Quante auto elettriche cinesi si vendono in Europa?

Mitsubishi avvia produzione dei nuovi SUV elettrici EV in Cina

L’Europa ha paura delle auto elettriche cinesi. E lo fa a ragione. Nel Vecchio Continente i volumi di vendita delle vetture a zero emissioni aumenta anche grazie ai crescenti volumi che fanno registrare i brand che provengono dal Paese del Dragone.

Le Case automobilistiche cinesi come BYD, NIO e Xpeng, hanno intensificato la loro presenza nel mercato europeo, con un’offerta di modelli competitivi sia in termini di tecnologia sia di prezzo. Secondo la società di analisi Jato Dynamics, nel corso del 2023, le vendite di auto elettriche cinesi in Europa sono cresciute esponenzialmente, raggiungendo un numero considerevole di unità vendute. 

Geely Galaxy Light: prezzi, dimensioni e scheda tecnica 10

Questione politica

Questo incremento è stato sostenuto anche da politiche governative favorevoli per l’incentivazione delle auto a basse emissioni e da una crescente consapevolezza ecologica tra i consumatori europei, che spesso acquistano un’auto elettrica cinese perché più economica e non più low cost a tutti i costi. 

Il panorama delle vetture costruite all’ombra della Grande Muraglia, infatti, si compone anche di modelli moderni, dotati di prestazioni di prim’ordine, tecnologie all’avanguardia e ottima qualità costruttiva. Ma quanto pesano le vendite di queste auto sul totale europeo?

Geely guida l’invasione

Guardando i dati di agosto, si assiste a un sorpasso che ha un significato storico. Per la prima volta il numero di auto elettriche cinesi vendute in Europa è stato maggiore di quello fatto segnare da Tesla, che da sempre domina il mercato delle vetture a batteria. 

Scendendo nel dettaglio: le immatricolazioni combinate di auto elettriche dei marchi cinesi come Geely Group, BYD e SAIC hanno raggiunto circa 19.400 unità in agosto, superando quasi le 19.100 unità di Tesla. Ciò colloca i produttori cinesi al secondo posto tra i venditori di veicoli elettrici a batteria (BEV) in Europa, dopo il gruppo Volkswagen, ancora primo con circa 28.000 BEV vendute. 

Zeekr 007: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Tuttavia, sui dati del 2024, i produttori cinesi rimangono a sole 102 unità di distanza da Tesla, con 197.817 vendite contro 197.919. È importante notare che il confronto non è completamente equo, poiché i dati cinesi includono le vendite di molte aziende diverse, mentre Tesla è un’unica entità. 

Geely, il produttore cinese più venduto, ha registrato quasi 12.000 unità, di cui molte a marchio Volvo, Polestar o Lotus. In generale, le auto elettriche cinesi mostrano una rapida crescita rispetto ai marchi giapponesi e coreani in Europa.

Come crescerà l’auto elettrica in Italia: si prevede un boom di quasi il 400%

Fiat Panda Concept: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10

In Italia l’auto elettrica stenta a decollare. A volte va meglio, a volte peggio, ma la sostanza non cambia: la quota di mercato non si schioda da quel 3% che relega questo tipo di auto a dir poco a una nicchia ristretta. In Europa, dove pure si registra un calo delle immatricolazioni, le vetture a zero emissioni hanno toccato una media di oltre il 16%, tanto per dare le dovute proporzioni.

Ma le cose cambieranno? Nei prossimi anni le auto elettriche prenderanno piede (in modo consistente) anche da noi? A fare chiarezza arriva oggi il report annuale di Motus-E, associazione che raggruppa sotto lo stesso tetto quasi cento aziende che operano nel campo dell’automotive e dell’energia e che concorrono ognuna con le proprie competenze alla creazione di una nuova mobilità.

Si potrebbe arrivare presto a 10 milioni di auto elettriche

Guardando i dati, le auto elettriche circolanti attualmente sulle nostre strade sono poco più di 250.000. Secondo gli studi di Motus-E, nel 2030 questo numero è destinato a salire fino a raggiungere un valore compreso tra le 2,6 e le 3,6 milioni di vetture.

Hyundai Inster: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Nel 2035, anno in cui la vendita di veicoli dotati di motore termico dovrebbe essere bandita (in Europa), le auto elettriche circolanti in Italia dovrebbero addirittura arrivate a una cifra compresa tra 8,6 e 10,6 milioni. Nel peggiore dei casi la quota di mercato sarebbe del 39%, nel migliore dei casi prospettati, invece, sarebbe del 56%.

I motivi della crescita

Ma una crescita di queste proporzioni è possibile? Secondo Motus-E sì, principalmente per tre motivi. Prima di tutto perché le nuove auto elettriche costeranno come quelle termiche se non meno. La parità di prezzo per i modelli di fascia alta potrebbe essere raggiunta già il prossimo anno, mentre nei segmenti più bassi si dovrà attendere fino al 2026, ma non oltre. Anche perché sono numerosi i modelli economici che si apprestano a debuttare.

Tesla Model 3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 7

Poi, le auto elettriche in arrivo avranno un’autonomia sempre maggiore. Si calcola infatti che le vetture presentate nell’ultimo triennio abbiano già guadagnato il 20% rispetto a quelle del triennio precedente, e il trend è destinato a proseguire. Infine, le auto elettriche si caricheranno sempre più in fretta. Un pieno di energia potrà essere fatto in 10 minuti. Anche meno. Con tanti saluti all’ansia da autonomia.

