Incentivi auto usate 2022: le novità su acquisto e rottamazione

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

La legge di bilancio 2022 stanzia nuovi fondi per incentivare l’acquisto di auto a basse emissioni: non sono solo rivolti alle vetture elettriche, ma anche a quelle benzina, diesel, metano e GPL. Fino allo scorso anno, grazie ai soldi stanziati dal governo, anche chi decideva di acquistare veicoli usati poteva accedere all’ecobonus, ricevendo uno sconto sul prezzo dell’auto in base alla categoria emissiva del mezzo. Quest’anno, invece, questa disposizione è stata rimossa dalla legge di bilancio: pertanto, per comprare vetture usate non si riceveranno più incentivi, neanche nel caso in cui queste siano ecologiche.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2022: cosa cambia con la nuova Manovra

INDICE
 Incentivi auto usate 2022: le novità
 Incentivi auto usate 2021: cosa era previsto lo scorso anno

La finalità degli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni è nobile: svecchiare il parco auto circolante nel nostro Paese, uno dei più anziani d’Europa, per agevolare il passaggio a vetture con emissioni ridotte rispetto a quelle portate in rottamazione. Una delle strade individuate per raggiungere quest’ambizioso obiettivo erano proprio gli incentivi per l’acquisto di vetture usate ecologiche: in questo modo si dava la possibilità a chi non poteva permettersi veicoli nuovi di acquistare auto a basse emissioni a prezzi inferiori, limitando anche gli “sprechi”, ovvero l’inutile rottamazione di auto ancora valide. 

Purtroppo la legge di Bilancio 2022  ha eliminato qualsivoglia forma di incentivi per l’acquisto dell’usato, lasciando scontenti sia gli automobilisti che i concessionari e le case costruttrici. La speranza è che il governo intervenga nel corso dell’anno con un provvedimento specifico che possa reintrodurre questi incentivi, ma per il momento non se ne hanno indicazioni: sembra che quest’anno l’ecobonus sarà riservato esclusivamente all’acquisto di vetture nuove.

Vediamo nello specifico come si applicavano gli incentivi auto usate sino allo scorso anno. Il governo aveva previsto tre classi di emissioni: 0-60 g/km, 61-90 g/km e 91-160 g/km. In caso di acquisto di una vettura della prima categoria, con contestuale rottamazione, si poteva godere di uno sconto sul prezzo pari a 2.000 euro, mentre in caso di acquisto di una vettura con emissioni tra 61 e 90 g/Km l’incentivo era pari a 1.000 euro sempre con rottamazione. Infine, per l’acquisto di un’auto rientrante nella terza categoria di emissioni, a fronte della rottamazione di una vettura pre Euro 6 si poteva godere di uno sconto sul prezzo pari a 750 euro. 

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Cose da sapere

Come funzionano gli incentivi auto usata 2022?

La nuova legge di Bilancio approvata a dicembre ha eliminato qualsivoglia forma di incentivi sia per l’acquisto dell’usato lasciando così scontenti sia gli automobilisti che i concessionari e le case costruttrici. La speranza è che il governo intervenga nel corso dell’anno con un provvedimento specifico che possa reintrodurre gli incentivi. 

Come funzionavano gli incentivi 2021 per l’acquisto di auto usate?

Gli incentivi auto usate 2021 prevedevano uno sconto sul prezzo finale, calcolato in base alla fascia di emissioni del veicolo acquistato: 2.000 euro per l’acquisto di un’auto usata con emissioni da 0 a 60 g/Km; 1.000 euro per l’acquisto di un’auto usata con emissioni da 61 a 90 g/Km; 750 euro per l’acquisto di un’auto usata con emissioni da 91 a 160 g/km. Per accedere all’ecobonus era sempre necessario rottamare un veicolo immatricolato prima dell’1 Gennaio 2011 o comunque da almeno 10 anni.

Incentivi auto regionali: tutto quello che c’è da sapere

Ecobonus

Oltre agli incentivi previsti a livello nazionale per l’acquisto di veicoli a basse emissioni, anche alcune regioni hanno mobilitato delle risorse che possono contribuire ad abbassare il prezzo di acquisto di un modello nuovo. Scopriamo le misure regionali nel dettaglio.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2022: tutto quello che c’è da sapere

INDICE
Incentivi auto regionali: le regole regione per regione
Incentivi auto Emilia Romagna
Bonus auto regione Piemonte
Incentivi auto Abruzzo
Incentivi regionali auto Lombardia
Incentivi auto Milano
Incentivi auto Sardegna
Incentivi auto Valle d’Aosta
Incentivi auto Veneto
Incentivi auto Bolzano e Trento
Incentivi auto L’Aquila

Così come per il bollo auto, anche per quel che riguarda gli incentivi auto regionali le regole sono diverse da regione a regione. A seconda del budget messo a disposizione dai singoli enti si potrà usufruire di uno sconto più o meno sostanzioso per abbandonare il proprio veicolo con ormai parecchi anni sulle spalle e passare ad un modello meno inquinante. 

Nel 2021, la Regione Emilia Romagna ha stanziato un fondo pari a 3 milioni di euro per stimolare gli automobilisti all’acquisto di vetture ibride. L’incentivo prevedeva il versamento di 3 tranche annuali a rimborsare l’importo della tassa automobilistica regionale, per un massimo di 191 euro a tranche (573 in 3 anni). Questa disposizione non è però stata prorogata per le vetture acquistate dopo il 31 dicembre 2021.

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La Regione Piemonte ha messo a disposizione fino al 30 aprile 2022 8 milioni di euro per stimolare il passaggio a veicoli meno inquinanti. In questa categoria rientrano le elettriche, le auto ad idrogeno, le ibride, quelle a metano, GPL o bifuel purché con potenze inferiori ai 130 kW o a 100 kW. La misura, però, si rivolge esclusivamente alle vetture aziendali (di categoria M o N con emissioni non inferiori alla classe Euro 6D-Temp), lasciando fuori le auto private.

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La Regione Abruzzo ha invece previsto delle agevolazioni per il bollo auto dedicate alle vetture meno inquinanti. Nello specifico, in caso di acquisto di un’auto elettrica si potrà godere di un’esenzione dal pagamento quinquennale, mentre per le ibride l’esenzione ha una validità di 3 anni a decorrere dalla data di prima immatricolazione.

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La Regione Lombardia ha rinnovato anche per il 2022 i suoi ecoincentivi regionali. In particolare, è stato stanziato un fondo per stimolare l’acquisto di vetture meno inquinanti che consente di sommare i bonus governativi con quelli regionali ed ottenere sconti decisamente importanti. Gli ecoincentivi lombardi prevedono l’esenzione dal pagamento del bollo per 3 anni per chi acquista un’auto Euro 5 o 6 con alimentazione bifuel (benzina/GPL o benzina/metano), ibrida (benzina/elettrica) o a benzina e, allo stesso tempo, rottama un veicolo inquinante. Inoltre, è previsto anche un piccolo contributo per la rottamazione del veicolo.

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Anche il Comune di Milano si era mosso per spingere verso una mobilità più green con una serie di incentivi destinati ai residenti all’interno dell’Area B che necessitavano di sostituire il proprio veicolo per poter circolare all’interno della ZTL. L’incentivo, che poteva essere cumulato con quelli nazionali, aveva un importo variabile a seconda dell’alimentazione si poteva godere di uno sconto sull’acquisto da 9.000 a 4.000 euro, ma per il momento non è stato rinnovato per il 2022.

Sino al 2020 era possibile per le piccole-medie imprese che operano in Sardegna da almeno 5 anni richiedere un contributo regionale pari al 75% del prezzo di acquisto (fino a un tetto variabile a seconda della categoria compreso tra i 10 e i 25 mila euro) di un veicolo a zero impatto ambientale. La Regione Sardegna dovrebbe essere in procinto di lanciare un nuovo bando, che andrà a rifinanziare il fondo messo a disposizione dei cittadini per l’acquisto di veicoli aziendali a basso impatto ambientale, ma attualmente non se ne conoscono i dettagli.

Da qualche anno in Valle d’Aosta è possibile beneficiare di ecoincentivi anche senza possedere un veicolo da rottamare, semplicemente acquistando un’auto rientrante nelle fascia di emissione da 0 a 70 g CO2/km, quindi elettrica o ibrida. Il bonus è stato prorogato anche per i veicoli acquistati nel 2022 e prevede contributi fino al 25% della spesa sostenuta (per un massimo di 5.000 euro IVA esclusa). La somma può salire ulteriormente se contemporaneamente all’acquisto di un veicolo ecologico, nuovo o usato, si rottama un mezzo inquinante. Trovate tutti i dettagli qui.

Nel 2021 la Regione Veneto aveva stanziato degli incentivi che andavano da 3.500 euro a 8.000 euro per l’acquisto di vetture esclusivamente nuove, escludendo quindi le Km0 e le usate, dotate di alimentazione elettrica, ibrida, bifuel, benzina o gasolio. L’erogazione del contributo era anche legata alla rottamazione un veicolo inquinante. Al momento, però, non ci sono notizie sulla disponibilità di bandi per l’ecobonus 2022 Veneto.

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La Provincia di Bolzano prevede incentivi per l’acquisto di vetture a basso impatto ambientale. Nello specifico ai privati vengono concessi contributi dedicati alle vetture elettriche o ibride il cui costo complessivo non sia superiore a 50.000 euro IVA esclusa. L’incentivo consiste in un contributo di 2.000 euro per l’acquisto di auto elettriche o a idrogeno, di 1.000 euro per le ibride plug-in con emissioni di CO2 entro 70 g/km.

Anche la Provincia di Trento prevedeva dei contributi per l’acquisto di veicoli ecologici, pari a 3.000 euro in caso di rottamazione ed a 2.000 in caso di sostituzione di un veicolo inquinante, ma per il momento il bando non è stato rinnovato nel 2022.

Il capoluogo abruzzese ha deciso di stanziare un fondo di 380.000 euro per l’acquisto, anche in leasing, di auto elettriche sotto forma di un contributo a fondo perduto, pari al 30% del costo totale del veicolo. Gli incentivi sono disponibili sia per privati che per professionisti. I primi potranno godere di uno sconto fino a 4.000 euro, mentre i secondi fino a 8.000. Il termine per presentare le richieste è scaduto il 31 gennaio 2022.  

Cose da sapere

Come funzionano gli incentivi auto regionali?

Come per il bollo auto, anche per quel che riguarda gli incentivi auto regionali le regole sono diverse da regione a regione. A seconda del budget messo a disposizione dai singoli enti si potrà usufruire di uno sconto più o meno sostanzioso per abbandonare il proprio veicolo con ormai parecchi anni sulle spalle e passare ad un modello meno inquinante. 

Quali regioni prevedono incentivi per l’acquisto auto nel 2022?

Le regioni che hanno stanziato incentivi per l’acquisto di auto nel 2022 sono l’Emilia Romagna, il Piemonte, le Province di Bolzano e Trento, oltre alla città de L’Aquila. Inoltre l’Abruzzo ha previsto delle agevolazioni per il bollo auto dedicate alle vetture meno inquinanti.

