Controllo trazione: cos’è e come funziona l’asr auto

Cos’è il controllo di trazione e perché è utile sulla neve

Il controllo della trazione (in inglese ASR o TCS) è un dispositivo ormai ampiamente affermato sulle auto moderne, rivelandosi anche uno tra i dispositivi più importanti sia per il suo impatto sulla guida, sia per la sua influenza sulla sicurezza di guidatore e passeggeri.  Scopriamo cos’è e perché è così apprezzato dagli automobilisti. 

INDICE
Asr auto: significato
Cos’è il controllo trazione e a cosa serve
Controllo automatico di trazione: come funziona e come guidare
Trazione posteriore e pioggia:come comportarsi
Cosa fare in caso di controllo di trazione spento?
Differenza tra esp e controllo della trazione
Spia controllo trazione: cosa vuol dire quando si accendei

Molte definizioni ma un’unica funzione, quella di controllare lo slittamento della vettura. Il controllo di trazione è ormai presente su tutte le vetture moderne, ma spesso viene ignorata la sua presenza perché indicata con la sigla ASR, acronimo di Anti-Slip Regulation o Anti-Spin Regulation 

Nonostante le definizioni siano molteplici il controllo di trazione ha una funzione sola: evitare che le ruote motrici slittino. A seconda che la trazione sia anteriore, posteriore o integrale il controllo di trazione interverrà quando l’aderenza a terrà sarà precaria come in caso di fango, neve o ghiaccio. In questi casi la centralina dell’auto attiverà il controllo di trazione riducendo il pattinamento e restituendo la piena gestione dell’auto al conducente. Il controllo di trazione riesce in tutto ciò grazie a specifici sensori che rilevano lo slittamento. A questi si associa un sistema di gestione della potenza del motore che viene tagliata e trasferita sulla ruota con maggiore aderenza.  

Come bisogna guidare quando si attiva il controllo di trazione? Questa è una domanda che ci si pone spesso e il più delle volte la risposta lascia basiti. In caso di partenza su superfici innevate sarebbe utile disattivare il controllo di trazione per evitare che il taglio di potenza impedisca di partire. Successivamente si dovrà attivare il controllo di trazione per fare in modo che in caso di perdita improvvisa di aderenza la centralina dell’auto possa intervenire e consentire al conducente di avere il pieno controllo del mezzo. Bisogna però sottolineare come i sistemi più moderni siano in grado di riconoscere il fondo e di adeguare il livello di potenza da ripartire alle ruote motrici così da rendere inutile la disattivazione del controllo di trazione. 

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Qualora si sia alla guida di una vettura dotata di trazione posteriore sarà sempre fondamentale tenere attivato il controllo di trazione in caso di pioggia. Questa tipologia di auto, infatti, se da un lato rappresentano l’eccellenza in ambito sportivo, dall’altro sono maggiormente difficili da controllare in caso di perdita di aderenza e soltanto piloti esperti possono essere in grado di recuperare da situazioni complicate. 

Se il controllo di trazione è stato volontariamente disattivato, o se non è disponibile per un malfunzionamento della centralina, è sempre opportuno guidare con estrema cautela in caso di condizioni di aderenza precaria. Dosate con cura la potenza sull’acceleratore ed evitate movimenti bruschi col volante così da avere sempre il controllo totale del mezzo. 

Quando si parla di controllo di trazione non si deve fare confusione con l’ESP. Con questa sigla, infatti, si identifica il sistema elettronico di controllo della stabilità, un dispositivo che interviene in caso di sbandata regolando la potenza del motore e frenando le singole ruote con una differente intensità. Il controllo di trazione, invece, garantisce che le ruoti motrici non girino a vuoto in condizioni di aderenza precaria consentendo al conducente di avere sempre il pieno controllo del mezzo. 

Per sapere se il controllo di trazione sta effettivamente lavorando è utile fare attenzione alle spie presenti sul cruscotto. Se si accende la spia dedicata, di colore arancione e raffigurante una vettura in fase di sbandata, e il suo spegnimento avviene poco dopo allora si avrà la certezza che il dispositivo è intervenuto per regolare la potenza delle ruote motrici, mentre se questa rimane accesa allora ci si dovrà recare presso una officina specializzata perché la spia fissa indica un malfunzionamento del controllo di trazione. 

Cose da sapere

Cos’è e come funziona il controllo di trazione

Il controllo di trazione serve ad evitare che le ruote motrici slittino. A seconda che la trazione sia anteriore, posteriore o integrale il controllo di trazione interverrà quando l’aderenza a terrà sarà precaria come in caso di fango, neve o ghiaccio. In questi casi la centralina dell’auto attiverà il controllo di trazione riducendo il pattinamento e restituendo la piena gestione dell’auto al conducente. 

Come guidare con il controllo di trazione

In caso di partenza su superfici innevate sarebbe utile disattivare il controllo di trazione per evitare che il taglio di potenza impedisca di partire. Successivamente si dovrà attivare il controllo di trazione per fare in modo che in caso di perdita improvvisa di aderenza la centralina dell’auto possa intervenire e consentire al conducente di avere il pieno controllo del mezzo. 

Qual è la differenza tra ESP e controllo di trazione?

L’ESP è  il sistema elettronico di controllo della stabilità, un dispositivo che interviene in caso di sbandata regolando la potenza del motore e frenando le singole ruote con una differente intensità. Il controllo di trazione, invece, garantisce che le ruoti motrici non girino a vuoto in condizioni di aderenza precaria consentendo al conducente di avere sempre il pieno controllo del mezzo. 

Cosa vuol dire quando si accende la spia del controllo di trazione?

Se si accende la spia dedicata al controllo di trazione, di colore arancione e raffigurante una vettura in fase di sbandata, e il suo spegnimento avviene poco dopo allora si avrà la certezza che il dispositivo è intervenuto per regolare la potenza delle ruote motrici, mentre se questa rimane accesa allora ci si dovrà recare presso una officina specializzata perché la spia fissa indica un malfunzionamento del controllo di trazione. 

Mercato auto 2021: i dati di Settembre

Land Rover Discovery: prezzi, dimensioni e caratteristiche 21

Con settembre prosegue e si accentua il trend discendente visto nei mesi di luglio e agosto, con una forte contrazione delle vendite sia rispetto al 2020 (-32,7%) che al 2019 (-26,2%).

