Auto elettrica: ecco il parere degli italiani

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Il mondo va verso un futuro sempre più all’insegna della micromobilità e di soluzioni alternative per spostarsi da un posto ad un altro. Ma nonostante questo, ad oggi l’auto continua a restare il mezzo di trasporto preferito dagli italiani. Nello specifico, l’83% degli intervistati (il 10% in più rispetto al sondaggio dell’anno scorso) che hanno risposto alle domande dell’Osservatorio 2023 Stili di mobilità di Legambiente-Ipsos in collaborazione con l’Unrae conferma l’auto come mezzo di trasporto preferito e aggiunge che non rinuncerebbe mai alla vettura di proprietà o in uso esclusivo. L’indagine tocca vari argomenti e comprende anche le preferenze degli automobilisti italiani per quanto riguarda le motorizzazioni e numerose tematiche e problematiche legate alle automobili.

Il direttore Generale dell’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), Andrea Cardinali, commentando i dati dell’Osservatorio, fa notare che “dalla nuova rilevazione sugli stili di mobilità degli italiani emergono indicazioni nette, con una conferma molto chiara: l’automobile resta il mezzo di trasporto più comodo. Quali che siano le ragioni, e sono molteplici, l’attaccamento degli italiani all’auto non dà segni di cedimento, nonostante molta narrativa avversa. Cresce, inoltre, la consapevolezza del suo ruolo nella transizione energetica”.

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La questione inquinamento

Circa la metà degli intervistati dell’Osservatorio 2023 Stili di mobilità (il 45%), sul tema delle limitazioni alla circolazione, è favorevole all’implementazione di una tariffa per entrare nelle città per migliorare la qualità dell’aria. Il 62% è d’accordo nel vietare progressivamente la circolazione di mezzi inquinanti nei centri urbani, anche se dopo le restrizioni già applicate ai veicoli Euro 3 e 4, il 54% dei proprietari di queste vetture lamenta un forte impatto sulla propria vita.

Chi ha intenzione di cambiare auto si dice favorevole a contribuire a contenere l’inquinamento da mezzi di trasporto, ma solo il 25% è propenso all’acquisto di una vettura elettrica o ibrida plug-in. Il 27% degli intervistati vorrebbe cambiare auto perché la vecchia inizia a dare problemi e il 21% vuole possederne una che inquini meno.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Il dilemma auto elettrica

Le vetture a batteria continuano a destare più di una perplessità, anche se aumenta il numero di automobilisti che si dichiara favorevole a comprarne una: il 32% di chi prevedere di acquistare una vettura elettrica, è mosso dal desiderio di ridurre l’impatto ambientale, il 20%, invece, lo farebbe per i costi più contenuti di carburante e manutenzione. Il 65% di chi ha risposto al sondaggio fa notare l’urgenza di accelerare l’elettrificazione dei trasporti, mentre la stragrande maggioranza, l’80%, è convinta che la carenza di colonnine sia un forte ostacolo. Quasi la metà degli intervistati (il 47%) afferma che per convincersi all’acquisto di una vettura elettrica, il costo della ricarica dovrebbe diminuire.

Il prezzo delle auto elettriche, ritenuto eccessivamente alto, continua a essere un problema: il 55% degli automobilisti afferma che gli incentivi economici siano la principale spinta all’acquisto; mentre l’86% preferisce l’acquisto rispetto al noleggio e l’89% preferirebbe una vettura elettrica nuova a una usata. Prendendo sempre in considerazione il costo, il 33% degli intervistati è disposto a comprare un’auto elettrica allo stesso prezzo di una tradizionale; il 22% spenderebbe dal 5 al 10% in più e il 19% si spingerebbe a pagare dal 15 al 20% in più. Per concludere, se il costo di un’auto elettrica fosse molto conveniente, quasi la metà di chi ha risposto al sondaggio (il 48%) comprerebbe una vettura a batteria anche senza possedere un dispositivo di ricarica a casa o in ufficio.

Smart city: che cosa sono?

Smart city: che cosa sono?

Con il termine smart city (che tradotto dall’inglese vuol dire città intelligente) si intende la città del futuro, un’area caratterizzata da infrastrutture e servizi ai cittadini dalla grande efficienza ottenuta grazie a innovazione tecnologica e tecnologie digitali. Un concetto più teorico che pratico se pensiamo alla realtà quotidiana delle nostre città, anche se negli ultimi anni le cose sono cambiate: la città intelligente, sostenibile e connessa è diventata un obiettivo concreto di tutte quelle aziende maggiormente impegnate nella produzione e nell’utilizzo di energie pulite. Spostando l’attenzione sul mondo automotive, i costruttori orientali Hyundai e Toyota sono i più interessati a creare una smart city, che si fonda su un ecosistema basato sulle energie pulite, e per realizzarla hanno annunciato piani a lungo temine che ruotano attorno a idrogeno e fonti rinnovabili.

Hyundai, già da alcuni anni, ha dapprima fatto sapere di voler diventare leader mondiale per quanto riguarda sistemi propulsivi basati sull’idrogeno e successivamente ha spostato il tiro anche su infrastrutture e sistemi complessi, annunciando la propria idea di Smart City al CES di Las Vegas nel 2020. Al World Cities Summit 2022 di Singapore, il gruppo coreano ha presentato un modello avanzato di città intelligente, etichettandolo come “un concetto di città verde sostenibile reso possibile dalla mobilità autonoma, dalla mobilità aerea avanzata, dalla robotica e dalla tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno”.

Smart city: che cosa sono? 1

Una città a forma esagonale

Entrando nei particolari, Hyundai punta su uno schema urbanistico a nido d’ape, una città a forma esagonale con uno strato superficiale basato sull’attività umana e uno sotterraneo sulle strutture funzionali. Il primo strato presenta edifici che circondano parchi (che sono riserve a tutela della biodiversità e contengono il bacino idrico cittadino) e foreste posizionate al centro della città. I palazzi sono divisi in sezioni che variano in base alla densità della popolazione, che può essere alta, media o bassa e che diminuisce in maniera graduale man mano che ci avviciniamo ai parchi e alle foreste, permettendo ai cittadini una visuale libera della natura da qualsiasi parte della città. Gli edifici sono posizionati nelle varie sezioni a seconda della loro finalità: i punti di riferimento sono nell’area ad alta densità; quelli di sicurezza, invece, si trovano nell’area a media densità, in modo da permettere un accesso agevole a qualsiasi sezione.

