Il gruppo Jaguar Land Rover fa sul serio e ha deciso di mettere “nero su bianco” il proprio impegno nella lotta al cambiamento climatico, che vedrà la riduzione del 60% delle emissioni di CO2 dei veicoli e del 54% nelle attività industriali, per diventare “carbon neutral” nel 2039. Il piano aziendale, chiamato “Reimagine”, è il primo documento ufficiale del gruppo inglese (controllato dal colosso indiano Tata) e prevede la completa conversione all’elettrico del marchio Jaguar entro il 2025 e quella parziale di Land Rover che, sempre per il 2025, vuole far salire l’elettrico al 60% del mix di vendite.
La strategia “Reimagine” nasce dalla COP 26 del 2021 a Glasgow, che ha allargato gli obiettivi degli accordi di Parigi del 2015 sulla lotta al riscaldamento globale e ha stabilito due scadenze fondamentali per i prossimi anni, segnate da altrettante tappe che prevedono la riduzione entro il 2030 del 45% delle emissioni di CO2 e il loro azzeramento entro il 2050. Non solo, la conferenza di Glasgow ha preteso dai 200 Paesi firmatari anche la presentazione di strategie concrete per la riduzione di gas serra entro il 2022, progetti che vedono coinvolte in prima persona tutte le realtà industriali. Da qui scaturiscono gli impegni, messi appunto “nero su bianco”, con i rispettivi piani aziendali, da parte di tutti i costruttori per la decarbonizzazione. Il programma di Jaguar e Land Rover è incentrato sui criteri stabiliti dal piano Science Based Targets (SBTi), un progetto che aiuta le aziende aderenti a individuare obiettivi personalizzati di riduzione della CO2 a favore del contenimento del riscaldamento globale a 1,5°C, secondo quanto stabilito dagli accordi di Parigi.
Gli obiettivi di Jaguar Land Rover per il 2030
Il gruppo inglese vuole ridurre del 46% le emissioni di gas serra nelle proprie operazioni rispetto al 2019; in pratica ha intenzione di contenere le emissioni di tutte le attività logistiche e amministrative e in tutte le fasi della produzione gestita in maniera diretta. Il secondo obiettivo è la riduzione del 54% di anidride carbonica per ciascun veicolo in tutta la catena del valore, coinvolgendo le intere filiere produttive, fornitori compresi, già dall’acquisizione delle materie prime e le relative lavorazioni.
Infine il piano Reimagine prevede la riduzione del 60% delle emissioni delle vetture, che dovrebbe essere raggiunta grazie all’elettrificazione: entro il 2030 Jaguar avrà a listino solo auto elettriche; mentre Land Rover raggiungerà quota 60% della gamma con l’obiettivo del 60% delle vendite globali. La restante parte sarà costituita da auto ibride a benzina; i modelli diesel, invece, non saranno più prodotti dal 2026.
Le strategie in atto
Jaguar Land Rover, al pari di altre case automobilistiche, agirà su più fronti per poter raggiungere gli obiettivi fissati dagli accordi sul clima. Il primo passo è l’impiego nei processi produttivi di energie “pulite” provenienti da fonti rinnovabili; a cui fa seguito la compensazione di CO2 (le cui emissioni durante la produzione sono impossibili da azzerare) con piani di riforestazione e altre azioni a favore dell’ambiente e della biodiversità: il gruppo inglese seguirà l’esempio di altri costruttori e pianterà alberi e si occuperà di tutelare aree verdi in grado di assorbire virtualmente quantità di CO2 uguali o superiori, a quelle prodotte dall’attività produttiva.
L’ultimo passo è l’adeguamento delle tecniche produttive e dei materiali, mediante il riciclo dei metalli e delle plastiche. Jaguar ha iniziato a produrre le scocche della i-Pace con allumino recuperato da altre lavorazioni e impiega elementi a basso impatto ambientale anche sulla nuova Range Rover, in attesa di arrivare alla sostituzione, almeno parziale, dei metalli.
Con un’estetica elegante e un abitacolo raffinato, l’Audi A8 è l’emblema di Ingolstadt nel campo delle berline di rappresentanza. La ricca selezione di propulsori, che si è evoluta nel tempo, ora comprende diesel, benzina e una nuova variante plug-in. Fra le versioni anche una performante variante S e una con carrozzeria allungata denominata L.
Le dimensioni della Audi A8 sono imponenti. Grazie a un passo che sfiora i 3 metri, la lunghezza raggiunge i 519 centimetri. Questa, unita alla larghezza di 195 centimetri, garantisce un elevato comfort per i passeggeri, mentre l’altezza di 1 metro e 47 contribuisce a rendere l’auto più filante. Per chi fosse in cerca di ancora più spazio, è disponibile anche la versione L, più lunga di 13 cm e più alta di uno.
Dimensioni
Lunghezza
5.190 mm
Larghezza
1.950 mm
Altezza
1.473 mm
Passo
2.998 mm
Audi A8: esterni
Al capitolo esterni, l’ultimo aggiornamento della A8 coinvolge la dimensione della griglia radiatore single frame, che ora presenta inserti 3D cromati. Il disegno delle prese d’aria laterali si sviluppa in verticale, e vengono integrati anche i Led Digital Matrix a richiesta, per la gestione automatica delle luci. La vista laterale permette di apprezzare l’andamento ribassato del tetto, le linee di cintura nette e gli incisivi archi passaruota.
Sul posteriore si fanno notare le finiture cromate e la fascia luminosa che collega i gruppi ottici con tecnologia Oled. Si aggiorna anche il diffusore, che diventa più sportivo. Da segnalare inoltre il nuovo pacchetto esterni Chrome, ora anche in versione S Line (con griglia radiatore e paraurti specifici, nuove minigonne laterali inferiori, sedili sportivi dedicati, volante sportivo e finiture nero pianoforte sulla plancia), e il pacchetto Look nero.
Audi A8: interni
Piccoli aggiornamenti hanno interessato anche l’abitacolo della nuova Audi A8. Cambiano alcune finiture, mentre si conferma la presenza degli schermi touch full HD da 10,1 pollici e 8,6 pollici per infotainment e quadro strumenti, mentre l’offerta di soluzioni da first class si arricchisce con l’arrivo dei sedili posteriore con poggiapiedi integrati e poggiatesta rivisti.
Per quanto riguarda gli aiuti alla guida, la suite comprende circa 40 diversi sistemi suddivisi nei pacchetti City, Tour e Assistenza al parcheggio. L’app myAudi permette di controllare da remoto alcuni di questi.
Audi A8: motori
A proposito di motorizzazioni, invece, Audi A8 viene al momento proposta in tre varianti: un Diesel, un benzina e un plug-in. Tutte le unità sono abbinate alla trazione integrale quattro e al cambio automatico tiptronic a 8 rapporti, così come alle sospensioni pneumatiche adaptive air e allo sterzo progressivo. Nello specifico, si parte con il TDI 3.0 da 286 CV, questi sono il 4.0 V8 TFSI da 571 CV (riservato alla S8) e il 3.0 V6 plug-in TFSI e, adesso con batteria da 17,9 kWh, da 462 CV (+13 rispetto alla serie passata).
