VinFast VF 8: prezzo, dimensioni e caratteristiche

VinFast VF 8: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Dalla fine del 2022, il nuovo marchio vietnamita sbarcherà in Europa con una crossover full-electric. VinFast VF 8 è infatti l’esempio di come nel mercato dell’elettrico siano sempre più i costruttori asiatici a muoversi, e di come l’espansione dei brand vada ora oltre i confini a cui l’era dell’endotermico ci aveva abituato. Presentato al CES di Las Vegas, questo SUV vanta un design innovativo, frutto della collaborazione con Pininfarina, e un’autonomia di 504 km.

Di seguito ecco la scheda tecnica della VinFast VF 8:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
Bagagliaio –
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) –
 Prezzo (da) 43.350 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motorizzazioni
 Prezzi

Fra le concorrenti che VinFast VF 8 troverà sul mercato europeo ci sono vetture come la Volkswagen ID.5, la Ford Mustang Mach E, la Kia EV6, o ancora la Tesla Model Y. Con una lunghezza di 4,75 metri, la VF 8 si posiziona tra le crossover di dimensioni medio-grandi.

In attesa della lista degli equipaggiamenti interni, possiamo sicuramente già notare una cura estetica dell’abitacolo paragonabile a quella degli esterni. VF 8 non è infatti solamente spaziosa o confortevole, ma sfoggia un ambiente interno di qualità e lussuoso. Il rimando alla “scuola” Tesla negli interni è forte ed è enfatizzato dalla presenza di un unico grande schermo centrale, dal quale gestire l’infotainment e le varie funzioni dell’auto.

VinFast VF 8: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

I sistemi di assistenza alla guida, ormai immancabili, sono vari e collaborano tra di loro, per rendere possibile una parziale guida autonoma della vettura. A seconda dell’allestimento scelto si accederà a sistemi di livello 2+, 3 oppure 4. Su tutte le VF 8 saranno invece presenti applicazioni per collegarsi agli impianti domotici delle smart home, al computer dell’ufficio o ad altre funzionalità.

L’estetica della VF 8 punta a fare breccia su una clientela dinamica e sportiva. Per questo motivo, il lavoro congiunto fra la casa vietnamica, Pininfarina e Torino Design, ha portato alla definizione di un design dal forte dapore sportivo, ben marcato dalla presenza di un tetto rastremato nella parte posteriore, donando così alla VF8 uno stile che rimanda al mondo delle Cupé.

I tratti distintivi del marchio tornano anche sulla VF8, come le lunghe luci diurne a Led nell’anteriore che vanno a creare la forma di una V. Tratto questo ripresto anche dai gruppi ottici posteriori, anch’essi dotati della medesima tecnologia Led. A donare un tocco di sportività in più, poi, ci pensano le generose prese d’aria nella parte anteriore, un elemento che solitamente non si trova su un’auto elettrica vista la minore necessità d’aria per raffreddare la meccanica.

Ancora assenti, per il momento, i dati relativi ai motori. Sappiamo però che le motorizzazioni saranno 100% elettriche e che garantiranno, stando alle dichiarazioni del costruttore vietnamita, un’autonomia di 504 km con una singola ricarica.

 

VinFast non ha ancora rilasciato il listino prezzi completo per il mercato italiano. Tuttavia, sappiamo che VF 8 sarà commercializzato, probabilmente alla fine del 2022, in Francia, Germania e Paesi Bassi ad un prezzo di partenza di 43.350 €.

VinFast VF 9: prezzo, dimensioni e caratteristiche

VinFast VF 9: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Vin Fast ha dichiarato che commercializzerà il suo SUV top di gamma anche nel Vecchio Continente dalla fine del 2022. VF 9 è infatti prova della crescita dei brand asiatici nel mercato dell’elettrico, trend che aveva trovato poco spazio nell’era dell’endotermico. Presentato al CES di Las Vegas, questo SUV 100% elettrico di fascia medio-alta sfoggia un design innovativo, frutto del lavoro svolto con Pininfarina. VF 9 ha ben tre file di sedili e 550 km di autonomia dichiarata.

Di seguito ecco la scheda tecnica della VinFast VF 9:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
Bagagliaio –
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) –
 Prezzo (da) 59.150 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motorizzazioni
 Prezzi

Mancano, per il momento, dati esatti sulle dimensioni della nuova top di gamma di VinFast. Si sa però che la lunghezza sarà di 5,12 metri, che la pone al vertice della categoria in fatto di ingombri, portandola a rivaleggiare con “giganti” elettrici come Tesla Model X.

In attesa che la lista degli equipaggiamenti interni sia disponibile, possiamo già confermare che la cura estetica dell’abitacolo è paragonabile a quella degli esterni. VF 9 non è infatti solamente spaziosa o confortevole, ma sfoggia anche un ambiente interno caratterizzato da contenuti lussuosi e tecnologici. L’infotainment sarà accessibile tramite display touch dalle dimensioni generose, che superano i 15 pollici, mentre un’attenzione particolare sarà data agli Adas.

VinFast VF 9: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

I sistemi di assistenza alla guida, ormai fondamentali, sono progettati e organizzati per rendere possibile una parziale guida autonoma della vettura. A seconda dell’allestimento scelto, VF 9 sarà dotata di sistemi di livello 2+, 3 oppure 4 (se le regole lo permetteranno). Su tutte le vetture saranno invece installate applicazioni per il controllo di impianti domotici di smart home, di computer da remoto o altre funzionalità ancora.

Il look della VF 9 è il prodotto del coinvolgimento da parte di Vin Fast di aziende italiane come Pininfarina e Torino Design, capaci di reinterpretare gli stilemi propri del marchio per adeguarli alla clientela occidentale. Così come la sorella VF 8, anche VF 9 è sviluppata su un assetto leggermente rialzato, il che sottolinea la versatilità del SUV asiatico.

Il design semplice e lineare mette al centro i gruppi ottici accattivanti e caratteristici. Sul frontale, infatti, i vari elementi a LED sono posizionati in modo da dare l’idea di una firma ottica “alata”. Nel complesso VF 9 ha esterni tipici di una “nativa elettica”, moderni e grintosi. Ulteriore particolarità è infine rappresentata dallo speciale adattamento stilistico del montante posteriore

Per conoscere i dati relativi al motore, o ai motori di VF 9 dovremo ancora pazientare. Sappiamo però che i propulsori saranno 100% elettrici e che garantiranno, secondo le dichiarazioni del costruttore vietnamita, un’autonomia di 550 km.

 

VinFast non ha ancora rilasciato il listino prezzi completo per il mercato italiano. Tuttavia, la Casa vietnamita ha dichiarato che VF 9 sarà commercializzato, probabilmente alla fine del 2022, in Francia, Germania e Paesi Bassi ad un prezzo di partenza di 59.150 €.

 

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido

Le batterie del futuro saranno allo stato solido e andranno a sostituire quelle attuali che utilizzano materiali liquidi per lo scambio di elettroni. Nella maggior parte dei casi, le aziende che stanno lavorando su questi prodotti utilizzano un elettrolita ceramico, che ha bisogno di una lavorazione particolare per evitare rotture o perdite di prestazioni.

La soluzione a questo inconveniente potrebbe arrivare dai ricercatori della Brown University e dell’Università del Maryland, che hanno deciso di puntare su un elettrolita diverso, fatto con nanofibrille, cristalli piccolissimi realizzati con processi di nanotecnologia che si trovano nella cellulosa. La svolta arriva dal legno: questo materiale è estremamente sottile ed è in grado di flettersi e piegarsi, riuscendo in questo modo a resistere alle sollecitazioni a cui è sottoposto nelle fasi di carica e scarica.

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido 1

Più efficienza grazie a cellulosa e rame

Stando ai dati della ricerca dei due atenei, che è stata pubblicata anche sulla rivista Nature, il nuovo elettrolita sfrutta nanotubi polimerici derivati dalla cellulosa che vengono combinati con il rame per andare a formare un conduttore ionico solido che ha una conduttività simile a quella degli elettroliti ceramici e che è circa cento volte superiore ad altri conduttori ionici polimerici testati fino a questo momento.

L’aggiunta del rame alla cellulosa è la seconda importante scoperta dello studio: la combinazione dei due elementi crea spazio tra le catene di polimeri in modo che gli ioni di litio possano muoversi con maggiore velocità, accrescendo considerevolmente l’efficienza.

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido 2

Un materiale resistente e naturale

“Unendo il rame a nanofibrille di cellulosa unidimensionali siamo riusciti a dimostrare che la cellulosa che solitamente è un materiale isolante offre invece una via di spostamento molto rapida per gli ioni di litio. In questo modo, anzi, hanno raggiunto una velocità record tra tutti gli elettroliti polimerici solidi”, ha chiarito Liangbing Hu, uno degli autori dello studio.

I vantaggi del nuovo elettrolita non si fermano alle ottime prestazioni: possiede anche una maggiore capacità di deformarsi rispetto alla ceramica e per questo sarà in grado di tollerare meglio le sollecitazioni presenti all’interno delle batterie. Non solo, sarà adottabile anche su batterie con anodo al litio-metallo e con catodi ad alta tensione. Ma la cosa migliore è che “questo è un materiale fornito dalla natura – ha precisato Yue Qi, un altro dei ricercatori coinvolti nel progetto – e ciò ridurrà l’impatto della produzione di batterie sull’ambiente”.

Vendita auto: i concessionari si trasformano in agenzie

Il futuro delle concessionarie tra internet e realtà aumentata 1

Il processo di elettrificazione delle automobili porta con sé molti più cambiamenti di quelli che possiamo immaginare. All’orizzonte si intravedono importanti novità anche per le concessionarie, che nei prossimi anni potrebbero trasformarsi in agenzie, una specie di intermediari tra la casa produttrice e il consumatore finale.

