Ford Puma: acquisto o finanziamento?

Ford Puma: prezzi, dimensioni e caratteristiche 20

La Puma è un B-suv lanciato nel 2019 che riprende il nome della piccola coupé sportiva Ford prodotta dal 1997 al 2002 esclusivamente per l’Europa. Nasce sulla stessa piattaforma della Ford Fiesta VII, con la quale condivide l’impostazione meccanica tuttoavanti e la carrozzeria a due volumi con 5 porte e 5 posti ed è stata presentata al pubblico al salone dell’automobile di Francoforte nel settembre del 2019. Tra i segreti del successo del nuovo crossover della casa dell’ovale blu ci sono il connubio fra le dimensioni compatte e la spaziosità dell’abitacolo, oltre alla linea accattivante. Ford Puma è lunga 4,20 metri, più o meno come un’utilitaria, è larga 1,80 metri e alta 1,53 e ha un passo di 2,60 metri che permette a cinque passeggeri di viaggiare comodi. In più offre una grande capacità di carico per i bagagli (456 litri con i sedili in uso) grazie al doppio fondo chiamato MegaBox, che ha una capienza di 80 litri ed è collocato al posto dell’alloggiamento della ruota di scorta.

La nuova Puma viene offerta in otto allestimenti: Titanium Design: la versione base; Titanium: l’allestimento intermedio con ADAS di livello superiore; St Line Design: la prima variante con sospensioni sportive; St Line: con dettagli sportivi per un look grintoso; St Line X: più confortevole con interni in pelle e tergicristalli automatici; Vivid Ruby Edition: con spoiler posteriore sportivo maggiorato; St Line Vignale: unisce classe e comfort e infine ST, la versione sportiva con prestazioni super.

Linea accattivante e tecnologia nell’abitacolo

Il design della Puma è moderno e grintoso. Sul frontale trova posto la calandra a nido d’ape con fari a led, mentre sulla fiancata si mettono in luce i passaruota e le nervature. Non è da meno il posteriore con il portellone che integra i fari a sviluppo orizzontale. L’abitacolo è simile, per forme e proporzioni, a quello della Fiesta. Lo schermo touchscreen da 8 pollici con sistema di infotainment Sync3 si posiziona al centro della plancia; il quadro strumenti digitale da 12,3 pollici, invece, è configurabile a piacimento e aumenta la presenza della tecnologia a bordo.

Ford Puma: prezzi, dimensioni e prova su strada 7

Motori e consumi

Ford Puma viene offerta in tre versioni: una endotermica (con motore Ecoboost benzina 1.5 da 200 CV riservato alla sportiva ST, con accelerazione da 0 a 100 km/h in 10 secondi) e due mild-hybrid da 48 Volt, con potenze di 125 e 155 CV. A questi modelli, nel 2023, si aggiunge una seconda versione ST alimentata dal 1.0 mild hybrid da 170 CV con cambio automatico doppia frizione Powershift a 7 rapporti, in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 7,4 secondi. I consumi non sono particolarmente esagerati, per essere un crossover. La versione benzina da 125 CV si attesta sui 22 km/l; mentre con il motore ibrido si passa a 23 km/l. La sportiva ST, ovviamente, garantisce prestazioni superiori ma la percorrenza scende a 11 km/l.

Ford Puma Titanium 1.0 EcoBoost Hybrid a 319 euro al mese

La Ford Puma Titanium 1.0 EcoBoost Hybrid da 125 CV ha un prezzo di listino di 27.000 euro, ma con lo sconto Ford di 2.250 euro, senza permuta o rottamazione, il costo si abbassa a 24.750 euro. Con il finanziamento Idea Ford, versando un anticipo di 2.500 euro, bisogna pagare 36 rate mensili da 319,14 euro (TAN 5,95%, TAEG 7,36%); mentre la maxi rata finale ammonta a 14.580 euro. Al termine dei tre anni ci sono tre opzioni a disposizione: rinnovare il contratto su una nuova auto della gamma Ford; tenere la vettura saldando la quota finale o restituirla pagando 0,20 euro per ogni chilometro percorso in più rispetto al limite di percorrenza fissato in 22.500 km.

Auto station wagon: tutti i pregi e i difetti

Quale Station Wagon comprare? Ecco le migliori in commercio 2

Un tempo era conosciuta come giardinetta, oggi per tutti è station wagon o familiare. Con questi termini indichiamo le autovetture derivate da una berlina, ma con un bagagliaio più ampio e solitamente unito all’abitacolo, per soddisfare chi ha esigenza di carichi maggiori. Le prime station wagon risalgono al 1910 e furono prodotte negli Stati Uniti da costruttori indipendenti che realizzavano carrozzerie in legno per il telaio della Ford Model T. All’inizio vennero chiamate “carryall” (caricare tutto), per la capacità del vano carico molto superiore alla tradizionale carrozzeria torpedo.

Nel 1923 il costruttore statunitense Star fu il primo a produrre una station wagon assemblata sulla propria linea di produzione con uno scheletro in legno imbullonato alla carrozzeria dell’auto. Sei anni più tardi Ford cominciò a produrre ufficialmente le Model T wagon e nel 1935 la General Motors sfornò la prima familiare destinata al trasporto passeggeri: la Chevrolet Suburban. In Europa le station wagon arrivarono negli anni ’30 con la Citroen Traction Avant Familiale, la versione allungata della Traction Avant con tre finestrini e una terza fila di sedili (per nove posti in totale). In Italia il debutto è datato 1946 grazie alla Fiat 1100 Viotti Giardinetta, seguita, due anni più tardi, dalla Fiat Topolino Giardiniera.

Mercedes Classe E SW

L’auto ideale per chi ha bisogno di spazio

Di solito un’auto familiare può derivare da una berlina a 4 porte, con cui condivide la lunghezza, anche se in qualche caso ha qualche centimetro in più; mentre il bagagliaio risulta più spazioso, principalmente in verticale. Nei casi di station wagon derivata da una berlina a 5 porte, le dimensioni e gli spazi sono più generosi. Le auto familiari si trovano soprattutto a partire dal segmento C, mentre scarseggiano tra le utilitarie, anche se non mancano le eccezioni come Renault Clio (proposta per due generazioni) e Skoda Fabia.

