Cambio olio motore: a cosa serve, quando farlo e costi

Ogni quanto cambiare l'olio al motore della propria auto

Per garantire la piena efficienza della propria vettura e così estenderne al massimo la vita è fondamentale una regolare manutenzione. Tra le pratiche più importanti da rispettare per proteggere le componenti essenziali di un’auto troviamo la sostituzione dell’olio del motore, da effettuarsi periodicamente per evitare usura eccessiva e malfunzionamenti del “cuore” di ogni veicolo. In questa piccola guida trovate tutto ciò che c’è da sapere per procedere al cambio olio auto.  

INDICE
Olio auto: cos’è e a cosa serve
Cambio olio auto: ogni quanto farlo?
Spia olio macchina: cosa vuol dire quando è accesa?
Come cambiare l’olio motore
Quanto olio va nel motore?
Cambio olio motore diesel
Cambio olio motore benzina
Cambio olio: costo
Tipo olio motore
Filtro olio motore: quando cambiarlo

Quando parliamo di olio auto ci riferiamo al liquido necessario a lubrificare le componenti meccaniche del propulsore. L’olio del motore è composto essenzialmente da una base idrocarburica e da una serie di additivi, presenti in genere dal 10 al 30%, che possono essere di origine minerale, sintetica o semi-sintetica: la scelta di una miscela piuttosto che un’altra dipenderà sostanzialmente dall’età dell’auto e dal tipo di alimentazione. Quest’olio, quindi, protegge le superfici metalliche dalla corrosione, mantiene puliti i componenti con i quali entra in contatto per creare meno residui di combustione possibili e contribuisce a regolare la temperatura del propulsore. 

È buona prassi cambiare con una certa frequenza l’olio motore del proprio veicolo: in genere, si consiglia di effettuare un ricambio completo ogni 15.000 km percorsi. Tuttavia, come spesso accade, indicazioni più precise e specifiche per ogni tipo di vettura sono contenute nel libretto d’uso e manutenzione dell’auto. Inoltre, si consiglia di controllare regolarmente il livello di olio motore presente, così da evitare problemi al propulsore in caso di quantità insufficiente del lubrificante. 

Un’indicazione importante sulla quantità di olio motore della nostra auto ci viene data dalla spia dell’olio che troviamo nel cruscotto di tutte le auto. Come abbiamo accennato in precedenza, il controllo del livello dell’olio motore è fondamentale per evitare che le componenti meccaniche subiscano danneggiamenti.

Olio motore auto: quando cambiarlo? Ecco tutti i consigli da seguire

La spia rossa, dalla caratteristica forma di un’antica lampada ad olio, si accende quando la pressione dell’olio è insufficiente. A quel punto, è bene fermare il mezzo che si conduce il prima possibile e procedere al più presto al rabbocco (o all’eventuale sostituzione) dell’olio motore.

Il cambio olio motore è una operazione che può essere effettuata sia in autonomia sia rivolgendosi presso una officina di fiducia, ma spesso si sceglie per questa seconda opzione dato che il procedimento è abbastanza macchinoso. Per prima cosa è necessario aprire il cofano e rimuovere il tappo dell’olio. Poi, bisogna procedere al sollevamento della vettura sfruttando un ponte idraulico, uno strumento che non è così facile trovare in casa ad uso privato.

Compiuta anche questa operazione, si passa a svitare il bullone di drenaggio presente nella coppa dell’olio, per far colare il lubrificante residuo in un recipiente precedentemente posizionato al di sotto del mezzo. A questo punto è necessario sostituire il filtro olio motore, installandone un nuovo.

Una volta terminate tutte queste operazioni si può avvitare nuovamente il bullone di drenaggio e versare l’olio motore nuovo nell’apposita sede. L’olio vecchio raccolto nel recipiente, invece, deve essere necessariamente portato presso un centro di raccolta di oli esausti, dato che lo smaltimento in autonomia è severamente vietato.  

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Controllare che la quantità di olio motore sia sufficiente sul proprio veicolo è un’operazione semplice e che si consiglia di eseguire con una certa frequenza. Per prima cosa è necessario indossare dei guanti protettivi per evitare residui difficili da lavare via. Poi, bisogna tirare fuori l’asta di livello dalla coppa dell’olio (riconoscibile dall’estremità ad anello che spunta dal blocco motore) e pulirla bene con un fazzoletto di carta.

Olio motore auto: quando cambiarlo? Ecco tutti i consigli da seguire 1

Dopodiché, l’asta deve essere rimessa al suo posto per qualche secondo e nuovamente tirata fuori. A quel punto si può esaminare il livello dell’olio: se raggiunge lo spazio tra le due tacchette di livello ve n’è una quantità sufficiente. Inoltre, per non incorrere una misurazione sbagliata, bisogna sempre ricordarsi di non girare sottosopra l’asta di livello, dato che l’olio colerebbe verso il basso risultando di più di quanto non sia.

In generale, se si possiede una vettura alimentata a diesel il cambio olio potrà essere effettuato ad intervalli chilometrici più ampi rispetto ad un analogo modello a benzina. Come sempre si consiglia di controllare le indicazioni fornite nel libretto di uso e manutenzione, ma in linea di massima possiamo affermare che il cambio dell’olio per i motori a gasolio possa essere effettuato ogni 25.000 – 30.000 km percorsi.

Al contrario, i veicoli a benzina necessitano di cambiare l’olio motore con maggiore frequenza: in generale, per queste vetture è buona prassi effettuare il cambio ogni 15.000 Km. Ovviamente tutto dipende anche dall’utilizzo che si fa della vettura. Nel caso in cui la si usi sporadicamente,  si consiglia di procedere al cambio olio motore ogni anno, anche se non sono stati raggiunti i 15.000 km, così da avere la certezza di godere di un lubrificante perfettamente fluido. 

La sostituzione dell’olio motore non ha, normalmente, un costo eccessivo, che però varia molto in base al tipo di olio scelto e a seconda che si decida di cambiarselo da soli o appoggiandosi a un’officina. In linea di massima, il nostro consiglio è di non risparmiare sulla qualità del lubrificante, dato che un olio di qualità scadente potrebbe influire notevolmente sull’efficienza e sull’usura del propulsore, causando danni ingenti e costosi da riparare. In commercio esistono varie tipologie di prodotti, con una fascia di prezzo che va da 10 a 30 euro. Se ci si rivolge ad un’officina, al prezzo dell’olio bisogna poi aggiungere anche quello della manodopera, per un totale complessivo che normalmente si aggira sui 100 euro. 

In commercio si trovano diverse tipologie di olio motore, con differenti gradi di viscosità riportati sulla confezione, che variano in base alla miscela usata. Dopo aver letto le specifiche indicate sul libretto di uso e manutenzione si dovrà acquistare la stessa tipologia di olio prevista dalla Casa produttrice. Per essere certi di non sbagliare si deve prestare attenzione al numero iniziale seguito della lettera W, che indica la viscosità a freddo dell’olio, e al numero finale, che invece indica la viscosità a caldo e quindi la massima temperatura d’esercizio per la quale si può utilizzare quel tipo di lubrificante. Inoltre, come già accennato, si consiglia di non risparmiare sulla qualità del lubrificante, data la sua importanza nel corretto funzionamento del propulsore.