Le concessionarie del futuro saranno un luogo d’incontro non solo per acquistare un’auto elettrica, ma anche per capirla e accedere ai servizi accessori. In pratica il venditore dovrà diventare un consulente, capace di accompagnare il cliente all’interno del grande ecosistema di esperienze e servizi legati ai veicoli a zero emissioni.

L’esempio di Tesla

Il primo caso di trasformazione delle concessionarie in agenzie riguarda Tesla. Il marchio californiano si è sempre occupato direttamente della vendita dei propri veicoli. Questa strategia gli ha permesso di tenere sotto controllo i prezzi e di poter avere un rapporto diretto con il cliente. Anche se va rimarcato che la casa americana è stata agevolata dal fatto di avere, fino a pochi anni fa, una gamma composta da solo due modelli.

Adesso le cose sono cambiate: l’arrivo di nuovi modelli e la necessità di dover gestire un numero crescente di veicoli usati e di officine e rivenditori specializzati, costringeranno il brand di Elon Musk ad approcciarsi in maniera diversa alla vendita delle vetture.

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L’auto elettrica si vende in modo diverso

Tesla è l’esempio di come cambierà la rete commerciale nei prossimi anni, ma non è l’unica ad aver modificato il modo di vendere le automobili. Anche Cupra vende tutti i propri veicoli tramite agenzia, mentre Mercedes e Audi lo fanno solo con i modelli elettrici.

Perché le case produttrici decidono di lasciare le concessionarie per passare alle agenzie? Gli ingenti investimenti nell’elettrificazione hanno inciso notevolmente sui budget dei costruttori. Attraverso una gestione “diretta” delle vendite, cioè tramite agenzia, i brand potrebbero aumentare i margini operativi di un due percento, che porterebbe a una marginalità superiore del 20/25%.

Le nuove concessionarie

Tuttavia la trasformazione in agenzia non escluderà le attuali concessionarie dal mercato, ma addirittura, nella maggior parte dei casi, porterà loro alcuni vantaggi. Ad esempio gli investimenti per le strutture, come gli showroom, verrebbero rimborsati o sostenuti dalle case produttrici; mentre gli stock passerebbero a carico del costruttore, che in questo modo si assume direttamente il rischio legato alla difficoltà di vendere le auto presenti nel punto vendita.

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Chi ci guadagna e chi no

Ma i benefici, purtroppo, non riguardano tutti. La piccola concessionaria sarà agevolata dalla trasformazione in agenzia: con la nuova formula ridurrebbe sensibilmente il rischio di impresa e si assicurerebbe un guadagno sicuro, anche se contenuto, sulla vendita delle auto e degli altri prodotti come i finanziamenti.

Lo scenario cambia nel caso delle grandi concessionarie che hanno strutture imponenti e dislocate su vari punti vendita nel territorio nazionale. Il guadagno fisso garantito dai costruttori sulla vendita di auto e servizi potrebbe non essere sufficiente a mantenere in attivo strutture tanto grandi. A questo va aggiunto il fatto che attualmente i grossi gruppi di concessionarie possono beneficiare di tassi molto vantaggiosi per quanto riguarda i finanziamenti: con la trasformazione in agenzia questi verrebbero azzerati per passare alla provvigione fissa.

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo 5

Mercedes viaggia spedita verso l’elettrificazione totale. La casa tedesca si è posta l’obiettivo di produrre solo auto a emissioni zero entro il 2030; mentre tutti i nuovi modelli lanciati sul mercato a partire dal 2025 saranno esclusivamente elettrificati. Questo significa che le vetture con i tradizionali motori endotermici e le ibride scompariranno nei prossimi dieci anni, anche se a breve ci sarà un incremento dell’offerta di modelli ibridi plug-in. Mercedes crede decisamente nelle auto a zero emissioni e punta a portare i veicoli elettrici ed ibridi al 50% del proprio mix globale entro il 2025.

Tre piattaforme al centro di tutto

La svolta elettrica ruota intorno alle tre piattaforme sulle quali, a partire dal 2025, saranno sviluppati tutti i modelli medio-superiori, quelli sportivi e i van. Le piattaforme porteranno importanti evoluzioni tecnologiche nelle batterie e nei motori. Le nuove basi saranno le seguenti:

  • MB.EA: verrà dedicata ai modelli di fascia medio-alta e sostituirà la piattaforma a trazione posteriore e integrale MRA sulla quale oggi si sviluppano i modelli dalla Classe C in su, inclusi i SUV, e la EVA che ha tenuto a battesimo la capostipite EQC
  • AMG.EA: sarà dedicata ai modelli ad alte prestazioni e potrà contare su tecnologie esclusive
  • VAN.EA: sarà riservata agli eredi degli attuali commerciali leggeri a batteria di cui Mercedes ha già una gamma completa

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo 4

Annunciati i SUV alto di gamma

La casa tedesca ha confermato che nel 2021 ci sarà ancora spazio per quattro lanci, tra cui quello della EQB e, molto probabilmente, della EQE e della EQS AMG. L’anno prossimo arriveranno le varianti SUV di EQE e di EQS, che avranno il compito di delineare il futuro delle attuali GLE e GLS. Della seconda ci sarà anche una variante super esclusiva griffata Maybach e tutti i brand del gruppo, Smart compresa, saranno coinvolti nel processo. Mercedes ha confermato il passaggio all’elettrico di Classe G, anche se il modello definitivo non arriverà sul mercato prima del 2024.