La caratteristica principale delle station wagon è il connubio fra accessibilità e spazio, con il bagagliaio più ampio e più basso e, di conseguenza più facile da raggiungere, rispetto ai Suv e ai monovolume della stessa misura. Un altro grande vantaggio è dato dall’abitacolo più spazioso, grazie alla forma più dritta e al tetto che scende soltanto nella parte finale: la superficie maggiore e i sedili frazionabili in tre parti (in molti modelli) rendono il viaggio più comodo anche per i passeggeri. Inoltre prima del boom dei suv, tante station wagon erano disponibili anche in versione 7 posti.

Mercedes CLA Shooting Brake
Mercedes CLA Shooting Brake

Comodità ed estetica non sempre vanno a braccetto

L’altra faccia dello spazio superiore e della maggiore comodità rispetto a una berlina classica è il minore appeal verso un gran numero di automobilisti. A tanti non piacciono le forme più ingombranti e meno eleganti, soprattutto delle station wagon del passato. Oggi le case automobilistiche riservano sempre più attenzioni anche all’estetica, con la cura di alcuni dettagli che hanno fatto compiere un salto di qualità alle station wagon, tanto che in alcuni casi la versione familiare sembra più elegante della berlina dalla quale deriva. Poi ci sono le “Shooting Brake”, le familiari che uniscono la comodità a linee sportiveggianti, come Volkswagen Arteon, Mercedes CLA e Kia ProCeed.

Si paga qualcosa in termini di efficienza

Attualmente le case automobilistiche offrono gli stessi allestimenti e le stesse motorizzazioni delle berline anche per la station wagon. Però la familiare rimane più pesante, più costosa e meno efficiente dal punto di vista aerodinamico di una berlina a tre volumi, anche a parità di dimensioni, con i consumi e le prestazioni di questo tipo di vettura che sono condizionati dal maggiore carico.

I pregi delle station wagon

La maggiore comodità dei passeggeri, anche quelli che viaggiano sul sedile posteriore, è tra i principali vantaggi delle auto familiari, oltre al bagagliaio più spazioso, più facilmente raggiungibile e in grado di trasportare animali domestici, a patto di usare l’apposita rete divisoria.

I difetti delle station wagon

Come detto, non a tutti piace l’estetica di una station wagon, che ha ingombri importanti in lunghezza e, in tanti casi, linee più tozze. Consumi, peso e prezzo sono superiori rispetto alla berline, ma inferiori a monovolume e suv.

Auto divenute icone: Audi TT

Audi TT: prezzo, dimensioni e caratteristiche 17

Anche i miti vanno in pensione. Di solito lo fanno in grande stile, come Audi TT che saluta con un’edizione speciale a tiratura limitata, dopo 25 anni gloriosi e tre generazioni. Il compito di accompagnare nella leggenda una delle vetture più iconiche della casa tedesca spetta alla “TT RS iconic edition”, questo il nome assegnato alla versione prodotta in sole 100 unità con alcuni accorgimenti esclusivi. L’auto presentata nei mesi scorsi può contare su elementi esterni di colore nero lucido e un kit aerodinamico dedicato: cerchi da 20 pollici e alettone sportivo all’esterno e sedili RS con rivestimenti esclusivi all’interno. Il giusto tributo a un modello che ha contribuito ai successi del marchio e che ora si congeda senza un’erede diretta. Se Audi ha raggiunto i livelli attuali lo deve anche alla vettura sportiva che ha rivoluzionato i canoni stilistici della casa tedesca, senza tralasciare le emozioni di guida.

La storia inizia nel 1998

La TT irrompe sul mercato nel 1998, anche se il primo approccio risale al settembre del 1995, quando al Salone dell’auto di Francoforte venne svelata la TT coupé concept, la base della futura vettura di serie. Il primo segno di discontinuità con la tradizione del marchio sta già nel nome, che per la prima volta non vede la lettera A abbinata a un numero: TT è un omaggio al Tourist Trophy che si corre sull’Isola di Man e alla vettura sportiva NSU TT in voga negli anni ’60 e ’70. La mitica sportiva nasce sul pianale della A3 e della Golf IV, ma si distingue dalle dirette concorrenti (Bmw Z3 e Mercedes Slk) per il design originale, la trazione anteriore o integrale e le versioni coupé e roadster lanciate contemporaneamente.

Auto divenute icone: Audi TT 1

La prima generazione ha una lunghezza di soli 4 metri (l’abitabilità è di 2+2 posti, anche se quelli posteriori sono molto risicati), con forme rotonde e fianchi bombati che permettono alla TT di marcare una linea di discontinuità rispetto agli standard del design dell’epoca e di essere considerata tra le vetture più innovative. Le motorizzazioni prevedono alcune varianti del propulsore 4 cilindri 1.8 turbo a 5 valvole per cilindro: quella da 180 CV a trazione anteriore o integrale con giunto Haldex e quella a doppio intercooler da 225 CV, cambio a sei marce e trazione quattro con accelerazione 0-100 km/h in 6,4 secondi per la versione più potente e 7,8 secondi per la meno veloce. Sempre nel 1998 arriva anche la roadster, con soli due posti e capote in tela. Bisogna aspettare due anni per una versione meno aggressiva, da 150 CV (aumentati successivamente fino a 163) e con la sola trazione integrale. Nel 2003 l’Audi TT è una delle prime vetture ad adottare il cambio a doppia frizione DSG, abbinato al motore V6 3.2 da 250 CV e nel 2005 la prima serie si congeda con la versione speciale Club Sport: una tiratura limitata, meno di 1.000 unità solo coupé con propulsore 1.8T da 240 CV e accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi.

Nel 2006 arriva la seconda serie

La seconda generazione poggia sul nuovo telaio con sospensioni posteriori a 5 bracci e presenta misure più abbondanti, con la lunghezza che cresce fino a 4,2 metri. Cambia anche la scocca, in alluminio e acciaio; mentre le forme si confermano arrotondate, ma con nuovi elementi come la calandra Single Frame Audi, fanali allungati e prese d’aria più grandi.

