Bugatti Veyron, l’auto più veloce del mondo

Bugatti Veyron, l'auto più veloce del mondo

Superare i limiti e andare oltre l’immaginazione è la filosofia Bugatti che, con Veyron, ha spostato l’universo delle supercar in una nuova era. Bugatti, azienda francese di origini italiane oggi in forza al gruppo Volkswagen, ha scritto di diritto un nuovo capitolo della Hall of Fame della velocità auto con Veyron, modello svelato per la prima volta nel 2005 e in grado di mantenere per oltre un decennio il primato di vettura di serie più veloce del mondo. Uscita di produzione nel 2015, per lasciare il posto alla giovane e innovativa Bugatti Chiron, la Veyron ha polverizzato tutti i record – di velocità massima ma anche di prezzo di listino – per un’auto da strada. Superando agevolmente il tetto dei 400 Km/h sullo scatto (408,47 km/h fatti registrare nei suoi primi test), la sportiva di lusso Bugatti non ha avuto rivali per oltre un biennio dalla sua uscita. Nel 2007 la americana Ultimate Aero TT di Shelby Super Cars ha temporaneamente soffiato lo scettro del primato alla Veyron e a Bugatti ma i produttori francesi hanno immediatamente legittimato la loro posizione da leader, riconquistando l’Olimpo della velocità su strada in pochi anni, grazie ad una versione speciale della Veyron.

Un ambizioso mix di lusso ed esclusività

Quando nel 2001 al Salone di Ginevra è stata annunciata l’entrata in produzione della Veyron Bugatti, l’intenzione del gruppo Volskwagen era chiara. Senza accettare limiti o compromessi, i nuovi proprietari del prestigioso marchio francese erano determinati a produrre l’auto di serie più veloce ma anche più costosa del mondo. Il suo prezzo base non è stato mai inferiore al milione di euro e ha raggiunto cifre astronomiche – circa 3 milioni – per alcune delle versioni speciali. La produzione della Veyron ha rappresentato, per Bugatti, una delle più importanti sfide tecnologiche di sempre, nel mercato dell’automobile. Alle prestazioni estreme e all’innovazione hi-tech, progettisti e disegnatori hanno associato l’allestimento luxury degli interni e le linee aggressive e aerodinamiche della scocca. L’estetica della supercar Bugatti è pura espressione di talento ingegneristico e arte. Una volta toccati i 220 Km/h, la Veyron muta automaticamente il suo assetto, ribassandolo. Contemporaneamente, lo spoiler posteriore si solleva in maniera automatica, offrendo maggiore resistenza e la possibilità di controllare il bolide anche ad altissima velocità. La parte anteriore della Veyron, caratterizzata da curve estreme pensate per tagliare il vento e ingoiare l’asfalto, è impreziosita dalla grande griglia cromata centrale dove campeggia il simbolo Bugatti. I primi modelli della spider coupé Veyron 16.4 sono stati caratterizzati da una livrea bicromatica, nei colori nero e rosso, anche se la personalizzazione è sempre stata all’ordine del giorno, per un modello prodotto in soli 500 esemplari e spesso customizzato per assecondare i desideri del compratore. Gli interni della Veyron sono una perfetta sintesi di essenzialità e lusso estremo. Un prezioso abitacolo artigianale, realizzato in pelle e inserti di alluminio, rappresenta sia l’anima sportiva della supercar, sia il suo carattere esclusivo.

Interni Bugatti Veyron

Motorizzazione della Bugatti Veyron

Il motore W16 – con originale forma a W – è il miracolo di tecnologia che ha reso possibile realizzare sogni e ambizioni del produttore Bugatti. La cilindrata complessiva dei 16 cilindri del propulsore è di circa 8000 centimetri cubi. I cavalli sprigionati dalla Veyron “di serie” sono 1001, mentre alcune motorizzazioni delle versioni speciali sono arrivate fino a 1200 CV. La velocità massima che supera i 408 Km/h è soltanto uno dei primati della Veyron. Grazie ad un motore in grado di produrre 6.000 giri al minuto, la supercar Bugatti accelera da zero a 100 Km/h in soli due secondi e mezzo. La partenza lampo beneficia anche di dispositivi elettronici di prossima generazione, in grado di addolcire la potenza erogata dal motore, scaricandola al meglio su strada. La trasmissione si basa su un preciso cambio a 7 marce con doppia frizione, manovrato attraverso i comandi presenti sotto al volante. Il cambio più veloce al mondo – 150 millisecondi per cambiata – è uno dei fattori determinanti che permettono alla Veyron di conquistare altri record, come quello dello scatto sul lungo, da zero a 300 Km/h in 16,7 secondi. Per offrire comfort di guida e totale sicurezza, in presenza di un motore fuoriserie, Bugatti ha riservato ancora più cura all’impianto frenante, sviluppato in associazione con team di ricerca impegnati in ambito aerospaziale. I cerchi in lega, inoltre, montano pneumatici Michelin, realizzati appositamente dall’azienda francese leader mondiale, per ottimizzare prestazioni e comportamento su strada della Veyron.