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo

Nuova piattaforma dedicata alle “piccole”

Le novità non si fermano alle tre basi per i modelli alto di gamma, sportivi e van. La casa tedesca introdurrà anche una nuova architettura dedicata alle auto compatte e medie. La piattaforma MMA arriverà nel 2024 e prenderà il posto dell’attuale pianale a motore trasversale (base di Classe A, B, CLA GLA e GLB) utilizzato per EQA ed EQB.

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo 1

Vision EQXX, l’elettrica da mille km di autonomia

Mercedes, inoltre, ha annunciato lo sviluppo di una soluzione per portare l’autonomia reale delle elettriche a 1.000 km. La ricerca ha visto protagonisti anche esperti di motorsport e il risultato dovrebbe arrivare nel 2022 con la presentazione di Vision EQXX, una concept car che sarà una vetrina per questo mix di tecnologie per la lunga percorrenza.

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo 3

Le nuove Gigafactory

Per la produzione di nuove batterie, la casa tedesca ha annunciato un ambizioso piano industriale che prevede la nascita di una rete di otto Gigafactory: tre in Asia, una negli Stati Uniti e quattro in Europa. I nuovi stabilimenti raggiungeranno, insieme, una produzione di 200 GWh all’anno. Mercedes prevede di abbassare notevolmente i costi di produzione grazie alle nuove fabbriche e alle nuove celle, che avranno un anodo con silicio e carbonio e raggiungeranno una densità di 900 Wh/l. Queste celle saranno montate sulle auto elettriche fino a quando non saranno realizzate le batterie alle stato solido, che sono allo studio e che arriveranno a una densità energetica di 1.200 Wh/l, pari a 400 Wh/kg.

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo 2

Con Yasa per i motori

Mercedes non si ferma alle batterie di nuova generazione per le auto elettriche. La casa tedesca lavora anche su schemi propulsivi di nuova concezione, come il sistema eATS 2.0 che esordirà nel 2024, e ha annunciato di aver rilevato la britannica Yasa, azienda specializzata nella produzione di motori elettrici. Con questa acquisizione, Mercedes vuole sviluppare una nuova generazione di unità a flusso assiale che vedranno il coinvolgimento anche di AMG. Sono motori supercompatti e superefficienti, caratteristiche principali dei propulsori Yasa, che hanno permesso all’azienda fondata nel 2009 di avere tra i propri clienti anche Ferrari.

I lanci sul mercato di auto elettriche previsti da Mercedes fino al 2024:

  • 2021                    EQB
  • 2021                    EQS AMG
  • 2021-2022       EQE
  • 2022                    EQE SUV
  • 2022                    EQS SUV
  • 2022-2023      EQS SUV Maybach
  • 2024                    nuova EQA
  • 2024                    EQG

Auto elettriche: in futuro i motori saranno nelle ruote

Auto elettriche: in futuro i motori saranno nelle ruote

L’auto elettrica del futuro avrà il motore nelle ruote e sarà senza freni? Secondo la start-up tedesca DeepDrive è questa la soluzione per vincere la prossima sfida sul fronte delle auto a zero emissioni: il risparmio di energia. L’azienda con sede a Monaco ha messo a punto una piattaforma skateboard con i motori situati all’interno dei mozzi delle ruote. In questo modo le auto elettriche possono fare completamente a meno dell’impianto frenante e sono in grado di utilizzare il sistema di recupero dell’energia per rallentare e fermarsi.

I vantaggi della nuova tecnologia

L’azienda tedesca sostiene che fino al 30% dell’energia usata sulle auto elettriche si perde e viene dispersa sottoforma di calore. Per fare un esempio, su un’auto di medie dimensioni con batteria da 70 kWh, si registra la perdita di autonomia di oltre 100 km che si somma alla spesa extra di 3.000 euro, più o meno, per l’acquisto di energia durante la vita del veicolo.

Su questi numeri si basa DeepDrive, che attraverso la sua tecnologia assicura un’efficienza del 96%, a cui va sommato un risparmio di circa il 20% dei costi di produzione per via di una migliore gestione delle risorse e dei processi di produzione. In più l’assenza dell’impianto frenante riduce le masse non sospese, con conseguente risparmio di 30 chili rispetto a un pianale equivalente con architettura tradizionale.

Auto elettriche: in futuro i motori saranno nelle ruote 1

Autonomia fino a 800 km

La maggiore efficienza di questo tipo di auto elettriche, secondo DeepDrive, consentirebbe di montare batterie più economiche rispetto a quelle a quelle attualmente in uso. Inoltre la start-up tedesca assicura che, utilizzando celle al litio ferro fosfato o agli ioni di sodio, si può arrivare ai 600 km di autonomia. Utilizzando un pacco batteria tradizionale di 100 kWh di capacità, con densità energetica più alta, l’autonomia media potrebbe raggiungere perfino gli 800 km.

Ricarica auto elettrica

Quattro piattaforme

L’azienda tedesca non vuole limitarsi soltanto a vendere i propri motori elettrici, ma è alla ricerca di partner intenzionati ad acquistare tutta la piattaforma skateboard. L’architettura creata da DeepDrive è completamente piatta e modulare ed è in grado di garantire la massima libertà per quanto riguarda le dimensioni e le forme della carrozzeria. Attualmente la piattaforma è disponibile nei seguenti quattro formati.

  • XS: per quadricicli leggeri e mini-navette, con 350 km di autonomia e potenze fino a 40 CV e velocità massima di 45 o 80 km/h.
  • S: per citycar, utilitarie e piccoli van urbani, con autonomia da 450 km, potenze di 200 CV e velocità massima di 160 km/h.
  • M: per compatte e medie, ma anche per robo-shuttle adatti al trasporto di persone, con autonomia di 600 km, potenza fino a 350 CV e velocità di 160 km/h (autolimitata elettronicamente).
  • L: per veicoli commerciali grandi, con passo fino a 3,4 metri, autonomia di 700 km e identiche prestazioni delle vetture di taglia M (fino a 350 CV e fino a 160 km/h).

L’auto elettrica cambia il modo di guidare e presto il cambio manuale sparirà

L'auto elettrica cambia il modo di guidare e presto il cambio manuale sparirà

Il progressivo passaggio all’elettrico sta letteralmente cambiando il modo stesso di concepire l’automobile. Tanti, infatti, sono i cambiamenti che questo processo sta apportando alle vetture così come le conosciamo. Un esempio su tutti è la sparizione del cambio manuale, che segna di fatto la fine di un’era. Il passaggio alle auto a zero emissioni comporta grandi investimenti da parte di tutte le case produttrici, che si vedranno costrette a tagliare i costi superflui o troppo onerosi.

La trasmissione manuale, volendo, può essere montata anche su un’auto elettrica, ma richiede uno studio molto complesso e per questo motivo Volkswagen già dal 2023 comincerà a fare a meno di leva e frizione su tutta la gamma, a partire da Passat e Tiguan. Gli attuali modelli elettrificati non sono provvisti di trasmissione manuale e lo storico marchio continuerà a concentrarsi sul cambio DSG per le vetture che necessitano di una trasmissione. È il primo passo verso il 2030, anno in cui il marchio tedesco prevede di abbandonare definitivamente la trasmissione manuale e di vendere solamente auto elettriche in Europa, Stati Uniti e Cina.

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Nuove Golf e Leon soltanto con cambio automatico

Non solo Tiguan e Passat abbandoneranno il cambio manuale. La svolta di Volkswagen si ripercuoterà anche sugli altri brand del gruppo come Seat, Skoda e Audi. La casa dei Quattro Anelli potrebbe decidere di anticipare i tempi, visto che ha intenzione di produrre soltanto modelli elettrici già a partire dal 2026. Non solo, molto probabilmente anche le prossime generazioni di Volkswagen Golf, Skoda Octavia e Seat Leon non avranno più l’opzione del cambio manuale. Anche le sportive del futuro punteranno esclusivamente sul cambio automatico per orchestrare il funzionamento di powertrain elettrificati.

cambio-automatico-o-manuale

 

Taglio ai costi e non solo

Le recenti tecnologie applicate ai cambi DSG superano le vecchie trasmissioni dal punto di vista economico, della velocità di cambiata e anche dell’affidabilità. Ma quando tutta la gamma sarà elettrica, anche il cambio automatico potrebbe sparire del tutto, per allinearsi ai futuri regolamenti Euro 7 e alla riduzione dei costi a carico delle case automobilistiche. Dal momento che per restare entro i nuovi standard, saranno necessari nuovi componenti e nuove centraline, i produttori punteranno a risparmiare dove possibile. Ma non è soltanto una questione di costi. I motori elettrici non hanno bisogno di particolari velocità di rotazione per garantire la massima efficienza e per questo viene meno la necessità di ricorrere ad un cambio. Probabilmente la presenza di una trasmissione anche su un modello elettrico resterà una scelta di nicchia, riservata ai nostalgici e ai puristi della guida. Del resto, già oggi molti modelli ad alimentazione tradizionale vengono scelti per la maggior parte in abbinamento a trasmissioni automatiche, segno che il futuro abbandono del cambio automatico, probabilmente, sarà (almeno per qualcuno) quasi del tutto indolore.

Hyundai: per abbattere le emissioni bisogna puntare sui materiali riciclati

Ioniq 5, la prima della specie 3

I motori a zero emissioni da soli non sono sufficienti per la svolta green nel mondo dell’auto e a puntare così ad un futuro carbon free. Un’auto si può definire davvero green solo se si considera la sua intera filiera produttiva, compresi scarti, rifiuti ed energie rinnovabili utilizzate per la produzione.

