Tante vetture si sono ritagliate uno spazio importante nella storia dell’automobilismo, diventando vere e proprie icone, ma soltanto una ha saputo resistere all’avanzare del tempo e rimanere fedele all’idea iniziale, la Porsche 911. Questo modello sportivo, divenuto oramai leggendario e tuttora in produzione, ha da poco festeggiato 60 anni (portati benissimo): tutto inizia nel 1963 al Salone di Francoforte con un altro nome, 901, successivamente modificato in 911. La nuova creatura di Porsche irrompe sul mercato l’anno successivo e conquista tantissimi automobilisti sparsi in tutto il mondo grazie alle proprie caratteristiche: carrozzeria coupé 2+2, motore posteriore a sbalzo 6 cilindri boxer raffreddato ad aria da 130 CV, peso che supera di poco i 1.000 kg, trazione posteriore, sospensioni a quattro ruote indipendenti con barra di torsione, quattro freni a disco e cambio a quattro marce con la quinta opzionale.
Le sensazioni di guida, unite alla buona abitabilità e al design (rimasto praticamente invariato e divenuto il marchio di fabbrica della casa tedesca) che ha saputo attraversare a testa alta più di mezzo secolo, sono tra le chiavi del clamoroso successo della vettura tedesca, che non ne vuol sapere di andare in pensione. Pur restando fedele al progetto originale, è inevitabile che nel corso di tutti questi anni abbia ricevuto varie modifiche, ma le serie fondamentali restano due: le Porsche 911 con motore raffreddato ad aria (prodotte dal 1963 al 1997) e le 911 dei giorni nostri, realizzate a partire dal 1998.
La leggenda 911 inizia con un nome diverso
Porsche deve sostituire la 356, diventata ormai obsoleta, e al Salone dell’Automobile di Francoforte del 1963, presenta il primo esemplare prodotto, di colore giallo, della nuova vettura, chiamata 901: il pubblico e la stampa specializzata gradiscono, la Peugeot decisamente meno. La casa francese diffida i rivali dall’usare quella sigla, perché ha registrato i tutti i numeri a tre cifre con lo zero in mezzo da utilizzare per i propri modelli. Il marchio tedesco è costretto a cambiare nome in 911 a partire dal 10 novembre 1964: griffati 901 restano solo i primi 82 esemplari già venduti, quasi tutti allestiti artigianalmente, visto che la produzione di serie partì il 14 settembre del 1964. Una volta risolta la querelle del nome, la nuova Porsche è libera di sfrecciare, a tutto gas ovviamente, verso la gloria e la leggenda, grazie alla guida al limite e alle sensazioni uniche che trasmette agli automobilisti: il motore posteriore alleggeriva troppo l’anteriore e, secondo indiscrezioni dell’epoca, i fortunati possessori delle 911 mettevano nel bagagliaio alcuni sacchi di sabbia per darle maggiore stabilità.
Le versioni Targa e Turbo consolidano il mito
Tra la 911 e gli automobilisti è amore a prima vista: le vendite premiano la casa tedesca che, nel 1966, sforna la 911 S da 160 CV; mentre l’anno seguente è la volta della 911 R, realizzata in sole 20 unità e caratterizzata dal motore twin spark da 210 cavalli e da un peso minore grazie alle portiere in alluminio e al carter in magnesio. A contribuire al mito della 911 è anche la versione Targa, a metà strada fra coupé e spider, introdotta nel 1965: fra i tratti distintivi troviamo il roll bar fisso che permette di rimuovere agevolmente il tettuccio e viaggiare con il vento tra i capelli. Il nome Targa fu scelto per rendere omaggio alla vittoria di Umberto Maglioli con la Porsche 550 Spyder alla Targa Florio, la prima affermazione del marchio di Stoccarda in una gara internazionale valida per il Campionato Mondiale Vetture Sport.
Nel 1975 viene svelata la mitica 911 Turbo, la prima Porsche con motore sovralimentato (3 litri con turbocompressore dotato di basamento in alluminio, cilindri in Nikasil e iniezione meccanica). Le linee sono più aggressive, con passaruota più ampi per poter montare pneumatici di misure maggiori; mentre allo spoiler posteriore e allo splitter anteriore più grande spetta il compito di assicurare maggiore stabilità alla vettura. Questa versione raggiunge i 100 km/h in 6,5 secondi e tocca la velocità massima di 251 km/h. L’aggiornamento del 1978 introduce il motore di 3.3 litri di cilindrata e 300 cavalli con iniezione elettronica.
Dalla SuperCarrera all’ultima 911 raffreddata ad aria
Nel 1977 è la volta della 911 SC (SuperCarrera), la nuova entry level nella gamma del marchio (ma dalle prestazioni di tutto rispetto come i 233 km/h di velocità massima e lo 0-100 km/h in 6,3 secondi) che prende il posto di tutte le auto senza motore turbo: la standard, la S e la Carrera. I vertici di Porsche hanno in mente di produrre la 928, che avrebbe dovuto sostituire la 911, ma le vendite dell’auto, ormai diventata un mito, non accennano a diminuire e i manager sono costretti a fare un passo indietro: nel 1984 esordisce la 911 Carrera 3.2 con motore da 3.164 centimetri cubi da 231 CV e alimentazione a iniezione elettronica. Nel 1993 arriva l’ultima 911 con motore raffreddato ad aria, la serie 993, con motore boxer 6 cilindri più potente e velocità massima di 296 km/h.
Dalla svolta del 1997 fino ai giorni nostri
Il 1997 è una data da segnare in rosso per gli appassionati Porsche: viene presentata la 996, la prima 911 con motore raffreddato ad acqua. La nuova vettura ha un propulsore boxer di 3,4 litri con 4 valvole per cilindro e 296 CV di potenza. Ai fan più integralisti non piacciono i cambiamenti estetici nella parte anteriore, con i nuovi fari a ogiva che prendono il posto dei tradizionali fanali tondi. Le contestazioni degli affezionati inducono i vertici della casa tedesca, nel 2005, a mandare in pensione la 996 per far posto alla 997, che presenta il ritorno dei fari tondi. La nuova vettura non riscuote grandi consensi e, nel 2011, viene sostituita dalla 991 con motore da 3.4 litri e 350 CV, nella versione Carrera, e propulsore da 3.8 litri e 400 CV, nella versione Carrera S. Questa variante della 911 è la prima vettura di serie del marchio ad avere il cambio manuale a sette marce. Nel 2018 è l’ora della 992, l’ultimo capitolo, fino a ora, della gloriosa 911: la nuova versione presenta fanali uniti tra di loro da un sottile led e una griglia di ventilazione del motore che si rifà alle 911 degli anni 80.
Essere coinvolti in un incidente stradale è sempre un’esperienza traumatica, ma quando il sinistro avviene con una vettura presa a noleggio, all’inevitabile shock che ne consegue si aggiungono i dubbi sul da farsi. Vediamo come comportarsi passo dopo passo in caso di impatto o tamponamento con un’auto noleggiata, anche quando il conducente non ha colpa.
Innanzitutto è necessaria una premessa: i dettagli della copertura assicurativa e la franchigia vengono stabiliti al momento della stipula del contratto di noleggio. Oggi ci sono contratti standard che possono essere modificati in base alle esigenze dell’automobilista, però è fondamentale conoscere tutte le condizioni contrattuali prima di compiere la scelta di noleggiare una vettura.
Cosa fare dopo l’impatto
In linea di massima, i passi da compiere non sono differenti da quelli previsti in caso di incidente con un’auto privata. La prima cosa da fare è assicurarsi che tutte le persone coinvolte nell’impatto stiano bene e, se necessario, chiamare un’ambulanza; una volta pensato alla salute di tutti quanti, si passa alla compilazione del modello Blu (CAI) di constatazione amichevole, scambiando le generalità (nome, cognome, numero di telefono e altri contatti) con il conducente dell’altro veicolo e tutti i soggetti coinvolti nell’incidente. In caso di impatto contro una vettura in sosta, bisogna lasciare le proprie generalità su un bigliettino da mettere sul parabrezza di quest’ultima.
Se vengono chiamate le forze dell’ordine, in attesa del loro arrivo, è bene scattare foto dell’incidente, in modo da poter risalire con certezza alla data e all’ora del sinistro, poter indicare le esatte condizioni meteo, lo stato del manto stradale e l’illuminazione, il modello delle auto coinvolte e le rispettive targhe, i danni riportati ai veicoli o ad altre proprietà e le lesioni riportate da conducenti, passeggeri ed eventuali pedoni coinvolti.
Una volta seguiti questi passi, è arrivato il momento di telefonare alla compagnia dove è stata noleggiata l’auto (il numero è sul contratto) e raccontare l’accaduto. La società di noleggio penserà al recupero dell’auto, nel caso non si possa più muovere, alle riparazioni e le sostituzioni necessarie, e alla mediazione con le compagnie assicurative delle varie parti coinvolte. Solitamente le compagnie di noleggio non rimborsano le spese che il conducente deve sostenere, salvo diversi accordi stipulati al momento della firma del contratto e, di conseguenza, se il guidatore deve pagare qualcuno in maniera diretta, è molto improbabile che la compagnia di noleggio proceda con il rimborso.
Le varie polizze
Qualsiasi tipo di noleggio auto, a breve e lungo termine, comprende la copertura base, la RCA, con l’aggiunta, per le vetture nuove, della copertura contro i sinistri e il furto. Al momento della firma del contratto (o del ritiro dell’auto nel caso di noleggio a breve termine) è possibile aggiungere ulteriori coperture assicurative, dagli pneumatici al parabrezza, utili se si devono percorrere strade sconnesse, fino alla Kasko: tutte le coperture prevedono sempre le franchigie, fisse o in percentuale. Nel caso di noleggio a lungo termine, le assicurazioni prevedono anche un massimale, la cifra massima che la compagnia è disposta a pagare in caso di sinistro. Se il danno causato dal titolare del contratto di noleggio supera questa cifra, la differenza spetta al titolare del noleggio.
Le franchigie e i massimali possono essere azzerati, con formule assicurative denominate Damage Access Refund, che prevedono il pagamento di una sostanziosa cifra extra. I danni per colpa possono essere azzerati, pagando ovviamente, ma tali coperture extra decadono quando il sinistro viene causato da un conducente sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti: in questo caso se l’incidente dovesse essere grave, l’automobilista avrà anche conseguenze dal punto di vista penale. Invece se il conducente dell’auto noleggiata non ha nessuna colpa nell’incidente, la compagnia potrebbe decidere di addebitargli i costi e poi rimborsarlo soltanto dopo aver accertato i fatti: un motivo in più per redigere un resoconto dell’impatto in maniera più precisa e dettagliata possibile.
La nuova BMW i5, variante completamente elettrica dell’ultima BMW Serie 5, solleva interrogativi sulla denominazione più adatta. Rappresenta una variante di Serie 5 o un modello a sé? Con questa ottava generazione, infatti, tutta la gamma si orienta verso la propulsione elettrica, divenendo l’unica opzione globale disponibile. Le versioni plug-in, a benzina e diesel saranno invece proposte solo in specifiche regioni. L’arrivo sul mercato è atteso per ottobre 2023, con due varianti di potenza: 340 e 601 CV.
La variante 100% elettrica della BMW i5 verrà presto declinata anche in variante station wagon. La nuova BMW i5 Touring arriverà sul mercato nel 2024, ampliando così la gamma delle elettriche della Casa automobilistica tedesca. Al momento, di le i si sa ancora poco. Il recente teaser diffuso da BMW mette in risalto il profilo laterale del veicolo, evidenziando i moderni gruppi ottici a Led e la distintiva forma del tetto e del portellone.
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Inoltre, sappiamo che la Touring sarà abbinabile ad un’ampia gamma di propulsori elettrici. Tra le opzioni spiccano la i5 eDrive40, con un motore singolo da 340 CV e un’autonomia di 477-582 km, e la M60 xDrive bimotore, che eroga 601 CV e può percorrere da 455 a 516 km con una singola carica.
BMW i5: dimensioni
La BMW i5 si distingue per le sue dimensioni generose e imponenti. Con un aumento di dieci centimetri in lunghezza, raggiunge la lunghezza complessiva di 5,07 metri, offrendo tanto spazio ai suoi passeggeri. Inoltre, si espande anche in larghezza di tre centimetri, raggiungendo i 1,90 metri, e in altezza di quattro centimetri, arrivando a 1,51 metri. Il passo, che misura 2,99 metri, rappresenta un nuovo record nella categoria, offrendo una base solida per il comfort dei passeggeri. In termini di capacità di carico, il bagagliaio offre 490 litri di spazio, consentendo di trasportare comodamente i bagagli.
Dimensioni
Lunghezza
5.070 mm
Larghezza
1.900 mm
Altezza
1.510 mm
Passo
2.990 mm
BMW i5: esterni
La BMW i5 presenta un design che rappresenta un vero e proprio cambiamento di paradigma, differenziandosi dalle ultime creazioni del marchio. Mostra uno stile pulito e teso, abbandonando le esagerazioni criticate negli anni passati. La berlina si distingue per le sue dimensioni imponenti, superando la soglia dei cinque metri con un passo da record. Esaminando gli esterni, il frontale si caratterizza per un’interpretazione interessante del caratteristico doppio rene e dei fari a quattro elementi, con una cornice retroilluminata e indicatori di direzione a Led.
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La fiancata presenta una linea di cintura alta e superfici pulite, arricchite da linee tese e nette, minigonne in nero lucido e un inedito logo “5” nel montante C. Al posteriore, spiccano i nuovi gruppi luce sottili con un elemento cromato che richiama la forma a “L” dei fari posteriori. Dal punto di vista tecnico, risponde all’appello lo sterzo sportivo con assistenza parametrica, sospensioni sportive M e un sistema di gestione delle accelerazioni verticali. Le sospensioni adattive Professional offrono ulteriori caratteristiche come la stabilizzazione attiva del rollio, garantendo un’esperienza di guida dinamica e confortevole.
BMW i5: interni
La BMW i5 presenta un abitacolo caratterizzato da un crescente livello di digitalizzazione. L’interfaccia si rinnova radicalmente, con meno tasti fisici e un maggior numero di funzioni controllabili attraverso il BMW Curved Display, composto da uno schermo strumenti da 12,3″ e un infotainment da 14,9″. Il volante è stato ridisegnato con una sezione inferiore piatta e nuovi pannelli di controllo sulle razze, dotati di feedback aptico. Questi elementi si affiancano ai tradizionali come il controller girevole sul tunnel. Un’importante novità è rappresentata dalla Interaction Bar, una sottile striscia cristallina che si estende lungo l’abitacolo e include alcuni comandi touch sensitive per i sedili e il clima. Gli interni della Serie i5 rispondono al dettame della sostenibilità, offrendo rivestimenti privi di pelle di origine animale. I sedili, la plancia, i pannelli portiera e la corona del volante sono rivestiti con un materiale chiamato Veganza, che simula l’effetto dei pellami naturali.
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BMW Serie i5: prezzo, dimensioni e caratteristiche
BMW Serie i5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1
La 5 introduce anche importanti progressi nel campo degli Adas, come il nuovo Driving assistant professional che include assistenti alla guida come lo Steering e Lane control assist con Distance control e funzione Stop & go. In alcuni mercati, l’Highway assistant permette la gestione autonoma dello sterzo fino a 130 km/h, consentendo di togliere le mani dal volante mantenendo l’attenzione sulla strada e sul traffico. La vettura offre inoltre il Parking assistant con assistente di retromarcia di serie e, su richiesta, una variante professionale in grado di effettuare il parcheggio autonomo senza il guidatore a bordo. L’interfaccia è altamente intuitiva grazie al sistema BMW iDrive arricchito con la funzione QuickSelect e al nuovo software BMW OS 8.5. Il sistema offre diverse modalità di controllo, tra cui touch, controlli vocali, comandi sul volante e opzionali comandi gestuali. Tra le opzioni disponibili, vi è il BMW Live cockpit professional con head-up display e immagini in realtà aumentata. Il BMW OS 8.5 introduce anche contenuti digitali innovativi, come aggiornamenti frequenti, informazioni precise sulla rete di ricarica e la possibilità di streaming video e in-car gaming tramite l’optional AirConsole. Altri gadget sfiziosi includono il Welcome scenario con “light show” incluso e il tappeto luminoso dinamico. La chiave digitale permette di aprire e avviare il veicolo tramite smartphone iOS o Android, offrendo una connettività stabile grazie alle antenne 5G di serie. Infine, gli upgrade software over-the-air consentono di scaricare funzioni ConnectedDrive gratuitamente per un mese e successivamente di prenotarle per un periodo più lungo.
BMW i5: motori
La nuova BMW i5 è offerta in abbinamento a due powertrain elettrici, che rappresentano il fulcro del progetto. La variante i5 eDrive40 adotta uno schema a motore singolo con trazione posteriore, erogando 340 CV e 430 Nm di coppia. Questa versione è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 6 secondi nella modalità Sport boost o con il Launch control attivato, raggiungendo una velocità massima autolimitata di 193 km/h. La M60 xDrive, invece, è equipaggiata con un powertrain “dual motor” che offre la trazione integrale elettrica. Questa versione è in grado di erogare 601 CV e 820 Nm di coppia nella modalità M Sport Boost o con l’M Launch control attivato. Grazie a queste caratteristiche, la M60 xDrive può accelerare da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi, raggiungendo una velocità massima autolimitata di 230 km/h.
BMW i5: consumi
La BMW i5 è equipaggiata con una batteria da 81,2 kWh che offre un’autonomia stimata tra i 477 e i 582 km per la versione eDrive40 e tra i 455 e i 516 km per la versione M60. La Casa ha introdotto la nuova funzione Max range, che permette di aumentare l’autonomia fino al 25% riducendo la potenza e alcune funzioni di comfort. Per quanto riguarda le opzioni di ricarica, è disponibile il sistema standard in corrente alternata da 11 kW, ma è possibile richiedere il caricatore da 22 kW. In modalità di ricarica in corrente continua, la i5 può raggiungere una potenza di 205 kW e può passare dal 10% all’80% della capacità in soli 30 minuti.
BMW i5: allestimenti
La BMW 5 viene offerta in 2 allestimenti differenti:
i5: la versione “base” della berlina tedesca, con una dotazione già ricca sotto tutti i punti di vista.
MSport: per i clienti dal carattere più sportivo.
Equipaggiamenti di serie: Sistema di sicurezza passiva per pedoni, Assistente di attenzione alla guida, Kit prontosoccorso (incluso nella messa in strada), Kit attrezzi, Sistema Active Guard, Bulloni antifurto per cerchi in lega, BMW Intelligent Emergency Call, Elementi cromati: calandra doppio rene, listelli verticali principali e cornice finestrini laterali, Specchietti retrovisori esterni con calotta verniciata in tinta carrozzeria e base nero opaca, Specchietti retrovisori esterni reg. elett., riscaldati e asferici, Luci direzione integrate negli specchietti retrovisori esterni, Calandra doppio rene con flap attivi (Active Air Stream) e listelli nero opaco, Badge con nome modello sul portellone posteriore lato destro, Maniglie esterne, paraurti ed altri particolari esterni in tinta carrozzeria, High beam assistant, BMW Individual Shadow-line nero lucido, Cerchi in lega triplex-spoke con Styling 933 da 19″, Ambient Light High – Illuminazione interna diffusa, Vano portaoggetti, lato passeggero e guidatore, nelle portiere con portabevande (1l) e centrale ant., Portabevande consolle centrale e posteriore, Tappetini in velluto, Sistema di carico passante con schienale del sedile posteriore abbattibile 40:20:40, Sensore pioggia con accensione anabbaglianti, regolazione tergicristalli e sensore di appannamento, Specchietto retrovisore interno con funzione anabbagliante automatica, Specchietti retrovisori esterni regolabili e ripieg. elett., riscaldati e lato guida auto anabbagliante, Fari abbaglianti e anabbaglianti e luci diurne con tecnologia a LED, Sistema di regolazione automatica della profondità dei fari, Luci interne e area maniglie illuminata con apertura telecomando, Funzione Follow-me-home regolabile tramite iDrive Controller, Luci posteriori con tecnologia a LED, Ugelli tergicristalli riscaldati, Fari fendinebbia posteriori, Accensione senza inserimento chiave, Sistema Immobiliser, Brake Energy Regeneration (BMW EfficientDynamics), Dischi freno anteriori e posteriori autoventilanti, Cruise Control con funzione freno, Limitatore di velocità, Presa elettrica da 12V: vano portaoggetti ant., console centrale ant., 2 nell console post. con adattatore USB, Sistema di chiusura centralizzata: portiere, flap serbatoio, bagagliaio. Chiusura aut. regolabile, BMW Teleservices, Driving Assistant, Parking Assistant con telecamera posteriore e linee guida di manovra, Cavo di ricarica pubblica trifase, Flexible Fast Charger (Mode 2), Tessera di ricarica BMW Charging, Personal eSIM, Wireless Charging, BMW Live Cockpit Plus, BMW Connected Package Professional Radio DAB, BMW Connected Drive Services, Computer di bordo: vel. media, consumi medi, autonomia, indicatore di temp. esterna, Controller iDrive Telecomando ad onde radio per chiusura centralizzata, chiave fisica di sicurezza e accensione luci Sistema di monitoraggio per manutenzione, Guida uso e manutenzione integrata e accessibile via Control Display, Speaker stereo con 6 altoparlanti: 2 mid ant., 2 mid post, 2 bassi centr.
M sport: Contenuti estetici esterni M, Contenuti estetici interni M, Sospensioni con assetto M Sport, Volante sportivo M Sport, BMW Individual Black High-Gloss Shadow Line, Rivestimento interno del padiglione in colore antracite, Alpine White, Cerchi in lega M da 19″ double-spoke con Styling 935 Bicolor Black Grey, Modanatura Dark Silver M combinato con Aluminium Rhombicle, Pelle Veganza M / Alcantara.
BMW Serie i5: perché comprarla
Prestazioni: la vettura offre due powertrain elettrici che garantiscono performance elevate e oltre 600 CV di potenza.
Autonomia: grazie alle batterie da 81,2 kWh, l’autonomia è compresa tra i 455 e i 582 chilometri a seconda della versione.
Teconologia: gli interni di questa berlina sono caratterizzati da un elevato livello di digitalizzazione, che trova la sua massima espressione nel display curvo a centro plancia.
BMW i5: prezzo
Di seguito ecco il listino prezzi della BMW i5 aggiornato a novembre 2023:
La BMW M3, incarnazione sportiva della Serie 3, mantiene l’iconica calandra a doppio rene, ora ampliata. Nuove caratteristiche tecniche includono l’introduzione della trazione integrale M xDrive. Inoltre, attualmente la linea accoglie la variante Touring, la prima station wagon della gamma M3, spinta da un motore top di gamma da 510 CV.
BMW ha presentato la serie limitata M3 CS, in produzione da questa primavera. La nuova versione sarà la più potente a listino, con un’indole molto pistaiola: il 3.0 litri 6 cilindri della Competition è stato ottimizzato per erogare fino a 550 CV e 650 Nm di coppia, e viene abbinato al cambio automatico a 8 rapporti con messa a punto specifica e alla trazione integrale M xDrive con differenziale posteriore attivo. Un aumento di potenza che si apprezza con i dati sulle prestazioni: la CS raggiunge i 100 km/h da ferma in 3,4 secondi e, grazie all’M Driver’s Package di serie, può sfrecciare a 302 km/h.
Questi numeri, però, non dipendono solo dall’aumento di potenza: l’M3 CS conta su una messa a punto specifica dell’assetto e dello sterzo e sull’uso di materiali leggeri che permettono al modello di pesare 20 kg in meno rispetto alla M3 “normale”. Il nuovo allestimento M3 CS è disponibile a partire da 165.000 €.
BMW M3 Elettrica
Ci sono grandi novità all’orizzonte per la divisione sportiva di BMW. Nel corso del Salone di Monaco 2023, infatti, Frank Weber, responsabile sviluppo BMW, ha confermato l’arrivo di una M3 completamente elettrica. La sportiva dovrebbe avere quattro motori, uno per ogni ruota, per una potenza complessiva di ben 1.360 CV. Contestualmente, è stata anche confermata la permanenza a listino della M3 endotermica. La Serie 3 elettrica dovrebbe debuttare nel 2025, mentre la variante sportiva M3 è attesa per il 2027.
BMW M3 Touring CS
La prossima espansione della famiglia BMW M potrebbe includere la M3 Touring CS, una versione ancora più potente e leggera della M3 Touring. La nuova variante ancora più prestazionale della M3 Touring potrebbe vedere la potenza salire fino a 550 CV e 650 Nm, offrendo prestazioni da vera supercar. La M3 Touring CS si farà notare per un utilizzo estensivo di fibra di carbonio, con paraurti, diffusore e spoiler realizzati in questo materiale. Ciò comporterà un risparmio di circa 30 kg di peso complessivo. Anche parti dell’abitacolo, come i sedili e i pannelli delle portiere saranno realizzate in fibra di carbonio.
La M3 Touring CS sarà un modello esclusivo, prodotto in circa 2.000 esemplari. Montando il potente motore 3.0 sei cilindri biturbo S58 da 550 CV e 650 Nm, la Touring promette prestazioni di alto livello, con uno scatto 0-100 km/h in circa 3,4 secondi e una velocità massima superiore ai 300 km/h. Sebbene il prezzo di partenza possa superare i 170-180.000 euro, la M3 Touring CS non sarà l’unica CS in arrivo. BMW sta anche lavorando su una versione speciale della M4, facendo presagire ulteriori novità nel mondo delle sportive ad alte prestazioni del brand.
BMW M3: dimensioni
Le dimensioni della nuova BMW M3 non sono eccessive e sono simili sia per la versione berlina che per la variante station wagon. La lunghezza sfiora i 4 metri e 80 cm, mentre altezza e larghezza si fermano rispettivamente a 143 cm e 190 cm. il bagagliaio della M3 berlina ha una capacità massima di 480 litri, ma comunque il passo da 286 cm regala tutto lo spazio necessario a bordo, mentre quello della versione familiare parte da un minimo di 500 litri per arrivare a un massimo di 1.510 litri con i sedili posteriori reclinati.
Dimensioni
Lunghezza
4.794 mm
Larghezza
1.903 mm
Altezza
1.433 mm
Passo
2.857 mm
BMW M3: esterni
La nuova generazione di M3 ha attraversato un processo di profondo rinnovamento rispetto al passato, pur mantenendo gli stilemi che da sempre la caratterizzano. La calandra a doppio rene, per assecondare soprattutto i gusti del mercato orientale, raddoppia le sue dimensioni e si estende dal cofano al paraurti donando un aspetto aggressivo alla sportiva. Altrettanto aggressivi sono i gruppi ottici dotati di luci diurne a Led.
I volumi sono ben scolpiti anche dalla linea di cintura laterale, che arrivata al passaruota frontale si incurva verso l’alto prendendo la forma di un artiglio. Molto curato anche il disegno del posteriore in cui il terzo volume è impreziosito dalla presenza di un piccolo spoiler mentre nella parte bassa del paraurti spicca la presenza dei quattro terminali di scarico.
E l’estetica è simile anche nella nuova versione familiare della M3, che però si differenzia per alcune dotazioni top di gamma di serie. Oltre a linee ridisegnate per aumentare lo spazio interno, la M3 Touring può infatti contare su elementi distintivi come i cerchi forgiati da 19″ davanti e da 20″ dietro e su un più pronunciato spoiler posteriore.
BMW M3: interni
L’abitacolo della nuova BMW M3 è un tripudio di lusso e tecnologie all’avanguardia. Oltre al volante multifunzione a tre razze, nella plancia si inseriscono lo schermo da 12,3″ del quadro strumenti digitale e il display touch dell’infotainment (che sul MY 2023 raggiunge i 14,9″ di diagonale) del BMW Live Cockpit Professional.
Tra i sedili anteriori, rivestiti in pelle, trovano posto la leva del cambio e il selettore delle modalità di guida, mentre poco sopra, in un inserto separato, ci sono i controlli del clima automatico trizona. A bordo anche tanti sistemi di sicurezza e assistenza, come il cruise control, il controllo dinamico della stabilità, sensori di parcheggio anteriori e posteriori e molto altro.
BMW M3: motori
A listino è presente un solo propulsore, un benzina 3.0 litri a 6 cilindri declinato in due livelli di potenza: 480 CV e 550 Nm di coppia (M3) e 510CV e 650 Nm (M3 Competition), disponibile anche con trazione integrale M xDrive. Quest’ultimo propulsore è l’unico disponibile per la versione station wagon M3 Touring. Tutta questa potenza si traduce in prestazioni da supercar: il motore meno potente fa scattare l’auto da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi, dato che si riduce a 3,9 secondi per la versione da 510 CV e a 3,5 secondi per il modello xDrive.
Inoltre, BMW ha in programma la produzione dell’allestimento a tiratura limitata CS, che declina il 3.0 litri in una versione da 550 CV e 650 Nm. L’allestimento CS, grazie all’aumento di potenza e ad un assetto specifico, registra delle prestazioni ancora più notevoli: i 100 km/h da fermo si raggiungono in 3,2 secondi, mentre la velocità massima si attesta sui 302 km/h.
BMW M3: consumi
Il consumo medio di carburante, calcolato su ciclo combinato WLTP, si aggira tra i 9,8 e i 10,1 litri ogni 100 km per gli allestimenti di accesso alla gamma, con una media leggermente più alta per il modello a trazione integrale. Questi numeri salgono leggermente per quanto riguarda le versioni Touring e CS, che dichiarano percorrenze nell’ordine di 10,1-10,4 litri ogni 100 km.
BMW M3: allestimenti
La BMW M3 prevede un solo allestimento a listino, dotato di tutti i comfort, le tecnologie e lo stile di cui dispone il marchio tedesco. Eventuali differenze di equipaggiamento in base alla motorizzazione vengono indicare nella specifica qui sotto.
Inclusi nella dotazione di serie Cerchi da 18″/19″ M a doppi raggi Styling 824 Orbit Grey con pneumatici misti (ant. 275/40 R18, post. 285/35 R19) – non catenabili, Cerchi in lega da 19″/20″ forgiati M (solo per Competition con xDrive) a doppi raggi Styling 826 Bicolore Black M con pneumatici Misti (ant. 275/35 R 19, post. 285/30 R 20), Airbag per guidatore e passeggero disattivabile tramite apposita chiave, Airbag laterali per la testa per prima e seconda fila di sedili, Poggiatesta regolabili per prima e seconda fila di sedili, Airbag laterali per guidatore e passeggero, Protezione laterale contro urti integrata, Cinture di sicurezza, Fissaggio ISOFIX per sedili posteriori esterni, Porte posteriori con sistema di chiusura meccanica di sicurezza per bambini, Sistema anti bloccaggio di sicurezza ABS, con Brake Assist System e Cornering Brake Control, Controllo dinamico di stabilità DSC con funzioni estese, Active Guard con frenata d’emergenza e mantenimento in corsia attivo, Assistente di attenzione alla guida, Kit prontosoccorso (incluso nella messa in strada), Kit attrezzi, Triangolo di sosta d’emergenza (compreso nella messa in strada), Segnalatore acustico cinture di sicurezza, Disattivazione airbag passeggero, BMW Intelligent Emergency Call, Indicatore pressione pneumatici, Bulloni antifurto per cerchi in lega, BMW Intelligent Emergency Call, Antifurto con allarme, M Drive Pro, Pacchetto retrovisori interno ed esterni autoanabbaglianti e richiudibili elettricamente, Specchietto retrovisore interno con funzione anabbagliante automatica, Fari Bi-LED, Funzione Follow-me-home regolabile tramite iDrive Controller, Luci posteriori con tecnologia a LED e fari fendinebbia, Assetto sportivo adattivo M, Ugelli tergicristalli riscaldati, Sensore pioggia con accensione anabbaglianti, regolazione tergicristalli e sensore di appannamento, Motore BMW TwinPower Turbo 6 cilindri benzina e High Precision Injection, Filtro antiparticolato, Sensore livello e qualità olio motore, Cambio automatico Sportivo Steptronic a 8 rapporti con Drivelogic e paddle al volante (solo modelli Competition), Servotronic M, M Drive: 3 set-up singoli (Comfort, Sport, Sport+) per motore, assetto, cambio, sound, sterzo, trazione, DSC, Head-Up Display; 2 profili vettura (M1, M2) configurabili, Sistema di Start/stop automatico e tasto per disinserimento, Accensione senza inserimento chiave, Sistema Immobiliser elettronico, Brake Energy Regeneration (BMW EfficientDynamics), Impianto frenante M Compund con dischi freno forati e autoventilanti, Differenziale sportivo M, Freno di stazionamento elettro meccanico con funzione Automatic Hold, Indicatore usura pastiglie freni, Cruise Control con funzione freno, Limitatore di velocità, Batteria agli Ioni di Litio con morsetto di sicurezza, Climatizzatore automatico con controllo a 3 Zone, BMW Live Cockpit Professional, BMW Connected Package Professional, Computer di bordo: vel. media, consumi medi, autonomia, indicatore di temp. Esterna, Controller iDrive nella consolle centrale con tasti per selezione diretta funzioni, Telecomando ad onde radio per chiusura centralizzata, chiave fisica di sicurezza e accensione luci, Sistema di monitoraggio per manutenzione, Guida uso e manutenzione integrata e accessibile via Control Display, Impianto HiFi amplificato, BMW Connected Drive Services, Radio DAB, Presa elettrica da 12V nella console centrale, Sistema di chiusura centralizzata: portiere, flap serbatoio, bagagliaio Chiusura aut. regolabile, BMW Teleservices, Sensori di parcheggio PDC Ant. / Post., Profilo impostazioni personali dedicato per chiave, Paraurti in tinta carrozzeria, Parte inferiore paraurti (ant. e post.) e minigonne laterali in nero lucido, Diffusore posteriore in nero lucido, Calandra in nero lucido a doppio rene senza cornice con listelli doppi M e badge modello, Specchietti retrovisori esterni con calotte in nero lucido (solo modelli Competition), Luci direzione integrate negli specchietti retrovisori esterni, Air Breather laterali con logo M3-M4 e finitura in nero lucido (solo modelli Competition), Tetto in Carbonio con antenna e dettagli in nero lucido, Maniglie portiere illuminate con inserto in tinta carrozzeria, 4 Terminali di scarico doppi (gemellati) a destra e a sinistra con finitura Chrome (solo M3), 4 Terminali di scarico doppi (gemellati) a destra e a sinistra con finitura Black Chrome (solo modelli Competition), Badge con nome modello sul portellone posteriore lato destro con finitura Chrome (solo M3), Badge con nome modello sul portellone posteriore lato destro con finitura in nero lucido (solo sui modelli Competition) Shadowline BMW Individual esterna lucida, Shadow Line esterna nero lucido BMW Individual con contenuti estesi, Copertura motore con badge M (solo Competition), Sedili per 5 passeggeri, Interni in Pelle “Merino” con contenuti estesi, Black | Black LKSW, Modanature interne in Black High Gloss con profili in Pearl Chrome, Rivestimento interno del padiglione in colore antracite BMW Individual, Leva selettrice del cambio specifica M, Tappetini in velluto M con logo, Listelli battitacco illuminati con badge M3, M4, Sedili sportivi M Sport, Supporto lombare, Regolazione elettrica sedili anteriori, Pacchetto portaoggetti, Riscaldamento dei sedili anteriori, Bracciolo centrale per sedili anteriori con vano portaoggetti, Tasche portaoggetti dietro i sedili anteriori, Luci interne: centrale anteriore e posteriore, luci lettura anteriori, alette parasole e portaoggetti, Luci interne: vano piedi anteriore, sotto-porta anteriori e vano bagagli, Ambient Light – Illuminazione interna diffusa, Volante sportivo M in pelle a 3 razze con comandi multifunzione e tasi M1/M2, Regolazione del piantone sterzo in altezza e profondità, Vano portaoggetti, lato passeggero e guidatore, nelle portiere con portabevande (1l) e cenrale ant. Pedali M con cover in Alluminio, Sistema di carico passante con schienale del sedile posteriore abbattibile 40:20:40, Ganci e anelli multifunzione nel vano bagagli.
BMW M3: perché comprarla
Motori: la versione sportiva della Serie 3 non può che montare i più potenti propulsori BMW, che regalano all’auto prestazioni da supercar.
Equipaggiamento: la dotazione di serie è molto ricca e fonde elementi eleganti ad altri più tecnologici e sportivi.
Immagine: con l’introduzione del nuovo design la BMW M3 attira ancora di più l’attenzione su di sé, merito soprattutto del doppio rene di dimensioni maggiorate.
