Mercato auto giugno 2023: la crescita continua

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Un altro mese con il segno positivo: giugno chiude con 138.927 auto nuove immatricolate, un aumento del +9,2% sullo stesso periodo del 2022, quando furono vendute 127.232 vetture. In chiaroscuro, invece, i dati relativi al primo semestre di quest’anno. Le immatricolazioni ammontano a 841.343 unità, con un incremento del 23% (157.000 auto in più) rispetto al primo semestre 2022, ma con 242.000 vetture in meno e un calo del 22,3% rispetto allo stesso semestre 2019, l’ultimo anno prima della pandemia.

“Siamo sempre lontani dagli obiettivi della transizione energetica, ma si può ancora recuperare il ritardo accumulato e accelerare il processo di decarbonizzazione intervenendo sul fronte aperto della fiscalità delle auto aziendali per uso promiscuo, sulle storture dello schema 2022-24 degli incentivi per le auto a basse emissioni, sull’intensificazione e massima diffusione delle infrastrutture di ricarica”, le parole del presidente dell’UNRAE Michele Crisci.

Le alimentazioni preferite dagli italiani

A giugno le auto elettriche (BEV) sono rimaste stabili (+0,6%), mentre considerando i dati annuali si registra un aumento del 30,9%, per una quota mercato del 3,9%. Le plug-in, invece, segnano un +6,3% (la quota mese è 5,4%) e nei valori annuali conseguono un aumento del 5,4%, con una quota del 4,6%. Le ibride salgono del 30,5% (quota mese 34,6%), non discostandosi troppo dalla crescita registrata dall’inizio del 2023 (quota 35,2%).

A giugno le vetture BEV si portano al 4,4% (3,9% il totale) e le PHEV si assestano al 5,4% (4,7% nei primi sei mesi), portando la quota totale delle ECV al 9,8%. Le auto ibride conquistano il 34,8% del mercato (35,3% nel cumulato), ripartito in questo modo: 9,8% per le full hybrid e 25,0% per le mild hybrid. Le auto a benzina calano di 0,6 punti e si portano al 28,5% delle preferenze nel mese (27,9% nel cumulato, +0,3 p.p.); mentre il diesel perde 2,3 punti a giugno e scende al 18,5% di quota (19,4% nel primo semestre, -1,2 p.p.). Il Gpl si assesta all’8,5% (8,8% nei primi sei mesi) e il metano praticamente sparisce, con lo 0,1% di quota sia a giugno che nel cumulato.

Volkswagen T-Roc: prezzo, dimensioni e caratteristiche 25

Le auto benzina più vendute nel primo semestre 2023

  • Volkswagen T-Roc, 11.859
  • Volkswagen T-Cross, 11.440
  • Citroen C3, 10.189
  • Opel Corsa, 9.634
  • Volkswagen Polo, 9.137
  • Peugeot 208, 8.585
  • Dacia Sandero, 8.556
  • MG ZS, 7.748
  • Jeep Avenger, 7.101
  • Peugeot 2008, 6.939

Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16
Le auto diesel più vendute nel primo semestre 2023

  • Peugeot 3008, 12.895
  • Jeep Renegade, 8.408
  • Fiat 500X, 8.239
  • Volkswagen Tiguan, 7.430
  • Audi Q3, 6.460
  • Volkswagen T-Roc, 5.936
  • Jeep Compass, 5.894
  • Dacia Duster, 4.701
  • Peugeot 2008, 4.330
  • Mercedes GLA, 3.960

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto GPL più vendute nel primo semestre 2023

  • Dacia Sandero, 17.579
  • Dacia Duster, 10.586
  • Renault Captur, 8.006
  • Renault Clio, 5.018
  • DR 4.0, 4.436
  • DR 5.0, 4.108
  • Dacia Jogger, 3.354
  • DR 6.0, 2.278
  • Fiat Panda, 2.246
  • Lancia Ypsilon, 2.217

Volkswagen Polo: prezzo, dimensioni e prova su strada 1

Le auto a metano più vendute nel primo semestre 2023

  • Volkswagen Polo, 131
  • Seat Arona, 166
  • Seat Ibiza, 129
  • Seat Leon, 113
  • Volkswagen Golf, 108
  • Skoda Octavia, 88
  • Lancia Ypsilon, 70
  • Volkswagen Up!, 68
  • Audi A3, 51
  • Skoda Kamiq, 47

Fiat Panda: prezzi, dimensioni e caratteristiche 19

Le auto ibride più vendute nel primo semestre 2023

  • Fiat Panda, 46.900
  • Lancia Ypsilon, 21.574
  • Toyota Yaris Cross, 19.721
  • Ford Puma, 16.121
  • Fiat 500, 15.856
  • Toyota Yaris, 11.243
  • Nissan Qashqai, 10.268
  • Kia Sportage, 8.231
  • Ford Focus, 7.567
  • Hyundai Tucson, 7.405