Obiettivo 100% rinnovabili entro il 2050

L’intero gruppo Hyundai, di cui fanno parte Hyundai Motor e Kia, ha annunciato l’adesione al RE100, il progetto creato nel 2014 da The Climate Group e CDP (Carbon Disclosure Project) per promuovere l’utilizzo da parte delle aziende di elettricità “verde” per il proprio fabbisogno giornaliero. Hyundai andrà così a unirsi a 300 società globali, con l’obiettivo di arrivare al 100% di utilizzo di energia rinnovabile entro il 2050, ma con la possibilità di centrare il risultato nel 2040. Il gruppo coreano sta prendendo in considerazione varie strategie di approvvigionamento di energia sostenibile: accordi di acquisto con produttori di energia eolica e solare, acquisti tramite il programma “Green Premium” di Korea Electric Power Corporation e, ovviamente, l’autoproduzione attraverso pannelli solari.

Ioniq 5, la prima della specie 5

Stabilimenti sempre più “puliti”

Già nel 2013 Hyundai ha installato impianti di energia solare a tetto nello stabilimento di Asan, in Corea, in grado di produrre 13.000 MWh all’anno. Nel 2020 lo stesso impianto è stato montato anche nella fabbrica di Ulsan, grazie a Korea Hydro & Nuclear Power Company, con 12.500 MWh di energia elettrica prodotta. Kia non è da meno: l’impianto di produzione a Zilina, in Slovacchia, dal 2019 si sta convertendo all’energia rinnovabile, mentre gli stabilimenti coreani di Gwangmyeong, Hwaseong e Gwangju hanno ottenuto le certificazioni ISO50001. Stesso discorso per Hyundai Mobis, la divisione di ricambi per veicoli, che è passata a fonti di energia rinnovabile per i propri siti produttivi in Slovacchia e in Svezia e ha fondato il Global Mobis Energy Management System (GMEMS) in Corea per ridurre il consumo di energia.

I rifiuti si recuperano dal mare

Il recupero dei rifiuti marini che possono essere riciclati dando vita a nuovi materiali, secondo un modello di economia circolare, ricopre un ruolo fondamentale per raggiungere una maggiore sostenibilità nel ciclo produttivo. Hyundai ha deciso di collaborare da inizio 2021 con l’associazione olandese Healthy Seas: insieme hanno ripulito le acque in un allevamento abbandonato a Itaca, in Grecia. L’operazione di raccolta rifiuti ha impiegato 40 volontari che in otto giorni sono riusciti a rimuovere 76 tonnellate di scarti dal mare, dalla costa e dalle spiagge. L’allevamento ittico, abbandonato nel 2012, era stato colpito nel 2020 da una tempesta che ha riversato in mare rifiuti industriali come tubi di plastica, reti da pesca, corde di nylon, boe di plastica, blocchi di cemento, detriti metallici e altro.

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Econyl per gli interni

I rifiuti sono stati smistati in un punto di raccolta vicino ad Atene per essere riciclati in nuovi materiali dall’organizzazione Aquafil. Le reti da pesca in nylon, con altri scarti simili, saranno convertiti in Econyl, che può essere riavviato alla produzione all’infinito. Questo materiale nuovo può essere utilizzato anche per i rivestimenti interni dei veicoli: la nuova Hyundai Ioniq 5, ad esempio, può essere ordinata in Europa con tappetini in nylon Econyl. Non solo, nella nuova gamma di auto elettriche, la casa coreana ha deciso di ridurre l’utilizzo di plastica del 20%: per gli interni sarà impiegata plastica riciclata, mischiata con polvere di legno e pietre vulcaniche.

Non solo Hyundai

Ma Hyundai non è l’unico produttore a puntare su soluzioni a basso impatto ambientale per la produzione dei propri modelli. Sempre più costruttori, infatti, stanno modificando i propri processi produttivi e scegliendo materiali ecocompatibili per varie componenti dei loro modelli.

  • BMW i3 : i tedeschi sono stati tra i primi a puntare su auto “green”, con veicoli totalmente elettrici e con interni 100% ecologici, come la i3 del 2013. Oggi la nuova i3 è dotata di interni composti principalmente di kenaf, un materiale leggero derivato dalla pianta di malva: i sedili sono di legno sostenibile, mentre il pannello di controllo è rifinito in eucalipto.

 

  • Lancia Ypsilon: i sedili della nuova Lancia Ypsilon Ecochic sono in tessuto Seaqual Yarin, materiale innovativo e sostenibile derivato dalla plastica raccolta nel Mediterraneo. Si tratta di un filato in poliestere che, durante la tessitura, viene mixato con altre fibre ecologiche riciclate o recuperate.

 

  • Renault Zoe: l’abitacolo della Renault Zoe è composto da materiali derivati da cinture di sicurezza riciclate, scarti di tessuto e bottiglie di plastica recuperate.

 

  • Ford Eco Sport: l’ultima generazione della Ford Eco Sport si caratterizza per l’abitacolo costituito da molte componenti in plastica riciclata e per i tappetini realizzati riutilizzando vecchie bottigliette.