Smart city: che cosa sono? 2

Spostamenti fra città solo con veicoli volanti

I collegamenti all’interno della città sono possibili grazie a un’infrastruttura stradale situata nello strato sotterraneo, dove si spostano beni e servizi con trasporti a guida autonoma e hub logistici automatizzati per distribuire le merci. Secondo il progetto di Hyundai, gli spostamenti fra città non si realizzeranno più via terra, ma mediante una mobilità aerea con veicoli volanti (la casa coreana è già attiva in questo campo) che atterrano e partono da torri/stazioni che comprendono anche aree residenziali e uffici nei piani bassi. L’idrogeno, distribuito mediante condutture per alimentare gli edifici attraverso generatori a celle di combustibile, è la principale fonte di energia, in modo da garantire la neutralità delle emissioni.

Anche lo sviluppo dei veicoli è legato al piano smart city di Hyundai: la casa coreana vuole lanciare vetture professionali e robotaxi a guida autonoma e si propone come partner per governi e amministrazioni locali per far diventare le città sempre più intelligenti e a misura d’uomo, mediante l’impiego di guida autonoma, intelligenza artificiale, veicoli elettrici e big data.

Auto a idrogeno: che cos’è, i pro e i contro e come funziona

L’idea di Toyota

Oltre a Hyundai, anche Toyota sta portando avanti progetti per città basate sull’idrogeno. Il colosso giapponese ha coinvolto i propri alleati (Mazda, Suzuki, Hino e Isuzu) in una serie di piani che vanno in questa direzione. È già partita la sperimentazione che ha coinvolto la prefettura di Fukushima che, dopo lo tsunami del 2011 e i problemi con le centrali nucleari, è molto interessata a modelli di infrastrutture e società incentrate sull’idrogeno. Il piano portato avanti da Toyota riproduce la smart city su un modello logistico in scala ridotta che parte con un sistema di trasporto e consegne basate sull’idrogeno nei supermercati e nei minimarket, ai quali spetta anche il ruolo di aree di evacuazione in caso di nuova calamità. L’esperimento, che interessa un’area di 300.000 abitanti, sarà il primo passo per l’allargamento del progetto su altri nuclei urbani delle stesse dimensioni e a livello nazionale.

MINI Cooper SE: acquisto o finanziamento?

Mini Cooper SE: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

Passano gli anni, arrivano i motori elettrici e altre novità per continuare a essere al passo con i tempi, ma una certezza resta inattaccabile: la MINI si conferma ancorata ai propri valori che la hanno resa immortale, come la personalizzazione e la sensazione di guida che ricorda un go-kart. Questo discorso vale anche per la MINI Cooper SE elettrica che, pur segnando una differenza marcata rispetto alle serie precedenti, conserva invariati tanti elementi storici, unendo passato e futuro. La parte anteriore dell’auto è caratterizzata dalla mascherina ottagonale e dai fari ovali; mentre il posteriore è più squadrato. L’abitacolo richiama l’antenata del 1959, aggiungendo, ovviamente, soluzioni tecnologiche come lo schermo Oled da 240 mm che gestisce tutte le funzioni della vettura. Le dimensioni della MINI Cooper SE (3,85 metri di lunghezza, 1,72 di larghezza, 1,43 di altezza con un passo di 2,49 metri) sono simili a quelle delle versioni endotermiche; mentre cresce di circa 18 millimetri la luce libera dal suolo, soluzione che garantisce più sicurezza al pacco batterie che si trova nel sottoscocca.

MINI Cooper SE è disponibile in sei allestimenti: Essential, l’accesso alla gamma, ma con un’ottima dotazione di serie; Camden, che mette in risalto ancora di più l’anima “British” della Mini Cooper SE; Resolute, che omaggia il passato del marchio nei colori; Classic, che aggiunge i sensori di parcheggio posteriori e il pacchetto Comfort; Electric, dotato di MINI Connected Navigation Plus e i contenuti MINI Electric, con accessori specifici e, per concludere, Yours, il top di gamma con equipaggiamento sportivo e contenuti MINI Yours.

Mini Cooper SE: prezzi, dimensioni e caratteristiche 15

Il design di sempre, con la tecnologia dei giorni nostri

Le linee della MINI Cooper SE restano fedeli alla tradizione, a eccezione di qualche dettaglio di colore giallo, come il disegno dei cerchi. La griglia anteriore è carenata per migliorare il coefficiente di penetrazione aerodinamica e i gruppi ottici confermano la classica struttura a ellisse. La novità è rappresentata dalle piccole aperture verticali ai lati del paraurti, che regalano alla compatta un aspetto più sportivo. Nella parte posteriore, invece, si nota immediatamente l’assenza del tubo di scarico. Entrando nell’abitacolo troviamo, dietro al volante multifunzione rivestito in pelle, il nuovo quadro strumenti digitale da 5,5” con design Black Panel, che comanda tutte le principali informazioni di funzionamento dell’auto e della batteria. Al centro della plancia è posizionato il display touch da 8,8” del MINI Connected navigation per infotainment e navigatore.

Mini Cooper SE: prezzi, dimensioni e caratteristiche 20

Motorizzazioni e consumi

La MINI Cooper, nella versione E, è spinta da un motore elettrico posizionato sull’assale anteriore, capace di erogare una potenza massima di 184 CV e una coppia di 270 Nm, già disponibili a partire da 0 giri, per un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi. Il powertrain a zero emissioni è alimentato da un pacco batteria agli ioni di litio a forma di T con capacità di 32 kWh. La versione SE da 218 CV ha una batteria da 54,2 kWh che assicura un’autonomia massima di 402 km. I consumi dichiarati si attestano tra i 15,2 e i 15,9 kWh/100 km; buoni i tempi di ricarica: collegata a wallbox da 11 kW la MINI Cooper SE si carica dallo 0 all’80% in 2 ore e mezza, mentre bastano 36 min con caricatori da 50 kW.

