Nato nel 2015, Genesis rappresenta il marchio di lusso di Hyundai. Già disponibile da alcuni anni su altri mercati europei come Francia, Gran Bretagna e Svizzera, ora il brand premi un coreano si appresta a sbarcare anche da noi con una gamma piuttosto articolata e modelli appartenenti a diversi segmenti di mercato. Si parte con i modelli più grandi, un Suv e una berlina, per poi passare ad un Suv di medie dimensioni elettrico.
Genesis GV80
Genesis G80
Genesis GV70 EV
Genesis GV80
Il primo modello ad entrare nelle concessionarie italiane sarà la Genesis GV80, ovvero il Suv più grande del costruttore asiatico. Lungo circa cinque metri assicura spazio in abbondanza per passeggeri e bagagli e può essere scelto in configurazione a cinque, sei o sette posti. Tanto lusso e tecnologia all’interno dell’ abitacolo, mentre la gamma motori è costituita da un 2.5 turbo a benzina da 304 CV al quale potrebbe affiancarsi (ma questo è ancora da confermare) un Diesel V6 di 3 litri di cilindrata da 272 CV.
Genesis G80
Accanto alla GV80 troverà posto la Genesis G80, ovvero una berlina di grandi dimensioni che si posiziona al vertice della gamma, in attesa della ancora più grande G90, che arriverà in un secondo momento. Lunga circa cinque metri punta tutto sulla qualità e sui contenuti tecnologici. A spingerla, invece, provvede il propulsore Smartstreamer (lo stesso della sorella a ruote alte) da 2,5 litri turbo a benzina da 304 CV. Disponibile in abbinamento al solo cambio automatico a otto rapporti, può essere scelta con la trazione posteriore o integrale e in un secondo momento potrebbe essere affiancata da una variante completamente elettrica.
Genesis GV70 EV
A rappresentare il modello di accesso alla gamma sarà la Genesis GV70. Si tratta di un Suv di medie diemensioni alimentato da un powertrain esclusivamente elettrico costituito da una batteria da 77,4 kWh, che manda energia a due motori elettrici, uno per ogni assale, capaci insieme di assicurare una potenza di picco di 490 CV. L’autonomia dichiarata si attesta sui 450 km circa, mentre per quanto concerne la ricarica, il modello è in grado di immagazzinare energia ad una potenza massima di 350 kW.
La nuova generazione del Volkswagen T7 sfoggia un enorme carico di novità. L’erede del Bulli è infatti il primo ad essere costruito appositamente per il trasporto passeggeri, adottando la stessa piattaforma MQB di Golf e Caddy, invece di essere derivato da un veicolo commerciale. Questa rivoluzione permette al multispazio tedesco di dotarsi di un equipaggiamento all’avanguardia, completo di tutti i più recenti dispositivi di sicurezza e di assistenza alla guida. Disponibile sia diesel che plug-in, vanta consumi relativamente contenuti e tanta versatilità.
Le dimensioni del nuovo Volkswagen T7 sono generose, come giusto aspettarsi da un veicolo che punta su praticità e spazio a bordo (fino a 7 persone). Infatti, il furgone è lungo circa 497 cm. L’altezza di 190 cm e la larghezza di 194 cm regalano poi tutto lo spazio necessario a bordo: in configurazione a 7 posti rimane uno spazio di 496 litri nel bagagliaio, che raggiunge i 1.844 litri se viene abbattuta la terza fila di sedili.
Dimensioni
Lunghezza
4.973 mm
Larghezza
1.941 mm
Altezza
1.903 mm
Passo
3.124 mm
Volkswagen T7: esterni
Il design del nuovo Volkswagen T7 riprende gli stilemi che hanno contraddistinto fin qui la famiglia di van, ma data la sua vocazione come MPV si ammorbidiscono le forme squadrate tipiche dei veicoli commerciali. Il muso, proteso in avanti come nel T4, è ben suddiviso in due sezioni, separate da un elemento orizzontale in cui trovano spazio i gruppi ottici a LED e, al centro, lo stemma VW.
Volkswagen T7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10
Volkswagen T7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11
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Volkswagen T7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 22
Sui fianchi, dove si notano gli ampi cristalli, emerge ancora di più l’essenzialità del design del veicolo: a movimentare la figura troviamo solo la bassa linea di cintura. I cerchi in lega disponibili vanno dai 17 ai 18 pollici. Il retro fa invece riemergere più chiaramente l’animo da furgone, con un disegno quadrato dove spiccano il grande lunotto posteriore e, nuovamente al centro e indicato dai fari a LED, lo stemma della casa. Ultimo elemento degno di nota: la presenza di freni anteriori e posteriori a disco, rispettivamente di 17 e 16 pollici.
Volkswagen T7: interni
L’abitacolo del nuovo VW T7 è il posto in cui si assiste alla vera rivoluzione. Gli interni curati ricordano quelli delle più recenti autovetture del marchio tedesco, discostandosi parecchio dall’aspetto che contraddistingueva i vecchi Transporter dall’animo commerciale. Sulla plancia si fanno notare il display dell’infotainment da 10 pollici e la strumentazione Digital CockpitPro, che spunta dietro al volante multifunzione a tre razze in pelle con bilancieri.
Volkswagen T7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 19
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Volkswagen T7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 18
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Volkswagen T7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 20
Volkswagen T7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 21
Per aumentare la versatilità del multivan, in seconda fila vengono posizionati solo due sedili, che possono scorrere su binari che corrono per tutta la lunghezza dell’abitacolo aumentando a piacimento lo spazio a disposizione. Questi sono inoltre separati da un bracciolo con portabicchieri e tavolini ripiegabili, uno per passeggero. I tre posti rimanenti vengono quindi relegati alla panca della terza fila, spostabile a piacimento grazie allo stesso sistema di binari. Al comfort ci pensa il climatizzatore a 3 zone di serie, controllabile anche dai passeggeri posteriori. Per quanto riguarda gli Adas di serie, infine, si segnalano il Lane Assist, l’assistente di sterzata e assistente di svolta, nonché la frenata di emergenza Front Assist dotata di rilevamento pedoni e ciclisti.
Volkswagen T7: motorizzazioni
Attualmente, in gamma motori figurano disponibili esclusivamente motorizzazioni diesel e plug-in hybrid. La prima è il 2.0 litri TDI da 150 CV e 360 Nm di coppia motrice. I modelli plug-in, invece, combinano un turbobenzina 1.4 litri TSI con un piccolo motore elettrico, alimentato da una batteria da 13 kWh, per una potenza complessiva di 218 CV e una coppia motrice di 250 Nm. Le varianti a benzina precedentemente annunciate non sono quindi state incluse nell’offerta.
Grande novità rispetto al passato, i propulsori sono accoppiati di serie al cambio automatico DSG, a 6 rapporti nelle versioni plug-in e a 7 rapporti per le altre, con trazione anteriore.
Volkswagen T7: consumi
Per quanto riguarda la variante diesel 2.0 TDI da 150 CV, la Casa tedesca dichiara consumi combinati pari a 6,4 l/100km, ed emissioni di CO2 di 169 g/km. Sul versante plug-in hybrid, le cifre scendono, come prevedibile. Il consumo di benzina si attesta sugli 1,7 l/100km, mentre le emissioni di CO2 si attestano sui 39 g/km. L’ultimo dato significativo è rappresentato dall’autonomia elettrica in WLTP di quest’ultima versione, pari a 49 km.
Volkswagen T7: allestimenti
Volkswagen T7 è disponibile in tre allestimenti:
Space: ovvero l’allestimento base.
Life: include soprattutto maggiori dotazioni in fatto di comfort e tecnologia.
Style: la versione top di gamma riconoscibile per i fari LED Matrix IQ.
Space: 4 cerchi in lega “Dundrod” 6,5J x 17, in Argento, Doppia porta scorrevole, Fari a LED, Digital Cockpit Pro, Front Assist, Lane Assist, Driver Alert System, Traffic Sign Recognition, Radio Ready For Navi 10″ + App connect Wireless + Controllo vocale, Cruise Control, Chiusura centralizzata con Keyless Start, senza SAFELOCK, Sensori parcheggio anteriori e posteriori, Vetri posteriori oscurati.
Life: 4 cerchi in lega “Toshima” 7,5J x 18, in Argento, Supporto lombare elettrico, Porte scorrevoli e portellone con chiusura servoassistita, 4 USB posteriori, 7 posti, Vetri posteriori scorrevoli, Keyless Advanced.
Style: 4 cerchi in lega “Toshima” 7,5J x 18, in Argento, Porte scorrevoli elettriche, Lane keeping system, Retrocamera, Luci esterne di cortesia con logo Multivan, HBA (High Beam Assistant) – luci dinamiche di svolta, Sedili in pelle e ArtVelours, Sedili anteriori riscaldabili elettricamente, Antifurto volumetrico con dispositivo antitraino, Vernice Bi color.
Volkswagen T7: prova su strada
Nella variante ibrida plug-in, il nuovo Multivan di Volkswagen rappresenta davvero una valida alternativa a tutti coloro che voglio avvicinarsi alla mobilità elettrica, senza rinunciare a quella vena da grande stradista del Multivan. bastano pochissimi chilometri al volante del T7 per rendersi conto del notevole passo avanti dal punto di vista dinamico rispetto al T6. Il Multivan, infatti, non è derivato da un telaio commerciale, ma viene sviluppato sulla moderna piattaforma MQB, la stessa della Volkswagen Golf per intenderci. Nonostante la mole di oltre 2 tonnellate e una lunghezza di quasi 5 metri, il T7 si muove quindi tra le curve con una certa disinvoltura. Merito soprattutto di uno sterzo molto demoltiplicato, ma sempre comunque molto preciso e comunicativo. Il powertrain, poi, assicura sempre una buona dose di potenza: nella prima fase di spinta, infatti, a lavorare è il motore elettrico, sopperendo al congenito ritardo di risposta dei motori endotermici, mentre quando il 1.4 entra in funzione si esprime con una progressività notevole.
Grazie alla batteria da 10,4 kWh netti, nel corso del nostro test siamo riusciti a percorrere poco meno di 40 km in modalità completamente elettrica. Una volta terminata l’energia stipata nella batteria, il sistema lavora come un tradizionale full-hybrid, assicurando medie piuttosto contenute che, nel nostro caso, si sono attestate nell’ordine dei 7,8 l/100 km. Un plauso va sicuramente fatto all’ottima modularità degli interni, che permette di sfruttare il Multivan tanto per le gite con famiglia e amici, quanto per trasportare anche oggetti molto voluminosi, grazie alla capacità di carico che va da poco meno di 400 litri a poco meno di 4.000 litri. Insomma, il Multivan rappresenta davvero una scelta polivalente, in grado di venire incontro alle esigenze di chi ha bisogno di tanto spazio. Inoltre, con il motore plug-in permette di avvicinarsi alla modalità a zero emissioni in maniera efficiente e intelligente, coniugando alla perfezione la necessità di abbattere consumi ed emissioni, con la voglia di viaggiare tipica di questa categoria di veicoli.
Volkswagen T7: perché comprarla
Versatile: per famiglie numerose o sportivi in vacanza, il nuovo multivan risponde a una moltitudine di esigenze grazie ad un alto grado di personalizzazione nella disposizione interna.
Equipaggiamento: la nuova piattaforma MQB ha permesso di dotare il veicolo dei più moderni ADAS, un grande salto in avanti rispetto alle generazioni passate.
Ibrida: nonostante la massa importante del veicolo, la motorizzazione plug-in permette di migliorare l’efficienza e abbattere i consumi.
Volkswagen T7: prezzi
Di seguito ecco il listino prezzi della Volkswagen T7aggiornato gennaio2023:
A partire dal 2011 i proprietari di vetture più performanti si trovano a dover pagare il superbollo, una imposta aggiuntiva al bollo auto che scatta in automatico superati i 185 kW di potenza. Scopriamo in cosa consiste.
Istituito con l’art. 23 del Decreto Salva Italia del 2011, il superbollo auto è una imposta aggiuntiva che deve essere pagata dai proprietari delle vetture qualora la potenza superi i 185 kW. Per ogni kilowatt ulteriore, infatti, si dovranno versare 20 euro in più oltre alla quota del bollo auto. L’importo del superbollo è ridotto dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, rispettivamente al 60, al 30 e al 15%, mentre non è più dovuto decorsi venti anni dalla data di immatricolazione.
Calcolo superbollo auto
È possibile conoscere in anticipo l’importo del superbollo auto che si dovrà versare in aggiunta alla quota relativa al bollo. Come detto, per ogni kilowatt eccedente i 185 il proprietario dovrà aggiungere 20 euro in più, ma dovrà anche considerare l’anno di costruzione dell’auto per applicare le eventuali percentuali di detrazione applicabili: dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, l’importo di 20 €/kW si riduce rispettivamente al 60, al 30 e al 15%.
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul suo portale un sistema di calcolo del superbollo automatico, per la quale è necessario avere a disposizione i seguenti dati, disponibili nel libretto di circolazione:
targa del veicolo;
regione di residenza;
anno di riferimento del superbollo;
anno discadenza del bollo auto;
mesediscadenza del bollo auto;
mesi di validità del bollo auto;
riduzione per vetustà.
Il superbollo si aggiunge alla normale tassa auto, che già di per sé prevede una maggiorazione dell’importo per ogni kW superiore ai 100. Le cifre esatte, in questo caso, cambiano da regione a regione, per cui vi consigliamo di consultare le nostre guide dedicate in merito:
Per conoscere l’importo del superbollo auto da pagare ci si può avvalere anche di numerosi siti che effettuano questa operazione in modo semplice ed efficace. Sarà fondamentale avere a portata di mano la targa dell’auto e indicare la regione di residenza, l’anno di riferimento del superbollo nonché l’anno ed il mese di scadenza del bollo auto ed infine l’eventuale percentuale di riduzione dovuta all’età del veicolo.
Quando si paga il superbollo
Il superbollo auto, come evidenziato in precedenza, è una addizionale che deve essere corrisposta in aggiunta al bollo auto quando la potenza espressa in kW supera i 185. Non esiste un termine universale per il suo pagamento, ma come il bollo auto questo deve essere corrisposto ogni 12 mesi entro la fine del mese successivo alla scadenza.
Come si paga il superbollo
Per effettuare il pagamento del superbollo si dovrà utilizzare necessariamente il modello “F24 elementi identificativi“, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, indicando i seguenti codici: 3364 per l’addizionale erariale alla tassa automobilistica; 3365 per le sanzioni e 3366 per gli interessi.
Sarà possibile effettuare il pagamento presso le delegazioni ACI o le agenzie di pratiche auto, e ancora presso le banche, alla posta o presso le tabaccherie convenzionate con Banca ITB o aderenti al polo Lottomatica. Le commissioni per il pagamento variano a secondo della modalità scelta, ma i costi sono in ogni caso decisamente contenuti.
Lista auto superbollo: alcuni esempi
Per evitare di cadere in confusione è possibile indicare a livello esemplificativo alcune delle auto attualmente presenti in commercio che sono soggette al pagamento del superbollo:
Auto soggetta al superbollo
Potenza auto (kW)
Importo superbollo
Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio
375 kW
4.386,95€
Alfa Romeo Stelvio 2.0 Turbo 280 CV
206 kW
1.006,95€
Audi A6 Avant 50 TFSI e
195 kW
786,95€
BMW 330d
210 kW
1.086,95€
BMW X5 xDrive45e
210 kW
1.086,95€
Ford Focus ST
206 kW
1.006,95€
Jeep Wrangler Unlimited 2.0 Turbo
200 kW
886,95€
Land Rover Defender 110 2.0 Si4
221 kW
1.306,95€
Mercedes Classe C 63 AMG Coupé
350 kW
3.886,95€
Volkswagen Tiguan R
235 kW
1.586,95€
Cose da sapere
Cos’è il superbollo?
Il superbollo auto è una imposta aggiuntiva che deve essere pagata dai proprietari delle vetture di lusso qualora la potenza espressa in kilowatt superi i 185 kW.
Come si calcola l’importo del superbollo?
Per calcolare l’importo del superbollo è necessario aggiungere, per ogni kilowatt eccedente i 185, 20 euro in più alla quota del bollo auto. L’importo del superbollo è ridotto dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, rispettivamente al 60, al 30 e al 15%, mentre non è più dovuto decorsi venti anni dalla data di costruzione.
Quando si paga il superbollo?
Non esiste un termine universale per il pagamento del superbollo, ma ci si deve sempre riferire all’ultimo giorno del mese successivo a quello della scadenza.
Come si paga il superbollo?
Per effettuare il pagamento del superbollo si dovrà utilizzare necessariamente il modello “F24 elementi identificativi“, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Sarà possibile effettuare il pagamento presso le delegazioni ACI o le agenzie di pratiche auto, e ancora presso le banche, alla posta o presso le tabaccherie convenzionate con Banca ITB o aderenti al polo Lottomatica.
Dopo la Emira, l’ultimo modello firmato Lotus spinto da un motore endotermico, ora il marchio sportivo inglese si appresta ad entrare in una nuova era contraddistinta dalla presenza di soli modelli elettrici. Questi (e qui sta la seconda grande novità) andranno ad inserirsi in vari segmenti di mercato, molti dei quali ben diversi da quelli ai quali siamo stati soliti associare il marchio Lotus fino ad oggi.
Lotus Eletre
Lotus Envya
Lotus Eletre
La prima novità attesa per il 2023 è rappresentata dal debutto della nuova Lotus Eletre. Già presentata nel corso di quest’anno, si tratta non soltanto del primo modello completamente elettrico del marchio inglese, ma anche il suo primo Suv, nonché il primo modello dotato di quattro porte. Insomma, un modello chiave nello sviluppo della strategia futura di Lotus, che debutta in abbinamento a due powertrain: il primo con una potenza totale di 610 CV, mentre il secondo, sempre sfruttando la spinta di due motori, arriva fino a 918 CV. In quest’ultimo caso, per scattare da 0 a 100 km/h le bastano meno di tre secondi.
Lotus Envya
La seconda novità a fare il suo debutto nel corso del 2023 sarà la Lotus Envya. Anche in questo caso si tratta di un modello molto importante per il brand, poiché rappresenta la prima berlina a tre volumi del costruttore. Sarà ovviamente alimentata da un powertrain elettrico e, stanto alle prime indiscrezioni, pare possa ereditare batteria e motori dalla sorella Eletre, per un’autonomia che dovrebbe aggirarsi intorno ai 600 km. Ad ogni modo, quella che vedremo quest’anno non sarà che un’anteprima: il modello definitivo arriverà nelle concessionarie nel 2025.
Negli ultimi anni AstonMartin è stata travolta da una vera e propria rivoluzione. Il design degli ultimi modelli del costruttore inglese ha staccato potentemente con il passato, proiettando il brand in un futuro in cui a farla da padrona, accanto alle prestazioni, è anche lo stile e la qualità. Ma non è tutto, a dare una connotazione più attuale al marchio ci ha pensato anche la nuova DBX, il primo Suv del costruttore inglese, che ha regalato ad Aston Martin una grande impennata nelle vendite. Ora, questo importante processo continua anche nel 2023, con l’arrivo della tanto attesa Vanquish di nuova generazione.
Aston Martin Vanquish
Aston Martin Vanquish
L’unica novità attesa per quest’anno firmata Aston Martin è rappresentata dalla nuova generazione della Vanquish. La supercar più grande del costruttore inglese si prepara a far fronte ad una vera e propria rivoluzione, non soltanto dal punto di vista stilistico, ma anche e soprattutto sotto il profilo tecnico. Lo stile della nuova Vanquish sarà in buona parte ereditato dalle linee che hanno debuttato sulla hypercar Valhalla. Queste saranno sapientemente reinterpretate dai designer Aston Martin, per dare alla vettura un look meno estremo e più da gran turismo, come da tradizione.
Ma non disperate, perché pare che tra gli optional disponibili ci sarà anche un pacchetto dedicato proprio a chi intende sfruttare la Vanquish in pista. Tutta nuova anche la meccanica, che dovrebbe poter contare sul medesimo 4.0 V8 di origine Mercedes già usato sulla Valhalla, ma qui abbinato a due motori elettrici per una potenza totale di sistema che dovrebbe aggirarsi intorno agli 800 CV.
Lo stop al taglio delle accise deciso dal Governo ha portato all’inevitabile rialzo del costo dei carburanti. La misura era stata introdotta a marzo 2022 dal precedente Governo ed è stata riconfermata anche da quello attuale fino allo scorso 31 dicembre. Dieci mesi fa, il risparmio era di 30,5 cent/litro per benzina e diesel; di 5,7 cent/litro per il Gpl; mentre al metano erano riservati l’azzeramento dell’accisa di 0,0031 euro al mc e la riduzione dell’Iva dal 22% al 5%.
Con l’inizio del nuovo anno è sparito lo sconto e per questo motivo è necessario fare alcuni calcoli per quantificare i rincari che pesano sulle tasche degli automobilisti italiani. La simulazione si basa su quattro vetture, una per ogni sistema di alimentazione: benzina, diesel, Gpl e metano.
I prezzi dei carburanti
Il conteggio si basa sulla media dei prezzi dei carburanti al 3 gennaio. La benzina costa 1,764 euro/litro al self service e 1,900 euro/litro al servito. Il diesel vale rispettivamente 1,827 euro/litro e 1,962 euro/litro. Il Gpl oscilla fra 0,793 e 0,804 euro/litro e il metano si attesta in media tra 2,312 e 2,603 euro/kg.
Benzina
Vediamo quanto costa fare il pieno a una Fiat 500 con motore mild-hybrid e benzina verde e un serbatoio da 38 litri. Con la vettura completamente a secco, bisogna sborsare tra i 67 e i 72 euro. Nei mesi precedenti, quando era in vigore il taglio alle accise, costava tra i 62,7 e i 68,5 euro, per un risparmio tra i 3,5 e i 4,3 euro.
Diesel
Prendendo come esempio la Opel Grandland le cifre salgono, per via del serbatoio più capiente (53 litri) e l’aumento del prezzo del carburante, che ormai da mesi ha superato quello della benzina. Fare il pieno costa tra 97 euro e 104 euro, contro i 92 e i 100 dello scorso novembre, quando si potevano risparmiare 4-5 euro.
Gpl
Questo carburante ha prezzi meno stabili. Per fare il pieno a una Dacia Duster, che ha un serbatoio da 40 litri, bisogna spendere 31-32 euro; qualche euro più rispetto al recente passato.
Metano
In questo caso il divario è più ampio. La Seat Ibiza, con serbatoio da 13,8 kg, ha bisogno di 32-36 euro per fare il pieno: 3-3,5 euro in più rispetto ai 29,5-33 euro di fine novembre.
Il mercato dell’automobile archivia un anno difficile. In tutto il 2022 sono state immatricolate 1.316.702 auto nuove, il 9,7% in meno rispetto al 2021, andato in archivio con 1.475.393 vetture nuove vendute. Sono lontanissimi i numeri del 2019, prima della pandemia: 1.916.320 di immatricolazioni che oggi sembra una cifra inarrivabile. Il 2022 ha superato di poco il minimo storico del 2013, che si chiuse a quota 1.304.500. La sensibile crescita registrata a dicembre 2022 non è bastata a invertire la tendenza e risollevare il mercato: sono state 104.915 le nuove immatricolazioni contro le 86.717 dello stesso mese del 2021, per un +21%.
Auto ibride e italiane le preferite
Gli italiani, nel corso del 2022, hanno dato fiducia alle vetture nostrane. Al primo posto nella classifica delle vendite c’è Fiat Panda (105.384 unità vendute), che precede Lancia Ypsilon (40.970) e Fiat 500 (33.996). Cala invece la quota dei privati, che nel 2022 sono scesi a 778.697 immatricolazioni contro le 922.888 del 2021 (-15,6%). Tendenza al rialzo per il noleggio a lungo termine (308.108 vetture, +18,8%) e numeri al ribasso per il breve, con 52.493 unità (-17%). Passando in rassegna le alimentazioni possiamo notare la crescita delle vetture ibride che con 454.989 immatricolazioni (+6,4%) si sono confermate le preferite dagli italiani; in aumento anche le vetture a Gpl (118.791 unità per un +10,2%). Tracollo per le auto elettriche (-26,6%) con solo 49.536 unità; mentre quelle a benzina perdono il 16,2% (366.822) e le diesel il 20,1% (266.667). Sprofondano le vetture a metano: -65,9% con 10.724 unità.
Le richieste al Governo
Michele Crisci, presidente dell’Unrae, chiede aiuto alla politica. “Davanti a questo quadro tutt’altro che esaltante – le sue parole – dispiace che in un momento così importante e di profondo cambiamento del mondo automotive, nella Legge di Bilancio appena approvata non sia previsto nulla di nuovo per un comparto che deve affrontare rapidamente una profonda riconversione industriale e commerciale della filiera per sostenere la transizione verso una mobilità sostenibile. Altrettanto urgenti – conclude Crisci – sono l’elaborazione di una politica infrastrutturale per ricarica elettrica e rifornimento di idrogeno e la revisione strutturale della fiscalità del settore, modulando detraibilità Iva e deducibilità dei costi in base alle emissioni di CO2 per le auto aziendali”.
Che il futuro di Volvo sarà elettrico è già chiaro da diverso tempo. Nel corso del 2023, infatti, l’offensiva a zero emissioni del costruttore scandinavo entrerà nel vivo con il lancio di due nuovi modelli che si posizioneranno rispettivamente nella parte più bassa e più alta del listino. Si tratta in entrambi i casi di Suv alimentati esclusivamente da un powertrain elettrico.
Volvo EX30
Volvo EX90
Volvo EX30
Il primo modello ad arrivare nelle concessionarie sarà la Volvo EX30. Si tratta del modello più piccolo del costruttore scandinavo, realizzato sulla medesima piattaforma di Geely, sulla quale nasce la Smart #1. Ancora poche le informazioni disponibili, ma ad alimentarla potrebbe provvedere una batteria agli ioni di litio con una capacità compresa fra 60 e 70 kWh che dovrebbe garantirle un’autonomia di oltre 400 km. Il tutto per una potenza di ricarica che dovrebbe raggiungere i 150 kW.
Volvo EX90
La seconda novità del 2023 è la Volvo EX90. In questo caso si tratta del Suv più grande del costruttore svedese, che nella prima fase di commercializzazione si affiancherà alla XC90, per poi prenderne definitivamente il posto in un secondo momento. Rispetto alla EX30, della EX90 si sa ormai tutto. Lunga più di cinque metri, sarà alimentata da una batteria con una capacità di 111 kWh e sarà disponibile in abbinamento a due powertrain. Il primo sarà costituito da un motore da 408 CV per 770 Nm di coppia, mentre il secondo, il più potente, porta la potenza a 517 CV con un picco di coppia di ben 910 Nm. I prezzi partiranno da oltre 100.000 euro.
Aumento dei controlli di notte sulle strade, sanzioni più severe per chi causa incidenti sotto l’effetto di droga e alcol, l’ipotesi di targhe e casco obbligatori per i monopattini e il coinvolgimento delle scuole in una campagna di prevenzione.
Il governo lavora per migliorare la sicurezza stradale e potrebbe apportare alcune modifiche al codice della strada. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha visto presenti il vicepresidente del consiglio dei Ministri e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini; il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi; il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il capo della Polizia, Lamberto Giannini.
Giro di vite per chi causa incidenti
Nella riunione si è parlato degli incidenti stradali, in aumento rispetto all’anno precedente secondo i dati Aci-Istat e della patente a punti, che potrebbe essere sostituita da un altro meccanismo sanzionatorio. Sul tavolo anche l’inasprimento delle sanzioni per chi provoca incidenti stradali sotto l’effetto di alcol o droga. Spazio alla prevenzione, con l’ipotesi di coinvolgere ancora di più le scuole in attività di informazione e prevenzione, prevedendo anche la possibilità di rilasciare crediti scolastici. Inoltre si è discusso dei ciclisti e di come tutelarli maggiormente: i numeri parlano di 220 morti nel 2021.
Indice puntato anche sui monopattini: secondo il Codacons, nel biennio 2021-2022, si sono registrati 23 morti a causa dei nuovi mezzi elettrici. Basandosi su questi dati, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti vorrebbe introdurre l’obbligo di casco (attualmente in vigore per i minorenni) e targa: anche questo argomento sarà discusso a gennaio.
A gennaio il nuovo incontro
Il vertice dei giorni scorsi è stata la prima tappa di un percorso che a breve vedrà il secondo incontro: a gennaio sarà convocato un tavolo con i tecnici, allargato anche al ministero della Giustizia, per discutere di proposte normative e regolamentari.
Nel corso del 2022 Subaru ha completato la sua rivoluzione, trasformando completamente la propria gamma e puntando ora su prodotti elettrici o elettrificati. Questo nuovo volto di Subaru trova la sua massima espressione nella nuova Subaru Solterra, nonché il primo modello completamente elettrico del costruttore delle Pleiadi. Questa è sviluppata in collaborazione con Toyota e nel corso del 2023 verrà affiancata da altre due importanti modelli per Subaru.
Subaru Impreza
Subarui Crosstrek
Subaru Impreza
Il primo modello a vedere la luce nel 2023 sarà anche quello che porta il nome più famoso per il costruttore giapponese. Si tratta della Subaru Impreza: nel corso del 2023 arriverà nelle concessionarie la sesta generazione della compatta delle Pleiadi, anche se in un primo momento verrà commercializzata unicamente negli Stati Uniti e in Giappone. In un secondo momento, comunque, dovrebbe arrivare anche in Europa. Sicuramente solo in abbinamento alla trazione integrale (come da tradizione Subaru) e in abbinamento al solo cambio automatico. Ancora poche le informazioni riguardo i powertrain disponibili, ma pare certo l’arrivo del 2.0 da 154 CV e del 2.5 da 185 CV per la versione RS.
Subaru Crosstrek
Dopo aver cambiato nome nel corso delle generazione (per qualche anno si è chiamata XV) la Subaru Crosstrek è pronta a fare il suo ritorno sul mercato. Sviluppata sulla base offerta dall’ultima generazione della Impreza, la Crosstrek rappresenta la variante “a ruote alte” proprio della compatta giapponese. E’ caratterizzata da una maggiore altezza da terra e da una serie di inserti a protezione della carrozzeria che la rendono maggiormente indicata per l’utilizzo lontano dall’asfalto. Sotto il cofano, oltre al 2.0 da 154 CV della Impreza, potrebbe trovare posto anche l’ibrido e-Boxer.