Quali sono gli incentivi previsti in Emilia Romagna per l’acquisto auto nel 2022?

La Regione Emilia Romagna aveva stanziato un fondo pari a 3 milioni di euro per stimolare gli automobilisti all’acquisto di vetture ibride. Queste somme venivano stanziate in 3 tranche e consentivano di rimborsare un importo massimo pari a 573 euro, ovvero 191 euro l’anno. Il bando, però, per il momento non è stato rinnovato.

Quali sono gli incentivi previsti in Piemonte per l’acquisto auto nel 2022?

La Regione Piemonte ha messo a disposizione fino al 30 aprile 2022 8 milioni di euro per stimolare il passaggio a veicoli meno inquinanti. In questa categoria rientrano le elettriche, le auto ad idrogeno, le ibride, quelle a metano, GPL o bifuel purché con potenze inferiori ai 130 kW o a 100 kW. 

Quali sono gli incentivi previsti nelle Province di Bolzano e Trento per l’acquisto auto nel 2022?

L’incentivo previsto dalla Provincia di Bolzano consiste in un contributo di 2.000 euro per l’acquisto di auto elettriche o a idrogeno, di 1.000 euro per le ibride plug-in con emissioni di CO2 entro 70 g/km. Quello previsto dalla Provincia di Trento, pari a 3.000 euro in caso di rottamazione ed a 2.000 in caso di sostituzione di un veicolo inquinante, non è attualmente stato rinnovato per il 2022. 

Incentivi auto 2022: le novità della Legge di Bilancio

incentivi-auto-2019

Il governo ha approvato i nuovi incentivi 2022 per le auto a basse emissioni, che permettono di risparmiare sull’acquisto di un nuovo veicolo ecologico soprattutto se contemporaneamente si rottama un vecchio mezzo inquinante (Euro 0-5).  A differenza degli anni scorsi, però, quest’anno non sono previsti contributi per l’acquisto di auto usate, indipendentemente dalla classe emissiva. Continuano, invece, i sussidi per chi sceglie di installare una colonnina elettrica o per eseguire il retrofit elettrico.

INDICE
Nuovi incentivi auto: cosa dice la Legge di Bilancio 2022
 Incentivi colonnine elettriche 2022
 Il bonus fiscale per l’installazione di motori elettrici
Incentivi auto 2021: gli ecobonus dello scorso anno
 Incentivi rottamazione auto 2021
 Che fine ha fatto l’ecotassa?
 Incentivi auto elettriche

L’ultimo DPCM stanzia i fondi necessari a coprire gli incentivi per l’acquisto di auto a basse emissioni per tutto il triennio 2022-2024, legando in alcuni casi il contributo alla rottamazione di un veicolo inquinante. Il governo ha previsto tre differenti fasce di emissioni per differenziare i contributi: 0/20 g/Km di CO2, 21/60 g/kM di CO2 e 61/135 g/Km di C02. 

Chi acquista un veicolo di prima fascia, che emette da 0 a 20 g/km di CO2, ha diritto a un contributo di 3.000 €, somma che sale a 5.000 € in caso di rottamazione di un’auto inquinante (Euro 0-5). In questa categoria emissiva rientrano i veicoli elettrici puri e le più efficienti vetture ibride plug-in.

Per l’acquisto di un veicolo della seconda fascia emissiva, che comprende principalmente vetture plug-in con emissioni di CO2 comprese tra 21 e 60 g/km, è previsto un incentivo di 4.000 € se con auto da rottamare. Il contributo, però, scende a 2.000 € se non si possiede una vecchia auto inquinante da sostituire.

Infine, per la terza fascia, che include quelle vetture che emettono da 61 a 135 g/km di CO2, è previsto un contributo esclusivamente in caso di rottamazione di un veicolo maggiormente inquinante, per un ammontare di 2.000 €. In questa categoria rientrano auto di tutte le motorizzazioni: ibride, benzina, diesel, metano, GPL.

Sono previsti anche dei tetti di spesa: il prezzo del veicolo non può superare i 35.000 € se di prima o di terza fascia, mentre il tetto si alza a 45.000 € in caso di mezzo di seconda fascia. Questi limiti sono calcolati escludendo IVA, IPT e messa su strada.

g/km CO2 Motorizzazione Incentivo 2022
Tetto di spesa
  con rottamazione senza rottamazione escluso IVA, IPT e messa su strada
0-20 elettrica, plug-in 5.000 € 3.000 € 35.000 €
21-60 plug-in 4.000 € 2.000 € 45.000 €
61-135 ibride, benzina, diesel, metano, GPL 2.000 € – 35.000 €

Infine, nel decreto il governo ha stanziato delle risorse anche per incentivi ai veicoli commerciali di categoria N1 e N2, con contributi che vanno dai 4 ai 12 mila euro a seconda della categoria e della classe emissiva.

Ben diversa, invece, è la questione in merito agli incentivi per l’installazione di colonnine elettriche poiché la legge di Bilancio ha prorogato fino al 2024 il bonus con un incentivo pari al 40% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di colonnine e infrastrutture di ricarica per auto elettriche. L’80% dei fondi è destinato agli interventi delle imprese, con valore complessivo inferiore a 375 mila euro, mentre alle installazioni richiedenti cifre superiori è destinato il 10%. Per le persone fisiche, invece, i fondi a disposizione sono pari a 9 milioni di euro. 

Inoltre, l’installazione delle colonnine elettriche nella propria residenza viene anche coperta dal Bonus 110%: nel caso si acceda il bonus eseguendo uno degli interventi trainanti necessari (come il cappotto termico dell’edificio), si può inserire nel progetto anche l’installazione di una stazione di ricarica, ottenendo un rimborso di importo maggiore della spesa.

Altra misura confermata, e prorogata fino al 31 dicembre 2022, è quella relativa al retrofit elettrico. Con questo termine si intende l’installazione di un motore elettrico al posto di uno termico, diesel o benzina. Il bonus fiscale previsto è pari al 60% della spesa totale per un contributo massimo di 3.500 €. Inoltre è previsto anche un contributo pari al 60% delle spese relative all’imposta di bollo per l’iscrizione al Pubblico registro automobilistico, all’imposta di bollo e all’imposta provinciale di trascrizione. 

Sino allo scorso anno, oltre agli incentivi previsti per l’acquisto di auto nuove a basse emissioni, si poteva usufruire di ecobonus per l’acquisto di vetture usate poco inquinanti. Lo scopo del legislatore è stato quello di svecchiare il parco auto circolante nel nostro Paese e spingere gli automobilisti verso vetture meno inquinanti.

Quest’anno, tuttavia, le vetture usate non rientrano più tra i veicoli coperti dagli incentivi per le auto ecologiche. Inoltre, i contributi previsti per quest’anno hanno dei massimali più bassi dello scorso anno, a causa dei minori fondi stanziati.

Nello specifico, nel 2021 per l’acquisto di una vettura con emissioni da 0 a 20 g/Km, e contestuale rottamazione, era previsto un incentivo pari a 10.000 euro, mentre l’importo calava a 6.000 euro senza rottamazione, Per le vetture con emissioni da 21 a 60 g/Km l’incentivo variava da 6.500 euro con rottamazione sino a 4.500 senza rottamazione, mentre per l’ultima categoria di auto, con emissioni da 61 a 135 g/Km, l’unico incentivo possibile era quello di 3.500 euro esclusivamente con rottamazione. 

Per l’acquisto di auto usate rientranti nella classe di emissioni da 0 a 60 g/km, in caso di rottamazione, l’incentivo disponibile era pari a 2.000 euro, mentre calava rispettivamente a 1.000 e 750 euro per l’acquisto di auto usate rientranti nella classe di emissione 61-90 g/Km e 91-160 g/Km. In entrambi casi è necessaria la rottamazione.  

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Nella nuova legge di Bilancio 2022 non è stata inclusa la cosiddetta ecotassa. Questa rappresentava un balzello da pagare una tantum al momento dell’acquisto che andava a colpire le vetture maggiormente inquinanti costringendo il proprietario a versare un importo da 1.100 euro a 2.500 euro. L’esclusione dell’ecotassa dalla legge di Bilancio non ha però impedito che questa misura potesse essere riproposta. In effetti, una specie di ecotassa è presente anche nel nuovo Decreto Energia approvato a fine marzo, ma non se ne conoscono ancora i dettagli.

LEGGI ORA:  Tutti gli incentivi auto regionali e comunali

L’acquisto di auto elettriche viene incentivato anche quest’anno grazie ai finanziamenti governativi. I veicoli a impatto zero rientrano nella prima fascia emissiva, che permette di accedere a un contributo di importo variabile tra i 3.000 € e, in caso di rottamazione di un vecchio mezzo inquinante, i 5.000 €. Per accedere a questo contributo, tuttavia, la spesa per il nuovo veicolo non deve superare i 35.000 € (IVA, IPT e messa su strada escluse). L’importo dell’incentivo è più basso rispetto ai precedenti pacchetti di sussidi per l’acquisto di auto elettriche, ma è comunque piuttosto sostanzioso.

Cose da sapere

Sono previsti incentivi auto per il 2022?

Nella Legge di Bilancio 2022 sono stati previsti nuovi incentivi per l’acquisto di auto elettriche, ibride, plug-in ed Euro 6 di nuova generazione. Previsti anche gli incentivi relativi all’installazione di colonnine elettriche e una proroga dei termini per usufruire dell’incentivo al retrofit elettrico. Spariscono, invece, i finanziamenti per l’acquisto di veicoli usati a basse emissioni.

Cosa prevedono gli incentivi sulle colonnine elettriche?

La legge di Bilancio ha prorogato fino al 2024 il bonus con un incentivo pari al 40% delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di colonnine e infrastrutture di ricarica per auto elettriche. Per le persone fisiche, invece, i fondi a disposizione sono pari a 9 milioni di euro. Inoltre, l’installazione di colonnine elettriche è anche uno degli interventi coperti dal Bonus 110%.

Cosa prevedono gli incentivi sull’installazione di motori elettrici?

Gli incentivi fiscali relativi al cosiddetto retrofit sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2022. Con questo termine si intende l’installazione di un motore elettrico al posto di uno termico. Il bonus fiscale previsto è pari al 60% per una spesa massima ammissibile di 3.500 euro. 

Renault Mégane E-Tech: prezzi, dimensioni e prova su strada

Toyota Aygo X: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Dopo il primo capitolo rappresentato dalla più piccola Zoe, con la nuova Mégane E-Tech, Renault apre un nuovo importante capitolo nel suo processo di elettrificazione, puntando su un modello che, dalla sua famosa cugina endotermica, riprende più che altro solo il nome. La nuova elettrica francese è già ordinabile e le prime consegne cominceranno a luglio 2022.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Renault Mégane E-Tech:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 440 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 130/96
 Prezzo (da) –

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
Allestimenti
Prova su strada
Perché comprarla
Prezzi

Le misure di Renault Mégane E-Tech la rendono perfetta per competere nel segmento dei Suv di medie dimensioni e la nuova piattaforma CMF-EV rende possibile un’organizzazione intelligente e confortevole dell’abitacolo. Il modello ha infatti una lunghezza di 4,21 metri, che unita a buone misure in larghezza e altezza, rispettivamente pari a 178 e 150 centimetri, regala un’ottima abitabilità interna. Anche la dimensione del passo, lungo 2,7 metri, garantisce un buon livello di comfort a bordo.