Il filtro olio motore ha una funzione fondamentale perché, grazie alla sua particolare composizione, raccoglie le particelle di scarto generate durante la combustione. Il filtro olio motore ha quindi lo scopo di tenere pulito il lubrificante e la sua sostituzione è consigliata ogni volta che si cambia l’olio auto. Esistono vari tipi di filtri olio motore: magnetico, a centrifuga, a sedimentazione o ancora meccanico. Se l’auto ha almeno 10 anni il nostro consiglio è di cambiare il filtro ogni 10.000 km, ma in ogni caso è sempre bene far controllare all’officina di fiducia lo stato del filtro olio motore per decidere quando e se sostituirlo. 

Cose da sapere

A cosa serve l’olio motore?

L’olio motore è un elemento fondamentale per lubrificare le componenti meccaniche del propulsore ed è composto da una base idrocarburica e da una serie di additivi. L’olio motore protegge le superfici metalliche dalla corrosione, mantiene puliti i componenti con i quali entra in contatto per creare meno residui di combustione possibili e contribuisce a regolare la temperatura del propulsore.

Ogni quanto cambiare l’olio motore?

È buona prassi controllare regolarmente il livello di olio motore presente così da evitare problemi al propulsore in caso di presenza insufficiente del lubrificante. Per sapere ogni quanto cambiare l’olio motore sarà necessario controllare quanto riportato nel libretto di uso e manutenzione della vettura. In genere è opportuno procedere al cambio olio auto ogni 15.000 km, ma in caso di vetture diesel si possono aspettare anche 25-30.000 km.

Come si cambia l’olio motore?

Il cambio olio motore si può effettuare in autonomia o presso una officina di fiducia. Basta aprire il cofano e rimuovere il tappo dell’olio, quindi svitare il bullone di drenaggio presente nella coppa dell’olio e far colare il lubrificante residuo in un recipiente precedentemente posizionato. Successivamente sarà necessario sostituire il filtro olio motore ed installarne un nuovo. Compiute queste operazioni si potrà avvitare nuovamente il bullone di drenaggio e versare l’olio motore nuovo sull’apposita sede controllando con l’asticella la quantità introdotta. 

Quanto costa cambiare l’olio motore?

In commercio esistono varie tipologia di prodotti con una fascia di prezzo da 10 a 30 euro. Se ci si rivolgerà ad una officina di fiducia, oltre al prezzo dell’olio, si dovrà aggiungere anche quello della manodopera ed il totale complessivo potrebbe aggirarsi sui 100 euro. 

Ogni quanto si deve cambiare il filtro motore?

Il filtro olio motore ha quindi lo scopo di tenere pulito il lubrificante e la sua sostituzione è consigliata ad ogni cambio olio auto.  Se l’auto ha almeno 10 anni il nostro consiglio è di cambiare il filtro ogni 10.000 km, ma in ogni caso è sempre bene far controllare all’officina di fiducia lo stato del filtro olio motore per decidere quando e se sostituirlo. 

Auto elettrica: quanto è importante la pompa di calore?

Tesla Model 3 interni

L’abbiamo detto tante volte: l’autonomia è la vera e propria chiave del successo di un’auto elettrica. Tutto sulle auto a batteria ruota intorno al concetto di efficienza e ogni elemento, non solo del powertrain, viene studiato e sviluppato per raggiungere il massimo livello di performance possibile in termini di contenimento dei consumi. Basti pensare che le gomme da sole, possono incidere fino all’8% sull’autonomia di un’auto elettrica. Del resto, a consumare non sono soltanto i motori, ma anche i servizi, come il riscaldamento.

Sfruttare la colonnina

Riscaldare l’abitacolo di un’auto elettrica durante i mesi invernali comporta un notevole consumo di energia che viene utilizzata, ovviamente, a discapito dell’autonomia. Ma un modo per ovviare a questo problema c’è: quello più semplice è rappresentato da avviare il preriscaldamento dell’abitacolo mentre la vettura è in carica. In questo modo l’energia necessaria per far funzionare il sistema di riscaldamento viene presa dalla colonnina e non dalla batteria. Oppure, scegliere un modello dotato di pompa di calore.

Ioniq 5, la prima della specie 5

Come funziona

Questo sistema è infatti in grado di utilizzare lo stesso calore generato dall’automobile nel suo funzionamento, per riscaldare l’abitacolo. Così facendo, il sistema è in grado di riscaldare gli occupanti, senza andare ad inficiare sull’autonomia della vettura. La pompa di calore è costituita da tre elementi: un compressore, un evaporatore e un condensatore. Il sistema è in grado di “raccogliere” il calore generato non soltanto dalla batteria e dai motori elettrici, ma anche dal caricatore di bordo e l’inverter. Il calore viene quindi utilizzato per scaldare il liquido refrigerante e portarlo allo stato gassoso. Il gas così ottenuto viene gestito dal condensatore che lo riporta nuovamente allo stato liquido. In questa fase, il refrigerante genera energia termica che viene raccolta dalla pompa di calore che la usa infine per scaldare l’abitacolo su richiesta.

 

Acquisto auto da privati: tutti i metodi di pagamento e i consigli

Qual è il miglior metodo di pagamento per comprare un’auto usata?

Il mercato dell’usato rimane vivace anche nei momenti di crisi. Proprio quando i prezzi diventano proibitivi sul listino del nuovo, gli automobilisti tendono maggiormente ad optare per l’acquisto un’auto usata che spesso può essere conveniente comprare da un privato. Per evitare spiacevoli sorprese, occorre però fare attenzione ai vantaggi e agli svantaggi delle diverse tipologie di pagamento. Vediamo quali sono.

 INDICE
Procedura acquisto auto da privato
Contratto di vendita auto tra privati
Acquisto auto da privati: quali sono i rischi?
Acconto per acquisto auto usata
Metodi di pagamento più sicuri
Comprare l’auto in contanti
Compravendita auto tra privati: pagamento con bonifico
Acquisto auto con assegno circolare

Su automobile.it sono presenti centinaia di annunci di auto usate messe in vendita da privati. La convenienza, in questo caso, è data tutta dalla possibilità di trattare sul prezzo e portarsi a casa la vettura desiderata alle migliori condizioni possibili. Dal sito sarà possibile contattare il venditore, iniziare la trattativa e programmare un’incontro per valutare lo stato della vettura.

ACQUISTO AUTO USATE: SCARICA LA CHECKLIST›

Effettivamente, nella compravendita di un’auto tra privati non c’è obbligo di redazione del contratto per finalizzare l’acquisto. Tuttavia, la redazione di questo documento si rivela fondamentale quando ci si trovi a far valere le proprie ragioni in caso di inadempienza di una delle parti. Non sarà necessario un avvocato, ad ogni modo, per la redazione del contratto: basta rivolgersi ad un’agenzia di disbrigo pratiche e scaricare il modello presente sul web.

Nel caso di acquisto auto da privato il rischio maggiore è rappresentato dall’incertezza su alcune fondamentali informazioni sulla condizione dell’auto. Di conseguenza, è sempre opportuno valutare in maniera accurata la meccanica della vettura e la documentazione allegata, nonché le condizioni delle varie funzionalità in dotazione.

La presenza di tutte le ricevute dei tagliandi e delle riparazioni effettuate in officina può, d’altra parte, rappresentare un vantaggio contrattuale il venditore. Potrà evitare di scendere sul prezzo e offrire una garanzia ulteriore all’acquirente.

