Come verificare i chilometri reali di un’auto usata

Come verificare i chilometri reali di un’auto usata

Se anche tu hai deciso di acquistare un’auto usata, probabilmente ti starai chiedendo da dove iniziare per fare un buon affare. Uno dei timori più frequenti degli acquirenti che si rivolgono al mercato dell’usato, infatti, è quello di acquistare modelli di scarsa qualità o, peggio, con il contachilometri manomesso.

Individuare eventuali manomissioni al contachilometri, tuttavia, non è semplice: è necessario un occhio esperto e una strumentazione adeguata, così da non correre alcun rischio.

automobile.it, da sempre al tuo fianco quando si tratta di scegliere l’auto giusta per le tue esigenze, ti mette a disposizione un servizio professionale per controllare i chilometri e avere un responso senza ombra di dubbio: scopriamolo insieme.

INDICE
Richiedi il controllo del contachilometri con Diogene
 Contachilometri manomesso: quando insospettirsi
 Cosa fare se si acquista un’auto con i chilometri scalati?

Il modo migliore per verificare i chilometri reali di un’auto usata è utilizzare una strumentazione elettronica, ossia un software che analizza direttamente la centralina del veicolo leggendo l’esatto numero di chilometri.

automobile.it ha promosso l’utilizzo, presso le concessionarie partner, di Diogene, un dispositivo sviluppato e prodotto dalla società Evolvea.

Diogene è un dispositivo hardware e software in grado di leggere i chilometri realmente percorsi dalle auto delle principali case automobilistiche: il suo algoritmo interroga tutte le centraline elettroniche del veicolo e raccoglie i dati del software installato sul terminale in dotazione della concessionaria. È l’unico lettore OBD che non può in alcun modo modificare o sovrascrivere i dati che legge dalle centraline.

Con Diogene quindi si può stabilire il chilometraggio effettivo dell’auto, al netto di qualsiasi tentativo di manomissione.

Grazie alla partnership tra automobile.it e le concessionarie, potrai ottenere la certificazione del chilometraggio gratuitamente, semplicemente contattando il concessionario che propone l’auto usata che hai individuato. Una sicurezza in più quando si tratta di un acquisto importante come quello dell’auto.

Il controllo del chilometraggio dovrebbe sempre essere effettuato prima dell’acquisto di un’auto usata, ma ci sono degli indizi che potrebbero far scattare dei campanelli d’allarme su una possibile truffa.

La prima cosa da fare è una verifica sull’anno di immatricolazione. Basterà inserire la targa dell’auto sul sito del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) o dell’ACI per scoprire esattamente l’anno di immatricolazione del veicolo. Se l’auto è stata immatricolata, ad esempio, nel 2007 e ha solo 300 km, potrebbe essere il caso di insospettirsi e approfondire i controlli.

Un altro campanello di allarme può scaturire da un controllo delle revisioni del mezzo: controlla sul libretto se il numero di revisioni effettuato è coerente con l’età dell’auto e i chilometri dichiarati dal venditore e segnati sul contachilometri. In caso di eccessiva discrepanza tra tagliandi e revisioni e chilometri dichiarati, è bene interrogarsi sull’onestà del venditore.

Infine, anche un controllo sulla carrozzeria e gli interni dell’auto può dare qualche indizio sulla veridicità dei chilometri auto, sebbene non si tratti di un metodo infallibile. Controlla quindi con attenzione tutte quelle parti che possono consumarsi con la normale usura, come il pomello delle marce, le zigrinature antiscivolo dello sterzo e dei pedali, specie acceleratore e frizione, ma anche la tappezzeria. Se infatti la carrozzeria può essere riverniciata, occultare l’usura di questi elementi è senza dubbio più complesso.

Se hai la certezza di aver acquistato un’auto con il contachilometri manomesso, puoi contestare al venditore un difetto di conformità grave. Secondo quanto stabilito dall’art.129 del Codice del Consumo, l’acquirente può richiedere un risarcimento al venditore quando il numero di chilometri sottratti è minore di 50.000. Se invece i chilometri scalati sono maggiori di questa soglia, l’art.130 stabilisce che l’acquirente possa esigere la risoluzione del contratto.

La contestazione deve avvenire entro 60 giorni dalla scoperta del difetto ed entro l’ultimo giorno del periodo di garanzia legale, pari a 12 mesi dalla data dell’acquisto.

In alternativa, è possibile sporgere denuncia contro il venditore presso le forze dell’ordine o segnalare quanto accaduto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Noleggio a Lungo Termine Elettrico: le migliori proposte Audi e BMW

Noleggio a Lungo Termine Elettrico: le migliori proposte Audi e BMW

Il noleggio lungo termine affascina sempre di più gli italiani: la possibilità di guidare un’auto nuova senza preoccuparsi di scadenze amministrative e imprevisti vari permette di concentrarsi solo sul piacere della guida. Nel caso delle auto elettriche i vantaggi sono molteplici: il canone mensile omnicomprensivo è molto conveniente rispetto al valore di listino dell’auto; in molte regioni italiani i veicoli elettrici sono esentati dal pagamento del bollo e del superbollo; si può liberamente circolare in ZTL e parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu.

Secondo i dati raccolti da Noleggio Semplice, azienda leader online nel settore NLT, Le auto elettriche più scelte per il noleggio appartengono sicuramente ai marchi Audi e BMW: due case che hanno fatto della tecnologia la propria bandiera. Vediamo, però, quali sono le ultime proposte del mercato.

Audi

La gamma Audi si è arricchita di diversi nuovi modelli elettrici. La casa ha infatti puntato sia sulla continuità che sulla discontinuità. Dal punto di vista del design, le vetture elettriche di Audi mantengono la grossa calandra anteriore: marchio di fabbrica che ha reso famoso il brand, dal punto di vista tecnico le piattaforme utilizzate per le vetture elettriche sono nettamente distinte da quelle con motore termico

Audi E-tron 50 Quattro: la potenza a misura di famiglia

Audi E-tron 50 Quattro

Un po’ SUV e un po’ crossover: Audi E-tron Quattro non ha la volumetria delle sue sorelle maggiori, pur mantenendo pari comfort e prestazioni. È ideale sia per una guida sportiva che per una guida in famiglia. Il motore elettrico presenta una coppia massima di 540 Nm e raggiunge prestazioni davvero notevoli. Totalmente elettrica, ha un’autonomia molto ampia che consente di viaggiare a lungo senza soste.

Audi Q4 E-tron: un SUV senza mezze misure

Audi Q4 E-tron Audi Q4 E-tron
Il nuovo SUV Audi si candida ad essere un top seller del segmento. I 460 centimetri di lunghezza e i 163 di altezza rendono Audi Q4 E-tron comoda e spaziosa, adatta a lunghi viaggi in autostrada. L’autonomia è notevole: il pacco batterie permette di raggiungere fino a 500km con un singolo ciclo di carica. Le prestazioni non sono influenzate dalla massa dell’auto: la potenza del motore elettrico consente una guida scattante e fluida.

