Incentivi auto: ecco come sono andati quelli 2024 e come saranno in futuro

Incentivi auto: ecco come sono andati quelli 2024 e come saranno in futuro

Gli incentivi auto sono finiti in un lampo. Soprattutto quelli sull’auto elettrica sono andati in fumo in poche ore lasciando parecchi automobilisti che aspettavano proprio l’ecobonus per cambiare vettura a bocca asciutta.

Il ministro Adolfo Urso ha commentato l’iniziativa spiegando che da una parte hanno aiutato a svecchiare il parco circolante ma, dall’altra, non hanno sostenuto un tanto agognato aumento della produzione di automobili in Italia. Partiamo dai numeri.

I 5 obiettivi del governo

Quando ha attivato gli incentivi sull’auto elettrica del 2024 il governo ha perseguito varie finalità. La prima, chiaramente, quella di dare un sostegno alla transizione ecologica. Poi, rinnovare il parco circolante, aiutare i cittadini che si trovavano in difficoltà ad acquistare un’auto nuova e, ultimo ma non ultimo, spingere i costruttori italiani ad aumentare la produzione.

Se i primi 4 obiettivi sono stati raggiunti, sul quinto il ministro si è detto deluso. Le Case italiane, infatti, non hanno dato segnali significativi. E qui Urso ha più volte affermato che la situazione deve cambiare.

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Un piano di lungo periodo

Secondo dati non ufficiali, l’83% degli automobilisti che ha comprato un’auto elettrica ha contestualmente rottamato un’auto Euro 0, 1, 2 o 3. Il 77% di chi ha chiesto l’accesso all’ecobonus era una persona fisica e, di queste, il 25% aveva un ISEE inferiore ai 30.000 euro. Quindi, se il ministro Urso si dice soddisfatto, è perché ha effettivamente aiutato le famiglie ad acquistare un’auto più moderna ed ecologica.

Questo non significa che è andato tutto liscio, anzi. Urso, però, ha già in mente come cambiare gli incentivi in futuro. L’idea è quella di una pianificazione pluriennale dell’iniziativa. Un po’ come accade in America, poi, l’idea è quella di dare bonus maggiori su vetture che sono costruite in Italia o che, per lo meno, usano una catena di fornitori presente sul nostro Paese. E qui si torna alla questione “produzione”.

L’Italia produrrà 1 milione di auto?

Già a inizio mese Urso aveva dichiarato di essersi immaginato una reazione diversa dalle aziende automotive. Poi, in un recente intervento al Meeting di Rimini, ha ribadito il concetto facendo nomi e cognomi: “il governo ha fatto la sua parte, Stellantis no”.

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Poi ha aggiunto che è responsabilità del gruppo italo-francese di rilanciare l’auto in Italia e che se da una parte il governo ha messo in campo contributi importanti, dall’altro la parte “italiana” di Stellantis non ha riaffermato la centralità del nostro Paese per i marchi storici come Fiat, Lancia o Alfa Romeo.

Urso, in un colloquio con Carlos Tavares, ceo di Stellantis, chiese di ritornare a una produzione di 1 milione di auto (attualmente siamo intorno alle 500.000) ma, a suo dire, dopo aver creato condizioni favorevoli, non ha visto risposte adeguate.

Ora l’idea è quella di accogliere in Italia un grosso costruttore straniero, magari cinese, per mettere in competizione le industrie dell’indotto e la stessa Stellantis e provare a dare maggior slancio a un settore che resta strategico per l’economia del nostro Paese. Succederà davvero?

 

Incentivi auto 2024: i fondi sono finiti

Li abbiamo attesi per mesi e, una volta resi disponibili, sono stati esauriti entro poche ore. Stiamo parlando degli incentivi auto 2024 per l’acquisto di vetture elettriche. La piattaforma per richiederli stata resa accessibile alle ore 10.00 del 3 giugno e, 9 ore dopo, segnalava agli addetti ai lavori che i 240 milioni rimasti nel fondo stanziato dal governo erano arrivati a zero.

La notizia fa scalpore, anche in relazione al fatto che negli ultimi 2 anni gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche erano stati utilizzati solo in minima parte. Però, per questo 2024, grazie alle nuove regole, molti più automobilisti si sono fatti attrarre dall’acquisto di una vettura a zero emissioni. In effetti, se si aveva da rottamare un’auto anziana (Euro0, Euro 1 o Euro 2) e si aveva una ISEE inferiore ai 30.000 euro, lo “sconto” sul listino arrivava a 13.750 euro.

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Incentivi auto 2024: sono finiti davvero?

Rimanendo sul tema delle auto a batteria (quelle della fascia di emissioni comprese tra 0-20 g/km di CO2), ci sono però degli aspetti da chiarire. Prima di tutto: come è possibile che in meno di una giornata lavorativa siano state caricate sulla piattaforma decine di migliaia di pratiche?

