Targhe storiche: parte la sperimentazione

Targhe storiche: parte la sperimentazione

Chi possiede un’auto storica potrà immatricolarla o reimmatricolarla con la targa originale della prima registrazione. Lo scorso 25 novembre è entrato in vigore il Decreto Ministeriale 468, emanato dalla Direzione Generale per la Motorizzazione, che “disciplina le modalità operative per il rilascio della targa storica per autoveicoli, motoveicoli e macchine agricole di interesse storico e collezionistico di cui all’articolo 60 del Codice della Strada”.

Dallo scorso 27 novembre e fino al 5 gennaio 2024 è attiva la prima fase della sperimentazione, che comprende un numero ristretto di operatori professionali per procedere con immatricolazione e reimmatricolazione delle auto di interesse storico e collezionistico non assoggettate all’obbligo di iscrizione al PRA. Una volta terminata la sperimentazione, a partire dall’8 gennaio 2024, le procedure per il rilascio saranno offerte ai possessori di auto storiche da tutti gli Sportelli Telematici dell’Automobilista delle varie agenzie territoriali private e dagli uffici della Motorizzazione Civile.

Targhe storiche: parte la sperimentazione 1

Quali auto hanno diritto alla targa storica

Grazie al nuovo Decreto, i veicoli storici potranno tornare ad avere la targa originale, aumentando in questo modo il proprio valore e rimediando all’inestetismo di un’auto di tanti anni fa con una targa attuale. Vediamo quali veicoli ne hanno diritto. Il Decreto dice che possono ottenere il rilascio della targa storica auto, moto e macchine agricole di interesse collezionistico già immatricolate in Italia e radiate d’ufficio ai sensi dell’articolo 96 del codice della strada; radiate per esportazione ai sensi dell’articolo 103 c.d.s.; radiate per ritiro su area privata, ai sensi della previgente legislazione, su richiesta presentata per la prima volta entro il 26 aprile 2006; radiate per demolizione, ai sensi della previgente legislazione, prima del 30 giugno 1998, a esclusione di quelle per le quali siano stati erogati contributi statali alla rottamazione; immatricolate in Italia e mai dismesse dalla circolazione, per le quali venga richiesta una reimmatricolazione con targa storica; prive di targhe e di documenti di circolazione, né radiate né successivamente reimmatricolate in Italia.

Inoltre la targa storica può essere rilasciata anche agli autoveicoli, alle macchine agricole e ai motoveicoli mai cessati dalla circolazione e ancora muniti di targa originale rilasciata in Italia, ma smarrita, distrutta o deteriorata: in questo caso si tratta di una copia ufficiale a tutti gli effetti. In questa prima fase, il rilascio della targa storica è possibile a condizione che sia stata già associata in passato alla relativa auto: per ora non si possono immatricolare auto d’epoca d’importazione con targhe coeve alla loro produzione, perché non sono presenti negli archivi.

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Il commento dell’ASI

Il presidente dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano), Alberto Scuro, esulta per il Decreto sulle targhe storiche. “Siamo alle fasi finali di un importante percorso che, insieme alle istituzioni coinvolte, porta a una significativa opera di tutela dei veicoli storici – le parole del presidente – . Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Ministro e Vicepremier Salvini e il suo consulente per il motorismo storico Giovanni Tombolato, la Motorizzazione Civile, con l’attenzione e la competenza del Direttore Generale Pasquale D’Anzi, hanno svolto un lavoro tutt’altro che banale, introducendo una novità assoluta sia a livello normativo, sia di applicazione pratica”.

Auto divenute icona: Toyota Yaris

Auto divenute icona: Toyota Yaris 2

La Toyota Yaris è la piccola giapponese che più e meglio di tutte ha saputo raccogliere idealmente il testimone dalla Nissan Micra, cui spetta il merito di aver aperto le porte dei mercati europei alle auto di segmento B del Paese del Sol Levante. L’utilitaria debutta al Salone di Parigi del 1998, viene commercializzata a partire dall’anno successivo e nel 2000 ottiene il premio di Auto dell’Anno. La Yaris vende tantissimo fin dall’inizio e si guadagna un posto di rilievo nella storia dell’industria automobilistica per le novità apportate nel segmento B, prima fra tutte l’innata capacità di sfruttare al meglio lo spazio. Attualmente è alla quarta generazione, che vede l’elettrificazione della gamma e un aumento delle dimensioni, per assecondare le esigenze del mercato odierno.

Auto divenute icona: Toyota Yaris 1

Costruita per piacere agli europei

La Yaris prima serie (nome in codice XP10) nasce nel 1998 e viene commercializzata come Toyota Viz in Giappone e come Toyota Echo o Yaris in Europa a partire dall’anno seguente. Il design innovativo dalle linee arrotondate viene ripreso dal concept Funtime del 1997, un’idea del team di designer guidati dal greco Sotiris Kovos, e fa immediatamente breccia nel cuore degli automobilisti europei, che nel segmento B hanno un ampio ventaglio di scelta. Ma la Toyota Yaris ha qualcosa in più che la rende speciale, a partire dalle dotazioni generose e dal costo concorrenziale, sia nella versione a 3 che a 5 porte. È lunga 3,64 metri, alta 1,5, larga 1,66 e ha un passo di 2,37 metri, caratteristiche che le regalano un’abitabilità nettamente superiore alle rivali; il nuovo motore 1.0 16V aspirato dalla potenza record di 68 CV, le linee disegnate appositamente per gli europei e la ricca dotazione completano l’opera. La piccola giapponese, di serie, offre computer di bordo, doppio airbag e chiusura centralizzata; mentre gli allestimenti Sol e Luna aggiungono climatizzatore manuale, paraurti in tinta, calandra cromata e fendinebbia.

Motori per tutti i gusti

Nel 2001 inizia la produzione della Yaris nell’impianto francese di Valenciennes, una mossa necessaria data la grande richiesta in tutti i mercati del Vecchio Continente. Maneggevolezza e affidabilità ben al di sopra della media, garantita dalle indagini del TUV tedesco, danno un’ulteriore spinta alle vendite della piccola giapponese, che offre un’ampia gamma di motorizzazioni. Nel 2000 arriva il 1.3 benzina da 86 CV montato anche sulla multispazio compatta Yaris Verso; l’anno successivo, invece, è l’ora del 1.4 D-4D a gasolio da 75 CV, propulsore molto gradito per i consumi contenuti. Nel 2001 debutta anche la versione più grintosa, la Yaris 1.5 16V T Sport da 106 CV, cui fa seguito nel 2003 un lieve restyling dovuto all’arrivo delle motorizzazioni benzina Euro 4.

Auto divenute icona: Toyota Yaris 3

Anche la seconda generazione fa centro

Nel 2005 entra in scena la seconda generazione (nome in codice XP90), che vede un design meno innovativo, ma che piace lo stesso agli automobilisti. Le dimensioni sono più generose: la lunghezza arriva a 3,75 metri, la larghezza a 1,69 regalando alla nuova Yaris una maggiore abitabilità. Anche i motori, tutti Euro 4, compiono un salto di qualità per quanto riguarda l’efficienza: la cubatura di un litro viene ampliata con un nuovo 3 cilindri da 69 CV (dal 2010 anche a GPL) e si affianca al 1.3 da 87 CV (dal 2007 disponibile anche con cambio automatico sequenziale M-MT) e al 1.4 D-4D da 90 CV. Il restyling del 2009 aggiunge il 1.3 benzina con start/stop da 100 CV e la rinnovata Yaris TS con il 1.8 da 133 CV. La nuova versione è la prima vettura del segmento B a essere dotata di 9 airbag e, inoltre, offre anche il divanetto posteriore scorrevole e una visibilità verso l’esterno al top per la categoria. Molto apprezzati dagli automobilisti anche il bagagliaio con capacità variabile da 272 a 1.086 litri e le 5 stelle ottenute nel crash test Euro NCAP. Come detto la seconda generazione della Yaris segue le orme della prima e, nel 2010, le vendite totali delle due serie superano i tre milioni e mezzo di esemplari.

Auto divenute icona: Toyota Yaris

Con la terza serie arriva l’elettrificazione

La terza generazione della Yaris viene presentata nel settembre 2011 al Salone dell’automobile di Francoforte e inizia a essere commercializzata nell’ottobre dello stesso anno: è 10 centimetri più lunga della precedente per un totale di 3,88 metri, larga 169 cm e alta 151 cm, con il passo aumentato di 5 cm. Le linee sono ispirate a quelle della Prius+ e della Verso-S (ex Toyota Yaris Verso). Nei primi sei mesi del 2014 è la quattordicesima auto più venduta in Europa, con oltre 90.000 unità. Nel 2012 arriva la Yaris Hybrid con il propulsore da 1,5 litri a ciclo Atkinson che sprigiona 74 CV, abbinato a un motore elettrico che, oltre ad assicurare uno spunto in fase di partenza, permette brevi spostamenti in modalità completamente elettrica. Le batterie, che si ricaricano anche sfruttando i rallentamenti dell’auto in fase di frenata, sono piazzate sotto il sedile posteriore, in modo da non ridurre lo spazio del vano bagagli.

