Incentivi auto 2024: i fondi sono finiti

Li abbiamo attesi per mesi e, una volta resi disponibili, sono stati esauriti entro poche ore. Stiamo parlando degli incentivi auto 2024 per l’acquisto di vetture elettriche. La piattaforma per richiederli stata resa accessibile alle ore 10.00 del 3 giugno e, 9 ore dopo, segnalava agli addetti ai lavori che i 240 milioni rimasti nel fondo stanziato dal governo erano arrivati a zero.

La notizia fa scalpore, anche in relazione al fatto che negli ultimi 2 anni gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche erano stati utilizzati solo in minima parte. Però, per questo 2024, grazie alle nuove regole, molti più automobilisti si sono fatti attrarre dall’acquisto di una vettura a zero emissioni. In effetti, se si aveva da rottamare un’auto anziana (Euro0, Euro 1 o Euro 2) e si aveva una ISEE inferiore ai 30.000 euro, lo “sconto” sul listino arrivava a 13.750 euro.

Incentivi 2024: quanto si può risparmiare comprando un'auto

Incentivi auto 2024: sono finiti davvero?

Rimanendo sul tema delle auto a batteria (quelle della fascia di emissioni comprese tra 0-20 g/km di CO2), ci sono però degli aspetti da chiarire. Prima di tutto: come è possibile che in meno di una giornata lavorativa siano state caricate sulla piattaforma decine di migliaia di pratiche?

C’è di più, come spiega Michele Crisci, presidente dell’Unrae, secondo cui il primo giorno di incentivi non siano stati messi a disposizione tutti i soldi stanziati. “Scopriamo – dice Crisci – che il giorno di apertura della piattaforma non sono stati resi disponibili tutti i fondi previsti. Mancano 178,3 milioni di euro”. Affinché vengano sbloccati è necessaria l’emanazione di un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. “Auspichiamo che avvenga nel più breve tempo possibile – continua Crisci – per evitare l’ennesimo periodo di incertezza che si prospetta per il mercato”.

Sarà davvero così? Non ci sono motivi per dubitarlo. Nei prossimi giorni scopriremo cosa sta succedendo veramente. E i dati sulle immatricolazioni attesi per inizio luglio spiegheranno una volta per tutte quante auto elettriche sono state acquistate e quanti incentivi sono stati erogati.

Blocco auto diesel: le novità 2024

biodiesel

La crociata contro le auto diesel prosegue senza sosta e anche nel 2024 continuano ad essere validi i blocchi del traffico per i modelli dotati di questo tipo di alimentazione. Vediamo allora nello specifico quali sono le novità in vigore da quest’anno.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2024, tutto quello che c’è da sapere

INDICE
 Il futuro delle auto diesel in Italia
  Limitazioni diesel: i provvedimenti nelle principali città italiane
 Euro 6 diesel
 Euro 5 diesel
 Euro 4 diesel
 Euro 3 diesel

Chi si appresta ad acquistare un’auto nuova deve oggi fare i conti con una situazione di mercato molto particolare in cui ibride ed elettriche vengono incentivate, mentre le auto diesel sono sempre più dominizzate. sono molte le limitazioni imposte a questo tipo di vetture. Tuttavia, la recente approvazione dell’Euro 7 potrebbe portare ad un allungamento dell’aspettativa di vita anche delle auto diesel. Questo, nonostante negli ultimi anni si sia assistito ad una sempre più forte contrazione delle vendite delle vetture dotate di questo tipo di alimentazione.

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Come abbiamo anticipato in precedenza, le amministrazioni locali vanno in ordine sparso in merito alle limitazioni auto diesel. Il divieto di circolazione varia anche in base alla classe di emissioni della vettura in questione. Le più penalizzate sono ovviamente le auto più vecchie, con omologazione da Euro 0 a Euro 3. Analizziamo le limitazioni regione per regione. 

LIMITAZIONI DIESEL IN PIEMONTE

Con le limitazioni strutturali, in Piemonte si arriva al divieto totale di circolazione da parte dei veicoli adibiti al trasporto di persone e al trasporto merci Euro 0, Euro 1 ed Euro 2. Il divieto vale anche per i veicoli a benzina e diesel, e Euro 0 ed Euro 1 per quelli GPL e metano. Inoltre, fino al 15 aprile 2024, sono stati introdotti ulteriori provvedimenti:

  • Per i motori diesel Euro 3 e Euro 4: divieto di circolazione dalle 8 alle 19 nei giorni feriali dal lunedì al venerdì. 
  • Per tutti i ciclomotori e motocicli Euro 0 ed Euro 1: divieto di circolazione tutti i giorni dalle 0:00 alle 24:00. 

LIMITAZIONI DIESEL IN LOMBARDIA

In Lombardia, sono in vigore le misure strutturali permanenti. La circolazione è limitata per tutto l’anno, per i veicoli a benzina Euro 0 e 1 e diesel Euro 0, 1, 2 e 3. Per i veicoli diesel di classe Euro 4 si applicano le limitazioni temporanee, dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, dal 1° ottobre al 31 marzo di ogni anno. 

Le restrizioni riferite ai veicoli diesel Euro 4 sono in vigore nel semestre invernale solo nei Comuni di Fascia 1 e nei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti situati in Fascia 2, ovvero: Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e S. Giuliano Milanese. 

LIMITAZIONI DIESEL IN VENETO

In Veneto il blocco auto vale per i veicoli più inquinanti, in base al livello di emissione di Pm10. Il blocco è in vigore fino al 30 aprile e poi di nuovo a partire dal 1° ottobre. 

LIMITAZIONI DIESEL IN EMILIA ROMAGNA

In Emilia Romagna è attivo il Piano aria integrato regionale (PAIR) contro l’inquinamento e favore del miglioramento della qualità dell’aria. Oltre alle limitazioni al traffico, vi è anche il divieto di utilizzo delle vecchie stufe a biomassa legnosa e di bruciare residui vegetali in pianura. I veicoli soggetti a blocchi della circolazione sono diesel Euro 4, ed Euro 5 se prevista applicazione di misure emergenziali. 