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e prova su strada

Le auto ibride plug-in più vendute nel primo semestre 2023

  • Jeep Compass, 4.573
  • Ford Kuga, 3.612
  • Lync & Co 01, 2.984
  • Jeep Renegade, 2.973
  • Volvo XC40, 2.374
  • Cupra Formentor, 1.176
  • Alfa Romeo Tonale, 1.176
  • MINI Countryman, 1.151
  • Peugeot 3008, 1.148
  • Volvo XC60, 1.146

    Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute nel primo semestre 2023

  • Tesla Model Y, 4.833
  • Tesla Model 3, 3.241
  • Fiat 500, 2.870
  • smart fortwo, 2.437
  • MG 4, 1.235
  • Renault Twingo, 1.170
  • Renault Megane, 1.128
  • Peugeot 208, 1.057
  • Audi Q4, 968
  • Dacia Spring, 935

Fiat ripensa i colori e dice stop al grigio

Fiat ripensa i colori e dice stop al grigio

Con la nuova 600 elettrica la casa italiana non produrrà più auto con questo colore e si concentrerà solo su verniciature ispirate al mare, al sole, alla terra e al cielo italiani. L’annuncio arriva pochi giorni dopo il teaser dedicato alla 600, in cui il nuovo crossover si tuffa in un barattolo gigante di vernice arancione, con il centro di Lerici a fare da sfondo alla scena.

“Italia. La terra dei colori. Fiat. Il marchio dei colori” è lo slogan scelto per la nuova colorata gamma. Si tratta di un passo importante, considerato che il grigio riscuote grande successo tra gli automobilisti di tutti i mercati. Stando ai dati contenuti nel rapporto annuale di Axalta, colosso mondiale di forniture vernici per auto, nel 2022 il 27% delle auto vendute in Europa era di colore grigio, in Nord America il 20%, in Sud Latina il 19% e in Asia il 15%. In tutto il mondo, l’anno scorso, le vetture grigie sono state il 19% delle auto immatricolate.

Fiat ripensa i colori e dice stop al grigio 1

I motivi della nuova filosofia di Fiat

“Abbiamo infranto le regole: abbiamo deciso di interrompere la produzione di auto grigie. Si tratta di una scelta impegnativa e dirompente, che mira a rafforzare ulteriormente la leadership di Fiat come marchio della gioia, dei colori e dell’ottimismo. L’Italia è il Paese dei colori e, da oggi, anche delle nostre auto – le parole di Olivier Francois, Ceo Fiat e Global Chief Marketing Officer di Stellantis – Questa scelta ribadisce alle persone i valori della Nuova Dolce Vita e il dna italiano incarnato dal Marchio. Fiat vuole ispirare le persone a vivere con ottimismo e positività e questa sarà anche una delle missioni della nuova Fiat 600e, l’elettrica per famiglie e amici”.

Fiat ripensa i colori e dice stop al grigio 2

Una gamma coloratissima

Spetta alla nuova Fiat 600 il compito di inaugurare la nuova svolta colorata del marchio torinese. La gamma, composta da 500, 500 hybrid, 500X, Panda e Tipo, è disponibile in varie tonalità di colore, tra cui Bianco Gelato, Arancio Sicilia, Arancio Paprika, Blu Dipinto di Blu, Blu Italia, Blu Venezia, Rosso Passione, Verde Rugiada, Verde Foresta, Rose Gold e Nero Cinema. Colori con un nome evocativo ispirato alle bellezze paesaggistiche e alla dolce vita italiana.

Come è fatta

Il crossover di prossima produzione sarà elettrico e avrà molte caratteristiche in comune con Jeep Avenger, come il propulsore elettrico da 156 CV e 260 Nm di coppia, con una batteria da 54 kWh per un’autonomia di circa 400 km nel ciclo WLTP.

Benzina e Diesel tornano a salire

Shell torna in Italia: non solo carburanti, spazio anche alle auto elettriche 1

Nuovi rincari per i prezzi dei carburanti, dopo la lieve flessione dei mesi scorsi. Dalla fine di maggio il costo di diesel e benzina è in aumento, anche se adesso la differenza si nota di più. Eni ha ritoccato di un centesimo al litro i prezzi raccomandati sia di benzina che di diesel. Tra le cause dei rialzi troviamo ovviamente il costo del petrolio, che nell’ultimo periodo è cresciuto del 3,4%, oltre ad altri fattori esterni. In questa situazione la Cina gioca un ruolo centrale: il Paese fa ancora fatica a riprendersi dopo la pandemia, per colpa di nuove ondate di contagi.

Questo ha portato numerose banche cinesi a tagliare le previsioni di crescita del Pil per il 2023. Le stime al ribasso hanno scatenato la reazione dei mercati, con aumenti delle quotazioni petrolifere. Per arginare questa situazione, stando a quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters, la Cina ha tagliato i tassi di interesse e disposto altre misure di aiuto all’economia con l’aumento di scorte di carburanti e greggio. Nel frattempo, però, il costo alla pompa continua ad aumentare, anche a causa dei tagli alla produzione di petrolio operati dall’Opec+ negli ultimi mesi.

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I prezzi dei rifornimenti

I rincari nei distributori in Italia sono riportati da Quotidiano energia (Qe) che ha elaborato i dati comunicati dai singoli gestori all’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il prezzo medio nazionale della benzina, in caso di rifornimento fai date (self service), è di 1,847 euro/litro, con numerosi marchi compresi fra 1,839 e 1,857 euro/litro; mentre la media dei no logo si ferma a 1,834 euro/litro. Passando al diesel, invece, il costo medio, in modalità self, è di 1,685 euro/litro: i marchi oscillano fra 1,675 e 1,700 euro/litro e i no logo si attestano a 1,669 euro/litro.

Cifre più alte, naturalmente, per il servito. Il costo medio della benzina è di 1,984 euro/litro, con le compagnie che variano fra 1,923 e 2,060 euro/litro e i no logo che si piazzano a 1,886. Per il diesel la media si porta a 1,825 euro/litro, con alcune compagnie che propongono prezzi tra 1,764 e 1,904 euro/litro. I no logo, invece, si arrestano a 1,722 euro al litro. Il Gpl oscilla fra 0,734 e 0,752 euro/litro per i marchi, mentre dai no logo la spesa è di 0,713 euro al litro. Infine il prezzo del metano va da 1,450 a 1,556 euro/kg e 1,466 per i no logo.

Polonia contro lo stop di benzina e diesel e va in tribunale

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

Lo stop alle auto termiche in Europa a partire dal 2035 potrebbe finire in tribunale. La Polonia non ci sta e annuncia l’intenzione di presentare ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione europea. Ripercorrendo le ultime tappe della vicenda, dobbiamo ricordare che alla fine dello scorso marzo c’era stato l’ok definitivo del Consiglio europeo dopo l’accordo tra Ue e Germania sugli e-fuel per salvare le vetture nuove con motore endotermico. Un via libera giunto dopo non poche proteste di vari Stati membri, poco convinti dalla misura comunitaria. Adesso, dopo poco più di due mesi, è la Polonia a tornare alla carica. Anna Moskwa, ministra polacca dell’ambiente, ribadisce la linea del proprio governo, da sempre contrario al pacchetto Fit for 55 e insiste sulla mancanza di uno studio approfondito sulle conseguenze dal punto di vista industriale e sociale della misura. “Non siamo d’accordo con questo e altri documenti del pacchetto Fit for 55 – le parole di Moskwa – Faremo ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea e ci auguriamo che anche altri Stati membri si uniscano alla nostra strategia”.

Le prossime mosse

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, nei prossimi giorni potrebbe arrivare la mozione annunciata dalla Polonia, da sempre contraria alla messa al bando dei carburanti tradizionali per far posto, a partire dal 2035, ai soli veicoli a batteria e a quelli alimentati con e-fuel e idrogeno. Tali perplessità erano state espresse anche da altri Paesi, come Germania, Italia e Romania, anche se alla fine sono soltanto i tedeschi ad aver ottenuto una piccola vittoria con l’apertura da parte della Commissione europea agli e-fuel, i carburanti sintetici ritenuti neutri dal punto di vista climatico anche se non a impatto zero.

Toyota Lexus elettrica: ricarica

Germania arrabbiata per i ritardi

Come detto, l’accordo raggiunto a marzo prevede anche una proposta di deroga al divieto alla vendita di motori endotermici, ma solo se alimentati con e-fuel. La Commissione europea, fino a questo momento, non ha rispettato i patti, scatenando le proteste della Germania. “La dichiarazione della Commissione e i passaggi successivi erano un prerequisito obbligatorio per l’approvazione da parte della Germania della revisione del regolamento – afferma Volker Wissing, ministro tedesco dei Trasporti – Resta la fiducia negli impegni pubblici della Commissione, ma mi aspetto che quanto annunciato venga attuato tempestivamente”. La risposta di Bruxelles non si è fatta attendere: il documento, inizialmente previsto per lo scorso 4 maggio, è slittato per colpa di problemi tecnici e dovrebbe arrivare entro l’estate.

L’Italia insiste per i bio-fuel

Nell’elenco degli Stati non soddisfatti dalle decisioni comunitarie figura anche l’Italia, che insiste sui bio carburanti, soluzione portata avanti da Eni, ma che fino a ora non ha convinto perché non ha fornito prove sulle zero emissioni di gas serra. Parallelamente il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato l’intenzione di puntate sugli e-fuel con l’investimento di 4 miliardi di euro del Pnrr destinati all’idrogeno.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Be Charge

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Be Charge

Be Charge è una società controllata da Plenitude, che fa parte del Gruppo Eni, dedicata alla mobilità elettrica e alla diffusione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Al momento possiede oltre 15.000 colonnine per la ricarica pubblica in Italia e ha l’obiettivo di arrivare a quota 30.000 entro il 2026. La rete di Be Charge, una delle più vaste presenti sul territorio italiano, è formata da punti di ricarica a corrente alternata (Quick, fino a 22 kW) e a corrente continua (Fast fino a 99 kW, Fast+ fino a 149 kW e Ultrafast superiori a 150 kW).

