Se si possiede un’autovettura, salvo rare eccezioni, c’è una cosa che si deve fare ogni anno: pagare il bollo auto. Si tratta di una tassa obbligatoria, il cui mancato pagamento comporta multe e sanzioni. Vediamo cosa si deve sapere per essere sempre in regola.
Anche quest’anno tutti gli automobilisti si troveranno a dover pagare il bollo auto. La regola di base è la seguente: tutti i proprietari di un veicolo non soggetti a esenzione devono pagare il bollo auto. Questo tributo è di competenza regionale e non nazionale ed il pagamento segue regole diverse a seconda che si tratti del primo versamento o di un rinnovo, poiché in questo secondo caso la corresponsione dell’importo è prevista secondo un calendario prestabilito e può essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente.
Nell’era della semplificazione e della digitalizzazione, sono davvero numerose le possibilità offerte per pagare il bollo auto 2024. Da qualche anno a questa parte, si può saldare l’importo dovuto anche stando comodamente a casa, sfruttando l’home banking o altri canali digitali messi a disposizione.
Ecco tutte le modalità per pagare il bollo auto 2024:
Home Banking (online)
punti vendita Sisal e Lottomatica
Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali)
domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni)
presso gli sportelli ATM abilitati
sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo
da IO, l’app dei servizi pubblici
tramite Satispay
sul sito dell’Agenzia delle Entrate
Presso le Agenzie di pratiche auto, tramite il sistema PagoPa
Quando scade il bollo auto 2024
Una delle domande più ricorrenti sul bollo riguarda la data di scadenza. Quando scade il bollo auto? Per scoprirlo ci sono vari modi. Ci si può collegare al sito internet dell’Agenzia delle Entrate, oppure ci si può collegare al sito internet dell’ACI. Una volta dentro, si trova la sezione relativa e, inserendo il numero di targa, si accede a tutte le informazioni di cui si ha bisogno.
Ecco uno specchietto riepilogativo delle scadenze bollo auto 2024:
bollo scaduto a dicembre 2023: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2024;
bollo scaduto a gennaio 2023: pagamento dall’1 al 28 febbraio 2024;
bollo scaduto ad aprile 2023: pagamento dall’1 maggio al 31 maggio 2024;
bollo scaduto a maggio 2023: pagamento dall’1 giugno al 30 giugno 2024;
bollo scaduto a luglio 2023: pagamento dall’1 agosto all’1 settembre 2024;
bollo scaduto a agosto 2023: pagamento dall’1 al 30 settembre 2024;
bollo scaduto a settembre 2023: pagamento dall’1 al 31 ottobre 2024;
bollo scaduto a dicembre 2023: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2025.
Primo bollo per auto appena immatricolata? LEGGI ORA: Primo bollo auto
Come calcolare il bollo auto
Volendo, c’è anche un modo per il calcolo del bollo auto in anticipo. L’importo non dipende solo dalla potenza del veicolo espressa in kW, ma anche da classe ambientale di appartenenza. Sono tutte informazioni che si trovano sul libretto dell’auto.
Esenzione bollo auto, quando è prevista?
Come anticipato in apertura di questo articolo, non tutti gli automobilisti sono obbligati al pagamento del bollo auto. Chi usufruisce della Legge 104, e ha acquistato un veicolo nuovo con le agevolazioni previste, non sarà soggetto al pagamento del bollo. Ci sono poi esenzioni, che variano da regione a regione, per chi acquista un’auto elettrica o un’auto ibrida. In questi casi si può essere esentati dal pagamento del bollo per 2, 3, 5 o anche più anni. Su auto a basso impatto ambientale, il bollo può anche essere calcolato in modo ridotto.
Infine, ci sono esenzioni dal pagamento del bollo anche per le auto storiche con almeno 30 anni di età. Analogamente chi acquista una vettura elettrica potrà godere di una esenzione per i primi 5 anni, mentre le auto storiche con almeno 30 anni non saranno soggette al pagamento del bollo auto.
Bollo auto non pagato: le conseguenze
E se non si paga? In caso di mancato pagamento del bollo auto si rischia di pagare somme importanti sino ad arrivare al fermo amministrativo del veicolo. La procedura prevede l’invio all’automobilista moroso di una cartella esattoriale con l’importo richiesto maggiorato di sanzioni ed interessi. In caso si ignori anche questa richiesta verrà applicato il fermo amministrativo con tutte le problematiche pratiche che questo comporta sino ad arrivare alla cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del Pubblico registro automobilistico nella Regione di appartenenza.
Cose da sapere
Che cos’è il bollo auto?
Il bollo auto è la tassa legata al possesso di un’autovettura regolarmente iscritta al Pubblico Registro Automobilistico che deve essere corrisposta ogni anno, a prescindere dall’utilizzo o meno del proprio veicolo.
Quando pagare il bollo auto 2024?
Ad eccezione della Lombardia e del Piemonte, gli automobilisti devono provvedere al pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.
Dove si può pagare il bollo auto?
Sono ormai numerose le soluzioni possibile per pagare il bollo auto, le più comode sono: l’Home Banking della propria banca, i punti vendita Sisal e Lottomatica, l’app IO, Satispay e il sito PagoPA.
Come pagare il bollo auto?
Il bollo auto si può pagare sia online presso l’Home Banking della propria banca o sul sito dell’ACI che fisicamente presso gli Uffici Postali o in uno dei punti vendita Sisal o Lottomatica.
Come verificare il pagamento del bollo auto?
Per verificare il pagamento del bollo auto ci si può collegare al sito internet dell’Agenzia delle Entrate o accedere al portale ACI. Leggi l’approfondimento qui.
Quello di aprile è stato un mese di ripresa per il mercato italiano dell’auto, che ha totalizzato oltre 135.000unità con un incremento del 7% sullo stesso mese del 2022. Il totale del primo quadrimestre, che va in archivio con 586.665 unità, segna dunque una crescita del 6,1% sullo stesso periodo 2023, anche se siamo ancora lontani dalle cifre dell’ultimo anno pre-Covid, il 2019, rispetto al quale il periodo gennaio-aprile è a -17,7%.
Gli incentivi frenano le elettrificate
I dati sono quindi positivi, però, la crescita non è omogenea, almeno per quanto riguarda le alimentazioni. Se hanno guadagnato punti la benzina (31,6% di quota) e il Gpl (8,5%), mentre il Diesel continua a perdere colpi (14,4%. -5,4 punti) anche perché sempre meno modelli popolari lo offrono, quelle più elettrificate come elettriche pure e ibride plug-in hanno invece perso quote.
In parte la “colpa” è del prolungato ritardo degli incentivi, che a quanto pare saranno effettivamente disponibili non prima di maggio inoltrato e che rendono più abbordabili proprio le auto “alla spina”, solitamente costose. Anche per questo, è logico pensare che proprio il mercato di quelle vetture abbia un po’ rallentato in attesa delle condizioni migliori.
Migliorano le ibride senza spina, ma attenzione: è una categoria in cui UNRAE fa confluire si gli ibridi leggeri o mild hybrid, iniziando dalla Fiat Panda, sia le ibride vere e “full” come Toyota Yaris. Anche per questo, nella classifica delle vetture a sola benzina il primato è oggi della Citroen C3, la più venduta delle piccole non elettrificate. Tornando alle elettriche, ad aprile rappresentano soltanto il 2,3% del mercato, mentre le ibride plug-in sono al 3,3%.
Cosa ci attende secondo UNRAE
Il presidente di UNRAE Michele Crisci parla di una proiezione sulla possibile chiusura del 2024 in positivo, ma con cautela: “Un quadro macroeconomico rafforzato e un primo trimestre migliore delle attese per le immatricolazioni di autovetture, portano a rivedere al rialzo di 30.000 unità la stima per il mercato nel 2024, con un volume totale previsto a fine anno di 1.630.000 auto, in crescita di circa 63.500 unità sul 2023 (+4,1%). Il confronto con il periodo pre-pandemia registra però ancora una distanza del 15,0% sul 2019”.