Toyota GR Yaris: prezzo, dimensioni e caratteristiche 20

 

La quarta generazione porta via i motori diesel

La Yaris di quarta generazione debutta sui mercati a inizio 2020 e, nel 2021, viene premiata  come Auto dell’Anno. È sviluppata sulla base GA-B e, a differenza delle precedenti generazioni, è disponibile solo con carrozzeria a 5 porte a due volumi; mentre il modello a 3 porte è riservato alla GR, la versione orientata alle prestazioni. La quarta generazione per il mercato europeo non ha a listino versioni diesel e vede l’introduzione di un’inedita motorizzazione ibrida costituita da un motore 1.5 con 3 cilindri a benzina da 92 CV (con funzionamento a ciclo Atkinson) abbinato a un motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 80 CV/59 kW, collegato a una batteria agli ioni di litio da 4,3 Ah, per una potenza complessiva di 116 CV. Sempre nel 2020, utilizzando il pianale e la meccanica della Yaris, viene progettata la Yaris Cross, la versione crossover della mitica giapponese.

Auto divenute icona: Seat Ibiza

Auto divenute icona: Seat Ibiza 1

La Seat Ibiza è l’auto che segna l’inizio di una nuova era per la casa spagnola: è la prima vettura prodotta sotto l’egida di Volkswagen dopo la rottura con Fiat. Un modello iconico, ancora oggi nel listino, che racchiude in sé il design italiano, la tecnologia tedesca e la manifattura spagnola: un mix vincente che l’ha portata a conquistare dal 1984 a oggi sei milioni di automobilisti, più o meno giovani.

Ma riavvolgiamo dall’inizio il nastro di una storia di grande successo commerciale. Siamo nei primi anni ’80, la Spagna è da poco uscita dalla lunga dittatura del generale Francisco Franco, morto nel 1975, e ha più che mai voglia e necessità di rinnovarsi, anche per quanto riguarda l’industria automobilistica. Il desiderio di modernità porta lo Stato spagnolo a mettere in discussione il controllo di Fiat sulla Seat (fondata nel 1950 con capitali del gruppo torinese e dell’INI, Instituto Nacional de Industria): a seguito di un lungo tira e molla il costruttore italiano esce di scena dopo 30 anni. A fine settembre del 1982 viene siglato un accordo di collaborazione industriale e commerciale con Volkswagen, che prende il controllo di Seat. Le prime mosse sono i restyling della Ronda e della Fura, che sono la Ritmo e la Fiat 127 in salsa spagnola, ma il rilancio del marchio può avvenire soltanto con la produzione di un nuovo modello.

Il tempo per progettare un’auto da zero è poco e per questo i nuovi vertici di Seat decidono di riprendere un vecchio bozzetto dell’era Fiat, rimasto chiuso nei cassetti: è l’idea della sostituta della Fura, un’utilitaria disegnata da Giorgetto Giugiaro e basata sul pianale della Ronda, che può accogliere vari motori. I dirigenti mettono da parte gli iniziali scetticismi e decidono di riprendere quel progetto, cambiando i motori: la nuova auto avrà i propulsori System Porsche che rimarcano, se ce ne fosse bisogno, il cambio di gestione della Seat.

Auto divenute icona: Seat Ibiza 3

La nascita di un mito

Per la nuova utilitaria viene scelto il nome Ibiza: l’auto esordisce nel 1984 e piace fin da subito per il design firmato Giugiaro e per l’abitabilità, dovuta anche agli ingombri più generosi rispetto alla media del segmento B (3,68 metri di lunghezza per 1,61 di larghezza e 1,41 di altezza). La piccola spagnola è disponibile a 3 e 5 porte (nel 1985 arriva la versione tre volumi chiamata Malaga) e presenta interni semplici che ricordano vagamente le Volkswagen di quel periodo, specialmente la seconda generazione della Golf, arrivata sul mercato l’anno prima. La gamma motori a benzina prevede il 1.2 da 63 CV in grado di superare i 150 km/h e il 1.5 da 86 CV che tocca i 175 km/h. Negli anni successivi si aggiungono nuove motorizzazioni: il 1.7 diesel da 55 CV; dal 1986 il vecchio motore della 127, il 903 cc da 44 CV e il 1.5 a iniezione da 101 CV e oltre 180 km/h di velocità massima, riservato alla versione sportiva SXi, dalla caratteristica linea rossa che avvolge la carrozzeria. Il restyling del 1990 porta il nuovo disegno dei gruppi ottici, dei paraurti e alcuni dettagli inediti nell’abitacolo. Per quanto riguarda i motori, arriva il 1.2 a iniezione da 71 CV con marmitta catalitica, seguito nel 1991 dal 1.7 da 98 CV della Sport Line.

Auto divenute icona: Seat Ibiza 2

Giugiaro firma anche la seconda serie

La prima generazione della Seat Ibiza saluta nel 1993 con quasi 1,3 milioni di esemplari prodotti e un ottimo successo commerciale, soprattutto in Spagna. Anche la seconda serie porta la firma di Giugiaro, che disegna linee più morbide, con tratti maggiormente dinamici per la versione tre porte e più eleganti per quella a cinque porte. La nuova Ibiza (che in totale venderà 1,5 milioni di unità) nasce sul pianale della Volkswagen Polo e verrà costruita anche con carrozzeria a tre volumi e station wagon, però con il nome Cordoba. Le dimensioni sono più generose di quelle della prima generazione: con i suoi 381 cm di lunghezza e 164 di larghezza, adesso la compatta spagnola si colloca in uno spazio intermedio tra il segmento B e il C. Dal punto di vista qualitativo si nota un salto in avanti, grazie agli interni più ergonomici, più ampi e meglio rifiniti. I motori, sempre di derivazione Volkswagen, sono cinque a benzina con cilindrate comprese tra 1.050 e 2.000 cc e potenze da 45 a 116 CV; mente il 1.9 diesel da 64 CV completa la gamma. Con il restyling arriva anche la prima versione “spinta” della Ibiza, che caratterizza l’inizio di un’epoca: la 2.0 16 V GTI Cupra (Cup Racing) da 150 CV e 216 km/h.

Auto divenute icona: Seat Ibiza

La terza generazione si fa più sportiva

La terza serie si svela al Motorshow di Bologna nel 2001 ed è disegnata da un altro italiano, Walter de’ Silva che proviene dall’Alfa Romeo e che accentua il carattere sportivo della Ibiza con fari più aggressivi, la forma a cuneo della fiancata e le linee più smussate. La compatta ne guadagna in personalità e stile, che piace ai più giovani. Cresce in lunghezza, 3,95 metri, aumentano gli spazi interni e arrivano elettronica e dispositivi di sicurezza attiva e passiva. È disponibile con tre diversi motori a benzina: il 3 cilindri di 1,2 litri da 64 CV e i 4 cilindri 1,4 litri da 75 e 100 CV e due turbodiesel 1.9 da 100 e 130 CV. Successivamente arrivano la FR (Formula Racing) con la variante del 1.8 Turbo da 150 o il 1.9 TDI da 130 CV; mentre nel 2007 debutta la versione ecologica Ecomotive con il 1.4 TDI da 26,2 km/l e 99 g/km di emisioni di CO2.

Seat Ibiza: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6

Nuovi motori per la quarta generazione

La quarta serie arriva nel 2008 e porta la firma del belga Luc Donckerwolke, designer delle Lamborghini Gallardo e Murcielago: la nuova Ibiza è caratterizzata da forme più spinte, tagli netti e angoli spigolosi che accentuano il carattere sempre più sportivo. Tantissime le novità, tra le quali spiccano gli interni più tecnologici, il debutto dei motori TFSI con cambio DSG a 7 rapporti e alcune versioni speciali.

Niente più 3 porte e station-wagon con la quinta generazione

Nel gennaio del 2017 esordisce la quinta generazione: spariscono la versione a 3 porte e la station-wagon, rimpiazzata dal SUV Arona. La nuova Ibiza è la prima auto sviluppata sull’inedita piattaforma MQB A0, sulla quale saranno realizzate le nuove generazioni della Volkswagen Polo e la Audi A1 e, a livello estetico, si rifà alla Leon, con alcune differenze soprattutto nei fari anteriori e in quelli posteriori, dalle forme più triangolari. La gamma motori è formata dai benzina 1.0 TSI da 95 e 115 CV, dal 1.5 TSI da 150 CV; dai diesel 1.6 TDI da 80, 95 e 115 CV e dal 1.0 TGI 90 CV a metano.

Mercato auto: i dati di novembre 2023

Dacia Duster: prezzo, dimensioni e prova su strada 40

Il mercato dell’auto continua a registrare numeri in crescita rispetto al 2022. A novembre le immatricolazioni di vetture nuove ammontano a 139.278 unità, il 16,2% in più dello stesso periodo dello scorso anno, ma restano inferiori del 7,8% se confrontate con il 2019, prima della pandemia. Prendendo in considerazione il periodo da gennaio a novembre 2023, le nuove immatricolazioni raggiungono quota 1.455.271, per un +20,1% rispetto all’anno scorso (1.211.808 unità): nei primi 11 mesi di quest’anno sono state registrate 243.500 auto nuove in più del 2022, ma oltre 321.000 in meno di gennaio-novembre del 2019 , per un -18,1%.

Michele Crisci, presidente dell’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), torna a invocare una modifica all’erogazione degli incentivi statali. “Chiediamo l’innalzamento del price cap e l’estensione dell’incentivo a tutte le imprese con bonus a importo pieno – le parole di Crisci – per rendere le stesse regole più fruibili, maggiormente indirizzate ai target europei e utili a un accelerato rinnovo del parco”. A queste misure, sempre secondo l’UNRAE, va aggiunta “la necessità di una revisione del regime fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, che potrebbe essere velocemente attuata attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale, in modo da favorire la competitività delle imprese italiane, oltre a rilanciare un settore che, con il veloce ricambio dei veicoli aziendali, è in grado di accelerare il rinnovo del parco complessivo circolante”.

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Numeri in rialzo per le auto ibride

A novembre le vetture ibride hanno registrato un aumento di 4,2 punti percentuali, che permette loro di superare il 38% di quota nel mese e il 36,3% nel cumulato (+2,3 p.p.), con il 26,5% per le mild hybrid e l’11,4% per le full hybrid. In crescita anche le BEV, che nel mese hanno guadagnato l’1,4% e raggiunto il 5,6% di share; mentre le PHEV hanno ceduto il 4,1% rispetto all’anno scorso (-1,4 p.p., 4,4% nel periodo gennaio-novembre).

Poche variazioni per le vetture a benzina, che portano a casa un +0,9% che consegna loro il 27,8% di quota e il 28,1% nel cumulato (+0,5 p.p.). Le auto diesel, invece, perdono il 3,4% e si portano al 14,7% di share nel mese e al 17,9% da gennaio a novembre (-2 p.p.). Numeri in calo anche per le vetture a GPL, che diminuiscono dell’1,5% non andando oltre il 9,7% di quota a novembre e il 9,1% nei primi undici mesi dell’anno.

Jeep Avenger: prezzo, dimensioni e caratteristiche 23

Le auto a benzina più vendute a novembre 2023

  • Jeep Avenger (3.043)
  • Toyota Aygo X (2.584)
  • Citroen C3 (2.554)
  • MG ZS (2.329)
  • Volkswagen T-Cross (2.119)
  • Peugeot 208 (1.592)
  • Dacia Sandero (1.541)
  • Volkswagen T-Roc (1.502)
  • Opel Corsa (1.473)
  • Volkswagen Polo (1.390)

Fiat 500X: prezzi, dimensioni e caratteristiche 26

Le auto diesel più vendute a novembre 2023

  • Fiat 500X (1.110)
  • Mercedes GLA (963)
  • Volkswagen Tiguan (943)
  • Peugeot 3008 (939)
  • Alfa Romeo Tonale (938)
  • Peugeot 2008 (904)
  • BMW X1 (888)
  • Volkswagen T-Roc (739)
  • Alfa Romeo Stelvio (665)
  • Skoda Octavia (633)

Dacia Sandero

Le auto GPL più vendute a novembre 2023

  • Dacia Sandero (3.324)
  • Dacia Duster (2.357)
  • Renault Captur (1.228)
  • DR 4.0 (1.152)
  • Renault Clio (611)
  • Lancia Ypsilon (585)
  • Fiat Panda (570)
  • Dacia Jogger (530)
  • DR 5.0 (483)
  • EVO 5 (386)

Volkswagen Polo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Le auto a metano più vendute a novembre 2023

  • Volkswagen Polo (107)
  • Audi A3 (51)
  • Skoda Kamiq (38)
  • Skoda Octavia (14)
  • Volkswagen Golf (6)
  • Seat Arona (5)
  • Seat Ibiza (1)
  • Skoda Scala (1)
  • Audi A4 (0)
  • Audi A5 (0)

Fiat Panda: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Le auto ibride più vendute a novembre 2023

  • Fiat Panda (10.424)
  • Lancia Ypsilon (3.417)
  • Toyota Yaris Cross (3.182)
  • Ford Puma (2.947)
  • Nissan Qashqai (2.902)
  • Kia Sportage (1.582)
  • Toyota Yaris (1.460)
  • Toyota CH-R (1.259)
  • Suzuki Ignis (1.218)
  • Renault Austral (1.164)

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Le auto plug-in più vendute a novembre 2023

  • Jeep Compass (530)
  • Cupra Formentor (416)
  • Audi Q3 (406)
  • Ford Kuga (360)
  • Audi Q5 (304)
  • BMW X1 (286)
  • Mercedes GLA (211)
  • Lunc&Co 01 (180)
  • Audi A3 (176)
  • Mercedes Classe A (167)

Tesla Model 3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

Le auto elettriche più vendute a novembre 2023

  • Tesla Model 3 (1.956)
  • Tesla Model Y (703)
  • Dacia Spring (509)
  • Fiat 500 (422)
  • smart fortwo (422)
  • Jeep Avenger (246)
  • MG MG4 (216)
  • Audi Q4 (202)
  • smart #1 (177)
  • BMW iX1 (167)

Volkswagen: tutte le novità in arrivo nel 2024

Volkswagen ID.7: prezzo, dimensioni e caratteristiche 19

Volkswagen procede spedita verso un futuro completamente elettrico, ma nonostante questo continua a lavorare sul fronte dei modelli ad alimentazione tradizionale. Nel corso del 2024, infatti, oltre al lancio di un nuovo importante modello elettrico, vedremo il debutto anche di diversi aggiornamenti per vetture non elettrificate che, ad oggi, continuano a rappresentare il cuore della gamma del costruttore tedesco.

  • Volkswagen ID.7
  • Volkswagen Passat
  • Volkswagen Tiguan
  • Volkswagen Golf
  • Volkswagen T-Cross

Volkswagen ID.7

La nuova ammiraglia della famiglia ID arriverà ad inizio 2024 ed è chiamata a rappresentare l’erede a zero emissioni (almeno concettualmente) della Passat. La Volkswagen ID.7 Sarà proposta sia con carrozzeria berlina, sia station wagon e sarà sviluppata sulla piattaforma MEB. Potrà contare su diversi powertrain 100% elettrici, con al vertice la variante con batteria da 86 kWh, che promette un’autonomia di circa 700 km. I prezzi partiranno da poco meno di 65.000 euro.

Volkswagen Passat

L’ultimo atto nella storia della Volkswagen Passat comincerà nel 2024 con il lancio dell’ultima generazione, che verrà proposta unicamente in variante familiare. Lunga 4,92 metri, potrà contare su una ricca gamma motori, costituita da due benzina non elettrificati rispettivamente da 204 a 265 CV, un 1.5 TSI mild hybrid da 150 CV, tre turbodiesel con potenze da 122 a 193 CV e due ibridi plug-in da 204 a 272 CV.

Volkswagen Tiguan

Se si parla di modelli ad alimentazione tradizionale, la novità più importante del 2024 per Volkswagen è la nuova Tiguan. Sviluppata sulla piattaforma MQB Evo è lunga 3 centimetri in più dell’attuale generazione, portando il totale a 4,54 metri, ma assicura una migliore gestione degli spazi interni. Tanti i motori a disposizione: dal 2.0 TSI con potenze fino a 265 CV, al 2.0 TDI che arriva a 193 CV. Non mandano poi i mild-hybrid da 130 CV o 150 CV, mentre al vertice dell’offerta si posiziona la plug-in da 204 o 272 CV e 100 km di autonomia in elettrico.

Volkswagen Golf 8: prezzo, dimensioni e caratteristiche 19

Volkswagen Golf

Nel corso del 2024 verrà lanciato il restyling dell’ottava generazione della Volkswagen Golf. L’aggiornamento andrà a ritoccare in maniera leggera l’estetica del modello, riprendendo alcuni elementi stilistici già visti sulla sorella elettrica ID.3. Nuovi saranno anche gli interni, dove a dominare la scena sarà un nuovo grande schermo del sistema di infotainment, simile a quello che debutterà prima sulla Tiguan.

Volkswagen T-Cross

Tempo di restyling anche per la piccola Volkswagen T-Cross, che cresce leggermente in lunghezza e sfoggia un look più moderno, in linea con la più recente produzione del costruttore tedesco. Novità anche all’interno con l’arrivo di un nuovo display da 10 pollici. Nessuna novità, invece, per quanto concerne la gamma motori, sempre contraddistinta unicamente da propulsori a benzina.

Lamborghini Huracan STO: prezzo, dimensioni e prova su strada

Lamborghini Huracan STO: prezzo, dimensioni e prova su strada 8

Potremmo passare ore a snocciolare i numeri della scheda tecnica della Lamborghini Huracan STO, ma per farvi capire quanto questa supercar sia estrema, vi basti sapere che si tratta, di fatto, di una vettura da gara con le targhe. La STO è infatti la variante più prestazionale della Lamborghini Huracan. Il suo nome rappresenta l’acronimo di Super Trofeo Omologata ed è nata proprio dall’esperienza di Lamborghini in pista con il Super Trofeo. Rappresenta una vera e propria auto da corsa omologata per la strada, capace di offrire un’esperienza di guida molto vicina a quella che si può provare sulla versione da competizione della Huracan.

Ecco la scheda tecnica della Lamborghini Huracan STO:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2
 Bagagliaio n.d.
 Alimentazione benzina
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 640/470
 Prezzo (da) 310.000 €
INDICE
 Novità 2023
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori 
 Consumi
 Prova su strada
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

In occasione delle World Finals 2023 di Vallelunga, Lamborghini ha svelato l’esemplare unico della Huracán STO SC 10° Anniversario, un tributo significativo ai 10 anni di attività della Squadra Corse, nato all’interno del reparto Opera Unica Lamborghini Ad Personam. La vettura sfoggia una livrea ispirata alla SC63 che gareggerà nel WEC 2024, combinando le tonalità del Verde Mantis e del Nero Noctis con il tricolore italiano. Elementi distintivi comprendono i loghi della Squadra Corse e un esclusivo pacchetto esterno in carbonio con finiture Rosso Mars. L’interno, rifinito con cura, vanta sedili in Alcantara Nero Ade con cuciture Verde Fauns, cinture di sicurezza a quattro punti e rollbar in alluminio. Il parafiamma, rivestito in carbonio, ospita una targhetta commemorativa.

Sul fronte delle prestazioni, la Huracan STO SC 10° Anniversario beneficia dell’esperienza di Lamborghini nelle competizioni. Nonostante non siano state annunciate modifiche specifiche al motore V10, è stato integrato uno scarico Akrapovic in titanio. L’auto dispone inoltre di un assetto e di soluzioni aerodinamiche ulteriormente affinati, con nuovi componenti sviluppati per massimizzare l’efficienza. All’anteriore, troviamo dei flick aggiuntivi, mentre l’ala posteriore è inclinata di ulteriori 3 gradi per bilanciare la maggiore forza di deportanza. Infine, il sistema di sospensioni rinuncia al controllo elettronico integrato a favore di nuovi ammortizzatori regolabili a quattro vie, abbinati a pneumatici Bridgestone semi-slick dalla mescola specifica .

Rispetto ad una “normale” Huracan la STO non si discosta molto in termini di dimensioni. Nonostante il grande lip nella parte bassa del paraurti e l’enorme alettone nel posteriore, la lunghezza si attesta sui 4,54 metri, per una larghezza di 1,94 metri e un’altezza di appena 1,22 metri. Ma dimensioni a parte, ciò che più impressiona sulla STO è il peso. Grazie al profondo lavoro svolto dai tecnici Lamborghini, l’ago della bilancia qui si ferma ad appena 1.339 kg. Per darvi un’idea di quanto sia incredibile questo dato, vi basti pensare che una Volkswagen Golf pesa circa 1.400 kg. Un risultato ottenuto grazie all’ampio utilizzo di fibra di carbonio, utilizzata per buona parte dei pannelli della carrozzeria e degli interni.

Dimensioni
Lunghezza 4.547 mm
Larghezza 1.945 mm
Altezza 1.220 mm
Passo 2.620  mm
Peso 1.339 kg

Confondere la Huracan STO con qualsiasi altra Huracan a listino è praticamente impossibile. Questo perché la variante più estrema del modello è stata sottoposta ad un profondo lavoro di affinamento aerodinamico, che ha portato allo stravolgimento di diversi elementi della carrozzeria. Partendo dalla parte frontale, qui debutta il cofango, ovvero un’unica componente ad apertura controvento, che ingloba cofano, parafanghi e paraurti anteriori. Un unico grande pesso di carbonio che aiuta così a contenere il peso. Sui parfanghi, poi, sono presenti apposite aperture in grado di scaricare la pressione che si genera all’interno degli archi ruota, mentre nella parte bassa del paraurti un lip molto pronunciato contribuisce a mantenere l’anteriore ancorato al terreno.

Nella vista laterale spicca la mancanza delle prese d’aria posizionate subito dietro l’abitacolo. Qui a dare aria al poderoso V10 aspirato ci pensa la grande airscope posizionata proprio sopra il vano motore. In coda, poi, la protagonista è la grande ala in fibra di carbonio con attaccatura a cigno. Questa è dotata di profilo regolabile su tre posizioni e da sola è in grado di assicurare un carico verticale di 420 kg a 280 km/h. Inoltre, a garantire un ancora maggiore downforce, l’ala lavora in accordo con il pronunciato estrattore posteriore, posizionato subito sotto il paraurti.

Racing. Non esiste termine più adatto per descrivere in una parola gli interni della Lamborghini Huracan STO. L’abitacolo è un tripudio di Alcantara e fibra di carbonio e a rendere il tutto ancora più corsaiolo ci pensano le maniglie delle portiere sostituite da due piccoli laccetti rossi. I sedili, manco a dirlo, sono in fibra di carbonio e sono molto contenitivi, ma non stancano nemmeno dopo molte ore di guida. Bisogna solo fare un po’ l’abitudine con la scarsa visibilità: il parabrezza molto inclinato non permette di capire dove finisce il muso dell’auto, mentre la visuale posteriore è quasi completamente ostacolata dalla presenza della grande presa d’aria sopra il vano di carico. Di fatto, per guardare dietro occorre affidarsi quasi esclusivamente agli specchietti laterali.

Ma nonostante l’impostazione racing degli interni, non manca comunque un tocco tecnologico ben rappresentato dalla presenza di un quadro strumenti digitale che riporta in bella vista il contagiri e la marcia innestata, indipendentemente dalla modalità di guida selezionata. Sul tunnel centrale, invece, trova posto lo schermo del sistema di infotainment a sviluppo verticale. Da qui è possibile tenere sotto controllo i principali dati di funzionamento della vettura in tempo reale, oltre alle varie funzioni del sistema multimediale (ci sono anche Apple CarPlay e Android Auto) e del climatizzatore. Poco invece lo spazio per riporre chiavi, cellulare e portafogli.

A spingere la Lamborghini Huracan STO ci pensa l’intramontabile 5.1 V10. Un’unità che ha fatto la storia del costruttore di Sant’Agata Bolognese. Si tratta di un propulsore rigorosamente ad aspirazione naturale, capace in questa configurazione di sviluppare una potenza massima di 640 CV a 8.000 giri al minuto per 565 Nm di coppia. Numeri che se uniti ad un peso di appena 1.339 kg, assicurano un rapporto peso/potenza di appena 2,09 kg/CV. Tutta la potenza del propulsore viene scaricata sulle sole ruote posteriori e permette di scattare da 0 a 100 km/h in 3 secondi netti, da 0 a 200 km/h in 9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 310 km/h.

Ammettiamolo, citare i consumi quando si parla di una vettura come la Huracan STO è un po’ ridicolo. Ad ogni modo, per dovere di cronaca, vi diciamo che Lamborghini per il suo bolide a 10 cilindri dichiara una media di circa 7 km/l. C’è da dire che nel corso del nostro test, nei trasferimenti autostradali a velocità di codice siamo riusciti a registrare una media di poco inferiore ai 9 km/l grazie al sistema di disattivazione dei cilindri ai carichi parziali. Ma andare piano con un’auto del genere non è per nulla facile e se si spinge, non è così difficile vedere il consumo istantaneo segnare meno di 2 km/l.

Lamborghini Huracan STO: prezzo, dimensioni e prova su strada 3

Quando mi sono messo al computer per scrivere questa prova mi sono chiesto più volte con quali parole avrei potuto trasmettere il potenziale prestazionale della Lamborghini Huracan STO. Ma non è facile descrivere certe emozioni. Quindi, vi darò un dato che, a mio modesto parere, vale più di qualsiasi parola. Pensate che sul tracciato di Daytona la Huracan GT3 EVO, ovvero la variante da competizione, ha girato in 1’46”e 40, mentre la STO ha fermato il cronometro appena 2 secondi dopo. Due secondi. e stiamo parlando di un’auto stradale, con gomme stradali. Giusto per darvi un tempo di paragone, pensate che la Huracan Performante ha girato 4 secondi più lenta della STO. Numeri a parte, la Huracan STO è davvero una delle poche auto in grado di assicurare un’esperienza di guida tanto vicina ad un auto da competizione, pur rimanendo omologata per la circolazione su strada. Tutte e tre le modalità disponibili sono tarate per offrire sempre e comunque il massimo delle prestazioni. Da quella di partenza “STO”, fino ad arrivare a quella pensata per la pioggia “Wet”. Ma è in “Trofeo” che si sprigiona la vera anima della Huracan più estrema di sempre.

