EMC 212: prezzi, dimensioni, caratteristiche

EMC 212: prezzi, dimensioni, caratteristiche 13

Semplice, essenziale, senza fronzoli. Arriva sul mercato italiano l’EMC 212, distribuito da Eurasia Motor Company. Si tratta di un fuoristrada 4×4 “vecchio stile”, che punta agli appassionati.

Una scelta di nicchia ma coraggiosa in un mondo in cui i suv si stanno trasformando in soluzioni adatte più alla città che all’off road. E il prezzo? È super competitivo.

Ecco la scheda tecnica della EMC 212:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 359/1200 litri
 Alimentazioni benzina
 Classe Euro 6e
 CV/kW (da) 217/160
 Prezzo (da) 39.900 €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Le dimensioni sono da fuoristrada compatto. 4,7 metri di lunghezza, 1,9 di larghezza, 1,9 di altezza. Il passo è generoso, e arriva a 2,8 metri. Il bagagliaio va da 359 litri a 1200 reclinando i sedili posteriori. L’altezza da terra è adatta all’off road: 23,5 cm.

Dimensioni
Lunghezza 4.710 mm
Larghezza 1.900 mm
Altezza 1.940 mm
Passo 2.860 mm

Forme squadrate, passaruota larghi, frontale verticale. Sono alcune delle caratteristiche inconfondibilmente off road della 212, che non esibisce nessun abbellimento fine a sé stesso.

Spicca la calandra, con fari LED rotondi integrati in una mascherina di dimensioni contenute. La parte posteriore è robusta e, anche qui, senza fronzoli, con la grande ruota di scorta a vista. Il portellone è incernierato a lato.

Sulle versioni più complesse ci sono anche i cerchi in lega da 20 pollici, insieme a pedane elettriche e vetri oscurati.

Sul cruscotto spiccano i due grandi display, dedicati uno alla strumentazione digitale e l’altro per l’infotainment, che raggiunge i 12,3 pollici. Ma oltre ai comandi digitali non mancano quelli fisici sulle razze del volante e sotto lo schermo.

I sedili aggiungono funzioni di riscaldamento e massaggio, ma solo nelle versioni top. Non manca il clima automatico, l’abitacolo insonorizzato, le porte usb e le telecamre a 360 gradi.

Lo spazio interno, grazie al buon passo, è generoso.

Sul mercato italiano, l’unico motore disponibile è il 2.0 turbo benzina da 217 CV, con una coppia da 410 Nm. Il cambio è automatico e a otto rapporti. La trazione integrale può essere inserita a marce ridotte, ed è perfetta per i fondi più ardui.

Anche su strada il comfort resta buono, e l’omologazione è Euro 6e.

I consumi non sono la prima preoccupazione per un mezzo di questo tipo, e infatti non sono bassi. Mescolando circolazione urbana ed extraurbana si superano facilmente i 10 litri per 100 km.

Gli allestimenti sono due:

  • Adventurer
  • Officier

Adventurer: cerchi in lega, climatizzatore bizona, infotainment 12,3”, tetto apribile elettrico, fari LED, sedili riscaldati, trazione 4×4 inseribile;

Officier: cerchi in lega, climatizzatore bizona, infotainment 12,3”, tetto apribile elettrico, fari LED, sedili riscaldati, trazione 4×4 inseribile, cerchi da 20”, pedane elettriche retrattili, vetri oscurati, inserti interni specifici, finiture più curate.

  • Prestazioni: il suo habitat è l’off road
  • Design: semplice e senza fronzoli
  • Prezzo: costa la metà dei competitor nel segmento

EMC 212: prezzi

Di seguito il listino prezzi aggiornato a ottobre 2025:

Modello Prezzo
EMC 212 Adventurer 217 CV 39.900 €

Mitsubishi Eclipse Cross: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Mitsubishi Eclipse Cross: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Ecco la Eclipse Cross, presentata da Mitsubishi con un evento online. Il nuovo modello verrà prodotto nello stabilimento francese di Douai e si basa sulla piattaforma CMF-EV del gruppo, nota anche come AmpR Medium.

Due chicche? L’autonomia fino a 600 km e la ricarica rapida da 150 kW. Il nuovo modello debutterà entro il 2025.

Ecco la scheda tecnica della Mitsubishi Eclipse Cross:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 476/1.670 l
 Alimentazioni elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 218 / 160
 Prezzo (da) – €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Lunga 4,47 metei e alta 1,57, la Mitsubishi Eclipse Cross ha le stesse dimensioni della Renault Scenich E-Tech Electric, basata sulla stessa piattaforma. La larghezza è di 1,86 metri.

Il bagagliaio ha invece una capacità che va tra i 478 e i 1670, un po’ meno della Scenic.

Dimensioni
Lunghezza 4.470 mm
Larghezza 1.860 mm
Altezza 1.570 mm
Passo – mm

Il design è caratterizzato da un frontale con una griglia esagonale, con una parte retrostante anche a mo’ di esagono. Il Suv è disponibile con cerchi in lega da 19 o 20 pollici.

La gamma di colori include grigio, bianco, blu, rosso e nero, con anche in parte una verniciatura bicolore. Accanto alla griglia anteriore spiccano i due gruppi ottici a elle, replicati dietro, dove il design del portellone è ondulato.

L’abitacolo della Eclipse Cross ricorda anche in questo caso la Scenic. Spicca il touchscreen montato in verticale e un display degli strumenti che invece è orizzontale.

Il monitor dell’infotainment arriva a 12,3 pollici e offre tutti i servizi Google. Inoltre, sulla testa c’è un tetto panoramico la cui trasparenza è regolabile tramite un pulsante.

L’illuminazione ambientale è di 48 colori, e aggiunge un tocco di classe in più alla vetture. Inoltre, sono disponibili fino a venti sistemi di assistenza alla guida, tra cui il cruise control adattivo, l’assistente al mantenimento della corsia, e poi frenata automatica di emergenza e avviso di traffico trasversale.