Auto divenute icone: Audi TT

I motori diventano più potenti e sofisticati e debutta anche il turbodiesel 2.0 TDI common rail da 170 CV con trazione integrale di serie. Il top di gamma è il 3.2 V6 da 250 CV con cambio DSG; mentre al nuovo 1.8 a iniezione diretta TFSI da 160 CV si affianca il 2.0 da 200 CV, disponibili a richiesta con trazione quattro evoluta e cambio manuale standard o a corsa ridotta o il DSG. Esordisce la prima versione ad alte prestazioni, la TTS, che vede il 2.0 TFSI aumentato fino a 272 CV con trazione integrale e cambio DSG. Ancora più aggressiva la TT RS, spinta dal 5 cilindri TFSI da 340 CV, che diventeranno 360.

Più tecnologia con la terza generazione

La terza generazione, prodotta dal 2014, nasce sulla piattaforma versatile MQB del gruppo Volkswagen e guadagna 2 cm in lunghezza. L’estetica si fa ancora più ricercata e sofisticata; mentre nell’abitacolo fa capolino l’Audi Virtual Cockpit, il quadro interamente digitale. I motori 1.8 e 2.0 TFSI spaziano da 180 a 230 CV, con cambi automatici e trazione integrale per tutte le versioni: il TDI, invece, arriva a 184 CV e si dota della trazione integrale quattro Ultra, molto più efficiente delle precedenti, che è in grado di escludere le ruote posteriori per contenere i consumi nella guida turistica.

Audi TT: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11

Le più aggressive TTS e TT RS salgono a 310 e 400 CV con accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,6 e 3,7 secondi. Con il restyling del 2018 spariscono il 1.8 e il turbodiesel; restano invece i motori a benzina da 2,0 litri, con due livelli di potenza: la 40 TFSI da 197 CV e la 45 TFSI da 245 CV, entrambe con cambio a doppia frizione S tronic a sette rapporti.

Le auto che non vedremo più: Smart EQ forfour

Mercedes Smart ForFour

La nuova era, totalmente elettrica, di smart è partita due anni fa con l’ingresso in Geely, che detiene il 50% del brand tedesco. Il gruppo cinese si occuperà di piattaforme e powertrain, lasciando a Mercedes, titolare dell’altro 50%, il design. Con questo nuovo accordo smart non sarà più soltanto il marchio delle piccole auto, ma esplorerà nuovi e più redditizi segmenti di mercato offrendo auto elettriche più moderne e tecnologiche. A fare le spese della nuova strategia adottata dalla casa è stata la EQ forfour, il modello elettrico a quattro porte entrato in produzione nel 2017 per affiancare e poi sostituire le versioni endotermiche. La vettura a batteria a 4 porte, nata dalla joint venture con Renault, non ha mai riscosso particolare successo e da qui la decisione di lasciare il posto al nuovo suv elettrico smart #1, che ha il compito di fare da apripista a un secondo modello di taglia superiore, un suv di segmento C, con cui il brand si staccherà in maniera definitiva l’etichetta di produttore solo di piccole auto.

Smart Forfour: prezzo, caratteristiche e scheda tecnica 3

Solo quattro anni di carriera per la EQ

La versione elettrica della forfour, la EQ, entra nei listini nell’estate del 2017, contemporaneamente all’uscita di produzione del modello base a benzina da 61 CV e dal 2019 resta l’unica variante disponibile dopo l’eliminazione di tutti i motori termici. L’auto a batteria, omologata per quattro persone, monta lo stesso motore della corrispondente versione elettrica della fortwo, che successivamente sarà utilizzato anche dalla Twingo III. La nuova smart è spinta da una batteria agli ioni di litio da 17,6 kWh che sviluppa una potenza di 82 CV e una velocità massima di 130 km/h, con un’autonomia di 160 km e può essere ricaricata in meno di un’ora da una colonnina da 22 kW.

forfour è costruita partendo dalla “sorella” a due posti: è lunga 3,49 metri, larga 1,66, alta 1,55 con un passo di 2,49. Anche il design deriva dalla fortwo, con la differenza del passo più lungo. Il restyling del 2019 porta novità estetiche nella parte anteriore e in quella posteriore; mentre nell’abitacolo, che brilla per stile e decorazioni in tinta con la carrozzeria, al centro della plancia trova posto il display dell’infotainment al quale collegare il proprio smartphone. La produzione della forfour nella fabbrica slovena di Novo Mesto, come detto, si conclude alla fine del 2021.

forfour, un viaggio in due riprese iniziato nel 2004

La storia della forfour inizia quasi 20 anni fa: dal 2004 al 2006 è prodotta e, dopo una pausa di otto anni, dal 2014 al 2021 viene realizzata come city car. È la prima vettura con cui il gruppo Daimler, titolare sia del marchio Smart che di Mercedes-Benz, prova a conquistare la fascia delle utilitarie premium che all’epoca vedeva la sola Mini. La prima serie della forfour è costruita in collaborazione con il marchio giapponese Mitsubishi, che in quegli anni faceva parte della DaimlerChrysler, condividendo la base meccanica della Colt. La nuova smart non piace al pubblico e la produzione viene arrestata dopo soli due anni. La prima generazione viene offerta con quattro diversi motori benzina, da 1.0 a 1.5 con potenze da 64 a 177 CV e due 1.5 CDI diesel da 68 e 95 CV.

La casa tedesca torna alla carica nel 2014, ma con sostanziali differenze. Per la seconda generazione della forfour viene usata la stessa base meccanica della fortwo, con passo allungato per garantire maggiori dimensioni. L’accordo con Renault, sottoscritto nel 2010, rende possibile l’uso del pianale ottenuto per la Twingo III. La seconda serie della forfour debutta con due motorizzazioni tricilindriche a benzina: 1.0 Sce con motore H4D da 71 CV e 0.9 Tce con motore H4Bt da 90 CV, entrambe con cambio manuale a 5 marce e, a richiesta, uno a doppia frizione a 6 rapporti. Nel 2016 arriva la forfour Brabus, realizzata dal preparatore tedesco Brabus, con lo stesso tre cilindri turbo da 0.9, ma potenziato a 109 CV; poi l’anno seguente è la volta della EQ.

