Visura auto, anche online: come richiederla e quanto costa

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La visura auto è il documento che si può ottenere e che racconta la storia della vettura poiché riporta non solo i dati tecnici del mezzo, ma anche quelli di tutti i proprietari e le eventuali annotazioni giuridiche. Scopriamo come si richiede.

INDICE
Visura auto: a cosa serve?
Visura al PRA: come richiederla
Visura PRA online
Visura PRA gratis
Visura storica PRA
Visura ACI: come si richiede
Visura ACI online
Visura ACI gratis

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.
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Spesso si è portati a cercare strade alternative per non essere costretti a pagare le spese per ottenere la visura. Numerosi siti web promettono di effettuare una visura auto totalmente gratuita, ma i servizi offerti sono decisamente limitati e permettono di verificare pochi dati quali la regione di appartenenza, la cilindrata o il tipo di alimentazione.

L’importo complessivo sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio telematico.

Se, invece, si opta per richiedere la visura auto presso le Unità Territoriali ACI PRA si dovrà versare l’importo di legge che varia da 15 a 20 euro.

Esistono due tipologie di visure, quella nominativa attuale e quella storica. Con quest’ultima la ricerca è riferita a tutti i veicoli che sono stati intestati nel tempo al soggetto (persona fisica o persona giuridica) ma che alla data della consultazione non sono più in possesso dello stesso a seguito di vendita o perdita di possesso.

Identica procedura è richiesta per la visura ACI. Ci si dovrà recare all’Ufficio provinciale dell’ACI, compilare l’apposito modulo per richiedere la visura e pagare l’importo di 8 euro. E’ possibile, come alternativa, richiedere all’ACI la visura anche online.

In questo caso, dopo aver digitato l’indirizzo del sito ACI, si dovrà compilare il form dedicato con i dati personali, il numero di targa e la descrizione del veicolo sulla scorta delle indicazioni presenti. Successivamente si dovrà digitare il codice di sicurezza ed effettuare il pagamento richiesto pari ad 8,83 euro.

Come già affermato in precedenza, sono presenti numerosi siti che offrono la possibilità di effettuare una visura targa gratis, ma nella realtà i costi sono mascherati sotto forma di spese di gestione. Il nostro consiglio è quello di affrontare sempre i costi irrisori chiesti dal sito dell’ACI pre procedere alla visura.

Cose da sapere

A cosa serve la visura auto?

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Come si richiede la visura auto?

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Come si chiede la visura auto online?

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.

Quanto costa richiedere una visura auto?

Il costo complessivo della visura sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio.

Distanza di sicurezza: ecco tutto quello che c’è da sapere

Distanza di sicurezza: ecco tutto quello che c’è da sapere

Rispettare la distanza di sicurezza non serve a passare il quiz di scuola guida. È una delle migliori accortezze per evitare tamponamenti. Rispettare la distanza di sicurezza è fondamentale, ma molti automobilisti ignorano del tutto questa regola (di buon senso in primis) del Codice della Strada. Qualora l’auto che ci precede dovesse frenare bruscamente, una certa ridondanza nel calcolo dello spazio di frenata può fare una grande differenza, permettendo di evitare l’impatto. La giusta distanza di sicurezza dipende non solo dal tipo e dalle condizioni del veicolo o della strada, ma anche da altri fattori. Vediamo quali.

La distanza di sicurezza nel Codice della Strada

Innanzitutto, analizziamo l’art. 149 del CdS, che tratta precisamente della distanza di sicurezza tra veicoli. La prima prescrizione è la seguente: “durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono“. Il punto, insomma, è che non c’è formula magica né tabella di distanze di sicurezza standard. La quantità di fattori che possono influenzare la giusta misura è notevole. Il CdS si occupa infatti qui di regolare poche condizioni specifiche (all’esterno dei centri abitati in presenza di divieto di sorpasso per certe categorie di veicoli, quando preceduti da macchine sgombraneve) e di indicare le sanzioni.

La multa per mancato rispetta della distanza di sicurezza va dai 42 ai 173 euro, con la possibilità di aumentare notevolmente in caso di incidenti gravi che coinvolgono cose e/o persone.

Nello specifico, quando non si guida in centri abitati la distanza di sicurezza dev’essere di almeno 100 metri se la strada non possiede due o più corsi per senso di marcia. Infine, quando sono troviamo macchine sgombraneve o spargitrici è fatto divieto di avvicinarsi in ogni caso a meno di 20 metri.

Distanza di sicurezza: ecco tutto quello che c’è da sapere 1

Calcolo distanza di sicurezza

Spesso, quando ci si trova alla guida, non ci si rende conto della effettiva distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede. Nella valutazione di questa misura bisogna tenere in considerazione alcuni fattori quali:

  • la prontezza dei riflessi del conducente;
  • il tipo e lo stato di efficienza del veicolo;
  • la velocità;
  • la visibilità;
  • le condizioni atmosferiche;
  • le condizioni del traffico; 
  • le condizioni del manto stradale;

 

Nello specifico, per quanto concerne i fattori legati alle caratteristiche del veicolo, occorre considerare lo lo stato di efficienza dell’impianto frenante, l’usura degli pneumatici e la massa del veicolo.

Nell’ipotesi in cui i freni non siano in condizioni perfette, o si circoli con pneumatici particolarmente logori, o ancora si viaggi con un carico notevole a bordo, sono le leggi della fisica a imporre spazi di arresto maggiori.

Distanza di sicurezza: gli altri parametri da valutare

Altro fattore da considerare nel valutare la corretta distanza di sicurezza tra veicoli riguarda i riflessi del conducente. Da soggetto a soggetto, infatti, i tempi di reazione sono differenti e questo può derivare anche dall’età del guidatore.

Per questo motivo è sempre bene rispettare la distanza di sicurezza indicata nel precedente paragrafo e magari aumentarla qualora si sia un po’ avanti con gli anni. Questo accorgimento vi consentirà di guidare in condizioni di tutela maggiori.

Il consiglio, in generale, data l’alta probabilità di fare errori nel calcolo della distanza di sicurezza, è di mantenere una distanza superiore a quella stimata come necessaria. Una certa ridondanza può fare la differenza in caso di imprevisti.

Tenendo a mente le premesse fatte, analizziamo ora un trucco per dare una stima. Al raddoppio della velocità, a grandi linee, corrisponde uno spazio di frenata quadruplo. Si può infatti semplicemente dividere la propria velocità espressa in km/h per 10 ed elevare il risultato al quadrato. Il risultato fornisce in metri una buona stima della giusta distanza di sicurezza. Per esempio, ad una velocità di 50 Km/h la distanza di sicurezza ideale è di 25 metri, mentre a 100 Km/h la distanza da mantenere è di 100 metri.

Distanza di sicurezza nel traffico

Può essere complicato mantenere una distanza di sicurezza adatta alla velocità di marcia quando siamo in presenza di traffico congestionato. Eppure, si può evitare di stare troppo vicini al posteriore di chi ci precede. Anzi, anche le condizioni del traffico determinano contestualmente la giusta distanza di sicurezza. È altamente sconsigliabile poi avvicinarsi alla vettura che sta davanti in assenza di spazio sulla corsia di destra, utile a tentare di evitare la collisione.

Distanza di sicurezza e tempo di reazione

Per stimare la giusta distanza di sicurezza bisogna anche considerare il cosiddetto tempo di reazione. Anche quando guidiamo vetture con eccellenti impianti frenanti e dotate di ABS, siamo tentati di sentirci troppo sicuri. Invece, il tempo di reazione può essere talvolta determinante. Il tempo di reazione, espresso solitamente in secondi, indica quanto intercorre tra il momento in cui ci rendiamo conto del pericolo e l’inizio della frenata.

