Porsche: non solo elettrico nel prossimo futuro

Porsche 911 Turbo S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Porsche scommette sui carburanti sintetici. Lo storico marchio tedesco si è schierato in prima linea nella ricerca di alternative alla benzina tradizionale. La casa produttrice ha deciso di unirsi a vari finanziatori che hanno investito 240 milioni di euro in una start-up che punta a produrre e-fuel sfruttando l’energia eolica. Porsche ha messo nel progetto 68,5 milioni di euro, acquisendo il 12,5% delle azioni della Hif Global, la società che sta ultimando un impianto a Punta Arenas, nella Patagonia cilena. La struttura, che sorgerà in Sud America, avrà il compito di produrre carburanti sintetici partendo dall’elettricità ottenuta da idrogeno e anidride carbonica attraverso energia eolica.

Manca poco all’apertura dell’impianto

Il sito cileno aprirà i battenti a breve e nei piani di Hif Global dovrebbe essere il primo di dodici impianti sparsi per il mondo, dall’Australia al Texas per un investimento complessivo che si aggira intorno ai 40 miliardi di euro. L’azienda è convinta di poter essere in grado di produrre circa 150.000 barili di carburante al giorno utilizzando 25 GW di energie rinnovabili e 25 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Questo progetto rappresenta una novità non trascurabile alla luce dei costi elevati e delle procedure molto inquinanti per la produzione degli attuali carburanti sintetici.

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Porsche 911 Turbo S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

Non solo Porsche

Michael Steiner, consigliere d’amministrazione di Porsche con delega alla ricerca e sviluppo, farà parte del consiglio di amministrazione di Hif. Nella start-up hanno investito anche altre realtà internazionali come i fondi EIG Global Energy Partners e Baker Hughes e altri soggetti tra i quali gli azionisti di maggioranza della Andes Mining & Energy of Chile e Gemstone Investments.

Il futuro dei carburanti sintetici

Porsche è convinta che gli e-fuel possano essere utili anche in futuro: il marchio tedesco li ritiene fondamentali per raggiungere il Carbon Zero. Inoltre questi carburanti alternativi si prestano per la 911 (e per gli altri modelli iconici del presente e del passato), permettendo agli automobilisti di allungare la vita utile delle loro amate auto con motore endotermico.

Auto elettrica: le soluzioni alternative per la mobilità di domani

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido

L’auto elettrica, ad oggi, rappresenta per molti il futuro della mobilità. Tuttavia, quello dell’efficienza continua ad essere il punto focale delle moderne auto a batteria. I costruttori, quindi, accanto alle soluzioni “classiche”, stanno lavorando a tecnologie innovative che, probabilmente, vedremo nelle vetture che potremo comprare in concessionaria nei prossimi anni. Vediamo quindi quali sono quelle più interessanti o, semplicemente, più fuori dagli schemi.

Pannelli solari

I costruttori le provano un po’ tutte per aumentare quanto più possibile l’autonomia delle moderne auto elettriche. Una soluzione apparsa ormai diverso tempo fa è quella dei pannelli solari montati direttamente sula carrozzeria. L’idea, tuttavia, è stata ben presto accantonata a causa della scarsa capacità dei pannelli di immagazzinare energia. Per dirla senza tanti giri di parole, per poter ricaricare kWh sufficienti ad aumentare davvero l’autonomia di un’auto alla spina bisognerebbe ricoprire tutto il veicolo con pannelli solari, e anche in questo modo probabilmente l’energia recuperata non sarebbe sufficiente. La soluzione, quindi, è stata decisamente ridimensionata e oggi su alcuni modelli vengono proposti come optional dei pannelli solari di dimensioni contenute, capaci di alimentare ad esempio il climatizzatore a vettura spenta.

Toyota Prius PHV: pannelli

Motori nelle ruote

La soluzione dei motori nelle ruote affonda in realtà le sue radici nei primi del ‘900 quando apparse per la prima volta le Lohner-Porsche, spinta proprio da una serie di motori elettrici montati direttamente nei mozzi delle ruote. Il sistema, almeno sulla carta, è molto efficiente. Questo infatti permette di liberare spazio all’interno dell’abitacolo grazie al minore ingombro rappresentato dalla meccanica. Ma c’è un rovescio della medaglia: questo è rappresentato dal notevole aumento delle masse non sospese, quelle quindi collegate alle ruote, che vanno ad influire in maniera importante sulla dinamica del veicolo.

Batteria nella carrozzeria

C’è chi come Volvo ha tentato di ridurre gli ingombri rappresentati dalle batterie inserendole direttamente al posto di interi pannelli come cofani e portiere. Questa tecnologia si basa sull’applicazione di batterie al litio in laminato che, oltre ad essere meno soggette a surriscaldamento, permettono anche di contenere il peso della vettura nell’ordine del 15% rispetto alle altre auto elettriche. Un primo prototipo è stato presentato nel 2013, ma quest’applicazione pare, almeno per il momento, non avere futuro.

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Ruote cinetiche

Anche i costruttori di pneumatici stanno lavorando allo sviluppo di sistemi inediti per il recupero dell’energia. Lo fa ad esempio Michelin con il suo pneumatico Vision, che è in grado di recuperare energia attraverso il rotolamento stesso della gomma. Una particolare struttura interna di tipo flessibile è capace di recuperare energia da inviare poi alla batteria, sfruttando un sistema simile a quello del recupero dell’energia attraverso le sospensioni messo a punto da Audi.

