Le automobili elettriche ancora non hanno fatto breccia nel cuore (e nel portafoglio) degli italiani, ma l’infrastruttura è in costante crescita. Secondo i dati di Motus-E, pubblicati ogni tre mesi, in Italia alla fine dello scorso giugno c’erano 45.210 punti di ricarica per auto elettriche, 24.942 colonnine e 16.557 location. Rispetto al trimestre precedente, la rete si è allargata grazie all’installazione di 4.037 nuovi punti; invece le wallbox hanno superato quota 400.000 e il parco circolante di vetture elettriche si è attestato a 199.779 unità. Numeri al rialzo anche per le colonnine di ricarica in corrente continua, cresciute di circa 2,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente: a oggi l’85,4% dei punti di ricarica va in AC e il 14,6% in DC. Al momento funziona solo l’80% delle infrastrutture installate: il restante 20% non può essere usato dagli automobilisti per colpa del mancato allacciamento alla rete da parte del distributore di energia o per la mancanza di altre autorizzazioni.
Dal punto di vista della dislocazione sul territorio, il 56% delle infrastrutture si trova nel nord Italia, il 21% nel centro e il 23% nel sud e nelle isole. La Lombardia è la regione più “elettrificata” con 7.657 installazioni; seguita da Piemonte (4.514), Veneto (4.420), Lazio (4.351) ed Emilia-Romagna (3.966). Guardando i numeri a livello globale, la Cina è di gran lunga il Paese con più punti di ricarica pubblici (1,76 milioni), seguita da Corea del Sud, seconda con 210.000 e Stati Uniti con 128.000. In quarta posizione troviamo i Paesi Bassi (124.300), che precedono Francia, Germania, Regno Unito e Italia, che si piazza in ottava posizione. Prendiamo in esame le offerte di ricarica dei veicoli elettrici proposte da Acea S.p.A. (Azienda Comunale Energia e Ambiente), la società pubblica italiana holding di un gruppo attivo nei settori ambientale (gestione dei rifiuti), energetico (produzione e distribuzione di energia elettrica) e idrico.
La card Acea e-mobility
Al posto dei tradizionali abbonamenti, la società romana offre una Acea e-mobility card da 16 euro al mese. È una carta RFID nominativa, abbinata all’account personale da creare sull’app “Acea e-mobility”: una volta completata la procedura è possibile ricaricare la vettura in qualunque posto ci troviamo senza dover usare l’applicazione. Il provider ha scelto questa formula perché il cellulare può scaricarsi o non avere connessione, mentre la card è sempre utilizzabile.
Tariffe a consumo da 0,69 euro/kWh
Se non vogliamo attivare la card e optiamo per il pay-per-use, la prima spesa è rappresentata dalla prenotazione della colonnina, che ha un costo di 0,50 euro. Per le tariffe a consumo Acea e-mobility propone due prezzi: 0,69 euro/kWh per la ricarica Quick (fino a 22 kW di potenza) e 0,89 euro/kWh per la ricarica Fast (fino a 50 kW).
La revisione dell’automobile è un controllo previsto periodicamente dal Codice della Strada, a tutela sia della sicurezza del conducente che degli altri utenti della strada. Questa verifica serve non solo a garantire che le condizioni del veicolo siano adatte a circolare in sicurezza sulla rete stradale, ma anche che le emissioni inquinanti e rumorose non superano i massimali stabiliti dalla legge.
Il costo della revisione oscilla tra i 45 e i 78,75 euro, a seconda che si scelga di effettuare il controllo in una delle sedi della Motorizzazione Civile oppure in un officina privata autorizzata, che sebbene meno economica può avere vantaggi logistici e di tempo. Inoltre, fino alla fine del 2023 è disponibile il Bonus Veicoli Sicuri, che rimborsa 9,95 euro a chi svolge il controllo presso un privato. Scopri nella nostra breve guida tutti i dettagli.
La revisione auto deve essere effettuata a scadenze rigorose: la prima revisione di un’auto deve essere sostenuta dopo 4 anni dalla prima immatricolazione, mentre tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione ogni due anni. Il prezzo varia a seconda che questa verifica venga effettuata presso la Motorizzazione Civile piuttosto che presso una officina autorizzata.
Nella tabella di seguito è indicato chiaramente quanto costa fare la revisione auto, a seconda di dove si effettui il controllo:
Costo Revisione Auto 2023
Prezzo
Motorizzazione Civile
€ 45
Officine Autorizzate
€ 78,75
Sarà capitato a tutti di revisionare l’auto presso un ufficio della Motorizzazione Civile, così come presso una delle officine autorizzate sparse sul territorio italiano. Se avete provato a fare la revisione in entrambi i luoghi saprete che il prezzo revisione auto differisce sensibilmente, così come i tempi d’attesa. Infatti, le Officine Autorizzate ad eseguire la revisione dell’auto presenti sul territorio italiano sono circa 5.000, contro le poche centinaia di sedi della Motorizzazione Civile che corrispondono agli uffici provinciali, cosa che si traduce in tempi molto più dilatati.
La differenza di costo fra le due scelte si concretizza in poco più di 30 euro. Presso i centri autorizzati il costo della revisione dell’auto nel 2023 è pari a 78,75 euro, dopo un aumento di 9,95 euro della tariffa ministeriale per le officine, contro quello della Motorizzazione Civile che è pari a 45 euro.
Il costo presso le Officine autorizzate è così suddiviso:
€ 54,95 costo revisione
€ 12,09 costo IVA
€ 10,20 diritti fissi
€ 1,51 costo bollettino PagoPA
A prima vista sembrerebbe che rivolgersi alla Motorizzazione sia il modo migliore per risparmiare. Se quest’affermazione è realistica in termini economici lo è meno in quanto a tempo, vediamo perché.
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Costo revisione auto presso la motorizzazione
Se si sceglie di effettuare il controllo periodico presso gli uffici della Motorizzazione Civile ci si chiede sempre, oltre a quali documenti portare con sé, quanto costi questa operazione. Quando si opta per la revisione della propria autovettura presso l’ufficio più vicino della Motorizzazione Civile, è necessario esser pronti ad eseguire alcune procedure burocratiche.
La prima cosa da fare una volta giunti in sede è compilare il modello MC 2100. In realtà è possibile giungere presso la Motorizzazione con il modulo già compilato: basta scaricarlo online, stamparlo ed inserirvi i dati richiesti. Inoltre è indispensabile aver versato 45 euro sul conto corrente postale 9001 corrispondente al Dipartimento dei Trasporti Terrestri, equivalente al prezzo revisione auto.
Quando ci si presenta presso la sede della motorizzazione, inoltre, è necessario portare con sé il libretto di circolazione: a questo punto l’operatore fornirà il giorno dell’appuntamento per eseguire la revisione. Disbrigo dei pagamenti a parte, chi sceglie quest’opzione è bene che sappia che deve recarsi presso la Motorizzazione con settimane d’anticipo: dal momento in cui si richiede l’appuntamento al giorno in cui esso viene fissato, solitamente trascorrono diversi giorni.
Costo revisione auto presso un’officina
A differenza di quanto avviene rivolgendosi alla Motorizzazione Civile, revisionare l’auto in un centro autorizzato rappresenta un’operazione più veloce. Non ci saranno versamenti da eseguire personalmente, visto che si occuperà di tutto il responsabile dell’officina stessa. Il Per questa revisione auto il costo complessivo è pari a 78,75 euro, in questo caso è così ripartito: 54,95 euro saranno versate al Dipartimento dei Trasporti Terrestri ai quali si aggiungono 12,09 euro di IVA, calcolata al 22%. A questi si devono poi sommare altri 10,20 euro di diritti e 1,51 euro del costo del pagamento via PagoPA. Visto che si occuperà di tutto l’officina, il titolare non dovrà far altro che recarsi presso il centro con l’auto da revisionare munita di libretto di circolazione: solitamente la revisione viene effettuata in giornata o al massimo nei giorni immediatamente successivi.
La differenza di prezzo revisione auto tra l’operazione compiuta presso la Motorizzazione Civile e quella effettuata presso una officina autorizzata non è eccessiva, ma la cifra spesa in più per la seconda opzione può far avere benefici in termini di tempo. Ricordiamo infine che, secondo la nuova normativa, una volta compiuta la revisione auto dovrà essere consegnato il certificato di revisione contenente sia i dati identificativi dell’auto, inclusi i chilometri percorsi al momento della revisione, che quelli relativi alle verifiche.
L’introduzione di questo certificato si è resa necessaria per arginare la pratica delle vetture di seconda mano vendute con un chilometraggio inferiore a quello reale. Collegandosi al Portale dell’Automobilista, infatti, ed inserendo i dati della vettura oggetto della compravendita, sarà possibile verificare il reale chilometraggio dell’auto.
Bonus revisioni 2023
Per compensare l’aumento del costo della revisione nelle officine autorizzate, già da due anni si può richiedere un Bonus del valore di 9,95 euro per tutti gli automobilisti che effettuano il controllo in officina. Il buono è attualmente disponibile fino a dicembre 2023 per mitigare gli effetti dell’aumento: infatti, questo non copre l’interno prezzo della revisione, né l’intero costo della crescita della tassa visto che non contempla gli aumenti sul fronte dell’IVA.
Il buono, denominato “Bonus Veicoli Sicuri” può essere richiesto una sola volta e per un solo veicolo per proprietario, e il governo ha già chiarito che l’iniziativa si concluderà definitivamente il 31 dicembre di quest’anno. Per richiedere il contributo, è sufficiente accedere all’apposito sito e, una volta registrati, compilare la richiesta.
Il rinnovo della patente di guidaè imposto dal Codice della Strada per garantire la sicurezza sia del titolare del documento, sia di tutti gli altri utenti della strada. Per poterlo fare ci si deve sottoporre periodicamente ad una visita medica, che serve a confermare o meno l’idoneità a condurre la propria vettura su strade pubbliche.
Non farlo può comportare multe e sanzioni in caso di controlli, motivo per cui una buona organizzazione e la conoscenza dei tempi e delle pratiche per rinnovare il documento di guida possono aiutare a ridurre notevolmente i costi associati e risparmiare sul rinnovo della patente. Leggi la nostra guida per scoprire tutti i dettagli relativi alla richiesta del nuovo documento con particolare attenzione per quelli riguardanti il risparmio sui costi procedurali, così che in caso di patente scaduta e di rinnovo di questa, tu sappia tutto quello che c’è da fare.
A prescindere da questo momento di emergenza sanitaria, il documento di autorizzazione alla guida può essere rinnovato già 4 mesi prima della sua scadenza. Procedere per tempo alle pratiche per il rinnovo della patente di guida fa risparmiare sicuramente inutili corse, dato che per la consegna del nuovo documento sono solitamente necessari dai 7 ai 10 giorni. Un apposito documento provvisorio permetterà comunque la guida fino al ricevimento della nuova licenza.
Nel caso in cui la patente sia giàscaduta da 5 anni, tempi e costi lievitano notevolmente, poiché in questo caso sarà necessario effettuare nuovamente l’intero percorso per ottenere la licenza, dalla visita medica all’esame teorico, fino a quello pratico. La tempestività nel rinnovo della patente fa così risparmiare tempo e denaro.
Patente scaduta: multe e sanzioni
I ritmi della vita quotidiana sono ormai sempre più frenetici, al punto che dimenticarsi della scadenza di un documento può davvero essere molto facile. Quando si parla di patente scaduta, però, la dimenticanza può costare estremamente cara. Una multa, che può variare dai 160 € ai 644 €, e il ritiro del documento, infatti, sono le sanzioni cui si va incontro nel caso in cui si venga sorpresi a guidare con la licenza di guida scaduta.
In caso di sinistro stradale con la patente non più in corso di validità il quadro si aggrava ancora di più, in quanto la compagnia assicurativa potrebbe non coprire del tutto i danni. Ecco, così, che un corretto rinnovo della patente fa risparmiare e non poco.
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Rinnovo patente di guida: risparmiare conoscendo le scadenze
La scadenza della licenza di guida è consultabile sul documento stesso, nello specifico accanto alla voce 4b, ma è comunque anche riportata sulla parte posteriore della licenza. Dare periodicamente uno sguardo al documento può pertanto mettere già al riparo dal ritrovarsi improvvisamente con lapatente scaduta. Un ulteriore elemento da tenere in considerazione, quando si parla di una licenza di guida non più in regola, è l’età del patentato stesso, in quanto, a seconda di questa, la licenza ha un rinnovo ciclicamente differente. Ecco la durata di validità della licenza di guida in base alla fascia di età del patentato:
fino a 50 anni la patente ha una validità di 10 anni;
tra i 51 e i 70 anni la licenza di guida ha una validità di 5 anni;
tra i 71 e gli 80 anni la patente ha una validità di 3 anni;
al superamento degli 80 anni la validità della licenza di guida scende a 2 anni.
Patente scaduta: cosa fare?
Per rinnovare la licenza scaduta, a meno che non siano già trascorsi 5 anni, le scelte sono diverse – le abbiamo descritte nel dettaglio in questa utile guida. Brevemente, ci si può rivolgere ad una scuola guida, alla motorizzazione, ad una ASL oppure ad un’agenzia di pratiche auto, ma in ogni caso l’iter prevede una visita medica che attesti l’idoneità alla conduzione di un veicolo. Oltre ai documenti personali – carta d’identità, codice fiscale e patente in scadenza – dovranno essere presentate due fototessere e le ricevute relative ai pagamenti effettuati dal richiedente e previsti per il rinnovo della patente scaduta. Gli importi da versare sono di:
10,20 € di diritti di Motorizzazione
16,00 € di imposte di bollo
Il pagamento deve avvenire tramite il sistema PagoPa, in un’unica soluzione per la tariffa N004-DIRITTI € 10,20 | BOLLI € 16,00 – RINNOVO PATENTE. Non è più necessario, quindi, pagare i bollettini sui conti correnti 4028 e 9001. L’intera procedura può essere svolta comodamente accedendo al Portale dell’Automobilista.
Patente scaduta da più di 5 anni: cosa fare?
Come detto in precedenza, nel caso di licenza scaduta da cinque anni, l’iter sarà molto più lungo e costoso, in quanto presupporrà anche i due esami, teorico e pratico, da sostenersi presso una scuola guida o alla Motorizzazione.
Patente scaduta: dove rinnovare
Se ci si chiede, per il rinnovo della patente B, come risparmiare, e così per tutte le altre patenti, la risposta è: recandosi presso gli uffici competenti della ASL e della Motorizzazione. In questi due casi, infatti, il richiedente rinnovo deve sostenere le spese esclusivamente necessarie all’assolvimento delle pratiche, anche se deve preoccuparsi egli stesso di assolvere alle stesse.
Nel caso di rinnovo di patente già scadutapresso un’agenzia di pratiche auto, invece, i costi sono più alti, ma si ha la comodità di delegare tutto l’iter alla stessa agenzia, risparmiando così in termini di tempo da dedicare alla questione patente.
Pertanto, alla domanda “Per il rinnovo della patente, dove si risparmia?”, la risposta può essere duplice, in quanto si potrebbe spendere meno sia in termini di denaro, sia in termini di tempo. La scelta non resta a questo punto che al patentato stesso, al quale spetta decidere in base alla valutazione delle priorità. In base a quanto detto, prestare attenzione alla propria licenza di guida ha innumerevoli vantaggi, non solo relativi alla possibilità di guidare, ma anche a quella di risparmiare notevolmente sul rinnovo della patente scaduta.
Il rinnovo della patente di guidaè un obbligo imposto dal Codice della Strada. È un procedimento pensato per garantire la sicurezza sia del titolare del documento di idoneità, sia di tutti gli altri utenti della strada. Per farlo ci si sottopone periodicamente ad una visita medica, che serve a confermare o meno, la sussistenza dei requisiti psicofisici necessari per poter condurre la propria vettura su strada pubblica.
Per completare la procedura di rinnovo ed effettuare la visita, è necessario pagare alcune imposte: dall’anno scorso non si possono più usare i vecchi bollettini ma si dovrà usare il sistema PagoPa attraverso il Portale dell’Automobilista. Scopriamo tutti i dettagli.
I termini imposti per il rinnovo della patente di guida dipendono dall’età del titolare del documento e dalla tipologia dello stesso. Per i possessori di patenti A e B il rinnovo dovrà avvenire ogni 10 anni fino a 50 anni di età, ogni 5 anni per i guidatori con età compresa tra i 50 ed i 70 anni, ogni tre anni per i soggetti tra i 70 e gli 80 anni ed infine ogni due anni per gli ultraottantenni.
Per poter effettuare la visita presso le ASL è necessario portare con sé la ricevuta di pagamento della visita, una foto recente in formato fototessera e le ricevute dei pagamenti per rinnovo patente motorizzazione.
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Cosa e come pagare per il rinnovo della patente
Come accennavamo, le ricevute dei pagamenti necessari per il rinnovo patente sono fondamentali per poter effettuare la visita presso la ASL competente. Gli importi da versare sono di:
10,20 € di diritti di Motorizzazione
16,00 € di imposte di bollo
Il pagamento deve avvenire tramite il sistema PagoPa, in un’unica soluzione per la tariffa N004-DIRITTI € 10,20 | BOLLI € 16,00 – RINNOVO PATENTE. Non è più necessario, quindi, pagare i bollettini sui conti correnti 4028 e 9001. L’intera procedura può essere svolta comodamente accedendo al Portale dell’Automobilista.
Giunti presso la ASL di competenza si dovrà presentare anche la patente di guida in scadenza o scaduta, la carta d’identità o passaporto, la tessera sanitaria, una fototessera, l’autocertificazione inerente la presenza di eventuali patologie ed infine gli occhiali da vista, nel caso il soggetto chiamato al rinnovo del documento di guida ne faccia abitualmente uso. Inoltre, bisognerà presentare la ricevuta di pagamento della visita stessa.
Come funziona nelle regioni e province autonome
Le regioni Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano dispongono di procedimenti specifici e tariffe particolari per il rinnovo della patente. Il procedimento indicato qui sopra, quindi, potrebbe non corrispondere per i residenti in queste regioni, visto che in questo caso le tariffe vengono decise localmente. Le informazioni dettagliate e aggiornate si possono trovare sulla pagina dedicata del Ministero dei Trasporti.
Termini di pagamento
Per poter iniziare le procedure di rinnovo della patente devono mancare meno di 4 mesi alla scadenza del documento. La data di scadenza viene indicata al punto 4B della patente di guida, e nel giorno e nel mese, dal 2012, coincide con il compleanno del possessore per rendere più facile ricordarsi di rinnovare il documento.
Consegna nuova patente
Completata la visita medica e se questa ha esito positivo, il medico stampa una ricevuta di avvenuta conferma di validità e che viene consegnata all’interessato: la ricevuta è valida esclusivamente per la circolazione sul territorio italiano e fino al ricevimento della nuova patente.
Normalmente il nuovo documento viene consegnato al domicilio del possessore entro qualche giorno dalla visita medica. Tuttavia, se la patente tarda più di 15 giorni ad arrivare, bisogna contattare:
numero verde 800979416 di Poste italiane, disponibile a qualsiasi ora e 7 giorni su 7, con risponditore automatico, per informazioni di dettaglio riguardanti la spedizione;
numero verde 800232323 del Ministero, disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, e il sabato dalle 8 alle 14, con un operatore, per conoscere il numero dell’assicurata con la quale è stata spedita la patente: purtroppo è un servizio spesso occupato, per parlare con l’operatore, nei periodi di maggior traffico e di minor presenza di personale, occorre comporre più volte il numero, consecutivamente, senza pause tra un tentativo e l’altro;
email del Ministero uco.dgmot@mit.gov.it: nell’email occorre specificare nome, cognome, luogo e data di nascita, numero patente, data della visita medica, allegare la copia della ricevuta della visita e indicare un eventuale indirizzo di recapito alternativo (completo di provincia, c.a.p. e nome e cognome presente sul citofono se diverso dal proprio).
Ormai è piuttosto comune scegliere di noleggiare un veicolo, anche a lungo termine, invece di comprarlo. Questa nuova tendenza ha fatto aumentare le opzioni di chi, invece di acquistare un’auto, preferisce affittarla. Normalmente questi contratti richiedono una qualche forma di anticipo, ma negli ultimi anni diversi marchi e agenzie hanno cominciato ad offrire anche la possibilità di ricorrere al leasing auto senza anticipo.
Questa formula di locazione permette, come il leasing tradizionale, di noleggiare un autoveicolo per lunghi periodi di tempo mediante il pagamento di un canone mensile, potendo decidere se riscattare o meno la vettura alla conclusione del contratto. Questo normalmente include anche la manutenzione, il bollo, l’assicurazione e molto altro, permettendo di risparmiarsi parecchie grane. E, nel caso del leasing senza anticipo, non è nemmeno richiesto il pagamento di un acconto iniziale.
Il leasing auto senza anticipo differisce rispetto alle forme tradizionali proprio perché richiede un canone mensile fisso, senza importi aggiuntivi, già dall’inizio del contratto. Noleggiare un’auto in leasing senza anticipo porta in più il vantaggio di avere un unico canone mensile comprensivo di tutte le spese che talvolta gravano notevolmente sul portafoglio e sul tempo del proprietario di un’auto. Parliamo qui sia della manutenzione che delle spese per il bollo e l’RCA. Scegliendo questa formula di noleggio, inoltre, è possibile cambiare il mezzo con una certa frequenza e quindi poter scegliere, alla scadenza del leasing, di portarsi a casa una vettura nuova, diversamente da chi opta per l’acquisto dell’automobile.
Leasing auto usata senza anticipo
Il leasing auto senza anticipo, inoltre, non si applica solamente per le vetture nuove, ma anche per quelle usate. Sarà quindi possibile, per chi fosse interessato, ricorrere alla formula del leasing senza anticipo per un’auto usata avendo così la possibilità di ridurre parzialmente il costo della rata mensile rispetto a quella che si verserebbe per una vettura nuova.
Optare per il leasing sull’auto usata comporta dei vantaggi e degli svantaggi. Fra i pro troviamo una rata mensile relativamente contenuta, le spese secondarie incluse nel canone, la possibilità di avere ogni due o tre anni un’altra vettura e infine il fatto che l’auto non si svaluti e non sia pignorabile. I contro sono invece rappresentati dai costi del finanziamento, dalle mancate detrazioni fiscali – a meno che non si possegga una partita IVA – e infine dalle spese di istruttoria, che sono spesso elevate.