C’è di più, come spiega Michele Crisci, presidente dell’Unrae, secondo cui il primo giorno di incentivi non siano stati messi a disposizione tutti i soldi stanziati. “Scopriamo – dice Crisci – che il giorno di apertura della piattaforma non sono stati resi disponibili tutti i fondi previsti. Mancano 178,3 milioni di euro”. Affinché vengano sbloccati è necessaria l’emanazione di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. “Auspichiamo che avvenga nel più breve tempo possibile – continua Crisci – per evitare l’ennesimo periodo di incertezza che si prospetta per il mercato”.

Sarà davvero così? Non ci sono motivi per dubitarlo. Nei prossimi giorni scopriremo cosa sta succedendo veramente. E i dati sulle immatricolazioni attesi per inizio luglio spiegheranno una volta per tutte quante auto elettriche sono state acquistate e quanti incentivi sono stati erogati.

Ecco gli incentivi auto 2024: tutto quello che c’è da sapere

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Gli incentivi auto 2024 sono realtà.  Anche quest’anno si conferma quindi l’impegno del governo a supporto del settore auto e dei consumatori con il varo di un ecobonus per l’acquisto di vetture dall’impatto ambientale contenuto. Vediamo allora in questa guida tutto ciò che c’è da sapere sugli incentivi 2024.

Come sono divisi i fondi a disposizione

Partiamo dall’inizio. Il governo ha stanziato 793 milioni di euro. Sono suddivisi per sostenere l’acquisto di veicoli di varie categorie. Per le auto elettriche (con emissioni di CO2 comprese tra gli 0 e i 20 g/km) sono disponibili 240 milioni di euro; per le ibride plug-in (con emissioni comprese tra i 21 e i 60 g/km)sono stati messi a disposizione150 milioni di euro; per le auto termiche nuove (con emissioni comprese tra i 61 e i 135 g/km), infine, sono stati stanziati 403 milioni di euro.

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A questi si aggiungono poi 53 milioni per i furgoni e i veicoli commerciali leggeri e 35 milioni per i motocicli. Per le 2 ruote ci sono, nello specifico, 30 milioni per i motocicli elettrici e 5 per i motocicli non elettrici. Ci sono poi 20 milioni a sostegno del mercato dell’usato e 50 milioni a sostegno del noleggio a lungo termine.

Confrontando quanto deciso per il 2024 con quanto stanziato nel 2023, a conti fatti, ci sono più fondi per le elettriche e per le auto a benzina e a gasolio e meno fondi per le auto plug-in. La ratio è intuibile: lo scorso anno i fondi per alcune categorie di veicoli erano andati esauriti in pochissimo tempo mentre quelli per altre classi, poco tarati sulle reali esigenze e su quanto presente sul mercato, erano stati utilizzati solo per una percentuale ridotta.

Incentivi 2024: come funziona per le auto elettriche

Sono finalmente arrivati gli incentivi per le auto elettriche 2024. Il Governo mette a disposizione nuovi bonus che offrono contributi fino a 13.750 euro, con sconti quasi triplicati rispetto agli anni precedenti. Saranno disponibili a partire dalle 10 del 3 giugno e avranno validità fino al 31 dicembre (salvo esaurimento fondi). Potranno beneficiarne sia persone che imprese all’acquisto di vetture con emissioni comprese nella fascia 0-20 g/km di CO2 e con un prezzo massimo di 42.700 euro (35.000 + Iva).

 Lo sconto senza rottamazione è di 6.000 euro, mentre quello con rottamazione può variare dai 9.000 agli 11.000 euro in base alle normative europee sulle emissioni. 

  • 11.000 euro se si rottama un veicolo Euro 0-2
  • 10.000 euro se si rottama un veicolo Euro 3
  • 9.000 euro se si rottama un veicolo Euro 4. 

Grazie all’introduzione del parametro Isee (indicatore della situazione economica equivalente), il contributo può aumentare del 25%. Potranno usufruire di questo vantaggio gli acquirenti con un Isee inferiore a 30.000 euro, arrivando così ad uno sconto massimo di 13.750 euro. Lo sconto varierà, quindi, anche rispetto a questo indicatore, in aggiunta alle emissioni e alla rottamazione (se prevista o meno). Con un Isee superiore a 30.000 euro, lo sconto con rottamazione va dai 9.000 agli 11.000 euro, mentre lo sconto senza rottamazione sarà pari a 6.000 euro. Con un Isee inferiore a 30.000 euro lo sconto con rottamazione si aggira tra gli 8.000 ai 13.750, senza rottamazione sarà uguale a 7.500 euro.  

 Per la ricarica a casa, è stato previsto nel 2022 e 2023 un ulteriore bonus su wallbox e colonnine pari all’80% del prezzo dell’infrastruttura. Non c’è ancora alcuna novità per il 2024. 