 

  • Polestar 2: il marchio spin-off di Volvo utilizza materiali riciclati nella produzione della nuova Model 2. L’abitacolo è composto solo da fibre naturali: i sedili sono fatti partendo da bottiglie di plastica riciclate, i tappetini dal riciclo di reti da pesca, mentre il resto degli interni da scarti di plastica della produzione di sughero.

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone 3

La corsa all’auto elettrica è in pieno svolgimento e i pretendenti sono tantissimi. A start-up e case automobilistiche tradizionali che hanno messo al centro della propria produzione i veicoli a zero emissioni, si aggiungono ora i colossi della tecnologia. Troppo ghiotta l’opportunità e troppo ricca la torta da spartirsi per lasciarsi sfuggire l’occasione.

Alibaba, Baidu, Xiaomi, Huawei, Oppo, Tencent, solo per citare alcuni marchi, si aggiungono a Google, Apple, LG e Samsung (queste ultime due impegnate da tempo nello sviluppo delle batterie, che sono il cuore delle vetture “green”), e hanno presentato propri modelli di auto a zero emissioni. Ma il loro impegno va oltre i veicoli elettrici: i colossi della tecnologia puntano alle macchine a guida autonoma, ai robotaxi e alle auto di nuova concezione, i cosiddetti intelligent vehicles.

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone

Vantaggi e limiti

I colossi dell’hi-tech hanno dalla loro la grande esperienza in vari settori a livello di dispositivi tecnologici, sistemi informatici e servizi connessi, che rappresentano una parte sempre più importante della progettazione di un’auto. Ma la strada da percorrere è ancora tanta: fino a ora nessuna azienda dell’informatica è riuscita a commercializzare un proprio EV. L’ostacolo da superare resta la produzione su larga scala: questi colossi non sono ancora attrezzati per una catena di montaggio e un processo di assemblaggio profondamente diversi da quelli per la produzione di cellulari, elettrodomestici e computer.

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone 1

La situazione dei principali mercati

La Cina fa le cose in grande. I giganti tecnologici cinesi hanno investito più di 20 miliardi di euro nell’elettrificazione dell’auto, in quello che da anni è il più grande mercato al mondo per le vetture a zero emissioni. Xiaomi ha annunciato investimenti per 10 miliardi di dollari nell’emobility, Baidu altri 7,7 miliardi, mentre Huawei si è detta disponibile a mettere sul piatto un miliardo di dollari. Il gigante dell’e-commerce Alibaba ha stretto un’alleanza con Honda per accelerare i test sulla AutoX, la tecnologia per la guida autonoma. Baidu, il Google cinese, ha fatto sapere che il suo sistema di navigazione autonoma Apollo sarà installato su un milione di auto entro cinque anni.

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone 4

Le mosse a Stelle e Strisce

Negli Stati Uniti Google e Apple recitano un ruolo di primo piano nella corsa all’auto elettrica. Il motore di ricerca più usato al mondo ha iniziato a sognare il proprio veicolo a zero emissioni una ventina di anni fa, ma il piano ha subito vari cambiamenti. Google, all’inizio, ha puntato sulla produzione di un proprio veicolo, la minicar concept Firefly, ma da qualche tempo è iniziata la collaborazione con produttori di auto come FCA e Toyota. L’ultimo cambiamento è datato 2016 grazie alla creazione di Waymo: l’obiettivo di questo comparto è lo sviluppo della guida autonoma, testata in numerose città statunitensi. Apple si è gettata nella mischia da meno tempo rispetto a Google: è del 2014 il “Project Titan” che ha l’obiettivo di produrre un veicolo elettrico proprio. Dopo gli ingenti investimenti iniziali, il piano ha subito un rallentamento negli ultimi anni, ma a fine 2020 ha iniziato a girare la voce di una Apple car in arrivo sul mercato nel 2024 e di collaborazioni con Kia e Hyundai, smentite dalle due case produttrici di auto. Microsoft ha annunciato l’investimento di oltre due miliardi di dollari in Cruise, la filiale automobilistica autonoma di GM, che si occupa di auto a guida autonoma.

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Il resto del mondo

La Corea del Sud ha da sempre puntano sulla produzione dei pacchi batteria: Samsung ha confermato di essere prossima alla creazione di una batteria allo stato solido in grado di percorrere 800 km con una ricarica. LG ha siglato un accordo con Magna, fornitore di componentistica automotive, per realizzare un inedito assale propulsore elettrico. Il Giappone non è da meno: l’anno scorso Sony ha presentato il proprio prototipo di auto elettrica, la concept Vision-S. Al momento le aziende di elettronica di consumo europee restano fuori dalla corsa. Ci ha provato Dyson, marchio britannico famoso per i propri elettrodomestici, ma gli investimenti su un Suv elettrico in grado di rivaleggiare con Tesla non hanno portato alcun risultato e dopo due anni ha dovuto abbandonare l’idea.

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche 3

Siete appassionati nostalgici delle auto che hanno segnato un’epoca e vi piacerebbe vederle tornare a sfrecciare sulle strade in versione elettrica? Oggi è possibile grazie ai restomod, una delle mode del momento. Il termine deriva dall’unione delle parole inglesi restore, che vuol dire restaurare, e modern e sta a indicare il restauro di una vettura classica con pezzi e tecnologie dei nostri giorni.

