Auto a metano addio: in Italia non se ne vendono (quasi) più

Auto a metano addio: in Italia non se ne vendono (quasi) più

Negli ultimi anni, il mercato delle auto a metano in Italia ha subito un drastico calo delle immatricolazioni, con un crollo di oltre il 55% solo nel 2023. Ciò è dovuto a una serie di fattori economici, tecnologici e infrastrutturali che hanno modificato profondamente le scelte dei consumatori.

Uno dei motivi principali del declino delle auto a metano è legato all’aumento dei costi del carburante, che ha ridotto il vantaggio economico rispetto ad altre alimentazioni. Mentre il metano era storicamente scelto per la sua economicità e le minori emissioni, negli ultimi anni i prezzi del metano sono cresciuti, rendendolo meno competitivo rispetto al GPL, all’elettrico e persino alle auto ibride.

“Colpa” anche delle elettriche

Inoltre, la transizione verso le auto elettriche, promossa dalle normative ambientali europee e dagli incentivi governativi, ha reso più attraente l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi. Il mercato italiano sta abbracciando sempre più queste tecnologie: nel 2023, le auto elettriche e ibride rappresentavano quasi la metà delle nuove immatricolazioni, mentre quelle a metano sono praticamente scomparse​.

Basti dire che nel 2009, anno del vero e proprio boom di questa alimentazione, in Italia furono vendute 127.895 vetture a metano, con una quota del 5,92%. Lo scorso anno non si è andati oltre le 1.892 immatricolazioni (0,12% di quota). Ad agosto le auto a metano vendute in Italia sono state 3.

Audi A3: arriva la g-tron a metano 2

Pochi distributori

Il calo delle immatricolazioni di auto a metano è anche correlato alla riduzione dei punti di rifornimento, che ha ulteriormente scoraggiato i consumatori. In molte aree del Paese, i distributori di metano sono pochi e spesso non ben mantenuti, aumentando le difficoltà pratiche per i proprietari di queste auto.

In questo contesto, il mercato automobilistico italiano sta vivendo una trasformazione verso la sostenibilità, con un aumento delle vendite di auto ibride ed elettriche. Tuttavia, la necessità di investimenti infrastrutturali, come l’espansione delle stazioni di ricarica elettrica, resta cruciale per consolidare questo cambiamento​. Ma, tornando alla questione metano, ecco le principali cause del calo delle vendite.

Le cause in pillole

  • Aumento dei prezzi del metano: il costo del carburante è cresciuto notevolmente, riducendo il vantaggio economico rispetto ai carburanti tradizionali.
  • Transizione verso l’elettrico: le auto elettriche e ibride stanno dominando il mercato, favorite anche da incentivi statali.
  • Scarsa rete di rifornimento: le stazioni di rifornimento a metano sono limitate, creando disagi per i consumatori.
  • Normative ambientali più stringenti: le normative sempre più severe spingono i produttori verso soluzioni più ecologiche, come l’elettrico e l’idrogeno.

Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Cupra Terramar: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Cupra allarga la gamma con un nuovo modello: Terramar. Si tratta di un SUV medio che si inserisce a listino come una sorta di “ammiraglia a ruote alte” del brand spagnolo. L’auto si piazza un gradino sopra gli altri SUV a listino per dimensioni, contenuti e tecnologia.

Attenta, come per tutti gli altri modelli, alla dinamica di guida, Cupra sceglie per questa vettura uno schema di sospensioni che si avvale di n MacPherson all’anteriore e di un multilink al retrotreno. C’è la possibilità di avere ammortizzatori attivi per un controllo dell’assetto in tempo reale e lo sterzo progressivo, che cambia rapporto di demoltiplicazione e il carico in base alla velocità e all’angolo di rotazione.

Ecco la scheda tecnica della Cupra Terramar:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 540-630 litri
 Alimentazioni benzina, ibrida
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 150/110
 Prezzo (da) 42.250 €
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

La Cupra Terramar nasce sulla piattaforma MQB Evo che il gruppo Volkswagen utilizza per una moltitudine di modelli tra cui la VW Tiguan. L’auto è lunga 4,52 metri, larga 1,87 e alta 1,59. Ha un passo di 2,68 metri e, nel complesso, ha forme slanciate e dinamiche ma ben proporzionate.

Per questo può avvalersi di un abitacolo spazioso e di un bagagliaio abbastanza capiente. È più generoso sui modelli termici e riduce un po’ lo spazio a disposizione su quelli ibridi plug-in, che montano un secondo motore al posteriore e rinunciano quindi al doppio fondo.

Dimensioni
Lunghezza 4.519 mm
Larghezza 1.869 mm
Altezza 1.586 mm
Passo 2.680 mm

L’abitacolo della Cupra Terramar riflette perfettamente l’identità sportiva del brand e si distingue per l’ambiente ben rifinito e molto tecnologico.  Gli interni sono caratterizzati da linee pulite e moderne, con largo uso di materiali come la pelle e l’Alcantara. Non mancano i dettagli in color bronzo tipici di Cupra. I sedili anteriori sono avvolgenti su tutta la gamma ma si fanno ancor più sportivi sulle versioni VZ.

La plancia è dominata da un ampio display centrale touchscreen, che gestisce il sistema di infotainment e che si distingue per una grafica chiara e molto intuitiva. Ad esso è abbinata la strumentazione digitale, che è riportata su un altro display piazzato dietro al volante. L’auto non rinuncia a una buona dose di praticità e offre sedili posteriori scorrevoli che consentono di variare la capienza del bagagliaio anche senza che sia necessario abbattere gli schienali della seconda fila. Il vano posteriore ha un volume di carico che va da 540 a 630 litri. Diventano 400-490 sulle versioni plug-in.

La Cupra Terramar ha un frontale dominato dalla griglia con il caratteristico logo Cupra in bronzo, incorniciata da fari a LED sottili e affilati con firma luminosa a tre luci. Il paraurti anteriore ha grosse prese d’aria mentre il cofano anteriore, attraversato da vistose mercature longitudinali, si piega verso il basso nella parte anteriore per aumentare la sensazione di aggressività.

Nella vista di lato, la Cupra Terramar ha fiancate ben definite e passaruota pronunciati che ospitano cerchi in lega di dimensioni generose. Il posteriore è altrettanto distintivo, con un’ampia fascia luminosa a LED che attraversa tutto il retro dell’auto, unendo i due gruppi ottici posteriori. Dietro si notano anche gli scarichi sportivi e il diffusore, che sembra però avere una funzione più estetica che aerodinamica.

La Cupra Terramar offre una gamma variegata di motorizzazioni, che spaziano dai propulsori termici a quelli ibridi, fino alla versione plug-in. Per quanto riguarda i motori tradizionali, la Terramar monta un 2.0 TSI declinato in due versioni: una da 204 CV e una più potente da 265 CV. Entrambe sono equipaggiate con cambio DSG a doppia frizione a 7 marce. La versione più performante, denominata VZ (Veloz), offre anche la trazione integrale, a differenza delle motorizzazioni meno potenti che restano a trazione anteriore.