 

Militem Ferox: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Militem Ferox: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

Militem nasce da un’idea semplice: importare modelli americani e personalizzarli nel segno dell’artigianalità italiana. La Militem Ferox è infatti costruita sulla base di Wrangler, ne sottolinea l’aspetto minaccioso grazie all’assetto rialzato e ne migliora l’estetica esterna e interna, grazie a inserti e finiture esclusive. Militem non trascura però le specifiche tecniche e migliora le capacità offroad del modello grazie alle sospensioni dedicate. Il fuoristrada è disponibile con tre motori benzina da 272 CV, 285 CV, o addirittura da 470 CV. Quello di potenza media è inoltre dotato di sistema mild-hybrid ETorque.

DI seguito ecco la scheda tecnica della nuova Militem Ferox:

 Scheda Tecnica
Numero posti 5
Bagagliaio 533/1.300 litri
Alimentazioni Benzina / Mild-Hybrid
Classe Euro 6 D – Temp
Cv/kW (da) 272/200
Prezzo (da) 94.850 €

 

INDICE
 Novità 2022
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzo

Un nuovo modello fa il suo ingresso al vertice della gamma Militem. Si tratta di Ferox 500, equipaggiato con un V8 da 6,4 litri, lo stesso della Jeep Wrangler Rubicon 392. L’unità sviluppa 470 CV per una coppia massima di 637 Nm a 4.300 giri. Si tratta quindi del 4×4 più prestazionale offerto dall’atelier milanese. La trasmissione TorqueFlite a 8 rapporti è un’ulteriore chicca in dotazione. Da sportiva le prestazioni: Ferox 500 accelera da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi.

Le sospensioni scelte per Ferox 500 sono in alluminio e fibra di carbonio a controllo elettronico. Inediti anche i freni, con dischi semiflottanti baffati da 370×34 mm. Le performance in frenata migliorano anche grazie alle pinze radiali in alluminio ricavate dal pieno.

Militem Ferox: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13

L’intervento del marchio milanese sul fronte estetico si è concentrato particolarmente sull’aggiunta di elementi sportivi: dettagli in nero, griglia frontale e prese d’aria in fibra di carbonio e nuovi inserti sul cofano, ruota di scorta e prese d’aria assenti invece dal portellone posteriore.

Il profilo di Ferox 500 è dominato dai nuovi cerchi da 22 pollici dedicati a Ferox 500 con tecnologia Hybrid Forged, abbinati ai pneumatici da strada 325/50R22, in alternativa agli All-Terrain 32×12,50/R22. Completano la dotazione in fatto di esterni le Luci LED fumè e le pedane elettroniche a scomparsa. Lato interni, salta subito all’occhio il contrasto cromatico fra rosso e nero, l’uso di rivestimenti in pelle sui sedili ergonomici dalle forme corsaiole, nonché – su richiesta – sulla plancia, sul cruscotto e sul pomello del cambio.

La Militem Ferox riprende, come detto, le dimensioni della Jeep Wrangler a passo lungo. I dati che seguono si riferiscono alle versioni 4 porte dotate di hard-top. La lunghezza di Ferox sfiora i 4,8 metri, e la larghezza supera i 2 metri. L’altezza misura anch’essa 2 metri circa, mentre il passo è di ben 3 metri.

Dimensioni
Lunghezza 4.780 mm
Larghezza 2.040 mm
Altezza 1.950 mm
Passo 3.008 mm

 

È possibile fare sembrare Wrangler ancora più grande? Militem risponde di sì. E infatti Ferox, dall’esterno, dà subito un’impressione minacciosa, grazie alle sue linee muscolose e ai paraurti aggiuntivi sull’anteriore e sul posteriore. Sull’allestimento Adventure, inoltre, si aggiunge la vernice protettiva antigraffio e per lo snorkel per affrontare i guadi più profondi. La firma ottica si compone di fari LED e di una barra LED installata sul paraurti anteriore.

Rispetto a Wrangler, la Ferox aggiunge tratti esclusivi Militem, fra cui la mascherina anteriore in tinta, i parafanghi Extra Tire Coverage in tinta, il supporto della ruota posteriore rinforzato e il doppio scarico Black Performance. Quest’ultimo permette di variare il sound a seconda della modalità di guida prescelta. I cerchi di serie, infine, sono i Black Edition in lega da 20 pollici, e montano pneumatici All-Terrain 35 x 12,50 R20.

Dimenticatevi le plastiche a vista. È l’eleganza degli interni di Ferox a riequilibrare l’aggressività del look esterno. Aprendo le portiere ci troviamo infatti immersi in un ambiente lussuoso e confortevole. Si notano subito i pregiati rivestimenti interni con materiali premium: pelle fiore per i sedili, la porta, il cruscotto e il volante, velluto per i tappeti, e tessuto Denim per i pannelli anticalore. Fanno la loro parte anche le tipiche personalizzazioni Militem sul bracciolo centrale e sulla plancia.

In quanto a infotainment, la Ferox è dotata di sistema audio a 9 speaker Alpine Premium e di uno schermo touch da 8,4 pollici HD NAV con Android Auto e Apple CarPlay. Anche il quadro strumenti è digitale ed accessibile tramite schermo da 7 pollici TFT configurabile. Non mancano poi le prese USB per i sedili posteriori.