La moda ha preso piede negli ultimi due anni, ma il fenomeno esiste da almeno un decennio grazie a veri e propri artigiani che hanno iniziato a modificare le auto classiche con un tocco moderno. L’iniziativa ha riscosso sempre più successo al punto che alcune case produttrici di automobili come Jaguar e Opel hanno messo sul mercato modelli ufficiali restomod che vanno in questo modo ad affiancarsi alle creazioni di officine e preparatori privati.

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Di cosa si tratta

Il restomod consiste nella revisione della meccanica, degli interni e di parte dell’estetica di un’automobile già esistente a cui aggiunge modifiche mirate e rispettose della linea originale. In altre parole è un restauro innovativo che tiene conto della tecnologia che ha compiuto passi da gigante a livello di motore, pneumatici, freni e sistemi elettronici base di sicurezza. Le restomod più evolute rinunciano al tradizionale motore endotermico per passare ad unità elettriche, ma le novità non si fermano qui. Di solito sono dotate anche di notevoli miglioramenti a livello di interni e di dotazioni moderne come l’aria condizionata, le luci a led anteriori, posteriori e interne, il sistema Abs e l’accensione elettronica senza dimenticare l’autoradio con connessione bluetooth con tanto di caricatori per device portatili. Sono tantissime le auto storiche restaurate in chiave moderna e con motore elettrico, dalla Panda, alla Mini passando per Maggiolino e 500. Di seguito alcuni esempi.

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Alfa Romeo Giulia GT Electric

Tra le vetture restomod opera di privati è doveroso citare la Giulia GT Electric, che riprende la mitica Alfa Romeo Giulia GT Junior, variante della Giulia a due porte, costruita fra il 1963 e il 1975. La nuova creazione dell’azienda veneta Totem Automobili ha un’autonomia dichiarata di 320 km e può contare su 518 CV di potenza massima e 940 Nm di coppia, per uno 0-100 in soli 3,4 secondi. Il propulsore elettrico è alimentato da un pacco batterie da 50,4 kWh raffreddato a liquido, con un peso di 350 kg. Contenuto e forma restano gli stessi della Giulia GT originale, anche se la nuova carrozzeria è in carbonio. Il telaio è stato riprogettato: la versione elettrica è dotata di sospensioni Bilstein regolabile di tipo McPherson all’anteriore e multilink al posteriore. I fari sono a led e il posteriore prevede gruppi ottici rotondi al posto di quelli rettangolari originali.

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Volkswagen eKäfer

Non poteva certo mancare eKäfer (eMaggiolino tradotto in italiano), il restomod che si basa su un Maggiolino Cabriolet del ’73 dello storico modello Volkswagen, realizzato dagli specialisti in conversioni di eClassics e Volkswagen Group Components. La eKäfer utilizza il pacco batterie e il motore elettrico della e-UP: 14 moduli agli ioni di litio per un totale di 36,8 kWh e una potenza massima di 82 CV. L’autonomia è di 200 km, è in grado di andare da 0 a 80 km/h in 8 secondi e ha una velocità massima di 150 km/h. Le modifiche all’esterno sono praticamente impercettibili e anche dentro cambiano solo pochi dettagli nella strumentazione, come l’indicatore digitale dell’autonomia nel tachimetro. La eKäfer ha il bagagliaio posteriore, in quanto il motore elettrico è stato posizionato sopra l’asse anteriore.

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Jaguar  E-type Zero

Jaguar ha pensato di fare le cose in grande riproponendo la E-type con motore elettrico. La vettura, denominata E-type Zero, ha lo stesso aspetto e il medesimo stile della E-type, con prestazioni ancora più esaltanti: accelera da 0 a 100 km/h in soli 5,5 secondi, quasi un secondo in meno rispetto alla E-type originale. Questa chicca ha un’autonomia di 270 km ed è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 40 kWh. I fari sono a led ovviamente ispirati allo stile della E-type. Inoltre, monta un propulsore elettrico da 300 CV: il pacco batterie agli ioni di litio ha le stesse dimensioni e lo stesso peso del motore sei cilindri che equipaggiava la E-type originale. Complessivamente, il suo peso è di 46 kg in meno rispetto alla versione originale.

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Opel Manta GSe

Opel ha deciso di produrre la Manta GSe, Variante elettrica e moderna della originale coupé tedesca. La carrozzeria è in stile anni ’70 ma con richiami moderni, come i cerchi in lega e i fari full led. All’interno la plancia di partenza è quella di Manta, ma il resto è stato rivisitato in chiave moderna. I sedili sono quelli della Adam S e il cruscotto analogico è stato sostituito da due schermi presi dalla nuova Mokka. Il motore ha 147 CV, la trazione è posteriore e la batteria è da 31 kWh. Ma l’elemento più interessante sulla Manta elettrica è rappresentato dalla presenza del cambio manuale. Una vera e propria chicca su un modello a zero emissioni.