Mazda 3 Sedan: prezzo, dimensioni e scheda tecnica

Mazda 3 Sedan: prezzo, dimensioni e scheda tecnica 5

La versione berlina della Mazda 3 prende il nome di Sedan. Rispetto alla “gemella” a due volumi si caratterizza per la presenza del terzo volume nella parte posteriore. Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche e le dotazioni base si tratta praticamente della stessa auto che si distingue per l’alto livello di qualità percepita, unito ad una buona dinamica di guida. Disponibile soltanto con motori a benzina mild-hybrid, l’auto può anche ospitare sotto il cofano l’innovativo propulsore Skyactiv-X da 186 CV, un’unità tecnologicamente all’avanguardia, fiore all’occhiello degli ingegneri Mazda.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Mazda 3 Sedan:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 450 litri
 Alimentazioni Benzina MHEV
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 122/90
 Prezzo (da) 28.250 €
INDICE
Novità 2023
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Arriva la nuova generazione della Mazda 3: il MY 2023 è già a listino con diverse novità. Viene rivista la gamma di allestimenti, ora composto da due opzioni, ma l’auto è stata anche dotata di nuove tecnologie. Il principale cambiamento nelle dotazioni è a livello di infotainment, visto che debutta anche su questo modello il touchscreen da 10,25″. Ma in plancia si trovano anche delle nuove prese USB-C, così come è possibile dotare l’auto di un caricatore wireless per il telefono.

La nuova Mazda 3, poi, fa anche il pieno di dispositivi di sicurezza: vengono aggiornati il sistema di rilevamento della stanchezza e il cruise control adattivo, con funzione di rilevamento di ciclisti e pedoni più precisa. Nulla cambia, invece, sul fronte motori, con potenze che variano dai 122 ai 186 CV e prezzi che partono da 27.750 €.

Le dimensioni della Mazda 3 Sedan sono quelle tipiche del segmento delle berline medie, con una lunghezza di 4,66 metri e un passo molto generoso pari a oltre 2,7 metri. Per questo, ancora più che nella Hatchback, i passeggeri del divano posteriore hanno spazio a sufficienza. Il bagagliaio della berlina, inoltre, ha una capienza di 450 litri, quasi 100 in più rispetto alla 2 volumi.

Dimensioni
Lunghezza 4.660 mm
Larghezza 1.795 mm
Altezza 1.440 mm
Passo 2.725 mm

Mazda MX-5

Aprendo le portiere di Mazda 3 Sedan ci troviamo immersi in un’ambiente elegante e curato, che in termini di qualità non ha nulla da invidiare alle “solite” tedesche. La grande plancia ospita al centro il nuovo schermo touch da 10,25″ pollici del sistema di infotainment che assicura la compatibilità con i protocolli Apple CarPlay e Android Auto. Gli interni in tessuto nero di serie sono poi sostituibili su richiesta con pelle nera.

Dietro il volante multifunzione in pelle troviamo poi il cruscotto digitale TFT da 7 pollici e l’Head Up Display capace di proiettare informazioni sul parabrezza. A proposito del comfort, dietro i passeggeri sono accolti da un ambiente leggermente più luminoso rispetto a quello della sorella a due volumi. Inoltre, con l’ultimo MY di Mazda 3, a bordo sono stati introdotti dei nuovi ADAS di ultima generazione, come il radar con riconoscimento pedoni e ciclisti o il nuovo sistema di rilevamento della stanchezza del conducente.

Mazda 3 Sedan rinuncia al design accattivante del montante posteriore visto sulla hatchback ma mantiene comunque un carattere deciso e dinamico. Il design è particolarmente definito, soprattutto nell’anteriore, con linee nette e sportiveggianti. Grazie ai pacchetti Appearance e Design si può rendere poi questa berlina ancora più personale: il primo integra i fari a matrice di Led, mentre il secondo include rivestimenti in pelle e cerchi specifici.

Il posteriore poi, rispetto alla “gemella” a due volumi, presenta un disegno più equilibrato, con la coda che si connette in maniera fluida al resto della carrozzeria. Anche con questo terzo volume, la silhouette di questa vettura è slanciata e filante. Scegliendo l’allestimento Exclusive Line, infine, si segnala la possibilità di montare cerchi in lega da 18 pollici con finitura cromata.

Mazda MX-5

La gamma propulsori di Mazda 3 Sedan comprende due unità differenti: la 2.0 e-Skyactiv G e la 2.0 e-Skyactiv X. La prima è dotata di tecnologia mild-hybrid ed è offerta in due livelli di potenza, da 122 CV o da 150 CV.  La seconda, invece, è offerta in un’unica variante da 186 CV. Proprio quest’ultima presenta un funzionamento particolare che, come accennato, è frutto dell’innovazione tecnologica di Mazda. Lo Skyactiv-X alimentato a benzina, infatti, funziona nella gran parte delle situazioni con il medesimo rapporto di compressione che è possibile trovare sui motori diesel. Questa scelta aiuta a ridurre decisamente i consumi, aumentando l’efficienza. L’opzione del cambio automatico, infine, è disponibile solamente per i due propulsori più potenti, mentre la trazione è unicamente sulle ruote anteriori.

Sul fronte consumi ed emissioni, la Casa giapponese dichiara che il fabbisogno del 2.0 Skyactiv-G, in entrambi i livelli di potenza da 122 e 150 CV, è di circa 6,1-6,5 l/100 km. Cifra che si traduce in un livello di emissioni di CO2 pari a 136-147 g/km. D’altra parte, per quanto concerne la motorizzazione Skyactiv-X da 186 CV, i consumi si attestano sui 5,8-6,3 l/100 km, i quali lievitano fino ai 6,2-6,9 l/100 km nel caso in cui si opti per la trazione integrale.

Gli allestimenti disponibile per la Mazda 3 Sedan sono due:

  • Prime Line: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma.
  • Exclusive Line: si sale di livello con cerchi in lega da 18″ e clima automatico.

Prime Line: offre di serie cerchi in lega da 16″, radio DAB con 6 altoparlanti e USB-C, Mazda Connect con display da 8,8 pollici, Apple CarPlay wireless e Android Auto, Head Up Display, climatizzatore manuale, interni in tessuto nero, volante multifunzione e pomello del cambio rivestiti in pelle, alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata, sensore luci/pioggia, sensori di parcheggio posteriori, cruise control adattivo, sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, sistema di rilevazione pericolo in uscita parcheggio posteriore.

Exclusive Line: cerchi in lega da 18″ grigi, clima automatico bi-zona, retrovisore interno fotocromatico, sensori parcheggio anteriori, Smart Key, specchietti retrovisori esterni ripiegabili e riscaldabili elettricamente con oscuramento automatico.

  • Equipaggiamento: gli allestimenti sono tutti completi e ricchi di elementi tipici dei modelli premium, con vari utilizzi di materiali di alta qualità.
  • Sicurezza: danti i dispositivi di ausilio alla guida disponibili di serie.
  • Estetica: caratterizzata da un design molto personale, l’auto rappresenta una valida alternativa alle “solite” tedesche.

Ecco il listino prezzi della Mazda 3 Sedan aggiornato ad giugno 2023.

 Mazda 3 Sedan benzina MHEV
Prezzo
 2.0 Skyactiv-G 122 CV MT6 Hybrid Prime Line 28.250 €
 2.0 Skyactiv-G 150 CV MT6 Hybrid Prime Line 28.750 €
 2.0 Skyactiv-X 186 CV MT6 Hybrid Prime Line 30.550 €

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Mazda MX-5

Lancia Ypsilon: acquisto o finanziamento?

