Acquisto auto o noleggio a lungo termine: tutto quello che c’è da sapere

Acquisto auto o noleggio a lungo termine?

C’è chi è pronto a giurare che l’era del possesso sia finita: sempre di più pagheremo per usare ciò che ci serve quando ci serve evitando di accumulare cose che invecchiano, si rompono, occupano spazio, danno grattacapi. Che i tempi siano maturi anche per l’auto? Ecco tutto ciò che c’è da sapere per scegliere se comprare o noleggiare a lungo termine un veicolo.

INDICE
Promessa zero pensieri
Noleggio a lungo termine: non è un finanziamento e non è un leasing 
A cosa fare attenzione
Poca trasparenza
Se qualcosa va storto
Ma allora conviene o no?

Se ti dicessero che pagando un canone mensile che include un certo chilometraggio annuo (in genere 10-15.000 km) e alcuni servizi aggiuntivi come il bollo, l’Rc auto, l’assicurazione furto/incendio e rischi diversi (inclusa la polizza Kasko), la manutenzione ordinaria e straordinaria, puoi avere tra le mani un’auto nuova fiammante ogni due, tre, quattro o cinque anni, a seconda delle tue esigenze, cosa penseresti? Troppo bello per essere vero?

Eppure la promessa del noleggio a lungo termine è proprio questa: un semplice canone mensile (ma in alcuni casi è previsto anche il versamento di un anticipo), copre tutto il necessario e ti libera da spese impreviste. Un prodotto tradizionalmente riservato ad aziende e professionisti con Partita Iva, che godono di particolari agevolazioni fiscali, può essere interessante e conveniente anche per un consumatore privato?

Cominciamo con il fare chiarezza su cos’è il noleggio a lungo termine. Il contratto che firmi non è un contratto di finanziamento ma di locazione. Non stai, insomma, pagando delle rate perché l’auto un giorno diventi tua, ma ti impegni a versare un canone mensile come contropartita all’uso dell’auto e dei servizi aggiuntivi legati al noleggio.

La proprietà dell’auto rimarrà per tutto il periodo in capo alla società che la noleggia. Detto questo, prima di concedere il noleggio, la società sottopone il futuro cliente a un’analisi di tipo finanziario. Ti potrà chiedere un cedolino dello stipendio o l’ultima dichiarazione dei redditi e poi interrogherà i SIC (sistemi di informazione creditizia) per capire se sei un tipo puntuale nel pagare le rate dei finanziamenti. Se non passi l’analisi, cioè se la società di noleggio reputa che tu possa essere un cattivo pagatore, il noleggio può venire negato.

E che differenza c’è tra noleggio a lungo termine e leasing? La società di leasing cede la proprietà dell’auto al privato dietro il pagamento di un canone mensile e, al termine del periodo di leasing, il cliente può spesso riscattare la proprietà del veicolo pagando una rata finale. In pratica, nel leasing, anziché acquistare subito l’auto, si decide di pagarla un po’ alla volta, suddividendo il costo d’acquisto in una rata iniziale, dei canoni mensili e una rata finale. Mentre nel leasing si diventa a un certo punto proprietari del veicolo, anche se solo quando si versa la rata prevista per il riscatto, nel caso del noleggio la proprietà dell’auto rimane sempre alla società.

Ora che sai di che si tratta, è arrivato il momento di valutare le diverse voci di spesa e i servizi previsti dal contratto di noleggio, per capire dove potrebbe nascondersi qualche imprevisto:

  • Anticipo. In molti casi è richiesto un anticipo del 10-20% del prezzo di listino dell’auto al momento della stipula del contratto. Se il contratto ha durata di 36 mesi ma tu recedi dopo un anno, ti sarà restituita la quota di anticipo relativa al periodo successivo al recesso. Per esempio, se hai versato 3.600 euro di anticipo e recedi dopo 12 mesi, la società ti restituirà 2.400 euro. Preferisci non pagare l’anticipo, la cui entità di solito non è trascurabile? In molti casi questo può essere azzerato, aumentando però il canone periodico.
  • Deposito cauzionale. Non va confuso con l’anticipo. Si tratta di una somma messa da parte dalla società di noleggio, che potrà attingervi in caso di canoni non pagati o danni al veicolo noleggiato. Non viene chiesto a tutti, ma solo in situazioni particolari di rischio, ovvero quando la società teme che tu possa non essere un ottimo debitore.
  • Manutenzione. L’auto va restituita in buone condizioni a fine noleggio. Sei tu che dovrai occuparti della manutenzione ordinaria e straordinaria da fare presso officine convenzionate con la società di noleggio. Di solito nel canone di noleggio è inclusa la copertura Kasko per le riparazioni, che quindi non pagherai di tasca tua, fatta salva l’eventuale franchigia.
  • Assicurazioni. Anche per le altre coperture assicurative incluse nel canone di affitto possono esserci scoperti o franchigie, cioè percentuali delle spese dei sinistri che restano a carico tuo. In qualche caso le franchigie si possono eliminare aumentando il canone di noleggio.
  • Auto sostitutiva. La possibilità di avere un’auto alternativa in uso quando la propria è ferma per riparazioni è spesso offerta ai clienti, ma richiede il pagamento di una somma aggiuntiva rispetto al canone di noleggio base.
  • Pneumatici. Nella maggior parte dei casi il canone comprende un cambio gomme (estate/inverno) e il cambio in caso di gomme usurate.

La stragrande maggioranza dei preventivi e dei contratti viene gestita online e successivamente per telefono, cosa che non garantisce molta trasparenza sulla totalità delle condizioni e delle clausole. Sul sito della società di noleggio ti verrà richiesto di compilare un modulo con i tuoi dati personali (per un preventivo di massima), i tuoi contatti e la richiesta di poterli utilizzare. Poi sarai ricontattato da un consulente della società, che ti chiederà informazioni aggiuntive di tipo finanziario, come il cedolino dello stipendio, la dichiarazione dei redditi, le ultime bollette pagate.

Nella più recente inchiesta svolta da Altroconsumo (consultabile per i soci sul sito di Altroconsumo), tra le principali società di noleggio a lungo termine abbiamo trovato le modalità di preventivazione impiegate molto aggressive: per avere un preventivo più dettagliato bisogna comunicare dati personali e finanziari in una quantità e in un dettaglio che reputiamo eccessiva.

Verifica bollo auto: il check anche online

A questo punto quello che ti arriva via mail è però solo il preventivo, appunto, senza la possibilità di avere un quadro completo del contratto, delle clausole che contiene e delle condizioni assicurative, tutte informazioni che non si trovano neanche sui siti delle società. In fase precontrattuale tutte queste condizioni, che poi determinano gli obblighi di chi prende la macchina a noleggio, con relative conseguenze economiche, non vengono rese esplicite.

Prenditi il tuo tempo per chiedere e valutare tutta la documentazione essenziale, quindi appunto il preventivo, il contratto e le condizioni assicurative, la proposta di noleggio (che dettaglia e integra le condizioni variabili di noleggio) e poi il verbale di consegna, che descrive le condizioni dell’auto quando la ricevi e va firmato al momento del ritiro.

Siccome i contratti vengono stipulati al di fuori dei locali commerciali (via internet o al telefono), hai comunque 14 giorni dal momento della firma per esercitare il diritto di recesso se ti dovessi rendere conto che le condizioni contenute nel contratto non sono per te vantaggiose.

Se prendi una multa per violazione del Codice della Strada sarai tu a doverne rispondere. Nel caso in cui la multa dovesse arrivare alla società di noleggio, in quanto proprietaria dell’auto, questa te la inoltrerà, addebitandoti le spese amministrative aggiuntive per il disturbo (tra i 10 e i 20 euro). Oppure ti addebiterà l’importo sul canone mensile o al momento della restituzione dell’auto alla fine del noleggio.

Che succede invece in caso di incidente? Devi avvertire la società di noleggio entro tre giorni, per non pagare penali. La società paga il sinistro o comunque si occupa della riparazione dell’auto presso un’officina convenzionata. Se gli incidenti diventano troppi nel corso del noleggio, in genere più di sei, la società potrebbe anche recedere unilateralmente dal contratto.

Tieni presente che tutte le auto noleggiate a lungo termine sono dotate di quella che viene chiamata scatola nera. Serve a poter localizzare l’auto in caso di furto, a controllare lo stile di guida di chi ha noleggiato l’auto e in caso di incidente a fornire elementi utili sulla dinamica. Se, per esempio, emergesse che hai superato il limite di velocità in un sinistro in cui sei stato coinvolto, potrebbe scattare la rivalsa da parte della compagnia assicurativa.