E a proposito degli incentivi e degli effetti sul mercato, sottolinea come secondo UNRAE sia necessario rivedere la formula: “Riteniamo doveroso che il tetto di prezzo alle auto 0-20 g/Km venga eliminato o quantomeno equiparato a quello della fascia 21-60 g/Km. Occorre poi che il Governo accompagni questa transizione in modo strutturale, dando a consumatori e operatori una chiara visibilità sul programma incentivi per i prossimi 2-3 anni” .
Quando si parla di sicurezza stradale, al giorno d’oggi, la maggior parte delle volte ci si riferisce a dispositivi di assistenza alla guida di ultima generazione come frenata d’emergenza, monitoraggio dell’angolo cieco e pedoni e chi più ne ha più ne metta. C’è però un dispositivo di sicurezza che ormai si dà abbastanza per scontato ma che ha rappresentato una vera e propria rivoluzione in campo automobilistico. L’airbag, insomma, è uno dei sistemi di sicurezza più efficaci.
In Europa è stata la Mercedes, negli anni 80, la prima casa ad offrire questo accessorio sulle vetture di maggior pregio della sua gamma. Successivamente gli altri costruttori hanno imitato la scelta della Casa tedesca, proponendo l’airbag sulle rispettive auto.
Airbag: come funzionano
L’airbag è un dispositivo di sicurezza passiva installato all’interno dell’abitacolo. Lo si trova nel volante, nel cruscotto, nei sedili, sui fianchi del cielo (il tetto interno della vettura). Tecnicamente, è una sorta di pallone sagomato che si gonfia in pochissimo tempo in caso di urto. Esce dal vano in cui è riposto e attutisce il contatto di una parte del corpo del conducente e dei passeggeri con la vettura. A questo proposito è bene ricordare che a causa delle forze in gioco, è fondamentale avere sempre le cinture di sicurezza allacciate, in modo che l’airbag lavori al meglio.
L’esplosione dell’airbag è comandata da un sensore che rileva una decelerazione anomala e che interpreta questa variazione improvvisa di velocità come un urto. A questo punto, la centralina che elabora il segnale, attiva un detonatore che innesca un’esplosione controllata che porta al gonfiaggio del pallone. Il tutto in un tempo che va dai 30 ai 50 millesimi di secondo. Purtroppo, una volta che l’airbag è uscito dalla propria sede, è necessario sostituire tutto il meccanismo e anche alcuni rivestimenti interni della vettura, che si aprono proprio per consentire la fuoriuscita del pallone.
Airbag: cosa significa la spia
A garanzia del fatto che gli airbag sono in corretto stato e sono pronti a funzionare in caso di necessità, ogni volta che si accende il quadro strumenti per accendere l’auto, si nota sul cruscotto una spia di colore rosso che ritrae un passeggero seduto con la cintura di sicurezza ed un pallone frontale. Questa si accende sempre per poi spegnersi poco dopo. Il consiglio è quello di recarsi in un centro assistenza o presso un’officina autorizzata nel caso in cui la spia restasse accesa. Ma vediamo che tipi di airbag esistono.
Airbag: quelli frontali
Gli airbag frontali sono i primi a essere stati inventati. Inizialmente ce n’era solo uno, dentro il volante, a protezione del conducente. Poi è arrivato un secondo airbag frontale, annegato nella plancia, dedicato alla protezione del passeggero anteriore.
Airbag: quelli laterali
Gli airbag laterali si sono diffusi rapidamente nel corso degli ultimi anni ed hanno come finalità quella di proteggere gli occupanti del veicolo in caso di impatto laterale ed offrono un’adeguata protezione anche in caso di ribaltamento della vettura. Si trovano generalmente all’interno dei sedili, sul fianco, e si gonfiano per creare un cuscinetto tra i passeggeri e la portiera.
Airbag: quelli a tendina
Tra gli airbag laterali più diffusi ci sono gli airbag a tendina. Questi proteggono la testa dei passeggeri anteriori e posteriori durante un incidente stradale ed in presenza di forze d’urto di tipo trasversale. Una volta esploso, l’airbag si posiziona tra la testa del passeggero ed il finestrino e proteggono anche in caso di ribaltamento del veicolo.
Airbag: quelli per le ginocchia
Gli airbag per le ginocchia, come si intuisce dal nome, proteggono le gambe del conducente. L’airbag in questione è posizionato nella parte inferiore del piantone dello sterzo e attutisce l’urto quando, in uno scontro frontale, il corpo del conducente è proiettato in avanti.
Airbag: quelli esterni
Su alcune auto di nuova generazione compaiono infine airbag esterni. Ci sono airbag, ad esempio, che esplodono a coprire il cofano anteriore e riducono la violenza dell’urto contro l’auto di un pedone o di un ciclista che siano involontariamente investiti.
Il Codice della Strada considera neopatentato l’automobilista che ha conseguito la patente da meno di un anno. In questo periodo, occorre sottostare ad alcune regole e limitazioni particolari che riguardano anche le auto che si possono guidare. Per questo, molte Case propongono modelli con caratteristiche, soprattutto di potenza, specifiche per poter rientrare nei limiti. Ecco i modelli più interessanti elle varie categorie tra quelle in commercio nel 2024.
Le auto che si possono guidare mentre si è neopatentati sono definite dall’articolo 117 del Codice della Strada. Qui vengono menzionate le limitazioni alla guida cui devono sottostare i neopatentati sia nella circolazione su strada che nel tipo di vetture che si possono utilizzare.
Auto per neopatentati: il rapporto peso potenza
Per chi ha conseguito la patente B da meno di un anno si potranno guidare soltanto auto o veicoli commerciali della stessa categoria (fino a 3.500 kg di massa a pieno carico) con un rapporto peso/potenza non superiore ai 55 kW/t. Se si tratta di autoveicoli, quindi di mezzi per trasporto persone con un massimo di nove posti incluso il conducente, c’è anche un limite per la potenza massima, che non deve superare i 70 kW, corrispondenti a 95 CV. Questi limiti si applicano però alle auto “senza spina”, ovvero a quelle a benzina o diesel, metano o Gpl e alle ibride mild hybrid o full hybrid, cioè con sistemi elettrici non ricaricabili da fonti esterne.
Auto elettriche e ibride plug-in
Nel caso di vetture a batteria con ricarica esterna, quindi elettriche pure o ibride plug-in, il rapporto potenza/peso sale a 65 kW/t e non c’è un tetto di potenza massima.
Bisogna ricordare, però, che per il calcolo del rapporto potenza/peso (indicata sul libretto) fa fede la sola potenza del motore termico, quella indicata sul libretto stesso alla voce P2, e non quella massima del sistema che spesso è un po’ più elevata.
Per le elettriche, inoltre, la potenza di riferimento non è quella massima, ma quella omologata, che spesso è molto più bassa rispetto a quella “di picco”.
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Auto per neopatentati: quelle economiche
Sono indubbiamente quelle più interessanti dopo le usate, perché di solito per chi è fresco di patente si punta a iniziare da qualcosa di semplice. Coniugano l’esigenza di avere una vettura che rispetti le specifiche previste dal Codice della Strada a quelle del proprio portafoglio. E non sempre si tratta di city car e “superminime”.
Dacia Sandero: l’utilitaria rumena fa progressi ad ogni nuova generazione, l’ultima ha messo in campo un design davvero convincente che ha fatto colpo e conquistato molti acquirenti. Anche gli interni hanno visto un deciso passo in avanti e seppur i materiali restino di qualità modesta, l’aspetto generale è sempre più soddisfacente. La versione che rientra nella formula per i neopatentati è la 1.0 SCe da 65 CV, che parte da 13.250 euro.
Fiat Panda: continua ad essere l’auto preferita dai neopatentati grazie ai suoi costi di gestione contenuti e con la motorizzazione mild-hybrid basata sul nuovo tre cilindri 1.0 è ancora più parca nei consumi. La versione base, che parte da 15.500 euro, è omologata per quattro passeggeri.
Lancia Ypsilon: aspettando la nuova generazione elettrica, l’utilitaria chic resta una delle vetture più apprezzate e più a buon mercato, da 17.250 euro. Inoltre offre ancora un motore a Gpl accanto al 1.0 con tecnologia mild hybrid.