LIMITAZIONI DIESEL NEL LAZIO

A partire dal 2019, a Roma è in vigore il blocco dei diesel Euro 3. L’obiettivo è quello di eliminare i diesel dal centro storico. Al momento il blocco è valido tutto il giorno dal lunedì al sabato, nella zona ZTL Fascia Verde. IL divieto di circolazione è esteso anche alle vetture a benzina Euro 2 e i ciclomotori e motoveicoli Euro 1. Infine, i diesel fino a Euro 6 e benzina Euro 3 sono soggetti ad eventuali blocchi emergenziali dal lunedì al giovedì. 

Nella categoria delle Euro 6 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2015 ed anche queste vetture verranno bandite nei prossimi anni dai centri cittadini. A Milano, ad esempio, sarà vietato l’ingresso in Area B  a partire dal 1 ottobre 2024 per tutte le vetture acquistate dopo il 31.12.2018. 

Nella categoria delle Euro 5 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2009 e per le auto diesel il divieto alla circolazione nelle principali città italiane, salvo ripensamenti, scatterà dal primo ottobre 2025. 

Come abbiamo visto in precedenza, le auto diesel Euro 4 avrebbero dovuto subire forti limitazioni alla circolazione già a partire dallo scorso mese di dicembre ma, complice la proroga dello stato di emergenza, potranno continuare a circolare almeno fino al 31 marzo 2022.  

Le auto omologate Euro 3 diesel sono quelle che già oggi non possono più circolare in numerose città italiane. A Roma, ad esempio, il divieto è scattato da ottobre 2018, così come a Milano dove la circolazione alle Euro 3 diesel, sempre dal 2018, è vietata per l’accesso in Area B. Dal mese di ottobre 2018 anche a Torino è stata vietata la circolazione alle diesel Euro 3 nella zona urbana centrale. 

auto ecologiche usate
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Ecco gli incentivi auto 2024: tutto quello che c’è da sapere

Ecotassa e Incentivi Auto 2019

Gli incentivi auto 2024 sono realtà.  Anche quest’anno si conferma quindi l’impegno del governo a supporto del settore auto e dei consumatori con il varo di un ecobonus per l’acquisto di vetture dall’impatto ambientale contenuto. Vediamo allora in questa guida tutto ciò che c’è da sapere sugli incentivi 2024.

Come sono divisi i fondi a disposizione

Partiamo dall’inizio. Il governo ha stanziato 793 milioni di euro. Sono suddivisi per sostenere l’acquisto di veicoli di varie categorie. Per le auto elettriche (con emissioni di CO2 comprese tra gli 0 e i 20 g/km) sono disponibili 240 milioni di euro; per le ibride plug-in (con emissioni comprese tra i 21 e i 60 g/km)sono stati messi a disposizione150 milioni di euro; per le auto termiche nuove (con emissioni comprese tra i 61 e i 135 g/km), infine, sono stati stanziati 403 milioni di euro.

Incentivi 2024: quanto si può risparmiare comprando un'auto

A questi si aggiungono poi 53 milioni per i furgoni e i veicoli commerciali leggeri e 35 milioni per i motocicli. Per le 2 ruote ci sono, nello specifico, 30 milioni per i motocicli elettrici e 5 per i motocicli non elettrici. Ci sono poi 20 milioni a sostegno del mercato dell’usato e 50 milioni a sostegno del noleggio a lungo termine.

Confrontando quanto deciso per il 2024 con quanto stanziato nel 2023, a conti fatti, ci sono più fondi per le elettriche e per le auto a benzina e a gasolio e meno fondi per le auto plug-in. La ratio è intuibile: lo scorso anno i fondi per alcune categorie di veicoli erano andati esauriti in pochissimo tempo mentre quelli per altre classi, poco tarati sulle reali esigenze e su quanto presente sul mercato, erano stati utilizzati solo per una percentuale ridotta.

Incentivi 2024: come funziona per le auto elettriche

Sono finalmente arrivati gli incentivi per le auto elettriche 2024. Il Governo mette a disposizione nuovi bonus che offrono contributi fino a 13.750 euro, con sconti quasi triplicati rispetto agli anni precedenti. Saranno disponibili a partire dalle 10 del 3 giugno e avranno validità fino al 31 dicembre (salvo esaurimento fondi). Potranno beneficiarne sia persone che imprese all’acquisto di vetture con emissioni comprese nella fascia 0-20 g/km di CO2 e con un prezzo massimo di 42.700 euro (35.000 + Iva).

 Lo sconto senza rottamazione è di 6.000 euro, mentre quello con rottamazione può variare dai 9.000 agli 11.000 euro in base alle normative europee sulle emissioni. 

  • 11.000 euro se si rottama un veicolo Euro 0-2
  • 10.000 euro se si rottama un veicolo Euro 3
  • 9.000 euro se si rottama un veicolo Euro 4. 

Grazie all’introduzione del parametro Isee (indicatore della situazione economica equivalente), il contributo può aumentare del 25%. Potranno usufruire di questo vantaggio gli acquirenti con un Isee inferiore a 30.000 euro, arrivando così ad uno sconto massimo di 13.750 euro. Lo sconto varierà, quindi, anche rispetto a questo indicatore, in aggiunta alle emissioni e alla rottamazione (se prevista o meno). Con un Isee superiore a 30.000 euro, lo sconto con rottamazione va dai 9.000 agli 11.000 euro, mentre lo sconto senza rottamazione sarà pari a 6.000 euro. Con un Isee inferiore a 30.000 euro lo sconto con rottamazione si aggira tra gli 8.000 ai 13.750, senza rottamazione sarà uguale a 7.500 euro.  

 Per la ricarica a casa, è stato previsto nel 2022 e 2023 un ulteriore bonus su wallbox e colonnine pari all’80% del prezzo dell’infrastruttura. Non c’è ancora alcuna novità per il 2024. 