Il canone di noleggio, che dovrà essere pagato con addebito diretto sul conto corrente, è determinato da diverse variabili:

  • durata del contratto di noleggio;
  • chilometri percorsi nell’arco di un anno;
  • marca e modello dell’auto scelta e valore di mercato;
  • eventuali servizi aggiuntivi.

Il canone dovrebbe restare fisso per tutta la durata del noleggio. Tuttavia, molti contratti prevedono la possibilità per le società di noleggio di modificarne l’importo a causa dell’aumento delle tasse, dei costi dei premi assicurativi, del bollo ecc. Si tratta di un ventaglio ampio di motivi sui quali il cliente non ha un vero controllo. In ogni caso se ti comunicano che il canone sta per aumentare, e la cosa non ti sta bene, puoi recedere dal contratto senza penali. Inoltre, se si paga in ritardo, alla società sono dovuti gli interessi di mora.

Per capire se ti conviene comprare o noleggiare, occorre sommare tutte le spese relative all’acquisto e confrontarle con la somma di anticipo e canoni del noleggio. Vediamo come.

Comprare Noleggiare
+ Costo dell’auto

+ Interessi e spese prestito (rate o leasing)

+ Bollo e immatricolazione

+ Coperture assicurative

+ Manutenzione

+ Cambio pneumatici

– Valore di realizzo dell’auto a fine periodo

+ Anticipo (Iva inclusa)

+ Canone mensile (Iva inclusa) per i mesi di noleggio

 

In pratica, devi valutare se il valore che l’auto che compri, alla fine del periodo per il quale potresti noleggiarla, sia sufficiente ad ammortizzare le spese sostenute per far risultare l’acquisto più conveniente rispetto al noleggio. Per esempio, un’inchiesta di Altroconsumo che prendeva in considerazione tre scenari ha messo in evidenza come per una citycar elettrica e per un’auto di grossa cilindrata sia più conveniente il noleggio, mentre per la citycar a benzina la convenienza non è così chiara.

Adesso tocca a te fare i conti e decidere quale scelta è la più conveniente per le tue esigenze.

 

 

 

Acquisto auto da concessionario: ecco i controlli da fare prima di concludere l’affare

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

Firmare il contratto di acquisto di un’auto da un concessionario è sempre un momento importante, considerando anche le cifre in ballo, e per essere sicuri di comprare la vettura perfetta per le proprie esigenze è importante effettuare determinati controlli.

In questa breve guida trovate tutti i passaggi da compiere prima di concludere l’acquisto di un’auto al concessionario.

INDICE
Comprare auto nuova: il test drive
Come formulare un’offerta per acquisto auto da concessionario
Contratto acquisto auto: cosa controllare
Ritiro auto nuova cosa controllare
Stipulare una nuova assicurazione dopo l’acquisto auto
La registrazione auto
Passaggio di proprietà acquisto auto da concessionario

Provare l’auto che si vuole acquistare è l’unico modo per capire se la vettura sia effettivamente quella che fa al caso vostro. Valutare come ci si trova al volante, se il motore prescelto è soddisfacente, capire se l’abitabilità interna può andare bene per le esigenze di carico sono tutti fattori che si potranno comprendere in occasione del test drive. Consigliamo, quindi, di non acquistare mai un veicolo senza prima averlo provato.

Se il test drive ha soddisfatto le vostre aspettative è giunto il momento di negoziare col venditore. Cercate di capire quali sconti sono presenti, se l’auto può usufruire o meno degli incentivi governativi, quali accessori sono presenti di serie e quali a pagamento e fate mettere tutte queste informazioni nero su bianco nel contratto. In questo modo, potete ottenere diversi vantaggi e pagare davvero il minimo indispensabile per acquistare la vostra auto.

Trovato l’accordo col concessionario sul prezzo di acquisto sarà giunto il momento di capire quali modalità di pagamento scegliere e quali servizi aggiuntivi si vorranno adottare. Infatti, bisogna valutare quali sono i vantaggi e gli svantaggi legati alle diverse opzioni disponibili.

Per esempio, acquistare l’auto pagando in un’unica soluzione può comportare uno sconto. Se invece si procederà all’acquisto auto con finanziamento, sarà fondamentale controllare sia i costi di avvio della pratica che i tassi di interesse applicati. Nel contratto di acquisto dovranno essere riportati sia i costi del finanziamento che la rata mensile da corrispondere con i relativi interessi, sia il prezzo finale, gli optional, i pacchetti ed i costi di preparazione e trasporto.

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Una volta che l’auto nuova sarà arrivata in concessionaria sarà la stessa a contattarvi per informarmi dell’arrivo. In questo momento toccherà a voi che la vettura sia esattamente quella indicata nel contratto. Controllate quindi che motore, colore, allestimenti ed optional siano quelli prescelti e fate estrema attenzione che gli interni e gli esterni si presentino immacolati altrimenti potrete pretendere che il concessionario ripari i danni a sue spese.

Per poter circolare con l’auto nuova sarà fondamentale sottoscrivere una nuova assicurazione. In questo caso si dovrà contattare la propria compagnia assicurativa e comunicare il numero di targa della vettura per stipulare una nuova polizza. L’assicurazione invierà un documento provvisorio che consentirà di poter guidare sino all’arrivo del contratto.

Tra le altre pratiche fondamentali che la concessionaria dovrà compiere prima di completare l’acquisto c’è anche la registrazione dell’auto. Questo procedimento comporterà un costo supplementare, che si sommerà al prezzo finale della vettura ed includerà l’IPT, l’imposta di trascrizione dovuta alla provincia di residenza.

L’ultimo step da compiere prima di potersi mettere al volante dell’auto è il passaggio di proprietà, cioè l’atto che permette di diventare i legittimi proprietari del veicolo che si vuole acquistare. Grazie a questo procedimento sarà possibile trascrivere nei pubblici registri la titolarità di un bene da un soggetto (venditore) a un altro (acquirente). Al momento della conclusione della trattativa ci sarà la firma del contratto di vendita, ed entro i successivi 60 giorni si dovrà aggiornare il libretto di circolazione riportando i dati del nuovo proprietario.

 

Cose da sapere

Perché fare il test drive dal concessionario?

Provare l’auto che si vuole acquistare è l’unico modo per capire se la vettura sia effettivamente quella che fa al caso vostro. Valutare come ci si trova al volante, se il motore prescelto è soddisfacente, capire se l’abitabilità interna può andare bene per le esigenze di carico sono tutti fattori che si potranno comprendere in occasione del test drive.

Come fare un’offerta per l’acquisto auto dal concessionario?

Cercate di capire quali sconti sono presenti, se l’auto può usufruire o meno degli incentivi governativi, quali accessori sono presenti di serie e quali a pagamento e fate mettere tutte queste informazioni nero su bianco nel contratto.

Cosa controllare nel contratto di acquisto auto?

Se si procederà all’acquisto auto con finanziamento è fondamentale controllare sia i costi di avvio della pratica che i tassi di interesse applicati. Nel contratto di acquisto dovranno essere riportati sia i costi del finanziamento che la rata mensile da corrispondere con i relativi interessi, sia il prezzo finale, gli optional, i pacchetti ed i costi di preparazione e trasporto.

Cosa controllare al momento di ritiro dell’auto dal concessionario?

In questo momento toccherà a voi che la vettura sia esattamente quella indicata nel contratto. Controllate quindi che motore, colore, allestimenti ed optional siano quelli prescelti e fate estrema attenzione che gli interni e gli esterni si presentino immacolati altrimenti potrete pretendere che il concessionario ripari i danni a sue spese.

Come funziona la registrazione auto in caso di acquisto dal concessionario?

La registrazione dell’auto è una pratica che la concessionaria dovrà compiere prima di completare l’acquisto. Questo procedimento comporterà un costo supplementare, che si sommerà al prezzo finale della vettura ed includerà l’IPT, l’imposta di trascrizione dovuta alla provincia di residenza.

Finanziamento auto: tutto quello che c’è da sapere

Finanziamento auto: come funziona?

Quando ci si appresta ad acquistare un’auto, nuova o usata che sia, non tutti possono permettersi di sborsare l’intera somma in un unico pagamento: in questo caso si può ricorrere a un finanziamento, che permette di comprare il veicolo versando l’importo in più rate. Ci sono diverse possibilità per questa formula di acquisto di un’autovettura, ma è fondamentale conoscere tutti i dettagli per capire cos’è e come funziona il finanziamento auto.