MINI Cooper SE: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

MINI Cooper SE Full Electric Essential a 31.638 euro

Proseguono anche per il mese di novembre le offerte sull’intera gamma MINI. La Full Electric in allestimento Essential, con la formula di finanziamento MINI Free, scende dai 37.650 euro del prezzo di listino a 31.638 euro. Alla stipula del contratto, c’è da versare l’anticipo (o l’eventuale permuta) di 8.910 euro, a cui faranno seguito 35 rate mensili da 289,91 euro (TAN 5,99%, TAEG 7,86%); mentre la maxi-rata finale, pari al valore futuro garantito, ammonta a 16.496,35 euro. Il limite massimo di chilometri, da non superare in caso di restituzione della vettura, è fissato in 30.000 km.

Mercedes: tutte le novità in arrivo nel 2024

Mercedes: tutte le novità in arrivo nel 2024 3

Tra restyling  e nuovi modelli, il 2024 di Mercedes sarà caratterizzato da un gran numero di novità. Grande spazio, ovviamente, sarà dedicato alle elettriche, ma non mancheranno spazi anche per i modelli dalla connotazione più sportiva. Tra tutte, la novità più attesa è rappresentata dalla variante di serie della CLA recentemente presentata dal Salone di Monaco.

  • Mercedes EQA restyling
  • Mercedes EQB restyling
  • Mercedes CLA 2025
  • Mercedes CLE
  • Mercedes-AMG GLC
  • Mercedes Classe E
  • Mercedes EQG
  • Mercedes-AMG GT

Mercedes EQA restyling

Il 2024 di Mercedes si aprirà con il lancio del restyling della Mercedes EQA, l’elettrica più piccola del costruttore tedesco. Le novità principali si concentrano nella presenza di una nuova calandra completamente carenata, che ricalca lo stile delle altre EQ di Mercedes. Dentro, invece, debutta l’ultima evoluzione del sistema multimediale MBUX. Cresce anche l’autonomia, che ora arriva a 560 km.

Mercedes EQB restyling

Sull’onda del restyling della EQA, nel 2024 arriverà nelle concessionarie anche il restyling della Mercedes EQB. Anche questa si aggiornerà nello stile con il debutto di una nuova calandra e un paraurti leggermente rivisto nella zona posteriore. Dentro, spazio al nuovo sistema di infotainment MBUX di ultima generazione, inoltre, il modello sarà per la prima volta dotato di  funzione di riconoscimento automatico Plug & Charge per la ricarica.

Mercedes CLA 2025

Lanciata al Salone di Monaco, la nuova generazione della Mercedes CLA verrà presentata nel corso dell’anno nella sua veste definitiva. Si tratta di una berlina dallo stile che rimanda al mondo delle coupé e sarà alimentata da propulsori “tradizionali” benzina e diesel, con la probabile presenza anche di varianti elettrificate. Non mancherà nemmeno una versione 100% elettrica che potrebbe avere un’autonomia di 750 km.

Mercedes CLE

La nuova Mercedes CLE rappresenterà un modello chiave per il costruttore della Stella. Con lei, infatti, in un solo colpo Mercedes ha sostituito Classe C e Classe E coupé e cabrio, che verranno rimpiazzate così da un unico modello. Potrà contare su una gamma motori molto ampia, che includerà anche la potente versione 63 AMG, alimentata da u propulsore ibrido plug-in in grado di sviluppare una potenza massima di 680 CV.

Mercedes-AMG GLC

Già presentata nel corso del 2023, l’anno prossimo la famiglia della Mercedes GLC si amplierà con l’ingresso a listino delle potenti versioni AMG 43 e 63. Saranno entrambe elettrificate: la prima monta il 2.0 da 421 CV con sistema EQ Boost da 14 CV, mentre la seconda sfrutta lo stesso sistema plug-in, ma porta la potenza di sistema a 680 CV, che assicura una velocità massima di 275 km/h e uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 3,4 secondi.

Mercedes Classe E

Il 2024 vedrà il debutto di nuove versioni della Mercedes Classe E. Su tutte spicca la presenza della variante All-Terrain. Questa rappresenta la versione dal carattere più fuoristradistico del modello, caratterizzato da un look dedicato e assetto rialzato per affrontare senza problemi anche qualche tratto di fuoristrada leggero. Una sola la motorizzazione disponibile: il turbodiesel 2.0 EQ-Boost da 197 CV.

Mercedes EQG

La Mercedes Classe G rappresenta uno dei modelli simbolo del costruttore tedesco. In commercio da moltissimi anni, nel corso del 2024 affronterà una svolta epocale, venendo declinato per la prima volta in un’inedita versione completamente elettrica denominata EQG. Non sono ancora state diramate informazioni ufficiali riguardo il powertrain elettrico del modello, mentre l’estetica verrà leggermente rivista, senza però stravolgere le linee iconiche del modello.

Mercedes-AMG GT

Per chi cerca il massimo delle prestazioni, nel 2024 arriverà la nuova Mercedes AMG-GT. Cambierà molto rispetto alla prima generazione: sarà disponibile unicamente in abbinamento alla trazione integrale e avrà un’architettura 2+2, offrendo così due piccoli posti anche dietro. Due le versioni disponibili entrambe con il V8 biturbo di 4 litri: una da 476 CV e una da 585 CV.

Auto divenute icona: Volkswagen Golf

Auto divenute icona: Volkswagen Golf

Volkswagen Golf, un nome una garanzia. L’auto tedesca di segmento C è la compatta per eccellenza, la due volumi numero uno nelle vendite all’interno del proprio segmento e non solo: per 13 anni consecutivi è stata la vettura più venduta in Europa, primato che ha saputo riprendersi anche successivamente in varie occasioni. In quasi 50 anni, più di 30 milioni di automobilisti hanno scelto, con grande soddisfazione, una Golf, giunta oggi all’ottava generazione.

Questa icona dell’industria automobilistica nasce nel 1974, con la casa di Wolfsburg alle prese con la crisi più grave della propria storia. In un contesto di estrema difficoltà i vertici Volkswagen decidono di rimpiazzare il mito del primo dopoguerra, il Maggiolino, con un nuovo modello che ne cambia totalmente le linee e la filosofia costruttiva; un’auto capace, nel corso degli anni, di rinnovarsi con un costante processo di innovazione nella tradizione, mettendo sempre al primo posto qualità, affidabilità e tecnologia.