BMW

Passando da Ingolstadt a Monaco di Baviera troviamo i modelli elettrici di BMW. La casa è stata una delle prime a investire nell’elettrico, creando modelli all’avanguardia dal design futuristico. BMW ha puntato sull’innovazione e su prezzi abbastanza accessibili. Noleggiare una BMW elettrica, quindi, abbina canoni contenuti a innovazione e sicurezza.

BMW i3: il prototipo del futuro elettrico

BMW i3 BMW i3

BMW i3 è un modello molto interessante in quanto rompe i ponti con il tradizionale design BMW, ancora dominante nelle auto con motore termico. BMW i3 è ideale sia per la città che per viaggi e gite fuori porta: le sue dimensioni la rendono maneggevole e stabile ad alte velocità. La casa bavarese dimostra come sia possibile raggiungere buone autonomie anche su vetture dalle dimensioni contenute: il range di percorrenza varia dai 330 ai 360 km.

Le prestazioni, invece, sono decisamente sportive: la versione da 184 CV garantisce una guida scattante, amatissima dagli appassionati delle quattro ruote. In definitiva, è l’epoca d’oro delle auto elettriche e il noleggio lungo termine è la chiave d’accesso ideale.

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone 3

La corsa all’auto elettrica è in pieno svolgimento e i pretendenti sono tantissimi. A start-up e case automobilistiche tradizionali che hanno messo al centro della propria produzione i veicoli a zero emissioni, si aggiungono ora i colossi della tecnologia. Troppo ghiotta l’opportunità e troppo ricca la torta da spartirsi per lasciarsi sfuggire l’occasione.

Alibaba, Baidu, Xiaomi, Huawei, Oppo, Tencent, solo per citare alcuni marchi, si aggiungono a Google, Apple, LG e Samsung (queste ultime due impegnate da tempo nello sviluppo delle batterie, che sono il cuore delle vetture “green”), e hanno presentato propri modelli di auto a zero emissioni. Ma il loro impegno va oltre i veicoli elettrici: i colossi della tecnologia puntano alle macchine a guida autonoma, ai robotaxi e alle auto di nuova concezione, i cosiddetti intelligent vehicles.

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone

Vantaggi e limiti

I colossi dell’hi-tech hanno dalla loro la grande esperienza in vari settori a livello di dispositivi tecnologici, sistemi informatici e servizi connessi, che rappresentano una parte sempre più importante della progettazione di un’auto. Ma la strada da percorrere è ancora tanta: fino a ora nessuna azienda dell’informatica è riuscita a commercializzare un proprio EV. L’ostacolo da superare resta la produzione su larga scala: questi colossi non sono ancora attrezzati per una catena di montaggio e un processo di assemblaggio profondamente diversi da quelli per la produzione di cellulari, elettrodomestici e computer.

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone 1

La situazione dei principali mercati

La Cina fa le cose in grande. I giganti tecnologici cinesi hanno investito più di 20 miliardi di euro nell’elettrificazione dell’auto, in quello che da anni è il più grande mercato al mondo per le vetture a zero emissioni. Xiaomi ha annunciato investimenti per 10 miliardi di dollari nell’emobility, Baidu altri 7,7 miliardi, mentre Huawei si è detta disponibile a mettere sul piatto un miliardo di dollari. Il gigante dell’e-commerce Alibaba ha stretto un’alleanza con Honda per accelerare i test sulla AutoX, la tecnologia per la guida autonoma. Baidu, il Google cinese, ha fatto sapere che il suo sistema di navigazione autonoma Apollo sarà installato su un milione di auto entro cinque anni.

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone 4

Le mosse a Stelle e Strisce

Negli Stati Uniti Google e Apple recitano un ruolo di primo piano nella corsa all’auto elettrica. Il motore di ricerca più usato al mondo ha iniziato a sognare il proprio veicolo a zero emissioni una ventina di anni fa, ma il piano ha subito vari cambiamenti. Google, all’inizio, ha puntato sulla produzione di un proprio veicolo, la minicar concept Firefly, ma da qualche tempo è iniziata la collaborazione con produttori di auto come FCA e Toyota. L’ultimo cambiamento è datato 2016 grazie alla creazione di Waymo: l’obiettivo di questo comparto è lo sviluppo della guida autonoma, testata in numerose città statunitensi. Apple si è gettata nella mischia da meno tempo rispetto a Google: è del 2014 il “Project Titan” che ha l’obiettivo di produrre un veicolo elettrico proprio. Dopo gli ingenti investimenti iniziali, il piano ha subito un rallentamento negli ultimi anni, ma a fine 2020 ha iniziato a girare la voce di una Apple car in arrivo sul mercato nel 2024 e di collaborazioni con Kia e Hyundai, smentite dalle due case produttrici di auto. Microsoft ha annunciato l’investimento di oltre due miliardi di dollari in Cruise, la filiale automobilistica autonoma di GM, che si occupa di auto a guida autonoma.

Auto elettriche: quelle di domani le faranno i big degli smartphone 2

Il resto del mondo

La Corea del Sud ha da sempre puntano sulla produzione dei pacchi batteria: Samsung ha confermato di essere prossima alla creazione di una batteria allo stato solido in grado di percorrere 800 km con una ricarica. LG ha siglato un accordo con Magna, fornitore di componentistica automotive, per realizzare un inedito assale propulsore elettrico. Il Giappone non è da meno: l’anno scorso Sony ha presentato il proprio prototipo di auto elettrica, la concept Vision-S. Al momento le aziende di elettronica di consumo europee restano fuori dalla corsa. Ci ha provato Dyson, marchio britannico famoso per i propri elettrodomestici, ma gli investimenti su un Suv elettrico in grado di rivaleggiare con Tesla non hanno portato alcun risultato e dopo due anni ha dovuto abbandonare l’idea.

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche 3

Siete appassionati nostalgici delle auto che hanno segnato un’epoca e vi piacerebbe vederle tornare a sfrecciare sulle strade in versione elettrica? Oggi è possibile grazie ai restomod, una delle mode del momento. Il termine deriva dall’unione delle parole inglesi restore, che vuol dire restaurare, e modern e sta a indicare il restauro di una vettura classica con pezzi e tecnologie dei nostri giorni.

La moda ha preso piede negli ultimi due anni, ma il fenomeno esiste da almeno un decennio grazie a veri e propri artigiani che hanno iniziato a modificare le auto classiche con un tocco moderno. L’iniziativa ha riscosso sempre più successo al punto che alcune case produttrici di automobili come Jaguar e Opel hanno messo sul mercato modelli ufficiali restomod che vanno in questo modo ad affiancarsi alle creazioni di officine e preparatori privati.

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche 5

Di cosa si tratta

Il restomod consiste nella revisione della meccanica, degli interni e di parte dell’estetica di un’automobile già esistente a cui aggiunge modifiche mirate e rispettose della linea originale. In altre parole è un restauro innovativo che tiene conto della tecnologia che ha compiuto passi da gigante a livello di motore, pneumatici, freni e sistemi elettronici base di sicurezza. Le restomod più evolute rinunciano al tradizionale motore endotermico per passare ad unità elettriche, ma le novità non si fermano qui. Di solito sono dotate anche di notevoli miglioramenti a livello di interni e di dotazioni moderne come l’aria condizionata, le luci a led anteriori, posteriori e interne, il sistema Abs e l’accensione elettronica senza dimenticare l’autoradio con connessione bluetooth con tanto di caricatori per device portatili. Sono tantissime le auto storiche restaurate in chiave moderna e con motore elettrico, dalla Panda, alla Mini passando per Maggiolino e 500. Di seguito alcuni esempi.

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Alfa Romeo Giulia GT Electric

Tra le vetture restomod opera di privati è doveroso citare la Giulia GT Electric, che riprende la mitica Alfa Romeo Giulia GT Junior, variante della Giulia a due porte, costruita fra il 1963 e il 1975. La nuova creazione dell’azienda veneta Totem Automobili ha un’autonomia dichiarata di 320 km e può contare su 518 CV di potenza massima e 940 Nm di coppia, per uno 0-100 in soli 3,4 secondi. Il propulsore elettrico è alimentato da un pacco batterie da 50,4 kWh raffreddato a liquido, con un peso di 350 kg. Contenuto e forma restano gli stessi della Giulia GT originale, anche se la nuova carrozzeria è in carbonio. Il telaio è stato riprogettato: la versione elettrica è dotata di sospensioni Bilstein regolabile di tipo McPherson all’anteriore e multilink al posteriore. I fari sono a led e il posteriore prevede gruppi ottici rotondi al posto di quelli rettangolari originali.

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Volkswagen eKäfer

Non poteva certo mancare eKäfer (eMaggiolino tradotto in italiano), il restomod che si basa su un Maggiolino Cabriolet del ’73 dello storico modello Volkswagen, realizzato dagli specialisti in conversioni di eClassics e Volkswagen Group Components. La eKäfer utilizza il pacco batterie e il motore elettrico della e-UP: 14 moduli agli ioni di litio per un totale di 36,8 kWh e una potenza massima di 82 CV. L’autonomia è di 200 km, è in grado di andare da 0 a 80 km/h in 8 secondi e ha una velocità massima di 150 km/h. Le modifiche all’esterno sono praticamente impercettibili e anche dentro cambiano solo pochi dettagli nella strumentazione, come l’indicatore digitale dell’autonomia nel tachimetro. La eKäfer ha il bagagliaio posteriore, in quanto il motore elettrico è stato posizionato sopra l’asse anteriore.

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche

Jaguar  E-type Zero

Jaguar ha pensato di fare le cose in grande riproponendo la E-type con motore elettrico. La vettura, denominata E-type Zero, ha lo stesso aspetto e il medesimo stile della E-type, con prestazioni ancora più esaltanti: accelera da 0 a 100 km/h in soli 5,5 secondi, quasi un secondo in meno rispetto alla E-type originale. Questa chicca ha un’autonomia di 270 km ed è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 40 kWh. I fari sono a led ovviamente ispirati allo stile della E-type. Inoltre, monta un propulsore elettrico da 300 CV: il pacco batterie agli ioni di litio ha le stesse dimensioni e lo stesso peso del motore sei cilindri che equipaggiava la E-type originale. Complessivamente, il suo peso è di 46 kg in meno rispetto alla versione originale.

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche 1

Opel Manta GSe

Opel ha deciso di produrre la Manta GSe, Variante elettrica e moderna della originale coupé tedesca. La carrozzeria è in stile anni ’70 ma con richiami moderni, come i cerchi in lega e i fari full led. All’interno la plancia di partenza è quella di Manta, ma il resto è stato rivisitato in chiave moderna. I sedili sono quelli della Adam S e il cruscotto analogico è stato sostituito da due schermi presi dalla nuova Mokka. Il motore ha 147 CV, la trazione è posteriore e la batteria è da 31 kWh. Ma l’elemento più interessante sulla Manta elettrica è rappresentato dalla presenza del cambio manuale. Una vera e propria chicca su un modello a zero emissioni.

DR F35: prezzi, dimensioni e scheda tecnica

DR F35: prezzi, dimensioni e scheda tecnica 2

DR F35 è un suv medio a marchio italiano, ma prodotto in Cina sulla base di Chery Tiggo 7.  Modello di punta della nuova gamma, F35 conserva le caratteristiche tipiche di DR: look sportivo, l’opzione GPL e soprattutto i prezzi competitivi. Due i motori disponibili: benzina e Bi-Fuel GPL. Si tratta di quattro cilindri 1.5 turbo. Le versioni a cambio automatico permettono di ridurre leggermente emissioni e consumi. Senza aspettarsi troppo in termini di qualità percepita, F35 guarda a chi cerca concretezza e convenienza su diversi fronti.

Di seguito ecco la scheda tecnica di DR F35:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 414/1.100 litri
 Alimentazioni Benzina /Benzina-GPL
 Classe Euro 6D
 Cv/kW (da) 149/110
 Prezzo (da) 23.900 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
 Perché comprarla
 Prezzo

Gli ingombri di questo crossover sono comparabili a quelle delle rivali Hyundai Tucson e Nissan Qashqai, tranne che per il discreto volume di carico, di 414 litri, circa 100 in meno di Tucson. DR F35 supera i 4,4 metri di lunghezza e gli 1,8 metri di larghezza. È alta quasi 1,7 metri, misura che insieme al passo di circa 2,7 metri  garantisce una buona abitabilità interna.

Dimensioni
Lunghezza 4.432 mm
Larghezza 1.837 mm
Altezza 1.670 mm
Passo 2.670 mm

 

L’abitacolo di F35 si distingue per lo spazio considerevole, i rivestimenti in ecopelle e il clima bi-zona. I sedili anteriori sono avvolgenti e riscaldabili, mentre i comandi al volante sono di serie, così come il tetto panoramico apribile elettronicamente. La plancia ergonomica ospita il sistema di infotainment con display da 9 pollici, dotato di tecnologia mirroring per Android e compatibilità con Apple CarPlay. Il quadro strumenti digitale è personalizzabile e ampio, arrivando infatti a 7 pollici.

L’equipaggiamento di serie della DR F35 presenta gli otto sensori del park assist e la telecamera posteriore ad alta definizione, oltre al sistema di apertura senza chiavi e allo Start and Stop. Comoda poi l’assistenza in salita e in discesa, così come il freno di stazionamento automatico. In più, su F35 troviamo di serie il dispositivo Follow Me Home, che mantiene accesi gli anabbaglianti per un tempo predeterminato dopo lo spegnimento del motore.

Le linee sono al contempo eleganti e moderne, e fanno di F35 un’auto esteticamente moderna e riuscita. La carrozzeria è montata su un telaio realizzato in acciaio altoresistenziale, che garantisce un’elevata resistenza e una buona protezione da impatti frontali e laterali, anche grazie alla struttura 6D-Body.

Il design della F35 è ricercato. L’anteriore ha un piglio molto sportivo, enfatizzato dalla presenza di un’ampia calandra sormontata da tre sottili prese d’aria. Sulla fiancata si sviluppano profonde aperture che portano fino alla zona posteriore dove spiccano i gruppi ottici ad andamento orizzontale, mentre nella parte bassa il protagonista è un piccolo estrattore che incorpora il terminale di scarico.

I motori scelti dal marchio molisano per la F35 fanno tutti parte della famiglia ACTECO, e su questo modello sono entrambi 4 cilindri in linea turbo da 1.5 litri. Le varianti di motorizzazione sono due. Il benzina raggiunge una potenza di 154 CV con una coppia massima di 210 Nm a 3600 giri/min. La versione dotata di serbatoio GPL, invece, contiene fino a 62 litri effettivi di gas e arriva a 149 CV, con una coppia massima di 195 Nm a 3600 giri/min.

Sul fronte consumi, i dati variano ovviamente a seconda della versione scelta, a cambio manuale o automatico, benzina o bi-fuel. DR dichiara una percorrenza di 7,8 l/100km ed emissioni di 166 g/km di CO2 sulla versione a benzina da 154 CV con cambio manuale. Sulla variante bi-fuel da 149 CV le cifre sono invece di 9,8 l/100km e 153 g/km. Optando per il cambio automatico DCT, i consumi e le emissioni di CO2 scendono a 7,4 l/100km e 171 g/km per quanto riguarda il benzina da 154 CV, mentre sul bi-fuel da 149 CV i dati sono di 9,2 l/100km e 153 g/km.

Sebbene la dotazione di serie sia praticamente full optional, gli allestimenti disponibili per DR F35 sono due e si distinguono per la tipologia di cambio e, come detto, per i consumi:

  • Turbo Cambio Manuale: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma, con di un ricco equipaggiamento di serie, praticamente full optional.
  • Turbo Cambio Automatico: si distingue per il cambio a doppia frizione DCT, per i consumi più contenuti, e per un peso maggiore di 50 chili.

Da segnalare la possibilità per tutti i modelli di personalizzare DR F35 con i cerchi a doppie razze da 19″ a €500 oppure da 20″ a €1.000. Inclusi nel prezzo per tutti gli allestimenti Autoradio, Bluetooth, Climatizzatore, Connessione dati, Controllo automatico velocità, Hill Holder Control, Hill descent control, Infotainment HD con Touchscreen 9″, Schermo 7″ LCD multifunzione, Sensori di parcheggio posteriori, Servosterzo, TPMS (Regolazione automatica pressione pneumatici), Telecamera posteriore, Correttore assetto fari, Fari anteriori a LED, Fendinebbia, Follow me home, Retrovisori elettrici, Retrovisori ripiegabili elettricamente, Sensore pioggia, Sistema di scarico doppio, Specchietti retrovisori esterni multifunzione, Specchietto retrovisore interno antiriflesso, Tergilunotto, Tetto apribile, Vernice metallizzata, Vetri elettrici anteriori, Vetri elettrici posteriori, Vetri privacy. Bracciolo centrale posteriore, Bracciolo sedili anteriori, Indicatore cambio di marcia, Indicatore temperatura esterna, Interni in materiale pregiato, Sedile guida regolabile in altezza, Sedile posteriore sdoppiato, Volante in pelle, Volante regolabile, ABS, Airbag laterali, Apertura Keyless – Avviamento Keyless, Apertura automatica portellone posteriore, Appoggiatesta posteriori, Chiave con transponder, Chiusura centralizzata, Controllo elettronico della stabilità, Controllo elettronico della trazione, EBD (ripartitore di frenata), Immobilizzatore, Pretensionatore cinture, Smart key.

Turbo Cambio Manuale: con cambio manuale a 6 marce.

Turbo Cambio Automatico: con cambio automatico a 6 marce DCT a doppia frizione.

  • Immagine: il look sportiveggiante ma elegante di DR F35  permette di distinguersi.
  • Dotazione/prezzo: l’equipaggiamento di base è full optional, include tante funzionalità utili nella guida.
  • Abitabilità: il comfort degli interni unito alla discreta capacità di carico sottolinea i tratti utility di questo SUV.

Di seguito ecco il listino prezzi di DR F35 aggiornato ad agosto 2021:

DR F35 Benzina Prezzo
1.5 Turbo Cambio manuale 154 CV 23.900 €
1.5 Turbo Cambio automatico DCT 154 CV 25.900 €
DR F35 Benzina Bi-Fuel Prezzo
1.5 Turbo Cambio manuale 149 CV 24.900 €
1.5 Turbo Cambio automatico DCT 149 CV 26.900 €

 

Piattaforme modulari: cosa sono e da chi vengono sviluppate

PIattaforme modulari: cosa sono e da chi vengono sviluppate

Si possono costruire  vetture di varie dimensioni partendo dalla stessa base? Sì, è più o meno possibile grazie alle piattaforme modulari, una specie di matrici universali che rendono flessibile al massimo lo sviluppo dei vari modelli di autovetture. Ma prima di tutto occorre fare chiarezza sul significato di piattaforma. Anche detto pianale o telaio, la piattaforma è l’elemento tecnico intorno al quale viene sviluppato un veicolo, chiamato ad ospitare la maeccanica e responsabile delle proporzioni finali che avrà questo veicolo. Detto questo, le piattaforme modulari sono quelle che, grazie alle loro caratteristiche, possono essere modificate nelle dimensioni, per fare da base a modelli appartenenti a segmenti diversi.

Risparmi importanti

I vantaggi offerti da queste piattaforme sono facilmente intuibili: la standardizzazione di alcune parti strutturali ed elementi di sostegno, ma anche dei moduli che formano il pianale vero e proprio, e soprattutto di meccanica, motori, cambi, trasmissioni ed equipaggiamenti in modo da renderli utilizzabili per i vari modelli di auto prodotti. In questa maniera è possibile uniformare gran parte della produzione, procedure e macchinari, facendo risparmiare anche il 40% sui costi di sviluppo e produzione di ciascun modello e il 30% sui componenti rispetto agli anni in cui tutti i modelli – o perlomeno tutti i segmenti – avevano uno sviluppo autonomo e basi create appositamente.

Volkswagen Polo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Gruppo Volkswagen

Volkswagen è stato il primo gruppo ad adottare una piattaforma ultraflessibile: la Mqb utilizzata per veicoli a motore anteriore trasversale e con trazione anteriore o integrale, l’architettura più diffusa, che ha sostituito i tre pianali PQ25, 35 e 46, quelli che vedevano la produzione di Polo, Golf e Passat e tutti i modelli da loro derivati con i marchi Seat, Skoda e Audi. L’Audi la utilizza solo per A1, A3, TT, Q3 e Q2; mentre i modelli dalla A4 alla A8 (Suv compresi) vengono prodotti sulla Mlb Evo, una piattaforma per modelli a motore longitudinale, che vede la produzione anche dei Suv Bentley Bentayga, Lamborghini Urus e Porsche Cayenne.

Il pianale Mqb ha misure totalmente variabili, ad eccezione di due che sono il punto di partenza per ogni modello: la distanza tra l’asse anteriore e la pedaliera e la posizione del serbatoio. Per il resto passo, carreggiate, fisionomia e tutto il resto possono essere modificate a piacimento, permettendo di sviluppare dalle utilitarie fino alle ammiraglie. Unica deroga è la piattaforma delle city car Volkswagen up!, Seat Mii e Skoda Citigo. Inoltre, il pianale Mqb può ospitare modelli con alimentazione alternativa e ibrida, ma per le auto elettriche pure di nuova generazione inaugurate dalla ID.3 c’è la piattaforma Meb, che sarà utilizzata per 27 EV entro la fine del 2022, tra cui Audi Q4 e-tron, Cupra Born eSkoda Enyaq.

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Occhio al futuro

Volkswagen, a partire dal 2024, ha annunciato l’utilizzo di una piattaforma modulare e scalabile: la Scalable systems platform (Ssp) che fa parte del progetto Artemis di Audi. La Ssp condividerà alcuni elementi con Meb e con la nuova Ppe, che a partire dal 2022 sarà usata sulla versione elettrica della Porsche Macan, per essere successivamente sostituita dalla nuova Ssp.

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Stellantis

Anche gli altri grandi costruttori di automobili utilizzano le piattaforme modulari. I modelli dell’ex Gruppo PSA adotta la piattaforma Emp2 per tutti i modelli compatti e superiori e la Cmp per le nuove utilitarie (208, 2008, Opel Corsa e Mokka) mentre Citroën la usa per la nuova C4 e le prossime generazioni di C3 e derivate. Dopo la costituzione del gruppo Stellantis, per le auto elettriche saranno utilizzate quattro nuove piattaforme.

  • Stla Small: per modelli compatti, citycar e SUV di segmento B con un’autonomia fino a 500 km.
  • Stla Medium: dedicata a vetture premium, principalmente di segmento C e D, sia SUV sia berline con un’autonomia fino a 700 km.
  • Stla Large: per ammiraglie e vetture sportive, comprese le “eMuscle car” americane annunciate da Dodge con un’autonomia fino a 800 km.
  • Stla Frame: per pick-up e veicoli commerciali con un’autonomia fino a 800 km. Le nuove piattaforme sono state progettate per essere il più possibile versatili e flessibili.

La Stla Large può ospitare modelli con lunghezze comprese tra i 4,7 e i 5,4 metri e con larghezze tra gli 1,9 e i 2,03 metri. Su questa piattaforma nasceranno otto modelli in cinque anni, mentre in totale, con le quattro piattaforme, una volta a regime, saranno prodotte due milioni di auto elettriche all’anno.

Renault: ora punta tutto su piattaforme e batterie

Gruppo Renault

Il gruppo Renault-Nissan-Mitsubishi si avvale delle varie versioni della piattaforma Cmf (Common Module Family): la A per le nuove piccole come Kwid e Dacia Spring, la B per le utilitarie come Clio, Captur, Nissan Juke e Dacia Sandero, la C/D per i modelli compatti e medi come Megane e Qashqai, fino alla Espace. C’è anche la Cmf-EV per le nuove elettriche, inaugurata da Nissan Ariya.

Toyota Mirai 2020

Toyota

Toyota ha inaugurato qualche anno fa la nuova Tnga (Toyota New Global Architecture), anche in questo caso pensata in varie versioni: la B per Yaris e Yaris Cross, la C per Corolla, Prius e derivate, la K per RAV4 e tutte le berline e i SUV di taglia media.

Hyundai Bayon: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Hyundai-Kia

Hyundai e Kia utilizzeranno la nuova E-Gmp (“Electric Global modular platform”). Da questa piattaforma saranno prodotte la Ioniq 5, la versione di serie della concept Kia Imagine e altre vetture, per un totale di 23 modelli con caratteristiche differenti tra loro: Suv, berline e auto ad alte prestazioni. Sulla E-Gmp sarà possibile montare anche un motore elettrico posteriore ad alto regime di rotazione integrato in un unico modulo con trasmissione e inverter.

Lynk & Co 01: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Lynk & Co 01: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Arriva in Italia la nuova 01, SUV ibrido del marchio cinese Lynk & Co. La casa fa parte del Geely Group, proprietario anche di Volvo, da cui infatti il veicolo mutua la piattaforma CMA: la 01 è insomma una sorella della XC40 svedese. Il SUV viene proposto in un unico allestimento, abbinabile a un motore full hybrid o plug-in, e può essere acquistato o noleggiato a lungo termine.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Lynk & Co 01:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 466/1.213 litri
 Alimentazioni ibrida/plug-in
 Classe Euro 6D
 Cv/kW (da) 197/145
 Prezzo (da) 35.000 €
INDICE
Dimensioni
Interni
Esterni
Motorizzazioni
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Come già accennato, il SUV viene assemblato sulla stessa piattaforma della Volvo XC40. Ciononostante, le dimensioni aumentano rispetto a questa: la lunghezza supera i 4,5 metri, mentre altezza e larghezza sfiorano rispettivamente i 170 cm e i 215 cm, garantendo tutto lo spazio necessario a bordo. Questo si nota anche nel bagagliaio, che dichiara una capienza minima di 466 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.541 mm
Larghezza 2.141 mm
Altezza 1.694 mm
Passo 2.734 mm

L’abitacolo della Lynk & Co 01 è ricco di tecnologie. Entrando si nota subito il grande schermo touch al centro della plancia da 17″ da cui si controlla l’infotainment del veicolo, a cui si accompagna il display da 12″ per il cruscotto digitale. Tra i sedili spiccano il disegno dell’inserto della leva del cambio e il caricatore wireless poco sopra di esso.

A bordo si trova poi una dotazione completa di dispositivi di sicurezza e di assistenza alla guida. Di serie il regolatore elettronico di velocità adattivo con assistenza in coda, radar e telecamera, l’assistenza alla guida nel traffico e in autostrada, la frenata di emergenza e tanto altro ancora. Non mancano diversi comfort, come il climatizzatore automatico bizona controllabile da remoto.

Il look della 01 è piuttosto massiccio. Il frontale si caratterizza per una mascherina che si allunga orizzontalmente da parte a parte, sfumando in una primo livello di gruppi ottici. Al di sopra, un secondo livello di fari LED vengono disposti in un disegno appuntito verso il retro che dona un tocco di aggressività al veicolo.

Due nervature sui fianchi, in basso e sotto alle maniglie, scolpiscono i volumi del veicolo e ne slanciano la figura. Il retro si distingue per il particolare disegno dei fari, che si compone di un elemento circolare e di uno orizzontale, e dallo spoiler posto sopra al lunotto posteriore.

La 01 sbarca in Italia con due motorizzazioni a listino, entrambe ibride. Si parte dalla versione full hybrid, che abbina un 1.5 turbobenzina (lo stesso della Volvo XC40) da 142 CV a un motore elettrico da 54 CV, alimentato da una batteria da 1,8 kWh. Più potente il modello plug-in: su questo, l’1.5 turbobenzina sprigiona fino a 180 CV e viene supportato da un propulsore elettrico da 82 CV, per una potenza complessiva di 262 CV.

I consumi del veicolo vengono contenuti dalla propulsione ibrida, pur con risultati diversi per i modelli HEV e PHEV. Le versioni full-hybrid registrano un consumo di 6,6 litri ogni 100 km, calcolati su ciclo WLTP. La motorizzazione plug-in registra invece un dato decisamente più basso: sono necessari solo 1,2 litri ogni 100 km e la batteria da 17,6 kWh consente di percorrere fino a 70 km in modalità solo elettrica.

La Lynk & Co 01 è disponibile in un solo allestimento, uguale sia per la versione PHEV che full hybrid.

Sono di serie: Cerchi in lega “aero” da 18″ (HEV), Cerchi in lega da 20″ (PHEV), ABS (sistema antibloccaggio dei freni), EBD (distribuzione elettronica della forza frenante), RSD (riduzione dello spazio di frenata), IBD (ottimizzazione dello spazio di frenata), CBC (controllo della frenata in curva),- BAS (frenata assistita), RAB (arresto di emergenza), PIB (frenata post-collisione), BLC (controllo luci di frenata), EBL (controllo luci di arresto di emergenza), Blocco automatico, EPB (freno di stazionamento elettronico), RBC (controllo della frenata rigenerativa), Sistema di recupero dell’energia di frenata (48 V), ACCQA (regolatore elettronico di velocità adattivo con assistenza in coda, radar e telecamera), HWA (assistenza alla guida in autostrada), TJA (assistenza alla guida nel traffico), RCTA (avviso traffico sopraggiungente durante la retromarcia), LCA (assistenza al cambio di corsia), BDS (rilevamento punto cieco), AHBC (controllo attivo degli abbaglianti), LKA (ausilio per il mantenimento della corsia), LDW (avviso di spostamento di corsia), TSR (riconoscimento dei segnali stradali), DAC (monitoraggio dell’attenzione del conducente), SAP+ (parcheggio semi-automatico), Allarme, Notifica di furto veicolo con mezzi telematici, AVSL+ (limitatore di velocità automatico), Stereo di marca (Infinity) con 10 altoparlanti
– DAB+ (Digital Audio Broadcasting), Telematica, App di bordo, Download di software OTA (Over The Air), Sistema di navigazione, Display centrale da 12,7″ (touch screen), Display conducente da 12,3″, Porte USB (due anteriori, due posteriori), Prese da 12 V (zona anteriore e area di carico), Streaming media e vivavoce Bluetooth, Connettività (accesso a Internet e al cloud), Ricarica wireless per cellulari, Interazione vocale (riconoscimento vocale) con doppio microfono, Accesso e avviamento senza chiave, Chiave digitale, Telecamere da viaggio (telecamera social per l’interno e dashcam registrabile), Pulsante per condivisione auto, Disco rigido interno da 64 GB, Impostazioni personali memorizzate sul cloud, Fari LED con AFS (Advanced Frontlight System), portellone posteriore controllato elettricamente, Vernice metallizzata e tetto a contrasto, Specchietti elettrici riscaldati con impostazioni memorizzabili, Spoiler tetto, Luci di avvicinamento e fari anteriori con spegnimento temporizzato, Luci esterne di benvenuto e arrivederci, Portapacchi in cromo satinato naturale, Tubo di scarico doppio a vista, Antenna a pinna di squalo, Serbatoio carburante senza tappo, Chiusura automatica della griglia del radiatore superiore, Rivestimenti in ECONYL®, Tetto panoramico, Climatizzatore automatico (ECC bi-zona) e cassetto portaoggetti a temperatura controllata; ECC controllabile da remoto (PHEV), Sedile del conducente con otto regolazioni e sostegno lombare controllati elettricamente (impostazioni memorizzabili), Sedile del passeggero con sei regolazioni manuali, Sensore di pioggia per il parabrezza, Sedili anteriori riscaldati, Sedile posteriore reclinabile e sdoppiabile 60-40, Attacchi Isofix agli estremi del sedile posteriore, Bracciolo centrale posteriore con due portabicchieri integrati, Console tunnel con vano portaoggetti chiuso e bracciolo regolabile, Due portabicchieri anteriori nella console tunnel, Rete da carico verticale, Due ganci per buste della spesa e quattro ancoraggi per fissare il carico nel bagagliaio, Volante rivestito in pelle con controlli touch per regolatore elettronico di velocità e audio, Luce ambiente multicolore, specchietto retrovisore con funzione antiabbagliamento automatica.

  • Plug-in: la motorizzazione PHEV consente di ridurre decisamente i consumi, aumentando l’efficienza complessiva del veicolo.
  • Noleggio: la nuova 01 può essere noleggiata per 500€ al mese, tutto incluso, con la possibilità di noleggiarla quando non la si usa.
  • Equipaggiamento: la piattaforma CMA consente di dotare il SUV di una dotazione completa e di prima qualità.

Di seguito ecco il listino prezzi della Lynk & Co 01 aggiornato ad agosto 2021:

Lynk & Co 01 ibrida Prezzi
01 HEV 35.000 €
01 PHEV 40.700 €

Volkswagen: dopo l’auto è il momento dei servizi

Volkswagen ID, molto più di un’auto elettrica

Si scrive Mission T, ma si legge rivoluzione. Volkswagen si è lanciata nella sfida più grande: trasformarsi da costruttore di auto in un colosso dei servizi per la mobilità, con l’elettrico al centro di tutto il nuovo modo di produrre auto. Poco dopo il lancio dei primi modelli della famiglia ID, per il gruppo di Wolfsburg è già tempo di guardare oltre.

La portata della svolta epocale è data dai numeri della stessa Volkswagen: un gigante da 11 milioni di veicoli venduti all’anno con 670mila posti di lavoro e dodici marchi, tra auto, moto e mezzi pesanti, a cui vanno aggiunti migliaia di azionisti. Cifre che rendono bene l’idea di una delle più grandi trasformazioni della storia.

Mission T come Tesla

 La casa americana è da sempre nel mirino di Herbert Diess, CEO del colosso tedesco, che nell’aprile 2020 ha aperto la riunione con i top manager del gruppo con questa domanda: “Cosa dobbiamo fare nei prossimi sei mesi per raggiungere Tesla nel 2024 in termini di tecnologia?”. Questa è stata la prima pietra della nuova mission Volkswagen. Tutto passa da Audi,  che avrà il compito di sviluppare una serie di auto elettriche iper efficienti. Per questo è stato deciso di creare Artemis, un team estraneo alle logiche aziendali; una specie di esperimento per utilizzare nuovi metodi di lavoro, più moderni e snelli, con l’idea di applicarli in futuro all’intero gruppo Volkswagen.

Audi e-tron GT: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Artemis seguirà la logica che da sempre è alla base di Tesla: il veicolo visto come un sistema complesso da valutare in tutta la sua interezza. Di conseguenza Audi cercherà di integrare il software con il powertrain e la meccanica: il primo veicolo basato su questo approccio vedrà la luce nel 2024 e userà componenti provenienti dalle vetture realizzate sulla piattaforma PPE di Porsche (Taycan) e Audi (e-tron GT). Per la produzione di questi modelli sarà necessaria una profonda riorganizzazione aziendale in stile start-up. Andranno ripensate l’organizzazione del lavoro e l’interazione tra le varie divisioni aziendali a cui si dovrà aggiungere la creazione di nuove unità da zero. In pratica, il vecchio modo di fare auto andrà in pensione per lasciare spazio alla sburocratizzazione dei processi e allo snellimento delle fasi decisionali.

L’invasione delle auto a guida autonoma

 Entro dieci anni si completerà il passaggio alle zero emissioni e sarà il momento del boom della guida autonoma. Diess è convinto che questo tipo di vetture siano più sicure e convenienti e che Volkswagen possa trionfare nella sfida della produzione di “auto intelligenti”. A patto che il cambiamento venga visto come opportunità fin da subito e che il colosso tedesco si trasformi in una digital company in grado di gestire e dialogare con milioni di “computer con le ruote”, fornendo servizi e assistenza.

VW FORD

È già futuro con dieci nuovi modelli elettrici

 Il viaggio verso il futuro per il gruppo tedesco è iniziato subito dopo lo scandalo delle emissioni truccate con “Transform 2025 – Strategy for the New Volkswagen”. La prima decisione fu quella di non usare la piattaforma del gruppo (MQB) per i nuovi modelli elettrici e di puntare sulla nuova MEB, una base interamente dedicata alle vetture a zero emissioni con l’obiettivo di sfruttare al massimo i vantaggi dell’elettrico. I risultati si vedranno a breve, con cinque marchi del gruppo che lanceranno dieci nuovi modelli basati su questa piattaforma, a cui va aggiunta Ford che ha deciso di adottare la MEB per la propria gamma elettrica.

Stellantis investe 30 miliardi sull’elettrificazione della gamma

Stellantis investe 30 miliardi sull'elettrificazione della gamma 1

Stellantis pensa in grande e mette la mobilità a zero emissioni al centro della produzione dei prossimi anni. Il gruppo internazionale ha presentato il proprio piano industriale che prevede investimenti per oltre 30 miliardi di euro nell’elettrificazione e nello sviluppo dei un nuovo software entro il 2025, puntando a mantenere il 30% di efficienza in più rispetto alla media del settore. L’obiettivo è quindi quello di diventare leader di mercato nei settore dei veicoli a basse emissioni. Da oggi al 2030, l’obiettivo è che i veicoli elettrificati arrivino a rappresentare più del 70% delle vendite in Europa e oltre il 40% di quelle negli Stati Uniti.

Filiera a impatto zero

Il percorso di elettrificazione abbraccia tutta la filiera produttiva dei marchi appartenenti a Stellantis. Con la propria strategia di approvvigionamento delle batterie per i veicoli elettrici, il gruppo prevede di assicurarsi oltre 130 GWh di capacità entro il 2025 e oltre 260 GWh entro il 2030. Il fabbisogno di batterie e componenti per EV sarà soddisfatto grazie a cinque “gigafactory” in Europa e in Nord America, a cui si aggiungeranno altri contratti di fornitura e partnership a supporto della domanda totale. La terza “gigafactory” europea di Stellantis sorgerà in Italia, a Termoli, entro il 2025 e si affiancherà a quella francese (a Douvrin entro il 2023) e quella tedesca (Kaiserslautern entro il 2025), che offriranno al gruppo una iniziale capacità di 50 GWh l’anno.

Stellantis investe 30 miliardi sull'elettrificazione della gamma

Per contenere i costi

Inoltre Stellantis ha firmato un memorandum d’intesa con due partner attivi nell’estrazione di litio geotermico dalle brine in Nord America e in Europa per assicurarsi un approvvigionamento sostenibile di litio, identificato come la materia prima per batterie più critica in termini di disponibilità. Queste sinergie permetteranno anche di abbassare i costi. L’obiettivo è quello di ridurre i costi dei pacchi batterie di oltre il 40% tra il 2020 e il 2024 e di un ulteriore 20% o più entro il 2030. Tutti gli aspetti del pacco batterie possono concorrere alla riduzione dei costi: l’ottimizzazione generale del pacco, la semplificazione del formato dei moduli, l’aumento delle dimensioni delle celle e i progressi nella chimica delle batterie.

Le piattaforme

Andando poi nello specifico dei modelli che varranno, Stellantis ha rivelato che utilizzerà quattro nuove piattaforme.

  • STLA Small: per modelli compatti, citycar e SUV di segmento B con un’autonomia fino a 500 km.
  • STLA Medium: dedicata a vetture premium, principalmente di segmento C e D, sia SUV sia berline  con un’autonomia fino a 700 km.
  • STLA Large: per ammiraglie e vetture sportive, comprese le “eMuscle car” americane annunciate da Dodge con un’autonomia fino a 800 km.
  • STLA Frame: per pick-up e veicoli commerciali con un’autonomia fino a 800 km.

Le nuove piattaforme sono state progettate per essere il più possibile versatili e flessibili. La STLA Large può ospitare modelli con lunghezze comprese tra i 4,7 e i 5,4 metri e con larghezze tra gli 1,9 e i 2,03 metri. Su questa piattaforma nasceranno otto modelli in cinque anni, mentre in totale, con le quattro piattaforme, una volta a regime, saranno prodotte due milioni di auto elettriche all’anno.

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

I motori

Stellantis ha intenzione di produrre tre nuovi motori elettrici. Il più piccolo (EDM #1), riservato alla STLA Small, eroga una potenza di 95 CV, quello di mezzo (EDM #2), utilizzato su STLA Small, Medium e Large, ha potenze comprese tra i 170 e 245 CV, mentre il terzo (EDM #3), impiegato sulle piattaforme Medium, Large e Frame, va da 204 a 450 CV. Quest’ultimo sarà compatibile anche con schemi propulsivi da 800 volt.

Le batterie

Il gruppo ha scelto di puntare su due composizioni chimiche diverse: batterie senza nichel e senza cobalto con una densità alla cella compresa tra i 400 e i 500 Wh/l dedicate ai modelli piccoli, a cui si aggiungono batterie agli ioni di litio con nichel e manganese che garantiranno densità alla cella di circa 600-700 Wh/l.

I vari tagli proposti:

  • STLA Small: 37-82 kWh, autonomia fino a 500 km
  • STLA Medium: 87-104 kWh, autonomia fino a 700 km
  • STLA Large: 101-118 kWh, autonomia fino a 800 km
  • STLA Frame: 159-200 kWh, autonomia fino a 800 km

Entrambi i tipi di batterie arriveranno nel 2024 e avranno un anodo di grafite: le prime avranno un’architettura tradizionale, con celle raggruppate in moduli; le seconde, invece, sin da subito saranno composte da un unico grande modulo. In questo modo Stellantis conta di ridurre i costi del 40% tra il 2020 e il 2024 e di un ulteriore 20% nel 2030. Nel 2026, inoltre, il Gruppo rinnoverà completamente le batterie. Sui due tipi sarà introdotta un’architettura cell-to-pack che permetterà di incrementare la densità e di ridurre ulteriormente costi e ingombri. Sempre fra cinque anni, l’azienda introdurrà anche le batterie allo stato solido.

Filtri condizionatore auto: ecco come fare la manutenzione

Manutenzione, pulizia e sanificazione dell'aria condizionata

L’utilizzo del climatizzatore auto si accentua soprattutto con l’arrivo dell’estate, quando le temperature torride rendono invivibile la guida sotto il sole cocente. Per poter godere di condizionatore in perfetta efficienze è fondamentale effettuare la pulizia e l’igienizzazione periodica di tutte le componenti. Vediamo come procedere.

INDICE
Pulizia filtri condizionatore: perché effettuarla?
Ogni quanto pulire filtri aria condizionata
Ogni quanto cambiare filtro aria auto
Come pulire i filtri del condizionatore: la guida fai da te
Igienizzante climatizzatore: cos’è?e
Schiuma igienizzante per condizionatori
Come pulire le bocchette auto

Soprattutto in questo periodo funestato dalla pandemia da COVID-19, procedere alla pulizia ed all’igienizzazione del condizionatore auto si rivela fondamentale per evitare che all’interno dell’abitacolo circolino batteri e virus potenzialmente pericolosi. La pulizia dei filtri è quindi necessaria per garantire che l’aria all’interno dell’abitacolo rimanga sana e non inquinata.

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Non esiste una tempistica prestabilita per la pulizia dei filtri dell’aria condizionata auto, ma è buona prassi procedere a questa operazione almeno una volta l’anno o quantomeno ogni 10.000 Km. Così facendo si potrà utilizzare il condizionatore in tutta sicurezza e non si avvertiranno sgradevoli odori all’interno dell’abitacolo.

Anche in questo caso non esiste un limite di utilizzo per i filtri dell’aria condizionata, ma almeno una volta l’anno è bene controllare il loro stato. Il filtro aria auto, infatti, è soggetto a usura e se si utilizzasse il condizionatore  auto in questo caso la funzione di protezione da polline, batteri e virus sarebbe notevolmente compromessa.

Per procedere alla pulizia del filtro aria condizionata non è sempre necessario rivolgersi ad uno specialista, ma si può anche procedere con il fai da te. Il metodo più semplice è quello di controllare il libretto di uso e manutenzione della vettura per sapere dove è posizionato il filtro, estrarlo e poi procedere alla sua pulizia utilizzando un aspirapolvere o l’aria compressa così da rimuovere detriti ed impurità. In alternativa è possibile procedere ad una pulizia più approfondita ed alla igienizzazione dei filtri.

Per potersi trovare alla guida di una vettura sanificata è sempre bene recarsi presso una officina specializzata e procedere alla igienizzazione del condizionatore così da ridurre notevolmente i rischi di diffusione di virus e batteri. Il procedimento di igienizzazione verrà svolto tramite l’utilizzo di ozono con un macchinario specifico che erogherà il gas direttamente nelle bocchette del climatizzatore. La durata dell’operazione di igienizzazione dura circa 15 minuti ed al termine della stessa si dovrà far arieggiare l’abitacolo per circa un minuto.

Chi volesse procedere alla igienizzazione del condizionatore in autonomia potrà acquistare la schiuma igienizzante. Questa viene venduta in bombolette pressurizzate dotate di una sonda che dovrà essere inserita in ognuna delle bocchette di aerazione. Sarà sufficiente spruzzare la schiuma ed una volta che questa avrà raggiunto l’esterno si potrà passare alla bocchetta successiva. Prima di avviare il condizionatore auto si dovrà attendere che la schiuma igienizzante si sia asciugata.

Ovviamente procedere alla pulizia dei filtri e dell’impianto del climatizzatore auto e tralasciare la pulizia delle bocchette renderebbe tutto il lavoro praticamente inutile. Per essere sicuri di un risultato impeccabile si dovrà passare una spugna imbevuta di detergente nei singoli interstizi ed attendere che il prodotto si asciughi prima di avviare il condizionatore. Si potrebbe anche utilizzare l’aria compressa per rimuovere sporco e polvere, ma non consigliamo questo metodo perché il getto metterà soltanto in circolo lo sporco nell’abitacolo e non lo eliminerà.

Cose da sapere

Perché è importante sanificare l’impianto dell’aria condizionata?

Sottoporre l’impianto aria condizionata d igienizzazione è fondamentale, perché è proprio nelle bocchette del climatizzatore che spesso si annidano batteri ed impurità potenzialmente nocivi. La pratica di igienizzazione da seguire è quella effettuata con ozono e per essere sicuri di compiere la procedura corretta è fondamentale rivolgersi a ditte specializzate.

Ogni quanto bisogna pulire i filtri dell’aria condizionata?

Così come per gli impianti di casa, anche il filtro aria condizionata auto deve essere pulito almeno una volta l’anno specie considerando che la propria vettura è a contatto con tutte le impurità presenti su strada.

Ogni quanto bisogna sostituire i filtri dell’aria condizionata?

Non esiste un limite di utilizzo per i filtri dell’aria condizionata, ma almeno una volta l’anno è bene controllare il loro stato. Il filtro aria auto, infatti, è soggetto a usura e se si utilizzasse il condizionatore in questo caso la funzione di protezione da polline, batteri e virus sarebbe notevolmente compromessa.

Come si puliscono i filtri dell’aria condizionata?

Per pulire i filtri dell’aria condizionata si può utilizzare una schiuma  igienizzante che va spruzzata nei condotti di aspirazione della ventola, dopo aver lasciato il condizionatore per una decina di minuti alla massima potenza.

Come si puliscono le bocchette dell’aria condizionata?

Si dovrà passare una spugna imbevuta di detergente nei singoli interstizi ed attendere che il prodotto si asciughi prima di avviare il condizionatore. Si potrebbe anche utilizzare l’aria compressa per rimuovere sporco e polvere, ma non consigliamo questo metodo perché il getto metterà soltanto in circolo lo sporco nell’abitacolo e non lo eliminerà.