La Militem Ferox è offerta con tre diverse motorizzazioni, tutte a trazione integrale. La meno potente è la 2.0 T L4 Turbo e raggiunge 272 CV di potenza e 400 Nm di coppia massima. Il 3.6 litri V6 è invece dotato di tecnologia mild-hybrid ETorque e arriva infatti a una potenza maggiore, pari a 285 CV. La coppia massima è qui di 363 Nm, dato riferito all’allestimento Adventure. Il cambio di serie è quello automatico a 8 rapporti. La più performante fra tutte le motorizzazioni è però il V8 da 6,4 litri, la quale permette di arrivare fino a 470 CV di potenza e 637 Nm di coppia massima a 4.300 giri. Equipaggiata con trasmissione TorqueFlite a 8 rapporti, è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi.

Stando a quanto dichiarato dal marchio di Monza, il 2.0T L4 Turbo a benzina presenta consumi misurati a ciclo combinato di 10 l/100km e rispettive emissioni di CO2 pari a 213 g/km. L’altra motorizzazione, il 3.6L V6 con ETorque, presenta invece un consumo combinato di 11,5 l/100km e delle emissioni di CO2 pari a 275 g/km. Il 6.4 HEMI 392 da 470 CV di Ferox 500 consuma, invece, 16,5 l/100km in ciclo combinato, emettendo CO2 per 357 g/km.

La Militem Ferox è acquistabile in tre allestimenti a passo lungo o corto

  • Sahara: l’allestimento più adatto alle tratte urbane.
  • Rubicon: la versione con i più marcati tratti fuoristradistici.
  • Adventure: l’allestimento top di gamma con una ricchissima dotazione che enfatizza la personalità offroad di Ferox.

Sahara: Specchietti elettrici e riscaldati, Luce indicatore di direzione su specchio (Solo 2.0L Turbo), Luci diurne (DRL), Clima automatico bizona, Spot LED 8 punti, Remote Proximity Keyless Entry, Specchietto elettrocromatico, Sistema Command-Trac, Assali Dana Nuova Generazione, 2.72:1 Selec-Trac Full Time 4WD System (Solo 2.0L Turbo), Hill Start Assist, Sensori posteriori con retrocamera, Active Speed limiter e cruise control, Parafanghi in tinta, Fari LED, Sensori di parcheggio anteriori (Solo 2.0L Turbo), Vetri oscurati, Sistema audio 9-speaker Alpine Premium, Quadro strumenti 7” TFT Configurabile, Schermo 8.4” Touch HD NAV con Android Auto & Apple Car Play e Navigation, USB posti posteriori, Remote Start System (Solo 3.6L V6), MILITEM mascherina anteriore in tinta, MILITEM parafanghi extra tire coverage in tinta, MILITEM paraurti anteriore in tinta, MILITEM paraurti posteriore in tinta, MILITEM supporto ruota posteriore rinforzato, MILITEM doppio scarico Black Performance, MILITEM pedane elettriche a scomparsa con luci LED, MILITEM sedili in pelle fiore, MILITEM inserti porta e cruscotto in pelle fiore, MILITEM volante in pelle fiore, MILITEM tappeti in velluto, MILITEM battitacco porte, MILITEM tappeto bagagliaio in velluto, MILITEM inserti nero assoluto, MILITEM Cerchi in lega 20” x 10” Black Edition, MILITEM Pneumatici All-Terrain 35 x 12,50 R20, MILITEM Lift kit 2,0” Extreme Performance Shocks, MILITEM Track Bar regolabili, MILITEM Luci Neutral con frecce direzionali (Solo 3.6L V6), MILITEM Kit Trattamento Interni.

Rubicon: eccezion fatta per i parafanghi in tinta e le prese USB per i sedili posteriori, questo allestimento ha in più rispetto a Sahara il Soft Top Black Sunrider Premium, Barra stabilizzatrice anteriore disinseribile, Assali Dana 44/44, Bloccaggio dei differenziali Ant/Post.

Adventure: in più rispetto alla versione prescelta finitura parafanghi antigraffio, dettagli paraurti anteriore antigraffio, dettagli cerchi black edition con finitura antigraffio, dettagli paraurti posteriore antigraffio, portapacchi con finitura antigraffio, luci tetto supplementari a LED, snorkel, pneumatici 35X12,50 R20 Mud-Terrain, interni pelle estesa Fiore con Tessuto DENIM, cielo abitacolo Black Matt, kit luci interne ambient multicolor, luci sottoporta antipozzanghera, terminale di scarico Dual Mode e relativi comandi nella consolle, barra a LED nel paraurti anteriore, sensori di parcheggio anteriori, nuove luci Neutral fumé anteriori e posteriori, nuova griglia calandra in carbonio.  

  • Doti offroad: soprattutto nella versione più estrema Adventure, la Ferox è capace di affrontare senza problemi anche i terreni più difficili.
  • Immagine: il design di Ferox è una sintesi ragionata fra aggressività ed eleganza.
  • Qualità percepita: le finiture sono artigianali e i materiali utilizzati sono altamente ricercati.

Qui di seguito il listino della Militem Ferox aggiornato a giugno 2022:

Militem Ferox Benzina Prezzo
Rubicon 4 porte 2.0L T. 272CV 94.850 €
Rubicon 4 porte 6.4 L V8 470 CV 149.500 €
Sahara 4 porte 2.0L T. 272CV 94.850 €
Militem Ferox Mild-Hybrid Prezzo
Rubicon 2 porte 3.6L V6 285CV ETorque 97.850 €
Rubicon 4 porte 3.6L V6 285CV ETorque 99.850 €
Sahara 4 porte 3.6L V6 285CV ETorque 97.850 €

Per l’allestimento Adventure, abbinabile a qualsiasi motorizzazione e carrozzeria, il prezzo di partenza è 99.330 €.