Audi A8: consumi
Nonostante la tecnologia ibrida aiuti l’Audi A8 a contenere i consumi, la mole dell’ammiraglia tedesca incide sulle percorrenze medie dei vari propulsori. Il più parco è il 50 TDI 3.0, che consuma 7,7 l/100km di Diesel. Il V8 della S8 a benzina è sicuramente il più assetato con medie di 11-12,6 l/100 km. Decisamente più efficiente, infine, il plug-in, che grazie all’apporto del motore elettrico riesce ad abbattere i consumi fino a 2,3-2,9 l/100 km, garantendo circa 60 km di autonomia in modalità solo elettrica.
Audi A8: configuratore
Il listino dell’Audi A8 si compone di un solo allestimento.
A8: rappresenta l’unico allestimento a listino, con una dotazione molto ricca.
Audi A8: la dotazione di serie include Bulloni ruota antifurto, Cerchi in lega di alluminio 8J x 18 design a 5 razze a V, Sistema di segnalazione perdita pressione pneumatici, Kit riparazione pneumatici, Proiettori LED, Dispositivo di assistenza per proiettori abbaglianti, Gruppi ottici posteriori OLED, Pacchetto luci ambiente, Sistema antifurto, Vetri atermici in tonalità verde, Sedili anteriori comfort, Riscaldamento dei sedili anteriori, Inserti in Frassino, Volante multifunzionale, Pomello leva del cambio in pelle, Climatizzatore automatico comfort a due zone, Presa di corrente a 12 V, Tendine parasole elettriche al lunotto e ai finestrini posteriori, Radio MMI plus con touch response, Audi sound system, Due porte USB tipo C posteriore con funzione di ricarica, Audi virtual cockpit e personal profile, Personal profile, Sistema di navigazione MMI plus con MMI touch response, Audi connect (3 anni): servizi di navigazione & infotainment, Audi connect Emergency call (eCall/bCall) e service call con servizi Audi connect sicurezza e comfort, Regolatore di velocità con limitatore di velocità impostabile, Sistema di parcheggio plus, Telecamera posteriore, Lane departure warning, Audi pre sense front con sistema protezione pedoni, Side assist con Audi pre sense rear, exit warning e rear cross traffic assist, Sistema di riconoscimento della segnaletica basato su telecamera, Audi adaptive air suspension, Trazione integrale permanente quattro con differenziale centrale autobloccante, Cambio automatico tiptronic a 8 rapporti, Sistema Mild-hybrid 48 V, .
Alla dotazione di base, l’allestimento S8 aggiunge un tocco di sportività con elementi come il piccolo spoiler posteriore, Cerchi in lega di alluminio 9J x 20 a 5 razze doppie, design S, argento galvanico, Sospensioni attive predittive, Trazione integrale permanente quattro con differenziale centrale autobloccante e differenziale sportivo sull’asse posteriore, Climatizzatore automatico deluxe a 4 zone.
sempre all’equipaggiamento di serie, la versione TFSI e aggiunge Sistema hybrid (PHEV), Avvisatore sonoro (AVAS), Sistema di ricarica e-tron compact, Cavo di di tipo E/F per ricarica per ricarica domestica, Cavo per ricarica industriale CEE 32 A 230V, Cavo di ricarica pubblico (mode 3).
Audi A8: perché comprarla
Ibrida plug-in: la motorizzazione ibrida permette di abbattere consumi ed emissioni, per risparmiare sul carburante e rispettare l’ambiente.
Equipaggiamento: trattandosi dell’ammiraglia Audi, l’auto può vantare una dotazione di serie di prima scelta, con tutto il meglio che la casa tedesca ha da offrire.
Prestazioni: i potenti propulsori TSFI e regalano all’Audi A8 prestazioni degne di nota, che la rendono godibile anche con il volante in mano e non solo dai sedili posteriori.
Audi A8: prezzo
Considerando che per la versione L si aggiungono circa 7.000 €, ecco di seguito il listino prezzi dell’Audi A8 aggiornato a novembre 2023:
La Nissan Micra non solo è la prima giapponese in assoluto a ricevere il premio di “Auto dell’anno” (che fa il paio con il “World car 1993”), ma è anche la prima vettura del Paese del Sol Levante che riesce nell’impresa di imporsi nel mercato europeo e di far crollare il muro di scetticismo fuori dai confini nazionali nei confronti delle auto orientali. Il trionfo della Micra si concretizza grazie all’estetica accattivante, alle soluzioni tecnologiche e ai sistemi di sicurezza inediti per un’utilitaria e acquista ancora più valore, in quanto arriva in un segmento in cui le case automobilistiche del vecchio continente sono lanciatissime da anni, con modelli di grande successo come Ford Fiesta, Renault Clio, Fiat Uno, Fiat Punto, Volkswagen Polo e Opel Corsa.
Corre l’anno 1992 quando la seconda generazione della piccola giapponese cambia gli equilibri nel Vecchio Continente, anche se la storia della Micra parte da più lontano, dal 1982 per la precisione, e si conclude nel 2022.
La prima generazione passa quasi inosservata
La prima Nissan Micra debutta sul mercato giapponese nel 1982 in sostituzione della Cherry; in Europa arriva l’anno successivo e nel Nord America nel 1984; mentre le vendite in Italia iniziano molto più tardi, nel 1990, con la sola versione con motore 1.2, carrozzeria 3 e 5 porte e il solo allestimento SLX. Le linee squadrate seguono le tendenze di quegli anni: la piccola utilitaria è oggetto di due aggiornamenti estetici, il primo nel 1985 e il secondo nel 1989, ma le forme anonime caratteristiche di tante vetture giapponesi di quel periodo, penalizzano le vendite in Italia e in Europa.
Con la seconda serie cambia tutto
La seconda generazione, datata 1992, segna una netta discontinuità con il passato: le forme squadrate lasciano il posto a un design più moderno, razionale e attraente che consente di coniugare dimensioni ridotte e ottimi spazi interni. La nuova Micra è la prima a essere prodotta anche in Europa, nell’impianto inglese di Sunderland, ed è pensata per soddisfare maggiormente le esigenze degli automobilisti europei: in soli 3,72 metri di lunghezza per 1,44 di altezza e 1,59 di larghezza riesce a offrire una buona abitabilità anche a chi viaggia nei sedili posteriori e un bagagliaio da 206 litri che diventano 960 abbattendo i sedili di dietro. La linee fresche e la caratteristica forma “a bombetta” della carrozzeria fanno il resto, attirando gli automobilisti più e meno giovani e il pubblico femminile. Un altro punto a favore dell’utilitaria giapponese è la disponibilità della versione a 5 porte, opzione non comune a tutte le piccole auto in quegli anni.
Grinta e affidabilità grazie ai motori a 16 valvole
La Micra si distingue anche per i propulsori benzina, tutti a 16 valvole, in grado di garantire prestazioni più vivaci con piccole cilindrate. Al momento del debutto la gamma motori è composta dal 1.0 da 54 CV, che consente all’utilitaria di raggiungere i 150 km/h, e dal 1.3 da 75 CV che tocca i 170 km/h, con percorrenze dichiarate dal costruttore giapponese tra i 15 e i 16 km/litro. I due propulsori sono disponibili anche con il cambio automatico a variazione continua CVT, allo stesso prezzo del manuale: con questa soluzione aumentano leggermente accelerazione e consumi, in cambio di un comfort maggiore, soprattutto in città.