Smart #1: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Ora largo al suv #1

La nuova era in casa smart ha preso il via con l’uscita di scena della EQ forfour e l’arrivo del suv elettrico compatto smart#1 realizzato su piattaforma elettrica Geely con architettura a 400 Volt. Grazie alle misure generose (4,27 metri di lunghezza, 1,82 di larghezza, 1,64 di altezza e 2,75 di passo) è la smart più grande costruita fino a ora e ha un bagagliaio con capienza massima di 411 litri, a cui vanno sommati i 15 litri di un piccolo vano anteriore.

smart #1 ha una batteria agli ioni di litio NCM (nichel, manganese e cobalto) da 66 kWh che spinge un motore elettrico da 272 CV e una coppia di 343 Nm, per un’autonomia WLTP compresa tra i 420 e i 440 km e una velocità massima di 180 km/h. Può essere ricaricata sia a corrente alternata che a corrente continua: in AC raggiunge la potenza massima di 22 kW e passa dal 10% all’80% in meno di 3 ore; mentre in DC, a 150 kW, va dal 10% all’80% in meno di 30 minuti.

Stellantis: al lavoro per aumentare il numero di auto prodotte in Italia

Fabbrica Fiat: dove nascono i modelli del costruttore italiano

Il gruppo Stellantis e il governo italiano lavoreranno insieme per aumentare il numero di auto prodotte in Italia e raggiungere quota un milione all’anno. È quanto emerso dall’incontro fra Carlos Tavares, AD di Stellantis, e il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Nel 2022 in Italia sono state prodotte 473.194 automobili, numeri che collocano il nostro Paese in ottava posizione in Europa. Lontanissime e irraggiungibili le prime due della classifica, Germania e Spagna rispettivamente con 3.480.357 e 1.785.432 unità sfornate nel corso degli ultimi dodici mesi. Davanti all’Italia si piazzano anche Repubblica Ceca, Francia e Slovacchia, tutte e tre oltre il milione, e Regno Unito e Romania, rispettivamente a quota 775.014 e 509.465.

“Sono fiducioso che unitamente ad Adolfo Urso creeremo le condizioni per invertire la tendenza al calo dei volumi di produzione nei prossimi due anni e per costruire la road map per produrre un milione di veicoli in Italia” le parole di Tavares al termine della riunione.

Italia fondamentale nelle strategie Stellantis

Il gruppo automobilistico ha ribadito la centralità dell’Italia, con Stati Uniti e Francia, nel proprio piano strategico e chiesto a tutti i soggetti coinvolti di concentrare le energie “sulle soluzioni e non sui dogmi e di mettere in campo spirito di squadra” per raggiungere l’obiettivo.

Da qui la richiesta di aiuto da parte di Tavares. “L’impatto della normativa euro 7 (che entrerà in vigore da luglio 2025) sulla Panda va affrontato e contemporaneamente vanno supportate le vendite delle auto elettriche per sostenere l’attività dei nostri siti produttivi italiani – sottolinea l’ad del gruppo Stellantis – Il mercato sta guidando l’attività produttiva e sono certo che il ministro Urso darà un contributo decisivo al successo dell’industria automobilistica italiana nella competizione globale, affrontando nuovi produttori come i cinesi”.

Fabbrica Fiat: dove nascono i modelli del costruttore italiano 2

Novità per lo stabilimento di Melfi

La fabbrica di Melfi, in Basilicata, avrà un ruolo chiave nella nuova strategia di Stellantis. L’impianto in provincia di Potenza sarà il primo a sfornare automobili basate sulla piattaforma STLA Medium: tra queste c’è anche la nuova Lancia Gamma, l’ammiraglia 100% elettrica che arriverà nel 2026. Inoltre Tavares ha anche anticipato che proprio a Melfi sarà prodotto un quinto modello, forse una Jeep, che si andrà ad aggiungere ai quattro già annunciati.

“Le prestazioni e la sostenibilità dell’efficienza delle nostre attività italiane innescano la sostenibilità di Stellantis nell’interesse dei nostri dipendenti italiani e dell’economia del Paese. Sulla base del miglioramento permanente dell’impronta industriale di Stellantis, è nostra intenzione localizzare un maggior numero di modelli in stabilimenti italiani, a partire da Melfi” ha aggiunto Tavares.

Un gruppo di lavoro per migliorare la produzione

Stellantis e il governo hanno creato un gruppo di lavoro tecnico, dandosi un nuovo appuntamento a fine mese per discutere su politica industriale europea e tutela di occupazione e produzione nel nostro Paese e per definire un “accordo di transizione”. Nel corso dell’incontro il ministro Urso ha fatto vedere a Tavares anche un documento elaborato dopo i meeting con i rappresentanti delle sei regioni italiane in cui si trovano le fabbriche di Stellantis: Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Molise, Abruzzo e Basilicata.

Stellantis guarda al futuro e pensa all’economia circolare

Amazon e Stellantis insieme per l'auto connessa del futuro 4

L’economia circolare e la sostenibilità sono al centro della strategia aziendale delle imprese di tutti i settori, compreso l’automotive. Tra i produttori di veicoli, il gruppo Stellantis ha elaborato SUSTAINera, il proprio piano delle attività di economia circolare attraverso il quale intende azzerare le emissioni nette di carbonio entro il 2038. La strategia aziendale è stata presentata al Rematec 2023, la fiera per ricambi, accessori e servizi automobilistici, che si è svolta ad Amsterdam dal 27 al 29 giugno. La rassegna olandese è stata anche l’occasione per presentare due auto al centro del progetto di decarbonizzazione: la Peugeot e-208, equipaggiata con una batteria ad alta tensione rigenerabile, e la concept car Citroen “Oli”, da poco premiata come “Best Electric Concept Car” dalla rivista olandese TopGear Magazine.

Come funziona SUSTAINera

Il piano elaborato da Stellantis per ridurre le emissioni di CO2 nel prossimo decennio è una soluzione innovativa di economia circolare che parte dai ricambi rigenerati. Il progetto si basa sulla strategia delle 4R: rigenerazione, riparazione, riuso e riciclo. Stando alle stime del gruppo automobilistico, l’offerta di questi elementi recuperati, che si affianca alla disponibilità di componenti nuovi, permette di ridurre l’impiego di materie prime mediamente dal 60% al 95%, in base al tipo di ricambio, e di ridurre le emissioni di CO2 dal 30% all’80% rispetto alla produzione di ricambi nuovi. Oggi è possibile acquistare parti meccaniche scegliendo tra un’ampia gamma di 13.000 codici di componenti divisi in 37 linee prodotto, fra cui motorini di avviamento, alternatori, frizioni, turbocompressori, iniettori, moduli di controllo elettronici, pinze freno, unità di controllo, serbatoi SCR, trasmissioni, motori e batterie ad alta tensione per auto elettriche.

Stellantis investe 30 miliardi sull'elettrificazione della gamma
FCA – Candidatura Melfi

Obiettivi ambiziosi

L’anno scorso le vendite in tutto il mondo di pezzi di ricambio rigenerati SUSTAINera sono aumentate del 19%, contribuendo all’economia circolare, una delle sette business unit presenti nel piano strategico Dare Forward 2030 di Stellantis. Questo progetto ha l’obiettivo di ottenere un fatturato di oltre 2 miliardi di euro entro il 2030, quadruplicare i ricavi dall’allungamento della vita utile dei prodotti e decuplicare i ricavi provenienti dal riciclo rispetto al 2021.

Stessa qualità, ma con più attenzione all’ambiente

“SUSTAINera offre ai clienti e alle officine una soluzione sostenibile e con un ottimo rapporto qualità-prezzo, senza compromessi sulla qualità: stesse prestazioni e condizioni di garanzia come per i componenti nuovi, preservando al contempo l’ambiente tramite una riduzione degli sprechi, un minore uso delle risorse del nostro pianeta e una riduzione dell’impronta di carbonio”, ha sottolineato Alison Jones, Senior Vice President e responsabile Global Circular Economy di Stellantis.

Mercato auto giugno 2023: la crescita continua

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Un altro mese con il segno positivo: giugno chiude con 138.927 auto nuove immatricolate, un aumento del +9,2% sullo stesso periodo del 2022, quando furono vendute 127.232 vetture. In chiaroscuro, invece, i dati relativi al primo semestre di quest’anno. Le immatricolazioni ammontano a 841.343 unità, con un incremento del 23% (157.000 auto in più) rispetto al primo semestre 2022, ma con 242.000 vetture in meno e un calo del 22,3% rispetto allo stesso semestre 2019, l’ultimo anno prima della pandemia.

“Siamo sempre lontani dagli obiettivi della transizione energetica, ma si può ancora recuperare il ritardo accumulato e accelerare il processo di decarbonizzazione intervenendo sul fronte aperto della fiscalità delle auto aziendali per uso promiscuo, sulle storture dello schema 2022-24 degli incentivi per le auto a basse emissioni, sull’intensificazione e massima diffusione delle infrastrutture di ricarica”, le parole del presidente dell’UNRAE Michele Crisci.

Le alimentazioni preferite dagli italiani

A giugno le auto elettriche (BEV) sono rimaste stabili (+0,6%), mentre considerando i dati annuali si registra un aumento del 30,9%, per una quota mercato del 3,9%. Le plug-in, invece, segnano un +6,3% (la quota mese è 5,4%) e nei valori annuali conseguono un aumento del 5,4%, con una quota del 4,6%. Le ibride salgono del 30,5% (quota mese 34,6%), non discostandosi troppo dalla crescita registrata dall’inizio del 2023 (quota 35,2%).

A giugno le vetture BEV si portano al 4,4% (3,9% il totale) e le PHEV si assestano al 5,4% (4,7% nei primi sei mesi), portando la quota totale delle ECV al 9,8%. Le auto ibride conquistano il 34,8% del mercato (35,3% nel cumulato), ripartito in questo modo: 9,8% per le full hybrid e 25,0% per le mild hybrid. Le auto a benzina calano di 0,6 punti e si portano al 28,5% delle preferenze nel mese (27,9% nel cumulato, +0,3 p.p.); mentre il diesel perde 2,3 punti a giugno e scende al 18,5% di quota (19,4% nel primo semestre, -1,2 p.p.). Il Gpl si assesta all’8,5% (8,8% nei primi sei mesi) e il metano praticamente sparisce, con lo 0,1% di quota sia a giugno che nel cumulato.

Volkswagen T-Roc: prezzo, dimensioni e caratteristiche 25

Le auto benzina più vendute nel primo semestre 2023

  • Volkswagen T-Roc, 11.859
  • Volkswagen T-Cross, 11.440
  • Citroen C3, 10.189
  • Opel Corsa, 9.634
  • Volkswagen Polo, 9.137
  • Peugeot 208, 8.585
  • Dacia Sandero, 8.556
  • MG ZS, 7.748
  • Jeep Avenger, 7.101
  • Peugeot 2008, 6.939

Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16
Le auto diesel più vendute nel primo semestre 2023

  • Peugeot 3008, 12.895
  • Jeep Renegade, 8.408
  • Fiat 500X, 8.239
  • Volkswagen Tiguan, 7.430
  • Audi Q3, 6.460
  • Volkswagen T-Roc, 5.936
  • Jeep Compass, 5.894
  • Dacia Duster, 4.701
  • Peugeot 2008, 4.330
  • Mercedes GLA, 3.960

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto GPL più vendute nel primo semestre 2023

  • Dacia Sandero, 17.579
  • Dacia Duster, 10.586
  • Renault Captur, 8.006
  • Renault Clio, 5.018
  • DR 4.0, 4.436
  • DR 5.0, 4.108
  • Dacia Jogger, 3.354
  • DR 6.0, 2.278
  • Fiat Panda, 2.246
  • Lancia Ypsilon, 2.217

Volkswagen Polo: prezzo, dimensioni e prova su strada 1

Le auto a metano più vendute nel primo semestre 2023

  • Volkswagen Polo, 131
  • Seat Arona, 166
  • Seat Ibiza, 129
  • Seat Leon, 113
  • Volkswagen Golf, 108
  • Skoda Octavia, 88
  • Lancia Ypsilon, 70
  • Volkswagen Up!, 68
  • Audi A3, 51
  • Skoda Kamiq, 47

Fiat Panda: prezzi, dimensioni e caratteristiche 19

Le auto ibride più vendute nel primo semestre 2023

  • Fiat Panda, 46.900
  • Lancia Ypsilon, 21.574
  • Toyota Yaris Cross, 19.721
  • Ford Puma, 16.121
  • Fiat 500, 15.856
  • Toyota Yaris, 11.243
  • Nissan Qashqai, 10.268
  • Kia Sportage, 8.231
  • Ford Focus, 7.567
  • Hyundai Tucson, 7.405