Infine, sette airbag garantiscono la sicurezza dei passeggeri, e in caso di incidente l’alimentazione elettrica viene disattivata dal pacco batteria ad alta tensione.

Al momento del lancio sarà disponibile un unico assetto Long Range, con un motore da 160 kW (218 CV) e una batteria da 87 kWh.

Al momento del lancio sul mercato, sarà disponibile un’unica combinazione di motore e batteria. Questa versione Long Range offre un motore da 160 kW (218 CV) e una batteria da 87 kWh.

Il motore è una macchina sincrona a eccitazione elettrica senza magneti permanenti, già utilizzata su Renault e Nissan. Il motore genera una coppia da 300 Nm, con uno scatto consentito da 0 a 100 km/h in 8,4 secondi e una velocità massima di 170 km/h.

Non si conoscono ancora i valori esatti dell’autonomia, ma si sa già che sarà superiore ai 600 km. La ricarica AC arriva fino a 22kW mentre la DC raggiunge i 150 kW.

Il recupero dell’energia in frenata è inoltre regolabile su quattro livelli tramite le palette al volante.

Non sono ancora noti gli allestimenti, che verranno comunicati al lancio.

  • Design: Le forme esagonali danno un tocco interessante
  • Interni: Tecnologia e sicurezza
  • Motori: Versione Long Range da 218 CV

Mitsubishi Eclipse Cross: prezzi

I prezzi verranno comunicati al lancio.

Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Con i suoi otto cilindri e 1050 CV, ecco la Ferrari 849 Testarossa. Si tratta dell’erede della SF90 Stradale con cui condivide la meccanica, anche se da un punto di vista estetico le somiglianze sono poche.

Si tratta di uno dei modelli più esclusivi del Cavallino, il cui nome è composto dal frazionamento del propulsore termico, dalla cilindrata unitaria e dal nome Testarossa, una vera e propria leggenda per Maranello fin dal 1956, anno di uscita della Ferrari 500 Testarossa.

Ecco la scheda tecnica della Ferrari 849 Testarossa:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2
 Bagagliaio 74 l
 Alimentazioni ibrida
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 1.050/772
 Prezzo (da) 460.000 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La lunghezza della Ferrari 849 Testarossa è di 4.718 mm, la larghezza di 2.304, l’altezza di 1.225 e il passo di 2.650 mm. Il peso a secco è di 1.570 kg, mentre la capacità del bagagliaio è di 74 litri

Dimensioni
Lunghezza 4.718 mm
Larghezza 2.304 mm
Altezza 1.225 mm
Passo 2.650 mm

A disegnare questa nuova Testarossa è stato il team del Centro Stile guidato da Flavio Manzoni, che si è ispirato alle vetture Sport Prototipo di cinquant’anni fa creando un modello dalle spiccate somiglianze estetiche con la F80 e la 12Cilindri.

Per quanto riguarda gli esterni si nota la “sponda”, una porta con modellato tridimensionale che deriva dalla linea maestra principale. Questa sponda è realizzata con un solo elemento di lega d’alluminio, e non ha tagli o scomposizioni.

La porta, inoltre, ha anche una funzione aerodinamica, essendo realizzata tramite un processo di estrazione molto particolare, che permette di formare pannelli senza incastri.

C’è poi la versione Spider con tetto rigido che si apre in 14 secondi. Lo scatto da 0 a 100 è in 2,3 secondi anche se il peso è di 90 kg in più della sorella. Sarà lei la versione più ricercata dai collezionisti.

L’abitacolo è da monoposto e la plancia ha uno sviluppo orizzontale e dettagli che ricordano la F80. Due i posti disponibili, anche se i due passeggeri trovano più spazio grazie a una riprogettazione totale dell’abitacolo.

Sotto al cofano c’è un V8 biturbo di 3.990 cm3 a carter secco con bancate angolate di 90 gradi. In questa versione aggiornata della 849, inoltre, la potenza massima è di 830 CV a 7500 giri.

La coppia è di 842 Nm di coppia erogati a 6500 giri, mentre il regime massimo è di 8300 giri. La trasmissione è invece un’automatica doppia frizione a otto rapporti con trazione posteriore.

Come la sorella SF90 Stradale, anche la nuova Ferrari 849 Testarossa adotta un sofisticato sistema di trazione integrale elettrica, che unisce tradizione e innovazione in chiave prestazionale. Il motore termico agisce esclusivamente sul retrotreno, dove lavora in sinergia con uno dei tre motori elettrici.

L’avantreno, invece, è completamente gestito da unità elettriche, contribuendo a una potenza ibrida complessiva di 220 CV. In modalità eDrive, la sola componente elettrica garantisce 163 CV e un’autonomia di 25 km grazie alla batteria da 7,45 kWh.

Questo powertrain ibrido non è pensato per risparmiare, ma per spingere al limite: la 849 Testarossa scatta da 0 a 100 km/h in soli 2,3 secondi, mentre lo 0-200 km/h viene archiviato in 6,35 secondi. La velocità massima supera i 330 km/h, confermando l’impostazione da supercar estrema.

Anche la frenata è all’altezza, con un impianto brake-by-wire e sistema ABS Evo derivato dalla SF90 XX: servono appena 28,5 metri per fermarsi da 100 km/h e 108 metri da 200 km/h. Il cronometro parla chiaro anche in pista: sulla pista di Fiorano, la 849 Testarossa ferma il tempo in 1’17”500, prestazione che la proietta tra le Ferrari più veloci di sempre.