Auto divenute icona: Volkswagen Golf 6

 

Stile italiano e novità fin dall’esordio

La parola innovazione è di casa quando si parla della Golf, che rompe con il passato già a partire dall’aspetto. Il design è tutto italiano, per mano della matita magica di Giorgetto Giugiaro, che mette da parte le forme arrotondate del Maggiolino, per creare una vettura tutta spigoli e linee rette. La grande rivoluzione Volkswagen abbraccia anche la meccanica, che passa da tutto dietro a tutto avanti: motore e trazione sono ora di fronte ai passeggeri, aumentando l’abitabilità; il raffreddamento del propulsore, invece, abbandona l’aria per sfruttare il liquido.

Auto divenute icona: Volkswagen Golf 5

 

Il 1976 è un’altra data da segnare in rosso nella storia della compatta: arrivano una versione ancora più leggendaria, se possibile, la Golf GTI e una pioniera come la Golf diesel. Il modello sportivo pesa solo 860 kg e ha una potenza di 110 CV che le permette di raggiungere la velocità massima di 181 km/h, numeri di tutto rispetto per quegli anni. Il modello a gasolio monta un motore da 1.500 cm cubici incredibilmente silenzioso ed economico che consente di risparmiare due litri di carburante ogni 100 chilometri percorsi rispetto alla versione benzina di pari potenza. Nel 1979 debutta la versione cabriolet: in 14 anni vengono vendute 388.552 unità, record mondiale per una decapottabile.

Auto divenute icona: Volkswagen Golf 4

La seconda generazione riesce nell’impresa di superare la prima

La Golf II esordisce nel 1983 e, in otto anni,viene venduta in 6.408.321 esemplari, superando i 6.307.145 consegnati in nove anni della prima generazione. Alla base del successo clamoroso ci sono ancora una volta le innovazioni proposte dalla Volkswagen: aumentano l’abitabilità, la capacità di carico e la guidabilità dell’auto, che viene dotata di iniezione e testata con due alberi a camme in testa e sedici valvole: la novità debutta sulla GTI 16V, che arriva a 139 CV di potenza e 210 km/h di velocità massima. Per chi è alla ricerca di grandi prestazioni c’è la G60 da 160 CV, la versione più estrema, sovralimentata tramite compressore volumetrico. I tedeschi dimostrano di vederci lungo anche con la Syncro, che nel 1986 presenta anche la trazione integrale, e dà origine alle versioni Country (antenata delle attuali all-road), G60 Rallye e Limited. Come se non bastasse, arriva anche la GTD, la versione sportiva diesel, una “visione” di grande attualità anche ai giorni nostri, con turbo e l’intercooler che fa concorrenza ai motori benzina, forte dei 70 CV. A fine 1990 la seconda generazione si appresta a salutare: in totale la Golf ha superato i 12 milioni di esemplari venduti nel mondo e in Italia ha registrato il record di consegne annue, con 107.794 unità nel 1987.

Auto divenute icona: Volkswagen Golf 3

Con la terza generazione debutta la station-wagon

La Golf III debutta a fine 1991 (è Car of the Year nel 1992) e propone di serie, anticipando i tempi, il doppio airbag. La nuova compatta presenta forme arrotondate, segnando una netta discontinuità dalle serie precedenti, e continua a piacere agli automobilisti. Arriva anche la VR6 da 2,8 litri di cilindrata e 174 CV, versione a 6 cilindri a V ma alternati e con un angolo tra le bancate di soli 15°, in modo da diminuire l’ingombro e permettergli di entrare trasversalmente nel vano motore. La Volkswagen non si accontenta e produce anche la VR6 Syncro a trazione integrale da 2,9 litri e 190 CV. Altra novità degna di nota è l’esordio dell’iniezione diretta sul diesel 1.9: 90 CV con consumi contenuti grazie all’efficienza del nuovo sistema di alimentazione. Nel 1993 arriva la nuova Golf Cabrio, seguita dalla Variant, la station-wagon. La Golf III saluta a fine 1997 con 4.834.797 di unità vendute.

Auto divenute icona: Volkswagen Golf 2

La quarta generazione è la più amata

La Golf IV debutta a inizio 1998 e, ancora oggi, da tanti è considerata la migliore in assoluto, grazie anche al design sempre attuale. La struttura è completamente rinnovata in modo da offrire massimo comfort ed efficienza; in più la carrozzeria zincata permette a Volkswagen di offrire 12 anni di garanzia contro la corrosione. Novità anche per quanto riguarda i motori: l’1.8 benzina con 5 valvole per cilindro e il diesel da 150 CV e alimentazione con iniettori pompa, estremamente efficiente. La 4×4 cambia nome, da Syncro a 4Motion; mentre la Variant arriva l’anno seguente. Nel 2001 è l’ora della R32, la Golf più potente di sempre con il 3.2 V6 da 241 CV a trazione integrale. La quarta generazione saluta con 4.203.895 di esemplari venduti.

Volkswagen Golf esterni

Le innovazioni continuano fino ai giorni nostri

La storia della Golf va avanti fino a oggi ed è sempre legata alle novità che ha saputo apportare. Nel dicembre del 2003 debutta la quinta generazione, che fa segnare il record negativo di vendite, 2.344.182 unità, più per questioni estetiche che di merito. Come da tradizione, introduce importanti innovazioni, come la trasmissione DSG (prima a sei e poi a sette rapporti) a doppia frizione che rivoluziona la concezione del cambio automatico e la TSI, iniezione diretta e sovralimentazione per i motori a benzina. Debutta anche la versione cabrio-coupé, la Eos, con base Golf e tetto apribile in metallo. La Golf VI è datata 2008, anche se più che una nuova generazione è una profonda rivisitazione della serie precedente e si conferma in cima alla classifica di vendite in Europa fin dall’esordio. La sesta generazione introduce l’assetto a controllo elettronico DCC, il Park Assist e l’ACT, che toglie l’alimentazione a due cilindri su quattro in caso di velocità costante contenuta, con lo scopo di risparmiare benzina e CO2.