BMW M3: prezzi
Di seguito ecco il listino prezzi della BMW M3 aggiornato a novembre 2023:
La Subaru Impreza è l’auto più rappresentativa del costruttore delle Pleiadi. Nasce nel 1992 a seguito di una doppia necessità del marchio giapponese: sostituire sul mercato la Leone, prodotta dal 1971 e ormai obsoleta, e la Legacy, impegnata nelle corse. Il risultato è la Impreza che, nel giro di poco tempo, sveste i panni della semplice berlina media, come da piani del costruttore, per trasformarsi in un mito assoluto dei rally, una vettura che ancora oggi può contare su una nutrita schiera di fedelissimi innamorati.
Di colore blu, con cerchi in oro e il numero 555 in giallo su cofano e portiere: questa è la Impreza che ha lasciato un segno indelebile nei cuori di tantissimi appassionati, cresciuti nel mito di Carlos Sainz e Colin McRae, un bolide capace di dominare i rally e conquistare tre Mondiali Piloti (1995, 2001 e 2003) e altrettanti Mondiali Costruttori (1995-96-97) e di far conoscere il marchio giapponese in tutto il mondo, aprendogli di fatto le porte di nuovi mercati.
Oggi la Impreza è giunta alla quinta generazione e continua a mantenere il proprio appeal, specialmente nel mercato americano, che copre più del 65% delle vendite mondiali. Ripercorriamo le tappe fondamentali della storia della berlina media giapponese.
Il mito inizia 31 anni fa
Il lancio della Subaru Impreza è datato 1992: la vettura è pensata fin dall’inizio mettendo le competizioni al centro dell’intero progetto. Lo schema meccanico è lo stesso che ha dato celebrità al brand: oltre al motore boxer montato longitudinalmente, trovano conferma le sospensioni McPherson davanti e dietro e la trazione integrale permanente: una soluzione che permette di abbassare il baricentro (aspetto fondamentale se si punta a ottenere risultati sia in pista che nelle prove speciali) e al tempo stesso di ripartire le masse in modo uguale fra lato destro e sinistro, donando all’auto agilità ed equilibrio. Caratteristiche che fanno la felicità degli automobilisti che sfrecciano sulle strade e dei piloti che trionfano nei rally. La Impreza, trainata dalle vittorie sportive, spopola in vari mercati: in Giappone, Europa e Usa, regalando a Subaru il momento di maggior splendore e guadagni.
La prima Impreza è disponibile in tre versioni: berlina a 3 volumi e 4 porte, station wagon (chiamata Sport Wagon) e coupé, non importata in Italia. Al debutto la gamma motori è formata dal solo 1.800 da 101 CV, a cui si aggiungono a breve un 1.600 e un 2.000 aspirati più il 2,0l turbo da 211 CV che equipaggia la versione WRX, nata nel 1994 per sostituire la Legacy nelle competizioni motoristiche. Il primo restyling esterno arriva 1997 e quello sugli interni nel 1998; mentre dall’anno successivo la potenza della WRX sale da 211 a 218 CV. La WRX, rispetto alle altre versioni, ha tre differenziali (il centrale e il posteriore a slittamento limitato) e il cambio manuale a 5 marce. Il motore, dotato di turbina con intercooler aria-aria e testata bialbero in testa a 4 valvole, ha un sound caratteristico, che accresce ancora di più il mito della Impreza.
Un modello speciale per i 40 anni del marchio
Nel 1998 ricorrono i 40 anni dalla fondazione della Subaru, che per rendere omaggio alla conquista del titolo costruttori WRC, crea l’Impreza WRX STi 22B su base coupé: il motore, fatto a mano, ha la cilindrata aumentata da 2 a 2,2 litri, con 276 CV di potenza. La nuova versione monta ammortizzatori Bilstein e molle Eibach, il top sul mercato; è disponibile solo con carrozzeria a 2 porte ed esteticamente è riconoscibile per i passaruota ancora più larghi. L’edizione speciale è prevista in soli 400 esemplari, che vengono venduti in 30 minuti; la casa decide di sfornare altre 24 unità per i mercati fuori dal Giappone e anche queste trovano un acquirente nel giro di pochi istanti.
Le generazioni successive
L’Impreza fa breccia fin da subito nei cuori di tantissimi appassionati e per questo, la seconda generazione arriva solo nel 2001, nove anni dopo l’esordio. È più spaziosa, mentre i fedelissimi non gradiscono l’aumento del peso, causato dalla carrozzeria cresciuta di 6 centimetri. La forma rotonda dei fari anteriori caratterizza la nuova berlina, che al debutto è offerta in due motorizzazioni: il 1.600 da 95 CV e il 2.0 da 218 CV per la WRX. La STi arriva nel 2002, con propulsore 2 litri boxer da 265 CV, che salgono a 280 nel 2005, con la cilindrata aumentata a 2,5 litri.
Nel 2007, a soli sei anni dalla seconda generazione, arriva la terza, che presenta la prima grande rivoluzione: all’inizio, la nuova Subaru Impreza è disponibile solo nella versione a due volumi, probabilmente con l’intenzione di fare concorrenza, specialmente in Europa, alla Golf e alle altre vetture di segmento C. I risultati non premiano il marchio giapponese più per il design anonimo che per la bontà della nuova vettura, caratterizzata dall’unicità della trasmissione 4X4 “simmetrica” e dai consueti motori boxer, anche turbodiesel. La WRX STi, invece, è spinta da un 2.5 da 300 CV ed è disponibile con carrozzeria a quattro o a cinque porte, a tre o due volumi.
Al salone dell’automobile di New York del 2011 debutta, in versione berlina a 4 e a 5 porte hatchback, la quarta generazione. Questa Impreza viene proposta con motori sia benzina che diesel con cilindrate comprese tra i 1,6 e i 2,0 litri: all’inizio è destinata al mercato giapponese e a quello statunitense e, successivamente, viene esportata anche in vari mercati europei, tranne in quello italiano ad eccezione della WRX e della STi. Dal 2014 arriva un’altra novità: le versioni WRX perdono il nome Impreza e diventano un modello a sé stante nel listino del brand giapponese. Nel 2016 è il momento della quintagenerazione, la prima costruita sulla nuova piattaforma globale Subaru, alla base di tutti i futuri modelli della casa.
La cooperazione tra industrie può essere un’ottima soluzione per accelerare i processi di decarbonizzazione e riduzione dell’impatto sull’ambiente. Il dialogo e la collaborazione possono aiutare le varie imprese, non solo quelle del settore automotive, a centrare il difficile obiettivo comune della riduzione delle emissioni: con tale scopo, due anni fa, Eni, Boston Consulting e Google Cloud hanno creato la piattaforma on-line Open-ES, uno strumento aperto sia a piccole che grandi aziende che permette loro di interagire alla pari e confrontarsi su procedure e risultati.
Il portale si basa sulle “4P”, i quattro elementi-chiave: Pianeta, Persone, Prosperità economica e Principi di Governance aziendale. I dati ESG vengono raccolti e processati in base ai parametri stabiliti dallo “Stakeholder Capitalism Metrics” del WEF (il Forum Economico Mondiale) per esaminare intere filiere di produzione e distribuzione, a partire dal settore energetico, anche se l’obiettivo dichiarato è di rendere la piattaforma disponibile anche a quelle imprese che operano in contesti industriali diversi, al fine di costituire un ecosistema basato sulla condivisione di orientamenti e soluzioni per la sostenibilità.
Da 1.000 a più di 14.000 adesioni in poco tempo
La piattaforma è raggiungibile all’indirizzo web openes.io/it e ha visto aumentare i propri partner in maniera esponenziale in breve tempo. Al momento del lancio comprendeva circa 1.000aziende, per la maggior parte soci e collaboratori di Eni, che hanno ricoperto un ruolo fondamentale nella costruzione della prima struttura di interazione: in meno di sei mesi le imprese che hanno aderito sono salite a 2.600 (provenienti da 50 nazioni diverse) e da 58 differenti settori industriali. Numeri lievitati fino a raggiungere le attuali 14.081 imprese dislocate in 91 Paesi del mondo e operanti in 66 settori industriali.
Come agisce la piattaforma
Il progetto è strutturato in tre diversi modelli di adesione riservati a fornitori, clienti e operatori di mercato: la procedura è standard per tutte e tre le categorie e prevede la registrazione e un tutorial che illustra dettagliatamente come portare a termine la fase più complessa, il caricamento dei dati. Da quest’ultimi vengono ricavati i parametri per il passaggio seguente, che consiste nell’assegnazione di una valutazione del livello di sostenibilità del proprio operato.
La piattaforma Open-ES consente di svolgere varie attività utili per migliorare l’impatto sull’ambiente: permette di confrontarsi con i riferimenti del proprio settore seguendo un percorso guidato; di misurare le proprie performance di sostenibilità; di individuare i propri punti di forza e le aree di miglioramento per poter intavolare piani di sviluppo, suggerimenti e soluzioni per colmare le lacune; di rendere partecipi i propri fornitori (anche mediante l’accesso a statistiche, analisi di dettaglio e vari strumenti di collaborazione), un’azione imprescindibile per aumentare l’efficienza di tutta la filiera produttiva oltre che della propria azienda; di chiedere e offrire supporto; di poter entrare nelle cosiddette aree di collaborazione, tavoli virtuali creati appositamente per condividere esperienze, dare visibilità alle buone azioni di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Oggi Jeep, per tutti, è sinonimo di una categoria specifica di vetture, i fuoristrada. L’impresa, senza precedenti, di trasformare il proprio nome, nel sinonimo di un’intera tipologia di auto è stata possibile grazie alla Wrangler, un vero e proprio mito che nei suoi 82 anni di vita, seppur con denominazioni diverse, ha segnato in maniera indelebile la storia dell’industria automobilistica. Attualmente l’iconica vettura è alla quarta generazione: il nome Wrangler è arrivato solo nel 1987, ma il tutto inizia nel 1941, in piena seconda guerra mondiale, con il nome di CJ.
L’anno prima, il 1940, gli Stati Uniti stanno preparando il loro ingresso nel conflitto e proclamano una gara per la fornitura all’esercito di un’auto capace di districarsi su ogni tipo di terreno. Questo mezzo deve avere alcune specifiche imprescindibili come la trazione integrale, il peso massimo attorno ai 590 kg (per renderne più facile il trasporto), il passo di 190 cm, una portata utile di 272 kg, il parabrezza ripiegabile, tre sedili e riduttore. C’è poco tempo e alla gara prendono parte solo tre costruttori. Tra questi solo il progetto presentato da Bantam Car Company, pronto in 49 giorni, ha tutti i requisiti richiesti dal governo statunitense. Secondo i rumors di quei tempi, i bozzetti della Bantam arrivano nelle mani della Willys-Overland, che propone il prototipo Quad. Alla fine Bantam e Willys-Overland vincono la gara per un primo lotto di fornitura, ma nel 1941 la Willys-Overland, in collaborazione con Ford, che fabbrica la vettura su licenza, fa partire la prima vera produzione in serie del modello, che riesce a ottenere la concessione dall’esercito americano dell’aumento del peso minimo a favore della qualità del fuoristrada. Cambia anche il nome della vettura, da MA a MB, ma ha poca importanza: per tutti è soltanto la Jeep, il mito e la leggenda. La nuova denominazione potrebbe avere due origini: per tanti il nome Jeep deriva dalla sigla “GP”, che in gergo militare è l’abbreviazione di “General Purpose” (che vuol dire multiuso); mentre altri sono convinti che Willys si sia ispirata a “Eugene the Jeep”, personaggio del cartone animato Braccio di ferro.
Finita la guerra, la Jeep diventa un’auto per tutti
La seconda guerra mondiale termina e la Willys-Overland pensa all’impiego civile della propria creazione. Il primo passo è lo sviluppo di un nuovo modello sulla base della versione militare, la CJ-1, sigla che indica “Civilian Jeep”: da questa evoluzione, nell’estate del 1945, arriva la CJ-2A Universal Jeep, la versione di serie. Sulla nuova auto debuttano il portellone posteriore, la ruota di scorta montata lateralmente, i fari di dimensioni più generose, il tappo del serbatoio esterno e tanti altri segni distintivi che contribuiscono a consacrare il mito. I cambi e i ritocchi si susseguono a grande velocità, ma la novità del 1946 rappresenta una svolta: è l’ora della Jeep Station Wagon, la prima Jeep in acciaio prodotta e venduta in America. Lo sviluppo del mitico fuoristrada vede altre tappe fondamentali: nel 1962 arriva la prima Jeep 4×4 con cambio automatico e sospensioni anteriori indipendenti; nel 1965 è la volta del primo motore con più di 4 cilindri, il V6 Dauntless da 155 CV; nel 1970, dopo l’acquisizione da parte di AMC (American Motors Corporation), debuttano due propulsori V8, uno da 5 e uno da 5,9 litri; infine nel 1973 fa il proprio esordio Quadra-Trac, la trazione integrale permanente.
Il nome Wrangler nasce in maniera ufficiale nel 1987
Il 1987 è l’anno di un’altra svolta: Jeep elabora una vettura totalmente rinnovata e al passo con i tempi e decide di chiamarla Wrangler. Il nuovo modello continua a puntare decisamente sull’offroad, ma vede aumentare in maniera eccezionale comfort e qualità generale, con il fine di attirare più acquirenti in cerca di un veicolo non solo per uso ricreativo ma anche quotidiano. Il design è inedito, con carreggiate più ampie, un’altezza da terra leggermente inferiore del modello originale, più comfort grazie a nuovi ammortizzatori e una migliore maneggevolezza. La gamma motori è composta da propulsori tutti alimentati a benzina: il 2.5 AMC serie 150 quattro cilindri abbinato ad un cambio manuale a 5 rapporti o un 4.2 sei cilindri in linea AMC serie 258 da 112 CV con cambio manuale a 5 rapporti con ridotte o automatico a 3 rapporti con ridotte.
Nel marzo del 1989 la Jeep Wrangler esordisce in Europa importata e venduta dalla Renault, che era il maggiore azionista di AMC: in Italia arriva a partire da ottobre nelle concessionarie Renault. I modelli europei sono identici alla versione americana, ma hanno la targhetta identificativa “by Renault” e il solo motore 2.5 benzina con cambio manuale depotenziato a 103 cavalli per rispettare le normative anti-inquinamento europee. Dal 1991, in Europa, la Wrangler viene venduta dalla rete di vendita Chrysler, diventata proprietaria della AMC e della Jeep.
Le novità fino ai giorni nostri
A inizio 1996 debutta ufficialmente al salone di Detroit la seconda generazione di Jeep Wrangler. Il telaio è un’evoluzione della generazione precedente, ma le sospensioni a balestra lasciano il posto alle nuove Quadra-Link con assale rigido collegato da quattro braccetti trasversali e nuove molle elicoidali derivate da quelle della Jeep Grand Cherokee. La gamma motori è formata dal quattro cilindri 2.5 AMC 150 e dal 4.0 sei cilindri in linea AMC 242. Nel 2003 debutta la versione Rubicon, con rinforzi al ponte e ai riduttori per affrontare al meglio i percorsi più duri; mentre nel 2005 esordisce il cambio a sei marce.
A fine 2006 è tempo della terza generazione della Wrangler, disponibile con motori 3,8 a benzina e 2,8 diesel. Alle versioni Sport, Sport Plus, Sahara e Rubicon, viene aggiunta la Unlimited, la Jeep Wrangler a passo lungo con 4 porte, maggiore lunghezza, migliore abitabilità e carico superiore.
Nel 2017 inizia la produzione dell’attuale quarta generazione, basata su una nuova piattaforma a longheroni. Restano invariate le due carrozzerie a passo corto due porte, Wrangler, e a passo lungo quattro porte, Wrangler Unlimited; mentre la nuova scocca è irrigidita e alleggerita di 90 kg grazie a cofano e portiere in alluminio. La Wrangler due porte è lunga 4,334 metri con un passo di 2,459 metri; mentre la Unlimited a quattro porte è lunga 4,882 metri con un passo di 3,008 metri. Nel novembre del 2020 esordisce la prima Wrangler con motore V8: la Rubicon 392 dotata di 6.4 V8 Hemi da 476 cavalli.
La Sportage è uno dei modelli più importanti dell’intera gamma Kia: è quello che ha decretato il successo del marchio coreano in Europa. Qualità, design e stile sono gli ingredienti della ricetta vincente che hanno permesso al Suv e al marchio di affermarsi anche al di fuori dei confini nazionali. I segni distintivi dell’attuale quinta generazione della Kia Sportage sono la maggiore qualità, il comfort di guida più elevato e la presenza di soli motori elettrificati.
Il suv coreano, completamente rinnovato nello stile, è sviluppato sulla nuova piattaforma N3 e mantiene quasi intatte le misure della generazione precedente: 4,51 metri di lunghezza, 1,86 di larghezza, 1,65 di altezza con un passo di 2,68 metri che garantisce un’ottima abitabilità e un ampio bagagliaio da 500 litri di capienza minima. Sportage viene proposta in quattro allestimenti: Business, ideato per per le flotte; Style, perfetto per chi bada al sodo e ai contenuti; GT Line, riservato ai clienti più sportivi e, infine, GT Line plus, che offre alcuni accessori in più.
Design inedito e ancora più tecnologia
Anche la Sportage di ultima generazione punta forte sullo stile, quanto mai moderno e accattivante: sul frontale spicca la grande calandra con finitura in nero lucido e gruppi ottici con tecnologia full-led, resi ancora più particolari dalla lunga firma luminosa sempre a led per le luci diurne. La fiancata presenta una successione di forme concave e convesse che portano al posteriore massiccio e imponente, con il grande portellone che contiene il nuovo logo Kia.
Lo stile ricercato trova conferma anche nell’abitacolo, caratterizzato da maggiore qualità e più tecnologia, con i sistemi di assistenza che permettono la guida autonoma di Livello 2. A bordo, a farla da padrone è il grande cluster, formato da due schermi affiancati, entrambi da 12,3”, che domina la plancia. Il primo display, situato dietro al volante, ospita il quadro strumenti; mentre il secondo, che si trova in posizione centrale, è riservato al sistema multimediale. La striscia digitale al centro della plancia abbina bellezza e praticità e permette di accedere a scorciatoie intelligenti per l’infotainment e per il sistema di climatizzazione.
Motorizzazioni e consumi
La nuova generazione della Sportage prevede solo propulsori elettrificati: il mild-hybrid 1.6 benzina da 150 CV e il 1.6 diesel da 136 CV. Il top di gamma è la versione full-hybrid, che abbina al 1.6 benzina turbo da 160 CV un motore elettrico da 60 CV, per una potenza di sistema di 230 CV. Tutti i motori sono disponibili con cambio manuale e automatico; mentre per il diesel e il full-hybrid c’è anche l’opzione della trazione integrale.
Il benzina mild-hybrid consuma fra 6,3 e 6,7 l/100 km; il diesel mild-hybrid cala a 5,4-5,9 l/100 km; mentre il full-hybrid ha bisogno da 5,5 a 6,5 litri di carburante per percorrere 100 km.
Kia Sportage 1.6 T-GDi HEV Style a 37.400 euro
Continuano le promozioni sulla gamma Kia anche per il mese di ottobre, con la classica formula che prevede anticipo, rate mensili e maxi-rata finale in caso di riscatto della vettura. La Sportage 1.6 T-GDi HEV con allestimento Style ha un prezzo di listino di 38.400 euro che scende a 37.400 euro grazie al contributo di 1.000 euro offerto da Kia e dalle concessionarie aderenti all’iniziativa a fronte di permuta o rottamazione di un veicolo di proprietà dell’acquirente da almeno tre mesi.
Chi decide di sottoscrivere un finanziamento Kia Finance, ha diritto al “Financial Bonus” di 2.500 euro che, unito al contributo di 1.000 euro, fa abbassare il prezzo promo dai 38.400 euro di listino fino a 34.900 euro. In questo caso c’è da versare un anticipo di 10.290 euro al momento della sottoscrizione del contratto, cui seguiranno 35 rate mensili da 249 euro (TAN 7,96%, TAEG 9,20%) e la maxi-rata finale, che rappresenta anche il valore futuro garantito, di 24.960 euro. Il limite massimo di km è fissato in 30.000 e, in caso di superamento, il sovrapprezzo da pagare è 0,10 euro al chilometro. Nella somma totale è compresa una polizza assicurativa facoltativa, a cui vanno aggiunti i sette anni di garanzia compresa in tutti i modelli Kia.
Nel mondo automotive il termine transizione non riguarda soltanto i veicoli elettrici, anche se molto spesso questa parola viene usata esclusivamente per parlare di vetture a batteria, ma comprende molti più aspetti del ciclo vita delle auto. Uno di questi è il riciclo di vetture e componenti a fine vita, oggetto del regolamento Ue presentato lo scorso luglio dalla Commissione europea per revisionare le norme sull’End of Life Vehicle (ELV). Il testo comunitario vuole incoraggiare il riuso dei materiali e la circolarità del settore automotive: se il regolamento sarà approvato, le vetture dovranno avere un ciclo, dalla progettazione fino al fine vita, meno impattante sull’ambiente. In attesa del via libera alla proposta europea, il Cobat si è già portato avanti (sicuro che il nuovo regolamento verrà approvato) e ha presentato il network Cyclus.
Cosa è Cyclus e come funziona
È una Rete Certificata di Autodemolitori che raggruppa gli operatori dell’autodemolizione e che, grazie alla piattaforma digitale certificata Percorso Cobat, assicura la corretta gestione di ogni componente di qualsiasi tipo di vettura, compresi i veicoli ibridi ed elettrici, permettendo alle case automobilistiche di avere accesso ai dati relativi ai veicoli immessi sul mercato e agli autodemolitori di inserire i dati dei componenti di ogni veicolo in ingresso. Inoltre la piattaforma, a cui hanno aderito Mazda, smart, Ineos e più di 150 autodemolitori, è in grado anche di esaminare report, statistiche e schede degli automezzi.
Più sostenibilità e posti di lavoro
Cyclus, oltre ad aumentare la sostenibilità del settore automobilistico, assicura anche la creazione di nuovi posti di lavoro nel comparto della selezione dei materiali, secondo quanto dichiarato durante la presentazione del progetto da Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente. Concetto confermato anche da Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, che sostiene che la piattaforma sarebbe in grado di aiutare l’Italia per quanto riguarda le materie prime, migliorando l’impatto sull’ambiente e diminuendo la dipendenza dall’estero.
“Promuovere le buone pratiche di recupero e riciclo per Cobat è un obiettivo costitutivo – le parole di Claudio De Persio, amministratore delegato di Cobat e Haiki+ -. Da tempo siamo chiamati a dare sostanza a un cambio di passo nella gestione del fine vita e il comparto dell’auto su questo ha dimostrato lungimiranza e senso pratico. Cyclus e Cobat intendono accompagnare questo processo di sostenibilità in modo pieno, fornendo una soluzione innovativa ed efficiente per facilitare il raggiungimento degli obiettivi essenziali di tutela ambientale e di trasparenza”. Ricordiamo che, secondo i dati ISPRA del 2022, l’Italia è la nazione con il parco auto circolante più vecchio d’Europa, con un’età media di oltre 12 anni a vettura e vanta anche il primato europeo per possesso di automobili con 672 auto e 897 veicoli ogni 1.000 abitanti.
Il costruttore francese amplia la sua gamma di modelli a “ruote alte” con l’arrivo della Renault Austral, un C-SUV pensato per sostituire il Kadjar. La nuova Austral stacca con il passato e propone una nuova gamma motori, incentrata su unità benzina mild o full hybrid, insieme a nuove tecnologie di bordo e un design completamente rinnovato. Il crossover è costruito sulla nuova piattaforma CMF-CD ed è disponibile a partire da 33.200 €.
La Renault Austral porta al debutto la nuova piattaforma modulare CMF-CD, che regala all’auto nuovi equipaggiamenti ma anche qualche centimetro in più. Grazie a un passo di 267 cm, la lunghezza raggiunge i 4 metri e mezzo mentre larghezza e altezza si attestano rispettivamente a 183 e 162 cm. Anche il bagagliaio è più spazioso rispetto ai modelli precedenti: si va da un minimo di 430 litri a un massimo di 1.525 litri di capacità.
Dimensioni
Lunghezza
4.510 mm
Larghezza
1.830 mm
Altezza
1.620 mm
Passo
2.670 mm
Renault Austral: esterni
Come accennato, il design della Renault Austral è piuttosto innovativo rispetto ai modelli passati del costruttore transalpino ereditando parte del design visto sulla Megane elettrica. Sul frontale troviamo una grande griglia centrale, che occupa buona parte della calandra, al cui centro spicca il logo Renault. Sui lati, troviamo i gruppi ottici Led disposti in un inserto uncinato e tagliente, che dona un tocco di aggressività al crossover.
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche 15
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9
Renault Austral: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2
Sui fianchi la bassa e decisa linea di cintura contribuisce a scolpire i volumi della vettura, aiutata in questo dai muscolosi passaruota. Anche il retro ben riuscito. Il portellone è diviso in due dai fari Led a sviluppo orizzontale, che partendo dagli inserti a forma di uncino ai lati si protendono verso il centro, dove troviamo un secondo stemma Renault. In alto, sopra al grande lunotto posteriore, spunta invece un piccolo spoiler.
Renault Austral: interni
Entrando nell’abitacolo della nuova Renault Austral, l’occhio cade subito sull’OpenR, l’architettura digitale della casa transalpina già adottata su Megane E-Tech. Uno schermo da 12,3″ viene posizionato orizzontalmente dietro al volante per la strumentazione digitale, mentre un secondo display touch da 9″ o 12″ per l’infotainment lo accompagna in posizione verticale al centro della plancia. Inoltre, è disponibile anche l’Head-Up display da ben 9,3″.
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In generale, si nota l’attenzione ai dettagli e ai rivestimenti, in Alcantara nelle versioni più accessoriate, mentre una cura particolare è stata riservata all’illuminazione interna, per un’esperienza di viaggio eccezionale. Infine, a bordo si trovano anche tantissimi dispositivi di sicurezza e assistenza per la guida autonoma di livello 2, tra cui segnaliamo: il sistema di riconoscimento dei segnali stradali con Speed Alert, il Cruise Control adattivo con Stop & Go e assistente al mantenimento della corsia, l’Eco-Driving Assistant ed il 360° Around View con 3D Camera per l’Automatic Park Assist.
Renault Austral: motorizzazioni
La gamma Austral si articola esclusivamente su motorizzazioni ibride benzina-elettrico. In particolare, a listino troviamo due mild-hybrid e un full-hybrid.
Si parte con il modello mild-hybrid con tecnologia a 48 V, che si appoggia su un 3 cilindri 1.2 litri turbo che sprigiona fino a 130 CV. Si sale di potenza con l’ibrido con sistema a 12 V, che utilizza il motore 4 cilindri 1.3 litri turbo declinato in una versione da 160 CV, abbinabile al cambio manuale o automatico X Tronic.
Infine, troviamo il nuovo propulsore E-Tech full-hybrid, che utilizza lo stesso 3 cilindri 1.2 litri ma stavolta abbinato a un motore elettrico da 68 CV, alimentato da una batteria da 1,7 kWh, per una potenza complessiva di 200 CV.
Benché non siano previste versioni a 4 ruote motrici, il telaio della Renault Austral sarà disponibile in due varianti distinte: standard e multilink. Quest’ultimo sarà abbinato all’asse posteriore sterzante 4Control Advanced, che aumenta l’ampiezza dell’angolo massimo fino a 5 gradi, rispetto ai 3,5 delle generazioni precedenti.
Renault Austral: prova su strada
Abbiamo messo alla prova la nuova Renault Austral in abbinamento al powertrain più interessante e tecnologico presente a listino, ovvero il full hybrid. Questo é costituito da un propulsore turbo a benzina abbinato ad un modulo elettrico che da solo é in grado di sviluppare una potenza di 68 CV. Questo é solidale al cambio, ciò significa che é in grado di muovere la vettura in modalità elettrica per qualche chilometro grazie all’energia stipata all’interno della batteria da 1,7 kWh che si ricarica nelle fasi di decelerazione e frenata.
All’atto pratico la Austral é in grado di muoversi in modalità completamente elettrica molto più di quanto ci si aspetterebbe. Il merito va ad un’attenta programmazione dei cicli di carica e scarica della batteria, che permettono di poter contare sempre su una discreta quantità di energia per poter viaggiare a zero emissioni. Il risultato sono consumi molto contenuti, che nel corso del nostro test si sono attestati intorno ad una media di circa 6,5 L/100 km. Buona anche la messa a punto dell’assetto. Il comparto sospensivo ha una taratura tendenzialmente confortevole, ma resta comunque sempre piuttosto preciso. Il sistema a quattro ruote sterzanti, invece, permette di muoversi con buona agilità anche nel traffico cittadino, a dispetto delle dimensioni generose della vettura.
Renault Austral: consumi
I motori della nuova Renault Austral, specialmente quelli full-hybrid, risultano abbastanza efficienti. Il propulsore mild-hybrid da 130 CV consuma in media 5,3 litri ogni 100 km, mentre il modello 160 CV registra un dato un po’ più alto, sui 6,2-6,3 litri ogni 100 km calcolati su ciclo combinato WLTP. Il vero risparmio sui consumi, però, arriva con il full-hybrid da 200 CV: per questo la casa dichiara una media di 4,6-4,8 litri ogni 100 km.
Renault Austral: allestimenti
Il listino di Renault Austral include cinque allestimenti:
Evolution: allestimento di accesso alla gamma, con un’ottima dotazione di base che include fari full Led, cerchi in lega da 17″ e moltissimi ADAS.
Techno: si distingue per i cerchi in lega diamantati da 19″ e per il sistema multimediale openR link con Touchscreen da 12.
Techno Esprit Alpine: versione sportiveggiante, con elementi estetici specifici come i cerchi da 20″ e i rivestimenti in Alcantara.
Iconic: allestimento top di gamma, con camera a 360° e gruppi ottici posteriori a led con effetto “moirage”.
Iconic Esprit Alpine: top di gamma dall’animo sportivo, con tutto il meglio delle dotazioni Renault.
Evolution: inclusi nella dotazione di serie ABS con assistenza alla frenata di emergenza AFU, Accensione automatica dei fari e tergicristalli con sensore di pioggia, Airbag centrale, airbag laterali e a tendina anteriori e posteriori, Airbag frontale conducente e passeggero (disattivabile), Alzacristalli anteriori e posteriori elettrici impulsionali con sensore pioggia, Assistenza alla partenza in salita, Automatic Emergency Braking System (sistema di frenata di emergenza attiva con riconoscimento pedoni, ciclisti e incroci), Cerchi in lega da 17″ MAHA, Climatizzatore automatico bi-zona, Cruise Control, Distance Warning (avviso distanza di sicurezza), Driver Attention Alert (sistema di rilevamento dello stato di vigilanza del conducente), Driver Display da 12,3″, E-call (chiamata d’emergenza), Ecomode, Emergency Lane Keep Assist (assistenza d’emergenza al mantenimento della corsia), Fari full LED anteriori e posteriori Pure Vision, Freno di stazionamento elettrico con funzione autohold, Hands-free card per apertura/chiusura porte, avviamento motore, animazione benvenuto e arrivederci, Kit riparazioni pneumatici, Luci diurne a LED, Lunotto posteriore con sistema di sbrinamento, Parabrezza riscaldato, Parking Camera, Poggiatesta frontali e posteriori regolabili a 2 vie, Retrovisore interno con antiabbagliamento manuale, Retrovisori esterni elettrici, riscaldati con sensore di temperatura, ripiegabili, Retrovisori esterni in tinta tetto, Riconoscimento segnaletica stradale (Traffic Sign Recognition), Sedili anteriori con regolazione conducente a 6 vie, passeggero a 4 vie, Sedili posteriori ripiegabili 1/3-2/3, Sellerie in tessuto grigio scuro, Sensori di parcheggio anteriori, posteriori e laterali, Shark Antenna, Sistema ISOFIX, Sistema di monitoraggio pressione pneumatici indiretto, Sistema multimediale openR link con Touchscreen da 9″, Arkamys Sound Sistem e replicazione smartphone wireless per AppleCarPlayTM (Android AutoTM via cavo) con Navigatore e Google Assistant System.
Techno: aggiunge Caricatore a induzione, Cerchi in lega diamantati da 19″ KOMAH, Commutazione automatica abbaglianti / anabbaglianti, Fari full LED Adaptive Vison con funzione fendinebbia, Multi-sense a 4 modalità con ambient lighting, Panchetta posteriore scorrevole, Piano bagagli rimovibile, Privacy Glass (vetri posteriori oscurati), Retrovisore interno elettrocromico frameless, Sedili anteriori regolabili meccanicamente a 6 vie, Sedili posteriori regolabili longitudinalmente, ripiegabili 1/3 – 2/3, Sellerie in misto similpelle / tessuto grigio sfumato, Sistema di monitoraggio pressione pneumatici diretto (solo su motorizzazione e-tech full hybrid), Sistema multimediale openR link con Touchscreen da 12″, Arkamys Sound Sistem e replicazione smartphone wireless per AppleCarPlayTM (Android AutoTM via cavo) con Navigatore e Google Assistant System, Volante in pelle.
Techno Esprit Alpine: aggiunge rispetto a Techno Gruppi ottici posteriori a led con effetto “moirage”, Indicatori di direzione dinamici con effetto 3D filigranato, Panchetta posteriore fissa, Design esterno specifico esprit Alpine, Badge laterali specifici Alpine, Barre tetto nere opache, Calotte dei retrovisori nero lucido, Cerchi in lega da 20″ DAYTONA, Logo Renault Anteriore e Posteriore nero lucido, Paraurti anteriore con lama F1 aerodinamica in grigio satinato, Profili dei finestrini nero lucido, Design interno specifico esprit Alpine, Bandiera francese inserita nella cucitura dei sedili, Battitacco con griffe esprit Alpine, Bracciolo porta in Alcantara® e bracciolo centrale in TEP con cuciture blu, Cruscotto con inserto in Alcantara® davanti al passeggero, Sellerie in misto tessuto/Alcantara®/color carbone con impunture blu e logo Alpine sul poggiatesta, Pedaliera sportiva in alluminio, Sequenza di benvenuto evocativa del marchio Alpine, Volante in pelle con inserto in Alcantara® e cuciture blu, bianche e rosse.
Iconic: aggiunge a Tech Barre tetto cromate, Blind spot warning (sensore angolo morto), Multiview 3D Camera 360°, Cerchi in lega diamantati da 20″ EFFIE, Cruise control adattivo con funzione Stop&Go, Gruppi ottici posteriori a led con effetto “moirage”, Hands free parking, Indicatori di direzione dinamici con effetto 3D filigranato, Luce di cortesia e proiezione logo Renault, Occupant safe exit (uscita sicura per i passeggeri), Parabrezza riscaldabile, Paraurti anteriore con lama F1 aerodinamica in tinta carrozzeria, Portellone posteriore con apertura Hands Free, Rear Cross Traffic Alert (avviso ostacolo in retromarcia) e Rear Automatic Emergency Breaking System, Retrovisori esterni elettrici riscaldabili con chiusura elettrica automatica e funzione memoria, Sedile conducente regolabile elettricamente a 6 vie con massaggio lombare e sedile passeggero regolabile manualmente a 6 vie, Sedili anteriori riscaldabili, Sellerie in misto similpelle / tessuto nero con impunture dorate, Volante riscaldabile.
Iconic Esprit Alpine: aggiunge rispetto a Iconic Cruise control adattivo con active driver assist, Highway and traffic Jam Companion (guida autonoma di 2° livello), Predictive hybrid driving assistant, Poggiatesta regolabile in altezza High Confort, Sedili anteriori regolabili elettricamente a 6 vie e sedile conducente con massaggio lombare, Design esterno specifico esprit Alpine, Badge laterali specifici Alpine, Barre tetto nere opache, Calotte dei retrovisori nero lucido, Cerchi in lega da 20″ DAYTONA, Logo Renault Anteriore e Posteriore nero lucido, Paraurti anteriore con lama F1 aerodinamica in grigio satinato, Profili dei finestrini nero lucido, Design interno specifico esprit Alpine, Bandiera francese inserita nella cucitura dei sedili, Battitacco con griffe esprit Alpine, Bracciolo porta in Alcantara® e bracciolo centrale in TEP con cuciture blu, Cruscotto con inserto in Alcantara® davanti al passeggero, Sellerie in misto tessuto/Alcantara®/color carbone con impunture blu e logo Alpine sul poggiatesta, Pedaliera sportiva in alluminio, Sequenza di benvenuto evocativa del marchio Alpine, Volante in pelle con inserto in Alcantara® e cuciture blu, bianche e rosse.
Renault Austral: perché comprarla
Motori: le efficienti motorizzazioni mild e full hybrid consentono di risparmiare decisamente sui consumi.
Equipaggiamento: una dotazione più che completa fin dagli allestimenti di accesso alla gamma.
Prezzi: i prezzi sono piuttosto contenuti, se paragonati con i competitor europei.
Renault Austral: prezzi
Di seguito il listino prezzi di Renault Austral, aggiornato a Luglio 2023: