Mercato auto agosto 2023

Fiat Panda: prezzi, dimensioni e caratteristiche 19

Numeri incoraggianti anche ad agosto per il mercato dell’auto: in totale sono state immatricolate 79.756 nuove vetture. Il dato sancisce una crescita in doppia cifra (+12%) rispetto allo stesso mese del 2022, quando il mercato fece registrare il primo segnale di ripresa, dopo le crisi dovute alla pandemia e alla carenza dei chip, con un +9,9% arrivato dopo tanti mesi in negativo. Se paragonati ad agosto 2019, i numeri del mese appena concluso restano inferiori del 10,6%. La differenza è notevole anche prendendo in esame i primi otto mesi: il totale di vetture nuove immatricolate nel 2023 è di 1.040.560 (+20,3% rispetto alle 865.084 di gennaio-agosto 2022), 285.000 unità in meno (-21,5%) rispetto al 2019.

Gli italiani continuano a preferire le auto a benzina

Le vetture a benzina conquistano un quarto dei volumi e si portano al 29,7% del totale nel mese; il 28,1% nel cumulato. Le automobili diesel non vanno oltre il 17% di quota (19,1% nel periodo gennaio-agosto); quelle a GPL, invece, aumentano fino al 9,8%. Sono praticamente scomparse le vetture a metano, con lo 0,1% sia nel mese che nel cumulato. In discesa anche le ibride, che cedono 4,8 punti fermandosi al 34,2% (9% le full hybrid, 25,2% le mild hybrid) e al 35,2% nei primi otto mesi dell’anno.

Piccolo sussulto per le vetture elettriche, che conquistano il 5% del mercato, sorpassando le ibride plug-in (PHEV) arenatesi al 4,1%: la quota totale di ECV si porta al 9,1%. Però prendendo in considerazione i primi otto mesi di quest’anno, i numeri collocano l’Italia all’ultimo posto tra i cinque principali mercati europei, con le BEV a quota 3,9% e le PHEV al 4,6%.

Citroën C3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Le auto a benzina più vendute ad agosto 2023

  • Citroen C3 (1.638)
  • Peugeot 208 (1.477)
  • MG ZS (1.302)
  • Toyota Aygo X (1.211)
  • Volkswagen T-Cross (1.196)
  • Jeep Avenger (1.062)
  • Volkswagen Polo (990)
  • Hyundai i10 (863)
  • Opel Corsa (849)
  • Volkswagen T-Roc (784)

Salone di Francoforte: Audi presenta il Q3 Sportback, il SUV-coupé 5

Le auto diesel più vendute ad agosto 2023

  • Audi Q3 (706)
  • Fiat 500X (661)
  • Peugeot 2008 (589)
  • Jeep Compass (580)
  • Volkswagen Tiguan (579)
  • Dacia Duster (528)
  • Jeep Renegade (497)
  • Mercedes GLA (475)
  • Fiat Tipo (463)
  • Volkswagen T-Roc (458)

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto GPL più vendute ad agosto 2023

  • Dacia Sandero (1.526)
  • Dacia Duster (1.109)
  • DR 3.0 (725)
  • Renault Captur (593)
  • DR 6.0 (592)
  • Fiat Panda (443)
  • Renault Clio (345)
  • DR 4.0 (316)
  • Lancia Ypsilon (312)
  • DR 5.0 (281)

Volkswagen Polo: prezzo, dimensioni e prova su strada 6

Le auto a metano più vendute ad agosto 2023

  • Volkswagen Polo (19)
  • Audi A3 (13)
  • Skoda Kamiq (13)
  • Volkswagen Golf (8)
  • Skoda Octavia (5)
  • Seat Arona (4)
  • Audi A5 (2)
  • Volkswagen Up! (2)
  • Seat Ibiza (1)
  • Seat Leon (1)

Fiat Panda: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

Le auto ibride più vendute ad agosto 2023

  • Fiat Panda (3.700)
  • Lancia Ypsilon (2.178)
  • Fiat 500 (2.131)
  • Ford Puma (1.510)
  • Toyota Yaris Cross (1.338)
  • Toyota Yaris (1.291)
  • Nissan Qashqai (1.224)
  • Kia Sportage (1.018)
  • Nissan X-Trail (594)
  • Renault Captur (506)

Ford Kuga

Le auto plug-in più vendute ad agosto 2023

  • Ford Kuga (467)
  • Cupra Formentor (319)
  • Audi Q5 (199)
  • Renault Captur (155)
  • BMW X3 (148)
  • Audi Q3 (140)
  • BMW X1 (138)
  • Jeep Compass (137)
  • Jeep Renegade (99)
  • Alfa Romeo Tonale (94)

Tesla Model 3, ora fa più strada e costa meno

Le auto elettriche più vendute ad agosto 2023

  • Tesla Model 3 (1.192)
  • Tesla Model Y (931)
  • Renault Megane (172)
  • Fiat 500 (135)
  • smart fortwo (129)
  • Audi Q4 (114)
  • Dacia Spring (108)
  • Ford Mustang Mach-E (106)
  • BMW iX1 (90)
  • Hyundai Kona (74)

Mercedes GLA: acquisto o finanziamento?

Mercedes GLA: acquisto o finanziamento? 2

Il Suv compatto Mercedes GLA è fresco di restyling di metà carriera che ha introdotto nuove dotazioni e motorizzazioni ibride sulla vettura entrata in produzione nel 2013. Novità anche nell’estetica, con il frontale modificato che ospita i rinnovati fari led, di serie, e le nuove prese d’aria. All’interno spiccano gli aggiornamenti per l’infotainment e il nuovo cruscotto digitale personalizzabile; mentre crescono gli ADAS, proposti di serie già negli allestimenti base.

Il cambiamento principale, però, riguarda i motori che diventano mild-hybrid a 48 V: alla gamma si aggiunge l’1.3 turbobenzina MHEV da 136 CV o 163 CV, affiancato da un 2.0 turbo da 190 CV e da 224 CV. Anche la AMG GLA 35 4MATIC sarà elettrificata con un boost di 14 CV che le consentirà di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi, con velocità massima, autolimitata, a 250 km/h. La GLA nasce sulla piattaforma della quarta generazione della Classe A e mantiene le stesse misure della prima generazione (4,41 metri di lunghezza, 1,83 di larghezza con un passo di 2,73 metri), fatta eccezione per l’altezza che aumenta fino a 1,61 metri. L’offerta prevede sei allestimenti: Executive, l’accesso alla gamma; Business, ideale per le flotte; Sport, soluzione intermedia con una buona dotazione di serie; Sport Plus, con alcuni accessori in più rispetto a Sport; Premium, caratterizzata dall’estetica che si rifà alle AMG e, infine, AMG, che in realtà è una vera e propria versione, con due motorizzazioni specifiche.