Passando alle soluzioni ibride, la Terramar mild hybrid utilizza un motore benzina 1.5 litri abbinato a un sistema elettrico a 48 Volt, per un totale di 150 CV. Anche qui, il cambio DSG a 7 marce è di serie. La novità più significativa è rappresentata dalla versione plug-in hybrid, che segna un debutto per il marchio Cupra. Questa versione è disponibile in due configurazioni: una con 204 CV e un’altra, più sportiva, con 272 CV, anch’essa identificata dalla sigla VZ. In queste varianti, il motore termico è il già noto 1.5 litri benzina, supportato da uno o due motori elettrici, alimentati da una batteria agli ioni di litio da 19,7 kWh. La ricarica può avvenire sia in corrente alternata che continua, con una potenza massima fino a 50 kW.

La Cupra Terramar mild hybrid da 150 CV dichiara un consumo di 6,1 litri per 100 km sul ciclo combinato. La versione benzina da 265 CV, invece, ha bisogno di 8,5 litri per percorrere la stessa distanza.

Le versioni ibride plug-in, grazie alla possibilità di percorrere molti km in modalità esclusivamente elettrica (secondo i dati riportati dal costruttore sono circa 120) dichiara un consumo medio secondo il ciclo WLTP di soli 0,5 l/100 km.

La Cupra Terramar viene proposta in due allestimenti ai quali ora si aggiunge la serie limitata America’s Cup.

  • Terramar
  • VZ
  • America’s Cup Limited Edition

Terramar: cerchi in lega da 19” con pneumatici 255/45 R19, fari full Led anteriori e posteriori, barre al tetto cromate, indicatori di direzione dinamici, specchietti esterni regolabili e ripiegabili elettricamente, vetri posteriori scuri, sistema di infotainment con touchscreen da 12”9, connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, strumentazione digitale Cupra Virtual Cockpit da 10”25, sedili sportivi, vetri elettrici, cruise control adattivo, portellone elettrico, clima automatico trizona, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, retrocamera, riconoscimento della segnaletica, front assiste e sensori luce e pioggia.

VZ: cerchi in lega da 20″, climatrinic tri-zona, sedili anteriori sportivi, Keyless Advanced, portellone elettrico, volante riscaldato, Adaptive Cruise Control.

America’s Cup Limited Edition: cerchi in lega da 20″ Vortex, colore carrozzeria Enceladus Grey Matt, sedili anteriori avvolgenti in Pelle Moonslate, Logo America’s Cup realizzato a laser sul montante B.

  • Look: il brand cupra ha un’estetica curata e personale. Per non passare inosservati
  • Dinamica di guida: Il telaio è raffinato e l’handling è da prima della classe, per la categoria
  • Versatilità: sia sul fronte motorizzazioni (con tante opzioni disponibile) sia per lo spazio interno

Di seguito il listino prezzi della Cupra Terramar aggiornato a settembre 2024:

Cupra Terramar Prezzo
1.5 Hybrid DSG 42.250 €
1.5 e-HYBRID DSG 56.250 €
2.0 TSI DSG 4DRIVE 53.700 €

Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Aston Martin Vanquish: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Il nome Vanquish evoca brividi negli appassionati di sportive inglesi e… di cinema: la prima auto a portare questo nome è infatti nata nel 2002 diventando celebre per l’apparizione nel film “007 – La morte può attendere”, ed è stata seguita a distanza da un nuovo modello (AM310) lanciato nel 2012.

La Vanquish solitamente deriva dalla granturismo a 12 cilindri di Aston Martin come la DB9, ma ha un’impostazione più pura, a due soli posti invece che 2+2 e con una meccanica più spinta. L’ultima, appena presentata, conferma ancora una volta questo spirito.

Ecco la scheda tecnica della Aston Martin Vanquish:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2
 Bagagliaio 248 litri
 Alimentazioni benzina
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 835/614
 Prezzo (da) 405.731 €
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

Pur rimanendo una due posti, la nuova Aston Martin Vanquish è più grande della precedente e non di poco: il passo ha guadagnato 80 mm, passando da 2,74 a 2,82 metri, la lunghezza da 4,72 a 5,85 metri, mentre la larghezza passa da 1,90 a oltre 2,00 metri. Persino l’altezza è aumentata un pochino, da 1,28 a 1,29 metri.

Confrontata con l’attuale quattro posti DB12, la Vanquish è più lunga di 12 cm, più larga di circa 6 cm e ha un passo maggiore di un paio di cm. A livello strutturale, la Casa fa sapere di aver aggiunto rinforzi per aumentare la rigidità della scocca soprattutto lateralmente, con un miglioramento del 75% rispetto alla più recente versione della DBS che questo modello sostituisce, contribuendo a rendere la guida più precisa.

Dimensioni
Lunghezza 4.850 mm
Larghezza 2.040 mm
Altezza 1.290 mm
Passo 2.820 mm

Classici nell’impostazione ma con la giusta dose di tecnologia di ultimo grido: gli interni della Aston Martin Vanquish sono il solito tripudio di pelle pregiata che avvolge i sedili e la plancia, in quest’ultima sono però incastonati due schermi da 10,25”, uno per la strumentazione e uno per il sistema di infotainment. Il sistema che lo anima è stato sviluppato dalla stessa Aston Martin, desiderosa di offrire una connettività avanzata ma al tempo stesso “personalizzata”, coordinata con una nuova app per dispositivi mobili che permette funzioni di controllo remoto.

Il comfort è elevato, lo spazio generoso per un’auto sportiva, anche se il bagagliaio stenta ad arrivare ai 300 litri che consentirebbe un’utilitaria per via delle forme tradizionali. Poco male, perché alle spalle degli occupanti ci sono ampi vani per alloggiare set di valige. Parlando dei sedili Sport Plus, si possono scegliere quelli standard oppure quelli ultraleggeri con struttura in fibra di carbonio. Infine, poi, le personalizzazioni consentite dal programma “Q BY Aston Martin”

Le forme non riservano sorprese, classiche e be distese, ma sul design qualche novità si ravvisa: lo stile, infatti, è un pochino meno tradizionalista del solito, soprattutto nel posteriore, dove le fanalerie tradizionali sono sostituite da sottili gruppi composti da strisce di Led alle estremità del posteriore, sotto il vistoso spoiler integrato nella coda.

Il frontale non abbandona l’inconfondibile griglia Aston Martin dalla caratteristica forma, ancora più grande  e decorata con le tradizionali barre orizzontali. I fari, raccolti nella parte alta del cofano, hanno un’ottica complessa che integra un sistema di illuminazione a matrice di Led. La vocazione prestazionale è marcata dai grandi sfoghi per l’aria che congiungono parafanghi e portiere, decorati con grandi fregi, e da quelli al centro del cofano, dalle funzioni anche aerodinamiche. Inoltre, per la prima volta Aston Martin offre su un modello di questa famiglia un tetto panoramico. I cerchi in lega sono da 21”.

Non è ancora il momento per Aston Martin di cedere alle lusinghe dell’elettrificazione: la Vanquish conferma il poderoso motore V12 da 5,2 litri biturbo di origine Mercedes-AMG, proposto senza nemmeno l’ombra di un sistema ibrido, con una potenza massima di 835 CV scaricati tutti al posteriore. Il motore è stato ottimizzato, è più reattivo e più efficiente nella gestione della sovralimentazione, consentendo anche un surplus di spinta nelle accelerazioni più vivaci.