Tecnologie insolite per un’utilitaria
Come detto il successo per la Micra è immediato: al premio di “Auto dell’Anno 1993” (ottenuto con 338 punti, il punteggio più elevato degli ultimi tre anni), la prima giapponese a conquistare il prestigioso titolo, fa seguito quello di “World Car 1993”, assegnato da un’altra giuria internazionale. La popolarità della Micra non è dovuta solo all’aspetto giovanile e simpatico: dietro alle linee semplici e arrotondate, che hanno conquistato il cuore di tantissimi automobilisti, si nasconde un’offerta di sistemi di sicurezza e di tecnologia che le dirette concorrenti dell’epoca si sognano. La piccola giapponese propone, di serie o come optional a seconda dell’allestimento, soluzioni come aria condizionata, vetri elettrici, cinture di sicurezza con pretensionatore, chiusura centralizzata e ABS, che in molte vetture di segmento B, lo stesso della Micra, non sono disponibili neanche a pagamento.
I restyling portano anche la versione diesel
Nel ’97 giunge il primo e più importante restyling, che riguarda principalmente il frontale, con due griglie “a foglia” e nuovi fari; mentre l’anno successivo è l’ora del motore diesel aspirato da 1,5 litri e 57 CV, che garantisce prestazioni simili al 1.0 benzina con cambio CVT (150 km/h e scatto da 0 a 100 km/h in 19 secondi) ma con consumo dichiarato di un litro ogni 20 km. Otto anni dopo il debutto, nel 2000, la Micra è oggetto di un altro aggiornamento, con nuovi allestimenti e un ritocco leggero alle finiture esterne e interne. Le novità principali interessano i motori benzina, con il 1.0 che sale a 60 CV, ma perde l’opzione del cambio automatico CVT, che continua a essere disponibile per il nuovo 1.4 16V da 82 CV.
Nel 2002 arriva la terza generazione
Dopo dieci anni la Micra di seconda generazione lascia il posto all’erede, che nasce sulla piattaforma condivisa con la Renault (la stessa di Cube, Note, Clio e Modus) a seguito dell’Alleanza Renault-Nissan: la nuova utilitaria presenta linee sempre curve ma più avveniristiche. In Italia continua il successo della piccola giapponese, specialmente nella versione 1.5 dCI da 82 e 86 CV (con motore di origine Renault), che unisce bassi consumi e una potenza notevole che permette una guida anche sportiva, grazie all’adozione del turbo con intercooler. Nel 2007 arriva un restyling che interessa il paraurti anteriore, la mascherina e i poggiatesta anteriori; mentre l’anno successivo debutta la Micra EcoRDS alimentata a benzina e GPL e allestita sulla base della motorizzazione 1.2 da 80 CV.
Le ultime due generazioni prima dei saluti
Il sipario sulla quarta generazione della Micra si alza al Salone di Ginevra del 2010: questa versione ha ancora le dimensioni compatte da citycar anche se rispetto alla serie precedente cresce di qualche centimetro sia in lunghezza che in altezza e larghezza. Inizialmente viene venduta in Europa solo con il motore benzina da 1.198 cm cubici aspirato a 3 cilindri in linea da 80 CV, affiancato nel 2011 dal 1.2 a 3 cilindri DIG-S sovralimentato da 98 CV; mentre per quanto riguarda la sicurezza offre di serie su tutti i modelli ABS, 6 airbag, poggiatesta attivi anteriori e posteriori, ESP, TCS e cruise control/limitatore della velocità.
Nel 2017 debutta la quinta e ultima generazione, che metterà definitivamente fine alla carriera della Micra nel 2022. Ha dimensioni più generose, un nuovo design sia esterno che interno ed è sviluppata sulla piattaforma Nissan V-platform: è assemblata a Flins, in Francia, nella stessa fabbrica della Clio, con cui condivide i motori, sempre di origine Renault. Torna la versione a gasolio, con motore 1.5 litri turbodiesel a quattro cilindri da 90 CV, affiancata da due versioni a benzina, una con motore 0.9 litri a tre cilindri turbo da 90 CV e una con motore 1.0 aspirato da 70 CV.
La Lexus NX si rinnova per rispondere alle crescenti aspettative del mercato dei SUV premium di medie dimensioni. La nuova generazione del modello giapponese mescola il lusso e l’eleganza tipici di Lexus con un design futuristico, ma che strizza l’occhio ad una clientela più giovane e sportiva. Il rinnovamento riguarda sia l’estetica sia la sostanza, con l’introduzione di una motorizzazione ibrida plug-in.
Le dimensioni della Lexus NX sono quelle tipiche di un Suv medio, perfette per entrare in competizione con i veicoli dei più famosi marchi premium tedeschi. Nonostante il passaggio alla nuova piattaforma GA-K, le misure della vettura sono simili a quelle della scorsa generazione: la lunghezza si ferma a 466 cm mentre l’altezza raggiunge i 166 cm. Quest’ultima, unita al passo da 2 metri e 69 cm, regala tutto lo spazio necessario a bordo, come testimoniato dal bagagliaio da 555 litri.
Dimensioni
Lunghezza
4.660 mm
Larghezza
1.865 mm
Altezza
1.660 mm
Passo
2.690 mm
Lexus NX: esterni
La nuova Lexus NX mantiene il design sportiveggiante e aggressivo già mostrato con la vecchia generazione. Sul frontale, che si rinnova solo marginalmente, si fa notare l’iconica griglia a clessidra con al centro lo stemma del marchio. I gruppi ottici vengono inseriti in due inserti appuntiti ai lati, sottolineati da due firme Led disposte ad uncino.
I volumi vengono scolpiti dalla bassa linea di cintura laterale e da una nervatura che corre all’altezza delle maniglie, e che si apre verso il fondo movimentando la figura della vettura. Sul retro spicca il nuovo disegno dei gruppi ottici Led, che sulla nuova generazione vengono raccolti in un elemento orizzontale che attraversa il portellone da parte a parte.
Lexus NX: interni
Entrando nell’abitacolo della Lexus NX si apprezzano subito i rivestimenti di qualità, i dettagli curati e lo stile lussuoso tipico della casa nipponica. Accanto al volante multifunzione si scorge il nuovo sistema di infotainment Lexus Link Pro con touchscreen ad alta definizione da 14 pollici, per la prima volta con comandi vocali. Al di sotto trovano spazio i comandi del clima, la leva del cambio e il selettore delle modalità di guida.
A bordo si trova anche una dotazione completa di ADAS e sistemi di sicurezza. Inclusi nel prezzo il Lexus Safety System+ di terza generazione (con sistema Pre Crash Safety & Cruise Control, riconoscimento segnaletica stradale basato su telecamera, avviso mantenimento di corsia), il sistema di rilevamento degli angoli ciechi e i sensori di parcheggio.
Lexus NX: motorizzazioni
Come accennato, la nuova generazione porta al debutto la motorizzazione plug-in NX 450h+, che abbina al motore endogeno da 184 CV due propulsori elettrici, uno per asse, per una potenza massima totale di 309 CV. A listino anche la motorizzazione ibrida NX 350h, che rispetto al passato aumenta la potenza e riduce le emissioni: il sistema Premium Hybrid Lexus di quarta generazione, disponibile esclusivamente in versione AWD, eroga fino a 244 CV, combinando il 2.5 litri da 190 CV con due motori elettrici.
Lexus NX: consumi
La motorizzazione ibrida permette alla Lexus NX di guadagnare in efficienza: il consumo medio su ciclo combinato WLTP si ferma a 0,9-1,1 litri ogni 100 km per la versione plug-in NX 450h+, mentre sale a 5,9-6,4 litri ogni 100 km per il modello NX 350h (comunque in calo rispetto al precedente modello HEV). La Lexus NX plug-in promette inoltre un’autonomia di 76 km su ciclo misto in modalità solo elettrica.
Lexus NX: allestimenti
La Lexus NX viene offerta in tre allestimenti:
Premium +: l’allestimento di accesso alla gamma, con rivestimenti raffinati e fari a doppio LED.
F-Sport: versione dal look sportivo, con design distintivo, comfort avanzato e rivestimenti in pelle.
Luxury: allestimento top di gamma, con dettagli esclusivi e dinamicità migliorata.
Premium+: equipaggiata con cerchi in lega da 20” a 5 razze doppie, pneumatici 235/60 R18, griglia anteriore con guarnizione cromata, fari a doppio LED con abbaglianti automatici (AHB), rivestimenti Tahara con inserti delle porte Piano Black 3D, rilevamento angoli ciechi (BSM) e assistenza all’uscita sicura (SEA), Lexus Link Pro con display touchscreen da 14”, Lexus Premium Navigation integrato, impianto audio premium a 10 altoparlanti.
Luxury: include cerchi in lega da 20”, luxury design, pneumatici 235/50 RF20, griglia anteriore con guarnizione cromata, fari tri-LED con sistema di abbaglianti adattivi (AHS), rivestimenti in pelle con inserti delle porte Piano Legno Black, rilevamento angoli ciechi (BSM) e assistenza all’uscita sicura (SEA), telecamera con visione 360° (PVM), Lexus Link Pro con display touchscreen da 14”, Lexus Premium Navigation integrato, impianto audio Premium a 10 altoparlanti.
F-Sport: è dotata di cerchi in lega da 20” Dark con design F SPORT, pneumatici 235/50 RF20, griglia distintiva e guarnizione nera, fari tri-LED con sistema di abbaglianti adattivi (AHS), rivestimenti in pelle F SPORT con inserti delle porte Aluminium Dark, rilevamento angoli ciechi (BSM) e assistenza all’uscita sicura (SEA), telecamera con visione 360° (PVM), Lexus Link Pro con display touchscreen da 14”, Lexus Premium Navigation integrato, impianto audio premium a 10 altoparlanti.
Lexus NX: perché comprarla
Ibrida: il motore ibrido promette ottime prestazioni ed efficienza.
Equipaggiamento: la dotazione di serie è molto ricca, con elementi di design e rivestimenti di qualità per una vettura di gran classe.
Prezzi: pur rientrando a pieno titolo nel settore delle vetture premium, la Lexus NX ha dei prezzi decisamente competitivi.
Lexus NX: prezzi
Di seguito ecco il listino prezzi della Lexus NX aggiornato a novembre 2023:
Elegante, sinuosa e, al tempo stesso, incredibilmente sportiva. Sono le caratteristiche principali della Maserati 3200 GT, l’auto del rilancio dello storico marchio emiliano che, ancora oggi, continua a rappresentare alla perfezione la filosofia del brand. Siamo nel 1998 e Fiat ha da poco venduto il 50% di Maserati a Ferrari, decisa a risollevare le sorti del Tridente svecchiando il listino e proponendo auto dall’aspetto ancora più lussuoso. La matita magica di Giorgetto Giugiaro disegna lo stile esterno e quella di Enrico Fumia, all’epoca direttore del centro stile Lancia, si occupa di dare vita alla plancia e agli interni; mentre al resto pensa il motore V8 di 3,2 litri sovralimentato da due turbocompressori. Il risultato è la 3200 GT, una vettura capace di proseguire nel solco della tradizione delle gran turismo entrate a far parte della storia dell’automobilismo: poche rivali sono in grado di assicurare prestazioni incredibili abbinate a un alto comfort per quattro occupanti e a un abitacolo con rifiniture di classe.
Design senza tempo e prestazioni Maserati
Il sipario sulla 3200 GT e sul nuovo corso di Maserati si alza al Salone di Parigi del 1998: il nuovo gioiello incontra immediatamente i favori della critica e del pubblico. Tutti quanti rimangono affascinati dallo stile della vettura, ancora oggi attuale dato che la Ghibli ibrida ha le stesse linee della 3200 GT, e dalle prestazioni. Sul frontale spicca il logo della casa, il tridente, racchiuso da un filo cromato che dà vita a una mascherina bassa e allungata, con ai lati i fari carenati tipici dei modelli sportivi del passato. Nella parte posteriore notiamo subito l’elemento estetico che anticipa i tempi: le luci a led dalla sottile forma a boomerang, segno distintivo della 3200 GT, che però contrastano con le direttive statunitensi sulla visibilità notturna. Per questo motivo, nel 2002, è sostituita dalla Coupé, che consente alla Maserati di tornare sul mercato americano.
Gli interni della 3200 GT segnano una rottura con la tradizione: domina la pelle Connolly e la plancia è del tutto inedita, con forme sinuose. Le prestazioni sportive, in pieno stile Maserati, sono garantite dal motore V8 da 3200 cc cubici (368 CV), disposto anteriormente e sovralimentato con 2 turbine IHI, derivato da quello montato sulla Quattroporte. La 3200 GT, che pesa 1587 kg ed è lunga 4,51 metri, raggiunge la velocità massima di 285 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 5 secondi. Gli aggiornamenti a cui è sottoposto il bolide portano alla versione chiamata “Assetto Corsa”, che presenta un assetto ribassato e sospensioni a smorzamento intelligente.
Nel 2002 arriva la Coupé
Come detto, Maserati è costretta ad aggiornare la 3200 GT per poter tornare a vendere nel marcato statunitense. Nel 2002 debutta la Coupé, conosciuta anche come 4200 GT, che è un’evoluzione della 3200 GT (dalla quale riprende il telaio), ma con un motore differente. La nuova vettura monta un propulsore Ferrari F136 da 390 CV, un otto cilindri a V di 90° a carter secco, in lega d’alluminio, con una cilindrata di 4,2 litri e distribuzione a 4 alberi a camme con 32 valvole.
Nel 2005 arriva la V8 GranSport, una versione studiata nella galleria del vento con 10 CV in più a parità di cilindrata. Rispetto alla Coupé presenta alcuni cambiamenti a livello estetico e meccanico ed è in grado di raggiungere 290 km/h di velocità massima. Inoltre, partendo dalla Coupé, Maserati sviluppa anche la Trofeo, una versione pensata per un campionato monomarca, con lo stesso motore del modello di serie, ma con potenza aumentata a 420 CV che le permette di scattare da 0 a 100 km/h in quattro secondi.