 

Auto elettrica: il problema etico dietro la produzione delle batterie

Auto elettrica: come funziona una Gigafactory per la produzione di batterie

Realizzare la batteria per un’automobile elettrica non è per niente un gioco da ragazzi. Per la sua produzione sono necessari diversi materiali, molti dei quali sono di difficile estrazione e il cui reperimento è possibile solo in alcune particolari zone del pianeta. Tutto questo, unito alla sempre crescente domanda di materie prime per la produzione delle batterie, ha portato ad un esponenziale innalzamento dei prezzi, unito ad una sempre più alta attenzione sociale sul tema.

Prezzi in salita

Ma andiamo per gradi e cominciamo a parlare di costi. Ad oggi le materie prime principali utilizzate per la produzione delle batterie sono il cobalto, il litio e il nichel. Nel 2019 il cobalto veniva venduto ad un prezzo di 32.700 dollari per tonnellata, il litio a 13.000 dollari per tonnellata e il nichel a 14.000 dollari per tonnellata. Ora, a distanza di tre anni, il cobalto è schizzato a 80.000 dollari per tonnellata, il litio a 54.000 dollari e il nichel a 36.500 dollari. Tuttavia, secondo gli analisti, questo “gioco al rialzo” sarebbe destinato ad esaurirsi presto e nei prossimi due anni i prezzi dovrebbero tornare a medie più ragionevoli, pur restando lontane dai prezzi del 2019.

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Il problema dello sfruttamento

Ma alla questione economica, quando si tratta di batterie si somma la ben più pressante questione etica. L’estrazione delle materie prime porta ad un pesante problema sociale rappresentato dallo sfruttamento degli operai all’interno delle miniere. In molti siti di estrazione, specialmente in Congo, non esistono enti di controllo e spesso nelle miniere si trovano a lavorare anche donne e bambini in condizioni precarie.

C’è chi ha la soluzione

Proprio per questo motivo, sono sempre di più i costruttori che stanno cercando di mettere a punto processi produttivi quanto più trasparenti possibile. Tra questi spicca BMW, che nonostante ad oggi non produca le batterie in autonomia, ma si affidi a terzi, ha deciso di acquistare personalmente le materie prime per avere un maggiore controllo sulla filiera, per poi fornire le materie acquistate al costruttore di batterie. E BMW non è l’unica. Anche Volvo ha annunciato processi simili sfruttando le blockchain.

Auto elettrica: il futuro passa per le rinnovabili

Auto elettrica: il futuro passa per le rinnovabili

L’auto elettrica nasce con l’obiettivo di abbandonare i combustibili fossili fino ad oggi utilizzati per la mobilità su gomma, in favore di forme di alimentazione più sostenibili. Ma per far si che ciò avvenga, il fatto che nel sui utilizzo un’auto elettrica non emetta inquinanti non è sufficiente. Per rendere la mobilità di oggi e di domani davvero green, occorre che anche l’energia prodotta alla fonte, ovvero quella che attraverso le colonnine viene poi stipata nelle batterie delle auto elettriche, sia prodotta in maniera sostenibile.

Crescita importante

Dunque, è in questo quadro che si inseriscono le cosiddette rinnovabili. Si tratta si fonti di energia prodotte in maniera pulita, sfruttando tutti quegli elementi che è il pianeta stesso a mettere a nostra disposizione: l’acqua, il sole, il vento ecc. Ma come siamo messi in Italia? Stando ai dati riportati sul “Renewables 2021 market report” redatto dall’Agenzia internazionale dell’energia, il 2021 è stato un anno molto positivo per le fonti di energia rinnovabili. Nel corso dello scorso anno, infatti, si sono aggiunti 290 GW di energia, ovvero il 3% in più rispetto al 2019. A fare da traino sono stati i sistemi fotovoltaici, che da soli hanno garantito un aumento di 160 GW, rappresentando da soli il 60% delle nuove installazioni.

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Le prospettive future

Uno scenario estremamente positivo quindi, che fa ben sperare per gli anni a venire. Secondo il report dell’Agenzia, infatti, entro il 2026 la produzione di energia da fonti rinnovabili dovrebbe aumentare di oltre il 60%, superando in questo modo una produzione di 4.800 GW. Il fotovoltaico continuerà a farla da padrona: il 95% delle nuove installazioni da qui ai prossimi cinque anni, infatti, sarà rappresentato da sistemi a pannelli solari. Tra i nuovi leader in questo settore troveremo la Cina. Nel paese del Dragone, ad oggi, la produzione di energia dipende ancora per il 70% dal carbone, ma entro il 2026 la produzione attraverso energia eolica e solare raggiungerà i 1.200 GW, raggiungendo così l’obiettivo con quattro anni di anticipo rispetto a quanto programmato.

Non è tutto oro quello che luccica

Ma tutto questo basterà a sostenere e affrontare la sempre maggiore richiesta di energia data dalla notevole crescita di veicoli elettrici in circolazione? Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia no. Stando al report, la capacità necessaria per soddisfare la richiesta sarà quasi doppia rispetto al tasso di crescita previsto da qui al 2026. Ad ostacolare lo sviluppo delle rinnovabili c’è in primis la burocrazia che, ad oggi, obbliga ancora a lungaggini notevoli sul fronte di autorizzazioni e permessi, che rallentano così l’installazione di nuovi sistemi green per la produzione dell’energia.

Mercato auto maggio: il mese migliore dall’inizio dell’anno

ad Aprile immatricolazioni auto +6,47% su anno

Le immatricolazioni auto del mese di maggio sono in calo rispetto a un anno fa (-15,1%). La piattaforma per prenotare gli incentivi è online soltanto dal 25 maggio: troppo poco tempo per vedere una svolta sul mercato, che in ogni caso ha fatto registrare il dato migliore dall’inizio del 2022.