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INDICE
Cosa sono i finanziamenti per acquisto auto
Le forme di finanziamento
Dove richiedere un finanziamento
Finanziamento auto: i tassi di interesse
Finanziamento auto usata
Finanziamento auto concessionaria
Le spese accessorie

Nonostante la stretta creditizia in vigore ormai da diversi anni, il mercato dell’auto ha sempre tenuto aperta la porta dei finanziamenti per consentire ad un numero sempre maggiore di clienti di poter acquistare la vettura dei propri sogni e non perdere così quote importanti.

Il finanziamento auto è un sistema di pagamento alternativo che permette di acquistare un veicolo senza dover versare l’intero importo tutto insieme, ma invece versando delle rate mensili (che spesso implicano una qualche maggiorazione del prezzo del veicolo a causa degli interessi).

La domanda che spesso ci si pone prima di procedere alla sottoscrizione di questa tipologia di contratto è sempre la stessa: “il finanziamento auto come funziona?”. E’ bene chiarire che sono presenti numerose tipologie di finanziamento come, ad esempio, la cessione del quinto dello stipendio, i prestiti personali o il leasing ed è sempre opportuno confrontare le differenti tipologie di offerta per trovare quella più adeguata alle proprie finanze e che magari sia anche la più conveniente.

Una prima forma di finanziamento per l’acquisto auto è il prestito personale. In questo caso bisogna rivolgersi ad una società di credito esterna che, una volta valutata positivamente la solvibilità del debitore, erogherà la somma di denaro necessaria per comprare il veicolo. Questa dovrà poi essere ripagata dal contraente in rate mensili, con un determinato tasso di interesse sull’importo totale a seconda dell’istituto di credito scelto.

Una forma di finanziamento più comune è però il prestito finalizzato: in questo caso è direttamente la concessionaria a fare da intermediaria tra il compratore e l’istituto di credito che eroga il prestito. Anche in questo caso, una volta che la società creditrice avrà versato la somma necessaria all’acquisto dell’auto alla concessionaria, il contraente dovrà ripagare il prestito a rate mensili. Questa procedura può risultare più facile rispetto a un prestito personale, ma non concede al contraente molta libertà nella scelta dell’istituto di credito che eroga il finanziamento.

Per pagare le rate del finanziamento, che si scelga un prestito personale o finalizzato, è comune ricorrere all’addebito diretto sul proprio conto corrente. In questo caso, l’istituto di credito addebiterà l’importo della rata direttamente sul conto corrente indicato dal contraente al momento della sottoscrizione del finanziamento. Tuttavia, a volte è possibile optare per la cessione del quinto dello stipendio, o della pensione, per cui non si dovrà provvedere a pagare mensilmente le rate del finanziamento, ma queste verranno trattenute direttamente dalla dalla busta paga o dal cedolino pensione (nella misura massima di un quinto dello stipendio o della pensione).

Finanziamento auto tasso zero: ecco cosa sapere

Leasing

Un’ultima forma di finanziamento è il leasing. Questo, tecnicamente, è un contratto di locazione finanziaria con cui la società di leasing (concedente) mette a disposizione del proprio cliente (utilizzatore) un bene mobile o immobile, strumentale alla propria professione attività imprenditoriale, dietro il pagamento di un canone periodico. Insomma, si tratta di una specie di abbonamento che consente di usare un determinato bene finché viene pagato.

In più, in molti casi, chi sceglie il leasing può richiedere il riscatto del veicolo, che consente all’utilizzatore di acquistare la vettura pagando il prezzo della stessa scontato delle rate già versate durante il periodo di leasing.

Il finanziamento auto può essere erogato esclusivamente dalle banche o dagli intermediari autorizzati dalla Banca d’Italia, ed i soggetti che possono erogarlo sono esclusivamente gli istituti di credito, le società finanziarie indipendenti e le finanziarie delle Case automobilistiche.

I requisiti per accedere ai prestiti sono pressoché uguali per tutte le tipologie di finanziamento:

  • età compresa fra i 18 ed i 75 anni non compiuti al versamento della prima rata
  • essere residenti  in Italia 
  • documentazione a dimostrazione del reddito e della solvibilità (occorre cioè dimostrare la possibilità di ripagare il finanziamento)
  • IBAN o CC dove addebitare le rate mensili
  • documenti di certificazione d’impiego, il tipo di contratto e l’anzianità potrebbero incidere in modo importante 

Quando si cerca di comprendere come funziona il finanziamento auto, un discorso a parte meritano i tassi di interesse applicati. Nella maggior parte dei casi, infatti, il finanziamento auto è soggetto ad interessi fissi stabiliti al momento della sottoscrizione del contratto, che si sommano all’importo del prestito richiesto.

I tassi applicati sono due: il TAN ed il TAEG. Con il primo, si intende la percentuale d’interesse annuo applicato a una somma concessa in prestito ed indica solo gli interessi percentuali applicati alla somma oggetto del finanziamento. Con il secondo, si indica il tasso percentuale annuo applicato a una somma concessa in prestito che viene calcolato considerando anche tutte le spese connesse all’erogazione del credito.

Bisogna poi fare chiarezza sulla definizione di tasso zero: questo nome può evidentemente trarre in inganno, infatti, il tasso zero si riferisce all’annullamento del TAN, ma TAEG e relative spese accessorie per l’istruzione della pratica rimangono.

La richiesta di finanziamento ormai non è più utilizzata soltanto per l’acquisto di un’auto nuova, ma anche per le vetture usate. In questo caso si deve prestare attenzione alla differenza principale rispetto all’ipotesi di acquisto di una vettura nuova, cioè il limite massimo della somma erogabile.

Questa, infatti, viene stabilita in base al reale valore dell’auto usata che deve essere stabilito in base alle indicazioni dei listini dedicati o tramite sopralluogo da parte di un perito. Se si acquista un’auto usata da un privato, inoltre, è chiaro che ci si dovrà necessariamente rivolgere ad un istituto finanziario per ottenere un prestito personale e si dovrà mettere in conto l’eventualità che i tassi di interesse applicati siano leggermente più alti rispetto a quelli previsti per un prestito finalizzato.

Ecco la lista di tutti i controlli da effettuare prima di comprare un’auto usata:
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Nel caso in cui ci si appresti ad acquistare una vettura in concessionaria si avrà la possibilità di richiedere il finanziamento direttamente a questa (ovvero un prestito finalizzato), che svolgerà il ruolo di intermediario tra compratore e istituto di credito che eroga il prestito.

Aprire un finanziamento presso una concessionaria comporta una maggiore praticità perché l’acquirente si dovrà relazionare con un unico interlocutore, ossia il venditore. Inoltre si potrà usufruire anche di eventuali promozioni come, ad esempio, il finanziamento a tasso zero che rende decisamente conveniente l’acquisto a rate.

In alcuni casi, poi, le concessionarie possono anche proporre l’opzione “buy back”, cioè il riacquisto della vettura al termine di un finanziamento che spesso vede la presenza di rate mensili di importo piuttosto basso eventualmente abbinate a un anticipo iniziale e ad una maxi rata finale.

Ad ogni modo, sia che si propenda per il prestito personale sia che si decida di aprire un finanziamento presso la concessionaria, cioè un prestito finalizzato, è sempre fondamentale leggere con attenzione tutte le clausole contrattuali per essere a conoscenza dei costi del finanziamento per evitare spiacevoli sorprese.

Richiedere un finanziamento di qualsiasi tipo per acquistare un’auto nuova o usata richiede di calcolare per bene entrate e uscite di cui si dispone, ed è necessario tenere conto di quelle che vengono definite spese accessorie.

La prima spesa accessoria da tenere in considerazione è l’assicurazione auto, che che in alcuni casi si estende al di là della semplice RCA obbligatoria per legge, includendo polizze extra come furto, incendio o formula Kasko. 

Un altro costo che andrà considerato è poi quello del bollo, altra quota di spesa fissa che accompagnerà costantemente il nuovo proprietario, dall’acquisto in poi.

Altri costi che vanno considerati prima dell’acquisto di un’auto sono quelli relativi alla manutenzione, come il tagliando auto, la cui scadenza viene decisa dalla casa automobilistica in base a un rapporto tempo/chilometri percorsi, e la revisione che, se in un’auto nuova può esser fatta anche dopo 4 anni, nel caso di un’auto usata potrebbe avere un’urgenza maggiore. 

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Cose da sapere

Come funziona il finanziamento per acquisto auto?