Be Charge offre una vasta possibilità di scelta agli automobilisti che guidano un’auto elettrica, per venire in contro alle svariate necessità di un numero più alto possibile di utenti. La società controllata da Plenitude propone sia abbonamenti che card prepagate, che si vanno ad affiancare alle tradizionali tariffe al consumo. Passiamo in rassegna le varie offerte della società italiana.

Quattro abbonamenti

L’offerta prevede quattro soluzioni differenti: i prezzi oscillano da 20 a 175 euro al mese e i kWh vanno da 50 a 500. Ovviamente sottoscrivendo un abbonamento, il costo dei kWh si abbassa rispetto alla tariffa al consumo. Il primo abbonamento è il Be Light 50 che assicura 50 kWh con 20 euro al mese (0,40 euro a kWh); mentre Be Regular 100 offre 100 kWh per 38 euro al mese (0,38 euro a kWh). Gli automobilisti che percorrono tanti km con un’auto elettrica possono scegliere tra il pacchetto Be Large 250, da 250 kWh e 90 euro al mese (0,36 euro a kWh) e Be Electric 500 che dà 500 kWh a un costo di 175 euro al mese (0,35 euro a kWh).

Il pay-per-use da 0,60 euro a kWh

Le tariffe a consumo variano a seconda della potenza erogata dalla colonnina di ricarica. Be Charge propone, anche in questo caso, quattro pacchetti. L’offerta base è rappresentata dalla ricarica Quick che fornisce fino a 22 kW in AC a un prezzo di 0,60 euro a kWh; il passo successivo è la ricarica Fast, fino a 99 kW a 0,85 euro/kWh. I kWh salgono a 149 con Fast+, che ha un costo di 0,90 euro a kWh; mentre Ultrafast offre una potenza fino a 150 kW, in DC per 0,95 euro a kWh.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Be Charge 1

Le ricariche prepagate

Be Charge propone anche i pacchetti prepagati che vanno consumati entro sei mesi dalla data di acquisto. Chi sceglie questa soluzione si assicura un piccolo risparmio rispetto a quanto spenderebbe in pay-per-use. Le offerte sono: Be Card 50 (costa 50 euro e offre 53 euro di credito), Be Card 100 (100 euro, per un valore di 110 euro) e Be Card 150 (150 euro, per 170 euro di credito).

Un patto con Porsche

Nei mesi scorsi Plenitude e Porsche hanno firmato un accordo di interoperabilità che permette alle vetture dello storico marchio di ricaricarsi in tutte le colonnine Plenitude+Be Charge dislocate sul territorio italiano. Gli automobilisti che possiedono un’auto tedesca potranno accedere ai punti di ricarica a corrente alternata, fast e ultrafast presenti in città e nei tratti a media e lunga percorrenza.

Insieme a LeasePlan per agevolare la ricarica delle auto a noleggio

Recentemente Plenitude ha siglato un patto anche con LeasePlan per rendere ancora più facile la ricarica delle auto elettriche acquistate con la formula del noleggio a lungo termine. La partnership tra le due società prevede pacchetti per imprese e privati, erogati dalla controllata Be Charge, come la fornitura di wallbox e colonnine oltre alla reportistica avanzata dei consumi.

Renault Arkana: acquisto o finanziamento?

Renault Arkana: prezzi, dimensioni e prova su strada 21

Renault Arkana è un Suv di segmento C e rappresenta il primo suv-coupé non di fascia premium. Viene prodotta dal 2019 sulla piattaforma modulare Cmf-B, la stessa usata per Clio e Captur, ma è più grande: è lunga 4,56 metri, larga 1,82 e ha un passo di 2,72 metri. Il bagagliaio ha una capacità di 513 litri, che scendono a 492 nella versione E-Tech. Gli esterni sono caratterizzati dal frontale sportiveggiante con fari a led con firma luminosa a forma di “C” e dal paraurti con grande presa d’aria impreziosita dal profilo satinato che si ispira alla Formula 1. La parte posteriore si distingue per il lunotto molto inclinato, mentre il terzo volume presenta un piccolo spoiler sotto il quale troviamo i gruppi ottici che ricordano quelli della Megane. Sono presenti anche il doppio scarico e altri dettagli stilistici caratteristici dei suv: le modanature in plastica sui parafanghi e le piastre di protezione nella parte bassa dei paraurti.