Lancia Ypsilon: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14

Lo scorso anno Lancia Ypsilon è stata la seconda vettura più venduta in assoluto in Italia. Lo scorrere del tempo non ha tolto fascino e appeal all’auto di segmento B, nata nel 2003 e prodotta nella seconda generazione dal 2011, che continua a riscuotere grande successo soprattutto tra il pubblico femminile. Prima di cambiare pelle e posizionamento sul mercato nel prossimo futuro, la piccola auto italiana fa un salto di qualità per quanto riguarda la tecnologia di bordo e altri particolari.

Con l’ultimo aggiornamento, infatti, debuttano nell’abitacolo della Lancia Ypsilon il caricatore wireless per smartphone, lo schermo touch da 7 pollici con Apple CarPlay e Android Auto e la telecamera posteriore. Arrivano anche nuovi colori, come il verde rugiada, e gli interni si arricchiscono di rivestimenti blu per plancia e pannelli porta, a cui si aggiungono inserti verdi su cambio, volante e cornici delle bocchette del climatizzatore. Il cruscotto è dotato di nuova interfaccia e i sedili in Seaqual Yarn sono rivestiti in plastica riciclata proveniente dal mar mediterraneo. L’ultimo restyling ha portato novità soprattutto nel frontale, dove spicca la nuova calandra con una diversa trama e listelli cromati verticali. Rinnovati i gruppi ottici, con le calotte che ospitano anche le luci diurne a led.

Le motorizzazioni

La Ypsilon è disponibile nella versione benzina e GPL e in quella ibrida. Il bi-fuel monta un 1.2 GPL da 69 CV che consuma 7,6-7,7 l/100 km quando si viaggia a GPL e 6,1-6,2 l/100 km quando si procede a benzina; mentre la elettrificata è dotata di tecnologia mild-hybrid con la versione aggiornata del tre cilindri 1.0 FireFly da 70 CV che consuma solo 4,8-4,9l/100 km. Per quanto riguarda la Ypsilon a GPL, Lancia dichiara un risparmio di circa 700 euro su una percorrenza annua di 15mila km.

Lancia Ypsilon Black and Noir esterni

Disponibile in sei allestimenti

La piccola utilitaria italiana viene fornita in sei allestimenti, per soddisfare al massimo le esigenze degli automobilisti. Silver è la versione di accesso alla gamma e offre fari con DRL led, climatizzatore manuale, autoradio con DAB+ e comandi al volante, ABS, EBD, ESC con Hill Holder, TPMS, airbag guidatore, passeggero e laterali, sedile posteriore sdoppiato, sedile guida e volante regolabili in altezza. Silver Plus aggiunge rispetto a Silver alcuni optional come i cerchi style da 15”, l’omologazione quinto posto e sedile posteriore sdoppiato 60/40, gli specchietti retrovisori esterni con comando elettrico e la regolazione lombare del sedile guida.

La versione Ecochic GPL propone la radio 7” touchscreeen con Apple Car Play e Android Auto Wireless, la telecamera posteriore, il caricatore senza fili per smartphone e i cerchi style da 15”. Con Gold abbiamo in più rispetto a Silver Plus la radio con schermo touch da 7” e connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, inserti specifici per gli interni, specchietti elettrici, terminale di scarico cromato, sensori di parcheggio, fendinebbia, volante e cuffia del cambio in pelle. Gold Plus garantisce la radio con schermo touch da 7” e connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, il caricatore senza fili, i cerchi in lega da 15” diamantati bruniti e la telecamera posteriore con sensori di parcheggio posteriori. Infine l’allestimento Alberta Ferretti, messo a punto in collaborazione con l’omonima stilista, offre cerchi in lega 15” nero diamantato, dettagli interni ed esterni rose gold con logo Alberta Ferretti, appoggiatesta posteriori, vernice pastello bianco neve, volante e cuffia del cambio in pelle, radio con schermo touch da 7” e connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto.

Lancia Ypsilon mild hybrid Gold a 16.800 euro

La promozione Lancia Più sulla 1.0 FireFly mild hybrid in allestimento Gold fa abbassare il prezzo di listino di 19.000 euro a 16.800 euro senza finanziamento, o fino a 15.000 euro con il finanziamento, sempre consegnando una vettura da rottamare. Versando l’anticipo di 2.700 euro, le rate mensili da pagare sono 35 da 189 euro (TAN 7,99%, TAEG 10,35%), spese di incasso incluse. La maxi rata finale è pari a 8.782 euro, con un massimo di 30.000 km e 0,10 euro per ogni chilometro percorso in più, da versare in caso di restituzione o sostituzione. La cifra include anche l’assicurazione pneumatici e la polizza cristalli. Chi acquista la Ypsilon on-line dal sito ufficiale Lancia, ha diritto a due anni di estensione di garanzia in più.

Auto berlina a 5 porte: tutti i pregi e i difetti

Hyundai i30: prezzi, dimensioni e caratteristiche 21

La berlina a 5 porte si differenza dalla classica a quattro per la presenza di una quinta porta (o portellone) che include anche il lunotto, al posto del baule. Questo tipo di auto ha l’obiettivo di soddisfare al massimo le esigenze della clientela, dando alle berline la funzionalità tipica delle station wagon (o quasi). È la configurazione maggiormente diffusa, in quanto abbina massimo sfruttamento dello spazio interno e compattezza, due caratteristiche molto apprezzate dagli automobilisti.

Le auto a due volumi possono essere anche a 3 porte, ma la minor praticità sta portando alla loro scomparsa. La berlina a due volumi, detta anche hatchbak dall’unione delle parole inglesi hatch (portellone) e back (posteriore), nasce in Francia alla fine degli anni ’30, con una versione particolare della Citroen Traction Avant e si diffonde oltralpe negli anni ’60, grazie a modelli come la Renault 16 e la Simca 1100. Negli anni ’70, invece, si registra un aumento di vetture a due volumi di piccola cilindrata come Renault 5 e Fiat 127 e, con il passare degli anni, questa configurazione sarà la più usata a livello mondiale anche per auto di piccola e media cilindrata, a partire dalla Fiat Ritmo e dalla Volkswagen Golf, per arrivare ai giorni nostri.

Volkswagen Golf 8: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14

Carico più agevole, ma inferiore alle 4 porte

In una berlina a 5 porte il bagagliaio e l’abitacolo sono racchiusi in un blocco unico e separati soltanto dai sedili e dalla cappelliera. Grazie a questa conformazione è più facile caricare oggetti ingombranti e all’occorrenza sfruttare anche l’abitacolo abbattendo una o più porzioni del sedile posteriore che solitamente è diviso almeno in due parti.

Questa possibilità non si traduce necessariamente in più spazio: confrontando i dati dei pochi modelli di auto che hanno sia la versione a 4 che a 5 porte, notiamo come la prima abbia un volume base superiore e, in particolare, una più ampia superficie di carico, anche se con versatilità maggiormente limitata. La vettura a due volumi ha altri vantaggi: ingombri più contenuti e un lunotto più grande oltre il quale la carrozzeria sporge molto poco.

Il peso e il prezzo dipendono dai modelli

Contrariamente a quanto si possa pensare, non sempre una vettura con il portellone è più economica dell’elegante berlina a 4 porte: il prezzo dipende dalle scelte delle case automobilistiche e dalla versione che intendono valorizzare. Quello che non cambia, invece, è la maggior efficienza delle vetture a tre volumi, dovuta soprattutto alla migliore aerodinamica, con risparmi mediamente di almeno 0,1-0,2 litri ogni 100 km.

Peugeot 308: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10

I pregi delle berline a 5 porte

I punti di forza di queste auto sono gli ingombri contenuti; la maggiore praticità nel carico, compresi gli animali e, salvo casi particolari, il prezzo più accessibile.