Lo scorso mese in Italia sono state immatricolate 121.299 vetture contro le 142.932 del maggio del 2021, pari a un calo del 15,1%. I dati dei primi cinque mesi parlano di un mercato in rosso, con sole 556.974 immatricolazioni e un crollo del 24,3%, pari a oltre 178.000 vetture in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando furono vendute 735.420 automobili.

Occhio agli incentivi

Nelle prossime settimane la situazione dovrebbe migliorare grazie agli incentivi dello Stato, anche se l’ Unrae, tramite il presidente Michele Crisci, continua a criticarne la struttura. “L’impianto dei sostegni contiene ancora alcune debolezze che l’Unrae ha più volte indicato – le parole di Crisci – a cominciare dalla richiesta avanzata dall’intero comparto di allungare da 180 a 300 giorni dalla firma del contratto il termine per usufruire degli incentivi. Resta inoltre ancora irrisolto il problema dell’esclusione dal beneficio delle persone giuridiche (aziende e società di noleggio), omissione che di fatto riduce l’apporto dell’automotive al percorso di decarbonizzazione del Paese”. Inoltre, anche il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, è intevenuto sulla questione dei 180 giorni, rassicurando il comparto: “I 180 giorni sono, come spesso succede in Italia, un termine ordinatorio e non perentorio, poi faremo delle modifiche. Ci sarà una proroga”.

benzina-nel-diesel

Crollo per benzina e diesel, in leggera risalita le ibride

 

Guardando i dati divisi per alimentazione, si nota il crollo di benzina e diesel, rispettivamente al 28,4% e 19,5% di quota di mercato nel mese di maggio, mentre il gpl cresce attestandosi al 7,8%. Tracollo per il metano, sprofondato all’1%.
L’attesa per gli incentivi potrebbe aver bloccato le immatricolazioni per quanto riguarda le auto elettriche ed elettrificate. Le elettriche sono ferme al 3,7%, le ibride plug-in al 6,1%; mentre le ibride fanno registrare una leggera risalita al 33,5% (8% le full hybrid e 25,5% le mild hybrid).

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Volkswagen T-Cross prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Le auto a benzina più vendute a maggio 2022

  • Volkswagen T-Cross: 2.190
  • Volkswagen T-Roc: 2.097
  • Citroen C3: 2.095
  • Toyota Aygo X: 1.948
  • Opel Corsa: 1.886
  • Peugeot 208: 1.714
  • Fiat 500X: 1.314
  • Hyundai i10: 1.212
  • Volkswagen Polo: 1.055
  • Volkswagen Taigo: 919

Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Le auto diesel più vendute a maggio 2022

 

  • Peugeot 3008: 1.680
  • Jeep Renegade: 1.068
  • Volkswagen T-Roc: 1.061
  • Audi Q3: 1.047
  • Alfa Romeo Stelvio: 989
  • Fiat 500X: 959
  • Dacia Duster: 879
  • Jeep Compass: 860
  • Ford Kuga: 812
  • Citroen C3: 663

Dacia Duster: prezzo, dimensioni e prova su strada 25

Le auto a GPL più vendute a maggio 2022

 

  • Dacia Duster: 1.336
  • Fiat Panda: 1.311
  • Renault Captur: 1.182
  • Dacia Sandero: 946
  • Dacia Jogger: 555
  • DR 5.0: 550
  • Lancia Ypsilon: 541
  • Kia Picanto: 302
  • DR 6.0: 299
  • Nissan Micra: 293

Volkswagen e-up!: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Le auto a metano più vendute a maggio 2022

 

  • Volkswagen Up!: 255
  • Seat Arona: 224
  • Skoda Kamiq: 212
  • Volkswagen Golf: 181
  • Volkswagen Polo: 150
  • Seat Ibiza: 68
  • Audi A3: 55
  • Seat Leon: 49
  • Skoda Octavia: 23
  • Skoda Scala: 22

Fiat Panda: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

Le auto ibride più vendute a maggio 2022

 

  • Fiat Panda: 10.705
  • Lancia Ypsilon: 3.708
  • Fiat 500: 2.957
  • Toyota Yaris Cross: 2.388
  • Toyota Yaris: 1.720
  • Ford Puma: 1.697
  • Nissan Qashqai: 1.374
  • Kia Sportage: 1.247
  • Renault Captur: 932
  • Hyundai Tucson: 811

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Le auto ibride plug-in più vendute a maggio 2022

 

  • Jeep Compass: 1.982
  • Jeep Renegade: 725
  • Bmw X1: 593
  • Lynk&Co. 01: 403
  • Cupra Formentor: 390
  • Renault Captur: 196
  • Mercedes GLE: 176
  • Volvo XC40: 174
  • Bmw X3: 172
  • Ford Kuga: 159

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Le auto elettriche più vendute a maggio 2022

 

  • Fiat 500: 749
  • Smart Fortwo: 450
  • Peugeot 208: 297
  • Renault Twingo: 275
  • Dacia Spring: 269
  • Peugeot 2008: 219
  • Mini: 177
  • Renault Zoe: 177
  • Volkswagen Up!: 164
  • Volkswagen ID.3: 154

Auto elettrica: tutti i sistemi per il recupero dell’energia

Audi E-tron Prototipo, efficienza con recupero energia

Detto che per ricaricarsi un’auto elettrica ha necessariamente bisogno di una fonte esterna di energia, tutte le moderne auto a batteria sono comunque in grado di recuperare un po’ di energia anche in movimento. Questo grazie ad una serie di sistemi capaci di convertire l’energia cinetica in chilometri di autonomia che vanno così ad aumentare (anche se di poco) i chilometri che l’auto è in grado di percorrere prima di doversi fermare a ricaricare. Vediamo allora quali sono i sistemi di recupero dell’energia più comuni e quelli invece più particolari.