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

Il trend negativo del mercato delle auto nuove evidenzia una drastica diminuzione delle immatricolazioni, che è il risultato di due fattori:

  • La mancanza di auto nuove da immatricolare, dovuta alla crisi dei microchip che porta inevitabilmente ad un rallentamento delle fabbriche;
  • La mancanza di disponibilità dei fondi governativi per auto elettriche e plug-in, che si sono azzerati in poco tempo e sono stati stanziati a intermittenza; gli incentivi infatti per le auto elettriche e ibride plug-in sono al momento fermi per mancanza di fondi, come si era verificato un mese fa.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre

Complessivamente nei primi nove mesi 2021 si registrano circa 1.165mila immatricolazioni auto nuove che, se confrontate con lo stesso periodo del 2019 (1.468mila vendite), vedono un calo delle vendite cumulato per l’anno in corso di circa 303mila vetture, pari al -20,6% circa.

La crisi del nuovo si riflette inevitabilmente anche nella vendita di auto usate, che evidenzia una flessione delle vendite rispetto ai livelli pre-Covid dell’11,3% e, contrariamente ai mesi precedenti, questo mese risulta in sofferenza anche
rispetto al 2020.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 1

Complessivamente nei primi nove mesi del 2021 sono stati effettuati circa 2.589mila passaggi di proprietà che, se confrontati con lo stesso periodo del 2019 (3.132mila passaggi) registrano un calo delle vendite del 17,3% circa.

Interessante osservare la quota di mercato detenuta rispettivamente dall’immatricolato nuovo e dall’usato nel corso del 2020 e 2021, ma soprattutto il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, di poco superiore al 2019 (era 2,18), a conferma del fatto che l’anno scorso i due mercati hanno subito la stessa contrazione (circa -30%).

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 2

Questo rapporto si assesta a settembre ad un valore pari a 2,86: ad ogni vendita di auto nuove corrisponde mediamente la vendita di poco meno di 3 auto usate.

Il volume globale delle vendite (406mila autovetture) ha interessato quindi per il 26% auto nuove e per il 74% auto usate, con una ripartizione totalmente differente rispetto ai mesi precedenti in cui il nuovo cubava circa il 33/34%. Complessivamente nei primi 9 mesi del 2021 questo rapporto si assesta invece a 2,22.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 8

Dal grafico sopra possiamo trarre delle considerazioni relative ai Top10 brand del 2021:

  •  Dacia contrariamente a quanto registrato nei due mesi precedenti registra una netta crescita delle vendite (+67%). A questa crescita ha contribuito questo mese sicuramente il nuovo modello alla spina Dacia Spring;
  • I principali brand (Fiat e VW), risultano fortemente in sofferenza (calo vendite superiore al 30% rispetto al 2019);
  • Sofferenza marcata anche per i brand Ford e Toyota;
  • Kia si conferma nel ranking per il secondo mese di seguito, registrando nuovamente un trend del +25% rispetto a settembre 2019;
  • Esce dalla classifica del mese Audi (che finisce in 15ma posizione), soppiantata da Hyundai;
  • Trend leggermente positivo anche per Renault

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 4

Guardando la Top10 cumulata dei primi 8 mesi vediamo uscire Opel dalla Top10 sostituita da Dacia (che risulta comunque ancora in forte sofferenza rispetto al 2019), mentre anche i brand del ranking che erano risultati finora più stabili (Toyota e Audi) iniziano a mostrare i primi segnali di sofferenza.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 5

Guardando la performance per singolo brand rispetto al mese di agosto, possiamo notare un aumento del numero di immatricolazioni per tutti brand.

Come anticipato nei report degli scorsi mesi, il quadro delle vendite per alimentazione che si sta delineando appare totalmente differente rispetto a quanto osservato nel 2019, con un progressivo spostamento dell’attenzione del consumatore verso forme di alimentazione alternativa.

Con settembre cresce ancora di più la quota parte dedicata alle vetture ad alimentazione alternativa, che cubano il 41,5% delle vendite totali e con una crescita da gennaio ad oggi di 15 punti percentuali.

Altresì evidente è come le vetture ad alimentazione tradizionale stiano perdendo gradualmente sempre più quote di mercato: ad oggi benzina e diesel cubano il 44,5% circa delle vendite (46,5% il mese scorso e 50% a luglio), valore che era pari al 63% circa a gennaio.

Complessivamente nei primi nove mesi del 2021 vetture ibride ed elettriche hanno riguardato il 36,7% delle vendite totali, dato in costante crescita.
Ad oggi il mercato auto nuove in Italia si conferma quindi sempre più trainato dai veicoli ad alimentazione alternativa.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 6

Confrontando i dati sui passaggi di proprietà di settembre 2021 con quelli dello stesso mese del 2019, notiamo come ci sia stato un calo generalizzato di tutti i brand, a dimostrazione della sofferenza del mercato dell’usato nel mese appena trascorso.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 7

Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand, tranne che per Fiat che registra un +0,5% a discapito della quota Ford.

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Mercato auto 2021: i dati di Agosto

Volkswagen ID.5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

Il numero di immatricolazioni che si registra ad agosto riflette un dato molto più basso rispetto al 2020 e al 2019, anni in cui il numero di immatricolazioni era risultato pressoché uguale e pari a circa 90 mila autovetture nuove. Si evidenza pertanto un calo di circa il 27,5% rispetto agli anni scorsi.

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

I livelli di immatricolato continuano a restare al di sotto di quanto registrato pre Covid, e ad agosto si conferma quanto visto a luglio, mese nel quale per la prima volta il numero di immatricolazioni risultava in sofferenza anche rispetto al 2020.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto
La maggior contrazione questo mese rispetto al 2019 ha interessato le immatricolazioni di società; aumenta invece la quota di mercato detenuta dai privati, seppur anch’essi con valori assoluti in contrazione.

Complessivamente nei primi otto mesi 2021 si registrano circa 1 060 mila immatricolazioni auto nuove che, se confrontate con lo stesso periodo del 2019 1 325 mila vendite), vedono un calo delle vendite cumulato per l’anno in
corso di circa 265 mila vetture, pari al 20 circa.

Continua anche per l’usato la flessione delle vendite rispetto ai livelli pre Covid con un calo del 13 8 ma, al contrario del nuovo, il trend risulta ancora positivo rispetto al 2020 questo mese anche di molto (+30,9%)
Mercato auto 2021: i dati di Agosto 1

Complessivamente nei primi otto mesi del 2021 sono stati effettuati circa 2 289 mila passaggi di proprietà che, se confrontati con lo stesso periodo del 2019 registrano un calo delle vendite del 18% circa.

Interessante osservare la quota di mercato detenuta rispettivamente dall’immatricolato nuovo e dall’usato nel corso del 2020 e 2021, ma soprattutto il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, di poco superiore al 2019 (era 2,18), a conferma del fatto che nell’ultimo anno i due mercati hanno subito la stessa contrazione (circa 30%).