Il cambio è un automatico a otto rapporti marchiato ZF con il classico convertitore, per meglio trasmettere la grande coppia di ben 1.000 Nm. Malgrado le misure più abbondanti, questo basta a toccare i 345 km/h di velocità massima. La trasmissione è completata da un differenziale posteriore con effetto autobloccante gestito elettronicamente.

Le molte ottimizzazioni e il nuovo cambio automatico non hanno reso il motore soltanto più potente e pronto, ma hanno migliorato anche la gestione energetica, fermo restando che si tratta di una sportiva dalle prestazioni elevatissime e, lo ricordiamo, assolutamente non elettrificata, quindi priva di qualunque supporto ibrido anche leggero.

Il consumo medio si aggira sui 13,7 litri per 100 km, che equivalgono a poco più di 7 km con un litro. Indubbiamente appare un dato impegnativo, tuttavia se facciamo il raffronto con la DB12, mossa da un più piccolo V8 biturbo da 680 CV che dichiara 12,5 litri per 100 km, va considerato che la Vanquish ha una potenza superiore di 150 CV, dimensioni maggiori e un peso aggiuntivo di circa 50 kg. Le emissioni di CO2 dichiarate sono di 312 g/km contro 278.

La Vanquish avrà un equipaggiamento unico e standard con possibilità di personalizzazione delle finiture e degli accessori secondari quasi illimitate.

  • Aston Martin Vanquish: cerchi da 21”, sistema infotainment dedicato con display da 10,25”, Apple Carplay wireless, Android Auto via cavo, sedili sportivi, rivestimenti in pelle, pacchetto sicurezza attiva.

  • Status: è il top della gamma di Aston Martin e il modello più spinto prestazionalmente escluse le supercar. E costa oltre 400.000 euro
  • Prestazioni: tanti cavalli e un telaio fatto per renderli godibili, anche se spinta resta una GT nell’anima
  • Esclusività: Ne faranno 1.000, che non sono pochissime, ma potrebbe essere l’ultima Aston Martin con un V12 “puro”.

Di seguito il listino prezzi della Aston Martin Vanquish aggiornato a settembre 2024:

Aston Martin Vanquish Prezzo
5.2 V12 835 CV 405.713 €

Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Suzuki è una delle poche Case automobilistiche che non ha ancora una vettura 100% elettrica a listino. Ancora per poco. Il gruppo di Hamamatsu, infatti, presenterà la sua prima auto esclusivamente a batteria nel corso del 2025.

Fino a qualche tempo fa, il progetto di questa prima elettrica era avvolto nel mistero. Ora che l’esordio si avvicina, le informazioni iniziano a trapelare. Prima di tutto, si sa che l’auto sarà costruita seguendo un approccio in linea con la tradizione del brand. È chiamato “Sho-Sho-Kei-Tan-Bi” che potrebbe essere tradotto con “compatto, meno complicato, leggero, minimale, bello”. Sarà molto simile alla concept EVX presentata nel 2023

Ecco la scheda tecnica della Suzuki EVX:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio n.d.
 Alimentazioni elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) n.d.
 Prezzo (da) n.d.
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Perché comprarla
 Prezzi

La Suzuki EVX è considerata una sorta di Vitara a zero emissioni. Quindi ha una lunghezza di circa 4,2, 4,3 metri. Stesse dimensioni anche per quanto riguarda la larghezza di 1,78 metri e un’altezza di circa 1,6 metri. Il passo dovrebbe essere intorno ai 2,5 metri, forse un po’ di più, visto che nascendo su una piattaforma elettrica, potrebbe avere un interasse più generoso e sbalzi meno pronunciati.

La prima elettrica targata Hamamatsu, nel pieno rispetto della già citata strategia “minimalista” e “razionale” citata sopra, sfrutterà al massimo i centimetri a disposizione, per offrire una buona abitabilità per cinque passeggeri e un bagagliaio capiente al punto giusto, intorno ai 360-400 litri.

Resta da capire se l’auto proporrà un frunk anteriore per regalare agli occupanti un vano ulteriore per caricare altri oggetti o, magari, i cavi di ricarica.

Dimensioni
Lunghezza 4.200 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.600 mm
Passo 2.500 mm

Nell’abitacolo la Suzuki EVX propone uno stile inedito per quanto riguarda i canoni stilistici della Casa. Prima di tutto per la presenza di una plancia a forte sviluppo orizzontale che è sormontata da un gigantesco monitor piazzato a sbalzo che nella parte dietro al volante mostra la strumentazione e che nella parte centrale visualizza i comandi del sistema di infotainment. 

Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

L’auto ha tunnel orizzontale dalle forme estremamente pulite e un volante dalla corona schiacciata che nella parte superiore e in quella inferiore è dotato anche di vistose incurvature. I sedili, ergonomici, hanno schienali molto sottili, per massimizzare l’abitabilità. 

Esteticamente, la Suzuki EVX sottolinea il fatto di essere SUV con linee ben marcate e muscoli in vista. Colpisce soprattutto il frontale molto alto e verticale. Nella parte alta. Sotto la linea del cofano, è attraversato da una fascia nera che incastona il badge centrale e che sui lati si biforca a Y per dare spazio ai fari, caratterizzati da una firma luminosa a elementi orizzontali. 

Nella vista laterale piace la presenza di passaruota molto pronunciati, con quello posteriori che sembra invadere il finestrino, quasi a dare l’impressione di una sportiva Anni ’70. Dietro la fanaleria che occupa tutta la larghezza dell’auto, è sormontata da uno scalino orizzontale che ricorda un po’ uno spoiler e che dona un’intrigante tridimensionalità. A completare la caratterizzazione estetica ci sono due vistose slitte paracolpi e le protezioni laterali in plastica, con inserti cromati, che ricordano un po’ le pedane di certi fuoristrada duri e puri.

Per esordire nel mondo delle zero emissioni Suzuki ha siglato una partnership con Toyota, Casa che rappresenta una sorta di grande accentratrice di tutti i principali costruttori giapponesi che stanno cercando di recuperare terreno sull’elettrico e di ritagliarsi un posto al sole sul panorama internazionale della mobilità del futuro.

Per questo motivo si pensa che la Suzuki EVX sarà dotata di una batteria agli ioni di litio da 60 kWh che dovrebbe garantire circa 800 km di autonomia. Il motore elettrico, invece, dovrebbe arrivare dall’azienda canadese Inmotive, con la quale Suzuki lavora da tempo.

Con una batteria di dimensioni generose ma non esagerate e un solo motore elettrico, la Suzuki EVX sfoggia un’autonomia da prima della classe. Se questi dati saranno confermati, saranno merito di un’ottima efficienza di sistema e di un peso contenuto. 

E se davvero con una batteria da 60 kWh potrà percorrere 800 km, significa che, sul misto, non avrà consumi superiori ai 7,5 kWh/100 km, un valore che, a dire il vero, è davvero troppo ottimistico (o comunque un valore omologato secondo cicli di valutazione diversi dal nostro WLTP).

Suzuki EVX: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

 

  • Look: ha il fascino tutto praticità e razionalità tipico di molti modelli del brand 
  • Prezzo: come da tradizione Suzuki, avrà un rapporto prezzo/contenuti accattivante
  • Economicità d’esercizio: con consumi ridotti all’osso, sarà davvero parca nei costi di uso e manutenzione.