Mercedes GLA: acquisto o finanziamento? 1

 

Design personalizzato e tecnologia di livello

Lo stile della Mercedes GLA ricorda quello della Classe A (le due vetture sono sviluppate sulla stessa piattaforma): la grande calandra presenta al centro il logo Mercedes, con ai lati i fari led. La parte posteriore è maggiormente affilata rispetto alla generazione precedente: i fari sono più sottili e il doppio terminale di scarico cromato conferisce un tocco di sportività. Come se non bastasse, il design del Suv varia a seconda degli allestimenti: Executive, Business e Sport sono dinamici, ma sobri; Premium, invece, richiama le più aggressive AMG, con prese d’aria anteriori maggiorate e cerchi in lega più grandi.

L’abitacolo è accogliente e realizzato con ottimi materiali: la plancia ricorda quella della Classe A, con il sistema MBUX, formato da due schermi affiancati. Quello dietro al volante, il quadro strumenti, ha la grafica personalizzabile e quello al centro della plancia comanda l’infotainment e può essere gestito dallo schermo touch, dal touch pad posizionato nel tunnel centrale o dai comandi vocali che si attivano con la frase “Hey Mercedes”.

Motorizzazioni e consumi

La gamma motori prevede soluzioni benzina, diesel e ibride. I propulsori benzina partono dal 1.3 litri nelle versioni da 136 CV e 163 CV per arrivare al 2.0 litri da 224 CV; le ultime due sono disponibili anche con trazione integrale 4MATIC. Gli amanti della guida sportiva possono scegliere le AMG, entrambe caratterizzate dal 2.0 litri turbo, che sulla AMG 35 4MATIC arriva a 306 CV e sulla AMG 45 S 4MATIC eroga 421 CV. Vasta scelta anche per il diesel, con il 2.0 litri proposto in tre varianti: 116 CV, 150 CV e 190 CV, le ultime due disponibili anche con trazione integrale 4MATIC.

L’elettrificazione, invece, prevede la motorizzazione ibrida plug-in da 218 CV, con l’unione del 1.3 benzina da 160 CV e l’unità elettrica da 102 CV. L’1.3 benzina dichiara di consumare 6,5-7,4 l/100 km sul ciclo combinato WLTP, che diventano 7,1-8,0 l/100 km nella versione a trazione integrale. Il 2.0 da 224 CV si attesta sui 7,4-8,4 l/100 km. Numeri più alti per le varianti AMG: 8,6-9,1 l/100 km per la AMG 35 e 9,4-9,9 l/100 km per la AMG 45 S. Più economici i motori diesel: quelli a trazione anteriore dichiarano 5,3-5,9 l/100 km, i 4×4, invece, salgono a 5,5-6,1 l/100 km. Per la versione ibrida plug-in Mercedes dichiara 1,3-1,6 l/100 km, a cui vanno sommati 53-60 km di autonomia.

Mercedes GLA: acquisto o finanziamento?

 

GLA 200 d Automatic Executive a 45.124 euro

Mercedes propone offerte sulla propria gamma anche per il mese di agosto attraverso il finanziamento myDrivePass. La GLA 200 d Automatic diesel da 150 CV in allestimento Executive ha un prezzo di listino di 45.124 euro. Con un anticipo di 9.024,80 euro, le rate mensili da pagare sono 36 da 550,49 euro (TAN fisso 6,90%, TAE 7,11%, TAEG 7,68%). Il riscatto finale ammonta a 22.977,31 euro: nel calcolo non viene indicato nessun limite di km da percorrere, anche se tutti gli importi sono completamente personalizzabili, con anticipo flessibile, anche di zero euro. Ritoccando il costo del canone, è possibile aggiungere altri servizi quali polizza incendio e furto, tutela patente e protezione credito.

Auto spider: tutti i pregi e i difetti

BMW Z4: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Libertà e sportività vanno a braccetto a bordo delle “spider”, le piccole sportive decapottabili a due posti, la tipologia ideale di auto per chi vuole togliersi uno sfizio e regalarsi un modo diverso di vivere l’auto. Un qualcosa di ancora più intimo rispetto alla classica decapottabile a 4 posti, che si differenzia dalla spider per i due posti in più, anche se in molti modelli cabriolet in realtà i sedili posteriori sono spesso molto angusti. Al pari delle sorelle maggiori cabrio, anche le spider rappresentano una nicchia di mercato, pur potendo contare su tanti modelli, anche iconici, come Porsche Boxster, Jaguar F-Type, BMW Z4, Audi TT, a cui vanno aggiunte le varie Lotus, Lamborghini e Ferrari e la roadster più venduta al mondo, la Mazda MX-5.

Spider e roadster, due nomi per la stessa auto

I due inglesismi vengono utilizzati indistintamente per definire la piccola decappottabile a due posti d’impronta sportiva, anche se, in realtà, non sarebbero proprio sinonimi. Il termine roadster indica una vettura con doti più tecniche e che privilegia le prestazioni; spider, invece, dà l’idea di maggiore eleganza e si ricollega a una vettura da passeggio. Nella realtà, praticamente nessuno fa caso a questa differenza e le stesse case automobilistiche usano le due parole a seconda degli obiettivi di mercato e della tradizione del marchio.

“Spider” in inglese vuol dire ragno, ma in ambito automobilistico questo termine è usato principalmente in Italia e, molto spesso, viene confuso con cabriolet che rappresenta la variante con tetto apribile di una berlina a 4 posti. La spider, invece, ha solo due posti e, di solito, deriva da modelli sportivi, ma può essere anche creata originariamente in quella forma. Gli anglofoni usano l’espressione “roadster”, anche se recentemente molti marchi stranieri hanno adottato il termine spider, in riferimento alle piccole sportive italiane degli anni ’50 e ’60.

