Tagliando auto: ogni quanto farlo, quanto costa e cosa comprende

Tagliando auto: dove farlo, cosa prevede e quanto costa

Prendersi cura della propria vettura è fondamentale per essere certi di avere un’auto sempre in perfetta efficienza. Il tagliando auto è una pratica da rispettare scrupolosamente alle scadenze programmate. Scopriamo come effettuare i vari controlli. E, soprattutto, quanto costa un tagliando auto? Partiamo dall’inizio.

INDICE
Cos’è il tagliando auto
Tagliando auto: cosa comprende?
Ogni quanto si fa il tagliando auto 
Costo tagliando auto
Costo tagliando auto diesel
Le Case più economiche
Primo tagliando auto: quando farlo

Quando si parla di tagliando auto si intende una verifica periodica delle componenti di una vettura da effettuare ad intervalli prestabiliti dalla Casa costruttrice e finalizzata a mantenere la massima efficienza meccanica del mezzo in relazione allo stato di usura complessivo. Rispettando gli intervalli di manutenzione previsti dalla Casa si potrà contare su una maggiore affidabilità della propria auto. Questi, però, non sono identici per tutte le vetture, ma variano a seconda dello specifico modello solitamente sono indicati nel suo manuale di uso e manutenzione. 

Sono molteplici i controlli e gli interventi che vengono effettuati nel corso del tagliando auto. In primo luogo viene effettuato un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire componenti usurate e successivamente si passa al controllo dei liquidi, come quello del radiatore, dell’olio motore, dei freni, il liquido lavavetri ed il refrigerante. Altro intervento previsto nella maggior parte dei tagliandi auto è la sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Infine l’intervento si concluderà con la verifica dello stato di usura degli pneumatici ed il controllo di trasmissione, climatizzatore, marmitta, ammortizzatori, sospensioni e impianto frenante. 

Come anticipato, non esiste un termine unico di riferimento valido per tutte le vetture per capire quando si deve fare il tagliando auto. Sono le singole Case che prevedono gli intervalli di tempo o chilometrici entro i quali è opportuno recarsi presso le officine per effettuare i controlli. In linea generale, tuttavia, si può affermare come per le auto nuove sia corretto procedere al primo tagliando dopo un anno o 10.000. Le vetture che fanno uso di lubrificanti standard potranno essere sottoposte a tagliando ogni 20.000 Km, mentre quelle che utilizzano lubrificanti “longlife” ogni 30.000/50.000 Km. 

Anche in questo caso è impossibile fornire una cifra ufficiale perché il costo del tagliando auto varia a seconda della marca della vettura, del modello e della tipologia di interventi richiesti. In linea generale si può dire che per una utilitaria moderna il primo tagliando, a meno di interventi imprevisti, si aggira sui 200 euro ed in questa cifra solitamente sono inclusi la sostituzione dell’olio motore e del relativo filtro, la sostituzione filtro dell’aria e dell’abitacolo ed il controllo dei livelli tutti i fluidi. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Le auto diesel si rivelano più economiche rispetto ai modelli a benzina per quel che riguarda le spese di carburante, ma i costi relativi al tagliando sono leggermente più elevati per le frequenze maggiori con cui tale controllo è richiesto. In generale il costo del tagliando auto diesel si aggira sui 250 euro se non è necessario sostituire pezzi usurati.  

Ma la vera domanda è: quanto costa un tagliano auto? Difficile dare una risposta: troppe sono le variabili in gioco. In primis, il tipo di auto e la marca d’appartenenza. 

Però, in tempi come quelli attuali dove in molti fanno attenzione alle spese è importante sapere quali sono i costi medi per il tagliando auto previsti dalle varie Case. Tra i più economici si segnala la Toyota, con una spesa media di 230, la Suzuki, con una spesa media per il tagliando di 240 euro, e marchi generalisti come Dacia, Fiat, Peugeot e Seat che in media richiedono un importo di 250 euro per il costo del tagliando.  

Un momento delicato per chiunque acquisti un’auto nuova è quello relativo al primo tagliando. In questo caso si può spesso cadere in errore nel capire quando debba essere effettuato. Buona pratica è quella di recarsi presso l’officina autorizzata per procedere al primo tagliando auto entro il primo anno dall’immatricolazione indipendentemente dai chilometri percorsi. 

Cose da sapere

Cos’è il tagliando auto?

Il tagliando auto è un controllo periodico cui deve essere sottoposta la vettura ad intervalli previsti dalla Casa costruttrice. Durante il tagliando auto l’officina procederà ad effettuare una serie di verifiche fondamentali per valutare lo stato delle varie componenti ed in caso procederà alla loro sostituzione.

Quali controlli si prevedono durante il tagliando auto?

Il tagliando auto inizia con un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire alcuni componenti e poi procedere con il controllo dei liquidi e alla sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Si passa poi all’analisi degli pneumatici ed alla verifica della trasmissione, del climatizzatore, della marmitta, degli ammortizzatori, delle sospensioni e dell’impianto frenante.

Ogni quanto si deve fare il tagliando auto?

In generale l’intervallo di tempo con cui effettuare il tagliando è di un anno o 10.000/20.000 Km per le vetture che fanno uso di lubrificanti standard o che circolano in condizioni d’utilizzo gravose, mentre per le vetture che utilizzano lubrificanti “longlife” gli intervalli possono anche arrivare a 2 anni o 30.000/50.000 Km. Di regola il primo tagliando per un’auto nuova è di 12 mesi o 10.000 Km, mentre per un’auto usata è sempre bene controllare quanto previsto dalla Casa nel libretto di uso e manutenzione.

Quanto costa il tagliando auto?

Non si può fare una stima esatta del costo del tagliando auto perché sul conto finale andranno ad incidere non solo la marca ed il tipo di vettura, ma anche la quantità di elementi da sostituire e le ore di lavoro da impiegare. Possiamo dire che le spese standard sono quelle relative alla sostituzione  dell’olio motore e del relativo filtro, alle quali bisogna aggiungere il filtro dell’aria e dell’abitacolo. Quasi tutte le officine includono nel costo del tagliando il controllo dei livelli di tutti i fluidi.

Quali sono le case automobilistiche più economiche per il tagliando auto?

Volendo stilare una classifica delle Case più economiche con il tagliando auto troviamo nelle prime posizioni la Toyota con 230 euro di media, seguita da Suzuki con 240 euro e da Dacia, Fiat, Kia, Lancia, Peugeot, Renault e Seat tutte con una media di 250 euro per il tagliando auto.

Hyundai i10: prezzo, dimensioni e prova su strada

Hyundai i10: prezzo, dimensioni e prova su strada 17

Fare meglio della generazione precedente non è un obiettivo semplice ma la nuova Hyundai i10 è arrivata sul mercato consapevole della sfida e pronta a dare battaglia alle citycar di riferimento del settore. La sua gamma motori si articola in due benzina e un GPL abbinabili a quattro diversi allestimenti. Hyundai i10 vanta un abitacolo luminoso, un design personale, finiture di buon livello e una dotazione tecnologica aggiornata.

Hyundai i10 scheda tecnica:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 252/1.050 litri
 Alimentazioni Benzina/GPL
 Classe Euro 6 D-Temp
 CV/kW (da) 67/49
 Prezzo (da) 18.100 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
Consumi
Come va
Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzo

Hyundai i10 dimensioni: di sicuro non si può dire che la Hyundai i10 sia una vettura ingombrante. Le sue dimensioni compatte, infatti, la rendono perfette per gli spostamenti cittadini grazie ad una lunghezza di 3 metri e 67 centimetri. L’abitabilità interna non è per nulla sacrificata grazie al passo di 2.425 mm.

Dimensioni
Lunghezza 3.670 mm
Larghezza 1.680 mm
Altezza 1.480 mm
Passo 2.425 mm

hyundai i10 usate
hyundai i10 usate

La Hyundai i10 di nuova generazione non si discosta dal design della precedente versione, mantenendo un aspetto moderno ed equilibrato. Le linee decise della carrozzeria donano grande personalità alla vettura, con un frontale aggressivo grazie ai fari che convergono sulla grande calandra a nido d’ape.

Anche il posteriore è armonioso e compatto, con le luci ben integrate nel look generale. Il tetto alto e l’ampia superficie vetrata garantiscono uno spazio luminoso nell’abitacolo, mentre le nervature nella fiancata e il disegno appuntito dei finestrini posteriori aggiungono slancio e personalità alla Hyundai i10. Più personale lo stile della i10 N Line, che si discosta da quello delle sorelle più tranquille per la presenza di una calandra di maggiori dimensioni e il diverso disegno delle luci diurne a LED. Anche il posteriore è stato leggermente rivisto con la presenza di un inedito spoiler e del doppio terminale di scarico.

L’attenzione per i dettagli si nota anche negli interni della nuova Hyundai i10. Il design della plancia e dei pannelli porta è stato curato nei minimi particolari, con un effetto 3D che cattura immediatamente l’attenzione. Al centro della plancia si trova il monitor da 8 pollici per il sistema di infotainment, che risulta facile da utilizzare e ben integrato nell’insieme. La qualità dei materiali utilizzati è buona per il segmento di appartenenza della vettura.

La superficie vetrata vasta e gli interni luminosi danno l’impressione di un ambiente arioso e spazioso. Non mancano dotazioni interessanti, come la piastra per la ricarica wireless dei telefoni e i controlli da remoto tramite app. La capacità del bagagliaio di 252 litri risulta soddisfacente per le esigenze quotidiane. Infine, la suite di Adas di serie è molto ricca e comprende sistema di assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli e pedoni, sistema di avviso di ripartenza, mantenimento attivo della corsia, gestione automatica dei fari abbaglianti e rilevamento della stanchezza del conducente.

La gamma motori della Hyundai i10 non è varia. In listino, infatti, è presente unicamente il 1.0 3 cilindri alimentato a benzina e declinato anche nella versione bi-fuel a GPL. La potenza complessiva è di 67 CV (65 in quella a GPL), ma per i più esigenti è presente l’allestimento N Line, che grazie al turbo arriva a sviluppare 100 CV tondi, che regalano alla i10 un carattere piuttosto sportivo.

Assolutamente contenuti i consumi della Hyundai i10. La massa ridotta della citycar coreana consente alla Casa di promettere un valore di 22,7 Km/l per il 1.0 benzina che scende a 20,8 Km/l per la N Line da 100 CV ed a 16,4 Km/l per la motorizzazione GPL.

Hyundai i10 1.0 MPI

Bastano pochissimi chilometri per entrare in confidenza con la Hyundai i10. Le sue dimensioni compatte fanno si che ce la si senta “cucita addosso” anche nel traffico dell’ora di punta. Il piccolo 1.0 a tre cilindri non è un mostro di potenza, ma spinge comunque con decisione quando lo si chiama. Complice soprattutto la rapportatura del buon cambio manuale a cinque marce. Questo è caratterizzato da innesti precisi, anche se la corsa della leva è un po’ lunga. Le prime marce sono molto corte e aiutano soprattutto nello spunto da fermo, mentre terza, quarta e quinta sono più lunghe, permettendo di contenere i consumi.

Buona anche la messa a punto dell’assetto. Morbido ma senza esagerare, digerisce senza problemi buche e avvallamenti, senza trasmettere eccessive vibrazioni ai passeggeri nemmeno sul famigerato pave cittadino. Nonostante questo, l’assetto non cede comunque troppo il fianco al rollio, rimanendo sempre “consistente” anche nei cambi di direzione più repentini, nei quali la i10 mette in mostra una buona agilità e soprattutto molta progressione nelle reazioni. Buono anche il livello di dotazione al capitolo sistemi di assistenza alla guida. Il sistema di anti-collisione interviene in maniera puntuale ma solo quando strettamente necessario, mentre il mantenimento attivo della corsia mantiene la i10 in carreggiata senza il fastidioso “effetto rimbalzo” tra le linee. Inoltre, entrambi i sistemi sono offerti di serie già a partire dall’allestimento di accesso alla gamma.

Hyundai i10 N Line

La N Line non è una versione davvero “spinta”, ma dal piglio sportiveggiante e vestita con un look più caratterizzato. Il motore turbo T-GDI da 100 CV a 4.500 giri all’inizio è un po’ esitante ma poi sfodera una bella progressione, che le permette di scattare da 0 a 100 km/h in poco più di 10 secondi e toccare i 185 km/h, quasi 4” meno e 30 km/h più della versione aspirata da 67 CV, mantenendosi comunque silenzioso anche ai medi regimi.

Rispetto alle altre i10, il cambio e lo sterzo sono stati resi più precisi e veloci. Le ruote con cerchi da 16” sono disponibili già sull’allestimento Prime e aiutano a migliorare la sensibilità della guida senza bisogno di irrigidire le sospensioni che quindi rimangono confortevoli il giusto per un’auto piccola adatta a muoversi in città. La N Line conserva le altre caratteristiche di base, come la posizione di guida rialzata e la visibilità tipica delle citycar moderne. Il consumo nell’uso misto si avvicina molto ai 20 km/litro dichiarati.

Sono tre gli allestimenti presenti nel listino della Hyundai i10:

  • Connectline
  • Prime
  • N-Line

Connectline: include di serie Freni a disco anteriori, Sistema di assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli e pedoni (F.C.A.), Sistema di avviso di ripartenza (L.V.D.A.), Sistema di mantenimento attivo della corsia (L.K.A.), Sistema di gestione automatica dei fari abbaglianti (H.B.A.) Sistema di rilevamento della stanchezza del conducente (D.A.W.), Ecopack: ottimizzazione del motore per riduzione consumi (solo con 4 posti), Sistema ISG “Idle Stop&Go System”, Cerchi in acciaio da 14” con pneumatici 175/65 R14, Paraurti in tinta carrozzeria, Climatizzatore manuale, Computer di bordo, Cruise control, Presa ausiliaria 12V, sistema di assistenza alla partenza in salita, Cerchi in lega leggera da 15’’ con pneumatici 185/55 R15, Fendinebbia anteriori, Indicatori di direzione integrati negli specchietti, Luci diurne e di posizione a LED, Maniglie esterne e specchietti retrovisori in tinta con la carrozzeria, Specchietti retrovisori riscaldabili e regolabili elettricamente, Volante e pomello del cambio rivestiti in pelle, Bluetooth, Radio MP3 con display da 3,8″, ricezione DAB e presa USB, USB per la ricarica, Altoparlanti anteriori (2), Comandi audio al volante.

Prime: aggiunge rispetto a Connectline il sistema di riconoscimento dei limiti di velocità (I.S.L.W.), Cerchi in lega da 16” con pneumatici 195/45 R16, Fari alogeni con illuminazione statica degli angoli, Vetri posteriori oscurati,Alzacristalli elettrici posteriori, Doppia chiave con telecomando ripiegabile, Scompartimento vano bagagli, Retrocamera, Sensori di parcheggio posteriori, Tasca portiere posteriori, Vano portaoggetti illuminato, Altoparlanti posteriori (2), Bluetooth con riconoscimento vocale, Caricatore wireless per smartphone, Sistema di navigazione con display touchscreen da 8” con connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, Servizi telematici Bluelink.

N-Line: aggiunge rispetto a Tech Freni posteriori a disco, Cerchi in lega da 16” con pneumatici 195/45 R16, Fari alogeni con illuminazione statica degli angoli, Luci posteriori a LED, Paraurti anteriore e posteriore con design N, Specchietti retrovisori neri, Vetri posteriori oscurati, Doppia chiave con telecomando ripiegabile, Interni Premium con motivo 3D a nido d’ape, impunture e inserti rossi dedicati N Line, Pedaliera con finiture in metallo, Altoparlanti posteriori (2), Bluetooth con riconoscimento vocale, Multimedia system – Display da 8’’ con connettività wireless Apple Carplay/Android Auto.

  • Dimensioni: lunga 3,67 metri, è perfetta per muoversi in città.
  • Tecnologia: tante le soluzioni tech presenti a bordo, sia a livello di infotainment, sia di sicurezza.
  • Consumi: il piccolo tre cilindri da un litro è poco assetato e nella variante aspirata anche piuttosto brillante.

Di seguito ecco il listino prezzi della Hyundai i10 aggiornato febbraio 2025:

Hyundai i10 Benzina  Prezzo
i10 1.0 MPI Connectline 18.100 €
i10 1.0 TGDI N Line 20.100 €
i10 1.0 GPL 19.600 €

Smart ForTwo: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Smart ForTwo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

La Smart EQ ForTwo è la citycar per eccellenza. La formula, rivelatasi vincente, di realizzare un’auto davvero compatta di soli due posti, ha fatto breccia nel cuore degli automobilisti italiani e non solo. Così il veicolo è arrivato alla quarta generazione, offerto anche in versione Cabrio. Ora che si reinventa elettrica, punta su connettività intelligente, maggiore agilità e la più alta coppia di sempre.

La Smart EQ ForTwo è uscita dal listino, ma resta possibile trovare qualche usato con pochi chilometri nelle concessionarie.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Smart Fortwo:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 2
 Bagagliaio 260 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe Euro 6
 Cv/kW (da) 82/60
 Prezzo (da) Non disponibile nuova
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzo

Il punto forte della Smart ForTwo sono le sue dimensioni contenute che la rendono ideale per sfidare il traffico cittadino. La lunghezza di soli 270 centimetri si rivela perfetta per trovare facilmente posteggio, mentre la larghezza di 1 metro e 66 consente a due passeggeri di viaggiare comodamente. Ovviamente risultano ridotte le dimensioni del bagagliaio, la cui capienza è di 260 litri.

Qui sotto le dimensioni Smart ForTwo:

Dimensioni
Lunghezza 2.700 mm
Larghezza 1.660 mm
Altezza 1.560 mm
Passo 1.873 mm

 

smart fortwo usate
smart fortwo usate

Il design della Smart EQ ForTwo è iconico e si riconosce al primo sguardo. La quarta serie ha sviluppato ulteriormente gli stilemi introdotti dalla terza generazione: un cofano anteriore, decisamente pronunciato, dove spiccano i fari dal tratto quadrangolare che abbracciano la mascherina. Quest’ultima è stata rinnovata durante il passaggio all’elettrico e domina ora tutta la calandra, integrando targa e prese d’aria.

La fiancata presenta nella parte posteriore la tradizionale cellula Tridion a vista che si estende sino alla zona inferiore delle portiere, mentre i passaruota sono volutamente muscolosi, per conferire una maggiore impronta a terra. Quanto alla carrozzeria di Fortwo Cabrio, la si riconosce per i Bodypanel in black e per la griglia del radiatore total look dello stessa tonalità, nonché per il soft top elettrico in tessuto tritop nero, attivabile in automatico anche in marcia.

Gli interni della quarta generazione della Smart ForTwo non introducono cambiamenti sostanziali rispetto alla precedente versione. Le plastiche sono di buona qualità ed appagano il tatto, le bocchette dell’areazione sono integrate in modo elegante nella plancia ed al centro della stessa è presente il monitor dedicato al sistema di infotainment. La dotazione di serie comprende anche il climatizzatore automatico, il sistema audio intelligente e la strumentazione con display LCD monocromatico e computer di bordo.

