BYD Han: prezzo, dimensioni e caratteristiche

BYD Han: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Il mercato europeo si prepara per l’arrivo una nuova gamma di auto elettriche di fabbricazione cinese: BYD (acronimo di “Build Your Dreams”, ovvero “costruisci i tuoi sogni”) si prepara a sfidare i grandi costruttori europei con tre nuove EV, che sbarcheranno in Italia nel 2023: due SUV chiamati Atto3 e Tang e la berlina Han, sulla quale ci concentriamo in questa sede. La BYD Han è una delle BEV più vendute in Cina (4° posizione a luglio 2022), sia per le sue caratteristiche estetiche che per le ottime dotazioni tecnologiche, come il doppio motore elettrico che regala oltre 500 CV di potenza complessiva.

Di seguito ecco la scheda tecnica della BYD Han:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 410 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 517/380
 Prezzo (da) 72.000 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla
Prezzi

Le dimensioni della BYD Han sono piuttosto abbondanti, da vera ammiraglia. Grazie a un passo di 292 cm, la lunghezza sfiora i 5 metri, mentre larghezza e altezza si attestano rispettivamente a 191 e 150 cm. Buona la capienza del bagagliaio, che dovrebbe avere una capacità minima di 410 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.995 mm
Larghezza 1.910 mm
Altezza 1.495 mm
Passo 2.920 mm

 

All’esterno la BYD Han presenta delle linee piuttosto pulite, che la avvicinano al gusto del mercato europeo (non a caso l’auto è firmata Wolfgang Egger, designer tedesco che arriva da esperienze in Audi, Alfa Romeo e Lamborghini). Partendo dal frontale, la berlina si fa notare per gli affilati gruppi ottici a Led, che lasciano spazio al centro della calandra a una sottile mascherina cromata. Il cofano presenta poi un bel gioco di pieni e vuoti, che slanciano la figura dell’auto e le danno un aspetto più aggressivo.

Anche la fiancata è piuttosto semplice, caratterizzata da una bassa linea di cintura e della nervatura che corre all’altezza delle maniglie (a scomparsa). Inoltre, si fanno notare le cornici cromate dei finestrini e i cerchi in lega da 19″. Chiude il quadro il posteriore, che si distingue per i fari a sviluppo orizzontale che attraversano il portellone nella sua interezza.

Gli interni della berlina cinese sono piuttosto curati e non hanno nulla da invidiare alle produzioni europee e statunitensi.  Entrando nell’abitacolo si nota subito la cura riservata ai rivestimenti, che uniscono pelle, pannelli in Piano Black e dettagli in alluminio. Si fanno poi notare lo schermo per la strumentazione digitale, dietro al volante, e il display a sbalzo per l’infotainment, posto al centro della plancia, in grado di ruotare e passare dalla posizione orizzontale a quella verticale.

Ma a bordo della nuova BYD Han possiamo anche trovare tanta tecnologia, come la connettività 5G e il sistema IPB Intelligent Integrated Brake  di Bosch che consente di migliorare le prestazioni in frenata aumentando il recupero dell’energia. Completa il tutto un ricco assortimento di sistemi di assistenza alla guida.

Sono due i motori elettrici che spingono la BYD Han, posti uno sull’asse anteriore e uno sull’asse posteriore per ottenere la trazione integrale, e alimentati da una batteria di 85,4 kWh. La berlina può quindi contare su una potenza complessiva di 517 CV, che le consentono di scattare da 0 a 100 km/h in appena 3,9 secondi, ponendo l’auto in competizione con i più scattanti modelli elettrici europei.

Trattandosi di un veicolo esclusivamente elettrico, più che soffermarci di consumi dobbiamo considerare l’autonomia. I due motori della Han sono alimentati da un pacco batterie da 85,4 kWh che, stando a quanto dichiarato da BYD, dovrebbe regalare alla berlina 521 km di autonomia con una sola ricarica (calcolata su ciclo WLTP).

Non si conoscono ancora i tutti dettagli sugli allestimenti con cui BYD Han verrà commercializzata in Italia: le informazioni a riguardo saranno svelate al Salone di Parigi di fine ottobre. Sembra però che l’intenzione di BYD sia di offrire questa berlina in un allestimento unico, praticamente full optional. In questa verranno inclusi nel prezzo i fari full Led, il display touch rotante da 15,6″ con aggiornamenti OTA e assistente vocale e il display sul bracciolo posteriore per la regolazione dei sedili, delle luci, del climatizzatore.

  • Dotazione: un equipaggiamento all’avanguardia, completo dei migliori ADAS e della connettività 5G.
  • Motore: il dual motor da 517 CV regala alla berlina delle ottime prestazioni
  • Autonomia: con una sola ricarica si dovrebbero percorrere più di 500 km, un risultato degno di nota soprattutto se si considerano le prestazioni.

Il listino di BYD Han relativo al nostro paese non è ancora stato comunicato, ma già si conosco i prezzi per i modelli destinati al mercato tedesco:

BYD Han elettrica Prezzo
BYD Han 517 CV 72.000 €

BYD Atto 3: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Bozza automatica 47

Per la cinese BYD è il momento di approdare sul mercato europeo, portandosi dietro tutti i vantaggi di una catena di produzione verticalizzata sull’auto elettrica e di anni di esperienza nella produzione di modelli a batteria. Uno dei suoi primi biglietti da visita sarà la Atto 3, un SUV full-electric relativamente compatto di segmento C, che competerà con modelli come Volkswagen ID.4, Hyundai Kona Electric, Kia Niro EV e Citroen e-C4. Dopo il grande successo registrato in patria, sarà commercializzata a partire dall’ultimo trimestre del 2022 in Olanda, Svezia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Danimarca e Norvegia; per vederla qui in Italia bisognerà attendere il 2023. BYD Atto 3 punta a sfatare il mito della bassa qualità cinese, puntando su un’inedita piattaforma con motore da 204 CV e un’autonomia di 420 km.

Di seguito ecco la scheda tecnica della BYD Atto 3:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 440/1.330 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 204/150
 Prezzo (da) 38.000 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

BYD Atto 3 si estende in lunghezza per 446 centimetri, mentre la larghezza arriva a 188 centimetri e l’altezza a 162 centimetri. Il passo di 272 centimetri garantisce un’ottima spaziosità all’interno dell’abitacolo. Il bagagliaio, infine, ha una capacità di 440 litri, la quale può arrivare ad un massimo di 1.330 litri reclinando il divanetto posteriore in modalità 60:40.

Dimensioni
Lunghezza 4.460 mm
Larghezza 1.880 mm
Altezza 1.620 mm
Passo 2.720 mm

Atto 3 è il SUV della gamma BYD che va più incontro ai gusti estetici dei clienti del Vecchio Continente. Le proporzioni e le misure degli ingombri non escono infatti dal solco della tradizione. A curare i dettagli di design ci ha infatti pensato il tedesco Wolfgang Egger, con un importante trascorso in aziende come Lamborghini e Audi. L’estro europeo si nota innanzitutto nelle proporzioni tra il cofano basso e l’abitacolo, oltre che nel tetto che si rifà agli stilemi tipici di una coupé.

Le linee sono nel complesso nette e pulite, puntando ad un raccordo senza sbavature soprattutto fra il frontale e le fiancate alte, i cerchi da 18 pollici di serie e la fanaleria in coda a sviluppo orizzontale. Quest’ultima utilizza la tecnologia a LED e percorre tutto il posteriore unendosi al centro sotto il motto  “Build Your Dreams” (l’acronimo di BYD). Anche nelle zone più complicate, l’assemblaggio delle diverse parti di carrozzeria è stato programmato alla perfezione. In generale, Atto 3 sfoggia una personalità decisa, espressa soprattutto da un frontale dalle linee forti e aggressive.

La cura del design interno è ben rappresentata dalle linee nette e pulite, coerenti con gli esterni, così come dalla qualità delle plastiche e dei materiali utilizzati, inclusi i rivestimenti in ecopelle nella sezione centrale del cruscotto e sui sedili. Questi ultimi, nella fila anteriore, vantano una forma sportiva avvolgente e il poggiatesta integrato. Saltano poi all’occhio le bocchette di areazione con plastiche ad effetto cromato e la leva centrale, che fanno assomigliare l’abitacolo di Atto 3 alla cabina di comando di un aereo.

A livello di infotainment troviamo poi un display fissato sul piantone dello sterzo e uno centrale da 12,8 pollici, in grado di ruotare di 90 gradi, imitando quindi la visualizzazione tipica di uno smartphone. L’interfaccia grafica del sistema, su base Android, è piacevole e reattiva. In generale, gli interni di Atto 3 sono spaziosi e confortevoli, ben sfruttando l’interasse di 272 centimetri e il pavimento centrale piatto, che assicurano comodità anche a chi siede nella fila posteriore. Completano la dotazione tecnologica l’impianto audio Dirac a 8 altoparlanti, la ricarica wireless per lo smartphone e il tetto panoramico.

La BYD Atto 3 è basata sulla piattaforma e-Platform 3.0, la stessa delle sorelle Han e Tang. Su quest’architettura modulare troviamo le caratteristiche Blade Battery al ferro-litio-fosfato, la coppia di motori elettrici e la pompa di calore di serie. Grazie alla batteria da 60,48 kWh nominali e ad un motore elettrico anteriore da 204 CV, con un peso complessivo di 1.680 kg, Atto 3 vanta un’accelerazione 0-100 km/h in soli 7,3 secondi. Infine, la velocità massima è limitata a 160 km/h.

Il sistema di raffreddamento e riscaldamento diretto per le batterie permette a questa vettura cinese di contenere le dispersioni di trasferimenti energetici fino all’89%, incrementando l’efficienza termica del 20%. Sfruttando, come detto, la batteria con chimica LFP da 60,58 kWh, il SUV Atto 3 può vantare un’autonomia di ben 420 km. Per passare dal 30 all’80% di ricarica con la corrente continua BYD dichiara che la vettura impiega solo 29 minuti. Optando per la corrente alternata troviamo invece il classico caricatore trifase AC a 11 kW, il quale richiede 5 ore e mezza per passare dallo 0 al 100% di ricarica.

Non si conoscono ancora i dettagli riguardanti gli allestimenti con cui Atto3 sarà commercializzata in Italia: tutti le informazioni a riguardo dovrebbero essere svelate al Salone di Parigi alla fine di ottobre. Alcune indiscrezioni anticipano però che l’obiettivo di BYD sarebbe quello di vendere questo SUV in un allestimento unico, praticamente full optional. In questa versione unica dovremmo trovare inclusi nel prezzo base la pompa di calore (per tenere le batterie alla temperatura più efficiente), il tetto in vetro panoramico e il display da 15,6″ rotante con aggiornamenti OTA e assistente vocale.

  • Design: lo stile è particolarmente curato nella sua pulizia e semplicità, sia all’esterno che all’interno.
  • Efficienza: grazie alla pompa di calore e alla particolare struttura delle Blade Battery, Atto3 può vantare una buona autonomia di circa 420 km.
  • Assetto: Atto3 è un SUV decisamente stabile ed equilibrato, con importanti ricadute positive sull’esperienza di guida.

Il listino di BYD Atto 3 relativo al nostro paese non è ancora stato comunicato, ma già si conosco i prezzi per i modelli destinati al mercato tedesco:

BYD Atto 3 elettrica Prezzo
BYD Atto 3 204 CV 38.000 €

 

BMW Serie M: ecco tutti i modelli più sportivi dell’Elica

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 3

La divisione M di BMW affonda le sue radici nel 1972 e rappresenta l’anima più sportiva della casa automobilistica tedesca BMW. Da allora, si è sempre dedicata allo sviluppo di modelli ad alte prestazioni su base BMW. Con il passare degli anni e col cambiamento dei gusti della clientela, alla gamma delle sportive di BMW si sono aggiunti modelli sempre diversi arrivando oggi ad includere anche station wagon e SUV. Ma non solo, con BMW XM, infatti la divisione sportiva M offrirà anche modelli ibridi seguendo questo concetto di elettrificazione che ormai coinvolge anche chi è sempre stato dedito a modelli ad alte prestazioni.

INDICE
M2
M3
M4
M5
M8
XM
Serie M su base BMW

L’attuale BMW M2 è pronta a lasciare spazio alla nuova generazione del modello. Questa sarà alimentata dal medesimo motore di M3 e di M4. Si tratterà cioè di un sei cilindri, e la sua potenza sarà inevitabilmente minore rispetto a quella delle sorelle maggiori. Si potrà scegliere se abbinarvi il cambio manuale a sei marce oppure quello automatico a otto marce ZF. La trazione, neanche a dirlo, è esclusivamente posteriore. La potenza si aggirerà intorno ai 450 CV.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 5

BMW M3 è offerta con un unico propulsore benzina da 3.0 litri a 6 cilindri declinato in due varianti di potenza: 480 CV e 550 Nm di coppia (M3) e 510 CV e 650 Nm (M3 Competition), disponibile anche con trazione integrale M xDrive. Quest’ultimo motore è l’unico disponibile per la versione station wagon M3 Touring, che può spingersi fino a 280 km/h grazie al M Driver’s Package. M3 scatta da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi, dato che si riduce a 3,9 secondi per la versione da 510 CV e a 3,5 secondi per il modello xDrive.BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 4

L’M4 è anch’essa dotata del classico 3.0 litri sei cilindri in linea, un vero e proprio marchio di fabbrica dell’Elica riservato alle vetture più prestazionali. Il motore vanta 480 CV e 550 Nm di coppia nella versione base e 510 CV e 650 Nm nella variante Competition, la quale rende disponibile anche la trazione integrale xDrive, di serie per la variante cabrio. Le prestazioni parlano chiaro, la più prestante Competition M xDrive brucia lo “0-100” in soli 3,5 secondi, mentre la versione da 480 CV ferma il cronometro a 4,2 secondi.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 3

La versione più potente, infine, che spinge ancora più in là le prestazioni del 3.0 sei cilindri turbo è la M4 CSL. Sotto il cofano ospita un motore da 550 CV di potenza e 650 Nm di coppia, capace di completare l’accelerazione 0-100 km/h in soli 3,7 secondi e di toccare la velocità massima di 307 km/h.

BMW M5 punta sia alla sportività che all’eleganza. I 635 CV e l’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,0 secondi rendono la BMW M5 CS il modello più performante della gamma. La M5 Competition con M xDrive vanta invece una potenza massima di 625 CV e un assetto tarato per massimizzare le performance.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 2

Il modello M8 è disponibile in tre carrozzerie: coupé, cabrio e gran coupé. Le performance sono notevoli grazie al potente V8 con tecnologia M TwinPower Turbo, che può sviluppare fino a 625 CV e 750 Nm. A questo propulsore è abbinabile il cambio M Steptronic a 8 rapporti con Drivelogic e il sistema di trazione integrale M xDrive. La loro combinazione consente un’accelerazione da fermo a 100 km/h in soli 3,2 secondi per BMW M8 Competition Coupé e BMW M8 Competition Gran Coupé. La M8 Cabrio Competition può raggiungere i 305 km/h di velocità massima se dotata di M Driver’s Package.

XM è il primo modello sviluppato interamente dal reparto M, ed è anche il primo modello dotato di sistema ibrido plug-in M, con un propulsore che vanta ben 653 CV e proporzioni da SUV. Si tratta di un sistema composto da un 4.4 TwinPower Turbo da 489 CV e 650 Nm e da un motore elettrico da 197 CV e 280 Nm abbinati al cambio automatico otto marce M Steptronic. Scatta da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi, nonostante la stazza, e può arrivare fino a 250 km/h di velocità massima. Quest’ultimo dato può essere aumentato di 20 km/h grazie al pacchetto M Driver’s.

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Quelle che vi abbiamo mostrato qui sopra sono le M “vere”. Ma la divisione Motorsport di BMW mette mano anche a modelli più “tranquilli” delle auto a listino producendo versioni come l’M135i o l’i4 M50. La prima è dotata di trazione integrale e può sviluppare fino a 306 CV: può raggiungere i 250 km/h e completare lo “0-100” in soli 4,8 secondi. La seconda è la prima M di derivazione BMW puramente elettrica: con due motori elettrici eroga 544 CV grazie alla modalità Sport Boost e scatta da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi.

 

Ford Transit Custom: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ford Transit Custom: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11

Ford Transit Custom è la versione passeggeri del Transit, recentemente presentato ad Hannover anche in variante full-electric. Di fatto si tratta di un monovolume derivato da un commerciale, che segue il filone di elettrificazione Ford debuttando da subito non solo in varianti diesel e ibride plug-in, ma anche completamente elettriche. Il nuovo multispazio medio all’americana diventa ancora più versatile da allestire, grazie al nuovo Digital Upfit per gli allestimenti. Il primo Transit Custom a batteria arriverà a fine 2023 e vanterà un’autonomia di 380 km e due varianti di potenza.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Ford Transit Custom:

 Scheda Tecnica
 Numero posti –
 Bagagliaio –
 Alimentazioni Diesel/ Ibrida plug-in/ Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 110/81
 Prezzo (da) –
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
Perché comprarla
 Prezzo

Il Ford Transit Custom ha le caratteristiche tipiche di un monovolume di derivazione commerciale. In arrivo a metà 2023, sarà offerta in due lunghezze e due altezze, cinque allestimenti e tre configurazioni. Per quanto riguarda il vano di carico, Ford parla di dimensioni massime comprese fra 5,8 e 9 metri cubi e una lunghezza di 3,45 metri.

 

ford ecosport usate
ford ecosport usate

Il design della Ford Transit Custom parla il più recente linguaggio stilistico della Casa dell’ovale blu. L’aspetto è meno squadrato che in passato, puntando ora su linee più morbide ma al contempo moderne. Il frontale si caratterizza per la presenza dell’imponente e innovativa griglia dinamica dove spicca al centro il classico logo Ford. E-Transit Custom presenta poi una striscia a LED che correndo da un lato all’altro del veicolo, collega i due gruppi ottici, passando subito sopra la calandra.

La zona laterale si contraddistingue per i cerchi in lega di grandi dimensioni, mentre le porte scorrevoli (stando a quanto dichiarato da Ford), godono dell’apertura più grande della categoria. La presa per la ricarica delle batterie, infine, si trova sul frontale, appena sotto il fanale destro. Infine, Ford dichiara una capacità di carico di 1.100 kg e una capacità di traino di 2.000 kg, mentre tra gli elementi meccanici più degni di nota troviamo l’adozione delle sospensioni posteriori indipendenti, una soglia di carico più bassa e un coefficiente aerodinamico ulteriormente migliorato.

Negli interni del Ford Transit Custom il livello di qualità percepita è molto alto. La nuova architettura di questa monovolume ha consentito di contenere l’altezza del pavimento e mantenere quella massima sotto i due metri, con guadagni tangibili in fatto di stabilità e spaziosità. La soluzione più originale, che salta subito all’occhio, è poi quella rappresentata dal volante pieghevole, capace di diventare un piano d’appoggio.