Nuova Golf 8: l’ottavo atto del Best Seller di Wolfsburg 11

La Golf VII arriva nel 2012 e nasce sul pianale MQB, che offre maggiore rigidità, 100 kg in meno di peso in media e sistemi di assistenza alla guida che mai nessuna vettura, fino ad allora, aveva avuto nel segmento C. Gli automobilisti apprezzano l’estetica: la Golf è più schiacciata e larga e, inoltre, è disponibile con motori benzina, a gasolio, a metano, ibridi ed elettrici. La Golf VIII si presenta al pubblico nell’ottobre del 2019: ha un design rinnovato, con linee più dinamiche e decise. Il frontale integra il nuovo logo Volkswagen e il gruppo ottico rinnovato; nuova anche la parte posteriore che, però, mantiene la classica linea della Golf. Le novità più importanti si trovano nell’abitacolo, che ospita la plancia completamente digitale con cockpit virtuale: pulsanti, leve e selettori vengono eliminati per lasciare il posto a comandi touch; mentre offre sistemi di assistenza alla guida come Front Assist, Travel Assist e Lane Assist.

Auto divenute icona: Ferrari 458 Italia

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Potenza, prestazioni da Formula Uno, design accattivante e aggressivo (firmato rigorosamente Pininfarina): sono solo alcuni dei segni distintivi della Ferrari 458 Italia, uno dei tanti bolidi della casa di Maranello che ogni automobilista e appassionato di auto vorrebbe avere. La sportiva a due posti è stata prodotta dal 2009 al 2015 ed è la capostipite di una gamma entrata nella storia e nel mito del Cavallino rampante. Le altre componenti della prestigiosa “famiglia” della F458 sono la Spider (presentata nel 2011 a Maranello), la Speciale (realizzata dal 2013) e la Speciale A, la versione spider della Speciale.

La 458 Italia racchiude nel nome le proprie peculiarità che sono anche i segreti del suo successo: le prime due cifre indicano la cilindrata, aumentata a 4,5 litri rispetto alla F430 che ha sostituito, abbinata agli 8 cilindri; mentre la parola Italia è stata scelta per omaggiare il nostro Paese, da sempre sinonimo di innovazione tecnologica, creatività, stile e passione che sono i tratti distintivi del nuovo bolide di Maranello. La punta di diamante della 458 Italia è il motore, il primo V8 Ferrari a iniezione diretta (situato nella parte posteriore), con potenza massima di 570 CV a 9.000 giri/minuto e una potenza specifica record di 127 CV/litro, che permette al bolide di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 3,4 secondi e di raggiungere la velocità massima di oltre 325 km/h.

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Sensazioni da Formula 1 e design d’autore

La 458 è stata studiata per compiere un salto generazionale rispetto alla F430, grazie a modifiche sostanziali a livello di gruppo motopropulsore, design, aerodinamica, handling e strumentazione. La sportiva biposto vuole portare su strada l’esperienza maturata da Ferrari in Formula 1, specialmente per quanto riguarda l’interazione fra pilota e macchina, con volante e cruscotto di nuova concezione. Allo sviluppo dell’auto ha contribuito, fin dalle battute iniziali, anche il sette volte campione di F1 Michael Schumacher. Il design innovativo è opera di Pininfarina e fa leva su un’aerodinamica efficiente (Cx di 0,33) che produce un carico verticale di 140 chilogrammi a 200 km/h e 360 kg alla velocità massima. L’aspetto della vettura risulta moderno e grintoso grazie alla fanaleria anteriore verticale, ai nuovi volumi e alle alette inedite deformabili posizionate davanti ai radiatori. I cerchi da 20 pollici, dal disegno rinnovato, ospitano gomme anteriori 235/35 e 295/35 dietro. I fanali posteriori sono rotondi, confermando la lunga tradizione Ferrari interrotta solo di rado.

Tecnologie all’avanguardia ed emissioni contenute

La 458 monta un cambio F1 a doppia frizione 7 marce modificato per assecondare la biposto, con l’aggiunta di sportività e comfort di marcia assicurati da una maggior coppia ai bassi regimi e il raggiungimento della velocità massima con la marcia più alta. Il motore V8 da 4.499 cc assicura consumi ed emissioni più che accettabili per la categoria: 13,3 l/100 km pari a 307 g/km di CO2, numeri resi possibili anche dal contenimento del peso a secco entro i 1.380 chili (30 kg più della F430) che ha permesso di avere un rapporto peso/potenza di 2,42 kg/CV e una distribuzione ottimale dei pesi con il 58% sulla parte posteriore. Il telaio in alluminio è composto da nuove leghe e tecniche di lavorazione e giunzione di derivazione aerospaziale, mentre le sospensioni (triangoli sovrapposti davanti e multilink nel posteriore) sono state ridisegnate per aumentare la tenuta di strada.

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L’abitacolo non può essere da meno e presenta una configurazione mai vista su una Ferrari di serie, con accorgimenti ergonomici e progettuali che modificano gli standard di interfaccia uomo-auto. Quasi tutte le funzioni si trovano nel volante: le levette “devio”, i comandi per gli indicatori di direzione e per i tergicristalli, ma anche quelli degli abbaglianti, il bottone “engine start” e la leva di regolazione delle sospensioni. In più, nella parte posteriore del volante ci sono i comandi dell’impianto audio e le nuove palette del cambio. I due satelliti laterali ospitano gli altri controlli: quello di destra gestisce lo schermo con navigatore, infotainment e telefono, tachimetro digitale e telecamera di parcheggio. Da quello di sinistra si aziona la gestione del Vehicle Dynamic Assistance, un computer di bordo che dà informazioni utili sullo stato della vettura relative a temperatura di pneumatici, freni e motore. Il sistema, inoltre, è capace di consigliare al pilota la condotta di guida ideale in base allo stato della F458: da Warm Up (i componenti hanno bisogno di ulteriore riscaldamento) a Go (condizioni di utilizzo ottimali) fino a Over (dato il surriscaldamento, è necessario far raffreddare i componenti).

Le versioni Spider, Speciale e Speciale A

La versione scoperta della F458 Italia (la Spider) è stata svelata nel settembre del 2011. Presenta un sistema inedito di apertura del tettuccio, che viene azionato da un meccanismo che combina il movimento retrattile a quello rotativo per migliorare la velocità di ripiegamento e le proprietà strutturali, senza alterare prestazioni sia da chiuso che durante l’apertura/chiusura. L’hard top ha una struttura in alluminio completamente integrata nel design, più leggera di 25 kg rispetto a quella classica in tela e non compromette i valori di aerodinamica e le prestazioni. Il motore è lo stesso del modello con tetto fisso: la Spider scatta da 0 a 100 km/h in 3,5”, più lenta di 1/10 di secondo rispetto alla versione standard, mentre la velocità massima si ferma a 320 km/h.

