MG 4 Anxin Edition: prezzi, dimensioni, caratteristiche

MG 4 Anxin Edition: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Le prime informazioni le ha rilasciate  il Ministero cinese dell’industria e dell’information technology: è in arrivo la MG 4 Anxin Edition, la versione della MG 4 commercializzata in Europa ma con batterie allo stato semi-solido.

Massima segretezza su molti dettagli di questa nuova creatura della Casa cinese, che per ora sarà venduta solo nel Paese del Dragone.

Ecco la scheda tecnica della MG 4 Anxin Edition:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 471/1.362
 Alimentazioni elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) 163/120
 Prezzo (da) – €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La MG 4 Anxin Edition è lunga 4.395 mm (10 centimetri in più di quella venduta in Europa), larga 1.842 mm e alta 1.551 mm e ha un passo di 2.750 mm. I cerchi di lega hanno dimensioni di 16” o 17” in base all’allestimento.

Il bagagliaio ha invece una capacità di 471 litri che diventano 1.362 se si ribaltano gli schienali della seconda fila a cui si aggiunge un doppiofondo da 98 litri sotto il pavimento. Dimensioni che la rendono più generosa di quella venduta in Europa.

Dimensioni
Lunghezza 4.395 mm
Larghezza 1.842 mm
Altezza 1.551 mm
Passo 2.750 mm

Il frontale ricorda quello del Porsche Cayenne, ma i gruppi ottici sono più allungati verso il centro e più larghi ai lati. Le due grosse prese d’aria in basso danno un senso di sportività all’estetica.

Una chicca è il logo MG che si illumina con i fari. Sul retro il design è massiccio e presenta i due fari connessi da un led allungato. I due gruppi ottici si dividono in due linee.

L’estetica è in generale quella di una hatchback aggressiva.

La nuova MG 4 Anxin Edition si distingue per un abitacolo progettato con materiali sostenibili e facili da pulire, pensati per garantire comfort anche ai passeggeri più piccoli.

L’offerta tecnologica è di primo livello: il sistema di infotainment si basa sul potente chipset Qualcomm Snapdragon 8155 e integra uno schermo da 12,8” FullHD, che nella versione top di gamma cresce fino a 15,6” con risoluzione 2,5K.

Di serie sono previsti sedili sportivi, regolazione elettrica per quello del conducente, divano posteriore frazionato 60/40, climatizzatore automatico e sensori di parcheggio anteriori e posteriori.

Il debutto più rilevante riguarda però la nuova piattaforma di connettività sviluppata insieme a Oppo, che amplia le funzioni tradizionali del mirroring e degli aggiornamenti over-the-air.

Tra le novità spiccano il preriscaldamento o condizionamento da remoto dell’abitacolo, l’apertura e la chiusura automatica delle portiere, i comandi vocali per l’infotainment, l’uscita automatica dal parcheggio e il trasferimento di un indirizzo al navigatore semplicemente scuotendo lo smartphone. Questa tecnologia verrà estesa progressivamente a tutti i modelli futuri del marchio.

La MG4 continua a distinguersi nel panorama delle compatte elettriche grazie a un motore da 120 kW (163 CV) e 250 Nm di coppia, capace di garantire performance di rilievo. L’unità elettrica consente infatti all’auto di scattare da 0 a 50 km/h in soli 3 secondi, un dato che sottolinea la prontezza dell’erogazione e l’agilità in ambito urbano.

La velocità massima, come su molte elettriche di ultima generazione, è limitata elettronicamente: in questo caso il valore si ferma a 160 km/h, un compromesso studiato per bilanciare prestazioni e autonomia.

Per quanto riguarda la sicurezza attiva, il mercato cinese vedrà differenze sostanziali tra le versioni: i modelli con batteria da 42,8 kWh offrono una dotazione ridotta di Adas, senza nemmeno il cruise control, mentre le varianti da 54 kWh includono l’intero pacchetto di assistenza alla guida, dalla frenata automatica d’emergenza fino alla guida assistita di livello 2.

La nuova MG 4 Anxin Edition amplia l’offerta sul fronte elettrico introducendo due tagli di batteria al litio-ferro-fosfato. La versione d’ingresso adotta un’unità da 42,8 kWh, capace di garantire un’autonomia dichiarata di 437 km, mentre la variante superiore monta una batteria da 54 kWh che porta la percorrenza fino a 530 km.

Si tratta di valori calcolati secondo il ciclo di omologazione cinese, notoriamente più generoso rispetto allo standard europeo WLTP. MG ha inoltre confermato che in futuro sarà disponibile una terza opzione con batterie a stato semi-solido, soluzione che promette ulteriori progressi in termini di densità energetica e sicurezza.

Di serie su tutta la gamma figurano la gestione termica della batteria per ottimizzare le fasi di ricarica e la pompa di calore per il condizionatore, pensata per ridurre i consumi soprattutto nei mesi invernali.

La Casa non ha ancora comunicato la potenza massima di ricarica, ma ha dichiarato che la MG4 è in grado di passare dal 30 all’80% di carica in appena 20 minuti.

Gli allestimenti verranno comunicati a settembre, data di lancio in Cina del modello.

  • Tecnologia: nell’abitacolo non manca davvero nulla
  • Design: aggressivo e massiccio
  • Prezzo: per quanto non sia stato ancora comunicato, dovrebbe essere competitivo.