Aspettando informazioni precise, che saranno rilasciate soltanto nel corso del prossimo anno, per capire quanto costerà questa Suzuki EVX ci rifacciamo alle parole del presidente della Casa in persona.

Toshihiro Suzuki, parlando del modello, ha detto che per soddisfare le esigenze del cliente medio di Suzuki questa vettura dovrebbe essere venduta a un prezzo accessibile alle masse. Resta da capire se, essendo un’auto costruita in India e venduta anche su molti mercati emergenti, sarà conveniente o, addirittura, di rottura.

Anche il Canada difende la propria industria automobilistica imponendo dazi alla Cina

BYD Sea Lion 07: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Il Canada ha recentemente deciso di imporre dazi del 100% sulle auto elettriche importate dalla Cina, una mossa che riflette le tensioni commerciali crescenti tra le due nazioni. Questo provvedimento, che entrerà in vigore a partire da ottobre 2024, è stato giustificato dal premier Justin Trudeau come una necessità per proteggere l’industria locale e rispondere alla sovrapproduzione cinese, sostenuta da massicci sussidi statali.

La risposta della Cina

Pechino ha reagito duramente, definendo la misura un atto di protezionismo che danneggerà la cooperazione economica e il processo di transizione ecologica del Canada. L’iniziativa canadese, come quelle prese da altri Paesi, arriva per tentare di bilanciare la concorrenza sul mercato delle auto elettriche e rafforzare la produzione interna. Tuttavia, questo scontro potrebbe avere ripercussioni significative sugli scambi commerciali tra le due nazioni e sui consumatori canadesi, che potrebbero veder crescere sensibilmente i prezzi delle auto elettriche. Anche quelle non propriamente cinesi, ma con componenti provenienti dal Paese del Dragone.

Gruppo Volkswagen rafforza la strategia per elettrico in Cina

Il resto del mondo

Anche gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno adottato misure simili. Negli Stati Uniti, il governo ha imposto dazi per contrastare quella che ritiene essere una concorrenza sleale dovuta ai massicci sussidi statali cinesi. L’Inflation Reduction Act, una legge chiave dell’amministrazione Biden, mira a favorire la produzione interna di veicoli elettrici attraverso incentivi significativi, rendendo più difficile per i produttori cinesi competere sul mercato americano. In Europa, infine, la Commissione Europea ha avviato un’indagine per verificare se i produttori cinesi di auto elettriche stiano beneficiando di sussidi illegali che distorcono il mercato. A seguito di questa indagine, l’Unione Europea potrebbe introdurre dazi fino al 36,3% su alcune importazioni di veicoli elettrici cinesi.

Cosa accadrà in futuro?

Queste misure riflettono la crescente preoccupazione per l’impatto della concorrenza cinese sull’industria automobilistica europea, che sta investendo massicciamente nella transizione verso i veicoli elettrici. Questi sviluppi indicano una tendenza globale verso il protezionismo nel settore automobilistico, con i principali attori che cercano di difenderele loro industrie nazionali dalla concorrenza cinese. Tuttavia, tali misure rischiano di inasprire ulteriormente le relazioni commerciali globali e di avere effetti negativi sui consumatori, che potrebbero vedere un aumento dei prezzi e una riduzione della scelta nei mercati locali.

Hyundai i30: prezzi, dimensioni e prova su strada

Hyundai i30: prezzi, dimensioni e caratteristiche 15

L’enorme salto avanti in termini qualitativi compiuto da Hyundai negli ultimi anni, trova la sua massima espressione nella Hyundai i30, la due volumi di Segmento C che oggi rappresenta davvero una concreta alternativa alle tante compatte oggi disponibili, competendo ad armi pari anche con la regina di questa fetta di mercato: la Volkswagen Golf. Recentemente aggiornata nello stile e nei contenuti, con l’ultimo restyling diventa ibrida grazie al sistema Mild-Hybrid MHEV a 48V e adotta il nuovo motore 1.5 litri T-GDI da 140 CV ibrido. Un  definitivo salto di qualità per la compatta coreana che aggiorna anche gli allestimenti N Line disponibili su tutte le versioni.  La i30, infatti, presenta un design dallo stile personale, unito ad interni ben realizzati sia nell’assemblaggio che nella scelta dei materiali.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Hyundai i30:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 395/1.301 litri
 Alimentazioni Ibrida/ Benzina
 Classe 6D – Temp
 Cv/kW (da) 100/74
 Prezzo (da) 27.250 €
INDICE
 Novità 2024
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
Prova su strada
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Per i clienti più sportivi Hyundai presenta la i30 N Drive-N Limited Edition, la nuova serie limitata prodotta in appena 800 esemplari caratterizzata da un look inedito.Il nuovo allestimento si riconosce a colpo d’occhio per le nuove tinte per la carrozzeria Phantom Black Pearl e Serenity White Pearl, entrambe perlate. Impreziosiscono poi ulteriormente il profilo della vettura i cerchi in lega dedicati, da 19 pollici, forgiati e in tinta bronzo scuro opaco.

I badge neri e i dettagli rossi delle pinze del freno e delle cuciture dei sedili creano poi un contrasto che sottolinea l’aggressività dell’allestimento. Infine, troviamo targhette dedicate applicate sui parafanghi anteriori, riportanti in inciso le coordinate GPS del Centro Test Hyundai Motor Europe al Nurburgring. Aprendo le portiere, invece, oltre agli elementi rossi già menzionati, troviamo loghi N illuminati sui sedili in alcantara. Nessuna modifica, invece, è stata apportata al motore.

Hyundai i30 restyling

Arriva il momento del secondo restyling per la Hyundai i30. Con l’ultimo aggiornamento il design della media coreana non cambia molto: le modifiche principali si concentrano nella presenza di una nuova trama per la calandra e qualche piccolo affinamento a livello delle prese d’aria sul paraurti anteriore, mentre nel posteriore è stata rivista la parte bassa del paraurti.

Anche l’abitacolo resta praticamente lo stesso dal punto di vista stilistico, ma ora è possibile scegliere il quadro strumenti digitale con una diagonale di 10,25 pollici. Arrivano poi sensori di parcheggio anteriori e posteriori di serie, tre prese di ricarica Usb-C, fari Full-Led di serie e una dotazione ancora più ricca per quanto riguarda la sicurezza. Nessuna informazione, al momento, per quanto concerne la gamma motori, mentre si sa che a listino entrerà l’inedito allestimento Business.

La Hyundai i30 è una berlina due volumi che rispecchia in pieno le misure proprie del segmento C. La lunghezza, infatti, misura 4 metri e 34 centimetri, mentre il passo di due metri e sessantacinque garantisce un buon comfort anche ai passeggeri del divanetto posteriore. Buona la capacità del bagagliaio pari a 395 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.340 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.460 mm
Passo 2.650 mm

auto familiari usate
auto familiari usate

L’abitacolo della Hyundai i30 ha uno stile moderno e curato: i materiali che rivestono la plancia sono di buona qualità e tutti i comandi sono facilmente raggiungibili anche quando si è alla guida. Tutto nuovo poi è il quadro strumenti digitale con schermo da 7 pollici, mentre al centro della plancia il vero protagonista è lo schermo da 10,25 pollici del sistema di infotainment, che permette di accedere a diverse funzioni, da quelle multimediali al navigatore, passando per una serie di servizi connessi gestibili anche da remoto attraverso l’apposita App.