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Incentivi 2024: come funziona con ibride e plug-in 

Gli incentivi valgono anche per le auto ibride e plug-in. Si possono ottenere fino a 10.000 euro per le auto plug-in e fino a 3.000 euro per le auto ibride. Come abbiamo già visto per le auto elettriche, bisogna considerare la soglia delle emissioni di C02. La fascia di emissioni tra 0 e 20 g/km comprende tutte le auto elettriche e alcune plug-in il cui prezzo di listino è fissato a 35.000 euro + Iva, ovvero 42.700 euro. La quasi totalità delle auto plug-in si configura nella seconda fascia tra 21 e 60 g/km. La terza fascia degli incentivi tra 61 e 135 g/km comprende i modelli mild e full hybrid, benzina, diesel, GPL e metano. Per poter accedere agli incentivi è importante ricordare che le auto ibride devono avere un prezzo di listino pari a 35.000 euro + Iva, quindi un totale di 42.700 euro. Le auto plug-in non devono invece superare il prezzo di 45.000 euro + Iva, ovvero 54.900 euro. 

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Gli incentivi auto 2024 stanno per tornare. C’è grande fermento al riguardo, un po’ perché sono in ritardo sulla tabella di marcia, un po’ perché potrebbero introdurre qualche novità rispetto al 2023, come detto dallo stesso ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Più fondi per le elettriche, ma anche per le termiche

Restando fermo il fatto che l’ufficialità non c’è ancora, dalle indiscrezioni emerse in queste ultime settimane sembrerebbe che per il 2024 il governo sia pronto a stanziare 793 milioni di euro. Di questi, 240 milioni saranno riservati a sostenere l’acquisto di auto elettriche (con emissioni comprese tra gli 0 e i 20 g/km di CO2), 150 milioni di euro saranno invece dedicati alle ibride plug-in (con emissioni comprese tra i 21 e i 60 g/km di CO2) e 403 milioni all’acquisto di auto termiche (con emissioni comprese tra i 61 e i 135 g/km di CO2).

incentivi-auto-2019

A questo si aggiungono poi 53 milioni per i furgoni e i veicoli commerciali leggeri e 35 milioni per i motocicli. In questo caso suddivisi tra 30 milioni per i motocicli elettrici e 5 per i motocicli non elettrici. Ci sono poi 20 milioni a sostegno del mercato dell’usato e 50 milioni a sostegno del noleggio a lungo termine. Rispetto a quanto messo in campo lo scorso anno, quindi, ci sono più fondi per le elettriche e per le auto a benzina e a gasolio e meno fondi per le auto plug-in. Il motivo sembra chiaro: nel 2023 i fondi per alcune categorie erano andati esauriti in tempi brevissimi mentre gli altri, mal modulati rispetto al mercato, erano risultati inutilizzabili per buona parte.

Come funzionano

Detto di come saranno divisi in generale i fondi stanziati, sempre secondo quanto si è potuto capire fino a oggi, Sfruttando gli incentivi si potrà risparmiare fino a 13.750 euro sull’acquisto di un’auto nuova. A patto che si rispettino certe condizioni. Prima di tutto, tutto dipenderà dall’ISEE (più o meno i 30.000 euro) e dal fatto che l’acquirente sia una persona fisica o giuridica. Con ISEE al di sotto dei 30.000 euro, una persona fisica che rottami un’auto Euro 0, Euro 1 o Euro 2, potrà acquistare un’auto elettrica con un contributo di 13.750 euro, un’auto ibrida plug-in con un contributo di 10.000 euro e un’auto a benzina, Diesel, GPL o metano con un contributo di 3.000 euro.

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Le soglie si abbasseranno con diversi scaglioni progressivi se l’auto da rottamare sarà più recente (o se non ci sarà rottamazione) e se l’ISEE sarà superiore ai 30.000 euro. Nel caso “peggiore”, il contributo sarà di 7.500 euro sull’acquisto di un’auto elettrica, di 5.000 euro sull’acquisto di un’auto plug-in e di 0 euro per l’acquisto di un’auto benzina, Diesel, GPL o metano. Le persone giuridiche seguiranno le stesse logiche di applicazione con contributi statali più bassi o uguali a quelli per le persone fisiche in base ai diversi casi. Sembrano confermati i limiti di spesa, con gli incentivi che saranno sfruttabili solo per l’acquisto di vetture che costino meno di 42.700 euro (35.000 più Iva).

Quando arrivano

Aspettando conferme ed eventuali modifiche, la domanda che tutti si pongono riguarda i tempi con cui questi incentivi auto 2024 saranno effettivamente disponibili. Il decreto sarebbe pronto, ma prima di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale deve essere approvato dalla Corte dei Conti. Ed è qui che siamo fermi al momento: l’organo costituzionale sta attualmente controllando la correttezza della norma. Quanto tempo occorre? Ancora qualche settimana almeno. Si pensa quindi che gli incentivi statali per l’acquisto di un’auto per il 2024 non saranno disponibili prima di inizio marzo.