A proposito di ricarica. Nel nostro Paese al momento ci sono 57.000 punti di ricarica a uso pubblico. Secondo il report di Motus-E le colonnine aumenteranno al punto da portare nel 2035 i punti di ricarica a un numero compreso tra i 198.000 e i 239.000. Di questi, tra i 5.000 e i 9.000 punti saranno presenti in autostrada, agevolando i lunghi tragitti a zero emissioni. Insomma, se le proiezioni sono corrette, tra qualche anno l’auto elettrica non farà più paura. Nemmeno nel Belpaese.

Auto a metano addio: in Italia non se ne vendono (quasi) più

Auto a metano addio: in Italia non se ne vendono (quasi) più

Negli ultimi anni, il mercato delle auto a metano in Italia ha subito un drastico calo delle immatricolazioni, con un crollo di oltre il 55% solo nel 2023. Ciò è dovuto a una serie di fattori economici, tecnologici e infrastrutturali che hanno modificato profondamente le scelte dei consumatori.

Uno dei motivi principali del declino delle auto a metano è legato all’aumento dei costi del carburante, che ha ridotto il vantaggio economico rispetto ad altre alimentazioni. Mentre il metano era storicamente scelto per la sua economicità e le minori emissioni, negli ultimi anni i prezzi del metano sono cresciuti, rendendolo meno competitivo rispetto al GPL, all’elettrico e persino alle auto ibride.

“Colpa” anche delle elettriche

Inoltre, la transizione verso le auto elettriche, promossa dalle normative ambientali europee e dagli incentivi governativi, ha reso più attraente l’acquisto di veicoli elettrici o ibridi. Il mercato italiano sta abbracciando sempre più queste tecnologie: nel 2023, le auto elettriche e ibride rappresentavano quasi la metà delle nuove immatricolazioni, mentre quelle a metano sono praticamente scomparse​.

Basti dire che nel 2009, anno del vero e proprio boom di questa alimentazione, in Italia furono vendute 127.895 vetture a metano, con una quota del 5,92%. Lo scorso anno non si è andati oltre le 1.892 immatricolazioni (0,12% di quota). Ad agosto le auto a metano vendute in Italia sono state 3.

Audi A3: arriva la g-tron a metano 2

Pochi distributori

Il calo delle immatricolazioni di auto a metano è anche correlato alla riduzione dei punti di rifornimento, che ha ulteriormente scoraggiato i consumatori. In molte aree del Paese, i distributori di metano sono pochi e spesso non ben mantenuti, aumentando le difficoltà pratiche per i proprietari di queste auto.

In questo contesto, il mercato automobilistico italiano sta vivendo una trasformazione verso la sostenibilità, con un aumento delle vendite di auto ibride ed elettriche. Tuttavia, la necessità di investimenti infrastrutturali, come l’espansione delle stazioni di ricarica elettrica, resta cruciale per consolidare questo cambiamento​. Ma, tornando alla questione metano, ecco le principali cause del calo delle vendite.

Le cause in pillole

  • Aumento dei prezzi del metano: il costo del carburante è cresciuto notevolmente, riducendo il vantaggio economico rispetto ai carburanti tradizionali.
  • Transizione verso l’elettrico: le auto elettriche e ibride stanno dominando il mercato, favorite anche da incentivi statali.
  • Scarsa rete di rifornimento: le stazioni di rifornimento a metano sono limitate, creando disagi per i consumatori.
  • Normative ambientali più stringenti: le normative sempre più severe spingono i produttori verso soluzioni più ecologiche, come l’elettrico e l’idrogeno.

Anche il Canada difende la propria industria automobilistica imponendo dazi alla Cina

BYD Sea Lion 07: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Il Canada ha recentemente deciso di imporre dazi del 100% sulle auto elettriche importate dalla Cina, una mossa che riflette le tensioni commerciali crescenti tra le due nazioni. Questo provvedimento, che entrerà in vigore a partire da ottobre 2024, è stato giustificato dal premier Justin Trudeau come una necessità per proteggere l’industria locale e rispondere alla sovrapproduzione cinese, sostenuta da massicci sussidi statali.

La risposta della Cina

Pechino ha reagito duramente, definendo la misura un atto di protezionismo che danneggerà la cooperazione economica e il processo di transizione ecologica del Canada. L’iniziativa canadese, come quelle prese da altri Paesi, arriva per tentare di bilanciare la concorrenza sul mercato delle auto elettriche e rafforzare la produzione interna. Tuttavia, questo scontro potrebbe avere ripercussioni significative sugli scambi commerciali tra le due nazioni e sui consumatori canadesi, che potrebbero veder crescere sensibilmente i prezzi delle auto elettriche. Anche quelle non propriamente cinesi, ma con componenti provenienti dal Paese del Dragone.

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Il resto del mondo

Anche gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno adottato misure simili. Negli Stati Uniti, il governo ha imposto dazi per contrastare quella che ritiene essere una concorrenza sleale dovuta ai massicci sussidi statali cinesi. L’Inflation Reduction Act, una legge chiave dell’amministrazione Biden, mira a favorire la produzione interna di veicoli elettrici attraverso incentivi significativi, rendendo più difficile per i produttori cinesi competere sul mercato americano. In Europa, infine, la Commissione Europea ha avviato un’indagine per verificare se i produttori cinesi di auto elettriche stiano beneficiando di sussidi illegali che distorcono il mercato. A seguito di questa indagine, l’Unione Europea potrebbe introdurre dazi fino al 36,3% su alcune importazioni di veicoli elettrici cinesi.