Auto divenute icona: Ferrari 458 Italia 3

La 458 Speciale arriva nel 2013, è ridisegnata negli elementi aerodinamici e alleggerita e il V8 aspirato è stato potenziato fino a 605 CV (a 9.000 giri al minuto, con coppia massima di 540 Nm a 6.000 giri/min): è il motore V8 aspirato montato su auto di serie con maggiore potenza specifica di sempre: 135 CV/litro. Alla 458 Speciale spetta un altro primato: è la vettura stradale aerodinamicamente più efficiente della storia della Ferrari. In più può contare su varie innovazioni che saranno applicate a tutte le Ferrari future e sull’aerodinamica attiva con le ali mobili inserite sia al posteriore che all’anteriore, anche nel sotto-scocca, e su una migliorata accelerazione laterale, che è la più elevata di sempre per una Ferrari stradale: 1,33 g. La Speciale A (che vuol dire aperta) è la versione spider della Speciale, è stata prodotta in serie limitata di 499 esemplari ed è la più prestazionale nella storia della Ferrari, grazie all’aerodinamica attiva e al nuovo motore V8. Accelera da 0 a 100 km/h in 3 secondi, è dotata di elettronica di ultima generazione e in particolare del controllo elettronico dell’angolo di assetto. Il telaio, realizzato in 10 leghe di alluminio, è stato costruito con materiali e tecnologie aerospaziali; mentre il tetto rigido si apre o chiude in 14 secondi.

Con il progetto Elli Volkswagen entra nel mercato dell’elettricità

Con il progetto Elli Volkswagen entra nel mercato dell'elettricità 2

Volkswagen fa sempre più rima con elettricità e tutto ciò che le ruota attorno. Il colosso di Wolfsburg non si accontenta di essere il capofila dell’elettrificazione per quanto riguarda le case automobilistiche tedesche, ma si spinge oltre anche nel campo dei servizi energetici. Per mezzo della controllata Elli, a Volkswagen spetta la palma di primo costruttore a fare l’ingresso nel mercato dell’elettricità e nella Borsa europea dell’energia EPEX Spot.

Elli è molto più di un semplice servizio di ricarica: è anche una piattaforma di scambio di energia che dovrebbe consentire ai clienti di beneficiare di energia elettrica comprata e successivamente rivenduta ai prezzi più convenienti di tutto, il mercato grazie a un sistema di accumulo proprietario.

Come funziona Elli

Elli si basa sull’impiego di stazioni di accumulo costruite con batterie di recupero derivate da Volkswagen e-up! ed è guidata da un sistema di trading digitale che gestisce la compravendita energetica. La stazione standard è formata da 28 batterie complete e 34 moduli cella. All’atto pratico il sistema sorveglia il mercato comprando materialmente l’energia alle condizioni più vantaggiose e tiene sotto controllo anche la quota di rinnovabili in ogni fornitura e la immagazzina nelle proprie stazioni di stoccaggio, per offrirla ai clienti a prezzi vantaggiosi.

Con il progetto Elli Volkswagen entra nel mercato dell'elettricità

Per ora il sistema è ancora nella fase di collaudo, mediante un progetto pilota condotto da Volkswagen After Sales ed Elli, e rappresenta il primo passo per la costituzione di una vera e propria Smart Energy Platform che successivamente dovrebbe estendersi anche alle vetture per mezzo della tecnologia V2G, convertendo le auto in power bank integrati e connessi al sistema di interscambio energetico intelligente. Oggi è possibile collocare automaticamente le offerte in Borsa attraverso la piattaforma: i risultati della negoziazione vengono riportati in un calendario e la batteria è caricata o scaricata in maniera automatica. L’elettricità viene comprata nelle fasce con prezzi bassi e tendenza a un’alta quota di rinnovabili e venduta nelle fasce con prezzi alti e tendenza verso una quota minima di rinnovabili.

Con il progetto Elli Volkswagen entra nel mercato dell'elettricità 1

I piani ambiziosi di Elli

Giovanni Palazzo, ceo di Elli, spiega la strategia dell’azienda e guarda con ottimismo al futuro. “Elli farà progredire in modo significativo la mobilità elettrica e la transizione energetica – le parole del manager – La nostra intenzione è rafforzare ancora di più la posizione di leadership e trasformare Elli in una società di trading leader nella flessibilità dell’uso delle batterie. Il commercio di energia elettrica è una tappa fondamentale di questo percorso e il nostro obiettivo a lungo termine è offrire ai nostri clienti un vantaggio in termini di prezzi dell’elettricità e allo stesso tempo sviluppare nuovi modelli di business ad alto rendimento che rafforzeranno Elli in futuro”.

BMW: tutte le novità in arrivo nel 2024

Audi: tutte le novità in arrivo nel 2024 5

Il 2024 di BMW sarà costellato di novità. Nonostante i recenti aggiornamenti del costruttore tedesco sul fronte dell’elettrificazione, i modelli a batteria non fanno ancora la parte del leone nei piani del brand. Nel corso dell’anno, infatti, vedremo il debutto in primo luogo di diversi Suv, accanto ai quali spicca poi la presenza di alcuni modelli elettrici, senza dimenticare alcune versioni ad alte prestazioni.

  • BMW Neue Klasse
  • BMW Serie 1
  • BMW X2
  • BMW X3
  • BMW Serie 4
  • BMW Serie 5

BMW Neue Klasse

Nel 2024 il processo di elettrificazione di BMW entrerà in una nuova fase con la Neue Klasse. Presentata al Salone di Monaco 2023, si tratta per il momento di una concept car, che farà da base tecnica e molto probabilmente anche stilistica per altri cinque modelli. La piattaforma elettrica a 800 Volt è completamente nuova e assicura una densità energetica superiore del 25% e tempi di ricarica più brevi del 30%.

BMW Serie 1: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

BMW Serie 1

A tre anni dal debutto, il 2024 sarà il momento del restyling per la BMW Serie 1, uno dei modelli di punta del costruttore di Monaco. Gli esterni vedranno il debutto di nuove prese d’aria nel paraurti anteriore e di inediti gruppi ottici sia davanti, sia dietro, mentre all’interno dell’abitacolo dovrebbe debuttare la medesima suite tecnologica già vista sulla Serie 2.

BMW X2

La nuova BMW X2 è appena stata presentata e arriverà nelle concessionarie nei primissimi mesi del 2024. Rispetto alla precedente generazione è cambiata sotto tutti i punti di vista: è cresciuta nelle dimensioni, raggiungendo i 4,55 metri (+19 centimetri) e per la prima volta abbandona le forme tradizionali del modello sfoggiando una nuova forma per la carrozzeria, che strizza l’occhio al mondo delle coupé. Ampia la gamma motori, che include unità ad alimentazione tradizionali ed elettrificate, arrivando fino all’elettrica iX2.

BMW X3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3

BMW X3

Pronta al debutto la nuova generazione della BMW X3, la quarta nella storia del modello. Le dimensioni cresceranno, portando la lunghezza totale vicino ai 4,8 metri, mentre al momento non sono ancora state diramate informazioni ufficiali riguardo i powertrain. Tuttavia, pare sicuro l’arrivo di una variante completamente elettrica, sviluppata sulla piattaforma Neue Klasse.

BMW Serie 4

Sulla falsa riga di quanto verrà fatto sulla Serie 1, verrà aggiornata anche l’intera gamma della BMW Serie 4. La gamma motori non dovrebbe essere toccata, mentre l’estetica cambierà soprattutto nel frontale e in parte in quella posteriore. Le novità estetiche interesseranno anche la potente M4 e la famiglia M3. A proposito di quest’ultima potremmo vedere il debutto anche di nuove varianti ancora più sportive, tra le quali spicca la nuova CS.

BMW Serie 5

Fresca di presentazione, la nuova BMW Serie 5 arriverà su strada nei primi mesi del 2024, sia ad alimentazione tradizionale, sia elettrica. In un secondo momento, poi, è previsto l’arrivo anche della variante familiare Touring, attesa anche in variante a batteria. Sempre nel corso dell’anno arriverà anche la potente M5, che per la prima volta verrà proposta in abbinamento ad un powertrain plug-in da 750 CV di potenza e che verrà nuovamente proposta anche con carrozzeria Touring.

Ecco il piano di Ferrari per la sostenibilità ambientale

Fabbrica Ferrari: dove nascono i bolidi di Maranello 1

Dici Ferrari e immediatamente pensi a un’auto di lusso riservata a pochi eletti e costruita con i materiali più ricercati, senza tenere conto minimamente dell’impatto sull’ambiente. Le apparenze, quasi sempre, ingannano: per fortuna la realtà dei fatti è molto diversa e la sostenibilità riguarda vari processi della produzione e un marchio di nicchia come quello di Maranello che ha una produzione limitata e circoscritta in un’area ben definita può essere avvantaggiato rispetto a case automobilistiche che costruiscono vetture e le commercializzano su larga scala. Il tutto è certificato nel bilancio di sostenibilità del 2020 della Ferrari: la totalità dei processi produttivi è certificata ISO 14001, quasi il 100% dell’energia non prodotta in azienda deriva da fonti rinnovabili e certificate e le emissioni complessive dei nuovi bolidi sono più basse del 35% rispetto a quelle delle auto vendute nel 2007 anche se le vendite sono aumentate del 40%. La casa di Maranello è riuscita a centrare questi obiettivi attraverso una strategia precisa intrapresa già da alcuni anni.

Bassissimo impatto sull’ambiente

Prima di passare in rassegna i vari accorgimenti a favore della sostenibilità ambientale adottati dalla casa emiliana, è doveroso ricordare che una Ferrari, più che un’auto, è un vero e proprio oggetto di culto, da usare solo in determinate occasioni: il numero minore di chilometri percorsi, rispetto alle vetture comuni, le permettono di contenere le emissioni. In più l’impatto ambientale da smaltimento è praticamente nullo: a nessuno verrebbe mai in mente di rottamare una rossa di Maranello, a meno di un incidente che la renda irrecuperabile. Come se non bastasse, la Ferrari rientra nella categoria di produttori di piccoli volumi, anche se nel 2019, per la prima volta, ha superato la soglia delle 10.000 unità sfornate: grazie a questo status vengono applicati parametri meno restrittivi per le emissioni delle proprie auto nella quasi totalità dei mercati mondiali.

Ferrari: tutte le novità in arrivo nel 2023

Bolidi sempre più leggeri ed efficienti

Le vetture di Maranello di nuova generazione sono più performanti ed efficienti rispetto a quelle del passato: il contenimento del peso e degli attriti, i miglioramenti dell’aerodinamica, i motori ibridi e il servosterzo elettrico hanno dato una consistente accelerata alla riduzione delle emissioni dei nuovi bolidi. Stando ai dati del rapporto Ferrari, le 9.119 auto vendute nel 2020 hanno totalizzato un volume di emissioni di CO2 più basso del 12% rispetto a quello delle 7.255 unità del 2014, sfiorando le previsioni iniziali che puntavano a una riduzione del 15%. L’obiettivo non è stato centrato per i rallentamenti nella produzione a causa della pandemia, specialmente per quanto riguarda la SF90 Stradale, la prima “rossa” ibrida plug-in che avrebbe dovuto garantire la maggiore riduzione delle emissioni. Infine l’impiego, a partire dal 2015, del sistema start&stop sulle berlinette a motore posteriore quali la 488 e le seguenti evoluzioni, ha contribuito a contenere del 6% le emissioni secondo i parametri del nuovo ciclo di omologazione WLTP.

Meno emissioni in fabbrica e in pista

Il volume complessivo di emissioni di CO2-equivalenti (un sistema di misurazione che equipara le emissioni non-CO2 a quelle di anidride carbonica al fine di ottenere un parametro universale) dichiarato da Ferrari per il 2020 per le fabbriche di Maranello e Modena e il circuito del Mugello ammonta a 88.380 tonnellate, valore più basso della media degli anni precedenti, sempre superiore a quota 90mila. Nel rapporto, l’azienda sottolinea che il calo è dovuto allo stop di sette settimane per la pandemia, che ha fermato a 9.119 unità la produzione dopo aver raggiunto, nel 2019, la cifra record di 10.131 vetture. I numeri, però, dicono anche che negli ultimi cinque anni le emissioni complessive si sono ridotte nonostante il continuo aumento della produzione.