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Nei prossimi giorni verranno varati gli ecoincentivi 2024. Proprio per questo motivo molti costruttori stanno rimettendo mano ai loro listini per permettere ai propri modelli di rientrare nei limiti del bonus che, ricordiamo, è fissato a 35.000 euro IVA esclusa. Tra questi c’è anche Tesla, che ha rivisto i prezzi della sua Model Y.

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

 

 

Il listino si apre a 42.690 euro

L’attuale generazione della Tesla Model Y, che nei prossimi mesi dovrebbe essere sostituita dal restyling di metà carriera del modello, può ora contare su un listino che si apre a 42.690 euro IVA inclusa, necessari per portarti a casa la versione Rear Wheel Drive spinta dal solo motore elettrico posteriore, accreditata di un’autonomia di 455 km. La variante di accesso alla gamma si porta così a casa ad un prezzo inferiore di 4.300 euro rispetto al listino precedente ai quali vanno sottratti altri 3.000 euro offerti dall’ecobonus dal momento che l’auto rientra nella fascia di emissioni tra 0 e 20 g/km. Incentivo che può salire fino a 5.000 euro nel caso si abbia una vecchia auto da rottamare.

Il resto della gamma

Per completezza, qui di seguito vi riportiamo anche i nuovi prezzi delle altre versioni presenti a listino. La Tesla Model Y Long Range da 533 km di autonomia costa ora 49.990 euro, ovvero 4.000 euro in meno, che è la medesima cifra scontata anche dalla versione top di gamma Performance capace di scattare da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e di percorrere 514 km con un “pieno” di energia. Il prezzo scende così a 55.990 euro.

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C’è anche la Model 3

A proposito di Tesla, la recentemente rinnovata Model 3 non è stata interessata da questa revisione del listino, ma nonostante questo il modello rientra comunque nel limite imposto dagli incentivi, grazie ad un prezzi di listino che parte da 42.490 euro per la variante a trazione posteriore da 513 km di autonomia. La Dual Motor, quindi dotata di due motori elettrici e della trazione integrale costa invece 49.990 euro.

Incentivi auto 2024: tutto quello che c’è da sapere

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Gli incentivi statali per l’acquisto di automobili nuove saranno in vigore anche nel 2024, ma restano i dubbi sulla ripartizione dei fondi fra le varie categorie di veicoli. Anche per l’anno prossimo è stata confermata la suddivisione in tre fasce, in base alle emissioni di CO2, delle automobili che hanno diritto agli incentivi. Nel range 0-20 g/km rientrano le vetture elettriche e a idrogeno; la fascia 21-60 g/km di CO2 riguarda le ibride plug-in e quella 61-135 g/km comprende auto a benzina e diesel meno inquinanti, incluse mild hybrid, full hybrid, ibride plug-in, e alcune bi-fuel a Gpl e a metano.

Le vetture elettriche, in totale, detengono solo il 4,1% della quota mercato nel 2023 e le ibride plug-in fanno poco meglio con il 4,4%; mentre i modelli mild e full hybrid occupano il 36% delle vendite complessive.

Perplessità sulla ripartizione dei fondi

Nel corso degli anni la somma degli incentivi riservata alle tre categorie è sempre cambiata e sarà così anche nel 2024, che potrà contare su 570 milioni di euro complessivi contro i 575 del 2023. Quello che fa discutere è la ripartizione delle somme da assegnare alle tre categorie: 205 milioni per le vetture elettriche (15 milioni in più rispetto a quest’anno), 245 milioni per le ibride plug-in (10 milioni in più rispetto al 2023) e soli 120 milioni per le full hybrid e mild hybrid, 30 milioni in meno dell’anno in corso.

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Il governo spinge per l’acquisto delle vetture con emissioni più basse (che sono anche le più care e le meno vendute), decisione confermata dalla ripartizione delle somme, ma la scelta non convince anche alla luce delle cifre avanzate e non ancora utilizzate degli incentivi del 2023: le auto elettriche hanno ancora 103 milioni di euro di bonus 2023 che sommati ai 205 milioni del 2024 porterebbe il totale a 308 milioni. Per le ibride plug-in i fondi rimasti dall’anno scorso ammontano a 200 milioni e con i 245 previsti per quest’anno fanno salire la cifra complessiva a 445 milioni. Secondo questa ripartizione, da inizio 2024, i fondi pubblici riservati alle auto meno vendute (8,5% delle vendite totali nei primi undici mesi del 2023) ammontano a 753 milioni di euro; mentre alle auto full hybrid o mild hybrid, che rappresentano il 36,3% della quota mercato, andrebbero solo 120 milioni.

Una suddivisione più equa per ringiovanire il parco auto

L’obiettivo del governo è ringiovanire il parco auto circolante, che è il più vecchio d’Europa, ma per farlo in tempi brevi la soluzione più semplice sarebbe riservare maggiori incentivi alle vetture più vendute. Nel 2023 alle auto nella fascia di emissioni di CO2 61-135 g/km sono stati riservati 150 milioni di euro di bonus statale, somma esaurita già il 6 febbraio, che non è stata rifinanziata. Non solo, per il 2024 il totale è stato rivisto al ribasso (120 milioni di euro); mentre auto elettriche e plug-in hanno a disposizione 753 milioni di euro. Alla luce di questo sbilanciamento, molti auspicano un cambio di rotta da parte del governo, che può decidere per una diversa ripartizione dei soldi in maniera rapida mediante i Dpcm: anche nel recente passato i fondi sono stati spostati più volte da una categoria all’altra.