Normalmente, può andare, a seconda dell’attenzione e di altri fattori personali e contestuali, tra 0,5 e 1,5 secondi. Se per esempio consideriamo un tempo di reazione pari a 7 decimi di secondo, a 100 km/h avremo percorso quasi 20 metri prima ancora di iniziare a frenare in caso di emergenza. Considerando anche lo spazio di frenata di chi ci precede, nel caso in cui sia identico al nostro, è teoricamente sufficiente che lo spazio di sicurezza sia maggiore dello spazio percorso nel tempo di reazione. Come abbiamo visto, però, la teoria può essere pericolosa. Meglio esagerare le stime, e adesso vediamo perché.

Adas obbligatori

Se la nostra auto frena più lentamente delle altre

Il problema nel considerare solo i tempi di reazione è rappresentato dall’eventualità che la vettura che ci precede abbia un impianto frenante e ruote molto più efficaci. Potrebbe fermarsi anche 20 o 30 metri prima di quanto faremmo noi nelle stesse condizioni ma con un’auto dalla frenata meno performante. Per questo è bene controllare periodicamente pressione e usura dei propri pneumatici. Infine, occorre tenere a mente che la decelerazione di solito non è costante – sia perché è difficile premere il pedale del freno efficacemente, sia perché le gomme possono bloccarsi in frenata.

Distanza di sicurezza in caso di pioggia

Altro fattore da tenere in conto quando si parla della distanza di sicurezza riguarda le condizioni atmosferiche. Un asfalto reso viscido dalla pioggia, infatti, comporta degli spazi di arresto decisamente superiori rispetto a quelli di un manto stradale perfettamente asciutto.

Il nostro Codice della Strada non impone una distanza di sicurezza in caso di pioggia. L’articolo 149, infatti dispone come durante la marcia i veicoli debbano tenere una distanza di sicurezza tale da garantire in ogni caso l’arresto tempestivo così da evitare collisioni con i veicoli che precedono.

In caso di pioggia la velocità massima deve essere ridotta a 90 Km/h sulle strade extraurbane ed a 110 Km/h sulle autostrade, mentre per quel che riguarda la distanza di sicurezza è bene aumentare la stessa dal 20 all’80% a seconda dell’intensità dei rovesci e delle condizioni del manto stradale. Per esempio, se con il sole, viaggiando a 50 km/h, è necessaria una distanza di 25 metri, in caso di pioggia questa misura deve incrementare da 30 fino a 45 metri. Neve, nebbia o grandine, è inutile dirlo, impongono di tenere in conto una distanza di sicurezza ancora maggiore.

Il rischio è quello di incorrere in aquaplaning, ovvero nel caso in cui il veicolo perde aderenza a causa di uno strato d’acqua accumulatosi sul manto stradale. In questo caso, la distanza di sicurezza dovrà essere maggiore. Per scongiurare rischi non così improbabili, soprattutto in caso di alta velocità, usura del battistrada e un notevole spessore dello strado d’acqua.

Adas per la distanza di sicurezza

Il cruise control adattivo, ovvero, per intenderci, il controllo della velocità di crociera adattivo, conosciuto anche con l’acronimo ACC (“Adaptive Cruise Control”), è un Adas che gestisce la velocità del veicolo su cui è montato mantenendo in automatico una distanza di sicurezza sufficiente dalle auto che lo precedono. Un altro nome con cui si indica lo stesso sistema è cruise control dinamico.

Sempre più, quindi, la tecnologia ci viene in aiuto per facilitare l’esperienza di guida, in questo caso mantenendo costante, al posto nostro, la distanza che ci separa dall’auto davanti a noi. Connesso ai dati dei sensori di bordo, il dispositivo permette una decelerazione automatica nel momento in cui ci avviciniamo al veicolo che ci precede, per poi accelerare di nuovo in condizioni di sicurezza. Attenzione però, Il cruise control adattivo garantisce un’autonomia solo di livello 1. Si tratta solo di un ausilio al guidatore, che deve in ogni caso mantenere alta l’attenzione.

Tabella euro auto: come verificare la classe ambientale

tabella euro auto

Negli scorsi anni, la lotta contro il cambiamento climatico ha costretto il settore dell’automotive a progettare vetture sempre più ecologiche ed efficienti. E, allo stesso tempo, anche i consumatori sono stati incentivati all’acquisto di auto sostenibili: una delle strategie trovate a questo scopo è stata l’introduzione delle classi ambientali Euro, che permettono di regolare il traffico dei veicoli e i contributi per l’acquisto in base alla categoria emissiva.  È importante sapere la tabella euro auto. Infatti, scegliere un’auto Euro 6 significa poter usufruire non solo degli incentivi all’acquisto, ma anche essere certi di poter circolare nei centri cittadini nei giorni di blocco del traffico. Ma come si può verificare a quale classe ambientale Euro appartiene il proprio veicolo? Scopriamolo in questa guida.

INDICE
 Tabella auto 1 2 3 4 5 6: cos’è la classe ambientale auto?
 Auto Euro 6
 Auto Euro 6 benzina
 Auto Euro 6 diesel
 Auto Euro 5
 Auto Euro 4
 Auto Euro 3
 Auto Euro 2
 Auto Euro 1
 Auto Euro 0
 Verifica classe ambientale auto: come si fa?

Con la classe ambientale auto si indica la categoria emissiva a cui appartiene un determinato veicolo. Si è iniziato a parlare di classi ambientali poiché, per rendere il parco auto europeo più sostenibile, negli scorsi anni l’Unione Europea ha iniziato a implementare dei regolamenti sempre più stringenti per quanto riguarda le emissioni delle autovetture. In particolare, l’UE ha introdotto una serie di standard, identificati con la sigla Euro- seguita da un numero, che i produttori di auto devono rispettare per commerciare i loro veicoli e che con il passare degli anni richiedono livelli di sostenibilità sempre più alti.  

Per esempio, tutti i veicoli prodotti dopo il 2009 devono rispettare gli standard imposti dalla normativa Euro 5, quelli arrivati dopo il 2014 devono rientrare nei livelli di sostenibilità previsti dalla normativa Euro 6. Le classi Euro vanno dalla Euro 0 alla Euro 6:  ed ovviamente più il numero è basso e più l’auto è inquinante, mentre più il numero è alto minore sarà l’emissione di CO2 nell’aria.

Normativa Entrata in vigore
EURO 0 –
EURO 1 1993
EURO 2 1997
EURO 3 2001
EURO 4 2006
EURO 5 2009
EURO 6 2015

Conoscere la classe Euro della propria auto è fondamentale per sapere quando si può o non si può circolare, e negli ultimi anni il divieto di circolazione durante alcuni blocchi del traffico è stato esteso a tutte le vetture con rientranti nella categoria da Euro 0 sino ad Euro 4.

Le auto Euro 6 sono tutte quelle immatricolate a partire dal 1° settembre 2015. All’interno di questa categoria si sono poi aggiunte le sottocategorie Euro 6A, 6B, 6C e 6D-Temp che si differenziano tra di loro per il quantitativo di emissioni accertato in fase di omologazione. E’ bene sottolineare che in caso di acquisto di auto Euro 6, sia elettriche (con emissioni comprese tra 0 e 60 g/km di CO2) che endogene (con emissioni comprese tra 61 e 135 g/km di CO2), si potrà godere di un incentivo governativo di un importo che oscilla tra i 2.000 e i 5.000 euro, dipendendo dalla categoria emissiva del veicolo e dall’eventuale rottamazione di una vettura vecchia inquinquinante.

Allo stato attuale le auto benzina dotate di motore tradizionale rientrano negli standard della normativa Euro 6 e possono ancora circolare senza problemi in caso di blocchi del traffico. Infatti, grazie al progresso tecnologico, queste vetture continuano a dimostrarsi poco inquinanti e mantengono un buon valore dell’usato a differenza delle omologhe auto diesel.