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 2

Nel mese di agosto 2021 si accentua ancora di più quanto rilevato a luglio, che già evidenziava un rapporto totalmente differente rispetto ai mesi precedenti: cresce nuovamente tale rapporto, arrivando ad un valore pari a 3,15, mai registrato negli ultimi anni, che evidenzia nuovamente come il mercato del nuovo questo mese sia decisamente più in sofferenza rispetto all’usato: ad ogni vendita di auto nuove corrisponde mediamente la vendita di
più di 3 auto usate.

Il volume globale delle vendite (423mila autovetture) ha interessato quindi per il 24% auto nuove e per il 76% auto usate, con una ripartizione totalmente differente rispetto ai mesi precedenti in cui il nuovo cubava circa il 33/34%.
Rispetto a quanto previsto quindi gli incentivi non hanno portato ad un aumento delle vendite di autovetture nuove rispetto ai passaggi di proprietà.
Complessivamente nei primi 8 mesi del 2021 questo rapporto si assesta invece a 2,16.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 3

Mediamente in calo quasi tutti i brand rispetto allo stesso mese del 2019
Di seguito alcune considerazioni relative ai Top 10:

  • Dacia si conferma (come il mese scorso) uno dei brand con un maggior calo delle vendite (-56%) seguita poi da Peugeot (-40,5%)
  • Restano fuori dalla classifica anche questo mese Citroen e Opel, sostituiti da Ford e Kia
  • Proprio Kia entra per la prima volta nel 2021 nella classifica Top 10 con una crescita delle vendite del 25 %(a livello complessivo dell’anno si trova al sedicesimo posto nel ranking)
  • Trend positivo, oltre che per Kia, solo per Toyota (+8%)

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 4

Guardando la Top 10 cumulata dei primi 8 mesi si confermano Renault (che era quarto nel ranking del 2019 e Opel (che era sesto) i brand più in sofferenza in classifica (come i mesi scorsi) Toyota (che sale di 4 posizioni rispetto al cumulato 2019 e Audi (che sale di 2 posizioni) più stabili.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 5

A livello di singolo brand registriamo una performance negativa di tutti i brand rispetto al mese di giugno, con Peugeot e Audi in sofferenza più marcata rispetto ai competitor.

A conferma di quanto osservato negli scorsi mesi, il quadro delle vendite per alimentazione che si sta delineando appare totalmente differente rispetto a quanto osservato nel 2019: due anni fa l’attenzione del consumatore era ancora rivolta alle tecnologie tradizionali mentre oggi ci si sta spostando sempre più verso forme di alimentazione alternativa; ecco quindi che si giustificano i trend che da mesi sono più che positivi per le vetture ibride ed elettriche.

Con agosto il 41,5% delle vetture immatricolate riguarda vetture ibride o elettriche, con una crescita da gennaio ad oggi di quasi 13 punti percentuali
Altresì evidente è come le vetture ad alimentazione tradizionale stiano perdendo gradualmente sempre più quote di mercato; ad oggi benzina e diesel cubano il 46,5% circa delle vendite (50% un mese fa), valore che era pari al 63
circa a gennaio.

Complessivamente nei primi otto mesi del 2021 vetture ibride ed elettriche hanno riguardato il 35,9% delle vendite totali, dato in costante crescita.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 6

Confrontando i dati sui passaggi di proprietà di agosto 2021 con quelli dello stesso mese del 2019, notiamo come ci sia stato un calo generalizzato di tutti i brand, a dimostrazione della sofferenza del mercato dell’usato nel mese appena trascorso.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 7

Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand, tranne che per Fiat che registra un +0,6% a discapito della quota Ford.

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Mercato auto 2021: i dati di Luglio

Alfa Romeo Stelvio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 24

Il settimo mese del 2021 vede registrate 110mila auto nuove, il valore più basso ad oggi nell’anno in corso.

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

I livelli di immatricolato continuano a restare quindi al di sotto di quanto registrato pre-Covid, con un -28,2% rispetto al 2019. Per la prima volta nel 2021 il numero di immatricolazioni risulta in sofferenza anche rispetto a luglio 2020, quando il mercato auto si stava riprendendo dopo i mesi di lockdown.

Mercato auto 2021: i dati di Luglio

Complessivamente nei primi sette mesi 2021 si registrano circa 995mila immatricolazioni auto nuove che, se confrontate con lo stesso periodo del 2019 (1.237mila vendite), vedono un calo delle vendite cumulato per l’anno in corso di circa 242mila vetture, pari al -19,5% circa.

Continua anche per l’usato la flessione delle vendite rispetto ai livelli pre-Covid con un calo del 17,4% ma, al contrario del nuovo, il trend risulta ancora positivo rispetto al 2020 (+14%).

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 1
Complessivamente nei primi sette mesi del 2021 sono stati effettuati circa 2.085mila passaggi di proprietà che, se confrontati con lo stesso periodo del 2019 (2.556mila passaggi) registrano un calo delle vendite del 18,4% circa.

Interessante osservare la quota di mercato detenuta rispettivamente dall’immatricolato nuovo e dall’usato nel corso del 2020 e 2021, ma soprattutto il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, di poco superiore al 2019 (era 2,18), a conferma del fatto che nell’ultimo anno i due mercati hanno subito la stessa contrazione (circa -30%).

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 2
Nel mese di luglio 2021 si assiste ad una totale svolta relativa a questo rapporto, che si assesta a 2,84, valore mai visto negli ultimi mesi e che conferma ed evidenzia come il mercato del nuovo questo mese sia decisamente più in sofferenza rispetto all’usato: ad ogni vendita di auto nuove corrisponde mediamente la vendita di quasi 3 auto usate.

Il volume globale delle vendite (423mila autovetture) ha interessato quindi per il 26% auto nuove e per il 74% auto usate, con una ripartizione totalmente differente rispetto ai mesi precedenti in cui il nuovo cubava circa il 33/34%.
Con il mese prossimo comunque questo valore dovrebbe riavvicinarsi alla dei mesi precedenti grazie agli incentivi approvati a fine luglio/inizio agosto.

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 8

Continua, sulla scia dei due mesi precedenti, a registrarsi un trend negativo rispetto al 2019 per quasi tutti i Top10 brand.

Di seguito alcune considerazioni relative ai Top10:

  • Continuano a confermarsi in prima posizione i brand Fiat e Volkswagen, seppur con vendite in netto calo rispetto al 2019
  • Trend positivo solo per il marchio BMW (+8,8%)
  • Trend poco negativo riguarda Toyota (-2,8%),
  • Escono dalla classifica Top10 Citroen ed Opel, lasciando il posto a Ford e BMW
  • Renault continua a confermare un trend in forte sofferenza (-40%), affiancata questo mese anche dalla «sorella» Dacia e da Ford

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 9

Guardando la Top10 cumulata dei primi 7 mesi si confermano Renault e Opel i brand più in sofferenza in classifica e Audi e Toyota i più stabili.