Freni

Partiamo dal più comune, ovvero quello che sfrutta le fasi passive della marcia, ovvero tutti i momenti in cui non si preme il pedale dell’acceleratore. Il funzionamento è molto semplice: in questi momenti il motore elettrico inverte il proprio funzionamento, trasformandosi in una sorta di grande alternatore che sfrutta l’energia cinetica ricevuta dalle ruote per generare corrente da reinviare alla batteria. Il risultato di questa inversione di funzionamento è una decisa decelerazione, che su molti modelli può essere regolata, permettendo anche di arrivare ad arrestare completamente l’auto senza intervenire sui freni.

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Sospensioni

Partendo dal presupposto che ogni organo in movimento su un’auto può permettere di convertire quel movimento in energia, ecco che gli elementi dai quali è possibile recuperare chilometri di autonomia diventano innumerevoli. Tra questi troviamo anche le sospensioni, che Audi ha trovato il modo di sfruttare attraverso il sistema eROT. Si tratta di ammortizzatori di tipo elettroidraulico e quindi a smorzamento controllato elettronicamente, collegati ad un sistema capace di sfruttare il molleggio e le oscillazioni dei bracci per convertire quell’energia in corrente. Va detto però, che l’energia recuperata da questo sistema è relativamente bassa e quindi utile più su powertrain ibridi piuttosto che completamente elettrici.

Turbine

A proposito di modelli ibridi, un capitolo va dedicato al Kers. Un sistema portato alla ribalta dalle monoposto di formula uno. Il suo funzionamento si basa sullo sfruttamento dei momenti di inerzia delle turbine. L’energia in eccesso presente all’interno delle turbine viene recuperata e quindi utilizzata per assicurare il funzionamento del motore elettrico presente a bordo per migliorare così le prestazioni del modello. Tale sistema, infatti, viene solitamente utilizzato su modelli ad alte prestazioni.

Auto elettrica: quali motori esistono e come funzionano

Vapore

Ma il sistema di recupero dell’energia più particolare è quello messo a punto da BMW. Si chiamava Turbosteamer e consisteva in una serie di condotti in cui dell’acqua veniva trasformata in vapore grazie al calore dei gas di scarico. La pressione del vapore serviva poi a muovere un volano che generava così energia. Il sistema doveva essere montato su alcuni modelli di serie a partire dal 2015, ma la complessità del sistema e l’aumento di peso che questo comportava non gli permise di superare la fase prototipale.

Audi A4 allroad: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Audi A4 allroad: prezzo, caratteristiche e caratteristiche 2

Dopo il successo ottenuto con la variante allroad della sorella più grande A6 lanciata sul mercato nel 1999, Audi ha deciso di commercializzare nel 2010 una versione a ruote alte anche del modello Avant più piccolo del marchio. Giunta alla seconda generazione, la Audi A4 allroad è dotata di serie della trazione integrale quattro e dell’assetto rialzato di 35 millimetri. Garantisce un elevato comfort alla guida sia su strada che offroad e presenta un’estetica con elementi caratteristici da vera fuoristrada. Rinnovata anche la gamma motori, che con l’ultimo aggiornamento propone esclusivamente modelli mild hybrid, a 12 V o a 48 V.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Audi A4 allroad:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 495-1.495 litri
 Alimentazioni Benzina e Diesel MHEV
 Classe Euro 6d – ISC – FCM
 CV/kW (da) 204/150
 Prezzo (da) 52.000 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Le dimensioni della A4 allroad variano rispetto a quelle della versione tradizionale per la presenza di elementi protettivi sulla carrozzeria. Rispetto al modello precedente, la lunghezza aumenta di 12 millimetri e raggiunge i 4 metri e 76 centimetri. Cambia anche la larghezza delle carreggiate, che crescono rispettivamente di 6 millimetri all’anteriore e 11 millimetri al posteriore, mentre rimane invariato il passo di 2 metri e 82 centimetri, che garantisce comunque tantissimo spazio a bordo della vettura. Il bagagliaio molto capiente ha una capacità minima di 495 litri, che può arrivare a 1.495 litri, reclinando il divanetto posteriore.

Dimensioni
Lunghezza 4.762 mm
Larghezza 1.847 mm
Altezza 1.493 mm
Passo 2.818 mm

Il design della A4 allroad è caratterizzato da elementi estetici specifici che la differenziano dalla versione tradizionale Avant e le donano un look più dinamico e muscoloso. Tra questi troviamo le protezioni sottoscocca, le modanature dei passaruota, i mancorrenti sul tetto più pronunciati, le longarine sottoporta con inserti di colore grigio e il logo allroad sul portellone posteriore.

Per il resto la A4 allroad riprende le forme allungate e i dettagli stilistici della Avant, con l’ampia calandra a listelli orizzontali di colore grigio e i gruppi ottici di serie a LED.

La seconda generazione dell’Audi A4 allroad presenta il rinnovato linguaggio stilistico degli ultimi modelli della Casa dei quattro anelli. Le novità principali all’interno dell’abitacolo sono di tipo tecnologico, infatti, fanno la loro comparsa il nuovo sistema di infotainment MIB.3, che si controlla dal touchscreen da 10,1″ posizionato al centro della plancia, e l’Audi Virtual Cockpit da 12,3″ (di serie dall’allestimento Business Evolution).