La GranTurismo apre le porte all’elettrico
Nel 2007 la Coupé saluta e lascia il testimone alla GranTurismo, disegnata da Pininfarina e sviluppata sul pianale della Quattroporte che introduce il nuovo stile Maserati. La nuova vettura monta alcune varianti del motore V8 Ferrari F136, con basamento in alluminio e silicio accoppiato a un cambio automatico sequenziale a sei rapporti oppure a un robotizzato DuoSelect sempre a sei rapporti. La GranTurismo raggiunge la velocità massima di 285 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi; mentre la GranTurismo S, la versione sportiva, tocca i 295 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi.
Nel 2022 la seconda generazione della GranTurismo introduce la versione Folgore, la prima Maserati 100% elettrica, dotata di tre motori elettrici a magneti permanenti, progettati in Italia, in grado di erogare fino a 300 kW ciascuno e alimentati da una batteria agli ioni di litio da 83 kWh. La GranTurismo Folgore pesa 2260 kg, ha un’autonomia dichiarata di circa 450 km e raggiunge i 320 km/h di velocità massima con accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,7 secondi e da 0 a 200 km/h in 8,8 secondi.
L’obiettivo del contenimento delle emissioni di CO2 porta le imprese al ripensamento e all’aggiornamento dei propri impianti produttivi, dato che, alla luce degli accordi sul clima, l’impiego di fonti energetiche rinnovabili diventa imprescindibile. Per aumentare l’efficienza energetica e la sostenibilità del proprio stabilimento di Cuneo, Michelin Italia ha sottoscritto un accordo pluriennale con il colosso dell’energia Edison. Quello piemontese è l’impianto più grande in Europa occidentale della ditta francese, un sito che è in grado di produrre 13 milioni di pneumatici all’anno e che vedrà una riconversione all’insegna della sostenibilità.
Energia pulita grazie al trigeneratore
Le emissioni saranno ridotte per mezzo di nuovi impianti capaci di produrre energia a basso impatto ambientale: Edison provvederà a installare un sistema di trigenerazione ad alta efficienza che produrrà energia elettrica pulita e userà l’energia termica per fornire il vapore e l’acqua per il riscaldamento e la refrigerazione. L’iniziativa garantirà il 97% del fabbisogno energetico dell’impianto di Cuneo e includerà anche impianti fotovoltaici da montare sulle pensiline dei parcheggi e in altre zone dello stabilimento. All’approvvigionamento di energia a basso impatto ambientale concorreranno anche l’impiego di biomassa legnosa a filiera corta e il sistema di caldaie integrato che sarà impiegato per assicurare il vapore necessario per il processo di realizzazione degli pneumatici.
Tutto ruota attorno alle fonti rinnovabili
L’integrazione di questi processi e impianti consentiranno allo stabilimento Michelin di Cuneo di poter contare sul 16% di energia proveniente da fonti rinnovabili, che equivale alla riduzione di emissioni di CO2 di 18.000 tonnellate all’anno. Il prossimo passo sarà il raggiungimento del 100% di energia pulita, grazie all’impiego di combustibili alternativi come il biometano e l’idrogeno, in grado di apportare benefici sia dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente che da quello economico, grazie al contenimento dei costi energetici. Il contratto fra i due colossi ha una durata di 15 anni e prevede che Edison usi anche la rete di trasmissione nazionale per fornire all’impianto di Cuneo energia elettrica derivante e certificata da fonti rinnovabili oltre a quella prodotta nella stessa fabbrica piemontese. L’accordo rappresenta un ulteriore passo in avanti di Michelin verso la progressiva riduzione delle emissioni, secondo la politica aziendale che ha come obiettivo, entro il 2030, la riduzione del 50% delle emissioni di CO2 rispetto al 2010, e il raggiungimento di quota zero entro il 2050.
Le sfide per il mondo automotive sono tante, compresa la possibilità, in futuro, di non impiegare più i metalli nella costruzione dei veicoli. Gli esperti sono fiduciosi, ma anche consapevoli che il percorso sarà lungo e pieno di difficoltà: al momento le alternative note presentano spiacevoli controindicazioni, come la fibra di carbonio e le resine sintetiche, che hanno bisogno di percorsi specifici di riciclo dato che non sono biodegradabili. In attesa che la ricerca compia importanti passi in avanti, le attenzioni dei costruttori sono rivolte ai processi in grado di abbassare l’impatto sull’ambiente dei materiali tradizionali, dall’estrazione fino alla lavorazione, prestando attenzione a contenere anche il consumo energetico e le emissioni. Alcuni marchi come Audi,Mercedes e Jaguar hanno annunciato che compreranno acciaio “pulito”, realizzato con procedimenti “carbon free” e adotteranno strategie di riciclo dell’alluminio; mentre Volvo e BMW utilizzeranno alluminio e compositi leggeri.
Meno emissioni con i nuovi cerchi
Entro l’anno prossimo, il gruppo BMW conta di impiegare su tutte le vetture della gamma BMW e MINI cerchi in lega in alluminio pressofuso a basse emissioni: per centrare questo obiettivo il colosso tedesco ha siglato una serie di accordi con i fornitori dei cerchi e della materia prima. L’obiettivo del marchio è ridurre le emissioni di CO2 di 500.000 tonnellate all’anno. I nuovi cerchi saranno composti da una lega formata al 30% da alluminio prodotto con energia 100% rinnovabile e al 70% da alluminio riciclato. Secondo i dati diffusi da BMW, questa novità dovrebbe essere in grado di abbassare le emissioni di CO2 fino all’80% rispetto ai normali processi di produzione.
Fibre più leggere per contenere le emissioni
Anche Volvo si fa più sostenibile grazie al cospicuo investimento in Bcomp, una società svizzera che si dedica alla produzione di materiali innovativi, compreso un composito a base di fibre di lino che dovrebbe essere il 50% più leggero delle tradizionali parti in plastica e che usa fino al 70% in meno di materiale plastico, riducendo le emissioni di CO2 del 62%. Questo materiale è stato impiegato per costruire la parte inferiore del bagagliaio, i poggiapiedi e i paraurti anteriore e posteriore e la parte anteriore del poggiatesta della ConceptRecharge, il prototipo elettrico presentato nel 2021 con il compito di anticipare la XC90 a batteria. Volvo vuole usare il composito a base di fibre di lino sulle vetture 100% elettriche di prossima generazione.
Acciaio “pulito” e recupero dell’alluminio
BMW e Volvo non sono gli unici costruttori ad aver intrapreso questa strada: per le nuove auto, dal 2025, Mercedes userà un acciaio ecologico prodotto dalla svedese H2 Green Steel mediante un processo ad arco voltaico a base di idrogeno che prende il posto delle classiche fornaci, riducendo l’impronta di carbonio. Volkswagen ha stretto un accordo simile con Salzgitter, che darà al colosso tedesco l’acciaio per la nuova elettrica Trinity; mentre BMW ha avviato una partnership con Boston Metal. Mercedes ha già dato il via anche alla sperimentazione di plastiche composte in parte da fibre vegetali e rifiuti organici riciclati, da impiegare per la realizzazione di componenti minori delle proprie vetture elettriche.