Esistono diverse tipologie di finanziamento: il prestito personale, erogato direttamente dalla banca o finanziaria, il prestito finalizzato, in cui il concessionario fa da intermediario, e la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. In ogni caso bisogna prestare particolare attenzione ai tassi di interesse applicati, TAN e TAEG.

Come funziona il finanziamento per l’acquisto di un’auto usata?

Se si chiede un finanziamento per acquistare un’auto usata, bisogna fare particolare attenzione  al limite massimo della somma erogabile che viene stabilito in base al reale valore dell’auto usata che deve essere stabilito in base alle indicazioni dei listini dedicati o tramite sopralluogo da parte di un perito.

Come funziona il finanziamento auto presso una concessionaria?

Aprire un finanziamento presso una concessionaria offre una maggiore praticità perché l’acquirente si dovrà relazionare con un unico interlocutore, ossia il venditore. Inoltre si potrà usufruire anche di eventuali promozioni come, ad esempio, il finanziamento a tasso zero o l’opzione “buy back”.

Finanziamento auto: come funziona? 1

Audi A3: acquisto o finanziamento?

Audi A3 Sportback: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

La A3 Sportback è tra le vetture più iconiche di Audi. Tanto che con la quarta generazione, presentata nell’aprile del 2020, la casa tedesca ha deciso di ampliare il listino, che adesso include motori diesel, benzina, ibridi e metano. A3 viene offerta in quattro allestimenti con tantissime possibilità di personalizzazione e con motori che spaziano dai 110 ai 400 CV. La A3 è la prima Audi di segmento C della storia, ad eccezione della Typ P del 1931 che ebbe poco successo, e nasce nel 1996 sfruttando inizialmente il pianale della futura Golf IV e successivamente i pianali delle auto future di segmento C del gruppo.

L’Audi A3 di ultima generazione viene sviluppata sulla piattaforma MQB, la stessa di Volkswagen Golf, Seat Leon e Skoda Octavia, ed è 3 cm più larga (182 cm) e più lunga (434 cm) della versione precedente, mentre passo (264 cm) e altezza (143 cm) restano invariati. La capacità del bagagliaio va dai 380 litri ai 1.200 litri, che si abbassano a 280-1.100 litri nella variante a metano. La nuova A3 viene proposta anche in versione Sedan, che presenta la fascia anteriore simile a quella della Sportback. L’attuale Sedan, in confronto alla precedente, è più lunga di 4 cm (misura 4,50 metri), più larga di 2 cm (1,82 metri) e più alta di 1 cm (1,43 metri).

Novità all’esterno

L’aspetto della A3 Sportback segna una differenza con il passato, grazie alle forme nette e muscolose. La grande griglia centrale occupa quasi tutta la calandra, lasciando spazio soltanto ai fari a led (led matrix e laser a richiesta) e a due vistose prese d’aria con cornice satinata.

La novità principale è sulla fiancata, con un insieme di superfici concave e convesse che dai passaruota alla portiera danno grande dinamismo alla vettura. Sul posteriore, invece, oltre ai fari a led troviamo grandi sfoghi d’aria alle estremità del paraurti che conferiscono sportività e aggressività alla A3.

Audi A3 Sedan: le novità in arrivo 14

E anche nell’abitacolo

Gli interni sono più ricercati nello stile rispetto alla generazione precedente, grazie a materiali di maggiore qualità. Davanti al guidatore spicca lo schermo digitale da 10,25 pollici, mentre al centro plancia si trova lo schermo touchscreen da 10,1” del sistema di infotainment MMI touch. Novità anche per il cambio automatico, con la classica leva sostituita da un selettore più piccolo grazie alla trasmissione shift-by-wire. Tra i sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza, troviamo il mantenimento della corsia e il Cruise Control Adattivo, anche con funzione start e stop sui modelli con cambio automatico.

Le motorizzazioni

Come detto la nuova A3 Sportback ha un’ampia gamma di motorizzazioni: benzina, diesel, benzina mild hybrid e metano. L’accesso alla gamma dei motori benzina è il propulsore 30 TFSI, 3 cilindri da 1,0 litri da 110 CV; per chi vuole qualcosa in più c’è il 35 TFSI, 4 cilindri da 1,5 litri da 150 CV. Il motore benzina più potente è il 40 TFSI quattro S tronic, 4 cilindri 2,0 litri da 190 CV con trazione integrale e cambio automatico, che raggiunge la velocità massima di 241 km/h. Gli amanti della guida sportiva possono optare per la S3 spinta dal 2.0 a quattro cilindri da 310 CV.

Audi offre tre motorizzazioni diesel: 30 TDI, 35 TDI e 40 TDI, tutte basate su un 4 cilindri da 2,0 litri, rispettivamente da 116 CV, 150 CV e 200 CV. La versione 40 TDI raggiunge i 243 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in 6,8 secondi. Sia 30 TFSI che 35 TFSI sono proposti anche in versione mild hybrid con impianto a 48 V con cambio automatico S tronic a sette marce di serie e stessa potenza. Presente anche l’alimentazione a metano, con la versione 30 g-tron con cambio automatico a 7 rapport S tronic di serie, basata su un benzina 4 cilindri da 1,5 litri da 131 CV.

Audi A3 Sportback: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

A3 Sportback diesel 2.0 35 TDI S line edition a 43.100 euro

L’Audi A3 Sportback 2.0 35 TDI con cambio S tronic in versione S line edition ha un prezzo di listino di 43.100 euro ed è equipaggiata con accessori come fari full led, cerchi da 18”, assetto sportivo, assistenza al parcheggio, navigatore MMi plus, virtual cockpit e modalità di guida.

Grazie ad Audi Value, il finanziamento personalizzato della casa tedesca, è possibile acquistare la vettura versando un anticipo di 12.930 euro e pagando successivamente 35 rate mensili da 518 euro (TAN 11,99%, TAEG 13,52%). Al termine c’è la maxi rata da 21.365,53 euro e, in caso di restituzione del veicolo, bisogna pagare 0,07 euro per ogni chilometro in più rispetto al limite di 45.000 km. Nella rata mensile è inclusa l’estensione della garanzia per un totale di tre anni o 60.000 km e la manutenzione premium care per i primi due anni o 30.000 km.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Enel X Way è fra le aziende leader nella ricarica pubblica. La società del gruppo Enel si occupa di mobilità elettrica, non solo in Italia e, tra punti di ricarica installati direttamente e condivisi con altre imprese, vanta l’infrastruttura più diffusa sul nostro territorio. Non solo: se prendiamo in considerazione i 16 Paesi nei quali è presente, i punti di ricarica raggiungono quota 290.000.

La società è in continua espansione e, recentemente, ha firmato un protocollo d’intesa con Aci (Automobile Club d’Italia) per avviare una partnership per valorizzare l’eMobility italiana. Con questo accordo le due realtà vogliono studiare congiuntamente il posizionamento dei nuovi punti di ricarica sul territorio nazionale e accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in tutta Italia. Enel X Way e Aci cercano un’intesa per promuovere lo sviluppo capillare delle varie colonnine di ricarica nella penisola: da quelle in corrente alternata (AC), con potenze fino a 22 kW, alle HPC da oltre 300 kW, in grado di erogare il pieno di energia alla vettura elettrica in circa 20 minuti. Vediamo le offerte attuali del provider.

I prezzi degli abbonamenti

Enel X Way ha da poco aggiornato i prezzi degli abbonamenti per la ricarica delle auto elettriche, presentando anche sconti interessanti fino al prossimo primo agosto. Si parte con il piano City, che per 39 euro al mese, offre 80 kWh a un prezzo di 0,49 euro/kWh. La seconda proposta si chiama Travel e dà accesso a 160 kWh al mese di ricarica pagando 69 euro, con un prezzo unitario di 0,43 euro al kWh.

L’ultima offerta è Travel Plus, che fornisce 320 kWh al mese, l’equivalente di 1.600 km, secondo Enel X Way. Il costo mensile è di 99 euro, sempre in offerta fino al primo agosto, e abbassa il costo di un kWh a 0,31 euro. Inoltre è compresa in omaggio la tessera Enel X Way, che vale 16 euro. Questa promozione è fatta su misura per dare un premio a chi percorre tanti chilometri con un’auto elettrica. Le tariffe intere, che saranno attive dal 2 agosto, sono di 49 euro al mese per il piano City; 79 euro per Travel e 129 euro per Travel Plus.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way 1

Le tariffe pay per use e piani OpenCharge

I costi per kWh aumentano se si sceglie di pagare al consumo. Per chi vuole ricaricare la propria auto con la modalità pay per use, attaccandosi a una colonnina a corrente alternata (fino a 22 kW), il prezzo è di 0,69 euro a kWh. Chi ricarica attraverso una colonnina a corrente continua (DC) fino a 100 kW dovrà pagare 0,89 euro/kWh; mentre per chi usufruisce di una HPC da oltre 150 kW il prezzo sale a 0,99 euro/kWh.

