficoltà. 

INDICE
 Guidare sulla neve
 Come guidare sulla neve: l’obbligo di catene
 Guida sulla neve senza catene
 Come guidare sulla neve con gli pneumatici invernali
 Come guidare sulla neve in discesa
 Come guidare sulla neve con il cambio automatico

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto con scarsa di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Guidare dolcemente: evitare movimenti bruschi sul volante sarà fondamentale per mantenere il controllo della vettura. Girare lo sterzo dolcemente, così come utilizzare con delicatezza il pedale del gas, sarà utile per guidare sulla neve in tutta sicurezza. 

Adottare catene da neve o pneumatici invernali: dal 15 novembre entra in vigore l’obbligo di avere a disposizione in auto le catene da neve. Queste devono essere applicate in caso di asfalto innevato per aumentare la presa a terra degli pneumatici e guidare così in tutta sicurezza. 

Anticipare i movimenti dell’auto: in condizioni di asfalto innevato è sempre opportuno ridurre la velocità di percorrenza ed anticipare le manovre di frenata e sterzata rispetto a quello che si farebbe in condizioni di asfalto asciutto. 

Usare il freno motore: una buona pratica per ridurre la velocità dell’auto in condizioni di neve è quella di frenare usando il freno motore. Scalare di marcia dolcemente e non toccare i freni consentirà una maggiore direzionalità dell’auto. 

Aumentare la distanza di sicurezza: date le condizioni di scarsa aderenza sarà sempre fondamentale ricordarsi di tenere una distanza di sicurezza dalle vetture che precedono per evitare di tamponarle in caso di frenata improvvisa.

Nel nostro Paese dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. È bene ricordare che violare l’obbligo di catene comporta sanzioni importanti. Se si è fermati dalle forze dell’ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro.

n alternativa alle catene da neve è possibile guidare anche sfruttando le gomme termiche. Queste garantiscono una buona presa sull’asfalto grazie alla particolare composizione del battistrada dotato di lamelle che, flettendosi e toccandosi tra loro durante il rotolamento sul manto stradale, producono calore aumentando di conseguenza l’aderenza.

Anche nel caso in cui non si adottino le catene da neve ma si decida di utilizzare gli pneumatici invernali valgono gli stessi consigli forniti in precedenza. Sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

L’utilizzo del freno motore è una prerogativa delle auto dotate di cambio manuale, ma se si possiede una vettura dotata di cambio automatico come si guida sulla neve? Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Cose da sapere

Quali accorgimenti adottare per guidare sulla neve in sicurezza?

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto povero di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Cosa prevede l’obbligo di catene da neve?

Dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. 

Come si guida sulla neve con gli pneumatici invernali?

Anche nel caso in cui si decida di utilizzare gli pneumatici invernali sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla. 

Come si guida sulla neve in discesa?

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

Come si guida sulla neve con un’auto con cambio automatico?

Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

L’auto elettrica cambia il modo di guidare e presto il cambio manuale sparirà

L'auto elettrica cambia il modo di guidare e presto il cambio manuale sparirà

Il progressivo passaggio all’elettrico sta letteralmente cambiando il modo stesso di concepire l’automobile. Tanti, infatti, sono i cambiamenti che questo processo sta apportando alle vetture così come le conosciamo. Un esempio su tutti è la sparizione del cambio manuale, che segna di fatto la fine di un’era. Il passaggio alle auto a zero emissioni comporta grandi investimenti da parte di tutte le case produttrici, che si vedranno costrette a tagliare i costi superflui o troppo onerosi.

La trasmissione manuale, volendo, può essere montata anche su un’auto elettrica, ma richiede uno studio molto complesso e per questo motivo Volkswagen già dal 2023 comincerà a fare a meno di leva e frizione su tutta la gamma, a partire da Passat e Tiguan. Gli attuali modelli elettrificati non sono provvisti di trasmissione manuale e lo storico marchio continuerà a concentrarsi sul cambio DSG per le vetture che necessitano di una trasmissione. È il primo passo verso il 2030, anno in cui il marchio tedesco prevede di abbandonare definitivamente la trasmissione manuale e di vendere solamente auto elettriche in Europa, Stati Uniti e Cina.

Nuova Golf 8: i dettagli del nuovo modello 2020

Nuove Golf e Leon soltanto con cambio automatico

Non solo Tiguan e Passat abbandoneranno il cambio manuale. La svolta di Volkswagen si ripercuoterà anche sugli altri brand del gruppo come Seat, Skoda e Audi. La casa dei Quattro Anelli potrebbe decidere di anticipare i tempi, visto che ha intenzione di produrre soltanto modelli elettrici già a partire dal 2026. Non solo, molto probabilmente anche le prossime generazioni di Volkswagen Golf, Skoda Octavia e Seat Leon non avranno più l’opzione del cambio manuale. Anche le sportive del futuro punteranno esclusivamente sul cambio automatico per orchestrare il funzionamento di powertrain elettrificati.

cambio-automatico-o-manuale

 

Taglio ai costi e non solo

Le recenti tecnologie applicate ai cambi DSG superano le vecchie trasmissioni dal punto di vista economico, della velocità di cambiata e anche dell’affidabilità. Ma quando tutta la gamma sarà elettrica, anche il cambio automatico potrebbe sparire del tutto, per allinearsi ai futuri regolamenti Euro 7 e alla riduzione dei costi a carico delle case automobilistiche. Dal momento che per restare entro i nuovi standard, saranno necessari nuovi componenti e nuove centraline, i produttori punteranno a risparmiare dove possibile. Ma non è soltanto una questione di costi. I motori elettrici non hanno bisogno di particolari velocità di rotazione per garantire la massima efficienza e per questo viene meno la necessità di ricorrere ad un cambio. Probabilmente la presenza di una trasmissione anche su un modello elettrico resterà una scelta di nicchia, riservata ai nostalgici e ai puristi della guida. Del resto, già oggi molti modelli ad alimentazione tradizionale vengono scelti per la maggior parte in abbinamento a trasmissioni automatiche, segno che il futuro abbandono del cambio automatico, probabilmente, sarà (almeno per qualcuno) quasi del tutto indolore.

Come scegliere le catene da neve: guida all’acquisto

Tutto quello che c'è da sapere sull'obbligo delle catene da neve 2

Con l’arrivo della stagione invernale è sempre opportuno avere a bordo le catene da neve e su alcuni tratti stradali questo è anche un obbligo che scatta dal 15 novembre. Bisogna però capire come scegliere le catene da neve giuste per la propria auto. Ecco come fare. 

INDICE
Catene da neve: a cosa servono?
Come scegliere le catene da neve
Misure catene da neve
Catene da neve universali
Catene da neve: prezzi
Catene da neve omologate
Esiste un’alternativa alle catene da neve?

Quando si parla di catene neve si intende un particolare dispositivo da collegare sulle ruote motrici dell’auto per aumentare l’aderenza in presenza di tratti ghiacciati o innevati. Grazie alle catene da neve gli pneumatici dove verranno montate avranno una presa maggiore sui tratti di asfalto resi insidiosi dalle precipitazioni nevose o dal ghiaccio e consentiranno di guidare in tutta sicurezza mantenendo il controllo della vettura. 

<

h2>

Per scegliere le catene da neve adatte alla propria auto bisogna conoscere esattamente la larghezza della gomma, il rapporto tra altezza e lunghezza e il diametro del cerchione in pollici. Una volta noti questi tre dati si dovrà poi fare attenzione all’omologazione delle catene da neve. Il Ministero dei Trasporti, infatti, ha stabilito come omologazione valida la CUNA NC 178-01 o la omologazione O-Norm. Utilizzare queste catene da neve omologate impedirà di essere sottoposti a sanzione in caso di controlli. 