All’interno Arkana offre tanto spazio, anche in altezza. Le linee e la plancia si rifanno a Captur, con il display da 9,3” del sistema di infotainment, che permette di controllare anche le modalità di guida MySense, Eco e Sport. La vettura viene offerta in tre allestimenti: Techno, la versione di accesso alla gamma; E-Tech Engineered, caratterizzata dalla firma Renault Sport e pensata per gli automobilisti più sportivi e E-Tech Engineered Fast Track, che offre le ultime dotazioni tecnologiche che si avvicinano a una guida autonoma di livello 2.

Renault Arkana: prezzi, dimensioni e prova su strada 8

Due motorizzazioni e consumi contenuti

Il crossover suv francese offre due motori elettrificati. Il primo è il benzina MHEV 1.3 Tce mild hybrid 12V da 140 CV e coppia massima 260 Nm con cambio automatico a 7 rapporti. Il secondo è un full hybrid da 145 CV con tecnologia E-Tech che al 1.6 aspirato affianca un motore elettrico da 36 kW e un alternatore-starter HSG da 15 kW. La parte elettrica della Arkana E-Tech è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 1,2 kW che consente di limitare consumi ed emissioni. La Arkana con motore 1.3 TCe dichiara un consumo medio di 5,8-5,9 l/100 km secondo il ciclo WLTP, con emissioni che raggiungono i 131-133 g/km di CO2; mentre la E-Tech riduce i consumi fino a una media di 4,7-4,8 l/100 km e le emissioni a 111-116 g/km di CO2.

Arkana E-Tech in allestimento Techno a 204 euro al mese

La Renault Arkana E-Tech full hybrid da 145 CV in allestimento Techno ha un prezzo di listino di 33.750 euro. Con un anticipo di 8.000 euro, le rate mensili da pagare sono 36 da 204 euro (TAN 5,00%, TAEG 6,01%). La maxi rata finale ammonta a 19.618 euro e si può scegliere di sostituire la vettura, restituirla o riscattarla. In caso di restituzione dell’auto bisogna pagare 0,10 euro per ogni chilometro percorso in più rispetto al limite di 45.000 km. La rata mensile comprende alcuni servizi come i tre anni di assicurazione furto e incendio, un anno di driver insurance, la garanzia e la manutenzione ordinaria per tre anni o 50.000 km. La manutenzione prevede anche il recente servizio door2door Valet, che consente il ritiro e la riconsegna dell’auto a domicilio.

Michelin: quando gli pneumatici sono “green”

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 2

L’abbassamento delle emissioni di CO2, voluto dall’Europa per contrastare il riscaldamento globale, riguarda tutta la filiera dell’auto, compresi i produttori di componenti e accessori. In particolare, le aziende costruttrici di pneumatici sono impegnate da tempo nella realizzazione di prodotti “puliti” con materiali sostenibili e nel far diventare i processi industriali più efficienti.

Michelin è tra le aziende più attive nella riduzione dell’impatto ambientale e ha varato il piano “All Sustainable Strategy” per ottenere la neutralità nelle emissioni di CO2 entro il 2050. Il colosso francese ha messo a punto un piano intermedio con scadenza 2030 per contenere l’impatto ambientale del 50% rispetto al 2010 e portare al 40% l’impiego di materie sostenibili nella struttura e nella mescola dei propri pneumatici.

Materiali sostenibili e pneumatici più efficienti

La strategia aziendale consiste in un insieme di progetti che hanno l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in tutto il ciclo di vita degli pneumatici, a partire dalla ricerca di materiali sostenibili, all’estrazione “pulita” delle materie prime, fino all’uso di energia rinnovabile nei processi industriali. Nel piano Michelin ricoprono grande importanza gli pneumatici a basso indice di rotolamento, che agevolano la riduzione del consumo di carburante nelle auto tradizionali e di energia elettrica in quelle a zero emissioni. Va ricordato che gli pneumatici incidono per il 20% sul consumo di una vettura e avere gomme efficienti può consentire un risparmio notevole. In quest’ottica si inquadrano i nuovi pneumatici e.Primacy (per auto e suv) e Pilot Sport EV (la prima gomma sportiva per auto elettriche ad alte prestazioni) che contengono varie innovazioni tecnologiche dedicate all’ambiente.

pneumatici-ricostruiti

Un taglio a consumi ed emissioni con e.Primacy

Viene realizzato nella fabbrica di Cuneo quello che è il primo pneumatico sul mercato contrassegnato con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto: è disponibile in più di 56 misure differenti e punta su prestazioni ed efficienza. La bassa resistenza di rotolamento permette di diminuire il consumo di carburante (fino a 0,21 l/100km) e di energia elettrica (fino a 30 km in più di autonomia) e di ridurre le emissioni di CO2 di 174 kg prendendo in considerazione l’intero ciclo vita.