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Incentivi 2024: come funziona con ibride e plug-in 

Gli incentivi valgono anche per le auto ibride e plug-in. Si possono ottenere fino a 10.000 euro per le auto plug-in e fino a 3.000 euro per le auto ibride. Come abbiamo già visto per le auto elettriche, bisogna considerare la soglia delle emissioni di C02. La fascia di emissioni tra 0 e 20 g/km comprende tutte le auto elettriche e alcune plug-in il cui prezzo di listino è fissato a 35.000 euro + Iva, ovvero 42.700 euro. La quasi totalità delle auto plug-in si configura nella seconda fascia tra 21 e 60 g/km. La terza fascia degli incentivi tra 61 e 135 g/km comprende i modelli mild e full hybrid, benzina, diesel, GPL e metano. Per poter accedere agli incentivi è importante ricordare che le auto ibride devono avere un prezzo di listino pari a 35.000 euro + Iva, quindi un totale di 42.700 euro. Le auto plug-in non devono invece superare il prezzo di 45.000 euro + Iva, ovvero 54.900 euro. 

NUOVA FORD KUGA: tecnologia e sicurezza senza compromessi

NUOVA FORD KUGA: tecnologia e sicurezza senza compromessi 8

Fin dal lancio della prima generazione, risalente al 2008, Ford Kuga rappresenta uno dei modelli più importanti per Ford. Non soltanto, infatti, è stata una delle vetture di maggior successo del marchio americano, ma ha anche introdotto per prima numerose tecnologie che sono state poi adottate sul resto della gamma.

Oggi Ford Kuga si rinnova. Giunta alla terza generazione, si sottopone a un interessante restyling che le consente di restare al passo con i tempi sia dal punto di vista dello stile sia dal punto di vista dei contenuti. Questi ultimi, in particolare, sottolineano l’impegno di Ford su molti fronti, inclusi quelli inerenti l’infotainment e l’elettrificazione. Ma andiamo con ordine.

Ford Kuga: gli esterni

La nuova Ford Kuga resta fedele all’attuale sia per quanto riguarda le forme sia per quanto riguarda le proporzioni. Si rinnova però nel design, che è stato rivisto specialmente nella parte frontale. Davanti debutta una nuova calandra che ha dimensioni maggiori e che è ora impreziosita da una sottile striscia luminosa a LED nella parte alta, che crea un’inedita firma luminosa che collega idealmente i gruppi ottici anteriori. I nuovi fari Matrix Full Led adattivi e predittivi sfruttano sia i dati provenienti dal GPS sia quelli rilevati da una telecamera anteriore, per disegnare un fascio luminoso che si modifica in tempo reale in funzione delle condizioni del traffico per garantire sempre la massima visibilità anche in condizione di buio. Restando all’anteriore, cambia anche il paraurti, che su alcune versioni è dotato di fregi argentati che trasmettono un senso di maggiore solidità all’insieme.

Ford Kuga cambia anche nella parte posteriore. Qui le modifiche si concentrano sui nuovi gruppi ottici e sul diffusore, posizionato nella zona bassa del paraurti. Interessante, infine, la scelta di eliminare la maniglia di apertura del portellone: è stata integrata nella palpebra sopra la targa e rende le linee ancora più pulite ed eleganti.

Ford Kuga: gli interni

Come da tradizione, Ford Kuga offre tanto spazio a bordo. Lunga ancora 4,60 metri, ottimizza ulteriormente i centimetri a disposizione introducendo una seconda fila di sedili che scorre longitudinalmente e che, in caso di necessità, consente di aumentare la capacità di carico anche di 140 litri Così, anche con tutti gli schienali in posizione verticale, il vano posteriore ha una capienza compresa tra i 412 e i 536 litri, in funzione della motorizzazione.

Come detto, con il restyling la nuova Ford Kuga presenta un’estetica rinnovata, ma è dentro l’abitacolo che concentra le novità più rilevanti. L’ambiente interno non è stato rivoluzionato dal punto di vista dell’organizzazione dello spazio e dei materiali, già di livello molto alto, ma è stato impreziosito di una dotazione tecnologica profondamente aggiornata.

Ford Kuga: l’infotainment

A bordo, il vero protagonista è il sistema di infotainment Sync 4 con schermo touch che ora raggiunge i 13”2. Posizionato a sbalzo al centro della plancia, per garantire la massima facilità di consultazione, offre lo standard 5G, assicurando un ancor più alto livello di connettività con i moderni smartphone. In questo senso, non mancano Apple CarPlay e Android Auto, entrambi in versione wireless. L’infotelematica, che ben si sposa con l’head-up display e con il secondo monitor a bordo, quello dedicato alla strumentazione, può contare inoltre sulla presenza della navigazione connessa, in grado di offrire avvisi su traffico, meteo e pericoli di vario genere e di proporre alternative di percorso più convenienti per giungere alla meta. Di serie Ford Kuga dispone anche di Alexa Built-in, assistente vocale evoluto che permette di dialogare con la vettura in modo naturale e, addirittura, di controllare dispositivi di domotica direttamente dall’abitacolo.

Ford Kuga: la sicurezza

Ma la tecnologia a bordo della nuova Ford Kuga non è solo quella dedicata all’infotainment. L’auto pone infatti molta attenzione ai dispositivi di sicurezza attiva e offre sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione. Tra questi spicca un rinnovato e più evoluto Cruise Control che, sfruttando la ricca suite di ADAS presente a bordo, è ora in grado di accompagnare nella guida con funzioni inedite. Ad esempio, può intervenire sui freni per diminuire l’andatura in prossimità di una curva o di un incrocio, migliorando anche la fluidità generale della marcia.