Lato Adas, la suite che si occupa della sicurezza del nuovo Transit Custom comprende il Pre-Collision Assist, Lane Keeping System, Driver Alert, Cruise Control con Adjustable Speed Limiter, Traffic Sign Recognition, Intelligent Speed Assist e Wrong Way Alert. Per quanto riguarda l’infotainment, invece, l’abitacolo ospiterà di serie un Modem 5G e uno schermo touchscreen SYNC4 da 13 Pollici. Infine, una grande novità che debutterà su Transit Custom sarà il cosiddetto upfit digitale, un dispositivo che permette di connettere le attrezzature comprese negli allestimenti speciali direttamente ai cablaggi del sistema SYNC4 e potendo quindi controllare tramite comandi virtuali le pedane e i vari attrezzi da lavoro, evitando l’installazione di interruttori o comandi aggiuntivi sulla plancia.

La gamma motori di Ford Transit Custom comprenderà motori diesel, ibridi plug-in e 100% elettrici. In particolare, fra i propulsori a gasolio troviamo i Ford EcoBlue nelle varianti di potenza da 110 CV, 136 CV, 150 CV o 170 CV e trasmissione manuale a sei velocità con l’optional di un differenziale meccanico a slittamento limitato oppure con cambio automatico a otto marce in grado di gestire un traino fino a 2.500 kg. Scegliendo quest’ultima opzione si potrà anche per la prima volta dotare il Transit della trazione integrale.

In alternativa ai motori diesel, si può scegliere l’ibrido plug-in. Si tratta del medesimo sistema in uso sulla Ford Kuga, composto da un motore a benzina a ciclo Atkinson da 2,5 litri e batteria da 11,8 kWh effettivi. Con questo propulsore è possibile beneficiare anche del sistema ProPower Onboard, che mette a disposizione 2,3 kW di potenza per ricaricare altri attrezzi o apparecchiature.

Infine, e-Transit Custom rappresenta l’opzione 100% elettrica, per la prima volta disponibile per Transit. Questa variante utilizza una batteria da 74 kWh con celle pouch, un’innovazione che consente aumentare del 12% la densità energetica delle batterie rispetto alle altre varianti con le stesse dimensioni. Le varianti di potenza offerte per il full-electric saranno due, una da 136 CV e una da 217 CV, entrambe con coppia di 415 Nm. Inoltre, anche qui sarà disponibile il sistema ProPower OnBoard.

I dati sui consumi del nuovo Ford Transit non sono ancora stati comunicati. Si conoscono però i valori di autonomia delle varianti ibride ed elettriche. Con il motore plug-in l’autonomia a trazione elettrica arriva a 57 km.

Con e-Transit Custom, invece, l’autonomia arriva fino a 380 km, e la ricarica rapida può essere effettuata fino a 125 kW. Per quanto riguarda i tempi necessari per passare dal 15 all’80% Ford dichiara 41 minuti. Rifornendosi invece presso una colonnina in corrente alternata a 11 kW, invece, una ricarica completa dallo 0 al 100 % si può completare in circa 8 ore.

 

ford ecosport usate
ford ecosport usate

  • Versatilità: grazie alla soluzione uplift digital sarà ancora più facile dotare il proprio Transit Custom di tutte le attrezzature necessarie al proprio lavoro.
  • Motore: la gamma di propulsori è vasta e assortita e per la prima volta comprende anche una variante 100% elettrica.
  • Spazio: tanto lo spazio a bordo non soltanto nella zona di carico, ma anche e soprattutto per i passeggeri

I segnali per capire che è arrivato il momento di cambiare l’auto

Quattro segnali per capire che è arrivato il momento di cambiare l'automobile

Cambiare la propria auto rappresenta una momento importante per ogni automobilista. Ma al netto della nostra voglia di cambiare e di metterci al volante di un modello nuovo, esiste un modo per capire se la nostra auto è davvero da cambiare? In effetti si ed è per questo motivo che abbiamo realizzato questa guida pratica per capire quando è il momento di cambiare la propria auto.

Ma prima di iniziare, occorre fare una premessa: tutte le auto sono soggette ad una svalutazione, che può essere più o meno forte a seconda del modello in questione. In media, comunque, un’auto perde circa il 20% del suo valore nei primi 12 mesi dall’acquisto. Da quel momento in avanti, può perdere fino al 10% ogni anno.

1. Cambiamenti significativi del modello

La maggior parte dei modelli evolvono nella generazione successiva ogni sei anni, mentre solitamente ogni due o tre anni vengono apportate piccole migliorie e modifiche superficiali con il cosiddetto restyling. Se quindi vuoi assicurarti il massimo in termini di dotazioni e avanguardia tecnologica con la minima spesa, fai una ricerca sulle auto che ti interessano, per vedere se si avvicinano al momento in cui andranno incontro a un cambiamento radicale. Nei periodi che precedono l’uscita del modello rivisto o della nuova generazione è meno raro trovare offerte convenienti, dato che sia i proprietari che i rivenditori staranno guardando ai nuovi modelli in arrivo.

Ricordati anche di tenere d’occhio il calendario. Alcuni periodi dell’anno sono migliori per trovare buone offerte su modelli di auto specifici. Consulta la guida di automobile.it per scoprire quando è il momento migliore per comprare una nuova auto.

2. Manutenzione sempre più frequente

Le auto oggi sono sempre più affidabili, ma mai infallibili. Nel mercato dell’automotive non si parla certo di obsolescenza programmata, ma in ogni caso dopo alcuni anni le visite dal meccanico diventano sempre più frequenti, in particolare quando la garanzia è scaduta. Anche la più meticolosa manutenzione preventiva difficilmente riesce ad arrestare l’usura generale, in particolare con un clima sempre meno prevedibile.

Ci si chiede quindi periodicamente: vale la pena riparare la vecchia auto o è meglio comprarne una nuova? In generale conviene confrontare i costi di manutenzione annuali più la svalutazione della tua auto per controllare se superano la probabile svalutazione di un’auto nuova. Quando si presenta questa eventualità, allora è davvero arrivato il momento di guardarsi intorno. Proprio per poter difendere al meglio la valutazione della propria auto usata è raccomandabile conservare tutti i documenti degli interventi di manutenzione che hai eseguito sulla tua auto.

Auto elettriche e riparazioni: come lavorano i meccanici 1

3. Se la tua auto ha avuto un incidente

È impossibile misurare la probabilità di incorrere in un incidente, ma raramente, quando questi accadono, l’auto ne esce veramente illesa. Se la tua auto ha avuto un incidente e le riparazioni non sono state eseguite da un professionista certificato, potrebbe non essere più così sicura per te e per la tua famiglia. Un’auto riparata male non è pericolosa solamente in caso di un altro incidente, ma può incidere negativamente anche su chilometraggio, prestazioni e maneggevolezza. Per qualsiasi riparazione che vada oltre un intervento superficiale, di norma è meglio essere prudenti. Prendi in considerazione se passare a un’auto usata, in quanto questa dovrà passare delle procedure di controllo rigorose prima della

4. Cambiamenti nello stile di vita

Può accadere che il proprio stile di vita cambi, per esempio quando c’è un bambino in arrivo, e allora una cabrio o una citycar a due posti può diventare scomoda e insufficiente per le esigenze quotidiane. In questo caso, dai un’occhiata alla sezione sulle auto familiari di automobile.it, dove potrai trovare centinaia di potenziali auto perfette per viaggiare con la famiglia. Altri cambiamenti che hanno un impatto sulle nostre abitudini automobilistiche sono ad esempio il trasferimento dalla città alla provincia e viceversa oppure una nuova occupazione che richiede maggiori o minori spostamenti Potremmo avere bisogno di un auto che è più facile da parcheggiare o che sia particolarmente efficiente. Le soluzioni elettriche sono poi particolarmente adatte alla guida in città.

Tornando ai fattori famigliari, poniamo che i bambini nel frattempo siano cresciuti e abbiano abbandonato il nido. Forse quella monovolume parcheggiata nel vialetto di ingresso potrebbe lasciare spazio a qualcosa di più compatto ed economico, magari proprio a un’auto elettrica o ibrida. E infine, per chiudere il cerchio, perché non tornare a quella decappottabile? Puoi guardare le auto cabrio disponibili su automobile.it per trovare quella che fa per te. Qualunque sia la motivazione dietro a questa scelta, vorrai massimizzare il potenziale di investimento della tua vecchia auto. Se hai preso la tua decisione, leggi la nostra guida su come negoziare la vendita della tua auto usata. Una volta considerate tutte queste informazioni, potrai stabilire con sicurezza se è davvero il momento di vendere la tua automobile. Se lo è, comincia il tuo viaggio per trovare la tua nuova auto con automobile.it.

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

5. Chilometraggio

In generale, un’automobile può restare in condizioni efficienti per circa 250.000 km. Più ci si avvicina a questa cifra, però, più gli interventi di manutenzione si fanno frequenti. Eppure non basta considerare il numero di chilometri per avere un’idea delle condizioni reali di un’auto. Un ruolo importante è infatti giocato dalle abitudini di guida, dall’assenza di guasti importanti e dalla buona qualità delle riparazioni. Se l’uso del veicolo si riduce a quello famigliare, con brevi tragitti quotidiani e pochi viaggi lunghi, il veicolo manterrà probabilmente una buona resa più a lungo. Viceversa, se l’auto viene spesso usata per tragitti lunghi è più probabile che si usuri in fretta.

Come verificare i chilometri reali di un’auto usata

6. Alimentazione dell’auto

Il tipo di alimentazione dell’auto incide fortemente sulla sua progressiva usura. Se si opta per un benzina, si può aspirare ad arrivare fino ai 300.000 km. Se si tratta però di auto di piccola cilindrata la durata può ridursi fino a 150.000 – 180.000 km. Scegliendo un propulsore diesel si potrà ambire a una durata di circa 400.000 km – 500.000 km. Diventano quindi la scelta migliore se si percorrono spesso molti chilometri. Anche qui, la durata del motore diesel dipende dalla cilindrata e può scendere fino a 300.000 km per le cilindrate più piccole.