A tutto questo si sommano tanti sistemi di assistenza alla guida, tra cui di serie troviamo il sistema di monitoraggio pre-collisione e il cruise control. Infine, a bordo i materiali pregiati con plastiche morbide al tatto si uniscono alle rifiniture e agli assemblaggi ben curati, per donare una qualità interna da vera vettura premium.

La station wagon “a ruote alte” della Casa di Ingolstadt viene proposta a listino con motorizzazioni MHEV diesel e benzina. La gamma benzina conta un solo propulsore, il 45 TFSI, un 2,0 litri 4 cilindri da 265 CV, abbinato ad un sistema mild hybrid a 12V e al cambio automatico S tronic a 7 rapporti. Stessa trasmissione e grado di elettrificazione anche per il primo dei motori a gasolio: il 40 TDI. Si tratta di un 4 cilindri da 2,0 litri in grado di erogare una potenza massima di 204 CV e 400 Nm di coppia. Il motore più potente disponibile è però il 50 TDI, un 6 cilindri in linea da 3,0 litri che sprigiona fino a 286 CV, abbinato al cambio automatico tiptronic a 8 rapporti e al sistema mild hybrid a 48 V.

I consumi della A4 allroad quattro variano in base al tipo di motorizzazione scelta, ma in generale, anche se l’elettrificazione ha contribuito a migliorare l’efficienza tanto del propulsore benzina quanto di quelli diesel, la stazza non permette al veicolo di essere troppo parsimonioso. Per quanto riguarda i motori a gasolio, il consumo di carburante va dai 5,7-6,1 litri ogni 100 km della 40 TDI ai 7,0-7,4 litri ogni 100 km della più potente 50 TDI. Questo valore cresce invece fino a 7,7-8,2 l/100km con il propulsore 45 TFSI.

L’Audi A4 allroad quattro viene offerta in tre allestimenti:

  • Base: rappresenta l’accesso alla gamma, con un’ottima dotazione di serie.
  • Business: aggiunge diversi dispositivi di assistenza alla guida, come la navigazione MMI plus e il pacchetto Tour con cruise control adattivo.
  • Business Evolution: equipaggiamenti di alto livello, come i fari Full Led, l’Audi Virtual Cockpit plus con schermo da 12,3” e il clima automatico tri-zona.
  • Identity Contrast: la versione top di gamma si distingue per i cerchi in lega da 18″, i sedili sportivi riscaldabili e i rivestimenti in pelle.

Base: l’equipaggiamento di serie comprende i cerchi in lega leggera fucinati a 15 razze da 17”, i gruppi ottici anteriori e posteriori a LED, la radio MMI plus con schermo touch da 10,1”, la radio DAB, l’interfaccia bluetooth, il sistema d’informazioni per il conducente con display monocromatico da 5”, il climatizzatore automatico comfort monozona, l’Audi pre sense city, il cruise control, Audi connect Emergency call & Service, l’Audi Drive Select (auto, comfort, dynamic, efficiency, individual, offroad), il sistema di ancoraggio ISOFIX, i sedili posteriori con schienale ribaltabile, i mancorrenti al tetto neri, gli specchietti retrovisori esterni in tinta carrozzeria regolabili, ripiegabili e regolabili elettricamente, gli inserti al paraurti anteriore e al diffusore posteriore in color argento Selenite, il volante multifunzionale in pelle a 3 razze e l’illuminazione interna a LED,

Business: rispetto all’allestimento base, il Business include di serie il dispositivo di assistenza per proiettori abbaglianti, il sistema di informazioni per il conducente con display a colori a 7”, il sistema di navigazione MMI plus con MMI touch e l’Audi Smartphone Interface, questi si aggiungono i sensori di parcheggio anteriori e posteriori e il pacchetto di assistenza alla guida Tour che include il cruise control adattivo, l’assistente al traffico, il mantenitore di carreggiata, il riconoscimento della segnaletica, l’assistente alla svolta e l’assistente agli ostacoli, il supporto lombare a 4 vie per i sedili anteriori, il volante multifunzione plus in pelle a 3 razze, gli specchietti di cortesia illuminati.

Business Evolution: si distingue per i proiettori Full Led, i gruppi ottici posteriori con indicatori di direzione dinamici, il climatizzatore automatico comfort a 3 zone, l’Audi virtual cockpit plus con schermo da 12,3”.

Identity Contrast: l’allestimento top di gamma viene caratterizzato dai cerchi in lega di alluminio da 18” a 5 razze a V in grigio contrast, i sedili anteriori riscaldabili, i sedili rivestiti in pelle, sedili anteriori sportivi e l’assistente alla partenza.

  • MHEV: la tecnologia mild hybrid consente di aumentare l’efficienza e risparmiare sui consumi.
  • Equipaggiamento: le dotazioni di serie sono di primo livello e sono numerose le possibilità di personalizzazione.
  • Offroad: l’assetto rialzato, il selettore delle modalità di guida, i molteplici sistemi di assistenza la rendono una vettura adatta ad ogni terreno.

Di seguito ecco il listino prezzi dell’Audi A4 allroad aggiornato a maggio 2022:

Audi A4 allroad benzina MHEV Prezzo
quattro 45 TFSI MHEV 12V 265 CV 56.450 €
Audi A4 allroad diesel MHEV Prezzo
quattro 40 TDI MHEV 12V 204 CV 52.000 €
quattro 50 TDI MHEV 48V 286 CV 58.150 €

Come sempre, automobile.it presenta numerosi annunci tra i quali è possibile trovare l’Audi A4 allroad più adatta alle proprie esigenze.