I difetti delle berline a 5 porte

Le berline a 5 porte hanno una superficie di carico limitata rispetto a quelle a 4 porte e non hanno il bagagliaio isolato dall’abitacolo. Infine, l’efficienza nei consumi è lievemente inferiore alle “sorelle” a tre volumi.

Auto divenute icone: Peugeot 205

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La Peugeot 205 rappresenta una pagina fondamentale nella storia della casa automobilistica francese. La piccola 205, che ha compiuto da poco 40 anni, ha avuto il merito di risollevare le sorti del marchio, alle prese con problemi di natura economica e commerciale. La 205 ha preso il posto della 104 ed è stata simbolo di modernità e pioniera delle successive city car di successo del Leone, segnando una rottura con il passato. Già nelle idee dei costruttori doveva rappresentare una svolta: un nuovo modello che non esisteva nel mercato automobilistico, un’utilitaria che sarebbe stata molto più di una city car.

Con questi presupposti nasce questa piccola auto polivalente, a proprio agio sia in città che fuori dai contesti urbani, capace di trasportare una piccola famiglia, pur avendo prezzi accessibili. Ripercorriamo le tappe più importanti di questo modello iconico, prodotto dal 1983 al 1998, che ha avuto un successo senza precedenti nella storia del marchio francese, con oltre cinque milioni di esemplari venduti, prima di lasciare il testimone alla 206.

L’auto della svolta

La nascita della Peugeot 205 è una delle più complesse nella storia di Peugeot, che alla fine degli anni ’70 deve fare i conti con difficoltà economiche e finanziarie. Dopo il pesante investimento per l’acquisizione di Citroen e la definizione dell’acquisto del pacchetto Chrysler Europa che comprende Simca e Talbot, il marchio francese è alle prese con il flop dell’ammiraglia 604 e il calo di vendite della 104, messa alle strette dalla Renault 5

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In un contesto come questo, non ci sono dubbi che l’erede della 104 avrà la responsabilità di risollevare le sorti del marchio e, di conseguenza, non sono ammessi errori. Con un budget contenuto, bisogna creare una vettura funzionale, versatile, piacevole ma al tempo stesso di qualità in modo da sbaragliare la concorrenza. La necessità di accrescere le dimensioni, ma senza uscire dal settore utilitarie, porta Peugeot a spostare il modello dalla Serie 100 (al principio l’idea era di chiamarla 105) alla 200, che si è fermata con l’ultima 204 nel 1976.

L’esordio a inizio 1983

Il progetto subisce vari aggiornamenti, a seconda delle tendenze del mercato, fino a quando gli ingegneri coordinati da Paul Bracq trovano quella che ritengono la formula perfetta, ottenuta anche grazie alla progettazione computerizzata, una novità assoluta. La 205 esordisce a inizio 1983 e colpisce subito per l’estetica e la maneggevolezza: è lunga 3,71 metri, 10 cm più della 104, ma è anche più larga (1,58 metri) e moderna nelle linee, con grandi fari rettangolari sul frontale e nel posteriore un portellone dalle forme tonde con i fanali uniti dal pannello di plastica zigrinata. La trazione è anteriore, come nella 104, ma la scocca è zincata e il telaio presenta più cura per il comfort e una insonorizzazione migliore. Le forme semplici degli interni, unite alla strumentazione ricca per una piccola utilitaria, contribuiscono all’immediato successo della 205, anche tra il pubblico femminile.

Si parte con quattro motorizzazioni

All’inizio le motorizzazioni sono quattro: l’XV 950 da 45 CV, l’XW 1.1 da 50 CV a cui si aggiungono due varianti del 1.4 XY da 60 e 80 CV, con cambi manuali a quattro o cinque rapporti e freni a disco sulle ruote anteriori e tamburi in quelle posteriori. In un primo momento la carrozzeria è a cinque porte con cinque livelli di allestimento, da quello base ai GL e GR, SR e GT, disponibile con il motore più potente. Alla fine del 1983 si aggiunge anche il motore diesel aspirato 1.8 da 60 CV.

Auto divenute icone: Peugeot 205

Gli equipaggiamenti sportivi veri e propri arrivano con la variante a tre porte che debutta nel 1984 portando la prima 205 GTI, alimentata da un 1.6 della famiglia XU con iniezione elettronica Bosch L-Jetronic, a una potenza iniziale di 105 CV poi aumentata a 115. Le prestazioni sono notevoli: raggiunge i 190 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in meno di 10 secondi.

I trionfi nei rally e le nuove versioni

La 205 ha un ruolo chiave nella strategia di Peugeot, che coinvolge anche il reparto sportivo. Viene assemblata anche una versione da rally per gareggiare nel Gruppo B, a cui si aggiunge una versione stradale prodotta in 200 unità. Confrontata con altri modelli, sembra più simile alla vettura alla quale si ispira, anche se telaio e meccanica sono diversi, il motore centrale è un 1.8 sovralimentato a trazione integrale, per una potenza limitata a 200 CV; mentre quelle da competizione arrivano a 600 CV.

Auto divenute icone: Peugeot 205 1

I successi sportivi, due mondiali rally vinti nell’85 e ’86 e il trionfo alla Parigi-Dakar nel 1987 e 1988, contribuiscono ad accrescere la popolarità della 205 e spingono Peugeot a commercializzare anche la GTI 1.9 da 130 CV e oltre 200 km/h. Il nuovo “bolide” debutta a fine 1985, dopo il potenziamento della 1.6 e l’esordio della 205 cabriolet, disegnata e assemblata da Pininfarina. Sempre nel 1985 la gamma si amplia con la versione Van, con il portellone ridisegnato per aumentare il volume utile, come nell’analoga Fiat Panda, a cui segue, l’anno successivo, il primo cambio automatico, proposto con il motore 1.6 in una versione a carburatori da soli 80 CV.

Due restyling prima dei saluti

Il primo aggiornamento, datato 1987, riguarda solo interni e motori, con i 1.1 e 1.4 che aggiungono alcuni CV. Arrivano le serie e i modelli speciali come la Open, che monta il 1.6 a carburatori della Automatic, e la Rally, che diventa la base per le competizioni: ha un 1.3 a carburatori con potenza base di 103 CV. Nell’89 il modello base viene chiamato Junior e arriva un altro piccolo potenziamento per 1.1 e 1.4. Il 1990 è l’anno del rinnovamento estetico vero e proprio: cambiano le plastiche degli indicatori di direzione e dei fanali posteriori, mentre tra i propulsori debutta una versione turbo del diesel 1.8, con 78 CV.

Nel 1991 debutta la 106, più piccola e più moderna, che però non toglie spazio alla 205, che durerà per altri sette anni. In questo periodo la 205 riceve altri aggiornamenti come la versione Gentry, con il 1.9 della GTI ridimensionato a 105 CV che viene adottato anche dalla cabriolet CTi. Con l’introduzione del catalizzatore e dell’iniezione, i motori più piccoli ottengono qualche CV in più; al contrario dei più potenti 1.9 che vengono ridotti a 102 e 122 CV. Tra il ’93 e il ’96 la gamma si assottiglia e adotta allestimenti unificati come lo Style. La 205 resta in vendita fino al 1998, prima di salutare dopo quasi 5,3 milioni di unità prodotte. La sua eredità viene raccolta dalla 206, che bisserà il successo dell’antenata con oltre 8 milioni di esemplari.

Le auto che non vedremo più: Audi R8

Dopo 16 anni di onorata carriera e due generazioni è arrivato il momento dei saluti per la Audi R8. La vettura di punta del marchio tedesco va in pensione, congedandosi in grande stile con la versione speciale GT (che si affianca nei listini alla Performance), l’auto a trazione posteriore più potente mai prodotta dalla casa di Ingolstadt. Insieme al bolide a due posti cala il sipario anche sul possente motore V10, con Audi che sta concentrando gli sforzi sulla produzione di una supercar 100% elettrica che avrà un nome completamente nuovo. La strategia aziendale è delineata da tempo con il progressivo abbandono dei propulsori a combustione a favore di quelli a zero emissioni e, se tutto andrà come previsto, l’erede a batteria della R8 dovrebbe arrivare sul mercato nel 2025.

Più aggressiva che mai per il ballo finale

La nuova R8 Coupé GT è stata prodotta in edizione limitata, solo 333 unità, la maggior parte delle quali riservate al mercato statunitense, canadese e cinese. Per l’Italia sono previsti solo due esemplari, già venduti. L’ultima supercar di Audi deriva dalla versione Performance, a cui è stata aggiunta più “cattiveria”: la potenza del V10 da 5,2 litri aspirato passa da 570 a 620 CV, con la coppia massima erogata che aumenta da 550 a 565 Nm da 6.400 a 7.000 giri/minuto e limitatore sistemato a 8.700 giri/min. Il tutto, grazie anche alla riduzione del peso di 20 kg rispetto a Performance (1.570 kg in totale), assicura uno 0-100 in 3,4” (0,3” in meno della Performance), uno 0-200 km/h in 10,1” e una velocità massima di 320 km/h. Il cambio è il classico automatico S tronic doppia frizione a 7 rapporti, con taratura specifica e rapporti leggermente accorciati, che rende ancora più veloci i passaggi da una marcia all’altra.

Audi R8: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13

L’estetica, ovviamente, non può essere da meno. La R8 GT ha un kit aerodinamico in fibra di carbonio dedicato, con splitter, alette laterali, minigonne, estrattore e alettone con supporti a “collo d’oca”. All’interno dell’abitacolo le cinture di sicurezza e le cuciture dei sedili sportivi di colore rosso, si affiancano al nero che è il colore principale. Di serie ci sono impianto audio Bang & Olufsen Sound System e sterzo dinamico, luci Audi Matrix con Audi laser light, cerchi in lega forgiati da 20” specifici con pneumatici semi-slick Michelin Sport Cup 2, impianto frenante carboceramico, assetto sportivo performance con barra antirollio anteriore in alluminio e carbonio misto a poliuretano termoplastico (CFRP).

Una storia di successo nata sulla base della Lamborghini Gallardo

La R8 viene presentata ufficialmente al salone di Parigi il 30 settembre 2006 e, fatta eccezione per il nome e la disposizione a motore centrale, la vettura di serie non ha niente in comune con la famiglia di prototipi da competizione chiamati Audi R8, che sono stati impiegati dal 1999 al 2005 nella 24 Ore di Le Mans e in altre gare di durata.

La supercar a due posti è costruita sulla base della Lamborghini Gallardo, da cui riprende lo schema tecnico/meccanico e la trazione integrale. Al debutto è disponibile soltanto con motorizzazione V8 e cambio manuale da 420 CV e 301 km/h di velocità massima; mentre negli anni successivi adotta il motore V10 Lamborghini e il cambio automatico della Gallardo (525 CV e 316 km/h). Per tutti i modelli la trazione è l’integrale quattro che assicura una guida più divertente privilegiando l’asse posteriore. Le novità principali del restyling del 2013 sono i nuovi fari a led anteriori di serie su tutte le versioni e il nuovo cambio “S-Tronic”.

Nel 2015 arriva la seconda generazione

La seconda generazione viene svelata al salone di Ginevra 2015. È realizzata sulla base della Lamborghini Huracan, dalla quale riprende tutta la meccanica, con motore V10, cambio doppia frizione e trazione integrale permanente. I cambiamenti nel design sono pochi, anche se le linee diventano più spigolose. Rispetto al modello precedente pesa 50 kg in meno, grazie all’impiego di fibra di carbonio e di alluminio per il telaio e parte della carrozzeria. Rispetto alla prima serie non sono più disponibili il cambio manuale e il motore V8.

Le auto che non vedremo più: Audi R8

Il restyling del novembre 2018 porta nuovi nomi: R8 V10 Quattro e R8 V10 Performance. La versione Quattro è dotata di 30 CV in più e arriva a 570 CV e 550 Nm di coppia, accelera da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi e raggiunge i 324 km/h di velocità massima. La versione Performance ha 50 CV, con 620 CV e 580 Nm di coppia, scatta da 0 a 100 km/h in 3,1 secondi (3,2 la Spyder) e arriva a 331 km/h (329 la Spyder). A livello di estetica, i cambiamenti riguardano solo la parte anteriore e posteriore, con una nuova calandra e un nuovo diffusore posteriore.

Il superbollo è costato caro agli automobilisti. Ecco l’analisi di Federcarrozzieri

Ferrari Portofino M: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Il Governo sta lavorando all’abolizione del superbollo e nei giorni scorsi ha depositato un emendamento alla legge delega fiscale. L’iter sta andando avanti, con l’emendamento che verrà preso in esame dalla Commissione Finanze della Camera: salvo ritardi, la tassa che colpisce le vetture con potenza superiore a 185 kW, con il pagamento di 20 euro ogni kW in più, dovrebbe sparire prima della pausa estiva della politica.

Federcarrozzieri, l’associazione nazionale che riunisce le carrozzerie italiane indipendenti, si dice favorevole all’iniziativa del Governo, anticipata nelle scorse settimane dal ministro Matteo Salvini, e svela i numeri del superbollo, dall’entrata in vigore nel 2011 fino a oggi. Stando ai dati pubblicati dall’associazione, la supertassa è costata 1,2 miliardi di euro agli automobilisti italiani, ovvero 100 milioni all’anno. Numeri molto inferiori rispetto alle aspettative del Governo Mario Monti, che introdusse il superbollo (con il DL. n. 98 del 6 luglio 2011) per tassare le auto più potenti.

Una misura iniqua e sbilanciata

Secondo Federcarrozzieri “il superbollo ha provocato pesanti anomalie nel mercato italiano dell’auto: se inizialmente si è assistito a una sensibile riduzione delle nuove immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kW, successivamente si è registrato il proliferare dei ‘falsi leasing’, ovvero autovetture con targa estera fornite in noleggio a clienti italiani, con conseguente mancato versamento del bollo auto, superbollo, e imposte varie”.

L’associazione si sofferma anche su un altro lato negativo della misura. “C’è poi un’altra questione da analizzare, che rende il superbollo una tassa del tutto iniqua e sbilanciata – si legge nel comunicato di Federcarrozzieri – Nelle regioni che non prevedono già esenzioni totali di bollo e superbollo per auto elettriche o ibride, le automobili di nuova generazione e con motori ibridi, pur superando abbondantemente i 185 kW di potenza, non sono tenute al pagamento del balzello. Il superbollo si applica ai soli motori termici, e non alla parte elettrica”.

BMW M3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Dai 140 euro di Toyota Yaris GR agli 8.660 di Ferrari Daytona SP3

Federcarrozzieri ha pubblicato anche l’importo del superbollo di vari modelli che superano i 185 kW: Suv, sportive compatte e supercar. Questa la lista.