NUOVA FORD KUGA: tecnologia e sicurezza senza compromessi 4

A questo si aggiunge una nuova telecamera a 360 gradi che, con una maggiore definizione rispetto al passato, consente di avere una visione precisa di ciò che circonda la vettura. Elemento questo di grande utilità non solo in fase di parcheggio, ma anche, ad esempio, quando si sta attaccando un rimorchio o si sta entrando in un lavaggio.

Restano disponibili, naturalmente, tra gli altri, il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, il mantenimento della carreggiata con Lane Centering, il rilevamento pedoni e ciclisti con assistenza alla frenata d’emergenza, il riconoscimento della segnaletica stradale.

Ford Kuga: i motori

Con il restyling, Ford Kuga compie un ulteriore passo verso l’elettrificazione. L’auto saluta la motorizzazione a gasolio e mantiene efficienti varianti ibride, sia full hybrid sia plug-in hybrid. Partiamo proprio da quest’ultima, che è stata ulteriormente migliorata per percorrere fino a 69 km in modalità completamente elettrica (88 se si affrontano esclusivamente percorsi cittadini). L’auto è spinta da un motore a benzina da 2,5 litri di cilindrata abbinato a un’unità elettrica e il sistema, complessivamente, scarica a terra (attraverso le ruote anteriori) la bellezza di 243 CV. A fronte di tali livelli di potenza, questa versione PHEV dichiara consumi compresi tra gli 0,9 e gli 1,2 litri per 100 km ed emissioni di CO2 di appena 20-28 g/100 km.

NUOVA FORD KUGA: tecnologia e sicurezza senza compromessi 1

In alternativa, sempre con motore benzina da 2,5 litri, si può scegliere la Kuga Hybrid, disponibile sia a trazione anteriore sia a trazione integrale. Ha potenze, rispettivamente, di 180 e 183 CV e consumi che nel primo caso si aggirano intorno ai 5,3-6,2 l/100 km e nel secondo caso intorno ai 5,7-6,4 l/100 km.  Alla base dell’offerta resta la versione 1,5 EcoBoost a trazione integrale che ha una potenza di 150 CV e che richiede tra i 6,3 e i 7,2 litri di benzina per percorrere 100 km.

Ford Kuga: gli allestimenti

La versione restyling della terza generazione della Ford Kuga si presenta a listino con 5 diversi allestimenti: Titanium, ST-Line, ST-Line X, Active e Active X. Le versioni Titanium offrono di serie cerchi in lega da 17”, barre al tetto, vetri posteriori oscurati, fari full-Led con abbaglianti automatici, sistema di apertura porte e accensione motore keyless e, dentro, clima automatico bi-zona, infotainment con touchscreen da 13”2, ricarica wireless, cruise control, mantenimento della carreggiata, frenata d’emergenza, sensori di parcheggio e retrocamera.

A salire, la Kuga ST-Line aggiunge cerchi in lega da 18”, volante e altri dettagli sportivi e assetto specifico. La Kuga ST-Line X si arricchisce ulteriormente offrendo portellone posteriore elettrico, pedaliera in alluminio, telecamera a 360 gradi. Il pacchetto dedicato alla sicurezza accoglie inoltre cruise control adattivo, monitoraggio dell’angolo cieco e assistenza al parcheggio. Le versioni top di gamma Active e Active X, infine, aggiungono cerchi in lega da 18” con design dedicato, il riconoscimento della segnaletica verticale e dei limiti di velocità, il monitoraggio del livello di stanchezza del conducente e la possibilità di scegliere tra diverse modalità di guida. Le due versioni si differenziano tra loro per una diversa cura estetica, con la Active X impreziosita da una serie di dettagli e caratterizzata da un assetto leggermente più alto rispetto agli altri allestimenti a listino.

NUOVA FORD KUGA: tecnologia e sicurezza senza compromessi 12

Ford Kuga: i prezzi

La nuova Ford Kuga ha un prezzo di partenza di 36.000 euro. A questa cifra è offerta la versione 1.5 Ecoboost in allestimento Titanium. Per la stessa motorizzazione, in allestimento ST-Line, il prezzo è di 37.500 euro. La Ford Kuga ST-Line X, sempre con il 1.5 Ecoboost, costa invece 41.000 euro.

Se si preferisce la versione full-hybrid spinta dal 2.5 da 180 CV, che parte dall’allestimento Titanium, si devono mettere in conto 38.750 euro, che diventano 40.250 per la ST-Line. La ST-Line X costa 43.750, mentre per Active e Active X si devono mettere in conto 40.250 e 43.750 euro. La stessa versione ibrida, ma con 4 ruote motrici, ha invece questi prezzi di partenza: 41.000 euro (Titanium); 42.500 euro (ST-Line); 46.000 euro (ST-Line X); 42.500 euro (Active); 46.000 (Active X).

Le motorizzazioni plug-in hybrid, infine, hanno prezzi che vanno dai 41.750 euro dell’allestimento Titanium ai 49.750 euro degli allestimenti ST-Line X e Active X. In mezzo si trovano le varianti ST-Line e Active, entrambe a 46.250 euro.

Articolo in collaborazione con Ford

Mercato auto aprile 2024: le auto più vendute

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Quello di aprile è stato un mese di ripresa per il mercato italiano dell’auto, che ha totalizzato oltre 135.000 unità con un incremento del 7% sullo stesso mese del 2022. Il totale del primo quadrimestre, che va in archivio con 586.665 unità, segna dunque una crescita del 6,1% sullo stesso periodo 2023, anche se siamo ancora lontani dalle cifre dell’ultimo anno pre-Covid, il  2019, rispetto al quale il periodo gennaio-aprile è a -17,7%.

Gli incentivi frenano le elettrificate

I dati sono quindi positivi, però, la crescita non è omogenea, almeno per quanto riguarda le alimentazioni. Se hanno guadagnato punti la benzina (31,6% di quota) e il Gpl (8,5%), mentre il Diesel continua a perdere colpi (14,4%. -5,4 punti) anche perché sempre meno modelli popolari lo offrono, quelle più elettrificate come elettriche pure e ibride plug-in hanno invece perso quote.