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 10

A livello di singolo brand registriamo una performance negativa di tutti i brand rispetto al mese di giugno, con Renault e Dacia in sofferenza più marcata rispetto ai competitor.

Il quadro delle vendite per alimentazione che si sta delineando appare totalmente differente rispetto a quanto osservato nel 2019: due anni fa l’attenzione del consumatore era ancora rivolta alle tecnologie tradizionali mentre oggi ci si sta spostando sempre più verso forme di alimentazione alternativa; ecco quindi che si giustificano i trend che da mesi sono più che positivi per le vetture ibride ed elettriche.

Con giugno il 39,6% delle vetture immatricolate riguarda vetture ibride o elettriche con una crescita da gennaio ad oggi di quasi 11 punti percentuali.
Altresì evidente è come le vetture ad alimentazione tradizionale stiano perdendo gradualmente sempre più quote di mercato; ad oggi benzina e diesel cubano il 50% circa delle vendite (53% un mese fa), valore che era pari al 63%
circa a gennaio.

Complessivamente nei primi sette mesi del 2021 vetture ibride ed elettriche hanno riguardato il 35,6% delle vendite totali, dato in costante crescita.
Ad oggi il mercato auto nuove in Italia si conferma quindi sempre più trainato dai veicoli ad alimentazione alternativa.

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 6

Confrontando i dati sui passaggi di proprietà di luglio 2021 con quelli dello stesso mese del 2019, notiamo come ci sia stato un calo generalizzato di tutti i brand, a dimostrazione della sofferenza del mercato dell’usato nel mese appena trascorso.Mercato auto 2021: i dati di Luglio 7

Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand, tranne che per Fiat che registra un +0,8% a discapito della quota Ford.

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478 Rent, il noleggio come nuova frontiera dell’automobile

478 Rent, il noleggio come nuova frontiera dell’automobile 1

Il mondo dell’automobile sta cambiando e con esso anche il concetto stesso di acquisto. Per anni siamo stati abituati a vedere l’auto come un bene da possedere, ma ora le cose stanno cambiando ed esistono diverse alternative al tradizionale acquisto di una nuova macchina. Tra queste, il noleggio a lungo termine, una soluzione moderna e “dinamica” che permette di mettersi in garage una nuova auto, con una formula che libera dai tradizionali “pensieri” legati all’acquisto.

Sono tante le realtà che oggigiorno offrono questa tipologia di servizio, tra queste spicca 478 Rent, un’azienda tutta italiana che offre ai propri clienti la possibilità di noleggiare vetture di svariate marche, fornendo tanti servizi come immatricolazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, cambio pneumatici e soccorso stradale. La società, nata a Seregno per volontà di Matteo Ferraglio, oggi vanta numerose succursali sparse su tutto il territorio nazionale. Ed è lo stesso titolare ad aprirci le porte, virtuali, di 478 Rent.

La storia

“Sono un ex pilota di rally, appassionato di motori fin da bambino – spiega Matteo Ferraglio -. 478 Rent nasce dalla volontà di entrare attivamente nel mondo dell’automotive. Il nome dell’azienda richiama i cavalli della Ferrari F40, il primo modellino di auto che ho avuto in mano da piccolo e il logo la stilizzazione degli scarichi della macchina stessa. Nel 2016 decido di aprire questa società: in passato ho avuto un’azienda di impianti di depurazione dell’acqua ed ero cliente dei noleggi a lungo termine con la mia flotta già all’inizio degli anni 2000, forse sono stato uno dei primi a usufruirne. Cinque anni fa ho ritenuto che fosse arrivato il momento giusto per entrare nel business e, per fortuna, dal 2016 a oggi il mondo del noleggio auto a lungo termine è esploso. Parlando di numeri abbiamo più o meno cento venditori su tutto il territorio nazionale e 14 sedi situate principalmente nel nord Italia”.

478 Rent, il noleggio come nuova frontiera dell’automobile

  • Cosa vuol dire per lei avere una concessionaria digital e come ha inciso la digitalizzazione sulla sua attività?

“Sinceramente quando sono partito nel 2016 e per i successivi due anni, non ho investito niente sul mondo digital, non avevo neanche il sito internet nonostante sia un programmatore informatico. Ero controcorrente: non l’ho fatto nei primi anni perché avevo tanto lavoro e tanti contatti diretti che mi hanno permesso di chiudere numerosi contratti e ho preferito fare senza. In 478 Rent il servizio viene prima di tutto: io stesso faccio formazione ai venditori e spiego loro quanto sia importante gestire il cliente come consulenti e non come venditori, per soddisfare il più possibile chi ci sceglie. Solo nel 2019 ho deciso di lanciarmi sul digitale ed è stata una scelta che ha pagato, soprattutto post pandemia. Attualmente, infatti, l’85% delle nostre vendite deriva dal digitale, attraverso e-mail e telefono. Siamo in grado di offrire servizi evoluti, come la firma digitale e una registrazione telefonica: il tutto per garantire la sicurezza del cliente ed evitare possibili truffe”.

  • Quali strumenti digitali sono più importanti per la vostra azienda?

“Abbiamo strutturato un “cervellone” che è il nostro sito web, dove si trovano tutte le auto disponibili con tutte le tariffe in chiaro già indicate. Il nostro sito fa da motore e accanto a questo, portali come Automobile.it si sono rivelati importanti per intercettare nuovi clienti, per questo lo consiglio a tanti partner come agenzie, sotto agenzie e venditori. I social poi, non possono mancare, abbiamo profili su LinkedIn, Facebook, Instagram e Youtube: dal non essere digitali alla digitalizzazione totale il passo è stato breve e in questo momento, proprio attraverso gli strumenti digitali che mettiamo a disposizione, chiudiamo tra i 1.500 e i 1.700 contratti all’anno”.

  • Perché scegliere il noleggio al posto dell’acquisto di un’auto?

“Il noleggio è un canone mensile senza pensieri. All’interno del nostro canone, che a volte è più economico e a volte meno di un leasing o di un acquisto, c’è compreso tutto. E i rischi rimangono in carico a noi e non al cliente. Possiamo decidere di inserire pneumatici invernali ed estivi, l’assicurazione full Kasko senza franchigia, il soccorso stradale 24 ore su 24 e sette giorni su sette e altri servizi: decidiamo tutto in fase di contratto e il nostro obiettivo è consigliare al meglio il cliente analizzando caso per caso. Oggi più che mai, in una situazione di incertezza mondiale, avere un’idea precisa del motivo per cui si stanno spendendo dei soldi è fondamentale. Detto questo, se si guarda solo il prezzo forse il caro vecchio acquisto di un’auto può ancora essere conveniente, ma se  si considerano tutti i servizi che il noleggio include nella rata mensile, allora questa diviene definitivamente la formula più conveniente. Di fatto, a fronte di una rata mensile, non ci si deve più preoccupare di nulla di ciò che concerne la gestione della propria auto”.