Poco spazio non sempre fa rima con scomodità

Il fatto che sia piccola e abbia soltanto due posti, non per forza è sinonimo di scarsa praticità. La spider bada al sodo, questo sì, anche se il prezzo raramente è contenuto, soprattutto se paragonata ad altri tipi di vetture di dimensioni simili. Come le cabriolet, anche le piccole sportive hanno avuto l’epoca dei tetti metallici ripiegabile, che oggi sono praticamente andati in pensione con l’uscita di scena della Mercedes SLC e con le nuove SL e BMW Z4 che hanno riabbracciato la più pratica ed economica del tetto in tessuto. Un altro aspetto in comune con le decapottabili a 4 posti è il miglior isolamento che, unito alla climatizzazione più evoluta, permette alle spider di essere utilizzate non soltanto durante la bella stagione.

Sono altri fattori a relegare la piccola sportiva scoperta al ruolo di seconda auto della famiglia, come lo spazio limitato a bordo e la bassa capacità di carico, che poco si conciliano con esigenze familiari e di tutti i giorni. Per questo la spider resta, generalmente, uno sfizio occasionale: dimensioni e peso più contenuti rispetto alla cabriolet a 4 posti, garantiscono una guida agile e divertente; l’auto ideale per chi ama le curve e vuole mettere in mostra uno status symbol.

Porsche Boxster: prezzi, dimensioni e scheda tecnica 4

I pregi della spider

Come detto, le piccole decapottabili a due posti assicurano una guida divertente, grazie ai motori prestazionali. In più, hanno un valore residuo elevato e, per via del loro fascino senza tempo, sono l’ideale per chi vuole farsi un regalo e sfoggiare uno status.

I difetti della spider

Gli spazi, ovviamente, sono limitati e penalizzano decisamente l’uso quotidiano di questo tipo di auto. Anche il comfort, in molti modelli, è essenziale; mentre il prezzo di acquisto, solitamente, è elevato.

Renault: l’elettrificazione passa anche per i retrofit

Renault 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 18

Il futuro dell’auto è ormai segnato. Sarà elettrico e su questo non si discute. Il problema però, come è facile immaginare, è che i vari Paesi non sono allo stesso livello e hanno risorse e disponibilità economiche molto diverse tra loro: per questo il passaggio all’elettrico va avanti a ritmi completamente differenti. La transizione energetica ha ovviamente costi sostenuti, che le case automobilistiche da sole non possono sostenere: oggi le auto elettriche hanno un prezzo molto elevato e proprio per questo la loro penetrazione nel mercato risulta ancora piuttosto complessa.

Ma la necessità aguzza l’ingegno e alcuni costruttori hanno già iniziato a percorrere strade alternative e più economiche, per sé e per gli automobilisti, all’acquisto di veicoli nuovi a batteria: la conversione in elettrico dei mezzi più datati potrebbe accelerare la transizione, soprattutto in alcuni settori come il trasporto merci.

L’Italia va a rilento

Il nostro Paese, se paragonato alle nazioni del Nord Europa, è nettamente indietro nel percorso di transizione elettrica: il rinnovo del parco circolante procede lentamente e, di conseguenza, anche la decarbonizzazione dei trasporti a medio e lungo termine è indietro sulla tabella di marcia. L’ostacolo più grande da superare resta l’elevato costo dei veicoli, che resta proibitivo per le tasche di tantissimi italiani nonostante gli incentivi statali. Da qui la scelta, da parte di alcune case automobilistiche, di trasformare in elettrico i vecchi mezzi a motore endotermico: un modo per ringiovanire il parco auto a costi molto più contenuti rispetto all’acquisto di un veicolo nuovo a batteria.

Renault 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 20

Renault in prima fila

Il gruppo Renault è stato il primo costruttore a optare per questa soluzione, che fa parte della nuova politica basata sul mantenimento del valore nel tempo dei propri veicoli. La casa francese ha deciso di investire in processi per allungare la vita dei mezzi: aggiornamento, efficientamento e manutenzione avanzata nel lungo periodo al posto della produzione di nuovi veicoli. È una filosofia completamente inedita che pone al centro di tutto il risparmio e l’ottimizzazione delle risorse, con l’obiettivo di contenere il fabbisogno di materie prime e mettere a punto un’economia circolare basata sul riutilizzo prima che sul riciclo e recupero.

Il nuovo piano di Renault si chiama Refactory e prevede la trasformazione degli impianti di Flins e Siviglia in laboratori specializzati nel trasformare in elettrico i veicoli a combustione e aggiornarne le dotazioni di sicurezza e connettività, per farli rientrare negli standard attuali. Da poco anche Stellantis ha scelto la via della conversione dei vecchi mezzi, focalizzando i propri sforzi, almeno nelle prime fasi, sui veicoli commerciali leggeri. Il gruppo italo-francese, insieme a Qinomic, è all’opera per costruire alcuni kit retrofit da immettere sul mercato a partire dal prossimo anno: si comincia dalla Francia, con l’obiettivo di trasformare in elettrico i veicoli più diffusi.

Renault 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Un taglio alle emissioni di CO2

La conversione dei mezzi più datati porta alla riduzione delle emissioni in vari contesti: per prima cosa in città, visto che la maggior parte dei veicoli commerciali leggeri a batteria si muove principalmente in un contesto urbano; ma la richiesta inferiore di materiali e componenti nella produzione di veicoli nuovi, può far abbassare le emissioni in tutta la filiera produttiva. La trasformazione dei mezzi più vecchi permette anche di contenere l’inquinamento causato dal loro smaltimento a fine vita e può essere anche una spinta per gli automobilisti per abbracciare la mobilità elettrica a costi molto più contenuti rispetto all’acquisto di un veicolo nuovo.

Auto che non vedremo più: Hyundai Ioniq

Hyundai Ioniq Electric: restyling e nuovi servizi

Una storia breve ma intensa. La Hyundai Ioniq è uscita dai listini a inizio 2023, dopo poco più di sei anni di carriera. Tanti sono bastati a questa berlina per ritagliarsi un ruolo importante per la casa coreana: si tratta di una vera e propria pioniera, la prima auto al mondo a essere disponibile con tre diversi powertrain elettrificati: ibrido, ibrido plug-in e 100% elettrico. La sua importanza è sottolineata oggi dal passaggio di Ioniq da nome di un solo modello a sigla che comprende tutte le auto elettriche del marchio coreano sviluppate sulla piattaforma E-GMP.

La Hyundai Ioniq, entrata in produzione nel 2016, si ispira al concept i-oniq, svelato al Salone dell’Automobile di Ginevra del 2012, e fin da subito è stata apprezzata per l’aerodinamica (coefficiente di resistenza 0,24), che le ha permesso di poter contare su consumi bassi, anche nella versione 100% elettrica. Non sono mancati i premi, nella breve carriera: il Red Dot Design Award e i due Good Design Award consecutivi sono il riconoscimento per l’estetica; a cui si aggiungono i titoli di Auto dell’Anno in Norvegia, Svezia e Francia e due Women’s World Car of the Year Supreme Award. Hyundai ha deciso di fermare la produzione di Ioniq a luglio 2022 per concentrarsi su crossover e suv, i modelli più richiesti dagli automobilisti, e puntare su Ioniq 5, Ioniq 6 e sulla nuova Kona elettrica.

Hyundai Ioniq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10

Hyundai Ioniq ibrida

La berlina coreana, nella versione ibrida, è spinta dal motore elettrico da 65 CV abbinato al 1.6 a benzina da 105 CV, per una potenza combinata di 141 CV e garantisce consumi contenuti, grazie anche all’aerodinamica molto curata. Il comfort di marcia è ottimo, merito anche del cambio a doppia frizione a sei marce che garantisce cambiate fluide e rapide. La batteria ai polimeri di litio, piazzata sotto al divano, ha una garanzia di 8 anni o 200.000 km.

Il modello di accesso alla gamma offre sistemi per il mantenimento della corsia e la frenata automatica, che hanno permesso a Ioniq di conquistare cinque stelle nei test Euro NCAP. A livello di abitabilità, la berlina coreana garantisce grande comfort a tutti e cinque gli occupanti: lo spazio non manca e anche il bagagliaio è abbondante con 443 litri di capacità minima, che cresce fino a 1505 litri abbattendo il divano posteriore.

Hyundai Ioniq ibrida plug-in

La versione ibrida plug-in ha una batteria litio-polimeri da 8,9 kWh che si ricarica grazie all’inerzia dell’auto, e presenta un’ottima dotazione con navigatore, cerchi in lega, cruise control, frenata automatica di emergenza, sensori per l’angolo cieco dei retrovisori, mantenimento in corsia, climatizzazione diviso per zone e sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera. Gli interni sono moderni e mescolano sportività ed eleganza. Il bagagliaio ha una capacità minima di 341 litri, che diventano 1.401 abbattendo il sedile posteriore.

Hyundai Ioniq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 22

Hyundai Ioniq elettrica

La versione 100% elettrica è spinta da un propulsore a corrente trifase da 136 CV, alimentato da batterie agli ioni di litio situate sotto il divano e sotto il piano di carico, che vede la propria capienza ridotta a 350 e 1.410 litri. L’autonomia con un “pieno” di energia è di 311 km. La Ioniq alla spina pesa 1.420 kg contro i 1.505 della ibrida e, a livello estetico, è caratterizzata dal frontale con mascherina senza prese d’aria e dal lunotto posteriore diviso in due parti. La Ioniq EV offre di serie sei airbag, la frenata automatica di emergenza e l’allarme in caso di fuoriuscita accidentale dalla corsia di marcia; i sensori per l’angolo cieco dei retrovisori, invece, sono previsti soltanto per l’allestimento Style. La carica completa della batteria, alla spina di casa, avviene in 12 ore; mentre scende a 4,5 alle colonnine pubbliche e a 30 minuti alle veloci da 50 kW.

Skoda Karoq: acquisto o finanziamento?

Skoda Karoq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 15

La Karoq è suv compatto che, nella gamma Skoda, si colloca a metà fra la Kamiq (più piccola) e la Kodiaq, di dimensioni più generose. Karoq nasce sulla stessa piattaforma della Seat Ateca e della Volkswagen Tiguan e, l’anno scorso, ha subito un lieve restyling che ha visto l’aggiornamento degli esterni e il miglioramento dei contenuti nell’abitacolo. Nessun cambio ai motori per il suv compatto, che non prevede nessuna versione elettrificata.

La Karoq è lunga 4,39 metri, larga 1,84 con un passo di 2,64 metri che consente un’ottima abitabilità ai passeggeri nel sedile posteriore; il bagagliaio, invece, ha una capienza minima di 521 litri. Il suv del marchio ceco è disponibile in quattro allestimenti: Ambition, l’accesso alla gamma, ma con una dotazione completa per quanto riguarda comfort, ADAS e sicurezza; Executive, che aggiunge Climatronic, navigatore satellitare Amundsen e retrocamera; Style, con vari equipaggiamenti premium, come cerchi in lega da 18” e fari adattivi full led matrix e, infine, SportLine, il top di gamma.

Skoda Karoq: design deciso e tanta tecnologia a bordo

Nell’abitacolo della Skoda Karoq, dallo stile semplice, abbonda la tecnologia, a partire dallo schermo touch da 8” posizionato al centro della plancia, con sistema di infotainment con Wireless SmartLink (Android Auto e Apple CarPlay), sim digitale e aggiornamenti OTA. Dietro al volante multifunzione c’è il display Maxi Dot a colori per la strumentazione digitale e, per le versioni con più accessori, il navigatore. Con il recente restyling sono stati aggiunti numerosi dispositivi di sicurezza e assistenza alla guida, con la nuova suite di ADAS di livello 2: in tutti gli allestimenti sono inclusi di serie, tra gli altri, il Cruise Control Adattivo (fino a 210 km/h), il sistema di monitoraggio radar dello spazio antistante la vettura con rilevamento pedoni e frenata automatica d’emergenza, i sensori posteriori per il parcheggio con frenata d’emergenza automatica e il Lane Assistant.

Skoda Karoq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Per quanto riguarda l’estetica, la nuova Karoq è più aerodinamica e segue la recente impostazione stilistica con linee decise adottata da Skoda. Il frontale è caratterizzato dal muso imponente sviluppato in orizzontale, con fanaleria a led su due livelli, che accentua la larghezza della parte anteriore, dando al suv un’immagine di maggiore solidità. Sulla fiancata spiccano le nervature decise, la bassa linea di cintura e i passaruota ben marcati con le classiche protezioni in plastica grezza. La parte posteriore della Karoq è caratterizzata dalla forma a “L” dei fari a led, dal portellone dalle linee decise e dallo spoiler superiore, che accrescono la sensazione di dinamicità dell’auto.