Motore

Curiosità storiche sull’auto più veloce del mondo.

La realizzazione di una vettura tanto complessa, capace di performance di valore assoluto, non è stato un percorso semplice o privo di imprevisti. L’inizio della progettazione della Veyron risale addirittura allo scorso millennio (1999) ma i primi modelli furono consegnati agli impazienti acquirenti – i quali avevano versato caparre da 300.000 euro già da qualche anno – solo nel 2005. Il primo prototipo di Veyron si chiamava Chiron, lo stesso nome dato da Bugatti alla supercar che l’ha sostituita nel 2015. Le fasi di testing della Veyron sono state molto turbolente, soprattutto a causa di un motore ad altissime prestazioni ma un po’ troppo instabile. Il propulsore di una Veyron finì a fuoco durante un test in Germania e questo è soltanto uno degli inconvenienti che spinsero Bugatti a posticiparne la distribuzione di qualche anno.

Le special della Veyron

Alcune versioni speciali della Veyron come la Pur Sang o la Sang Noir, si distinguono dalla vettura di serie per gli allestimenti e le componenti in fibra di carbonio inserite su carrozzeria e abitacolo. Ben più ambiziosa la Veyron Super Sport, il modello con il quale Bugatti ha riconquistato la vetta delle classifiche mondiali di velocità auto, raggiungendo i 434 Km/h. Al motore della Super Sport sono stati aggiunti 200 cavalli che hanno permesso alla Veyron di tornare ad essere la supercar più veloce al mondo. Un’auto tanto preziosa non avrebbe potuto, nel 2015, congedarsi in maniera banale e, per questo, Bugatti ha pensato ad una versione speciale, la Veyron Ettore, con inserti in platino e una tiratura in soli tre esemplari, dal costo di 2.350.000 euro ciascuno, per mandare in pensione il suo fortunatissimo modello luxury.

Bugatti Pur Sang

Pur Sang

Bugatti Sang Noir

Sang noir

Bugatti Super Sport

Super Sport

Ettore

Ettore

Guida all’acquisto auto d’epoca

Guida all'acquisto auto d'epoca

L’acquisto di un’auto d’epoca richiede sempre grande attenzione e ponderatezza. Chi si appresta a scegliere un’auto d’epoca deve assicurarsi che il veicolo sia effettivamente in buone condizioni e soprattutto che corrisponda alla descrizione fornita dal proprietario. Dagli appassionati ai collezionisti, tutti quelli che acquistano auto d’epoca devono raccogliere il maggior numero possibile di informazioni dal punto di vista burocratico, tecnico e pratico. A questo proposito, non bisogna dimenticare chi acquista Ferrari d’epoca e altre vetture storiche esclusivamente per investire in questo segmento di mercato.

Come riconoscere un’auto d’epoca?

Alcuni modelli di automobili, già iscritti al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), dopo 30 anni devono essere inseriti anche nel registro ASI (Automotoclub Storico Italiano). L’iscrizione all’ASI rappresenta un primo requisito da prendere in considerazione; sono circa 350, infatti, i modelli che devono essere obbligatoriamente inseriti in questo registro. In altre parole, chi sceglie di acquistare una Porsche d’epoca o un’altra auto storica può effettuare inizialmente questa prima verifica. Gli stessi proprietari di auto d’epoca ottengono vantaggi grazie all’iscrizione all’ASI; tra questi rientrano anche le riduzioni di pagamento, ad esempio per quanto riguarda il bollo o l’assicurazione.

auto epoca usate
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Quale auto d’epoca scegliere?

Sul mercato esistono diverse tipologie di auto d’epoca, da quelle di lusso a modelli più accessibili. Alla prima categoria appartengono senza dubbio le Ferrari, le Lamborghini e le Jaguar. Una curiosità su cui vale la pena soffermare l’attenzione è il valore acquisito da alcune vetture nel corso degli anni. La Jaguar E-Type, ad esempio, ha oggi un prezzo di mercato circa 10 volte superiore a quello che aveva negli anni ’80. Chi possiede un modello di questo genere, perciò, può ottenere un guadagno non indifferente investendo nel mercato delle auto d’epoca. Gli acquirenti che scelgono di indirizzarsi verso soluzioni meno impegnative, invece, hanno a disposizione un’ampia scelta di vetture tra cui anche Fiat, Alfa Romeo e Lancia. Al di là del modello, in ogni caso è opportuno valutare con attenzione alcuni aspetti chiave. Bisogna, infatti, partire dal presupposto che le auto d’epoca richiedono una manutenzione periodica che potrebbe diventare piuttosto onerosa. È importante individuare le automobili più sicure e affidabili, facendo riferimento a grandi classici come le Rolls Royce. Oltre ad essere economiche in termini di manutenzione, le auto d’epoca devono avere pezzi di ricambio facili da reperire. La disponibilità di tutti i vari componenti, in altre parole, è indubbiamente un aspetto da non trascurare.

Cosa fare durante la trattativa?

Dopo aver fissato un appuntamento con il proprietario della vettura, occorre prepararsi adeguatamente, raccogliendo informazioni sul tipo di automobile che si vuole acquistare. Conoscere nel dettaglio tutte le caratteristiche dell’auto significa avere maggiori possibilità di individuare eventuali difetti e problematiche. È fondamentale, al tempo stesso, informarsi sulle varie questioni burocratiche, dal passaggio di proprietà alla garanzia: in particolar modo, occorre valutare quali siano i documenti da presentare, i costi da sostenere e le procedure più sbrigative da adottare. Giunto il giorno dell’appuntamento, invece, bisogna sfruttare nel migliore dei modi questo momento. L’incontro con il proprietario è il lasso di tempo in cui il potenziale acquirente può visionare attentamente l’auto. La carrozzeria dell’automobile deve essere esaminata con perizia, in modo da individuare danni e imperfezioni poco visibili. In questa fase, è necessario prestare attenzione anche ad eventuali riparazioni che non sono state dichiarate dal proprietario; rigonfiamenti nella vernice, ad esempio, possono rivelare un’opera di riverniciatura. Tutti questi interventi diminuiscono inevitabilmente il valore dell’auto d’epoca; la vettura, in sintesi, non dovrebbe presentare variazioni e modifiche rispetto all’originale. Se il proprietario ha riparato o sostituito parti della carrozzeria e accessori, deve informare in anticipo il potenziale acquirente. In ogni caso, trattandosi di un’auto d’epoca, bisogna aspettarsi imperfezioni e segni di usura, o persino malfunzionamenti. Prima di concludere la trattativa è utile verificare che tutti i meccanismi siano in buone condizioni.

Conclusioni sull’acquisto di un’auto d’epoca

Acquistate presso privati, concessionarie o siti web di e-commerce affidabili, le auto d’epoca sono beni di grande valore. Tutte le fasi della compravendita richiedono impegno da parte dell’acquirente, che deve valutare con attenzione quali siano le scelte più opportune. Prendere in considerazione tutti questi accorgimenti significa avere una possibilità in più di concludere con successo la trattativa.

auto epoca usate
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Quali sono le cinque gare di auto d’epoca più belle d’Italia?

Quali sono le cinque gare di auto d'epoca più belle d'Italia?

Ogni anno, in Italia e nel mondo, migliaia di appassionati si sfidano a bordo delle proprie auto d’epoca. Ma quali sono le gare d’auto d’epoca più belle? Per alcuni è un evento da “almeno una volta nella vita”, per altri un appuntamento immancabile della stagione. Le gare d’auto d’epoca sono un grande classico delle manifestazioni automobilistiche. Esse radunano numeri impressionanti di persone in ogni continente, catturando inoltre l’attenzione dei media.

1. Mille Miglia

Un elenco delle più belle gare d’auto d’epoca non può non iniziare con la celeberrima Mille Miglia. Sul percorso Brescia-Roma-Brescia, ogni primavera accade qualcosa di altamente suggestivo, secondo una tradizione che trova il suo anno di esordio nel 1927. Fra gli esperti di raduni d’auto d’epoca, la Mille Miglia è conosciuta come la corsa più bella del mondo e l’annuale rievocazione storica rappresenta un degno tributo.

Mille Miglia

2. Vernasca Silver Flag

Fra le colline emiliane, invece, si celebra un altro rito che manda in visibilio gli appassionati. Si tratta della Vernasca Silver Flag, anch’essa nata come gara di velocità, ma in salita, e rimasta tale fino al 1972. Oggi, va in scena nella più classica forma di gara d’auto d’epoca, vale a dire come premio alla miglior conservazione o al miglior restauro. Negli anni, si è guadagnata l’appellativo di Goodwood italiana, cosa che la dice lunga sulla qualità delle vetture che vi sfilano.

3. Modena Cento Ore

Sempre in Emilia, ma più a sud e insieme alla Toscana, si organizza la Modena Cento Ore. Una gara di velocità che si tiene fra circuiti e strade chiuse al traffico, con tanto di partenza in griglia. Quattro partecipanti su cinque arrivano dall’estero, per un evento riconosciuto a livello internazionale e nominato al titolo di “Rally of the Year”.

4. Bergamo Historic Gran Prix

Nel capoluogo Orobico va in scena il Bergamo Historic Grand Prix. Una rievocazione delle gesta del leggendario Tazio Nuvolari al Gran Premio di Bergamo del 1935, a bordo della sua Alfa Romeo P3. In questo caso, le vetture iscritte sono suddivise in diverse categorie e non mancano i grandi marchi quali Bugatti, Ferrari e Maserati.

5. Concorso d’Eleganza di Villa d’Este

In tema, invece, di competizioni inerenti la raffinatezza, la menzione d’onore va al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este. Protagoniste sono le vetture costruite fra gli anni ’20 e ’80 del secolo scorso, le quali, suddivise in otto categorie, si contendono la prestigiosa Coppa d’Oro.

Per mere questioni di spazio, la scelta è dovuta ricadere su queste cinque manifestazioni. Probabilmente le più famose e suggestive, che s’inscrivono nella prestigiosa tradizione italiana di raduni d’auto d’epoca, ricca di eventi che poco hanno da invidiare a quelli menzionati. Per la gioia dei numerosi appassionati, dalle Dolomiti alla Sicilia (e non sono due nomi a caso, dato che entrambi sono collegati a un evento di questo tipo), non mancano le alternative per godere della bellezza delle vetture che hanno segnato la storia dell’automobilismo. Non resta che sceglierne (almeno) una e prepararsi allo spettacolo.

Car pooling: come condividere un’auto e risparmiare

Car pooling: come condividere un'auto e risparmiare

Il car pooling (dall’inglese, “condivisione dell’auto”) è una modalità di trasporto collettivo di persone su macchina privata. Solitamente viene offerta da alcune piattaforme, in genere online, che mettono in contatto chi possiede un’auto, e mette a disposizione i posti liberi, e coloro che desiderano condividerne il tragitto, la destinazione e gli orari. A differenza del car sharing quindi non presuppone il noleggio a breve termine dell’auto, ma solo la condivisione del viaggio e delle relative spese.

Il car pooling è sicuro?

Negli anni ’70 l’autostop era molto utilizzato dai giovani per spostarsi e per il conducente non c’era alcuna garanzia di conoscere in anticipo chi sarebbe salito in macchina con lui. Ora, attraverso queste piattaforme, è possibile non solo scegliere il tragitto ma anche il compagno di viaggio. Infatti l’accento posto da queste piattaforme sulla sicurezza del conducente e dei viaggiatori è molto importante: grazie ai forum e alle caratteristiche pubblicate del singolo passeggero, si può trovare una persona in linea con la propria personalità e conoscere prima il tipo di viaggiatore. Inoltre il rilascio dei dati anagrafici assicura un ulteriore controllo e consente una maggiore serenità sia per il guidatore che per i passeggeri. Di fatto “fare car pooling” non significa soltanto offrire un passaggio, ma questo tipo di spostamento s’inserisce in un’ottica ben più ampia. Non ha infatti come fine il guadagno in sé, bensì la condivisione dei costi sostenuti per il viaggio; pone inoltre un’attenzione particolare all’ambiente e crea una nuova forma di contatto ed interazione tra le persone.