Cosa accadrà in futuro?

Queste misure riflettono la crescente preoccupazione per l’impatto della concorrenza cinese sull’industria automobilistica europea, che sta investendo massicciamente nella transizione verso i veicoli elettrici. Questi sviluppi indicano una tendenza globale verso il protezionismo nel settore automobilistico, con i principali attori che cercano di difenderele loro industrie nazionali dalla concorrenza cinese. Tuttavia, tali misure rischiano di inasprire ulteriormente le relazioni commerciali globali e di avere effetti negativi sui consumatori, che potrebbero vedere un aumento dei prezzi e una riduzione della scelta nei mercati locali.

Incentivi auto: ecco come sono andati quelli 2024 e come saranno in futuro

Incentivi auto: ecco come sono andati quelli 2024 e come saranno in futuro

Gli incentivi auto sono finiti in un lampo. Soprattutto quelli sull’auto elettrica sono andati in fumo in poche ore lasciando parecchi automobilisti che aspettavano proprio l’ecobonus per cambiare vettura a bocca asciutta.

Il ministro Adolfo Urso ha commentato l’iniziativa spiegando che da una parte hanno aiutato a svecchiare il parco circolante ma, dall’altra, non hanno sostenuto un tanto agognato aumento della produzione di automobili in Italia. Partiamo dai numeri.

I 5 obiettivi del governo

Quando ha attivato gli incentivi sull’auto elettrica del 2024 il governo ha perseguito varie finalità. La prima, chiaramente, quella di dare un sostegno alla transizione ecologica. Poi, rinnovare il parco circolante, aiutare i cittadini che si trovavano in difficoltà ad acquistare un’auto nuova e, ultimo ma non ultimo, spingere i costruttori italiani ad aumentare la produzione.

Se i primi 4 obiettivi sono stati raggiunti, sul quinto il ministro si è detto deluso. Le Case italiane, infatti, non hanno dato segnali significativi. E qui Urso ha più volte affermato che la situazione deve cambiare.

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Un piano di lungo periodo

Secondo dati non ufficiali, l’83% degli automobilisti che ha comprato un’auto elettrica ha contestualmente rottamato un’auto Euro 0, 1, 2 o 3. Il 77% di chi ha chiesto l’accesso all’ecobonus era una persona fisica e, di queste, il 25% aveva un ISEE inferiore ai 30.000 euro. Quindi, se il ministro Urso si dice soddisfatto, è perché ha effettivamente aiutato le famiglie ad acquistare un’auto più moderna ed ecologica.

Questo non significa che è andato tutto liscio, anzi. Urso, però, ha già in mente come cambiare gli incentivi in futuro. L’idea è quella di una pianificazione pluriennale dell’iniziativa. Un po’ come accade in America, poi, l’idea è quella di dare bonus maggiori su vetture che sono costruite in Italia o che, per lo meno, usano una catena di fornitori presente sul nostro Paese. E qui si torna alla questione “produzione”.

L’Italia produrrà 1 milione di auto?

Già a inizio mese Urso aveva dichiarato di essersi immaginato una reazione diversa dalle aziende automotive. Poi, in un recente intervento al Meeting di Rimini, ha ribadito il concetto facendo nomi e cognomi: “il governo ha fatto la sua parte, Stellantis no”.

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Poi ha aggiunto che è responsabilità del gruppo italo-francese di rilanciare l’auto in Italia e che se da una parte il governo ha messo in campo contributi importanti, dall’altro la parte “italiana” di Stellantis non ha riaffermato la centralità del nostro Paese per i marchi storici come Fiat, Lancia o Alfa Romeo.

Urso, in un colloquio con Carlos Tavares, ceo di Stellantis, chiese di ritornare a una produzione di 1 milione di auto (attualmente siamo intorno alle 500.000) ma, a suo dire, dopo aver creato condizioni favorevoli, non ha visto risposte adeguate.

Ora l’idea è quella di accogliere in Italia un grosso costruttore straniero, magari cinese, per mettere in competizione le industrie dell’indotto e la stessa Stellantis e provare a dare maggior slancio a un settore che resta strategico per l’economia del nostro Paese. Succederà davvero?

 

Traffico d’agosto: le giornate e gli orari da evitare per andare in vacanza

Traffico d’agosto: le giornate e gli orari da evitare per andare in vacanza

Agosto è arrivato e, con esso, il proverbiale esodo estivo. I tempi cambiano, le lunghe villeggiature  nelle località di mare hanno lasciato spazio a un turismo più variegato e spezzettato, ma nel mese in cui le fabbriche si fermano le città si svuotano e milioni di italiani si spostano per qualche settimana di meritato riposo.

Lo fanno, anche in questo 2024, spostandosi in massa in auto, sfruttando strade e autostrade e scommettendo sull’orario in cui troveranno meno traffico. Alla ricerca della partenza intelligente più intelligente di tutte le altre. Ma per evitare di affidarsi del tutto al destino, sperando di non passare ore fermi in coda nella graticola agostana, conviene dare uno sguardo alle previsioni sul traffico che sono state diramate da Autostrade per l’Italia.

I giorni più critici sono sabato, domenica e lunedì

Secondo il Piano Estate 2024, redatto in collaborazione con la Polizia Stradale, ci sono giornate, e anche orari, da Bollino Nero. I primi disagi si sono già registrati giovedì primo agosto, ma è stato il 2 agosto che si è iniziato a parlare di traffico da Bollino Rosso. Sabato 3 agosto è il primo, temibilissimo Bollino Nero, soprattutto la mattina, mentre nel pomeriggio la situazione è tornata in zona rossa. 

Domenica 4 e Lunedì 5 sono giornate da Bollino Giallo: traffico intenso ma pericolo di ingorghi abbastanza moderato. Salvo che per domenica mattina, in cui la Polstrada parla di Bollino Rosso.

Stesse condizioni si registreranno nel weekend successivo. Il consiglio degli esperti è quello di mettersi in viaggio nel tardo pomeriggio o addirittura nelle ore serali per evitare di trovarsi inesorabilmente in colonna. Questo vale sia per sabato 10 agosto sia per domenica 11. Su tutte, da evitare il sabato mattina (Bollino Nero).

Il rientro inizia dopo Ferragosto

A partire dal weekend dopo ferragosto, quello di sabato 17 e domenica 18, si torna a parlare di Bollino Rosso ma questa volta in direzione di rientro verso i grandi centri abitati. Gli italiani, insomma, tornano verso le loro abitazioni. Stessa cosa accade per sabato 24 agosto e domenica 25, con una coda di Bollino Rosso per il lunedì mattina del 26. 

Nel fine settimana a cavallo tra agosto e settembre, infine, la raccomandazione è quella di non partire la mattina di sabato 31 agosto o il pomeriggio di domenica 1 settembre, in cui si parla ancora di Bollino Rosso. Per il resto, qualche rallentamento fisiologico al periodo e poi, soprattutto se ci si muove nelle giornate centrali della settimana, traffico scorrevole su tutta la rete autostradale Italiana. 

Xiaomi SU7: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Xiaomi SU7: prezzo, dimensioni e caratteristiche

“Da oggi Xiaomi è davvero un costruttore automobilistico”. Con queste parole il ceo e fondatore Lei Jun del colosso cinese dell’elettronica ha aperto la cerimonia di consegna delle prime auto del gruppo, che nel 2021 ha creato una divisione automobilistica (Xiaomi Auto) che ora è fiera produttrice della berlina elettrica SU7.

La Xiaomi SU7 è una tre volumi di quasi 5 metri di lunghezza che vuole imporsi – inizialmente in Cina, in futuro anche su altri mercati – per efficienza, prestazioni e tecnologia. Xiaomi ha sostenuto ingenti investimenti per dare vita alla divisione automobilistica e ha da sempre puntato sul fatto che, grazie alle competenze maturate nel settore dei telefoni cellulari e dell’elettronica di consumo, può proporre un veicolo all’avanguardia per software e servizi digitali. L’obiettivo, davvero ambizioso, è quello di arrivare a essere uno dei primi 5 costruttori di auto al mondo entro 20 anni. Annunci a parte, restiamo al presente.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Xiaomi SU7:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 517 litri
 Alimentazioni elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 300/211
 Prezzo (da) 27.700 euro

 

INDICE
Novità 2024
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Perché comprarla
Prezzi

SU7 Ultra

Xiaomi lancia il guanto di sfida a Porsche e presenta la nuova SU7 Ultra, la variante più estrema del modello, pensato per andare a rompere le uova nel paniere alla Porsche Taycan GT. Rispetto alla versione di serie, la Ultra (che per il momento è soltanto una concept), può contare sulla spinta di tre motori elettrici, uno all’anteriore e due al posteriore, per una potenza di sistema che arriva a ben 1.570 CV.

Stando a quanto dichiarato dal costruttore cinese, la SU7 Ultra accelera da 0 a 100 km/h in 1,97 secondi, da 0 a 200 km/h in 15,07 e arriva a 350 km/h di velocità massima. Altra importante novità è rappresentata dalla carrozzeria che è interamente in fibra di carbonio, mentre l’aerodinamica messa a punto appositamente per questa versione è in grado di generare una downforce di oltre 2 tonnellate.

Lunga 4,99 metri, larga 1,96 metri, alta 1,46, la Xiaomi SU7 è una berlina dalle linee filanti e la coda rastremata che vuole impensierire vetture come la Tesla Model S, la Mercedes EQE o la BMW i4, tanto per fare qualche nome noto agli automobilisti europei.

L’auto, nel pieno rispetto dei gusti degli automobilisti cinesi ai quali principalmente si rivolte, ha tanto spazio a bordo, soprattutto per i passeggeri posteriori che hanno davvero tanti centimetri a disposizione per viaggiare nel massimo comfort.

Le dimensioni generose consentono di ricavare un vano bagagli molto capiente, che supera i 517 litri e che, grazie alla presenza di una piattaforma “electric only” ha un piano di carico basso e regolare di oltre 1,1 metri di lunghezza. A questo si aggiunge un vano anteriore (chiamato dagli anglosassoni frunk) da ben 105 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4,99 metri
Larghezza 1,96 metri
Altezza 1,46 metri

: esterni

Esteticamente, la Xiaomi SU7 è stata disegnata dal vento. Lo dimostra in un frontale basso e affusolato, in una fiancata particolarmente pulita e in una coda sfuggente. Ogni dettaglio è stato pensato per migliorare la penetrazione aerodinamica e, di conseguenza, l’efficienza. Il risultato finale è una vettura con un Cx di 0,195.

Nella vista posteriore l’auto propone una firma luminosa che corre in orizzontale per tutta la larghezza dell’auto. Si nota anche un grosso scivolo estrattore, che garantisce un buon carico posteriore, e uno spoiler a scomparsa che si solleva ad alte velocità.

Essenziale, moderna, premium: queste sono le caratteristiche che identificano meglio l’abitacolo della Xiaomi SU7. Davanti offre la tipica impostazione “Tesla”, con plancia minimalista e un enorme schermo touch centrale. Dalle poche immagini diffuse fino a oggi si nota anche un head-up display panoramico e un secondo monitor, più piccolo, che è piazzato dietro al volante.

Xiaomi SU7: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

La berlina cinese presenta anche sedili anteriori sportivi: sono sagomati per contenere correttamente gli occupanti a livello delle gambe e delle spalle e hanno anche poggiatesta integrato. Presentano, nella parte posteriore, due grossi monitor dedicati ai passeggeri che si accomodano in seconda fila (di nuovo, l’attenzione a chi viaggia seduto dietro sembra più alta della media). Nella parte posteriore è presente anche un piccolo frigorifero da auto.

Prodotta in Cina, e più precisamente nello stabilimento di Pechino di proprietà di BAIC, costruttore a forte partecipazione statale con il quale Xiaomi ha stretto un accordo per arrivare in fretta a fare grandi volumi, la SU7 è disponibile in due versioni. La prima propone la trazione posteriore, ha un solo motore elettrico e sviluppa una potenza di 300 CV. La seconda, che grazie all’adozione di due motori elettrici disposti uno all’anteriore e uno al posteriore può vantare anche la trazione integrale, arriva a scaricare a terra la bellezza di 675 CV.

 

La Xiaomi SU7 è offerta anche con due tagli di batteria. Si può scegliere quella con accumulatore da 73,6 kWh e quella con accumulatore da 101 kWh. Aspettando maggiori dettagli tecnici, magari per gli esemplari destinati all’Europa, la Casa fa sapere che la versione con l’autonomia maggiore è in grado di percorrere fino a 800 km senza doversi fermare a una colonnina di ricarica.

A proposito di questo. Xiaomi afferma con orgoglio che la sua SU7 è in grado di guadagnare 200 km di autonomia in soli 5 minuti grazie alla grande velocità con cui può ricevere energia.

  • Software: La Xiaomi SU7 nasce come vettura software oriented. La Casa cinese afferma che dispone di un ecosistema digitale completo e all’avanguardia
  • Prestazioni: La versione di punta ha 675 CV. Quanto basta per scattare da 0 a 100 in 3”2.
  • Prezzo: In attesa di sapere i prezzi per l’Europa, dove l’auto sembra destinata a debuttare in futuro, si sa che in Cina, al lancio, è possibile acquistarne una spendendo meno di 30.000 euro

La Xiaomi SU7, in Cina, ha un prezzo di partenza di 215.900 yuan, pari a 27.600 euro. Per la versione Pro ci vogliono, sempre facendo i calcoli con il cambio valuta, 31.500 euro e per la Max, che si attesta al top dell’offerta, si arriva a 38.400 euro.

Tutor attivi per l’estate 2024: ecco la mappa

tutor-autostrada

Il tema della sicurezza stradale e dei controlli da parte delle forze dell’ordine è sempre attuale, specie ora che la stagione dei grandi spostamenti sulle autostrade italiane è ormai entrata nel vivo. Con le vacanze, aumenta infatti il numero di automobilisti in viaggio per raggiungere le località di villeggiatura, e con esso il traffico e il pericolo di incidenti, specie se non tutti rispettano le regole.

Uno degli strumenti di controllo è il sistema SICVe-PM, ormai da anni utilizzato sulle autostrade come sistema di rilevamento della velocità media delle auto. Presso gli automobilisti è ancora indicato come “Tutor”, anche se in realtà ne è l’erede e sostituto, più preciso e sofisticato. Si tratta di uno strumento diverso anche rispetto agli autovelox, perché è in grado di catturare non solo la targa dei veicoli, ma anche ulteriori dettagli.

Cos’è e come funziona il nuovo Tutor

Il SICVe-PM è un sistema in grado di calcolare la velocità media tra due postazioni di rilevamento che di solito sono poste a una distanza di almeno 20 km. Le telecamere, posizionate sugli archi metallici sopra la carreggiata, registrano il passaggio dei veicoli. La velocità media è calcolata dividendo la distanza percorsa per il tempo impiegato a percorrerla. Questa non deve essere superiore al limite autostradale dettato dal Codice, che è di 130 km/h anche se c’è una tolleranza del 5% di cui parliamo dopo.

Cosa fare per rispettare la media

Ai limiti di velocità è applicata una tolleranza del 5% prima che scattino le sanzioni: dunque, considerando che il limite fissato in autostrada è di 130 km/h la velocità media tollerabile non deve superare i 136,5 km/h. Quindi, per esempio, nel caso in cui in un tratto si raggiunga una velocità di 160 km/h, bisognerebbe poi moderare la velocità in modo tale che la media lungo la tratta con sistema attivo risulti inferiore a 136,5 km/h. Immaginando una tratta di 10 km in cui si percorrano i primi 3 km a 160 km/h, per i restanti 7 km si dovrà scendere a una velocità massima di 126 km/h. Questo il calcolo da effettuare: ((3*160)+(7*X))/10 = 136,2 km/h. O, se preferite, (136,5×10)-(160×3)/7.