Dimensioni
Lunghezza 4.210 mm
Larghezza 1.780 mm
Altezza 1.500 mm
Passo 2.700 mm

Gli interni della nuova Renault Mégane E-Tech prendono fortemente le distanze dall’attuale linguaggio stilistico dei modelli della Losanga. La nuova plancia denominata OpenR ha infatti un’estetica peculiare:  due grandi schermi, il quadro strumenti digitale da 12,3’’ e il touchscreen verticale da 12’’, vengono inseriti in un elemento a forma di L rovesciata, che da dietro il volante finisce al centro della plancia. A bordo sono disponibili servizi d’infotainment OpenR Link compatibile con Android Auto e AppleCar e che include, negli allestimenti Techno e Iconic, l’assistente virtuale di Google, un elementio quest’ultimo, che facilita notevolmente la vita a bordo e l’interazione tra l’uomo e la vettura. Disponibile anche l’update del Firmware Over The Air gratuito per i primi cinque anni.

La nuova elettrica di Renault presenta poi una certa cura nei materiali utilizzati, soprattutto all’interno. Fra le varie opzioni troviamo tessuto, pelle, Alcantara e inserti in Nuo (legno lavorato al laser), capaci di avvolgere ogni passeggero in un ambiente confortevole e accogliente. Una simile attenzione ai dettagli si può apprezzare anche guardando all’illuminazione interna, con luci che cercano idealmente di seguire l’orologio biologico, per questo chiamate Living Lights. A bordo sono presenti anche tanti assistenti di ultima generazione. Degno di nota l’Active Driver Assist, il pacchetto di Adas di Livello 2 avanzato che comprende il Cruise Control Adattivo con Stop & Go e il Lane Keep Assist, così come il limitatore (disinseribile) che adegua la velocità massima dell’auto al tipo di strada percorso, senza spingersi in ogni caso oltre i 160 km/h.

Anche l’aspetto esterno della nuova Renault Mégane E-Tech si caratterizza per originalità e innovazione. Ai tratti stilistici tipici della Casa francese, questa nuova elettrica aggiunge linee e soluzioni estetiche inedite, che traghettano il marchio verso un nuovo linguaggio stilistico. Lo si nota innanzitutto dal taglio dei gruppi ottici Full Led anteriori e Led 3D posteriori.

L’estetica della Megane elettrica non manca poi di una certa sportività, grazie ai grandi cerchi da 20 pollici, in alternativa a quelli da 18, di serie, ma soprattutto grazie alle grandi prese d’aria sui paraurti e ai passaruota bombati. Tutti elementi che, di fatto, assolvono anche a particolari funzioni aerodinamiche, per rendere la vettura quanto più efficiente possibile. La dinamicità che guadagna grazie alla linea curva del tettuccio, sullo falsa riga di una coupé, ha però il suo costo in termini di visibilità dal lunotto, alla quale si rimedia grazie alla presenza dello specchietto posteriore virtuale, dalla grafica sempre chiara e precisa. Inoltre, la Megane E-Tech è anche la prima a sfoggiare il nuovo logo di Renault.

Per il momento Renault ha annunciato due diversi powertrain per la Mégane E-Tech, dotati di motore sincrono singolo, con due livelli di potenza. Il primo, chiamato EV40, può sviluppare fino a 130 CV di potenza e 250 Nm di coppia. Il secondo e più potente EV60 arriva invece a 220 CV e 300 Nm, riuscendo così a coprire lo 0-100 in soli 7,4 secondi. Le batterie LG abbinate sono da 40 kWh nel primo caso e da 60 kWh nel secondo e godono di una maggiore densità energetica rispetto agli altri modelli elettrici di Renault, garantendo una buona efficienza e versatilità.

Grazie ai due tagli di batteria, la nuova Renault Mégane E-Tech promette una buona autonomia, riuscendo infatti a percorrere fino a 450 km con una sola carica, nel caso in cui si scelga la variante con la batteria più grande da 60 kWh. Buoni anche i tempi di ricarica: bastano 30 minuti con colonnina da 130 kW per ricaricare l’equivalente di 300 km di autonomia. Disponibili in aggiunta anche quattro diversi livelli per regolare l’intensità della frenata rigenerativa.

sta_anchor id=”renault-mégane-e-tech:-prova” unsan=”Renault Mégane E-Tech: prova su strada”]Renault Mégane E-Tech: prova su strada[/sta_anchor]

La nuova Megane elettrica rappresenta un importantissimo punto di svolta per il costruttore francese. Non è il primo modello elettrico per il brand, ma rappresenta quello chiamato a traghettare il marchio in una nuova era a zero emissioni. Abbiamo quindi scelto di metterci al volante della variante più potente della nuova Megane E-tech, ovvero quella che molto probabilmente la farà da padrona nelle vendite nel nostro Paese. A spingerla provvede un motore da 220 CV, alimentato da una batteria agli ioni di litio da 60 kWh, che si dimostra sin da subito molto brillante nell’erogazione. Il merito però non è soltanto dell’unità elettrica, ma anche del profondo lavoro svolto dai tecnici Renault sul fronte del contenimento del peso. L’ago della bilancia, infatti, si ferma ad appena 1.700 kg, un ottimo risultato per un’auto elettrica, che si traduce non solo in ottime prestazioni, ma anche in un’ottimizzazione dei consumi, a tutto vantaggio dell’autonomia.

Toyota Aygo X: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10

Convince anche la dinamica di guida che, grazie anche allo schema sospensivo piuttosto ricercato per la categoria costituito da un MacPherson all’anteriore e da un  multilink al posteriore, permette di muoversi tra una curva e l’altra con una buona disinvoltura. A tal proposito, una gommatura più generosa avrebbe aiutato la Megane elettrica a scaricare più facilmente tutta la potenza di cui dispone a terra soprattutto in uscita di curva. Ma i tecnici francesi hanno preferito privilegiare l’efficienza energetica, dotando il modello di ruote piuttosto strette, che limitano di conseguenza l’impronta a terra delle gomme. Ottimo lo sterzo, che con un rapporto di 12:1 non costringe a grandi movimenti nemmeno in manovra. Ma dove la Megane E-Tech eccelle è nel comfort acustico: i tecnici della Losanga hanno messo a punto un inedito sistema fonoassorbente per isolare l’abitacolo dalla batteria sottostante, con il risultato che all’interno della Megane elettrica si viaggia sempre in assoluta souplesse. Non male nemmeno i consumi: nel corso del nostro primo contatto con la vettura, durante il quale abbiamo potuto percorrere circa 200 km tra città, extraurbane e anche un po’ di autostrada, avviamo registrato un consumo medio di circa 17 kWh/100 km.

Sono tre gli allestimenti in cui è possibile scegliere la nuova Renault Megane E-Tech:

  • Equilibre: l’allestimento di accesso alla gamma.
  • Techno: scelta intermedia caratterizzata da una buona dotazione di serie.
  • Iconic: dotato di tutti i più recenti contenuti tecnologici firmati Renault.

Equilibre: il primo, più economico, prevede un interessante equipaggiamento di serie. ABS, AFU e ESP, sette airbag, alzacristalli elettrici impulsionali, assistenza alla partenza in salita, Automatic Emergency Braking System, cambio e-Shifter al volante, cavo di ricarica Modo 3 con presa Tipo 2 cerchi in lega da 18 “ OSTON, climatizzazione manuale, controllo pressione pneumatici, Cruise Control, Dashboard OpenR con Driver Display digitale da 12,3 “ HD e display multimediale 9”, Distance Warning, Driver Attention Alert, E-call, Emergency Lane Keep Assist, Fari full LED anteriori e posteriori con firma luminosa elettrica e indicatori di direzione dinamici anteriori, fireman access, frenata rigenerativa a quattro livelli con palette al volante, freno distanziamento elettrico con funzione Auto-Hold, Hands-free card per apertura-chiusura porte, avviamento motore, animazione, benvenuto e arrivederci, Lane Departure Warning, Lane Keep Assist, Luci diurne a LED, maniglie porte esterne elettriche a scomparsa, paraurti anteriore e posteriore con lama F1 tinta carrozzeria, parking camera posteriore, plancia con rivestimento in tessuto riciclato, due prese USB-C anteriori (ricarica e dati), retrovisori esterni elettrici riscaldabili, retrovisori esterni tinta carrozzeria, sedile conducente regolabile in altezza, sedili posteriori ripiegabili in 1/3-2/3, sensori di parcheggio posteriori, sistema multimediale openR link con display da 9 “, Classic Arkamis Sound System (quattro altoparlanti) con radio DAB, compatibile con Android Auto e AppleCarPlay, Traffic Sign Recognition, volante multifunzione in TEP soft touch, volante regolabile in altezza e profondità.

Techno: la versione Techno amplia l’equipaggiamento: previsti accensione automatica fari e tergicristalli con sensore pioggia, ambient lighting con living lights (48 colori), caricatore smartphone wireless, cerchi in lega da 20 SOREN, climatizzatore automatico bizona, commutazione automatica abbaglianti/anabbaglianti, console centrale alta con vano portaoggetti e bracciolo scorrevole in TEP, cornice finestrini cromata, dashboard openR con Driver Display digitale da 12,3 ” HD e display multimediale 12 “, fari full LED Adaptative vision con funzione fendinebbia integrata, fari posteriori full LED ad effetto 3D filigranato, con indicatori di direzione dinamici, montanti porte esterne nero lucido (shiny black), multi-sense a quattro modalità con comandi vocali e al volante, over speed prevention, plancia e pannelli porte con inserti in alcantara, due prese USB-C posteriori, privacy glass, retrovisore interno elettrocromico, retrovisori esterni tinta tetto, retrovisori esterni elettrici riscaldabili e ripiegabili elettricamente con Puddle Lamp, sedile conducente con regolazione lombare, sedili anteriori riscaldabili, sellerie miste in TEP/tessuto riciclato, shark antenna, sistema multimediale openR link con display da 12 “, Auditorium Arkamis Sound System (sei altoparlanti) con radio DAB, navigazione, servizi Google, compatibile con Android Auto ed Apple Car, vano aperto sotto il display centrale con rivestimento in TEP e doppia impuntura, volante multifunzione in pelle, volante riscaldabile.

Iconic: la versione Iconic, la più cara di tutte, si prsenta anche come la più ricca. Equipaggiamento di serie (da aggiungere o sostituire a quello Techno): cerchi in lega da 20 ” diamantati ENOS, paraurti anteriore e posteriore con lama F1 dorata warm titanium, plancia e pannelli porte con inserti in legno Nuo, sedili anteriori con regolazione elettrica lombare e funzione massaggio, sellerie in pelle enra titanio con impunture warm titanium, sensori di parcheggio anteriori e laterali, sistema multimediale openR link con display da 12 “, Premium Harman Kardon Sound System (otto altoparlanti + un subwoofer) con radio DAB, navigazione, servizi Google, compatibile con Android Auto e Apple CarPlay, tinta bitono (tetto, montante tetto e retrovisori)

  • Qualità dei materiali: l’abitacolo di Mégane E-Tech è particolarmente ecosostenibile grazie all’impiego di diversi materiali riciclati, per i rivestimenti e per la plancia. Anche per questo, a fine vita, il 95% dell’auto sarà riciclabile.
  • Sicurezza: la suite di Adas che equipaggia questa media francese è davvero ampia e aggiornata.
  • Immagine: il design è accattivante e originale. Ha le carte in regola per diventare un modello di stile per le future elettriche di Renault.

Di seguito il listino prezzi della Renault Megane E-Tech aggiornato ad aprile 2022.

Renault Megane E-Tech Prezzo
EV40 130 CV Equilibre 37.100 euro
EV 60 220 CV Equilibre 41.700 euro

 

Toyota GR Corolla: prezzo, dimensioni e caratteristiche

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Ancora fuori, per il momento, dal mercato europeo, Toyota GR Corolla è la versione più prestazionale dell’utilitaria nipponica. Si tratta di un modello pensato per gli appassionati più puri, che non ha ceduto al moderno concetto di elettrificazione puntando su uno scoppiettante motore a benzina da 304 cavalli.

Ecco la scheda tecnica del nuovo Toyota GR Corolla:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio –
 Alimentazioni benzina
 Classe
 CV/kW (da) 304/224
 Prezzo (da) –

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motorizzazioni
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

La GR Corolla è costruita a partire dalla variante a cinque porte presente anche in Italia. Supera i 4,4 metri di lunghezza e si attesta poco sotto gli 1,5 metri di altezza totale, antenna inclusa. La larghezza che sfiora gli 1,9 metri e il passo che supera i 2,6 metri permettono invece una buona abitabilità interna. La nuova sportiva di Toyota può infatti ospitare fino a cinque passeggeri. Dove la GR cambia rispetto alla Corolla normale è nella larghezza, cresciuta di 6 centimetri davanti e 8,5 centimetri dietro per fare spazio alle nuove carreggiate. Di seguito le misure nel dettaglio:

Dimensioni
Lunghezza 4.410 mm
Larghezza 1.850 mm
Altezza 1.455 mm
Passo 2.640 mm

La grinta e la sportività dell’auto sono espresse inequivocabilmente nella carrozzeria, dotata di elementi tipici e caratterizzata da linee nette e decise. Rispetto alla variante a cinque porte commercializzata in Italia, GR Corolla ha paraurti modificati, parafanghi specifici e sfoghi d’aria sui passaruota anteriori. Inoltre, la carreggiata anteriore e posteriore sono state allargate, rispettivamente, di 6 e 8,5 centimetri. Il frontale spicca per il cofano motore specifico in alluminio, mentre il posteriore è dominato dal frande alettone e da tre terminali di scarico.

Il tetto della Circuit Edition è in fibra di carbonio forgiata e contribuisce ad ad abbassare il baricentro della vettura, contenendone il peso. Di profilo, invece, risaltano i cerchi di lega da 18” con pneumatici 235/40. L’assetto sportivo è poi completamente rinnovato grazie alle molle, agli ammortizzatori, alle barre e ai supporti specifici. Le sospensioni posteriori, inoltre, seguono uno schema multilink, mentre l’impianto frenante si compone di dischi anteriori da 355 mm con pinze a quattro pistoncini, e di dischi posteriori da 279 mm dotati di pinze a due pistoncini.

Gli interni della Toyota GR Corolla riflettono quel design sportiveggiante che già si osserva dall’esterno. Aprendo le portiere, ciò che subito salta all’occhio è la leva del cambio a corsa corta, che occupa una posizione ottima per effettuare cambi di marcia rapidi. Il freno di stazionamento è rigorosamente manuale. I sedili, invece, sono decisamente avvolgenti, in pieno stile racing.

Al centro della plancia spicca il display touch da 8″ dedicato all’infotainment Toyota Touch. La sua connettività via smartphone è garantita da Apple CarPlay e da AndroidAuto. Dietro al volante troviamo invece la nuova strumentazione digitale TFT da 12,3”, anch’essa con grafica ispirata alle auto da corsa. Tramite questa è possibile accedere a info specifiche in tempo reale sulla ripartizione della coppia, sulla pressione di sovralimentazione del turbo e sulla marcia inserita.

La Toyota GR Corolla è spinta dal nuovo 3 cilindri turbobenzina da 1.6 litri, potenziato per sviluppare fino a 304 CV e 370 Nm di coppia motrice. Cifre che fanno intuire le ottime prestazioni della vettura, nonostante i dettagli dello scatto da 0 a 100, probabilmente intorno ai 5 secondi, non siano ancora stati ufficializzati. Come la sorella minore, la GR Yaris, la Corolla GR adotta il cambio manuale a sei marce e la trazione integrale GR-Four a ripartizione variabile su triplo schema: 50:50, 60:40 e 70:30.

Per Totota GR Corolla sono disponibili due allestimenti.

  • Core: rappresenta l’allestimento di base, il primo a debuttare.
  • Circuit: arriverà nel 2023 in edizione limitata.

Core: offerta nelle tinte White, Black e Supersonic Red con interni neri e cuciture argento, Toyota Safety Sense, display touch da 8″ Toyota Touch, AndroidAuto, Apple CarPlay, strumentazione digitale TFT da 12,3 pollici, cerchi di lega da 18’’.

Circuit: in più rispetto a Core aggiunge tinta Heavy Metal, il tetto di carbonio forgiato, lo spoiler nero in coda, i sedili sportivi elettrici di pelle sintetica e microfibra Brin Naub con cuciture rosse, il pomello del cambio Morizo, i differenziali anteriori e posteriori Torsen, le pinze dei freni rosse con badge GR, l’impianto audio JBL, i fendinebbia Led e la finitura nero lucido su elementi dei paraurti e dell’alettone posteriore.

    • Prestazioni: il tre cilindri che arriva addirittura a 304 CV, l’assetto tarato a puntino e la trazione integrale con differenziali autobloccanti promettono tanto divertimento.
    • Sicurezza: la nuova GR Corolla garantisce una guida senza pensieri grazie agli Adas del pacchetto Toyota Safety Sense.
    • Equipaggiamento: entrambi gli allestimenti hanno una dotazione ricca e funzionale, sia sul fronte della performance che su quello tecnologico.

Il listino prezzi della Toyota GR Corolla non è ancora disponibile. Ancora non si sa, infatti, se la vettura sarà commercializzata anche in Europa, oltre che in Giappone e Nordamerica.

Impianto GPL: costi, durata e manutenzione

impianto gpl

Il prezzo dei carburanti al distributore può cambiare in fretta, e di molto. Tuttavia, uno dei carburanti che, ad oggi, sembra meno soggetto alle fluttuazioni del mercato è il GPL, quindi, l’acquisto di un’auto a GPL si rivela spesso la soluzione ideale per contenere i costi alla pompa. Nonostante un pieno di gas convenga rispetto a un rifornimento di benzina o diesel, tuttavia, bisogna pensare anche alle spese di manutenzione. Questo articolo spiega come farlo.

INDICE
Impianto GPL: come funziona
Installazione impianto GPL
Costo impianto GPL
Impianto GPL: a chi conviene?
Impianto gpl auto diesel
Manutenzione auto GPL e revisione: info e costi
Quando dura l’impianto gas auto?

Le vetture alimentate a GPL sono dotate di una bombola con funzione di serbatoio. All’interno di questo è contenuto il gas che viene vaporizzato allo stato liquido tramite un vaporizzatore: la sigla sta appunto per Gas di Petrolio Liquefatto. Il GPL, quindi, viene inviato a degli ugelli posti a monte del collettore di aspirazione del sistema di regolazione dell’acceleratore che provvede alla regolazione della quantità di miscela GPL-aria in entrata.

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.  Il serbatoio del GPL andrà posizionato nel vano bagagli, ma qualora questo abbia forma toroidale è possibile piazzarlo nel vano dedicato alla ruota di scorta così da non sottrarre capacità di carico.

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L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore, del marchio dell’auto e dell’omologazione del propulsore.  La forbice di prezzo va da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 1.800 euro. Scopriamo in dettagli:

  •  800 € per un’auto a carburatore o iniezione Euro 0 o  1;
  • 1.200 € per un’auto a iniezione con controllo della carburazione Euro 0 o 1;
  • 1.700 € per un’auto catalizzata con sistema a iniezione gassosa;
  • 2.000 € per un’auto catalizzata con impianto a iniezione sequenziale.

Questi prezzi non comprendono extra per il serbatoio toroidale, pari a circa 100 €, per l’indicatore di livello (50 €), e per il collaudo (130 €). Inoltre, dal momento che l’installazione richiederà, in un’officina specializzata, circa 3 giorni, occorre considerare il costo di un’auto a noleggio per la sostituzione in caso di necessità.

auto gpl usate
auto gpl usate

Impianto GPL a 450 €: è possibile?

450€ rappresenta solitamente il costo della sostituzione decennale della bombola GPL. E’ possibile invece installare un impianto nuovo allo stesso prezzo? Come abbiamo visto, il prezzo dell’installazione va dagli 800€ ai 2.000€. Nel caso in cui si possegga un automobile con sistema di iniezione Euro 0 o Euro 1 e si abbia il tempo e la pazienza di ricercare occasioni sulla rete, accettando anche impianti di seconda mano, 450€ diventa un prezzo difficile, ma raggiungibile.

A fronte di una spesa comunque importante per l’installazione, l’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante. Se non si dà troppa importanza alle prestazioni dell’auto, e si hanno punti di rifornimento comodi, è decisamente una scelta da tenere in conto.

Considerando come le vetture possono circolare anche nei centri storici in caso di blocco del traffico, l’installazione dell’impianto GPL si rivela una scelta vincente anche nei confronti delle vetture dotate di motore diesel.

Infine, il GPL può convenire anche all’ambiente. Dal momento che è un carburante povero di zolfo, produce meno residui di combustione, riducendo così l’impatto sull’inquinamento atmosferico.

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, specie quando si tratta di autobus o camion. D’altronde, questa è una scelta davvero poco diffusa fra gli automobilisti, dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio. I consumi, di conseguenza, saranno sempre contenuti, ma non come quelli previsti per la classica alimentazione a benzina.

La manutenzione dell’impianto GPL è fondamentale per fare in modo che il sistema funzioni sempre correttamente senza compromettere le prestazioni della vettura. Si dovranno quindi sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Per l’impianto GPL non è prevista revisione, ma le bombole devono essere sostituite dopo 10 anni di utilizzo dalla data del collaudo in caso di installazione successiva alla prima immatricolazione, mentre dopo 10 anni dalla prima immatricolazione in caso di allestimento originario e previsto sulla carta di omologazione.

Non esiste una durata prestabilita per l’impianto GPL auto, mentre l’unica scadenza che possiamo fornire è quella relativa alla sostituzione delle bombole che, come detto in precedenza, deve avvenire ogni 10 anni. Ad ogni modo una manutenzione accurata consentirà di poter prolungare l’utilizzo dell’impianto per molto tempo.

auto gpl usate
auto gpl usate

Cose da sapere

Come installare un impianto GPL auto?

Per installare un impianto GPL ci si dovrà rivolgere necessariamente ai centri specializzati presenti su tutto il territorio nazionale. Questi si accerteranno del corretto funzionamento dell’impianto elettrico e dell’accensione prima di procedere all’operazione.

Quanto costa installare un impianto GPL auto?

L’installazione di un impianto GPL può essere effettuata su tutte le vetture a benzina. I costi variano a secondo della tipologia di motore e vanno da un minimo di 800 euro sino ad un massimo di 2.000 euro.

A chi conviene installare l’impianto GPL auto?

L’impianto GPL si rivela particolarmente indicato per tutti quegli automobilisti che devono percorrere decine di migliaia di Km l’anno e vogliono tenere sotto controllo i costi del carburante.

Si può installare un impianto GPL su un auto diesel?

È possibile procedere all’installazione di un impianto GPL anche su vetture diesel, ma questa è una scelta davvero poco diffusa dato che con questa tipologia di alimentazione solamente il 20/30% del carburante è costituito da GPL, mentre il restante è gasolio.

Come funziona la manutenzione di un impianto GPL auto?

Si dovranno sempre tenere puliti gli iniettori e la loro pulizia potrà avvenire sia smontandoli manualmente che tramite additivi chimici che elimineranno lacche, depositi solforosi, ammoniaca, inquinanti e altri residui incombusti legati alla scarsa qualità del GPL utilizzato.

Auto ibride: tutti i migliori modelli

Jeep Renegade e Compass 4xe: prezzi e caratteristiche delle plug-in americane

Il mondo dell’auto viaggia a vele spiegate verso un futuro a zero emissioni. Ma in questa fase di passaggio che è il nostro presente, il mercato offre un’ampia gamma di modelli ibridi, che ci accompagnano verso questo futuro 100% elettrico.

Ad oggi le soluzioni elettrificate disponibili sono raggruppabili in tre tipologie.

  • Mild-hybrid: si tratta del livello di elettrificazione più semplice, in cui il motore elettrico non è in grado di muovere la vettura a zero emissioni, ma lavora solo per coadiuvare il lavoro dell’unità endotermica.
  • Full-hybrid: il sistema è molto simile a quello mild-hybrid, ma qui la batteria ha una capacità superiore e il motore elettrico è realmente in grado di muovere l’auto a zero emissioni, anche se solo per una manciata di chilometri.
  • Plug-in: il livello più alto di elettrificazione è rappresentato dalle plug-in, che si caratterizzano per una batteria di grandi dimensioni, che può essere ricaricata anche attraverso una fonte esterna di energia, come ad esempio una colonnina, in grado di garantire un’autonomia media di circa 50 km in elettrico.

LEGGI ORA: Tutto sugli incentivi auto 2021

INDICE
Le migliori auto ibride del 2022
Macchine ibride: gli incentivi
Auto ibride economiche
Utilitarie ibride
SUV ibridi

Ormai tutti i costruttori (o quasi) propongono almeno un modello ibrido in gamma. Abbiamo quindi raggruppato i più interessanti presentati in questa primi mesi del 2022.

Modello Prezzo
Alfa Romeo Tonale 39.000 €
Maserati Grecale 74.470 €
DS4 41.150 €
Lexus NX 67.000 €

Alfa Romeo Tonale: il secondo SUV della storia della Casa del Biscione punta su dimensioni più compatte rispetto alla sorella Stelvio e propone un’ampia gamma motori costituita anche da unità elettrificate. Tra queste, un mild-hybrid da 130 o 160 CV e un plug-in da 275 CV per 60 km di autonomia in elettrico.

Maserati Grecale: il costruttore di Modena ha lanciato il suo SUV di accesso alla gamma. La grecale è disponibile in abbinamento a due propulsori, uno dei quali elettrificato tramite un sistema mild-hybrid da 300 CV.

DS4: un po’ berlina, un po’ crossover. La DS4 punta a coniugare due anime differenti ed unirle in un design molto personale. Gli interni, come da tradizione, sono votati al comfort assoluto, mentre sotto il cofano spunta un sistema plug-in con una potenza di 225 CV e 55 km di autonomia elettrica.

Lexus NX: recentemente aggiornato, il SUV giapponese è tra i capostipiti dei modelli full-hybrid a “ruote alte”. L’ultima generazione è più moderna e curata nello stile, mentre il motore della 350h sviluppa ben 244 CV.

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Dopo tanta attesa, il governo ha finalmente messo al firma sul decreto che da il via agli incentivi 2022.  Come sempre, questi sono divisi per livello di emissioni, che includono modelli che vanno da 0 a 135 g/km di CO2.

  • Nella fascia da 0 a 20 g/km sono previsti 3.000 euro di sconto senza rottamazione, che diventano 5.000 euro con rottamazione.
  • Nella fascia 21-60 g/km sono previsti 2.000 euro di sconto senza rottamazione, che salgono a 4.000 euro con rottamazione.
  • Nella fascia 61-135g/km sono previsti 2.000 euro di sconto ma solo rottamando un veicolo usato.

Ad ogni modo, per tutte le fasce vale il limite di costo del veicolo che si intende acquistare pari a 35.000 euro IVA esclusa.

Spulciando i listini dei costruttori è possibile trovare auto ibride economiche in grado di coniugare l’esigenza di tenere sotto controllo i costi di gestione con quella di non dover alleggerire eccessivamente il proprio conto in banca.

Auto ibride economiche Prezzi (da)
Fiat Panda 14.000 €
Toyota Yaris 22.400 €
Hyundai i20 18.400 €
Ford Fiesta 22.350 €

Fiat Panda: la terza generazione della storica citycar torinese, nonostante sia sul mercato da parecchi anni, si è rinnovata con un leggero restyling di interni ed esterni e con l’arrivo di un motore mild-hybrid 1.0 da 70 CV che si rivela parco nei consumi.

Toyota Yaris: il piccolo genio è arrivato alla quarta generazione, rivoluzionandosi tanto negli esterni, quanto negli interni e puntando su un powertrain full-hybrid più moderno ed efficiente. Si tratta di un 1.5 full hybrid che promette consumi molto contenuti.

Hyundai i20: l’utilitaria punta su un look fuori dagli schemi e su un’ampia gamma di propulsori ibridi, con potenze che raggiungono i 120 CV. Buona oltre tutto l’abitabilità interna, grazie ad un’ottima gestione degli spazi interni.

Ford Fiesta: l’utilitaria dell’Ovale blu si è concessa un aggiornamento nella gamma motori prima del restyling di metà carriera ed adesso offre anche delle interessanti versioni mild-hybrid da 125.

Renault Clio: la piccola francese punta su un sistema ibrido diverso da tutti gli altri. Si tratta di un full-hybrid che sostituisce anche la frizione e i sincronizzatori del cambio. Si chiama E-Tech ed è in grado di sviluppare 140 CV.

È il segmento delle utilitarie ibride quello che al momento sta scoprendo una vera e propria giovinezza con modelli particolarmente interessanti. Scopriamo quali sono.

Modello Prezzo
Honda Jazz 22.850 €
Lancia Ypsilon 14.800 €
Mazda 2 18.300 €
Kia Rio 18.750 €
Volkswagen Golf 29.800 €

Honda Jazz: rinnovata completamente nel design, la Honda Jazz si presenta come una proposta decisamente alternativa nel segmento delle utilitarie. La Casa giapponese ha puntato su un inedito powertrain full-hybrid con ben tre motori.

Lancia Ypsilon: l’utilitaria chic non molla la presa ed anche dopo molti anni sul mercato continua a conquistare un’ampia fetta di pubblico grazie ad uno stile senza tempo. Il mild hybrid da 70 CV consuma poco ed è equilibrato.

Mazda 2: stile deciso e tanta tecnologia per la piccola utilitaria della Casa giapponese che di recente è stata sottoposta ad un lieve restyling. Sotto il cofano spicca il 1.5 Skyactiv G con potenze fino a 90 CV.

Kia Rio: nome iconico per la Casa coreana, la Rio si conferma una valida alternativa alle vetture più note del settore delle utilitarie. La sostanza è tanta e lo conferma anche la presenza di un ibrido con potenze da 100 a 120 CV.

Volkswagen Golf: l’ottava generazione della due volumi tedesca stacca con il passato e ora propone a listino un’ampia gamma di varianti elettrificate che va dal mild-hybrid fino al plug-in in vari livelli di potenza.

Il segmento dove le motorizzazioni ibride fanno la voce grossa è certamente quello dei SUV. Qui l’offerta dei costruttori è praticamente infinita ed adatta ad ogni differente esigenza.

SUV ibridi Prezzi (da)
Cupra Formentor 40.000 €
Hyundai Kona 23.600 €
Jeep Renegade 32.200 €
Toyota Yaris Cross 25.400 €

Cupra Formentor: il brand spagnolo punta tutto su stile, sportività e prestazioni. Il look è molto personale e giovanile, mentre sotto il cofano spicca un motore plug-in con potenze fino a 245 CV.

Hyundai Kona: il SUV di successo della Casa coreana si caratterizza per uno stile anticonformista ma piacevole. Gli interni, invece, sono curati tanto nella scelta dei materiali quanto negli assemblaggi. Ampia la gamma motori con vari livelli di elettrificazione.

Jeep Renegade: il SUV della Casa americana è uno dei maggiori successi del brand statunitense ed oggi si presenta anche con una inedita motorizzazione mild-hybrid che affianca quella plug-in a trazione integrale.

Toyota Yaris Cross: l’ultima arrivata in casa Toyota è basata sulla piattaforma della Yaris ma declinata in salsa SUV. Lo stile è di rottura, fatto di linee tese e spigolose, mentre la gamma motori prevede solo unità ibride da 1.5 litri e 116 CV.

Auto diesel oggi: conviene ancora?

Acquistare un'auto diesel conviene ancora?

Il futuro delle auto diesel è ancora incerto, fra detrattori e sostenitori il dibattito continua. Tuttavia, sta di fatto che lo scandalo dieselgate ha portato istituzioni in tutto il mondo ad ostacolare la circolazione delle vetture alimentate a gasolio ed oggi, con la svolta “elettrificata” presa dai vari governi, tutti i costruttori stanno progressivamente abbandonando questo tipo di alimentazione in favore dell’ibrido o dell’elettrico. Considerando non solo le limitazioni, ma anche costi e consumi, conviene ancora comprare auto diesel? Ve lo spieghiamo in questa guida dedicata al diesel.