7. Classe ambientale

Visto che sempre più spesso i regolamenti nazionali e cittadini impediscono alle auto più inquinanti di circolare, soprattutto in percorsi urbani, è necessario tenere conto della classe ambientale della propria auto per sapere quando cambiarla. Progressivamente, gli Euro 0, 1, 2, 3, 4 e 5 saranno sempre meno liberi di circolare. Potrebbe, di conseguenza, diventare necessario l’acquisto di un’auto nuova, magari con un motore elettrico, per non pensarci più.

 

Mitsubishi ASX: prezzi, dimenzioni e caratteristiche

Mitsubishi ASX

Crossover compatto dal design personale, la Mitsubishi ASX ha beneficiato nel 2017 di un restyling che le ha regalato una calandra rinnovata in linea con il nuovo corso stilistico della casa giapponese. I suoi punti di forza sono le dimensioni ideali anche per la guida cittadina, l’ampia abitabilità interna e la capienza del bagagliaio. E il marchio giapponese ha già rilasciato qualche dettaglio sul MY 2023, che oltre a profondi cambiamenti estetici porterà in dote nuove motorizzazioni elettrificate e tanta tecnologia.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Mitsubishi ASX:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 442 / 1219 litri
 Alimentazioni Benzina / GPL
 Classe Euro 6 D – Temp
 Cv/kW (da) 150/110
 Prezzo (da) 22.600 €

 

INDICE
Novità 2022
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

Sta arrivando la nuova generazione della Mitsubishi ASX. Grazie alla collaborazione tra il marchio giapponese, Renault e Nissan, il MY 2023 verrà realizzato sulla stessa piattaforma della Captur, ereditandone proporzioni, tecnologie e motorizzazioni. La nuova ASX perderà infatti una decina di cm sia in lunghezza, sia in altezza, cosa che impatta soprattutto sulla capienza del bagagliaio, ferma a 332 litri sul nuovo modello. Il Suv nipponico, che verrà prodotto nello stabilimento Renault di Valladolid, sfoggia però un look tutto nuovo, a partire dalla mascherina “Dynamic Shield”, dai gruppi ottici e dagli inediti cerchi in lega da 17″ e 18″. Al debutto, anche il display per il cruscotto digitale da 10,25” (per gli allestimenti superiori) e il sistema d’infotainment con schermo da 7″ o 9,3”, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.

Completamente rinnovata anche la gamma motori. Il listino Mitsubishi ASX MY 2023 comprenderà infatti ben quattro propulsori tra cui scegliere , tre dei quali elettrificati: un 1.0 benzina da 91 CV, un mild hybrid 1.3 turbo da 140 CV, un 1.6 full hybrid da 143 CV e anche un ibrido plug-in, che al motore endogeno 1.6 litri unisce una batteria da 10,5 kWh, per una potenza combinata di 159 CV e un’autonomia in modalità solo elettrica di 50 km. Oltre a motorizzazioni moderne ed efficienti, infine, a bordo sbarcheranno anche una pletora di ADAS e sistemi di sicurezza di ultima generazione, come il nuovo selettore delle modalità di guida Multi Sense (Eco, Pure, Sport e My Sense), la retrocamera, il Cruise Control adattativo e l’Active Lane Following Assist. I prezzi della nuova Mitsubishi ASX devono ancora essere comunicati, ma il suo arrivo in concessionaria è atteso per marzo 2023.

La Mitsubishi ASX si inserisce nell’affollato segmento dei crossover compatti grazie alle sue dimensioni. La lunghezza, infatti, misura quattro metri e trentasei centimetri e l’ampia abitabilità interna è garantita dal passo di 2.670 mm. Il bagagliaio si dimostra molto capiente grazie alla capacità di 442 litri con il divanetto posteriore in posizione.

Dimensioni
Lunghezza 4.360 mm
Larghezza 1.770  mm
Altezza 1.630 mm
Passo 2.670 mm

mitsubishi asx usate
mitsubishi asx usate

Il restyling del 2017 ha regalato alla Mitsubishi ASX un frontale rinnovato ed aggressivo che segue il recente linguaggio stilistico della casa giapponese. Il muso è caratterizzato dalla grande calandra trapezoidale che incute soggezione ed è abbracciata da profili cromati e da fari affilati. La fiancata è certamente meno elaborata del frontale, ma è molto piacevole alla vista.

L’impostazione da crossover è amplificata dai passaruota ben marcati, mentre le portiere sono solcate da una nervatura che tende a salire in corrispondenza del posteriore regalando così alla vettura un buon dinamismo. Il retro è altrettanto piacevole grazie all’ampio lunotto, al design morbido del paraurti ed al look aggressivo dei fari a sviluppo orizzontale che ben si integrano nel portellone.

L’abitacolo della Mitsubishi ASX stupisce per l’ampiezza e meno per la ricercatezza del design. La casa giapponese, infatti, ha badato più alla sostanza che alla forma utilizzando materiali di buona qualità e disegnando una plancia ordinata con tutti i comandi a portata di mano.

Il restyling cui è stata sottoposta la vettura ha portato in dote il monitor da 7’’ dedicato all’infotainment dotato di di Smartphone Link Display Audio che consente di gestire il proprio smartphone.

La gamma motori della Mitsubishi ASX vede la presenza in listino di propulsori alimentati esclusivamente a benzina o GPL, mentre è non è più in produzione il motore diesel.  Sia che si scelga la prima alimentazione che la seconda, il motore disponibile è unicamente il 2.0 litri da 150 di potenza abbinabile anche alla trazione integrale.

Nonostante il peso, la Mitsubishi ASX promette delle percorrenze interessanti. La casa giapponese dichiara un consumo di 14,1 Km/l per i motori a benzina, mentre per le versioni dotate di doppia alimentazione benzina – GPL il dato scende a 10,4 Km/l ma in questo caso il vantaggio di questa motorizzazione è dato dal minor costo al litro del GPL. Le versioni a benzina dotate di trazione integrale, invece, registrano un consumo pari a 12,7 Km/l.

mitsubishi asx usate
mitsubishi asx usate

Sono ben cinque gli allestimenti disponibili per la Mitsubishi ASX:

  • Instyle: allestimento di accesso alla gamma, con un’ottima dotazione come i gruppi ottici LED e il Cruise Control.
  • Inform: si distingue per i cerchi in acciaio da 16″, per i sensori luce e pioggia e per diversi elementi estetici esclusivi.
  • First Edition: salendo di livello troviamo lo schermo touch 8″, con compatibilità Android Auto & Apple Car Play e la telecamera posteriore.
  • Invite: la caratterizzano la vernice metallizzata Sporty Blu, i vetri oscurati e gli inserti dell’abitacolo Silver.
  • Intense: allestimento top di gamma, con il meglio dell’offerta.

Instyle: in questa versione troviamo di serie Climatizzatore automatico, Cruise Control con comandi al volante, Navigatore integrato, Sensori di parcheggio posteriori, Telecamera posteriore, Finiture calandra cromo-satinato / nero opaco, Proiettori anteriori a LED + luci diurne a LED, Slitta anteriore nero opaco, Vetri Privacy, Bracciolo anteriore con portaoggetti, Bracciolo posteriore con portabicchieri, Inserti abitacolo Silver, Volante e leva cambio in pelle, Tessuti “Grand Luxe”, Mitsubishi Active Stability Control, Mitsubishi Active Traction Control, Radio CD 2 Din Touch screeen, Bluetooth, DAB, 6 altoparlanti, 2 prese USB.

Inform: aggiunge Climatizzatore manuale con filtro aria abitacolo, Cerchi in acciaio da 16″, Finiture calandra silver e nero opaco, Sensore luci, Sensore pioggia, Specchi esterni elettrici e riscaldabili, Centro plancia “carbon look”, Tessuto “honeycomb”, Inserti abitacolo Silver.

First Edition: in più 2 Prese USB, Schermo touch 8″, Smartphone Link Display – Android Auto & Apple Car Play, Telecamera posteriore, Cerchi in lega da 16″, Battitacco cromato, Proiettori anteriori a LED, Centro plancia e bocchette aereazione “gloss black”, Illuminazione strumenti regolabile, Portaoggetti refrigerato, Volante e leva cambio in pelle, DAB.

Invite: aggiunge Proiettori anteriori a LED + luci diurne a LED, Spoiler posteriore con terzo stop integrato, Vernice metallizzata Sporty Blu, Vetri Privacy, Inserti abitacolo Silver, Piantone dello sterzo regolabile in altezza e in profondità, Portaoggetti refrigerato, Specchi di cortesia illuminati, Radio CD 2 Din Touch screeen, Bluetooth, DAB, 6 altoparlanti, 2 prese USB.

Intense: in questa versione sono presenti di serie Climatizzatore automatico, Telecamera posteriore, Cerchi in lega da 16″, Proiettori anteriori a LED + luci diurne a LED, Sensore luci, Sensore pioggia, Bracciolo posteriore con portabicchieri, Inserti abitacolo Silver, Maniglie interne cromate, Portaoggetti refrigerato, Tessuti “High-line”.

  • Equipaggiamento: ottime le dotazioni, fin dagli allestimenti di accesso alla gamma.
  • Prezzi: un B-Suv che va bene per tutte le tasche.
  • GPL: l’alimentazione a GPL consente di risparmiare molto sia in termini di costi che di emissioni.

Di seguito ecco il listino prezzi della Mitsubishi ASX aggiornato al 2020. Attualmente, in attesa della nuova generazione, la ASX non è più a listino, ma è comunque possibile acquistare modelli in stock:

Mitsubishi ASX Benzina
Prezzo
ASX 2.0 2WD Instyle SDA 27.900
ASX 2.0 2WD Inform 22.600
ASX 2.0 2WD First Edition 22.950
ASX 2.0 2WD Invite SDA 23.600
ASX 2.0 2WD Intense SDA 24.800
ASX 2.0 2WD CVT Instyle SDA 29.400
ASX 2.0 2WD CVT Invite SDA 25.100
ASX 2.0 2WD CVT Intense SDA 26.300
ASX 2.0 4WD CVT Instyle SDA 31.200
ASX 2.0 4WD CVT Intense SDA 28.100

mitsubishi asx usate
mitsubishi asx usate

 

Mitsubishi ASX GPL
Prezzo
ASX 2.0 2WD GPL Bi-fuel Inform 24.300
ASX 2.0 2WD GPL Bi-fuel Invite SDA 25.300
ASX 2.0 2WD GPL Bi-fuel Intense SDA 26.500
ASX 2.0 2WD GPL Bi-fuel Instyle SDA 29.600
ASX 2.0 2WD GPL Bi-fuel CVT Invite SDA 26.800
ASX 2.0 2WD GPL Bi-fuel CVT Intense SDA 28.000
ASX 2.0 2WD GPL Bi-fuel CVT Instyle SDA 31.100
ASX 2.0 4WD GPL Bi-fuel CVT Intense SDA 29.800
ASX 2.0 4WD GPL Bi-fuel CVT Instyle SDA 32.900

Come sempre su automobile.it sono presenti numerose offerte dedicate alla Mitsubishi ASX in grado di soddisfare ogni aspettativa a prezzi davvero competitivi.

 

Ferrari Purosangue: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ferrari Purosangue: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Il primo Suv del Cavallino è finalmente realtà, ma lo slogan scelto da Maranello fa subito capire che ci troviamo davanti a un veicolo che esula dal tradizionale concetto di Suv: “Unlike Any Others” (ovvero “Come nessun’altra”), così viene presentata la nuova Ferrari Purosangue. Una lunghezza di quasi 5 metri, 725 CV di potenza e una velocità massima di 310 km/h, sono solo alcune delle caratteristiche che rendono questa supercar unica, portando il concetto di Sport Utility Vehicle ad un altro livello.

Ecco la scheda tecnica di Ferrari Purosangue:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 4
 Bagagliaio 473 litri
 Alimentazioni Benzina
 Classe –
 CV/kW (da) 725/533
 Prezzo (da) 390.000 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La nuova Ferrari Purosangue ha delle misure molto generose, che le donano un aspetto imponente: la lunghezza sfiora i 5 metri, mentre larghezza e altezza raggiungono rispettivamente i 2 metri e i 159 cm. Il passo di oltre 3 metri, poi, consente di avere tutto lo spazio necessario a bordo per viaggiare nel massimo comfort in 4 persone, con un bagagliaio da 473 litri di capacità, che possono aumentare se si abbatte la seconda fila di sedili. Rispetto al resto della gamma del Cavallino, inoltre, la Purosangue può contare su uno stacco da terra significativo, per quanto comunque inferiore alla maggior parte dei Suv: 185 mm di luce libera, che con un semplice comando può crescere di 30 mm se si viaggia entro gli 80 km/h.

Dimensioni
Lunghezza 4.973 mm
Larghezza 2.028 mm
Altezza 1.589 mm
Passo 3.018 mm

A colpo d’occhio, le linee della Purosangue ricordano gli stilemi della Ferrari Roma, permeati di una filosofia minimalista. Tuttavia, l’assetto rialzato, l’alta linea di cintura e i possenti cerchi in lega donano alla supercar un aspetto imponente.  Il frontale si fa notare per gli affilatissimi proiettori Led e per una mascherina che sfuma nel disegno delle grandi prese d’aria. La fiancata si distingue per le porte posteriori con apertura in controvento (a 79°) e viene movimentata da una nervatura che fa scivolare la vista verso il retro. Questo è caratterizzato dai sottili gruppi ottici a sviluppo orizzontale e dai doppi tubi di scarico gemellati che aggiungono un tocco di aggressività.

Sempre guardando al posteriore, spicca l’assenza di elementi tipici di ogni auto sportiva, come spoiler e splitter. Ma questo non deve far pensare che l’aerodinamica non sia stata presa in considerazione dagli ingegneri Ferrari, anzi: questa è parte integrante dello stesso design della Purosangue. Ne sono testimoni il peculiare profilo dei passaruota, pensato per ridurre le turbolenze isolando le ruote anteriori, e l’assenza dei tergicristalli posteriori, resi superflui dai flussi d’aria generati dal profilo della supercar che puliscono automaticamente il lunotto.

Entrando nell’abitacolo della nuova Ferrari Purosangue si nota subito quanta differenza fa il passo di 3 metri: lo spazio è abbondante per tutti e quattro i passeggeri, ognuno dei quali può contare su una poltrona singola con regolazione elettrica, riscaldamento e ventilazione. La prima fila, inoltre, dispone anche di diverse funzioni massaggianti. La vista e il tatto vengono inoltre appagati dai rivestimenti di altissimo livello e da materiali di prima scelta.

L’abitacolo della Purosangue si distingue poi per l’assenza di un display centrale: i due schermi da 10,2″ vengono posti dietro al volante multifunzione (per la strumentazione digitale) e di fronte al sedile del passeggero. Altra particolarità sono il sistema di infotainment (con integrazione Apple CarPlay e Android Auto) e il computer di bordo. Tutte le informazioni principali sono riportate sullo schermo del quadro strumenti e su quello posto sul lato del passeggero, entrambi da 10,2”. Parlando del telaio, Ferrari l’ha progettato da zero impiegando materiali leggeri alto-resistenziali per contenere il peso, che resta comunque superiore alle 2 tonnellate, e migliorare la rigidità torsionale del modello.

Per il momento la Purosangue sarà disponibile in un’unica motorizzazione a benzina: sotto il cofano si trova un 6.5 litri V12 aspirato che eroga fino a 725 CV a 7.750 giri e 716 Nm a 6.250 giri. Quest’unità viene abbinata di serie al cambio automatico a doppia frizione ad 8 rapporti, con l’ottava marcia destinata ai viaggi in autostrada grazie ad un rapporto più lungo. Le prestazioni, poi, non possono essere che da fuoriclasse. Infatti, la Purosangue scatta da 0 a 100 km/h in appena 3,3 secondi, mentre 10,6 secondi sono necessari per raggiungere i 200 km/h; il picco di velocità si attesta poi sui 310 km/h.

Per far fronte a questi numeri vertiginosi, Ferrari ha dotato il suo primo crossover di diverse tecnologie che portano al massimo il comfort  e la precisione di guida. Sono di serie le sospensioni attive TASV (regolate in base alla modalità di guida scelta), che riducono il beccheggio e il rollio che ci si potrebbe aspettare da un Suv, così come il Torque Vectoring anteriore per la distribuzione dinamica della coppia e il sistema a quattro ruote sterzanti.

I dati sui consumi non sono ancora stati comunicati poiché la supercar è ancora in fase di omologazione, ma possiamo presumere che vista la potenza del motore non si andrà certo al risparmio.

Il listino della nuova Ferrari Purosangue non prevede allestimenti specifici, ma le possibilità di personalizzazione sono innumerevoli. Le opzioni includono il tetto in fibra di carbonio o panoramico, i rivestimenti in carbonio per gli elementi plastici esterni, i cerchi in lega standard o forgiati, le pinze dei freni in 5 colorazioni, tre scelte per i tubi di scarico e decine di possibilità per i rivestimenti interni.

Ferrari Purosangue, inoltre, potrà essere ordinata in ben 22 tinte diverse: si va da quelle più minimal, come il Grigio Titanio o il Nero Daytona, alle più raffinate Nero Purosangue e Bianco Cervino, passando per 4 iconiche vernici rosse (Dino, Scuderia, Corsa, Mugello).

  • Stile: poche vetture sono speciali quanto una Ferrari, soprattutto se fuori dagli schemi.
  • Prestazioni: nonostante una stazza importante, il potente propulsore da 725 CV regala alla Purosangue delle prestazioni da vera supercar.
  • Piacere di guida: la dinamica di guida, secondo Ferrari, resta quella tipica dei modelli del Cavallino, anche se “a ruote alte”.

Il prezzo di listino della nuova Ferrari Purosangue è di 390.000 €, ma questo può subire grosse variazioni a seconda degli optional scelti.

Peugeot e-308: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Peugeot e-308: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Con la nuova generazione, la Peugeot 308 ha compiuto un passo avanti notevole sotto svariati punti di vista e ora, per la prima volta nella storia del modello, verrà declinata anche in un’inedita variante 100% elettrica. SI chiama Peugeot e-308 e approderà nelle concessionarie verso la metà del 2023, sia in versione hatchback che station wagon. La 308 elettrica sarà spinta da un propulsore da 156 CV alimentato da una batteria di nuova generazione da 54 kWh e potrà contare su una dotazione specifica piuttosto all’avanguardia.

Ecco la scheda tecnica di Peugeot e-308:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio –
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 CV/kW (da) 156/115
 Prezzo (da) –
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Anche se il marchio francese non ha ancora dettagliato tutte le specifiche delle nuove 308 elettriche, possiamo presumere che le dimensioni saranno simili a quelle degli attuali modelli con motore endotermico dato che come questi sarà assemblata sulla piattaforma Emp2. La versione hatchback dovrebbe raggiungere i 4 metri e i 37 centimetri di lunghezza, con altezza e larghezza rispettivamente di 144 e 185 cm. Come accennato, però, anche la variante elettrica della 308 avrà una versione station wagon, che aggiunge 30 cm in lunghezza: la Peugeot e-308 SW potrà quindi vantarsi di essere la seconda vettura familiare elettrica ad entrare sul mercato, dopo l’avvento della MG5.

Dimensioni Hatchback Station Wagon
Lunghezza 4.367 mm 4.636 mm
Larghezza 1.852 mm
Altezza 1.444 mm
Passo 2.675 mm 2.732 mm

L’estetica della nuova Peugeot e-308 mostra alcune differenze rispetto ai modelli con motore “tradizionale”: sono stati rivisitati sia il design della calandra che quello del sottoscocca e anche i cerchi da 18″ sono stati ottimizzati da un punto di vista aerodinamico per migliorare l’efficienza della vettura.

Nella vista laterale, la bassa linea di cintura movimenta una fiancata molto pulita, slanciando la figura della vettura. Sul retro, infine, troviamo nuovamente dei gruppi ottici Led, disposti in sottili elementi orizzontali, che sottolineano il grosso lunotto posteriore. Inoltre, elementi estetici specifici si accompagneranno ad ogni allestimento, anche se Peugeot a riguardo non ha ancora rivelato molti dettagli.

Anche l’abitacolo riprende il design delle più nuove 308, includendo diversi elementi tecnologici che regalano all’elettrica un look piuttosto all’avanguardia. Dietro il volante multifunzione troviamo il display del Peugeot i-Cockpit dedicato alla strumentazione digitale, mentre al centro della plancia trova posto il sistema di infotainment con touchscreen da 10″.

Peugeot e-308: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

A bordo, inoltre, saranno presenti anche diversi sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza. Oltre al selettore delle modalità di guida (ECO, NORMAL, BRAKE e SPORT), la nuova Peugeot e-308 sarà dotata di Cruise Control adattivo con Stop&Go, del sistema attivo di monitoraggio dell’angolo cieco a lunga portata (75 metri) e del Rear Traffic Alert. 

Per il momento è stata annunciata una sola motorizzazione elettrica per la nuova Peugeot e-308.  Il propulsore, alimentato da una batteria da 54 kWh, avrà una potenza di 156 CV e una coppia di 260 Nm, per una reattività immediata.

La Peugeot e-308 è dotata di una batteria di nuova generazione, un accumulatore ad alta tensione da 54 kWh (51 kWh utili) composto all’80% di Nichel, per il 10% di Manganese e per il 10% di Cobalto, che dovrebbe consentire, in base all’allestimento scelto, un’autonomia di oltre 400 km (ancora in fase di omologazione). Inoltre, la casa dichiara anche degli ottimi tempi di ricarica: collegandosi a una colonnina da 100 kW, è possibile passare dal 20% all’80% in meno di 25 minuti.

Non si conoscono ancora i dettagli sugli allestimenti della Peugeot e-308, ma quelli disponibili dovrebbero essere quattro: Allure, Excellence, Emotion e GT.

  • Batteria innovativa: il pacco batterie di nuova generazione regala alla e-308 un’ottima autonomia e dei tempi di ricarica piuttosto brevi.
  • Station Wagon: le familiari elettriche sono al momento più uniche che rare.
  • Tecnologia: la nuova elettrica Peugeot potrà contare sulle migliori dotazioni, come l’i-Cockpit e le funzioni i-Connect Advanced.

I prezzi di Peugeot e-308 non sono ancora stati comunicati.

Guida autonoma: ecco come funziona, le caratteristiche ed i modelli

Guida autonoma

La guida autonoma è, al momento, una delle maggiori sfide che sta affrontando il mondo automotive. Ma per quanto se ne parli da molto, creare vetture con un’intelligenza artificiale sviluppata a tal punto da poter guidare senza l’intervento dell’uomo, ed in grado di prendere decisioni fondamentali in pochi millesimi di secondo non è per nulla semplice. In fase di test sulle strade aperte alla circolazione non è mancato qualche incidente, ma passo dopo passo si sta arrivando a modelli sempre più evoluti che non richiedono l’intervento umano alla guida.

INDICE
 Auto a guida autonoma
 Guida autonoma: livelli
 A che punto siamo in Europa
In Germania prevista guida autonoma di livello 4
Google guida autonoma
 Tesla guida autonoma
 Guida autonoma: vantaggi e svantaggi

Fino a qualche decennio fa parlare di auto a guida autonoma poteva sembrare fantascienza e come punto di riferimento si poteva, ma oggi questa tecnologia non è più un miraggio e sempre più case automobilistiche stanno sviluppando modelli a guida autonoma in grado di affrontare ogni tipo di condizione.

Con auto a guida autonoma si intende un veicolo in grado di soddisfare le principali capacità di trasporto di una macchina tradizionale in grado di rilevare l’ambiente e la navigazione senza intervento umano. Le auto a guida autonoma esplorano l’ambiente circostante con strumenti quali radar, GPS e visione artificiale, mentre sistemi di controllo avanzati interpretano le informazioni ricevute per individuare percorsi appropriati, ostacoli e segnaletica.

Guida autonoma: ecco come funzionano, le caratteristiche ed i modelli

I vantaggi derivanti dallo sviluppo della guida autonoma sono numerosi. In primo luogo, secondo gli intenti delle case automobilistiche che stanno lavorando a questa tecnologia, si andrà a ridurre sensibilmente la percentuale di incidenti stradali dato il maggior livello di attenzione alla guida garantito dall’intelligenza artificiale. Analogamente, le persone anziane o con disabilità guadagnerebbero una maggiore libertà di movimento. Infine, grazie alla capacità di comunicazione e connessione alla rete delle auto a guida autonoma, si potrà garantire un migliore scorrimento del traffico e, di conseguenza, una riduzione della congestione delle aree urbane.

Tuttavia questo sistema propone anche degli interrogativi, al momento, di difficile soluzione. Da un punto di vista etico ci si chiede come potrà e dovrà comportarsi un’auto a guida autonoma in caso di situazione di pericolo: la vettura andrà a tutelare la vita dei passeggeri o quella dei pedoni? Inoltre, altro aspetto ancora di difficile soluzione, in caso di sinistro la responsabilità andrà a ricadere sul proprietario di questa tipologia di auto, sull’azienda che produce l’auto o sull’azienda che produce il software di guida? Quest’ultimo aspetto dovrà essere disciplinato a livello legislativo in maniera uniforme se si vorrà garantire uno sviluppo importante del sistema autonomo.

Come abbiamo accennato, lo sviluppo della guida autonoma sta avvenendo in maniera progressiva e, per questo motivo, ne possiamo identificare diverse categorie. La SAE International Automotive, ente di normazione nel campo dell’industria aerospaziale, automobilistica e veicolistica composto da scienziati, ingegneri e apprendisti impegnati nello sviluppo e approfondimento delle conoscenze relative a veicoli e sistemi semoventi in un forum neutrale a beneficio della società, ha individuato 6 livelli che identificano i possibili stadi di guida autonoma dei veicoli.

Si parte dal livello 0, il più basso, per arrivare a quello più elevato, il livello 5, ma con lo sviluppo di nuove tecnologie non è esclusa la possibilità di aumentare il numero di livelli individuati.

Il livello 0 è quello privo di guida autonoma. Il guidatore è l’unico elemento in grado di gestire direzione e velocità all’automobile cosi come decidere di incrementare o rallentare la propria velocità. Il livello zero si applica a tutte le automobili prodotte nei primi anni 2000 e in quelle di low cost prive di supporti elettronici.

Il livello 1 è quello dotato di sistemi per la guida assistita. In questo livello il guidatore prende le decisioni in merito a frenate, accelerazioni e direzione ma viene supportato a livello informativo da altri sistemi che possono indicare la presenza di pericoli o condizioni avverse ed inviare segnali visivi o acustici al conducente.

Il livello 2 prevede una basilare integrazione di guida con il pilota. La vettura gestisce accelerazione e frenate attraverso sistemi come frenata assistita o frenata di emergenza anticollisione, ma la direzione ed il controllo del traffico restano esclusive del guidatore.

Il livello 3 è il primo livello di vera e propria automazione. L’auto è in grado di guidare da sola gestendo accelerazione, frenate e direzione mentre il conducente interviene in situazioni problematiche o nel caso in cui la guida autonoma non sia permessa o sia troppo pericolosa.

Il livello 4 prevede la gestione autonoma di accelerazione, frenata, direzione e controllo del traffico. L’automobile gestisce le tipiche situazioni dovute al traffico o alla percorrenza di strade urbane o extraurbane ed è in grado di guidare in completa autonomia. Il guidatore riprendere il pieno e totale controllo dell’auto su richiesta. Da questo livello si inizia a parlare di guida autonoma a tutti gli effetti, perché il veicolo è effettivamente in grado di spostarsi senza intervento umano nella maggior parte delle situazioni.

Il livello 5 è quello di piena espressione della guida autonoma. L’auto guida esclusivamente in maniera autonoma gestendo completamente tutti gli aspetti tipici della guida, e si occupa in autonomia di individuare il percorso da seguire, prendere la giusta direzione, accelerare o rallentare in base alle condizioni di traffico o alle situazioni emergenti.

Il Parlamento Europeo ha spinto per l’ingresso sul mercato delle auto a guida autonoma per ridurre il numero di persone che perdono ogni anno la vita in incidenti stradali. Secondo le statistiche, infatti, il 95% dei sinistri sono provocati da errori umani, spesso dovuti a disattenzione alla guida. Con auto e camion dotati della tecnologia per la guida autonoma, questa percentuale potrebbe ridursi sensibilmente e, di conseguenze, migliorare la sicurezza stradale.

Inoltre, sempre secondo il Parlamento UE, le tecnologie digitali possono diminuire gli ingorghi stradali, ridurre di conseguenza l’inquinamento, migliorare l’accesso alla mobilità e garantire nuovi posti di lavoro con profitti, entro il 2025, pari a 620 miliardi di euro per il settore automotive e a 180 miliardi per quello elettronico.

Attualmente, però, nel Vecchio Continente non esistono vetture in circolo con una guida autonoma superiore al Livello 3. Bisognerà aspettare ancora qualche anno per un viaggio on the road attraverso l’Europa senza che sia necessario l’intervento del conducente.

Lo scorso anno il Bundestag, il parlamento tedesco, ha approvato un disegno di legge che aggiorna le norme del codice della strada e prevede la possibilità della circolazione di auto con guida autonoma fino al livello 4, ovvero che non richiede l’intervento umano nella maggior parte delle circostanze.

Ma anche in questo caso, ci vorrà ancora un po’ di tempo per vedere delle auto con un autopilota così avanzato. Attualmente, però, sulle strada tedesche possiamo trovare delle vetture con guida autonoma di livello 3. Pochi mesi fa hanno infatti debuttato le nuove Mercedes Classe S ed EQS, dotate di autopilota di livello 3 utilizzabile su oltre 13.000 km di strade tedesche fino ad una velocità massima di 60 km/h. Già dallo scorso anno, inoltre, Mobileye (controllata di Intel) aveva reso disponibile un servizio di robotaxi nei principali aeroporti tedeschi, dotati sempre di guida autonoma di livello 3.

Giganti del web come Google hanno capito prima degli altri le infinite possibilità che la guida autonoma avrebbe potuto offrire e già dal 2009 ha iniziato la sperimentazione con la Pod Car, ovvero un’auto senza guidatore impiegata come piattaforma per lo sviluppo della tecnologia, mentre nel 2016 è stata creata la società Google Waymo, destinata esclusivamente alle self driving cars.

La mossa della casa di Cupertino è stata azzeccata. Gli anni di sviluppo hanno consentito a Google di raggiungere una posizione di leader nel settore della guida autonoma e, nel gennaio 2018, è stato siglato un accordo con Fiat Chrysler per la fornitura di migliaia di minivan Chrysler Pacifica equipaggiati con la tecnologia di Google tra cui sensori, telecamere e Lidar. Oltre alla Fiat Chrysler, di recente, si è aggiunta anche la Jaguar che fornirà ben 20.000 SUV Jaguar I-Pace.

Guida autonoma: ecco come funziona, le caratteristiche ed i modelli

Inoltre, già dal 2019 Waymo gestisce un sistema di veri robotaxi, con guida completamente automatizzata senza la necessità di alcun intervento da parte dei passeggeri, in tutta l’area della città di Phoenix, Stati Uniti. E lo scorso anno lo stesso sistema ha iniziato ad essere testato anche a San Francisco.

Le auto del brand Tesla non si caratterizzano soltanto per la loro propulsione 100% elettrica, ma anche per la presenza di serie di un hardware avanzato in grado di offrire sin da ora le funzioni di guida autonoma

L’Autopilot è una piattaforma che comprende otto videocamere che forniscono una visibilità a 360 gradi attorno all’auto in un raggio di 250 metri. Dodici sensori a ultrasuoni completano questo sistema di visione, consentendo il rilevamento di oggetti duri e morbidi a una distanza e con un’accuratezza quasi doppie rispetto al sistema precedente.

Un sistema radar rivolto in avanti con capacità di elaborazione migliorate fornisce ulteriori dati sull’ambiente circostante su una lunghezza d’onda ridondante in grado di vedere attraverso la pioggia forte, la nebbia, la polvere e persino al di là delle auto precedenti.

Tutti questi dati, inoltre, vengono elaborati da un computer di bordo fornito dalla Nvidia oltre 40 volte più potente di quello della generazione precedente. Nel complesso, questo sistema consente una visione del mondo che un singolo conducente non può avere, poiché vede in ogni direzione contemporaneamente e su lunghezze d’onda al di là di quelle dei sensi umani.

La maggiore sicurezza e le funzioni Autopilot sono pensate per aumentare il piacere di guida. La Tesla adatterà la velocità alle condizioni di traffico, manterrà la corsia o la cambierà automaticamente senza richiedere interventi da parte del conducente, passerà da un’autostrada all’altra, uscirà dall’autostrada all’approssimarsi della destinazione, parcheggerà da sola in prossimità di uno spazio libero ed entrerà o uscirà autonomamente dal garage.

Le attuali funzioni Autopilot richiedono comunque la supervisione attiva del conducente e non consentono la completa guida autonoma del veicolo. Tesla si è però posta l’obiettivo di lanciare un sistema di Autopilot di livello 4 entro il 2023.

VANTAGGI

  • Multitasking – Il conducente potrà dedicarsi a tutt’altra attività.
    Sicurezza – Sensori e algoritmi predittivi permetteranno alle auto senza conducente di valutare e in alcuni casi prevedere i rischi. Grazie alla guida sicura, il numero di incidenti stradali andrebbe a diminuire.
  • Efficienza – Si potranno evitare brusche frenate e accelerazioni improvvise, ottimizzando così il consumo di carburante. .
  • Meno traffico – Una volta in strada, i veicoli comunicherebbero continuamente tra di loro, scambiandosi dati su posizione, velocità di marcia e altre informazioni utili e conformi al codice della strada.
  • Nessuno escluso – Le auto a guida autonoma potranno essere utilizzate anche da soggetti che normalmente non potrebbero guidare, come persone anziane o disabili. Basterà indicare alla propria auto la destinazione e il gioco sarà fatto.

SVANTAGGI

  • Come in treno – In mezzo al traffico nelle strade del centro cittadino, potrebbe capitare che si sia costretti a frequenti soste e ripartenze e, come succede ai treni, si dovrebbe intervenire sugli spazi di accelerazione e frenata che inciderebbero in maniera negativa sul traffico cittadino.
  • Tilt – Nel caso in cui l’auto autonoma dovesse finire in un ingorgo stradale con altre auto tradizionali, potrebbe andare in tilt: le driverless, infatti, comunicano continuamente tra di loro e non avendo punti di riferimento potrebbero causare incidenti stradali.
  • Nuova legislazione – Al momento solo alcuni paesi hanno aperto tratti stradali dedicati al transito delle auto autonome, gli altri Paesi sono indietro, in attesa che accada qualcosa. Ma è proprio l’assenza di una regolamentazione che potrebbe impedire la loro libera circolazione.
  • Quanto mi costi? – Il prezzo di listino minimo di un’auto autonoma è di circa 100 mila dollari (circa 90 mila euro); non di certo alla portata di tutti.
  • Posti di lavoro a rischio – Le auto senza pilota saranno le principali concorrenti di tassisti e autotrasportatori: migliaia di posti di lavoro potrebbero scomparire in futuro.
  • Metereopatia – La pioggia e la neve potrebbero rendere la auto a guida autonoma inutilizzabili. Questi fenomeni atmosferici, infatti, secondo gli esperti, interferirebbero con i sensori montati sul tetto del veicolo, e renderebbero “cieche” le telecamere all’interno dell’abitacolo.
  • Hacker – Non esiste un computer che sia immune agli hacker. Anche i sistemi air gap, ritenuti inviolabili sino a non molto tempo fa, possono essere bucati senza troppe difficoltà.

 

Cos’è e come funziona il car sharing

Cos'è e come funziona il car sharing

Il car sharing, basato sul principio di noleggio a breve termine, può rivelarsi un’ottima alternativa all’acquisto di un’auto privata, ed è per questo che rappresenta la nuova tendenza della mobilità in auto. Spesso ci si chiede il car sharing cos’è. Questo servizio, offerto da aziende specializzate (private o pubbliche), permette di noleggiare una vettura su ** prenotazione** , restituendola in parcheggi dedicati .

Di conseguenza, non c’è bisogno di un box auto per evitare furti o atti vandalici, e come se non bastasse non ci sono gli esborsi per bollo, assicurazione ed interventi di manutenzione, che rappresenterebbero altrimenti un costo continuo e talvolta insostenibile.

Grazie al car sharing l’utente ha a disposizione un veicolo solo nei momenti in cui ne ha realmente bisogno. Ma non solo è conveniente dal punto di vista dell’uso e dei costi fissi, è anche una maniera di spostarsi più ecologica. Riesce infatti a limitare il traffico veicolare applicando in pieno il concetto di mobilità sostenibile. Inoltre, le società che promuovono tale servizio propongono veicoli di ultima generazione, che si caratterizzano per un impatto ridotto in termini ambientali e, allo stesso tempo, per standard di sicurezza elevati. Se desiderate conoscere meglio il car sharing, come funziona e quanto costa, proseguite nella lettura.

INDICE
Car sharing: significato
Origini e diffusione del servizio
Car sharing: come funziona
Car sharing Roma
Car sharing Milano
Differenze con il car pooling
Car sharing: costi e tariffe
Car sharing: vantaggi
Car sharing: le principali aziende
Car sharing: ibrido ed elettrico

La domanda che spesso viene posta quando si affronta questo argomento è: “Car sharing, cos’è?”. Nonostante la terminologia inglese, la spiegazione è davvero semplice. Il car sharing, letteralmente la condivisione dell’automobile, è un servizio che permette agli utenti di utilizzare un’automobile su prenotazione, noleggiandola per un periodo di tempo breve.

Questo servizio è uno dei capisaldi della mobilità sostenibile poiché vuole favorire il passaggio dal possesso dell’auto, al solo uso della stessa. L’automobile, grazie al servizio di car sharing, passa dall’ambito dei beni di consumo a quello dei servizi sostituendo al possesso l’accesso.

Il car sharing è nato in Svizzera sul finire degli anni ’80, per scopi ambientalisti, cioè per ridurre le emissioni complessive di gas serra. Il successo riscontrato e la volontà di trovare una soluzione efficace per ridurre il traffico stradale hanno portato altri Paesi (dagli Stati Uniti all’Inghilterra, passando per Germania ed Australia) ad adottarlo. In Italia il car sharing ha conosciuto una fase di forte espansione soltanto negli ultimi anni, nonostante Legambiente lo avesse portato a Milano già nel 2001. Nei primi 6 mesi del 2017, ad esempio, il servizio è cresciuto nella misura del 35%, arrivando a superare i 4 milioni di prenotazioni e diventando così di fatto una delle alternative più popolari offerte dalla mobilità sostenibile. Se Milano, Roma e Torino sono state le prime città a proporre questa forma di noleggio, ora è possibile usufruirne anche in comuni come Brescia, Bologna, Genova, Padova, Venezia, Catania e Palermo, Firenze, Savona, Parma e Rimini. È nelle metropoli urbane che il car sharing si rivela particolarmente utile, permettendo di avere libero accesso alle ZTL (zone a traffico limitato), di parcheggiare sulle strisce blu senza pagare le tariffe normalmente previste, di percorrere corsie preferenziali e di circolare anche in caso di blocco del traffico.

Cos'è e come funziona il car sharing 4

Capire il car sharing cos’è e come funziona è molto semplice. Per poter utilizzare il car sharing i clienti devono registrarsi al servizio per il quale, solitamente, è previsto il pagamento di un canone mensile o annuale. La prenotazione della vettura può essere effettuata tramite call center, via Internet o, ancora, tramite app. Una volta scaricata l’applicazione, per cercare l’auto più vicina è sufficiente utilizzare la funzione di geo-localizzazione del proprio smartphone. Attenzione però agli orari, che spesso influenzano la disponibilità di vetture. Una volta trovata, la vettura si apre avvicinando semplicemente la card o lo smartphone al chip piazzato sul parabrezza.

Negli ultimi tempi sono sempre più diffuse le smart card, rilasciate direttamente dalla società che offre il servizio. Il funzionamento di queste card è molto semplice: recandosi presso la postazione auto più comoda e avvicinando la tessera al cruscotto, è possibile sbloccare la serratura. Per offrire un servizio mirato alle esigenze della clientela, ed ampliare il bacino di utenti attratti dal paradigma della mobilità sostenibile, sono in aumento le società disposte ad offrire modalità più flessibili di utilizzo, senza prevedere parcheggi “prestabiliti”. Questo consente di ritirare (e riconsegnare) il veicolo in qualsiasi punto all’interno della zona coperta dal servizio. Alcune aziende, inoltre, permettono agli utenti di registrarsi come individui, famiglia o azienda, prevedendo tariffe differenti per ognuna delle modalità. Gli imprenditori beneficiano di un ulteriore vantaggio, ossia la fatturazione del servizio ricevuto come costo, scaricando le spese sostenute. Le realtà imprenditoriali hanno anche l’opportunità di richiedere il “van sharing”, pensato per il trasporto delle merci.

Una delle città dove il car sharing ha avuto particolare successo è stata Roma. Nella capitale, infatti, questo servizio di mobilità sostenibile consente di accedere alle ZTL, di parcheggiare gratuitamente in uno degli stalli riservati al Car Sharing Roma o nelle strisce blu e in tutti i parcheggi di scambio con le metropolitane. Inoltre, grazie al servizio di car sharing, è possibile circolare durante le giornate di blocco del traffico e parcheggiare gratuitamente. Tra i veicoli offerti, la Fiat 500 e la Smart la fanno da padrone.

A Roma il servizio di car sharing richiede un deposito cauzionale di 100 euro, rimborsato alla fine del contratto. L’abbonamento annuale è di 101,63 euro ma può variare a seconda che il cliente sia cittadino privato, famiglia o azienda business; oppure per via delle tessere aggiuntive di 25 euro. Si può anche testare il servizio di car sharing romano per solo 3 mesi a 40,63 euro totali e sfruttare al contempo varie convenzioni dedicate per i possessori di tessera Metrobus, per i dipendenti del Comune di Roma e soci vari.

Altra città dove il car sharing ha riscosso un immediato successo è Milano. La capitale finanziaria, sempre attenta alle nuove tendenze ed alle esigenze di mobilità sostenibile, presenta numerose aziende in grado di offrire un valido servizio di car sharing, offrendo differenti veicoli. A disposizione 8 diverse tipologie di veicoli Mini e BMW, e nel parco vetture anche auto elettriche. Nella capitale lombarda i costi del car sharing ammontano a circa 120 euro all’anno con una tariffa binaria, che cioè si compone sia del costo chilometrico che di quello orario

Se le precedenti righe sono state utili per comprendere il car sharing cos’è, è importante precisare cosa differenzi tale servizio dal car pooling. Quest’ultimo, infatti, ha luogo quando 2 o più soggetti che si trovano a dover percorrere il medesimo tratto stradale, scelgono di condividere una vettura privata per ridurre i costi di benzina e autostrada.

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È arrivato ora il momento di aggiungere alcune informazioni sulle tariffe e costi. Dal momento che le vetture rimangono di proprietà del gestore, quest’ultimo è l’unico sostenitore delle spese relative ad assicurazione, bollo, manutenzione e carburante. Per quanto riguarda il pagamento per l’uso a tempo, invece, in molti casi, le aziende scelgono di ricorrere ad una tariffa di tipo “binario”. Il costo, in pratica, tiene conto sia della durata del noleggio che dei chilometri percorsi. Le tariffe possono variare anche in base alla tipologia di vettura richiesta. In molte città italiane, è previsto il pagamento di un canone mensile fisso per accedere al servizio.

A chi conviene il car sharing? Questa forma di mobilità è molto comoda soprattutto in caso di blocchi del traffico, per transitare in zone ZTL, per chi non percorre più di 10 mila chilometri all’anno e per chi non ha un garage o teme di parcheggiare nel quartiere in cui abita o lavora.

Sostanzialmente, inoltre si risparmia soprattutto sull’acquisto di un’auto, sulla praticità della prenotazione tramite smartphone e sul basso impatto ambientale che ne consegue. Chi non necessita quotidianamente di viaggiare in auto può infatti optare per l’acquisto del diritto d’uso di un veicolo on-demand, solo quando davvero necessario.

La fusione nel 2019 fra Car2Go e Drive Now, i servizi dei colossi BMW e Mercedes, e il successivo acquisto nel 2022 del gruppo risultate Share Now da parte di Stellantis sono solo due dei molti esempi di trasformazione di un mercato dinamico e in crescita come quello del car-sharing – nonostante il duro colpo inferto dall’attuale pandemia. Fra i gruppi principali di car-sharing troviamo attualmente Car2Go, DriveNow, Enjoy, Sharengo, Ubeeqo. Vediamo brevemente le loro caratteristiche.

Car2Go opera a Milano, Roma, Torino e Firenze. Fa parte del gruppo tedesco Daimler e offre le tre varianti del brand Smart. Le tariffe ammontano a 19 centesimi al minuto per la Fortwo, a 21 per la Forfour ed a 29 per la Fortwo Cabrio. In alternativa, è possibile optare per pacchetti orari con un noleggio che non supera le 24 ore. Il costo di registrazione al servizio è di 9 euro, una tantum.

Drive Now è invece disponibile solo a Milano, e fa anch’essa parte, come detto, del circuito ShareNow. Annovera nel parco vetture diverse BMW e Mini da tre e cinque porte. L’iscrizione alla piattaforma costa 10 euro, con 31 centesimi al minuto se si opta per una Mini e 34 preferendo una BMW. Anche qui diversi pacchetti vanno incontro alle esigenze dei clienti che cercano il risparmio.

Enjoy fa parte del gruppo Eni ed è operativo in cinque città: Firenze, Milano, Roma, Torino e Bologna. Con questo servizio si possono guidare due modelli del marchio Fiat, 500 e Doblò Cargo. Le tariffe generali arrivano a 25 centesimi al minuto per i primi 50 chilometri, dopo i quali ogni chilometro aggiuntivo costa ulteriori 25 centesimi. Chi vuole avere a disposizione una 500 per 24 ore metta in conto 50 euro, mentre se si necessita di un Doblò la tariffa giornaliera arriva a 80 euro.

 

Ubeeqo, infine, funziona anch’essa solo a Milano ma cresce velocemente, offrendo due tipi di tariffe. Con Easy si azzera il costo di iscrizione, ma si guida a 5 euro all’ora e 39 al giorno per ogni vettura. Con Flexy, invece, pagando un abbonamento di 5 euro al mese, si accede alla tariffa da 2,20 euro all’ora e 29 al giorno. La flotta di vetture è molto variegata: include Fiat, Renault, Opel, Ford, Citroen e Smart.

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Gli operatori di servizi alla mobilità sono fra i maggiori acquirenti di auto ibride ed elettriche  in Italia, visto che rinnovano le loro flotte spesso e sempre di più puntando sulle soluzioni sostenibili. Sono molte le società nel settore che offrono anche auto ibride o elettriche. Qui però presentiamo due realtà che fanno dell’elettrico una bandiera, accogliendo nel proprio parco esclusivamente vetture ibride o full-electric. 

Le vetture di Sharengo, parte del CS Group, sono guidabili a Milano, Roma e Firenze. Si tratta di una scelta che vanta maggiore sostenibilità, con l’utilizzo di una comoda vettura elettrica a due posti in grado di non generare alcun rumore. La tariffa di base prevede qui un costo di 28 centesimi al minuto. In alternativa, a seconda delle esigenze, è possibile pagare 12 euro all’ora o 50 al giorno.

E-Vai, infine, è il primo car sharing elettrico della Lombardia che mira ad ottimizzare gli spostamenti all’interno della Regione, cioè tra aree urbane e zone extra-urbane. Inoltre, E-Vai è l’unico car sharing elettrico che vanta connessioni con i tre aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio e con i principali snodi ferroviari della regione.