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e prova su strada

Le auto ibride plug-in più vendute nel primo semestre 2023

  • Jeep Compass, 4.573
  • Ford Kuga, 3.612
  • Lync & Co 01, 2.984
  • Jeep Renegade, 2.973
  • Volvo XC40, 2.374
  • Cupra Formentor, 1.176
  • Alfa Romeo Tonale, 1.176
  • MINI Countryman, 1.151
  • Peugeot 3008, 1.148
  • Volvo XC60, 1.146

    Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute nel primo semestre 2023

  • Tesla Model Y, 4.833
  • Tesla Model 3, 3.241
  • Fiat 500, 2.870
  • smart fortwo, 2.437
  • MG 4, 1.235
  • Renault Twingo, 1.170
  • Renault Megane, 1.128
  • Peugeot 208, 1.057
  • Audi Q4, 968
  • Dacia Spring, 935

Lexus TX: prezzo, dimensioni, caratteristiche

Lexus TX: prezzo, dimensioni, caratteristiche 7

Lexus introduce il nuovo modello TX, un crossover di lusso a sette posti che offre spazio, comfort e stile. Il veicolo, sviluppato sulla piattaforma GA-K derivata dalla Toyota Grand Highlander, si distingue per un design completamente rinnovato. La TX è ideale per le famiglie numerose e presenta anche una potente versione ibrida plug-in da 412 CV. Attualmente, il SUV è dedicato al mercato americano.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Lexus TX:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 6/7
Bagagliaio (2WD/4WD) 569 litri
 Alimentazioni Diesel/ibrida
 Classe Euro 6 d-Temp
 CV/kW (da) 275/202
 Prezzo (da) –
INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
Perché comprarla

La Lexus TX si distingue per le sue diverse configurazioni a sei o sette posti, offrendo una capacità di carico di 569 litri anche con tutte e tre le file occupate. Il passo superiore ai 2,9 metri assicura un’ampia abitabilità, mentre la lunghezza di 5,2 metri conferisce una presenza imponente. Con una larghezza di 2,0 metri, la TX offre spazio sufficiente per una comoda esperienza di viaggio. L’altezza di 1,8 metri, infine, contribuisce a una presenza elegante e equilibrata sulla strada.

Dimensioni
Lunghezza 5.159 mm
Larghezza 1.990 mm
Altezza 1.781 mm
Passo 2.950 mm

Gli interni della Lexus TX offrono un design raffinato e un’ampia gamma di tecnologie all’avanguardia. La plancia presenta un doppio display separato, con uno schermo da 12,3 pollici per la strumentazione e un display touch da 14 pollici per il sistema di infotainment. L’abitacolo spazioso offre numerosi elementi di lusso, come il display head-up, l’illuminazione ambientale multicolor e il sistema audio premium Mark Levinson con 21 altoparlanti.

Per garantire ulteriore comfort, il veicolo dispone di un volante riscaldato con comandi dedicati, sedili anteriori riscaldati e ventilati, nonché di un portellone posteriore elettrico. I passeggeri della seconda fila possono godere dei sedili riscaldati e personalizzare la loro esperienza con una mini console centrale rimovibile dotata di portabicchieri e vani portaoggetti. Infine, la Lexus TX è equipaggiata con il sistema di assistenza alla guida Lexus Safety System+ 3.0, che include funzioni avanzate come il Lane Tracing Assist, il Pre-Collision System con rilevamento dei pedoni e il Proactive Driving Assist. Inoltre, i conducenti possono scegliere di aggiungere il sistema Advanced Park per facilitare le manovre di parcheggio e il Traffic Jam Assist per migliorare la gestione del traffico.

Il design esterno della Lexus TX rappresenta un significativo passo avanti rispetto ai modelli precedenti del marchio, con linee decise e un ridotto utilizzo di cromature. La griglia frontale sdoppiata e il nuovo design “Unified Spindle” conferiscono un tocco di innovazione ed eleganza, ottimizzando anche le prestazioni aerodinamiche. I fari sottili con luci diurne a LED aggiungono modernità e stile all’estetica complessiva.

D’altra parte, la carrozzeria aerodinamica e gli inserti spigolosi donano un’inconfondibile identità Lexus, mentre i cerchi in lega da 20 o 22 pollici si distinguono sulla larga carrozzeria. Sul retro, una sottile barra luminosa e un montante posteriore oscurato conferiscono un senso di lusso e sportività. Infine, l’elegante forma del veicolo si estende fino alla parte superiore, con un tetto leggermente inclinato che completa l’aspetto con un tratto da coupé.

La Lexus TX offre una gamma diversificata di motorizzazioni, garantendo prestazioni eccezionali per soddisfare le esigenze di ogni guidatore. Tra le opzioni disponibili, troviamo il potente propulsore quattro cilindri da 2.4 litri turbo, che eroga una potenza di 275 CV e si abbina a un cambio automatico a otto marce, offrendo un’esperienza di guida fluida e reattiva (TX 350). Per coloro che cercano un’alternativa più efficiente, c’è il motore ibrido da 2.4 litri turbo, che eroga una potenza di 371 CV e si abbina a un cambio automatico a sei marce, garantendo un perfetto equilibrio tra prestazioni e consumi (TX 500h). Infine, per coloro che desiderano massimizzare l’efficienza energetica, è disponibile il motore V6 da 3.5 litri plug-in hybrid, che eroga una potenza di 406 CV e offre una trasmissione CVT. La trazione anteriore è disponibile per la versione base con motore da 2.4 litri, mentre le versioni ibride sono equipaggiate con la trazione integrale Direct4, che si combina con un sistema di sterzata dell’asse posteriore.

Le informazioni sui consumi specifici delle diverse varianti del Lexus TX non sono state ancora comunicate ufficialmente. Tuttavia, possiamo fornire alcuni dettagli sul modello di punta, la versione ibrida plug-in 550h+. In questa configurazione, il veicolo è in grado di offrire un’autonomia fino a 53 km in modalità completamente elettrica con una sola ricarica.

  • Estetica: il SUV offre un design elegante e raffinato, con linee decise e una griglia frontale distintiva che riflette l’innovazione propria del marchio.
  • Potenza: la gamma dei motori propone opzioni potenti ed efficienti, tra cui versioni ibride plug-in con prestazioni elevate e un’ampia autonomia in modalità completamente elettrica.
  • Interni: spaziosi e lussuosi offrono comfort e tecnologia all’avanguardia, con plancia digitale, sistema di infotainment di grandi dimensioni e una serie di opzioni di lusso.