INDICE
Qual è il futuro della auto diesel?
Comprare auto diesel oggi: una scelta lungimirante?
Quando conviene comprare un’auto diesel?
Auto Diesel Euro 6
Auto Diesel Euro 5
Auto Diesel Euro 4
Meglio diesel o benzina?
Alternativa al gasolio: GPL e metano
Quali sono le migliori auto diesel da comprare nel 2022

Da decenni politici e gruppi di interesse trattano il diesel come il capro espiatorio della crisi climatica. Questi motori, solitamente preferiti da chi può risparmiare dovendo percorrere parecchie migliaia di chilometri l’anno, sono accusati, spesso in maniera infondata, di essere eccessivamente inquinanti. Il futuro del diesel sembra essere a rischio e molte capitali europee, come Atene, hanno deciso di vietarne la circolazione a partire dal 2025.

Molte delle criticità riscontrate nel diesel – che ha consumi ed emissioni mediamente minori del benzina, ma comunque non trascurabili – sono condivise da tutti i modelli endotermici. La Norvegia, infatti, ha bandito nel 2021 la vendita di auto sia benzina che diesel a partire dal 2025. Inoltre, l’UE ha dichiarato che dal 2035 sarà vietata la vendita di veicoli che emettono CO2, seppur in quantità minima. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Giovannini ha confermato che anche l’Italia seguirà questa linea.

Prendendo atto delle tendenze politiche contro i motori termici in generale, e a gasolio in particolare,  valutare l’acquisto di un’auto diesel sembra essere insensato. I sempre più frequenti blocchi del traffico estesi anche alle vetture diesel Euro 6 rischiano di renderne difficile se non impossibile l’utilizzo. Nonostante il diesel rimanga l’alimentazione più efficiente sul mercato, è forse meglio orientarsi sulle alternative ibride, continuando a scegliere il diesel solo nel caso in cui si percorrano davvero tanti chilometri all’anno..

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I consumi delle auto diesel sono già ridotti mediamente rispetto alle auto a benzina, ma diventano decisivi per chi sta al volante per più di 20-25 mila km l’anno . In media è possibile percorrere anche oltre 20 Km/l, ma è bene sottolineare come l’utilizzo di una vettura diesel sia consigliabile a chi percorre prevalentemente tratte autostradali. La guida in città, infatti, sovraccarica il filtro antiparticolato, dando problemi e richiedendo una rigenerazione più frequente.

Qualora si scelga ad acquistare un’auto diesel per esigenze specifiche è bene porsi questa domanda: “Le euro 6 diesel fino a quando possono circolare?”.

A Milano nei prossimi anni verranno imposti limiti alla circolazione delle auto Euro 6 diesel. Dal 1° ottobre 2025 le auto diesel acquistate dopo il 31.12.2018 non potranno circolare in Area, mentre per le vetture diesel acquistate entro il 31.12.2018 il divieto scatterà dal 1° ottobre 2028. Le diesel Euro 6 ed Euro 6 D-Temp, invece, non potranno circolare a partire dal primo ottobre 2030.

Considerando come ogni amministrazione al momento si stia muovendo in modo autonomo è sempre opportuno valutare l’acquisto in base all’orientamento scelto, ma valutando anche le regole nazionali ed europee che limiteranno la vendita di tutti i propulsori endotermici .

Volkswagen Golf: con la R-Line arriva il TSI da 150 CV 2

Anche in questo caso ci si deve chiedere: “Le Euro 5 diesel fino a quando possono circolare?”, ed anche in questa volta le limitazioni variano da città a città come visto per le diesel Euro 6.

A Milano, ad oggi, le diesel Euro 5 possono circolare liberamente anche in Area B, salvo condizioni particolari che dispongono il blocco, ma da ottobre 2022 ne sarà vietata la circolazione nella ZTL, mentre a Roma la circolazione nella ZTL Fascia Verde viene sospesa qualora ci siano periodi di inquinamento elevato per otto giorni consecutivi.

Peggio ancora va a chi possiede una vettura diesel Euro 4. Il Comune di Milano, infatti, ha già vietato la circolazione all’interno dall’Area B agli Euro 4 diesel senza FAP, mentre dal prossimo anno il divieto sarà esteso anche alle vetture diesel Euro 4 dotate di FAP.

In molte altre città e regioni italiane, invece, il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 4 viene determinato in considerazione dei livelli di inquinamento dell’aria. In Piemonte, ad esempio, i diesel Euro 4 possono circolare liberamente solo fino a quando non si riscontrano innalzamenti delle polveri sottili, ed identica soluzione è stata adottata attualmente a Roma.

Per rispondere a questa domanda si devono valutare numerosi fattori. È ovvio come il numero di chilometri percorsi in un anno incida profondamente in questa scelta, ma anche sapere che tipo di restrizioni o meno vengono di solito adottate nelle città dove si utilizza più spesso la vettura si riveli fondamentale per capire se convenga acquistare un’auto diesel o benzina. Di sicuro le limitazioni che stanno colpendo in modo duro la auto diesel comportano una maggior considerazione delle vetture dotate di motore benzina.

Alla luce della decisione europea di vietare la vendita di unità endotermiche a partire dal 2035, il modo più sicuro e duraturo di mettersi al riparo diventa però l’acquisto di un auto completamente elettrica.

Alfa Romeo Tonale: prezzi, dimensioni e caratteristiche 16

Una valida alternativa ad una auto diesel per tenere sotto controllo i costi di gestione in caso di percorrenze chilometriche annue elevate sono le vetture dotate di alimentazione GPL o metano. Grazie alle minori emissioni, infatti, queste auto sono esenti dai blocchi del traffico e possono circolare liberamente.

Le vetture alimentate a metano, tuttavia, comportano l’obbligo per il proprietario di effettuare la revisione delle bombole ogni 4-5 anni, mentre per quelle alimentate a GPL questo obbligo deve essere rispettato ogni 10 anni. I motori GPL, ad ogni modo, non comportano una perdita eccessiva di prestazioni, cosa che invece accade con l’alimentazione a metano. Quest’ultima, però, si rivela una scelta conveniente per chi percorre molti chilometri ed è alla ricerca di una valida alternativa al diesel.

Tenendo a mente quanto detto finora, l’acquisto di un auto a diesel può ancora essere una scelta intelligente. Quali sono però le migliori automobili diesel in commercio? Il primo criterio può certamente essere quello dei consumi: esistono infatti molte offerte di motori diesel con percorrenze che vanno addirittura dai 4,1 l/100 km ai 4,4 l/100 km.

Optando per la versione dai consumi più contenuti, con trasmissione rigorosamente manuale, e senza considerare sistemi elettrificati di alcun tipo, si può stilare una lista delle auto diesel che nel 2022 si presentano come le più efficienti del mercato:

  • Skoda Octavia con carrozzeria berlina e motore 2.0 TDI da 115 CV e 300 Nm, si attesta su un valore medio omologato di appena 4,1 l/100 km.
  • Seat León con motore 2.0 TDI CR da 115 CV con 300 Nm di coppia presenta consumi pari a 4,2 l/100 km.
  • Ford Focus con motore turbodiesel 1.5 EcoBlue da 120 CV e 300 Nm di coppia massima consuma solamente 4,2 l/100 km.
  • Audi A3 Sedan 35 TDI con propulsione 2.0 TDI da 150 CV e 360 Nm di coppia e consumi che ammontano a 4,2 l/100 km.
  • Volkswagen Golf 2.0 TDI da 115 CV e 300 Nm di coppia consuma 4,2 l/100km.
  • Peugeot 308 con motore 1.5 BlueHDi sviluppa 130 CV e 300 Nm presenta un consumo omologato di 4,3 l/100 km.
  • Opel Astra 1.5 TD con motore diesel a 1,5 cilindri, da 130 CV e 300 Nm di coppia, raggiunge un consumo medio di 4,3 l/100 km
  • Citroën C3 con motore 1.5 BlueHDi da 100 CV e 250 Nm di coppia, dal consumoomologato pari 4,3 l/100 km.
  • Citroën C4 dotato di propulsione 1.5 BlueHDi da 110 CV e 250 Nm di coppia, dal consumo medio di 4,4 l/100 km.
  • Hyundai i30 con motore 1,6 litri CRDi da 116 CV e 280 Nm, consuma appena 4,4 l/100 km.

Se invece vogliamo consigli direttamente dal mercato, evitando di considerare solamente i consumi in sé, possiamo riferirci alle tre auto a gasolio che hanno totalizzato le maggiori vendite sul mercato nazionale a gennaio 2022. La terza vettura più venduta è Peugeot 2008 con 1.183 immatricolazioni. La gamma diesel si articola su due motori BlueHDI 1.5 in due potenze da 110 e 131 cavalli. Al secondo posto troviamo sempre un’auto del Leone: la Peugeot 3008, che ha visto immatricolate 1.231 unità grazie al suo BlueHDI 1.5 litri da 131 cavalli. Sul gradino più alto del podio troviamo, infine, la Fiat 500X, capace di totalizzare 1.349 immatricolazioni. Fra i MultiJet più venduti troviamo l’1.3 da 95 cavalli e l’1.6 Multijet da 130 CV.

Cose da sapere

Qual è il futuro delle auto diesel?

Da ormai parecchi anni la politica è scesa in campo per una vera e propria crociata contro il diesel. Questi motori sono accusati, spesso in maniera ingiustificata, di essere eccessivamente inquinanti. Il futuro del diesel sembra essere a rischio e molte capitali europee, come Atene, hanno deciso di vietarne la circolazione a partire dal 2025.

Quando conviene comprare un’auto diesel?

Chi è costretto a percorrere più di 20-25 mila km l’anno si vede obbligato a scegliere un’auto diesel per via dei consumi contenuti garantiti da questa motorizzazione. In media è possibile percorrere anche oltre 20 Km/l, ma è bene sottolineare come l’utilizzo di una vettura diesel sia consigliabile a chi percorre prevalentemente tratte autostradali.

Fino a quando possono circolare le auto diesel Euro 6?

A Milano nei prossimi anni verranno imposti limiti alla circolazione delle auto Euro 6 diesel. Dal 1° ottobre 2025 le auto diesel acquistate dopo il 31.12.2018 non potranno circolare in Area, mentre per le vetture diesel acquistate entro il 31.12.2018 il divieto scatterà dal 1° ottobre 2028. Le diesel Euro 6 ed Euro 6 D-Temp, invece, non potranno circolare a partire dal primo ottobre 2030.

Meglio acquistare un’auto diesel o benzina?

Per rispondere a questa domanda si devono valutare numerosi fattori. È ovvio come il numero di chilometri percorsi in un anno incida profondamente in questa scelta, ma anche sapere che tipo di restrizioni o meno vengono di solito adottate nelle città dove si utilizza più spesso la vettura si riveli fondamentale per capire se convenga acquistare un’auto diesel o benzina.

Auto nuove economiche: tutti i migliori modelli

Nuova Hyundai i10 2020: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Il momento della scelta di una nuova auto è sempre molto complicato. Scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze non è facile, soprattutto se l’obiettivo principale è quello di non spendere troppi soldi. Muoversi nel grande mare rappresentato dall’attuale offerta automobilistica nel nostro paese può essere difficile, per questo motivo abbiamo messo a punto per voi questa guida che vi accompagnerà nella scelta dell’auto migliore per le vostre esigenze, facendo particolarmente attenzione al portafogli.