Lamborghini Huracan STO: prezzo, dimensioni e prova su strada 14

Il propulsore, nonostante sia un aspirato, assicura una buona spinta anche nella parte bassa del contagiri, ma è oltre i 5.500 giri che diventa un vero e proprio mostro, con lo scarico che urla all’impazzata proprio dietro la mia testa e il calore generato dal V10 che lentamente invade l’abitacolo nonostante il climatizzatore sparato al massimo. E poi c’è il cambio, che in una frazione di secondo e con un bel calcio che ti arriva dritto sul collo, passa da un rapporto all’altro senza perdere nemmeno un briciolo della potenza che in quel momento il motore sta esprimendo. Ma forse ciò che sorprende di più è la messa a punto dell’assetto. La STO assorbe le buche meglio di quanto ci si aspetterebbe da un’auto che, di fatto, è pensata per la pista. Ma nonostante questo, resta precisa come una lama. Gli inserimenti sono fulminei, assicurati dal perfetto accordo tra uno sterzo precisissimo e un asse posteriore sterzante tarato davvero a puntino. Forse il migliore che io abbia mai provato. Il motivo? perché paradossalmente il suo intervento non si sente mai.  E se avete abbastanza fegato da tenere aperto (in pista naturalmente) riuscirete a sentire l’aerodinamica della vettura lavorare e contribuire all’incredibile grip che la STO sa regalare. Un capitolo a parte voglio dedicarlo alla frenata. L’impianto CCM-R rappresenta lo stato dell’arte degli impianti in carboceramica. Nasce dall’esperienza della Formula 1 e rispetto ad un normale impianto in carboceramica assicura il 60% in più di resistenza alle sollecitazioni 25% in più di potenza frenante. Il risultato? Per passare da 100 km/h a 0 bastano 30 metri.

Non esistono allestimenti per la Lamborghini Huracan STO. O meglio, ne esiste uno soltanto, già completo di tutto. I pochi e fortunati clienti del più corsaiolo dei Tori di Sant’Agata Bolognese possono però intervenire su moltissimi aspetti della vettura. Per quanto riguarda gli esterni si possono scegliere vernici, colori a contrasto, livrea ed adesivi, cerchi e pinze e dettagli in carbonio; quanto agli interni si può scegliere colore e finiture, sedili e cinture, tappetini, volante, elementi da racing ed altri dettagli. Ognuna di queste categorie di dotazioni presenta decine e decine di opzioni con cui personalizzare la propria Huracan.

  • Esperienza di guida: la Huracan STO regala l’esperienza di guida più vicina as un’auto da corsa che una vettura stradale possa regalare.
  • Prestazioni: 3 secondi da 0 a 100 km/h e 310 km/h di velocità massima. Serve altro?
  • Esclusiva: look fuori dagli schemi e produzione limitata. Gli ingredienti per mettersi al volante di un’auto davvero esclusiva ci sono tutti.

Di seguito ecco il listino prezzi della Lamborghini Huracan STO aggiornato a novembre 2023:

Lamborghini Huracan STO Prezzi
5.2 V10 640 CV 310.000 €

 

Un’auto sportiva può essere sostenibile?

Hyundai Ioniq 5: prezzi, dimensioni e prova su strada 7

Quando parliamo di automobili, tutti sanno che risparmio e prestazioni difficilmente vanno a braccetto. Una vettura dai grandi numeri necessita di una quantità superiore di energia, aumentando in questo modo il proprio impatto sull’ambiente. Il discorso sembra calzare a pennello anche ai veicoli elettrici: la stragrande maggioranza delle auto dalle grandi performance è dotata di batterie più grandi, ma alcune case automobilistiche si sono già attivate per uscire da questa logica, attraverso il cosiddetto “rightsizing” (corretto dimensionamento) oppure puntando su alimentazioni alternative come l’idrogeno.

Una batteria grande garantisce una cospicua riserva di energia a quelle vetture che ne utilizzano quantitativi superiori alla media, ma allo stesso tempo aumenta anche il peso dell’auto. In pratica la batteria da un lato permette di accumulare più energia, ma dall’altro è la causa del consumo più veloce della stessa; senza dimenticare che il peso ostacola anche l’agilità e la guidabilità di una vettura. Produrre auto più leggere, con batterie meno grandi, permetterebbe di ottimizzare l’energia e di renderle più sportive e guidabili, aiutando anche l’ambiente, grazie a un minor consumo di materie prime, risorse ed emissioni per la fabbricazione delle batterie. Per questo costruire batterie più piccole sarebbe un grande passo per rendere le vetture più performanti e più sostenibili, sia quelle ad alte prestazioni che quelle più “tranquille”: l’obiettivo è difficile da raggiungere e passa anche per altri aspetti.

Hyundai Ioniq 5: prezzi, dimensioni e prova su strada 6

Le due strade di Hyundai

La casa coreana ha iniziato già da tempo a sviluppare progetti per ottenere vetture dalle alte prestazioni sostenibili, con due concept car completamente differenti tra loro. La prima è la RN22e e si basa sulla Ioniq 6, l’auto più efficiente costruita sulla piattaforma E-GMP di Hyundai-Kia, grazie alla singolare aerodinamica, con l’aggiunta di soluzioni e tecnologie derivanti dal motorsport. Con questa concept, la casa coreana ha portato avanti l’ottimizzazione di una vettura 100% elettrica riconsiderando distribuzione del peso, raffreddamento e frenata.

Il secondo prototipo, la N Vision 74, ha osato di più e ha esplorato la strada dell’ibridazione fra elettrico e fuel cell a idrogeno. L’idrogeno produce più energia di quella che immagazzina una batteria di pari ingombro e ha tempi di ricarica più rapidi: il rifornimento delle bombole da 2,1 kg l’una usate nella concept car avviene in 5 minuti. La vettura promette lo scatto da 0 a 100 km/h in 4 secondi e 600 km di autonomia, 300 dei quali garantiti dalla batteria da 64 kWh, che non è la più ingombrante fra quelle previste per questa piattaforma. L’accumulatore si trova nel tunnel e dietro il guidatore; mentre le fuel cell sono situate sull’asse anteriore e le bombole per l’idrogeno su quello posteriore sopra i due motori che azionano le ruote, generando 500 kW totali di potenza massima. La vettura è stata pensata per ottimizzare i flussi di aria al centro e ai lati, assicurando il passaggio dell’aria e il raffreddamento efficace sia alle fuel cell che alla batteria.

Mazda MX-30: prezzo, dimensioni, caratteristiche 4

Alla ricerca del corretto dimensionamento

Numerosi costruttori automobilistici stanno lavorando al “corretto dimensionamento” (o “rightsizing”) per cercare di contenere i costi delle vetture elettriche, ancora troppo alti principalmente a causa delle batterie. La capofila è Mazda con la prima auto elettrica della propria gamma, il suv MX-30, che monta un pack da 35 kWh. Il costruttore ha deciso di installare una batteria di dimensioni contenute a seguito del calcolo del fabbisogno medio dell’utenza, stimato in meno di 200 km al giorno. Queste batterie permettono alla MX-30 di risparmiare spazio e peso, limitandone però l’impiego in autostrada, che prevede un dispendio energetico maggiore per le distanze medie e brevi.

Anche Citroen e Dacia sono molto attente al contenimento dei costi: il marchio francese vuole progettare le vetture in funzione del loro utilizzo e punta su materiali nuovi sostenibili, ecologici e dai costi bassi; scelte che si sono concretizzate con la concept car Citroen Oli. Il brand rumeno, invece, beneficerà delle economie di scala che il gruppo Renault ha intenzione di adottare nella produzione delle batterie, per confermarsi un marchio accessibile a tutti.

BMW iX: prezzi, dimensioni e caratteristiche

BMW iX: prezzi, dimensioni e caratteristiche

La BMW iX rappresenta l’ammiraglia elettrica del costruttore tedesco. Il Suv più grande del brand si caratterizza per un design fuori dagli schemi e soprattutto per una serie di soluzioni tecniche e tecnologiche che rappresentano una novità assoluta per BMW. Disponibile in tre allestimenti – xDrive 40, xDrive 50 e M60 – la iX si distingue per livelli crescenti di potenza e autonomia, partendo da un ingresso di 325 CV e un prezzo base di 84.000 €. La iX segna un passo cruciale nella strategia di elettrificazione di BMW, portando al debutto la quinta generazione del suo sofisticato powertrain elettrico.

Ecco la scheda tecnica della BMW iX:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 500 – 1.750 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe Euro 6
 CV/kW (da) 326/240
 Prezzo (da) 84.000 €

 

INDICE
Novità 2023
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

A poco più di un mese dal lancio del modello, la gamma della iX si amplia con l’arrivo della versione M60, pensata per i clienti più sportivi. La batteria è la medesima della xDrive 50, con una capacità di 105,2 kWh, ma con una potenza totale di 619 CV per 1.100 Nm di coppia, con autonomia di 566 km. Inedite sono le impunture interne, mentre resta sostanzialmente identico il design degli esterni.

La BMW iX sfoggia dimensioni che la collocano saldamente tra i SUV di grandi proporzioni, estendendosi per circa 5 metri di lunghezza e 2 metri di larghezza. Il passo generoso, che tocca i 3 metri, assicura stabilità e spazio interno, mentre l’altezza di 1,7 metri enfatizza la sua presenza su strada. Il bagagliaio ha poi una capienza di 500 litri, estendibile fino a 1.750 litri, abbattendo il divano posteriore. Queste misure non solo garantiscono un’abitabilità superiore all’interno, ma riflettono anche l’immagine robusta che si aspetta da un veicolo elettrico di punta come l’iX.