Hyundai i10: La piccola coreana è una delle ultime city car in commercio e una delle più aggiornate. Il suo motore 1.0 a benzina non è elettrificato, ma la fa rientrare nei limiti, ad eccezione della versione sportiva N-Line. Il prezzo parte da 17.900 euro.
Suv neopatentati
I SUV hanno ormai invaso un po’ tutti i segmenti e se ne rovano anche nella fascia più accessibile, quella delle utilitarie. Ecco quelli che possono essere appetibili anche per i neopatentati.
Renault Captur: uno dei più compatti SUV/crossover è anche, a conti fatti, una delle proposte più accessibili per i neopatentati, nella versione a benzina da 90 CV e in quella ibrida E-Tech. Il prezzo base è di 22.550 euro.
Hyundai Bayon: arrivata a dar man forte alla Kona occupando la fascia più abbordabile dei SUV, è adatto ai neopatentati nella versione 1.2 a GPL, mentre gli altri modelli sono leggermente fuori. Questa versione costa 21.100 euro.
Kia Stonic: deriva dalla Rio ed è una piccola crossover dal tocco sportivo e colorato, ma non esagera con i CV, tanto che il motore 1.2 base di potenza modesta, circa 80 CV, la fa rientrare tra quelle adatte ai neopatentati. Il listino parte da 20.950 euro.
Auto per neopatentati: quelle elettriche
Le auto elettriche tendono a essere potenti, ma anche pesanti per via delle batterie, quindi per loro in realtà è più facile soddisfare l’orientamento preso dai costruttori. Ovviamente anche qui le più interessanti dovrebbero essere le più piccole e possibilmente economiche, ma guardando i dati più recenti sui modelli più venduti, non ci sono soltanto utilitarie. Ecco i modelli più interessanti.
Peugeot e-208: l’utilitaria del Leone si caratterizza per uno stile convincente ed un abitacolo dove domina l’iCockpit. A listino ci sono due versioni con motore e batterie differenti. L’autonomia va da 362 a 410 km, i prezzi partono da 35.530 euro.
Fiat 500e: economica forse no, almeno senza incentivi, visto che costa quasi 29.000 euro nella versione base, ma è una delle elettriche più piccole e chic in circolazione. Leggermente più grande della 500 con motore a benzina ibrido, è tecnicamente valida e ben dotata, ha due taglie di batterie per autonomie che vanno da 190 a 330 km.
Volvo EX30 – Test Drive Stampa Italiana 34
Volvo EX30: in commercio da pochi mesi, il piccolo SUV svedese è attraente, spazioso, piacevole da guidar e molto green non soltanto per il fatto di esser elettrico. Inoltre, ha un prezzo d’accesso molto aggressivo, che parte da 35.900 euro.
Cose da sapere
Quali auto possono guidare i neopatentati?
Le auto per neopatentati non possono avere un rapporto tra il peso e la potenza superiore a 55 kW per tonnellata. In nessun caso, inoltre, la potenza dell’auto guidata può superare i 70 kW-95 CV.
Quali sono i limiti per neopatentati?
Oltre ai limiti di potenza di 95 CV, chi ha preso la patente da meno di tre anni, inoltre, deve rispettare una differente tabella di limiti di velocità. In particolare, sulle principali arterie statali ed extraurbane, non è possibile superare i 90 km/h, mentre in autostrada il limite massimo è fissato a 100 km/h.
Arrivata sul mercato nel 2017, la Jaguar E-Pace rappresenta un modello fondamentale per il costruttore inglese. Con lei, infatti, il marchio si è lanciato nel segmento delle vetture compatte, puntando su un modello dallo stile ricercato dalle dimensioni più piccole, ma con tutto il carattere e l’attenzione ai contenuti tipici del brand. Nel corso di questi ultimi anni è stata aggiornata (poco) dal punto di vista stilistico, migliorando parecchio, invece per quanto riguarda contenuti e tecnologia. La gamma motori, inoltre, si è progressivamente ampliata, potendo contare oggi su diversi tipi di alimentazione, tra i quali spicca anche un plug-in.
Di seguito ecco la scheda tecnica della Jaguar E-Pace:
Le dimensioni della Jaguar E-Pace sono in linea con quelle degli altri SUV compatti di segmento C presenti sul mercato. La lunghezza misura 4,40metri, la larghezza 1,98 e l’altezza 1,65 metri. Il passo di 2,68 metri garantisce un ottimo livello di abitabilità interna anche nella zona posteriore con uno spazio per le gambe che sfiora il metro di lunghezza. Il bagagliaio offre una capacità di carico importante di 577 litri che può salire a 1.234 litri, reclinando la fila di sedili posteriori.
Dimensioni
Lunghezza
4.395 mm
Larghezza
1.984 mm
Altezza
1.648 mm
Passo
2.681 mm
Jaguar E-Pace: interni
Come ogni Jaguar che si rispetti, anche la E-Pace propone degli interni che offrono il giusto mix tra eleganza e tecnologia. La qualità percepita nell’abitacolo è elevata grazie all’utilizzo di materiali selezionati attentamente come la pelle utilizzata per i rivestimenti e le plastiche morbide che compongono la plancia.
Jaguar E-Pace: prezzo, dimensioni e caratteristiche 24
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A livello di tecnologia, la E-Pace offre quanto di meglio in possesso della Casa inglese. Dietro al volante multifunzione, trova posto il cruscotto digitale da 12,3” mentre nella parte centrale in posizione verticale è stato introdotto il nuovo sistema di infotainment Pivi Pro con touchscreen da 11,4” e numerose funzioni che rendono ora il modello molto più connesso.
Jaguar E-Pace: esterni
Il design esterno della Jaguar E-Pace è caratterizzato da un frontale imponente che ospita una calandra a nido d’ape con rifinitura cromata, i nuovi gruppi ottici con luci diurne a C con tecnologia Pixel Led e prese d’aria dalle dimensioni maggiorate.
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La fiancata si distingue per un gioco sinuoso tra superfici concave e convesse mentre nella parte posteriore spicca il nuovo disegno dei fari posteriori a Led che ricalca le forme già viste su altri modelli del brand e la nuova modanatura tra i terminali di scarico. Il lunotto, delimitato dallo spoiler posteriore, rimane, come da tradizione, molto inclinato.
Jaguar E-Pace: motori
La gamma motorizzazioni della Jaguar E-Pace offre unità efficienti che possono contare su diversi tipi di alimentazione. A gasolio è disponibile un 2.0 turbodiesel con tecnologia mild-hybrid da 163 CV o 204 CV, in quest’ultimo caso abbinato alla trazione integrale e ad un cambio automatico. Passando al benzina, a listino è presente il P160, ovvero un 1.5 a tre cilindri da 160 CV anch’esso dotato di tecnologia mild-hybrid. Per chi cerca un livello di elettrificazione più spinto, invece, è disponibile il P270e, ovvero il plug-in da 269 CV.
Jaguar E-Pace: consumi
I consumi variano molto in base al tipo di motorizzazione scelta. Il propulsore diesel da 163 CV fa registrare valori di consumo combinato di 6,1 l/100 km mentre la variante da 204 CV passa a 6,5 l/100 km. Il 1.5 benzina attesta invece i suoi consumi sugli 8 l/100 km. Più parsimoniosa la plug-in, che registra una media di 1,5 l/100 km, con una percorrenza in modalità completamente elettrica di circa 55 km.
Jaguar E-Pace: prova su strada
Ci siamo messi al volante della variante con il livello di elettrificazione più spinto presente nell’attuale gamma della Jaguar E-Pace. Il sistema plug-in di cui è dotata è molto interessante perché, potenza a parte (che comunque è molto elevata) permette di contare su un interessante sistema di trazione integrale ondemand, davvero efficace su strada. Il motore elettrico, infatti, è montato sull’asse posteriore e permette di muoversi anche su fondi a scarsa aderenza, facendo però a meno del tradizionale albero di trasmissione. Su strada la E-Pace plug-in si dimostra confortevole ed efficiente. Anche a batteria scarica, il sistema è in grado di comportarsi con un full-hybrid, consentendo alla vettura di muoversi in elettrico per qualche chilometro una volta accumulata l’energia necessaria. Unica nota negativa è rappresentata dalla voce del 1.5 a benzina che, quando si richiede il massimo della potenza, magari per affrontare un sorpasso, risulta piuttosto invadente in abitacolo.