In parte la “colpa” è del prolungato ritardo degli incentivi, che a quanto pare saranno effettivamente disponibili non prima di maggio inoltrato e che rendono più abbordabili proprio le auto “alla spina”, solitamente costose. Anche per questo, è logico pensare che proprio il mercato di quelle vetture abbia un po’ rallentato in attesa delle condizioni migliori.

Migliorano le ibride senza spina, ma attenzione: è una categoria in cui UNRAE fa confluire si gli ibridi leggeri o mild hybrid, iniziando dalla Fiat Panda, sia le ibride vere e “full” come Toyota Yaris. Anche per questo, nella classifica delle vetture a sola benzina il primato è oggi della Citroen C3, la più venduta delle piccole non elettrificate. Tornando alle elettriche, ad aprile rappresentano soltanto il 2,3% del mercato, mentre le ibride plug-in sono al 3,3%.

Cosa ci attende secondo UNRAE

Il presidente di UNRAE Michele Crisci parla di una proiezione sulla possibile chiusura del 2024 in positivo, ma con cautela: “Un quadro macroeconomico rafforzato e un primo trimestre migliore delle attese per le immatricolazioni di autovetture, portano a rivedere al rialzo di 30.000 unità la stima per il mercato nel 2024, con un volume totale previsto a fine anno di 1.630.000 auto, in crescita di circa 63.500 unità sul 2023 (+4,1%). Il confronto con il periodo pre-pandemia registra però ancora una distanza del 15,0% sul 2019”.

E a proposito degli incentivi e degli effetti sul mercato, sottolinea come secondo UNRAE sia necessario rivedere la formula:  “Riteniamo doveroso che il tetto di prezzo alle auto 0-20 g/Km venga eliminato o quantomeno equiparato a quello della fascia 21-60 g/Km. Occorre poi che il Governo accompagni questa transizione in modo strutturale, dando a consumatori e operatori una chiara visibilità sul programma incentivi per i prossimi 2-3 anni” .

Citroën C3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Le auto a benzina più vendute ad aprile 2024

  • Citroen C3 (3.487)
  • MG ZS (2.647)
  • Peugeot 208 (2.540)
  • Volkswagen T-Cross (2.279)
  • Jeep Avenger (2.235)
  • Volkswagen T-Roc (1.990)
  • Opel Corsa (1.799)
  • Toyota Aygo X (1.740)
  • Dacia Sandero (1.273)
  • Renault Clio (1.121)

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto a GPL più vendute ad aprile 2024

  • Dacia Sandero (3.906)
  • Dacia Duster (1.531)
  • DR 5.0 (1.047)
  • Renault Captur (985)
  • Renault Clio (837)
  • Lancia Ypsilon (547)
  • Dacia Jogger (457)
  • DR 6.0 (329)
  • Kia Stonic (293)
  • DR 3.0 (273)

Volkswagen Polo: prezzo, dimensioni e prova su strada 1

Le auto a metano più vendute ad aprile 2024

  • Volkswagen Polo (126)
  • Skoda Octavia (53)
  • Skoda Kamiq (22)
  • Audi A3 (15)
  • Volkswagen Golf (3)

Volkswagen Tiguan: prezzo, dimensioni e prova su strada 19

Le auto Diesel più vendute ad aprile 2024

  • Volkswagen Tiguan (1.147)
  • Fiat 500X (1.077)
  • Mercedes GLA (868)
  • Jeep Compass (850)
  • BMW Serie 1 (727)
  • Alfa Romeo Stelvio (720)
  • Jeep Renegade (676)
  • Audi Q3 (644)
  • Dacia Duster (632)
  • Volkswagen T-Roc (630)

Fiat Panda ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Le auto ibride più vendute ad aprile 2024

  • Fiat Panda (10.149)
  • Toyota Yaris (3.566)
  • Lancia Ypsilon (3.244)
  • Ford Puma (2.953)
  • Toyota Yaris Cross (2.260)
  • Fiat 500 (2.089)
  • Kia Sportage (1.519)
  • Nissan Qashqai (1.310)
  • Suzuki Vitara (1.200)
  • Toyota C-HR (991)

Cupra Formentor: prezzo, dimensioni e prova su strada 1

Le auto ibride Plug-In più vendute ad aprile 2024

  • Cupra Formentor (331)
  • Audi Q3 (316)
  • BMW X1 (250)
  • Volvo XC60 (213)
  • Audi A3 (206)
  • Alfa Romeo Tonale (200)
  • Audi Q5 (196)
  • Porsche Cayenne (145)
  • Ford Kuga (142)
  • Mercedes GLC Coupé (139)

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute ad aprile 2024

  • Tesla Model Y (237)
  • Volvo EX30 (207)
  • Jeep Avenger (191)
  • Smart Fortwo (183)
  • BMW iX1 (157)
  • Audi Q4 (138)
  • Mercedes EQA (128)
  • Fiat 500 (102)
  • Tesla Model 3 (101)
  • Mercedes EQB (91)

Euro 7: il nuovo regolamento europeo antinquinamento è stato finalmente approvato

Euro 7: il nuovo regolamento europeo antinquinamento è stato finalmente approvato

Dopo mille proroghe e ripensamenti, il regolamento antinquinamento Euro 7 è stato approvato. La normativa contro le emissioni ha superato lo scoglio del Consiglio dell’Unione europea ed è quindi stata approvata in via definitiva.

Proposta nel 2022 dalla Commissione dell’Unione Europea, ha impiegato 2 anni prima che tutti gli interessi in gioco trovassero un equilibrio. Con la normativa Euro 7, infatti, si vogliono ridurre le emissioni inquinanti, i gas serra e numerosi altri fattori che contribuiscono al cambiamento climatico delle automobili e dei veicoli in generale venduti nel Vecchio Continente.