Audi, Jaguar e Nissan hanno puntato in maniera decisa sul riciclo dell’alluminio: il marchio tedesco si avvale di procedimenti per recuperare e riutilizzare l’alluminio di scarto dei processi di stampaggio e rifinitura; gli inglesi, sempre con questa tecnica, riescono a ottenere il materiale da impiegare per la realizzazione della scocca dell’elettrica Jaguar i-Pace. Nissan, invece, ha messo a punto un nuovo sistema di progettazione per alleggerire le carrozzerie e usa lamiere di alluminio riciclato che le consentono di risparmiare il 90% dell’energia richiesta dalla produzione.
In un mondo dominato dai SUV e dai crossover, Peugeot e-Rifter rimane un’alternativa interessante per chi cerca spazio e versatilità e intende rimanere fedele alle forme tipiche dei monovolume. Con l’ultimo aggiornamento, il multispazio francese cambia sotto tutti i punti di vista: l’estetica è stata rivista profondamente e ora la gamma motori include un’unica motorizzazione 100% elettrica.
Peugeot rinnova la sua monovolume compatta Rifter, che diventa ora 100% elettrica e prende il nome di e-Rifter che si distingue per un design rinnovato e aggiornamenti tecnici significativi. I clienti hanno la possibilità di scegliere tra due lunghezze di carrozzeria, 4,4 e 4,75 metri, disponibili nelle configurazioni a cinque o sette posti, con una capacità di carico che varia dai 186 ai 4.000 litri a seconda della configurazione dei sedili. Esteticamente, l’e-Rifter introduce un nuovo frontale, con gruppi ottici e luci diurne a LED che richiamano il design dell’artiglio, caratteristico dei modelli Peugeot. Il nuovo logo del marchio trova posto sulla calandra, accompagnato dalle nuove tinte Verde Sirkka e Blu Kiama. Gli interni sono stati completamente ridisegnati, seguendo il concetto dell’i-Cockpit di Peugeot, con doppio display per strumentazione e infotainment. La vettura è dotata di servizi connessi, sistemi di assistenza alla guida di Livello 2 e l’app MyPeugeot, che offre funzioni di controllo remoto, inclusa la pre-climatizzazione e la programmazione della ricarica.
Peugeot e-Rifter: prezzo, dimensioni e caratteristiche
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Dal punto di vista delle prestazioni, l’e-Rifter è equipaggiato con un motore elettrico da 136 CV e 270 Nm, abbinato a una batteria da 50 kWh. Questa combinazione garantisce un’autonomia di 320 km secondo il ciclo Wltp, con una velocità massima limitata a 135 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 11,2 secondi. Le opzioni di ricarica includono la presa domestica standard, wallbox da 7,4 kW e 11 kW, e colonnine rapide da 100 kW che permettono di ricaricare l’80% della batteria in soli 30 minuti.
Peugeot e-Rifter: dimensioni
Peugeot e-Rifter si presenta come una vettura decisamente spaziosa, che può ospitare (a richiesta) fino a 7 persone sia in versione a passo corto che lungo. Nel primo caso, infatti, la lunghezza del corpo vettura è pari a 4 metri e 40, a cui si aggiungono 35 centimetri per il modello a passo lungo. L’altezza di 188 centimetri regala poi un’ottima abitabilità per tutti i passeggeri. Ottima anche la capienza del bagagliaio, specialmente in configurazione 5 posti: la capacità minima va dai 775 litri per la versione a passo corto, ai 1.050 litri del modello Long.
Dimensioni
Standard
Long
Lunghezza
4.403 mm
4.753 mm
Larghezza
1.921 mm
Altezza
1.878 mm
1.882 mm
Passo
2.785 mm
2.975 mm
Peugeot e-Rifter: esterni
Anche dopo la completa transizione all’elettrico, il look di Peugeot e-Rifter mantiene una sua precisa identità da MPV, pur strizzando l’occhio ai crossover . Il frontale presenta un muso importante addolcito da fari rettangolari con luci diurne a LED che ben si integrano con la mascherina, mentre la fiancata offre passaruota ben in evidenza sottolineati da protezioni in plastica che, abbinate all’assetto rialzato di 35 mm, regalano un aspetto imponente al veicolo.
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Le protezioni si estendono anche nella zona inferiore delle portiere, dove una linea di cintura molto evidente contribuisce a scolpire i muscoli di e-Rifter. Il retro della vettura, infine, presenta un ampio portellone cinto da fari a sviluppo verticale e occupato per buona parte dal grandissimo lunotto.
Peugeot e-Rifter: interni
L’abitacolo di Peugeot e-Rifter si caratterizza per la buona cura nella realizzazione e nella scelta dei materiali, oltre che per l’ampio spazio disponibile per i passeggeri. Il divanetto posteriore è ordinabile anche con tre poltroncine singole, mentre la plancia presenta un volante di dimensioni ridotte, ispirato all’i-Cockpit presente sulle altre vetture del marchio, ed un touchscreen da 5″ (8″ nelle versioni più accessoriate) a sbalzo dedicato all’infotainment.
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Inoltre, il passaggio all’elettrico ha regalato diversi equipaggiamenti tecnologici di serie al veicolo: a bordo sono presenti, di serie, i numerosi sistemi di sicurezza del Pack Safety, che includono il limitatore di velocità e il mantenimento della corsia. In ultimo, con le versioni più accessoriate si possono avere anche diversi comfort, come il clima automatico bi-zona e il sistema di aiuto al parcheggio Visiopark.
Peugeot e-Rifter: motori
Peugeot e-Rifter prevede a listino una sola motorizzazione, elettrica al 100%. Questa è basata su un propulsore sincrono a magneti permanenti da 136 CV e 260 Nm, alimentato da una batteria elettrica da 50 kWh. La velocità massima, autolimitata, si ferma a 130 km/h.
Peugeot e-Rifter: consumi
Trattandosi di una vettura elettrica conviene concentrarsi sull’autonomia: per il nuovo e-Rifter, Peugeot promette fino a 280 km. Per quanto riguarda i tempi di ricarica, invece, sono necessari solo 30 minuti con supercharger da 100 kW affinché la batteria raggiunga l’80%, mentre per la ricarica completa servono 5 ore di collegamento alla Wallbox da 11 kW.
Peugeot e-Rifter: allestimenti
Sono tre gli allestimenti disponibili per Peugeot e-Rifter:
Active Pack: la versione di partenza offre un buon equipaggiamento di serie, come il Pack Safety con limitatore di velocità.
Allure: si sale di livello con Pack Visibilità e più comfort interni.
GT: la versione top di gamma include cerchi in lega da 17″, il climatizzatore automatico bi-zona e Peugeot Connect.