Multe e sanzioni

Di seguito, le sanzioni a cui si va incontro superando il limite a seconda di quanto si sfora:

  • Superamento del limite di velocità inferiore a 10 km/h: multe tra 42 e 173 euro, senza decurtazione dei punti dalla patente.
  • Superamento del limite di velocità compreso tra i 10 e i 40 km/h: multe tra 173 e 695 euro, con decurtazione di 3 punti dalla patente.
  • Superamento del limite di velocità compreso tra i 40 e i 60 km/h: multe tra 544 e 2.174 euro, con decurtazione di 6 punti dalla patente e sospensione da 1 a 3 mesi.
  • Superamento del limite di velocità maggiore di 60 km/h: multe tra 847 e 3.389 euro, con decurtazione di 10 punti dalla patente e sospensione tra 6 mesi e 1 anno.

Se le infrazioni vengono commesse da neopatentati, è prevista la decurtazione del doppio dei punti. Per infrazioni commesse in orario notturno (dalle 22:00 alle 7:00), sono inoltre previste sanzioni maggiorate del 30%.

La mappa dei Tutor aggiornata al 2024

Sono 176 le tratte controllate dal Tutor, che coprono attualmente 1.670 km di tracciato autostradale. Di seguito la mappa completa delle aree sotto controllo di ogni singola autostrada:

Autostrada A1:

In direzione Nord, il tutor controlla le seguenti tratte:

  • Da Caserta Nord a Santa Maria Capuavetere
  • Da Santa Maria Capuavetere a Capua
  • Da Caianello a San Vittore
  • Da San Vittore a Cassino
  • Da Cassino a Pontecorvo
  • Da Pontecorvo a Ceprano
  • Da Anagni a Colleferro
  • Da Colleferro a Valmontone
  • Da Valmontone a ALL RAC RM-S A1
  • Da San Cesareo (A1 D19) a ALL A24 A1 S
  • Da ALL. RACC. ROMA NORD PER A1 a Ponzano Romano
  • Da Ponzano Romano a Magliano Sabina
  • Da Magliano Sabina a Orte
  • Da Firenzuola (A1 VAR) a Badia (A1 VAR)
  • Da Modena Sud a Modena Nord
  • Da ALL A22 A1 N a Reggio Emilia
  • Da Reggio Emilia a Campegine
  • Da Campegine a Parma
  • Da ALL. A15 A1 Nord a Fidenza
  • Da Fidenza a Fiorenzuola
  • Da Fiorenzuola a Piacenza Sud
  • Da Piacenza Sud a Piacenza Nord
  • Da Piacenza Nord a Casale
  • Da Casale a Lodi
  • Da Lodi a Milano Sud

In direzione Sud:

  • Da Milano Sud a Lodi
  • Da Lodi a Casale
  • Da Casale a Piacenza Nord
  • Da Piacenza Nord a Piacenza Sud
  • Da ALL A15 A1 S a Parma
  • Da Parma a Campegine
  • Da Campegine a Reggio Emilia
  • Da Modena Nord a Modena Sud
  • Da Modena Sud a ALL. A14 A1 N
  • Da Santa Lucia Nord a Santa Lucia Sud
  • Da Badia (A1 VAR) a Firenzuola (A1 VAR)
  • Da Orte a Ponzano Romano
  • Da Ponzano Romano a ALL. RAC RM-N A1
  • Da ALL A24 A1 S ad ALL RAC RM-S A1 N
  • Da ALL RAC RM-S A1 N a Collefferro
  • Da Monteporzio (A1 D19) a San Cesareo (A1 D19)
  • Da Collefferro ad Agnani
  • Da Agnani a Ferentino
  • Da Frosinone a Ceprano
  • Da Pontecorvo a Cassino
  • Da Cassino a San Vittore
  • Da San Vittore a Caianello
  • Da Capua a S.M Capuavetere
  • Da S.M. Capuavetere a Caserta Nord

Tutor attivi per l’estate 2024: ecco la mappa

 

Autostrada A4:

In direzione Ovest:

  • Da Villese a Palmanova
  • Da San Giorgio di Nogaro a Latisana
  • Da San Stino a San Donà
  • Da Ospitaletto a Rovato
  • Da Rovato a Palazzolo
  • Da Palazzolo a Ponte Oglio
  • Da Ponte Oglio a Grumello
  • Da Grumello a Seriate
  • Da Seriate a Bergamo
  • Da Dalmine a Capriate
  • Da Capriate a Cavenago

In direzione Est:

  • Da Dalmine a Bergamo
  • Da Bergamo a Seriate
  • Da Seriate a Grumello
  • Da Grumello a Ponte Oglio
  • Da Ponte Oglio a Palazzolo
  • Da Palazzolo a Rovato
  • Da Rovato a Ospitaletto
  • Da Cessalto a San Stino
  • Da San Stino a Portogruaro
  • Da Latisana a San Giorgio di Nogaro
  • Da San Giorgio di Nogaro a Nodo A4/A23
  • Da Villesse a Redipuglia

 

Autostrada A5:

In direzione Francia:

  • Da Traforo Montebianco Sud a Traforo Montebianco Nord

In direzione Italia:

  • Da Traforo Montebianco Nord a Traforo Montebianco Sud

 

Autostrada A6:

In direzione Nord:

  • Da Pione a Ceva

In direzione Sud:

  • Da Altare a Zinola

 

Autostrada A7:

In direzione Nord:

  • Da Busalla a Ronco Scrivia
  • Da Ronco Scrivia a Isola del Cantone

In direzione Sud:

  • Da Busalla a Bolzaneto

 

Autostrada A8:

In direzione Nord:

  • Da Castellanza a Busto Arsizio

In direzione Sud:

  • Da Busto Arsizio a Castellanza
  • Da Castellanza a Origgio Ovest

 

Autostrada A10:

In direzione Ovest:

  • Da Celle Ligure ad Albisola

In direzione Est:

  • Da Albisola a Celle Ligure

 

Autostrada A13:

In direzione Nord:

  • Da Arcoveggio a Bologna Interporto
  • Da Bologna Interporto ad Altedo
  • Da Altedo a Ferrara Sud
  • Da Ferrara Sud a Ferrara Nord
  • Da Ferrara Nord a Occhiobello
  • Da Occhiobello a Rovigo Sud
  • Da Rovigo Sud a Rovigo
  • Da Rovigo a Boara
  • Da Boara a Monselice
  • Da Monselice a Terme Euganee
  • Da terme Euganee a Padova Sud

In direzione Sud:

  • Da Padova Zona Ind. a Padova Sud
  • Da Terme Euganee a Monselice
  • Da Rovigo Sud a Occhiobello
  • Da Ferrara Nord a Ferrara Sud
  • Da Ferrara Sud ad Altedo
  • Da Altedo a Bologna Interporto
  • Da Bologna Interporto ad Arcoveggio

 

Autostrada A14:

In direzione Nord:

  • Da Bari Sud a Bari Nord
  • Da Bari Nord a Bitonto
  • Da Bitonto a Molfetta
  • Da Andria Barletta a Canosa
  • Da Canosa ad ALL A16 A14 S
  • Da ALL A16 A14 N a Cerignola Est
  • Da Cerignola Est a Foggia zona industriale
  • Da Foggia zona industriale a Foggia
  • Da Foggia a San Severo
  • Da San Severo a Poggio Imperiale
  • Da Ortona a Pescara
  • Da Pescara Ovest ad ALL A14 A25 S
  • Da Giulianova a Val Vibrata
  • Da Valle del Rubicone a Cesena
  • Da Forlì a Faenza
  • Da Faenza ad ALL. Ravenna Sud
  • Da ALL. Ravenna Nord a Imola
  • Da Imola a Castel San Pietro
  • Da Castel San Pietro a San Lazzaro
  • Da ALL. Ramo Casalecchio a Borgo Panigale

In direzione Sud:

  • Da Poggio Imperiale a San Severo
  • Da San Severo/ Foggia a Foggia/Foggia zona industriale
  • Da Foggia zona industriale a Cerignola Est
  • Da Cerignola Est ad ALL. A16 A14 N
  • Da ALL. A16 A14 S a Canosa
  • Da Canosa ad Andria Barletta
  • Da Andria Barletta a Trani
  • Da Trani a Molfetta
  • Da Molfetta a Bitonto
  • Da Bitonto a Bari Nord

 

Autostrada A16:

In direzione Ovest:

  • Da Monteforte a Baiano

In direzione Est:

  • Da Monteforte ad Avellino Ovest

 

Autostrada A23:

In direzione Nord:

  • Da Udine Nord a Gemona
  • Da Gemona a Carnia

In direzione Sud:

  • Da Gemona a Udine Nord
  • Da Udine Sud a Nodo A23-A4

 

Autostrada A26:

In direzione Nord:

  • Da Masone a Broglio
  • Da Ovada a Predosa

In direzione Sud:

  • Da Predosa a Ovada
  • Da Masone a Massimorisso

 

Autostrada A30:

In direzione Nord:

  • Da Salerno San Severino a Nocera Pagani
  • Da Nocera Pagani a Sarno
  • Da Sarno a Palma Campania
  • Da Palma Campania ad ALL A30 A16
  • Da Nola ad ALL A30 A1

In direzione Sud:

  • Da Allacciamento A1 per A30 a Nola
  • Da ALL A30 A16 a Palma Campania
  • Da Palma Campania a Sarno
  • Da Sarno a Nocera Pagani
  • Da Nocera Pagani a Castel San Giorgio

 

Autostrada A56:

In direzione Ovest:

  • Da Allacciamento A1 per A30 a Nola
  • Da ALL A30 A16 a Palma Campania
  • Da Palma Campania a Sarno
  • Da Sarno a Nocera Pagani
  • Da Nocera Pagani a Castel San Giorgio

In direzione Est:

  • Da Arco Felice ad Astroni
  • Da Solfatare ad Agnano
  • Da Agnano a Fuorigrotta
  • Da Arenella a Capodimonte

Dazi doganali: l’Unione Europa conferma le misure protezionistiche sulle auto elettriche cinesi

Stellantis: Mirafiori produrrà auto cinesi?

Alla fine l’Unione Europea ha deciso: sulle auto cinesi saranno applicati i tanto discussi dazi. La conferma arriva dalla Commissione europea, che ha affermato che le auto elettriche prodotte nel Paese del Dragone, per essere vendute sui mercati comunitari, dovranno pagare un sovraprezzo “compensativo e provvisorio” che aumenta le attuali tariffe doganali, pari al 10%.

La misura è stata presa a seguito dell’indagine condotta da Bruxelles che ha confermato che le auto elettriche cinesi beneficiano di sovvenzioni e contributi statali che le pongono in una posizione eccessivamente favorevole rispetto alle vetture prodotte altrove. Insomma, siamo di fronte al tipico caso di concorrenza sleale che comporta una minaccia economica per i costruttori europei.

Rispetto a quanto affermato nei mesi scorsi, però, non mancano novità. L’UE, infatti, ha apportato una serie di modifiche rispetto alle aliquote preventivate. Aliquote che cambiano da Casa cinese a Casa cinese e che sono state calcolate in base agli eccessivi aiuti di stato che ogni brand riceve.

Stellantis: Mirafiori produrrà auto cinesi? 1

I dazi applicati fino a novembre

BYD, per esempio, passerà dall’attuale 10% al 17,4%. Geely, invece, vive una situazione leggermente migliorativa, che la vede scendere dal 20% al 19,9%. SAIC, pure, va incontro a dazi più favorevoli, per quanto in questo caso la tariffa doganale applicata sia davvero considerevole: 37,6% rispetto al precedente 38,1%. In generale, tutti i costruttori di auto elettriche cinesi, per vendere i loro modelli in Europa, andranno incontro a dazi compresi tra il 21% e il 38%.

Gli attuali dazi sulle auto elettriche cinesi sono entrati in vigore il 5 luglio e resteranno in vigore per un massimo di 4 mesi. Il Consiglio europeo, infatti, si riserva di prendere una decisione definitiva sulla faccenda entro novembre del 2024. Se il Consiglio ratificherà il provvedimento (serve la maggioranza qualificata del 55% degli stati membri con un minimo di 15 su 27) questo resterà in vigore per 5 anni.

Mercato auto: ecco le auto più vendute in Italia nei primi 6 mesi del 2024

a luglio immatricolazioni auto +4,42% su anno

Con giugno ormai alle spalle il 2024 supera il proverbiale giro di boa ed entra ufficialmente nella seconda metà. Con la fine del semestre è tempo di bilanci, soprattutto per il mercato dell’auto, che può tirare le somme sui primi sei mesi per capire come sta andando e cosa ci si può aspettare per il futuro.

Diciamo subito che i dati sono positivi. Da inizio anno si è registrata una crescita del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2023 (siamo a 886.386 immatricolazioni contro le precedenti 841.573) ma, guardando all’era pre-pandemia e più precisamente al 2019 il valore è un poco rassicurante -18,3%.

Mercato auto: il fattore incentivi

Nel mese di giugno le cose sono andate un po’ meglio. Il mese, nel 2024, ha chiuso a 160.046 nuove vetture con un aumento del 15% rispetto al 2023. Parte di questo risultato è da imputare agli incentivi che sono stati resi disponibili a partire dal 3 giugno. Certo, quelli sulle elettriche sono terminati in poche ore provocando non pochi disagi a concessionari (solo l’8% ha potuto evadere tutte e richieste ricevute) e automobilisti (il 33% di coloro che volevano comprare un’auto elettrica non sono riusciti a farlo a causa della mancanza di bonus).

Incentivi 2024: quanto si può risparmiare comprando un'auto

La presenza degli incentivi, però, ha dato uno scossone al mercato. Le auto elettriche, per esempio, sono arrivare a una quota dell’8,3% quando, in media, non vanno oltre il 4%. A farne le spese sono state le ibride plug-in (-29%), arrivate a una quota non superiore del 3,3%.

Mercato auto: il 2024 diviso per alimentazione

Tornando al primo semestre 2024, a farla da padrone sono state le ibride (mild e full) che sono arrivate a una quota del 38,8% con una crescita del 15,7%. Chiudono con segno più anche benzina e Gpl, cresciute rispettivamente 7,1% e del 37,1% e arrivate a una quota del 26,7% e del 10,1%. In negativo, come da tendenza di lungo periodo, le Diesel, che con una contrazione del 20,9% sono scese a una quota del 14,5%.

Mercato auto: le più vendute del semestre

Guardando la classifica dei modelli più venduti in base all’alimentazione si registra ancora il dominio “Fiat Panda”, che tra le ibride spicca con 61.814 immatricolazioni davanti a Lancia Ypsilon (21.016) e Toyota Yaris Cross (19.529). Da notare che le prime due sono mild-hybrid mentre la nipponica vanta un powertrain full-hybrid.

Fiat Panda ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Tra le auto a benzina il podio dice Citroen C3, Jeep Avenger e MG ZS, rispettivamente con 22.716, 16,016 e 15.589 unità vendute. Tra le vetture a gasolio invece la Volkswagen Tiguan è salita sul gradino più alto del podio con 6.890 esemplari davanti ad Audi Q3 (5.620) e Fiat 500X (5.618). La Dacia Sandero ha fatto registrare i numeri migliori tra le “GPL” con 25.704 immatricolazioni. Ha battuto con largo vantaggio sia la Dacia Duster (9.614) sia la Renault Captur (9.083). Restando sulle alimentazioni a gas, il metano, ormai con quote residuali, vede primeggiare la Volkswagen Polo (703) davanti a Skoda Octavia e Skoda Kamiq (225 e 134).

Tesla Model 3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 7

Se Renault è leader nel GPL e Volkswagen nel metano, a farla da padrone tra le auto a zero emissioni è Tesla, che nella classifica delle elettriche più vendute nei primi 6 mesi del 2024 piazza la Model 3 al primo posto (5.344) e la Model Y al secondo (4.659). Dietro c’è la Jeep Avenger, con 1.704 immatricolazioni.

Tra le ibride plug-in, infine, la vittoria va alla Cupra Formentor (2.222), che ha venduto di più di Audi Q3 e BMW X1, rispettivamente a 2.005 e 1.721 unità.