Cosa manca all’entrata in vigore

Ora, per entrare definitivamente in vigore, la normativa Euro 7 deve superare ancora una serie di passaggi formali: le firme dei presidenti di Consiglio e Commissione e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. A quel punto, dopo 20 giorni, la nuova legge sarà attiva.

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La norma Euro 7, rispetto all’Euro 6 e alle altre che hanno preceduto, introduce una serie più ampia di vincoli. Prima di tutto, come da tradizione, si occupa delle emissioni allo scarico dei veicoli. In questo senso, introduce obblighi più severi per quanto riguarda le particelle solide e disciplina anche la quantità ammessa di alcune sostanze che fino a oggi non erano contemplate come, ad esempio, il protossido di azoto.

I nuovi obblighi di legge

Ci sono poi limiti più severi sulla produzione di particelle durante la frenata. E ci sono anche regole che indicano dei limiti minimi sulla durata delle auto sia in termini di chilometraggio sia in termini di vita utile e periodo di utilizzo. In questo senso, anche le auto elettriche, che sono definite “a zero emissioni”, devono garantire una certa affidabilità.

Ma torniamo all’entrata in vigore della norma Euro 7. Se entro poco tempo la legge entrerà in vigore, chiaramente consentirà alle Case un certo periodo per adeguarsi e proporre sul mercato vetture in grado di rispondere ai requisiti richiesti.

I periodi “cuscinetto”

Questo significa, nel dettaglio, che saranno concessi 30 mesi per i nuovi tipi di autovetture e furgoni e 42 mesi per le autovetture e i furgoni nuovi. A questo si aggiungono 48 mesi per i nuovi tipi di autobus, autocarri e rimorchi e 60 mesi per gli autobus, gli autocarri e i rimorchi nuovi. Infine, la normativa Euro 7 concede 30 mesi per l’introduzione di nuovi sistemi, componenti o entità tecniche indipendenti da installare su autovetture e furgoni e 48 mesi per quelli da installare su autobus, autocarri e rimorchi.

Polestar 4: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Polestar 4: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

La gamma di Polestar si amplia con l’ingresso a listino della nuova Polestar 4, Suv-coupé che va ad arricchire l’offerta del marchio svedese. L’elettrica sportiva, con un design innovativo che stacca dal resto dei modelli del costruttore, punta tutto sul design, portando al debutto l’inedita soluzione dell’assenza del lunotto posteriore. La vettura va a porsi all’apice della gamma Polestar per le sue prestazioni: la versione più potente sprigiona 544 CV, mentre l’autonomia della versione più efficiente supera i 600 km.

Ecco la scheda tecnica della Polestar 4:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 526 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) 272/200
 Prezzo (da) 66.900 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla
Prezzi

La nuova Polestar 4 ha delle dimensioni importanti ma non eccessive, grazie anche al taglio coupé. Il passo da quasi 3 metri le regala un’ottima abitabilità interna, nonostante la lunghezza superi di poco i 4,8 metri. Larghezza (con specchietti) ed altezza, poi, misurano rispettivamente 214 e 154 cm.

Dimensioni
Lunghezza 4.839 mm
Larghezza 2.139 mm
Altezza 1.544 mm
Passo 2.999 mm

Il design della nuova Polestar 4 riprende sicuramente alcuni stilemi già introdotti con la 3, come l’evidente gusto per il minimalismo, per quanto ci siano delle evidenti innovazioni e degli elementi totalmente inediti. Partendo dal frontale, qui spiccano gli originali gruppi ottici Led sdoppiati Dual Blade, resi ancora più evidenti dalla totale assenza di mascherina.

La fiancata è abbastanza pulita, per quanto una nervatura in basso movimenti la figura dell’auto. Ma la vera rivoluzione la si trova sul retro: qui infatti spicca l’assenza del lunotto, che scompare in favore di una retrocamera che proietta le immagini da dietro il veicolo sul display interno. L’illuminazione interna è però garantita dal tetto in vetro, in opzione anche con funzione elettrocromatica (oscuramento via impulsi elettrici).

Anche gli interni della Polestar 4 sono il perfetto mix tra minimalismo e tecnologia, riprendendo uno stile che caratterizza diversi modelli elettrici odierni. Su una plancia pulitissima salta subito all’occhio lo schermo touch da 15,4″ per l’infotainment, accompagnato dal display da 10,2″ per il cruscotto digitale e dall’head-up display da 14,7″. Inoltre, è possibile dotare la vettura dell’impianto audio Harman Kardon con 12 altoparlanti.

La seconda fila di sedili gode poi di comfort spesso destinati solo ai passeggeri anteriori: un display centrale consente di controllare diverse funzioni dell’auto, come il climatizzatore, e le sedute sono reclinabili. A bordo, infine, troviamo anche una dotazione di ADAS all’avanguardia, che possono contare su un radar, 12 telecamere e 12 sensori ad ultrasuoni.

La Polestar 4 verrà lanciata con due motorizzazioni elettriche a listino. Si parte da quella con motore singolo posteriore da 279 CV e 343 Nm, alimentata da una batteria da 102 kWh. La stessa batteria alimenta anche la versione dual motor, che però raggiunge una potenza di 544 CV e 686 Nm di coppia. Il doppio motore consente a questa versione di scattare da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi e di toccare quota 200 km/h.

Come accennato, la stessa batteria da 102 kWh alimenta entrambe le versioni. La variante con motore singolo da 279 CV è in grado di percorrere 610 km con una sola ricarica, dato che scende a 580 km per la versione bimotore da 544 CV.

Sono due le versioni disponibili per la Polestar 4, una per ciascuna delle motorizzazioni disponibili.

  • Long Range Single Motor
  • Long Range Dual Motor

Long Range Single Motor: fari Led, speccheitti regolabili elettricamente, sensori pioggia, maniglie portiere a scomparsa, sedili anteriori riscaldati, climatizzatore bizona, quadro strumenti da 10,2 pollici, sistema di infotainment con schermo da 15,4 pollici, 12 sensori a ultrasuoni (anteriori, posteriori e laterali), Telecamera 360º con vista 3D, 4 telecamere a corto raggio, per una visuale a 360º, 1 telecamera HD posteriore nell’alloggiamento della telecamera, 2 telecamere HD anteriori dietro il parabrezza, 4 telecamere HD laterali (due per lato),
1 telecamera di monitoraggio del conducente nel montante A.