I vantaggi del car pooling

Costi sotto controllo – I vantaggi sono numerosi sia per chi offre il passaggio sia per chi lo sfrutta. Il guidatore ha la possibilità di ammortizzare i costi sostenuti per il viaggio come la benzina, l’eventuale pedaggio autostradale e il parcheggio. Queste spese sono spesso calcolate automaticamente dalla piattaforma rendendo chiaro il compenso pattuito tra conducente e passeggeri. Il passeggero non prende l’auto, riducendo anche lui i costi e l’usura del proprio mezzo, non si stressa per la guida e viaggia in compagnia.

Minor traffico e riduzione dell’inquinamento – Occupando più posti in auto si riduce il numero di mezzi che circolano in città poiché i passeggeri rinunciano a prendere la loro auto. Questo comporta una diminuzione del traffico in paese e del rispettivo inquinamento con notevoli benefici per la comunità. In auto ci sono infatti in media 3-4 posti disponibili oltre al conducente: se ciascuno di questi passeggeri si servisse del car pooling per spostarsi, e quindi non della propria macchina, circolerebbero meno auto e di conseguenza le emissioni di gas tossico sarebbero inferiori. In questo modo è possibile evitare anche gli scioperi e i ritardi dei mezzi pubblici.

L’aspetto sociale – Condividendo la propria auto si possono conoscere persone nuove e ridurre la noia e lo stress che per esempio il tragitto casa lavoro di solito comporta. Su alcune piattaforme è possibile scegliere le persone che desiderano condividere il percorso in base a delle affinità o al grado di socievolezza.

Dove si può andare col car pooling?

Se si viaggia spesso si può condividere l’auto per andare al lavoro. Questa però non è l’unica opzione. Se i viaggi sono sporadici, come quando si va in vacanza oppure ad un concerto, queste possono rappresentare delle buone opportunità per avvalersi dei servizi del car pooling. Non solo le grandi città sono collegate dai car poolers ma anche i piccoli centri: in questo caso si risparmia molto tempo evitando coincidenze problematiche di treni e autobus che dilatano i tempi di raggiungimento, talvolta in modo esagerato.

Non è importante la distanza, né tanto meno la meta quando si decide di viaggiare con il car pooling. Riassumendo, questo tipo di servizio quindi:

  • si adatta bene alle esigenze di chiunque essendo molto flessibile
  • è sicuro perché grazie all’intermediazione delle piattaforme si effettua una certa forma di controllo sul conducente e sui passeggeri
  • in esso i costi sono definiti
  • è economico perché si condividono le spese
  • permette di creare relazioni tra le persone in modo originale
  • consente di ovviare a scioperi e coincidenze difficoltose con altri mezzi pubblici.

Se ancora non lo avete provato, il car pooling potrebbe diventare una bella esperienza per passare anche del gradevole tempo in compagnia.

Le Ferrari più economiche in vendita su automobile.it

Le Ferrari più economiche in vendita su automobile.it

La Ferrari è in tutto il mondo il simbolo del design italiano, della velocità associata ad un rombo di motore inconfondibile, dell’eccellenza tricolore sulle quattro ruote ed anche del lusso più sfrenato in fatto di automobili.

Chi l’ha detto però che solo i paperoni possano permettersi di scorrazzare a bordo di un bolide marchiato con l’inconfondibile logo del cavallino rampante?

Su automobile.it sono tante le Ferrari in vendita, alcune esclusive e relativamente recenti, altre dal sapore decisamente vintage ma non per questo meno desiderabili. Con un budget che parte dai 35.000 euro circa, quanto occorrerebbe per portarsi a casa un’ordinaria berlina appena uscita dalla fabbrica sino ai 50.000 euro, che occorrono per un modello pluriaccessoriato di grido, automobile.it può realizzare il vostro sogno a quattro ruote, trasformandovi se non proprio in un pilota di Formula 1, in un invidiato detective in stile Magnum P.I.

Vediamo insieme la top t dei bolidi rossi (e non) della blasonata fabbrica di Maranello dai 50.000 € in giù, in vendita su automobile.it

1. Ferrari Mondial – da €50.000

2. Ferrari Dino GT4 208 RARE COLOUR – da €49.900

3. Ferrari Mondial 3.0 €49.900

4. Ferrari 348 TB – da €48.000

5. Ferrari 208 Dino GT4 – da €47.500

Tutti sulla griglia di partenza e aspettiamo lo spegnersi dei semafori!

Il dieselgate Volkswagen: tutto quello che c’è da sapere

Il dieselgate Volkswagen: tutto quello che c'è da sapere

General Motors e Toyota sono già state nell’occhio del ciclone. Ora è il turno di Volkswagen. La società detiene il 70% del mercato dei motori diesel negli Stati Uniti e a settembre del 2015 è stata travolta da uno scandalo, conosciuto anche come dieselgate, per aver truccato i risultati dei test sulle emissioni dei motori diesel TDI. Segue il nostro breve resoconto dei fatti.

Cosa è successo?

Volkswagen ha installato un software per il controllo delle emissioni su più di mezzo milione di auto diesel negli Stati Uniti e circa 10 milioni e mezzo di vetture in tutto il mondo, in grado di registrare i parametri fissati dalla EPA – Environmental Protection Agency relativi ad un ciclo di guida di prova.

In fase di test le automobili rispettano appieno le leggi federali in materia di emissioni. In situazione di guida normale invece, il software avvia una modalità separata che modifica notevolmente la pressione del carburante, le tempistiche di iniezione, il ricircolo dei gas di scarico e altri indicatori. Questo programma consente di sviluppare una potenza superiore del motore percorrendo un chilometraggio maggiore, ma implica anche l’emissione di ossido di azoto in quantità fino a 40 volte superiori alla norma.

Quali sono i modelli interessati?

Le violazioni delle normative EPA sono state accertate per alcune motorizzazioni diesel di Volkswagen su modelli di Jetta, Tuareg, Golf, New Beetle e Passat, oltre che per le Audi Q7, A3, A6, A7, A8/A8L e Q5 e per la Porsche Cayenne. Va detto che non si tratta di un problema di sicurezza e le vetture non sono tecnicamente fuorilegge al momento. Se però la Volkswagen decidesse di richiamarle, ci potrebbero essere delle nazioni in cui le vetture non potranno circolare se non subiranno gli interventi programmati e disposti dalla casa madre.

Cosa succederà alla Volkswagen?

Da quando è scoppiato lo scandalo il 18 settembre 2015, un terzo del valore della società si è volatilizzato a causa del crollo delle azioni in borsa e la casa tedesca ha abbandonato il suo progetto di diventare il produttore di automobili più grande al mondo entro l’anno 2018.

Volkswagen ha accantonato circa 7 milioni di dollari per coprire i costi relativi ad un eventuale richiamo, ma l’impatto potrebbe essere anche superiore. Il 4 gennaio 2016, il dipartimento di giustizia americano ha fatto causa a Volkswagen a nome della EPA che tecnicamente potrebbe sanzionare Volkswagen per 37.500 dollari per ogni vettura difettosa – una multa potenziale fino a 18 miliardi di dollari. Visto come sono andate le cose per General Motors e Toyota in passato, probabilmente la ricaduta non sarà così pesante.

Cosa sta facendo Volkswagen per i clienti?

La Volkswagen si è impegnata a versare mille dollari in contanti ai possessori di auto VW TDI coinvolte nella prima notifica di violazione delle norme EPA (non nella seconda annunciata il 2 novembre). Oltre a questo il costruttore tedesco offre agli stessi assistenza su strada h24 per 3 anni. I proprietari di Audi, Porsche e VW TDI le cui vetture sono state consegnate dopo l’8 novembre non rientrano in questa casistica.

E i proprietari delle TDI cosa stanno facendo?

Qualche automobilista si professa davvero deluso da VW per aver truccato i livelli di emissioni delle vetture, ma la maggioranza resta soddisfatta del risparmio di carburante, delle prestazioni al top e dei ridotti costi di manutenzione della propria auto e circola in tranquillità. Oltretutto è presto per dimostrare che i dati di vendita siano calati in modo drastico. Col tempo il quadro si farà più chiaro.

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