Per sapere con certezza se la vostra auto sia catenabile o meno, date un’occhiata al libretto d’uso e manutenzione oppure chiedete consiglio al vostro meccanico di fiducia.

[sta_anchor id="misure" unsan="Misure catene da neve"]Misure catene da neve

Considerando le differenti tipologie di vetture presenti sul mercato è inevitabile che anche le dimensioni dei cerchi varino a seconda del segmento di appartenenza o dell’allestimento. In linea generale si può affermare come tutte le vetture con ruote di diametro compreso tra 13’’ e 17’’ siano catenabili a differenza di quelle con diametro superiore per via dello spazio ridotto tra parafango e sospensione. In quest’ultimo caso si potrà porre rimedio con catene a spessore ridotto e con un set di catena a fissaggio esterno. Ad ogni modo, prima di acquistare le catene da neve, è sempre opportuno consultare il libretto di uso e manutenzione del veicolo.  

In commercio sono presenti anche catene da neve universali. Queste, messe in vendita a differenti fasce di prezzo, consentono di adattarsi a qualsiasi tipo di pneumatico con spessore 165-285 mm. Ovviamente il consiglio è di non preferire il prezzo a discapito della qualità dei materiali utilizzati per la costruzione della catena da neve. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Sono numerose le tipologie di catene da neve presenti sul mercato, adatte a differenti fasce di mercato e dotate di tecnologie all’avanguardia. I prezzi variano a seconda delle dimensioni, dello spessore, del sistema di pensionamento. Le catene a Y, le più comuni, sono in vendita con prezzi a partire da 30 euro per i modelli più economici, mentre le catene a rombo, sono da preferire se si viaggia spesso su strade innevate ed il loro costo varia da un minimo di 70 ad un massimo di 100 euro. Le catene a ragno, infine, sono quelle più costose per via del fissaggio diretto sul cerchio e la spesa può raggiungere anche i 500 euro per i modelli top di gamma. 

Come anticipato in precedenza, per essere certi di acquistare catene da neve efficienti ed in grado di assicurare una ottima tenuta è necessario che queste siano omologate. Per le auto ed veicoli commerciali sino a 3,5 tonnellate le catene da neve omologate sono quelle contraddistinte dal simbolo “UNI 11313” o dal simbolo “O-Norm V-5117”. Il logo dell’omologazione deve essere presente sulla catena da neve così da facilitare il lavoro delle Forze dell’Ordine in caso di controllo. 

Una valida alternativa alle catene da neve è rappresentata dalle calze da neve. Queste, realizzate in poliestere, avvolgono l’intero pneumatico e si installano con maggiore facilità rispetto alle prime grazie ad un pratico sistema a fascette. È tuttavia opportuno evidenziare come anche queste, per poter circolare su strada, devono essere omologate. Inoltre il limite massimo di velocità raggiungibile con le calze da neve installate è di 50 Km/h. A differenza delle catene da neve, le calze da neve devono essere utilizzate solo in presenza di fondo innevato perché la composizione in poliestere rischia di deteriorarsi rapidamente se utilizzate su asfalto asciutto. 

Cose da sapere

Quali sono le tipologie di catene omologate?

Il Ministero dei Trasporti ha imposto l’uso di catene da neve che rispettino l’omologazione CUNA NC 178-01 o O-Norm.

Su quali veicoli si possono montare le catene da neve?

Tutte le vetture che montano ruote di diametro compreso tra i 13″ ed i 17″ vengono considerate catenabili e quindi compatibili con qualsiasi tipologia di catene da neve. Al contrario, le vetture equipaggiate con cerchi di diametro superiore ai 17″ vengono spesso etichettate come non catenabili direttamente dal produttore.

Quali sono le principali tipologie di catene da neve e quanto costano?

Le principali tipologie di catene da neve sono le Catene a Y, ossia la versione più classica e meno costosa; le Catene a rombo, la variante più diffusa; le Catene a ragno, sono le più versatili e facili da montare.

Dove si acquistano le catene da neve?

Le catene da neve possono essere acquistate negli auto ricambi, ma anche all’interno di centri commerciali e ipermercati. Per trovare offerte interessanti si può optare anche per l’acquisto online.

Come montare le catene da neve: la guida

Come montare le catene da neve in modo corretto

A partire dal 15 novembre, e fino al 15 aprile dell’anno successivo, su determinate tipologie di tratte stradali vige l’obbligo di catene a bordo previsto dal Codice della Strada. Spesso, però, non si sa come si montano le catene da neve e in caso di necessità si può perdere molto tempo. Scopriamo come fare in questa guida.

INDICE
Quando montare le catene da neve
Come montare le catene da neve: tutti i passaggi
Catene da neve facili da montare: come sceglierle
Come si smontano le catena da neve
Su quali ruote si montano le catene da neve?i

Nel periodo intercorrente tra il 15 novembre ed il 15 aprile gli automobilisti devono avere a bordo le catene da neve da montare in determinate occasioni. Premesso che queste non lavorano bene quando le temperature sono superiori ai 14°, è fondamentale evidenziare che il loro utilizzo è previsto dal Codice della Strada nel caso in cui lo strato di neve presente sull’asfalto abbia una altezza tale da toccare il fondo della vettura o quando la presenza di neve e ghiaccio sulla strada possano compromettere la direzionalità del mezzo. Sarà sempre il conducente, quindi, a capire quando è il caso di montare le catene da neve per aumentare la sicurezza alla guida.  

Montare le catene da neve non è una operazione particolarmente complessa e sarà seguire i passaggi seguenti per completare il tutto in pochi minuti:

  1. fermare l’auto su una superficie piana con le ruote allineate alla carrozzeria
  2. procedere a distendere le catene da neve eliminando eventuali nodi o grovigli
  3. prendere una catena, posizionarla dietro la ruota, alzarla e fissarla in cima alla stesso collegando le due estremità del cavo di sostegno in plastica
  4. collegare le varie maglie di colore giallo sfruttando i ganci in dotazione per poi prendere in mano la porzione di catena restante, solitamente di colore rosse, e fissarla alla carrucola o all’occhiello presente sull’altra estremità
  5. stringere la catena intorno alla ruota utilizzando il puntale in dotazione e poi agganciarlo ad una delle maglie esterne così da assicurare la giusta tensione. 

In commercio sono presenti differenti tipologie di catene da neve che garantiscono il montaggio anche in pochi minuti. Ad esempio quelle dotate del sistema a tensione automatica richiedono poca manualità, si installano anche in un minuto, e non necessitano di fermarsi per adattare la tensione poiché il loro sistema adatta automaticamente la tensione appena l’automobile si mette in marcia. Quelle a tensione manuale, invece, sono le catene classiche che richiedono di seguire i passaggi indicati in precedenza per essere montate correttamente.  

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Spiegato come si montano le catene da neve, è giunto ora il momento di capire come smontarle. Anche in questo caso si dovranno seguire dei semplici passaggi. In primo luogo si dovrà arrestare la vettura facendo attenzione che la porzione di catena rossa si trovi nella zona superiore dello pneumatico e poi seguire la procedura indicata in precedenza ma in senso inverso, quindi: allentare la tensione, sganciare la maglia rossa e successivamente le maglie gialle ed infine rimuovere le catene dalle ruote facendole passare dalla parte retrostante . Per fare in modo che le catene da neve durino nel tempo, dopo ogni utilizzo è fondamentale pulirle con acqua tiepida così da rimuovere efficacemente tutti i residui e le tracce di sale. 

Prima di procedere a montare le catene da neve è opportuno sapere dove viene trasmessa la forza motrice. Se questa arriverà alle ruote anteriori, allora le catene da neve dovranno essere installate sull’asse anteriore, viceversa su quello posteriore. In caso di vettura dotata di trazione integrale le catene potranno essere montate sia su tutte e quattro le ruote che sul solo asse che riceve la maggiore forza motrice. Per capire quale soluzione adottare, consultate il libretto d’uso e manutenzione della vostra vettura. 

Cose da sapere

Quando montare le catene da neve?

Nel periodo intercorrente tra il 15 novembre ed il 15 aprile gli automobilisti devono avere a bordo le catene da neve da montare in determinate occasioni. Il loro utilizzo è previsto dal Codice della Strada nel caso in cui lo strato di neve presente sull’asfalto abbia una altezza tale da toccare il fondo della vettura o quando la presenza di neve e ghiaccio sulla strada possano compromettere la direzionalità del mezzo. 

Come si montano le catene da neve?

In primo luogo si dovrà fermare l’auto su una superficie piana con le ruote allineate alla carrozzeria e successivamente si dovrà procedere a distendere le catene da neve eliminando eventuali nodi o grovigli. Compiute queste operazioni di dovrà prendere una catena, posizionarla dietro la ruota, alzarla e fissarla in cima alla stesso collegando le due estremità del cavo di sostegno in plastica. Il passo successivo sarà quello di collegare le varie maglie di colore giallo sfruttando i ganci in dotazione per poi prendere in mano la porzione di catena restante, solitamente di colore rosse, e fissarla alla carrucola o all’occhiello presente sull’altra estremità. Completata questa operazione si dovrà stringere la catena intorno alla ruota utilizzando il puntale in dotazione e poi agganciarlo ad una delle maglie esterne così da assicurare la giusta tensione. 

Esistono catene da neve facili da montare?

In commercio sono presenti differenti tipologie di catene da neve che garantiscono il montaggio anche in pochi minuti. Ad esempio quelle dotate del sistema a tensione automatica richiedono poca manualità, si installano anche in un minuto, e non necessitano di fermarsi per adattare la tensione poiché il loro sistema adatta automaticamente la tensione appena l’automobile si mette in marcia. 

Come si smontano le catene da neve?

 In primo luogo si dovrà arrestare la vettura facendo attenzione che la porzione di catena rossa si trovi nella zona superiore dello pneumatico e poi seguire la procedura indicata in precedenza ma in senso inverso, quindi: allentare la tensione, sganciare la maglia rossa e successivamente le maglie gialle ed infine rimuovere le catene dalle ruote facendole passare dalla parte retrostante . 

Su quali ruote si montano le catene da neve?

Prima di procedere a montare le catene da neve è opportuno sapere dove viene trasmessa la forza motrice. Se questa arriverà alle ruote anteriori, allora le catene da neve dovranno essere installate sull’asse anteriore, viceversa su quello posteriore. In caso di vettura dotata di trazione integrale le catene potranno essere montate sia su tutte e quattro le ruote che sul solo asse che riceve la maggiore forza motrice. Per capire quale soluzione adottare, consultate il libretto d’uso e manutenzione della vostra vettura. 

Obbligo catene da neve: tutto quello che devi sapere

Tutto quello che c'è da sapere sull'obbligo delle catene da neve 2

Arriva la stagione invernale e per gli automobilisti questo significa non solo essere alle prese con condizioni meteo spesso imprevedibili, ma anche con l’obbligo di avere a bordo catene da neve. Scopriamo tutti i dettagli. 

INDICE
Obbligo catene a bordo: quando scatta?
Obbligo catene da neve: su quali strade si applica
Obbligo catene autostrada
Obbligo di pneumatici invernali sulle autostrada
Multa per violazione dell’obbligo di catene a bordo
Gomme invernali o catene: le differenze e come scegliere

A partire dal 15 ottobre su alcune determinate tipologie di strade vige l’obbligo di catene a bordo. Il nostro Codice della Strada concede però un mese di tempo, dal 15 ottobre al 15 novembre, per consentire agli automobilisti di dotarsi di questo strumento, o degli pneumatici invernali da utilizzare ove richiesto. Allo scoccare del 15 aprile dell’anno successivo, l’obbligo di catene da neve a bordo cessa, mentre per quanto riguarda gli pneumatici, sarà obbligatorio adottare quelli estivi. 

L’obbligo catene da neve non è valido su tutte le strade ed autostrade del nostro territorio, ma solo su quei tratti stradali ove sia presente un cartello con una ruota catenata. In questo caso, disciplinato dall’articolo 6 del Codice della Strada, l’automobilista dovrà obbligatoriamente avere a bordo catene da neve o aver dotato la propria vettura di pneumatici invernali. È sempre opportuno controllare online se sul tratto di strada che si dovrà percorrere sarà in vigore o meno questo obbligo. 

Come anticipato in precedenza, l’obbligo catene a bordo è valido anche per le tratte autostradali. Nello specifico, a partire dal 15 novembre di ogni anno, sui tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose sarà obbligatorio avere a disposizione le catene da neve da montare al momento opportuno o aver già installato le gomme invernali. Anche in questo caso sul tratto autostradale oggetto dell’obbligo catene da neve sarà presente l’apposita segnaletica presente anche nelle stazioni di ingresso.  

Abbiamo parlato di obbligo di catene da neve a bordo o di pneumatici invernali perché il nostro Codice della Strada equipara entrambe le soluzioni. Gli pneumatici invernali si rivelano, però, più pratici rispetto alle catene perché anche su fondo innevato consentono di guidare con grande sicurezza, mentre le catene dovranno essere montate sul momento con notevole perdita di tempo per il completamento dell’operazione.  

Qualora non si rispetti l’obbligo di catene da neve a bordo si rischiano sanzioni pesanti previste dagli articoli 7 e 14 del Codice della Strada. Nello specifico, se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro. 

La differenza tra gomme invernali e catene da neve è presto detta. Le prime vengono installate nel periodo invernale, entro il 15 novembre, e consentono di avere una ottima aderenza in ogni condizione grazie alla particolare lavorazione e composizione del battistrada, mentre le seconde devono essere installate solo qualora si debbano affrontare tratti innevati o ghiacciati. Ovviamente per scegliere il tipo di pneumatici invernali o di catene da neve si dovrà prestare attenzione a numerosi fattori quali, ad esempio, le dimensioni dei cerchi. Inoltre è sempre bene ricordare che le catene da neve dovranno essere montate solo ed esclusivamente sulle ruote motrici per garantire la massima aderenza alla vettura su fondi con scarso grip. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

 

Cose da sapere

Quando scatta l’obbligo di avere le catene da neve a bordo?

Allo scoccare del 15 novembre di ogni anno, e sino al 15 di aprile dell’anno successivo, vige il periodo di obbligo di catene da neve da avere a bordo del proprio veicolo quando si transita su determinate tipologie di strade.

Quali sono le strade interessate dall’obbligo di catene da neve?

Sui tratti di strada e autostrada preceduti da un cartello con ruota catenata sia obbligatorio usare gli pneumatici invernali, oppure avere a bordo sistemi antisdrucciolevoli adatti alle ruote del veicolo.

È obbligatorio avere le catene da neve in autostrada?

Dal 15 novembre, nei tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose, vi è l’obbligo di montare pneumatici da neve o avere le catene a bordo sulla scorta delle ordinanze che possono essere emesse da Autostrade per l’Italia o dagli Enti proprietari delle strade. L’obbligo delle catene da neve in autostrada è portato a conoscenza degli automobilisti tramite i segnali stradali collocati lungo i tratti autostradali e le stazioni di ingresso.

Quali sanzioni sono previste per chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo?

Se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo, la sanzione varia dai 41 ai 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione da un minimo di 84 Euro sino ad un massimo di 335 Euro.