  • Quali differenze ci sono tra il noleggio per privati e quello per aziende?

“Nessuna differenza, il costo è identico. Le coperture assicurative e i servizi sono i medesimi tra privato e società e non cambia neanche la cifra da pagare. Noleggiare un’auto come privato o come partita iva è la stessa cosa”.

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  • Quali formule vengono proposte al termine del contratto di noleggio?

“Ci sono tre strade: la prima, che è quella che preferiamo in quanto ci permette di tenere un parco auto più efficiente e meno inquinante, ovvero che il cliente restituisca l’auto e ne prenda un’altra sempre a noleggio. In alternativa offriamo la possibilità di riscatto da parte dell’utente, che decide di comprare la vettura alla fine della durata del noleggio. La terza soluzione è che al termine del noleggio ce la restituisca: in questo caso il cliente non è impegnato a pagare una maxi rata come con il leasing o con i finanziamenti”.

  • Come è strutturata 478 Rent sul territorio italiano?

“Abbiamo circa cento agenti sparsi su tutto il territorio nazionale, da Livigno a Palermo. Sono i battitori liberi, come li chiamo io, e poi abbiamo il franchising, che abbiamo deciso di portare avanti andando controcorrente nell’anno di pandemia. Ad oggi abbiamo aperto 14 punti di franchising soprattutto nel nord Italia, per fa sì che il cliente trovi più capillarità sul territorio nel caso in cui voglia incontrarci di persona e per far sì che imprenditori che vogliono entrare nel noleggio abbiano la strada spianata e una guida funzionale. A chi vuole aprire un franchising dico sempre che non commetterà gli errori che ho fatto io, perché hanno una guida che li aiuta ad agire al meglio”.

  • Con l’arrivo delle auto elettriche verranno messi a punto dei servizi ad hoc come partnership per la ricarica, abbonamenti ecc?

“Sì, siamo già nel pieno dell’evoluzione “green” o transizione ecologica, verso la quale ci stanno obbligando con le auto elettriche. Fortunatamente ne stiamo noleggiando tante. Agli utenti che passano all’auto a zero emissioni offriamo l’installazione di wallbox a casa, inclusa nel canone del noleggio e la fornitura di monopattini elettrici per affrontare il così detto ultimo miglio”.

  • Come sta cambiando il modo di approcciarsi al noleggio da parte dei consumatori, anche in relazione alla pandemia?

“Come dicevo prima la certezza dei costi porta ad avvicinarsi sempre più al mondo del noleggio; in più noi da due anni a questa parte abbiamo sviluppato la divisione del medio e breve termine, sempre come noleggio, che permette al cliente di avere una vettura a disposizione quando ne ha bisogno. In pratica si tratta di contratti che vanno da un giorno a un mese, rinnovabili mese per mese. Per esempio, se il cliente lavora in smart working e deve recarsi in sede soltanto una volta al mese, può anche non avere l’auto e chiamare noi solo quando ne ha bisogno”.

Vendita auto: i concessionari si trasformano in agenzie

Il futuro delle concessionarie tra internet e realtà aumentata 1

Il processo di elettrificazione delle automobili porta con sé molti più cambiamenti di quelli che possiamo immaginare. All’orizzonte si intravedono importanti novità anche per le concessionarie, che nei prossimi anni potrebbero trasformarsi in agenzie, una specie di intermediari tra la casa produttrice e il consumatore finale.

Le concessionarie del futuro saranno un luogo d’incontro non solo per acquistare un’auto elettrica, ma anche per capirla e accedere ai servizi accessori. In pratica il venditore dovrà diventare un consulente, capace di accompagnare il cliente all’interno del grande ecosistema di esperienze e servizi legati ai veicoli a zero emissioni.

L’esempio di Tesla

Il primo caso di trasformazione delle concessionarie in agenzie riguarda Tesla. Il marchio californiano si è sempre occupato direttamente della vendita dei propri veicoli. Questa strategia gli ha permesso di tenere sotto controllo i prezzi e di poter avere un rapporto diretto con il cliente. Anche se va rimarcato che la casa americana è stata agevolata dal fatto di avere, fino a pochi anni fa, una gamma composta da solo due modelli.

Adesso le cose sono cambiate: l’arrivo di nuovi modelli e la necessità di dover gestire un numero crescente di veicoli usati e di officine e rivenditori specializzati, costringeranno il brand di Elon Musk ad approcciarsi in maniera diversa alla vendita delle vetture.

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L’auto elettrica si vende in modo diverso

Tesla è l’esempio di come cambierà la rete commerciale nei prossimi anni, ma non è l’unica ad aver modificato il modo di vendere le automobili. Anche Cupra vende tutti i propri veicoli tramite agenzia, mentre Mercedes e Audi lo fanno solo con i modelli elettrici.

Perché le case produttrici decidono di lasciare le concessionarie per passare alle agenzie? Gli ingenti investimenti nell’elettrificazione hanno inciso notevolmente sui budget dei costruttori. Attraverso una gestione “diretta” delle vendite, cioè tramite agenzia, i brand potrebbero aumentare i margini operativi di un due percento, che porterebbe a una marginalità superiore del 20/25%.

Le nuove concessionarie

Tuttavia la trasformazione in agenzia non escluderà le attuali concessionarie dal mercato, ma addirittura, nella maggior parte dei casi, porterà loro alcuni vantaggi. Ad esempio gli investimenti per le strutture, come gli showroom, verrebbero rimborsati o sostenuti dalle case produttrici; mentre gli stock passerebbero a carico del costruttore, che in questo modo si assume direttamente il rischio legato alla difficoltà di vendere le auto presenti nel punto vendita.

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Chi ci guadagna e chi no

Ma i benefici, purtroppo, non riguardano tutti. La piccola concessionaria sarà agevolata dalla trasformazione in agenzia: con la nuova formula ridurrebbe sensibilmente il rischio di impresa e si assicurerebbe un guadagno sicuro, anche se contenuto, sulla vendita delle auto e degli altri prodotti come i finanziamenti.

Lo scenario cambia nel caso delle grandi concessionarie che hanno strutture imponenti e dislocate su vari punti vendita nel territorio nazionale. Il guadagno fisso garantito dai costruttori sulla vendita di auto e servizi potrebbe non essere sufficiente a mantenere in attivo strutture tanto grandi. A questo va aggiunto il fatto che attualmente i grossi gruppi di concessionarie possono beneficiare di tassi molto vantaggiosi per quanto riguarda i finanziamenti: con la trasformazione in agenzia questi verrebbero azzerati per passare alla provvigione fissa.