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Come funzionano gli incentivi 2024

Chi acquista una vettura che rientra nel range 0-20 g/km di CO2, che comprende le auto elettriche, quelle a idrogeno e alcune ibride plug-in, beneficerà di un bonus di 5.000 euro in caso di rottamazione di una vecchia auto fino alla classe Euro 4, oppure di 3.000 euro senza rottamazione. Per l’acquisto di auto nella fascia di emissioni 21-60 g/km di CO2, che riguarda le ibride plug-in, l’aiuto statale è di 4.000 euro in caso di rottamazione di una vecchia vettura e 2.000 euro senza. Per le vetture che rientrano nella fascia 61-135 g/km di CO2, che include auto a benzina e diesel meno inquinanti, comprese mild hybrid, full hybrid, ibride plug-in, e alcune bi-fuel a Gpl e a metano, il bonus statale è di soli 2.000 e viene erogato esclusivamente a chi rottama una vecchia auto. C’è anche un tetto massimo al prezzo delle automobili acquistabili con gli incentivi: 42.700 euro Iva inclusa per i modelli che rientrano nelle fasce 0-20 g/km e 61-135 g/km e 54.900 euro, sempre Iva compresa, per quelli della categoria 21-60 g/km.

Per l’Italia il futuro non è solo elettrico

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Va bene il bando ai motori inquinanti voluto dall’Unione europea, ma solo a determinate condizioni. Al Forum AutoMotive di Milano, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito la posizione dell’Italia. “Se passa la richiesta di includere gli e-fuel avanzata dalla Germania e la nostra per i biocarburanti, potremmo dare un assenso di massima – ha dichiarato il ministro – in modo da garantire un futuro al motore endotermico anche dopo il 2035, sfruttando anche l’idrogeno. La via maestra rimane l’elettrico, ma senza il 2035 come data fissa per lo stop al termico. L’Italia deve avere il tempo di accompagnare il sistema produttivo nella transizione”.

Secondo il ministro, il passaggio alle zero emissioni ha bisogno di più tempo. “Centinaia di migliaia di lavoratori sono impiegati nella produzione – ha aggiunto Pichetto – mentre il nostro sistema distributivo dovrà essere totalmente reimpostato. L’elettrico non può costituire l’unica alternativa. Il mondo va avanti, la ricerca va avanti: ci sono e-fuel, biocarburanti e altre tecnologie, come l’idrogeno. Dobbiamo andare al di là delle tifoserie pro e contro l’elettrico. L’Unione Europea rappresenta un modello di consorzio in cui ognuno ragiona e porta avanti i propri interessi. Sono stupito dalla retromarcia del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans rispetto al futuro solo elettrico”.

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Rivedere gli incentivi

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha toccato anche il tema degli eco-incentivi. “Va fatta una valutazione per renderli più efficaci, vanno costruiti su un disegno di mercato che punti alla decarbonizzazione. In che modo modificare gli aiuti statali? È una domanda da rivolgere al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Per me è più importante togliere dalla strada i mezzi Euro 0, Euro 1 ed Euro 2, piuttosto che vendere auto elettriche”.

Modificare la fiscalità per le flotte

Le flotte aziendali sono un tema caldo nel mondo automotive. Il ministro Pichetto auspica una modifica della fiscalità delle auto aziendali “mediante un allineamento a quello che accade in Europa sul fronte della detraibilità dell’Iva delle flotte che possono apportare un contributo significativo alla decarbonizzazione”.

Incentivi wallbox e colonnine: arriva la proroga fino al 2024

Toyota Lexus elettrica: ricarica

Gli incentivi per wallbox e colonnine di ricarica dei veicoli elettrici presto saranno nuovamente disponibili. La misura era stata approvata lo scorso agosto dal governo Draghi, ma era rimasta bloccata in attesa del decreto attuativo. Anche se nel testo c’era scritto che l’incentivo poteva essere richiesto soltanto fino al 31 dicembre 2022, l’attuale governo e il parlamento hanno risolto il problema della scadenza con il decreto Milleproroghe. Il bonus prevede un contributo dell’80% su acquisto e installazione di un’infrastruttura, con i limiti di prezzo di 1.500 euro a persona e 8.000 euro se si tratta di un condominio.

Proroga per 2023 e 2024

L’incentivo è stato approvato in via definitiva da Senato e Camera con il ddl di conversione, che ne stabilisce la proroga al 2023 e 2024, con un fondo di 40 milioni all’anno, per un totale di 120 milioni tenendo in considerazione anche il 2022. Mancano gli ultimi due passi per la piena operatività: l’approvazione del decreto attuativo e l’istituzione della piattaforma per poter richiedere il bonus, ma gli automobilisti interessati possono tirare un sospiro di sollievo.

Le moto elettriche

Stando alle prime bozze, il governo avrebbe dovuto pensare anche al bonus per l’acquisto di moto elettriche. Si era parlato di destinare 5 milioni di euro all’anno a moto e scooter a batteria, togliendoli al fondo 2023-2024 per i veicoli termici. Nel testo finale non c’è traccia di questo provvedimento, che per ora non è stato preso in considerazione.

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Come funzionano i fondi del Pnrr

Restando in tema di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, vediamo anche come ottenere gli incentivi previsti dal Pnrr per le imprese che installano colonnine, quali aziende hanno diritto e a quanto ammonta il fondo previsto. L’obiettivo del Pnrr è la creazione di 21.255 nuove colonnine per la ricarica di auto elettriche entro il 2025, ripartite in questo modo: 13.755 punti di ricarica in città e 7.500 fast e ultrafast in superstrada, vale a dire le strade extraurbane principali e secondarie, escluse le autostrade. I luoghi dove installare le infrastrutture (Idr) sono stabiliti da due decreti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase): uno per le superstrade e l’altro per i centri urbani. La somma totale destinata alle colonnine è 741 milioni di euro, erogati sotto forma di incentivi a fondo perduto. Il governo ha sbloccato i primi 713 milioni: quasi 360 per le infrastrutture in superstrada e circa 353 milioni per i punti di ricarica in città.

Chi può beneficiarne e a quali condizioni

Imprese o Rti (Raggruppamenti temporanei di imprese) potranno avere accesso al fondo, dopo aver presentato una “istanza di ammissione” e dimostrato “di aver gestito infrastrutture di ricarica operative sul territorio dell’Unione europea, in misura pari ad almeno il 5% del numero di infrastrutture di ricarica per cui hanno presentato istanza e che sono stati selezionati”. Il bonus sarà elargito sotto forma di “contributo in conto capitale”, per un massimo del 40% delle spese ammissibili.

“I soggetti beneficiari – si legge ancora il decreto – non hanno individualmente accesso a un finanziamento di importo maggiore del 30% dello stanziamento complessivo di ciascun bando previsto per ciascuna delle annualità (…) anche nel caso di partecipazione in Rti”. Le spese ammissibili riguardano i costi sostenuti per “acquisto e messa in opera” di infrastrutture da almeno 175 kW in superstrada e 90 kW in città, comprese “installazione, impianti e opere edili strettamente necessarie”. I tetti massimi sono 81.000 euro a Idr in superstrada e 50.000 euro a Idr in città.

Spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi e costi affrontati per il rilascio delle autorizzazioni sono finanziati “nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per la fornitura e la messa in opera della infrastruttura di ricarica”. Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) chiarisce che gli incentivi non sono cumulabili con altri bonus pubblici o “regimi di sostegno comunque denominati, qualificabili come aiuti di Stato, destinati alla realizzazione delle medesime infrastrutture di ricarica”.

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Come inoltrare la domanda

Otterranno il bonus tutti i progetti “avviati successivamente alla data di presentazione dell’istanza di ammissione al beneficio” e che rispetteranno i requisiti tecnici richiesti. La selezione avverrà “in forma telematica” tra il 2023 e il 2024, seguendo un sistema di punti che prevede un massimo di 100.

Per accedere alle risorse, le imprese e le Rti dovranno presentare domanda di ammissione nei tempi previsti da un decreto attuativo, con due indicazioni da riportare: “la riduzione percentuale del costo specifico massimo ammissibile (…)” che si chiede, compresa tra l’1,25% e il 50% e il numero di punti di ricarica che si ha intenzione di installare, comunque non inferiore al minimo richiesto dal ministero.

Dopo aver ottenuto i finanziamenti, le imprese e le Rti dovranno attivare le colonnine entro 12 mesi. Questa scadenza può essere prorogata di tre mesi, ma soltanto per installare il 5% dei punti di ricarica e solo dietro istanza motivata presentata al Mase fino a tre mesi prima della scadenza. Il ministero ha 30 giorni di tempo per decidere. In ogni caso, le colonnine dovranno essere operative entro il 31 dicembre 2025.

Revoca degli incentivi

Ovviamente sono previsti anche casi di revoca, anche se per ora ne sono indicati pochi. Il primo si verifica se nell’istanza di ammissione o durante il procedimento spuntano “dichiarazioni mendaci”, o nel caso in cui le imprese e le Rti esibiscano “atti contenenti dati non rispondenti a verità”. Un altro caso si concretizza quando il soggetto beneficiario non rispetta i termini previsti.

In tutte queste situazioni, la restituzione delle somme ricevute dovrà avvenire entro 60 giorni. Le verifiche sono a carico del Mase, “anche delegando il soggetto gestore”: lo stesso che dovrò coadiuvare il ministero nel corso delle procedure. Sarà individuato in un momento successivo e sarà operativo dopo la firma di una convenzione. Gli altri dettagli saranno stabiliti con un provvedimento attuativo, da emanare entro 30 giorni dall’entrata in vigore dei due decreti.

Le 5 auto plug-in da acquistare con gli incentivi 2023

Mini Cooper Countryman Plug-In Hybrid: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6

Le auto plug-in rappresentano la “via di mezzo” ideale per tutti coloro che non si sentono ancora pronti a passare all’elettrico puro, ma non vogliono rinunciare alla possibilità di muoversi in maniera più green. Sono auto dotate di una batteria ricaricabile alla spina e rappresentano quindi il massimo livello di elettrificazione oggi disponibile. Il funzionamento delle Phev (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) è simile a quello delle full hybrid, ma in più è possibile ricaricare la batteria, con capacità superiore rispetto alle full, da una presa di corrente domestica o da una colonnina pubblica e non solo grazie al motore a combustione (benzina o diesel) o alla frenata rigenerativa. La ricarica alla spina consente alle plug-in di percorrere così distanze maggiori in modalità elettrica, solitamente fra 40 e 100 km.

Le auto alla spina rientrano nella fascia di emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km. In questo caso l’incentivo statale ammonta a 2.000 senza la rottamazione di una vecchia vettura o a 4.000 euro se si rottama un’auto compresa tra gli standard Euro 0-4. Il Governo ha stanziato un fondo di 235 milioni di euro, 223,25 milioni per le persone fisiche e 11,75 milioni per imprese di noleggio e car sharing. Per beneficiare del bonus, il prezzo massimo dell’auto plug-in da immatricolare deve essere di 54.900 euro Iva inclusa o 45.000 Iva esclusa. Passiamo in rassegna alcune tra le vetture ibride plug-in più interessanti sul mercato, che rientrano negli incentivi 2023.

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e prova su strada

Jeep Compass 4xe

  • Prezzo base: 48.750 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 46.750 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 44.750 euro

La Jeep Compass PHEV 1.3 Turbo T4 4xe da 190 CV è la regina del mercato italiano fra le vetture plug-in. Il Suv medio americano è dotato di cambio automatico a 6 marce e garantisce emissioni di CO2 di 43 g/km con un consumo Wltp ponderato di 1,9 l/km. Di serie offre cerchi in lega da 18” Gloss Black, climatizzatore automatico e fari riflettori led con Drl integrato. Il colore che non si paga è il Colorado Red.

Opel Astra: prezzi, dimensioni e caratteristiche 27

Opel Astra

  • Prezzo base: 39.050 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 37.050 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 35.050 euro

Il prezzo si riferisce alla Opel Astra 1.6 180 CV Hybrid in versione Elegance, con motore 1.6 turbo elettrificato da 180 CV già visto su altre auto del Gruppo Stellantis. La versione ricaricabile alla spina ha il cambio automatico a 8 rapporti, accelera da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi e garantisce 58 km di autonomia in elettrico. Di serie offre il nuovo Pure Panel completamente digitale dotato di uno schermo del cruscotto da 10” e di uno schermo touch centrale da 10” con funzioni Apple CarPlay e Android Auto. L’unico colore gratis è il Kult Yellow.

MG EHS: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

MG EHS PHEV

  • Prezzo base: 36.590 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 34.590 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 32.590 euro

La versione della MG EHS PHEV che rientra negli incentivi è la Comfort. EHS è equipaggiato con un powertrain che unisce a un 1.5 turbobenzina da 162 CV e 250 Nm un motore elettrico da 122 CV e 230 Nm, per una potenza complessiva di sistema di 258 CV e 370 Nm. Ha una batteria agli ioni di litio da 16,6 kWh che permettere di percorrere fino a 52 km in modalità 100% elettrica. La velocità massima dichiarata è 190 km/h, mentre impiega 6,9 secondi per scattare da 0 a 100 km/h. Il colore che non si paga è il Diamond Red.

Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

Peugeot 3008

  • Prezzo base: 45.700 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 43.700 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 41.700 euro

La gamma della Peugeot 3008 si arricchisce della versione ibrida plug-in da 180 CV. La ricaricabile alla spina abbina un motore a benzina 1.6 da 150 CV a un’unità elettrica da 110 CV per una potenza complessiva di 180 CV, mentre a trasmettere a terra tutta questa potenza ci pensa il cambio automatico a 8 rapporti EAT8. Accelera da 0 a 100 km/h in 8,7 secondi e raggiunge una velocità massima di 215 km/h. La versione base, la Active Pack, di serie offre cerchi in lega Detroit 18”, fari led e climatizzatore automatico bi-zona. Il colore gratis è il Blue Celebes metallizzato.

Kia XCeed: prezzi, dimensioni e prova su strada 3

Kia XCeed PHEV

  • Prezzo base: 41.200 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 39.200 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 37.200 euro

La versione alla spina della Kia XCeed è dotata di un pacco batteria ai polimeri di litio da 8,9 kWh, un motore elettrico da 44,5 kW e un motore Gdi a iniezione diretta a quattro cilindri da 1,6 litri, per una potenza totale di 141 CV per 265 Nm di coppia a partire da 1.000 giri per uno scatto da 0 a 100 km/h in 11 secondi. XCeed è in grado di percorrere fino a 58 chilometri in elettrico, stando ai dati dichiarati dal costruttore. Di serie troviamo cerchi in lega da 18”, fari anteriori full led, fari posteriori a led e climatizzatore automatico bi-zona. L’unico colore gratuito l’Orange Fusion.

Le 5 auto elettriche da acquistare con gli incentivi 2023

Smart ForTwo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

Gli incentivi per l’acquisto di un’auto elettrica sono stati riproposti anche per il 2023, ma con alcune differenze rispetto all’anno scorso, come l’assenza dello sconto extra riservato alle famiglie con Isee basso. Ci sono due categorie di sconti. Chi decide di acquistare una vettura 100% elettrica senza rottamare una vecchia auto ha diritto a un bonus di 3.000 euro; mentre per coloro che rottamano un’automobile con classe ambientale compresa tra Euro 0 ed Euro 4 lo sconto sale a 5.000 euro. Possono beneficiare degli incentivi statali 2023 tutte quelle vetture che hanno un prezzo di listino massimo di 42.700 euro Iva inclusa, oppure 35.000 euro senza Iva.

Va ricordato che le auto elettriche rientrano nella fascia di emissioni di CO2 compresa tra 0 e 20 g/km e che per questa categoria il fondo statale previsto per il 2023 ammonta a un totale di 190 milioni di euro. Di seguito passiamo in rassegna alcune tra le auto elettriche più economiche che è possibile acquistare usufruendo degli incentivi statali.

MG ZS EV: prezzo, dimensioni e caratteristiche 19

MG ZS EV

  • Prezzo base 33.490 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 30.490 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 28.490 euro

Lo storico brand di origini inglesi, adesso proprietà di Saic Motors, punta al rilancio sul mercato europeo con la MG ZS EV, un Suv 100% elettrico, che viene proposto in vari allestimenti e versioni che si differenziano tra loro per la potenza del motore e la capacità della batteria. Il prezzo di partenza si riferisce alla variante Comfort, che monta una batteria da 51 kWh e garantisce 320 km di autonomia.

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 55

Fiat 500 elettrica

  • Prezzo base: 29.950 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 26.950 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 24.950 euro

La Fiat 500  è una delle auto elettriche più vendute in Italia e presenta numeri in crescita anche in Europa. La Action è la versione base e monta un motore da 95 CV e una batteria da 23,8 kWh per un’autonomia di 180 km. A listino ci sono anche modelli con batteria più grande e motore più potente, ma per queste il prezzo sale inevitabilmente.

Dacia Spring: prezzo, dimensioni e prova su strada

Dacia Spring

  • Prezzo base: 21.450 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 18.450 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 16.450 euro

La Dacia Spring si conferma la vettura elettrica più economica presente sul mercato. Il costo particolarmente contenuto della versione base, la Comfort, ha permesso a questa piccola auto di collocarsi tra le elettriche più vendute nel nostro Paese. Grazie alle dimensioni contenute, appena 3,73 metri di lunghezza, la citycar di Dacia risulta molto agile soprattutto nel contesto urbano. Spring è dotata di motore elettrico da 44 CV alimentato da una batteria da 27,4 kWh per un’autonomia pari a 225 km.

Smart ForTwo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

 

Smart EQ fortwo

  • Prezzo base: 25.210 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 22.210 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 20.210 euro

La Smart EQ fortwo è la prima vettura 100% elettrica del marchio tedesco, che in questo modo ha intrapreso il percorso di transizione verso l’elettrificazione della gamma. La piccola citycar riscuote successo anche nella versione a batteria grazie alle dimensioni compatte che le consentono di muoversi agilmente nel traffico urbano. Smart EQ fortwo ha un motore da 82 CV (lo stesso della Renault Twingo) con una batteria da 17,6 kWh (un po’ più piccola di quella della vettura francese) che le assicura un’autonomia di 133 km.

Opel Corsa: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Opel Corsa-e

  • Prezzo base: 33.800 euro
  • Prezzo con incentivi senza rottamazione: 30.800 euro
  • Prezzo con incentivi con rottamazione: 28.800 euro

La Opel Corsa-e viene sviluppata sulla piattaforma CMP del Gruppo Stellantis, e si fa notare per le brillanti prestazioni del powertrain 100% elettrico. L’auto tedesca è dotata di un motore sincrono a magneti permanenti da 136 CV, alimentato da una batteria CATL da 50 kWh che le garantisce quasi 300 km di autonomia nel ciclo combinato. Il design e le linee, invece, sono le stesse della versione a motore endotermico.