Buono poi lo spazio a bordo, con centimetri in abbondanza anche per chi viaggia dietro. Anche la luminosità è buona, merito delle ampie superfici vetrate che, inoltre, permettono di limitare al minimo gli angoli ciechi. Per i clienti più sportivi c’è la variante N, che si differenzia dal resto della gamma per i sedili a guscio disponibili a richiesta, che permettono di risparmiare oltre 2 kg l’uno, mentre il volante sfoggia i pulsanti azzurri per la selezione delle diverse modalità di guida.

Con l’ultimo aggiornamento, lo stile della Hyundai i30 è stato rivisto senza grandi stravolgimenti, intervenendo di fino per rendere l’estetica del modello più moderna e attuale. Ecco quindi che nella parte anteriore a dominare è ora una calandra di più grandi dimensioni con una trama inedita. Accanto a questa spiccano i nuovi fari dotati di tecnologia Full-Led, caratterizzati da una firma luminosa che punta verso il centro della vettura.

La medesima finitura è stata utilizzata per i gruppi ottici posteriori, che sono ulteriormente impreziositi da una serie di punti luminosi che creano una sorta di “effetto cristallo” quando accesi. Rimanendo nella parte posteriore, cambia la parte bassa del paraurti sulla quale è ora presente un diffusore più pronunciato, che ha però una funzione puramente estetica. Con l’allestimento N Line, lo stile della i30 si fa più cattivo, ispirandosi alla più sportiva versione N: le prese d’aria anteriori crescono nelle dimensioni, mentre dietro, accanto all’estrattore, spicca la presenza di un doppio terminale di scarico.

La gamma motori della rinnovata Hyundai i30 si compone oggi di sole unità a benzina, tutte dotate di tecnologia ibrida a 48 Volt. Si parte con il 1.0 T-GDI da 100 CV, disponibile sia con cambio manuale con frizione elettroattuata, sia con l’automatico (in questo caso solo in variante mild-hybrid). Con le stesse due trasmissioni è disponibile anche il più potente 1.5 T-GDI da 140 CV. Venendo alla parte ibrida a 48 V, la stessa del 1.0, è costituita da una batteria a polimeri di litio da 0,44 kWh (collocata sotto il baule) e da un motogeneratore da 15 CV che, collegato al motore a benzina tramite una cinghia, fa da motorino di avviamento e dà una spinta in più in accelerazione, ricaricando la batteria in fase di rilascio e frenata.

hyundai i30 usate
hyundai i30 usate

Interessanti i consumi dichiarati dalla casa coreana per la Hyundai i30. La versione benzina da 100 CV promette una percorrenza media di 22,2 Km/l, mentre per quella da 140 CV il valore scende a 21,3 Km/l.

Hyundai i30 N

Con il mondo che viaggia spedito verso un futuro elettrico, Hyundai continua comunque a pensare agli appassionati più puri, continuando a proporre modelli ad alte prestazioni delle sue vetture. La Hyundai i30 N, infatti, è la capostipite di una nuova famiglia di modelli vitaminizzati dalla divisione sportiva del costruttore coreano. Dietro la carrozzeria azzurra, i vistosi cerchi da 19 pollici e i grandi terminali di scarico, si nasconde una vettura con un potenziale prestazionale che lascia estasiati. Rigida, rumorosa, veloce: la Hyundai i30 N rappresenta l’esperienza di guida più pura che si possa trovare a bordo di una sportiva a trazione anteriore di Segmento C.

Ma andiamo con ordine. L’estetica della i30 N è molto simile a quella delle più tranquille versioni N Line a listino. A cambiare sono i dettagli, come il grande spoiler posteriore e il doppio terminale di scarico nella parte posteriore, mentre i cerchi in lega sono forgiati e permettono di ridurre il peso delle masse non sospese di circa 14 kg. L’ambiente interno poi, ha un sapore più racing enfatizzato dalla presenza di avvolgenti sedili a guscio e di un volante con pulsanti dedicati alla selezione delle diverse modalità di guida: Eco, Normal, Sport, N e Custom.

Ma ciò che impressiona è la meccanica della i30 N. Sotto il cofano scalpita un 2 litri turbo a quattro cilindri con una potenza di 280 CV per 392 Nm di coppia, tutti scaricati sulle ruote anteriori attraverso il nuovissimo cambio a doppia frizione DCT. Non manca poi un differenziale autobloccante a gestione elettronica e un assetto sempre a controllo elettronico.

Finché non ci si mette al volante della nuova Hyundai i30 N, però, non si può capire quanto “track oriented” sia stato il lavoro dei tecnici del reparto N. La spinta del 2 litri è corposa fin dai bassi regimi, ma è oltre i 4.000 giri che diventa davvero rabbiosa, mentre il cambio passa da una marcia all’altra in un battito di ciglia con sobbalzo secco dal sapore molto racing. Ma il vero protagonista sulla i30 è l’assetto. Regolabile su tre diverse posizioni, trasforma la macchina in una vera mangia curve: nella modalità più rigida azzera ogni fenomeno di rollio e beccheggio, anche grazie ad una barra duomi posteriore di dimensioni notevoli. Il tutto si traduce in un avantreno dalla precisione chirurgica in inserimento, con un volante dal giusto carico che permette di capire sempre perfettamente ciò che accade sotto le ruote anteriori, mentre il posteriore segue la traiettoria con una pulizia che lascia stipiti. Mentre in uscita a dominare è il lavoro del differenziale autobloccante, che potendo spostare la coppia sulla ruota che in quel momento ha più trazione permette di tornare sul gas molto presto in uscita di curva.

Certo, qualche piccolo difetto c’è: il peso di oltre 1.500 kg in certe circostanze si sente e in generale il 2 litri è un motore molto assetato. Se non ci si fa prendere la mano si riescono a percorrere circa 9 km/l, ma bisogna farci molta attenzione. Ma tutto questo poco conta rispetto alle emozioni che questa vettura è in grado di regalare: l’assetto così preciso e uno scarico dalla voce profonda e costantemente scoppiettante mettono una gran voglia di guidare senza mai fermarsi, cercando un tratto di strada tutto curve per raggiungere qualsiasi destinazione. Insomma, la Hyundai i30 N è davvero un’auto per amanti della guida e, sicuramente, una delle migliori hothatch che possiate comprare.

Hyundai i30 1.0 T-GDI 48V

Con l’uscita dai listini della cattivissima N, ora la gamma motori della i30 risulta costituita unicamente dal propulsore 1.5 da 140 CV, oppure dal più piccolo 1.0 a tre cilindri (anche mild-hybrid) da 100 CV. Noi ci siamo messi al volante proprio di quest’ultimo nella variante a 48 Volt, che viene proposto in abbinamento al cambio automatico. Dal punto di vista estetico, specialmente se scelta in allestimento N Line come quello oggetto della nostra prova, ricalca in maniera piuttosto fedele le forme della più cattiva i30 N.