Come funziona un test drive: i consigli prima dell’acquisto

Come funziona un test drive: i consigli prima dell’acquisto

Prima di firmare l’assegno per acquistare l’auto dei propri sogni è sempre opportuno effettuare un test drive. Soltanto provando su strada il modello nella motorizzazione scelta si potrà capire se questo potrà soddisfare le proprie esigenze o se, invece, si dovrà puntare su un altro tipo di vettura. 

 INDICE
Cos’è un test drive
Come funziona un test drive
Come fare un test drive auto
Dove fare la prova su strada
Prova su strada auto nuova o usata: le differenze
Incidente test drive: chi paga

Nonostante la terminologia inglese il test drive non è altro che una prova su strada, solitamente di una ventina di minuti, della vettura che si ha intenzione di acquistare. Il test drive avviene sempre su strada aperta al pubblico e con al proprio fianco il venditore che illustrerà le caratteristiche dell’auto ed indicherà all’acquirente la strada da percorrere durante la prova. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Considerato il periodo attuale è sempre opportuno prenotare con anticipo il test drive per potersi mettere al volante di una vettura opportunamente sanificata. In occasione della prenotazione, inoltre, si dovrà specificare quale auto si vorrà provare e con quale motorizzazione così da valutare su strada il comportamento reale. 

Nel giorno fissato per l’appuntamento ci si potrà recare in concessionaria e procedere al test drive. Al vostro fianco avrete il consulente di vendita che elencherà i pregi della vettura mentre voi sarete impegnati alla guida così da poter valutare con mano non solo le prestazioni del motore, ma anche il comfort e l’ergonomia degli interni e capire se l’auto dei vostri sogni riesce a soddisfare le vostre aspettative. Il consiglio è quello di valutare il funzionamento del sistema di infotainment, la capienza del bagagliaio e l’accessibilità al divanetto posteriore in modo tale da avere una conoscenza approfondita dell’auto che andrete ad acquistare. 

Non avendo la possibilità di noleggiare circuiti privati la concessionaria farà effettuare il test drive su strade aperte al traffico. Questa è una ottima notizia perché si potrà in questo modo valutare il comportamento della vettura nell’utilizzo di tutti i giorni. Proprio nel traffico, infatti, si potrà capire se la ripresa soddisfa, così come i consumi, e se stare a lungo seduti all’interno dell’abitacolo può incidere o meno sul comfort generale. Il nostro consiglio è quello di provare la vettura su strade poco trafficate così da intuire le potenzialità del motore.  

Il test drive di cui abbiamo parlato sino ad ora riguarda le auto nuove ed ovviamente verrà effettuato su una vettura dimostrativa con motorizzazione analoga a quella prescelta. Tuttavia è possibile effettuare un test drive anche per le auto usate, anzi è sempre consigliabile. In questo caso, infatti, soltanto provando su strada la vettura usata si potrà capire se la meccanica e l’elettronica sono in perfetta efficienza o se sono presenti problematiche che potrebbero incidere sul prezzo finale di acquisto. Se si vuole andare sul sicuro si può sfruttare il servizio messo a disposizione da automobile.it in partnership con DEKRA. L’azienda leader in Europa nel settore delle revisioni e perizie auto, infatti, mette a disposizione i propri tecnici per effettuare perizie accurate sulla vettura usata che si vuole acquistare. L’analisi avrà ad oggetto non solo un controllo accurato dello stato esterno del mezzo, ma anche un controllo funzionale accurato delle dotazioni, degli impianti multimedia, dei principali organi di trasmissione, degli organi elettrici ed elettronici, delle sospensioni, dell’impianto frenante e di quello di raffreddamento. Il servizio è disponibile al costo di 99 euro più IVA.

ACQUISTO AUTO USATE: SCARICA LA CHECKLIST›

È bene avere presente che il test drive viene effettuato su strada aperta al pubblico ed è quindi possibile restare coinvolti in incidenti. In questo caso non toccherà al guidatore pagare di tasca propria per il risarcimento danni, ma sarà la compagnia assicuratrice della concessionaria. Nella maggior parte dei casi, infatti, le concessionarie sottoscrivono delle polizze specifiche che proteggono tutto l’inventario e pertanto se si verifica un incidente durante il test drive sarà la stessa compagnia di assicurazione a coprire le spese. 

Cose da sapere

Come funziona il test drive?

Il test drive consiste nella prova di una vettura, solitamente della durata di una ventina di minuti, così da consentire ai potenziali acquirenti di provare l’auto di loro interesse, e nella motorizzazione desiderata.

Dove si fa il test drive?

Le concessionarie consentono di provare le vetture sulle comuni strade e qui sarà compito dell’addetto alle vendite indicare il percorso più adatto per mettere alla prova la vettura.

Cosa succede in caso di incidente durante il test drive?

Nella se siete coinvolti in un sinistro durante la prova della vettura, sarà la compagnia assicuratrice della concessionaria a liquidare il danno. Le concessionarie, solitamente, sottoscrivono delle polizze specifiche che proteggono tutto l’inventario.

Si può fare il drive test per l’acquisto di auto usate?

Effettuare il drive test per l’acquisto delle auto usate non solo è possibile, ma anche consigliato. Se si vuole effettuare l’acquisto con maggiore serenità ci si può affidare a società come DEKRA, partner di automobile.it, che mette a disposizione un tecnico specializzato per la perizia dell’auto da acquistare.

Controlli periodici: come fare la manutenzione auto per un veicolo sempre sicuro

I controlli periodici da effettuare per un'auto sicura

Effettuare una manutenzione regolare della propria auto è sempre consigliato perché in questo modo, oltre ad essere certi di avere una vettura in perfetta efficienza e sicura, si potrà prolungare la vita dell’auto nel tempo.  I controlli periodici più importanti, i tagliandi e le revisioni, sono appuntamenti fondamentali per valutare le condizioni dell’auto e per far sì che tutti gli apparati concorrano a garantire le massime performance possibili. Questi appuntamenti non vanno assolutamente trascurati, anche per evitare di incappare in sanzioni o nella perdita del diritto alla garanzia di fabbrica.

INDICE
Manutenzione auto: perché fare controlli periodici
Manutenzione ordinaria auto
Manutenzione freni auto
Messa a punto auto: controllo e sostituzioni filtri
Controllo auto: pressione e consumo degli pneumatici
Costi manutenzione auto
Manutenzione auto elettriche
Manutenzione auto gpl
Manutenzione auto ibride
Manutenzione motore benzina
Manutenzione ordinaria auto diesel

Acquistare una vettura, nuova o usata che sia, comporta anche degli oneri come la regolare manutenzione auto. Spesso ci si dimentica di effettuare controlli banali come il livello dei liquidi o lo stato di usura degli pneumatici e questa sbadataggine può avere ripercussioni perché si può rischiare di danneggiare il motore o mettersi al volante di un’auto con poca aderenza su strada in condizioni di bagnato. Effettuare controlli periodici, quindi, è una pratica da seguire con costanza per la propria sicurezza e per evitare di dover affrontare spese di riparazione ben più onerose. 

Chiarita l’importanza di effettuare una manutenzione periodica per preservare la durata delle componenti meccaniche dell’auto e offrire standard di sicurezza sempre adeguati, è adesso arrivato il momento di capire quali sono i controlli periodici da fare per la manutenzione auto ordinaria: 

  • Livelli dei Liquidi
  • Freni e pasticche
  • Filtri
  • Sospensioni
  • Impianto Luci
  •  Motore e cinghia di trasmissione
  • Scarichi
  • Filtro antipolline e impianto di condizionamento
  • Carrozzeria

Ad intervalli regolari è opportuno controllare lo stato di usura dei freni dell’auto. Questi rappresentano un elemento di fondamentale importanza per la sicurezza e la manutenzione è estremamente importante. Ad intervalli regolari di circa 15.000 Km dovrebbe essere controllato l’impianto frenante per verificare lo stato di usura di dischi e pastiglie, ma se alla guida si avverte uno strano rumore non appena si pesta il pedale del freno è opportuno effettuare immediatamente la manutenzione. 