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo 5

Mercedes viaggia spedita verso l’elettrificazione totale. La casa tedesca si è posta l’obiettivo di produrre solo auto a emissioni zero entro il 2030; mentre tutti i nuovi modelli lanciati sul mercato a partire dal 2025 saranno esclusivamente elettrificati. Questo significa che le vetture con i tradizionali motori endotermici e le ibride scompariranno nei prossimi dieci anni, anche se a breve ci sarà un incremento dell’offerta di modelli ibridi plug-in. Mercedes crede decisamente nelle auto a zero emissioni e punta a portare i veicoli elettrici ed ibridi al 50% del proprio mix globale entro il 2025.

Tre piattaforme al centro di tutto

La svolta elettrica ruota intorno alle tre piattaforme sulle quali, a partire dal 2025, saranno sviluppati tutti i modelli medio-superiori, quelli sportivi e i van. Le piattaforme porteranno importanti evoluzioni tecnologiche nelle batterie e nei motori. Le nuove basi saranno le seguenti:

  • MB.EA: verrà dedicata ai modelli di fascia medio-alta e sostituirà la piattaforma a trazione posteriore e integrale MRA sulla quale oggi si sviluppano i modelli dalla Classe C in su, inclusi i SUV, e la EVA che ha tenuto a battesimo la capostipite EQC
  • AMG.EA: sarà dedicata ai modelli ad alte prestazioni e potrà contare su tecnologie esclusive
  • VAN.EA: sarà riservata agli eredi degli attuali commerciali leggeri a batteria di cui Mercedes ha già una gamma completa

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo 4

Annunciati i SUV alto di gamma

La casa tedesca ha confermato che nel 2021 ci sarà ancora spazio per quattro lanci, tra cui quello della EQB e, molto probabilmente, della EQE e della EQS AMG. L’anno prossimo arriveranno le varianti SUV di EQE e di EQS, che avranno il compito di delineare il futuro delle attuali GLE e GLS. Della seconda ci sarà anche una variante super esclusiva griffata Maybach e tutti i brand del gruppo, Smart compresa, saranno coinvolti nel processo. Mercedes ha confermato il passaggio all’elettrico di Classe G, anche se il modello definitivo non arriverà sul mercato prima del 2024.

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo

Nuova piattaforma dedicata alle “piccole”

Le novità non si fermano alle tre basi per i modelli alto di gamma, sportivi e van. La casa tedesca introdurrà anche una nuova architettura dedicata alle auto compatte e medie. La piattaforma MMA arriverà nel 2024 e prenderà il posto dell’attuale pianale a motore trasversale (base di Classe A, B, CLA GLA e GLB) utilizzato per EQA ed EQB.

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Vision EQXX, l’elettrica da mille km di autonomia

Mercedes, inoltre, ha annunciato lo sviluppo di una soluzione per portare l’autonomia reale delle elettriche a 1.000 km. La ricerca ha visto protagonisti anche esperti di motorsport e il risultato dovrebbe arrivare nel 2022 con la presentazione di Vision EQXX, una concept car che sarà una vetrina per questo mix di tecnologie per la lunga percorrenza.

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Le nuove Gigafactory

Per la produzione di nuove batterie, la casa tedesca ha annunciato un ambizioso piano industriale che prevede la nascita di una rete di otto Gigafactory: tre in Asia, una negli Stati Uniti e quattro in Europa. I nuovi stabilimenti raggiungeranno, insieme, una produzione di 200 GWh all’anno. Mercedes prevede di abbassare notevolmente i costi di produzione grazie alle nuove fabbriche e alle nuove celle, che avranno un anodo con silicio e carbonio e raggiungeranno una densità di 900 Wh/l. Queste celle saranno montate sulle auto elettriche fino a quando non saranno realizzate le batterie alle stato solido, che sono allo studio e che arriveranno a una densità energetica di 1.200 Wh/l, pari a 400 Wh/kg.

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Con Yasa per i motori

Mercedes non si ferma alle batterie di nuova generazione per le auto elettriche. La casa tedesca lavora anche su schemi propulsivi di nuova concezione, come il sistema eATS 2.0 che esordirà nel 2024, e ha annunciato di aver rilevato la britannica Yasa, azienda specializzata nella produzione di motori elettrici. Con questa acquisizione, Mercedes vuole sviluppare una nuova generazione di unità a flusso assiale che vedranno il coinvolgimento anche di AMG. Sono motori supercompatti e superefficienti, caratteristiche principali dei propulsori Yasa, che hanno permesso all’azienda fondata nel 2009 di avere tra i propri clienti anche Ferrari.

I lanci sul mercato di auto elettriche previsti da Mercedes fino al 2024:

  • 2021                    EQB
  • 2021                    EQS AMG
  • 2021-2022       EQE
  • 2022                    EQE SUV
  • 2022                    EQS SUV
  • 2022-2023      EQS SUV Maybach
  • 2024                    nuova EQA
  • 2024                    EQG

Auto elettriche: in futuro i motori saranno nelle ruote

Auto elettriche: in futuro i motori saranno nelle ruote

L’auto elettrica del futuro avrà il motore nelle ruote e sarà senza freni? Secondo la start-up tedesca DeepDrive è questa la soluzione per vincere la prossima sfida sul fronte delle auto a zero emissioni: il risparmio di energia. L’azienda con sede a Monaco ha messo a punto una piattaforma skateboard con i motori situati all’interno dei mozzi delle ruote. In questo modo le auto elettriche possono fare completamente a meno dell’impianto frenante e sono in grado di utilizzare il sistema di recupero dell’energia per rallentare e fermarsi.

I vantaggi della nuova tecnologia

L’azienda tedesca sostiene che fino al 30% dell’energia usata sulle auto elettriche si perde e viene dispersa sottoforma di calore. Per fare un esempio, su un’auto di medie dimensioni con batteria da 70 kWh, si registra la perdita di autonomia di oltre 100 km che si somma alla spesa extra di 3.000 euro, più o meno, per l’acquisto di energia durante la vita del veicolo.

Su questi numeri si basa DeepDrive, che attraverso la sua tecnologia assicura un’efficienza del 96%, a cui va sommato un risparmio di circa il 20% dei costi di produzione per via di una migliore gestione delle risorse e dei processi di produzione. In più l’assenza dell’impianto frenante riduce le masse non sospese, con conseguente risparmio di 30 chili rispetto a un pianale equivalente con architettura tradizionale.