Dimensioni
Lunghezza 4.953 mm
Larghezza 1.967 mm
Altezza 1.695 mm
Passo 3.000 mm

Il design della nuova BMW iX stacca profondamente con il passato e propone linee e contenuti inediti per il costruttore tedesco, che proiettano il modello nel futuro. Gli interni fanno risaltare al massimo lo stile futuristico e tecnologico della vettura. Dietro al volante sportivo multifunzione spicca il BMW iDrive con Curved Display, la nuova interfaccia per informazioni e gestione del veicolo. Il sistema è composto da uno schermo da 12,3” per la strumentazione digitale e da uno da 14,9” posto al suo fianco, al centro della plancia, per l’infotainment. Inoltre, la piattaforma tecnologica a bordo della iX possiede una capacità di calcolo di 20 volte superiore rispetto alla generazione precedente e offre servizi connessi in 5G.

Altra caratteristica interessante è rappresentata dall’assenza del un tunnel centrale tra i sedili anteriori, dove invece a fare da protagonista è una console di comando sospesa con elementi in vetro e legno. A chiudere il disegno, gli snelli sedili rivestiti in tessuto o pelle, che possono essere accompagnati da un grandissimo tetto panoramico con cristallo elettrocromatico.

Il disegno degli esterni è una delle caratteristiche più importanti della nuova BMW iX, perché proprio da qui si è partiti per migliorarne l’efficienza complessiva della vettura soprattutto dal punto di vista aerodinamico: le linee minimaliste e aerodinamiche, diverse dagli altri modelli BMW attualmente a listino, regalano al crossover un cx pari a 0,25.

Sul frontale risalta il doppio rene carenato, che sotto e ai lati è circondata dalle prese d’aria. I fari sono disposti su un solo livello in due inserti allungati, dai quali parte una linea che, sottolineando i cristalli laterali, arriva fino ai montanti posteriori. Minimal e pulita anche la vista posteriore, dominata dalla presenza dei gruppi ottici molto sottili e a sviluppo orizzontale.

Sul fronte delle prestazioni, la BMW iX sfoggia numeri che sono testimoni della sua natura elettrica sportiva. La variante iX xDrive40 offre una potenza di 326 CV, capace di raggiungere i 200 km/h, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,1 secondi. Per chi cerca ancora più vigore, il modello iX xDrive50 eroga 523 CV, mentre l’iX M60 arriva a 619 CV, mantenendo la stessa velocità massima ma migliorando l’accelerazione, che scende a 3,8 secondi da 0 a 100 km/h.

Riguardo l’efficienza energetica, la BMW iX si distingue all’interno del proprio segmento. L’autonomia varia significativamente tra i modelli: l’iX xDrive40 percorre tra 382 e 435 km con una carica, mentre l’iX xDrive50 può estendere il viaggio fino a 630 km. La più sportiva M60, invece, pur potendo contare sulla stessa batteria ha un’autonomia di 566 km. Il tempo di ricarica per una ricarica da 0 a 100% è di circa 7,25 ore per il modello base, mantenendosi invariato per il top di gamma. Per chi necessita di rapidità, la ricarica veloce in corrente continua riduce l’attesa a soli 35 minuti per raggiungere l’80% della carica, sia per il modello medio che per quello di punta.

BMW iX è disponibile in cinque allestimenti diversi:

  • Base: l’allestimento di accesso alla gamma è già ricco funzionalità essenziali di sicurezza e comodità con eleganza sottile.
  • Pacchetto Sportivo: estetica sportiva con cerchi distintivi e dettagli esclusivi.
  • Innovation Package: tecnologie avanzate di assistenza alla guida e illuminazione.
  • Confort Package: comfort climatico e ausili avanzati al parcheggio.
  • Exclusive Package: top di gamma, finiture di lusso con elementi estetici superiori.

Base: l’equipaggiamento di serie comprende Avvisatore acustico per pedoni, Controllo dinamico di stabilità DSC, Controllo dinamico della trazione DTC, Sensori di collisione attivi, Sistema di sicurezza passiva per pedoni, Active Protection, Alette parasole, Finestrini elettrici, Indicatore pressione pneumatici, Assistente di attenzione alla guida, Kit prontosoccorso, Triangolo di sosta d’emergenza, Segnalatore acustico cinture di sicurezza, Sistema Active Guard (Euro NCAP), Bulloni antifurto per cerchi in lega, BMW Intelligent Emergency Call, Antifurto con allarme, Maniglie delle porte a filo con la superficie della porta, Modanatura decorativa della cornice laterale nera lucida, Copertura della cavità della finestra in nero lucido, Luci direzione integrate negli specchietti retrovisori esterni, Pinze freno BMW M verniciate in Dark Blue, Rete divisoria vano bagagli, Cerchi in lega aerodinamici da 20″ styling 1002 pneumatici standard, Luci interne, Ambient Light, Schienale dei sedili posteriori abbattibili con frazionamento 40:20:40, Bracciolo centrale posteriore a comparsa, Volante in pelle a 2 razze a forma poligonale, Recupero Energia in frenata, Tecnologia Servotronic, Indicatore di usura delle pastiglie dei freni, Dischi freno anteriori e posteriori con ventilazione interna, Freno di stazionamento elettromeccanico, Asse anteriore a doppio braccio oscillante, Trazione integrale xDrive, Sistema frenante integrato, Cruise Control con funzione freno, Limitatore di velocità, Luce LED per il feedback degli stati di carica, Sedili anteriori riscaldabili, Riscaldamento con 5 livelli di intensità, Raffreddamento stazionario, BMW IconicSounds Electric, Cavo di ricarica, Tessera BMW Charging, Fari fendinebbia posteriori, Funzione Follow-me-home, Quadro strumenti con display digitale da 12,3″, Presa 12V nella console centrale e nel bagagliaio, Doppia presa USB type C nel bracciolo porta oggetti anteriore, Doppia presa USB type C nel comparto posteriore, iDrive Controller, Sistema di altoparlanti HiFi Professional, BMW Live Cockpit Professional.

Pacchetto Sportivo: Vernice pastello Alpine White, Cerchi in lega da 21″, Aerodinamico, Bicolore 3D Lucido, styling 1012, Contenuti estetici SPORT PACKAGE, Design scuro delle luci, Pinze freno da 17″, verniciate blu, Barriera d’aria nella grembialatura anteriore, Grafica della griglia del radiatore cromata, Copri paraurti anteriore e posteriore dal Design sportivo, Design esclusivo delle cerchi.

Innovation Package: Driving Assistant Professional, BMW Natural interaction, BMW Laserlight.

Confort Package: Climatizzatore automatico a 4 zone, Pacchetto riscaldamento confort anteriore e posteriore, Parking Assistant Plus, Parking Assistant Professional.

Exclusive Package: Vetro panoramico Sky Lounge, Rivestimento padiglione color antracite, Dettagli interni “Clear & Bold”, Vetri posteriori e lunotto oscurati.

  • Sostenibilità: il lavoro sulla filiera di BMW ha portato alla creazione di un veicolo ecologico, con un’impronta climatica certificata su 200.000 km inferiore del 45% rispetto agli altri SUV.
  • Tecnologia: la nuova BMW iX ospita a bordo il massimo della tecnologia della Casa di Monaco attualmente disponibile.
  • Motori: i potenti propulsori elettrici consentono prestazioni di tutto rispetto, nonostante le dimensioni della vettura.

Di seguito ecco il listino prezzi della BMW iX aggiornato a novembre 2023:

BMW iX Prezzo
iX xDrive 40 84.000 €
iX xDrive 50 101.550 €
iX M60 141.550 €

BMW iX1: prezzo, dimensioni e caratteristiche

BMW iX1: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8
La BMW iX1 rappresenta il SUV elettrico di accesso del costruttore di Monaco. Dotata di due motori elettrici, uno per asse, offre il vantaggio della trazione integrale e una dinamica di guida molto coinvolgente considerando il segmento di appartenenza della vettura. Sviluppata sulla base dell’ultima generazione della BMW X1, sfrutta le medesime tecnologie di bordo e assicura un’ottima abitabilità interna. Sul fronte delle prestazioni e dell’efficienza, l’iX1 eroga fino a 313 CV e vanta un’autonomia che arriva a 475 km.

Di seguito ecco la scheda tecnica della BMW iX1 :

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 490-1.495 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 204/150
 Prezzo (da) 47.500 €

bmw x1 usate
bmw x1 usate

INDICE
Novità 2023
 Dimensioni
 Interni 
 Esterni 
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

La gamma della BMW iX1 si sta per ampliare grazie all’arrivo della nuova motorizzazione eDrive20, svelata nel corso del Salone di Monaco 2023. Il modello si andrà a posizionare all’accesso della gamma: il nuovo propulsore genera infatti 204 CV (109 CV in meno della xDrive30) e scarica tutta la potenza esclusivamente sull’asse anteriore. L’autonomia promessa è di 430-475 km, con degli ottimi tempi di ricarica: si va dal 10% all’80% di batteria in soli 29 minuti con colonnine rapide da 130 kW.  Per il momento non si conosce ancora la data di arrivo o il prezzo sul mercato italiano, ma in Germania la iX1 eDrive20 sbarcherà entro la fine dell’anno a partire da 47.900 euro.