A livello dinamico la taratura dell’assetto è votata al comfort, ma nonostante questo il rollio è sempre molto contenuto, anche nei cambi di direzione più repentini. Buono il feeling sul volante anche se questo è molto demoltiplicato, così come buono è quello con il pedale del freno: nonostante la presenza del sistema di recupero dell’energia il passaggio tra la “frenata elettrica” e quella idraulica avviene sempre in modo progressivo e naturale. Ottimo anche il risultato al capitolo consumi. Nel corso del nostro test, con una carica completa della batteria siamo riusciti a percorrere fino a 50 km. Una volta scaricata la batteria, il lavoro del propulsore da 1,5 litri, unito a quello del sistema ibrido, ha permesso di registrare medie nell’ordine dei 7 l/100 km.
Jaguar E-Pace: allestimenti
La Jaguar E-Pace è disponibile a listino in quattro versioni:
E-Pace R-Dynamic S
E-Pace R-Dynamic SE
E-Pace R-Dynamic HSE
R-Dynamic S: l’allestimento entry-level offre di serie i fari a LED con luci diurne caratteristiche, gli specchietti retrovisori ripiegabili e riscaldabili elettricamente, i cerchi in lega da 17” a 10 razze, lo schermo touchscreen da 11,4” compatibile con Apple CarPlay e AndroidAuto, la radio DAB, le sospensioni passive, il servosterzo elettrico e lo sterzo ad assistenza variabile. Tanti anche gli equipaggiamenti legati alla sicurezza come il controllo dinamico della stabilità, la frenata automatica d’emergenza, il cruise control con limitatore di velocità, il sistema di monitoraggio dello stato del conducente, il Lane Keep Assist e i sensori di parcheggio anteriori e posteriori.
R-Dynamic SE: sviluppato sulla base di R-Dynamic S, comprende il tetto panoramico fisso, Black Exterior Pack con calotte degli specchietti retrovisori nere, cerchi in lega da 19″ a 5 razze “Style 5119” Satin Dark Grey, pinze dei freni rosse, sedili in Ebony DuoLeather con interni Ebony/Ebony, Pivi Pro con Connected Navigation Pro, Online Pack con Data Plan, Telecamera posteriore, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Riconoscimento dei segnali stradali e limitatore di velocità adattivo, All Surface Progress Control, Efficient Driveline, JaguarDrive Control con Adaptive Surface Response, Torque Vectoring by Braking (TVBB).
R-Dynamic HSE: La versione top di gamma aggiunge all’equipaggiamento di serie del R-Dynamic: doppi terminali di scarico con finitura, fari automatici con abbaglianti assistiti, fari a LED premium con indicatori di direzione animati, cerchi in lega da 20” a 5 razze doppie, il sistema di infotaiment Pivi Pro, i sedili anteriori elettrici a 12 regolazioni, l’head-up display, l’impianto audio Meridian Sound System, il portellone elettrico e il keyless entry. A questi si aggiungono il cruise control adattivo, il riconoscimento dei segnali stradali, il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco e numerosi sistemi legati alla dinamica di guida come il Torque Vectoring by Braking, l’Adaptive Dynamics e l’Active Driveline.
Jaguar E-Pace: perché comprarla
Spazio a bordo: nonostante le dimensioni da SUV compatto, la Jaguar E-Pace offre una buon livello di abitabilità interna.
Dotazionediserie: la Jaguar E-Pace offre una ricca dotazione di serie anche nell’allestimento di partenza.
Motorizzazioni: la gamma motori della E-Pace è molto ampia e include powertrain solo unità elettrificate.
Jaguar E-Pace: prezzi
Di seguito ecco il listino prezzi della Jaguar E-Pace aggiornato ad aprile 2024:
Viviamo un momento storico in cui da una parte i tassi di interesse sono molto elevati, dall’altra l’acquisto di un’auto avviene, nella stragrande maggioranza dei casi, attraverso un finanziamento. Con l’assottigliarsi dei margini di guadagno sulla vendita di una vettura, infatti, le concessionarie cercano di “arrotondare” offrendo servizi accessori: manutenzione programmata, assicurazione e, appunto, formule di finanziamento.
Non è raro che, per invogliare a ricorrere a questo tipo di strumento finanziario, le Case o i dealer propongano promozioni nel corso dell’anno come il finanziamento auto tasso zero, così da attirare un maggior numero di acquirenti. Scopriamo in questa breve guida cos’è e come funziona.
Quando si acquista un’auto, a meno che non ci si trovi di fronte a un’urgenza, si ha del tempo di aspettare di trovare soluzioni vantaggiose. Periodicamente, infatti, si può incappare in campagne promozionali di vario genere come il finanziamento auto a tasso zero. La formula offre quello che dice: la possibilità di acquistare un’auto pagando rate mensili prive di interessi.
Il concessionario in questo caso svolgerà un ruolo di intermediario tra la Casa automobilistica ed il cliente e si occuperà di tutta la documentazione richiesta per poter accedere al finanziamento in oggetto.
Ci sono però alcune accortezze che conviene prendere in considerazione. Bisogna essere consapevoli che la definizione di finanziamento auto tasso zero può essere fuorviante: infatti, il tasso zero si riferisce all’annullamento del TAN (percentuale d’interesse annuo applicato alla somma concessa in prestito), ma il TAEG (ovvero il tasso d’interesse calcolato includendo le spese accessorie per il finanziamento) e le relative spese accessorie per l’istruzione della pratica rimangono da pagare. Di solito il TAEG comporta un tasso di interesse che si aggira sul 2% annuo.
Finanziamento auto tasso zero: le offerte
Ma come si richiede un finanziamento a tasso zero? Semplice: basta attendere che la Casa lo offra e poi avviare la pratica. Normalmente, per accedere a un finanziamento a tasso zero è necessario versare un anticipo, ovvero un certo importo, che copra in parte il prezzo totale del veicolo. Tuttavia, non è raro che le Case propongano offerte particolari che prevedono un finanziamento senza anticipo.
Molti marchi, poi, richiedono delle condizioni particolari per la sottoscrizione di un finanziamento, specie se a tasso zero, come l’obbligo di contrarre una polizza assicurativa furto e incendio, sempre per la questione che una concessionaria cerca di guadagnare su servizi più remunerativi della mera vendita dell’auto.
Finanziamenti auto tasso zero: senza anticipo
Ci sono volte in cui le Case, per rendere ancor più attraente un modello, propongono finanziamenti a tasso zero senza anticipo. I casi sono piuttosto rari, soprattutto quando – come accade oggigiorno – la domanda supera l’offerta e le Case faticano a soddisfare tutte le richieste in tempi brevi. In ogni caso, quando capita di trovare un finanziamento a tasso zero e ad anticipo zero, conviene prenderla seriamente in considerazione. Anche in questo caso, c’è una cosa da controllare: l’importo delle rate mensili potrebbe in effetti essere più alto rispetto ad altre formule. Potrebbe essere ugualmente più conveniente come no. Bisogna fare bene i conti.
Finanziamento auto tasso zero: polizza furto e incendio
Si deve, infine, evidenziare come in alcuni casi di fronte all’accettazione del finanziamento auto tasso zero si sia obbligati a sottoscrivere un accessorio come una polizza furto e incendio. In questo caso, quindi, la convenienza del tasso zero viene praticamente annullata dal costo della polizza assicurativa.
Il nostro consiglio, quindi, è quello di leggere sempre tutte le condizioni contrattuali proposte nel contratto di finanziamento auto tasso zero per essere certi dei costi che si dovranno sostenere.
Cose da sapere
Cosa vuol dire finanziamento auto a tasso zero?
Con il finanziamento auto a tasso zero si può acquistare un’auto con un finanziamento senza interessi, perché il TAN, ossia il tasso annuo nominale, è azzerato. Questo non vuol dire però che non si devono pagare spese accessorie: solitamente il TAEG è infatti pari al 2%.
È possibile ottenere un finanziamento a tasso zero senza anticipo?
Non tutti i costruttori sono propensi ad offrire finanziamenti tasso zero per acquisto auto, ma spulciando i vari annunci presenti online è possibile trovare alcune proposte davvero interessanti.
Polizza furto incendio con finanziamento a tasso zero: conviene?
In alcuni casi si è obbligati a sottoscrivere un accessorio come una polizza furto e incendio. In questo caso, spesso la convenienza del tasso zero viene praticamente annullata dal costo della polizza assicurativa.
Il Fiat Doblò, il compatto di derivazione commerciale, arriva alla quinta generazione ed è ora offerto in un’inedita versione elettrica chiamata e-Doblò prodotta a Vigo, in Spagna. La divisione Professional della Casa torinese l’ha progettato sulla falsariga di Citroen Berlingo e Peugeot Rifter, suoi parenti stretti del Gruppo Stellantis. Adatto alle famiglie nella sua variante autovettura, è dotato di un motore elettrico da 136 CV e di un pacco batteria da 50 kWh, che assicura fino a 282 km di autonomia. Spazioso e versatile, e-Doblò sarò poi offerto in due lunghezze e tre diverse versioni: Van, Furgone Crew Cab, Combi.
Di seguito ecco la scheda tecnica della Fiat e-Doblò:
Due le varianti di carrozzeria che saranno offerte per il nuovo E-Doblò. Per il momento, il sito commerciale riporta gli ingombri solo di una delle due. La lunghezza di e-Doblò si avvicina ai 4,5 metri, la sua larghezza oltrepassa gli 1,8 metri, mentre la sua altezza si attesta sugli 1,8 metri. La capacità del bagagliaio arriva a 775 litri. Grazie all’opzione Magic Cargo, inoltre, si possono caricare oggetti dalla lunghezza di quasi 3,4 metri.
Dimensioni
Lunghezza
4.400 mm
Larghezza
1.840 mm
Altezza
1.800 mm
Passo
–
Fiat e-Doblò: esterni
L’estetica di e-Doblò si è fatta più dinamica con la quinta generazione. Nella variante autovettura sarà in grado di venire incontro alle più svariate esigenze grazie alla capacità di traino di 750 kg e alla sua versatilità. Fra gli optional troviamo poi l’inedito lunotto posteriore apribile, denominato Magic Window. Di serie, invece, il tergilunotto, il sistema disappannamento e le classiche portiere scorrevoli.
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Fiat e-Doblò: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12
Fiat e-Doblò: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11
Fiat e-Doblò: prezzo, dimensioni e caratteristiche
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Fiat e-Doblò: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10
Di profilo si notano poi i cerchi in lega da 16 pollici con verniciatura nera. Sempre nell’equipaggiamento base troviamo poi i vetri privacy posteriori in seconda e terza fila, le barre al tetto longitudinali, le maniglie in tinta carrozzeria e le calotte specchietti in nero lucido. Ad impreziosire il tutto ci pensano le finiture nere apposte sui paraurti e sulle modanature laterali.
Fiat e-Doblò: interni
All’interno dell’abitacolo della nuova Fiat E-Doblò salta subito all’occhio l’inedito Magic Top: il tetto panoramico in vetro con mensola trasparente centrale e il portaoggetti posteriore accessibile sia dall’interno che dall’esterno. L’infotainment è accessibile tramite schermo da 8 pollici, mentre grazie al pacchetto Magic View si possono avere in dotazione anche le telecamere a 180 gradi, i sensori di parcheggio e l’head-up display. Come da tradizione, sono molti e ampi i vani portaoggetti, anche sotto i sedili. Comodi anche il tavolino girevole centrale su richiesta e il retrovisore digitale da 5”.
Fiat e-Doblò: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3
Fiat e-Doblò: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5
Fiat e-Doblò: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6
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Fiat e-Doblò: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8
Fiat e-Doblò: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9
Fra le modalità di guida selezionabili troviamo poi Eco, Normal ed e-Power, per regolare il comportamento del motore e tenere sotto controllo i consumi. All’avanguardia anche la suite di Adas, sempre più completa. Già nell’equipaggiamento base troviamo il Traffic Sign Recognition, il Forward Collision Warning con Active Safety Brake, il Lane Keeping Assist e il Driver Attention Alert. Con il pacchetto dedicato alla sicurezza, invece, si arriva addirittura alla cifra di 17 diversi dispositivi.
Fiat e-Doblò: motori
Con la quinta generazione Fiato Doblò diventa elettrica e ospita sotto il cofano un propulsore a zero emissioni da 136 CV e 260 Nm. La velocità di punta a cui e-Doblò può arrivare è di 130 km/h.
Fiat e-Doblò: consumi
Interessanti i consumi dichiarati per la Fiat E-Doblò. Il propulsore elettrico è collegato a un pacco batterie da 50 kWh e consuma in media 19,8 kWh/100km. L’autonomia varia invece fra i 279 e i 282 km, a seconda che si scelga rispettivamente e-Doblò in versione Launch Edition o Launch Pack. Utilizzando la modalità “Quick Charge” a 100 kW, in 30 minuti si può ricaricare – in corrente continua – fino all’80% della batteria.
Fiat e-Doblò: allestimenti
Sono due gli allestimenti tra cui scegliere presenti nel listino della Fiat e-Doblò:
Teck
Style
Comfort
Tech: la versione di partenza offre di serie Radio8″ touchscreen DAB AppleCarPlay / AndroidAuto, Bluetooth, portaUSB – 6 Altoparlanti (4 speakers+2 Tweeter frontali), Comandi radio al volante, Quadro strumenti analogico, Freno di stazionamento elettrico, Selettore Drive Mode(e-toggle), On board charger11kW, Fastcharge100kW, Cavo di ricarica MODE3, Sensori di parcheggio posteriori, Fendinebbia e DRL, Seat Belt Reminder prima e seconda fila, Sensore di monitoraggio pressione pneumatici(TPMS), Sensore rilevazione pioggia e crepusclare, Cruise control, ESC, ASR, Hillstart Assist, ABS, Monitoraggio Attenzione conducente Allerta rischio collisione frontale, Frenata automatica di emergenza, Autohigh/lowbeam, Avvisi o superamento involontario carreggiata, Riconoscimento cartelli limiti di velocità, Clima manuale, Sedile confort guidatore con regolazione lombare manuale e appoggiabraccio, Sedile passeggero ripiegabile e con appoggiabraccio, 3posti individuali e ripiegabili in seconda fila,con attacchi Isofix, Presa 12V su plancia e bagagliaio, Cassettino plancia refrigerato lato passeggero, 2Porte laterali scorrevoli, Portellone posteriore vetrato, con tergilunotto e sistema disappannamento, MAGIC WINDOW, Lunotto oscurato e apribile su portellone posteriore, Cappelliera rigida copri vano bagagli, Cerchi in lega da 16” neri, Vetri privacy posteriori in seconda e terza fila, Barre al tetto longitudinali, Finiture nere: Paraurti e Modanature laterali, Maniglie in tinta carrozzeria, Calotte Specchietti nere lucido.
Style: salendo di livello vengono aggiunti alla dotazione Quadro strumenti digitale 10″, On board charger 7kW, Ruota di scorta 16″, MAGIC TOP – Tetto panoramico multifunzionale con tendine parasole elettriche, mensola, vani portaoggetti e Specchietto interno retrovisore elettrocromico, Volante soft-touch, Vernice Blu Mediterraneo, barre sul tetto.
Comfort: alla dotazione della Style aggiunge: Volante in pelle riscaldato, Finestrini elettrici oscurati con specchietti ripiegabili, Sedili riscaldabili, tre posti singoli in seconda fila.
Fiat e-Doblò: perché comprarla
Motori: il powertrain elettrico promette una buona autonomia.
Sicurezza: il pacchetto Adas è costituito da ben 17 sistemi di ausilio alla guida.
Versatilità: e-Doblò è flessibile e spazioso, ha un bagagliaio capiente, molti vani portaoggetti e strizza l’occhio a una clientela dalle esigenze più variegate.
Fiat e-Doblò: prezzo
Di seguito ecco il listino prezzi della Fiat e-Doblò aggiornato ad aprile 2024:
Ormai in commercio dal lontano 2006, l’attuale generazione della Fiat 500 continua a rappresentare una vera e propria icona. Ma per rimanere al passo con i tempi ora si propone anche in un’inedita versione elettrificata spinta da un propulsore a benzina coadiuvato da un piccolo sistema mild-hybrid. In questo modo la 500 continua a rimanere aggiornata e al passo con i tempi.
La Fiat 500 ibrida si rivela una citycar perfetta e chic grazie a dimensioni davvero contenute. La lunghezza del corpo vettura tocca i 3 metri e mezzo, mentre il passo di soli 2.300 mm non consente una abitabilità comoda ai due passeggeri posteriori.
Dimensioni
Lunghezza
3.571 mm
Larghezza
1.627 mm
Altezza
1.488 mm
Passo
2.300 mm
Fiat 500 Ibrida: esterni
Lo stile della Fiat 500 ibrida è rimasto immutato nel tempo, ma ancora oggi è decisamente attuale. Il muso reso simpatico dalla doppia linea di fari tondi, la fiancata con i passaruota ben in evidenza, e la coda con i nuovi gruppi ottici scavati al centro, sono tutti elementi che fanno immediatamente notare la citycar. Per differenziarsi dalle versioni endotermiche è presente la placchetta hybrid sul portellone.
L’abitacolo della Fiat 500 ibrida si conferma ben curato e dallo stile vintage. La plancia, infatti, presenta una fascia in tinta con la carrozzeria che richiama alla memoria la storica antenata, mentre al centro della stessa spicca il monitor dedicato al sistema di infotaiment UConnect che nelle versioni top di gamma ha una diagonale da 7’’. I 185 litri di bagagliaio sono sufficienti per la spesa quotidiana.
La scelta di una motorizzazione mild-hybrid si è rivelata necessaria per mettere la Fiat 500 al passo con i tempi. In casa FCA si è deciso di adottare non più il classico 1.2 Fire, ma di passare al 1.0 Firefly da 70 CV coadiuvato da uno starter generatore che entra in funzione sia all’avviamento che in partenza. Ad alimentare l’unità elettrica provvede una batteria agli ioni di litio a 12 V alloggiata sotto al sedile del guidatore da 11Ah (0,13 kWh) che si ricarica durante i rallentamenti. Data la potenza non ci si può attendere prestazioni da sportiva, ma il brio al volante è garantito così come i consumi contenuti.
Fiat 500 Ibrida: consumi
Considerando la massa ridotta della vettura e la tecnologia ibrida disponibile si può dire che i dati dichiarati da Fiat per i consumi della 500 ibrida sono davvero interessanti. Il motore 1.0 Firefly da 70 CV, infatti, promette percorrenze nell’ordine dei 25,6 Km/l.
Fiat 500 Ibrida: allestimenti
Sono cinque gli allestimenti previsti per la Fiat 500 ibrida:
500
Dolcevita
Collezione 1957
500: Climatizzatore a gestione manuale, Copricerchi da 14″, Volante regolabile in altezza, Uconnect Radio AM/FM DAB con USB e comandi al volante, Car Play/Android Auto su Uconnect 7″ Radio, Cerchi in lega da 15″, Fari Fendinebbia, Volante in Techno-pelle 8 tasti con comandi radio, Radio Live touchscreen Bluetooth/USB con DAB.
Dolcevita: Cruise Control, Sensori di parcheggio posteriori, Tetto in vetro fisso, Sedile posteriore sdoppiato 50/50, Ruote in lega da 15″ , Quadro strumenti digitale a cristalli liquidi a colori TFT da 7″, Sedili in tessuto nero, ESP con ASR/MSR, HBA ed Hill Holder.
Collezione 1957: versione riservata alla variante di carrozzeria cabrio disponibile con verniciatura Bianco Gelato / Verde Rugiada e capotte beige.
Fiat 500 Ibrida: perché comprarla
Look: passano gli anni ma il design vintage continua a far girare le teste
Consumi: il motore ibrido promette percorrenze degne di un diesel
Valore: anche dopo parecchi anni la 500 mantiene un ottimo valore di mercato
Fiat 500 Ibrida: prezzi
Di seguito ecco il listino prezzi della Fiat 500 ibrida aggiornato ad aprile 2024:
Fiat 500 Ibrida
Prezzo
500 1.0 Hybrid
17.700 €
500 1.0 Hybrid Dolcevita
20.200 €
500 1.0 Hybrid Cabrio
20.200 €
500 1.0 Hybrid Cabrio Dolcevita
22.700 €
500 1.0 Hybrid Cabrio Collezione 1957
25.900 €
Cose da sapere
Qual è il prezzo di Fiat 500 Hybrid?
Il prezzo di listino di Fiat 500 Hybrid parte da 18.350 euro. Su automobile.it sono disponibili modelli di Fiat 500 Hybrid KM0 da circa 11.000 euro.
Quali sono le specifiche della scheda tecnica di Fiat 500 Hybrid?
Fiat 500 Hybrid è una citycar con sistema mild hybrid basato sull’azione combinata del nuovo motore 1.0 a tre cilindri aspirato e del motogeneratore elettrico da 5 CV alimentato con batteria al litio.
Quali sono i consumi di Fiat 500 Hybrid?
Fiat dichiara per la sua 500 Hybrid consumi in ambiente urbano di 4,7 litri ogni 100 chilometri, che scendono a 3,4 litri su fondi extraurbani.
Fiat 500 Hybrid è dotata di cambio automatico?
No, Fiat 500 Hybrid è proposta esclusivamente con cambio manuale a 6 marce. La più tradizionale Fiat 500 1.2 a quattro cilindri, invece, è disponibile esclusivamente nella versione con cambio robotizzato Dualogic.
Come sono gli interni di Fiat 500 Hybrid?
Fiat 500 ibrida condivide con Panda Hybrid gli interni rivestiti in filato riciclato Seaqual Yarn. Elegante il monitor del sistema di infotaiment UConnect, al centro della plancia, con Radio CD/MP3, touchscreen da 7″ e bluetooth.
La DS7 è arrivata sul mercato nel 2018 con un obiettivo ambizioso: andare ad insidiare vetture come l’Audi Q3, la BMW X1 e la Mercedes GLA. In Italia ha avuto particolare successo grazie allo stile ricercato che si fa apprezzare per la cura degli interni impreziositi da materiali di alta qualità. Oltre alle motorizzazioni benzina e diesel, nel corso del 2019 la DS7 ha visto l’introduzione a listino della versione E-Tense equipaggiata con un powertrain ibrido ricaricabile alla spina. Insomma, una valida alternativa ai “soliti” SUV premium tedeschi. Proprio questa, oggi, rappresenta la variante di punta all’interno del listino.
Per DS7 il 2023 è l’anno del restyling di metà carriera. La nuova versione della vettura sarà infatti ordinabile già da quest’estate. Il facelift rinnova il design del modello, seguendo il più recente linguaggio stilistico del costruttore francese. Spicca innanzitutto il nuovo muso con la firma ottica aggiornata, il fascione ridisegnato e la calandra allargata con motivo a diamante. I proiettori, nello specifico, diventano più sottili di quelli attuali ed integrano elementi Pixel che migliorano intensità e regolarità del fascio luminoso: basti pensare che la portata degli abbaglianti arriva ora a ben 380 metri. Nel complesso la carrozzeria presenta meno parti cromate, dando all’insieme un tocco più sportivo. La scritta “Crossback” scompare dalla coda, mentre il diametro massimo dei cerchi in lega arriva a 21″. Più leggeri gli interventi negli interni, che si sono concentrati quasi esclusivamente nella scelta dei materiali, che cambiano a seconda dell’allestimento scelto.
DS 7 Crossback: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5
DS 7 Crossback: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6
DS 7 Crossback: prezzi, dimensioni e caratteristiche 7
DS 7 Crossback: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8
DS 7 Crossback: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9
A cambiare è però il sistema di infotainment. Il nuovo sistema DS Iris presenta un’interfaccia rielaborata e personalizzabile che impiega il riconoscimento vocale naturale e con schermo touch orizzontale da 12’’. Ha una diagonale di 12 pollici anche il quadro strumenti, che sfoggia ora una grafica rinnovata. Infine, la ricca gamma motori perderà le unità benzina ma si amplierà sul fronte plug-in, con 3 varianti: da 225, 300 e 360 CV. Quest’ultima versione, messa a punto dal reparto DS Performance, vanta una gestione specifica dell’energia, un telaio ribassato di 15 mm, carreggiate allargate, freni anteriori da 380 mm e pinze DS Performance con cerchi specifici da 21″. Queste unità ibride “alla spina” potranno poi avvalersi di una nuova batteria da 14,2 kWh, che aumenterà l’autonomia in solo elettrico fino a 65 km (81 km in ambito urbano). Per chi ancora preferisce il diesel, sarà invece disponibile l’1.5 BlueHDi da 130 cavalli. Per inaugurare il lancio della nuova DS7, il marchio transalpino ha anche elaborato una nuova edizione limitata, la E-Tense 4×4 360 La Première, con lama paraurti anteriore Gloss black, monogrammi neri e badge specifici che richiamano lo stile della finitura lucida delle DS Wings, della calandra e delle barre sul tetto.
DS 7: dimensioni
Le dimensioni della DS 7 sono quelle tipiche di un SUV di fascia media. La lunghezza misura poco meno di 4 metri e 60 centimetri, mentre la larghezza sfiora i 2 metri fermandosi a 190 cm. Il passo di 2.738 mm garantisce un’ottima abitabilità interna anche nella zona occupata dai passeggeri posteriori.
Dimensioni
Lunghezza
4.595 mm
Larghezza
1.900 mm
Altezza
1.620 mm
Passo
2.738 mm
DS7: esterni
Il look della DS 7 è immediatamente riconoscibile. Il frontale è imponente e presenta una grande griglia esagonale a nido d’ape incastonata in una cornice ad effetto alluminio, mentre la fanaleria a LED di forma rettangolare dona un carattere elitario alla vettura. Altra particolarità è poi data dai sottili fari diurni a LED posizionati ai lati del paraurti, in un alloggiamento dedicato, che abbracciano idealmente i fendinebbia.
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La fiancata è molto elaborata, specie nella zona dei passaruota ben marcati e sovrastati da una nervatura che delimita in modo netto la parte dedicata ai finestrini da quella riservata alla lamiera creando anche un gradevole effetto di pieni e vuoti che movimenta le linee. Molto ricercato anche il look del posteriore. I fari a sviluppo orizzontale hanno dimensioni importanti e sono posizionati all’interno del portellone e racchiusi in una cornice cromata che percorre in tutta la lunghezza proprio questo elemento.
DS 7: interni
Gli interni della DS 7 pongono il SUV francese nella fascia alta del segmento grazie alla grande attenzione dedicata a materiali e finiture. La plancia presenta plastiche morbide, tessuti e pelli di elevata qualità ed elementi a contrasto che donano un tocco di eccentricità.
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Immancabile la presenza del monitor dell’infotainment posizionato al centro della plancia e facilmente consultabile mentre si è alla guida. Decisamente abbondante il bagagliaio la cui capienza misura 555 litri con il divanetto posteriore in posizione. Infine, fra gli Adas di serie troviamo Cruise Control, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori e il Traffic Sign recognition.
DS 7: motori
La gamma motori prevista nel listino della DS 7 è ampia e presenta la possibilità di scegliere tra motori diesel ed ibridi abbinati tutti ad un cambio automatico a 8 rapporti. Tra i propulsori a gasolio è presente il BlueHDi 130, un 4 cilindri da 1,5 litri 130 CV.
Tre, invece, le ibride plug-in. La prima è la variante E-Tense, dalla potenza complessiva di 225 CV. La seconda è rappresentata dalla E-Tense 4×4, equipaggiata con un 1.6 turbo benzina da 200 CV abbinato ad un’unità elettrica da 110 CV e trazione integrale, per un totale di 300 CV. Al top della gamma troviamo, infine, la E-Tense 4X4 equipaggiata con la stessa unità benzina da 200 CV abbinata ad una componente elettrica da 160 CV, per 360 CV di potenza cumulata in modalità ibrida.
DS 7 : consumi
Nonostante le dimensioni importanti e un peso che si aggira intorno ai 1.500 kg, la DS 7 promette dei consumi decisamente interessanti. La motorizzazione a gasolio Blue HDi 130 consuma 5,7 l/100 km. Passando alle ibride plug-in, la versione E-Tense da 225 CV promette un consumo di carburante di 1,7 l/100 km, mentre la variante 4X4 da 300 CV consuma leggermente meno, ovvero 1,6 l/100km, e il modello da 360 CV presenta consumi pari a 1,8 l/100km. Per quanto riguarda queste varianti “alla spina”, è importante menzionare anche l’autonomia dichiarata in modalità esclusivamente elettrica, pari rispettivamente a 65, 63 e 57 km.
DS 7: prova su strada
Ci siamo messi al volante della variante plug- in della rinnovata DS 7, che va a posizionarsi a metà dell’offerta ibrida del modello. Con il restyling, infatti, ora il top di gamma è rappresentato dalla plug-in da ben 360 CV. Tornando al modello oggetto della nostra prova, è alimentato da un propulsore benzina turbo a quattro cilindri con una cilindrata di 1,6 litri, accreditato di una potenza massima di 200 CV. Questo lavora in accordo con due motori elettrici (a garanzia della presenza della trazione integrale), montati uno sull’asse anteriore e uno su quello posteriore, entrambi capaci di sviluppare una potenza massima di 110 CV ciascuno. Ad alimentare le due unità elettriche provvede invece una batteria agli ioni di litio con una capacità di 14,2 kWh. La potenza di sistema raggiunge così i 300 CV per 520 Nm di coppia.
Numeri che si traducono in una spinta sempre pronta fin dai bassi regimi, dove i due motori elettrici sono in grado di esprimersi al meglio, andando a sopperire il ritardo di risposta congenito nei motori turbo. Ottimo poi il livello di insonorizzazione: la voce del 1.6, quando in funzione, è sempre molto contenuta, come lo sono i fruscii aerodinamici e il rumore di rotolamento degli pneumatici. Il tutto per restituire un’esperienza di guida quanto più premium possibile. Elemento al quale contribuisce anche l’assetto che conta su una taratura molto votata al comfort, in grado di filtrare efficacemente anche le asperità più marcate. Nel corso del nostro test siamo riusciti a percorrere circa 50 km con un “pieno di energia”, mentre a batteria scarica il consumo di benzina si è attestato intorno ai 7 l/100 km. Un buon risultato se si considerano le dimensioni della vettura e, soprattutto, la possibilità di poter contare sulla presenza delle quattro ruote motrici.
DS 7: allestimenti
La DS 7 viene offerta a listino in cinque allestimenti differenti:
Business: rappresenta la versione di accesso alla gamma.
Rivoli: aggiunge molti sistemi di assistenza alla guida.
Opera: rende gli interni ancora più confortevoli e tecnologici.
Performance Line: più votata alla sportività.
Performance Line+: il top di gamma si distingue per la dotazione da vera vettura premium.
Business: l’allestimento entry level offre un ricco equipaggiamento di serie che comprende, Lane departure warning, Driver attention warning, Active Safety Brake fino a 140 Km/h, Blind spot detection, Driver attention alert, Cruise Control, DS Active Scan Suspension (solo su E-TENSE 300 e 360) Parabrezza oscurato e acustico, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Traffic Sign recognition, Climatizzatore automatico bizona con aeratori posteriori, 1 Presa 12V in fila 1 e Presa 12V nel bagagliaio, Cerchi in lega 18’’ Vienna (ICE) e 19’’ Edinburgh (PHEV), DS Wings cromate, Fari ecoLED anteriori con Fari posteriori 3D LED, Volante in pelle multifunzione, Sedili in Tessuto Perruzi, Plancia e decori interni in Tessuto, DS IRIS Touchscreen12’’ e riconoscimento vocale, DS Navigation con servizi connessi e aggiornamenti OTA Digital Cockpit 12’’, Radio DAB+ con 1 presa USB-C anteriore e Bluetooth, Apple CarPlay e AndoridAuto wireless.
Rivoli: aggiunge rispetto a Business Telecamera di retromarcia, Sedili in Pelle Art Basalt, Orologio B.R.M R180, Tappetini anteriori e posteriori con battitacco in alluminio, DS Pixel LED Vision, Sedili anteriori regolabili elettricamente, Plancia e decori interni in Pelle, Barre al tetto in alluminio, Cerchi 19’’ Edinburgh, Bracciolo posteriore, Vetri posteriori oscurati.
Opera: aggiunge a Rivoli Interni in pelle Nappa, Plancia e tunnel in pelle Nappa, Sedili anteriori ventilati con funzione massaggio, Filtro Antipolline e anti allergico, Schienale sedili post regolabile elettricamente, Vetri acustici stratificati, Easy Access portellone posteriore, DS Connected Pilot, Wireless Charging, Climatizzatore automatico bizona esteso, Tetto Panoramico aprile, DS Active Scan Suspension, Pedaliera in Alluminio.
Performance Line: aggiunge rispetto a Business Sedili in Alcantara® PERFORMANCE Line, Plancia e decori interni in Alcantara® PERFORMANCE Line, Volante multifunzione in pelle perforata PERFORMANCE Line, Tappetini anteriori e posteriori PERFORMANCE Line, Cerchi in lega 19’’ Silverstone, Black Pack: DS Wings, Cornici finestrini, Loghi DS, Pedaliera in alluminio, Vetri posteriori oscurati, Supporto lombare elettrico, Regolazione manuale altezza sedile passeggero, Passaggio per gli sci, Bracciolo posteriore.
Performance Line+: la versione top di gamma include Telecamera di retromarcia, Sedili anteriori elettrici, Barre al tetto nere, DS Pixel LED Vision.
DS 7: perché comprarla
Qualità: di livello l’attenzione alla scelta dei materiali.
Contenuti: molti degli accessori presenti a bordo ne fanno una perfetta rappresentante della fascia premium del mercato.
Prezzi: a fronte della qualità e dei contenuti che offre, i prezzi della DS 7 non sono elevati.
DS 7: prezzo
Di seguito ecco indicato il listino prezzi della DS 7 aggiornato ad aprile 2024:
Quando si parla di automobili, tecnicamente si parla di bene mobileregistrato. In un certo senso, è una via di mezzo tra un’immobile – che è registrato per definizione – e un normale bene di consumo, che non ha necessità di essere registrato.
La registrazione di un’automobile, che avviene per una serie di motivi di facile comprensione (assicurativi, di infrazione del Codice della Strada, necessità di conoscere il proprietario…), è ben visibile grazie alla presenza della targa, che per la legislazione italiana deve essere esposta e pulita sia all’anteriore sia al posteriore.
Approfondiamo questo aspetto legato alle automobili.
La targa permette di accedere a molte informazioni. Tramite la targa, ad esempio, si può risalire all’importo da pagare per il bollo auto. Per farlo, basta collegarsi a un sito (quello dell’ACI, quello dell’Agenzia delle Entrate o, in alternativa, quello di molte Regioni) e – appunto – inserire la propria targa.
Nel caso in cui si volesse accedere a informazioni più dettagliate, si può chiedere una visura. Ecco come la si ottiene:
Recandosi presso uno sportelloACI, sostenendo un costo pari a 6€;
Richiedendola tramite il sito internet ACI, pagando oltre i 6,9 €.
Forse non tutti sanno che c’è anche un sito dedicato al servizio di verifica targhe. Si chiama Sevim ed è un portale in cui, inserendo il numero di targa auto, si potrà conoscere la cilindrata, la classe Euro di appartenenza, il peso, il numero di posti e tutte le altre caratteristiche tecniche della vettura.
Targa auto: come risalire al proprietario
Qualora abbiate la necessità di risalire al proprietario di una vettura potrete conoscere i dati del soggetto tramite la targa auto. In questo caso, per scoprire i dati personali targa auto, l’operazione sarà a pagamento, ma potrà rivelarsi necessaria in caso di coinvolgimento in un sinistro stradale, o in caso stiate acquistando un veicolo usato e vogliate conoscere l’esistenza di eventuali pignoramenti o fermi amministrativi.
Anche in questo caso le vie da percorrere sono due:
Recarsi presso un ufficio provinciale ACI per chiedere una visura al Pubblico Registro Automobilistico.
Effettuare la richiesta dei dati auto da targa tramite il sito internet dell’ACI.
La prima soluzione è utile poiché nel Pubblico Registro Automobilistico sono effettuate le iscrizioni, le trascrizioni e le annotazioni relative agli autoveicoli, ai motoveicoli e ai rimorchi. Se si sceglie la seconda soluzione, sarà sufficiente effettuare il pagamento online tramite il sistemaPagoPA, che consente a cittadini e imprese di effettuare qualsiasi pagamento verso le pubbliche amministrazioni in modalità elettronica, e dopo aver versato un importo di 8,50 €, si potrà ottenere la visura in formato PDF.
Le prime due alternative hanno un costo abbordabile, ma se si vuole delegare a terzi l’onore di effettuare questa operazione, mettendo in conto un costo più elevato, ci si potrà rivolgere ad un’agenzia di pratiche auto.
Targa auto: storia delle targhe italiane
Quando vediamo un’auto di qualche anno fa ci accorgiamo quasi subito che hanno una targa diversa. Cambiano la progressione di lettere e numeri, cambiano i colori e le dimensioni.
Negli anni le targhe italiane hanno subito alcune modifiche. Ecco le principali:
Anno
Caratteristiche
1901-1905
si adotta una targa bianca con numero seriale a una, due e poi tre cifre anticipato dalla provincia di appartenenza scritta per intero. Ad esempio: “TORINO 19”.
1905-1927
si opta per una prima cifra scritta in rosso che equivale alla provincia seguita da un numero seriale in nero.
1927-1932
si passa al fondo nero, con numero seriale prima e sigla della provincia dopo, entrambe in bianco. Ad esempio: “966 AO”.
1932-1976
le targhe posteriori diventano “quadrate”, con sigla della provincia e numero seriale in bianco su fondo nero disposti su due righe.
1976-1984
si mantiene la formula della sigla della provincia e del numero seriale a 5 o 6 cifre. La sigla della provincia è scritta in arancione, i numeri restano bianchi.
1985-1994
si passa ai caratteri neri su sfondo bianco. Il codice numerico è preceduto dalla provincia di immatricolazione della vettura.
1994-1999
combinazione di sette caratteri alfanumerici costituiti da lettere nelle prime due e nelle ultime due posizioni e cifre nelle tre posizioni centrali.
1999-oggi
si basa sulla tipologia adottata fino al 1999, ma ha due fasce blu ai lati: in quella sinistra sono presenti le 12 stelle dell’Unione europea e in colore bianco la lettera “I” dell’Italia, mentre sulla destra possono essere indicati, su richiesta del proprietario, l’anno della prima immatricolazione e la sigla della provincia o città metropolitana di residenza dell’intestatario.
Quali informazioni si possono ottenere dai dati personali targa auto?
Con i dati personali targa auto, sfruttando vari siti web, è possibile verificare il modello di vettura, i dati tecnici, il calcolo del bollo auto ed altre utili informazioni.
Come posso ottenere le informazioni di una vettura tramite la sua targa?
Per ottenere queste informazioni ci può recare presso uno sportello ACI per chiedere una visura, o utilizzare il sito internet ACI.
Quanto costa ottenere queste informazioni?
Il costo cambia a seconda del modo in cui le informazioni vengono richieste, se ci si reca presso uno sportello ACI sarà di 6 €, per via telematica bisognerà pagare un supplemento di 2,83 €.
È possibile risalire al proprietario di un veicolo tramite la targa?
Sì, l’operazione è a pagamento e può essere svolta presso uno sportello ACI o tramite il sito internet dell’ACI.