Qualora si sia trovata la giusta auto usata, ma non si abbia nell’immediato la disponibilità della somma richiesta, si potrà concordare col venditore il versamento di un acconto. Così facendo si eviterà che il mezzo venga venduto ad un altro soggetto. Al momento del versamento dell’acconto è fondamentale registrare la somma corrisposta nel contratto di vendita tra privati, o in una scrittura privata.

Arriviamo al momento più importante dell’acquisto auto da privato: il pagamento. In questo caso è sempre buona regola diffidare da chi pretende forme di pagamento poco trasparenti. Si potrà corrispondere l’importo pattuito tramite contanti, bonifico o assegno. Ma attenzione, le ultime due modalità sono quelle che garantiscono di fatto una maggiore sicurezza.

Allo stesso modo, i pagamenti elettronici rappresentano una soluzione altrettanto sicura per comprare un’auto usata da privato. Tramite Paypal, ad esempio, potrai effettuare transazioni tramite il tuo smartphone o altro device mobile. Così, non dovrai portare con te una ingente somma di denaro, e potrai allo stesso tempo tracciare facilmente il pagamento. Precauzione utile in caso dovesse sorgere una controversia dopo qualche tempo.

Inoltre i servizi di pagamento elettronico offrono spesso una garanzia per il pagamento acquisto auto usata. Il provider del sito potrà infatti aiutarti ad ottenere rapidamente indietro i tuoi soldi qualora tu voglia cancellare la transazione per frode o appropriazione indebita.

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Si può pagare un’auto usata in contanti, ma il valore della stessa non deve essere superiore a 2.000 euro. Le normative antiriciclaggio attualmente in vigore nel nostro Paese, infatti, fanno divieto il pagamento in contanti di somme superiori a tale soglia. Inoltre, è sempre fondamentale che il pagamento venga registrato nel contratto o in altra scrittura privata. Così facendo  si eviteranno controversie riguardanti l’effettiva corresponsione dell’importo già versato.

Probabilmente il sistema più sicuro per procedere all’acquisto auto tra privati è quello di pagare tramite bonifico. Il vantaggio è in questo caso rappresentato dalla tracciabilità del versamento effettuato. Solo aspettando  i tempi tecnici per l’accredito sul conto del venditore, ci si potrà mettere al volante della vettura usata.

Usare un assegno circolare è un ulteriore modo per pagare l’auto usata. In questo caso, prima di potersi mettere al volante del mezzo acquistato, si dovrà attendere che l’acquirente si rechi presso la banca che lo ha emesso per versare l’assegno, così da  assicurarsi della presenza del denaro richiesto. L’assegno circolare trova ancora utilizzo nel campo del mercato automobilistico per via della sua maggiore sicurezza. La banca, infatti, si impegna a pagare al portatore una cifra già presente presso l’istituto.

Cose da sapere

Nel caso di compravendita auto tra privati, è necessario stilare un contratto?

Nella compravendita di un’auto tra privati non c’è obbligo di redazione del contratto per finalizzare l’acquisto, ma la redazione di questo documento si rivela importante per far valere le proprie ragioni qualora una delle due parti si riveli inadempiente.

Si può lasciare l’acconto per l’acquisto auto da privati?

Qualora si sia trovata l’auto usata di proprio gradimento, ma non si abbia al momento la disponibilità della somma richiesta, si potrà concordare col venditore il versamento di un acconto così da evitare che il mezzo venga venduto ad un altro soggetto. In tal caso è fondamentale indicare la somma corrisposta nel contratto di vendita tra privati o in una scrittura privata.

Si può pagare un’auto usata in contanti?

È possibile pagare un’auto usata in contanti, ma il valore della stessa non deve essere superiore a 2.000 euro. In ogni caso è sempre fondamentale che il pagamento venga indicato nel contratto o in altra scrittura privata per evitare che il venditore possa vantare la mancata corresponsione dell’importo già versato.

Qual è il metodo più sicuro per pagare un’auto usata da un privato?

Il sistema più sicuro per finalizzare l’acquisto auto tra privati è quello di pagare il prezzo pattuito tramite bonifico. In questo caso resterà traccia del versamento effettuato ed una volta trascorsi i tempi tecnici per l’accredito sul conto del venditore ci si potrà mettere al volante della vettura usata.

È possibile comprare un’auto usata pagando con assegno circolare?

Si, ma prima di potersi mettere al volante del mezzo acquistato, si dovrà attendere che l’acquirente si rechi presso la banca che lo ha emesso per versare l’assegno ed assicurarsi così della presenza del denaro richiesto.

Fiat Tipo Cross: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Fiat Tipo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

Dopo anni di onorato servizio, arriva per la Fiat Tipo il momento di concedersi un meritato restyling. A cambiare sono le linee, soprattutto quelle del frontale, e parte degli equipaggiamenti. Ma la novità più importante è rappresentata dal debutto dell’inedita variante Ibrida, che strizza l’occhio a chi vuole contenere consumi ed emissioni.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Fiat Tipo Cross:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 540 litri
 Alimentazioni Benzina / Diesel /Ibrida
 Classe Euro 6D – Temp
 Cv/kW (da) 95/70
 Prezzo (da) 24.450 €
INDICE
Novità 2022
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Allestimenti
Consumi
Perché comprarla
Prezzo

Con il nuovo anno arriva per la Fiat Tipo il momento di concedersi qualche interessante novità. la più importante è rappresentata dall’ampliamento della gamma Cross, che ora affianca alla due volumi la variante familiare. Questa variante di carrozzeria risponde alle necessità di una clientela che, oltre a cercare un’auto capace di muoversi anche lontano dall’asfalto, non vogliono rinunciare alla capacità di carico e l’abitabilità che solo le station wagon sanno garantire.

Più lunga della sorella hatchback, la Fiat Tipo Station Wagon Cross eredita dalla due volumi l’estetica dallo stile fuoristradistico e l’altezza da terra maggiorata, mentre all’interno il vano di carico arriva a 550 litri, che diventano 1.600 abbattendo gli schienali della seconda fila di sedili.

Un’altra novità del 2022 concerne invece l’offerta motori. Anche Fiat Tipo Cross è infatti ora acquistabile in versione ibrida con il nuovo 1.5 da 130 CV, dotato di sistema a 48V, con unità elettrica da 20,4 CV. Quest’ultima permette di fare a meno della propulsione a benzina per una manciata di chilometri, con vantaggi importanti sui consumi, che infatti si fermano a 4,7 l/100km. La trasmissione di Tipo Cross Hybrid è automatica doppia frizione a sette rapporti. Oltre a questa, nell’equipaggiamento Cross troviamo anche cerchi da 17″, cruise control adattivo e videocamera di retromarcia.

Inoltre, grazie alla collaborazione fra Garmin e la Casa torinese le possibilità di personalizzare Tipo aumentano. Proprio a partire dalla variante Cross, infatti, la nuova serie speciale Garmin aggiunge una caratterizzazione estetica esclusiva che combina la nuova tinta metallizzata verde Foresta a diversi dettagli arancioni e a finiture che impreziosiscono sia gli esterni che l’abitacolo. Sulla griglia troviamo elementi arancio a forma di triangolo. Dello stesso colore anche lo sticker laterale, il badge della partnership, gli elementi arancioni sulle ruote e le cuciture dei sedili. Fanno da contrasto, invece, il nero dei cerchi in lega da 17 pollici, opaco sulle maniglie delle porte e sulle barre sul tetto, nonché il grigio delle calotte degli specchietti, dello skid plate, delle cornici dei fendinebbia, delle minigonne e dei paraurti anteriore e posteriore.

La dotazione di serie include, infine, non solo aiuti alla guida come l’Attention Assist, il Traffic Sign Recognition, lo Speed Assist e il Lane Control, ma anche tecnologie come lo UConnect 5 su display touch da 10,25 pollici, la connessione senza fili per Apple CarPlay e Android Auto, il clima automatico e il cruise control. In più, smartwatch Garmin è incluso nel prezzo. Già da maggio 2022 è possibile ordinare in concessionaria Tipo Garmin con motore diesel 1.6 da 130 CV o con il nuovo 1.5 benzina T4 Hybrid. Se verde Foresta non piace, sono comunque presenti le alternative bianco Gelato, grigio Maestro e nero Cinema.

Disponibile nella sola variante di carrozzeria a cinque porte, la Tipo Cross condivide le dimensioni con le altre versioni a listino, ma si differenzia per una luce libera dal suolo maggiore di quattro centimetri. La due volumi ha una lunghezza di 4 metri e 37 centimetri e un passo di 2 metri e 64 centimetri, il che rende la Fiat Tipo una berlina di dimensioni generose, certamente adatta ad ospitare comodamente cinque persone. La larghezza si attesta invece sui 154 cm, mentre l’altezza si ferma a 149 centimetri. Il bagagliaio risulta spazioso, con una capacità minima di 440 litri. La familiare, invece, potendo contare su una lunghezza superiore di circa 20 cm, assicura circa 550 litri di bagagliaio in configurazione standard.

Dimensioni
Lunghezza 4.370 mm
Larghezza 1.540  mm
Altezza 1.490 mm
Passo 2.640 mm

fiat tipo usate
fiat tipo usate

Con l’ultimo aggiornamento arrivano nuove linee per la parte frontale della Tipo, caratterizzate da una mascherina dal disegno diverso e che ora al centro ospita il nuovo logo di casa Fiat. Nello specifico, poi, la versione Cross si distingue dal resto della gamma per una serie di elementi che richiamano il mondo dei fuoristrada.

Tutt’intorno alla carrozzeria corrono dei fascioni in plastica nera preposti a proteggere la carrozzeria appunto, da piccoli urti o graffi. Non mancano poi delle skid plate nella parte frontale e in quella posteriore, anche questo un chiaro rimando ai fuoristrada duri e puri. Non mancano poi le barre sul tetto e, inediti per la cross, sono i cerchi in lega dal disegno specifico, con gomme dalla spalla maggiorata.

Gli interni della Fiat Tipo Cross sono gli stessi delle altre versioni a listino. Anche questi leggermente rivisti con l’ultimo restyling, si caratterizzano per la presenza al centro della plancia del nuovo schermo del sistema di infotainment che, nelle versioni maggiormente accessoriate, arriva ad avere una diagonale di 10,25 pollici.

Grande novità a partire dal model year 2021 del modello, oltretutto, è il cluster TFT da 7 pollici del quadro strumenti: questo schermo integra quel che resta della strumentazione analogica, riportando tutte le informazioni e gli avvisi utili alla guida. Su tutte le versioni troviamo infine il climatizzatore automatico, gli alzacristalli elettrici posteriori e sei airbag.

Sono solo quattro le motorizzazioni disponibili per la nuova Fiat Tipo Cross. Per chi predilige il benzina, l’unica scelta disponibile è rappresentata dal 1.0 da 100 CV abbinata ad un cambio manuale a 5 marce, mentre sono due le possibilità per chi opta per il diesel: il 1.3 MJT da 95 CV  con cambio 5 rapporti e il 1.6 MJT da 130 CV con trasmissione manuale 6 marce, entrambi dotati di sistema Start & Stop. Tipo Cross Hybrid, infine, monta un 1.5 turbobenzina FireFly da 130 CV e 240 Nm, abbinato ad un’unità elettrica da 20,4 CV, integrata nel cambio automatico doppia frizione a sette rapporti. Il sistema a 48 volt è funziona grazie a una batteria da 0,8 kWh che rende possibile il recupero dell’energia in frenata e l’aumento dell’autonomia in modalità solo elettrica.

I dati sui consumi di carburante della Fiat Tipo Cross sono allineati a quelli del resto della gamma. Il propulsore a benzina permette di percorrere 100 km consumando 5,7 litri di carburante, mentre le versioni a diesel richiedono dai 4,5 ai 4,7 litri di gasolio per percorrere la stessa distanza a seconda che si scelga il 1.3 o il più prestante 1.6. La versione ibrida consuma in media anch’essa 4,7 l/100km.

La Fiat Tipo Cross viene commercializzata in un unico allestimento denominato, appunto, Cross.

  • Cross: l’unico allestimento a listino per la versione “a ruote alte” della Tipo propone di serie Cerchi in lega da 17’’, Vetri Privacy, Radio Uconnect Tablet 10”, Display TFT 7″, Full LED, Fendinebbia, Sensori pioggia e crepusolare, Specchietto elettrocromico, Retrocamera, Adaptive Cruise control, Bracciolo anteriore.

fiat tipo usate
fiat tipo usate

  • Stile: i fascioni in plastica e la maggiore altezza da terra strizzano l’occhio agli amanti dell’offroad.
  • Dinamica di guida: grazie ai 4 centimetri in più in altezza ci si muove senza patemi anche sullo sconnesso.
  • Dotazione: l’unico allestimento disponibile è molto ricco.

Considerando 1.500 € aggiuntivi per accedere alla versione station wagon, di seguito si trova il listino prezzi della Fiat Tipo Cross, aggiornato a maggio 2022:

Fiat Tipo Cross Benzina Prezzo
1.0 100 CV 5M 24.450 €
Fiat Tipo Cross Diesel Prezzo
1.3 MJT 95 CV 5M S&S 26.550 €
1.6 MJT 130 CV 6M S&S 27.950 €
Fiat Tipo Cross Ibrida Prezzo
1.3 MJT 95 CV 5M S&S 29.950 €

 

 

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze

Le normative sempre più severe degli ultimi anni e la necessità di ridurre drasticamente i livelli di inquinamento nelle grandi città hanno portato alla nascita di svariate forme di elettrificazione nel mondo dell’auto. Se in passato, infatti, si poteva optare tra un propulsore a benzina e uno diesel, i tempi moderni e l’evoluzione tecnologica consentono adesso agli automobilisti di poter scegliere anche tra un’auto ibrida o elettrica.

Ma quindi, qual è la principale differenza tra auto ibrida ed elettrica? Le vetture del primo tipo sono equipaggiate da due distinti propulsori, cioè un motore a combustione, benzina o diesel, e un motore elettrico. La particolarità dell’auto ibrida è data dal fatto che entrambi i motori lavorano in sinergia così da garantire non solo una decisa riduzione delle emissioni nocive, ma anche un sostanzioso risparmio nei consumi di carburante. Bisogna fare quindi un po’ di chiarezza sulla differenza tra le 4 principali motorizzazioni ibride:

ibride funzionamento
ibride funzionamento

Altra principale differenza tra auto ibrida ed elettrica riguarda la ricarica. L’auto ibrida, infatti, non necessita di ricarica in quanto il propulsore è alimentato da batterie al litio che si rigenerano durante la marcia grazie alla presenza di un generatore che sfrutta l’energia prodotta dal motore a combustione. L’auto ibrida, inoltre, ha la possibilità di sfruttare la rigenerazione in frenata per ricaricare il motore elettrico.

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze 3

L’auto elettrica, invece, è equipaggiata esclusivamente con un motore elettrico alimentato da un pacco batterie che consente in questo modo di eliminare totalmente la presenza del propulsore termico. La differenza tra auto ibrida ed elettrica riguarda prima di tutto la necessità, per la seconda tipologia, di dover ricaricare il pacco batterie della vettura collegandosi a una colonnina per la ricarica o più in generale alla rete elettrica. Proprio l’autonomia delle batterie è il punto sul quale si stanno concentrando maggiormente i principali costruttori automobilistici per aumentare la durata delle stesse cercando, contestualmente, di ridurre i tempi di ricarica.

Se l’autonomia è, al momento, il punto dolente dell’auto elettrica, notevoli sono i vantaggi di questa tipologia di propulsione. In primo luogo, a differenza dell’auto ibrida, l’auto elettrica non inquina vista l’assenza del motore termico, e in secondo luogo consente di viaggiare nel silenzio pressoché totale. Il motore dell’auto elettrica, infatti, produce un leggero sibilo che, a seconda del modello, può venire sovrastato dal rumore del rotolamento degli pneumatici.

auto elettriche
auto elettriche

Auto ibrida: diesel o benzina?

La maggior parte delle auto ibride in commercio sono equipaggiate con motore a benzina, ma l’innovazione non si ferma e presto potremmo trovare dal concessionario un’auto ibrida diesel. La novità è stata presentata dalla Mercedes alla fine dello scorso anno. La casa tedesca, infatti, ha svelato in anteprima il nuovo quattro cilindri diesel da 2.0 litri che, abbinato a un motore elettrico, consentirà di realizzare un propulsore con una notevole potenza e coppia che garantirà percorrenze decisamente superiori rispetto a un’auto ibrida a benzina, grazie ai minori consumi del motore diesel.

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze 4

Quando si parla di auto elettrica o ibrida, il discorso verte sempre sulla convenienza nell’acquisto della vettura a fronte di una drastica riduzione dei consumi. L’auto ibrida a benzina è ormai uno standard nell’offerta delle varie case automobilistiche, mentre decisamente ristretta è la presenza nei vari listini di auto ibride alimentate a GPL.

auto ibride usate
auto ibride usate

Plug-in o ibrido tradizionale?

Le sempre più stringenti normative antinquinamento potrebbero, presto, portare ad una progressiva sparizione dal mercato di tutti quegli ibridi oggi definiti “leggeri”. Ma non solo, anche i full-hybrid presto potrebbero scomparire in favore di forme di elettrificazione più spinte come il plug-in. Tuttavia, ad oggi molti costruttori puntano ancora su entrambe queste forme di ibridazione. Ma qual è la migliore?

  • Autonomia: su questo punto il discorso potrebbe essere molto ampio. Di base i modelli plug-in sono quelli in grado di garantire l’autonomia maggiore dal momento che possono contare sul chilometraggio garantito dal motore a benzina e da quello elettrico. Sappiamo invece che le full-hybrid possono contare solo su pochi chilometri di autonomia in elettrico e quindi, sulla carta, hanno un’autonomia minore. Attenzione però, una volta finita l’energia presente nella batteria, le plug-in tendono a consumare molto di più di una full-hybrid a causa del peso maggiore che sono costrette a portarsi dietro tra batteria e motore elettrico.
  • Prestazioni: Anche in questo caso tutto dipende dal modello preso in esame. Sul mercato sono presenti modelli full-hybrid in grado di essere più prestazionale anche di modelli plug-in che, sulla carta, possono contare su più cavalli. Bisogna quindi tenere in considerazione il fatto che in genere le plug-in sono più pesanti di 100/150 kg rispetto alle full e che il picco di potenza dichiarato è sempre garantito solo quando la batteria ha sufficiente stato di carica per supportare le richieste di potenza del conducente.
  • Prezzo: al capitolo prezzo le full-hybrid vincono a mani basse. Le plug-in è come se custodissero una piccola auto elettrica al loro interno, con tanto di batteria, motore e sistema di ricarica completo e questo, inevitabilmente, si paga. Le full-hybrid, invece, potendo contare su un sistema elettrificato più snello (non hanno nemmeno il sistema di ricarica dal momento che l’energia necessaria a muoversi in elettrico viene recuperata solo in decelerazione) hanno un costo di listino inferiore anche del 30%.
  • Praticità: le plug-in possono contare su una maggiore autonomia in elettrico, ma per far questo devono montare batterie di grandi dimensioni che rubano spazio al vano di carico. Basti pensare che la Hyundai Ioniq full-hybrid ha una capacità di carico di 445 litri, mentre la variante plug-in si accontenta di 341 litri. Inoltre, per ottenere il massimo in termini di prestazioni ed efficienza da una plug-in bisogna ricaricarla quanto più possibile, cosa che richiede diverso tempo, mentre le full non hanno bisogno di attaccarsi alla rete per prendere energia. Per quei pochi chilometri che sono in grado di percorrere in elettrico è sufficiente l’energia recuperata in rilascio e frenata.

 

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

Incentivi auto 2022: come chiedere il bonus

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Dopo mesi di discussioni e rinvii, gli incentivi auto 2022 sono realtà. La cifra stanziata per quest’anno ammonta a 650 milioni di euro. Di seguito alcuni consigli su come acquistare un’automobile nuova usufruendo del bonus statale.

Il limite dei 180 giorni

Per beneficiare degli incentivi, l’auto deve essere immatricolata entro 180 giorni dalla prenotazione del contributo. In pratica chi acquista una vettura nuova deve sperare che il veicolo ordinato, e inserito dal concessionario nel portale delle prenotazioni del Mise, arrivi in tempo per essere targato entro i sei mesi previsti. I tempi di consegna ricoprono un’importanza fondamentale: ultimamente si sono allungati e a volte superano i sei mesi. Questi ritardi sono dovuti alla crisi dei chip, a cui si è aggiunta la carenza di cablaggi per auto elettriche che vengono prodotti principalmente in Ucraina. La mancanza di materie prime ha indotto alcuni costruttori a non accettare nuovi ordini per alcune auto elettriche.

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

Firmare il contratto in anticipo

Per aggirare i lunghi tempi di consegna delle vetture nuove è possibile firmare il contratto di acquisto prima dell’entrata in vigore degli incentivi 2022, concordando con il venditore l’immediata prenotazione all’apertura della piattaforma web e la possibilità di annullare il contratto per firmarne un altro in caso di ritardi di consegna e immatricolazione. A questo proposito va ricordato che gli incentivi auto ci saranno anche nel 2023 e nel 2024. Gli automobilisti che hanno prenotato gli incentivi 2021 lo scorso novembre sono preparati ad annullare il contratto e a firmarne un altro, con il bonus 2022, se l’auto non dovesse arrivare entro i 180 che scadono a fine maggio. In entrambi i casi è fondamentale aggiungere una clausola che vincola l’acquisto della nuova vettura all’effettiva prenotazione dell’incentivo statale.

Acquistare un’auto in pronta consegna

Un’altra soluzione per accaparrarsi gli incentivi 2022 è comprare un veicolo disponibile in concessionaria e in pronta consegna. L’immatricolazione arriverebbe subito dopo la prenotazione del bonus, che varia da 2.000 a 5.000 euro. In questo caso, però, bisogna stare attenti: molto spesso le vetture disponibili nei saloni sono poche e vengono vendute a prezzi più alti e senza sconti. I ritardi nelle consegne rendono queste auto più appetibili grazie alla disponibilità immediata.

Una vettura in pronta consegna può raggiungere un prezzo maggiorato che annulla il vantaggio economico dell’incentivo statale, soprattutto se si acquistano auto a benzina, diesel, Gpl e metano che possono avere al massimo un bonus di 2.000 euro con rottamazione. Bisogna anche tenere in considerazione che le auto in esposizione, nella maggior parte dei casi, sono full optional e rischiano di superare il limite di spesa previsto per gli incentivi (35.000 euro e 45.000 euro – senza Iva e optional inclusi – a seconda della fascia di CO2).

acquisto auto usata certificazioni e garanzie

Attenti ai cali di prezzo “su misura”

Chi ha intenzione di acquistare un’automobile e vuole usufruire degli incentivi 2022 farebbe bene a tenere d’occhio i listini ufficiali dei produttori. Negli ultimi giorni alcuni modelli che superavano di poco il limite di 35.000 e di 45.000 euro (Iva esclusa) sono stati scontati in modo da poter rientrare nel bonus adottato dal governo. Nelle prossime settimane la stessa sorte potrebbe toccare a quelle vetture che al momento non rientrano nei limiti. Per non lasciarsi sfuggire l’occasione, il consiglio è di guardare spesso i siti internet ufficiali delle varie case automobilistiche e di andare dal concessionario.

Auto elettrica: quando il design è funzionale

Auto elettrica: quando il design è funzionale

Il passaggio all’auto elettrica sta modificando non soltanto il nostro modo di guidare, ma anche lo stesso approccio alla progettazione del veicolo. Tralasciando la parte tecnica che, va da sé, è profondamente diversa rispetto a quella delle vetture alimentata a benzina o Diesel, l’auto elettrica ha portato ad un approccio del tutto nuovo anche dal punto di vista stilistico.

I tempi cambiano

Fino a qualche anno fa, quando l’auto elettrica veniva ancora vista come una mosca bianca nel panorama automobilistico mondiale e una scelta quasi pionieristica per quegli automobilisti che la acquistavano, le auto a batteria erano immediatamente riconoscibili. Per distinguersi dalla massa puntavano su uno stile estroverso e fuori dagli schemi, capace di urlare a gran voce il loro essere così diverse. Oggi questo trend sta cambiando e i costruttori tendono a uniformare il design delle loro elettriche a quelle dei modelli ad alimentazione tradizionale presenti in gamma. Un escamotage pensato per rendere quanto più progressivo possibile questo processo di transizione verso l’elettrico che presto tutti quanti saremo chiamati ad affrontare.

Audi Q4 e-tron concept: interni

Più spazio a bordo

Ma l’auto elettrica permette anche interessanti opportunità per gli ingegneri e per i designer, proprio grazie alla libertà stilistica che deriva da una meccanica tanto semplificata. Gli ingombri ridotti di motori e pacchi batterie lascia ai designer maggiore possibilità di tracciare linee con meno vincoli tecnici. Il che, si traduce nella possibilità di disegnare abitacoli più spaziosi e confortevoli per i passeggeri. Basti pensare che la nuova Audi Q4 e-tron ha le dimensioni esterne di una Q3, ma la capacità di carico di una Q5 e uno spazio a bordo uguale a quello di una Q7. L’assenza del tunnel centrale, così come del cambio, liberano moltissimo spazio per gli occupanti, che così da passeggeri si trasformano in veri e propri abitanti dell’automobile, avvolti in un ambiente che ormai si avvicina più allo stile di un salotto piuttosto che a quello di un abitacolo.

Scolpite dal vento

Ma l’auto elettrica porta con se anche alcuni vincoli per i designer. L’abbiamo detto tante volte, quando si parla di auto a batterie, uno degli elementi da tenere in maggiore considerazione oggigiorno è l’autonomia. Elemento quest’ultimo, al quale si contribuisce non soltanto sfruttando le più moderne soluzioni tecnologiche sul fronte delle batterie, ma anche disegnando una carrozzeria quanto più aerodinamica possibile. Le linee delle moderne auto elettriche sono letteralmente scolpite dal vento. I designer sfruttano ogni soluzione possibile per abbassare il coefficiente di penetrazione aerodinamico delle vetture. Per questo motivo, buona parte delle elettriche sono dotate di calandra carenata e di elementi mobili sulla carrozzeria per modificare ed ottimizzate attivamente i flussi d’aria che investono l’auto. Tutto incide sull’autonomia. Basti pensare che gli specchietti retrovisori digitali dell’Audi e-tron sono in grado di aumentare l’autonomia dell’1%. Si lavora con molta attenzione anche sui cerchi in lega, che spesso vengono appositamente carenati.

Battery swap: può essere il futuro per l’auto elettrica?

Battery swap: può essere il futuro per l'auto elettrica? 1

La costante ricerca di nuove soluzioni per aumentare l’autonomia delle moderne auto elettriche va oltre lo sviluppo di inedite tecnologie per gli accumulatori. Ed è proprio su questo punto che il mercato si divide. Da una parte chi continua a puntare sullo sviluppo delle attuali batterie, dall’altro, chi invece sostiene un approccio completamente diverso, quello del battery swap.

Di cosa si tratta

Più che di una vera e propria tecnologia, si tratta di un diverso approccio alla mobilità elettrica. Di fatto, il pacco batterie resta quello di sempre ma, una volta scarico, non ci si deve preoccupare di cercare una colonnina per ricaricare l’auto. Basta recarsi in apposite stazioni di servizio e sostituire direttamente la batteria con una carica. Un’operazione semplice (su modelli appositamente pensati per il battery swap ovviamente) che richiede soltanto pochi minuti.

Battery swap: può essere il futuro per l'auto elettrica?

I vantaggi

Secondo chi su questa soluzione ci ha puntato già da tempo, il battery swap può rappresentare un approccio concreto alla mobilità a zero emissioni. Da un lato, infatti, ci si libera dal problema di dover cercare una colonnina libera e, soprattutto, delle lunghe soste legate alla ricarica. Ma non è tutto. Sostituendo la batteria una volta scarica, infatti, si evita di sovraccaricare la rete elettrica negli orari di punta, ovvero quando la maggior parte degli automobilisti “alla spina” sono fermi per ricaricare. Un vantaggio porterebbe quindi allo snellimento dell’infrastruttura di ricarica, con relativi un importante contenimento dei costi.

Gli svantaggi

Ma non sono tutte rose e fiori. Sono molte le aziende che hanno subito preso le distanze da questa soluzione, tra le quali spicca sicuramente Tesla. Il brand americano sostiene che quella del battery swap non possa essere una strada percorribile per rendere la mobilità a zero emissioni davvero fruibile. Il motivo è di natura tecnologica. Negli ultimi anni, infatti, le tecnologie legate alle moderne batterie sono cresciute in maniera esponenziale. Oggi una batteria è in grado di garantire un’efficienza in termini di prestazioni e di autonomia molto elevati, a fronte di dimensioni sempre più contenute. Inoltre, con la prospettiva di passare presto allo stato solido, ecco che il concetto di “ansia da autonomia” potrebbe sparire. Inoltre, per far si che questo sistema funzioni occorre che venga stabilito uno standard che uniformi le batterie realizzate da tutti i produttori. Solo in questo modo può essere ipotizzabile la realizzazione di una rete di strutture per il battery swap, perché solo così le batterie delle auto sarebbero tutte uguali e facilmente sostituibili, indipendentemente dal modello sul quale sono montate.

Nio ET5: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Alcuni esempi

In Europa e negli Stati Uniti la soluzione del battery swap stenta a decollare, ma in Cina sembra invece prendere sempre più piede. Nel paese del Dragone il battery swap è nato nel mercato delle biciclette, riuscendo ad affermarsi in maniera molto decisa grazie alla creazione di uno standard che ha uniformato le batterie di tutti i costruttori. Oggi in Cina è infatti possibile acquistare una bicicletta elettrica senza batteria, per poi montarla in un secondo momento. Ma biciclette a parte, la pratica della sostituzione della batteria scarica è arrivata anche la mondo delle due ruote. Per i piccoli scooter da città per la precisione e ora anche qualche brand automobilistico si è detto interessato. Tra questi spicca Nio, che attualmente possiede oltre 800 stazioni per lo scambio delle batterie in Cina e ne ha appena aperta una in Europa.

La storia dell’elettrico: 100 anni prima del ritorno

La storia dell’elettrico: 100 anni prima del ritorno 2

Per quanto possa venire naturale pensare alle vetture ibride ed elettriche come alla più forte espressione della moderna tecnologia, questo sistema affonda le sue radici agli inizi del secolo scorso. Era il 1900 quando a Parigi veniva presentata la Lohner-Porsche. Il primo veicolo ibrido della storia. Era spinto da due motori elettrici posizionati sulle ruote anteriori e alimentati da un pacco batterie, che dipendeva a sua volta da un motore a benzina. Il lancio della vettura creò grande scalpore anche grazie alla sua partecipazione a diverse competizioni. L’evoluzione di questo modello, la Lohner “Semper Vivus”, sfruttava il medesimo schema della Lohner-Porsch, ma puntando su un powertrain 100% elettrico.  Ma il suo prezzo elevato non le permise di affermarsi sotto il profilo commerciale, mentre la convenienza economica delle auto con il solo motore termico, escluse la propulsione ibrida ed elettrica dal mercato per quasi un secolo.  Negli ultimi trent’anni, però, la crescente preoccupazione per inquinamento del pianeta ha riportato il sistema ibrido alla ribalta.

La storia dell’elettrico: 100 anni prima del ritorno 1

La prima della specie

Ma c’è stato un modello che, cronologicamente, è venuto ancora prima della Lohner-Porsche. era il 1884 e Thomas Edison presentava al mondo la prima vettura completamente elettrica della storia. Questa era alimentata da quello che venne battezzato come Generatore Piromagnetico che, di fatto, funzionava come un alternatore ma al contrario. L’energia, invece, veniva stipata all’interno di una batteria Nichel-Alcalina più compatta, leggera e affidabile di quelle al piombo in uso all’epoca. Il modello era in grado di percorrere fino a 170 km con una carica completa, ad una velocità massima di 40 km/h. Ad inizio secolo l’entusiasmo intorno all’elettrico era tanto. In molti puntavano su questo tipo di alimentazione, al punto che nel 1899 l’auto più veloce al mondo era proprio un’elettrica. Si trattava della “Jamais Contente”, che nel 1899 superò per la prima volta il muro dei 100 km/h.

I primi esperimenti moderni

Tuttavia, il costo di produzione del pacco batteria e l’efficienza ridotta di questa, misero un freno allo sviluppo delle auto elettriche, decretando così il successo delle più economiche vetture alimentate a benzina. Per quasi cento anni, quindi, il mondo della mobilità rimase legato all’utilizzo di combustibili fossili, fatta eccezione per alcuni sporadici test condotti da alcuni costruttori. Tra questi ricordiamo Fiat, che nel 1972 presentava la X1/23, una microcar a due posti con un motore elettrico da 10 kW montato sull’asse anteriore, un peso di appena 820 kg per un’autonomia di 70 km.

La storia dell’elettrico: 100 anni prima del ritorno

Si inizia a fare sul serio

Ma è solo negli anni Novanta che i costruttori iniziano a guardare all’elettrico come una vera strada per il futuro per la mobilità. In questo periodo, infatti, in molti si cimentano nella produzione di modelli in piccola serie, andando quindi oltre lo stato prototipale. Tra questi c’è ancora una volta Fiat con la Panda Elettra, alimentata da una batteria al piombo e da un motore da 14 kW per un’autonomia di 100 km/h. Dopo di lei arrivarono la Cinquecento e la Seicento Elettra, entrambe con un’autonomia di 100 km. Anche Mercedes negli anni Novanta puntò sull’elettrico con la 190E Elektro. Era alimentata da una batteria al cloruro di sodio e nichel che dava energia a due motori posteriori per una potenza totale di 44 CV. L’autonomia era di 250 km, mentre la velocità massima raggiungeva i 130 km/h. Il resto è storia dei nostri tempi.

 

 

Kia e-Soul: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Kia e-soul

Arrivata alla seconda generazione, la Kia e-Soul continua a farsi strada nel mercato europeo e mondiale dei veicoli elettrici. Il crossover coreano a emissioni zero ha introdotto a listino la versione Long Range, con un’autonomia dichiarata che può arrivare a 452 km. L’auto viene offerta in tre allestimenti con dotazioni particolarmente ricche, soprattutto in fatto di sicurezza, comfort e aiuti alla guida.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Kia e-Soul:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 224/1.339 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) 136/100
 Prezzo (da) 34.950 €

kia soul usata
kia soul usata

INDICE
Novità 2022
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazione
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

Kia ha presentato un nuovo restyling del suo celebre crossover compatto negli Stati Uniti, che porta al debutto diversi elementi innovativi sia negli esterni che nell’abitacolo. Sul frontale spiccano la nuova mascherina, l’inedito disegno dei gruppi ottici Led e dei fendinebbia, mentre il retro resta simile alla vecchia generazione, per quanto anche qui vengano aggiornati i fari Led

Si registrano dei cambiamenti significativi anche a livello di tecnologie a bordo: entrando nell’abitacolo si nota subito il nuovo sistema di infotainment con schermo touch da 10,25″. E, per gli allestimenti più ricchi, saranno disponibili anche sistemi di sicurezza e assistenza alla guida di ultima generazione, come l’Highway Drive Assist, il Blind Spot Collision Avoidance, il Forward Collision Avoidance (con riconoscimento di pedoni e ciclisti), il Rear Cross Collision Avoidance e il Lane Keeping Assist. Il restyling dovrebbe debuttare in estate negli USA, ma Kia sta ancora valutando se farlo approdare anche nel Vecchio Continente, dove in ogni caso dovrebbe essere lanciato solo nella sua variante elettrica.

La nuova Kia e-Soul ha delle proporzioni importanti, che le donano un aspetto imponente. La lunghezza e la larghezza oscillano rispettivamente tra i 418 e i 422 cm (se si opta per il SUV Pack) e i 160 cm e i 260 cm, mentre l’altezza si attesta sui 160 cm per le due versioni. Il passo da 2 metri e 60 cm permette poi al veicolo di avere un buono spazio nell’abitacolo, con un bagagliaio che registra una capacità minima di 224 litri e una massima (con sedili abbattuti) di 1.339 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.185 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.605 mm
Passo 2.600 mm

kia soul usata
kia soul usata

Come spesso accade per le vetture elettriche, lo stile che emerge dagli esterni della nuova Kia e-Soul è minimale, fatto di elementi e linee essenziali. Sul frontale spicca l’elemento orizzontale in cui sono inseriti i gruppi ottici. Nella sezione inferiore si trovano due grandi prese d’aria centrali, circondate da un profilo trapezoidale cromato, al cui fianco si inserisce una seconda fila di fari. Nella sezione superiore spicca invece il grande parabrezza, che fa risaltare i sottili montanti laterali.

Guardando l’auto lateralmente, si nota invece la linea spezzata che si crea nella parte superiore, che dona a veicolo un aspetto squadrato, mentre i volumi degli sportelli vengono messi in risalto dagli importanti paraurti e dalle nervature sopra ai passaruota. Il retro riprende la forma trapezoidale già tracciata dalle prese d’aria anteriori e la stessa geometria viene usata per l’inserto dei fari, disposti ad L specularmente sui lati del grande lunotto posteriore.

Entrando nell’abitacolo della nuova Kia e-Soul si nota subito il tripudio di tecnologie tipico dei veicoli elettrici. Dietro il volante fa capolino lo schermo da 7 pollici del quadro strumenti che integra la strumentazione analogica e, se si opta per il SUV Pack, l’Head Up display. Al centro della plancia si trova invece il touchscreen da 10,25 pollici dell’infotainment, compatibile con Android Auto e Apple CarPlay e con Kia Navigation System integrato. Al di sotto si trovano i controlli del clima automatico, mentre tra i sedili trova posto il selettore di marcia e quello per le modalità di guida.

La nuova Kia e-Soul vanta anche un’ottima dotazione di serie per quanto riguarda dispositivi di sicurezza e di assistenza alla guida. Inclusi nel prezzo il cruise control con stop&go, il sistema di regolazione automatica dei fari, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, frenata di emergenza con riconoscimento vetture, pedone e ciclisti, guida autonoma di II livello, monitoraggio angolo cieco e veicoli in avvicinamento in retromarcia, rilevatore stanchezza del conducente, chiamata d’emergenza automatica e molto altro ancora.

La nuova Kia e-Soul viene offerta in due configurazioni, che si distinguono in base alla capacità della batteria. La versione Mid Range, con batteria da 39,2 kWh, sprigiona un massimo di 136 CV e scatta da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi. Il modello Long Range beneficia della potente batteria da 64 kWh, che eroga un massimo di 204 CV e raggiunge i 100 km/h in soli 7,9 secondi.

kia soul usata
kia soul usata

La versione Mid Range, con batteria da 39,2 kWh, dichiara un consumo di 156 Wh/km, per un’autonomia su ciclo combinato di 276 km (ne dichiara 407 su ciclo medio urbano). La versione Long Range, con batteria da 64 kWh, ha consumi paragonabili (157 Wh/km) alla Mid Range ma percorre fino a 452 km su ciclo combinato e sfiora i 648 km su ciclo medio urbano. Buoni anche i tempi di ricarica: la versione Mid Range, quando collegata a corrente alternata da 11 kW si ricarica al 100% in 4 ore e mezza, mentre impiega 57 minuti per ricaricarsi all’80% con cavo CCS e corrente continua da 50 kW; la versione Long Range registra dei tempi maggiori, 7 ore per la ricarica AC da 11 kW e 75 minuti per la ricarica all’80% con CC da 50 kW.

Sono tre gli allestimenti disponibili per Kia e-soul:

  • Urban: l’allestimento di base prevede un’ottima dotazione, con diversi ADAS, tecnologie e comfort a bordo.
  • Style: con infotainment migliore e sedili più confortevoli.
  • Evolution: la top di gamma con head-up display e sistema audio premium.

Urban: l’equipaggiamento di serie include Sensori di parcheggio posteriori, Climatizzatore automatico, Cavo di ricarica Tipo 2, Cavo di ricarica d’emergenza con ICCB (5 m) con presa Schuko, Comando del cambio Shift by Wire, Smart Cruise Control (SCC), Drive mode select, Paddles al volante, Smart key con start button, OBC da 11 kW, Maniglie esterne in tinta carrozzeria, Cerchi in lega da 17”, Barre longitudinali al tetto, Fari anteriori Full LED, Fari fendinebbia a LED, Fari posteriori a LED, Luci diurne anteriori a LED, Retrovisori esterni con indicatori di direzione integrati a LED, Retrovisori esterni in high glossy black, Retrovisori esterni ripiegabili elettricamente, Vetri posteriori oscurati, Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori – funzione auto up/down lato guida, Sedili in tessuto, Finiture interne in high glossy black, Pianale di carico rigido, Sedili posteriori abbattibili e frazionabili con modulo 60:40, Volante rivestito in pelle, Radio DAB con schermo touchscreen da 8’’ con Apple CarPlay/Android Auto, Bluetooth con riconoscimento vocale, 3 porte USB, Retrocamera con linee guida dinamiche, Supervision cluster da 7,0”, Tweeters, Wireless phone charger, ABS, ESC, HAC, Driver Attention Warning (DAW), High Beam Assist (HBA), Kit di riparazione pneumatici, Lane Following Assist (LFA), Lane Keeping Assist (LKA), Predisposizione ISOFIX, Sistema di monitoraggio pressione pneumatici (TPMS) con indicazione pressione, Forward Collision Avoidance assist (FCA) vetture, pedoni e ciclisti.

Style: rispetto a Urban aggiunge Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Maniglie esterne cromate, Protezione sottoscocca anteriore in vernice silver e modanature laterali nere, Sedili anteriori riscaldabili, Sedili in tessuto e pelle artificiale, Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori – funzione auto up/down & safety anteriori, Maniglie interne satinate, Volante riscaldabile, Kia Navigation System DAB con schermo touchscreen da 10,25’’, Apple Car Play/Android Auto, 1 anno di aggiornamenti mappe Over-the-air gratuiti, Retrovisore interno elettrocromatico, Sensore pioggia, Blind-spot Collision Avoidance Assist (BCA), Rear Cross Collision Avoidance Assist (RCCA).

Evolution: rispetto a Style aggiunge Pompa di calore, Sedili anteriori regolabili elettricamente, Supporto lombare elettrico lato guida a due direzioni, Sedili anteriori e posteriori riscaldabili, Sedili anteriori ventilati, Sedili in pelle, Head-Up display, Sistema audio premium Harman Kardon.

  • Autonomia: le potenti batterie della nuova Kia e-Soul le regalano un’autonomia di tutto rispetto, che permette di usarla per qualsiasi necessità.
  • Equipaggiamento: il veicolo può contare su un’ottimo assortimento di dotazioni offerto in tre livelli di allestimento, completi sia in fatto di Adas che in comfort interni.
  • Guida autonoma di livello 2: l’auto conta su innovativi dispositivi tecnologici che aiutano il conducente durante il viaggio.

Ecco il listino prezzi della Kia e-Soul aggiornato ad aprile 2022:

Kia e-Soul Prezzo
Mid Range 39,2 kWh 34.950 €
Long Range 64 kWh 39.950 €