Long Range Dual Motor: alla dotazione della Long Range Single Motor aggiunge Ammortizzatori semi-attivi ZF a controllo continuo (CCD) con valvola interna e molle di rimbalzo abbinate a molle di compressione esterne.

  • Autonomia: il powertrain più efficiente promette di percorrere fino a 600 km con una sola ricarica.
  • Suv-coupé: il design della Polestar 4 le regala un’ottima abitabilità per quanto le misure siano contenute.
  • Tecnologia: la vettura è dotata di dispositivi all’avanguardia sia per quanto riguarda la sicurezza e l’assistenza alla guida, che sul lato infotainment.

Di seguito il listino prezzi della Polestar 4 aggiornato ad aprile 2024:

Polestar 4 Prezzo
Long Range Single Motor 66.900 €
Long Range Dual Motor 73.900 €

Nuovo codice della strada: ecco tutto quello che c’è da sapere

Nuovo codice della strada 2021

Il nuovo Codice della Strada è sempre più vicino. Il disegno di legge che apporta le ultime modifiche è stato appena approvato alla Camera e ora sarà discusso al Senato. Se anche la seconda camera del Parlamento darà l’ok, il nuovo testo sarà pronto a entrare in vigore.

In attesa di eventuali modifiche, si ha già un’idea di quelli che saranno gli aggiornamenti più di sostanza. Riguardano la guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, nuove regole su autovelox e limiti di velocità o sanzioni più severe per chi usa il telefonino mentre guida. Ma c’è molto di più.

Alcol, droghe e limiti di velocità

Partiamo proprio da alcol e droghe. Il nuovo CdS introduce il divieto assoluto di assumere alcolici per 2 o 3 anni (dipende dal reato commesso) per tutti coloro che sono stati già condannati per reati di questo tipo. Inoltre, si introduce l’obbligo di installare il sistema alcolock collegato al motore che impedisce l’accensione se il test alcolemico è positivo (è una norma che in Europa è in vigore dal 2022). Divieto assoluto di assumere droghe prima di mettersi alla guida (come già accade oggi), ma con l’introduzione del ritiro della patente per almeno 3 anni.

Il nuovo Codice della Strada inasprisce anche le norme sul superamento dei limiti della velocità. Oltre alle sanzioni pecuniarie, ci sarà il ritiro della patente per 7 giorni se si hanno tra i 10 e i 19 punti e di 15 giorni se si hanno meno di 10 punti.

Attenti, neopatentati

Parlando di neopatentati, il nuovo codice della strada modifica le regole per la guida di veicoli affermando che il limite tra potenza e peso del veicolo passa da 55 a 75 kW/t e da 70 a 105 kW. Per auto elettriche e ibride plug-in il limite si alza fino a 65 kW/t. Auto che superano questi valori non possono essere guidate se non dopo 3 anni di patente.

Sosta selvaggia e monopattini

Tutti i minori di 21 anni sorpresi alla guida senza patente o sotto l’effetto di droghe non potranno ottenere la patente prima dei 24 anni. Parlando di inasprimento delle sanzioni, il nuovo Codice della Strada compie un giro di vite per chi parcheggia in sosta vietata. In particolare, la stretta comprende il parcheggio sugli stalli per disabili e sulle corsie riservate ai mezzi pubblici.

 

Micromobilità: arrivano gli incentivi per bici e monopattini elettrici

Il nuovo Codice della Strada si adegua anche alle nuove forme di mobilità e interviene sulla circolazione dei monopattini elettrici. Verrà introdotto l’obbligo di indossare il casco e di avere sia la targa e l’assicurazione. Le società di sharing avranno poi un servizio di geofencing che ne proibirà il funzionamento al di fuori delle zone consentite.

Con il telefono non si scherza

Era da tempo che si vociferava la necessità di inasprire le regole sull’uso del cellulare al volante. Ecco, il nuovo codice della strada introdurrà (probabilmente) multe più alte e sospensioni della patente. In particolare, le sanzioni saranno comprese tra i 422 e i 1.697 euro più la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi se si viene fermati una prima volta. Si va poi a una multa tra i 644 e i 2.588 euro più una sospensione della patente tra 1 e 3 mesi (più la decurtazione di 10 punti) per i recidivi. In caso di incidente i giorni di sospensione vengono raddoppiati.

Aumenta (di un terzo) la pena anche per chi abbandona gli animali. Si rischia 1 anno di arresto con ammenda tra 1.000 e 10.000 euro. Se provochi incidente stradale con morte o lesioni personali si applicano le pene previste per l’omicidio stradale e le lesioni personali.

Aspettando l’Euro 7, come evolve la normativa antinquinamento con l’arrivo dell’Euro 6e

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La normativa antinquinamento per le auto si complica. L’Euro 7 è stata rimandata a data da destinarsi, con grande giubilo da parte dei costruttori che già stanno affrontando forti investimenti sul fronte dell’elettrificazione, ma ciò non significa che lo standard vigente, l’Euro 6, non sarà sottoposto a una serie di revisioni progressive che renderanno i limiti sulle emissioni inquinanti sempre più stringenti.

La nuova norma, chiamata Euro 6e, si dividerà in Euro 6e EA, EB ed EC. Vediamo cosa impongono e quando arrivano.

La normativa Euro 6 EA è già applicata per tutti i modelli omologati dal 1° settembre 2023 e dovrà essere rispettata da tutte le auto immatricolate a partire dal 1° settembre 2024. Riduce le tolleranze concesse sulle misurazioni su strada durante i test RDE (Real Drive Emissions). Le auto che rispettano questo standard di emissione EA potranno essere omologate fino al 31 dicembre 2025 e riporteranno la sigla Euro 6e 36EA sul libretto di circolazione.