Active Pack: comprende, ABS, Aiuto alla frenata d‘emergenza (AFU), Controllo di stabilità ESC con sistema antipattinamento ASR, Hill Assist, Airbag conducente, airbag passeggero disattivabile, airbag laterali prima fila, airbags a tendina nella prima e seconda fila, Freno di stazionamento elettrico, Coffee break alert & Pack safety: Active Lane departure warning, speed limit information and intelligent speed assist, tyre monitoring system, Video active safety brake, Regolatore e limitatore di velocità, Altezza dal suolo maggiore (+35 mm), Climatizzatore manuale, Copribagagli rigido posteriore, Vano portaoggetti aperto davanti il quadro strumenti, vano chiuso nella parte alta del lato passeggero, Porta laterale scorrevole destra, Paraurti e protezioni laterali e del passaruota nere, Retrovisori esterni con regolazione elettrica, Tergicristalli manuali con Sistema Magic Wash Premium, Sedile conducente con regolazione in altezza e dell’inclinazione dello schienale, appoggiatesta regolabile in altezza, Sedile passeggero anteriore singolo con regolazione dell’inclinazione dello schienale, appoggiatesta regolabile in altezza, Sedili posteriori frazionabili 2/3 – 1/3 a scomparsa, Vano portaoggetti sotto il padiglione anteriore con maniglie integrate nella prima fila, maniglie nella seconda fila, Cerchi in alluminio neri da 16” con Copricerchio (RAKIURA) + Kit di gonfiaggio pneumatici, Quadro strumenti in posizione rialzata con computer di bordo LCD, Maniglie esterne color nero, Portellone posteriore con spoiler e tergilunotto e lunotto termico fisso, Touchscreen 3,5” monocromatico (non supporta il mirrorscreen di Apple Carplay e Android Auto), VERSIONE LONG, Tendina posteriore copribagagli rimuovibile, VERSIONE LONG 7 POSTI, 2 Sedili individuali ed estraibili, in terza fila, Caricatore OBC 7 kW monofase (ON BOARD CHARGER), Cavo di ricarica, 6m, 8 A, presa Schuko con custodia dedicata, Cavo di ricarica T2 Modo 3 Trifase 22 kW.
Allure: integra porta laterale scorrevole sinistra, 2 porta bicchieri, 1 vano chiuso e refrigerato nella parte alta del lato passeggero, Freno di stazionamento elettrico, Sensori di parcheggio posteriori, PACK SAFETY PLUS (Include Extended traffic sign recognition; Driver attention assist ; Pack visibilità + High Beam Assist), Fari fendinebbia: Include Pack Look: maniglie esterne e calotte dei retrovisori in tinta carrozzeria; Paraurti anteriori e posteriori con inserti colorati, Profili guida delle porte laterali scorrevoli in tinta carrozzeria, Comandi integrati al volante, Console centrale alta con vani portaoggetti, Presa USB sotto le bocchette dell’aria condizionata nella seconda fila, Pack Visibilità: Tergicristalli automatici con illuminazione automatica di fari/luci tramite sensore sul parabrezza, + Sistema Magic Wash Premium, Quadro strumenti digitale a colori da 3,5”, Barre al tetto, Maniglie esterne e calotte dei retrovisori in tinta carrozzeria, Tendina posteriore copribagagli rimuovibile, Sedile conducente “comfort” regolabile in altezza con inclinazione dello schienale. Appoggiatesta regolabile in altezza. Regolazione lombare manuale del sedile conducente. Sedile passeggero individuale regolabile + inclinazione dello schienale, appoggiatesta regolabile in altezza. Tasche portaoggetti e tavolino estraibile dallo schienale dei sedili anteriori. Panchetta posteriore fila 2 a scomparsa 3×1/3 con sistema easybreak; schienale rigido in tessuto moquette, 3 fissaggi Isofix, comando per ripiegarli dal bagagliaio, 2 porta bicchieri e una presa 12 V in seconda fila, VERSIONE LONG, Tendina posteriore copribagagli rimuovibile, VERSIONE LONG 7 POSTI 2 Sedili individuali ed estraibili, in terza fila.
GT: aggiunge PEUGEOT CONNECT SOS & ASSISTANCE, Portellone posteriore con tergilunotto e lunotto termico oscurato apribile ; vetri posteriori oscurati, Retrovisore interno elettrocromatico, Visiopark, Vetri laterali con alzacristalli elettrici nella seconda fila, Keyless system, Climatizzatore automatico Bizona, Volante GT in pelle con comandi al volante, Touchscreen capacitivo da 8” e mirror screen, CERCHI, Cerchi in lega da 17″ Cerva (AORAKI), Calandra nero brillante, Tendina posteriore copribagagli rimuovibile, 2 Sedili individuali ed estraibili, in terza fila, Calotte dei retrovisori, barre al tetto ( esclusa versione LONG) e protezioni laterali e spoiler in Nero Onyx.
Peugeot e-Rifter: perché comprarla
Motore: la motorizzazione elettrica permette di risparmiare sui consumi senza preoccuparsi delle emissioni.
Stile: una delle poche vetture della categoria a mantenere il carattere di una vera multispazio senza consacrarsi allo stile da crossover.
Versatile: molte le possibilità di personalizzazione: Standard o Long, a 5 o a 7 posti, 4 allestimenti; ce n’è per tutti i gusti.
Peugeot e-Rifter: prezzo
Ecco di seguito il listino prezzi della Peugeot e-Rifter aggiornato a novembre 2023:
La piccolina di casa Fiat, tornata in produzione nel 2007, ha ridato nuova vita a un nome storico per l’industria automobilistica: dell’antenata, che ha debuttato nel 1957, riprende le forme e le linee generali, sia nella carrozzeria berlina che in quella cabriolet. Oggi la 500, che ha risollevato le sorti del marchio torinese, continua a ricevere aggiornamenti per rimanere al passo coi tempi ed è disponibile nelle versioni mild-hybrid e fullelectric, prodotta dal 2020 con il nome di Nuova 500 o 500e. I 3,57 metri di lunghezza la rendono una citycar ideale e chic e poco importa se il passo di 2,30 metri penalizza un po’ l’abitabilità di chi si accomoda nei sedili posteriori. La Fiat 500 è disponibile in due allestimenti: 500, l’accesso alla gamma che si rifà all’essenzialità della antenata e Dolcevita, pensato per chi non vuole rinunciare al lusso.
Stile classico e tecnologie al passo con i tempi
Il design della piccola Fiat ha saputo resistere al tempo e restare quanto mai attuale. La parte frontale è caratterizzata dalla doppia linea di fari tondi, che identificano immediatamente la Fiat 500; mentre la nervatura sul cofano riporta indietro agli anni ’50. Sulla fiancata si mettono in evidenza i passaruota; mentre nel posteriore trovano posto i gruppi ottici quadrangolari vuoti nella parte centrale.
Salendo a bordo, si nota l’abitacolo che richiama l’antenata: la plancia ospita una fascia in tinta con la carrozzeria come il modello del 1957; mentre lo schermo del sistema infotaiment UConnect (che può essere dotato di radio digitale, navigatore e app dedicate) da 5 o 7 pollici, a seconda delle versioni, ci riporta ai giorni nostri.
Motorizzazioni e consumi
Oggi la 500 viene venduta soltanto in versione ibrida, alimentata da un motore 1.0 Firefly da 70 CV aiutato da uno starter generatore che si attiva sia all’avviamento che in partenza. L’unità elettrica è alimentata da una batteria agli ioni di litio a 12 V da 11Ah (0,13 kWh) posizionata sotto al sedile del guidatore che si ricarica durante i rallentamenti. La potenza contenuta non toglie emozioni alla guida e permette consumi ridotti: la 500 ibrida, secondo i dati dichiarati da Fiat, viaggia nell’ordine dei 25,6 km/l.