 

  • Assetto Fiorano

Assetto Fiorano: Alleggerimento complessivo di circa 30 kg, nuovo sedile tubolare leggero rivestito in Alcantara nera, cerchi in fibra di carbonio da 20″, frontale caratterizzato da uno splitter molto più estremo, fondo anteriore dotato di una coppia supplementare di generatori di vortici, due spoiler ridotti sormontati da profili aerodinamici ad alta incidenza, sospensioni rigide Multimatic, molle alleggerite del 35%, gradiente di rollio ridotto del 10%, sollevatore anteriore, coperture Michelin Pilot Sport Cup2, livrea esclusiva disponibile in due varianti cromatiche – Bianco Cervino e Rosso Corsa – a campitura a gradiente.

  • Aerodinamica: Tra i punti forti grazie al lavoro del Centro Stile
  • Interni: Un grande classico evoluto e aggiornato
  • Motori: Ancora più potente

Ferrari 849 Testarossa: prezzi

Le 849 Testarossa sono ordinabili da subito, e le prime consegne avverranno nel primo semestre 2026, mentre per la Spider bisognerà attendere la seconda parte dell’anno.

Modello Prezzo
Ferrari 849 Testarossa 460.000 €

Alfa Romeo Junior Q4: prova su strada

Alfa Romeo Junior Q4: prova su strada 11

La sigla Q4 fa il suo esordio anche sul modello più piccolo di casa Alfa Romeo. Con questa, quindi, anche la Junior diventa a trazione integrale, ma attraverso un sistema inedito che sfrutta al massimo le potenzialità del sistema ibrido di casa Stellantis per permettere al modello di muoversi su tutti i terreni, senza rinunciare all’efficienza garantita dall’elettrificazione.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Dal punto di vista estetico, la Junior Q4 non si differenzia in alcun modo dalle varianti a due ruote motrici presenti a listino. La lunghezza, infatti, resta di 4,17 metri, con uno stile che strizza l’occhio alla sportività, riproponendo in chiave moderna elementi stilistici di alcuni modelli che hanno fatto la storia di Alfa Romeo. Curati anche gli interni, sia dal punto di vista dei contenuti, sia della scelta dei materiali.

Tanta poi la tecnologia che passa attraverso la presenza di un sistema di infotainment ricco di funzionalità e sempre facile da gestire anche in movimento. Buono anche lo spazio a bordo: si viaggia comodi anche dietro (solo il passeggero centrale risulta un po’ sacrificato) così come buono è lo spazio per i bagagli, garantito da un vano di carico con una volumetria di circa 400 litri in configurazione standard.

: la meccanica

Dove la Junior Q4 si differenzia dal resto della gamma è nella meccanica. A spingerla, infatti, provvede un powertrain ibrido che, di fatto, rappresenta una versione evoluta di un mild-hybrid, capace di muovere la vettura per qualche metro anche in modalità completamente elettrica.  La parte endotermica è costituita da un 1.2 a tre cilindri turbo da 136 CV, supportato nel proprio lavoro da un motore elettrico anteriore da 29 CV, al quale qui si somma un secondo motore elettrico montato sull’asse posteriore che muove le ruote posteriori, anch’esso da 29 CV.

Alfa Romeo Junior Q4: prova su strada 9

A cambiare tra le due unità è la coppia: 55 Nm quello anteriore e 88 Nm quello posteriore. La potenza di sistema raggiunge così i 145 CV per 230 Nm di coppia. Per ospitare il nuovo motore posteriore, inoltre, i tecnici Alfa Romeo sono intervenuti sullo schema sospensivo del retrotreno: al posto del classico ponte rigido sulla Junior Q4 trova posto un più sofisticato multilink che, però, apporta un aggravio di peso che si avvicina ai 200 kg.

: come va

Nonostante la presenza della trazione integrale, la Junior Q4 non è una vettura dal piglio sportivo. L’intervento dell’unità posteriore, infatti, è quasi impercettibile. Questa viene chiamata in causa solo quando le ruote anteriori perdono aderenza contribuendo così a ridurre il sottosterzo. La spinta dei tre motori, quando ingaggiata la modalità Sport, è piuttosto decisa, anche se un po’ brusca nella prima fase di richiesta della potenza. Tutta nuova la taratura dell’assetto, anche perché qui, per fare spazio al motore posteriore, al retrotreno debutta lo sche multilink, che contribuisce a rendere la guida più precisa.

Unica pecca, un setup forse un po’ troppo morbido delle sospensioni, che in determinati contesti portano ad un leggero aumento dei movimenti della scocca in curva. Buono invece il feeling con il pedale del freno. Nonostante la presenza del sistema di recupero dell’energia, il pedale resta sempre ben modulabile. Buoni, infine, i consumi: nel corso del nostro test abbiamo registrato una media di circa 15 km/l, impegnando la Junior in contesti molto vari, dalla città alle strade di montagna.

: i prezzi

Il listino della Junior Q4 si apre da 37.400 euro, con una dotazione di serie piuttosto ricca. 

: scheda tecnica

Alfa Romeo Junior Q4

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,17 metri
  • Larghezza: 1,78 metri
  • Altezza: 1,54 metri
  • Passo: 2,55metri
  • Bagagliaio: 340/1.205 litri

Powertrain

  • Motore benzina: 1.2 turbo a tre cilindri da 136 CV
  • Motore elettrico: due unità da 29 CV ciascuna
  • Potenza di sistema: 145 CV
  • Coppia di sistema: 230 Nm

Bosch: il presente (e il futuro) dell’auto è nel software

Bosch: il presente (e il futuro) dell'auto è nel software 2

Nell’industria automotive, Bosch è da tempo anche sinonimo di software. Nata come azienda che supporta l’industria automobilistica per soddisfarne praticamente ogni richiesta, sta cambiando velocemente per assecondare la transizione che anima il mondo dei trasporti.

Il salone IAA Mobility 2025 di Monaco di Baviera è stato l’occasione per ribadirlo a tutto il settore. Ma c’è di più. Bosch fornisce anche l’hardware perfettamente adattato alle potenzialità del software, tutto da un’unica fonte: un punto di forza distintivo che rende l’azienda unica a livello globale. “Senza una tecnologia hardware avanzata, anche l’auto più intelligente non si potrebbe muovere” ha dichiarato Camillo Mazza General Manager Robert Bosch GmbH Branch in Italy.