Pilot Sport EV fa rendere di più le auto elettriche

Michelin Pilot Sport EV nasce per accrescere le prestazioni dinamiche delle auto sportive a batteria senza intaccare i livelli di autonomia. È stato messo a punto grazie all’esperienza della Formula E ed è in vendita in oltre 16 misure, da 18 a 22 pollici. La tecnologia ElectricGrip Compound è una delle innovazioni dello pneumatico premium: si tratta dell’impiego di una mescola più dura nella parte centrale del battistrada e una più efficiente sulla spalla al fine di contenere il consumo di energia nelle distanze più lunghe e consentire un chilometraggio maggiore.

Case produttrici più attente all’ambiente

Michelin non è sola. Anche gli altri produttori più importanti di pneumatici, già da diversi anni, sono impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale, con la graduale eliminazione degli oli aromatici usati nella composizione della mescola che sono stati sostituiti con amalgamanti di origine naturale. Questa tecnica è stata usata per la nuova generazione di Michelin Energy Saver, per i nuovi Cinturato Pirelli e i modelli stradali di Yokohama.

Accanto all’utilizzo di materie di origine naturali, le aziende produttrici sono impegnate in prima linea in attività agricole come la coltivazione di caucciù, spesso caratterizzata da disboscamento selvaggio o coltivazione intensiva, progetti di riforestazione e salvaguardia delle riserve naturali. Il rinfoltimento delle aree verdi è una delle azioni più efficaci per centrare l’obiettivo della neutralità nelle emissioni di CO2. È impossibile cancellare le emissioni dalle attività produttive, ma possono essere bilanciate piantando alberi che durante il naturale ciclo vita assorbono quantità corrispondenti a quelle prodotte dagli stabilimenti.

Le auto che non vedremo più: Renault Zoe

Renault Zoe (MY 2020): prezzo, dimensioni e caratteristiche

È arrivato il momento dei saluti per la Renault Zoe, giunta alla seconda generazione. L’utilitaria del brand francese, una delle prime vetture elettriche europee, si congederà senza un’erede diretta. Per il momento resta ancora in vendita, ma alla fine sarà sostituita dalle nuove Renault 4 e Renault 5, entrambe elettriche, che dovrebbero arrivare tra il 2024 e il 2025. Non c’è una data precisa per l’uscita di scena di Zoe, fresca di restyling, ma la citycar che è stata l’auto elettrica più venduta in Europa nel 2015 e nel 2016, non rientra nei piani futuri di Renault.

L’annuncio è stato fatto da Fabrice Cambolive, chief operating officer della casa francese, che ha ribadito la futura strategia del marchio, basata su nuovi modelli a batteria che si affiancheranno ad altri ibridi. Renault 4, Renault 5, Scenic e Megane saranno le auto elettriche che avranno il compito di soddisfare le esigenze degli automobilisti per quanto riguarda la fascia media. Successivamente arriveranno le nuove compatte, che prenderanno il posto delle attuali Twingo e Zoe.

Renault Zoe esterni

La storia inizia nel 2012

L’avventura di Renault Zoe comincia undici anni fa, quando la casa francese decise di produrre una versione elettrica della Clio. Anche se in realtà il progetto parte da più lontano, dal 2005 per la precisione, con un prototipo a benzina poi convertito in elettrico con il concept svelato nel 2009. L’anno seguente arriva Zoe Preview, che anticipa la versione definitiva soprattutto nell’estetica. La Zoe di serie viene presentata al Salone di Ginevra del 2012. È omologata per 5 persone e l’abitacolo, la struttura e altri particolari come il sistema multimediale R-Link a tablet, derivano dalla Clio IV. Il bagagliaio ha una capacità di 338 litri, che diventano 1.225 abbattendo lo schienale posteriore.

La prima Zoe è dotata di motore elettrico sincrono da 88 CV e 220 Nm di coppia massima alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio e manganese ricaricabili con la presa elettrica di casa da 3 kW in 6-9 ore; con le colonnine di ricarica da 22 kW che impiegano un’ora per ricaricare le batterie all’80% e con le colonnine da 43 kW che in mezz’ora garantiscono una ricarica all’80%. Zoe raggiunge la velocità massima di 135 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 13,5 secondi.

La seconda serie nel 2019

Nel giugno del 2019 arriva la nuova versione restyling, denominata anche Zoe II, anche se è più un profondo aggiornamento che una seconda generazione vera e propria. Le principali novità estetiche sono le nuove linee del cofano e dei paraurti, l’adozione della tecnologia a led per i fari e una calandra con nuovo logo più grande. Sul piano tecnico arrivano la batteria da 52 kWh e la presa di ricarica rapida in CCS Combo fino a 50 kW. Nell’abitacolo le plastiche rigide lasciano il posto a materiali più morbidi ed ecocompatibili e arriva il gruppo plancia-cruscotto simile a quello della Clio V lanciata poco prima. Due le motorizzazioni disponibili: una da 108 CV e una da 135 CV, che raggiunge i 140 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi.