Altro aspetto da non sottovalutare per una corretta manutenzione auto è il controllo e la sostituzione dei filtri. Sulle vetture diesel, ad esempio un filtro del gasolio in perfetta efficienza è di fondamentale importanza perché protegge da eventuali impurità contenute nel carburante. Solitamente la sostituzione di questi filtri va effettuata ogni 30.000 Km. Non sottovalutate poi il filtro antipolline importantissimo per poter godere di aria pura nell’abitacolo. La sua sostituzione intorno ai 20.000 Km consente di mantenere un’atmosfera confortevole e soprattutto salubre in auto, a beneficio di guidatore e passeggeri. 

Ulteriore elemento da non trascurare è lo stato degli pneumatici. È buona prassi controllare mensilmente la pressione delle gomme così da evitare un consumo anomalo del battistrada. Inoltre è sempre opportuno verificare lo stato di usura degli pneumatici ed eseguire l’incrocio delle gomme posteriori con quelle anteriori ogni 10.000 Km per prolungare la vita degli pneumatici. 

Spesso si tende a rinviare la manutenzione auto perché non si vuole sostenere la spesa necessaria. Così facendo, però, si rischia di dover pagare un conto salato più avanti nel tempo perché la manutenzione ordinaria consente di prevenire eventuali problematiche. Un esempio concreto è quello relativo alla cinghia di distribuzione. Questa deve essere cambiata ad intervalli regolari stabiliti dalla Casa costruttrice. Il costo di questa operazione si aggira sul centinaio di euro, ma se si decidesse di posticipare la sostituzione e la cinghia dovesse rompersi il motore potrebbe essere da buttare completamente con una spesa prevista di parecchie migliaia di euro. 

La sempre maggiore diffusione di veicoli a zero emissioni sulle strade di tutti i giorni ha portato all’attenzione la questione relativa alla manutenzione auto elettriche. Il motore elettrico presenta meno componenti rispetto ad uno termico, ed inoltre non sono presenti liquidi da rabboccare. Anche i freni subiscono una usura minore complici i sistemi di recupero dell’energia. La manutenzione auto elettriche, pertanto, è decisamente più economica rispetto a quella prevista per le auto dotate di motore endotermico ed il risparmio può anche superare il 50%. 

Anche le vetture GPL sono molto diffuse sul nostro territorio e per queste auto è prevista una manutenzione specifica. Ogni 15.000 Km è buona norma provvedere alla verifica dell’assenza di perdite dall’impianto, alla sostituzione del filtro in fase gas del Gpl, alla pulizia del filtro GPL in fase liquida e controllare anche gli iniettori, le candele e la sonda lambda. Il costo della manutenzione auto GPL è leggermente più caro rispetto a quello previsto per una vettura dotata di motore a benzina. Il serbatoio GPL, invece, va sostituito ogni 10 anni. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Nonostante la presenza di un motore elettrico associato a quello termico, la manutenzione auto ibride non differisce da quella prevista per una classica vettura dotata di unità endotermica. I controlli periodici da effettuare saranno identici e si potrà anche risparmiare qualcosina dato che l’impianto frenante, utilizzato per la rigenerazione, sarà meno stressato rispetto a quello presente su una classica vettura termica. 

Per le vetture dotate di motore benzina è buona prassi effettuare una manutenzione ordinaria ad intervalli non superiori ai 20.000 Km. In questa occasione sarà necessario procedere alla sostituzione del filtro dell’olio e  l’olio del motore ed alla sostituzione del filtro dell’aria per l’abitacolo. Allo scoccare dei 60.000 Km sarà necessario procedere alla sostituzione del liquido freni, mentre raggiunti i 90.000 Km è opportuno effettuare la sostituzione della cinghia di distribuzione. 

Differenti, invece, sono i controlli e le tempistiche richieste per la manutenzione delle auto diesel. Il filtro carburante andrà sostituito ogni 30.000 Km, mentre il filtro antiparticolato, denominato FAP, deve essere costantemente tenuto in perfetta efficienza per evitare che si intasi. Per questa ragione è sempre opportuno effettuare i cicli di rigenerazione del ciclo quando richiesti dalla vettura e non spegnere mai il motore durante questa operazione. Infine, ogni 25.000 Km, è necessario procedere alla sostituzione del liquido AdBlue. 

Cose da sapere

Quali sono i controlli periodici più importanti per la manutenzione ordinaria dell’auto?

I controlli periodici per l’auto prevedono di controllare ad intervalli regolari: i livelli dei liquidi, freni e pasticche, filtri, sospensioni, impianto luci, motore e cinghia di trasmissione, gli scarichi, il filtro antipolline e l’impianto di condizionamento e la carrozzeria 

Ogni quanto si effettua la manutenzione freni auto?

Ad intervalli regolari di circa 15.000 Km dovrebbe essere controllato l’impianto frenante per verificare lo stato di usura di dischi e pastiglie, ma se alla guida si avverte uno strano rumore non appena si pesta il pedale del freno è opportuno effettuare immediatamente la manutenzione. 

Ogni quanto si effettua il controllo e la sostituzione dei filtri?

Sulle vetture diesel,  un filtro del gasolio in perfetta efficienza è di fondamentale importanza perché protegge da eventuali impurità contenute nel carburante. Solitamente la sostituzione di questi filtri va effettuata ogni 30.000 Km. Non sottovalutate poi il filtro antipolline importantissimo per poter godere di aria pura nell’abitacolo. La sua sostituzione intorno ai 20.000 Km consente di mantenere un’atmosfera confortevole e soprattutto salubre in auto, a beneficio di guidatore e passeggeri. 

Ogni quanto è necessario controllare gli pneumatici?

Ulteriore elemento da non trascurare è lo stato degli pneumatici. È buona prassi controllare mensilmente la pressione delle gomme così da evitare un consumo anomalo del battistrada. Inoltre è sempre opportuno verificare lo stato di usura degli pneumatici ed eseguire l’incrocio delle gomme posteriori con quelle anteriori ogni 10.000 Km per prolungare la vita degli pneumatici. 

Quali sono i controlli periodici da effettuare sulle auto elettriche?

Il motore elettrico presenta meno componenti rispetto ad uno termico, ed inoltre non sono presenti liquidi da rabboccare. Anche i freni subiscono una usura minore complici i sistemi di recupero dell’energia. La manutenzione auto elettriche, pertanto, è decisamente più economica rispetto a quella prevista per le auto dotate di motore endotermico ed il risparmio può anche superare il 50%. 

Quali sono i controlli periodici da effettuare sulle auto GPL?

Ogni 15.000 Km è buona norma provvedere alla verifica dell’assenza di perdite dall’impianto, alla sostituzione del filtro in fase gas del Gpl, alla pulizia del filtro GPL in fase liquida e controllare anche gli iniettori, le candele e la sonda lambda. Il costo della manutenzione auto GPL è leggermente più caro rispetto a quello previsto per una vettura dotata di motore a benzina. Il serbatoio GPL, invece, va sostituito ogni 10 anni. 

MG 5 Electric: prezzi, dimensioni e caratteristiche

MG 5 Electric: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Dopo l’acquisto da parte della cinese di SAIC, il processo di transizione all’elettrico di MG procede velocemente. Con la nuova MG 5, il cui arrivo è programmato per gli inizi del 2022, il marchio prova a sfondare in un territorio per ora inesplorato, ovvero quello delle station-wagon elettriche. L’auto sarà disponibile in due versioni, che si distinguono per potenza e autonomia e il prezzo di partenza non dovrebbe superare i 30.000 €.