  • Alfa Romeo Stelvio (206 kW): 420 euro
  • Aston Martin DBS (533 kW): 6.960 euro
  • Audi S4 Avant TDI (251 kW): 1.320 euro
  • Audi R8 Spyder performance (456 kW): 5.420 euro
  • Bentley Continental GT Convertible (485 kW): 6.000 euro
  • Bmw X6 M Competition (460 kW): 5.500 euro
  • Bmw X3 xDriveM40d (250 kW): 1.300 euro
  • Ferrari 812 Superfast (588 kW): 8.060 euro
  • Ferrari Daytona SP3 (618 kW): 8.660 euro
  • Ford Focus ST (206 kW): 420 euro
  • Hyundai i30 N Performance (206 kW): 420 euro
  • Jaguar F-Type R75 (423 kW): 4.760 euro
  • Jeep Grand Cherokee (200 kW): 300 euro
  • Lamborghini Aventador Ultimae (577 kW): 7.840 euro
  • Range Rover Evoque 2.0 (221 kW): 720 euro
  • Lexus LC V8 (351 kW): 3.320 euro
  • Maserati MC20 (463 kW): 5.560 euro
  • Mercedes A 35 AMG (224 kW): 780 euro
  • Mercedes GT Coupé 4 63 E-Performance AMG S (470 kW): 5.700 euro
  • Mini Clubman John Cooper Works (225 kW): 800 euro
  • Porsche 911 Turbo S (478 kW): 5.860 euro
  • Renault Mégane R.S. (221 kW): 720 euro
  • Toyota Yaris GR (192 kW): 140 euro
  • Volkswagen Golf R (245 kW): 1.200 euro
  • Volvo S60 T8 (228 kW): 860 euro

Acquisto auto o noleggio a lungo termine: tutto quello che c’è da sapere

Acquisto auto o noleggio a lungo termine?

C’è chi è pronto a giurare che l’era del possesso sia finita: sempre di più pagheremo per usare ciò che ci serve quando ci serve evitando di accumulare cose che invecchiano, si rompono, occupano spazio, danno grattacapi. Che i tempi siano maturi anche per l’auto? Ecco tutto ciò che c’è da sapere per scegliere se comprare o noleggiare a lungo termine un veicolo.

INDICE
Promessa zero pensieri
Noleggio a lungo termine: non è un finanziamento e non è un leasing 
A cosa fare attenzione
Poca trasparenza
Se qualcosa va storto
Ma allora conviene o no?

Se ti dicessero che pagando un canone mensile che include un certo chilometraggio annuo (in genere 10-15.000 km) e alcuni servizi aggiuntivi come il bollo, l’Rc auto, l’assicurazione furto/incendio e rischi diversi (inclusa la polizza Kasko), la manutenzione ordinaria e straordinaria, puoi avere tra le mani un’auto nuova fiammante ogni due, tre, quattro o cinque anni, a seconda delle tue esigenze, cosa penseresti? Troppo bello per essere vero?

Eppure la promessa del noleggio a lungo termine è proprio questa: un semplice canone mensile (ma in alcuni casi è previsto anche il versamento di un anticipo), copre tutto il necessario e ti libera da spese impreviste. Un prodotto tradizionalmente riservato ad aziende e professionisti con Partita Iva, che godono di particolari agevolazioni fiscali, può essere interessante e conveniente anche per un consumatore privato?

Cominciamo con il fare chiarezza su cos’è il noleggio a lungo termine. Il contratto che firmi non è un contratto di finanziamento ma di locazione. Non stai, insomma, pagando delle rate perché l’auto un giorno diventi tua, ma ti impegni a versare un canone mensile come contropartita all’uso dell’auto e dei servizi aggiuntivi legati al noleggio.

La proprietà dell’auto rimarrà per tutto il periodo in capo alla società che la noleggia. Detto questo, prima di concedere il noleggio, la società sottopone il futuro cliente a un’analisi di tipo finanziario. Ti potrà chiedere un cedolino dello stipendio o l’ultima dichiarazione dei redditi e poi interrogherà i SIC (sistemi di informazione creditizia) per capire se sei un tipo puntuale nel pagare le rate dei finanziamenti. Se non passi l’analisi, cioè se la società di noleggio reputa che tu possa essere un cattivo pagatore, il noleggio può venire negato.

E che differenza c’è tra noleggio a lungo termine e leasing? La società di leasing cede la proprietà dell’auto al privato dietro il pagamento di un canone mensile e, al termine del periodo di leasing, il cliente può spesso riscattare la proprietà del veicolo pagando una rata finale. In pratica, nel leasing, anziché acquistare subito l’auto, si decide di pagarla un po’ alla volta, suddividendo il costo d’acquisto in una rata iniziale, dei canoni mensili e una rata finale. Mentre nel leasing si diventa a un certo punto proprietari del veicolo, anche se solo quando si versa la rata prevista per il riscatto, nel caso del noleggio la proprietà dell’auto rimane sempre alla società.

Ora che sai di che si tratta, è arrivato il momento di valutare le diverse voci di spesa e i servizi previsti dal contratto di noleggio, per capire dove potrebbe nascondersi qualche imprevisto:

  • Anticipo. In molti casi è richiesto un anticipo del 10-20% del prezzo di listino dell’auto al momento della stipula del contratto. Se il contratto ha durata di 36 mesi ma tu recedi dopo un anno, ti sarà restituita la quota di anticipo relativa al periodo successivo al recesso. Per esempio, se hai versato 3.600 euro di anticipo e recedi dopo 12 mesi, la società ti restituirà 2.400 euro. Preferisci non pagare l’anticipo, la cui entità di solito non è trascurabile? In molti casi questo può essere azzerato, aumentando però il canone periodico.
  • Deposito cauzionale. Non va confuso con l’anticipo. Si tratta di una somma messa da parte dalla società di noleggio, che potrà attingervi in caso di canoni non pagati o danni al veicolo noleggiato. Non viene chiesto a tutti, ma solo in situazioni particolari di rischio, ovvero quando la società teme che tu possa non essere un ottimo debitore.
  • Manutenzione. L’auto va restituita in buone condizioni a fine noleggio. Sei tu che dovrai occuparti della manutenzione ordinaria e straordinaria da fare presso officine convenzionate con la società di noleggio. Di solito nel canone di noleggio è inclusa la copertura Kasko per le riparazioni, che quindi non pagherai di tasca tua, fatta salva l’eventuale franchigia.
  • Assicurazioni. Anche per le altre coperture assicurative incluse nel canone di affitto possono esserci scoperti o franchigie, cioè percentuali delle spese dei sinistri che restano a carico tuo. In qualche caso le franchigie si possono eliminare aumentando il canone di noleggio.
  • Auto sostitutiva. La possibilità di avere un’auto alternativa in uso quando la propria è ferma per riparazioni è spesso offerta ai clienti, ma richiede il pagamento di una somma aggiuntiva rispetto al canone di noleggio base.
  • Pneumatici. Nella maggior parte dei casi il canone comprende un cambio gomme (estate/inverno) e il cambio in caso di gomme usurate.

La stragrande maggioranza dei preventivi e dei contratti viene gestita online e successivamente per telefono, cosa che non garantisce molta trasparenza sulla totalità delle condizioni e delle clausole. Sul sito della società di noleggio ti verrà richiesto di compilare un modulo con i tuoi dati personali (per un preventivo di massima), i tuoi contatti e la richiesta di poterli utilizzare. Poi sarai ricontattato da un consulente della società, che ti chiederà informazioni aggiuntive di tipo finanziario, come il cedolino dello stipendio, la dichiarazione dei redditi, le ultime bollette pagate.

Nella più recente inchiesta svolta da Altroconsumo (consultabile per i soci sul sito di Altroconsumo), tra le principali società di noleggio a lungo termine abbiamo trovato le modalità di preventivazione impiegate molto aggressive: per avere un preventivo più dettagliato bisogna comunicare dati personali e finanziari in una quantità e in un dettaglio che reputiamo eccessiva.

Verifica bollo auto: il check anche online

A questo punto quello che ti arriva via mail è però solo il preventivo, appunto, senza la possibilità di avere un quadro completo del contratto, delle clausole che contiene e delle condizioni assicurative, tutte informazioni che non si trovano neanche sui siti delle società. In fase precontrattuale tutte queste condizioni, che poi determinano gli obblighi di chi prende la macchina a noleggio, con relative conseguenze economiche, non vengono rese esplicite.