Renault 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 20

Renault 4 e Renault 5

Come detto Zoe sarà sostituita dalle due nuove vetture elettriche. Renault 5 dovrebbe arrivare l’anno prossimo. Sarà sviluppata su una nuova declinazione della versatile piattaforma CMF, la CMFB-EV dedicata ai modelli di segmento B ed elettrici. La base flessibile permette di ottimizzare progettazione e materiali per un contenimento del 30% dei costi rispetto a Zoe. La nuova auto elettrica avrà un motore anteriore e batterie da 400 V di nuovo tipo, meno ingombranti e più leggera del 15% rispetto a quelle di Zoe e con una densità energetica migliore. Il debutto di Renault 4 dovrebbe avvenire nel 2025 come suv di segmento B, con linee squadrate e regolari e il posteriore inclinato ispirato alla R4 originale. Nascerà sulla stessa piattaforma della Renault 5 e dovrebbe montare una batteria da 42 kWh con autonomia di circa 400 km.

L’antivirus diventa obbligatorio anche sulle auto

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 3

Le automobili di ultima generazione sono sempre più ricche di contenuti tecnologici, proprio come un computer o uno smartphone. E proprio come i due dispositivi, che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana, ricevono aggiornamenti OTA (over-the-air, da remoto) che le rendono vulnerabili ad attacchi informatici, con conseguenti pericoli per automobilisti e passeggeri. Per evitare di cadere nelle mani degli hacker e salvaguardare la sicurezza di tutti, la Commissione europea ha approvato due regolamenti, il n. 155 e il n. 156, che hanno l’obiettivo di uniformare la protezione “anti-virus” delle vetture.

Gli Stati membri e quindi le istituzioni e le case automobilistiche europee sono tenute al rispetto dei regolamenti europei, senza poterli modificare e per questo decisione ha suscitato più di un interrogativo nei vari soggetti coinvolti nella filiera automotive. I due provvedimenti, che contengono “disposizioni uniformi sull’omologazione dei veicoli in materia di sicurezza informatica e sistema di gestione della sicurezza informatica”, sono già in vigore per i nuovi modelli presentati dal luglio dello scorso anno e saranno obbligatori per tutte le vetture prodotte dal luglio del 2024.

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Nuove regole per auto sicure come i computer

I due nuovi regolamenti pretendono che siano riscritte numerose parti del codice di controllo interno di gestione del sistema, al fine di evitare l’entrata di malaware nel sistema informatico dei veicoli. Oltre a questo si aggiungono anche nuovi interventi nella fornitura di aggiornamenti software continui e sicuri, nella gestione dei rischi informatici delle automobili perfino nella catena di approvvigionamento dei materiali e nel rilevamento da parte delle case automobilistiche di eventuali violazioni di sicurezza nelle flotte. Una banco di prova decisamente impegnativo per il settore automotive.

I dubbi delle aziende informatiche

La sicurezza informatica è al centro dei progetti dei vari costruttori, sempre alla ricerca di nuove soluzioni per evitare spiacevoli inconvenienti e attacchi hacker. In linea di massima le aziende di software si dicono favorevoli alle nuove misure, anche se restano alcune perplessità sui due regolamenti europei. L’implementazione degli attuali sistemi informatici richiede lo stanziamento di ingenti capitali sia da parte dei costruttori di auto che dalle imprese che producono software e chip. Nei giorni scorsi i due colossi Bosch e Continental hanno dichiarato all’agenzia di stampa Reuters che le vetture attuali possiedono mediamente 100 milioni di righe di codice di software per la gestione dei sistemi automatici e il funzionamento del powertrain. Con i nuovi regolamenti tutti questi dati andranno attentamente analizzati ed, eventualmente, riscritti da zero; operazione che richiede un grande esborso economico da parte delle case automobilistiche che, per rientrare della spesa, saranno costrette ad alzare i prezzi delle vetture andando a penalizzare gli automobilisti.

Alla fine Mathias Dehm, chief product security and privacy officer di Continental, approva le richieste della Commissione europea, anche se riconosce che richiedono notevoli sforzi. “Cinque anni fa non c’erano nessuno standard o regolamento realmente internazionale in questo campo. Ma adesso con una chiara regolamentazione dell’UNECE e anche dello standard internazionale ISO/SAE 21434, l’industria dispone di una guida migliore per garantire un livello comune di sicurezza informatica in tutto il settore” le sue dichiarazioni alla Reuters.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 1

E quelli delle case automobilistiche

Le case automobilistiche, ovviamente, esprimono qualche perplessità in più rispetto ai produttori di software. Il Ceo del gruppo Volkswagen, Thomas Schafer, ha rivelato all’agenzia Reuters che la citycar elettrica e-UP! non sarà più prodotta da metà del prossimo anno. “Per continuare a fabbricarla avremmo dovuto integrare un’architettura elettronica totalmente nuova, con costi troppo elevati. Per questo abbiamo deciso di sviluppare subito una nuova auto”. Eric Dequi, esperto di sicurezza informatica del gruppo Stellantis, invece è contento dei nuovi regolamenti europei, visto che gli aggiornamenti OTA hanno bisogno di tecnologia avanzata per essere al sicuro dagli attacchi informatici.