La Nuova 500 elettrica da 95 e 118 CV
Accanto alla versione mild-hybrid, c’è anche la Nuova 500 elettrica. Prodotta dal 2020, è disponibile in tre versioni: berlina, cabriolet e 3+1, caratterizzata da tre portiere (la terza sul lato destro), per facilitare l’accesso ai sedili posteriori. La citycar full electric è a listino con due differenti motorizzazioni: quella meno potente da 70 Kw (95 CV) e quella da 87 Kw (118 CV), che dichiarano rispettivamente 257 e 421 km di autonomia.
Fiat 500 1.0 Hybrid a 14.450 euro
Continuano anche a novembre le offerte sulla gamma Fiat. Grazie alla promozione “Formula Happiness” la Fiat 500 1.0 da 70 CV mild hybrid, che ha un prezzo di listino di 17.700 euro, viene proposta a 12.950 euro (con uno sconto di 4.750 euro senza gli incentivi statali) o, in alternativa per chi non vuole usufruire del finanziamento, a 14.450euro (3.250 euro di sconto). L’offerta include servizi aggiuntivi come Identicar per un anno e assicurazione per gli pneumatici, ma per poterne beneficiare è necessario rottamare un’auto omologata Euro 0, 1, 2 o 3.
La promozione “Formula Happiness” non prevede alcun anticipo al momento della sottoscrizione a cui si aggiunge la prima rata mensile di 0 euro; invece i restanti 58 canoni da pagare ammontano a 210 euro l’uno (TAN 8,75%, TAEG 10,66%). Al termine del finanziamento c’è da versare la maxi-rata, pari al Valore Futuro Garantito, di 6.169,1 euro; mentre in caso di restituzione o sostituzione dell’auto, non bisogna superare il limite di 50.000 km; chi lo fa dovrà pagare 0,1 euro per ogni chilometro in eccesso.
Il mercato dei SUV è in piena espansione, con una domanda sempre crescente. Di conseguenza, abbiamo assistito all’emergere di svariate interpretazioni di questa particolare tipologia di vetture: dai modelli a sette posti a quelli coupé, fino alle versioni ad alte prestazioni. In questo contesto, la Volkswagen T-Roc si distingue introducendo una rara variante cabriolet. Seguendo l’aggiornamento stilistico che ha interessato il modello nel 2021, la SUV-cabriolet ora si presenta con due opzioni di motore a benzina, uno da 110 CV e l’altro da 150 CV.
Di seguito ecco la scheda tecnica della Volkswagen T-Roc cabrio:
La Volkswagen T-Roc cabrio si presenta con dimensioni ideali anche per affrontare il traffico cittadino. La lunghezza dell’insolito SUV del costruttore tedesco è di 4 metri e 27 centimetri, mentre rispetto alla versione dotata di tetto l’altezza si riduce di 6 centimetri e sfiora quota 153 cm. L’abitabilità per 4 passeggeri si rivela adeguata grazie al passo di 263 cm.
Dimensioni
Lunghezza
4.271 mm
Larghezza
1.811 mm
Altezza
1.527 mm
Passo
2.630 mm
Volkswagen T Roc Cabrio: esterni
Ovviamente la parentela tra la Volkswagen T-Roc cabrio con quella “tradizionale” è molto evidente, ma ci sono alcuni dettagli che rendono la prima immediatamente riconoscibile. Se il frontale non si discosta per nulla dal modello standard, dove la Volkswagen T-Roc cabrio si differenzia completamente è nella vista laterale.
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Volkswagen T-Roc cabrio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2
Volkswagen T-Roc cabrio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1
Ammirando la fiancata salta subito all’occhio la presenza di solo due portiere, invece delle quattro della versione dotata di tetto. Queste, inoltre, presentano dimensioni importanti così da consentire un accesso facilitato ai passeggeri del divanetto posteriore. L’inclinazione del parabrezza è accentuata, come si conviene ad ogni cabrio che si rispetti, mentre un piccolo spoiler presente sulla coda aiuta a migliorare la deportanza della vettura.
Volkswagen T Roc Cabrio: interni
L’abitacolo dellaVolkswagen T-Roc cabrio richiama fedelmente le linee di quello della versione dotata di tetto fisso. La plancia presenta una fascia in tinta con la carrozzeria che idealmente si collega con le plastiche delle portiere, mentre al centro della stessa spicca in bella mostra il touch screen da 8″ dedicato all’infotainment. Con l’allestimento top di gamma R-Line, inoltre, si aggiunge anche un secondo display da 10,25″ del Digital Cockpit Pro.
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Volkswagen T-Roc cabrio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10
Volkswagen T-Roc cabrio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8
Volkswagen T-Roc cabrio: prezzo, dimensioni e caratteristiche
Ma la tecnologia di bordo è tanta anche in quanto a sicurezza: dietro i poggiatesta trovano posto due roll-bar estraibili che si attivano in caso di incidente, sollevandosi autonomamente in una frazione di secondo. Buona anche la dotazione di dispositivi di assistenza, tra i quali citiamo il Cruise Control adattivo, il Front Assist, il Lane Assist e il Park Pilot,
Volkswagen T Roc Cabrio: motori
Il listino della Volkswagen T-Roc cabrio presenta due sole motorizzazioni a benzina, niente diesel o propulsori ibridi quindi. L’accesso alla gamma è rappresentato dal 3 cilindri 1.0 TSI da 110 CV abbinato al cambio manuale a 6 marce, mentre l’alternativa è il 4 cilindri 1.5 TSI ACT da 150 CV disponibile anche con cambio automatico DSG a 7 rapporti.
Volkswagen T Roc Cabrio: consumi
I 1524 Kg della Volkswagen T-Roc cabrio non aiutano certamente a contenere consumi, per quanto questi non siano eccessivi. Per entrambe le motorizzazioni del SUV la Casa tedesca promette consumi medi nell’ordine dei 6,3 litri ogni 100 Km.
Volkswagen T Roc Cabrio: allestimenti
Fra gli allestimenti presenti nel listino della Volkswagen T-Roc cabrio ne è rimasto solo uno:
Style: l’allestimento di partenza offre già un ottimo equipaggiamento di serie, come i cerchi Portimao da 18″.
Style: l’allestimento di accesso alla gamma offre di serie ACC – Adaptive Cruise Control, App-Connect con funzione wireless, Bracciolo anteriore con due ingressi USB-C, Cerchi in lega PORTIMAO da 18′′, Climatizzatore automatico,”C l i m a t r oni c “, Digital Cockpit Pro da 10,25′′, Dashpad ed inserti “Pewter Matt”, Fari IQ.Light LED Performance, Fari fendinebbia con funzione,cornering, Illuminazione ambiente a LED, Luci diurne trapezoidali, Park Assist, Radio “Ready2Discover” da 8′′ (con predisposizione perlanavigazione), Rivestimento porte in similpelle con cuciture decorative.
Volkswagen T Roc Cabrio: perché comprarla
Stile: sono pochi i SUV cabrio in circolazione e con T-Roc si caratterizza per ul look che strizza l’occhio ai clienti più giovani.
Dotazioni: molto ricca la dotazione fin dall’allestimento di accesso alla gamma.
Cabrio: l’auto perfetta per chi in un veicolo non cerca solo un mezzo di trasporto ma un mezzo con cui svagarsi.
Volkswagen T Roc Cabrio: prezzi
Di seguito ecco il listino prezzi della Volkswagen T-Roc cabrio aggiornato a novembre 2023: