Negli ultimi anni i Suv hanno fatto la voce grossa quando si parla di vendite, ma le berline non hanno intenzione di sparire dal mercato. Pur non essendo più al centro delle attenzioni delle case automobilistiche, queste vetture mantengono intatto il proprio fascino e continuano a contare su un consistente numero di affezionati che non vogliono rinunciare al comfort e al piacere di una guida indubbiamente più coinvolgente rispetto a quella di un Suv. Vediamo alcune tra le berline più interessanti in uscita quest’anno.
Genesis G80
Volkswagen ID.7
BMW Serie 5
Hyundai Ioniq 6
Tesla Model 3 Restyling
Genesis G80
Genesis, il brand premium creato da Hyundai nel 2015, debutta in Italia. La Genesis G80 è una berlina medio-superiore che al momento rappresenta il top della gamma europea. È lunga più o meno cinque metri, e punta a rappresentare un’alternativa fuori dal coro alle premium tedesche. Per ora la gamma motori è formata dal quattro cilindri a benzina Smartstream 2.5 Turbo da 304 CV, con trazione posteriore o integrale e cambio a otto marce. Esiste anche la variante elettrica, con batteria da 87,2 kWh, due motori per una potenza combinata di 370 CV per un costo che sfiora i 70.000 euro.
Volkswagen ID.7
La Volkswagen ID.7 è stata presentata in anteprima al CES di Las Vegas; debutterà a maggio e sarà in vendita entro la fine del 2023. La vettura presenta una linea molto aerodinamica che contribuisce ai 700 km di autonomia nel ciclo WLTP, con frontale ampio e posteriore spiovente. Gli interni appaiono maggiormente curati rispetto a quelli delle attuali ID.3 e ID.4 e la plancia sarà dotata di un display da 15”.
BMW Serie 5
La BMW Serie 5 del 2023 sembra avere le carte in regola per non sfigurare nel confronto con le generazioni precedenti della vettura che ha scritto la storia delle berline classiche. La nuova versione sarà contemporaneamente sportiva e raffinata. Non si conosce ancora quale sarà la line-up delle motorizzazioni, ma è quasi sicuro che accanto alle varianti benzina, diesel e plug.in , sarà disponibile anche un’inedita variante 100% elettrica.
Hyundai Ioniq 6
La Ioniq 6 è una berlina elettrica fuori dagli schemi. Nasce sulla stessa piattaforma della Ioniq 5, con pacchi batteria da 53 o 77,4 kWh e versioni da 111 a 239 kW di potenza delle quali da seconda si caratterizza per l’adozione di uno schema a due motori, uno montato sull’asse anteriore e uno su quello posteriore. L’autonomia, invece, va da un minimo di 429 a un massimo di 614 km a seconda dell’allestimento scelto. È già listino con prezzi a partire da 47.550 euro.
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Tesla Model 3
Tesla Model 3 Restyling
La nuova Model 3 sarà rinfrescata dal punto di vista estetico e potrà contare su un importante upgrade tecnologico. I rumors parlano di modernizzazione e semplificazione per rendere la vettura più facile e veloce da produrre riducendo i componenti. Stando alle foto-spia dovrebbero esserci nuove telecamere nei fari e cambiamenti al posteriore, mentre all’interno potrebbe trovare posto la strumentazione digitale della Model S, con il nuovo monitor centrale da 17” e il volante “joke”. La presentazione dovrebbe essere prevista per il terzo trimestre di quest’anno.
Sono partiti da poco gli incentivi auto 2023. Chi vuole acquistare una vettura nuova a benzina, a patto che questa rientri nella fascia di emissioni 61-135 g/km di CO2, ha diritto a uno sconto statale di 2.000 euro, nel caso in cui abbia una vecchia auto da rottamare (Euro 0-4). Vediamo come cambia il prezzo, grazie al bonus, di alcuni tra i modelli più richiesti sul mercato.
Fiat Panda
Dacia Sandero
Renault Clio
Fiat 500
Hyundai i10
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Fiat Panda
Fiat Panda
La Fiat Panda è l’auto più venduta in Italia ormai da molti anni. Il prezzo base della cinque porte, con motorizzazione mild hybrid, è di 15.600 euro che con gli incentivi scende a 13.600 euro. La versione d’accesso è alimentata dal motore a tre cilindri 1.0 FireFly mild hybrid aspirato da 70 CV e con cambio manuale a 6 marce per un consumo combinato di 4,9 l/100 km. Di serie Panda “base” propone ruote in acciaio da 14”, climatizzatore manuale, alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata e radio Dab con Bluetooth e 4 posti; mentre i 5 posti rientrano nel Pack Comfort a pagamento. L’unico colore gratuito offerto dalla Casa torinese è il nero pastello.
Dacia Sandero
Dacia Sandero si conferma l’auto a benzina meno cara sul mercato e l’unica a scendere sotto i diecimila euro grazie al bonus: con l’incentivo statale di 2.000 euro il prezzo scende a 9.900 euro dagli 11.900 di partenza. La versione d’accesso Streetway Essential 1.0 SCe 65 ha un motore 1.0 a tre cilindri aspirato da 67 CV con consumi omologati che partono da 5,3 l/100 km. Le dotazioni di serie sono: cambio manuale a 5 marce, alzacristalli elettrici anteriori, ruote in acciaio da 15” con copriruota, 5 posti, chiusura centralizzata e radio Dab con comandi sul volante e Bluetooth. Il Blu Iron di serie è l’unico colore gratis, mentre pagando si possono avere accessori come il bracciolo centrale e il climatizzatore manuale.
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Renault Clio
Renault Clio
Il prezzo della Renault Clio scende da 17.200 a 15.200euro, sempre nel caso in cui si rottami la vecchia auto. La Clio equilibre SCe 65 ha il motore mille aspirato da 67 CV, con un consumo medio di 5,3 l/100 km. Di serie prevede i cerchi in acciaio da 16”, 5 posti, il climatizzatore manuale, il cruise control e i fari full Led. Orange Valencia è il solo colore gratuito.
Fiat 500
Grazie al bonus statale, oltre che alla rottamazione della vecchia auto, la Fiat 500 mild hybrid passa da 17.800 a 15.800 euro. La versione più economica è la 500 1.0 Hybrid 70 CV che ha un consumo di 4,6 l/100 km. Di serie propone la vernice Rosso Passione, i cerchi in acciaio da 14”, 4 posti, il climatizzatore manuale, il cruise control e la connettività Apple CarPlay e Android Auto. Pagando è possibile avere cerchi in lega da 15”, fendinebbia e sensori di parcheggio posteriori oltre alla strumentazione digitale.
Hyundai i10
La Hyundai i10 può essere acquistata ad un prezzo di 12.750 euro, invece di 14.750. La versione base 1.0 MPI con Ecopack Advanced ha un motore a tre cilindri aspirato da 67 CV, con cambio manuale a 5 marce per un consumo minimo di 4,8 l/100 km. Di serie offre cerchi in acciaio da 14”, alzacristalli elettrici anteriori, climatizzatore manuale, 4 posti, cruise control con mantenimento corsia, abbaglianti automatici e computer di bordo. Il colore gratis è l’Aurora Grey micalizzato.
Sono partite lo scorso 10 gennaio le prenotazioni per gli incentivi auto 2023. Gli aiuti statali sono riservati a chi intende acquistare una vettura nuova elettrica, ibrida, benzina, diesel, metano o Gpl. Il bonus va da un minimo di 2.000 a un massimo di 5.000 euro.
Vediamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere per non farsi sfuggire l’aiuto statale, che è valido fino a esaurimento dei fondi stanziati. Per il 2023 lo Stato ha previsto 575 milioni di euro per l’acquisto di auto e 40 per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica domestiche e condominiali. Rispetto agli incentivi 2022, quest’anno non c’è più l’extra bonus del 50% per ibride plug-in ed elettriche riservato alle persone fisiche con Isee inferiore ai 30.000 euro. Per l’acquisto di auto nuove a benzina e diesel lo sconto è di 2.000 euro; per le ibride plug-in sale a 4.000 euro, fino a raggiungere i 5.000 per chi passa a una vettura elettrica.
Come ottenere il bonus auto 2023
Beneficiare degli incentivi auto 2023 è facile: bisogna solo firmare un contratto di acquisto tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2023 (salvo esaurimento dei fondi); al resto ci pensano il concessionario o il rivenditore. Il dealer avrà il compito di prenotare il contributo sulla piattaforma online, applicare lo sconto al cliente e confermare l’operazione, attraverso l’immatricolazione, entro 180 giorni dalla data di apertura della prenotazione. Se i tempi di consegna si dovessero protrarre anche quest’anno, il Governo potrebbe concedere una proroga per l’immatricolazione fino a 270 giorni, misura adottata sia nel 2021 che nel 2022.
I fondi a disposizione divisi per fasce di emissioni di CO2.
0-20 g/km di CO2
Ammonta a 190 milioni di euro (180,5 milioni per le persone fisiche e 9,5 milioni per imprese di noleggio e car sharing) il fondo dedicato alle vetture nel range 0-20 g/km, che comprende le auto elettriche, quelle a idrogeno e alcune ibride plug-in. Il tetto massimo al prezzo di listino è fissato in 42.700 euro (Iva e optional inclusi) e ci rientrano solo alcune auto elettriche.
21-60 g/km di CO2
La somma sale a 235 milioni di euro (223,25 milioni per le persone fisiche e 11,75 milioni per imprese di noleggio e car sharing) per la fascia 21-60 g/km di CO2 che riguarda le ibride plug-in che con Iva e optional hanno un prezzo di listino compreso entro 54.900 euro.
61-135 g/km di CO2
In questo caso il bonus si ferma a 150 milioni di euro ed è riservato solo alle persone fisiche. La fascia 61-135 g/km di CO2 include le auto a benzina e diesel meno inquinanti, comprese mild ibrid, full hybrid, ibride plug-in, e alcune bi-fuel a Gpl e a metano. Il tetto massimo è fissato, anche in questo caso, a 42.700 euro (Iva e optional inclusi).
Alcune precisazioni
La somma prevista per le auto tradizionali, diesel e benzina, è destinata a terminare in poco tempo, come accaduto nel 2022. In questo caso l’incentivo è di 2.000 euro a vettura: i 150 milioni sono sufficienti solo per 75.000 contratti. Importante poi, è tenere presente che da quando il venditore prenota il bonus all’immatricolazione dell’auto non devono trascorrere più di sei mesi, 180 giorni, che rischiano di essere pochi dati i ritardi nelle consegne delle vetture. Per non rischiare di perdere l’incentivo, l’automobilista dovrebbe far mettere nel contratto di acquisto una clausola di rescissione in caso di superamento dei 180 giorni.
Niente speculazioni
Quando firma il contratto l’automobilista è tenuto a sottoscrivere una dichiarazione con la quale si impegna a non vendere prima di 12 mesi la vettura nuova acquistata con il bonus. Inoltre, la vettura usata che l’automobilista intende rottamare (la rottamazione è obbligatoria per le auto nella fascia 61-135 g/km) deve essere di proprietà dell’intestatario dell’automobile nuova, o di uno dei componenti dello stato di famiglia, da almeno un anno. A proposito della rottamazione poi, per beneficiarie del bonus l’auto usata da rottamare deve avere omologazione Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 ed Euro 4. In pratica ci rientrano tutte le vetture immatricolate prima di Euro 1, prima del 1993, e fino a Euro 4, che comprende le auto targate fino al 31 dicembre del 2010.
Comprare un’auto di seconda mano comporta una scelta delicata e, prima di procedere con l’acquisto, è bene valutare tutte le possibilità a disposizione. Ai siti internet di rivendita tra privati, agli annunci su giornali e riviste e al passaparola tra amici si aggiungono i programmi di rivendita certificati dei costruttori.
Alfa Romeo Certified
Di cosa si tratta esattamente? Sono dei programmi nati più o meno 15 anni fa in Europa che offrono vetture, che di solito hanno percorso pochi chilometri e che sono tenute bene, a prezzi competitivi e con formule di finanziamento vantaggiose per l’acquirente. L’ultimo arrivato, in ordine cronologico, è Alfa Romeo Certified. Il programma della casa italiana analizza le auto e ne ripristina le parti usurate: grazie a 120 controlli, le rende quasi come nuove e le rivende su un nuovo sito internet accessibile a tutti. Vediamo come funziona e i servizi che offre agli automobilisti.
Tanti controlli e garanzie per un usato sicuro
Il primo ciclo di vita di un’automobile, mediamente, dura tre o quattro anni, quando di solito il primo proprietario che l’ha comprata nuova la restituisce al concessionario per fine leasing o semplicemente per sostituirla con un nuovo modello. Una volta tornata “alla base”, la vettura viene controllata a fondo dai tecnici esperti che verificano l’età, le condizioni generali e la manutenzione effettuata negli anni di vita. I pezzi rotti o consumati a causa dell’usura vengono sostituiti con ricambi originali e la macchina viene riportata quasi a nuovo.
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Alfa Romeo Stelvio
Pronta alla seconda vita
Una volta conclusa questa prima fase, la vettura viene messa in vendita sul portale internet del programma certificato. Sul sito web dedicato è possibile consultare la scheda tecnica dettagliata, visualizzare foto a 360° di interni ed esterni e i contatti della concessionaria di riferimento che può essere contattata mediante un form dedicato. Alfa Romeo Certified prevede 24 mesi di garanzia su tutte le componenti, l’assistenza stradale 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e la possibilità di certificare l’automobile con la tecnologia NFT. In più la formula “Soddisfatti o rimborsati” permette all’automobilista di restituire l’auto usata entro 10 giorni e 1.000 km percorsi dalla data del ritiro della vettura.
Elemento imprescindibile per il corretto funzionamento di un cambio, la frizione è una delle componenti chiave a bordo delle nostre automobili. Siano esse dotate di cambio manuale o automatico. Nel primo caso, però, ad intervenire direttamente sulla frizione è proprio il guidatore. Per questo motivo è importante sapere esattamente come farlo al meglio, per evitare di danneggiarla, incappando così in costi di riparazione spesso molto elevati. Riparare la frizione di un’auto può costare diverse centinaia di euro, a volte anche di più.
La frizione dell’auto si compone di tre elementi che consentono alla coppia di essere trasferita dal motore al cambio. Si tratta dell’insieme composto da disco frizione, spingidisco e cuscinetto reggispinta. Quest’ultimo, altresì detto cuscinetto di disinnesto, esiste sia nella tipologia meccanica che idraulica. Il disco frizione è fatto di un materiale ruvido, ad alto coefficiente di attrito, da un insieme di molle e da una sezione scanalata nel foro centrale. Lo spingidisco, infine, è composto da una serie di lamelle collegate a un disco di acciaio.
La frizione intera viene poi alloggiata tra il motore dell’auto e il cambio, collegata con l’interno dell’abitacolo attraverso il pedale di sinistra. Se l’attivazione è meccanica significa che c’è un cavo che svolge questa funzione. Se, invece, abbiamo a che fare con una frizione idraulica, l’attivazione avviene per mezzo di un condotto ad olio. A queste tipologie, via via che l’innovazione procede, se ne aggiungono altre, fra cui una frizione che funziona grazie ad una tecnologia elettromagnetica.
Frizione auto: funzionamento
Come funziona la frizione? Cosa succede quando premiamo il relativo pedale? Succede che il cuscinetto reggispinta tira indietro lo spingidisco, allontanando così l’albero del cambio dall’albero motore. Proprio quando si crea questo spazio è possibile innestare la marcia desiderata. Quando poi il pedale viene rilasciato, il cuscinetto reggispinta sposta lo spingidisco verso il disco frizione il quale, muovendosi in direzione del motore, rimette in collegamento l’albero motore con l’albero del cambio. Per effetto dell’attrito, le velocità del disco frizione e del volano del motore diventeranno uguali. Il disco della frizione riesce così a trasmettere il moto all’albero del cambio. Perché questo procedimento avvenga senza intoppi, è fondamentale assicurarsi che tutti i fluidi che garantiscono il funzionamento della frizione siano al giusto livello. Inoltre, è logico pensare che quando si sostituisce il disco frizione per usura, sia anche importante far controllare il volano del motore.
Frizione auto: a cosa serve?
Per innestare una marcia correttamente, cioè per effettuare una partenza o per cambiare rapporto durante la guida: ecco a cosa serve la frizione auto. Grazie al suo ruolo di raccordo tra motore e cambio, infatti, il moto prodotto dal propulsore attraverso l’albero motore può essere trasferito al cambio e successivamente all’albero di trasmissione, che avrà il fondamentale compito di dare movimento alle ruote.
Grazie al funzionamento della frizione dell’auto, inoltre, si può gestire anche il comportamento del veicolo. Utilizzare un rapporto di marcia più basso può servire a garantire un’accelerazione necessaria per una salita o per un sorpasso. D’altra parte, innestando un rapporto superiore si possono raggiungere velocità più elevate, come quelle necessarie per percorrere un tragitto in autostrada.
Frizione bruciata: cosa fare?
Durante la guida o dopo aver spento il motore può sfortunatamente capitare di sentire una puzza di bruciato in seguito a un cambio di rapporto. Questo odore acre indica che potrebbe esserci stato uno scivolamento eccessivo della frizione. Se il pedale della frizione è più duro da premersi, è probabile che qualche lamella dello spingidisco si sia rovinata. Quando invece il pedale della frizione rimane premuto e non ritorna alla posizione di partenza, potremmo essere in presenza di una perdita di pressione dell’olio. Mentre nel primo caso è necessaria cambiare tutta la frizione, nel secondo caso basterà sostituire il servo-frizione. Se è proprio questo ultimo elemento ad essere rovinato, può anche capitare che le vibrazioni dello spingidisco si trasmettano al cambio. Se, infine, notiamo un certo slittamento della frizione in fase di accelerazione, è consigliabile controllare che non ci siano perdite d’olio dal paraolio dell’albero motore lato volano.
Per evitare che questi componenti si usurino velocemente, è sempre importante provare a non premere troppo il pedale frizione quando si guida, soprattutto quando si è in folle. Altra problematica può essere data dall’olio motore il quale è necessario controllare spesso. Evitare quindi l’acquisto di prodotti di scarsa qualità e tenere sempre l’olio sotto controllo.
Cosa fare in caso di frizione bruciata?
Il tempismo può fare la differenza sui possibili costi di riparazione di una frizione bruciata. Inoltre, è bene considerare che spesso la sostituzione dell’elemento non è un’operazione che viene inclusa nella garanzia. Meglio controllare costantemente la frizione. Non appena si avvertiranno i primi segnali di usura è necessario rivolgersi immediatamente ad un meccanico o alla officina autorizzata. Si sconsiglia infatti il ricorso al fai da te: scollegare cambio e motore è complesso e richiede conoscenze e strumenti specifici.
Frizione auto: progetti per il futuro
Fra le frizioni più avanzate tecnologicamente troviamo l’esempio della frizione elettroidraulica iMT di Kia e Hyundai, in grado di aumentare efficienza e comfort di guida rispetto alle soluzioni più tradizionali. Disponibile sui modelli ibridi “leggeri” con sistema a 48 V, questa intelligent Manual Transmission è una trasmissione manuale che vede la propria frizione azionata da una centralina. Il pedale non è qui collegato ad un condotto idraulico, ma ad un sensore che comunica con una centralina. Quest’ultima, di conseguenza, con un attuatore elettroidraulico gestisce la pressione del liquido che permette l’apertura e la chiusura della frizione. Questo tipo di trasmissione entra in sinergia con i sistemi mild-hybrid a 48 V, permettendo di aprire la frizione non appena si rilasci l’acceleratore. L’auto veleggia in questo modo senza inerzia meccanica, e può risparmiare fino al 3% di carburante in media.
In futuro, il Costruttore coreano punta a creare un cambio manuale che non abbia bisogno del pedale della frizione per funzionare. Così, si cerca di portare le trasmissioni manuali sempre al prossimo livello tecnologico, in maniera progressiva e con uno sviluppo pari a quello delle trasmissioni automatiche, spesso meno efficienti.
Il segmento dei SUV non sembra conoscere crisi. Le vetture a ruote si sono ormai impadronite delle nostre città ed i consumatori chiedono a gran voce modelli sempre nuovi. Scopriamo le novità in arrivo ed i SUV più interessanti presenti sul mercato.
C’è un grande fermento per il 2023 nel segmento dei SUV. Molte Case, infatti, presenteranno modelli totalmente inediti o aggiornati. Vediamo i più interessanti:
Mercedes EQE SUV
Smart #1
Toyota C-HR
Jeep Avenger
Mercedes EQE Suv: con una lunghezza di 4,8 metri, la Mercedes EQE SUV si posiziona un gradino sotto alla EQS SUV. Variante rialzata della EQE, offre spazio in abbondanza per passeggeri e bagagli, ai quali è riservato un vano di carico di 580 litri. A spingerla provvedono motori elettrici con potenze fino a 687 CV, mentre grazie alla batteria da 90 kWh con un pieno di energia si fanno poco meno di 600 km.
Smart #1: è il modello della grande rivoluzione in cada Smart. Primo SUV del costruttore, è lungo 4,30 metri, ma nonostante le dimensioni compatte può contare su potenze fino a 438 CV. Disponibile unicamente in abbinamento a powertrain elettrici, può percorrere fino a 440 km quando la batteria da 66 kWh è completamente carica.
Toyota C-HR: modello strategico per il costruttore giapponese, la nuova generazione punterà non soltanto su un design tutto nuovo, ma anche su powertrain tutti nuovi. Accanto alla versione full-hybrid, infatti, sarà disponibile anche un’inedita plug-in.
Jeep Avenger: il piccolo SUV di casa Jeep è tra i modelli più attesi del 2023. Proposto in versione elettrica con motore da 156 CV, nel nostro Paese sarà disponibile anche in abbinamento al 1.2 turbo a benzina da 100 CV.
Mercedes-Benz EQE Suv: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10
Smart #3: prezzo, dimensioni e caratteristiche
Toyota bZ Compact Suv: prezzo, dimensioni e scheda tecnica 6
Jeep Avenger: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16
SUV 2022: i modelli migliori
In attesa di toccare con mano i SUV che arriveranno sul mercato nei prossimi mesi scopriamo quali sono stati i modelli migliori del 2022.
I migliori SUV 2022
Prezzo
Alfa Romeo Stelvio
da € 53.500
Cupra Formentor
da € 32.500
Ford Kuga
da € 29.550
Jeep Compass
da € 30.700
Skoda Kodiaq
da € 30.950
Toyota CH-R
da € 30.900
Audi Q3
da € 37.300
BMW X5
da € 71.00
Ford Explorer
da € 82.900
Alfa Romeo Stelvio: il primo SUV della Casa del Biscione si è fatto apprezzare per le sue doti sportive che non hanno intaccato lo storico DNA del brand italiano. I motori disponibili regalano potenze fino a 510 CV.
Cupra Formentor: il brand spagnolo ormai indipendente da Seat si è fatto notare sul mercato con un SUV dalle linee seducenti ed affilate. Sotto il cofano la scelta di motorizzazioni è notevole e passa da i classici benzina e diesel sino ad arrivare alle unità ibride.
Ford Kuga: l’ultima generazione del SUV della Casa dell’Ovale blu si è presentata con uno stile fluido e convincente che rompe decisamente con le linee del passato. Inedite anche le motorizzazioni dove spicca l’ibrido plug-in da 225 CV.
Jeep Compass: il SUV del brand americano si è rivelato un vero e proprio successo commerciale nel nostro Paese grazie ad uno stile davvero riuscito. Da qualche mese è disponibile una inedita motorizzazione ibrida plug-in che affianca i classici benzina e diesel.
Skoda Kodiaq: il SUV di taglia XXL della Casa ceca non passa di certo inosservato per via delle sue dimensioni importanti, ma lo stile elegante riesce a mascherare in parte una lunghezza di 4,7 metri. I motori disponibili sono solo benzina e diesel.
Toyota CH-R: ormai presente sul mercato da qualche anno, e da poco sottoposta al restyling di metà carriera, la CH-R ha immediatamente conquistato il mercato grazie ad uno stile aggressivo che non invecchia. I motori disponibili sono esclusivamente ibridi.
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Audi Q3: vero e proprio best seller per il costruttore tedesco, la Q3 è arrivata alla seconda generazione con uno stile rivisto ma non aggressivo come gli ultimi modelli della Casa. Anche per il SUV compatto le motorizzazioni disponibili sono benzina, diesel e ibride.
BMW X5: grande successo commerciale per il marchio di Monaco di Baviera, l’ultima generazione della X5 affina ulteriormente lo stile, restando fedele ai gusti europei, ma amplia la gamma motori con unità anche ibride plug-in. Chi vuole le prestazioni, però, può scegliere la M Competition da 625 CV.
Ford Explorer: le dimensioni enormi, con un corpo vettura che supera i 5 metri di lunghezza, ed uno stile molto americano sono i tratti distintivi del SUV della Casa americana adatto a chi non si accontenta. Per provare a tenere sotto controllo i consumi è presente un’unica motorizzazione ibrida plug-in da 457 CV.
Alfa Romeo Stelvio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 21
Alfa Romeo Stelvio
Cupra Formentor: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9
Ford Kuga: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12
Jeep Compass: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7
Skoda Kodiaq: prezzo, dimensioni e caratteristiche 21
Skoda Kodiaq
Toyota CH-R 2020
Toyota CH-R
Nuova Audi Q3 Sportback: le prime info sull’ultima arrivata
Audi Q3
BMW X5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2
Ford Explorer: prezzo, dimensioni e caratteristiche 16
I migliori SUV qualità prezzo
Grazie ad una offerta praticamente infinita sono molti i SUV in grado di offrire ottime qualità a prezzi contenuti. Scopriamo i migliori.
Migliori SUV qualità prezzo
Prezzo
Dacia Duster
da € 13.350
Fiat 500X
da € 22.100
Dacia Duster: il rapporto qualità prezzo offerto dalla SUV rumena è imbattibile ed il mercato se n’è accorto rapidamente premiando il costruttore con numeri da record. Le motorizzazioni presenti in listino sono ampie: benzina, GPL e gasolio.
Fiat 500X: il SUV della Casa italiana ha immediatamente fatto centro grazie ad uno stile che strizza l’occhio al vintage ma dimensioni adatte anche ad una famiglia numerosa. Niente ibrido in listino ma motori benzina e diesel.
Dacia Duster: prezzo, dimensioni e caratteristiche 15
Dacia Duster
Fiat 500X: prezzi, dimensioni e caratteristiche 23
Fiat 500X
SUV economici: cosa offre il mercato
Escludendo la Dacia Duster, il mercato del nuovo non offre moltissimo per quanto riguarda i SUV economici, ma spulciando bene i listini è possibile trovare offerte interessanti.
SUV più economici
Prezzo
DR3
da € 15.400
Dacia Duster
da € 13.600
Mahinda KUV 100
da € 12.900
DR 3: il SUV cinese assemblato in Molise ha superato gli scetticismi iniziali ed ha conquistato fette di mercato sempre più importanti. I motori disponibili sono benzina e GPL.
Dacia Duster: con l’ultima generazione il best seller di casa Dacia ha raggiunto la piena maturità. Migliorato il livello di qualità percepita a bordo, continua ad essere disponibile in versione benzina, diesel e GPL, anche in abbinamento alla trazione integrale.
Mahindra KUV 100: un SUV estremamente compatto adatto principalmente alla guida cittadina. La vettura indiana non ha paura di sfigurare nella sfida con le rivali europee e punta tutto su prezzi contenuti, come le sue dimensioni, e motori benzina e GPL.
Mahindra Kuv100: prezzi, dimensioni e scheda tecnica 8
Dacia Duster: prezzo, dimensioni e prova su strada 26
I migliori SUV ibridi
Le motorizzazioni ibride stanno ormai invadendo anche il segmento dei SUV e sono numerosi i modelli offerti con queste unità.
Peugeot 3008
Honda CR-V
Renault Arkana
Peugeot 3008: dopo l’aggiornamento di metà carriera la Peugeot 3008 continua a confermarsi una delle vetture più scelte dagli automobilisti italiani. Accanto alle unità benzina e diesel propone anche un’efficiente versione plug-in disponibile in due livelli di potenza.
Honda CR-V: la quinta generazione del SUV giapponese punta più sulla sostanza che sulla forma. Se le linee esterne possono non colpire, sono i contenuti sotto pelle a farla apprezzare. Il motore ibrido da 2.0 litri e 184 CV è scattante e parco nei consumi. I prezzi partono da 37.150 euro.
Renault Arkana: ultima arrivata nel listino del costruttore francese, la Arkana ha uno stile controverso che unisce il design di un SUV a quello di una coupè. Ben definita, invece, la personalità dei motori con un’unità ibride da 1.3 e 1.6 litri. Si parte da 30.450 euro.
Honda CR V hybrid: prezzo, dimensioni e scheda tecnica 4
Honda CR V
Renault Arkana: prezzi, dimensioni e prova su strada 25
Peugeot 3008: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7
Miglior SUV 4×4
È vero, la maggior parte dei SUV proposti dalle Case è offerto con la sola trazione anteriore ma ci sono modelli votati anche alle escursioni off road. Scopriamo i migliori:
Suzuki Vitara
Jeep Renegade
Toyota Yaris Cross
Suzuki Vitara: quando si parla di SUV a trazione integrale la Suzuki Vitara non ha bisogno di presentazioni. Il fuoristrada giapponese per antonomasia è oggi un modello trasversale, efficace su tutti i terreni, ma con un’abitabilità ottima anche nell’utilizzo quotidiano.
Jeep Renegade: il SUV della Casa americana ha fatto breccia nel mercato europeo e continua ancora oggi ad essere uno dei più venduti. Lo stile è tipicamente Jeep, mentre le misure sono adeguate al traffico cittadino. La versione 4×4 è quella dotata di motori ibridi plug-in. Si parte da 39.500 euro.
Toyota Yaris Cross: l’ultima arrivata della Casa giapponese è la declinazione in chiave SUV della Yaris. Da quest’ultima si differenzia per lo stile molto più squadrato e la presenza della trazione integrale su alcune versioni. I prezzi partono da 30.600 euro.
Suzuki Vitara: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6
Jeep Renegade ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1
Jeep Renegade
Toyota Yaris Cross
I migliori SUV Elettrici
Molti sono anche i SUV elettrici che si stanno facendo largo nei listini dei vari costruttori. Scopriamo i modelli più interessanti:
BMW iX
Renault Megane E-Tech
Audi Q4 e-tron
BMW iX: uno stile di rottura e particolarmente controverso è ciò che salta subito all’occhio quando si osserva il SUV elettrico della Casa tedesca. Le linee possono dividere, ma i contenuti sono di prim’ordine. Il motore elettrico offre potenze da 326 a 523 CV così da mantenere inalterato il DNA sportivo del marchio. I prezzi partono da 84.000 euro.
Renault Megane E-Tech: il SUV elettrico di Renault condivide il nome con la rinomata berlina francese ma, di fatto, rappresenta un modello a se stante. Ha una potenza massima di 220 CV, erogati sulle sole ruote anteriori e un’autonomia di 470 km. I prezzi partono da 42.300 euro
Audi Q4 e-tron: SUV di taglia media che mette in mostra tutta la competenza della Casa dei quattro anelli nel mondo delle elettriche, la Q4 e-tron si presenta con uno stile futurista sia fuori che dentro. Sotto il cofano le potenze elettriche vanno da 170 a 265 CV. I prezzi partono da 45.700 euro.
Dopo il debutto della 3, sbarca sul mercato europeo anche la Seres 5, Suv elettrico premium di fabbricazione cinese. Il secondo modello del brand ad arrivare nel Vecchio Continente è appena stato presentato al Salone dell’Auto di Bruxelles, puntando su uno stile futuristico e su equipaggiamenti di alta gamma. Seres 5 sarà disponibile in tre livelli di potenza, con prezzi (per il momenti riferiti esclusivamente al mercato tedesco) che partono dai 63.900 euro.
La Seres 5 ha le dimensioni perfette per competere nell’affollato mondo dei Suv europeo. La lunghezza raggiunge i 4,7 metri, mentre larghezza e altezza raggiungono i 193 cm e i 162 cm rispettivamente. Il passo di 287 cm, comunque, garantisce un ottima abitabilità a bordo per 5 passeggeri. La capienza minima del bagagliaio si attesta a 367 litri, a cui vanno aggiunti 67 litri nel vano anteriore.
Dimensioni
Lunghezza
4.700 mm
Larghezza
1.930 mm
Altezza
1.625 mm
Passo
2.875 mm
Seres 5: esterni
La nuova Seres 5 si caratterizza per un design pulito fatto di linee semplici e sinuose. A differenza di molti modelli elettrici che spesso presentano griglie tappate, il frontale si distingue per la totale assenza di mascherina, lasciando spazio ai fari Led: questi vengono racchiusi in due firme luminose ai lati del muso, aggiungendo un tocco di aggressività.
Sulla fiancata si fa invece notare un bel gioco di pieni e di vuoti, che aiuta a movimentare la figura del Suv. Anche il retro è ben riuscito, con la fanaleria a sviluppo orizzontale integrata nel portellone che divide la sezione superiore, occupata interamente dal grande lunotto, da quella inferiore, dominata dal possente paraurti.
Seres 5: interni
Gli interni della nuova Seres 5 spiccano per l’alta qualità dei materiali utilizzati e per il tripudio di tecnologie. Entrando nell’abitacolo, infatti, si nota subito il grande schermo touch da 15,6″ per l’infotainment, affiancato da un secondo monitor da 12,3” dietro al volante dedicato alla strumentazione digitale. A questi, inoltre, viene affiancato l’head-up display, che proietta le principali informazioni utili al conducente sul parabrezza.
Ma a bordo troviamo anche tanti dispositivi di sicurezza e di assistenza alla guida. La nuova Seres 5 conta infatti su una pletora di sistemi di serie che le garantiscono una guida autonoma di Livello II, che includono il Cruise Control adattivo, l’Integrated Cruise Assistance, il Forward Collision Warning con frenata di emergenza, il Blind Area Monitoring e molto altro ancora.
Seres 5: motori
Il listino di Seres 5 destinato al mercato europeo attualmente include 3 versioni elettriche, diverse per potenza e prestazioni. Si parte con il modello Stardard 2WD, che dispone di un propulsore da 300 CV alimentato da batterie da 80 kWh. Salendo di livello troviamo la Premium che grazie al doppio motore dispone di trazione integrale: questa sfrutta la stessa batteria al ferro litio fosfato da 80 kWh della Standard, ma raggiunge una potenza di 585 CV. Il top di gamma è però rappresentato dalla Flagship 4WD, che allo stesso propulsore della Premium da 585 CV abbina un innovativo pacco batterie allo stato semi-solido da 90 kWh, che consente di puntare sulle prestazioni: scatta da 0 a 100 km/h in appena 3,7 secondi.
Seres 5: consumi
Trattandosi di un Suv elettrico, sarà più utile soffermarsi sull’autonomia che sui consumi. Il marchio dichiara percorrenze nell’ordine di 500 km con una sola ricarica per il modello Standard, calcolati su ciclo WLTP. Questo dato scende invece a 483 km per il più potente modello Premium ma, per quanto sia la versione più prestante, l’autonomia più alta viene registrata dalla versione Flagship, che dovrebbe essere in grado di percorrere 530 km con una sola ricarica.
Buoni anche i tempi di ricarica, che si dovrebbero aggirare intorno alle 9 ore per portare il pacco batterie dal 20 al 100% con collegamento a wallbox domestica, mentre connettendosi alle colonnine rapide si passa dal 20 all’ 80% di ricarica in 45 minuti.
Seres 5: allestimenti
Non si conoscono ancora i dettagli riguardo agli allestimenti di Seres 5. Tuttavia, si sa già che l’auto conterà su una ricca dotazione di serie, che include: fari Led, display da 15,6″ per l’infotainment, schermo da 12,3” per la strumentazione digitale, head-up display, Cruise Control adattivo, Integrated Cruise Assistance, Traffic Jam Assistant, Forward Collision Warning, Autonomous Emergency Braking, Blind Area Monitoring, Anti-lock braking system, Electronic stability program, Emergency brake system, Hill start assist control, Hill descent control, Lane keeping assist, Lane change assist, Lane Departure Warning System.
Seres 5: perché comprarla
Elettrica: il powertrain elettrico permette di scegliere un’auto prestante senza preoccuparsi di emissioni e blocchi del traffico.
Dotazioni: ottimi gli equipaggiamenti di serie, con ADAS e sistemi di sicurezza all’avanguardia.
Tecnologia: a bordo è un tripudio di tecnologie innovative, come i grandi display per infotainment, cruscotto digitale e schermo head-up.
Seres 5: prezzi
Non si conoscono ancora i prezzi relativi al mercato italiano, ma di seguito si trova il listino di Seres 5 aggiornato a gennaio 2023 con prezzi riferiti al mercato tedesco:
Da sempre la trazione posteriore è sinonimo di sportività: ancora oggi, infatti, le ruote posteriori motrici sono ciò che contraddistingue i modelli più potenti e prestanti in circolazione. Sebbene questa soluzione abbia diversi vantaggi rispetto alla trazione anteriore, risulta spesso costosa, ed è per questo che spesso è stata relegata alle fasce premium del mercato automobilistico.
Da qualche anno a questa parte, però, la trazione posteriore si è ritagliata una fetta sempre più ampia del mercato grazie all’avvento delle auto elettriche. Su questi modelli, infatti, la coppia viene di sovente ripartita sul retrotreno: la trazione posteriore sta dunque diventando sinonimo di efficienza, oltre che di alte prestazioni.
In questo breve guida presentiamo alcuni dei più recenti modelli a trazione posteriore, divisi per categoria, portando esempi sia di vetture che arrivano dal mondo dell’elettrico, sia di vere e proprie supercar.
Se si pensa ad automobili a trazione posteriore di certo non vengono subito in mente le minicar, tuttavia questo segmento è uno di quelli con il maggior numero di modelli a trazione posteriore. I motivi sono essenzialmente due: spesso sulle vetture più piccole il motore viene posto sull’asse posteriore, come nel caso di Smart, che l’ha sperimentato a partire dalla sua seconda generazione; perché in questo segmento si concentrano molti modelli elettrici, che come accennato spesso si servono delle ruote posteriori motrici.
Smart EQ Fortwo
In attesa dell’arrivo del primo Suv della casa, l’offerta di Smart è adesso interamente elettrica e a trazione posteriore. Attualmente, infatti, il listino del marchio include solo la Smart EQ Fortwo, anche in versione Cabrio. L’auto non è certo una vettura sportiva, anzi: è celebre per la sua utilità in contesti urbani. Anche per questo, le prestazioni non sono certo da fuoriclasse: l’auto conta su un propulsore da 82 CV, mentre l’autonomia dichiarata si ferma a 132 km. I prezzi partono da 20.090 euro.
Chi cercasse un’auto piccola a trazione posteriore ma con 4 posti per i passeggeri potrebbe invece optare per l’Honda e. La citycar giapponese è più prestante della rivale Smart, per quanto anche in questo caso la scelta della trazione posteriore è stata dettata più dalla motorizzazione elettrica che per aumentarne le prestazioni. Attualmente, l’unica versione disponibile in Italia è quella con motore da 156 CV, che dichiara un’autonomia di oltre 210 km e che ha un prezzo di listino che parte da 40.600 euro.
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Berline a trazione posteriore
A differenza delle minicar, in questa categoria di vetture troviamo dei modelli che puntano sulla trazione posteriore non tanto per motivi di efficienza, quanto per aumentarne le potenzialità di guida. Questo aumento delle prestazioni grazie alla trazione posteriore, però, si riflette certamente sui prezzi, che per accaparrarsi queste berline non sono certo bassi.
Alfa Romeo Giulia
Alfa Romeo sta per lanciare la nuova generazione di Giulia, ma nel frattempo le soluzioni disponibili a listino sono esclusivamente a quattro ruote motrici o a trazione posteriore. Queste ultime sfruttano la coppia sull’assale posteriore per permettere al guidatore di avere una maggior manovrabilità e sfruttare al meglio tutte le potenzialità del veicolo. I modelli a trazione posteriore di Alfa Romeo Giulia sfruttano tutti lo stesso motore: il 2.2 turbodiesel da 160 CV. In questo caso, i prezzi partono da 47.050 euro.
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Mercedes Classe C
Se si parla di berline a trazione posteriore non si può non citare la Mercedes Classe C, forse la più celebre di tutte. Come per la Giulia, anche in questo caso la scelta della trazione integrale è dettata principalmente dal desiderio di spingere al massimo le prestazioni. Attualmente il listino di Classe C include diversi modelli a trazione posteriore. Tra le diesel MHEV troviamo la C200d da 163 CV, la C220d da 200 CV e la C300d da 265 CV. Chi volesse un benzina può invece scegliere la C200 da 204 CV. In questo caso i prezzi vanno dai 51.641 euro ai 58.309 euro.
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Ma il top di gamma per quanto riguarda la trazione posteriore è costituito dai modelli plug-in: l’ibrida diesel-elettrica C300de da 326 CV e l’ibrida benzina-elettrica C300e da 333 CV, che costano rispettivamente 67.988 euro e 64.328 euro. Entrambi i modelli possono contare su ottime prestazioni, con scatto 0-100 km/h in appena 6,1-6,2 secondi e autonomia elettrica di oltre 110 km.
Station Wagon a trazione posteriore
Esistono poi vetture che, pur avendo una vocazione da familiari, puntano sulla trazione posteriore per non rinunciare alle prestazioni. In questa categoria troviamo specialmente Station Wagon di fascia premium perché, come accennavamo, la trazione posteriore aumenta le potenzialità aumentando allo stesso tempo anche i costi di produzione.
BMW Serie 3 Touring
Una delle più celebri vetture familiari a trazione posteriore è sicuramente la BMW Serie 3 Touring, che unisce una grande abitabilità di bordo con ottime prestazioni. Tutti i modelli della gamma Serie 3 che non dispongono della trazione integrale xDrive, siano essi benzina, diesel o ibridi, adottano la trazione posteriore.
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Partendo dai diesel, sono disponibili i modelli 316d da 122 CV, 318d da 150 CV, e 320d da 190 CV e 330d da 286 CV, con prezzi di listino che vanno dai 47.400 euro ai 60.700 euro. Tre invece i benzina: la 318i da 156 CV, la 320i da 184 CV e la 330i da 245 CV, con prezzi compresi tra i 47.200 euro e i 59.700 euro. Anche in questo caso, però, la vera prestanza si raggiunge con i modelli che sono anche più efficienti, ovvero quelli plug-in: si tratta della 320e da 204 CV e della 330e da 292 CV, che costano rispettivamente 56.500 euro e 61.300 euro.
Jaguar XF Sportbrake
Un’altra icona delle familiari di fascia premium che dispongono della trazione posteriore e certamente la Jaguar XF Sportbrake, che come la Serie 3 cerca un punto di incontro tra le prestazioni e la spaziosità. In questo caso, però, la gamma è meno articolata e dispone solamente di una motorizzazione diesel e una a benzina, entrambe dotate di impianto mild-hybrid. La prima, chiamata D200, eroga fino a 204 CV e il costo parte da 70.760 euro. La seconda, denominata P250, può contare su un propulsore da ben 250 CV e si può ottenere per non meno di 72.090 euro.
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Auto sportive a trazione posteriore
Infine, proponiamo qui alcune auto dalla vocazione prettamente sportiva, ovvero quelle che tradizionalmente di più hanno usato la trazione posteriore. In questo caso l’efficienza c’entra poco: la coppia viene ripartita sul retrotreno per esprimere tutte le potenzialità delle vetture e rendere la guida molto più divertente.
Toyota GR86
Una delle più recenti novità in questo segmento è l’ultima generazione della Toyota GR86, lanciata nel 2021. L’auto è una delle vetture più votate alle prestazioni prodotte dalla casa giapponese e si propone come una sportiva alla portata di tutti. Effettivamente, stando ai listini, per mettere le mani su una GR86, che monta un potente 2,4 litri benzina da 235 CV, basterebbero poco più di 34.000 euro. Tuttavia, ad oggi le GR86 in stock sono terminate e bisognerà aspettare la ripartenza della produzione per accaparrarsene una nuova.
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Mazda MX-5
Un’altra icona delle sportive a trazione posteriore è sicuramente la Mazda MX-5. La piccola due posti è disponibile sia in versione coupé che cabrio e, se si tiene conto della qualità degli equipaggiamenti e del motore, risulta anche abbastanza abbordabile. Attualmente il listino prevede solo due motorizzazioni, entrambe benzina a trazione posteriore: l’1,5 litri da 132 CV e il 2,0 litri da 184 CV (anche con cambio automatico). I prezzi partono da un minimo di 29.900 euro per i modelli meno potenti, e da 34.950 euro per le versioni con unità da 184 CV.
Se pensate che la Renault Megane R.S. sia semplicemente una normale due volumi di medie dimensioni con un motore più potente, assetto più rigido e freni maggiorati, beh, siete completamente fuoristrada. La Megane R.S., soprattutto in allestimento Trophy come quello oggetto di questa prova di Automobile.it, è una vera sportiva. Di quelle pensate per emozionare tra di cordoli di un circuito più che per fare bella figura all’aperitivo in centro. Si tratta di un’auto concreta che, pur rimanendo trasversale e sfruttabile nel quotidiano, sa anche essere incredibilmente efficace e divertente tra le curve. Merito soprattutto di soluzioni tecniche rare in questo segmento di mercato.
La divisione sport di Renault sarà rimpiazzata dal marchio Alpine, ma prima, il costruttore francese ha deciso di rilasciare un’ultima versione di Renault Megane R.S., denominata Ultime. Su base Trophy da 300 CV e 420 Nm, questa inedita variante sportiva sarà venduta in una serie limitata di 1976 esemplari, cifra che richiama e celebra l’anno di nascita della Renault Sport. Fino all’esaurimento delle scorte, Ultime sostituirà nei listini tutte le altre Mégane R.S. Questo allestimento si distingue per le bande nero opaco applicate sul tetto, sul cofano, sui parafanghi e sui paraurti. Nell’abitacolo troviamo, invece, la firma Laurent Hurgon, pilota e collaudatore storico di Mégane.
Renault Megane: prezzi, dimensioni e prova su strada
Renault Megane: prezzi, dimensioni e prova su strada 1
Renault Megane: prezzi, dimensioni e prova su strada 2
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Renault Megane: prezzi, dimensioni e prova su strada 9
Renault Megane: prezzi, dimensioni e prova su strada 10
Dal punto di vista estetico, la dotazione include anche finiture nere su loghi, maniglie, cerchi e cornici dei finestrini, ma non solo. A rendere Ultime ancora più accattivante ci pensa la colorazione nero lucida applicata sul paraurti anteriore e il logo con la denominazione della variante ad effetto sfumato. Osservando l’abitacolo saltano all’occhio il quadro strumenti digitale da 10 pollici e l’infotainment da 9,3 pollici. Per impreziosire gli interni, poi, Ultime si dota di sedili Recaro rivestiti di Alcantara color nero titano con logo R.S. ricamato. Lato Adas, le novità riguardano il cruise control adattivo e le telecamere a 360°. Su richiesta è poi possibile aggiungere il tetto apribile, l’head-up display e un telo personalizzato da interni. Per quanto riguarda l’assetto, infine, l’ultima versione sportiva di Mégane si caratterizza per freni firmati Brembo, asse posteriore sterzante 4Control e cerchi da 19 pollici con pneumatici semi-slick Bridgestone S007.
Renault Megane R.S.: dimensioni
Nonostante le proporzioni siano quelle di una “normale” Megane, le dimensioni della variante firmata Renault Sport sono leggermente diverse. Il merito, oltre che dei nuovi paraurti, va anche e soprattutto alle carreggiate notevolmente allargate rispetto alle versioni più tranquille del modello. Grazie a queste modifiche, la lunghezza della Megane R.S. raggiunge i 4,36 metri mentre la larghezza è di 1,87 metri. Scende invece l’altezza totale della vettura, fermandosi a 1,42 metri.
Dimensioni
Lunghezza
4.364 mm
Larghezza
1.875 mm
Altezza
1.428 mm
Passo
2.672 mm
Renault Megane R.S.: esterni
Basta una veloce occhiata per rendersi immediatamente conto che ci si trova al cospetto della più prestazionale delle Megane. La R.S. spicca nel panorama delle compatte sportive per la sua capacità di urlare tutto il suo potenziale prestazionale anche stando semplicemente ferma. Artefici di questo forte impatto visivo sono i parafanghi visivamente allargati per far rientrare nella sagoma della vettura i grandi cerchi da 19 pollici, “spinti verso l’esterno” dalle carreggiate allargate. Quelli davanti, inoltre, ospitano due scenografici sfoghi d’aria, preposti a dissipare il calore che si genera all’interno del vano motore.
Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 12
Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 10
Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 13
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Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 15
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Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 17
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Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 19
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Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 23
Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 24
Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 2
Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 3
Dal sapore decisamente sportivo anche i paraurti. Quello anteriore è caratterizzato dalle prese d’aria di grandi dimensioni, davanti alle quali fa bella mostra di se uno splitter che rimanda al mondo della Formula 1. Molto particolari le luci di posizione ricavate nelle prese d’aria laterali, che riproducono nella forma il logo di Renault Sport. Cattivo il posteriore. Al centro del paraurti spicca la presenza dello scarico, incorniciato da un grande estrattore, la cui funzione non è soltanto estetica. Partendo dall’asse posteriore, infatti, questo è realmente in grado di creare downforce per aumentare la stabilità della Megane R.S.
Renault Megane R.S.: interni
Gli interni della Megane R.S ricalcano nelle forme e nei contenuti quelli delle Megane meno potenti. Gli elementi che differenziano la R.S sono però i sedili a guscio firmati Recaro, che assicurano un’ottimo contenimento del corpo anche nella guida più sportiva, e il volante parzialmente in Alcantara con parte bassa tagliata. Non mancano poi elementi come la pedaliera in alluminio e la grafica del quadro strumenti dedicata.
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Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada 1
Renault Megane RS: prezzi, dimensioni e prova su strada
Questa, infatti, è una delle principali novità dell’ultimo Model Year della Megane R.S. Il quadro strumento è ora interamente digitale: di base vengono proposte due differenti grafiche in base alla modalità di guida selezionata, ma queste possono essere ulteriormente modificate dal conducente, richiamando sul display specifici dati sul funzionamento della vettura. Per il resto, al centro della plancia resta il grande schermo del sistema di infotainment a sviluppo verticale, semplice da usare e dalla grafica molto chiara.
Renault Megane R.S.: motori
Con l’ultimo aggiornamento, sono due i motori disponibile per la Megane R.S. Troviamo ancora l’1.8 turbo a quattro cilindri, accreditato di una potenza massima di 300 CV a 6.000 giri per 400 Nm di coppia a partire da 3.200 giri, abbinato trasmissione automatica a doppia frizione EDC a sei rapporti o con cambio manuale. Si tratta di un propulsore non solo molto potente, in grado di far scattare la Megane R.S. da 0 a 100 km/h in soli 5,8 secondi e di raggiungere una velocità massima di 255 km/h, ma anche molto tecnologico. Tra le soluzioni più interessanti troviamo la turbina montata su cuscinetti a sfera in ceramica, che permette di ridurre gli attriti, limitando notevolmente il turbo-lag.
Renault Megane R.S.: consumi
Trattandosi di una sportiva, aspettarsi consumi contenuti da parte della Renault Megane R.S. sarebbe semplicemente stupido. Tuttavia, nonostante i 300 CV a disposizione, le medie non sono cos’ malvage. Il costruttore francese per la sua hothatch dichiara un consumo medio di 12,9 km/l. Noi, nel corso del nostro test, durante il quale non abbiamo di certo risparmiato la Megane, abbiamo fatto registrare una media di circa 10 km/l.
Renault Megane R.S.: come va
Per quanto verrebbe naturale cominciare dal motore per descrivere la nuova Renault Megane R.S. noi preferiamo partire da quello che è forse in grado di rendere così esclusiva ed efficace la più cattiva delle Megane: l’assetto. Tratto distintivo della R.S. è l’utilizzo delle quattro ruote sterzanti, con quelle posteriori che, fino a 60 km/h, girano controfase rispetto a quelle anteriori, per poi muoversi nella stessa direzione una volta superata questa velocità. Il tutto si traduce in inserimenti in curva fulminei e percorrenze precise e stabili, con il posteriore che non solo segue fedelmente la traiettoria impostata, ma aiuta anche a chiudere la curva agevolando poi l’uscita.
Insieme alle quattro ruote sterzanti, sulla variante Trophy lavora anche un differenziale autobloccante meccanico Torsen, che rende l’avantreno molto preciso soprattutto in inserimento, e contribuisce a limitare il pattinamento delle ruote quando in uscita di curva si affonda il piede sul gas. E qui, del resto, di potenza da tenere a basa ce n’è tanta. I 300 CV si sentono tutti, ma nonostante la sovralimentazione arrivano tutti piuttosto in alto. Il 1.8 da il meglio di se oltre i 4.000 giri, soglia oltre la quale urla con una voce profonda e gutturale in grado di inebriare qualsiasi appassionato, e che invoglia a spingere ancora più a fondo sul gas. Ottimo anche il cambio EDC. Non è dei più veloci disponibili sul mercato, ma permette comunque al 1.8 di esprimersi al meglio grazie alla precisione e la puntualità dei suoi innesti, tanto in salita quanto in scalata.
Degno di nota anche l’impianto frenante. Anche in questo caso i tecnici di Renault Sport hanno sfornato una chicca: L’impianto anteriore è costituito da due materiali: il disco è in acciaio, morso da una pinza in monoblocco a quattro pompanti, mentre la campana su cui questo è montato è in alluminio, per ridurre il peso delle masse non sospese. Meno 1,8 chilo per ruota per essere precisi. Il che si traduce in un peso complessivo non così alto per una vettura di questa categoria: poco più di 1.400 kg.
Renault Megane R.S.: allestimenti
Due gli allestimenti previsti per la nuova Renault Megane RS, anche se per caratteristiche tecniche si potrebbero quasi definire due differenti modelli:
R.S.: molto ricca la dotazione, anche senza attingere alla lista optional.
Trophy: grazie ad alcune soluzioni tecniche si dimostra ancora più votata all’uso sportivo.
R.S.: tra le dotazioni di serie troviamo Bottone R.S. Drive, Renault MULTI-SENSE con 5 modalità di guida (inclusa la modalità Race), Sistema 4CONTROL con 4 ruote sterzanti, Telaio Sport con 4 fine corsa idraulici di compressione Design esterno, Cerchi in lega da 18’’ ESTORIL Metal Grey, Design minigonne laterali specifico R.S. con effetto fondo piatto, Design parafanghi anteriori specifico R.S. con diffusori d’aria e badge Renault Sport, Design parafanghi posteriori specifico R.S., Design paraurti anteriore specifico R.S. con lama F1 Gun Metal Grey, griglia della calandra a nido d’ape con logo R.S., Design paraurti posteriore specifico R.S. con diffusori d’aria e scarico centrale, Firma luminosa R.S. VISION Full LED a 3 funzioni (fari fendinebbia, luci di svolta, luci di profondità), Luci Full LED PURE VISION con firma luminosa C-Shape con indicatore di direzione integrato, Nuovo logo posteriore R.S., Retrovisori esterni dark metal, Spoiler posteriore specifico R.S. Design interno, Ambient lighting, Cielo del tetto in armonia carbone scuro specifica R.S., Clima automatico bi-zona, Pedaliera sportiva in alluminio, Retrovisori esterni con sensore di temperatura e ripiegabili elettronicamente, Sedile conducente con regolazione lombare, Sedile conducente e passeggero regolabile in altezza, Sedili anteriori riscaldabili (solo con sellerie in Alcantara), Sedili posteriori ribaltabili 1/3 – 2/3, Sedili sportivi specifici R.S. con poggiatesta integrato, Sellerie in tessuto Carbone Scuro con impunture rosse specifiche R.S., Sensori pioggia e luminosità, Soglie porta anteriori cromate Renault Sport, Volante e pomello della leva del cambio in pelle, Nappa traforata specifica e con logo R.S. Multimedia, Presa 12 V anteriore e posteriore, R-LINK2 compatibile con Android Auto ed Apple car Play, sistema di navigazione con touchscreen da 8,7’’ comprensivo di 2 prese USB, cartografia Europa e Radio DAB Sicurezza, Airbag anteriori conducente e passeggero (disattivabile), Airbag laterali a tendina anteriori e posteriori, Airbag laterali bacino/torace conducente e passeggero anteriore, Cruise Control, Indicatori di direzione a LED integrati nei retrovisori esterni, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Sensori di pressione pneumatici, Sistema 4CONTROL con 4 ruote sterzanti, Sistema di ancoraggio ISOFIX, Visio System (allarme superamento della linea di carreggiata e riconoscimento della segnaletica stradale).
Trophy: agli equipaggiamenti di serie su R.S. la Trophy aggiunge alcuni elementi quasi tutti di stampo tecnico. Telaio Cup con differenziale a slittamento limitato Torsen®, molle/ammortizzatori specifici, 4 sospensioni idrauliche a compressione, pinze dei freni rosse, Sistema di scarico con valvola modulabile attraverso il sistema Renault Multi-Sense® (apertura a seconda della modalità di guida), Turbo con sfere dei cuscinetti in ceramica, Pinze dei freni Brembo® rosse, R.S. Monitor Design esterno, Stripping TROPHY su lama F1, Cerchi in lega 19” JEREZ tritono.
Renault Megane R.S.: perché comprarla
Prestazioni: La perfetta messa a punto di telaio e motore rendono la Megane R.S. una delle migliori compatte a trazione anteriore sul mercato.
Design: la Megane R.S. fa di tutto per non nascondere il suo potenziale prestazionale anche alla vista.
Dotazioni: molto ricca la dotazione proposta di serie.
Renault Megane R.S.: prezzo
Di seguito ecco il listino prezzi della Renault Megane R.S. aggiornato a gennaio 2023:
Sono stati anni un po’ complicati per SsangYong, ma il 2023 sarà l’anno del rilancio per il costruttore asiatico. Nel corso dell’anno, infatti, verranno lanciati due nuovi modelli, entrambi Suv. Il primo sarà la variante a batteria del Korando, mentre il secondo sarà un modello inedito, di dimensioni generose, che anticiperà le linee dei futuri modelli del brand.
SsangYong Korando E-Motion
SsangYong Torres
SsangYong Korando E-Motion
Il primo modello ad essere lanciato sarà la variante elettrica della Korando. Questa, in realtà, è già in vendita da alcuni mesi in diversi mercati Europei. In Germania, ad esempio, viene proposta ad un prezzo di poco inferiore ai 40.500euro, ma il prezzo per il nostro mercato non è ancora stato comunicato. Ad alimentarlo provvede una batteria agli ioni di litio con una capacità di 61,5 kWh, che manda energia ad un motore elettrico montato sull’asse anteriore capace di sviluppare una potenza massima di 190 CV. L’autonomia dichiarata, invece, raggiunge i 340 km.
SsangYong Torres
Ma la novità più importante di casa SsangYong a vedere la luce nel 2023 sarà la Torres. Si tratta di un Suv di medie dimensioni, lungo 4,7metri, capace di ospitare fino a sette passeggeri. Anche di lui, per il momento, si hanno poche informazioni. Dovrebbe essere disponibile sia in variante alimentata da un motore endotermico (probabilmente un 1.5 turbo a benzina da 170 CV), sia in variante elettrica.