Hyundai i30: prezzi, dimensioni e prova su strada 19

Dove cambia, naturalmente, è nella dinamica. Il piccolo 1.0 da 100 CV è piuttosto brioso nella prima fase di spinta, per poi calare leggermente quando ci si avvicina alla zona alta del contagiri. L’assetto, invece, ha una taratura particolarmente votata al comfort: forse con un set di cerchi un po’ più grandi rispetto a quelli di serie è possibile rendere i movimenti della scocca più contenuti e così la dinamica più precisa. Il che non guasterebbe visto l’ottimo sterzo che seppur molto demoltiplicato resta sempre molto comunicativo. Non ci ha convinto molto il cambio, invece: veloce nel passaggio da un rapporto all’altro, ma alle volte un po’ incerto sul comportamento da adattare soprattutto in curva, con il risultato che molto spesso ci si trova con una marcia troppo alta quando si torna sull’acceleratore. Detto questo, però, il vero punto forte della i30 in abbinamento a questo propulsore restano i consumi. Nel corso del nostro test, mettendo alla frusta la vettura in vari contesti, siamo riusciti a registrare una media di circa 6 l/100 km. Davvero un ottimo risultato.

Sono due gli allestimenti disponibili per la Hyundai  i30:

  • Business
  • N Line

Business: prevede di serie 6 airbag, Sistema di controllo della stabilità (E.S.P.), A.B.S, Hyundai Smart Sense, Cerchi in lega  da 16”, fari anteriori full led, Luci diurne e di posizione Led,  Vetri posteriori oscurati, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, Cluster Supervision 7”, Cruise control, volante rivestito in pelle, Ski-trough, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Bluetooth con riconoscimento vocale, comandi audio al volante, Touchscreen da 8” con connettività Apple car play/Android e retrocamera.

N Line: aggiunge cerchi in lega da 17” o 18”, Design sportivo N Line, Paraurti anteriore e posteriore con disegno N, specchietti retrovisori neri, sedile passeggero regolabile in altezza e volante sportivo a tre razze e pomello del cambio con N design.

  • Qualità: negli ultimi anni è cresciuto molto il livello qualitativo dei modelli Hyundai.
  • Prezzo: ottimo il rapporto tra prezzi e dotazioni.
  • Prestazioni: per chi cerca il massimo delle prestazioni, la I30 N ha ben poche rivali in questa categoria.

Di seguito ecco il listino prezzi della Hyundai i30 aggiornato a settembre 2024:

Hyundai i30 Ibrida Prezzo
1.0 T- GDI iMT Business 27.250 €
1.0 T-GDI 48V DCT Business 30.100 €
1.5 T-GDI 48V DCT Business 31.100 €

 

hyundai i30 usate
hyundai i30 usate

 

Mazda EZ-6: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Mazda EZ-6: prezzi, dimensioni e caratteristiche

La gamma Mazda oggi è quasi interamente formata da SUV e con l’uscita di produzione della Mazda6 nel 2022 sembrava che il ruolo di ammiraglia dovesse passare definitivamente ai SUV CX-60/EZ-6 e ai loro omologhi americani. Ora, però, la Casa di Hiroshima ha cambiato idea.

All’ultimo salone di Pechino Mazda ha sorpreso tutti presentando, in veste i di concept car, un nuovo modello battezzato EZ-6. Si tratta di una berlina dalla linea classica e dalle dimensioni generose che già dalla sigla conferma ruolo e vocazione: prenderà il posto della Mazda6, ma con motorizzazioni elettriche ed elettrificate. La versione di serie è pronta a debuttare non soltanto in Cina ma anche in Europa e in Italia.

Ecco la scheda tecnica della Mazda EZ-6:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio n.d.
 Alimentazioni benzina ibrido plug-in o elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) n.d.
 Prezzo (da) n.d.
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

La base della Mazda EZ-6 si chiama Changan Deepal SL03 ed è una berlina a cinque porte lunga 4,82 metri, larga 1,89 e con un’altezza di circa 1,48 metri. Il passo è piuttosto lungo, 2,90 metri, in modo da assicurare spazio adeguato per le batterie della versione elettrica.

La Mazda EZ-6 conserva la configurazione e le linee generali della carrozzeria, ma è leggermente più lunga, circa 4,92 metri quindi una decina di centimetri in più, principalmente concentrati nel frontale che ha forme più elaborate.

Dimensioni
Lunghezza 4.920 mm
Larghezza 1.890 mm
Altezza 1.480 mm
Passo n.d.

Gli interni della Mazda EZ-6 confermano che anche questo modello avrà un posizionamento medio-altro, con una vocazione sportiva ed elegante al tempo stesso. Una plancia orizzontale molto dritta ed essenziale alloggia il quadro strumenti digitale e il display centrale.

Al centro, separato dalla plancia, c’è un ampio tunnel con vani portaoggetti e portabicchieri. I comandi sono infatti concentrati intorno e sopra al volante, che ha il tipico disegno delle razze familiare ai clienti di Mazda.

La linea del posteriore mantiene forme, volumi e parte del disegno della vettura originale Changan, con un ampio portellone panoramico apribile, coda corta e una fanaleria che si estende a tutta larghezza. Anche la linea del padiglione è quello della Deepal SL03, mentre i pannelli delle fiancate hanno superfici movimentate per creare affascinanti giochi di luce.

La parte più personale è senza dubbio il frontale, rimodellato secondo i dettami del Kodo Design con una calandra ampia e prominente in cui si vanno a incastonare i sottili fari con triple ottiche a Led.

La Mazda EZ-6 avrà una versione 100% elettrica e almeno una ibrida plug-in. La prima avrà un motore singolo e la trazione sulle ruote posteriori. La Casa non ha specificato i dettagli, a parte un’autonomia non inferiore ai 600 km. Il modello base ha una batteria CATL e una potenza di circa 220 CV.

Changan offre anche una versione Range Externder con un motore 1.5 che funge da generatore. Non ci sono dettagli sulla versione ibrida plug-in, che dovrebbe avere come base ancora un motore a benzina a quattro cilindri.

Gli allestimenti della nuova Mazda EZ-6 non sono ancora stati comunicati, ma possiamo supporre che verrà proposta in abbinamento ad equipaggiamenti piuttosto ricchi, per enfatizzare il carattere premium del modello.

Mazda EZ-6: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

 

 

  • Dimensioni: le dimensioni generose ne fanno un modello adatto a chi cerca una berlina di rappresentanza ma vuole qualcosa di diverso dalle “solite” tedesche.
  • Motori: la gamma motori farà affidamento su soluzioni a ridotto impatto ambientale e molto efficienti.
  • Look: lo stile è personale con linee eleganti ma al contempo aggressive.

Il listino prezzi della nuova Mazda EZ-6 non è ancora stato comunicato.

Toyota FJ Cruiser: prezzo, dimensioni, caratteristiche

Toyota FJ Cruiser: prezzo, dimensioni, caratteristiche 1

Il nome FJ Cruiser è già stato usato da Toyota nei decenni scorsi. L’ultima volta che si è visto si riferiva a un accattivante modello con design ispirato appunto ai classici FJ Anni ‘60, ma su telaio e meccanica Land Cruiser 2003.