Skoda Karoq: motorizzazioni e consumi

Il suv compatto è disponibile in varie versioni benzina e diesel. Tra i propulsori a benzina troviamo l’1.0 TSI tre cilindri da 110 CV e il 1.5 TSI ACT da 150 CV, abbinabile al cambio automatico DSG. A questi va aggiunta la 4×4, con motore 2.0 TSI, che eroga fino a 190 CV, e cambio DSG di serie. La gamma diesel è formata dal 2.0 TDI EVO da 115 CV, disponibile anche in una versione da 150 CV per chi vuole maggiore potenza, abbinabile anche alla trazione integrale. Tutti i modelli diesel hanno il catalizzatore SCR e, come optional, il cambio automatico DSG.

I consumi di Karoq non sono esagerati. Il motore benzina da 110 CV impiega 5,2-6,4 litri ogni 100 km; mentre quello da 150 CV ne consuma 6,1-6,7 ogni 100 km e il 2.0 4×4 sale a 7,5-8,0 litri ogni 100 km. Più economici i modelli diesel: la versione da 115 CV impiega 4,7-5,2 litri ogni 100 km e quella da 150 CV si attesta sui 4,9-5,3 ogni 100 km. Numeri più alti, ovviamente, per il 4×4 che ha bisogno di 5,5-6,2 litri ogni 100 km.

Skoda Karoq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

 

Skoda Karoq Ambition 1.0 TSI 110 CV a 24.915,80 euro

Anche ad agosto proseguono le offerte Clever Value di Skoda. La Karoq 1.0 TSI benzina da 110 CV in allestimento Ambition ha un prezzo di listino di 29.650 euro, che si abbassa a 24.915,80 euro, senza dover rottamare una vecchia auto, in caso di adesione al finanziamento della casa automobilistica ceca con garanzia estesa da 300 euro.

Versando un anticipo di 5.050 euro, le rate mensili sono 35 da 279 euro l’una (TAN 8,49%, TAEG 9,94%); mentre la maxi rata finale ammonta a 14.935,59 euro. Al termine del finanziamento è possibile sostituire, restituire o riscattare, anche a rate, la vettura. In caso di restituzione, il limite massimo di km da percorrere è di 45.000 km, con un costo di 0,07 euro al chilometro per ogni km in più.

Auto cabrio: tutti i pregi e i difetti

BMW Serie 4 Cabrio, en plein air con tetto in tela

Le auto cabio hanno un fascino particolare, senza tempo. È inutile girarci intorno. Sarà per la sensazione di libertà che regala la guida all’aria aperta o per la linea particolare della carrozzeria, fatto sta che tutti sono stati sedotti da una vettura decappottabile: attori, sportivi, personaggi pubblici e capi di Stato. Ai Vip si aggiungono i tantissimi automobilisti che decidono di togliersi uno sfizio e optare per questo tipo di vettura, mettendo in conto alcuni sacrifici e una spesa maggiore rispetto alla coupé: la cabrio è in assoluto di una delle vetture più costose.

Negli ultimi anni il mercato delle auto scoperte è in leggera frenata, con molte case automobilistiche che hanno ridotto la propria gamma puntando sui modelli più venduti come Suv e crossover e “tagliando” auto più di nicchia come le convertibili, ma non mancano le eccezioni come BMW e Mercedes che continuano a offrire varie soluzioni per chi ama la guida in libertà.

Auto cabrio: tutte le tipologie

Nella prima metà del secolo scorso, tante case automobilistiche realizzavano modelli a due o quattro porte, con un numero variabile di finestrini e capote di ingombro differente, rendendo il listino di questo tipo di auto ricco di alternative. Al giorno d’oggi, con cabriolet (detta anche in italiano decappottabile o convertibile) indichiamo un modello a 4 posti e due porte, che si differenzia dalle “roadster” e “spider”, che nella maggior parte dei casi sono a due posti e non 2+2.

La definizione abbraccia sia le vetture con la capote in tessuto che quelle con il tetto ripiegabile in metallo: quest’ultima configurazione, dopo il successo dei primi anni 2000, è andata via via sparendo a causa dei costi troppo sostenuti e del peso maggiore che aumenta in maniera eccessiva i consumi dell’auto, quanto mai importanti soprattutto in un periodo come quello attuale in cui è cambiato l’utilizzo delle cabriolet. Le auto decapottabili, al pari delle spider, non sono più legate all’impiego stagionale, ma grazie ai nuovi materiali, all’isolamento e alla climatizzazione possono essere usate anche in inverno e nella mezza stagione.

Salone di Francoforte: presentata la Volkswagen T-Roc cabrio

Auto cabrio: lo sfizio ha un prezzo da pagare

Come detto le auto cabrio sono uno sfizio e, come tutti gli sfizi, hanno un costo maggiore rispetto alla corrispondente coupé e alla berlina dalle quali derivano. Quasi sempre la differenza di prezzo è notevole, perché l’allestimento ha bisogno di maggiori accorgimenti, anche dal punto di vista strutturale, e rivestimenti più ricercati che resistano meglio all’esposizione diretta al sole. A tutto questo va aggiunto il meccanismo della capote che, in alcuni casi, ha bisogno di una manutenzione specifica. Un altro limite è lo spazio per i bagagli, in molti casi sacrificato e anche irregolare, con accessi ridotti, soprattutto quando la capote è ripiegata, costringendo chi viaggia in cabrio a utilizzare borsoni morbidi al posto di valige rigide.

Inoltre un’auto decappottabile è sempre più pesante della versione a tetto rigido: in alcuni modelli la differenza può anche superare i 200 kg. Colpa degli accorgimenti dei quali necessita la vettura scoperta, come i maggiori rinforzi alla scocca, le strutture di sicurezza a vista o estraibili in grado di proteggere guidatore e passeggeri in caso di ribaltamento; dotazioni che penalizzano l’auto sul piano della dinamicità e dei consumi. Ci sono le eccezioni che garantiscono buone prestazioni, come le cabriolet BMW M, Mercedes AMG e Audi S ed RS, anche se raramente chi sceglie una decapottabile lo fa per la guida sportiva. Le convertibili sono le vetture ideali per chi ama godersi la bella stagione e la strada, senza la necessità e il desiderio di andare a velocità sostenuta.