Auto elettriche: in futuro i motori saranno nelle ruote 1

Autonomia fino a 800 km

La maggiore efficienza di questo tipo di auto elettriche, secondo DeepDrive, consentirebbe di montare batterie più economiche rispetto a quelle a quelle attualmente in uso. Inoltre la start-up tedesca assicura che, utilizzando celle al litio ferro fosfato o agli ioni di sodio, si può arrivare ai 600 km di autonomia. Utilizzando un pacco batteria tradizionale di 100 kWh di capacità, con densità energetica più alta, l’autonomia media potrebbe raggiungere perfino gli 800 km.

Ricarica auto elettrica

Quattro piattaforme

L’azienda tedesca non vuole limitarsi soltanto a vendere i propri motori elettrici, ma è alla ricerca di partner intenzionati ad acquistare tutta la piattaforma skateboard. L’architettura creata da DeepDrive è completamente piatta e modulare ed è in grado di garantire la massima libertà per quanto riguarda le dimensioni e le forme della carrozzeria. Attualmente la piattaforma è disponibile nei seguenti quattro formati.

  • XS: per quadricicli leggeri e mini-navette, con 350 km di autonomia e potenze fino a 40 CV e velocità massima di 45 o 80 km/h.
  • S: per citycar, utilitarie e piccoli van urbani, con autonomia da 450 km, potenze di 200 CV e velocità massima di 160 km/h.
  • M: per compatte e medie, ma anche per robo-shuttle adatti al trasporto di persone, con autonomia di 600 km, potenza fino a 350 CV e velocità di 160 km/h (autolimitata elettronicamente).
  • L: per veicoli commerciali grandi, con passo fino a 3,4 metri, autonomia di 700 km e identiche prestazioni delle vetture di taglia M (fino a 350 CV e fino a 160 km/h).

Auto elettrica: quanto mi costa?

Auto elettrica: quanto mi costa?

Se il mercato dell’auto fa i conti con un forte calo delle immatricolazioni, il comparto delle auto a batteria ha invece conosciuto una forte crescita. Secondo i dati più recenti forniti da Motus-E, associazione che riunisce i principali stakeholder della mobilità elettrica, il mese di agosto 2021 ha fatto registrare una crescita di oltre l’80% dei Plug-in Electric Vehicle (elettriche batteria e ibride plug-in).

INDICE
Costi Burocratici
Incentivi Allettanti
Il bollo non si paga
Anche l’RC Auto conviene
Consigli prima di firmare (e di rinnovare)
L’elettrico batte tutti
I costi in 16 anni
Gli scenari: nuova e usata
Ricarica sotto casa

Fino a non molto tempo fa eravamo abituati a pensare alle auto elettriche come costose alternative pulite alle auto a benzina o Diesel. Prezzo d’acquisto più elevato, poche colonnine per la ricarica, costi di manutenzione imprevedibili.

Oggi la situazione non è più questa. Un recente studio svolto da Altroconsumo in collaborazione con altre organizzazioni di consumatori a livello europeo, dimostra che i costi da sostenere per possedere un veicolo elettrico sono in realtà inferiori alle alternative.

L’indagine ha tenuto conto di tutte le voci che vanno a comporre il costo finale: dal prezzo dell’auto alla manutenzione, il rifornimento, l’assicurazione e le tasse. È stato tenuto anche conto degli incentivi, rifinanziati tramite il collegato fiscale alla legge di bilancio e quindi ancora validi nel 2021, e dell’eventuale ricavo da una successiva vendita.

Confrontando le singole voci di spesa dei veicoli elettrici con quelle delle auto tradizionali, la convenienza finale delle prime è in parte influenzata dalla presenza dell’Ecobonus del Governo.

Fino al 31 dicembre 2021 restano in vigore diversi incentivi per chi acquista un veicolo elettrico. Lo scopo è rendere più ecologico il parco veicoli circolanti, sostituendo quelli vecchi e inquinanti con altri a motore elettrico, più puliti. Vediamo quali sono gli incentivi e a che condizioni si ottengono.

  • Contributo di 2.000 euro per l’acquisto di un’auto a basse emissioni (meno di 60 g/km di CO2), con un prezzo fino a 50.000 euro, Iva esclusa, solo però a due condizioni: che il venditore conceda a sua volta uno sconto di 2.000 euro e che, contestualmente all’acquisto, venga rottamato un veicolo immatricolato prima del 1° gennaio 2011, di classe inferiore all’Euro 6.
  • Il contributo scende a 1.500 euro se il veicolo acquistato ha emissioni comprese tra 61 e 135 g/km di CO2 e se il suo prezzo di acquisto è inferiore ai 40.000 euro, Iva esclusa. Il venditore deve concedere uno sconto di pari importo.
  • Il contributo scende ancora a 1.000 euro per auto che emettono meno di 60 g/km di CO2 se non si rottama contestualmente l’auto vecchia. Anche in questo caso il venditore deve a sua volta accordare uno sconto di 1.000 euro.
  • Sconto del 40% sul prezzo di vendita di un veicolo elettrico, di potenza inferiore a 150 kW, per nuclei familiari con Isee inferiore a 30.000 euro. Il prezzo dell’auto che si compra o si prende in leasing deve a sua volta essere inferiore a 30.000 euro, Iva esclusa.
  • Vi è poi un’agevolazione per l’acquisto (anche in leasing) di moto e quadricicli elettrici o ibridi che consiste in un contributo del 30% del prezzo, fino a un massimo di 3.000 euro.
  • Il contributo sale al 40% se chi acquista rottama una moto di classe fino all’Euro 3: lo sconto arriva a un massimo di 4.000 euro.

Un’altra buona notizia per chi sta pensando di acquistare un veicolo elettrico è quella che riguarda le tasse.

Su autoveicoli, motocicli e ciclomotori a due, tre o quattro ruote, azionati con motore elettrico, non si pagano tasse automobilistiche per cinque anni dalla data di prima immatricolazione. Alla fine di questo periodo, per gli autoveicoli elettrici si deve versare una tassa pari a un quarto dell’importo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina, mentre per motocicli e ciclomotori la tassa va corrisposta per intero.

Queste è la regola generale, ma molte regioni e provincie autonome hanno introdotto ulteriori agevolazioni, per esempio i residenti in Lombardia o Piemonte proprietari di veicoli elettrici sono esentati dal pagamento della tassa automobilistica per sempre: l’auto elettrica non paga letteralmente mai il bollo auto. Altre regioni hanno esteso l’esenzione a un periodo limitato di anni dopo i primi cinque. Il consiglio è di verificare sul sito della propria regione se sono in vigore ulteriori agevolazioni.

Il risparmio della polizza Rcauto di un’auto elettrica rispetto a una a benzina può superare il 50%. Lo rivelano le inchieste che Altroconsumo svolge in continuo in molte città d’Italia. Eccone due esempi.

A Verona, un 50 enne, cu1, guida libera, massimale 50 milioni di euro, auto tenuta in box privato e una percorrenza di 10.000/20.000 km all’anno quando spende per l’assicurazione?

Se ha una Skoda Enyaq iV 60 executive (elettrica), il suo premio annuo è pari a 250 euro, se invece la sua auto è una Skoda Karoq 1.0TSI Executive KW 85 (benzina), il premio annuo è di 580 euro: la differenza corrisponde a circa il 57%.

A Varese, un 40 enne, cu1, guida esperta, massimale 10 milioni di euro, auto in box privato e percorrenza sempre di 10.000/20.000 km/anno, con una Volkswagen ID3 58kWh (elettrica) paga un premio annuo di 151 euro, mentre con una Golf 2.0 benzina 8a serie spende 219 euro l’anno. La differenza è di circa il 31%.

Prima di stipulare la polizza Rc auto è bene prima di tutto aver chiare le proprie necessità (utilizzo della vettura, chilometri medi percorso durante l’anno, dove la tieni di notte, quali sono i guidatori che la potrebbero utilizzare).

Confronta sempre più offerte, non solo il primo anno ma anche quelli successivi. La fedeltà molto spesso non paga. Lo dimostra anche in questo caso un’indagine condotta da Altroconsumo a marzo 2021, per verificare i comportamenti delle assicurazioni nel periodo post lockdown, quando la quasi totalità delle auto era ferma.

È emerso che il 94% degli automobilisti interpellati tra i 25 e i 79 anni rimane fedele alla propria compagnia, ma di questi (in assenza di incidenti) solo il 35% ha pagato un premio inferiore rispetto all’anno precedente, e tra l’altro nella metà dei casi il risparmio ottenuto è stato inferiore ai 25 euro. Il 26% ha invece pagato di più, il 39% ha avuto un premio invariato, mentre al 6% è stato offerto uno sconto su una polizza diversa da quella Rc auto.

Risultati abbastanza deludenti nonostante i mesi di fermo auto e conseguenti risparmi ottenuti dalle compagnie. Guardandosi intorno si può in molti casi trovare un’offerta più conveniente.

L’analisi di Altroconsumo è stata condotta su tre segmenti di auto: piccole, compatte e grandi. Ciò che sorprende dei risultati è che la convenienza dell’elettrico, e in parte delle vetture ibride plug-in, ma solo a condizione di ricaricarle frequentemente, è reale per tutte e tre le categorie.

Comprare e mantenere un’auto rappresenta un costo non indifferente: se ipotizziamo una durata di vita di 16 anni, anche con vari passaggi di mano, si arriva a parecchie decine di migliaia di euro.

Si scopre però che, accorpando tutte le voci di spesa (svalutazione negli anni, rifornimenti/ricariche, tasse, Rcauto, manutenzione ordinaria), l’auto elettrica, con un costo totale di possesso di quasi 74mila euro, è più conveniente dell’auto diesel (oltre 78mila euro) e benzina (85mila).

L’ibrido ricaricabile è la seconda scelta più economica (circa 77mila euro), ma solo se si usa l’energia elettrica molto più della benzina, a patto cioè di ricaricare l’auto con frequenza.

Se questo è vero adesso con tutte le agevolazioni per l’acquisto ancora valide, cosa potrebbe succedere al decadere degli incentivi? In base alle stime sull’andamento del mercato e dei costi di produzione, anche senza Ecobonus, dopo una iniziale perdita di terreno le auto a motore elettrico dovrebbero tornare a essere le più convenienti già a partire dal 2024.

L’indagine svolta dalle organizzazioni di consumatori ha previsto diversi scenari. Il primo è quello dell’auto nuova, comprata nel 2021 e rivenduta dopo 4 anni con 48.000 km. In questo primo caso l’auto elettrica ha il costo più basso di tutti, pari a circa 32.000 euro, grazie agli incentivi.

Chi la acquista di seconda mano nel 2025 e la rivende dopo altri 5 anni e altri 50.000 km, anche senza l’Ecobonus spende per l’elettrico appena più che per un Diesel (quasi 23.000 euro) e meno di tutte le alternative.

Anche nel terzo scenario, quello di chi acquista l’auto di terza mano, dopo 9 anni di uso e 98mila km percorsi e la tiene 7 anni per poi rottamarla, l’auto elettrica, grazie a costi di ricarica e di manutenzione inferiori, è ancora una volta la più conveniente con un costo di 19.000 euro: il più basso in assoluto. Un’auto a benzina alle stesse condizioni gli costerebbe più di 25.000 euro.

Quindi, immettere già oggi nel mercato un maggior numero di auto elettriche, può portare a benefici economici anche per i futuri acquirenti di quelle vetture quando saranno di seconda e terza mano. Oltre, ovviamente, al beneficio in termini di riduzione di emissioni di inquinanti e di CO2.

In Italia a giugno 2021 si contavano quasi 12.000 colonnine su suolo pubblico o privato a uso pubblico per un totale di oltre 23.000 punti di ricarica.

La Lombardia è di gran lunga la regione con più punti (18% del totale), mentre il Sud è assai meno servito. Il numero di postazioni pubbliche è in continuo aumento, ma se stai pensando di comprare o hai già acquistato un’auto elettrica, può essere conveniente far installare un punto di ricarica all’interno del tuo box o in prossimità dei posti auto condominiali oppure, se questi non ci sono, in uno spazio comune condominiale che potrebbe essere reso adatto a quest’uso.

Per chi installa postazioni di ricarica per l’auto elettrica è prevista, fino al 2021, una detrazione fiscale per le spese sostenute. L’incentivo è previsto anche per le spese necessarie per aumentare la potenza del contatore (fino a 7 kW). Si recupera il 50% delle cifre pagate, fino a un massimo di 3.000 euro da ripartire in 10 anni. Conserva le fatture con codice fiscale del beneficiario della detrazione e natura dell’intervento e le ricevute dei pagamenti effettuati con mezzi tracciabili.

Fino al 30 giugno 2022 per i privati e al 31 dicembre 2022 per i condomini, salvo proroghe attualmente in discussione, chi esegue una ristrutturazione con interventi che migliorano l’efficienza energetica, tramite il salto di due classi energetiche, o riducono il rischio sismico del condominio o dell’abitazione singola può contare su una detrazione del 110% delle spese sostenute, che gli verrà restituito in 5 anni.

Se, insieme ai classici interventi come il cappotto termico e la sostituzione della caldaia, si installano anche colonnine o prese per la ricarica delle auto elettriche, anche queste beneficiano della detrazione del 110%. I limiti di spesa variano da un minimo di 1.200 euro a un massimo di 2.000 euro a seconda del numero di colonnine installate e alla tipologia di immobile. In ogni caso, al posto della detrazione puoi usufruire dello sconto in fattura o della cessione del credito.

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