Nuova Nissan Leaf, la migliore auto elettrica in commercio

Nissan Leaf – una delle migliori auto elettriche in commercio – ad un anno dalla sua presentazione mondiale ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali tra cui il 2018 World Green Car dal World Car Awards e il premio “Best of Innovation” per la categoria “Vehicle Intelligence and Self-Driving Technology” da parte della Consumer Technology Association. Inoltre ha ottenuto un punteggio di 5 stelle per la sicurezza Euro NCAP. Tra gli altri prestigiosi riconoscimenti ottenuti negli ultimi 12 mesi ci sono il DiarioMotor.com Electric Pushing Award in Spagna, il 2018 Drive Power Gold Electric Car Award nel Regno Unito e in Italia premio Infomotori Web Award 2018 e il Motor Electric Award.

Nissan Leaf, vi raccontiamo la nostra prova 7

Nissan LEAF ha conquistato una solida reputazione grazie alle tecnologie avanzate, all’efficienza, alla praticità, al comfort e alle prestazioni di guida. meritandosi a pieno merito il titolo di migliore auto elettrica. Progettata per favorire una mobilità più sostenibile, Nissan LEAF ha conquistato nuovi clienti in Europa, con quasi il 70% dei proprietari di LEAF che sono passati per la prima volta dai motori a combustione interna alla mobilità elettrica. Nei primi otto mesi del 2018 sono state vendute 43.000 LEAF in tutta Europa rendendola il veicolo elettrico più diffuso nel continente. Nissan LEAF è stata ampiamente riconosciuta per le tecnologie Intelligent Integration e la facilità d’uso. Può essere ricaricata dalle colonnine standard o da una normale presa domestica, oltre che da una rete estesa di oltre 5.800 punti di ricarica rapida in tutta Europa.

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Un sistema di alimentazione bidirezionale innovativo, Vehicle-to-Grid (V2G), consente inoltre ai clienti di caricare la propria auto dalla rete e “rivendere” energia alle società energetiche, un progetto che ha ottenuto lo scorso luglio l’Auto Express Technology Award per l’innovazione.

La nuova LEAF è l’icona della Nissan Intelligent Mobility, attraverso le avanzate tecnologie di assistenza alla guida come ProPILOT e ProPILOT Park e l’esclusivo e-Pedal che permette agli automobilisti di partire, accelerare e decelerare fino all’arresto completo semplicemente con un pedale. Tre quarti dei nuovi clienti LEAF hanno scelto ProPILOT, mentre l’e-Pedal è stato evidenziato come una delle funzionalità preferite tra i 27.000 clienti che hanno già acquistato la nuova LEAF.

“La nuova LEAF rappresenta un passo importante verso una mobilità intelligente in cui il veicolo è elettrico e completamente integrato. Nissan LEAF ha ottenuto riconoscimenti sia tra gli automobilisti che tra gli esperti e questo dimostra il suo valore, soprattutto nel contesto di una crescente adozione di veicoli elettrici e di nuovi competitor. Guardando al futuro, ci aspettiamo che LEAF continui ad essere leader nel mercato dei veicoli elettrici” ha affermato Gareth Dunsmore, Electric Vehicle Director Nissan Europe. Dal lancio nel 2010, con oltre 100 premi a livello mondiale e oltre 340.000 vendite, Nissan LEAF continua il successo iniziato già con la prima generazione.

Nissan Leaf, vi raccontiamo la nostra prova 6

 

Jaguar I-Pace, il miglior SUV elettrico in commercio

Jaguar I-Pace: esterni

La Jaguar I-Pace ha mostrato la sua grande fruibilità percorrendo con una sola ricarica i 369 chilometri che dividono Londra da Bruxelles. Il SUV elettrico ad alte prestazioni ha iniziato il viaggio dalla South Bank di Londra con la sua batteria da 90 kWh completamente carica, prima di dirigersi al terminal del Tunnel della Manica di Folkestone. A differenza degli 80 milioni di veicoli che hanno effettuato la traversata su un treno da quando il Tunnel è stato aperto, la I-PACE ha percorso i 50 chilometri della più lunga galleria sottomarina al mondo utilizzando la propria energia. Dopo essere riemerso dal tunnel, che corre lungo due gallerie ferroviarie, e affiorare nel caldo sole di Calais, Stephan Boulter, l’ingegnere Jaguar al volante della I-Pace, si è diretto verso est fino ad arrivare nella storica Mons Des Arts nel centro di Bruxelles, con ancora 8% di carica.

Jaguar I-Pace attraversa Tunnel Manica con una sola ricarica 1

Jaguar I-Pace – una delle migliori auto elettriche del 2019 – ha garantito una straordinaria autonomia percorrendo i 369 chilometri che portano da Londra a Bruxelles con una singola ricarica e arrivando a destinazione con una buona autonomia, ha così dimostrato come si possano coprire lunghe distanze in assoluto comfort. Per raggiungere la Capitale belga, durante il viaggio, ha percorso le autostrade sfidando il traffico e la calura estiva. Per garantire ad ogni guidatore di massimizzare ogni ricarica,   è equipaggiata con alcune tecnologie che ottimizzano l’efficienza energetica. Prima dell’inizio di ogni viaggio, il sistema di pre-condizionamento può automaticamente riscaldare o raffreddare la batteria per raggiungere l’ideale temperatura operativa e, contestualmente, impostare la temperatura desiderata all’interno dell’abitacolo. L’utilizzo della potenza di rete piuttosto che quella della batteria massimizza l’efficienza e soprattutto l’autonomia dell’auto elettrica. Il sistema di navigazione tiene conto della topografia del percorso e dello stile di guida per calcolare l’autonomia necessaria per ogni tragitto. Inoltre, è in grado di tracciare il percorso più efficiente dal punto di vista energetico. Se la destinazione programmata non fosse raggiungibile, il sistema avviserà il conducente e lo aiuterà a trovare delle stazioni di ricarica entro la quantità di autonomia calcolata.

Jaguar I-Pace attraversa Tunnel Manica con una sola ricarica 3

Utilizzando un caricatore rapido da 100 kW a corrente continua, in soli 15 minuti è possibile avere oltre 100 chilometri di autonomia. La batteria agli ioni di litio ultrarapida I-PACE da 90 kWh offre prestazioni sportive di 0-60 mph in 4,5 secondi, oltre alla praticità di una gamma di 292 miglia (ciclo WLTP) e tempo di ricarica dello 0-80% di 40 minuti (100 kW DC). La ricarica domestica con una scatola a muro CA (7 kW) garantisce lo stesso stato di carica in poco più di dieci ore, ideale per la ricarica notturna.

Jaguar I-Pace attraversa Tunnel Manica con una sola ricarica 2

La strumentazione è in grado di mostrare al conducente la quantità di energia utilizzata da determinati sistemi, come ad esempio il climatizzatore, e la quantità di autonomia che si potrebbe ottenere disattivandoli. Se l’auto è equipaggiata con il climatizzatore a quattro zone, la funzione Smart Climate utilizzerà i sensori del sistema di ritenuta per determinare quante persone sono presenti nel veicolo, riscaldando o raffrescando solamente l’area intorno ai reali occupanti, mantenendo al contempo il comfort e minimizzando il consumo energetico. Per mostrare la reale fruibilità quotidiana della I-PACE, Jaguar ha lanciato un’applicazione intelligente per aiutare i clienti ad entrare in sintonia con il proprio SUV elettrico prima di mettersi al volante.

Il 2019 potrebbe essere l’anno di svolta per le auto elettriche e in particolare per i SUV: sia le tecnologie che il mercato sono ormai maturi. Ecco alcune delle novità più importanti nel mondo delle auto elettriche 2019:

  • Audi e-tron: il primo SUV completamente elettrico di casa Audi con 400 Km di autonomia
  • Porsche Taycan: la prima elettrica super performante di casa Porsche
  • Mercedes EQ C: il primo SUV completamente elettrico di casa Mercedes con 450 km di autonomia

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Patente a 17 anni: con la guida accompagnata si può!

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Il sogno di ogni ragazzo che raggiunge la maggiore età è quello di conseguire la patente di guida per poter godere della totale libertà di movimento, al volante della propria vettura. Dal 21 aprile 2012, tuttavia, grazie alla riforma del Codice della Strada, è stata introdotta la cosiddetta patente a 17 anni. che consente di conquistare il titolo di neopatentati in fretta. Scopriamo di cosa si tratta.

Guidare a 17 anni

Quella che genericamente viene indicata con il termine patente a 17 anni in realtà si chiama Guida Accompagnata e consente ai soggetti che hanno compiuto il diciassettesimo anno di età, di potersi esercitare al volante della propria vettura per un anno, purché ricorrano determinate condizioni.

La guida assistita 17 anni è consentita ai soggetti, come detto già diciassettenni, in possesso della patente A1 per le moto e B1 per quadricicli. Inoltre, devono essere indicati tre soggetti accompagnatori con un’età massima di 60 anni, e coloro che abbiano conseguito la patente di guida da almeno dieci anni, senza essere stati sottoposti a sospensione della stessa negli ultimi cinque.

Un’ulteriore pratica burocratica da adempiere per guidare l’auto a 17 anni è quella di recarsi presso la Motorizzazione competente per territorio e presentare un’istanza per l’autorizzazione alla guida accompagnata, firmata anche da un genitore. Si dovrà produrre l’attestazione del versamento di 32 euro su c/c 4028, del versamento di 10,20 euro su c/c 9001, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, su apposito modello, comprovante la qualità di genitore o di legale rappresentante del minore ed una fotocopia del documento di identità del dichiarante.

Ricevuta l’istanza verrà consegnata una ricevuta con la quale sarà possibile iscriversi ad un corso di formazione, presso una scuola guida. Al completamento dello stesso si riceverà un attestato di frequenza da presentare alla Motorizzazione. Gli uffici competenti rilasceranno un’autorizzazione all’esercitazione sulla quale verranno indicati anche in nomi degli accompagnatori designati. La validità di questa autorizzazione scade al compimento del diciottesimo anno di età. Una volta divenuti maggiorenni, si dovrà fare richiesta del foglio rosa per proseguire con la guida.

Guida 17 anni

Ulteriore requisito da rispettare per conseguire la patente a 17 anni riguarda il rapporto peso potenza della vettura che si andrà a guidare: valgono le stesse limiti dei neopatentati. Questo non deve superare i 55 kW/t e la potenza della vettura non può essere superiore a 70 kW. Quando si condurrà la vettura durante l’esercitazione deve essere esposto un contrassegno di colore nero su fondo giallo retroriflettente, con le lettere “GA”, acronimo di “Guida Accompagnata”. Vi consigliamo di consultare la lista delle auto per neopatentati.

Guida assistita 17 anni: limiti di velocità

Guidare l’auto a 17 anni impone poi il rispetto di limiti di velocità decisamente rigorosi: 100 km/h sulle autostrade e 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Nelle autostrade con carreggiate a tre o più corsie è vietato impegnare altre corsie all’infuori delle due più vicine al bordo destro della carreggiata. Durante la Guida Accompagnata non sarà possibile trasportare passeggeri. Prestate molta attenzione al rispetto del Codice della Strada durante la guida assistita a 17 anni poiché in caso di violazioni che comportino la sospensione della patente non ci si potrà più esercitare.

Infine, se il minorenne si trova alla guida senza l’accompagnatore designato, rischia una sanzione amministrativa di 398 euro, il fermo dell’auto per 3 mesi e la revoca dell’autorizzazione alla Guida Accompagnata.

Lampade led per auto: caratteristiche e differenze rispetto alle lampadine

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L’evoluzione tecnologica degli ultimi anni ha fatto compiere importanti passi avanti al settore automotive, soprattutto per quel che riguarda la sicurezza. Tra i vari elementi che hanno migliorato la guida degli automobilisti, le lampade a led per auto sono di sicuro uno dei dispositivi maggiormente apprezzati, grazie alla loro grande capacità di illuminazione.

Fari a led

Quando si parla di lampade a led per auto si intende una particolare tipologia di fari. La sigla LED è l’acronimo di Light Emitting Diode ed indica il funzionamento di questo dispositivo tramite un diodo a semiconduttore che, al passaggio di corrente elettrica, emette radiazioni luminose.

A differenza delle lampadine automobili tradizionali, le lampade a led per auto garantiscono un ciclo di vita molto più lungo, addirittura fino a 100.000 ore, grazie all’assenza di vetro e filamenti metallici.

Ulteriore vantaggio dei fari a led riguarda il risparmio energetico garantito da questi dispositivi.  É necessaria, infatti, una minima quantità di energia per il loro funzionamento e la resa è decisamente superiore rispetto alle lampadine tradizionali. Le lampade a led per auto emettono infatti un fascio di luce netto che riduce la dispersione e consente una illuminazione decisamente superiore, rispetto alle lampadine automobili standard. Le vetture più recenti, inoltre, utilizzano i fari a led, non solo per le luci anteriori, ma anche per quelle posteriori. Questa scelta non è dettata solamente da ragioni estetiche, dato che questi fari si prestano a soddisfare ogni bizzarra richiesta dei designer, ma anche da questioni di sicurezza.

Le lampade a led per auto, infatti, hanno un tempo di accensione minimo rispetto a quelle tradizionali. Per le prime saranno necessari appena 5 millisecondi a fronte dei 150 richiesti per le seconde, e in caso di frenata di emergenza anche un lasso di tempo così breve può rivelarsi decisivo per la sicurezza.

Fari FULL LED

I fari Full LED rispetto ai gruppi ottici tradizionali – alogene o allo xeno  – ci presentano diodi luminosi di potenza. In questo modo il fascio di luce dei è più chiaro, con una tonalità bianca e fredda, che consente di percepire meglio soprattutto i contrasti. Presentano l’importante vantaggio di essere più semplici e di occupare meno spazio Il pregio dei fari FULL LED sono molteplici: il primo è la temperatura della luce di 5.500 Kelvin, talmente bianca da rendere la visione notturna più efficace e riposante; il secondo è la durata, quanto la vita dell’intera vettura; il terzo è il consumo: solo 20 Watt complessivi e questo vuol dire anche minore consumo di carburante.

Lampade a led per auto H7

I fari a led montati sulla propria vettura devono rispondere ai requisiti di legalità indicati nel D. M. del 6 novembre del 2013, che è stato promulgato dalla Gazzetta Ufficiale n. 271 del 19 novembre. Il Ministero è intervenuto per regolamentare la possibilità di installare le luci led auto per la marcia diurna ed ha introdotto una deroga per le lampade a led per auto e per qualsiasi veicolo a motore.

L’installazione dei fari a led deve essere effettuata da un’autofficina di riparazione autorizzata che certificherà il montaggio a regola d’arte, attraverso la compilazione di un modulo.

Parlando di fari a led è utile avere presente la differenza tra la tipologia H7 e la tipologia H4. La prima è quella di più recente costruzione ed è costituita da un monofilamento, mentre la H4 risale agli anni 80 ed è composta da due filamenti. I fari a led H7 hanno il doppio delle lampadine per le funzioni abbagliante e anabbagliante, mentre le lampade a led per auto H4 hanno la funzione anche di fari di profondità.

Grip control: l’aderenza su diversi fondi per una trazione quasi totale

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Nel corso degli ultimi anni si è assistito alla nascita di un sistema denominato grip control, sviluppato dal gruppo PSA, mediante il quale è possibile modificare l’aderenza della propria vettura in relazione al fondo da affrontare ed avere in questo modo una trazione pressoché totale in ogni condizione.

Grip control: come funziona

Il grip control è un sistema antipattinamento che adatta la trazione delle ruote anteriori al tipo di terreno da affrontare. Il conducente avrà la possibilità di selezionare, tramite una manopola posta sul tunnel centrale, una delle cinque modalità di intervento del grip control ed avere un’aderenza migliorata.

  • La prima modalità è quella standard, adatta ai terreni con basso livello di pattinamento. Il sistema si adatta automaticamente alle condizioni del percorso.
  • La seconda modalità è denominata sabbia e consente un simultaneo pattinamento delle ruote motrici così da ridurre il rischio di insabbiamento e far progredire l’auto. Questo sistema è utilizzabile fino alla velocità massima di 120 Km/h.
  • La terza modalità, denominata fango, consente un forte pattinamento della ruota con minore aderenza in partenza, così da recuperare la trazione perduta. Quella con maggiore aderenza, invece, riceve il maggior numero di coppia. Questo sistema è utilizzabile sino ad una velocità massima di 50 Km/h.
  • La modalità neve adatta istantaneamente il pattinamento di ognuna delle ruote motrici alle condizioni del terreno. Questo sistema è consigliato in caso di neve profonda o forte pendenza ed è utilizzabile sino alla velocità massima di 80 Km/h.
  • L’ultima modalità è quella denominata ESP OFF e consente di disattivare l’ESP, ossia il controllo dinamico della stabilità, e l’ASR / Grip Control, ovverosia l’antislittamento, fino ad una velocità massima di 50 Km/h. Superato questo limite, il sistema viene riattivato automaticamente per garantire le condizioni di sicurezza.

Grip control sulla neve

Una delle condizioni che consente di apprezzare maggiormente il grip control è la guida sulla neve. In questo caso la centralina gestisce nel migliore dei modi la coppia delle ruote motrici, frenando la singola ruota che perde aderenza, ed inviando automaticamente la coppia all’altra che ne ha di più, simulando così l’effetto di un differenziale autobloccante. Alla guida, grazie al grip control, si apprezza la sicurezza, soprattutto in discesa, e la reattività nei cambi di direzione grazie alla limitazione del sottosterzo.

Advanced grip control

Questo sistema funziona con pneumatici M+S (Fango E Neve) montati su cerchi in lega da 18. In combinazione con il Grip control, la funzione HiIl Assist Descent mantiene il veicolo a una velocità ridotta garantendo controllo e sicurezza, anche in forte pendenza.

Citroen C3 grip control

Sono numerosi i modelli del gruppo PSA che godono del sistema grip control. Tra questi si segnala la Citroen C3 Aircross che, dotata del sistema di aiuto alla trazione ed abbinata a pneumatici specifici Mud & Snow, sorprende per l’aderenza e la rapidità nei cambi di traiettoria.

Per la Citroen C3 grip control si possono scegliere i motori a benzina 1.2 litri tre cilindri Puretech declinati nelle varianti da 82, 110 e 130 cavalli, mentre tra i diesel la scelta varia tra il BlueHDi da 100 cavalli ed il BlueHDi 120 S&S da 120 cavalli.

Peugeot grip control

Anche la Casa del leone propone il grip control su molti suoi modelli. Tra questi si segnala la Peugeot 3008 active grip control che consente al SUV francese di destreggiarsi con estrema facilità sui terreni caratterizzati da scarsa aderenza.

L’Advanced Grip Control utilizza l’elettronica per gestire la quantità di coppia da inviare a ciascuna delle due ruote anteriori e, abbinato al sistema Hill Assist Descent Control, consente di controllare la vettura anche su forti pendenze riducendo la velocità fino a 3 Km/h.

La Peugeot 3008 active grip control è disponibile con un solo propulsore a benzina, l’1.2 turbo Pure Tech da 131 CV, mentre tra i diesel si può optare per il BlueHDI 1.5 da 131 CV ed il 2.0 da 177 CV di potenza.

Grip control vs 4×4

Quando si parla del sistema grip control ci si chiede se questo sistema sia equiparabile alla trazione integrale. Il sistema elettronico sviluppato dal gruppo PSA aiuta la vettura in condizioni di aderenza precaria, ma non può essere paragonato ad un sistema 4×4 dato che la trazione su tutte e quattro le ruote offrirà sempre una trazione migliore su fondi scivolosi o accidentati, grazie anche all’eventuale presenza di marce ridotte.

Freno motore: cos’è, come funziona e perché è importante conoscerlo

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Per guidare correttamente ed in tutta sicurezza la propria vettura è fondamentale conoscere anche alcuni espedienti che possono rilevarsi utili. Tra questi, l’utilizzo del freno motore è uno dei più importanti. Scopriamo tutti i dettagli.

Freno motore: come funziona

Nella guida di tutti i giorni quando si decelera, scalando da una marcia all’altra, si avverte un leggero rallentamento della propria vettura quando, innestata la marcia inferiore, si rilascia gradualmente la frizione. Questa decelerazione è dovuta proprio al freno-motore che consente al motore, grazie all’innalzamento del numero dei giri, di assorbire energia meccanica nel momento di passaggio da una marcia all’altra.

Freno motore auto

Il freno motore è spesso utilizzato nella guida più sportiva. Vetture dotate di cambio manuale, infatti, consentono al pilota di poter decidere in maniera totalmente autonoma quando effettuare il cambio marcia, tirando al massimo il numero dei giri. I piloti più smaliziati, solitamente, utilizzano il freno motore in occasione dell’ingresso in curva, scalando una o più marce per ridurre la velocità in entrata, riducendo l’utilizzo dei freni. Ma il freno motore può e deve essere utilizzato anche in caso di frenate di emergenza, per ridurre velocemente la velocità del veicolo, o qualora si debbano affrontare discese con pendenze importanti, per evitare di affaticare l’impianto frenante.

Impianto frenante

Il freno motore ha un grande impatto sul sistema frenante di una vettura. Questo sistema consente all’auto di decelerare ed arrestarsi, grazie all’attrito che le pastiglie generano sul freno. Quando si preme il pedale del freno si aziona una pompa idraulica che consente alla pinza di agire sulle pastiglie. Queste entrano in contatto con i dischi, generando attrito e rallentano il moto della vettura.

I freni auto devono essere controllati ad intervalli regolari per evitare che l’usura pregiudichi il loro funzionamento.

In primo luogo è necessario distinguere tra freni auto a tamburo e a disco. I primi sono costituiti da un tamburo e da due ganasce fatte con un materiale di attrito che esercitano forza sul tamburo dall’interno, frenandone la rotazione, mentre i secondi sono caratterizzati dalla presenza di un disco su cui esercita la sua azione una pinza che ospita le pastiglie frenanti.

É consigliabile eseguire un controllo ogni 15.000/20.000 chilometri ma, nell’eventualità di vibrazioni provenienti dall’impianto frenante, si dovrà subito far controllare l’impianto.

Anche nel caso di accensione della spia di segnalazione, di rumorosità in frenata, di presenza di righe circolari profonde o criccature radiali sulla fascia frenante, oppure di surriscaldamento, portate la vostra vettura ad effettuare un controllo.

Importante anche controllare il livello del liquido dei freni e lo stato di usura di pastiglie e dischi poiché, quando queste sono consumate, il pistoncino della pinza freno dovrà effettuare una maggiore escursione per compensare la perdita di spessore del disco, ed assorbirà una maggior quantità di liquido freni.