Fabbrica Ferrari: dove nascono i bolidi di Maranello

Le certificazioni ambientali

La svolta a favore dell’ambiente è iniziata nel 2001, quando Ferrari si è vista riconoscere la certificazione ISO 14001 per gli impianti di Maranello e Modena, rinnovato nel 2016, mentre il circuito del Mugello ha conseguito e rinnovato la certificazione del sistema di gestione ambientale ISO 14001 ed EMAS (Eco-Management and Audit Scheme). L’autodromo toscano, nel 2020, è stato il primo al mondo a ottenere la certificazione ISO 20121, lo standard internazionale per la gestione sostenibile degli eventi.

Energia “pulita” con il trigeneratore di Maranello

L’impianto di trigenerazione a gas metano, inaugurato nel 2009, al momento produce in maniera autonoma l’81% del fabbisogno di energia elettrica della fabbrica di Maranello oltre all’acqua calda e fredda necessaria ai vari processi; le fonti rinnovabili, invece, tra le quali quella solare e l’energia certificata proveniente dall’esterno, assicurano il rimanente 19%. Il primo impianto a pannelli solari risale al 2008 ed è stato ampliato nel 2011 e nel 2015; “pulita” anche l’energia elettrica acquistata da Ferrari: a partire dal 2014 anch’essa può contare su certificati di garanzia sull’origine da fonti rinnovabili.

Meno sprechi di acqua e di rifiuti

Per contenere l’impatto sull’ambiente, all’abbassamento delle emissioni delle vetture e dei processi produttivi, si aggiungono altri accorgimenti, come l’impiego delle risorse e la conseguente riduzione degli sprechi, a partire dalle materie prime principali come l’alluminio, presente in grandi quantità nei bolidi Ferrari: gli scarti dei processi di produzione vanno alla fonderia dove vengono fusi e riutilizzati. Nel 2020 il totale dei rifiuti ha toccato quota 9.785 tonnellate, il 12% in meno rispetto al 2019, complice anche il rallentamento della produzione per la pandemia; ma i vertici di Maranello stanno lavorando su nuove procedure per ridurre i materiali di scarto in varie fasi della produzione, seguendo l’esempio di altre case automobilistiche. Infine per quanto riguarda l’acqua, sono state adottate due soluzioni: un nuovo impianto di raffreddamento del Centro Tecnico che ne riduce il consumo e uno per la raccolta e il riutilizzo di quella piovana e della condensa dei sistemi di condizionamento.

Fotosintesi artificiale, per rendere le auto più green

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La lotta alle emissioni di CO2, per quanto concerne il settore automotive, non riguarda soltanto le case automobilistiche e la loro ricerca di powertrain elettrificati sempre più a minor impatto ambientale, ma passa anche dall’apporto dei grandi costruttori di componenti per veicoli. Il gigante giapponese Denso, uno dei principali produttori internazionali di sistemi integrati e componenti automobilistici, lavora nella direzione di una mobilità sostenibile e sicura con l’intento di diventare carbon neutral e di raggiungere quota zero incidenti stradali entro il 2035. Per centrare gli ambiziosi obiettivi, il colosso nipponico ha messo a punto un complesso piano strategico, articolato in più sezioni.

Fotosintesi artificiale per non sprecare energia

Denso vuole ottenere la neutralità nelle emissioni di CO2 mediante la visione “going green”, che ha bisogno di uno sforzo congiunto a livello globale: dai processi di produzione, all’impiego di energie rinnovabili, fino a giungere al prodotto finale. Per centrare questo difficile obiettivo, il colosso giapponese sta implementando varie tecnologie per abbattere le emissioni di anidride carbonica, già calate del 12% fra il 2020 e il 2021. Il primo passo in questa direzione, unito all’impiego di materiali a basso contenuto di carbonio, è la semplificazione e lo sviluppo di diverse tecnologie per rendere sempre più efficienti i processi di produzione, come per esempio la IoT (Internet of Things) che consente di eliminare perdite e sprechi e altri sistemi in grado di fermare i macchinari quando non sono necessari alla produzione. In più, la CO2 rilasciata nei processi di produzione sarà raccolta e riusata come energia utile. Ma le novità di Denso non finiscono qua: gli esperti del colosso giapponese stanno portando avanti anche tecnologie inedite, tra le quali la fotosintesi artificiale, capace di trasformare e riciclare la CO2 presente nell’aria per poi reimpiegarla come energia rinnovabile.

Auto elettriche: quanto costa ricaricare con Acea

Tante idee per la mobilità del futuro

Denso non si ferma allo sviluppo di soluzioni per evitare sprechi di energia e, parallelamente, porta avanti l’implementazione di soluzioni alternative alla mobilità attuale. I tecnici giapponesi stanno studiando carburanti sintetici, l’ottimizzazione dei powertrain elettrificati e particolari modalità di ricarica wireless che consentono alle auto a batteria di ricaricarsi mentre sono in viaggio. Il gigante giapponese punta decisamente anche sugli electric-VTOL, aerei a decollo e atterraggio verticale, che vengono visti come ottima soluzione per la mobilità urbana del futuro: in questo contesto si inserisce la collaborazione con Honeywell, una delle principali aziende aerospaziali, per alcuni test su un sistema di propulsione 100% elettrico.

La sicurezza stradale al centro di tutto

Da qui al 2035 Denso vuole portare a zero gli incidenti stradali e per questo sta cercando di migliorare le tecnologie attuali, (Lidar, radar e sensori visivi) e di sviluppare nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e capaci di prevedere in anticipo la possibilità di incidente. I piani dell’azienda giapponese prevedono l’impiego di questi sistemi su un numero molto ampio di veicoli, dalle auto compatte ai tir.

Il concetto di sicurezza di Denso abbraccia anche l’abitacolo: procede a ritmi serrati lo sviluppo di sistemi di condizionamento in grado di tenere pulita l’aria all’interno delle auto. Due anni fa è stato prodotto un filtro dell’aria capace di catturare e rimuovere le particelle nell’aria 25 volte più piccole delle particelle catturate dai modelli convenzionali; per i prossimi anni, invece, il colosso giapponese ha intenzione di mettere a punto sistemi di purificazione che impiegano foto-catalizzatori e tecnologie di rilevamento per individuare gas e virus pericolosi.