Le dimensioni di BMW iX1 sono praticamente identiche a quelle della terza generazione della X1. La lunghezza arriva a 4,5 metri, mentre la larghezza oltrepassa gli 1,8 metri e l’altezza supera gli 1,6 metri. Un discreto passo di quasi 2,7 metri garantisce una certa spaziosità interna. D’altra parte, per quanto concerne la capacità del bagagliaio, iX1 perde almeno 50 litri di capacità rispetto alla sorella endotermica: si va dai 490 ai 1.495 litri abbattendo i sedili posteriori.

Dimensioni
Lunghezza 4.500 mm
Larghezza 1.845 mm
Altezza 1.642 mm
Passo 2.690 mm

bmw x1 usate
bmw x1 usate

Esattamente come per la sorella endotermica X1, gli interni di iX1 sono stati progettati con grande cura dei dettagli e materiali pregiati, seguendo una filosofia minimalista. Troviamo infatti rivestimenti in pelle Sensatec o Vernasca sulla plancia e sul tunnel centrale. Quest’ultimo ospita i comandi che controllano il cambio e le modalità di guida. Sul fronte Adas, nell’equipaggiamento base troviamo l’avviso anticollisione, l’assistente al parcheggio con retrocamera e ausilio alla retromarcia. Su richiesta, si può dotare la propria iX1 di cruise control adattivo con funzione Stop&Go, mantenimento di corsia, Head-Up Display, sistema Surround View eBMW Drive Recorder.

A livello tecnologico, iX1 integra tutte le innovazioni già testate sui modelli elettrici più grandi. Al centro si trova il noto BMW Curved Display che congiunge il quadro strumenti digitale da 10,25 pollici e il displaydell’infotainment da 10,7 pollici. A far funzionare il sistema ci pensa il sistema operativo iDrive 9. La plancia, come si addice ai modelli più moderni, non presenta pulsanti fisici. Inoltre, aumenta l’accessibilità del sistema il BMW Intelligent Personal Assistant che supporta comandi vocali, navigazione BMW Maps e la connettività con Apple CarPlay e Android Auto. Su richiesta è anche possibile aggiungere il celebre impianto audio Harman Kardon.

A livello estetico, le differenze con la variante endotermica sono davvero minime e consistono soprattutto in inserti blu dedicati. iX1 è quindi una buona opzione soprattutto per la clientela che non ama un design troppo elaborato o appariscente, ancora raro nell’ambito delle full-electric. Il badge con la lettera “i” è apposto su diverse parti della carrozzeria, mentre la cornice del logo dell’Elica è blu e la grande mascherina anteriore è naturalmente chiusa, come su tutti i modelli elettrici. La calandra a doppio rene, nel complesso, presenta stilemi più netti e rigidi rispetto alla precedente X1.

Osservandola di profilo, saltano all’occhio i cerchi in lega di serie da 18 pollici, mentre su richiesta è possibile dotarsi delle varianti da 19 o da 20 pollici. In generale, il disegno di BMW iX1 trasmette decisione, determinazione e aggressività. Le forme sono muscolose e l’impressione è quella di un veicolo imponente, anche se relativamente compatto negli ingombri. La firma ottica, infine, è a LED sia sull’anteriore che sul posteriore.

La BMW iX1 si impone come un’autentica forza elettrica nel mondo dei SUV, offrendo due varianti di potenza: una da 204 CV con trazione anteriore per l’iX1 xDrive30, e l’altra da 313 CV con trazione integrale. Il modello base si lancia da 0 a 100 km/h in 8,6 secondi, mentre il più potente xDrive30 riduce questo scatto a 5,6 secondi. Entrambi i modelli raggiungono una velocità massima elettronica rispettivamente di 170 km/h e 180 km/h, dimostrando che la sostenibilità può viaggiare a braccetto con prestazioni eccellenti.

bmw x1 usate
bmw x1 usate

Sotto l’aspetto dell’autonomia, la BMW iX1 vanta un range di 428-474 km per il modello base e di 417-439 km per l’iX1 xDrive30, garantendo viaggi estesi senza la necessità di ricariche frequenti. La capacità della batteria di 64,8 kWh si traduce in tempi di ricarica buoni, con entrambi i modelli che possono essere ricaricati dal 10 all’80% in circa mezz’ora con una stazione di ricarica DC, o una ricarica completa in 6,5 ore con una connessione AC.

Sono tre gli allestimenti previsti per la BMW iX1, abbinabili poi a cinque diversi pacchetti:

  • BMW iX1: nell’allestimento di accesso alla gamma troviamo sicurezza e stabilità con tecnologia LED e comfort di base.
  • xLine: eleganza e raffinatezza con dettagli esterni e interni distintivi.
  • M Sport: sportività con interni Alcantara, sospensioni M e dettagli esclusivi.
  • Premium Package: accesso senza chiave, specchietti autoanabbaglianti, carica wireless.
  • Innovation Package: tecnologie avanzate di assistenza alla guida e proiezione Head-Up.
  • M Sport Pro: elementi M Sport distintivi con impianto frenante potenziato.
  • Comfort Package: massimo comfort con sedili regolabili e sistema audio superiore.
  • Travel Package: funzionalità per viaggi comodi con tetto panoramico e sedili versatili.

Base: BMW Intelligent Emergency Call, BMW Teleservice, DSC: controllo elettronico della stabilità, Crash sensor, Sensore per l’accensione automatica delle luci e dei tergicristalli, Avvisatore acustico per pedoni, Dynamic Cruise Control (non adattivo), Cornici dei finestrini in nero opaco, Montante B interno opaco, Fari Bi-LED, Gruppi ottici posteriori con tecnologia LED, Cerchi in lega da 17″ style 864 Star Spoke Light Grey con pneumatici 205/65 R17, Climatizzatore automatico bi-zona, Interni in stoffa antracite “Arktur”, Modanature interne Quarz Silver, Parking Assistant, Sistema di Start/Stop automatico, Servotronic: servosterzo elettrico ad assistenza variabile, BMW Live Cockpit Plus, Widescreen Display: Curved display con quadro strumenti da 10,25″ e Control Touch display da 10,70″, BMW iDrive, Speaker stereo con 6 altoparlanti, BMW Connected Drive Services, Radio digitale terrestre DAB e DAB+.

xLine: interni in Veganza Black/Black, Cerchi in lega da 18″ aerodinamici style 866 Lightning Grey bicolore con pneumatici 225/55 R18, Chrome Line esterna alluminio satinato BMW Individual, Pannello strumenti Luxury, Dettagli specifici versione xLine, Equipaggiamento Esterno (Cornice della griglia del radiatore in Pearl Chrome, Cintura Nera verniciata in contrasto colore, Calotte specchietti verniciate in contrasto colore, Listelli di rivestimento del tetto verniciati nel colore del veicolo, Soglie d’ingresso con inserti in alluminio con scritta “BMW”, Protezione antincastro visiva anteriore e posteriore in Pearl Chrome, Elementi di rivestimento del paraurti in Pearl Chrome), Equipaggiamento Interno (Maniglie delle porte con accenti specifici della linea in Pearl Chrome).

M Sport: Interni in Alcantara/Veganza Black con cuciture blu, Sedili anteriori sportivi, Cerchi in lega da 18″ style 838 M Double Spoke Dark Grey bicolore con pneumatici 225/55 R18 Alpine White, Sospensioni adattive M, Pannello strumenti Luxury, Shadow-Line nero lucido M, Volante M Sport, Rivestimento interno del padiglione in colore antracite, Dettagli esterni M Sport, Dettagli interni M Sport, Dettagli specifici versione M Sport.

Premium Package: Comfort Access, Retrovisori interno ed esterni autoanabbaglianti e ripiegabili elettricamente, High Beam Assistant, Fari Bi-LED adattivi, Wireless charging, Driving Assistant Plus Preparation.

Innovation Package: Comfort Access, Retrovisori interno ed esterni autoanabbaglianti e ripiegabili elettricamente, High Beam Assistant, Parking Assistant Plus, Fari Bi-LED adattivi, Wireless charging, BMW Live Cockpit Professional, Head-Up Display, Driving Assistant Plus Preparation.

M Sport Pro: Luci scure BMW Individual Shadow Line, Impianto frenante M Sport con pinze in Red High Gloss, Impianto frenante M Compound con pinze in Grey High Gloss, Cinture di sicurezza M, BMW Shadow-line con contenuti estesi, Spoiler Posteriore M.

Comfort Package: Sedile del guidatore regolabile elettricamente con funzione memory, Sistema di altoparlanti Hi-Fi Harman Kardon, Active Seat per sedile del guidatore.

Travel Package: Rete divisoria bagagliaio, Sedili posteriori con schienale regolabile e seduta traslabile, Vetri posteriori oscurati, Tetto in vetro panoramico scorrevole ed apribile ad azionamento elettrico.