Il potenziale di sterzo e freni by-wire

I primi segnali sono promettenti: Bosch ha consolidato la propria posizione nel mondo della mobilità guidata dal software. Un esempio sono i sistemi by-wire per la frenata e la sterzata, considerati una tecnologia chiave per i veicoli definiti dal software e per la guida autonoma. In questi sistemi è il software a prendere il controllo e, dunque, non è più necessaria una connessione meccanica. Tutto ciò rappresenta un settore strategico per l’intero comparto della mobilità. Con le soluzioni brake-by-wire e steer-by-wire, l’azienda prevede di raggiungere un fatturato superiore a 7 miliardi di euro entro il 2032.

Nel contesto della mobilità guidata dal software, il settore Mobility di Bosch continua a evolversi: si passa da hardware con software integrato, a servizi, fino a soluzioni software completamente indipendenti che i produttori e i partner possono integrare nei propri ecosistemi. L’impatto è evidente: nonostante la stagnazione della produzione globale di veicoli, la domanda debole e il rallentamento nello sviluppo della mobilità elettrica e nella guida autonoma, Bosch Mobility registrerà una lieve crescita nel corso dell’anno. L’aumento del fatturato previsto si attesta a poco meno del 2%.

Bosch: il presente (e il futuro) dell'auto è nel software

Anche l’Italia contribuisce all’innovazione

Il software Bosch è già ampiamente utilizzato, con oltre due dozzine di produttori in Europa, Cina e Giappone che lo hanno già adottato. Nei prossimi tre anni, Bosch investirà una somma in euro a nove cifre nel Vehicle Motion Management, ampliando il proprio portafoglio modulare di software e funzioni in tutti i settori della mobilità.

Il Vehicle Motion Management di Bosch funziona ancora meglio in combinazione con le soluzioni by-wire, poiché il software può controllare autonomamente gli attuatori di frenata e sterzata, indipendentemente dalle azioni del guidatore, garantendo maggiori sicurezza e comfort e una dinamica del veicolo più efficiente.“Stiamo lavorando intensamente con il nostro team in Italia perché anche nel nostro mercato questo cambiamento tecnologico possa realizzarsi nei prossimi anni in tutti i settori della mobilità del futuro anche nel nostro Paese”, ha commentatoCamillo Mazza General Manager Robert Bosch GmbH Branch in Italy.

Il futuro è fatto di intelligenza artificiale e guida autonoma

Anche la famiglia di prodotti Adas di Bosch è guidata dal software. Per i sistemi intelligenti di assistenza alla guida, i costruttori di veicoli possono scegliere tra tre varianti preconfigurate, pronte per essere implementate rapidamente e adattate in modo specifico al brand. Anche in questo caso, hardware e software possono essere integrati oppure acquistati separatamente, in base alle esigenze del cliente. Entrambe le opzioni beneficiano di un approccio olistico: grazie alla profonda conoscenza dell’interazione tra hardware e software, Bosch è in grado di offrire soluzioni ottimizzate su misura, perfettamente integrabili negli ambienti esistenti.

Bosch: il presente (e il futuro) dell'auto è nel software 3

I veicoli moderni, progettati e sviluppati secondo una logica guidata dal software, utilizzano un numero sempre più ridotto di computer di bordo, ma molto più potenti. Questi rappresentano un motore di crescita per Bosch: il settore dei computer ad alte prestazioni dell’azienda sta registrando una crescita superiore al 5% annuo, con in portafoglio clienti del calibro del gruppo BMW. Bosch offre anche computer centrali che combinano diverse funzioni, come l’assistenza alla guida e l’infotainment, in un’unica centralina e su un solo sistema su chip (SoC). Ciò consente di risparmiare spazio, costi ed energia. Questi sistemi hanno inoltre una struttura modulare e possono integrare in modo flessibile software provenienti da diversi produttori. In Cina, Bosch fornisce un computer ad alte prestazioni a SAIC-GM per realizzare un cockpit basato sull’intelligenza artificiale. Grazie a questo cockpit AI, i conducenti possono dialogare con la propria auto in modo del tutto naturale, interagendo come se si trattasse di un essere umano.

Volkswagen ID. Cross: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Volkswagen ID. Cross: prezzi, dimensioni, caratteristiche 3

Volkswagen amplia la sua gamma di modelli a batteria con la ID. Cross, un Suv di dimensioni compatte pensato per chi cerca un modello a misura di città, alimentato da un powertrain 100% elettrico dalla buona autonomia.

Per la Casa di Wolfsburg si tratta del primo di una nuova famiglia di modelli che puntano a rendere più accessibile la mobilità elettrica. Per ora è stato presentato solo il prototipo pre-serie, al Salone di Monaco, ma la versione di serie dovrebbe arrivare nel corso del 2026.

Ecco la scheda tecnica della Volkswagen ID. Cross:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 450 l
 Alimentazioni elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 211/155
 Prezzo (da) – €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La concept della ID. Cross presentata a Monaco è lunga 4,2 metri, larga 1,8 metri, alta 1,6 metri e con un passo di 2,6 metri. Misure che le permettono di ritagliarsi un posto nel cuore del Segmento B. Per quanto riguarda il vano bagagli, le dimensioni arrivano a 450 litri, a cui ne vanno aggiunti altri 38 sotto i sedili posteriori e 25 nel frunk anteriore.

Dimensioni
Lunghezza 4.156 mm
Larghezza 1.839 mm
Altezza 1.588 mm
Passo 2.601 mm

La ID. Cross inaugura il nuovo concetto stilistico di Volkswagen denominato  “Pure Positive”, che dal 2025  in poi caratterizzerà tutti i modelli del costruttore tedesco. Cosa includerà questo stile? Innanzitutto semplicità e pulizia nelle linee, mentre nel frontale spicca la firma luminosa che tende verso l’alto. Sempre nella parte anteriore, i fari led vengono uniti alla striscia luminosa incastonata tra due barre in vetro. La fiancata invece si caratterizza per passaruota sporgenti e ampie protezioni in plastica, mentre lo spoiler si allunga soltre al lunotto posteriore.