Renault 4: prezzi

Il listino prezzi per l’Europa verrà comunicato all’eventuale lancio, di cui però non si hanno notizie. In Cina, invece, i prezzi di lancio vanno da 73.800 a 105.800 yuan (che corrispondono a circa 8.900 e 12.700 euro).

Hyundai Inster: prova su strada

Hyundai Inster: prova su strada 1

Una delle auto più intelligenti oggi disponibili sul mercato. Così potremmo definire la nuova Hyundai Inster. Il modello più piccolo del costruttore coreano alimentato da un powertrain completamente elettrico, perfetto per chi cerca una vettura da città, ma dalla volumetria interna da record.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

A colpire sono le dimensioni. La nuova elettrica di Hyundai è lunga appena 3,82 metri, ma soprattutto, è larga solo 1,61 metri. Questo le permette di muoversi nel traffico delle nostre città con estrema facilità. Il tutto però, assicurando una volumetria interna degna di modelli di una categoria superiore (o anche due). Dentro, infatti, i grandi protagonisti sono i due sedili posteriori scorrevoli singolarmente, che possono muoversi sul piano orizzontale di 16 centimetri, permettendo così di favorire lo spazio per le gambe di chi viaggia dietro, oppure la capacità di carico, che con le due sedute spinte in avanti si attesta sui 351 litri (238 se spinte indietro).

Tanta anche la tecnologia presente a bordo, che si esprime nella presenza di un doppio schermo sulla plancia. Quello al centro ha funzione di infotainment, mentre quello dietro il volante, dalla grafica personalizzabile, permette di tenere sotto controllo le varie funzioni della vettura in tempo reale. Tanti poi gli accessori presenti a bordo, che non è così scontato trovare su una vettura di segmento A, come i sedili e il volante riscaldati, giusto per citarne un paio.

: la meccanica

Dal punto di vista tecnico, la Inster che abbiamo messo alla prova è quella alimentata dal powertrain più potente tra i due disponibili. Sotto le forme tondeggianti della carrozzeria, quindi, si nasconde una batteria da 49 kWh che manda energia ad un motore elettrico  montato tra le ruote anteriori con una potenza di 115 CV per 147 Nm di coppia, che permettono al modello di scattare da 0 a 100 km/h in 10,6 secondi e di raggiungere una velocità massima di 150 km/h. L’autonomia dichiarata è di circa 370 km, mentre la ricarica, può avvenire fino ad una potenza massima di 120 kW.

: come va

Ancora oggi l’auto elettrica viene demonizzata, eppure la Hyundai Inster è la rappresentazione su quattro ruote che un’auto elettrica, se pensata per la città, rappresenta davvero la scelta ideale per chi si muove prettamente in contesti urbani. Questo perché grazie ad un’autonomia che davvero riesce a raggiungere quella dichiarata (nel corso del nostro test abbiamo registrato una media di 360 km con un “pieno” di energia) è possibile ricaricare la vettura davvero saltuariamente. Risparmiando così sui costi di gestione. E poi c’è tutta la praticità rappresentata da un abitacolo ampiamente sfruttabile, il tutto condito da una dinamica di guida che non ci si aspetterebbe da una vettura di questo segmento.

Hyundai Inster: prova su strada 2

La Inster risulta sempre ben “piantata a terra”. L’assetto è morbido quanto basta per filtrare efficacemente le asperità del manto stradale, assicurando così un ottimo comfort, pur non mostrando mai troppo il fianco al rollio, assicurando in questo modo una buona stabilità anche nei cambi di direzione più veloci. Buono anche il livello di insonorizzazione: si avverte qualche fruscio di troppo solo quando si viaggia a velocità autostradali. Il powertrain, dal canto suo, assicura una buona reattività. La risposta agli imput dell’acceleratore è sempre pronta, garantendo ottimi scatti tra un semaforo e l’altro. la possibilità di intervenire sul recupero dell’energia attraverso i paddle dietro il volante, poi, consente di muoversi in città quasi dimenticandosi del pedale del freno.

: i prezzi

La Hyundai Inster con batteria da 49 kWh viene proposta in abbinamento a due allestimenti: XTech e XClass. Il primo ha un prezzo di listino di 26.650 euro, mentre il secondo di 28.650 euro. Per chi si accontenta della variante con batteria più piccola da 42 kWh (disponibile unicamente in allestimento XTech) il prezzo di partenza è di 24.900 euro.

: scheda tecnica

Hyundai Inster

Dimensioni

  • Lunghezza: 3,82 metri
  • Larghezza: 1,61 metri
  • Altezza: 1,61 metri
  • Passo: 2,58metri
  • Bagagliaio: 238/351 . 1.059 litri

Powertrain

  • Motore elettrico: sincrono a magneti permanenti
  • Potenza: 150 CV
  • Coppia: 147 Nm
  • Autonomia: 370 km

Ecco quanti soldi ha perso Stellantis dopo i dazi di Trump

Stellantis investe 30 miliardi sull'elettrificazione della gamma

Da quando lo scorso aprile Donald Trump ha introdotto dazi del 25% sulle auto e sulla componentistica importata negli Stati Uniti, Stellantis ha perso 300 milioni di euro.