  • Agilità: nonostante l’altezza da terra, la dinamica di guida è coinvolgente.
  • Motori: la variante full-electric BMW iX1 ha un buon equilibrio fra potenza ed efficienza, nonostante il peso considerevole.
  • Tecnologia di bordo: iX1 è dotata di tutte le soluzioni tecniche e tecnologiche dei più recenti modelli di casa BMW.

Di seguito ecco indicato il listino prezzi della BMW iX1 aggiornato a novembre 2023:

BMW iX1 elettrica Prezzi
iX1 eDrive20
47.500 €
iX1 eDrive30 58.400 €

bmw x1 usate

Subaru Forester: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Subaru Forester: prezzi, dimensioni e caratteristiche 17

Con un design da crossover e un cuore da fuoristrada, la Subaru Forester mira a trovare equilibrio tra eleganza e abilità off-road. La generazione più recente ha portato rinnovamenti sia nel look che nella tecnologia, mantenendo il modello sempre al passo con i tempi tanto dal punto di vista dello stile, quanto sotto il profilo delle tecnologie. Il SUV di Subaru, offerto solo con motore benzina mild-hybrid, cambio CVT e trazione integrale permanente, rimane un punto di riferimento nel suo segmento.

Ecco la scheda tecnica della Subaru Forester:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio (da) 509/1.779 litri
 Alimentazioni benzina MHEV
 Classe Euro 6d
 CV/kW (da) 150/110
 Prezzo (da) 40.950 €

 

INDICE
Novità 2023
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzo

Con il model year 2022 la gamma Forester si aggiorna con una serie di interventi mirati ad implementare i contenuti del modello. L’estetica, è stata rivista ma in maniera molto leggera, soprattutto nella zona dei paraurti, per donare alla Forester un look più moderno e al passo con i tempi. Con il MY 2022 è poi cambiata la messa a punto dell’assetto e debutta l’ultima evoluzione del pacchetto adas EyeSight, che include anche l’Automatic Emergency Steering, il cruise control adattivo con Lane Centering, il Lane Departure Prevention e il Pre-Collision Braking System.

Subaru Forester Sesta Generazione

Al Salone di Los Angeles, Subaru ha presentato la nuova Forester, giunta ormai alla sesta generazione. La nuova serie si caratterizza per un design inedito e in linea con il recente family feeling del marchio, evidenziato soprattutto dai gruppi ottici dallo stile tutto nuovo. La Forester, che sarà disponibile in cinque diversi allestimenti, verrà commercializzata in America a partire dalla primavera del 2024. La vettura si caratterizza per una carrozzeria completamente rinnovata, mentre gli interni mantengono qualità e impostazione della serie attualmente a listino. L’abitacolo è arricchito da una strumentazione che combina uno schermo centrale da 7″ con un display verticale da 11,6″. Il sistema di assistenza alla guida, Eyesight, giunge alla sua ultima evoluzione e include l’innovativo Emergency Stop Assist, che interviene fermando il veicolo in caso di mancata reazione del conducente.

Inoltre, il nuovo design più robusto della Forester ha migliorato la capacità del bagagliaio, che varia tra 838 e 2.106 litri secondo le misurazioni americane. Sotto il cofano, infine, trova posto il motore boxer 2.5 aspirato da 180 CV, accoppiato alla trasmissione Lineartronic. Subaru ha anche annunciato l’arrivo di una variante ibrida in futuro.

Le misure abbondanti della Subaru Forester le donano un aspetto massiccio. Con un passo di 267 cm, la lunghezza supera i 4 metri e 60 cm, mentre larghezza e altezza si attestano rispettivamente a 181 cm e 173 cm. Da notare un’altezza minima da terra di 22 cm, che rivela l’animo off road del SUV. Lo spazio non manca neanche a bordo: il bagagliaio ha una capacità minima di 509 litri.

Dimensioni 
Lunghezza 4.625 mm
Larghezza 1.815 mm
Altezza 1.730 mm
Passo 2.670 mm

Anche con la quinta generazione, la Subaru Forester mantiene l’aspetto solido che l’ha caratterizzata fin qui. Sul frontale spiccano i nuovi gruppi ottici LED, disposti a “C” in modo da racchiudere il resto della fanaleria. Sul cofano viene creato un bel gioco di volumi, grazie a due nervature divergenti che risalgono verso il parabrezza .

Il design della fiancata accentua ulteriormente lo stile muscoloso del SUV con i passaruota bombati uniti da una bassa linea di cintura. La parte posteriore è invece divisa in due sezioni: quella superiore, occupata quasi interamente dal lunotto, e quella inferiore, con targa e paraurti. A dividerle è un elemento orizzontale che attraversa il portellone, alle cui estremità vengono posti i fari, che riprendono il disegno di quelli frontali.

Anche gli interni sono stati rinnovati con l’avvento della nuova generazione e adesso possono contare su svariati dispositivi tecnologici e nuovi rivestimenti di qualità. Il volante a tre razze multifunzione viene affiancato da un display da 8″ che gestisce infotainment e navigazione (disponibile nelle versioni più accessoriate), posto al centro della plancia e dotato di connettività Apple Carplay e Android Auto.

Scendendo con lo sguardo, troviamo i controlli del clima automatico, la leva del cambio e il selettore di modalità di guida, mentre al di sopra troviamo un ulteriore piccolo schermo da 4,2″ con doppio indicatore. Da notare anche la pedaliera in alluminio, che aggiunge un tocco di sportività. L’equipaggiamento a bordo include anche tanti dispositivi di assistenza, per rendere il viaggio ancora più agevole e sicuro, come l’Adaptive Cruise Control e l’Active Brake System. In seguito al restyling MY2022 la dotazione integra anche funzionalità come il Driver Monitoring System, il sistema che risponde al volto e ai gesti del guidatore, regolando comodamente la temperatura del climatizzatore automatico.

Il listino della Subaru Forester include una sola motorizzazione, benzina mild-hybrid. Il sistema e-BOXER affianca un motore elettrico da 12,3 kW al propulsore da 2.0 litri con cambio automatico CVT Lineartronic, che genera fino a 150 CV di potenza: questo permette di distribuire meglio la coppia tra le quattro ruote motrici e migliorare complessivamente l’efficienza del veicolo.

La potenza non eccessiva dei propulsori e il sistema mild-hybrid permettono di contenere i consumi, nonostante la massa importante del fuoristrada. La casa dichiara un consumo medio di 8,1 litri ogni 100 km, calcolato su ciclo misto WLTP.

Subaru Forester: allestimenti

A listino sono disponibili quattro allestimenti:

    • FREE: nella versione di accesso troviamo già comfort e sistema di guida avanzati.
    • STYLE: aggiunge assistenza alla guida e maggior comfort interno.
    • 4DVENTURE: accessoriato per l’avventura, con dettagli esterni e interni robusti.
    • PREMIUM: dal lusso e dal comfort elevati, con finiture premium.

     

  • FREE: comprende Adaptive Cruise Control, Brake Assist System, cerchi in lega da 17” (dark metallic), climatizzatore automatico bi-zona, fari LED autolivellanti, SI-DRIVE (SUBARU Intelligent Drive), sistema audio DAB+ con display da 8” con 6 altoparlanti, Apple CarPlay / Android Auto, SRVD (Subaru Rear Vehicle Detection), telecamera posteriore, X-MODE – 2 modalità.STYLE: aggiunge alla versione FREE Driver Monitoring System, HBA (High Beam Assist), portellone motorizzato, privacy glass oscurati per porte posteriori, quarti posteriori e lunotto, Reverse Automatic Braking (RAB), sedile anteriori a regolazione elettrica 8 posizioni con funzione di memorizzazione lato guida, sistema di accesso e avviamento a pulsante senza chiave, telecamera laterale.4DVENTURE: include, oltre agli equipaggiamenti della versione STYLE, cerchi in lega da 18” (black), protezione paraurti anteriore e posteriore con dettagli Orange, sedili in tessuto idrorepellente, tappetini anteriori e posteriori waterproof, vasca baule waterproof, sistema audio DAB+ con display da 8” con 6 altoparlanti e navigatore, Apple CarPlay / Android Auto, tetto apribile elettrico in cristallo.

    PREMIUM: arricchisce la versione STYLE con cerchi in lega da 18” (dark metallic), sedili in pelle, sedili posteriori riscaldabili, sistema audio DAB+ con display da 8” con 6 altoparlanti e navigatore, Apple CarPlay / Android Auto, tetto apribile elettrico in cristallo.

  • Fuoristrada: nonostante l’aspetto da SUV, la Subaru Forester conserva un animo da fuoristrada puro, grazie a un assetto che le consente ottime prestazioni su tutti i terreni.
  • MHEV: i propulsori mild-hybrid rendono il veicolo più efficiente, diminuendo i consumi.
  • 4×4: la trazione integrale permanente, unita al cambio automatico CVT, regalano all’auto un’ottima manovrabilità in ogni condizione.

Di seguito il listino della Subaru Forester, aggiornato a novembre 2023:

Subaru Forester benzina MHEV Prezzo
2.0i CVT Lineartronic FREE 40.950 €
2.0i CVT Lineartronic STYLE 42.950 €
2.0i CVT Lineartronic 4DVENTURE 46.950 €
2.0i CVT Lineartronic PREMIUM 47.450 €