Lexus GX: prezzo, dimensioni, caratteristiche

Lexus GX: prezzo, dimensioni, caratteristiche 3

La nuova generazione della Lexus GX è un SUV robusto e versatile che si rivolge al mercato americano. Rispetto al passato, la GX mostra un deciso cambio di rotta a livello stilistico, che la rende più attraente per gli appassionati di fuoristrada. Sotto il cofano, la GX ha fatto un significativo aggiornamento passando da un vecchio V8 a un potente e efficiente motore V6 biturbo. Questa scelta migliora le prestazioni complessive del veicolo, offrendo una guida dinamica e una maggiore efficienza di carburante. La GX rappresenta la variante premium della celebre Toyota Land Cruiser, garantendo una combinazione di lusso, resistenza e capacità fuoristrada.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Lexus GX:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 7
Bagagliaio (2WD/4WD) –
 Alimentazioni Benzina
 Classe Euro 6 d
 CV/kW (da) 354/260
 Prezzo (da) –
INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Allestimenti
Perché comprarla

Il nuovo Lexus GX 2024 è un SUV imponente che si distingue per le sue generose dimensioni e l’eleganza delle sue linee. Con una lunghezza superiore ai 5 metri, un passo di 2,9 metri e un’altezza che si avvicina agli 1,9 metri, il GX 2024 si presenta come un gigante sulla strada. Le sue proporzioni imponenti contribuiscono a conferire al veicolo una presenza notevole e una sensazione di solidità. Con una larghezza di 2,0 metri, infine, il GX offre spazio sufficiente per passeggeri e bagagli, garantendo un comfort di viaggio eccezionale.

Dimensioni
Lunghezza 4.950 mm
Larghezza 1.980 mm
Altezza 1.865 mm
Passo 2.850 mm

L’abitacolo del nuovo Lexus GX offre una combinazione di lusso e funzionalità. La piattaforma modulare GA-F garantisce una maggiore rigidità torsionale, permettendo una capacità di traino superiore e ancora più spazio a bordo per sette passeggeri. Gli interni sono caratterizzati da un design lussuoso, con una plancia che ruota attorno all’imponente display da 14 pollici per l’infotainment, mentre la strumentazione digitale è collocata in un elemento separato. L’abitacolo offre bocchette di ventilazione strategicamente posizionate per garantire un comfort ottimale, e il sistema di infotainment da 14 pollici supporta Apple CarPlay senza fili e Android Auto.

l Lexus GX 2024 è equipaggiato con una serie di funzioni avanzate, tra cui Multi-Terrain Select, Crawl Control, Downhill Assist Control e 3D Multi-Terrain Monitor, che migliorano la capacità di affrontare terreni difficili. La versione Overtrail offre sedili anteriori ancora più eleganti con funzioni di massaggio e regolazione per il sedile del conducente, garantendo un comfort ottimale. I controlli fisici per il climatizzatore, l’audio e le funzionalità off-road sono posizionati in modo intuitivo per una facile utilizzo. Infine, il Lexus GX 2024 offre fino a 12 portabicchieri, fino a sei porte USB per la ricarica e un inverter da 120V, garantendo una connettività e un comfort ottimali per tutti i passeggeri.

Il design esterno del Lexus GX 2024 è caratterizzato da una combinazione di elementi massicci e squadrati, che hanno portato a una rivisitazione della classica mascherina a clessidra, conferendole un aspetto geometrico e minimizzando le cromature. Tra i sei allestimenti disponibili, spiccano le varianti Overtrail e Overtrail+ che offrono una personalizzazione specifica per il fuoristrada, con pneumatici da 33 pollici e un assetto dedicato dotato di barre antirollio scollegabili E-KDSS.

Dal profilo laterale, il Lexus GX richiama il fascino classico della serie 70 del Toyota Land Cruiser, mentre il frontale si distingue per una griglia dal design verticale, un cofano motore prominente e fari raffinati. Sul retro, una barra luminosa a tutta larghezza si integra sotto un ampio lunotto, separato dal nuovo portellone elettrico. Questi elementi conferiscono al Lexus GX un aspetto distintivo e raffinato.

Il Lexus GX è equipaggiato con un nuovo motore V6 biturbo da 3.4 litri, che eroga una potenza di 354 CV e una coppia massima di 650 Nm. Questo rappresenta un notevole incremento di 45 CV e 46 Nm rispetto al precedente motore V8. Le varianti dotate di gancio traino standard vantano una capacità di traino di 3629 kg, mentre la trazione integrale full-time del veicolo fa uso di un differenziale centrale Torsen a slittamento limitato.

 

La gamma dei allestimenti del Lexus GX comprende sei varianti: Premium, Premium+, Luxury, Luxury+, Overtrail e Overtrail+. Al momento, non sono ancora disponibili dettagli specifici per ciascun allestimento. Secondo le informazioni fornite da Lexus, le ultime due versioni, Overtrail e Overtrail+, sono pensate per l’avventura all’aperto e si distinguono per l’utilizzo di pneumatici All-Terrain da 33″ montati su cerchi da 18″. Le varianti Overtrail presentano inoltre parafanghi aggiuntivi, una piastra paramotore in alluminio e sfruttano il sistema di sospensioni Electronic-Kinetic Dynamic Suspension System (E-KDSS) di Toyota, insieme a un differenziale posteriore con bloccaggio elettronico. Per quanto riguarda la dotazione di serie, infine, la Lexus GX offre diverse funzioni avanzate comprese nell’equipaggiamento base, tra cui Multi-Terrain Select, Crawl Control, Downhill Assist Control e 3D Multi-Terrain Monitor.

  • Adas: la presenza di funzioni avanzate come il Multi-Terrain Select, il Crawl Control, il Downhill Assist Control e il 3D Multi-Terrain Monitor garantisce un’esperienza di guida più sicura e confortevole
  • Fuoristrada: la robustezza della Lexus GX, supportata da sospensioni E-KDSS e dal differenziale posteriore con bloccaggio elettronico, offre la possibilità di affrontare terreni impegnativi con fiducia e sicurezza.
  • Interni: l’abitacolo sfoggia un design lussuoso e attento ai dettagli, con materiali di alta qualità e finiture impeccabili.