Auto cabrio: non mancano le comodità

I punti di forza delle cabriolet non sono solo a livello di emozioni, come la guida all’aria aperta e il fascino che ne consegue, ma anche di carattere pratico. Per entrare nell’abitacolo, quando il tetto è aperto, non c’è bisogno di piegarsi come in un modello a tetto rigido e l’omologazione a quattro posti permette di viaggiare in maniera più confortevole a chi siede nel sedile posteriore. Non mancano le eccezioni, come le vetture di dimensioni ridotte, che presentano spazio limitato per le gambe nel sedile posteriore.

Auto cabrio: i pregi

L’esclusività è il punto di forza di queste auto, a cui va sommata l’immagine senza tempo e piena di romanticismo. Nei modelli recenti è aumentano notevolmente il comfort, che non è più sacrificato come in passato. Inoltre il valore residuo è mediamente più alto rispetto ad altri tipi di vetture.

Auto cabrio: i difetti

Il prezzo delle decapottabili è sempre più alto rispetto ad altre tipologie di auto, i costi di gestione sono più elevati per via degli accorgimenti di cui hanno bisogno. A questo vanno aggiunti consumi e peso più consistenti, prestazioni inferiori alle coupé e spazio di carico ridotto e irregolare.

Auto divenute icona: Mazda MX-5

Mazda MX-5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10

È semplicemente la spider più venduta di tutti i tempi. Questo dato, che dovrebbe essere il miglior biglietto da visita possibile per un’automobile, in realtà è solo la punta dell’iceberg se la vettura alla quale si riferisce è la Mazda MX-5, conosciuta anche come Mazda Miata. Una storia unica e particolare, fatta di scelte coraggiose e per nulla scontate, una lunga cavalcata nata dall’idea di un giornalista statunitense. A fine anni ’70 Bob Hall ha un appuntamento nella sede nord americana di Mazda per intervistare il presidente Kenichi Yamamoto che, al termine del colloquio, decide di ribaltare i ruoli e rivolgere una domanda al cronista: “Che tipo di vettura ti piacerebbe che producessimo?”. Hall, grande fan delle spider a due posti, risponde senza neanche pensarci: “Una sportiva leggera, possibilmente roadster”. A Yamamoto e, successivamente, ai tecnici Mazda si accende la lampadina: ancora non lo sanno, ma in quel preciso istante ebbe inizio quello che sarà il mito MX-5. Pur non avendo competenze tecniche specifiche, Hall viene assunto nel quartier generale Usa della casa giapponese e da tutti è considerato il papà della spider che ha fatto innamorare milioni di automobilisti nei 34 anni di carriera. Semplicità e accessibilità sono state fin dal principio le parole chiave della piccola sportiva giapponese, attualmente giunta alla quarta generazione.

Auto divenute icona: Mazda MX-5 2

Mazda MX-5: la prima generazione, il trionfo della semplicità

Dopo la lunga gestazione, la Mazda MX-5 vede la luce nel 1989. I progettisti non volevano creare una replica delle sportive degli anni ’60, ma proporre una vettura 100% giapponese con una propria personalità, semplice, affidabile e accessibile a tutti. Per questo viene tolto tutto il superfluo, con il peso complessivo della prima generazione, denominata NA, che si ferma a 950 kg: per rispettare gli standard di sicurezza vengono impiegati acciai di alta qualità e di diversa resistenza. Dal punto di vista meccanico, in Mazda decidono per la soluzione che più di tutte è in grado di regalare il brivido della guida delle sportive anni ’60: motore anteriore longitudinale e trazione posteriore. Il primo propulsore è un 4 cilindri da 1,6 litri e 110 CV di potenza (velocità massima di 190 km/h) e cambio collegato al differenziale mediante una struttura rigida (il Power Plant Frame), per aumentare la sensazione di precisione della guida.

Esteticamente ricorda le spider europee del passato, come la Lotus Elan R26 e l’Alfa Romeo Giulietta Sprint per quanto riguarda la disposizione del vano motore. La carrozzeria è in acciaio con un leggero cofano in alluminio e misura 3,97 metri in lunghezza, 1,67 in larghezza e 1,23 in altezza. Nel 1994 arriva il restyling con l’introduzione del motore 1.8 litri BP-ZE da 131 CV poi aumentati a 136, doppio airbag e, in alcuni mercati, un differenziale autobloccante. Il telaio resta invariato, a parte l’aggiunta di una “track bar” tra le cinture di sicurezza e dei rinforzi nella parte anteriore e posteriore.

 

Mazda MX-5: più potenza con la seconda generazione

La seconda generazione, la NB, viene venduta dal 1998. Il telaio è lo stesso della versione precedente, rinforzato in vari punti per ottenere una maggiore rigidità; le misure, invece cambiano: ora la MX-5 è lunga 3,95 metri, larga 1,68 e alta 1,23. A livello estetico i cambiamenti sono tanti, tra cui l’eliminazione dei fari a scomparsa, la netta modifica delle linee della carrozzeria e degli interni. Il motore da 1,8 litri viene potenziato fino a 140 CV, soprattutto grazie all’aumento del rapporto di compressione: ora la spider giapponese è in grado di arrivare a 197 km/h.

Il restyling del 2001 porta una nuova versione del motore da 1,8 litri, con potenza ulteriormente aumentata, grazie al VVT (Variable Valve Timing), a 155 CV per le versioni in vendita in Giappone e Australia, a 147 CV per l’Europa e 130 CV per gli Stati Uniti; mentre il propulsore da 1,6 litri resta invariato. A livello estetico cambiano i fari anteriori e posteriori e arriva il nuovo paraurti anteriore con fendinebbia. Le novità principali sono nell’abitacolo, grazie ai nuovi sedili con poggiatesta integrato, la nuova console e il tunnel centrale, il nuovo volante e la nuova strumentazione.

Auto divenute icona: Mazda MX-5

Mazda MX-5: cambio radicale nel 2005

Nel 2005 è l’ora della terza generazione, la NC. L’unica cosa in comune con le versioni precedenti è rappresentata dagli indicatori di direzione: carrozzeria e telaio sono totalmente nuovi e danno vita a un mix fra la coupé RX-8 (con la quale condivide parte del telaio e delle sospensioni) e la prima serie della MX-5. Le vecchie motorizzazioni vengono rimpiazzate da due propulsori di concezione più recente: un 1,8 litri da 126 CV e un 2,0 litri da 160 CV. Alla fine del 2006, oltre alla versione con capote in tela, arriva la MX-5 RC (Roadster coupé) dotata di tetto rigido in vetroresina che in soli 12 secondi scompare nello stesso vano occupato dalla capote in tela. Nel 2010 Mazda produce soli 2000 esemplari della MX-5 20th Anniversary Edition, esclusivamente per il mercato europeo.