Noleggio auto e leasing senza anticipo: le differenze
Spesso quando si parla di leasing auto senza anticipo si confonde questa formula contrattuale con quella del noleggio a lungo termine, ma tranoleggio auto e leasing senza anticipo in realtà esiste una differenza rilevante. Nel noleggio auto, infatti, a fronte del pagamento di un canone mensile, al termine del contratto il consumatore non avrà mai la possibilità di riscattare il veicolo.
Il leasing auto senza anticipo, invece, permette al cliente avrà la facoltà di scegliere se porre fine al contratto di leasing, cambiarlo per un’altra vettura, prolungarlo, o concluderlo riscattando il mezzo previo pagamento di una maxi rata finale al termine del contratto di locazione. Scegliendo il leasing, il cliente non acquista la proprietà del veicolo, ma soltanto il suo utilizzo temporaneo.
Leasing auto tra privati senza anticipo
Negli anni passati il leasing era una forma contrattuale riservata principalmente ai soggetti muniti di partita IVA, quindi liberi professionisti o agenti di commercio, in grado di poter defalcare i costi del leasing dalla dichiarazione dei redditi. Il leasing auto tra privati senza anticipo, però, sta prendendo sempre più piede anche senza la possibilità per un privato di poter ottenere le detrazioni fiscali per l’utilizzo del veicolo.
Spesso si propende per questa formula contrattuale, e non per un finanziamento finalizzato all’acquisto della vettura perché, a fronte di una rata mensile di importo superiore rispetto a quella prevista per un contratto di finanziamento, possono essere incluse le spese inerenti i tagliandi, la manutenzione, la copertura assicurativa ed anche il bollo auto. Il leasing auto tra privati senza anticipo, inoltre, viene spesso scelto da chi ha la necessità, o la voglia, di cambiare frequentemente la vettura senza quindi procedere al riscatto al termine del contratto.
I vantaggi fiscali del leasing senza anticipo
Così come tutti i contratti di leasing, quelli senza anticipo comportano anch’essi dei vantaggi fiscali per chi è possessore di partita IVA. I benefici fiscali sono rappresentati principalmente dalla detrazione dei costi al 20% e dalla deducibilità dell’IVA al 40%; quest’ultima può arrivare al 100% se può essere dimostrato l’uso esclusivo aziendale.
Subentro leasing auto senza anticipo
Nel leasing auto senza anticipo esiste anche la possibilità di far subentrare un nuovo soggetto rispetto all’utilizzatore iniziale del veicolo. Il subentro consiste infatti in un accordo tra concedente, utilizzatore e subentrante con il quale quest’ultimo prende il posto dell’utilizzatore obbligandosi al suo posto al rispetto delle condizioni contrattuali sancite nel contratto originale.
Vi è la possibilità che il subentrante possa godere di rate di importo leggermente minore rispetto a quelle previste nel rapporto tra utilizzatore e concedente, ma affinché questo accada è necessario l’espresso consenso proprio del concedente. Il subentro comporta inoltre l’obbligo per il subentrante di versare un importo all’utilizzatore.
Tale somma si calcola decurtando al valore nominale della vettura in leasing nel momento in cui avviene il subentro, la cifra relativa alle rate ancora da versare e il prezzo previsto per il riscatto. Con il subentro, inoltre, vi sono dei vantaggi per il soggetto che cede il contratto. In questo modo, infatti, l’utilizzatore può rinunciare alla prosecuzione del contratto senza essere costretto a pagare una rata di importo elevato per la chiusura anticipata del contratto di leasing.
Prezzi e offerte di un leasing auto senza anticipo
Nel mondo del leasing auto è progressivamente in crescita il numero diofferte dedicate al leasing auto senza anticipo. Sia le finanziarie che le case automobilistiche sono sempre più propense ad offrire possibilità diverse per l’acquisto del diritto di utilizzo temporaneo.
Una city car media come Fiat Panda con 1.0 Hybrid può costare anche meno di 200 euro al mese: 179 euro con iva inclusa e anticipo zero per la precisione. Con quest’offerta, per esempio, la durata del finanziamento è di 48 mesi, e si pagano solamente i km percorsi. A volte le caratteristiche dell’offerta possono differire: sempre a 199 euro possiamo infatti avere una Lancia Ypsilon con 1.0 Gold Hybrid, ma con un limite di 1.000 km percorribili. Quest’ultima opportunità prevede, inoltre, il diritto di prelazione al momento della rivendita dell’auto.
Optando invece per auto più performanti e importanti, come una JEEP Compass con 1.3 Limited PHEV Hybrid, il prezzo del canone mensile può lievitare fino a 459 euro. Un’Alfa Romeo Stelvio, infine, equipaggiato con un 2.2 Super Business Diesel, può costare anche 539 euro al mese. Questo tipo di offerte sono consultabili su siti come Leasys.com, Hertz.it o altre finanziarie nel settore automobilistico.
I conducenti che viaggiano regolarmente certo non possono fare a meno del Telepass. Questo dispositivo serve principalmente ad evitare le code ai caselli in autostrada, visto che paga in automatico al passaggio presso le barriere di pedaggio senza necessità di usare contanti o carte. Ma negli ultimi anni le sue funzioni sono aumentate, e può essere utilizzato per diversi servizi, come pagamento di parcheggi o carburante, a seconda dell’abbonamento scelto. Scopri tutti i dettagli sul Telepass nella nostra guida.
Il Telepass è un sistema di riscossione automatica del pedaggio autostradale presente in tutti i caselli autostradali d’Italia. Il dispositivo ha la forma di una scatolina di colore grigio e non appena l’auto passa nella corsia riservata un impianto ottico riconosce il veicolo e manda un segnale che viene captato dal trasponder facendo così alzare la sbarra e consentendo il transito.
Inoltre, il Telepass può essere usato anche per diversi altri servizi, come il pagamento di alcuni parcheggi a strisce blu, l’Area C, il rifornimento di carburante in determinate stazioni e, per gli abbonamenti più completi, anche servizi come abbonamento a monopattini e bici urbane.
Come funziona il Telepass
Il funzionamento del Telepass è semplice. Grazie al transponder il Telepass comunica via radio con le varie antenne in tre passaggi: il primo registra l’avvicinamento del veicolo al casello autostradale, e lo prepara alla transazione, il secondo rileva il veicolo, attiva la transazione e fa alzare la sbarra ed il terzo registra l’avvenuto passaggio e pagamento e chiude la sbarra.
Telepass: costi
Utilizzare il Telepass si rivela davvero conveniente anche per via dei costi mensili decisamente ridotti. Il canone di abbonamento, infatti, è pari a soli 1,83 euro al mese per la sottoscrizione Base. Se si vuole svolgere tutta la procedura online, invece, attualmente si possono sottoscrivere due abbonamenti, che offrono diversi servizi aggiuntivi: Easy, canone zero per 3 mesi e poi 2 euro al mese; Plus, canone zero per un anno e poi 3 euro al mese. Ovviamente al costo del canone debbono essere aggiunti i costi dei pedaggi e dei vari servizi come parcheggi, Area C e traghetti.
Per incentivare l’uso del Telepass, esistono poi varie offerte. Chi sottoscrive un nuovo abbonamento, infatti, può ricevere diversi benefici, a seconda dell’offerta disponibile in un particolare periodo dell’anno. Tra le offerte più comuni ci sono:
canone zero per un periodo di tempo limitato (di solito da 3 mesi a un anno);
caschback di 20 € sulla revisione auto
cashback di 35 € su carburante (abbonamento Plus)
Costo Telepass Family
Se si vuole utilizzare il Telepass su due vetture differenti si può richiedere il contratto Telepass Family. Il costo è sempre di 1.83 euro mensili in formula trimestrale, ma se si supera il tetto massimo di 258.23 euro il pagamento diventa mensile con aggiunta di una quota associativa pari a 3.72 euro. La procedura di abbonamento, anche in questo caso, deve essere svolta presenzialmente in un centro Telepass.
Offerte Telepass online
Se si vuole svolgere tutta la procedura online, attualmente si possono sottoscrivere due abbonamenti, che offrono diversi servizi aggiuntivi:
Easy, canone zero per 3 mesi e poi 2 euro al mese;
Plus, canone zero per un anno e poi 3 euro al mese.
L’offerta Easy consente di pagare pedaggio e parcheggi convenzionati, il carburante, la ricarica elettrica, il bollo e le Strisce Blu, oltre che offrire 20 € di cashback sulla revisione e diversi servizi aggiuntivi. L’offerta Plus, invece, aggiunge tra le tante cose la possibilità di pagare monopattini, taxi, treni, mezzi pubblici, oltre che il 30% di caschback sui pedaggi per i primi 3 mesi.
Telepass Pay per Use
Se si vuole beneficiare della comodità del Telepass ma non si vuole pagare il canone mensile perché lo si usa solo in periodi specifici dell’anno, ecco l’offerta che fa per te. SI chiama Telepass Pay per Use, che si può attivare versando 10 € forfettari all’inizio del contratto per poi pagare solamente 2,50 euro al mese solo nei mesi di effettivo utilizzo. Un’ottima opzione per chi, ad esempio, volesse usarlo solo nei periodi di vacanza.
Come richiedere il Telepass
Può sembrare un’operazione complicata quella relativa alla richiesta del Telepass, ma in realtà questa può essere effettuata in numerosi modi: online, alla posta, presso un Punto Blu o anche in banca. Come spiegato in precedenza, però, l’abbonamento Base può essere sottoscritto solo presenzialmente, così come quello Family, mentre le offerte Easy e Plus possono essere attivate online.
Punto Blu Telepass
La via più tradizionale per richiedere il Telepass è quella di recarsi personalmente presso un Punto Blu. In questi sportelli dedicati si potrà sottoscrivere il contratto e, dopo aver indicato il conto corrente dove addebitare gli importi, si riceverà immediatamente il dispositivo Telepass.
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Richiesta Telepass online
Se non si ha voglia o tempo per recarsi presso un Punto Blu si potrà richiedere il Telepass online semplicemente collegandosi al sito www.telepass.it. Bisogna tenere presente, però, che le tariffe online non corrispondono a tutte quelle attivabili presenzialmente (attualmente sono disponibili le tariffe Easy e Plus). Completata la registrazione si dovrà poi fornire il numero di targa della vettura sulla quale verrà utilizzato il dispositivo, l’IBAN del proprio conto corrente, la fotocopia di un documento di identità ed inviare il contratto firmato. Per il pagamento degli importi si potrà decidere di canalizzare la spesa sul proprio conto oppure utilizzare la carta di credito.
Telepass Poste Italiane
Altra possibilità per richiedere il Telepass è quella di recarsi presso un ufficio postale, ma è bene sottolineare che la richiesta potrà essere effettuata soltanto da chi è titolare di un Conto Banco Posta. Questa, infatti, è condizione necessaria per richiedere l’addebito dei costi direttamente sul proprio conto corrente. Anche in questo caso, una volta compilati tutti i documenti e sottoscritto il contratto verrà consegnato il Telepass e si potrà utilizzare il dispositivo da subito.
Telepass senza conto corrente
Se non si vuole associare il Telepass ad un conto corrente, ma si vuole ugualmente usufruire della comodità del dispositivo, una volta si poteva acquistare il Telepass ricaricabile al prezzo di 49,90 euro. Dal 25 ottobre 2021, però, questo tipo di telepass non è più acquistabile.
Attivazione Telepass
Nel momento in cui si è sottoscritto il contratto, indicato l’IBAN del proprio conto corrente ed indicato il numero di targa da associare al dispositivo il Telepass è immediatamente pronto per essere utilizzato e non si dovrà attendere un secondo di più.
Dove posizionare il Telepass
Per un corretto funzionamento del dispositivo, ed evitare che la sbarra del casello non si alzi durante il transito, è sempre opportuno posizionare il Telepass in alto nel parabrezza in posizione centrale sfruttando l’adesivo con velcro fornito in dotazione al momento del ritiro del Telepass.
Cose da sapere
Cos’è il Telepass?
Il Telepass è un sistema di riscossione automatica del pedaggio autostradale presente in tutti i caselli autostradali d’Italia. Il dispositivo ha la forma di una scatolina di colore grigio e non appena l’auto passa nella corsia riservata un impianto ottico riconosce il veicolo e manda un segnale che viene captato dal trasponder facendo così alzare la sbarra e consentendo il transito.
Come funziona il Telepass?
Grazie al transponder il Telepass comunica via radio con le varie antenne in tre passaggi: il primo registra l’avvicinamento del veicolo al casello autostradale, e lo prepara alla transazione, il secondo rileva il veicolo, attiva la transazione e fa alzare la sbarra ed il terzo registra l’avvenuto passaggio e pagamento e chiude la sbarra.
Quanto costa il Telepass?
Il canone di abbonamento Telepass Base è pari a soli 1,83 euro al mese e la fattura viene inviata con cadenza trimestrale. Ovviamente al costo del canone debbono essere aggiunti i costi dei pedaggi e dei vari servizi come parcheggi, Area C e traghetti.
Come si richiede il Telepass?
Il Telepass può essere richiesto in diversi modi: online, alla posta, presso un Punto Blu o anche in banca.
Dove posizionare il Telepass in auto?
Per un corretto funzionamento del dispositivo, ed evitare che la sbarra del casello non si alzi durante il transito, è sempre opportuno posizionare il Telepass in alto nel parabrezza in posizione centrale sfruttando l’adesivo con velcro fornito in dotazione al momento del ritiro del Telepass.
La Maserati Ghibli è la berlina più piccola del marchio di Modena. Lanciata nel 2013, è stata fondamentale per il rilancio del brand e oggi, anche a distanza di molti anni, continua a riscuotere un buon successo commerciale. La Ghibli è diventata rapidamente il modello più venduto di Maserati, fino all’arrivo della Levante nel 2016, che le ha strappato il primato di vendite per effetto della maggiore attrattività della sua carrozzeria sul mercato attuale.
Con il nuovo anno Maserati sceglie di omaggiare il passato storico del marchio e allo stesso tempo la città di Modena in cui il Tridente ha sede, presentando l’inedito allestimento MC Edition per la Ghibli. Disponibile unicamente in abbinamento alla motorizzazione V8, questo si caratterizza per le due tinte a disposizione: Giallo Corse e Blu Vittoria, entrambi tristrato, ma con la prima con sfumature di colore blu, la seconda con trattamento opaco.
Maserati Ghibli: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12
Maserati Ghibli: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11
Maserati Levante: prezzi, dimensioni e caratteristiche
A completare l’estetica della nuova serie speciale ci pensano i cerchi in lega da 21 pollici in Piano Black. Nuovi anche gli interni arrichiti dalla presenza di impunture gialle e blu, mentre il tetto apribile e l’impianto audio Bowers & Wilkins sono offerti di serie.
Maserati Ghibli FTributo Special Edition
Ulteriore serie speciale di Maserati Ghibli è la FTributo Special Edition, versione nata per rendere omaggio alla prima pilota che si è qualificata per un gran premio di Formula 1. Il suo nome è Maria Teresa De Filippis e correva l’anno 1958 quando iniziò a correre nella massima Formula, partecipando per quattro anni a bordo della Maserati 250F. Ancora non si conoscono, prezzi, motori e numero degli esemplari, ma le dotazioni principali sono già state presentate.
L’allestimento dedicato, disponibile anche per la sorella Levante, si concentra su un’estetica esclusiva e su dettagli di lusso. Maserati Ghibli FTributo Special Edition è offerta nei colori speciali Arancio Devil e Grigio Lamiera. La prima tinta è proposta in abbinamento ai cerchi da 21 pollici Titano e alle finiture Blu Cobalto. La seconda colorazione, invece, porta con sé i cerchi in lega con finitura Glossy Black e badge arancioni. Aprendo le portiere dell’edizione speciale saltano poi all’occhio i rivestimenti in pelle PienoFiore, che si possono scegliere nelle varianti nero, arancione o cuoio con cuciture blu e arancioni.
Maserati Ghibli 334 Ultima
Maserati ha presentato in anteprima mondiale al Goodwood Festival of Speed 2023 la nuova serie limitata della Ghibli denominata 334 Ultima. Insieme alla Levante V8 Ultima, queste versioni celebrano il traguardo di oltre 100 mila motori a otto cilindri del Tridente prodotti dal 1959 a oggi e rappresentano l’addio al V8 biturbo, poiché saranno gli ultimi modelli del marchio a montare questo propulsore. La Ghibli 334 Ultima è stata chiamata così in virtù della sua velocità massima, raggiungibile grazie al potente motore da 580 CV che le consente di spingersi fino a 334 km/h, ottenendo il titolo di berlina endotermica di serie più veloce al mondo.
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Maserati Ghibli: dimensioni
Pur trattandosi della berlina più piccola di Maserati, la Ghibli può comunque contare su dimensioni “importanti”. Con una lunghezza di 4,71metri, la Ghibli può tranquillamente essere annoverata tra le berline di grandi dimensioni. La larghezza di 1,95 metri, unita all’altezza di 1,46 metri, invece, enfatizzano il carattere sportivo del modello che si sposa alla perfezione con l’immagine premium e di lusso tipica dei modelli Maserati. Buono lo spazio interno grazie al passo di 2,99 metri, mentre la capacità di carico si attesta sui 500litri.
Dimensioni
Lunghezza
4.971 mm
Larghezza
1.945 mm
Altezza
1.461 mm
Passo
2.998 mm
Maserati Ghibli: interni
Lusso e qualità. Questi sono gli elementi cardine intorno ai quali è ruotata l’intera fase di progettazione e sviluppo degli interni della Maserati Ghibli. In linea con il più recente linguaggio stilistico del costruttore modenese, la plancia ha uno sviluppo orizzontale e in base all’allestimento scelto può essere impreziosita con inserti e rivestimenti in pelle, legno, alluminio o fibra di carbonio. Ottima, poi, la qualità dei vari assemblaggi.
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Buono il livello tecnologico a bordo, assicurato dal sistema di infotainment Maserati Touch Control Plus costituito da uno schermo touch da 8,4 pollici. Con l’ultimo aggiornamento, inoltre, il sistema è stato profondamente rivisto e ora assicura una grafica più moderna e dettagliata. Ottimo infine lo spazio a bordo. Anche per chi siede dietro ci sono centimetri in abbondanza soprattutto per le gambe. Merito in primis del passo di quasi tre metri.
Maserati Ghibli: esterni
Il concetto di lusso torna anche negli esterni della Maserati Ghibli dove si sposa però con un altro elemento cardine della produzione del Tridente, ovvero la sportività. In base all’allestimento scelto, infatti, la berlina modenese avrà un carattere più elegante o più sportivo. Il massimo della sportività è rappresentato dal nuovo allestimento Trofeo.
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Maserati Ghibli: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3
Con l’ultimo aggiornamento, le linee della Maserati Ghibli sono state leggermente riviste. Spuntano ora nuovi fari a Led che, soprattutto nella parte posteriore, hanno ora un disegno completamente diverso. Nuove sono anche le prese d’aria all’anteriore, più grandi nelle dimensioni.
Maserati Ghibli: motori
La gamma motori della nuova Maserati Ghibli è composta da tre versioni. Il listino si apre con la versione Modena 3.0 V6 a benzina da 430CV, ora in abbinamento alla trazione integrale di serie. Rimanendo tra i benzina, il top dell’offerta è rappresentato dalla variante Trofeo, spinta da un V8 capace di ben 580CV, ma attualmente non disponibile sul configuratore ufficiale. Eliminati i diesel 3.0 a sei cilindri dalla gamma, la vera novità per Ghibli è la versione GT Hybrid con un 2 litri turbo a 4 cilindri da 330CV.
Maserati Ghibli: consumi
Essendo presenti a listino motorizzazioni benzina e mild-hybrid, i consumi della Maserati Ghibli variano di molto da modello a modello. Si parte dalla GT Hybrid che presenta valori di 183-213 g/km per le emissioni di CO2 e un consumo compreso fra 8,1 e i 9,4 l / 100 km. Per quanto riguarda Modena, ormai di serie con con la trazione integrale, le emissioni e i consumi lievitano, fino a valori di 274-283 g/km e di 12,1-12,6 l / 100 km. Per la top di gamma Trofeo, infine, Maserati dichiara emissioni di CO2 per 279-285 g/km e una percorrenza di 12,3-12,6 l / 100 km.
Maserati Ghibli: allestimenti
Sono tregli allestimenti disponibili per la Maserati Ghibli, ciascuno dedicato a una determinata motorizzazione:
Modena: allestimento di accesso alla gamma, abbinato al V6 da 350 CV.
Trofeo: allestimento più estremo, dotato del potente propulsore V8 da 580 CV.
GT Hybrid: rigorosamente dedicato alla versione mild-hybrid.
Modena: alla dotazione di serie aggiunge cerchi in lega da 20″ Urano (Diamond), pinze freno Nero, esterni Bianco, interni e volante rivestiti in Nero, cielo Nero, plancia e tappeti Nero, modanature Dark Mirror.
Trofeo: alla dotazione di serie aggiunge cerchi in lega da 21″ Orione Matt Black, pinze freno Rosso, esterni Bianco, interni rivestiti in pelle Naturale Pieno Fiore, Sedili Nero/Rosso, volante rivestito in pelle Nero, cielo Nero, plancia Nero con cuciture Rosse, tappeti Nero, modanature in Fibra di Carbonio Effetto 3D.
GT Hybrid: alla dotazione di serie aggiunge cerchi in lega da 18″ Borea, pinze freno Grigio, esterni Bianco, interni e volante rivestiti in pelle Nero, cielo Nero, plancia e tappeti Nero, modanature Dark Mirror, sedili anteriori regolabili elettricamente (8 vie+4 vie per i lombari), con 2 memorie per il sedile guidatore.
Maserati Ghibli: perché comprarla
Guida: nonostante non sia piccola né leggera, fra le curve la Ghibli risulta comunque maneggevole e coinvolgente.
Design: un connubio perfetto fra sportività ed eleganza, come da tradizione Maserati.
Motori: ampia la gamma motori, che va dall’ibrido fino alla potente V8 da quasi 600 CV.
Maserati Ghibli: prezzi
Di seguito il listino prezzi di Maserati Ghibli aggiornato a luglio 2023:
Per quasi vent’anni l’utilizzo della targa prova su veicoli usati è stato un argomento poco chiaro e molto dibattuto. Una sentenza della Corte di Cassazione del 2020 aveva riaperto la questione, chiusa definitivamente con il Decreto Infrastrutture del 2021. Questo ha stabilito che la targa di prova potrà essere usata anche sulle auto usate e già immatricolate, anche se non assicurate. In caso di danni, a rispondere sarà l’assicuratore dell’autorizzazione alla circolazione di prova. Scopri tutti i dettagli nel nostro articolo.
La targa di prova è uno strumento di fondamentale importanza per officine, concessionari, carrozzieri e produttori di pneumatici, che ha permesso loro di circolare senza problemi su vetture usate, ma non assicurate, per effettuare le prove necessarie per svolgere il proprio lavoro. Una sentenza della Corte di Cassazione del 2020, ha stabilito che la targa prova può essere utilizzata soltanto sui veicoli non ancora immatricolati, mettendo in difficoltà i soggetti del settore e i rivenditori, obbligati a stipulare una specifica assicurazione per poter consentire ai potenziali acquirenti di provare un’autovettura.
Vent’anni di dubbi e polemiche
Il Codice della strada, aggiornato con il DPR 474 del 2001, prevede l’uso della targa prova, ma non evita dubbi e controversie. Pochi anni dopo il ministero dei Trasporti prova a fare chiarezza con la nota del 4 aprile 2004, che prevede la possibilità di usare la targa prova anche sulle vetture immatricolate.
Nuovo capitolo nel 2018, con la circolare del 30 maggio emessa dal ministero degli Interni che dichiara che la pratica dei concessionari non corrisponde interamente a quanto previsto dal Codice della strada.
Ancora una sterzata l’anno scorso, con la sentenza 17665 del 25 agosto 2020 della Cassazione che vieta l’uso della targa prova sulle vetture già immatricolate, creando difficoltà agli operatori del settore. Adesso a fare chiarezza è arrivato il decreto Infrastrutture che aggiornerà il decreto del Presidente della Repubblica del 24 novembre 2001, n. 474.
Il testo del decreto Infrastrutture
Il Decreto Infrastrutture del 2021 stabilisce che l’autorizzazione all’utilizzo della targa di prova di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2001, n. 474, può essere utilizzata per la circolazione su strada dei veicoli non immatricolati e di quelli già muniti della carta di circolazione di cui agli articoli 93, 110 e 114 o del certificato di circolazione di cui all’articolo 97, anche in deroga agli obblighi previsti dall’articolo 80 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285, qualora detti veicoli circolino su strada per esigenze connesse a prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento.
Ai fini della circolazione di cui al primo periodo, resta comunque fermo l’obbligo di copertura assicurativa da parte del titolare dell’autorizzazione alla circolazione di prova, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di responsabilità civile verso terzi. Dei danni cagionati dal veicolo in circolazione di prova, anche se munito della carta o del certificato di circolazione, risponde, ove ne ricorrono i presupposti, l’assicuratore dell’autorizzazione alla circolazione di prova.
Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si provvede all’aggiornamento del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2001, n. 474, anche al fine di stabilire le condizioni e il numero massimo di autorizzazioni alla circolazione di prova rilasciabili ad ogni titolare in ragione del tipo di attività esercitata e del numero di addetti.
Presentata nel 2016, la MaseratiLevante rappresenta una pietra miliare per la Casa del Tridente, segnando l’ingresso del marchio nel segmento SUV. La sua creazione è stata un processo lungo e travagliato, con i primi prototipi risalenti al 2003 e i secondi al 2011. La gamma Levante attuale si concentra su varianti mild-hybrid e benzina, dopo aver abbandonato le motorizzazioni diesel.
Maserati amplia la gamma della Levante introducendo il nuovo allestimento MC Edition, che trae ispirazione dal mondo delle competizioni e omaggia la città di Modena. Riservato alle sole motorizzazioni V8, si riconosce per le due tinte esclusive per la carrozzeria: Giallo Corse e Blu Vittoria. Si tratta di due tinte tristrato, la prima arricchita da sfumature di colore blu, mentre la seconda ha un trattamento opaco. Completano il look sportivo i cerchi in lega da 22 pollici con finitura in Piano Black.
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Maserati Levante: prezzi, dimensioni e caratteristiche
Inediti anche gli interni dove spiccano gli inserti gialli e blu a riprendere le tinte della carrozzeria e i colori della città di Modena, mentre di serie vengono offerti anche il tetto apribile e l’impianto audio Bowers & Wilkins.
Maserati Levante FTributo Special Edition
Ulteriore novità targata 2022 è rappresentata da una nuova versione speciale dedicata a Maria Teresa De Filippis la prima atleta donna a qualificarsi per un gran premio di Formula1 e che corse per quattro anni proprio con una Maserati. La nuova FTributo Special Edition è disponibile in due tinte: Arancio Devil eGrigio Lamiera. Con la prima verniciatura troviamo abbinati i cerchi da 21 pollici Anteo e le finiture Blu Cobalto, mentre scegliendo il secondo colore troviamo in dotazione cerchi in lega con finitura Glossy Black e badge arancioni. L’abitacolo presenta diversi rivestimenti in PelleFiore, personalizzabili nelle versioni nero, arancione o cuoio con cuciture blu e arancioni.
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Maserati Levante Ultima
Al Goodwood Festival of Speed 2023, Maserati ha svelato una nuova serie speciale dedicata alla Levante chiamata Ultima. Il nuovo allestimento nasce per omaggiare gli oltre 100 mila motori a otto cilindri prodotti dal marchio del Tridente dal 1959 a oggi. A caratterizzare il modello è la presenza del propulsore V8 biturbo, che per l’ultima volta trova posto sotto il cofano di un modello Maserati. La Levante V8 Ultima condivide lo stesso powertrain della berlina Ghibli e può contare su una potenza di 580 CV. Inedito è anche lo stile, con finiture e inserti inediti e dedicati a questo esclusivo modello.
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Maserati Levante: dimensioni
Sviluppata sulla medesima piattaforma della Jeep Grand Cherokee, la Maserati Levante punta su dimensioni molto generose per assicurare spazio e comfort a chi si accomoda la suo interno. La vettura del Tridente, infatti, misura ben 5 metri di lunghezza ed accoglie comodamente cinque passeggeri, mentre la larghezza e l’altezza misurano rispettivamente 198 e 169 centimetri. Buona anche la capienza del bagagliaio, pari a 580 litri.
Dimensioni
Lunghezza
5.005 mm
Larghezza
1.981 mm
Altezza
1.693 mm
Passo
3.004 mm
Maserati Levante: esterni
La Maserati Levante presenta delle linee morbide e filanti che uniscono eleganza e sportività. Il frontale è imponente e dominato dalla classica griglia, dove al centro spicca il simbolo del Tridente. I fari sono sottili ed affilati e donano un aspetto grintoso al SUV emiliano. La fiancata è pulita e presenta dietro i passaruota anteriori i tre sfoghi dell’aria tipici delle vetture Maserati, mentre i passaruota posteriori sono ben evidenziati e muscolosi.
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Altro elemento di richiamo della storia della Casa modenese è il logo posto nel montante “C”. Il posteriore si caratterizza per la presenza di fari a sviluppo orizzontale che si integrano perfettamente con il portellone, grazie a linee spigolose; mentre il lunotto ha dimensioni adatte a garantire una buona visibilità. In ogni caso, il SUV di lusso italiano offre un alto grado di personalizzazione e ogni allestimento presenta un look specifico, per accontentare i desideri di tutti.
Maserati Levante interni
L’abitacolo della Maserati Levante è un tripudio di eleganza. Gli interni in pelle evidenziano lo stile ricercato del SUV italiano e consentono agli occupanti di viaggiare nel comfort totale. Anche chi siede dietro, complice in primis il lungo passo di 3 metri, offre centimetri a sufficienza tanto per le gambe quanto per la testa.
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Maserati Levante: interni
Maserati Levante: prezzo, dimensioni e caratteristiche 18
Elemento di richiamo alla tradizione Maserati è la presenza dell’orologio analogico posizionato nella parte superiore della plancia; mentre al centro della stessa è presente il monitor da 8″ dedicato al sistema di infotainment. Questo è stato recentemente aggiornato e può ora contare su un maggior livello di connettività.
Maserati Levante: motori
La sportività della MaseratiLevante si rispecchia nelle motorizzazioni disponibili a listino. Tra i motori a benzina è presente un V6 3.0 di cilindrata con 430 CV (allestimento Modena) di potenza massima, abbinato alla trazione integrale. Si sale di potenza con la versione Trofeo, che sfrutta un V8 da 4.0 litri che sprigiona fino a 580 CV, ma che al momento è assente fra le opzioni del configuratore ufficiale. Per sostituire i propulsori diesel viene invece introdotto il powertrain mild-hybrid da 330 CV, lo stesso della Ghibli che unisce un 2.0 benzina a una batteria da 48 volt e alla trazione integrale intelligente Q4, che migliorano l’efficienza e le prestazioni del SUV.
I motori V6 e V8 e la stazza della vettura non consentono alla Maserati Levante di avere consumi molto contenuti. Le versioni dotate di propulsori a benzina V6 promettono percorrenze nell’ordine degli 12,5 l/100 km, mentre il V8 da 580 CV necessita di ben 15,9 l/100 km. Più efficiente il modello mild-hybrid: consuma 10,2 l/100 km ed emette 231 g/km di CO2 su ciclo misto.
Maserati Levante: allestimenti
Sono tre gli allestimenti disponibili per la Maserati Levante, ciascuno dedicato a una determinata motorizzazione:
Modena: allestimento di accesso alla gamma, che si abbina al V6 da 430 CV.
Trofeo: top di gamma dotata del potente propulsore V8 da 580 CV.
GT Hybrid: allestimento dedicato alla versione mild-hybrid.
Modena: alla dotazione di serie aggiunge cerchi in lega da 20″ Nero Staggered, pinze freno Nero, esterni Bianco, interni e volante rivestiti in pelle Nero, cielo Grigio, plancia e tappeti Nero, modanature Dark Mirror.
Trofeo: alla dotazione di serie aggiunge cerchi in lega da 21″ Anteo Staggered, pinze freno Rosso, esterni Bianco, interni rivestiti in pelle Nero con cuciture Grigio, volante rivestito in pelle Nero, cielo Grigio, plancia e tappeti Nero con cuciture Grigio.
GT Hybrid: alla dotazione di serie aggiunge cerchi in lega da 18″ Borea, pinze freno Grigio, esterni Bianco, interni e volante rivestiti in pelle Nero, cielo Grigio, plancia e tappeti Nero, modanature Dark Mirror, sedili anteriori regolabili elettricamente (8 vie+4 vie per i lombari), con 2 memorie per il sedile guidatore.
Maserati Levante: perché comprarla
Immagine: con la Levante non si rischia mai di passare inosservati.
Potenza: i potenti propulsori V6 e V8 garantiscono delle prestazioni eccezionali per un SUV di queste dimensioni.
Personalizzazione: la Levante può essere equipaggiata secondo i gusti e le esigenze più disparate.
Maserati Levante: prezzi
Di seguito il listino prezzi della Maserati Levante aggiornato a luglio 2023:
Cambiare residenza può essere un procedimento stressante, vista la necessità di aggiornare le informazioni relative su tutti i documenti in possesso. Fortunatamente, però, le nuove patenti introdotte dopo la riforma del Codice della Strada del 2013non riportano l’indirizzo del proprietario del documento e non necessitano più di apporre il vecchio talloncino.
In ogni caso, le informazioni sul vostro nuovo indirizzo saranno inviate direttamente dal comune al Ministero dei Trasporti, affinché registri le nuove indicazioni. Scopriamo tutti i dettagli.
Non capita di rado che si sia costretti a cambiare residenza. In questo caso per poter completare questa pratica ci si dovrà mettere in contatto con l’ufficio anagrafe del Comune presso il quale si intende trasferire la residenza (in molti comuni l’intera procedura può essere svolta interamente online), e comunicare il nuovo indirizzo. Questa operazione deve essere effettuata entro 20 giorni dal trasferimento. Successivamente, si riceverà visita da parte della Polizia Locale che verificherà l’effettiva presenza del richiedente presso l’indirizzo indicato.
Cambio di residenza sulla patente
Completata la procedura all’anagrafe sarà lo stesso ufficio comunale a procedere all’aggiornamento delle banche dati. Così facendo sarà l’anagrafe del comune a comunicare il nuovo indirizzo di residenza alla Motorizzazione Civile.
In passato, quando la Motorizzazione Civile veniva a conoscenza della comunicazione trasmessa dall’ufficio anagrafe, inviava al titolare della patente un talloncino adesivo indicante il nuovo indirizzo che doveva essere incollato sia sulla patente che sul libretto di circolazione. Oggi, però, la procedura è totalmente cambiata.
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Motorizzazione e cambio della residenza
A seguito delle modifiche al Codice della Strada introdotte dal 2013 sulla patente di guida non è più indicata la residenza del titolare del documento, e pertanto in caso di nuova residenza non verrà più inviato alcuna talloncino adesivo. In ogni caso, sarà l’ufficio anagrafe del nuovo comune di residenza a comunicare i nuovi dati a tutti gli uffici competenti, inclusi motorizzazione e Ministero dei Trasporti.
Numero verde cambio residenza patente
Compiute le operazioni di cambio residenza presso gli uffici dell’anagrafe comunale si potrà verificare l’aggiornamento dei dati sulla patente di guida sia tramite il portale dell’automobilista, che tramite numero verde. Per avere informazioni sullo stato di aggiornamento della pratica si potrà contattare il numero 800.23.23.23 dell’Ufficio Centrale Operativo del Centro Elaborazione Dati del Ministero dei Trasporti attivo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 14.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30.
Cose da sapere
Quando si cambia residenza è necessario aggiornare l’indirizzo sulla patente?
A seguito delle modifiche al Codice della Strada introdotte dal 2013 sulla patente di guida non è più indicata la residenza del titolare del documento, e pertanto in caso di nuova residenza non verrà più inviato alcuna talloncino adesivo. Si potrà comunque procedere alla richiesta di aggiornamento indirizzo patente successivamente alla domanda di iscrizione anagrafica nel Comune di nuova residenza, oppure di cambio di abitazione nel Comune di residenza.
A chi bisogna comunicare la variazione di residenza per il cambio sulla patente?
Quando si cambia residenza è necessario recarsi all’ufficio anagrafe del Comune presso il quale si intende trasferire la residenza, e comunicare il nuovo indirizzo. Nei giorni successivi si riceverà visita da parte della Polizia Locale che verificherà l’effettiva presenza del richiedente presso l’indirizzo indicato. Sarà l’anagrafe del comune a comunicare il nuovo indirizzo di residenza alla Motorizzazione Civile.
Quanto costa il cambio residenza sulla patente?
Per il cambio indirizzo patente non è previsto alcun costo.