Mercato auto: maggio 2023

Jeep Avenger: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16

Un altro mese con andamento positivo per il mercato italiano dell’auto. A maggio, concluso da poco, le immatricolazioni di vetture nuove sono state 149.411, il 23,1% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Le auto nuove vendute nei primi cinque mesi del 2023 ammontano a 702.339 unità, con un aumento del 26,1% rispetto al periodo gennaio-maggio 2022. Quando si mettono a confronto le cifre attuali con quelle dello scorso anno, bisogna sempre ricordare che la fase iniziale del conflitto in Ucraina e la crisi delle materie prime hanno influito negativamente sulle vendite di inizio 2022, messe a dura prova dallo stop alla produzione e dai notevoli allungamenti dei tempi di consegna.

Benzina e diesel le più vendute

Le auto a benzina continuano a essere le preferite dagli automobilisti italiani: recuperano qualche decimale e arrivano al 28,6%, con 27,8% nel cumulato dell’anno. Leggero aumento anche per il diesel, 19,5% e 19,6% nei primi 5 mesi del 2023. Il Gpl si porta fino all’8,4% (8,8% dall’inizio dell’anno); mentre il metano, con lo 0,1%, è praticamente scomparso.

Ancora numeri bassi per le vetture elettriche, che non vanno oltre il 4,1% (3,7% nel cumulato). Fanno leggermente meglio le plug-in con il 4,7% (4,5% tra gennaio e maggio); mentre le auto ibride aumentano fino al 34,7%, con questa suddivisione: 10,3% per le full hybrid e 24,4% per le mild hybrid.

Jeep Avenger: prezzo, dimensioni e caratteristiche 17

Le auto benzina più vendute a maggio 2023

  • Jeep Avenger (2.624)
  • Dacia Sandero (1.946)
  • Peugeot 208 (1.888)
  • Volkswagen T-Roc (1.784)
  • Peugeot 2008 (1.671)
  • MG ZS (1.663)
  • Opel Corsa (1.537)
  • Volkswagen T-Cross (1.478)
  • Fiat 500X (1.471)
  • Volkswagen Polo (1.354)

Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 15

Le auto diesel più vendute a maggio 2023

  • Peugeot 3008 (3.305)
  • Fiat 500X (1.436)
  • Volkswagen Tiguan (1.258)
  • Volkswagen T-Roc (1.237)
  • Peugeot 2008 (1.090)
  • Audi Q3 (1.053)
  • Jeep Renegade (993)
  • Jeep Compass (840)
  • Peugeot 5008 (704)
  • Alfa Romeo Tonale (693)

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto Gpl più vendute a maggio 2023

  • Dacia Sandero (3.305)
  • Renault Captur (1.497)
  • Dacia Duster (1.438)
  • DR 4.0 (821)
  • Renault Clio (698)
  • Fiat Panda (614)
  • DR 6.0 (450)
  • Dacia Jogger (406)
  • Kia Sportage (403)
  • Kia Stonic (390)

Volkswagen Polo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 36

Le auto a metano più vendute a maggio 2023

  • Volkswagen Polo (19)
  • Skoda Octavia (15)
  • Seat Arona (14)
  • Seat Leon (14)
  • Audi A3 (10)
  • Seat Ibiza (10)
  • Volkswagen Golf (6)
  • Lancia Ypsilon (5)
  • Volkswagen Up! (1)
  • Audi A4 (1)

Fiat Panda: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Le auto ibride più vendute a maggio 2023

  • Fiat Panda (7.054)
  • Lancia Ypsilon (4.309)
  • Toyota Yaris Cross (3.464)
  • Ford Puma (3.379)
  • Toyota Yaris (2.993)
  • Fiat 500 (1.951)
  • Kia Sportage (1.429)
  • Nissan Qashqai (1.293)
  • Suzuki Ignis (1.253)
  • Hyundai Tucson (1.220)

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e prova su strada 3

Le auto plug-in più vendute a maggio 2023

  • Jeep Compass (665)
  • Jeep Renegade (652)
  • Volvo XC40 (644)
  • Ford Kuga (576)
  • Lynk & Co. 01 (425)
  • Volvo XC60 (356)
  • BMW X1 (302)
  • MINI Countryman (289)
  • Cupra Formentor (246)
  • Alfa Romeo Tonale (206)

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute a maggio 2023

  • Tesla Model Y (727)
  • Tesla Model 3 (661)
  • Fiat 500 (516)
  • smart fortwo (390)
  • Opel Corsa (366)
  • MG4 (347)
  • Peugeot 2008 (233)
  • Peugeot 208 (180)
  • Volkswagen ID.4 (173)
  • Volkswagen ID.5 (171)