Mazda MX-5: stile più moderno con l’ultima serie

La quarta generazione, la ND, viene presentata nel 2014 e, rispetto alla precedente, è più corta di 105 mm; mentre il design della carrozzeria riprende lo stile delle contemporanee Mazda: viene chiamato Kodo Design, è stato introdotto nel 2010 e vuol dire “battito del cuore”. L’attuale MX-5 è 100 kg più leggera, grazie all’uso di materiali compositi con un peso a secco di 975 kg per le versioni col motore 1.5 litri (97 kW/131 CV) e di 1015 kg per quelle col motore 2.0 litri (118 kW/160 CV), entrambi a iniezione diretta con tecnologia SkyActiv-G e abbinati a un cambio a sei marce, manuale o automatico. L’abitacolo, il volante e l’infotainment sono molto simili a quelli della Mazda 3 di terza serie. Nel 2016 si aggiunge la versione RF (Retractable Fastback), una coupé-cabriolet con tetto rigido in metallo parzialmente ripiegabile e nel 2019 viene prodotta in 3000 esemplari la MX-5 30th Anniversary Edition, con badge numerato.

Mazda MX-5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11

Mazda MX-5: la quinta generazione sarà elettrificata

La nuova MX-5 è attesa per il 2026, ma al momento non ci sono certezze se sarà ibrida o 100% elettrica. Di sicuro sarà ancora leggera, dal prezzo accessibile e regalerà le stesse sensazioni di guida. Mazda sta lavorando alla nuova piccola sportiva al fianco di Rohm Semiconductor, che penserà ai motori elettrici e di Envision AESC, che si occuperà delle batterie. Lo scorso novembre, la casa giapponese ha svelato la concept Vision Study, una coupé compatta elettrica con il cofano estremamente basso, che potrebbe trasformarsi nella prossima MX-5. Quello che è certo, è che questa vettura iconica sarà sempre nei listini del marchio nipponico: “Ancora non sappiamo di preciso come cambierà con le future tecnologie, ma possiamo dire che la MX-5 non morirà mai” le dichiarazioni del CEO della sede europea dell’azienda, Martijn ten Brink, rilasciate al Motor Show di Bruxelles di quest’anno.

Auto che non vedremo più: Renault Twingo

Auto che non vedremo più: Renault Twingo 1

Anche i miti vanno in pensione. La gloriosa storia della Renault Twingo è iniziata 30 anni fa, nel 1993, ma difficilmente avrà un seguito. La piccola auto della casa francese dovrebbe uscire dai listini entro il 2024 o il 2025, come ha già anticipato il CEO del gruppo Renault, Luca De Meo, che ha sottolineato la difficoltà nel produrre “un’auto con motore termico così compatta”. In realtà potrebbe terminare la produzione anche della versione elettrica, con il costruttore francese intenzionato a ridurre la gamma e concentrarsi sui modelli più redditizi.

Il segmento A, quello delle citycar, è da sempre il meno remunerativo per le case automobilistiche: al giorno d’oggi elettrificare vetture di piccole dimensioni, in modo da abbassare le emissioni di CO2 come richiesto dall’Europa, diventa insostenibile. Per questo motivo l’attuale terza generazione della Twingo, prodotta dal 2014 e reduce dal restyling del 2019, sarà l’ultima: un addio doloroso a un modello iconico e importantissimo nella storia della Renault.

Renault Twingo: alla conquista degli automobilisti

Fin dall’esordio la Renault Twingo ha riscosso un successo commerciale clamoroso. Pur avendo una lunghezza di soli 3,43 metri (per 1,63 di larghezza e 1,42 di altezza), la piccolina ha avuto il merito di unire le dimensioni compatte a un elevato spazio interno: abbattendo i sedili era possibile trasportare oggetti lunghi anche due metri. La sostituta della Renault 4 ha rappresentato una svolta per la casa francese, capace di realizzare una vettura innovativa e dallo stile originale, doti che rendono immortale la prima generazione della Twingo, prodotta dal 1993 al 2007. La prima monovolume dagli ingombri di un’utilitaria esordisce al salone di Parigi nell’ottobre del 1992 e colpisce subito non soltanto per il nome, frutto di un mix fra le parole Twist, Swing e Tango: la novità piace al punto che nella sola rassegna parigina gli ordini ammontano a 2.240 unità.

L’estetica è inconfondibile con il passo di 2,35 metri e i grandi fari “a rana” che comprendono anche gli indicatori di direzione; mentre i paraurti anteriore e posteriore sono in plastica e, sulla fiancata, si mettono in evidenza le due grandi superfici vetrate. Comodità e semplicità sono le parole d’ordine nell’abitacolo: la strumentazione digitale è posizionata in alto al centro, dietro al volante ci sono le spie e il climatizzatore ha le manopole colorate; i vetri anteriori sono manuali e quelli posteriori fissi. Il divano posteriore è sdoppiabile, con sedili scorrevoli. La visibilità è esagerata grazie ai grandi vetri e la luminosità aumenta ancora di più nella versione con l’enorme tetto apribile.

Renault Twingo: dall’unico motore iniziale al 16 V

I primi anni la Twingo viene venduta con un unico motore: il C3G, un 4 cilindri ad aste e bilancieri, cilindrata di 1.239 cc da 54 CV a 5.300 giri, con catalizzatore e cambio manuale a 5 rapporti per una velocità massima di 150 km/h, toccata grazie al peso di soli 1.175 kg. Nel 1996 il motore viene portato a 60 CV abbinato anche al cambio automatico a 3 rapporti della versione Matic; mentre nel 2001 esordisce la 16V da 75 CV. Sempre nel 2001 il restyling porta in dote maggiori comfort e sicurezza con airbag e freni con dischi ventilati davanti e tamburi maggiorati dietro e, come optional, ABS con EBA (emergency brake assist). La prima generazione della Twingo viene prodotta in oltre 2,4 milioni di esemplari dal 1993 al 2007.

Auto che non vedremo più: Renault Twingo

Renault Twingo: con la seconda serie arriva la versione diesel

La seconda generazione resta in produzione dal 2007 al 2014 e segna un taglio netto rispetto alla versione originale. La carrozzeria non è più una piccola monovolume, ma una più convenzionale hatchback a due volumi, che però conserva la sola soluzione a tre porte. Cambia anche lo stile, meno giovanile e più serioso e moderno, con un mix di curve e spigoli. La nuova Twingo è 17 cm più lunga rispetto all’antenata e, nella parte anteriore, presenta grandi fari a forma di goccia; i parafanghi sono allargati, la coda leggermente bombata e i fari posteriori quadrangolari si trovano ai lati di un portellone in posizione incassata rispetto al paraurti.

Gli interni restano giovanili, anche se con un tocco di modernità a partire dalla presa USB per collegare dispositivi audio. È possibile scegliere tra un divanetto intero o due sedili posteriori separati. La seconda generazione della Twingo nasce sul pianale accorciato della Clio II e, all’esordio, le motorizzazioni previste sono quattro, compresa una a gasolio. Nel 2008 arriva la Twingo RS, equipaggiata con motore 1.6 aspirato da 133 CV che le garantisce prestazioni brillanti, seguita dalla versione 1.2 16v con cambio automatico. Il restyling del 2011, invece, porta varie novità estetiche e all’interno dell’abitacolo.

Renault Twingo: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3

Renault Twingo: arriva l’elettrica

L’attuale Twingo, di terza generazione, debutta nel 2014 e nasce dal progetto congiunto di Renault e Mercedes-Benz che porta allo sviluppo di una piattaforma comune per tre vetture: la Twingo, la Smart Fortwo III serie e la Smart Forfour II serie. Le tre auto hanno il motore posizionato posteriormente sotto al bagagliaio, il H4Bt, e la trazione posteriore; mentre sotto al cofano anteriore ci sono la batteria, il radiatore e i serbatoi dei liquidi dei freni e dei tergicristalli. All’inizio la Twingo è disponibile in tre motorizzazioni benzina e gpl, alle quali si affianca la versione GT. Il restyling del 2019 porta novità estetiche sia nella parte anteriore, con nuovi fari, che in quella posteriore con la presa d’aria più grande sui parafanghi per raffreddare il motore. Per quanto riguarda i motori, resta solo la versione SCe da 65 CV. Nel febbraio del 2020 viene annunciata la versione elettrica, la Twingo Z.E., dotata di batteria agli ioni di litio da 22 kWh raffreddata a liquido e autonomia dichiarata con il ciclo WLTP di 180 km d’estate e 110 km d’inverno. Si ricarica in circa un’ora a 22 kW in corrente alternata e ha il motore elettrico posizionato nel posteriore sotto il vano bagagli. Raggiunge la velocità massima di 135 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 12,9 secondi.

Ford Explorer: slitta la data del debutto europeo

Ford Explorer elettrico: prezzi, dimensioni e caratteristiche 27

La Ford Explorer elettrica arriverà sul mercato europeo con un ritardo di sei mesi. Il Suv elettrico americano è sviluppato sulla piattaforma MEB di Volkswagen, come prevede l’accordo fra i due gruppi e la sua produzione avrebbe dovuto prendere il via in questi giorni nell’Electric Vehicle Center di Colonia, con la vendita prevista per la prima parte del 2024. A far slittare i piani della casa dell’Ovale Blu sarebbero le nuove norme di sicurezza globali per le componenti dei motori elettrici, che dovrebbero entrare in vigore a breve. Ford avrebbe deciso di posticipare la produzione dell’Explorer proprio per rientrare nei nuovi standard di sicurezza.

Le nuove regole dell’Unione Europea riguarderanno alcuni sistemi di assistenza aggiuntivi per tutte le vetture nuove a partire dal 2024: nel caso specifico di Ford, non sappiamo quali elementi dovrà modificare, dato che la casa americana non ha ancora svelato i dettagli sul powertrain del Suv elettrico e quali componenti prenderà da Volkswagen. Fino ad ora ha soltanto reso noto che l’Explorer sarà disponibile a trazione posteriore o integrale, con tempi di ricarica rapida in corrente continua dal 10 all’80% in 25 minuti e che il nuovo veicolo dovrebbe costare meno di 45.000 euro.

Ford Explorer elettrico: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Ford Explorer, un Suv pratico e dal look aggressivo

La prima vettura elettrica costruita da Ford nella fabbrica di Colonia, inaugurata nel giugno 2023 è lunga 4,47 metri, alta 1,63 e ha un look che la proietta nel futuro, con frontale largo e piatto che include i fari a “L” rovesciata che indicano il centro della calandra caratterizzata dalla scritta “Explorer”. Le modanature in plastica grigia e nera donano un’immagine solida e ruvida al Suv, che nella parte posteriore mette in mostra il piccolo lunotto e la barra luminosa. Explorer, a livello estetico, è totalmente differente da Volkswagen ID.4, con cui condivide la piattaforma MEB.

Nell’abitacolo troviamo alcune soluzioni pratiche e inedite per la gamma Ford: insieme allo schermo del quadro strumenti da 5”, sulla plancia esordisce il sistema di infotainment Ford Sync Move con display da 15” orientabile fino a 30° per migliorarne la consultazione durante la guida. Lo schermo è integrato nel vano portaoggetti My Private Locker e, nella posizione più bassa, copre il vano nascondendo gli oggetti. Sotto al bracciolo centrale è posizionata la MegaConsole, un vano da 17 litri in grado di contenere bottiglie da 1,5 litri o un laptop da 15”. La capacità del bagagliaio parte da 450 litri, che diventano 1.400 abbattendo i sedili posteriori.

Ford Explorer elettrico: prezzi, dimensioni e caratteristiche 25

Moto ricca la suite di assistenti alla guida, a partire dai 12 sensori a ultrasuoni, le cinque telecamere e i tre radar per monitorare a 360° tutto ciò che succede intorno alla vettura. Explorer è il primo modello Ford in Europa ad avere Lane Centring e Assisted Lane Change che, oltre a mantenere in traiettoria l’auto, permettono anche di cambiare corsia. A questi si aggiungono gli immancabili cruise control adattativo e Blind Spot Assist e il Clear Exit Assist che avvisa i passeggeri dell’arrivo di un veicolo o di una persona quando si apre la portiera. Explorer offre anche la frenata automatica di emergenza e la funzione di parcheggio automatico Active Park Assist 2.0.