L’offerta si completa con i piani OpenCharge, che assicurano due “pieni” alle colonnine pubbliche e ricariche illimitate a casa. Queste le tre formule proposte da Enel X Way: OpenCharge 20 (per vetture elettriche con batteria fino a 20 kWh, al costo di 50 euro al mese); OpenCharge 50 (per auto elettriche con batteria da 21-50 kWh, 80 euro al mese) e OpenCharge 75 (per auto elettriche con batteria da 51-75 kWh a 120 euro al mese).

Modifiche e aggiornamenti a portata di app

Tutti gli abbonamenti verranno aggiornati in automatico al momento del rinnovo mensile. Gli abbonati non dovranno fare niente: le nuove condizioni compariranno nell’app, che permette anche di modificare in autonomia il proprio piano in base alle esigenze di mobilità e di ricarica. In caso di disattivazione di un abbonamento, sarà applicata la tariffa pay per use basic.

Aggiornamento anche per l’applicazione, che ora consente di pianificare i viaggi ed è dotata di un sistema di prenotazione e monitoraggio dei punti di ricarica migliorato rispetto alle versioni precedenti.

Auto sostenibili: Nissan punta sull’alluminio

Nissan Qashqai: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Nissan scommette sull’alluminio per abbattere le emissioni di CO2. Il marchio giapponese è costantemente alla ricerca di nuove soluzioni per rendere più sostenibili sia i veicoli che il processo di produzione: il metallo, utilizzato già da tempo nel mondo dell’auto, è la scelta della casa di Yokohama.

L’attuale Qashqai è il primo modello Nissan fabbricato in Europa con un numero importante di lamierati in alluminio leggero. Le portiere, il cofano e i parafanghi anteriori sono stampati in lega di alluminio: in questo modo la carrozzeria di Qashqai è più leggera di 60 kg rispetto alla versione precedente. La differenza di peso ne rende migliore l’efficienza in termini di emissioni e consumi e consente di accogliere più tecnologia, compresi i nuovi motori elettrificati.

Il riciclo dell’alluminio permette di risparmiare il 90% di energia

A tutto questo si somma un nuovo processo produttivo nella fabbrica inglese di Sunderland. Il marchio giapponese ha investito più di 60 milioni di euro per realizzare una seconda linea di presse extra-large e per un impianto di separazione a ciclone per il riciclo dell’alluminio, in grado di gestire sette tonnellate di metallo all’ora e di creare uno scarto di alta qualità. Lo scarto viene messo a disposizione dei fornitori, che a loro volta lo trasformano in nuovi fogli di lega di alluminio che fanno ritorno nelle linee di produzione dello stabilimento di Sunderland. In questo modo il processo produttivo è più sostenibile: le emissioni di CO2 e gli scarti ridotti rappresentano un ulteriore passo verso la neutralità del carbonio che Nissan vuole raggiungere con le attività aziendali e nel ciclo di vita dei prodotti entro il 2050. A conti fatti il riciclo efficiente dell’alluminio consente di risparmiare più del 90% dell’energia che sarebbe necessaria per produrre lo stesso quantitativo di lamiere impiegando le materie prime.

Nissan Ariya: prezzi, dimensioni e caratteristiche 7

Leaf prodotte a zero emissioni sfruttando il sole

L’ampliamento del parco solare dello stabilimento di Sunderland a 25 MW permette di coprire oltre il 50% dell’energia consumata dalla fabbrica e di produrre a zero emissioni ogni Nissan Leaf venduta in Europa. Inoltre la casa giapponese ha altri progetti ambiziosi per la fabbrica britannica: non sarà solo il polo europeo di Nissan per la mobilità sostenibile, ma anche il primo Electric Vehicle Hub al mondo basato su un ecosistema a zero emissioni.

Obiettivo neutralità entro il 2050

Come detto Nissan punta a essere carbon neutral in tutte le proprie operazioni e nel ciclo di vita dei propri prodotti entro il 2050. Questo vuol dire che le missioni di CO2 nell’atmosfera dovranno essere zero in tutti i processi: dall’estrazione delle materie prime, alla produzione delle auto e delle componenti, all’uso su strada dei veicoli, al riciclo o riutilizzo delle automobili a fine vita. Per centrare l’obiettivo, dal 2030 in poi la casa giapponese venderà soltanto veicoli elettrificati nei mercati principali. A Leaf si aggiunge il nuovo suv elettrico Ariya, che sarà seguito da nuovi modelli prodotti sempre sulla piattaforma CMF-EV.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo 1

I cambiamenti dei gusti degli automobilisti, che preferiscono sempre di più Suv e crossover, hanno spinto Ford a interrompere anche la produzione della Mondeo. L’ammiraglia del marchio americano, dopo quattro generazioni, è costretta a cedere il passo alle carrozzerie maggiormente richieste dai consumatori e ai veicoli elettrificati. La casa dell’Ovale Blu ha già annunciato investimenti per oltre 20 miliardi di euro nel processo di elettrificazione, con l’obiettivo di sfornare due milioni di veicoli elettrici all’anno entro il 2026.

Nel vecchio continente la produzione della Mondeo è terminata nell’aprile dello scorso anno, mentre sempre nel 2022, è stata presentata la quinta generazione solo per il mercato cinese. Questa versione è dotata di motore a benzina turbo da 2 litri, 238 CV e 376 Nm di coppia prodotto dalla Changan Ford; raggiunge i 225 km/h e ha un cambio automatico a otto velocità e la trazione anteriore. La nuova Ford Mondeo viene venduta anche in Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar come Ford Taurus.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo 3

Una storia di successo iniziata nel 1993

La Mondeo, che appartiene al segmento D, fa il proprio esordio al Salone dell’Automobile di Ginevra  nel marzo del 1993 come erede della Sierra. Viene prodotta in Belgio, a Genk, in versione quattro porte, cinque porte berlina e station-wagon. L’aggiornamento della prima serie risale al 1996, mentre la seconda generazione viene presentata nel 2000, la terza nel 2007 e la quarta nel 2014. È una delle Ford di maggior successo, nonché la prima del marchio concepita come vettura globale, cioè destinata a sostituire varie auto in tutto il mondo. Ne sono state vendute cinque milioni di esemplari e ha contribuito a risollevare le sorti del marchio, dopo anni di perdite.

Il fatto di essere l’unica vettura della categoria ad avere l’airbag per il guidatore di serie, le ha permesso di riscuotere grande successo e conquistare il premio di “Auto dell’anno 1994”. Altri punti di forza di Mondeo sono lo spazio interno più ampio a parità di dimensioni rispetto alla Sierra e la linea esterna moderna per l’epoca, con forme arrotondate caratteristiche delle auto degli anni ’90. In più gli interni sono ben curati e i modelli top possono contare su sedili in pelle, computer di bordo, tettuccio elettrico e cerchi in lega. Nel 1995 arriva l’aggiornamento sulla sicurezza con airbag frontali, barre side-impact, pretensionatori delle cinture di sicurezza e ABS di serie nella versione Ghia. Mondeo usa tre versioni del 16 valvole dei nuovi motori Zetec: il 1.6 da 90 CV, il 1.8 da 115 CV e un nuovo 2.0 da 136 CV e l’Endura-D 1.8 turbodiesel.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo 4

Ancora più sicurezza con la seconda generazione

La seconda generazione arriva nell’ottobre del 2000 come berlina a due o tre volumi e SW: è più grande della precedente e più curata negli interni, dove il design americano dell’esordio lascia il posto a quello tedesco. La sicurezza passiva resta al centro della politica di Ford: il corpo dell’auto è più resistente e viene introdotto “l’Intelligent Protection System” (IPS), un sistema di sensori capace di decidere la migliore combinazione di sicurezza attivando o meno gli airbag frontali, laterali o a tendina. Per la sicurezza attiva, su tutte le versioni arrivano ABS ed EBD, con l’ESP come optional. Il motore 1.6 Zetec non c’è più, mentre il 1.8 e il 2.0 vengono revisionati e rinominati Duratec. L’Endura-E 1.8 turbodiesel lascia il posto al più sofisticato 2.0 Duratorq con iniezione diretta (TDDi) con turbocompressore a geometria variabile.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo

Computer di bordo nella terza serie

La terza generazione, presentata nella seconda metà del 2006, è protagonista anche nel film di James Bond Casino Royale. Con 188,6 cm è più larga della versione precedente e usa nuovi motori: a benzina troviamo il 1.6 litri da 125 cavalli, il 2.0 litri 145 CV, un nuovo 2.3 16v da 161 CV abbinato solo al cambio automatico 6 rapporti e il 2.5 litri 5 cilindri turbo con 220 CV di origine Volvo. Tra i diesel ci sono il 1.8 TDCi da 125 cavalli, il 2.0 TDCi da 140 cavalli, sia con cambio manuale a 6 rapporti che con cambio automatico/sequenziale 6 rapporti e il 2.2 diesel da 175 cavalli. L’abitacolo è più moderno con l’interfaccia uomo-macchina (HMI) di Ford e il quadro strumenti con un display LCD da 5 pollici (130 mm) per la visualizzazione del computer di bordo.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo 2

Trazione integrale con la quarta generazione

La quarta generazione della Mondeo viene venduta in Europa a partire dall’autunno 2014 e, per la prima volta, presenta la trazione a quattro ruote motrici, che può essere combinata anche con i motori diesel e le trasmissioni automatiche. I fari a led e le cinture di sicurezza con possibilità di airbag integrato sono le altre novità. I motori benzina sono il tre cilindri di 998 cm³ da 125 CV, il quattro cilindri da 1499 cm³ da 160 CV e il quattro cilindri da 1999 cm³ con 203 CV, 240 CV e 187 CV, quest’ultimo in versione ibrida. I diesel sono tutti a quattro cilindri: il 1560 cm³ da 115 CV (prodotto fino a maggio 2015), il 1499 cm³ da 120 CV (a partire da maggio 2015), il 1997 cm³ da 150 CV, 180 CV e 210 CV. Tutti i motori sono disponibili con cambio manuale a sei marce o a sei marce automatico.

L’Italia contro l’Euro 7

Test Green NCAP: quanto sono davvero "pulite" le nostre auto? 5

L’Italia guida il fronte comune contro lo standard Euro 7. Il nostro Paese e altre sette nazioni del vecchio continente hanno firmato e inviato alla Commissione europea un documento unitario per affermare la propria contrarietà al nuovo regolamento in materia di emissioni di automobili e furgoni.

Nel documento sottoscritto da Italia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria vengono indicate le preoccupazioni dei governi per quanto riguarda la proposta di introduzione dell’Euro 7 a partire da luglio 2025. Gli otto Paesi bocciano senza appelli la misura proposta dall’Unione europea: “È irrealistica e rischia di avere effetti negativi sugli investimenti nel settore, già impegnato nella transizione verso l’elettrico – dice la nota – I requisiti per i nuovi standard di emissione Euro 7 devono essere considerati nel più ampio contesto legislativo dell’Unione europea”.

Nel mirino le emissioni di freni e pneumatici

Al centro delle proteste degli otto Paesi ci sono le nuove regole sulle emissioni in atmosfera di inquinanti da freni e pneumatici. “Viene percepita l’importanza di migliorare le performance in termini di emissioni che saranno ancora rilevanti dopo il 2035 – si legge nel documento inviato alla Commissione europea – in particolare per le particelle legate all’abrasione di freni e pneumatici, in quanto consentiranno al settore di concentrarsi sulle emissioni che saranno ancora prodotte dai veicoli elettrici dopo 2035”. “I nuovi valori limite per freni e pneumatici – prosegue il documento – dovrebbero tuttavia riflettere l’attuale sviluppo dei metodi di misurazione a livello delle Nazioni Unite, includere l’applicazione della relativa fase di monitoraggio a livello delle Nazioni Unite e tenere conto delle proprietà dei veicoli elettrici. Ciò consentirebbe di fissare i limiti di emissione a un livello adeguato”.

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Tutela dei consumatori e protezione dell’ambiente

Pochi giorni fa, nel corso dell’Automotive Dealer Day 2023 di Verona, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aveva anticipato alcuni dei punti fondamentali contenuti nel documento firmato dagli otto Paesi. “È fondamentale valutare correttamente l’impatto del quadro Euro 7 proposto – riporta il testo del documento – anche sul comportamento dei consumatori, e garantire che le nuove norme sulle emissioni siano adatte allo scopo, nel senso che siano realistiche rispetto allo stato dello sviluppo tecnico e in termini di analisi costi-benefici. Soltanto un regolamento ben equilibrato fornirà il contributo positivo atteso alla protezione dell’ambiente senza mettere a repentaglio il futuro e la competitività dell’industria automobilistica europea, compreso l’accesso alla mobilità per i cittadini e la sua convenienza”.

Ford Tourneo Connect: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ford Tourneo Connect: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Ford Tourneo Connect nasce dall’incrocio di due percorsi evolutivi: erede della multispazio di Ford nata nel 2013, è basata sulla recente Volkswagen Caddy, da cui mutua la piattaforma, gran parte della carrozzeria e altri elementi tecnici. Si tratta di una monovolume compatta di derivazione commerciale, offre 5 posti ma anche tanto spazio a bordo. Grazie alle comode porte posteriori scorrevoli, Tourneo Connect è comoda e versatile. Disponibile anche con carrozzeria Grand, in questa versione offre 2 posti in più grazie ai 35 cm di lunghezza aggiuntiva. La sua gamma si compone di propulsori benzina e diesel, con trazione integrale e un’ampia suite di aiuti alla guida.

Di seguito ecco la scheda tecnica del Ford Tourneo Connect:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5/7
 Bagagliaio 1.213 / 2.556 – (1.720 / 3.105) litri
 Alimentazioni Diesel/Benzina
 Classe Euro 6d
 Cv/kW (da) 102/75
 Prezzo (da) 29.000 €
INDICE
Novità 2023
Dimensioni
Interni
Esterni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Ford ha presentato il nuovo Tourneo Courier, prossima generazione del minivan che arriverà nel 2024 introducendo per la prima volta una motorizzazione elettrica. Sebbene la denominazione Courier abbia da sempre contraddistinto la versione a passo corto della gamma Tourneo, il nuovo modello è destinato a succedere all’attuale Connect, grazie a delle dimensioni maggiori rispetto al passato: la lunghezza raggiunge ora i 434 cm (+18 cm rispetto al vecchio Courier).

Prima del debutto dell’EV, entro la fine di quest’anno dovrebbe arrivare la versione a benzina con il 3 cilindri Ecoboost da 125 CV. Il nuovo eTourneo Courier, invece, conterà su un’unità elettrica da 136 CV, nonché su tante tecnologie innovative come il sistema di infotainment Sync 4 con touchscreen da 12″. Non si conoscono ancora i prezzi, né la data di debutto del nuovo modello.

Le dimensioni di Ford Tourneo Connect variano in base alla carrozzeria scelta. La versione a passo corto è lunga 4,5 metri circa, mentre si estende in altezza e larghezza per più di 1,8 metri. L’interasse si avvicina ai 2,8 metri. Scegliendo invece la versione Grand con il passo da quasi 3 metri, la lunghezza arriva a 4,9 metri circa, mentre larghezza e altezza restano praticamente invariate. Il volume di carico massimo con i sedili abbassati si attesta sui 2.600 litri per Tourneo Connect e sui 3.100 litri per Grand Tourneo Connect. Con i sedili in posizione, i valori ammontano rispettivamente a 1.200 e 1.700 litri circa. Di seguito le misure nel dettaglio:

Dimensioni Tourneo Connect Grand Tourneo Connect
Lunghezza 4.515 mm 4.853mm
Larghezza 1.855 mm 1.855 mm
Altezza 1.833 mm 1.833 mm
Passo 2.755 mm 2.970 mm

L’abitacolo di Ford Tourneo Connect è praticamente lo stesso di Volkswagen Caddy. Troviamo infatti una plancia funzionale composta da display dell’infotainment da 10 pollici rivolto verso il conducente e quadro strumenti digitale da 10,25 pollici (di serie sulla versione Sport). Su richiesta si può dotare la propria monovolume di navigatore connesso con aggiornamenti online e funzioni dedicate. Da buon multispazio, Ford Tourneo Connect vanta al contempo innumerevoli vani portaoggetti (anche sul soffitto), scomparti e prese di ricarica. Fra gli optional dedicati al comfort citiamo il tetto panoramico in vetro e il clima bizona, mentre i sedili anteriori ergonomici con supporto per le gambe e regolazione lombare elettrica a quattro vie sono disponibili per gli allestimenti Titanium e Active. Considerando l’utilizzo del veicolo, anche le finiture sono relativamente di qualità.

Per liberare la totalità dello spazio a bordo bisogna rimuovere i sedili, perché il divano posteriore si può solamente ripiegare contro gli schienali anteriori, a differenza delle Mpv dotate di un’allocazione dedicata sul pavimento. In cambio, nonostante il peso e l’ingombro da gestire, il vano che si crea in questo modo è alto e assolutamente piatto. Lato Adas, infine, Tourneo Connect vanta una suite di serie completa e aggiornata che include: assistenza pre-collisione con frenata d’emergenza automatica, freno a mano elettronico, mantenimento della corsia, allarme conducente, Cruise Control, limitazione della velocità regolabile, assistenza alle partenze in salita, sensori di parcheggio anteriori e posteriori.

Esclusi i loghi, il design dei fari e il frontale in generale, la carrozzeria di Ford Tourneo Connect è uguale a quella di Volskwagen Caddy. La monovolume americana differenti presenta infatti lo stesso stile asciutto e le medesime proporzioni equilibrate. La versione a passo lungo Grand si distingue solamente per le dimensioni superiori, tutte a vantaggio del bagagliaio. Osservando Tourneo Connect da davanti, si nota la generosa griglia esagonale Ford e la firma ottica a LED che si estende sulla fiancata. Anche il paraurti è accattivante a suo modo, presentando uno stile sportivo e grintoso.

Di profilo, Ford Tourneo Connect mostra nervature nette e decise che ne slanciano l’estetica. Il posteriore, invece, si fa notare per i caratteristici fari a sviluppo verticale. Quanto all’assetto, infine, sono degne di nota le sospensioni morbide che attutiscono le irregolarità dell’asfalto, sebbene non gestiscano al meglio il rollio in curva. Ad ogni modo, lo sterzo è abbastanza preciso e la stabilità risulta sufficiente.

Ford Tourneo Connect è offerta con motori benzina e diesel non elettrificati, tutti abbinabili ad entrambe le varianti di carrozzeria. Partendo dai primi, troviamo l’1.5 Ecoboost da 114 CV disponibile sia con cambio manuale a 6 rapporti che con l’automatico Powershift a 7 marce. Passando ai diesel, invece, troviamo il 2.0 EcoBlue declinato nei due livelli di potenza da 102 e 122 CV. Mentre la versione meno potente è abbinata di serie alla trasmissione manuale, la più performante è offerta anche con trasmissione automatica. Se si opta comunque per il cambio automatico è possibile dotarsi anche della trazione integrale AWD.

I consumi di Ford Tourneo Connect variano in base alla motorizzazione scelta, con la versione Grand che presenta ovviamente valori leggermente superiori ma proporzionati alla stazza. Il benzina da 114 CV consuma 6,3-6,8 l/100km ed emette 143-154 g/km di CO2 con il cambio manuale, mentre scegliendo la trasmissione automatica le cifre si attestano rispettivamente sui 6,6-7,0 l/100km e sui 149-160 g/km. Per quanto riguarda il diesel da 102 CV con trasmissione manuale di serie, i consumi combinati sono pari a 4,8-5,2 l/100km, mentre le emissioni di CO2 ammontano a 126-136 g/km. La versione da 122 CV diesel presenta dati praticamente identici col cambio manuale, mentre crescono i consumi optando per la trasmissione automatica. In questo caso si arriva a 5,1-5,5 l/100km con emissioni di CO2 annesse pari a 133-143 g/km. Naturalmente, i dati crescono ulteriormente scegliendo la trazione integrale: i consumi si attestano sui 5,3-5,7 l/100km, mentre le emissioni di CO2 arrivano a 138-148 g/km.

Sia per la versione a passo corto che per quella a passo lungo, sono quattro gli allestimenti disponibili per Ford Tourneo Connect:

  • Plus: rappresenta la versione di accesso alla gamma, con un equipaggiamento già ricco.
  • Titanium: riconoscibile per i cerchi in lega da 16 pollici.
  • Active: con estetica interna ed esterna dedicata.
  • Sport: la versione top di gamma dal carattere sportiveggiante.

Plus: l’equipaggiamento base include Cerchi in acciaio da 15″ con copriruota, Doppie porte di carico scorrevoli, Paraurti anteriore in tinta carrozzeria, Paraurti posteriore in tinta carrozzeria, Retrovisori esterni elettrici riscaldabili, Fari automatici, Follow Me Home – luci a spegnimento ritardato, Fari anteriori alogeni, Luci diurne, Fari fendinebbia con funzione cornering, Finestrini seconda fila fissi, Interni in tessuto, Sedili anteriori con regolazione manuale a 4 vie, Sedile conducente con supporto lombare, Quadro strumenti analogico, Ripiano porta oggetti sopraelevato, Sedili posteriori abbattibili 60/40, Tappetini anteriori, Climatizzatore manuale, Volante in PU, Start & Stop, Lane Keeping Aid, Cruise Control con limitatore di velocità, Pre-Collision Assist con sistema di riconoscimento pedoni e ciclisti, Driver Alert – monitoraggio stanchezza del conducente, HLA/ESP/TC/ABS, Freni a disco anteriori e posteriori, Freno di stazionamento elettrico con sistema Auto Hold, Hill Start Assist – assistenza alla partenza in salita, Kit riparazione pneumatici, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Predisposizione Isofix, Chiusura portiere posteriori – sicurezza Bimbi, Radio DAB con schermo da 8.25″, 4 altoparlanti, Bluetooth, MP3, AUX, 2 US mirroring Apple CarPlay/Android Auto.

Titanium: aggiunge rispetto a Plus Cerchi in lega da 16”, Paraurti anteriore in tinta carrozzeria con griglia Titanium Design, Retrovisori esterni elettrici riscaldabili e ripiegabili, Barre al tetto argento, Privacy Glass – vetri posteriori oscurati, Tergicristalli automatici con sensore pioggia, Interni in tessuto Titanium con impunture grigie, Volante Sensico Premium Touch, Sedili anteriori riscaldabili, Pomello del cambio Sensico, Console centrale premium con bracciolo e vano porta oggetti, Specchietto retrovisore elettrocromico, Tavolini ripiegabili schienale sedili anteriori prima fila, Sedile passeggero con regolazione lombare, Keyless Start – pulsante di accensione, Radio DAB con schermo da 8.25”, 6 altoparlanti, Bluetooth, MP3, AUX, 2 USB, mirroring Apple CarPlay/Android Auto.

Active: aggiunge rispetto a Titanium Cerchi in lega da 17”, Paraurti anteriore in tinta carrozzeria con griglia Active Design, Body Styling esterno Active, Interni in tessuto Active con impunture blu.

Sport: esclusi Tavolini ripiegabili schienale sedili anteriori prima fila, Sedile passeggero con regolazione lombare, aggiunge rispetto ad Active Paraurti anteriore in tinta carrozzeria con griglia Sport Design, Fari anteriori full LED, Luci diurne a LED, Barre al tetto nere, Body Styling esterno Sport, Sport Stripes, Luci posteriori a LED, Fari abbaglianti automatici, Interni in tessuto sportivo con impunture rosse, Quadro strumenti digitale – Digital Cluster, Soglie battitacco sportive, Pedaliere in alluminio.

  • Versatilità: grazie al bagagliaio di grandi dimensioni, questa monovolume vanta una spaziosità notevole, adatta a molti impieghi.
  • Comfort: l’insonorizzazione è di qualità, mentre le sospensioni filtrano bene tutte le asperità.
  • Tecnologia: sia dal punto di vista dell’infotainment sia di quello dell’assistenza alla guida, Tourneo Connect vanta dotazioni complete ed aggiornate.

Considerando un sovrapprezzo di 750 € per la versione a passo lungo Grand, ecco di seguito i prezzi di listino di Ford Tourneo Connect aggiornati a febbraio 2023:

Ford Tourneo Connect benzina Prezzo
1.5 Ecoboost passo corto 114CV 29.000 €
Ford Tourneo Connect Diesel Prezzo
2.0 EcoBlue passo corto 102 CV 30.500 €
2.0 EcoBlue passo corto 122 CV 31.250 €

 

Auto divenute icone: Alfa Romeo Giulia

Alfa Romeo Giulia: prezzo, dimensioni e caratteristiche 18

La nuova Alfa Romeo Giulia viene commercializzata dal 2016 ed è ora fresca di restyling. È un modello di particolare importanza all’interno del marchio: non solo porta il nome di una vera e propria icona dell’automobilismo, capace di fissare nuovi standard assoluti in fatto di velocità e tenuta di strada, ma dopo 30 anni segna il ritorno di un’Alfa Romeo con la trazione posteriore e le caratteristiche sportive tipiche del brand. Il restyling 2023 presenta dotazioni moderne e aggiornamenti nell’abitacolo principalmente per quanto riguarda strumentazione digitale e infotainment.

La Giulia 2023 è lunga 4,64 metri, larga 1,84, alta 1,44, con un passo di 2,82 metri e 480 litri di capacità minima del bagagliaio. Sono tre le motorizzazioni: il 2.2 turbo diesel da 160 CV; il 2.2 turbo diesel da 210 CV e il 2.0 turbo benzina da 280 CV. Gli allestimenti del restyling 2023 sono: Super, Sprint, Ti, Veloce e Competizione. La Giulia Veloce, come optional, può avere anche il differenziale posteriore autobloccante Q2, sia nella versione a due ruote motrici sia in quella a trazione integrale. La nuova Giulia presenta cambiamenti interessanti. Il frontale è rinnovato e spicca subito oltre che per l’estetica, anche per la maggiore sicurezza dei fari a matrice di led, in grado di illuminare la strada in maniera ideale; novità anche per i fanali posteriori, che possono essere bruniti. I vetri laterali possono essere oscurati a seconda dell’allestimento desiderato e i cerchi in lega variano da 17 a 19 pollici. Entrando nell’abitacolo notiamo il cruscotto davanti al guidatore completamente digitale e in grado di cambiare disposizione, con una schermata chiamata Heritage perché ricorda nella grafica le Alfa Romeo di una volta.

E proprio il nome Giulia riporta a una delle pagine più belle della storia dell’automobilismo italiano: per tutti la berlina di Alfa Romeo è l’auto sia della polizia che dei delinquenti in fuga dalle forze dell’ordine, un ruolo ricoperto nella vita reale e in numerosi film polizieschi all’italiana che hanno reso la vettura prodotta dal 1962 al 1977 una diva del cinema. Ripercorriamo le tappe salienti della mitica berlina, venduta anche nelle versioni più aggressive coupé e spider (coupé GT e GT 1300 Junior, Spider Sprint GTC e Spider Duetto), nelle versioni Giardinetta Colli e sportive TZ e TZ2 e GTA.

Alfa Romeo Giulia 2020: esterni

Un mito intramontabile da oltre 60 anni

La storia ha inizio il 27 giugno del 1962, giorno della presentazione alla stampa di Alfa Romeo Giulia. L’obiettivo della casa lombarda è migliorare la Giulietta, l’auto chiamata la “fidanzata d’Italia” per il fascino e la bellezza delle linee. Il compito di progettare la futura media è affidato a una squadra di esperti, la stessa che aveva già firmato la 1900, modello di successo del dopoguerra, e la stessa Giulietta. L’idea di base è quella di migliorare una vettura vincente, senza stravolgerla. E in effetti lo schema meccanico resta lo stesso, con l’aggiunta del cambio manuale a 5 rapporti, in quegli anni montato solo sulle auto più sportive, e una carrozzeria più aerodinamica grazie alla coda mozza e alle fiancate con scalfature che migliorano la penetrazione e mandano l’aria verso il posteriore. Proprio l’aerodinamica ha permesso ad Alfa Romeo di varare lo slogan “L’auto disegnata dal vento”.

Pioniera per quanto riguarda la sicurezza

La grande rivoluzione di Giulia concerne la sicurezza passiva: è la prima vettura della storia a dare un ruolo primario alla tutela di guidatore e passeggeri. Il pacchetto sicurezza è formato dalla struttura portante a resistenza differenziata, con anteriore a posteriore costruiti in modo da assorbire l’energia cinetica di eventuali urti e l’abitacolo rinforzato per proteggere gli occupanti. A questa si aggiunge la scatola del cambio dietro al motore contro la parete parafiamma, i cui organi meccanici sono fissati con supporti che evitano di farli entrane nell’abitacolo; mentre il piantone dello sterzo è fatto in modo che il volante non possa colpire torace e testa del guidatore. Completano il kit sicurezza l’imbottitura extra degli schienali anteriori, il parabrezza eiettabile e l’assenza di pericolosi spigoli all’interno dell’abitacolo.

Auto divenute icone: Alfa Romeo Giulia 1

La prima serie

La berlina è lunga 414 cm, larga 156, alta 143 e ha un passo di 251 cm, 13 in più della Giulietta. L’abitacolo è ampio e luminoso e può ospitare sei persone grazie alla panchetta tre posti anteriore e inoltre ha un grande bagagliaio da 500 litri di capacità. La prima serie ha un motore potente da 1570 cm cubi e 92 CV nella versione chiamata 1600 che le permette di toccare la velocità massima di 165 km/h (anche se in alcuni test raggiunse 175,979 km/h) con lo scatto da 0 a 100 km/h in 13,7”. L’estetica è accattivante e sportiva grazie a quattro fanali anteriori, due più grandi all’esterno e due più piccoli all’interno. Il cambio al volante e il divanetto anteriore scompaiono nel restyling del 1964. Sempre nel 1964 arriva la versione d’accesso Giulia 1300 con motore da 1290 cm cubi da 78 CV. Si differenzia dalla 1600 per l’anteriore meno sportivo con due soli fari e le dotazioni ridotte al minimo. Per tutti e due i modelli c’era la versione Super, con prestazioni migliorate e allestimento più completo: la 1600 arrivava a 112 CV e superava i 175 km/h; mentre la 1300 Super si fermava a 103 CV.

Auto divenute icone: Alfa Romeo Giulia

La seconda serie

Nel 1972 assistiamo all’unificazione della gamma, con l’offerta ridotta a due soli modelli. Il restyling prevede solo la Giulia Super, disponibile in due versioni: la 1.3 da 89 CV e la 1.6 da 102 CV. La seconda generazione presenta il nuovo scudo Alfa Romeo, una nuova mascherina nera, cofano anteriore e posteriore lisci, paraurti più avvolgenti e interni rinnovati. Più tardi, nel 1976, complice anche la crisi petrolifera, esordisce la nuova Super diesel, che si rivela un flop: con solo 55 CV è troppo lenta (135 km/h la velocità massima) e le vendite sono scarse. È troppo rumorosa e le vibrazioni creano problemi al telaio pensato per i motori a benzina. Ma un primato lo ottiene lo stesso: è la prima auto con motore diesel a entrare ufficialmente nel listino Alfa Romeo. Nel 1977 Giulia esce di produzione con oltre un milione di unità consegnate, la maggior parte berline, per far posto al ritorno della Giulietta, ma non uscirà mai dai cuori e dalla memoria di milioni di appassionati e dalla storia dell’auto.

Auto divenute icone: Alfa Romeo Giulia 2

 

L’auto delle forze dell’ordine e dei criminali in fuga nella vita reale e al cinema

Per tanti anni la Giulia è stata in dotazione a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza grazie alla velocità elevata, agilità e tenuta di strada. Proprio per via delle straordinarie prestazioni, la berlina è diventata anche l’auto preferita dai criminali per le loro fughe, non solo nella realtà ma anche al cinema. Giulia ha un passato da diva del grande schermo, negli Anni ’60 e ’70: è apparsa in tanti film, principalmente nel genere poliziesco all’italiana, che hanno contribuito a trasformarla ancora di più in un’icona. Tra i vari film in cui appare, ricordiamo “Banditi a Milano” del 1967, con Tomas Milian e Gian Maria Volonté, “The Italian Job” del 1969, “La polizia ringrazia” (1972), “Roma Violenta”, “Napoli violenta” e “Italia a mano armata” a cui si aggiungono le peripezie di Tomas Milian nei panni de “Er Monnezza” e Nico Giraldi e di Bud Spencer in “Piedone lo sbirro”. Non mancano i film comici come “I Carabbinieri”, “L’allenatore nel pallone” e la serie TV “Quei trentasei gradini”. Giulia torna protagonista al cinema e in tv negli anni 2000 con “La meglio gioventù”, la serie “Romanzo Criminale”, “La mafia uccide solo d’estate” e alcune apparizioni nella serie TV “Bang Bang Baby”. Nel film del 2015 di Edoardo Leo “Noi e la Giulia”, la Giulia 1300 ha addirittura un ruolo attivo.