INDICE
 Auto nuove sotto i 10.000 euro
 Auto nuove da 10.000 a 15.000 euro
 Utilitarie economiche
 Auto diesel economiche
 Auto sportive economiche 
 Auto elettriche più economiche
 Auto GPL economiche
Auto ibride economiche
 Le migliori auto usate sotto i 10.000 euro

Se si guarda al mercato del nuovo, trovare un modello con un prezzo di listino al di sotto dei 10.000 euro ormai è diventato impossibile. Il modo migliore per avvicinarsi al nuovo rimanendo al di sotto die questa fascia di prezzo è quindi puntare su un modello a KM0, come quelli che vi proponiamo qui sotto.

Auto KM0 sotto i 10.000 euro
Dacia Sandero
Kia Picanto
Fiat Panda
Mahindra KUV100
Toyota Aygo

Dacia Sandero: l’ultima generazione dell’utilitaria rumena è sviluppata sulla medesima piattaforma della Renault Clio, rispetto alla quale si caratterizza per uno stile tutto suo, staccando inoltre con il passato grazie al maggiore livello di qualità negli interni.

Kia Picanto: nel mercato delle Km0 la Kia Picanto si rivela una delle vetture economiche più concorrenziali. Il motore da 1.0 litri è perfetto per gli spostamenti cittadini e piuttosto parco nei consumi. Inoltre, l’ampia gamma di allestimenti le permette di venire incontro ai gusti di tutti.

Fiat Panda: l’utilitaria di riferimento del segmento è sempre in testa alle classifiche di vendita e per portarsi a casa un modello a poco prezzo è utile controllare il mercato delle Km0. Qui le versioni con motore 1.2 benzina e allestimento base hanno prezzi decisamente al di sotto dei 10.000 euro.

Mahindra KUV100: in giro non se ne vedono molte, ma la piccola crossover indiana risponde perfettamente alle esigenze di mobilità urbana, strizzando l’occhio al mondo dell’offroad.

Toyota Aygo: pronta a lasciare il posto alla nuova Toyota Aygo X, l’attuale generazione ha le dimensioni perfette per muoversi tra le vie delle città, assicurando comunque una buona abitabilità interna. Non è più facile da trovare in concessionaria, ma se siete fortunati potreste risparmiare molto.

Aumentando di poco il budget a disposizione si possono trovare molte proposte sul mercato del nuovo. Avendo a disposizione un range compreso tra 10 e 15.000 euro è possibile scegliere un buon numero di modelli, quasi tutti appartenenti al segmento delle piccole utilitarie da città.

Auto nuove da 10.000 a 15.000 euro Prezzo (da)
Hyundai i10 13.450 €
Renault Twingo 15.100 €
Dacia Jogger 14.950 €
Fiat Panda 14.750 €
Mitsubishi Space Star 13.950 €

Hyundai i10: piccola, compatta e vivacissima la Hyundai i10 si rivela una delle migliori citycar in commercio grazie alle dimensioni adatte ad affrontare la jungla urbana e ad un motore 1.0 da 67 CV scattante e parco nei consumi.

Renault Twingo: basata sulla medesima piattaforma della Smart Forfour, la Twingo si differenzia dalla “sorella” per lo stile tutto suo. Motore e trazione sono posteriori, a spingerla provvede un 1.0 da 65 CV perfetto per la città.

Dacia Jogger: unica multispazio offerta nel mercato del nuovo ad un prezzo al di sotto dei 15.000 euro, la Dacia Jogger è la scelta ideale per chi deve coniugare esigenze di abitabilità con un budget contenuto. Disponibile anche a sette posti, monta il 1.0 turbo da 110 CV.

Fiat Panda: immancabile, la Fiat Panda torna anche in questo capitolo della nostra guida. Inoltre, è l’unica in questa fascia di prezzo ad offrire un powertrain ibrido costituito da un motore 1.0 da 70 CV.

Mitsubishi Space Star: La piccola giapponese ha carattere da vendere e uno stile tutto suo. Buona l’abitabilità interna e con il 1.2 da 71 CV si fanno poche tappe dal benzinaio.

Negli anni le utilitarie si sono progressivamente cresciute nelle dimensioni. Ora si aggirano tutte intorno ai quattro metri di lunghezza, prestandosi così ad un utilizzo molto più trasversale, rappresentando delle valide compagne di viaggio tanto in città, quanto nelle gite fuori porta.

Utilitarie economiche Prezzo (da)
Citroen C3 17.150 €
Hyundai i20 15.550 €
Ford Fiesta 18.000 €
Peugeot 208 16.900 €
Skoda Fabia 16.900 €

Citroen C3: nonostante sia sul mercato da parecchi anni, la Citroen C3 continua ad essere una best seller grazie ad uno stile personale e alla ricca dotazione. Per spendere poco c’è il 1.2 da 83 CV.

Hyundai i20: recentemente rinnovata, la Hyundai i20 si presenta adesso con un look molto aggressivo che non passa inosservato e  un’ampia gamma motori. L’unità migliore per tenere basso il prezzo di listino è il 1.2 da 84 CV.

Ford Fiesta: fresca di restyling, la Fiesta rappresenta la scelta ideale per chi cerca un modello compatto ma dal carattere sportiveggiante. Disponibile anche a tre porte (una rarità di questi tempi), può contare su un interessante motore di attacco: un 1.1 da 75 CV.

Peugeot 208: l’auto dell’anno del 2020 si è rivelata un successo commerciale per la Casa del Leone grazie ad un design contemporaneo degli esterni e ad una buona qualità degli interni. Per non spendere troppo c’è il 1.2 da 75 CV.

Skoda Fabia: tra i modelli più recenti nel segmento delle utilitarie, la Fabia è oggi un’auto tutta nuova, più grande e matura. Il suo propulsore 1.0 da 65 CV unito al peso contenuto della vettura promette ottime medie.

Il motore diesel sembra ormai destinato a scomparire dai listini a causa delle politiche di “green” che tendono a privilegiare unità ibride ed elettriche. Tuttavia, ancora oggi il Diesel si rivela impareggiabile per chi deve macinare chilometri e per fortuna, qualche costruttore continua a proporre varianti dotate di questa unità.

Auto diesel economiche Prezzo (da)
Dacia Duster 17.400 €
Fiat Tipo 23.050 €
Opel Corsa 20.100 €
Renault Clio 21.200 €

Dacia Duster: per chi bada alla sostanza più che alla apparenza la Dacia Duster è la scelta ideale. Il Suv rumeno è disponibile in abbinamento ad un motore a gasolio da 1,5 litri per 115 CV di potenza, disponibile sia a trazione anteriore, sia integrale.

Fiat Tipo: la berlina 4 porte della Casa italiana si conferma la migliore alternativa ai brand più blasonati per chi cerca spazio ed economia di esercizio. Il motore diesel Multijet da 1.3 litri è una garanzia di affidabilità e può contare su 95 CV.

Opel Corsa: nata sulla medesima piattaforma della Peugeot 208, la Corsa si differenzia per uno stile molto più rigoroso. Interessante la scelta di motorizzazioni, soprattutto il diesel da 1.5 litri e 102 CV.

Renault Clio: tra le utilitarie a gasolio spicca anche l’ultima generazione di Clio, che nonostante una gamma che include anche varianti ibride non rinuncia al diesel con un 1.5 da 100 CV.

Il concetto di “economico” quando si parla di auto sportive è sempre molto relativo. Pretendere di spendere poco quando si cerca un’auto ad alte prestazioni è come volere la botte piena e la moglie ubriaca. Tuttavia, esistono interessanti alternative per gli amanti della guida che non vogliono rinunciare al piacere di fare qualche curva a tutto gas senza spendere una fortuna.

Utilitarie economiche Prezzo (da)
Abarth 595 22.350 €
Ford Fiesta ST 30.750 €
Hyundai i20 N 28.700 €
Mazda MX-5 32.100 €
Suzuki Swift Sport Hybrid 24.200 €

Abarth 595: la piccola dello scorpione rappresenta ormai un vero e proprio status symbol. Compatta e cattiva quanto basta, con il 1.4 turbo da 145 CV promette tanto divertimento soprattutto sulle strade tutte curve.

Ford Fiesta ST: nonostante il 1.5 turbo da 200 CV sia un tre cilindri, ha un carattere notevole e anche una bella voce. Tra le curve è precisa e il posteriore “ballerino” è garanzia di divertimento.

Hyundai i20 N: sorella minore della i30 N, la i20 N è semplicemente una delle sportive migliori della categoria. Il 1.6 turbo da 204 CV spinge come un forsennato e la messa a punto del telaio è a prova del tracciato più impegnativo.

Mazda MX-5: sportiva per antonomasia, la due posti a cielo aperto giapponese regala emozioni anche quando non si va forte. Il 1.5 da 132 CV è aspirato, una rarità di questi tempi.

Suzuki Swift Sport Hybrid: unica alternativa ibrida ada alte prestazioni in questa fetta di mercato, la Swift punta su una dinamica di guida coinvolgente, mantenendo un occhio di riguardo ai consumi. Il suo motore è un 1.4 turbo con sistema mild-hybrid da 129 CV.

I tempi cambiano e il mondo dell’auto va sempre più nella direzione di un futuro completamente elettrico. Per questo motivo è oggi più facile trovare modelli a batteria a prezzi decisamente interessanti. Ecco quelli più economici sul mercato.

Auto elettriche economiche Prezzo (da)
Dacia Spring 20.450 €
Fiat 500e 26.550 €
Smart EQ Fortwo 25.210 €
Renault Twingo E-Tech Electric 22.750 €

Dacia Spring: con la Spring la Casa rumena ha rivoluzionato il mercato delle auto elettriche, proponendo un modello con un prezzo di attacco di poco superiore ai 20.000 euro. La Spring è il primo SUV elettrico del marchio ed offre una batteria da 27 kWh per 230 km di autonomia.

Fiat 500e: la piccola di Torino in variante elettrica  è un modello a se stante. Per risparmiare c’è la versione con batteria da 28 kWh per un’autonomia di 190 km.

Smart EQ Fortwo: ormai tutte le Smart in listino sono offerte solo con motori elettrici dopo l’addio ai propulsori a benzina. La più economica è la fortwo con batteria da 18 kWh e 143 km di autonomia.

Renault Twingo E-Tech Electric: la citycar della Losanga è offerta anche in versione elettrica. Ad alimentarla provvede una batteria da22 kWh che promette un’autonomia di 190 Km.

In un momento storico per l’automobile, in cui i prezzi dei carburanti sono schizzati alle stelle, l’unico a “tenere botta” è il GPL, che continua a mantenere prezzi alla pompa piuttosto contenuti. Ecco quindi i modelli a GPL più economici sul mercato.

Auto GPL economiche Prezzo (da)
Dacia Sandero 12.400 €
DR 4.0 19.900 €
DR F35 25.900 €
Kia Ceed 24.900 €
Fiat 500 17.650 €

Dacia Sandero: la due volumi firmata Dacia ritorna in questa nostra guida anche al capitolo dedicato ai modelli a GPL. Grazie al motore 1.0 sovralimentato ha un carattere brillante, pur mantenendo costi di esercizio contenuti.