Prenditi il tuo tempo per chiedere e valutare tutta la documentazione essenziale, quindi appunto il preventivo, il contratto e le condizioni assicurative, la proposta di noleggio (che dettaglia e integra le condizioni variabili di noleggio) e poi il verbale di consegna, che descrive le condizioni dell’auto quando la ricevi e va firmato al momento del ritiro.

Siccome i contratti vengono stipulati al di fuori dei locali commerciali (via internet o al telefono), hai comunque 14 giorni dal momento della firma per esercitare il diritto di recesso se ti dovessi rendere conto che le condizioni contenute nel contratto non sono per te vantaggiose.

Se prendi una multa per violazione del Codice della Strada sarai tu a doverne rispondere. Nel caso in cui la multa dovesse arrivare alla società di noleggio, in quanto proprietaria dell’auto, questa te la inoltrerà, addebitandoti le spese amministrative aggiuntive per il disturbo (tra i 10 e i 20 euro). Oppure ti addebiterà l’importo sul canone mensile o al momento della restituzione dell’auto alla fine del noleggio.

Che succede invece in caso di incidente? Devi avvertire la società di noleggio entro tre giorni, per non pagare penali. La società paga il sinistro o comunque si occupa della riparazione dell’auto presso un’officina convenzionata. Se gli incidenti diventano troppi nel corso del noleggio, in genere più di sei, la società potrebbe anche recedere unilateralmente dal contratto.

Tieni presente che tutte le auto noleggiate a lungo termine sono dotate di quella che viene chiamata scatola nera. Serve a poter localizzare l’auto in caso di furto, a controllare lo stile di guida di chi ha noleggiato l’auto e in caso di incidente a fornire elementi utili sulla dinamica. Se, per esempio, emergesse che hai superato il limite di velocità in un sinistro in cui sei stato coinvolto, potrebbe scattare la rivalsa da parte della compagnia assicurativa.

Il canone di noleggio, che dovrà essere pagato con addebito diretto sul conto corrente, è determinato da diverse variabili:

  • durata del contratto di noleggio;
  • chilometri percorsi nell’arco di un anno;
  • marca e modello dell’auto scelta e valore di mercato;
  • eventuali servizi aggiuntivi.

Il canone dovrebbe restare fisso per tutta la durata del noleggio. Tuttavia, molti contratti prevedono la possibilità per le società di noleggio di modificarne l’importo a causa dell’aumento delle tasse, dei costi dei premi assicurativi, del bollo ecc. Si tratta di un ventaglio ampio di motivi sui quali il cliente non ha un vero controllo. In ogni caso se ti comunicano che il canone sta per aumentare, e la cosa non ti sta bene, puoi recedere dal contratto senza penali. Inoltre, se si paga in ritardo, alla società sono dovuti gli interessi di mora.

Per capire se ti conviene comprare o noleggiare, occorre sommare tutte le spese relative all’acquisto e confrontarle con la somma di anticipo e canoni del noleggio. Vediamo come.

Comprare Noleggiare
+ Costo dell’auto

+ Interessi e spese prestito (rate o leasing)

+ Bollo e immatricolazione

+ Coperture assicurative

+ Manutenzione

+ Cambio pneumatici

– Valore di realizzo dell’auto a fine periodo

+ Anticipo (Iva inclusa)

+ Canone mensile (Iva inclusa) per i mesi di noleggio

 

In pratica, devi valutare se il valore che l’auto che compri, alla fine del periodo per il quale potresti noleggiarla, sia sufficiente ad ammortizzare le spese sostenute per far risultare l’acquisto più conveniente rispetto al noleggio. Per esempio, un’inchiesta di Altroconsumo che prendeva in considerazione tre scenari ha messo in evidenza come per una citycar elettrica e per un’auto di grossa cilindrata sia più conveniente il noleggio, mentre per la citycar a benzina la convenienza non è così chiara.

Adesso tocca a te fare i conti e decidere quale scelta è la più conveniente per le tue esigenze.

 

 

 

Finanziamento auto: tutto quello che c’è da sapere

Finanziamento auto: come funziona?

Quando ci si appresta ad acquistare un’auto, nuova o usata che sia, non tutti possono permettersi di sborsare l’intera somma in un unico pagamento: in questo caso si può ricorrere a un finanziamento, che permette di comprare il veicolo versando l’importo in più rate. Ci sono diverse possibilità per questa formula di acquisto di un’autovettura, ma è fondamentale conoscere tutti i dettagli per capire cos’è e come funziona il finanziamento auto.

SCARICA GRATIS LA NOSTRA GUIDA AL FINANZIAMENTO AUTO

INDICE
Cosa sono i finanziamenti per acquisto auto
Le forme di finanziamento
Dove richiedere un finanziamento
Finanziamento auto: i tassi di interesse
Finanziamento auto usata
Finanziamento auto concessionaria
Le spese accessorie

Nonostante la stretta creditizia in vigore ormai da diversi anni, il mercato dell’auto ha sempre tenuto aperta la porta dei finanziamenti per consentire ad un numero sempre maggiore di clienti di poter acquistare la vettura dei propri sogni e non perdere così quote importanti.

Il finanziamento auto è un sistema di pagamento alternativo che permette di acquistare un veicolo senza dover versare l’intero importo tutto insieme, ma invece versando delle rate mensili (che spesso implicano una qualche maggiorazione del prezzo del veicolo a causa degli interessi).

La domanda che spesso ci si pone prima di procedere alla sottoscrizione di questa tipologia di contratto è sempre la stessa: “il finanziamento auto come funziona?”. E’ bene chiarire che sono presenti numerose tipologie di finanziamento come, ad esempio, la cessione del quinto dello stipendio, i prestiti personali o il leasing ed è sempre opportuno confrontare le differenti tipologie di offerta per trovare quella più adeguata alle proprie finanze e che magari sia anche la più conveniente.

Una prima forma di finanziamento per l’acquisto auto è il prestito personale. In questo caso bisogna rivolgersi ad una società di credito esterna che, una volta valutata positivamente la solvibilità del debitore, erogherà la somma di denaro necessaria per comprare il veicolo. Questa dovrà poi essere ripagata dal contraente in rate mensili, con un determinato tasso di interesse sull’importo totale a seconda dell’istituto di credito scelto.

Una forma di finanziamento più comune è però il prestito finalizzato: in questo caso è direttamente la concessionaria a fare da intermediaria tra il compratore e l’istituto di credito che eroga il prestito. Anche in questo caso, una volta che la società creditrice avrà versato la somma necessaria all’acquisto dell’auto alla concessionaria, il contraente dovrà ripagare il prestito a rate mensili. Questa procedura può risultare più facile rispetto a un prestito personale, ma non concede al contraente molta libertà nella scelta dell’istituto di credito che eroga il finanziamento.

Per pagare le rate del finanziamento, che si scelga un prestito personale o finalizzato, è comune ricorrere all’addebito diretto sul proprio conto corrente. In questo caso, l’istituto di credito addebiterà l’importo della rata direttamente sul conto corrente indicato dal contraente al momento della sottoscrizione del finanziamento. Tuttavia, a volte è possibile optare per la cessione del quinto dello stipendio, o della pensione, per cui non si dovrà provvedere a pagare mensilmente le rate del finanziamento, ma queste verranno trattenute direttamente dalla dalla busta paga o dal cedolino pensione (nella misura massima di un quinto dello stipendio o della pensione).

Finanziamento auto tasso zero: ecco cosa sapere

Leasing

Un’ultima forma di finanziamento è il leasing. Questo, tecnicamente, è un contratto di locazione finanziaria con cui la società di leasing (concedente) mette a disposizione del proprio cliente (utilizzatore) un bene mobile o immobile, strumentale alla propria professione attività imprenditoriale, dietro il pagamento di un canone periodico. Insomma, si tratta di una specie di abbonamento che consente di usare un determinato bene finché viene pagato.