Auto elettrica: quali motori esistono e come funzionano

Come funziona il motore elettrico per auto?

Il funzionamento di un’auto elettrica è decisamente più semplice rispetto a quello di un’auto ad alimentazione tradizionale. I motori elettrici, infatti, sono molto più semplici di quelli a scoppio e rispetto a questi riescono a garantire anche un più alto livello di efficienza dal punto di vista energetico. Va detto, inoltre, che a determinare le prestazioni di un’auto elettrica non è soltanto il motore, come invece avviene in un’auto benzina o diesel, ma anche la batteria. Le dimensioni di questa, infatti, sono in grado di influenzare anche di molto le performance della vettura.

Due tipologie

Al netto di questo, sono fondamentalmente due le tipologie di motore elettrico presenti oggi sul mercato, o quantomeno quelle che vanno per la maggiore. La prima è quella sincrona a magneti permanenti, mentre la seconda è asincrona o a induzione. Si tratta di due approcci profondamente diversi, in grado entrambi si assicurare un ottimo livello di efficienza, anche se quello che va per la maggiore, ad oggi, è quello a magneti permanenti. Vediamo come funzionano.

Auto elettrica: quali motori esistono e come funzionano

Motore sincrono

Il motore elettrico sincrono a magneti permanenti è quello più utilizzato non soltanto sulle elettriche, ma anche sulle ibride. Il concetto alla base del suo funzionamento è quello dell’attrazione e repulsione magnetica, invertendo il campo magnetico quando i magneti si allineano. È costituito da un rotore solidale ad un albero sul quale sono presenti diversi poli magnetici di polarità alternata e da uno statore sul quale sono montati gli avvolgitori del circuito di alimentazione. Questa soluzione assicura un’efficienza vicina al 100% e possono contare su dimensioni particolarmente compatte, ideali quindi per l’applicazione sulle moderne auto elettriche.

Skoda Citigo elettrica: motore

Motore asincrono

Dopo l’abbandono di Tesla di questa tecnologia, oggi nel mondo dell’auto sono rimasti pochissimi ad utilizzare i motori asincroni. Il funzionamento di questo tipo di motore è molto diverso da quello sincrono. Tanto per cominciare fa a meno dei magneti permanenti e induce un campo magnetico in movimento sia nello statore, sia nel rotore, sfruttando la differente velocità di rotazione tra i due campi per “trascinare” il rotore. Come per il motore a magneti permanenti, anche quello asincrono è collegato ad un inverter che converte la corrente continua proveniente dalla batteria in corrente alternata.

Incentivi auto 2022: nessun bonus per le flotte

incentivi-auto-2019

L’approvazione degli incentivi auto 2022 ha suscitato le proteste di alcune associazioni di categoria, che rimproverano al governo di aver penalizzato segmenti di mercato importanti come le flotte aziendali.

Alberto Viano, presidente dell’Aniasa (associazione nazionale industria dell’autonoleggio e servizi automobilistici), lancia un appello al governo affinché aiuti il settore, tagliato fuori dai bonus. “L’esclusione del noleggio dagli incentivi auto non può che stupire – si legge in una nota – in quanto oggi proprio il noleggio, dati alla mano, è il principale strumento in grado di favorire la transizione ecologica del nostro parco circolante e di accelerare il ricambio dei veicoli più inquinanti”.

Aiuti soltanto per i privati

L’Aniasa rivendica l’importanza delle flotte aziendali e del noleggio che attualmente ricoprono: “un ruolo fondamentale nel supportare il rinnovo del parco circolante”. Stando ai primi dati del 2022 da gennaio a marzo le società hanno immatricolato il 65% delle vetture elettriche vendute e il 77% di quelle ibride. Numeri importanti per favorire la transizione ecologica che, grazie agli aiuti statali, potrebbe registrare un’importante accelerata.

“L’esclusione del noleggio dagli incentivi automotive – sottolinea l’Aniasa – è indice di come a prevalere sia una visione che ancora privilegia l’acquisto dell’auto, che finirà per rallentare il processo di transizione ecologica e il passaggio graduale dalla proprietà all’uso dei veicoli; un’evoluzione che porta con sé evidenti positive ricadute in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza dei veicoli, nonché certezza sul fronte delle entrate tributarie per l’Erario”.

Aniasa spera nelle detrazioni

L’associazione si augura “che almeno le imprese possano beneficiare della rivisitazione dell’Iva sulle vetture aziendali che finalmente colmi il gap che ci separa dai principali Paesi europei”. L’Aniasa avanza una proposta che fa eco a quanto sollecitato anche dall’Unrae (unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri). Le associazioni chiedono di modificare la percentuale di detrazione Iva in base alle fasce di emissioni, basandosi sulle seguenti aliquote:

  • dal 40% al 100% per i veicoli con emissioni di CO2 0-20 g/km
  • all’80% per i veicoli con emissioni di CO2 21-60 g/km
  • al 50% per i veicoli con emissioni di CO2 61-135 g/km

L’Aniasa chiede al governo di uniformarsi ai principali mercati europei come Germania, Spagna e Francia, dove “la detraibilità ai fini Iva è concessa al 100%, in ottemperanza alla normativa europea; mentre in Italia vige un regime in deroga sulla detraibilità, dal lontano 27 giugno 2007, con l’applicazione della stessa nella misura forfetaria del 40%, anziché del 100%”.