Mitsubishi Colt: prezzi, dimensioni e scheda tecnica

Mitsubishi Colt: prezzi, dimensioni e scheda tecnica 2

La nuova generazione della Mitsubishi Colt è stata presentata, segnando un distacco netto dalle serie precedenti. Questo modello segue la strategia recente del marchio, che ora fa parte dell’Alleanza comprendente anche Renault e Nissan. In sostanza, la Colt rappresenta un’operazione di rebadging su base Renault Clio. La produzione della Colt avverrà presso lo stabilimento di Bursa in Turchia e sarà disponibile nelle concessionarie europee a partire da ottobre. Tra  i motori disponibili troviamo benzina e full hybrid con potenze comprese tra 65 CV e 143 CV.

Di seguito ecco la scheda tecnica di Mitsubishi Colt:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 391/1.069 litri
 Alimentazioni Benzina/ Ibrida
 Classe Euro 6D
 Cv/kW (da) 65/48
 Prezzo (da) –

 

INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzo

Le dimensioni della Mitsubishi Colt sono caratterizzate da un’altezza di 1,4 metri, una larghezza di 1,8 metri (2,0 metri considerando gli specchietti) e una lunghezza di 4,1 metri. Il passo della vettura è di 2,6 metri, garantendo un buon equilibrio tra agilità e spazio interno. Per quanto riguarda il bagagliaio, infine, la Colt offre una capacità minima di 391 litri, che può essere ampliata fino a 1.069 litri abbattendo gli schienali del divanetto posteriore.

Dimensioni
Lunghezza 4.050 mm
Larghezza 1.790 mm
Altezza 1.440 mm
Passo 2.580 mm

La nuova Mitsubishi Colt presenta alcuni lievi cambiamenti estetici rispetto alla Renault Clio, di cui è gemella. Uno dei principali elementi distintivi è la mascherina leggermente rivista, con una trama diversa. Il frontale della vettura presenta anche i gruppi ottici a LED su due livelli, un dettaglio ereditato dalla Clio.

Sul cofano spicca il marchio Mitsubishi. Al posteriore, il lettering della casa si estende a tutta larghezza, aggiungendo un tocco distintivo. Nonostante queste modifiche, è evidente che la Colt e la Clio condividono molte somiglianze estetiche, mantenendo un design riconoscibile e familiare.

Gli interni della Mitsubishi Colt offrono un design e una tecnologia simili a quelli della Renault Clio. Il cruscotto digitale da 7 pollici e il monitor centrale, posizionato verticalmente, da 7 pollici sono di serie sulla versione base, mentre su allestimenti più completi le dimensioni aumentano rispettivamente a 10 pollici e 9,3 pollici. Il sistema di infotainment, che supporta Android Auto e Apple CarPlay, può essere controllato tramite comandi touch o vocali.

Inoltre, sotto il monitor sono presenti i comandi fisici per il climatizzatore, le prese USB e una piastra per la ricarica wireless degli smartphone. Infine, la Colt è dotata di un’ampia gamma di sistemi di assistenza alla guida, che variano a seconda degli allestimenti e includono il cruise control con funzione Stop&Go, il Lane Departure Prevention, l’Easy Park Assist, il Forward Collision Mitigation System, il Lane Departure Warning, il Traffic Sign Recognition, il Blind Spot Warning, il Rear Cross Traffic Alert e gli abbaglianti automatici.

La gamma motori della Mitsubishi Colt comprende opzioni sia a benzina che full hybrid con potenze che sulla Clio oscillano rispettivamente tra 65 CV e 143 CV. Anche se i dati di omologazione per la Colt non sono ancora disponibili, sappiamo che i motori diesel sono esclusi, ma è possibile optare tra i propulsori a benzina a tre cilindri da 1.0 litri, sia aspirati che turbo, con disponibilità di cambi manuali, e una variante full hybrid con un motore a benzina aspirato da 1.6 litri e un cambio automatico. Questa configurazione ibrida sfrutta anche due motori elettrici alimentati da una batteria da 1,2 kWh.

Al momento, non sono ancora disponibili i dati ufficiali sui consumi della Mitsubishi Colt, ma è ragionevole aspettarsi valori simili a quelli delle rispettive versioni della Renault Clio. Per quanto riguarda la Clio, i motori a benzina presentano consumi che variano tra i 5,2 e i 5,4 l/100km. La versione E-Tech, invece, registra medie più basse, arrivando a 4,3 l/100km secondo il ciclo combinato WLTP.

Al momento, non disponiamo ancora di informazioni dettagliate sui diversi allestimenti della Mitsubishi Colt. Tuttavia, possiamo confermare che la dotazione di serie includerà sistemi di assistenza alla guida, come il riconoscimento della segnaletica stradale, l’avviso di superamento della corsia e il controllo della velocità di crociera. L’allestimento di punta sarà caratterizzato da ulteriori funzionalità, come l’avviso di angolo cieco, l’avviso di traffico trasversale posteriore, l’assistenza al parcheggio e un sistema di telecamere a 360 gradi. La gamma di allestimenti potrebbe essere composta da tre livelli, denominati Basic, Plus e Top. Restiamo in attesa di ulteriori dettagli per fornire una panoramica completa sugli allestimenti disponibili.

  • Estetica: presenta un design accattivante e moderno, che si ispira alla rinnovata Clio, con alcune leggere modifiche estetiche che le conferiscono un carattere distintivo.
  • Tecnologia: la dotazione di aiuti alla guida garantisce un’esperienza di guida più sicura e confortevole.
  • Motori: la disponibilità di motori benzina e full hybrid permette di scegliere la soluzione più adatta alle proprie esigenze di mobilità, garantendo al contempo consumi contenuti.

La Mitsubishi Colt sarà disponibile in Europa a partire dall’autunno del 2023. La produzione di questa vettura avrà inizio nel mese di settembre presso lo stabilimento di Bursa, in Turchia. Per garantire maggiore tranquillità ai clienti, la Mitsubishi offrirà una garanzia di 5 anni per la Colt. Saranno proposti tre diversi livelli di allestimento: Basic, Plus e Top. Restiamo in attesa di ulteriori informazioni sui prezzi di vendita, che saranno comunicati prossimamente.