L’ha ammesso in una nota la stessa Casa, spiegando che le perdite sono dovute non solo alle barriere economiche, ma anche al calo della produzione che il Costruttore si è auto-imposto dopo aver appreso delle tariffe.

Calo del 25%

Non è ancora il momento di interrompere le importazioni negli USA, come invece ha già fatto il gruppo Jaguar Land Rover, però la situazione resta critica per tutti i quattordici marchi di Stellantis.

Da aprile a giugno, infatti, la Casa ha avuto un calo del 25% delle importazioni negli Stati Uniti rispetto allo stesso periodo del 2024. A dire il vero, Stellantis continua a registrare perdite evidenti già da tempo, con i dazi che diventano un ostacolo in più.

Donald Trump
Donald Trump

Non solo dazi: i problemi strutturali per Stellantis

Il risultato è netto: nel primo semestre 2025, infatti, le perdite sono state di 2,3 miliardi, a fronte di ricavi complessivi di “soli” 74,3 miliardi.  Nello stesso periodo, i veicoli consegnati sono stati 1,4 milioni, in calo quindi del 6% rispetto al 2024.

Un calo dovuto ai dazi, ma anche alle contromisure che il nuovo ad Antonio Filosa sta prendendo per risistemare i prodotti in Europa. Dove, spiega la Casa, “diversi modelli sono in fase di accelerazione dopo i recenti lanci, oppure in attesa di avvii di produzione previsti per la seconda metà del 2025”.

Due esempi sono  la Fiat 500 ibrida e la Jeep Compass.

Un’altra spada di Damocle per Stellantis: i dazi in Brasile

Poi c’è la minaccia brasiliana. Trump ha infatti minacciato il governo del Paese sudamericano di alzare le tariffe fino al 50% se il Paese non rinuncerà a perseguire legalmente Jair Bolsonaro.

L’ex presidente e alleato di Trump, infatti, è sotto inchiesta per un presunto colpo di stato organizzato nel 2022.

Questa situazione è grosso problema per Stellantis, che in Brasile ha tre fabbriche dove produce diversi veicoli Fiat, Jeep e Citroen.

Volvo EX30 Cross Country: prova su strada

Volvo EX30 Cross Country: prova su strada 2

Dici Cross Country e pensi immediatamente a Volvo. Il costruttore scandinavo, infatti, è stato tra i primi brand a puntare su questo tipo di carrozzeria negli anni Novanta, fondendo alcuni elementi tipici dei fuoristrada a quelli proprio delle station wagon. Oggi la storia continua, con una gamma che su più livelli offre questo tipo di soluzione e anzi, ora compie un importantissimo salto avanti con la EX30 Cross Country, la prima elettrica di casa Volvo ad essere declinata in questa variante.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Forme e proporzioni restano quelle della EX30 che già conosciamo bene. Lunga 4,23 metri e larga 1,85 metri, è il modello più compatto del brand svedese, che incarna però nelle sue linee tutto il DNA Volvo, fatto di linee semplici e pulite, ma dal carattere forte e deciso. La variante Cross Country del modello, si differenzia da quella “standard” per alcune soluzioni inedite. Tra queste spiccano i passaruota più pronunciati, chiamati a preservare la carrozzeria dai piccoli graffi quando si viaggia Offroad e ancora i paraurti dal disegno specifico, appositamente studiati per migliorare gli angoli di attacco e di uscita.

Nella parte anteriore, inoltre, spicca la presenza di un inserto nero che riproduce il rilievo topografico del massiccio svedese del Kebnekaise. Nessuna novità, invece, per quanto concerne gli interni, che restano quelli della EX30 “standard” in cui elementi eleganti e materiali di pregio si combinano con la grande tecnologia garantita da un sistema di infotainment di ultima generazione.

: la meccanica

Ma non si tratta solo di estetica. La variante più votata all’offroad dell’elettrica svedese si caratterizza anche per un assetto dedicato, rialzato di un paio di centimetri, che in abbinamento alle gomme all season permette di affrontare senza problemi anche qualche tratto fuoristrada. A muovere la EX30 Cross Country, invece, provvede una batteria da 69 kWh, che manda energia a due motori elettrici, uno per ciascun assale, per una potenza di sistema di 428 CV e ben 543 Nm di coppia. La ricarica, invece, può avvenire fino ad una potenza massima di 175 kW, mentre l’autonomia di attesta sui 427 km.

: come va

Nonostante l’indole fuoristradistica, anche sull’asfalto la EX30 Cross Country si difende egregiamente: basti pensare che per passare da 0 a 100 km/h bastano appena 3,7 secondi. Anche la taratura delle sospensioni, nonostante la maggiore altezza da terra, assicura un ottimo contenimento dei movimenti della scocca in curva, restituendo così una buona dinamica di guida anche quando si forza un po’ il ritmo. Lontano dall’asfalto, invece, la presenza dei due motori assicura sempre un’ottima motricità, enfatizzata dalla spinta corposa tipica delle unità elettriche fin da zero giri, permettendo così di superare anche ostacoli abbastanza pronunciati o fondi particolarmente ostici.

Volvo EX30 Cross Country: prova su strada 12

: i prezzi

La nuova Volvo EX30 Cross Country viene proposta in un unico allestimento già molto ricco e in abbinamento al solo motore più potente disponibile per la EX30 “standard”. Il tutto ad un prezzo di partenza di 54.400 euro.

: scheda tecnica

Volvo EX30 Cross Country

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,23 metri
  • Larghezza: 1,85 metri
  • Altezza: 1,56 metri
  • Passo: 2,65 metri
  • Bagagliaio: 318 litri

Powertrain

  • Motore: due unità elettriche, una per ciascun assale
  • Batteria: 69 kWh
  • Potenza di sistema: 428 CV
  • Coppia di sistema: 543 Nm
  • Autonomia: 427 km

 

Le auto elettriche sono le più ecologiche: cosa dicono gli esperti

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Be Charge 1

Le auto elettriche consumano meno di quelle a combustione interna: l’assunto pare evidente, ma sono in molti a sollevare ancora la questione dell’impatto inquinante della produzione delle batterie che poi finiscono sui veicoli a zero emissioni. E quindi le BEV saranno davvero più ecologiche?

I punti deboli sarebbero soprattutto l’estrazione dei metalli rari, ma anche la produzione dell’energia pulita. Eppure, alcuni studi recenti dimostrano come le auto full electric continuano a essere il futuro di un mondo a zero emissioni, facendo passi in avanti più consistenti rispetto alle altre categorie di veicoli. Ecco il motivo.

Lo studio: “Auto elettriche più pulite di tutte”

Secondo l’International Council on Clean Transportation, i veicoli BEV emettono complessivamente il 73% di gas serra in meno rispetto a quelle alimentate con motori a combustione interna.

Il dato è stato ricavato calcolando anche l’impatto di tutta la filiera produttiva. A dire il vero, l’ICCT ha anche calcolato che lo scarto tra veicoli elettrici e “tradizionali” rispetto alle emissioni è aumentato di quasi il 15% in quattro anni: solo nel 2021, infatti, i BEV emettevano “solo” il 59% di gas serra in meno.

Auto elettriche, Mercedes e AMG collaudano batterie allo stato solido 2

Il motivo? Secondo l’ICCT,  le auto elettriche stanno diventando sempre più efficienti e attingono sempre più energia da fonti rinnovabili. Nessun’altra categorie di veicoli, neanche gli ibridi, ha fatto questo passi avanti. 

Il caso dell’UE

Il caso dell’Unione Europea è significativo. Nel Vecchio Continente, infatti, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili raggiungerà il 56% entro la fine del 2025, con effetti positivi sull’automotive.

Solo nel 2020 la percentuale era ferma al 38%. Secondo le stime dll’ICCT, peraltro, il numero arriverà fino all’86% da qui ai prossimi vent’anni. Un passo che pare spedito, al contrario invece di quello che succede con i combustibili “alternativi” come i biocarburanti.

Dallo svantaggio produttivo al vantaggio sul lungo termine

Le conclusioni sono chiare: se è vero che le auto elettriche inquinano di più in fase produttiva, questo svantaggio iniziale viene compensato ampiamente nell’arco di vita attiva del veicolo.

Come dicevamo, il vantaggio è anche sull’ibrido, comprese le auto plug-in, le cui emissioni sono migliorate meno rispetto ai veicoli elettrici.

Mitsubishi Grandis: prezzo, dimensioni, caratteristiche

Mitsubishi Grandis: prezzo, dimensioni, caratteristiche

Mitsubishi amplia la propria offerta e lancia la Grandis sul mercato europeo. Il SUV ibrido è stato realizzato sulla base della Renault Symbioz, ed è quindi frutto della condivisione creativa con la Casa francese.

E infatti, la Grandis viene prodotta nello stabilimento Renault di Valladolid in Spagna, e arriverà nelle concessionarie nell’autunno 2025. I suoi pregi? Dal design accattivante agli interni, passando per la scelta dei motori.

Ecco la scheda tecnica della Mitsubishi Grandis:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 434/566
 Alimentazioni mild e full hybrid
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 140/103
 Prezzo (da) – €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La Mitsubishi Grandis guadagna ben 17 centimetri rispetto alla Captur, da cui deriva. Tutto per far spazio al bagagliaio la cui capacità di carico, secondo la Casa, varia da 434 a 566 litri. Per quanto riguarda le dimensioni, invece, l’auto è lunga 441 centimetri, larga 180, alta 158 e ha un passo di 264 cm.

Dimensioni
Lunghezza 4.410 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.580 mm
Passo 2.640 mm

La nuova Grandis si rifà esteticamente al concetto di “versatilità dinamica”,  con un frontale caratterizzato da u Dynamic Shield che conferisce un carattere particolare e offre un profilo sportivo di grande rilievo. La parte posteriore, invece, è dominata da forme esagonali con i gruppi ottici disposti orizzontalmente. Nel complesso, si tratta di un design aggressivo e accattivante.

L’abitacolo della Mitsubishi Grandis riprende l’impostazione della Symbioz, a sua volta derivata dalla Captur, confermando un ambiente curato e dall’estetica contemporanea.  La plancia si distingue per lo schermo touch verticale da 10,6 pollici, che integra l’assistente vocale Google e offre la connettività wireless con Apple CarPlay e Android Auto, a tutto vantaggio della praticità d’uso. La versatilità degli interni è garantita dalla seconda fila di sedili scorrevole di 16 centimetri, soluzione che permette di modulare lo spazio a bordo in base alle esigenze di viaggio, aumentando il comfort dei passeggeri o ampliando il vano di carico.

Sulle versioni più accessoriate non mancano dettagli di pregio come il portellone ad apertura elettrica e il tetto panoramico con oscuramento elettronico, pensati per rendere ancora più piacevole l’esperienza a bordo. Di serie per tutta la gamma c’è anche il cruise control adattivo e l’assistente al mantenimento della corsia. La dotazione comprende infine telecamera a 360°,  abbaglianti automatici, monitoraggio dell’angolo cieco, assistente di parcheggio e frenata d’emergenza.

La nuova Mitsubishi Grandis si presenta sul mercato con una gamma di motorizzazioni che punta su efficienza e versatilità. La versione mild hybrid a benzina adotta il propulsore già impiegato sulla Renault Arkana. Si tratta di un 1.3 turbo a iniezione diretta capace di erogare 103 kW, pari a 140 CV, abbinabile a una trasmissione manuale a sei rapporti oppure a un cambio automatico a doppia frizione con sette marce, pensato per garantire una risposta fluida e tempi di innesto ridotti.

Chi desidera un livello più avanzato di elettrificazione può scegliere la variante full hybrid, che combina un 1.8 quattro cilindri con due motori elettrici e una batteria da 1,4 kWh. Questa configurazione, già sperimentata con successo su altri modelli del gruppo Renault, sviluppa una potenza complessiva di 115 kW (156 CV), a vantaggio di consumi contenuti e di una guida più silenziosa nei percorsi urbani. A bordo, il conducente può selezionare quattro modalità di guida – Eco, Comfort, Sport e Perso – per adattare la risposta di motore, trasmissione e sistemi di assistenza alla propria preferenza e alle condizioni del percorso.

Non sono ancora noti i dati sull’autonomia.

Gli allestimenti verranno resi noti al lancio sul mercato.

  • Design: accattivante e sportivo
  • Interni: lo spazio non manca e l’estetica è interessante
  • Motorizzazioni: due versioni ibride disponibili

Renault 4: prezzi

Il listino prezzi verrà comunicato in autunno.

Diesel euro 5 graziati per un anno ma non ovunque: le regole

1

Dovevano fermarsi definitivamente il primo ottobre 2025, e invece no. Le auto diesel Euro 5 potranno continuare a circolare senza più vincoli di tempo. Quantomeno nelle regioni del centro-nord, e nello specifico Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto.

Si tratta di un milione di veicoli immatricolati tra il 2009 e il 2015, che grazie a un emendamento al DL Infrastrutture approvato dalle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera non subiranno limitazioni sul breve termine.

Il secondo rinvio dello stop ai diesel euro 5

Si tratta del secondo rinvio. Inizialmente, infatti, i diesel Euro 5 dovevano fermarsi nel 2024. La misura era prevista da una normativa europea per la qualità dell’aria che mirava, tra le altre cose, a ridurre il PM10 e il diossido di azoto nell’area della Pianura Padana, che assieme al sud della Polonia è la più inquinata d’Europa.

ZTL: cos’è e come funziona la Zona a Traffico Limitato

Quest’anno, però, oltre al rinvio c’è anche una novità: la limitazione verrà applicata in primis ai comuni con più di 100.000 abitanti (e non 30.000 come previsto inizialmente).

Graziati gli automobilisti delle regioni del nord

Ma perché il rinvio del blocco definitivo riguarda solo alcune regioni del nord? Secondo l’emendamento al DL Infrastrutture, infatti, la misura rinvia solo fino a ottobre 2026 lo stop in tutta Italia.

Dall’altra parte, l’emendamento consente alle Regioni che lo desiderassero di continuare a permettere ai diesel euro 5 di circolare anche dopo quella data se inseriranno misure compensative efficaci su efficienza energetica, verde urbano e mobilità sostenibile.

Le dichiarazioni della politica sul blocco diesel euro 5

Il vicepremier e ministro l’ha definita “una scelta di buon senso” per evitare “una follia economica e industriale che avrebbe penalizzato famiglie e imprese”.

“È una buona notizia che punta a tutelare l’ambiente – ha invece detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – garantendo analoghi effetti sulla qualità dell’aria senza bloccare le auto e senza penalizzare famiglie e imprese”.

E così, le Regioni guidate dal centrodestra hanno preso la palla al balzo, allungando i tempi per lo stop, mentre l’Emilia-Romagna, guidata dal centro sinistra, ha invece dichiarato di volersi accodare a loro.

Pugno di ferro nel Lazio

Diversa la situazione nel Lazio (che comunque è a guida centrodestra) dove invece lo stop al diesel euro 5 entrerà in vigore addirittura in anticipo, (facoltà prevista dall’emendamento) e più precisamente nel novembre 2025.
Nella “fascia verde” ZTL di Roma, infatti, per tutto il periodo invernale non si potrà entrare con i veicoli colpiti dallo stop.

Lancia Ypsilon elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Lancia Ypsilon elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

La sopravvivenza del marchio Lancia nell’ultimo decennio è stata assicurata unicamente dalla Ypsilon, utilitaria compatta ma elegante che ha permesso al brand torinese, un tempo “nobile”, di non scomparire del tutto. Giusto, quindi, che proprio con una Ypsilon tutta nuova parta il rilancio di questa Casa, di cui Stellantis sembra intenzionata a fare uno dei baluardi dell’alto di gamma della sua era elettrica.

Ecco la scheda tecnica della Lancia Ypsilon elettrica:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 310/340 litri
 Alimentazioni elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) 156/115
 Prezzo (da) 34.900 €
INDICE
Novità 2025
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Lancia Ypsilon HF e HF Line

Lancia ha aperto gli ordini della Ypsilon HF Line, versione sportiva che ha anticipato l’arrivo della più potente Ypsilon HF da 281 CV. La HF Line è disponibile con motore ibrido 1.2 da 110 CV oppure elettrico da 115 kW (156 CV) e offre una dotazione completa: cerchi in lega da 17”, badge HF, passaruota protetti, vetri posteriori oscurati, strumentazione digitale, infotainment da 10,25” con Apple CarPlay e Android Auto wireless, sedili sportivi, pedaliera in alluminio, cruscotto blu elettrico, volante in pelle traforata, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera, specchietti elettrici ripiegabili, climatizzatore automatico, accesso keyless, guida assistita di Livello 2 e monitoraggio dell’angolo cieco.

La Ypsilon HF, invece, è spinta da un motore elettrico da 281 CV con differenziale Torsen e accelera da 0 a 100 km/h in 5,6 secondi. Rispetto alla HF Line, aggiunge cerchi da 18”, paraurti specifici, diffusore posteriore, passaruota maggiorati con badge HF, sedili racing in econyl, ricarica a induzione per smartphone e illuminazione ambientale interna. Il prezzo della Ypsilon HF è di 39.200 euro. Per la HF Line, i prezzi sono 28.200 euro per l’ibrida e 38.399 euro per l’elettrica.

Piattaforma nuova, nume misure: la lunghezza passa dai 384 cm del modello precedente a 408, la larghezza sfiora i 176 cm (oltre 8 cm in più) mentre l’altezza si riduce da 152 a 144. Dunque, le proporzioni diventano più atletiche, con minore sviluppo in altezza compensato però da spazi interni ampliati, anche grazie al passo, aumentato dai precedenti 2,39 a 2,54 cm.

Lunghezza 4.08 metri
Larghezza 1,76 metri
Altezza 1,44 metri
Passo 2,54 metri
Bagagliaio 310/340 litri

Le forme sono cambiate, ma è nel design che la nuova Ypsilon si distingue maggiormente. Utilitaria con una linea dai richiami sportivi, si ispira in moltissimi elementi al passato più glorioso del marchio, specialmente alle vetture da competizione e in particolare da rally.

Il posteriore, su tutti, vuole omaggiare la leggendaria Stratos nell’accenno di spoiler e nei fanali, arricchiti però di un motivo interno a “Y”, lo stesso motivo che domina il frontale con tre sottilissime barre che fanno da luci diurne, mentre i fari principali sono raccolti in gruppi ai lati del paraurti, soluzione sempre più in voga oggi. Altri omaggi al passato si trovano nei quattro elementi ovali al centro dello scudo, che rimandano alla Fulvia e Fulvia Zagato. Per le ruote si parla di uno standard con cerchi da 17”.

Malgrado la base condivisa con molti modelli di segmento B del Gruppo Stellantis, la nuova Ypsilon mostra una certa personalità nello stile e nella configurazione degli interni. La prima versione mostrata è quella di lancio, personalizzata nelle finiture dalla griffe di arredamento Cassina, ma mette in evidenza la nuova strumentazione digitale con due display da 10,25” che assolvono le funzioni di cruscotto e infotainment, e annunciano rivestimenti in un tessuto che reinterpreta lo storico Panno Lancia. Inoltre, la Ypsilon porta al debutto un nuovo sistema di gestione dell’ambiente battezzato S.A.L.A., acronimo di Sound Air Light Augmentation, che coordina luci, suoni e climatizzazione per creare l’atmosfera più adatta ai gusti e allo stato d’animo dei passeggeri.

I centimetri in più promettono maggiore comodità per i cinque occupanti e una capacità di carico ampliata. La Ypsilon ha un vano di carico la cui capienza varia, a seconda della versione, da 310 a 340 litri, un bel passo avanti rispetto ai 256 della precedente generazione. Non è invece previsto nessun ripostiglio nel vano anteriore, che anche sul modello puramente elettrico ospita soltanto motore e sistema elettrico.

La Ypsilon elettrica è spinta da un motore da 115 kW-156 CV, è alimentato da una batteria da 54 kWh nominali, di cui 51 kWh effettivamente utilizzabili, che promette 403 km di autonomia massima nel ciclo WLTP urbano.

Lancia Ypsilon dichiara un consumo medio compreso tra i 14,3 e i 14,6 kWh/100 km. La batteria può essere ricaricata ad alta potenza fino a 100 kW: in questa modalità può immagazzinare in 10 minuti energia sufficiente per 100 km, e riportare la riserva dal 20% all’80% in soli 24 minuti.

La nuova Lancia Ypsilon elettrica viene proposta in tre allestimenti:

  • Ypsilon
  • LX
  • Edizione Limitata Cassina

Ypsilon: doppio display da 10,25 pollici, climatizzatore automatico,  sensori di parcheggio posteriori, Lane Keeping Assist, Traffic Sign Recognition, Intelligent Speed Assist, tavolino multifunzione, cerchi in acciaio da 16 pollici, specchietti esterni riscaldati e regolabili elettricamente, ricarica 100 kW.

LX: aggiunge keyless start, ricarica smartphone wireless, ambiente light, Adattive Cruise Control, sedili premium, volante in tecnopelle, cerchi in lega da 17 pollici, vetri privacy, fari a LED.

Edizione Limitata Cassina: sistema S.AL.A. con Apple CarPlay e Android Auto wireless di serie, caricatore wireless per smartphone, tre prese USB-C, cerchi da 17”, rivestimenti in nuovo Panno Lancia, finiture esclusive by Cassina con tavolinetto estraibile.

HF Line: cerchi in lega da 17”, badge HF, passaruota protetti, vetri posteriori oscurati, strumentazione digitale, infotainment da 10,25” con Apple CarPlay e Android Auto wireless, sedili sportivi, pedaliera in alluminio, cruscotto blu elettrico, volante in pelle traforata, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera, specchietti elettrici ripiegabili, climatizzatore automatico, accesso keyless, guida assistita di Livello 2, monitoraggio dell’angolo cieco.

HF: cerchi in lega da 18”, badge HF, passaruota protetti, vetri posteriori oscurati, strumentazione digitale, infotainment da 10,25” con Apple CarPlay e Android Auto wireless, pedaliera in alluminio, cruscotto blu elettrico, volante in pelle traforata, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera, specchietti elettrici ripiegabili, climatizzatore automatico, accesso keyless, guida assistita di Livello 2, monitoraggio dell’angolo cieco, paraurti specifici, diffusore posteriore, passaruota maggiorati con badge HF, sedili racing in econyl, ricarica a induzione per smartphone e illuminazione ambientale interna.

  • Stile: riporta il marchio nel segmento B premium, con grande attenzione allo stile.
  • Infotainment: molto tecnologico il sistema multimediale disponibile.
  • Comfort: l’elettrica promette di avere prestazioni equilibrar tee adatte ad esigenze urbane, gli interni vogliono coccolare il cliente.

Di seguito i prezzi della nuova Lancia Ypsilon noti a dicembre 2024:

Lancia Ypsilon elettrica Prezzo
Ypsilon 34.900 €
LX 37.900 €
Edizione Cassina 39.500 €
HF 39.200 €
HF Line elettrica 38.399 €
HF Line ibrida 28.200 €

Renault R5: prova su strada

Renault R5: prova su strada 10

Ammettiamolo, le vendite delle elettriche continuano ad arrancare. Ma in Renault pare abbiano trovato la chiave di lettura per far avvicinare più persone alle auto a batteria. Il “trucco” è stato quello di ispirarsi al passato, riportando in vita alcuni modelli che hanno fatto la storia del brand francese, proprio come la R5 oggetto di questa prova, 

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

I designer Renault hanno definito lo stile della R5 come “retro-futurista”. Un concetto secondo il quale le forme tipiche di modelli appartenenti al passato vengono reinterpretate inchiavi moderna. Lo stile della R5, infatti, rappresenta una chiara evoluzione del modello originale, fin dalla prima occhiata. Anche se il tutto è stato evoluto tenendo in considerazione quella che è una delle tendenze più forti dell’attuale mercato automobilistico, ovvero i Suv e i crossover.

Per questo motivo la R5 punta su un assetto leggermente rialzato da terra e su fascino in plastica nera che corrono tutt’intorno alla carrozzeria. Anche negli interni si respira un certo rimando al passato, attraverso le forme della plancia, che richiamano quelle della prima R5, sulla quale si fondono elementi moderni come il doppio schermo con funzione di quadro strumenti e infotainment. Buono lo spazio a bordo: anche per chi viaggia dietro ci sono centimetri in abbondanza, nonostante la lunghezza della vettura si fermi a 3,92 metri, mentre il vano di carico assicura una capacità minima di 326 litri. 

: la meccanica

La nuova Renault R5 è il primo modello a nascere sulla nuova piattaforma Ampr Small del costruttore francese, che assicura un baricentro basso, grazie al pacco batterie posizionato all’interno del passo, la presenza delle sospensioni mutilino per il posteriore e un peso contenuto in circa 1.500 kg. Dal punto di vista tecnico viene proposta in abbinamento a tre diversi powertrain: batteria da 40 kWh e motore anteriore da 95 o 120 CV, oppure con batteria da 52 kWh e motore, sempre anteriore, da 150 CV. Il tutto per un’autonomia che va da un minimo di 300 ad un massimo di 410 km. La potenza di ricarica massima, invece, è di 80 kW per la batteria più piccola e di 100 kW per quella più grande. 

Renault R5: prova su strada 5

: come va

Dal punto di vista dinamico la R5 si dimostra comoda e confortevole come ogni utilitaria che si rispetti, senza però rinunciare ad un pizzico di sportività. Questa è garantita dal posizionamento al centro della vettura del pacco batterie, che contribuisce così a tenere basso il baricentro dell’auto, a tutto vantaggio della dinamica di guida. A questa contribuisce poi uno sterzo sicuramente demoltiplicato, ma comunque sempre comunicativo, unito ad un assetto che pur restando in grado di filtrare efficacemente tutte le asperità del manto stradale, non cede mai troppo il fianco a rollio e beccheggio, rendendo la R5 piacevole da guidare anche su una strada ricca di curve. Buona anche l’efficienza della batteria: nel corso del nostro test abbiamo registrato una media di 17 kWh/100 km, che si traducono in un’autonomia di quasi 400 km. Non male. 

: i prezzi

I prezzi della R5 partono dai 25.000 euro necessari per portarsi a casa la variante con batteria da 40 kWh e 95 CV, mentre quella con motore da 120 CV parte da 27.900 euro. Per la top di gamma da 150 CV occorrono invece almeno 32.900 euro.

: scheda tecnica

Renault R5 52 kWh

Dimensioni

  • Lunghezza: 3,92 metri
  • Larghezza: 1,77 metri
  • Altezza: 1,50 metri
  • Passo: 2,54 metri
  • Bagagliaio: 326 litri

Powertrain

  • Motore elettrico: sincrono a magneti permanenti
  • Potenza: 150 CV
  • Coppia: 245 Nm

Alpine A110: prova su strada

Alpine A110: prova su strada 2

Supercar non è necessariamente sinonimo di prezzi esorbitanti e costi di gestione da sceicchi. Esistono modelli che incarnano in pieno quello che è il DNA tipico delle supercar, pur rimanendo relativamente semplici da gestire. Una di queste è la Alpine A110, la piccola supercar francese che ha riportato in vita un brand storico dell’automobilismo, rifacendosi ad un modello iconico, entrato nel cuore degli appassionati di rally di tutto il mondo. Il tutto, condito da un powertrain da 300 CV, che assicura costi di esercizio umani. 

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Lunga appena 4,18 metri, la Alpine A110 incarna tutti quelli che sono gli ingredienti necessari ad una vettura per fregiarsi dell’appellativo di sportiva “pura”: due posti secchi, un motore prestazione e, soprattutto, un peso nell’ordine dei 1.000 kg. Lo stile, poi, come dicevamo, si ispira a quello della A110 degli anni Sessanta, fatto di linee pulite, che non vengono “inquinate” da grandi prese d’aria sulle fiancate o da vistosi alettoni. Ad assolvere a tutte quelle che sono le funzioni aerodinamiche legate al concetto di downforce ci pensa il grande diffusore nella zona posteriore, arricchito da un grande terminale di scarico nella parte centrale, che dona all’insieme un tocco ancora più esclusivo.

Anche gli interni sono focalizzati sul concetto di “prestazioni”. Tolto il piccolo schermo del sistema di infotainment posizionato a centro plancia, non sono presenti altri dispositivi che potrebbero distrarre dalla guida. Bellissimi e super contenitivi i sedili, perfetti per quando si guida in pista o su una strada tutta curve. Unica pecca lo spazio: a bordo è presente un solo vano portaoggetti posizionato sotto il tunnel centrale, oltre ad un piccolo scomparto tra i due sedili e anche il doppio bagagliaio (uno davanti e uno dietro) non assicurano una capacità di carico degno di nota. 

: la meccanica

Venendo al cuore della Alpine A110, in posizione centrale, subito alle spalle di conducente e passeggero, trova posto un propulsore di 1,8 litri a quattro cilindri sovralimentato tramite turbocompressore capace di sviluppare una potenza massima che per la variante S del modello si attesta sui 300 CV per 340 Nm di coppia. L’unità è abbinata di serie ad un cambio automatico a doppia frizione e sette rapporti che manda potenza alle sole ruote posteriori, regalando alla A110 una dinamica di guida molto coinvolgente. Merito anche di un peso che sfiora appena i 1.100 kg, con una perfetta ripartizione dei pesi tra avantreno e retrotreno.

: come va

La piccola Alpine A110 rappresenta un vero e proprio gioiellino per tutti gli amanti della guida. Lei è una delle poche vetture “pure” rimaste sul mercato, fedele ad un powertrain non “inquinato” da sistemi elettrificati, che ti permette di godere a pieno della spinta del quattro cilindri che, pur essendo sovralimentato, da il meglio di se nella zona alta del contagiri. Ottimo anche il lavoro del cambio, che con l’ultimo aggiornamento è stato ulteriormente migliorato divenendo ora ancora più preciso e veloce, soprattutto nella modalità di guida Track, la più cattiva tra le tre disponibili.

Alpine A110: prova su strada 5

Da vera supercar anche la messa a punto del telaio: la geometria del comparto sospensivo anteriore assicura una reattività incredibile in fase di inserimento curva, mentre il posteriore segue sempre in maniera fedele la traiettoria impostata, diventando sovrasterzante solo quando volutamente provocato. Al capitolo consumi, invece, la Alpine risponde con un’ottima media di 9 km/l, in un contesto di utilizzo normale: un ottimo risultato in considerazione delle prestazioni che è in grado di regalare. 

: i prezzi

La Alpine A110 è disponibile in variante da 252 CV con un prezzo di partenza di 66.300 euro, mentre per mettersi in garage la variante da 300 CV occorrono almeno 77.350 euro.

Alpine A110: scheda tecnica

Alpine A110 S

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,18 metri
  • Larghezza: 1,79 metri
  • Altezza: 1,25 metri
  • Passo: 2,42 metri
  • Bagagliaio: n.d.

Powertrain

  • Motore benzina: 1.8 turbo a quattro cilindri
  • Potenza: 300 CV
  • Coppia: 340 Nm

Fotografie: Giorgio Saba