Le possibilità di personalizzazione degli interni, con elementi colorati a contrasto, consentono di adattare la Smart Fortwo al proprio carattere. Al capitolo Adas, invece, troviamo comprese nell’equipaggiamento base la frenata d’emergenza, il Crosswind Assist e l’assistenza per la partenza in salita.

Dopo l’addio ai motori benzina, la quarta generazione della Smart EQ ForTwo è disponibile unicamente con propulsione elettrica. Questa si basa su una batteria da 17,6 kWh che eroga fino a 82 CV (60 kW) di potenza. La coppia massima è di ben 160 Nm, mentre la velocità massima è di 130 km/h.

Vista l’alimentazione esclusivamente elettrica, più che i consumi prenderemo in considerazione l’autonomia della Smart EQ ForTwo. L’autonomia dichiarata per il veicolo oscilla tra i 125 e i 135 km con una sola ricarica, calcolati su ciclo WLTP. Leggermente inferiori i valori relativi a Fortwo Cabrio. Infine, la ricarica della batteria dal 10 all’80% richiede da 40 minuti a 6 ore nel caso in cui si utilizzi il caricatore di bordo da 22 kW oppure la presa domestica.

Sono quattro gli allestimenti disponibili per la nuova Smart EQ ForTwo, ai quali si aggiunge un’edizione speciale:

  • Pure
  • Passion
  • Pulse
  • Prime

Pure: l’allestimento di base offre una buona dotazione di serie che include cerchi in lega leggera da 15” a 4 doppie razze, pneumatici estivi, sedile conducente regolabile in altezza, tappezzeria in tessuto nero, plancia e pannelli centrali delle porte in tessuto nero, cuciture e finiture in bianco, volante a 3 razze con cornice in nero lucido, pomello del cambio in pelle (nero), apriporta interno (nero), fari alogeni H4 con luci di marcia diurna a LED integrate, regolazione della gamma dei proiettori manuale, Breakdown kit, frenata d’emergenza, Crosswind Assist, Hill-Start Assist, sistema acustico di sicurezza per i pedoni, airbag, ESP – Electronic Stability Program, sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici, crash sensor per l’attivazione delle luci di emergenza, terza luce di stop con tecnologia LED, ABS – sistema di frenatura antibloccaggio con distribuzione elettronica della forza frenante, pacchetto Cool & Audio con climatizzatore automatico e sistema audio intelligente, quadro strumenti con display LCD monocromatico e computer di bordo, strumento ausiliario con stato di carica della batteria e indicatore di alimentazione, cruise control con limitatore (limitazione di velocità variabile), indicatori di direzione con funzione di cambio corsia, presa 12 volt, specchi retrovisori esterni con vetro a specchio asferico lato conducente, indicatore di temperatura esterna con avviso di ghiaccio, lunotto termico, antenna, chiusura centralizzata con radiocomando, verifica del bloccaggio visivo e immobilizer, blocco marcia (le portiere vengono bloccate automaticamente quando il veicolo è in movimento), accesso all’app smart EQ control (3 anni dall’attivazione, estendibile individualmente), radio digitale, caricabatterie di bordo da 4,6 kW, electric power steering, pacchetto cavi (cavo di ricarica per wallbox e stazioni di ricarica pubbliche e cavo di ricarica per presa domestica). La variante Cabrio aggiunge Bodypanel in black e tridion in black, Griglia del radiatore total look: dello stesso colore del bodypanel, Soft top elettrico in tessuto tritop nero (completamente automatico anche in marcia), Rilascio del soft-top con tasto di scelta rapida in 3 fasi.

Passion: in aggiunta all’allestimento di base offre di serie cerchi in lega leggera a 4 razze da 15” verniciati di nero con finitura lucida, calotte degli specchietti retrovisori esterni in tridion, vano porta oggetti con serratura, rivestimenti in tessuto nero con doppie cuciture in bianco, cruscotto e pannelli centrali delle porte in tessuto nero e finiture in nero/ grigio, volante multifunzione a 3 razze in pelle in antracite e doppie cuciture grigie, vano portaoggetti nel portellone posteriore, Advanced Package (smart Media-System connect, integrazione smartphone, console centrale con copertura e bracciolo centrale, ausilio al parcheggio posteriore con segnalazione acustica), sedile posteriore con schienale ribaltabile con spacco 50/50, chiave pieghevole con telecomando, seconda chiave con bit fisso, luce di lettura per guidatore e passeggero, specchio di cortesia con visiera parasole per guidatore e passeggero, illuminazione del bagagliaio.

Pulse: l’allestimento Pulse aggiunge di serie cerchi in lega da 16″a 5 doppie razze verniciati in nero e torniti con finitura a specchio, Premium Package (smart Media-System connect, integrazione smartphone, console centrale con copertura e bracciolo centrale, ausilio acustico al parcheggio e telecamera posteriore, Draught-stop (fortwo cabrio), cinghia di sicurezza per oggetti sul sedile del passeggero anteriore), quadro strumenti con display a colori TFT da 3,5″ e computer di bordo, apriporta interno in cromo opaco, luce di lettura per guidatore e passeggero, rivestimenti in tessuto nero con doppie cuciture in grigio, cruscotto e pannelli centrali delle porte in tessuto nero e rifiniture in nero/grigio, pedali sportivi in acciaio inossidabile spazzolato con finiture in gomma, Specchio di cortesia con visiera parasole per guidatore e passeggero (fortwo & fortwo cabrio),  Illuminazione del bagagliaio (fortwo).

Prime: l’allestimento top di gamma aggiunge e include di serie cerchi in lega leggera da 16” a 8 razze a Y, verniciati in nero e torniti con finitura a specchio, fari full LED con abbagliante e anabbagliante più indicatore integrato e luci diurne, fendinebbia anteriori con funzione luce di svolta, sensore pioggia / luce, luci ambient con illuminazione indiretta delle porte anteriori, dei vani anteriori e console centrale, retrovisore interno antiabbagliante automatico, sedili con rivestimento in pelle nera con doppie cuciture grigie, plancia e pannelli centrali delle porte in tessuto nero e rivestimento in nero, volante multifunzione a 3 razze in pelle con cornice del volante in antracite e doppie cuciture grigie, vano portaoggetti nel portellone, vano portaoggetti nelle porte anteriori con rete, tappetini in velluto nero, sedili riscaldati per conducente e passeggero, smart Media-System connect,  Integrazione smartphone, Console centrale con copertura e bracciolo centrale (pieghevole), Ausilio acustico al parcheggio e telecamera posteriore, Tetto panorama. Cinghia di sicurezza per oggetti sul sedile del passeggero anteriore, Fari full LED con abbagliante e anabbagliante più indicatore integrato e luci diurne, Fendinebbia anteriori con funzione luce di svolta, Luci ambient con illuminazione indiretta delle porte anteriori, dei vani anteriori e console centrale.

smart fortwo usate
smart fortwo usate

  • Dimensioni: due posti e meno di 3 metri di lunghezza la rendono perfetta per la città.
  • Motore: l’unità elettrica da quasi 160 km di autonomia è a misura di vita quotidiana.
  • Versioni: tanti gli allestimenti disponibili, pensati un po’ per tutti i gusti e le necessità.

La Smart ForTwo non è più disponibile sul nuovo, tuttavia è ancora possibile trovare qualche stock o qualche usato con pochi chilometri nelle concessionarie.

smart fortwo usate
smart fortwo usate

Audi Q3 Sportback: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Audi Q3 Sportback: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Arriva la seconda generazione dell’Audi Q3 Sportback, che va ad affiancare la sorella presentata lo scorso giugno. A dividerle, un padiglione più basso di 29 millimetri per il secondo modello, più uno sterzo parametrico che la rendono più sportiva.

Gli esterni spiccano per lo stile coupé, mentre dentro l’ambiente è digitale e spazioso.

Di seguito ecco la scheda tecnica della nuova Audi Q3 Sportback:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 488/1.289 litri
Alimentazioni Ibrida/benzina/diesel
Classe Euro 6-D temp
 CV/kW (da) 150/110
 Prezzo (da) 44.500 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzo

Le dimensioni della Q3 Sportback cambiano leggermente rispetto a quelle della sorella a carrozzeria tradizionale e donano alla vettura un aspetto più slanciato. L’altezza del tetto e la larghezza diminuiscono rispettivamente di 3 e 1,2 centimetri, per un totale di 1,56 metri e 1,84 metri. La lunghezza di Audi Q3 Sportback aumenta invece di 16 millimetri, che misura ora 4 metri e 50 centimetri mentre il passo di 2 metri e 68 centimetri, nascendo sulla stessa piattaforma Mqb di Volkswagen, resta identico.

Dimensioni
Lunghezza 4.500 mm
Larghezza 1.840 mm
Altezza 1.567 mm
Passo 2.680 mm

La nuova Audi Q3 Sportback si presenta al pubblico con un restyling che non stravolge, ma affina il design già apprezzato del modello da cui deriva.

Il linguaggio stilistico rimane coerente con l’identità del brand, ma si evolve grazie a forme più morbide, linee meno taglienti e un frontale rivisitato che spicca per le luci diurne assottigliate, conferendo all’auto un aspetto più slanciato e moderno.

Il cambiamento più significativo, però, avviene nella parte posteriore della fiancata. Qui, il tetto si abbassa di 29 millimetri rispetto alla Q3 standard, portando l’altezza complessiva a 1,57 metri.

Questa scelta stilistica contribuisce a definire un profilo più dinamico e sportivo, con un lunotto inclinato che richiama le coupé, senza rinunciare alla praticità tipica dei SUV compatti.

Sul fronte tecnologico, la Q3 Sportback compie un importante salto in avanti grazie ai nuovi fari con micro-LED: ciascun modulo integra ben 25.600 elementi, offrendo un controllo estremamente preciso del fascio luminoso.

Ma non si tratta solo di estetica e visibilità: questi avanzati gruppi ottici sono strettamente connessi ai sistemi di assistenza alla guida, contribuendo ad attivarli in modo intelligente in base al contesto stradale.

Dopo il rinnovamento estetico degli esterni, anche l’abitacolo della nuova Audi Q3 Sportback si aggiorna profondamente, seguendo la stessa linea tecnologica e raffinata della versione standard.

A bordo debutta la nuova plancia “softwrap”, un elemento distintivo che avvolge visivamente gli interni estendendosi da portiera a portiera. Un design pensato per esaltare l’ergonomia e il senso di continuità, dove stile e funzionalità si fondono.

Al centro dell’esperienza digitale ci sono due display di ultima generazione: il Virtual Cockpit da 11,9 pollici posto davanti al guidatore e il nuovo schermo MMI touch da 12,8 pollici al centro della plancia.

I due elementi sono progettati per integrarsi in un’unica struttura visiva, ispirata nella forma alla celebre calandra “single frame” di Audi, creando un ambiente moderno e intuitivo, dove ogni comando è a portata di mano.

Tra le novità più interessanti figura anche il nuovo piantone dello sterzo, che ospita un supporto curvilineo per la leva del cambio e i comandi di luci e tergicristalli, un dettaglio tecnico che unisce praticità ed estetica.

Nonostante la linea coupé e il padiglione più basso, la Q3 Sportback non rinuncia alla versatilità: il bagagliaio offre una capacità compresa tra 488 e 575 litri, a seconda della posizione della panchetta posteriore scorrevole.

Anche a pieno carico, lo spazio resta competitivo: 1.289 litri, solo leggermente inferiore rispetto alla Q3 standard (1.386 litri).

La nuova Audi Q3 Sportback si prepara a sbarcare sul mercato italiano entro la fine del 2025 con una gamma motori completa e articolata, pensata per soddisfare diverse esigenze di guida e consumo. Saranno cinque le motorizzazioni disponibili al lancio, tra benzina, diesel e ibrido plug-in.

Sul fronte benzina, l’offerta parte dal noto 1.5 TFSI da 150 CV con tecnologia mild hybrid a 48 volt, abbinato al cambio automatico S tronic a sette rapporti e dotato di disattivazione dei cilindri per una maggiore efficienza. Salendo di potenza, troviamo il 2.0 TFSI da 204 CV, con trazione integrale quattro, e una variante più sportiva da 265 CV, anch’essa con S tronic e trazione integrale.

Per chi preferisce il diesel, sarà disponibile il collaudato 2.0 TDI da 150 CV, con trazione anteriore e cambio S tronic.

Chiude la gamma la versione più sostenibile: il nuovo plug-in hybrid da 272 CV, che promette un’autonomia di circa 120 km in modalità elettrica, ideale per la guida urbana a zero emissioni.

I dati sui consumi non sono ancora stati diffusi

Non sono disponibili gli allestimenti per la Q3 Sportback

  • Esterni: bassa e in stile da coupé
  • Interni: tecnologici e spaziosi
  • Motori: la gamma è ampia

La Q3 arriverà in Italia tra al fine del 2025 e l’inizio del 2026, con i prezzi che partiranno da 44.500 euro per la gamma a benzina e da 51.800 per la plug-in.

Su automobile.it sono presenti centinaia di annunci tra i quali trovare l’Audi Q3 Sportback più adatta alle proprie esigenze a prezzi competitivi.

Impianto GPL su diesel: ecco come funziona!

Impianto GPL su auto diesel

Quando si parla di conversione di un motore termico a GPL, nella stragrande maggioranza dei casi ci si riferisce a un’unità a benzina. Però, anche i propulsori turbodiesel possono essere modificati per funzionare a gas petrolio liquido.

Una scelta insolita, ma che può trovare una sua logica soprattutto in un momento storico in cui la lotta alle emissioni tende a demonizzare il gasolio. Vediamo allora come funziona un impianto a GPL su un diesel e tutto quello che c’è da spere per capire se conviene o non conviene procedere con l’intervento.

INDICE
Impianto GPL su diesel: come funziona
Costo impianto GPL su diesel
Kit trasformazione diesel GPL: prezzo
GPL su diesel: quando conviene?
Incentivi impianto GPL su diesel
Impianto GPL su diesel: problemi
Impianto a metano o GPL su diesel: qual è il migliore?

La possibilità di installare un impianto GPL su un motore diesel comporta una modalità di funzionamento totalmente differente da quella “classica” prevista per i benzina. Se in questi ultimi è presente un funzionamento “bi-fuel”, che prevede l’utilizzo di un carburante o l’altro in maniera alternativa, in un motore diesel GPL il funzionamento è “mixed fuel” poiché è necessaria la presenza di una quantità minima di gasolio nella miscela.

La miscela composta da diesel e da GPL arriva nella camera di combustione dove viene mescolata con l’aria. La pressione esercitata dal pistone in risalita incendia il gasolio che a sua volta innesca anche il GPL, avviando la fase di detonazione. Per creare l’accensione spontanea, quindi, il GPL viene mescolato al gasolio secondo un rapporto che varia da motore a motore, ma che, solitamente per i motori di ultima generazione, vede il 40% di Diesel e il 60% di GPL.

Il costo di un impianto a gas su diesel non è sicuramente alla portata di tutte le tasche e prima di procedere all’acquisto si devono valutare numerosi fattori tra i quali anche il valore residuo dell’auto.

In media il costo della trasformazione si aggira intorno ai 3.000 euro. In questa spesa sono incluse anche le pratiche di omologazione, mentre il costo di installazione è di circa 1.200 euro. La spese da affrontare, soprattutto per la manodopera, è decisamente superiore a quella richiesta per l’installazione di un impianto a gas su un’auto a benzina. Questo a causa della maggiore complessità del lavoro da effettuare.

Inoltre, l’articolo 78 del Codice della Strada prevede che, nel caso di modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione, dopo il montaggio di un impianto GPL su auto diesel, sia responsabilità dell’installatore aggiornare la carta di circolazione. La Motorizzazione approverà il collaudo previa presentazione dei documenti tecnici installativi, e la pratica costerà circa 70 euro.

GUARDA I NOSTRI VIDEO 

Sono molte le ditte che propongono validi kit diesel GPL con prezzi che, come dicevamo, variano da 2.000 a 3.000 euro. I benefici che derivano da questa trasformazione riguardano sia l’incremento della coppia massima fino al 10% e della potenza massima fino al 30%, che l’abbattimento delle emissioni inquinanti tra il 20 e il 40%.

A fronte dei costi di installazione certamente non a buon mercato, è utile chiedersi quando convenga procedere all’installazione di un impianto GPL diesel. La trasformazione è consigliabile solo per vetture con cilindrata superiore ai 1.8 litri ed il risparmio medio è di circa 5 euro ogni 100 chilometri.

La spesa, quindi, andrà ammortizzata in circa 40-60.000 km, pertanto è bene valutare quanto si vorrà restare in possesso della vettura modificata e quanti chilometri si percorrono annualmente.

In generale, è più facile approfittare dei bassi costi di utilizzo soprattutto per chi percorre almeno 45.000 chilometri all’anno. La potenza del motore, ovviamente resta lo stesso, ed è inoltre possibile circolare in alcune città anche in presenza di blocchi del traffico.

auto gpl usate
auto gpl usate

Il Governo aveva adottato nel 2018-2020 una serie di incentivi per stimolare il mercato verso l’acquisto di vetture “green”. Alla fine del 2020 è giunta la proposta da parte di Assogasliquidi di inserire nella legge di bilancio un bonus pari a 600 Euro per coloro che opteranno per la conversione a GPL. Al momento, però, questa proposta non è stata convertita in legge.

Nonostante la mancanza di uniformità a livello nazionale, tuttavia, alcune amministrazioni locali riservano degli incentivi per la conversione in diesel GPL dei veicoli commerciali più vecchi e inquinanti. Resta consigliabile in ogni caso verificarne l’effettiva operatività in caso di limitazioni alla circolazione.

Più che di veri e propri problemi, quando si parla di impianto GPL diesel si deve tenere a mente una manutenzione maggiore rispetto ad un motore a gasolio. Saranno infatti necessarie  maggiori attenzioni in fase di revisione, ed inoltre la resa chilometrica di una vettura dotata di questo kit sarà inferiore rispetto ad una vettura dotata del solo motore diesel perché quest’ultima in media garantirà una percorrenza di circa 18 Km/l a fronte dei 12 di una omologa versione dotata di kit.

Bisognerebbe inoltre considerare la sostituzione obbligatoria ogni 10 anni delle bombole del GPL presso un’officina autorizzata, insieme ai costi connessi. In ultimo, è importante controllare che siano presenti distributori GPL in zona, per evitare di percorrere molta strada solo per trovare una stazione di rifornimento.

Con le tecnologie odierne non è solo possibile installare un impianto GPL su motore diesel, ma è anche aperta l’opzione dual Fuel con metano. Le differenze stanno ovviamente nel gas di alimentazione, e in secondo luogo nel fatto che solo il GPL abbia bisogno di iniettori appositi per portare il gas nel condotto di aspirazione, aumentando relativamente i costi di installazione. Inoltre, le proporzioni nella miscela fra metano e diesel sono del 5% e 95%, mentre quelle della miscela GPL diesel, lo ricordiamo, si aggirano sui 30% e 70%.

Perché allora scegliere un auto GPL diesel al posto di una metano diesel? Le motivazioni sono rappresentate innanzitutto dalle minori spese di manutenzione, visto che la revisione è obbligatoria su intervalli più lunghi e i costi di montaggio sono minori. Un altro motivo è che il GPL garantisce performance superiori, non impattando sulla potenza del sistema. Infine, i costi di acquisto e installazione sono spesso minori.

Viceversa, perché scegliere un auto metano diesel al posto di una GPL diesel? Il metano è nettamente superiore sul fronte della resa energetica, cioè un chilogrammo di questo gas permette percorrenze maggiori rispetto al GPL. In più, il metano garantisce costi d’esercizio ridotti e minori emissioni inquinanti, senza presentare i problemi di sicurezza tipici del GPL nel caso di parcheggio al chiuso.

In conclusione, è bene ricordare che le stazioni GPL sul suolo nazionale sono circa il triplo rispetto a quelle con metano: un dettaglio da non trascurare.

Cose da sapere

Come funziona l’impianto GPL su diesel?

In un motore diesel GPL il funzionamento è “mixed fuel” poiché è necessaria la presenza di una quantità minima di gasolio nella miscela. La miscela composta da diesel e da GPL arriva nella camera di combustione dove viene mescolata con l’aria. La pressione esercitata dal pistone in risalita incendia il gasolio che a sua volta innesca anche il GPL, avviando la fase di detonazione. Per creare l’accensione spontanea, quindi, il GPL viene mescolato al gasolio secondo un rapporto che varia da motore a motore, ma che, solitamente per i motori di ultima generazione, vede il 40% di Diesel e il 60% di GPL.

Quanto costa installare un impianto GPL su diesel?

In media il costo della trasformazione si aggira sui 3.000 euro. In questa spesa sono incluse anche le pratiche di omologazione, mentre il costo di installazione dell’impianto GPL diesel su un motore a iniezione con controllo della carburazione è di circa 1.200. La spese da affrontare è decisamente superiore a quella richiesta per l’installazione di un impianto a gas su un’auto a benzina a causa della maggiore complessità del lavoro da effettuare.

Quando conviene installare un impianto GPL su motore diesel?

La trasformazione è consigliabile solo per vetture con cilindrata superiore ai 1.8 litri ed il risparmio medio è di circa 5 Euro ogni 100 chilometri. La spesa, quindi, andrà ammortizzata in circa 40-60.000 km, pertanto è bene valutare quanto si vorrà restare in possesso della vettura modificata e quanti chilometri si percorrono annualmente.

Sono previsti incentivi per l’installazione di un impianto GPL su diesel?

Nell’estate del 2024 sono stati stanziati incentivi statali per questa operazione. Ammontano a 400 euro, ma bisogna verificarne l’effettiva disponibilità per farne richiesta.

Libretto di circolazione auto: come leggerlo, le sigle e le indicazioni sui kw

L’auto è un bene mobile registrato e, in quanto tale, per essere in regola deve essere dotato di tutta una serie di documenti che ne attestano la proprietà, le caratteristiche tecniche e lo stato di manutenzione.

Tra i documenti che ogni automobilista deve sempre avere con sé quando si trova alla guida della propria vettura c’è il libretto di circolazione, una sorta di carta di identità dell’auto all’interno del quale sono racchiuse tutte le informazioni del mezzo oltre alle generalità del proprietario.

La sua forma è regolata da una specifica direttiva europea,  1999/37/CE del 29/4/1999, che ne armonizza aspetto e dimensioni in tutta l’unione. Di seguito è spiegato nel dettaglio come leggere il libretto, capirne le sigle e trovare le indicazioni sui kw del veicolo.

 INDICE
 Libretto auto: che cos’è?
 Come leggere il libretto auto
 Sigle carta circolazione: la legenda
 Smarrimento libretto macchina: cosa fare?
 Dove trovare i kw sul libretto auto

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Grazie alla carta di circolazione viene confermata l’idoneità del mezzo alla circolazione su strada grazie alla presenza di tutti quei requisiti richiesti dalla Motorizzazione Civile.

Nella carta di circolazione vengono riportate le informazioni principali della vettura quali marca, modello, anno di immatricolazione, pneumatici omologati, classe di emissione, consumi dichiarati e potenza massima oltre ai dati anagrafici del proprietario del mezzo. Sul suo retro si trova la legenda della carta di circolazione: consente di interpretare i vari codici. Consente di capire dove leggere i kW sul libretto, per esempio.

Ci sono anche i trasferimenti di proprietà del veicolo e i risultati delle revisioni.

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

La carta di circolazione è composta da quattro quadranti, analizziamo il loro contenuto.

  • Facciata posteriore: questa è riservata alla legenda del libretto di circolazione, all’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà.
  • Facciata anteriore, 1° quadrante: vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario. In alto è riportata prima la sigla dello Stato membro che ha emesso il documento, ma anche il nome per esteso dello Stato e l’autorità competente. Nella parte inferiore viene indicato il numero del libretto di circolazione, mentre in basso è presente il numero d’immatricolazione con un codice alfanumerico che identifica la registrazione alla Motorizzazione Civile.
  • Facciata anteriore, 2° quadrante: qui vengono riportati i dati relativi alla Casa costruttrice, al nome del modello, il numero di telaio, la massa, la data di immatricolazione, la categoria del veicolo, il numero di omologazione del modello, i dati inerenti del motore, le emissioni ed il colore della carrozzeria.
  • Facciata anteriore, 3° quadrante: nel terzo quadrante, infine, sono riportate varie informazioni come le dimensioni del veicolo, il rapporto potenza/tara, le misure dei pneumatici e per esteso la classe di omologazione Euro, compresa, eventualmente, quella come veicolo ibrido con alimentazione benzina o diesel.

GUARDA I NOSTRI VIDEO CON FJONA

Leggere il libretto di circolazione non è certamente semplice, ma è sufficiente consultare la legenda posta nella facciata posteriore per capire il significato delle singole lettere presenti. Vediamo le più importanti.

  • A: targa del veicolo
  • B: data della prima immatricolazione del veicolo
  • 2.1: cognome del proprietario del veicolo
  • 2.2: nome e data di nascita del proprietario
  • 2.3: indirizzo del proprietario
  • 1: nome del costruttore
  • 2: tipo di veicolo
  • 3: nome dell’auto
  • E: numero di telaio dell’auto
  • 1: massa massima ammissibile a pieno carico
  • 2: massa massima ammissibile a pieno carico in servizio
  • 3: massa massima ammissibile dell’insieme costituito dal veicolo a pieno carico e dal rimorchio

Legenda libretto auto: gli altri codici

Nel libretto auto poi sono indicati altri codici. Eccoli di seguito:

Codice Significato
G massa del veicolo in circolazione carrozzato e munito del dispositivo di attacco per i veicoli trattori di categoria diversa dalla M1
I data di immatricolazione alla quale si riferisce la carta di circolazione. Se l’auto è stata ritargata, questa datà sarà successiva a quella del paragrafo B.
J Categoria de veicolo, e in particolare:

J: categoria del veicolo

J.1: destinazione ed uso del veicolo

J.2: carrozzeria del veicolo

K numero di omologazione del tipo (se disponibile)
L numero di assi
M interasse
N Ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg. In particolare:

N.1: asse1 (kg)

N.2: asse 2 (kg), se del caso

N.3: asse 3 (kg), se del caso

N.4: asse 4 (kg), se del caso

N.5: asse 5 (kg), se del caso

O O.1: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio frenato (kg)

O.2: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio non frenato (kg)

P P.1: cilindrata (cm3)

P.2: potenza netta massima (kW)

P.3: tipo di combustibile o di alimentazione

P.5: numero di identificazione del motore

Q rapporto potenza/massa in kW/kg (solo per i motocicli)
S S.1: numero di posti a sedere, compreso quello del conducente

S.2: numero di posti in piedi (se del caso)

U U.1: livello sonoro a veicolo fermo [dB(A)]

U.2: livello sonoro a regime del motore (giri×min−1)

V V.1: CO (g/km o g/kWh)

V.2: HC (g/km o g/kWh)

V.3: NOx (g/km o g/kWh)

V.5: particolato per i motori diesel (g/km o g/kWh)

V.7: CO2 (g/km)

V.9: indicazione della classe ambientale di omologazione CE

 

In caso di furto o smarrimento del libretto di circolazione si deve seguire scrupolosamente il seguente iter burocratico.

In primo luogo è obbligatorio procedere con la denuncia agli organi di polizia per ottenere un duplicato del documento entro 48 ore dallo smarrimento libretto di circolazione. Al momento della denuncia l’organo di Polizia verifica se il documento è duplicabile direttamente senza richieste ulteriori da parte dell’utente oppure se il duplicato del libretto di circolazione dovrà essere richiesto dall’interessato ad un Ufficio motorizzazione civile. Una volta ricevuta la domanda, quest’ultimo ha precisamente 45 giorni di tempo per completare l’invio.

In entrambi i casi verrà rilasciato un permesso provvisorio fondamentale per circolare con il proprio veicolo. Dal momento del rilascio del permesso provvisorio, la carta di circolazione identificata nella denuncia non è più valida ed in caso di ritrovamento o restituzione deve essere distrutta.

Se al momento della denuncia si potrà duplicare il libretto di circolazione l’organo di polizia invia la richiesta di duplicato al Ministero e rilascia un permesso provvisorio di circolazione del veicolo.

Successivamente il nuovo documento sarà spedito all’indirizzo di residenza dell’intestatario del veicolo con posta assicurata, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.

Se, invece, la carta di circolazione  non potrà essere duplicabile l’interessato dovrà fare la richiesta di duplicato ad un Ufficio motorizzazione civile ed in questo caso sarà necessario presentare la domanda su modello TT 2119, effettuare il versamento di € 10,20 sul c/c 9001 ed allegare la denuncia di smarrimento presentata agli organi di polizia, un documento di riconoscimento in corso di validità ed il permesso provvisorio di circolazione rilasciato all’atto della denuncia.

Se la motorizzazione civile non risponde entro i 45 giorni limite, come già detto, ricordiamo che è possibile rivolgersi al call center. Il numero verde attivo dalle ore 08:00 alle 20:00 dal lunedì al venerdì e dalle ore 08:00 alle ore 14:00 il sabato è il seguente: 800 23 23 23.

Le informazioni sulla carta di circolazione che concernono i kW dell’auto si trovano sotto al codice “P”, accanto al quale troviamo tutto ciò che riguarda il suo motore. Precisamente, si deve cercare nel secondo quadrante della facciata anteriore. Di fianco al codice “P.2”, troveremo la potenza massima espressa in kilowatt.

Cose da sapere

Cos’è il libretto di circolazione?

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Come leggere la carta di circolazione?

Il libretto di circolazione è suddiviso in quadranti e ognuno contiene delle informazioni specifiche. Ad esempio, nel quadrante posteriore è riportata  la legenda del libretto di circolazione, l’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà. La facciata anteriore può essere suddivisa in tre quadranti: nel primo vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario, nel secondo  i dati relativi alla Casa costruttrice e al modello e nel terzo le altre informazioni, come quelle relative a pneumatici e omologazione.

Cosa fare i caso di furto o smarrimento del libretto?

La prima cosa da fare è denunciare il furto o lo smarrimento alle forze di polizia, che procederanno con il rilascio di un permesso provvisorio di circolazione. Successivamente, si riceverà un duplicato del documento direttamente a casa, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.

Polestar: tutte le novità in arrivo nel 2025

Polestar: tutte le novità in arrivo nel 2025 2

Il 2025 appena iniziato si preannuncia come un anno cruciale per il marchio Polestar. La Casa automobilistica svedese fondata da Geely come “spin-off di Volvo e impegnata nella mobilità elettrica premium, punta a consolidare la propria posizione nel mercato globale.

Le novità di quest’anno completeranno la gamma introducendo modelli inediti in alcuni segmenti-chiave e al tempo stesso introdurranno importanti novità tecniche e stilistiche.

  • Polestar 5
  • Polestar 7

Polestar 5

La Polestar 5, attesa nella seconda metà del 2025, rappresenta la naturale evoluzione del concept Precept, presentato nel 2020 (nella foto sotto). Questa berlina elettrica, caratterizzata da un design filante e un posteriore dalle linee quasi da coupé, si posiziona nel segmento D/E come una delle proposte più raffinate del marchio.

Polestar: tutte le novità in arrivo nel 2025 1

Dal punto di vista tecnico, la Polestar 5 utilizzerà per il sistema propulsivo un’architettura a 800 volt, che promette tempi di ricarica rapidi, sebbene i dati ufficiali non siano ancora stati divulgati. La gamma sarà strutturata su versioni a trazione posteriore e integrale, con potenze che potrebbero raggiungere i 900 CV di picco nei modelli top di gamma. Queste caratteristiche la rendono sin d’ora una potenziale diretta rivale di Porsche Taycan e Tesla Model S, con un focus particolare sulle prestazioni e sull’efficienza.

Polestar 7

Stando ai piani annunciati dalla Casa, l’arrivo della Polestar 7 non è in realtà prevista prima della fine del 2026 o dell’inizio dell’anno successivo  2027, tuttavia il 2025 potrebbe regalare ulteriori anticipazioni su questo modello così importante e strategico. Si tratta di un SUV compatto, probabilmente lungo tra i 4,2 e i 4,5 metri, pensato per competere in un segmento sempre più affollato, lo stesso in cui Volvo è presente con la EX40.

Volvo EX30: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Grazie alla stretta sinergia con Volvo, è in realtà molto probabile che la Polestar 7 condivida alcune soluzioni tecniche con la Volvo EX30 (nella foto), la più piccola ma al tempo stesso innovativa delle vetture di Goteborg, pur distinguendosi per uno stile più sportivo. Inoltre, la produzione avverrà in Europa, ulteriore scelta strategica per aggirare i dazi imposti alle auto elettriche prodotte in Cina.

Auto piccole a confronto: ecco le migliori sul mercato

Hyundai i10: prezzo, dimensioni e prova su strada 10

Le citycar continuano ad occupare un posto speciale nel cuore degli automobilisti italiani. Il nostro Paese è uno di quelli in cui le macchine piccole sono tra le più diffuse.

Le Case, nonostante la presenza sempre più ingombrante nei listini di SUV e crossover, continuano ad offrire macchine piccole in grado di muoversi agilmente nel traffico cittadino. Va detto, però, che il segmento negli ultimi anni ha subito una forte contrazione e oggi i modelli disponibili sono un po’ meno rispetto ad un po’ di anni fa, anche se oggi il numero di quelli elettrici o elettrificati è notevolmente aumentato. Vediamo le migliori.

INDICE
Auto piccole: le migliori ibride
Auto piccole: le migliori 4×4
Auto piccole: le migliori elettriche
Auto piccole: le migliori sportive
Auto piccole: le migliori a GPL

Le motorizzazioni ibride sono ormai una realtà anche per le auto piccole e danno il meglio di loro proprio nei tragitti cittadini dove riescono a ridurre notevolmente consumi ed emissioni.

  • Toyota Yaris
  • Renault Clio
  • Fiat Panda

Toyota Yaris: prezzo, dimensioni e caratteristiche 24

Toyota Yaris: auto dell’anno 2021, la Yaris si è evoluta decisamente nello stile e si presenta adesso con un linguaggio aggressivo che è subito stato apprezzato dal mercato. Il 1.5 full hybrid da 116 CV è brioso e poco assetato. I prezzi partono da 19.950 euro.

Renault Clio: prezzo, dimensioni e prova su strada

Renault Clio: la piccola Renault Clio porta su strada uno dei sistemi full-hybrid più interessanti oggi disponibili, costituito da una 1.6 a benzina abbinato a un motore elettrico di trazione e uno più piccolo. Interessante la presenza di un cambio senza frizione, sostituita proprio dal secondo motore elettrico. Prezzi da 19.550 euro.

Fiat Panda ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Fiat Panda: recentemente rinnovata con un restyling leggero che ha visto pochi ritocchi nelle linee e l’adozione del sistema multimediale UConnect negli interni, la Fiat Panda è adesso disponibile anche con motore mild-hybrid da 1.0 litri e 70 CV di potenza. Si parte da 13.450 euro.

fiat panda usate
fiat panda usate

Con la sempre maggiore espansione dei SUV, i modelli dotati davvero di trazione integrale si sono progressivamente ridotti. Ancor più tra le citycar. Ora, con l’uscita di scena della Panda 4×4, a puntare ancora in maniera forte su questo segmento è rimasta praticamente solo Suzuki.

  • Suzuki Swift
  • Suzuki Ignis

Suzuki Swift: prezzo, dimensioni e prova su strada 6

Suzuki Swift: la nuova generazione della Suzuki Swift cambia profondamente rispetto al passato. Design tutto nuovo e tecnologia più moderna sono il suo principale biglietto da visita. A tutto questo aggiunge un motore ibrido tutto nuovo dotato di sistema mild-hybrid e, volendo, la trazione integrale. Prezzi da 18.900 euro.

Suzuki Ignis: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

Suzuki Ignis: il modello più piccolo di casa Suzuki rappresenta la soluzione ideale per chi cerca una vettura compatta a misura di città. L’unico motore disponibili è il 1.2 ibrido, anche in questo caso con tecnologia mild-hybrid. Prezzi da 21.400 euro.

La mobilità elettrica sta diventando sempre più “democratica” e sono sempre di più i modelli di piccoli dimensioni alimentati da powertrain elettrici. Vediamo quelli più interessanti.

  • Fiat 500e
  • Dacia Spring
  • Opel Corsa e

Fiat 500: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Fiat 500e: stile vintage ma tecnologia moderna. Sono questi gli assi nella manica della 500 elettrica. Il design si ispira a quello della 500 originale, con linee iconiche immediatamente riconoscibili, mentre sotto il cofano batte un cuore elettrico alimentato da batterie in grado di offrire fino a 320 Km di autonomia. I prezzi partono da 29.950 euro.

Dacia Spring: prezzo, dimensioni e prova su strada 10

Dacia Spring: la nuova generazione della piccola elettrica di casa Dacia sfoggia un look tutto nuovo ispirato alla sorella maggiore Duster e contenuti più tecnologici. Due i powertrain disponibili con autonomia che supera 220 km. Prezzi da 17.900 euro.

Opel Corsa: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Opel Corsa e: basata sullo stesso pianale della Peugeot 208, la Corsa e si differenzia per lo stile degli interni e degli esterni decisamente più rigoroso. Grazie alla batteria da 54 kWh la Corsa elettrica promette un autonomia fino a 330 Km. Si parte da 34.000 euro.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Nonostante le dimensioni contenute, il mercato è ancora piuttosto ricco di modelli pensati per gli appassionati della guida, che possono contare su motori potenti e un comportamento dinamico sportivo.

  • Hyundai i10 N Line
  • Abarth 595
  • Toyota Yaris GR

Hyundai i10: prezzo, dimensioni e prova su strada 5

Hyundai i10 N Line: il modello più piccolo di casa Hyundai si fregia del badge N e si presenta su strada con un piccolo tre cilindri turbo capace di 100 CV per un peso i appena 1.000 kg, a garanzia di tanto divertimento. Prezzo: 16.950 euro.

Abarth 595: prezzi, dimensioni e prova su strada 2

Abarth 595: lo Scorpione ha punto la Fiat 500 e l’ha trasformata in una piccola peste. Lo stile della citycar è muscoloso grazie a paraurti e passaruota dedicati, mentre sotto il cofano batte un 1.4 turbo che arriva a ben 180 CV. Si parte da 26.800 euro.

Toyota Yaris: prezzo, dimensioni e caratteristiche 26

Toyota Yaris GR: per chi vuole davvero esagerare, c’è la GR Yaris, ovvero la Yaris più potente e prestazionale di sempre. La ricetta per la felicità di tutti gli appassionati è fatta di un motore da 280 CV e della trazione integrale. Prezzo: 52.000 euro.

Spesso citycar è sinonimo di costi contenuti, anche di gestione. E quale modo migliore di contenere i costi di esercizio se non con un bell’impianto a GPL? Ecco quelli che secondo noi sono i modelli migliori.

  • Kia Picanto
  • Dacia Sandero

Kia Picanto: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Kia Picanto: la terza generazione della Picanto si  presenta con un design aggressivo e compatto che la rende immediatamente riconoscibile. Il piccolo motore da 1.0 litri è in grado di erogare fino a 65 CV di potenza. Si parte da 16.800 euro.

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Dacia Sandero: rinnovata nello stile e nei contenuti, l’ultima generazione della Dacia Sandero è una vettura matura, parsimoniosa nei consumi (soprattutto nella variante a gpl) e ricca nei contenuti. Tra le macchine piccole più apprezzate, è stata la più venduta d’Europa nel 2024. Il suo propulsore turbo eroga 100 CV. Prezzo: 18.150 euro.

 

Suzuki Jimny: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Suzuki Jimny: esterni

Suzuki Jimny: un’icona dei fuoristrada compatti, giunto alla quarta generazione, conservando il suo spirito originale di fuoristrada specialistico 4×4. Generazione dopo generazione, il piccolo fuoristrada duro e puro di Hamamatsu si è evoluto, pur mantenendo fede al suo DNA da modello pensato per le avventure da vivere lontano dall’asfalto. Purtroppo, per il mercato italiano, le scorte del 2020 sono esaurite, ma c’è ancora Jimny Pro, la variante omologata N1, pronta a conquistare le avventure off-road.

 Scheda Tecnica
Numero posti 2
Bagagliaio 85/377 litri
Alimentazioni Benzina
Classe Euro 6 D – Temp
Cv/kW (da) 102/75
Prezzo (da) 26.700 €
INDICE
Novità 2024
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzo

Suzuki Jimny Mata

La Jimny si appresta ad uscire dai listini, ma prima di farlo si concede un’ultima versione speciale. Si tratta della Mata, caratterizzare per la vernice bicolore con carrozzeria in Argento Siberia Metallizzato, mentre tetto, montanti e cofano sono in Matt Black. E per i più smaliziati della guida Offroad non mancano nemmeno le speciali protezioni anteriori, laterali e posteriori, la copertura rigida per la ruota di scorta e gli speciali cerchi in lega.

Gli interni conservano la configurazione a due posti dal momento che la Jimny resta disponibile unicamente in configurazione autocarro, ma la dotazione resta piuttosto ricca e annovera di serie anche il sistema di infotainment con schermo touch con una diagonale di 7 pollici.

Suzuki Jimny 5 porte

La tanto attesa carrozzeria a 5 porte è finalmente arrivata, almeno sul mercato indiano. Suzuki Jimny evolve ancora: diventa più lunga e si dota di portiere posteriori, mantenendo però quel design squadrato e tradizionale  della quarta e attuale generazione del fuoristrada giapponese. Questa nuova variante arriva a 3,98 metri di lunghezza e presenta un interasse di 2,59 metri. Nessuna novità, per ora, per quanto concerne la tanto vociferata variante ibrida. L’attuale 1.5 aspirato rimane l’unica opzione in gamma.

L’arrivo nel nostro Paese, per il momento, non è previsto. Le normative antinquinamento sempre più stringenti non permettono a Suzuki di proporre il Jimny con questa motorizzazione. Tuttavia, per l’Europa si potrebbe studiare una soluzione elettrificata, andando ad attingere dai powertrain già in uso su altri modelli in gamma. Ma per sapere se questo avverrà davvero, occorre aspettare.

Suzuki Jimny Elettrica

Suzuki ha dichiarato che commercializzerà nel Vecchio continente una nuova serie di auto a batteria entro il 2030. Fra le slide che mostravano il piano industriale della Casa di Hamamatsu gli osservatori più attenti hanno notato la versione elettrica di Jimny. Inconfondibile nel suo design iconico, la variante Bev del fuoristrada giapponese figurava accanto ad altri quattro modelli elettrici dedicati all’Europa. Per il momento, Suzuki non ha pubblicato ulteriori dettagli sulle vetture o sulle date dei diversi lanci. Quello che sappiamo è che queste cinque auto sono state progettate per rivoluzionare definitivamente la gamma Suzuki, che nel 2030 sarà composta al 20% da vetture ibride e per la parte restante di veicoli full-electric.suzuki jimny: todo lo que usted quiere saber

La Suzuki Jimny si caratterizza per misure decisamente compatte che la rendono particolarmente agile nella guida fuoristrada. La lunghezza è di soli tre metri e quarantotto centimetri, mentre la larghezza e l’altezza misurano rispettivamente 165 e 173 centimetri. Grazie all’altezza da terra di 21 centimetri, la Suzuki Jimny vanta degli angoli di attacco, dosso e uscita, di 37°, 28° e 49°.

Dimensioni
Lunghezza 3.480 mm
Larghezza 1.645 mm
Altezza 1.725 mm
Passo 2.250 mm

Il look della Suzuki Jimny è certamente personale. Le linee sono squadrate, dure e senza tempo e conferiscono subito una connotazione off road al piccolo fuoristrada giapponese.

Il frontale è personalizzato da una ampia mascherina a sviluppo orizzontale a cinque listelli che include i fari tondi e gli indicatori di direzione separati, mentre il parabrezza è quasi verticale. Nella fiancata spiccano i passaruota separati dalla carrozzeria ed i grandi finestrini che donano ampia luminosità all’abitacolo, mentre il posteriore è tipicamente old school con il grande lunotto verticale e la fanaleria posizionata in basso nel paraurti.

suzuki jimny
suzuki jimny

L’abitacolo della Suzuki Jimny è decisamente essenziale, specialmente in nell’unica versione disponibile Pro, ed esalta la vocazione da off road della vettura giapponese.

Il cruscotto è composto da due elementi squadrati separati da un piccolo display digitale, mentre al centro della plancia è presente il monitor da 7 pollici dedicato all’infotainment di bordo tramite il quale comandare il navigatore satellitare, i comandi dell’audio e ottenere le informazioni trasmesse dal proprio smartphone. Alla base della plancia sono invece disposti i comandi dedicati al climatizzatore.

La Suzuki Jimny è offerta con un’unica motorizzazione benzina da 1.5 litri e 102 CV posizionato longitudinalmente. Questo propulsore sostituisce la precedente unità da 1.3 litri e regala maggior potenza ed un riduzione di peso notevole. Due, invece, i cambi disponibili. Di serie è previsto un manuale a 5 marce, mentre come optional si può avere un automatico a quattro rapporti. Il sistema di trazione integrale All Grip PRO offre la trazione posteriore durante la guida cittadina, ma è possibile inserire le quattro ruote motrici quando il terreno diventa accidentato.

Passando ad analizzare i consumi è bene ricordare che Suzuki Jimny è un piccolo fuoristrada, dunque non possiamo aspettare consumi ed emissioni estremamente bassi. I dati secondo il ciclo WLTP sono 7,9 l/100km e 178 g/km di CO2.

suzuki jimny
suzuki jimny

La Suzuki Jimny è oggi disponibile in un unico allestimento.

  • Pro: allestimento con omologazione autocarro

Pro: di serie sono presenti  i cerchi di lamiera da 15″, le finiture esterne Black, i fendinebbia, gli abbaglianti automatici, i retrovisori elettrici, l’impianto audio con bluetooth, i sedili riscaldabili, il climatizzatore, mentre tra i sistemi avanzati di assistenza alla guida troviamo il cruise control, l’avviso di superamento di corsia, il riconoscimento dei segnali stradali, la frenata automatica d’emergenza, l’hill hold control e l’hill descent control.

  • Doti offroad: il Jimny è il modello dedicato all’offroad duro e puro più piccolo sul mercato.
  • Dimensioni: in meno di 4 metri racchiude tutte le capacità dei fuoristrada più grandi.
  • Valore residuo: alto il valore del modello anche sul mercato dell’usato.

Arrivati al listino di Suzuki Jimny ricordiamo che lo stock del fuoristrada è attualmente esaurito per il mercato italiano. L’unica variante disponibile è quella autocarro denominata Pro.

Suzuki Jimny  Prezzo
Jimny Pro 26.700 €

suzuki jimny
suzuki jimny

 

Revisione auto: ogni quanto farla, scadenza e costi

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine? 1

La revisione dell’auto è obbligatoria. Serve a certificare periodicamente il buono stato di manutenzione di una vettura che circola regolarmente su strada.

È uno dei “doveri” degli automobilisti, previsti dal Codice della Strada per tutelare la sicurezza di chi guida. Lo scopo è quello di appurare che lo stato di conservazione del veicolo sia conforme alla circolazione su strada. Gli elementi che vengono controllati sono molti, dalle componenti tecniche, fino alle emissioni inquinanti e rumorose affinché queste non superino i limiti stabiliti dalla legge.  Scopri nel nostro articolo tutti i dettagli su quando, dove e quanto costa fare la revisione. 

INDICE
Revisione auto: ogni quanto?
Revisione auto, cosa controllano
Revisione e tagliando: differenza
Costo revisione auto 2025
Scadenza revisione auto
Calcolo scadenza revisione auto dalla targa
Prima revisione auto nuova
Dove fare la revisione auto
Il rilascio del bollino blu
Il certificato di revisione
Cosa succede se non si passa la revisione auto?
Multa revisione scaduta: le sanzioni previste
Revisione auto GPL
Revisione Auto Metano

La revisione auto ha scadenze diverse. Chi acquista un’auto nuova da un concessionario sarà obbligato ad effettuare la revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, mentre successivamente a questo periodo la revisione auto dovrà essere effettuata ad intervalli di due anni. Se si acquista una vettura usata, invece, la revisione dovrà sempre essere effettuata ogni due anni. 

Tipologia Quando
Prima revisione 4 anni dopo l’immatricolazione
Seconda revisione e successive Ogni 2 anni

Per quanto riguarda la categoria dei veicoli atipici, la revisione delle auto d’epoca o di interesse storico, va effettuata, secondo il decreto del 2009, con scadenza biennale, entro il mese di rilascio della carta di circolazione, o entro il mese corrispondente a quello in cui è stato effettuato l’ultimo controllo di revisione.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Nel corso della revisione auto si effettua un collaudo per verificare il perfetto funzionamento di numerosi dispositivi della vettura. Nello specifico le parti sottoposte ad esame sono:

  • Impianto frenante: quindi freno a mano, di servizio, freni, pasticche, dischi;
  • Sterzo: cuscinetti, fissaggio, stato meccanico;
  • Vetri: vetri, specchietti, lavavetri;
  • Impianto elettrico: proiettori, luci, indicatori;
  • Telaio: carrozzeria, porte, serrature, serbatoio
  • Rumori: gas di scarico inquinanti bollino blu;
  • Identificazione del veicolo tramite targa e telaio;
  • Sicurezza dispositivi: Clacson, cinture di sicurezza anteriori e posteriori. 

Non bisogna confondere la revisione auto col tagliando. La prima è imposta dalla legge e deve essere compiuta ad intervalli temporali prestabiliti, mentre il tagliando indica la serie di controlli previsti dalla Casa madre da effettuare ad intervalli di chilometraggio regolari per garantire la perfetta efficienza del mezzo. 

Il costo della revisione presso un officina autorizzata, salvo sorprese, si aggira intorno agli 80 euro.

Se si vuole risparmiare qualcosa, ci si può rivolgere alla Motorizzazione Civile, dove il collaudo della vettura e il rilascio dell’avvenuta revisione costano circa 45 euro. Il costo della revisione in un’officina o centro autorizzato, è così ripartito:

  • € 54,95 costo revisione
  • € 12,09 costo IVA
  • € 10,20 diritti fissi
  • € 1,51 costo bollettino PagoPA
Motorizzazione Civile 45,00 euro
Centri di revisione e Officine Autorizzate 78,75 euro

A prima vista sembrerebbe che rivolgersi alla Motorizzazione sia il modo migliore per risparmiare. Se quest’affermazione è veritiera in termini economici lo è meno in quanto a tempo: infatti può essere difficile fissare un appuntamento in tempi brevi presso gli uffici locali della Motorizzazione civile.

Come abbiamo anticipato in precedenza, se si è proprietari di una vettura sottoposta a prima immatricolazione, la scadenza revisione auto cadrà al quarto anno, mentre per le revisioni successive alla prima, o in caso di acquisto di auto usata, la revisione dovrà essere effettuata obbligatoriamente ogni due anni. 

Se non ci si ricorda quando scade la revisione auto è possibile collegarsi sul “Il Portale dell’Automobilista” e verificare quando è stata effettuata l’ultima revisione inserendo il tipo di veicolo e la targa. 

Il portale restituisce:

  • Data ultima revisione
  • Esito delle revisione
  • KM rilevati dall’operatore

Si precisa che che il numero dei chilometri totali percorsi dal veicolo, riportati nella colonna ‘km rilevati dall’operatore’, è un dato che viene rilevato manualmente dalla strumentazione di bordo dall’operatore che esegue la revisione del veicolo.

La successione storica dei dati di revisione viene resa disponibile solo agli utenti registrati e per le operazioni effettuate successivamente al 1° giugno 2018.

Se si acquista un’auto nuova è bene ricordare che la prima revisione dovrà essere effettuato allo scadere dei quattro anni dall’immatricolazione, entro l’ultimo giorno utile del mese del quarto anno. Quindi se la vettura è stato immatricolata, ad esempio, il 15 maggio 2021 la revisione auto dovrà essere effettuata entro e non oltre il 31 maggio 2025. 

Per effettuare la revisione auto si può scegliere di recarsi presso i centri revisione e le officine autorizzate da parte del Ministero dei Trasporti, presso un’agenzia ACI oppure presso la Motorizzazione Civile dell’area di competenza. Ovviamente nel primo caso i costi saranno più alti a differenza della revisione auto effettuata presso la Motorizzazione. 

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo 1

Superata positivamente la revisione auto verrà consegnato un bollino blu che certifica l’avvenuto controllo periodico dei gas di scarico di un’auto. Tale certificazione viene rilasciata contestualmente alla revisione dell’auto, sia essa a benzina, a diesel, a metano e a GPL. Se il controllo dei gas dovesse far emergere qualche anomalia, il bollino blu potrebbe non essere rilasciato e l’auto dovrà essere sottoposta a manutenzione per poterlo ottenere. 

Al termine della revisione, qualora dia esito positivo, al proprietario della vettura verrà consegnato il certificato di revisione all’interno del quale saranno indicati:

  • Numero di identificazione del veicolo;
  • Targa del veicolo e simbolo dello Stato di immatricolazione;
  • Luogo e data di revisione;
  • Lettura del contachilometri al momento del controllo;
  • Categoria del veicolo;
  • Carenze individuate e livello di gravità;
  • Risultato del controllo tecnico;
  • Data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato di revisione;
  • Dati identificativi dell’ispettore responsabile del controllo;

In caso di mancato superamento della revisione auto possono verificarsi tre ipotesi: 

  • Ripetere la revisione: l’auto non passa una o più prove e deve essere riparata prima di effettuare di nuovo la revisione. Le riparazioni vanno effettuate entro un mese e la revisione deve avvenire nello stesso centro e va pagata nuovamente tutta la procedura.
  • Sospensione dalla circolazione e ripetizione della revisione: le prove hanno evidenziato guasti piuttosto gravi e ritenuti troppo pericolosi per autorizzare la libera circolazione del veicolo. In questo caso bisogna riparare in breve tempo l’auto e pagare una seconda revisione.
  • Sospensione interna: se durante la revisione vengono segnalati guasti di entità minima, la revisione viene sospesa temporaneamente per effettuare le dovute operazioni e tutti gli accertamenti dovuti, riguardo al corretto funzionamento di ogni singola parte meccanica.

Guai a circolare su strada con la revisione scaduta perché si rischiano sanzioni pesanti. La multa varia da 155 fino a 625 euro e si può arrivare anche al fermo amministrativo del veicolo qualora questa l’infrazione venga rilevata su autostrada. Se si circola senza revisione alla guida di un veicolo già sospeso si rischia una multa da 1.842 a 7.369 euro oltre al fermo amministrativo per 90 giorni. In caso di reiterazione si arriva alla confisca della vettura. 

Per quanto riguarda le auto GPL le bombole dell’impianto non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni.

Il costo per questo tipo di intervento varia dai 300 ai 500€ e prevede un check completo anche di queste altre componenti:

  • Il funzionamento delle tubazioni e raccordi
  • La sostituzione dei filtri GPL qualora vene fosse la necessità
  • Il funzionamento degli iniettori
  • In funzionamento del sistema elettrico
  • La sostituzione del riduttore verso i 100.000 Km

Differente la situazione per la revisione auto a metano. Per queste vetture il controllo è da effettuare ogni 4 o 5 anni tenendo sempre conto dell’immatricolazione del veicolo e in particolare dell’ultima revisione effettuata. 

Se le bombole presenti sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto; se le bombole sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) di tipo IV, si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto e successivamente dovrà essere effettuata la revisione auto ogni 2 anni; se, infine, le bombole sono omologate secondo la normativa nazionale (DGM) si devono calcolare 5 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto. 

I costi per questo tipo di revisione variano a seconda di quante bombole sono installate all’interno del veicolo, e si può spendere dai 150€ fino a 400/500€. Evitare di effettuare periodicamente questa tipologia di revisione porterà il conducente del veicolo a subire una multa per mancata revisione auto davvero salata, con immediato ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Quanto costa la revisione auto 2025?

Il costo della revisione auto è aumentato dal 2021 per chi effettua il controllo presso un officina autorizzata. Sebbene il prezzo resti bloccato a 45 euro per chi effettua il controllo presso la Motorizzazione Civile, infatti, l’imposta è cresciuta di 9,95 euro (al netto dell’IVA) per chi si rivolge a un centro privato. Il costo della revisione in un’officina o centro autorizzato, quindi, si è attestato su 78,75 euro.

Ogni quanto fare la revisione auto?

Nella maggior parte dei casi la revisione scade ogni 2 anni. Ma, nel caso di un’auto nuova la revisione auto nuova andrà eseguita dopo 4 anni dall’immatricolazione.

Come controllare la scadenza della revisione auto?

Il Portale dell’Automobilista permette di verificare l’ultima revisione, semplicemente inserendo il tipo di veicolo (autoveicolo, motoveicolo o ciclomotore) e la targa.

Come funziona la revisione auto GPL?

Le bombole dell’impianto GPL non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni ed il controllo di tutta la strumentazione relativa come tubazioni e raccordi, sostituzione dei filtri, funzionamento degli iniettori e del sistema elettrico.