Una firma che permette di identificare subito il modello è rappresentata dai tre dettagli orizzontali illuminati sul montante C. I cerchi sono da 21″ a cinque razze, e cambia anche il disegno dei gruppi ottici posteriori, che esibiscono due elementi rettangolari, collegati a una barra luminosa che si incontra al centro con un logo della Casa tedesca.

Il look degli interni è minimal, con materiali e rivestimenti di pregio come i sedili in tessuto beige Vanilla Chai. Al centro del cruscotto c’è uno schermo da 13″ per l’infotainment, con comandi fisici per controllare il climatizzatore. Dietro al volante, ecco un display da 11″ per la strumentazione digitale. Sopravvivono i comandi fisici sul volante, sia per l’infontainment sia per gli aiuti alla guida.

Interessante il bracciolo tra i due sedili anteriori che contiene anche  due spazi di ricarica per lo smartphone con un joystick per l’infotainment. Accanto al conducente, invece, ecco i comandi per regolare specchietti e vetri.

Il motore è completamente nuovo e progettato (oltre che realizzato) in Europa. L’unità elettrica, integrata nell’asse anteriore, sviluppa una potenza di 211 CV ed eroga una velocità massima di 175 km/h.

La capacità della batteria non è stata comunicata, ma si sa già che, secondo il ciclo di omologazione Wltp, consentirà alla ID. Cross di percorrere 420 km.

Gli allestimenti non sono ancora stati comunicati.

  • Esterni: sono completamente nuovi, essenziali e incisivi.
  • Interni: Il design è riuscito, la praticità è un punto a favore
  • Motori: Anche qui, la novità premia

Renault 4: prezzi

Il listino verrà comunicato al lancio

BMW iX3: prezzi, dimensioni, caratteristiche

BMW iX3: prezzi, dimensioni, caratteristiche

Presentata al Salone di Monaco 2025, la nuova BMW iX3 arriverà sul mercato nel 2026. La versione di lancio è la 50 xDrive, con trazione integrale che eroga 469 CV. Con questo modello, il marchio tedesco inaugura l’evoluzione dei suoi modelli elettrici, soprattutto sotto il profilo dei contenuti e della piattaforma elettrica.

Ecco la scheda tecnica della BMW iX3:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 520 l
 Alimentazioni elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 469/350
 Prezzo (da) 69.900 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Rispetto alla generazione precedente, la iX3 è cresciuta notevolmente nelle dimensioni. La lunghezza è di 4,78 metri, l’altezza è di 1,63 metri, la larghezza è di 1,89 metri e il passo è di 2,89 metri.  Si tratta di dimensioni che hanno migliorato di molto l’abitabilità interna del veicolo. Il bagagliaio è da 520 litri con una soglia di carico bassa e un’apertura elettrica. Una chicca? Il piccolo vano anteriore aggiuntivo da 58 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.780 mm
Larghezza 1.890 mm
Altezza 1.630 mm
Passo 2.890 mm

La nuova iX3 introduce anche delle novità in fatto di design, portando su strada un look inedito soprattutto nella parte anteriore, dove per la prima volta negli ultimi anni, il doppio rene diventa più piccolo, venendo inglobato in una calandra che include anche i gruppi ottici. Resta invece nella parte bassa la presenza di una grande presa d’aria che conferisce all’anteriore una certa aggressività. Le fiancate sono invece regolari, con maniglie a filo carrozzeria e un portellone che in coda esibisce uno spoiler pronunciato.

La iX3 è il primo modello della sere “Neue Klasse”, ovvero una nuova famiglia di modelli basati su una inedita piattaforma che porterà al debutto motorizzazioni ibride ed elettriche.

La novità principale negli interni è la nuova strumentazione che si sviluppa in larghezza sulla porzione inferiore del parabrezza, attraverso un vero e proprio head-up display che corre da un lato all’altro della plancia. Il tutto arricchito da uno schermo touch per l’infotainment posizionato al centro del cruscotto. La console è stata anche semplificata eliminando la leva del cambio.

Stile a parte, tanta attenzione è poi stata rivolta alla scelta dei materiali, con pelle e microfibre che si intrecciano in elementi di design che donano all’insieme un alto livello di qualità percepita. Tanto anche lo spazio a bordo, garantito dal generoso passo che permette di trovare posto comodamente anche quando si viaggia sulla seconda fila di sedili.

La versione di ingresso della iX3 ha un motore elettrico singolo sull’asse posteriore, mentre le più potenti possono contare su due unità, una per ciascun assale. La potenza complessiva è di 469 CV con una coppia di 645 Nm. Il tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h è di 4,9 secondi, mentre la velocità massima è di 210 km/h.

Nel ciclo WLTP l’autonomia dichiarata arriva a 800 km, con una batteria da 108 kWh di capacità. Sul fronte ricariche, si arriva a 400 kW di potenza massima in corrente continua. Il tempo di ricarica è di 21 minuti dal 10 all’80%, oppure di dieci minuti per arrivare a 350 km di autonomia. Le celle delle batterie sono cilidriche di 46 mm di diametro e 95 mm di altezza, valori che invece diventano 46 e 120 nelle motorizzazioni più potenti. La chimica è NMC.

Gli allestimenti della nuova BMW iX3 sono tre:

  • base
  • MSport
  • MSport Pro

base: Cerchi in lega da 20″, barre al tetto, luci full LED, portellone automatico, sedili anteriori sportivi a regolazione elettrica e riscaldabili, climatizzatore bi-zona, ricarica wireless per lo smartphone, 4 prese USB di tipo C, cruise control adattivo. park assist e caricatore di bordo AC a 11 kW.

MSport: Cerchi in lega da 20″, barre al tetto, luci full LED, portellone automatico, sedili anteriori sportivi a regolazione elettrica e riscaldabili, climatizzatore bi-zona, ricarica wireless per lo smartphone, 4 prese USB di tipo C, cruise control adattivo. park assist e caricatore di bordo AC a 11 kW, impianto frenante M Sport con pinze blu, cerchi in lega da 20″ con design dedicato, interni e volante sportivi.

MSport Pro: Cerchi in lega da 20″, barre al tetto, luci full LED, portellone automatico, sedili anteriori sportivi a regolazione elettrica e riscaldabili, climatizzatore bi-zona, ricarica wireless per lo smartphone, 4 prese USB di tipo C, cruise control adattivo. park assist e caricatore di bordo AC a 11 kW, impianto frenante M Sport con pinze blu, cerchi in lega da 20″ con design dedicato, interni e volante sportivi, pinze freno rosse, cerchi da 20″ specifici, sedile guidatore e vari dettagli esterni e interni M Sport.

  • Abitabilità: il passo è generoso e c’è spazio anche dietro
  • Design: si riconosce l’impronta BMW con delle migliorie
  • Interni: grande tecnologia

BMW iX3: prezzi

Di seguito il listino prezzi della BMW iX3 aggiornato a settembre 2025:

BMW iX3 Prezzo
xDrive 496 CV 69.900 €

Volvo XC70: prezzo, dimensioni, caratteristiche

Volvo XC70: prezzo, dimensioni, caratteristiche 1

Volvo ha presentato ufficialmente la XC70, la sua prima auto elettrica dotata di range extender. L’auto in sostanza è mossa da un’unità elettrica, alimentata da una batteria che può essere ricaricata alle colonnine o dal motore termico montato sotto il cofano.

In Cina i preordini sono già aperti, mentre per l’arrivo in Europa, scrive la Casa svedese, avverrà “in un secondo momento”.

Ecco la scheda tecnica della Volvo XC70:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio –
 Alimentazioni elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) -/-
 Prezzo (da) – €

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Le dimensioni della Volvo XC70 sono generose, a partire dal passo di 2,89 metri. La lunghezza è di 4,8 metri mentre la larghezza è di 1,9 kmetri. L’altezza, infine, è di 1,65 metri.

Non è ancora nota la capacità di carico del bagagliaio.

Dimensioni
Lunghezza 4.815 mm
Larghezza 1.890 mm
Altezza 1.650 mm
Passo 2.895 mm

La Volvo XC70 nasce sulla piattaforma SMA (Scalable Modular Architecture) del gruppo Geely, di cui Volvo è parte. Alcune caratteristiche sono riprese dall’estetica classica del gruppo svedese. Per esempio, la firma luminosa a martello di Thor per i fanali anteriori. La calandra, poi, come su tutti i modelli elettrici di Volvo, è completamente carenata, mentre la presa d’aria nella parte bassa del paraurti contribuisce alla ventilazione del motore benzina che qui funge da generatore.

Immancabili, poi, nella parte posteriore, i gruppi ottici a sviluppo verticale, mentre i cerchi in lega hanno un disegno specifico che fonde stile e funzionalità, grazie ai diversi elementi aerodinamici montati su di essi.

Lo stile degli interni è minimal, con uno schermo da 15,4″ per l’infotainment, collocato in una plancia essenziale e senza tasti fisici. Le bocchette dell’aria sono nascoste.

Dietro il volante, invece, c’è il display da 12,3″ per la strumentazione digitale Invece su richiesta è possibile avere un head-up display da 92″. Sempre sotto il versante tecnologico, la vettura offrirà di serie la guida di livello 2, l’allarme per l’apertura delle portiere. Su richiesta, inoltre, ci sarà il cambio assistito di corsia e il sistema di parcheggio automatico.

Nell’essenzialità delle linee, gli unici comandi visibili sono le due leve sul piantone e i tasti sulle razze. Ciliegina sulla torna è il grande tetto panoramico a tutta lunghezza, che si estende fino ai sedili posteriori.

I dati tecnici sul powertrain devono ancora essere comunicati.

Volvo ha comunicato che la nuova XC70 può percorrere fino a 200 km in modalità solo elettrica (ciclo Cltc), senza che il motore termico debba intervenire.

Aggiungendo invece il pieno di carburante, l’autonomia arriva a 1200 km. Per quanto riguarda la ricarica alle colonnine, invece, sarà possibile effettuarla anche in corrente continua, per passare dallo 0 all’80% in 23 minuti.

Gli allestimenti non sono ancora stati comunicati

  • Esterni: si notano alcune costanti dello stile Volvo
  • Interni: minimal e altamente tecnologici
  • Autonomia: 1200 km compreso il pieno di carburante

Volvo XC70: prezzi

I prezzi della Volvo XC70 non sono ancora stati comunicati

 

Hyundai Tucson plug-in: prova su strada

Hyundai Tucson: prova su strada 9

Le auto plug-in hanno avuto un boom notevole negli ultimi anni. Da una parte per via della sempre maggiore demonizzazione delle motorizzazioni Diesel, dall’altra per gli incentivi statali che hanno spinto molti automobilisti a scegliere questo tipo di vetture. Di fatto si tratta di auto che si posizionano a metà strada tra modelli benzina e completamente elettrici. Due mondi molto diversi, dai quali le plug-in ereditano pregi, ma anche difetti. Uno degli elementi di maggiore discussione quando si parla di plug-in sono i consumi. Allora abbiamo scelto una Hyundai Tucson plug-in a trazione integrale per un long test e scoprire quanto consuma davvero una vettura di questo segmento.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Prima di andare sul tecnico, scopriamo come è fatta la Hyundai Tucson che proprio negli ultimi mesi è stata sottoposta ad un interessante restyling. Le proporzioni non sono cambiate: la lunghezza resta di 4,5 metri, così come l’abitabilità interna che assicura spazio in abbondanza anche a chi viaggia dietro, e un vano di carico con una capacità minima per la variante plug-in di 558 litri, che arrivano a superare i 1.700 litri abbattendo gli schienali della seconda fila di sedili. A cambiare è lo stile. Nel frontale è stata rivista la trama della grande calandra che ospita ancora le particolari luci diurne a Led. Con l’allestimento NLine, inoltre, la Tucson si fregia di tutta una serie di elementi che ne accentuano il carattere sportivo, come il paraurti anteriore con prese d’aria maggiorate, i cerchi in lega dal disegno dedicato, lo spoiler posteriore e il doppio terminale di scarico.

Ma le novità più importanti sono quelle che riguardano l’abitacolo. Qui infatti, è stata completamente rivista la struttura della plancia, sulla quale ora domina la presenza di un doppio schermo affiancato con funzione di quadro strumenti e infotainment. La grafica è sempre chiara e passare da un menu all’altro è semplice e veloce anche durante la guida. Tutta nuova è anche la struttura del tunnel centrale che ora diventa “sospeso”, assicurando così una migliore gestione degli spazi interni.

: la meccanica

Dal punto di vista tecnico, la Tucson plug-in è alimentata da un powertrain costituito da un propulsore a quattro cilindri turbo di 1,6 litri, capace da solo di sviluppare 160 CV. L’unità è poi abbinata ad una parte elettrica alimentata da una batteria da 13,8 kWh, che manda energia ad un motore elettrico da 98 CV.  La potenza di sistema raggiunge così i 253 CV per 265 Nm di coppia.

: come va

Ma allora, come si comporta su strada la Tucson plug-in? Dal punto di vista dinamico si dimostra sempre comoda e sincera nelle reazioni. Nonostante i tanti cavalli a disposizione le prestazioni non sono mai da vera sportiva, ma restano comunque brillanti. Detto questo, però, ciò su cui vogliamo concentrarci sono i consumi: con lei abbiamo percorso circa 3.800 km, impegnando la Tucson in contesti tanto vari, dalla città all’autostrada, passando anche per diversi tratti extraurbani su strade anche molto tortuose. Ebbene, in modalità completamente elettrica siamo riusciti a percorrere in media circa 50 km con un “pieno” di energia. A batteria scarica, invece, la media si è attestata sui 7,5 l/100 km.

Hyundai Tucson: prova su strada 1

Un dato interessante se si considera la potenza della vettura e, soprattutto, il peso che per via della presenza del modulo elettrico arriva a sfiorare i 1.900 kg. A confermare la bontà del risultato ci sono anche le condizioni in cui abbiamo percorso questi 3.800 km: abbiamo infatti impegnato la Tucson anche in strade di montagna, tra “sali-scendi” che hanno messo a dura prova il powertrain. In questi contesti, però, abbiamo potuto apprezzare l’ottima taratura del sistema elettrico, che anche a batteria scarica, è in grado di recuperare abbastanza facilmente energia, da restituire poi quando si viaggia a velocità contenute, trasformando, di fatto, la Tucson plug-in in una full hybrid.

: i prezzi

Insomma, conviene comprare una plug-in? La risposta giusta è dipende. Se avete possibilità di sfruttare al massimo la sua parte elettrica, ricaricandola ogni giorno e se avete una percorrenza media quotidiana che non supera i 50 km, allora una vettura come la Tucson plug-in è perfetta per voi. Se invece le vostre trasferte quotidiane sono più lunghe, allora forse conviene puntare magari su un full-hybrid. Insomma, tutto dipende da che tipo di utilizzo pensate di fare della vettura. In ogni caso, la Tucson si è comunque dimostrata davvero una valida compagna di viaggio: comoda e soprattutto efficiente. Venendo ai prezzi, la Tucson plug-in viene proposta nelle varianti a due o quattro ruote motrici. La prima è acquistabile in tre diversi allestimenti con prezzi a partire da 46.450 euro, mentre per la 4WD sono disponibili due allestimenti a partire da 50.950 euro.

Hyundai Tucson: prova su strada

: scheda tecnica

Hyundai Tucson plug-in 4WD

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,51 metri
  • Larghezza: 1,86 metri
  • Altezza: 1,65 metri
  • Passo: 2,68metri
  • Bagagliaio: 558/1.721 litri

Powertrain

  • Motore benzina: 1.6 turbo da 160 CV
  • Motore elettrico: sincrono a magneti permanenti da 98 CV
  • Potenza: 253 CV
  • Coppia: 265 Nm
  • Autonomia elettrica: 50 km (reali)

Omoda 9: prova su strada

Omoda 9: prova su strada 20

Prendete un SUV da 4,77 metri con powertrain ibrido plug-in dotato di un motore turbo-benzina e tre propulsori elettrici. Metteteci finiture di livello e 537 CV, una batteria da 36 kWh (che è praticamente grande quanto quella di un’elettrica compatta). Aggiungete cerchi in lega da 20”, ammortizzatori elettromagnetici, fari a matrice di Led e un look che, per quanto il gusto verso l’estetica sia soggettivo, è oggettivamente ben riuscito.

Ecco, nel panorama attuale quanto sareste disposti a pagare per questo tipo di vettura? Ve lo diciamo noi: 51.900 euro, tutto incluso. Non male, no? Signore e signori, ecco a voi la Omoda 9, vera e propria ammiraglia del giovanissimo gruppo Omoda&Jaecoo di proprietà della cinese Chery.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Della lunghezza abbiamo già detto: 4,77 metri. Quanto una BMW X3 o un’Audi Q5, tanto per citare due modelli che questa Omoda ha messo, senza neanche nasconderlo troppo, nel mirino. Il SUV cinese è anche alto 1,67 e largo 1,92. Il passo, invece, arriva a 2,8 metri.

Omoda 9: prova su strada 17

L’auto nasce su un pianale inedito per l’Italia. Si chiama M3X ed è utilizzato in Cina per altri modelli alto di gamma come quelli del marchio Exeed. Esteticamente è ben proporzionata, ha cofano alto e coda filante, con lunotto inclinato che dona dinamicità nella vista di profilo. Davanti tutto ruota intorno alla grossa griglia centrale, che ricorda quella della sorella minore Omoda 5 ma che qui risulta meno “esagerata”. I cerchi in lega di grosse dimensioni, infine, trasmettono una sensazione di solidità, così come la parte inferiore della fiancata, va a creare un volume unico che si estende per tutta la lunghezza dei veicolo e che si stacca nettamente dalla parte superiore vetrata, più sottile.

Salendo a bordo si scopre un ambiente curato e ricco ma che, rispetto ad altre concorrenti cinesi, mostra una certa pulizia delle linee che incontrerà maggiormente il gusto degli automobilisti europei.

Dal posto guida si nota subito il pannello frontale curvo che ospita due monitor da 12”3. Quello dietro al volante è dedicato alla strumentazione digitale, quello centrale al sistema di infotainment. Tra i due sedili anteriori si piazza un tunnel ampio e alto che nasconde due grandi vani portaoggetti, con quello posto sotto il bracciolo che è anche refrigerato.

Omoda 9: prova su strada 6

La qualità percepita, grazie ai materiali utilizzati per i rivestimenti e agli accostamenti cromatici (sull’esemplare provato la pelle rossa si alternava a plastiche scure e dettagli argentati, è alta e lo spazio a bordo, anche per chi siede dietro, non manca. Anche chi siede in posizione centrale, quando si viaggia in 5, non è costretto a particolari sacrifici. Il bagagliaio, con apertura elettrica del portellone, garantisce una capienza di 660 litri ed è dotato di un comodo doppio fondo dove riporre piccoli oggetti o i cavi di ricarica.

: la meccanica

La Omoda 9 monta quello che la Casa definisce Super Hybrid. È un sistema simile a quello presente sulla Jaecoo 7 ma qui è stato ulteriormente affinato. Sfrutta un motore a benzina a ciclo Miller cilindrata di 1,5 litri che è in grado sia di trasmettere trazione alle ruote quando si raggiungono certe velocità sia di ricaricare la generosa batteria agli ioni di litio presente sotto il pianale.

Ad esso sono abbinati 3 motori elettrici: due all’anteriore, con potenze rispettivamente di 102 e 122 CV e uno al posteriore, in grado da solo di scaricare al retrotreno 238 CV. A coordinare tutto c’è un cambio a tre rapporti che consente di sfruttare al meglio sia la componente elettrica sia quella termica.

Omoda 9: prova su strada 1

Complessivamente, il sistema eroga 537 CV e una coppia di 650 Nm. Quanto basta per spingere questo bestione da 2.275 kg a 180 km/h di velocità massima ma soprattutto di farlo arrivare a 100 km/h con partenza da fermo in 4”9. Già: meno di 5 secondi, un tempo che una volta (neanche troppi anni fa) era riservato alle sportive di razza.

: come va

Se si dovesse descrivere il comportamento stradale di questo SUV cinese con una sola parola, non ci sarebbero dubbi su quale usare: comfort. Le sospensioni, per quanto attive, sono votate al comfort, per cui, tra le curve soprattutto, non nascondono una massa che è – per forza di cose, visto il powertrain plug-in con batteria di dimeno suoni generose – a dir poco abbondante. Lo sterzo, anche, è morbido e demoltipricato, tanto che all’inizio si deve quasi imparare a giocare d’anticipo per inserire l’avantreno esattamente dove si vuole che vada. Però, con il passare del tempo, si comprende l’impostazione generale di questa Omoda 9, che è fatta per macinare chilometri in souplesse. Ci si deve dimenticare di avere così tanti cavalli a disposizione (tornano utili quando si vuole fare un sorpasso) e si deve guidare in modo rilassato, sfruttando appieno quello di cui questo SUV è capace.

Omoda 9: prova su strada 3

Il cambio, dal canto proprio, passa da un rapporto all’altro in modo quasi impercettibile. Anche la trasmissione non è pensata per esaltare le prestazioni quanto la fluidità di guida. A questo proposito, si consigli di tenere sempre la batteria carica, perché quando arriva a zero il powetrain va un po’ in crisi, dovendo il motore termico lavorare sia per ricaricare la batteria sia trasmettere il moto alle ruote. Anche i consumi ne guadagnano. Sia perché si possono percorrere lunghi tratti in modalità esclusivamente elettrica (la Casa dice che si possono percorrere fino a 140 km senza accendere il 1.5) sia perché il contributo dei tre motori elettrici alla marcia aiuta a contenere i consumi in modo considerevole.

: i prezzi

Riguardo al prezzo, la strategia di Omoda&Jaecoo è semplice: la Omoda 9 ha una gamma ridotta all’osso. C’è una sola versione e ha tutto di serie. Si chiama Premium e ha una dotazione effettivamente ricca. Costa 51.900 euro e le uniche cose che si possono scegliere riguardano il colore della carrozzeria, o il colore degli interni (neri o rossi).

Ma cosa offre, questa Omoda 9 SuperHybrid? Cerchi in lega da 20”, fari Matrix-Led, abbaglianti automatici, maniglie a scomparsa, sedili in pelle Nappa riscaldati e ventilati, climatizzatore bizona, tetto panoramico e apertura porte e accensione keyless.

Omoda 9: prova su strada 14

: scheda tecnica

OModa 9

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,77 metri
  • Larghezza: 1,92 metri
  • Altezza: 1,67 metri
  • Passo: 2,80 metri
  • Bagagliaio: 660 litri

Powertrain

  • Motore benzina 1.5 + 3 motori elettrici
  • Potenza: 537 CV
  • Coppia: 650 Nm
  • Autonomia: 1.100 km