DR 4.0: il SUV della Casa molisana, nonostante la provenienza cinese, si presenta con uno stile gradevole ed interni ben realizzati. Il motore bi fuel benzina-GPL offre una potenza massima di 116 CV

DR F35: altra proposta di casa DR è la F35. Ultima arrivata nei listini ha uno stile molto aggressivo che strizza l’occhio agli automobilisti più giovani alla ricerca di un SUV sportivo e parco nei consumi grazie al motore 1.5 da 150 CV.

Kia Ceed: berlina coreana dal look pulito ed aggraziato la Kia Ceed è la vettura ideale per quelle famiglie che cercano spazio interno e costi di gestione contenuti. Il motore bi fuel da 1 litro e 95 CV offre brio e divertimento alla guida.

Fiat 500: la piccola di Torino porta su strada tutto il suo animo cool e alla moda, unito alla praticità e all’economia del propulsore 1.2 a GPL con una potenza di 69 CV.

Di auto ibride è sempre più ricco il mercato. Tuttavia, occorre fare una distinzione tra i modelli mild-hybrid, full-hybrid e plug-in. Questi ultimi sono gli unici ricaricabili alla spina e assicurano percorrenze maggiori in elettrico. I full non hanno bisogno di essere caricati ma permettono di percorrere solo una manciata di chilometri in elettrico. I mild-hybrid non vanno mai in elettrico, ma sono anche i più economici sul mercato. Eccone alcuni.

Auto ibride economiche Prezzo (da)
Fiat Panda 14.750 €
Honda Jazz 22.850 €
Hyundai Bayon 22.150 €
Mazda 2 18.300 €

 Fiat Panda: nuovamente parte della nostra guida, la Panda sfrutta un sistema ibrido basato sul propulsore a tre cilindri da un litro per una potenza di sistema pari a 70 CV.

Honda Jazz: il powertrain ibrido della Jazz è molto particolare e complesso e permette di contenere notevolmente i consumi anche a fronte di una potenza massima di 102 CV.

Hyundai Bayon: se si cerca un modello dallo stile personale e fuori dagli schemi e si ha bisogno di spazio, allora la Bayon potrebbe essere la soluzione giusta. Ad alimentarla provvede un propulsore ibrido da un litro per 100 CV di potenza.

Mazda 2: la Mazda 2 è una scelta fuori dal coro e rappresenta praticamente l’unica alternativa “premium” nel segmento.  Sotto il cofano trova posto un quattro cilindri 1.5 ibrido da 90 CV.

Ovviamente se si vuole trovare una vettura davvero economica ci si deve rivolgere al mercato dell’usato e se si imposta come budget massimo 10.000 euro si possono scovare proposte interessanti.

Migliori auto usate sotto i 10.000 euro Prezzo (da)
Mercedes GLK 9.000 €
Renault Captur 9.000 €
Toyota Auris 9.950 €
Volvo V40  9.250 €

Mercedes GLK: SUV imponente che si fa certamente notare su strada, la Mercedes GLK unisce tutto il lusso proprio della Casa tedesca alle prestazioni del motore diesel da 224 CV. Esemplari con più di 10 anni si trovano sul mercato dell’usato a prezzi da utilitaria.

Renault Captur: il crossover della Casa francese si è rivelato un best seller per la Renault grazie ad uno stile convincente e motorizzazioni adeguate. Il diesel da 1.5 litri e 90 CV promette consumi contenuti.

Toyota Auris: linee fluide e moderne caratterizzano la berlina della Casa giapponese. Vederla su strada è raro e questo aiuta a far calare i prezzi sul mercato dell’usato che per le diesel sono anche inferiori ai 10.000 euro.

Volvo V40: altra vettura diesel presente in questa categoria particolare è la Volvo V40. Il design scandinavo invecchia con molta grazia ed il motore diesel da 1.6 litri e 115 CV promette brio e poche soste al distributore.

Lotus Eletre: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Lotus Eletre: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

I fan di Lotus saranno certamente sorpresi, se non spiazzati. È la prima volta su molti fronti per il marchio di Hethel: Eletre è infatti il primo SUV, il primo modello elettrico e la prima auto a quattro porte e cinque posti del marchio inglese. Rispetta dunque le tendenze attuali del mercato automobilistico, sebbene rimanga un modello di nicchia, per via del lusso, della tecnologia e delle performance di primissimo ordine. Lotus Eletre mantiene gli stilemi tipici del marchio, cogliendo allo tempo stesso la possibilità di rimodulare spazi e proporzioni dell’abitacolo grazie alla nuova piattaforma elettrica. Sarà prodotta dalla fine di quest’anno a Wuhan, in Cina, e le prime consegne sono previste per l’estate 2023.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Lotus Eletre:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4/5
 Bagagliaio 688(+48) – 1.532 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 600/442
 Prezzo (da) 98.490 €
INDICE
 Dimensioni
 Interni
  Esterni
  Motori
  Consumi
  Allestimenti
 Perché comprarla
  Prezzo

 

La nuova Lotus Eletre si inserisce nel segmento dei SUV di grandi dimensioni ed ha ingombri molto simili a quelli di Lamborghini Urus. La sua lunghezza supera i 5 metri, mentre il passo ha una misura generosa di circa 3 metri, il tanto che basta per garantire un’ottima abitabilità. L’altezza complessiva, inoltre, supera gli 1,6 metri, mentre la larghezza si attesta poco sopra i 2,1 metri. Il bagagliaio, infine, ha un’ottima capacità di 688 litri, a cui occorre aggiungere i 48 litri del vano anteriore, utili per riporre il cavo di ricarica.

Dimensioni
Lunghezza 5,100 mm
Larghezza 2.140 mm
Altezza 1.630 mm
Passo 3.020 mm

 

Aprendo le portiere di Eletre la prima cosa che colpisce è la grande spaziosità, in grado di offrire comfort anche ai passeggeri posteriori. Il primo montante decisamente avanzato dà l’impressione che l’abitacolo sia più basso di quel che è in realtà. Gli interni sono offerti in doppia configurazione a 4 o 5 posti e sono rivestiti in materiali leggeri e sostenibili quali microfibra, misto lana o fibra di carbonio riciclata. Sul fronte infotainment salta all’occhio la perfetta simmetria fra lato guidatore e passeggero, entrambi dotati di display ultra-sottile a sviluppo orizzontale. Il primo permette di accedere alle informazioni riguardanti la vettura e il tragitto, mentre il secondo sui contenuti di intrattenimento. Al centro della plancia troviamo invece un touchscreen a scomparsa da 15,1’’ , mentre l’interfaccia utente integra poi l’head-up display di serie a realtà aumentata.

Molti poi i sistemi Adas presenti a bordo. La nuova architettura elettrica  ha permesso infatti di installare sistemi di assitenza di livello 2+ già al debutto, ma potrà essere aggiornata over-the-air fino al livello 4, quello cioè riferito alle operazioni autonome senza conducente a bordo. Questi funzioneranno grazie agli innovativi Lidar a scomparsa.

La più imponente fra le vetture mai prodotte dalla Casa di Hethel, può vantare un buon rapporto fra lunghezza e altezza, capace di trasmettere armonia e dinamicità. Sebbene sia in completa discontinuità su molti fronti, a livello stilistico Eletre rimanda decisamente al mondo delle sportive Lotus. La carrozzeria è composta di materiali di alta qualità: alluminio e fibra di carbonio. Scelta che ovviamente ha un notevole impatto sul peso e sull’aerodinamica, due cavalli di battaglia della Casa inglese. Anche se, a dirla tutta, la Eletre non è di certo un peso-piuma. Il design esterno è “poroso” presenta infatti svariate prese d’aria.

Nella zona inferiore del frontale spiccano i fari matrix LED e la presa d’aria attiva, a forma di petali triangolari, dedicata al raffreddamento dei motori elettrici, dei freni e delle batterie. In aggiunta, per migliorare ulteriormente l’aerodinamica, Lotus ha dotato Eletre di un montante posteriore a lama e di uno spoiler spezzato in fibra di carbonio che svetta sul lunotto. Alla base di questo troviamo un’altra ala questa volta attiva.

La base di Lotus Eletre è rappresentata dall’innovativa Electric Premium Platform, realizzata in alluminio e acciai ad alta resistenza, in grado di ospitare una coppia di potentissimi motori elettrici alimentati da una batteria da 112 kWh. I propulsori possono sviluppare fino a 621 CV e 710 Nm, sufficienti per scattare da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi e vantare una velocità massima di 258 km/h. Chi è in cerca di prestazioni ancora superiori, può optare invece per la versione R: in questo caso il powertrain elettrico sprigiona fino a 918 CV e 985 Nm di coppia, per poter sfrecciare a 265 km/h e bruciare lo 0-100 km/h in meno di 3 secondi.

I propulsori della Lotus Eletre sono alimentati da un pacco batterie di 112 kWh. Stando alle dichiarazioni della Casa inglese, questo basterà per donare alla vettura ben 600 km di autonomia nel ciclo WLTP (580 km per la versione S), numero che scende a 490 km per la versione R. Ottimi anche i tempi di ricarica, visto che basteranno 20 minuti di collegamento a una colonnina rapida da 350 kW per ricaricare la batteria dal 10 all’80%.

Il listino di Lotus Eletre prevede tre allestimenti:

  • Eletre: il ricco allestimento di accesso alla gamma.
  • Eletre S: aggiunge diverse dotazioni premium, come l’impianto audio da 23 altoparlanti e i cerchi da 22″.
  • Eletre R: la versione più sportiva, con il motore da 918 CV che garantisce prestazioni da vera supercar.

Eletre: include di serie 24 Matrix LED Headlamp, climatizzatore automatico a 4 zone, Lotus Pilot Park, All Wheel Drive, 800V High Voltage System, Integrated Chassis Control.

Eletre S: aggiunge cerchi in lega 22″ Diamond Cut Grey Wheel, Lightweight Brake Disc con 6 pistoni (anteriore), Active Rear Spoiler, Soft Door Close, luci ambientali Premium, KEF Premium 2160W con 23 altoparlanti.

Eletre R: aggiunge Eletre 675 Motor, trasmissione automatica a due velocità, Lotus Intelligent Anti Roll Control, Rear Wheel Steering, Lotus Track Mode, Carbon Fiber Pack. Optional specifici: pedali sportivi in acciaio inox, pneumatici sportivi ad alte prestazioni.

  • Design: l’unico SUV del famoso brand inglese non vi farà certo passare inosservati.
  • Motori: adeguandosi alla rivoluzione elettrica, Eletre non rinuncia alle prestazioni grazie alla presenza di due motori, per 600 CV di potenza massima.
  • Tecnologia: ai vertici della categoria per quanto riguarda infotainment, strumentazioni e Adas; questi ultimi aggiornabili OTA fino al livello 4.

Di seguito il listino prezzi della nuova Lotus Eletre, aggiornato a novembre 2022:

Lotus Eletre elettrica Prezzo
Eletre 621 CV 98.490 €
Eletre S 621 CV 124.090 €
Eletre R 918 CV 154.890 €