Ora la Casa recupera il nome per qualcosa di leggermente più compatto. Ispirato alla concept Compact Cruiser EV, ma su una diversa base, sarà lanciato in Tailandia entro fine anno e più avanti nel resto del mondo. Tuttavia, si vocifera che la versione per l’Europa sarà di fatto un modello del tutto differente, realizzata addirittura su un altro pianale.

Ecco la scheda tecnica della Toyota FJ Cruiser:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio n.d.
 Alimentazioni benzina, ibrida, elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) n.d.
 Prezzo (da) n.d.
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

Non ancora confermate, le misure dovrebbero avvicinarsi a quelle di altri piccoli fuoristrada a cinque porte in vendita nel Sudest Asiatico come la Suzuki Jimny a passo lungo.

Quindi, si parla di una lunghezza compresa tra 4,3 e 4,4 metri e di una larghezza di circa 1,85. Essendo un veicolo con una forte vocazione offroad, si presume che privilegi gli sbalzi corti e quindi abbondi con il passo, che potrebbe avvicinarsi ai 2,4 metri.

Dimensioni
Lunghezza 4.400mm
Larghezza 1.850 mm
Altezza n.d.
Passo 2.400 mm

Non ci sono ancora immagini definitive, ma pensando alle operazioni nostalgia rappresentate anche dalla nuova Land Cruiser, ci si aspetta un equilibrato mix di high tech e richiami classici. E questo, indipendentemente dalle motorizzazioni.

Quindi, display strumenti digitale affiancato da un grande schermo centrale per l’infotainment e trasmissioni automatiche con comandi al volante che lascino tutto lo spazio sul tunnel per i vani portaoggetti. Ci aspettiamo però comandi analogici e fisici per funzioni base come la climatizzazione e perché no, maniglie sui montanti come sulle vere fuoristrada. Sarà comunque un veicolo a cinque posti con un ampio bagagliaio.

La linea, come già detto, avrà una forte ispirazione classica. Dunque, forme molto verticali e spigolose, che conciliano lo spazio con l’immagine robusta. Le forme molto squadrate del modello rimandano ai fuoristrada dei primi anni Novanta, quelli pensati per l’offroad duro e puro.

Il frontale riproporrà una calandra a griglia affiancata da fari rettangolari, ampi e muscolosi passaruota e un parabrezza piatto. I paraurti, massicci e sporgenti ma tagliati per favorire gli angoli di attacco e uscita comprenderanno ganci per il traino.

Per il modello destinato all’Asia si parla dei classici turbodiesel da 2,4 o 2,8 litri, mentre il modello europeo potrebbe essere più facilmente ibrido a benzina o addirittura elettrico.

Quest’ultimo infatti sarebbe realizzato sulla attuale piattaforma TNGA destinata ai modelli compatibili come Corolla Cross.

In attesa di informazioni ufficiali riguardo il listino, da più parti si prevede che il nuovo modello possa essere proposto in tre diversi livelli di allestimento che riprendono i nomi storici di altri fuoristrada della Casa nipponica.

Scendendo nel dettaglio, la FJ Cruiser potrebbe essere proposta da Toyota nella versione d’attacco LE, in quella intermedia XLE e in quella di punta Limited, che potrebbe essere riconoscibile anche per un trattamento estetico dedicato.

 

  • Doti fuoristradistiche: Toyota, con questa gamma di modelli, ha sempre proposto vetture in grado di affrontare qualsiasi tipo di offroad
  • Look: ha l’aspetto da dura e pura che sempre meno si vede sui modelli di nuova generazione
  • Robustezza: la Casa nipponica è diventata la prima al mondo per auto vendute proprio grazie all’affidabilità dei propri veicoli

L’auto arriverà sul mercato solo nel 2026. È ancora presto, quindi, per avere delle indicazioni sui prezzi a cui sarà venduta. Negli Stati Uniti gli analisti dicono che in base all’allestimento la forbice possa variare tra i 35.000 e i 45.000 dollari. Da noi, in Europa, se saranno confermate le stesse versioni vendute negli USA, si dovranno mettere in conto cifre più consistenti. Così accade, da sempre, per la maggior parte dei modelli venduti su entrambe le sponde dell’Oceano Atlantico.

BMW M5: prezzo, dimensioni, caratteristiche

BMW M5: prezzo, dimensioni, caratteristiche 2

BMW ha recentemente presentato l’ultima generazione della Serie 5 e, come da tradizione, adesso amplia la gamma con l’arrivo della M5. Che così festeggia 39 anni di gloriosa carriera sulle strade di tutto il mondo. Il modello ad alte prestazioni della berlina tedesca si è sempre distinto per soluzioni tecniche all’avanguardia e anche con quest’ultimo modello, il settimo da quel lontano 1985 in cui tutto è iniziato, non smentisce la voglia di innovare e di stupire.

Prima di scendere nel dettaglio, ricordiamo che la prima M5 del 1985 aveva un 6 cilindri da 3,5 litri e 218 CV. Poi, con la seconda generazione (1988) si preferì un L6 da 3,6 litri da 315 CV e poi un 3,8 da 340 CV. Passano gli anni e la M5 cresce in dimensioni e in peso, ma va sempre più veloce. La terza generazione (1997) passa al V8 aspirato da 4,9 litri e 400 CV. La quarta, nel 2005, esagera: sotto il cofano monta un V10 derivato dalle Williams da F1. Ha cilindrata di 5 litri e arriva a 507 CV. Viene sostituita da una nuova M5 nel 2011 che ha un V8 4,4 che sfrutta la doppia sovralimentazione per arrivare a 575 CV e, nella M5 Competition Edition, a 600 CV. Nel 2018 arriva la prima M5 integrale, nella versione più potente arriva a 635 CV. E qui si torna ai giorni nostri e alla prima M5 ibrida plug-in.

Ecco la scheda tecnica della BMW M5:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio da 466 litri
 Alimentazioni Ibrida
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 727/535
 Prezzo (da) 150.450 €
INDICE
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

La nuova BMW Serie 5, già nelle versioni normali, è cresciuta ben oltre i 5 metri arrivando a 5,06. La M5, con appendici aerodinamiche dedicate, supera di un po’ le già generose misure. Così, la versione tre volumi tocca i 5,096 metri, la Touring a 5,10 tondi tondi. 

Cambia anche la larghezza, visto che le due auto hanno carreggiate maggiorate. Precisamente +7,5 centimetri davanti e +4,8 centimetri dietro. Così, la larghezza arriva a 1,97 metri. L’altezza invece, è di 1,52 metri, mentre il passo tocca i 3,01 metri. 

Dimensioni
Lunghezza 4.090 mm (5,100 mm Touring)
Larghezza 1.970 mm
Altezza 1.520 mm
Passo 3.010 mm

Dentro la M5 riprende da vicino quanto mostrato dalla nuova M5. Non potrebbe essere altrimenti. Sia la berlina sia la Touring accolgono però gli occupanti su sedili specifici, più sportivi e contenitivi. Seduti al posto guida si apprezza sia il grandissimo pannello che accoglie i due monitor per strumentazione e infotainment, sia il bel volante sportivo con corona piatta nella parte inferiore, anello di centramento rosso e paddles al volante rossi.