In più, in molti casi, chi sceglie il leasing può richiedere il riscatto del veicolo, che consente all’utilizzatore di acquistare la vettura pagando il prezzo della stessa scontato delle rate già versate durante il periodo di leasing.

Il finanziamento auto può essere erogato esclusivamente dalle banche o dagli intermediari autorizzati dalla Banca d’Italia, ed i soggetti che possono erogarlo sono esclusivamente gli istituti di credito, le società finanziarie indipendenti e le finanziarie delle Case automobilistiche.

I requisiti per accedere ai prestiti sono pressoché uguali per tutte le tipologie di finanziamento:

  • età compresa fra i 18 ed i 75 anni non compiuti al versamento della prima rata
  • essere residenti  in Italia 
  • documentazione a dimostrazione del reddito e della solvibilità (occorre cioè dimostrare la possibilità di ripagare il finanziamento)
  • IBAN o CC dove addebitare le rate mensili
  • documenti di certificazione d’impiego, il tipo di contratto e l’anzianità potrebbero incidere in modo importante 

Quando si cerca di comprendere come funziona il finanziamento auto, un discorso a parte meritano i tassi di interesse applicati. Nella maggior parte dei casi, infatti, il finanziamento auto è soggetto ad interessi fissi stabiliti al momento della sottoscrizione del contratto, che si sommano all’importo del prestito richiesto.

I tassi applicati sono due: il TAN ed il TAEG. Con il primo, si intende la percentuale d’interesse annuo applicato a una somma concessa in prestito ed indica solo gli interessi percentuali applicati alla somma oggetto del finanziamento. Con il secondo, si indica il tasso percentuale annuo applicato a una somma concessa in prestito che viene calcolato considerando anche tutte le spese connesse all’erogazione del credito.

Bisogna poi fare chiarezza sulla definizione di tasso zero: questo nome può evidentemente trarre in inganno, infatti, il tasso zero si riferisce all’annullamento del TAN, ma TAEG e relative spese accessorie per l’istruzione della pratica rimangono.

La richiesta di finanziamento ormai non è più utilizzata soltanto per l’acquisto di un’auto nuova, ma anche per le vetture usate. In questo caso si deve prestare attenzione alla differenza principale rispetto all’ipotesi di acquisto di una vettura nuova, cioè il limite massimo della somma erogabile.

Questa, infatti, viene stabilita in base al reale valore dell’auto usata che deve essere stabilito in base alle indicazioni dei listini dedicati o tramite sopralluogo da parte di un perito. Se si acquista un’auto usata da un privato, inoltre, è chiaro che ci si dovrà necessariamente rivolgere ad un istituto finanziario per ottenere un prestito personale e si dovrà mettere in conto l’eventualità che i tassi di interesse applicati siano leggermente più alti rispetto a quelli previsti per un prestito finalizzato.

Ecco la lista di tutti i controlli da effettuare prima di comprare un’auto usata:
SCARICA LA CHECKLIST›

Nel caso in cui ci si appresti ad acquistare una vettura in concessionaria si avrà la possibilità di richiedere il finanziamento direttamente a questa (ovvero un prestito finalizzato), che svolgerà il ruolo di intermediario tra compratore e istituto di credito che eroga il prestito.

Aprire un finanziamento presso una concessionaria comporta una maggiore praticità perché l’acquirente si dovrà relazionare con un unico interlocutore, ossia il venditore. Inoltre si potrà usufruire anche di eventuali promozioni come, ad esempio, il finanziamento a tasso zero che rende decisamente conveniente l’acquisto a rate.

In alcuni casi, poi, le concessionarie possono anche proporre l’opzione “buy back”, cioè il riacquisto della vettura al termine di un finanziamento che spesso vede la presenza di rate mensili di importo piuttosto basso eventualmente abbinate a un anticipo iniziale e ad una maxi rata finale.

Ad ogni modo, sia che si propenda per il prestito personale sia che si decida di aprire un finanziamento presso la concessionaria, cioè un prestito finalizzato, è sempre fondamentale leggere con attenzione tutte le clausole contrattuali per essere a conoscenza dei costi del finanziamento per evitare spiacevoli sorprese.

Richiedere un finanziamento di qualsiasi tipo per acquistare un’auto nuova o usata richiede di calcolare per bene entrate e uscite di cui si dispone, ed è necessario tenere conto di quelle che vengono definite spese accessorie.

La prima spesa accessoria da tenere in considerazione è l’assicurazione auto, che che in alcuni casi si estende al di là della semplice RCA obbligatoria per legge, includendo polizze extra come furto, incendio o formula Kasko. 

Un altro costo che andrà considerato è poi quello del bollo, altra quota di spesa fissa che accompagnerà costantemente il nuovo proprietario, dall’acquisto in poi.

Altri costi che vanno considerati prima dell’acquisto di un’auto sono quelli relativi alla manutenzione, come il tagliando auto, la cui scadenza viene decisa dalla casa automobilistica in base a un rapporto tempo/chilometri percorsi, e la revisione che, se in un’auto nuova può esser fatta anche dopo 4 anni, nel caso di un’auto usata potrebbe avere un’urgenza maggiore. 

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Cose da sapere

Come funziona il finanziamento per acquisto auto?

Esistono diverse tipologie di finanziamento: il prestito personale, erogato direttamente dalla banca o finanziaria, il prestito finalizzato, in cui il concessionario fa da intermediario, e la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. In ogni caso bisogna prestare particolare attenzione ai tassi di interesse applicati, TAN e TAEG.

Come funziona il finanziamento per l’acquisto di un’auto usata?

Se si chiede un finanziamento per acquistare un’auto usata, bisogna fare particolare attenzione  al limite massimo della somma erogabile che viene stabilito in base al reale valore dell’auto usata che deve essere stabilito in base alle indicazioni dei listini dedicati o tramite sopralluogo da parte di un perito.

Come funziona il finanziamento auto presso una concessionaria?

Aprire un finanziamento presso una concessionaria offre una maggiore praticità perché l’acquirente si dovrà relazionare con un unico interlocutore, ossia il venditore. Inoltre si potrà usufruire anche di eventuali promozioni come, ad esempio, il finanziamento a tasso zero o l’opzione “buy back”.

Finanziamento auto: come funziona? 1

Audi A3: acquisto o finanziamento?

Audi A3 Sportback: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

La A3 Sportback è tra le vetture più iconiche di Audi. Tanto che con la quarta generazione, presentata nell’aprile del 2020, la casa tedesca ha deciso di ampliare il listino, che adesso include motori diesel, benzina, ibridi e metano. A3 viene offerta in quattro allestimenti con tantissime possibilità di personalizzazione e con motori che spaziano dai 110 ai 400 CV. La A3 è la prima Audi di segmento C della storia, ad eccezione della Typ P del 1931 che ebbe poco successo, e nasce nel 1996 sfruttando inizialmente il pianale della futura Golf IV e successivamente i pianali delle auto future di segmento C del gruppo.

L’Audi A3 di ultima generazione viene sviluppata sulla piattaforma MQB, la stessa di Volkswagen Golf, Seat Leon e Skoda Octavia, ed è 3 cm più larga (182 cm) e più lunga (434 cm) della versione precedente, mentre passo (264 cm) e altezza (143 cm) restano invariati. La capacità del bagagliaio va dai 380 litri ai 1.200 litri, che si abbassano a 280-1.100 litri nella variante a metano. La nuova A3 viene proposta anche in versione Sedan, che presenta la fascia anteriore simile a quella della Sportback. L’attuale Sedan, in confronto alla precedente, è più lunga di 4 cm (misura 4,50 metri), più larga di 2 cm (1,82 metri) e più alta di 1 cm (1,43 metri).