Ecco la scheda tecnica della MG 5:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio (min/max) 479/1.376 litri
 Alimentazioni elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) 180/132
 Prezzo (da) –

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

Le dimensioni della nuova MG 5 sono paragonabili a quelle di una familiare di media taglia. La lunghezza sfiora i 4 metri e 60 cm, mentre altezza e larghezza si attestano rispettivamente a 154 cm e 182 cm. Buona la capienza del bagagliaio, che con i sedili in posizione ha una capacità di 479 litri (1.376 litri con sedili abbattuti).

Dimensioni 
Lunghezza 4.600 mm
Larghezza 1.818 mm
Altezza 1.543 mm
Passo 2.665 mm

La nuova MG 5, pur essendo la prima station wagon elettrica del marchio, non si discosta molto dagli stilemi della sua categoria e mostra una linea bassa e filante. Sul frontale i gruppi ottici LED vengono inseriti in elementi appuntiti ai lati del cofano, collegati tra loro da un inserto nero che attraversa il muso e sottolinea il marchio MG.

Sui fianchi prosegue la linea disegnata dai fari sul frontale, mentre i volumi vengono ulteriormente scolpiti da una bassa e decisa nervatura che corre tra i passaruota. Immancabili per una familiare, le barre sul tetto, su cui caricare eventuali bagagli extra. Sul retro, infine, troviamo un interessante gioco della fanaleria: ai due elementi principali in cui sono inseriti i gruppi ottici, posti alle estremità del portellone, si integra una firma LED che attraversa il posteriore da parte a parte.

Se dall’esterno la nuova MG 5 può confondersi con una tradizionale station wagon, all’interno emerge quel binomio fatto di tecnologia e minimalismo che caratterizza tutte le elettriche. Nell’abitacolo saltano subito all’occhio il touchscreen da 10,25″ dedicato all’infotainment e lo schermo che lo accompagna dietro al volante multifunzione, un display da 7″ per la strumentazione digitale.

Ma la vettura è dotata anche di tanti dispositivi che non si vedono ma fanno la differenza, come il sistema di connnettività MG iSMART Lite, che consente di impostare da remoto la ricarica del veicolo. A bordo troviamo anche un buon numero di ADAS e dispositivi di sicurezza, inclusi di serie nel pacchetto MG Pilot: tra i tanti, l’assistente al mantenimento della corsia, la frenata automatica di emergenza e il sistema di rilevazione della stanchezza del conducente.

Il listino della MG 5 dovrebbe includere due motorizzazioni, ciascuna dedicata a un particolare allestimento. Il modello di accesso alla gamma, soprannominato Comfort,  sarà dotato di batteria da 50,3 kWh, per una potenza massima di 156 CV. La versione Luxury sfrutterà invece una batteria da 61,1 kWh, co una potenza di 180 CV.

Trattandosi di una vettura esclusivamente elettrica, più che di consumi è utile soffermarsi sull’autonomia. La MG 5 Comfort, con batteria da 50,3 kWh, promette di percorrere  320 km con una sola ricarica (calcolato su ciclo combinato WLTP), mentre il modello Luxury con batteria da 61,1 kWh dovrebbe raggiungere i 400 km di autonomia. Buoni anche i tempi di ricarica della batteria, che con caricatore DC ultraveloce dovrebbe raggiungere l’80% in  circa 40 minuti.

La nuova MG 5 viene offerta in due allestimenti:

  • Comfort: l’allestimento di accesso alla gamma, con una buona dotazione di base e tetto panoramico di serie.
  • Luxury: versione top di gamma, con un equipaggiamento migliore e la batteria da 61,1 kWh.

Comfort: l’allestimento di serie include cerchi in lega da 16″, Touchscreen IPS HD 10,25″ con sistema di infotainment, MG iSmart Lite (controllo da remoto, ricarica programmata, navigazione con previsione di autonomia), display IPS 7″, Radio DAB con 6 altoparlanti, selettore delle modalità di guida, clima manuale con filtro antiparticolato, telecamera posteriore, sedili in tessuto, MG Pilot (frenata di emergenza, mantenimento della corsia, rilevatore stanchezza del conducente), fari LED, alzacristalli elettrici.

Luxury: rispetto a Comfort aggiunge cerchi in lega da 17″, Telecamera 360°, Sedili in ecopelle, Climatizzatore, Specchi esterni ripiegabili, Autoblocco, Sensore pioggia, Specchietto interno con oscuramento automatico.

  • Elettrica: la motorizzazione a impatto zero consente di acquistare un’auto spaziosa ma che può facilmente circolare in un contesto urbano.
  • Station Wagon: è la prima familiare elettrica disponibile sul mercato.
  • Tecnologia: l’MG 5 è dotata di dispositivi tecnologici all’avanguardia, che migliorano l’esperienza di guida.

Il listino ufficiale della nuova MG 5 non è ancora stato comunicato, ma secondo le prime indiscrezioni per accedere alla gamma dovrebbero bastare meno di 30.000 €.

Cosa controllare prima di acquistare un’auto usata: la checklist

Cosa controllare prima di acquistare un'auto usata: la checklist

Acquistare un’auto usata spesso è la soluzione ideale per trovare la vettura dei sogni a prezzi contenuti. Prima di firmare l’assegno, però, è sempre opportuno effettuare alcuni scrupolosi controlli per evitare brutte sorprese dopo l’acquisto. 

INDICE
Cosa controllare prima di acquistare un’auto usata
Verifica km su auto usata
Diagnosi auto usata: come verificare lo stato del veicolo
Cronologia revisioni auto
Controllo auto incidentate da targa
Accertamenti meccanici e visivi

Nel momento in cui si trova l’auto usata dei propri sogni è sempre opportuno effettuare alcuni controlli preliminari. Ovviamente non si può non partire dallo stato della carrozzeria e degli interni, perché eventuali danneggiamenti andrebbero ad incidere sul prezzo finale di acquisto, ma anche le condizioni della meccanica devono essere valutate e questo può avvenire solo tramite una prova su strada. Infine è fondamentale farsi consegnare tutta la documentazione che possa certificare la regolarità di tagliandi e revisioni. 

Ecco quindi la lista dei controlli da fare prima di acquistare un’auto usata:

  • Verificare l’effettivo numero di chilometri percorsi
  • Verificare lo stato del veicolo
  • Controllare tutta la documentazione
  • Verificare il prezzo di mercato

SCARICA LA CHECKLIST›

Uno dei dubbi principali che ci si pone prima dell’acquisto di un’auto usata riguarda la veridicità dei chilometri indicati.  Per evitare di incorrere in truffe legate al numero di km dichiarati, è utile sfruttare il servizio Diogene offerto da automobile.it: si tratta di uno strumento in grado di leggere il chilometraggio reale di un veicolo, evidenziando eventuali alterazioni del contachilometri. Con Diogene si potrà effettuare una verifica km reali auto gratis semplicemente contattando la concessionaria partner di automobile.it che leggerà i km tramite la centralina e rilascerà un documento attestante il chilometraggio del veicolo. 

Come abbiamo indicato in precedenza, prima di procedere all’acquisto di un’auto usata è fondamentale effettuare una diagnosi del mezzo.

È fondamentale effettuare una verifica visiva del mezzo, così da valutare la presenza di eventuali danni alla carrozzeria o agli interni, ed un test su strada per conoscere eventuali problematiche meccaniche, elettroniche o di funzionamento degli accessori di bordo.  

Se si vogliono evitare sorprese in questa fase può essere utile sfruttare il servizio messo a disposizione da automobile.it in collaborazione con DEKRA. L’azienda leader in Europa nel settore delle revisioni e perizie auto mette a disposizione di chiunque la professionalità e l’esperienza dei suoi tecnici che procederanno all’ispezione ed alla perizia dell’auto per garantirne le condizioni e trattare con le assicurazioni e i concessionari. Il servizio DEKRA si può richiedere direttamente sul sito di automobile.it, ed una volta individuato l’annuncio dell’auto usata che si desidera acquistare si verrà indirizzati direttamente sul sito di DEKRA dove si potrà completare l’acquisto del servizio al costo esclusivo di 99€ più IVA. Entro cinque giorni dall’acquisto, un tecnico DEKRA si recherà sul posto ed effettuerà la perizia sull’auto scelta per poi mettere a disposizione dell’acquirente il documento di analisi nell’area riservata dove verranno indicati tutti i dettagli relativi al veicolo. 

Il nostro Codice della Strada dispone che la revisione auto venga effettuata ad intervalli periodici. Per le vetture nuove questa deve essere effettuata la prima volta dopo 4 anni dall’acquisto e poi ad intervalli di due anni. Così facendo si garantisce la piena conformità dell’auto per circolare in tutta sicurezza. Al momento dell’acquisto è necessario che il venditore metta a disposizione i certificati di revisione, ossia i documenti contenenti i dati identificativi dell’auto, quelli relativi alle verifiche ed al chilometraggio della vettura sottoposta a revisione.

È necessario controllare anche il certificato di proprietà per essere certi che la vettura sia di proprietà del venditore e che non siano presenti ipoteche.

Anche in questo caso, se si vuole andare sul sicuro, si può utilizzare il servizio messo a disposizione da automobile.it in partnership con CARFAX, società leader mondiale quando si parla di documentazione relativa alle auto. Per accedere al servizio è richiesto un prezzo irrisorio di soli 18 euro e successivamente sarà sufficiente digitare il numero di targa o di telaio dell’auto sul sito di CARFAX per ottenere in pochi minuti un report completo con tutte le informazioni relative alla storia dell’auto, eventuali possibili incidenti nascosti e molto altro ancora. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO 

Grazie al servizio messo a disposizione da Carfax, ed al vasto archivio presente sul sito della società leader mondiale per la documentazione auto, sarà possibile verificare se la vettura usata che si vuole acquistare ha subìto un incidente in precedenza. Così facendo si potrà conoscere l’effettiva storia dell’auto ed evitare spiacevoli sorprese dopo l’acquisto. 

Se tutti i controlli preliminari sono stati soddisfacenti arriva poi il momento di contrattare sul prezzo. Il venditore cercherà di strappare il prezzo maggiore sottolineando le qualità della vettura, mentre l’acquirente proverà ad evidenziare i difetti, anche minimi, presenti. Per sapere se il prezzo richiesto è corretto è sempre utile controllare i listini dell’usato che tengono conto dell’anno di produzione, della motorizzazione e dell’allestimento della vettura oltre che delle condizioni generali. Sulla scorta di queste indicazioni si potrà intavolare la trattativa. 

SCARICA LA CHECKLIST›

Cose da sapere

Cosa bisogna controllare prima di acquistare un’auto usata?

Prima di acquistare un’auto usata è opportuno controllare l’esito dell’ultima revisione, verificare online che il prezzo di base sia corretto, controllare la correttezza di tutti i documenti e infine effettuare alcuni controlli. Leggi l’articolo per scaricare la guida con l’elenco di tutti i controlli.

Dove posso verificare che il prezzo dell’auto usata sia corretto?

Si possono consultare numerosi listini presenti sia sul web che in formato cartaceo, che tengono conto dell’anno di produzione, della motorizzazione e dell’allestimento della vettura oltre che delle condizioni generali.

Quali documenti bisogna controllare prima di acquistare un’auto usata?

I documenti fondamentali per completare l’acquisto di un’auto usata sono il certificato di proprietà, la carta di circolazione, l’assicurazione e il libretto dei tagliandi. Scopri la lista completa.

Quali sono gli accertamenti visivi da fare prima di comprare un’auto usata?

Per quanto riguarda le condizioni della carrozzeria,  sarà necessario verificare che non vi siano graffi o ammaccature tali da incidere sul prezzo finale di acquisto.

Quali sono gli accertamenti meccanici da fare prima di comprare un’auto usata?

Effettuare un test su strada è sempre consigliabile, così da verificare che i freni funzionino correttamente, che il motore non presenti problemi ai vari giri, non perda liquidi e le marce si inseriscano correttamente, che lo sterzo non vibri e sia allineato ed infine controllare sempre lo stato di usura delle gomme.

B-suv: ecco i modelli migliori sul mercato

I 5 B-SUV in listino che consumano meno

Ormai è un dato di fatto: i SUV sono le vetture preferite dagli automobilisti. Da una decina d’anni a questa parte questa tipologia di auto ha preso piede e la sempre maggiore richiesta da parte del mercato ha obbligato le Case a realizzare SUV adatti ad ogni esigenza. I B-SUV hanno ormai soppiantato le comuni utilitarie. Scopriamo i modelli migliori. 

INDICE
 Cosa sono i B-SUV
 B-suv 2021: le novità sul mercato
 B-suv 2020: i modelli più venduti
 Suv che consumano meno
 Alfa Romeo B-suv
 Fiat B-suv
 Jeep B-suv
 Toyota B-suv

Con il termine B-SUV si intende quella categoria di vetture a ruote alte ma dalle dimensioni compatte simili a quelle di una utilitaria o di una berlina media. Solitamente i B-SUV si contraddistinguono per una lunghezza del corpo vettura entro i 4 metri e 30 e con queste misure consentono un utilizzo gradevole anche nel traffico cittadino. 

Anche nel 2021 il segmento dei B-SUV continua a fare la voce grossa sul mercato. Le Case stanno investendo in questo settore grazie ad una richiesta dei consumatori che non accenna a diminuire. Vediamo le novità più interessanti. 

  • Opel Mokka 
  • Dacia Spring 
  • Hyundai Bayon 
  • Citroen C4 

Opel Mokka: rinnovata completamente nel design, adesso più vicino a quello delle ultime creazioni della Casa tedesca, l’ultima generazione della Opel Mokka sfrutta al meglio la condivisione di componenti con il Gruppo PSA ed offre una ampia gamma motori con una interessante proposta elettrica. I prezzi partono da 22.500 euro. 

Dacia Spring: la Casa rumena vuole rivoluzionare anche il mercato delle elettriche e per farlo ha deciso di puntare sulla Spring. La B-SUV offre un design in linea con le ultime proposte del marchio ed una batteria con autonomia di poco superiore ai 220 Km. A stupire, però, è il prezzo inferiore a 20.000 euro incentivi esclusi. 

Hyundai Bayon: l’ultima nata in Casa Hyundai colpisce immediatamente con uno stile di rottura che divide le opinioni. Le dimensioni sono quelle tipiche di un B-SUV e la lunghezza non supera i 4 metri e 18. I motori disponibili sono esclusivamente benzina e ibridi, mentre i prezzi partono da 19.400 euro. 

Citroen C4: completamente rinnovata nel design, l’ultima generazione della Citroen C4 si pone a metà strada tra un SUV e un coupè senza esagerare con le dimensioni. Lo stile è molto particolare, e divide immediatamente, mentre gli interni, come da tradizione della Casa, offrono comfort e dettagli curati. I prezzi partono da 23.150 euro. 

Nel 2020 la categoria dei B-SUV ha continuato ad ottenere un notevole riscontro sul mercato nonostante la crisi dettata dalla pandemia. Vediamo la classifica dei modelli più venduti. 

 

 

Modello Prezzo
Dacia Duster 12.950€
Renault Captur 21.400€
Volkswagen T-Roc 25.500€
Ford Ecosport 20.500€

Dacia Duster: il B-SUV della Casa rumena ha conquistato subito una nutrita fetta di mercato grazie all’ottimo rapporto qualità-prezzo. Pensata per chi bada più alla sostanza che all’apparenza, la Duster è offerta con motori benzina, diesel e GPL. 

Renault Captur: la seconda generazione del B-SUV francese è stata modificata appena nelle linee esterne, che restano molto gradevoli, mentre ha subìto un maggior intervento negli interni che adesso appaiono ben più rifiniti. In listino non sono presenti motorizzazioni diesel ma solo benzina, GPL e ibride. 

Volkswagen T-Roc: la Casa tedesca ha fatto centro con il suo B-SUV. Il design rigoroso si sposa bene con le dimensioni compatte della vettura e la personalità su strada è molta. Gradevoli anche gli interni, anche se qualche plastica economica di troppo fa storcere il naso. I motori sono solo benzina e diesel. 

Ford Ecosport: ormai sul mercato da qualche anno il B-SUV della Ford continua ad essere apprezzato da chi è alla ricerca di una vettura a ruote alte ma di dimensioni compatte. Gli interni sono confortevoli e dotati dell’ottimo sistema di infotainment Sync3, mentre sotto il cofano trova spazio solo il benzina Ecoboost da 125 CV. 

Uno dei punti negativi dei SUV è il loro peso che, inevitabilmente, incide sui consumi. Sul mercato, però, sono presenti modelli con motorizzazioni interessanti in grado di incidere poco sulle spese di gestione. 

  • Mercedes GLA 
  • Peugeot 2008 HDi 
  • Nissan Qashqai 
  • Seat Arona 

B-SUV diesel

Mercedes GLA: la seconda generazione della GLA si presenta con uno stile decisamente fluido e gradevole ed interni che lasciano a bocca aperta grazie al sistema di infotainment MBux. I consumi contenuti sono assicurati dalla motorizzazione diesel da 2.0 litri e 136 CV in grado di garantire percorrenze nell’ordine dei 4,5 l/100 Km. I prezzi partono da 35.600 euro. 

Peugeot 2008 HDi: nato sulla medesima piattaforma della ottima 208, il B-SUV transalpino si fa notare per uno stile contemporaneo recentemente rinnovato da un restyling che ha portato maggiore freschezza al frontale. Il motore diesel da 1.5 litri e 110 CV è adeguato alla massa della vettura e promette consumi nell’ordine dei 3,7 l/100 Km. Si parte da 24.200 euro. 

B-SUV benzina

Nissan Qashqai: l’ultima generazione del B-SUV giapponese si è rinnovato completamente nello stile e nei contenuti ed adesso segue il family feeling già introdotto con i modelli più recenti. La motorizzazione mild-hybrid benzina da 1.3 litri garantisce consumi nell’ordine dei 5,4 l/100 Km. Si parte da 25.500 euro. 

Seat Arona: la Casa spagnola ha proposto il proprio B-SUV sul mercato già da qualche anno ed il riscontro è stato positivo grazie ad un design fluido ed al contempo aggressivo. La motorizzazione da preferire è il 1.5 TSI da 150 CV che promette percorrenze nell’ordine dei 5 l/100 Km. I prezzi partono da 19.100 euro.

In Casa Alfa Romeo non c’è ancora un vero e proprio B-SUV, ma soltanto la Stelvio. L’attesa, però, è tutta per la Tonale che dovrebbe debuttare il prossimo anno. Le dimensioni dovrebbero essere quelle tipiche di un B-SUV, con lunghezze contenute entro i 4.30 metri, mentre sotto il cofano dovrebbe debuttare per la prima volta nella storia della Casa un motore ibrido. 

La Casa italiana può vantare ben due B-SUV nei propri listini: 

  • Fiat Panda 4×4 
  • Fiat 500X 

Fiat Panda 4X4: inarrestabile. Non si può definire in altro modo il B-SUV di Casa Fiat. Grazie alle dimensioni contenute, così come il peso, ed alla trazione integrale la Panda 4×4 è in grado di affrontare ogni tipo di terreno. I prezzi partono da 19.400 euro. 

Fiat 500X: vero e proprio successo commerciale, la Fiat 500X deve gran parte della sua fama ad uno stile che strizza l’occhio alla più piccola 500 e punta tutto sul vintage. Presenti solo motori benzina e diesel, con questi ultimi adeguati per chi deve percorrere parecchi chilometri. Si parte da 21.750 euro. 

Anche la Casa americana offre due B-SUV nei propri listini, indicati per differenti tipologie di mercato: 

  • Jeep Renegade 
  • Jeep Wrangler 

Jeep Renegade: vero e proprio B-SUV cittadino, la Renegade ha fatto centro con uno stile duro e puro che non è passato inosservato. Le dimensioni compatte la rendono ideale per l’utilizzo cittadino così come la nuova motorizzazione plug-in hybrid in grado di assicurare 50 Km in modalità elettrica. Si parte da 24.900 euro. 

Jeep Wrangler: nome storico per la Casa statunitense, la Wrangler è più una vera e propria fuoristrada che un B-SUV ma grazie alle dimensioni contenute può rientrare in questa categoria. Lo stile è inconfondibile e si evolve da anni, mentre la gamma motori è stata rinnovata ed adesso può anche godere di una interessante alternativa ibrida. I prezzi partono da 53.500 euro. 

 

Anche per la Casa giapponese sono due i B-SUV presenti in listino: 

  • Toyota Yaris Cross 
  • Toyota CH-R 

Toyota Yaris Cross: la Casa giapponese ha deciso di allargare la famiglia Yaris proponendo sul mercato la Yaris Cross. Il B-SUV si presenta con uno stile personale, nettamente distinto dall’utilitaria, che si allontana nettamente dal family feeling della Casa. I motori sono esclusivamente 1.5 ibridi. I prezzi partono da 25.400 euro. 

Toyota CH-R: il B-SUV della Casa giapponese ha subito fatto centro grazie ad uno stile futuristico che non è passato inosservato e che anche a distanza di anni si dimostra fresco e attuale. Il motore ibrido benzina da 1.8 litri consente di utilizzare 3,8 litri di carburante per percorrere 100 Km. I prezzi partono da 30.500 euro. 

Cose da sapere

Cosa sono i B-SUV?

Con B-SUV si indica categoria di vetture a ruote alte ma dalle dimensioni compatte simili a quelle di una utilitaria o di una berlina media. Solitamente i B-SUV si contraddistinguono per una lunghezza del corpo vettura entro i 4 metri e 30 e con queste misure consentono un utilizzo gradevole anche nel traffico cittadino. 

Quali sono le novità 2021 dei B-SUV?

Anche nel 2021 il segmento dei B-SUV continua a fare la voce grossa sul mercato.  Vediamo le novità più interessanti: Opel Mokka da 22.500 euro, Dacia Spring ( prezzo inferiore a 20.000 euro incentivi esclusi), Hyundai Bayon da 19.400 euro e Citroen C4, da 23.150 euro.

Quali sono stati i B-SUV più venduti nel 2020?

Nel 2020 la categoria dei B-SUV ha continuato ad ottenere un notevole riscontro sul mercato nonostante la crisi dettata dalla pandemia. Vediamo la classifica dei modelli più venduti: Dacia Duster da 12.950 euro, Renault Captur da 21.400 euro , Volkswagen T-Roc da 25.500 euro  e Ford Ecosport da 20.500 euro.

Quali sono i B-SUV che consumano meno?

Uno dei punti negativi dei SUV è il loro peso che, inevitabilmente, incide sui consumi. Sul mercato, però, sono presenti modelli con motorizzazioni interessanti in grado di incidere poco sulle spese di gestione, come Mercedes GLA da 35.600 euro, Peugeot 2008 HDi da 24.200 euro, Nissan Qashqai da 25.500 euro e Seat Arona da 19.100 euro.