La lotta al diesel, al contrario, prosegue senza interruzioni di colpi. Questi motori sembrano essere considerati dai legislatori gli unici responsabili dell’inquinamento cittadino e spesso vengono colpiti da provvedimenti molto stringenti anche a fronte di emissioni davvero contenute. Non è raro, infatti, trovarsi di fronte a blocchi del traffico che penalizzano anche i proprietari di auto diesel Euro 6 ingiustamente equiparate a modelli a gasolio ben più inquinanti.

In questa categoria rientrano tutte le vetture omologate dopo il 1° settembre 2009, ma con un eccezione per quelle che erano già a listino all’entrata in vigore della norma, che hanno potuto essere immatricolate fino al primo gennaio 2011 nonostante non rispettassero gli standard Euro 5. Chi è proprietario di queste auto può godere di una certa tranquillità, in quanto, in generale, può circolare senza restrizioni. Solo le auto diesel Euro 5 fanno eccezione, visto che anche questa categoria viene spesso colpita dai blocchi del traffico per ridurre l’inquinamento cittadino. La produzione di vetture Euro 5 è stata interrotta nel 2014 per il passaggio allo standard Euro 6.

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Rientrano nella classe ambientale Euro 4 tutte le vetture immatricolate a partire dal 1° gennaio del 2006 e fino al 2009. Queste sono state realizzate seguendo la stessa direttiva adottata per le Euro 3, la 98/69B, ma con l’aggiunta di un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2, per contrastare l’inquinamento atmosferico all’interno delle città. Ad oggi, nella maggior parte dei casi, le auto Euro 4 possono circolare anche in caso di blocchi del traffico, ma a breve sono destinate a finire nell’occhio del ciclone.

Tutte le auto immatricolate dopo il primo gennaio 2001 sono omologate Euro 3. Questa classe ambientale è stata introdotta con la direttiva 98/69, adottata nel 199, e con questa omologazione il limite massimo di monossido di carbonio (CO) è stato portato a 2,30 g/km per le auto a benzina e a 0,64 g/km per i veicoli diesel, mentre le emissioni di particolato sono state limitate a 0,05 g/km.

La classe ambientale Euro 2 designa le auto immatricolate dopo il 1° gennaio 1997, quando l’entrata in vigore della direttiva 94/12 impose un ulteriore riduzione delle emissioni di CO2 ai veicoli prodotti. I limiti previsti per le emissioni di monossido di carbonio sono passati da 2,72 a 2,20 g/km, mentre per il particolato sono scesi da 0,14 a 0,08 g/km.

Le vetture classificate come Euro 1 sono tutte quelle immatricolate a partire dal primo gennaio 1993 e realizzate secondo la direttiva europea 91/441, che ha costretto le aziende a montare sulle macchine le marmitte catalitiche, oppure per i modelli diesel l’alimentazione a iniezione. Per queste vetture il limite di emissioni di monossido di carbonio è di 2,72 g/km e di 0,14 g/km per quelle di particolato.

Le auto Euro 0 sono tutte quelle immatricolate prima del 31 dicembre 1992 che utilizzano benzine al piombo e nessun tipo di sistema di filtraggio dei gas di scarico. Per queste vetture è inibita la circolazione in modo permanente in molte città italiane.

Per conoscere la classe ambientale della propria vettura è possibile consultare in tutta semplicità il Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Basterà cliccare sul link dedicato ai servizi online, selezionare successivamente il titolo “verifica classe ambientale veicolo”, ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa: in questo modo potete conoscere la classe di omologazione della vostra vettura. Per chi non fosse a proprio agio con internet sarà possibile conoscere la classe ambientale auto semplicemente controllando il libretto di circolazione al punto V.9 per le vetture più recenti e nel riquadro 2 per quelle con parecchi anni sulle spalle.

Cose da sapere

Quali sono le auto Euro 6?

Quando si parla di auto Euro 6 ci si riferisce a tutte quelle vetture immatricolate a partire dal mese di settembre 2015. All’interno di questa categoria esistono però diverse omologazioni, in base al livello di emissioni.

Quali sono gli incentivi per l’acquisto di auto Euro 6?

Sono previsti incentivi fino a € 3.500 se si rottama un veicolo con più di 10 anni di vita. Scopri di più sugli incentivi auto 2020.

Come si controlla la classe ambientale dell’auto?

Basta collegarsi al sito internet ilportaldellautomobilista.it  ed inserire il tipo di veicolo ed il numero di targa nella sezione dedicata, oppure controllare la classe ambientale dell’auto sul libretto di circolazione.

 

Cos’è il primo bollo auto? Ecco come e dove pagarlo

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo

Pagamento bollo auto nuova: una pratica necessaria che consente di mettersi subito in regola nel momento in cui si acquista una vettura.  Può capitare che ci si dimentichi di compiere questa operazione, ma si può rimediare senza pagare sanzioni eccessive. 

INDICE
Primo bollo auto nuova
Dove si paga il primo bollo auto
Scadenza primo bollo auto
Pagamento bollo prima immatricolazione
Che documenti servono per pagare il bollo?

Al momento dell’acquisto di una vettura è sempre utile tenere a mente la scadenza relativa al primo bollo auto nuova. Normalmente, questo deve essere versato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Tuttavia, se il veicolo viene immatricolato negli ultimi dieci giorni del mese allora si potrà pagare anche nel corso di tutto il mese successivo a quello di immatricolazione. Per conoscere la data di immatricolazione dell’auto sarà sufficiente controllare la carta di circolazione o il foglio di via. Il pagamento è dovuto a decorrere dal mese in cui avviene l’immatricolazione conteggiando per intero la prima mensilità.

Bollo auto Regione per Regione

Per mettersi in regola col pagamento bollo auto nuova si potrà compiere questa operazione sia da casa, sia fisicamente, anche se i canali disponibili variano da regione a regione. Per chi preferisce pagare online, basta collegarsi al sito dell’ACI o dell’Agenzia delle Entrate, oppure sfruttare diversi servizi che utilizzano PagoPA o quelli di home banking. In alternativa è possibile recarsi fisicamente presso gli sportelli ACI o le agenzie di pratiche auto convenzionate, così da far effettuare al funzionario presente un conteggio esatto del pagamento dovuto. 

Ecco tutti i canali di pagamento del primo bollo auto disponibili:

  • Home Banking (online)
  • punti vendita Sisal e Lottomatica
  • Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali)
  • domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni)
  • presso gli sportelli ATM abilitati
  • sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo
  • da IO, l’app dei servizi pubblici
  • tramite Satispay
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • PagoPA

Ribadiamo che i metodi di pagamento variano da regione a regione (molte hanno a disposizione dei canali propri, come portali regionali dedicati), motivo per cui consigliamo di consultare le nostre guide specifiche.

Come pagare un bollo auto economico o non pagarlo affatto

Per evitare di incorrere in sanzioni è sempre opportuno ricordare come la scadenza del primo bollo auto sia sempre quella del mese di immatricolazione, mentre successivamente questo versamento dovrà essere effettuato annualmente ogni 12 mesi. 

Come anticipato, il pagamento del primo bollo auto deve essere effettuato lo stesso mese dell’immatricolazione entro l’ultimo giorno utile, ma se quest’ultima è avvenuta negli ultimi 10 giorni del mese si potrà versare la tassa automobilistica anche il mese successivo. Per pagare correttamente il primo bollo auto si deve quindi considerare il momento in cui avviene l’immatricolazione. Se il veicolo viene acquistato a dicembre, aprile o agosto sarà necessario versare l’intera annualità, tenendo conto del mese di riferimento anche per il versamento della tassa automobilistica per gli anni seguenti, mentre se si acquista l’auto in un mese diverso da quelli indicati in precedenza il pagamento del primo bollo potrà essere frazionato. In questo caso l’importo sarà ridotto in base alle mensilità incluse, a seconda del momento in cui viene registrato l’acquisto e realizzata la prima immatricolazione della macchina. 

Per procedere al pagamento del primo bollo auto non sarà necessario portare con sé numerosi documenti, ma soltanto la carta di circolazione al cui interno sono indicati  tutti i dati necessari per procedere al calcolo dell’importo da versare. Per i pagamenti successivi si potrà portare con sé anche la sola ricevuta del precedente versamento ormai in scadenza. 

Cose da sapere

Quando si paga il primo bollo auto?

Il primo bollo auto nuova essere versato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione, ma se questa operazione è avvenuta negli ultimi dieci giorni del mese allora si potrà pagare anche nel corso del mese successivo a quello di immatricolazione.

Come si paga il primo bollo auto?

Per mettersi in regola col pagamento del primo bollo auto si potrà compiere questa operazione sia da casa, in tutta comodità, collegandosi al sito dell’ACI o dell’Agenzia delle Entrate, sia sfruttando i servizi PagoPA o quelli di home banking. In alternativa è possibile recarsi fisicamente presso gli sportelli ACI così da far effettuare al funzionario presente un conteggio esatto del pagamento dovuto. 

Quando scade il pagamento del primo bollo auto?

La scadenza del primo bollo auto è sempre quella del mese di immatricolazione, mentre successivamente questo versamento dovrà essere effettuato annualmente ogni 12 mesi. 

 

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni 5

Le auto a metano non si vendono più. Quelle nuove, almeno. Ma con i prezzi attuali delle auto il mercato dell’usato è in forte espansione e per chi cerca un modello che faccia risparmiare qualcosa a livello di spese per il carburante, la domanda resta attuale: Gpl o metano?

Proprio queste ultime due soluzioni sono particolarmente indicate per chi percorre molti chilometri e non vuole vedere il proprio portafoglio prosciugarsi ogni volta che si ferma a fare rifornimento.

Obiettivo di questa guida è quello di mettere a confronto le due alimentazioni a gas per capire se sia preferibile scegliere una vettura a GPL o metano.

INDICE
 GPL o metano?
 Tutti i pro e contro
 I costi di manutenzione
 Quale conviene?

Quando si parla di auto a GPL o metano, spesso non si hanno ben chiare le differenze tra le due forme di alimentazione.

La sigla GPL è l’acronimo di “Gas di Petrolio Liquefatti”, cioè una miscela di idrocarburi derivati dal petrolio costituita principalmente da gas propano in forma liquida e butano.

Quando si parla di metano, invece, si indica un gas volatile estratto da pozzi naturali che rilascia una minima quantità di gas serra e che può essere usato subito come carburante senza bisogno di raffinazione.

Proprio il minore impatto inquinante delle auto a GPL o a metano è un altro fattore da tenere in considerazione al momento della scelta della nuova vettura. Le automobili con questo tipo di alimentazione:

  • non sono soggette ai blocchi della circolazione;
  • in alcune regioni godono della esenzione dal pagamento del bollo per i primi tre anni;
  • hanno notevoli vantaggi ecologici

Le prime hanno valori inferiori del 50% rispetto a quelle a benzina, mentre le seconde emettono il il 20% in meno di CO2 e la concentrazione di ossidi di azoto è inferiore del 95% rispetto al gasolio.

Oltre agli aspetti “green” già descritti per i due tipi di alimentazione, è giusto anche parlare dei pregi delle auto GPL o metano anche per quanto riguarda le spese di rifornimento dato il basso costo del carburante.

I prezzi al distributore sono decisamente più convenienti rispetto alla benzina o al diesel. Il GPL costa circa 0,70 Euro al litro, mentre il prezzo del metano si aggira sugli 1,3 Euro al chilo, quindi il maggior costo di acquisto di un’auto GPL o metano può essere rapidamente ammortizzato con la minore spesa per i rifornimenti. Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica: quando si tratta di scegliere un’auto GPL o metano si devono anche valutare i difetti di queste due alimentazioni.

Per quel che riguarda le auto GPL, la resa energetica non è delle migliori e viaggiando utilizzando il GPL si  hanno consumi maggiori rispetto all’alimentazione a benzina. Ad ogni modo, l’autonomia di 500 km ed una rete di distributori capillare possono far preferire questo carburante rispetto al metano.

Quest’ultimo, infatti, oltre a garantire un’autonomia quasi dimezzata rispetto al GPL e ad avere meno distributori sparsi nelle strade nazionali, penalizza notevolmente le prestazioni della vettura soprattutto per quel che riguarda la ripresa.

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Tra gli altri fattori da prendere in considerazione quando si deve scegliere tra un’auto “a gas”, è bene tenere in considerazione anche la manutenzione richiesta da queste due alimentazioni. Chi sceglierà un’auto alimentata a metano deve sapere che le bombole di gas per l’alimentazione devono essere revisionate ogni 4-5 anni, mentre il controllo di un’auto a GPL va effettuato ogni 10 anni, anche se i filtri devono essere costantemente cambiati ma ad un costo minimo.

Altro aspetto da tenere in considerazione nella scelta di un’auto a GPL – qui trovate le migliori auto a GPL –  riguarda le possibilità di posteggiare la vettura in un parcheggio sotterraneo. Essendo il GPL un gas altamente infiammabile, le auto costruite prima del 2002 non possono essere parcheggiate in garage sotterranei e viaggiare nelle navi.

Tuttavia, con la nuova normativa ECE/ONU 67/01, le auto con impianto GPL sono più sicure ma comunque non possono essere parcheggiate oltre il primo piano sottoterra.

Giunti al termine di questa guida è quindi naturale porsi la domanda su cosa conviene tra queste 2 alimentazioni (qui invece trovate le migliori auto a metano). La risposta a questo quesito dipende dall’utilizzo che si dovrà fare della propria vettura.

Se, infatti, l’auto verrà utilizzata per percorrere molti chilometri all’anno, allora la scelta consigliata è quella di optare per un’auto a metano. Qualora si dovessero percorrere almeno 30.000 km annui, la spesa per il rifornimento di metano sarà pari a circa 2.500 euro l’anno a fronte di una spesa, a parità di chilometri, di 3.300 euro per rifornire la propria vettura di GPL.

Le differenze tra GPL o metano possono orientare l’acquirente tra una scelta o l’altra. Come detto, una vettura alimentata a GPL garantisce prestazioni migliori rispetto ad una a metano. Inoltre la rete di distribuzione del metano non è particolarmente capillare in Italia a differenza di quanto avviene con il GPL, ma con le moderne app presenti sugli smartphone e sui sistemi di infotainment delle vetture sarà possibile localizzare tramite GPS i punti di rifornimento più vicini.

Se siete interessati ad acquistare un’auto a metano, date un’occhiata alla nostra classifica delle 10 auto a metano più ricercate in Italia!

Meglio GPL o metano? Differenze e vantaggi delle due alimentazioni 3

Se siete interessati ad acquistare un’auto ecologica, a metano, a GPL, Ibrida o elettrica, date un’occhiata ai nostri annunci di auto green:

auto ecologiche usate
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Cose da sapere

Qual è la differenza tra GPL e metano?

Il GPL è una miscela di idrocarburi derivati dal petrolio costituita principalmente da gas propano in forma liquida e butano, mentre il metano  è un gas volatile estratto da pozzi naturali.

Quali sono i pregi di GPL e metano?

Sicuramente tra i pregi di questo tipo di vetture abbiamo un minore impatto ambientale rispetto agli altri carburanti, oltre che un notevole risparmio sui costi di rifornimento della vettura.

Quali sono i contro di GPL e metano?

Uno dei principali problemi di queste motorizzazioni è dato dalla minore resa energetica rispetto ai tradizionali carburanti. Per quanto riguarda il metano è da prendere in considerazione anche la mancanza di una rete capillare di distributori.

Cosa conviene tra GPL e metano?

La risposta a questo quesito dipende dall’utilizzo che si dovrà fare della propria vettura: se percorrete molti chilometri all’anno, la scelta migliore è optare per un’auto a metano, nonostante la mancanza di una capillare rete di distributori, che può essere superata grazie alle moderne app che permettono di localizzare i distributori più vicini.

Candelette auto: cosa sono e a cosa servono

Candelette auto: cosa sono e a cosa servono 1

Anche se ogni automobilista ha il suo meccanico di fiducia, è sempre bene sapere come funziona il proprio veicolo per poterlo mantenere nella migliore delle condizioni possibili. Una delle componenti spesso più sconosciute sono le candelette presenti sulle vetture diesel. In questa breve guida, rispondiamo a tutte le domande su questi elementi fondamentali per il corretto funzionamento dei propulsori a gasolio.

 INDICE
Cosa sono le candelette?
A cosa servono le candelette?
Candelette: emissioni e rumore
Spia candelette 
Quando controllare e come cambiare le candelette 

In breve, le candelette presenti sui veicoli diesel sono degli elementi incandescenti posti vicino agli iniettori dei motori a gasolio, che favoriscono l’accensione del carburante a motore freddo. Queste vengono alimentate direttamente dall’impianto elettrico dell’auto, entrando in funzione e riscaldandosi velocemente nel momento in cui si mette in moto. Non vanno quindi confuse con le candele d’accensione dei propulsori a ciclo Otto, che producono una scintilla per incendiare il combustibile.

Così su due piedi, le candelette potrebbero sembrare inutili: infatti, i motori a gasolio funzionano grazie alla combustione spontanea del diesel quando viene compresso. Tuttavia, quando le temperature sono molto rigide, l’autocombustione del gasolio può non essere così immediata.

Proprio questo è il loro compito: riscaldandosi molto in un breve lasso di tempo (tra i 3 e i 5 secondi) facilitano la combustione del diesel, garantendo una veloce accensione del motore in ogni condizione, anche quando la temperatura esterna è molto bassa.

Candelette auto: cosa sono e a cosa servono 2

In realtà, nei motori diesel di ultima generazione le candelette potrebbero anche non essere impiegate, dal momento che i propulsori moderni possono avviarsi autonomamente anche in caso di temperature esterne particolarmente basse. Tuttavia, i costruttori hanno optato per mantenerle perché queste svolgono altre due importanti funzioni. Per primo, riescono ad aumentare l’efficienza del motore, che grazie ad esse si accende con più facilità contribuendo a ridurre le emissioni. Secondo, la maggior facilità di accensione implica una minore rumorosità, aumentando il comfort di bordo.

Se possiedi una vettura con motore diesel avrai certamente notato che nel cruscotto è presente una spia gialla che sembra una molla (in foto): quella è la spia delle candelette. Se queste funzionano correttamente, la spia si accenderà esclusivamente al momento dell’avvio del motore, restando accesa solo per qualche secondo.

Candelette auto: cosa sono e a cosa servono 3

Infatti, la spia si accende per segnalare la corretta entrate in funzione, riscaldandosi e aiutando nella fase di accensione del motore a freddo. Si spegne, invece, quando il propulsore ormai caldo non ha più bisogno del supporto di altri elementi incandescenti, innescando solo con la pressione la combustione del diesel.

Qualora il simbolo dovesse accendersi nel corso della marcia, fai attenzione: significa che queste non stanno funzionando correttamente e pertanto si deve procedere a farle controllare.

Normalmente, questi elementi hanno una durata molto prolungata, circa 100.000 km, e in caso di problemi puoi scegliere due soluzioni per la sostituzione: rivolgerti ad un meccanico o il fai da te. Nel secondo caso, ecco tutti i passi da seguire per controllare le candelette diesel. Se hai un tester a disposizione, posiziona il puntale rosso sul segnale positivo della batteria e quello nero sulla singola candeletta. Se, quando avrai compiuto questa operazione, non sentirai alcun suono provenire dal tester, dovrai sostituire le candelette. Sarà sufficiente usare uno spray lubrificante per agevolare lo smontaggio e una chiave a bussola lunga per poterle raggiungere.

È importante smontare tutte le candelette nello stesso momento, anche se il tester ha rilevato il malfunzionamento di una sola, in modo da evitare il ripresentarsi del problema dopo pochi chilometri e fare in modo che la vettura disponga della stessa resistenza interna per tutte le candelette. Il costo candele auto non è eccessivo ed in genere si aggira sui 15 euro ciascuna. Ovviamente, qualora l’operazione di sostituzione dovesse essere compiuta da un meccanico è necessario aggiungere a questo importo anche quello della mano d’opera.

Opel Corsa: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Opel Corsa: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Nata sulla medesima piattaforma della Peugeot 208, l’ultima generazione della Opel Corsa ha compiuto un importante passo avanti dal punto di vista dei contenuti e, soprattutto, della tecnologia. La nuova serie, infatti, accanto alle tradizionali motorizzazioni a benzina abbina anche ben due unità completamente elettriche, pensate per chi si muove soprattutto in città, ma non solo vista l’importante autonomia che arriva fino a 400 km.

Ecco la scheda tecnica della Opel Corsa:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 309 litri
 Alimentazioni Benzina / Diesel / Elettrica
 Classe Euro 6D
 Cv/kW (da) 75/55
 Prezzo (da) 19.900 €
INDICE
 Novità 2025
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

Allestimento Yes

Dopo aver fatto il proprio debutto sulla versione elettrica, ora l’allestimento Yes approda anche sulla variante ibrida della Opel Corsa. Esattamente come per la sorella ad elettroni, si riconosce esternamente per i cerchi in lega da 16 pollici dal disegno dedicato e per la presenza di uno spoiler più pronunciato sopra il lunotto, ereditato dalla variante GS.

Opel Corsa-e: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14

Internamente resta il corredo di contenuti delle altre Corsa a listino. Dove la Yes si differenzia è nella suite tecnologica, che può fare affidamento su un maggior numero di sistemi di assistenza alla guida.

Come ogni utilitaria del segmento B che si rispetti anche la Opel Corsa rientra nei fatidici 4 metri di lunghezza sfiorando questo valore per soli 60 millimetri. Grazie al passo di due metri e mezzo l’abitabilità si rivela adeguata anche per 5 passeggeri. Carente, invece, la capienza del bagagliaio: di soli 309 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.060 mm
Larghezza 1.960 mm
Altezza 1.433 mm
Passo 2.538 mm

opel corsa usate
opel corsa usate

Con l’aggiornamento dell’ultima generazione, la Opel Corsa è cambiata profondamente soprattutto nella parte anteriore. Qui lo stile si allinea a quello del resto della gamma Opel, sfoggiando la nuova mascherina Vizor, che in un unico elemento ingloba il logo Opel e i rinnovati gruppi ottici che possono sfruttare la moderna tecnologia Matrix Led, in grado di generare un fascio di luce dinamico in funzione delle condizioni del traffico.

Più contenute le modifiche nella parte posteriore. Queste si concentrano soprattutto nella presenza del lettering del modello sul portellone posteriore in luogo del logo Opel. Cambia leggermente anche la parte bassa del paraurti, con un piccolo estrattore aggiornato nello stile.

La sobrietà degli esterni si ritrova anche nell’abitacolo. Le linee, infatti, sono rigorose ma i materiali utilizzati per i rivestimenti appagano il tatto. Nell’equipaggiamento di serie troviamo il volante a 3 razze con fondo piatto, con comandi di radio e cruise control. Sul fronte tecnologico la Corsa risponde con un sistema di infotainment aggiornato e dalle dimensioni maggiori.

Già dalla versione base, poi, sono disponibili sistemi di sicurezza e di aiuto alla guida al passo con i tempi. Troviamo infatti l’Hill Hold & Start System, il riconoscimento dei segnali stradali, il rilevatore di stanchezza, la frenata automatica d’emergenza in grado di riconoscere sia vetture che pedoni e infine anche l’assistenza al mantenimento della corsia.

La gamma motori presente in listino è ampia ma pecca per l’assenza di una motorizzazione ibrida. Se si opta per i classici endotermici, si può scegliere tra il 1.2 benzina offerto nelle potenze di 75 e 100 CV. Esce invece dai listini il Diesel sostituito dalla Hybrid con sistema mild-hybrid da 100 CV abbinata al cambio automatico a sei rapporti. Per chi preferisce l’elettrico si può scegliere tra la variante con batteria da 50 kWh e 136 CV oppure quella da 51 kWh e 156 CV.

I dati dichiarati dalla Casa tedesca per la Opel Corsa sono molto interessanti. Il 1.2 benzina da 75 CV, infatti, promette consumi nell’ordine dei 5,2-5,3 litri ogni 100 km, mentre per la variante più efficiente da 100 CV il dato scende a 5,1 litri ogni 100 km.

Per quanto concerne l’elettrica, quella con batteria da 50 kWh assicura un’autonomia di 359 km, che diventano 402 per quella da 51 kWh. I tempi di ricarica completa con corrente alternata tri-fase da 11 KW sono di 5 ore e 15 minuti. Se invece utilizziamo la corrente continua da 50 a 100 kW possiamo ricaricare l’80 % della batteria in 30-55 minuti.

Sono sette gli allestimenti previsti nel listino della Opel Corsa:

  • Edition
  • Yes
  • GS

Corsa: include di serie Hill Hold & Start System, Airbag frontali e laterali lato guida e passeggero; airbag a tendina anteriori, Disattivazione airbag lato passeggero, Sistema rilevamento sgonfiaggio pneumatici, Kit riparazione pneumatici, Predisposizione ISOFIX sedili posteriori, Riconoscimento segnali stradali, Rilevatore di stanchezza, Limitatore di velocità, Frenata automatica d’emergenza con riconoscimento vetture e pedoni, Lane Keep Assist, Cerchi in acciaio da 15” e pneumatico 185/65 R15, Fari diurni alogeni con contorno Silver, Luci posteriori alogene, Tetto in tinta carrozzeria, Spoiler posteriore integrato ECO con MT, Maniglie portiere in tinta carrozzeria, Specchietti retrovisori esterni in tinta nera, regolabili elettricamente e riscaldabili, Sedili in tessuto Fresez – Marvel Black, Sedile guida regolabile a 6 vie e passeggero a 4 vie, Sedile posteriore ripiegabile asimmetricamente (60/40), Volante a 3 razze con fondo piatto, comandi radio e cruise control, Radio touch 5″, DAB+, Bluetooth, 4 altoparlanti, controllo vocale telefono (ZJ02) Info Display 3.5″ analogico.

Yes: Hill Hold & Start System, Airbag frontali e laterali lato guida e passeggero; airbag a tendina anteriori, Disattivazione airbag lato passeggero, Sistema rilevamento sgonfiaggio pneumatici, Kit riparazione pneumatici, Predisposizione ISOFIX sedili posteriori, Riconoscimento segnali stradali, Rilevatore di stanchezza, Limitatore di velocità, Frenata automatica d’emergenza con riconoscimento vetture e pedoni, Lane Keep Assist, Caricatore alto voltaggio 11kW, trifase solo BEV, Cavo per ricarica domestica da 1.8 kW e cavo di ricarica trifase da 22kW – solo BEV, Cerchi in lega 16” – solo BEV, Cerchi in lega 16”, 4 razze doppie, “Hurrican”, Nero Lucido con predisposizione ruotino di scorta – non BEV, Fari eco LED & Sight & Light Pack, Fari fendinebbia, Style Pack Black (tetto nero & vetri posteriori oscurati), Vernice metallizzata/solida, Specchietti retrovisori esterni in tinta nera, regolabili elettricamente e riscaldabili, Keyless Start – solo BEV, Alzacristalli posteriori elettrici, Freno di stazionamento elettrico – solo BEV, Parking Pack con sensori di parcheggio posteriori e retrocamera da 180°, Climatizzatore elettronico monozona – solo BEV, Cluster digitale (GMAW), Multimedia touch 7’’ a colori, 6 altoparlanti, Apple CarPlay, Android Auto, USB anteriore, Opel Connect –  solo BEV, Sedili comfort in tessuto “Banda – Marvel Black» con strisce bianche, Luci Ambient LED, Sedile guida regolabile a 6 vie e passeggero a 4 vie, Sedile posteriore ripiegabile asimmetricamente (60/40), Volante in pelle con comandi radio.

GS: in aggiunta rispetto ad Edition Cerchi in lega16”,4 razze doppie,”Hurrican”,Nero Lucido e Pneumatici 195/55 R16, Fari Eco LED con fari diurni LED + Sight&Light Pack, Fari posteriori LED, Luci posteriori alogene, B-Pillar nero lucido e tetto nero, Dynamic Appearance Pack (Fasce sportive, Scarico cromato), Alza cristalli elettrici posteriori, Multimedia touch7’’ a colori, 6 altoparlanti, AppleCarPlay, AndroidAuto, USB anteriore, Infodisplay 7’’ digitale multicolor, Volante in pelle, Sedili sportivi in tessuto “Banda-Marvel Black”, Pedaliera sportiva, Modalità sport selezionabile. Solo su e-GS Line Cerchi in lega 16” con pneumatico 195/55R16.

  • Tuttofare: l’Opel Corsa è una vettura completa, adatta non solo all’uso cittadino ma anche alle grandi percorrenze.
  • Economica: i motori benzina e diesel si dimostrano davvero poco assetati.
  • Iconica: la sesta generazione è una conferma della storia scritta dalla Corsa nel mondo dell’auto.

Di seguito ecco il listino prezzi della Opel Corsa aggiornato a Marzo 2025:

Opel Corsa benzina Prezzo 
1.2 75 CV MT5 Corsa 18.900 €
1.2 100 CV MT6 Corsa 19.900 €
Opel Corsa Hybrid Prezzo 
Hybrid 100 CV DCT6 Corsa 23.900 €
Opel Corsa elettrica Prezzo 
Corsa-e 136 CV Corsa 34.000 €
Corsa-e 156 CV GS 36.000 €

 

Bollo auto Emilia Romagna 2025: calcolo, pagamento, domiciliazione e verifica

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo

Come nelle altre regioni italiane, anche in Emilia Romagna il pagamento del bollo auto è previsto per i proprietari dei veicoli iscritti al Pubblico Registro amministrativo (PRA), per gli usufruttuari o per gli utilizzatori a titolo di locazione finanziari.

Come in altre regioni italiane, anche in Emilia sono previste agevolazioni o esenzioni per particolari categorie di veicoli o di utilizzatori. Abbiamo quindi raccolto tutte le principali informazioni riguardo il bollo auto 2025 in Emilia Romagna in questa pratica guida. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

BOLLO AUTO 2021: SCARICA LA GUIDA ›

INDICE
Calcolo bollo auto 
Pagamento bollo 
Verifica pagamento bollo auto 
Scadenza bollo auto 
Esenzione bollo auto 

Per il calcolo del bollo auto è possibile sfruttare il servizio sul sito del Automobile Club Italia, inserendo il tipo di veicolo, la Regione di residenza dell’intestatario e la targa del veicolo. Oltre a questo, sul proprio sito, la Regione Emilia Romagna mette a disposizione il tariffario della tassa automobilistica in PDF che riporta i costi in vigore dal 1° gennaio 2025. Inoltre, ricordiamo che  le vetture con potenza superiore a 185 kW sono soggette al superbollo.

Classe di emissioni Costo entro 100 kW Costo oltre 100 kW
Euro 0 3,00 €/kW 4,50 € per ogni kW extra
Euro 1 2,90 €/kW 4,35 € per ogni kW extra
Euro 2 2,80 €/kW 4,20 € per ogni kW extra
Euro 3 2,70 €/kW 4,05 € per ogni kW extra
Euro 4-5-6 2,58 €/kW 3,87 € per ogni kW extra

Per pagare il bollo, i residenti in Emilia Romagna possono contare su diverse modalità. La prima è sicuramente quella legata al servizio di pagamento pagoBollo attraverso l’utilizzo del sistema dei pagamenti elettronici pagoPA tra cui anche le app Satispay e IO. Come in molte altre regioni, il versamento della tassa automobilistica può essere effettuato anche presso le delegazioni ACI, presso le tabaccherie e le Agenzie di pratiche auto autorizzate, presso gli sportelli ATM abilitati e presso gli Uffici postali.

Domiciliazione bollo auto Emilia Romagna

La Regione Emilia Romagna per il momento non prevede la domiciliazione bancaria come metodo di pagamento per la tassa automobilistica.

Il sito dell’ACI ha messo a disposizione un nuovo servizio per richiedere la verifica sui pagamenti effettuati, andando ad inserire semplicemente qualche dato relativo al veicolo. A questo si aggiunge anche il sito dell’Agenzia delle Entrate che permette di controllare i versamenti del bollo effettuati tramite intermediari abilitati.

Il pagamento del bollo va effettuato entro il mese successivo alla data di scadenza relativa all’anno precedente. Per quanto riguarda il primo pagamento, deve essere effettuato per intero entro la fine del mese in cui si è acquistata l’auto o successivo nel caso in cui la registrazione al PRA avvenga negli ultimi dieci giorni del mese.

Per non dimenticarsi quando bisogna pagare la tassa automobilistica è possibile iscriversi al servizio Ricorda la Scadenza messo a disposizione da ACI sulla pagina del suo portale dedicata alla regione Emilia Romagna, che avvisa quando stanno per scadere i termini di pagamento del bollo.

La regione Emilia Romagna prevede alcune esenzioni dal pagamento della tassa automobilistica in alcuni casi specifici:

  • Veicoli di portatori di handicap, con con limitazione di cilindrata: fino a 2000 cc per i veicoli a benzina e ibridi benzina/elettrico; fino a 2800 cc per i veicoli diesel e ibridi gasolio/elettrico; e fino a 150 kW per i veicoli elettrici.
  • Veicoli ultratrentennali non circolanti. Nel caso di veicoli ultratrenntennali circolanti la tassa è calcolata su base forfettaria annuale: 25,82 euro per gli autoveicoli; 10,33 euro per i motoveicoli.
  • Gli autoveicoli e i motoveicoli, di età compresa tra 20 e 29 anni con Certificato di Rilevanza Storico-collezionistico usufruiscono di una riduzione del 50% sull’importo del bollo. Inoltre, i veicoli ultraventennali iscritti in uno dei registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI, in possesso del CRS rilasciato da detti registri, godono dell’esenzione totale.
  • I veicoli elettrici o ad alimentazione monovalente a GPL o metano godono dell’esenzione dal pagamento del bollo auto per 5 anni. A decorrere dalla data di prima immatricolazione. Dopodiché per gli autoveicoli elettrici occorre corrispondere una tassa pari a 1/4 dell’importo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina.

Bollo auto ibride Emilia Romagna

I veicoli ibridi elettrici, GPL o metano, godono di una riduzione nell’importo del bollo. In particolare, i proprietari di questi veicoli sono tenuti a pagare l’importo minimo previsto per la categoria Euro 6, ovvero 2,58 euro/kW, indipendentemente dalla potenza del veicolo.

 

LEGGI ORA:

Cose da sapere

Come pagare il bollo auto in Emilia Romagna?

Il pagamento del bollo auto può essere effettuato mediante il servizio pagoBollo o presso gli uffici postali, tabaccherie e sportelli ATM che aderiscono al sistema di pagamento pagoPA.

Come calcolare il bollo auto in Emilia Romagna?

Il calcolo del bollo auto può essere effettuato in maniera rapida ed efficiente tramite l’apposita sezione presente sul sito dell’ACI. In alternativa è possibile scaricare in formato PDF dal sito della Regione il tariffario in vigore dal 1° gennaio 2025.

A chi rivolgersi per domanda sul bollo auto in Emilia Romagna?

La Regione ha messo a disposizione sul sito una sezione dedicata alle FAQ. Inoltre, è possibile contattare il servizio di assistenza ACI telefonando al numero 051.7459770 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 o scrivendo una e-mail a infobollo@emiliaromagna.aci.it.

Codice della Strada: dall’entrata in vigore delle nuove norme la sicurezza è aumentata

codice della strada novità

Il nuovo Codice della Strada ha fatto discutere molto per alcune misure poco condivise. Ma a parte alcune modifiche effettivamente rivedibili, in generale l’inasprimento delle pene e il giro di vite su certe infrazioni diffuse come l’uso del telefonino alla guida sta dando i suoi frutti.

Le statistiche parlano chiaro. Da quando è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada gli incidenti sono stati meno e sono stati soprattutto meno gravi.

Nel dettaglio, i sinistri sono scesi del 6%. Quelli con feriti dell’8%, quelli con lesioni del 10% e quelli mortali del 17%. In generale, i decessi alla guida sono diminuiti del 25%. La notizia non può che essere accolta con favore.

Anche la manutenzione delle strade è importante

Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati ha recentemente commentato: “gli incidenti stradali sono la prima causa di mortalità per i giovani con età compresa tra i 5 e i 29 anni. È compito del legislatore garantire norme sicure che contrastino questo fenomeno”.

Non bastano le norme più severe. Lo sforzo per migliorare la sicurezza stradale deve passare anche dalle amministrazioni locali, che devono fare uno sforzo per garantire una corretta manutenzione delle strade: un asfalto senza buche può salvare delle vite.

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Aspettando dati più significativi

Il nuovo Codice della Strada è entrato in vigore il 14 dicembre 2024. A distanza di due mesi, secondo quanto riportato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ci sono stati 700 incidenti in meno, con 55 morti e 750 feriti in meno rispetto allo stesso periodo del 2024.

Alcune associazioni come la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta hanno sollevato dubbi sui metodi utilizzati dal Ministero per la raccolta dei dati ma, imprecisioni a parte, la tendenza sembra chiara: gli automobilisti, in generale, stanno prestando più attenzione al volante.

Ora la cosa più importante da capire riguarda la tendenza sul lungo periodo. Il trend positivo sull’incremento della sicurezza sulle strade proseguirà o, dopo una fase iniziale in cui si presta maggiore attenzione, i dati torneranno più simili a quelli del 2024? Per saperlo si dovrà attendere l’estate e stilare una statistica semestrale.

Opel Corsa-e: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Opel Corsa-e: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13

50% tedesca, 50% francese, 100 % elettrica. Si può descrivere così la Opel Corsa-e, la variante completamente elettrica della piccola tedesca. Giunta alla seconda generazione può contare non soltanto su una dotazione molto ricca, ma anche e soprattutto su due motorizzazioni elettriche, che assicurano autonomie che possono superare i 400 km e una potenza massima che arriva fino a 156 CV.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Opel Corsa-e:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 309 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 136/100
 Prezzo (da) 36.500 €

 

INDICE
 Novità 2025
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzo

Arriva un nuovo allestimento per la Opel Corsa elettrica. Si chiama Yes e va così ad arricchire l’attuale gamma della piccola elettrica tedesca. Lo si riconosce per la presenza dello spoiler più pronunciato sopra il lunotto e per i cerchi in lega da 16 pollici dal design dedicato.

Opel Corsa-e: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14

Piccole novità riguardano anche la dotazione di serie della vettura, che include ora una più ricca suite di sistemi di assistenza alla guida. 

La Opel Corsa elettrica si inserisce nel segmento B. La lunghezza è cresciuta di 4 centimetri rispetto alla precedente generazione e misura adesso 4 metri e 6 centimetri di lunghezza, mentre l’altezza è stata leggermente ridotta sino a toccare quota 143 cm. Più capiente rispetto alla precedente generazione anche il bagagliaio che adesso tocca quota 309 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.060 mm
Larghezza 1.770 mm
Altezza 1.430 mm
Passo 2.538 mm

Il look della Opel Corsa-e rimane fedele a quello della variante endotermica del modello. All’anteriore a dominare la scena resta la mascherina Vizor, mentre nella parte bassa del paraurti trova posto una presa d’aria di generose dimensioni che anche su questa variante elettrica rimane comunque funzionale.

Modifiche anche nella parte posteriore dove ora spunta il lettering del modello sul portellone, mentre nella parte bassa del paraurti l’estrattore sfoggia un look inedito caratterizzato dalla presenza dei catarifrangenti a sviluppo verticale mentre il retronebbia trova posto proprio nel mezzo del paraurti, in basso.

La nuova Opel Corsa elettrica presenta un abitacolo totalmente rinnovato sia nel design che nei materiali utilizzati. L’aspetto della plancia è molto equilibrato, merito di linee essenziali che si fondono alla perfezione con la dotazione tecnologica.

Questa è ben rappresentata da un nuovo quadro strumenti completamente digitale con una diagonale di 7 pollici, che lavora in accordo con il rinnovato sistema di infotainment controllabile attraverso uno schermo con una diagonale di 10 pollici. Buono anche il livello di qualità percepita, garantita da plastiche morbide al tatto sparse un po’ per tutto l’abitacolo.

La Opel Corsa-e viene proposta in abbinamento a due powertrain completamente elettrici. Il primo è costituito da una batteria da 50 kWh che manda energia ad un motore elettrico anteriore da 136 CV. Il secondo, invece, è alimentato da una batteria da 51 kWh e da un motore da 156 CV. Per entrambe sono disponibili tre differenti modalità di guida, Normal, Eco e Sport.

Per quanto concerne l’autonomia, il dato dichiarato dalla casa, misurato su ciclo combinato WLTP, va dai 356 ai 359 km con una sola ricarica per la variante con batteria da 50 kWh, mentre quella da 51 kWh può arrivare a 402 km. I tempi di ricarica completa con corrente alternata tri-fase da 11 KW sono di 5 ore e 15 minuti. Se invece utilizziamo la corrente continua da 100 kW possiamo ricaricare l’80 % della batteria in 30 minuti.

Sono tre gli allestimenti previsti nel listino dell’Opel Corsa-e:

  • Edition
  • GS
  • Yes

Edition: include Cerchi in lega da 16″ Silver, 8 razze con pneumatico 195/55 R16 Climatizzatore manuale con filtro antipolline e antiodoriSpoiler posteriore integrato ECO con MT e Spoiler posteriore integrato SPORT con AT, Multimedia touch 7’’ a colori, 6 altoparlanti, Apple CarPlay, Android Auto, USB anteriore. Solo su e-Edition Caricatore alto voltaggio monofase 7,4KW, Cavo per ricarica domestica da 1,8 kW, Cavo di ricarica trifase da 22 kW, Keyless Start , Climatizzatore elettronico monozona, Freno di stazionamento elettrico, Sight & Light Pack (Sensori Pioggia, Luci Automatiche, Specchietto retrovisore elettrocromatico), Multimedia touch 7’’ a colori, Bluetooth, DAB+, 6 altoparlanti, Apple CarPlay, Android Auto, USB anteriore, Info display 7’’ digitale multicolor, Opel Connect.

GS: in aggiunta rispetto ad Edition Cerchi in lega16”,4 razze doppie,”Hurrican”,Nero Lucido e Pneumatici 195/55 R16, Fari Eco LED con fari diurni LED + Sight&Light Pack, Fari posteriori LED, Luci posteriori alogene, B-Pillar nero lucido e tetto nero, Dynamic Appearance Pack (Fasce sportive, Scarico cromato), Alza cristalli elettrici posteriori, Multimedia touch7’’ a colori, 6 altoparlanti, AppleCarPlay, AndroidAuto, USB anteriore, Infodisplay 7’’ digitale multicolor, Volante in pelle, Sedili sportivi in tessuto “Banda-Marvel Black”, Pedaliera sportiva, Modalità sport selezionabile. Solo su e-GS Line Cerchi in lega 16” con pneumatico 195/55R16.

Yes: Hill Hold & Start System, Airbag frontali e laterali lato guida e passeggero; airbag a tendina anteriori, Disattivazione airbag lato passeggero, Sistema rilevamento sgonfiaggio pneumatici, Kit riparazione pneumatici, Predisposizione ISOFIX sedili posteriori, Riconoscimento segnali stradali, Rilevatore di stanchezza, Limitatore di velocità, Frenata automatica d’emergenza con riconoscimento vetture e pedoni, Lane Keep Assist, Caricatore alto voltaggio 11kW, trifase solo BEV, Cavo per ricarica domestica da 1.8 kW e cavo di ricarica trifase da 22kW – solo BEV, Cerchi in lega 16” – solo BEV, Cerchi in lega 16”, 4 razze doppie, “Hurrican”, Nero Lucido con predisposizione ruotino di scorta – non BEV, Fari eco LED & Sight & Light Pack, Fari fendinebbia, Style Pack Black (tetto nero & vetri posteriori oscurati), Vernice metallizzata/solida, Specchietti retrovisori esterni in tinta nera, regolabili elettricamente e riscaldabili, Keyless Start – solo BEV, Alzacristalli posteriori elettrici, Freno di stazionamento elettrico – solo BEV, Parking Pack con sensori di parcheggio posteriori e retrocamera da 180°, Climatizzatore elettronico monozona – solo BEV, Cluster digitale (GMAW), Multimedia touch 7’’ a colori, 6 altoparlanti, Apple CarPlay, Android Auto, USB anteriore, Opel Connect –  solo BEV, Sedili comfort in tessuto “Banda – Marvel Black» con strisce bianche, Luci Ambient LED, Sedile guida regolabile a 6 vie e passeggero a 4 vie, Sedile posteriore ripiegabile asimmetricamente (60/40), Volante in pelle con comandi radio.

  • Equipaggiamento: la nuova Opel Corsa-e può vantare un equipaggiamento di serie di tutto rispetto, con diversi dispositivi tecnologici e di sicurezza.
  • Motore: il propulsore elettrico tiene alte le prestazioni e registra buoni dati anche in fatto di autonomia.
  • Prezzo: confrontandola con altri veicoli elettrici della categoria, il prezzo è tutto sommato contenuto, soprattutto se si considera l’equipaggiamento e l’ulteriore sconto che si può ottenere con gli ecobonus.

Di seguito ecco il listino prezzi della nuova Opel Corsa-e aggiornato a marzo 2025:

Opel Corsa-e elettrica Prezzo
Corsa-e 136 CV Corsa 34.000 €
Corsa-e 156 CV GS 36.000 €