Novità all’esterno

L’aspetto della A3 Sportback segna una differenza con il passato, grazie alle forme nette e muscolose. La grande griglia centrale occupa quasi tutta la calandra, lasciando spazio soltanto ai fari a led (led matrix e laser a richiesta) e a due vistose prese d’aria con cornice satinata.

La novità principale è sulla fiancata, con un insieme di superfici concave e convesse che dai passaruota alla portiera danno grande dinamismo alla vettura. Sul posteriore, invece, oltre ai fari a led troviamo grandi sfoghi d’aria alle estremità del paraurti che conferiscono sportività e aggressività alla A3.

Audi A3 Sedan: le novità in arrivo 14

E anche nell’abitacolo

Gli interni sono più ricercati nello stile rispetto alla generazione precedente, grazie a materiali di maggiore qualità. Davanti al guidatore spicca lo schermo digitale da 10,25 pollici, mentre al centro plancia si trova lo schermo touchscreen da 10,1” del sistema di infotainment MMI touch. Novità anche per il cambio automatico, con la classica leva sostituita da un selettore più piccolo grazie alla trasmissione shift-by-wire. Tra i sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza, troviamo il mantenimento della corsia e il Cruise Control Adattivo, anche con funzione start e stop sui modelli con cambio automatico.

Le motorizzazioni

Come detto la nuova A3 Sportback ha un’ampia gamma di motorizzazioni: benzina, diesel, benzina mild hybrid e metano. L’accesso alla gamma dei motori benzina è il propulsore 30 TFSI, 3 cilindri da 1,0 litri da 110 CV; per chi vuole qualcosa in più c’è il 35 TFSI, 4 cilindri da 1,5 litri da 150 CV. Il motore benzina più potente è il 40 TFSI quattro S tronic, 4 cilindri 2,0 litri da 190 CV con trazione integrale e cambio automatico, che raggiunge la velocità massima di 241 km/h. Gli amanti della guida sportiva possono optare per la S3 spinta dal 2.0 a quattro cilindri da 310 CV.

Audi offre tre motorizzazioni diesel: 30 TDI, 35 TDI e 40 TDI, tutte basate su un 4 cilindri da 2,0 litri, rispettivamente da 116 CV, 150 CV e 200 CV. La versione 40 TDI raggiunge i 243 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi. Sia 30 TFSI che 35 TFSI sono proposti anche in versione mild hybrid con impianto a 48 V con cambio automatico S tronic a sette marce di serie e stessa potenza. Presente anche l’alimentazione a metano, con la versione 30 g-tron con cambio automatico a 7 rapport S tronic di serie, basata su un benzina 4 cilindri da 1,5 litri da 131 CV.

Audi A3 Sportback: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

A3 Sportback diesel 2.0 35 TDI S line edition a 43.100 euro

L’Audi A3 Sportback 2.0 35 TDI con cambio S tronic in versione S line edition ha un prezzo di listino di 43.100 euro ed è equipaggiata con accessori come fari full led, cerchi da 18”, assetto sportivo, assistenza al parcheggio, navigatore MMi plus, virtual cockpit e modalità di guida.

Grazie ad Audi Value, il finanziamento personalizzato della casa tedesca, è possibile acquistare la vettura versando un anticipo di 12.930 euro e pagando successivamente 35 rate mensili da 518 euro (TAN 11,99%, TAEG 13,52%). Al termine c’è la maxi rata da 21.365,53 euro e, in caso di restituzione del veicolo, bisogna pagare 0,07 euro per ogni chilometro in più rispetto al limite di 45.000 km. Nella rata mensile è inclusa l’estensione della garanzia per un totale di tre anni o 60.000 km e la manutenzione premium care per i primi due anni o 30.000 km.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Enel X Way è fra le aziende leader nella ricarica pubblica. La società del gruppo Enel si occupa di mobilità elettrica, non solo in Italia e, tra punti di ricarica installati direttamente e condivisi con altre imprese, vanta l’infrastruttura più diffusa sul nostro territorio. Non solo: se prendiamo in considerazione i 16 Paesi nei quali è presente, i punti di ricarica raggiungono quota 290.000.

La società è in continua espansione e, recentemente, ha firmato un protocollo d’intesa con Aci (Automobile Club d’Italia) per avviare una partnership per valorizzare l’eMobility italiana. Con questo accordo le due realtà vogliono studiare congiuntamente il posizionamento dei nuovi punti di ricarica sul territorio nazionale e accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in tutta Italia. Enel X Way e Aci cercano un’intesa per promuovere lo sviluppo capillare delle varie colonnine di ricarica nella penisola: da quelle in corrente alternata (AC), con potenze fino a 22 kW, alle HPC da oltre 300 kW, in grado di erogare il pieno di energia alla vettura elettrica in circa 20 minuti. Vediamo le offerte attuali del provider.

I prezzi degli abbonamenti

Enel X Way ha da poco aggiornato i prezzi degli abbonamenti per la ricarica delle auto elettriche, presentando anche sconti interessanti fino al prossimo primo agosto. Si parte con il piano City, che per 39 euro al mese, offre 80 kWh a un prezzo di 0,49 euro/kWh. La seconda proposta si chiama Travel e dà accesso a 160 kWh al mese di ricarica pagando 69 euro, con un prezzo unitario di 0,43 euro al kWh.

L’ultima offerta è Travel Plus, che fornisce 320 kWh al mese, l’equivalente di 1.600 km, secondo Enel X Way. Il costo mensile è di 99 euro, sempre in offerta fino al primo agosto, e abbassa il costo di un kWh a 0,31 euro. Inoltre è compresa in omaggio la tessera Enel X Way, che vale 16 euro. Questa promozione è fatta su misura per dare un premio a chi percorre tanti chilometri con un’auto elettrica. Le tariffe intere, che saranno attive dal 2 agosto, sono di 49 euro al mese per il piano City; 79 euro per Travel e 129 euro per Travel Plus.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way 1

Le tariffe pay per use e piani OpenCharge

I costi per kWh aumentano se si sceglie di pagare al consumo. Per chi vuole ricaricare la propria auto con la modalità pay per use, attaccandosi a una colonnina a corrente alternata (fino a 22 kW), il prezzo è di 0,69 euro a kWh. Chi ricarica attraverso una colonnina a corrente continua (DC) fino a 100 kW dovrà pagare 0,89 euro/kWh; mentre per chi usufruisce di una HPC da oltre 150 kW il prezzo sale a 0,99 euro/kWh.

L’offerta si completa con i piani OpenCharge, che assicurano due “pieni” alle colonnine pubbliche e ricariche illimitate a casa. Queste le tre formule proposte da Enel X Way: OpenCharge 20 (per vetture elettriche con batteria fino a 20 kWh, al costo di 50 euro al mese); OpenCharge 50 (per auto elettriche con batteria da 21-50 kWh, 80 euro al mese) e OpenCharge 75 (per auto elettriche con batteria da 51-75 kWh a 120 euro al mese).

Modifiche e aggiornamenti a portata di app

Tutti gli abbonamenti verranno aggiornati in automatico al momento del rinnovo mensile. Gli abbonati non dovranno fare niente: le nuove condizioni compariranno nell’app, che permette anche di modificare in autonomia il proprio piano in base alle esigenze di mobilità e di ricarica. In caso di disattivazione di un abbonamento, sarà applicata la tariffa pay per use basic.

Aggiornamento anche per l’applicazione, che ora consente di pianificare i viaggi ed è dotata di un sistema di prenotazione e monitoraggio dei punti di ricarica migliorato rispetto alle versioni precedenti.