Test Green NCAP: quanto sono davvero "pulite" le nostre auto? 1

L’Euro 6e EB ed EC

Per i modelli di nuova omologazione, dal 1° gennaio 2025, entrerà invece in vigore l’Euro 6e EB, norma che dovrà essere rispettata per tutti i veicoli di nuova immatricolazione dal 1° gennaio 2026.

Questa norma introduce controlli a campione per verificare la conformità delle auto presenti sul mercato rispetto alle norme di omologazione vigenti e introduce limiti precisi legati ai “fattori di utilità” per le vetture dotate di schemi propulsivi ibridi plug-in. Questo per fotografare più fedelmente il reale contributo della componente elettrica sul contenimento di consumi ed emissioni di questo tipo di auto in relazione al tipo di percorso affrontato (città, extraurbano o autostrada).

In attesa dell’arrivo dell’Euro 7, infine, la normativa Euro 6 evolverà nella versione Euro 6 EC, attesa dal 1° gennaio 2027 per veicoli di nuova omologazione e dal 1° gennaio per tutte le auto di nuova immatricolazione. Questa norma introdurrà un ulteriore aggiustamento dei “fattori di utilità”. Un esempio? Da una distanza di riferimento di 800 km per le misurazioni si passerà a 4.260 km.

In questo modo, pur mantenendo invariati i valori massimi consentiti sui vari inquinanti rispetto alla normativa Euro 6d, con la Euro 6e si svolgeranno misurazioni più precise e sarà più facile, quindi, individuare eventuali superamenti dei limiti.

Omoda 5: primo contatto con il nuovo SUV cinese

Omoda 5: primo contatto con il nuovo SUV cinese 5

Dopo essersi mostrata nei mesi scorsi con qualche sporadica fotografia, ora la Omoda 5 è ufficialmente pronta ad entrare nelle concessionarie italiane. Il nuovo brand Omoda, parte dell’universo Chery, sbarcherà sul nostro mercato con la Omoda 5, un SUV di medie dimensioni che punta tutto su stile, tecnologia e contenuti green. Abbiamo avuto modo di vederla e toccarla con mano nel corso dell’anteprima nazionale. Ecco come è fatta.

Omoda 5: lo stile

Lunga 4,4 metri, la nuova Omoda 5 punta su un design dal carattere molto personale. La parte anteriore è quella più particolare, in cui a dominare la scena è la grande calandra ad elementi geometrici, che si allarga dal centro fino ad inglobare le sottili luci diurne a Led. I gruppi ottici principali, invece, si sviluppano più in basso e sfruttano anch’essi la moderna tecnologia Full-Led. Più “tradizionale” la parte posteriore, con i fanali a sviluppo orizzontale, collegati da una sottile striscia sulla quale campeggia il lettering Omoda. A donare un tocco di sportività al posteriore ci pensa il doppio scarico (finto) e il pronunciato spoiler sopra il lunotto.

Omoda 5: primo contatto con il nuovo SUV cinese 6

Altrettanto curati anche gli interni. La plancia è pulita, con pochi tasti a sfioramento presenti nella parte bassa. I veri protagonisti qui sono i due schermi da oltre 10,2 pollici affiancati. Quello dietro il volante ha funzione di quadro strumenti, mentre quello a centro plancia funge da sistema di infotainment. Nel complesso il livello di qualità percepita a bordo è molto alta e buona parte dei materiali utilizzati per i rivestimenti sono d origine riciclata. Tanto poi lo spazio a bordo, anche per chi siede dietro grazie al generoso passo di 2,63 metri, mentre il vano di carico, dalla forma molto regolare, ha una capienza minima di 360 litri.

Omoda 5: la tecnologia

Il nuovo SUV di casa Omoda porta su strada diverse tecnologie. Oltre ad un pacchetto Adas molto ricco, costituito da sedici diversi sistemi di ausilio alla guida, che assicurano la guida autonoma di Livello 2. Ma tanta è anche la tecnologia presente a bordo che, più di tutto, si esprime nella presenza di un evoluto sistema di assistenza vocale attivabile attraverso il comando “Hey Omoda”, in grado non soltanto di intervenire sulle funzioni del sistema di infotainment. Questo, infatti, è in grado di modificare la temperatura in abitacolo, ma anche di aprire e chiudere il tetto apribile e i vetri laterali.

Omoda 5: primo contatto con il nuovo SUV cinese 1

Omoda 5: il motore

Ad alimentare la nuova Omoda 5 provvede un propulsore di 1,6 litri a quattro cilindri turbo, in grado di sviluppare una potenza massima di 197 CV a 5.500 giri per 290 Nm di coppia fra 2.000 e 4.000 giri al minuto. L’unità è abbinata di serie ad un cambio automatico a doppia frizione a sette rapporti, attraverso il quale la potenza viene mandate alle ruote anteriori. Numeri che le permettono di raggiungere una velocità massima di 191 km/h. Rimanendo su questioni tecniche, dal punto di vista sospensivo la Omoda 5 fa affidamento su uno schema McPherson per l’assale anteriore e su un multilink per il posteriore. Per dovere di cronaca, vi anticipiamo che entro la fine dell’anno la gamma del nuovo SUV cinese s amplierà con l’ingresso a listino di una variante ibrida e di una 100% elettrica.

Omoda 5: primo contatto con il nuovo SUV cinese 3

Omoda 5: allestimenti e prezzi

La nuova Omoda 5 verrà commercializzata a partire dalla primavera. Sarà disponibile in due allestimenti con prezzi a partire da meno di 30.000 euro per la variante a benzina, mentre l’elettrica dovrebbe avere un prezzo di accesso inferiore ai 35.000 euro. Cifre molto interessanti considerando il segmento di appartenenza della vettura e la ricca dotazione di serie a partire dall’allestimento base.