A proposito, tra le varie opzioni di personalizzazione c’è anche quella per interni bicolori, con sedili e interni porta di un rosso acceso che ravviva tutto l’ambiente. A bordo della nuova M5 compaiono poi pedaliera sportiva, illuminazione interna dedicata, e altre finiture specifiche per il modello più cattivo di tutti. E, arrivati a questo punto, non possiamo che dire quanto cattivo sia.

La nuova Serie 5 tutto è tranne che sobria. Criticata da alcuni, apprezzatissima da altri, ha un look che già nelle versioni normali non vuole passare inosservato. La M5 riprende quello stile e lo incattivisce. Così arrivano paraurti dedicati, prese d’aria maggiorate e cerchi che tra l’anteriore e il posteriore differiscono per dimensioni.

Davanti l’auto monta cerchi da 20” con pneumatici 285/40 ZR20, mentre dietro sceglie dei più grandi 21” con pneumatici 295/35 R21. Completano la personalizzazione i parafanghi allargati (quelli dietro della station fanno impressione tanto sono sporgenti nella parte posteriore), sistema di scarico con 4 terminali bruniti, impianto frenante dedicato e minigonne laterali. Si vede che è una M anche senza il badge sulla calandra anteriore, con trama specifica anch’essa. 

La nuova BMW M5 monta uno schema propulsivo inedito. Come detto, è la prima della stirpe ad avere un powertrain ibrido plug-in. Innalza un po’ il peso, che raggiunge i 2.508 kg (la berlina si ferma 63 kg prima, a 2.445 kg) ma consente di scaricare a terra dalle 4 ruote, attraverso la trazione integrale xDrive, la bellezza di 727 CV e ben 1.000 Nm di coppia. 

L’auto sfrutta un 4.4 V8 biturbo da 585 CV e 750 Nm che è coadiuvato da un motore elettrico da 197 CV e 280 Nm di coppia integrato nel cambio, un automatico a 8 rapporti. Questa unità è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 18,6 kWh che è piazzata sotto il pianale.

Parlando di prestazioni, la BMW M5 nuova scatta da 0 a 100 in 3”6. Nella partenza da fermo l’auto raggiunge i 200 km/h in 11”1 mentre se si tiene giù il piede ancora più a lungo si arriva a una velocità massima di 305 km/h. 

Con la batteria carica la nuova M5 può percorrere fino a 67 km in modalità completamente elettrica. Per questo dichiara consumi medi sul misto di 1,6-1,9 k/100 km. Tutt’altra faccenda è quella che riguarda i consumi di benzina quando la batteria è scarica, ma è giusto restare a quanto chiesto dalla legge in merito allo standard WLTP.

La nuova BMW M5, che è quasi un modello a parte nella gamma della nuova Serie 5, è offerta in un solo allestimento. Di serie ha: 

  • M5: cerchi in lega 20”/21”, interni in pelle, finiture Dark Silver M, fari full Led adattivi, vetri posteriori e lunotto oscurati, volante sportivo riscaldabile, sedili anteriori sportivi M, cinture di sicurezza M, pacchetto ADAS Active Guard, Parking Assistant Plus, Set riparazione pneumatici, Climatizzatore automatico a 4 zone, tetto apribile in cristallo, pacchetto dinamico M Drive Professional, ricarica cellulare a induzione. 

BMW M5: prezzo, dimensioni, caratteristiche 15

  • Prestazioni: è la station più potente in circolazione. Rifila circa 100 CV all’altrettanto mostruosa Audi RS6
  • Versatilità: ha più capacità di carico della maggior parte dei SUV in commercio
  • Look: è esagerata. Prendere o lasciare.

Di seguito il listino prezzi della BMW M5 aggiornato ad agosto 2024:

BMW M5 Prezzo
M5 berlina 150.450 €
M5 Touring n.d.

Incentivi auto: ecco come sono andati quelli 2024 e come saranno in futuro

Incentivi auto: ecco come sono andati quelli 2024 e come saranno in futuro

Gli incentivi auto sono finiti in un lampo. Soprattutto quelli sull’auto elettrica sono andati in fumo in poche ore lasciando parecchi automobilisti che aspettavano proprio l’ecobonus per cambiare vettura a bocca asciutta.

Il ministro Adolfo Urso ha commentato l’iniziativa spiegando che da una parte hanno aiutato a svecchiare il parco circolante ma, dall’altra, non hanno sostenuto un tanto agognato aumento della produzione di automobili in Italia. Partiamo dai numeri.

I 5 obiettivi del governo

Quando ha attivato gli incentivi sull’auto elettrica del 2024 il governo ha perseguito varie finalità. La prima, chiaramente, quella di dare un sostegno alla transizione ecologica. Poi, rinnovare il parco circolante, aiutare i cittadini che si trovavano in difficoltà ad acquistare un’auto nuova e, ultimo ma non ultimo, spingere i costruttori italiani ad aumentare la produzione.

Se i primi 4 obiettivi sono stati raggiunti, sul quinto il ministro si è detto deluso. Le Case italiane, infatti, non hanno dato segnali significativi. E qui Urso ha più volte affermato che la situazione deve cambiare.

Ricarica auto elettrica: quanto costa con Ionity

Un piano di lungo periodo

Secondo dati non ufficiali, l’83% degli automobilisti che ha comprato un’auto elettrica ha contestualmente rottamato un’auto Euro 0, 1, 2 o 3. Il 77% di chi ha chiesto l’accesso all’ecobonus era una persona fisica e, di queste, il 25% aveva un ISEE inferiore ai 30.000 euro. Quindi, se il ministro Urso si dice soddisfatto, è perché ha effettivamente aiutato le famiglie ad acquistare un’auto più moderna ed ecologica.

Questo non significa che è andato tutto liscio, anzi. Urso, però, ha già in mente come cambiare gli incentivi in futuro. L’idea è quella di una pianificazione pluriennale dell’iniziativa. Un po’ come accade in America, poi, l’idea è quella di dare bonus maggiori su vetture che sono costruite in Italia o che, per lo meno, usano una catena di fornitori presente sul nostro Paese. E qui si torna alla questione “produzione”.

L’Italia produrrà 1 milione di auto?

Già a inizio mese Urso aveva dichiarato di essersi immaginato una reazione diversa dalle aziende automotive. Poi, in un recente intervento al Meeting di Rimini, ha ribadito il concetto facendo nomi e cognomi: “il governo ha fatto la sua parte, Stellantis no”.

Ricarica auto elettrica: ecco i prezzi e i tempi per la ricarica

Poi ha aggiunto che è responsabilità del gruppo italo-francese di rilanciare l’auto in Italia e che se da una parte il governo ha messo in campo contributi importanti, dall’altro la parte “italiana” di Stellantis non ha riaffermato la centralità del nostro Paese per i marchi storici come Fiat, Lancia o Alfa Romeo.

Urso, in un colloquio con Carlos Tavares, ceo di Stellantis, chiese di ritornare a una produzione di 1 milione di auto (attualmente siamo intorno alle 500.000) ma, a suo dire, dopo aver creato condizioni favorevoli, non ha visto risposte adeguate.

Ora l’idea è quella di accogliere in Italia un grosso costruttore straniero, magari cinese, per mettere in competizione le industrie dell’indotto e la stessa Stellantis e provare a dare maggior slancio a un settore che resta strategico per l’economia del nostro Paese. Succederà davvero?