Acqua tergicristalli: l’importanza della manutenzione

acqua-tergicristalli

Per guidare in tutta sicurezza ed affrontare le numerose condizioni meteo al volante della propria vettura, senza correre rischi, è necessario tenere sempre sotto controllo il liquido tergicristalli, così da poter avere una visibilità costantemente ottimale.

INDICE
 Acqua demineralizzata tergicristalli
 Vaschetta liquido tergicristalli
 Pompa liquido tergicristalli
 Tubo liquido tergicristalli

L’acqua tergicristalli viene utilizzata per la pulizia del parabrezza e del lunotto posteriore, con conseguente rapido esaurimento del liquido. Fondamentale, quindi, è tenere sotto controllo il livello dell’acqua per evitare di dover viaggiare con una visibilità compromessa dallo sporco.

Per il rabbocco dell’acqua tergicristalli si può utilizzare la comune acqua del rubinetto, ma se questa ha forti contaminazioni calcaree si rischia di intasare i condotti e gli ugelli.

La scelta migliore è quella di acquistare acqua demineralizzata reperibile in qualunque supermercato e dal prezzo decisamente economico: circa 20 centesimi al litro. Per poter contare su una pulizia ottimale è consigliabile mescolare l’acqua mineralizzata ad un detergente specifico, mentre è da evitare l’utilizzo di prodotti per la pulizia dei piatti o dei vetri di casa che potrebbero danneggiare il parabrezza e lasciarlo macchiato.

Rabboccare il liquido tergicristalli è una operazione estremamente semplice fai da te, che non necessita dell’ausilio di un professionista.

Sarà sufficiente aprire il cofano motore della vettura, individuare serbatoio acqua tergicristalli, riconoscibile dal simbolo raffigurante il parabrezza con sopra le gocce d’acqua disegnate sul tappo, versare il liquido, avendo cura di non versarlo al di fuori, ed infine richiudere il tappo ed il cofano motore.

Una volta compiuta questa operazione sarà necessario avviare la vettura e provare immediatamente ad azionare l’acqua tergicristalli per verificare che tutto funzioni regolarmente.

Un consiglio utile è quello di effettuare questa operazione di rabbocco acqua tergicristalli a motore freddo per non rischiare ustioni.

La pompa liquido tergicristalli è il dispositivo motorizzato che mantiene sotto pressione il liquido presente nella vaschetta e consente di detergere il parabrezza ed il lunotto, uscendo dagli ugelli dedicati.

Qualora il liquido non dovesse uscire dagli ugelli, e questi siano correttamente puliti e la vaschetta piena, potrebbe essere necessario sostituire la pompa acqua tergicristalli. In questo caso si dovrà sostituire anche la guarnizione che si trova fra il serbatoio e la pompa stessa.

Se l’acqua tergicristalli non dovesse uscire dagli ugelli dedicati, oltre al più grave problema relativo al danneggiamento della pompa dell’acqua, possono esserci altri motivi che ne impediscono il funzionamento.

Uno dei più comuni è l’ostruzione degli stessi ugelli. Riuscire a pulirli è una operazione semplice ma si deve verificare che il problema sia la loro occlusione.

Se, mettendoli in azione, non emettono liquido ma si sente il rumore tipico del motorino, sarete certi che si tratterà di ugelli ostruiti.

In questo caso si dovranno rimuovere le parti di sporco presenti sugli stessi tramite una spilla o un ago. Fondamentale è evitare di inserire l’ago in profondità e di esercitare troppa pressione sulla parte posteriore dello spruzzatore, per non rischiare di spezzare lo spruzzatore stesso o l’ago.

Se con questo metodo non riuscirete a raggiungere la profondità necessaria per rimuovere le impurità, sarà necessario aprire il cofano e procedere alla rimozione del tubo acqua tergicristalli che si trova alla base dello spruzzatore, ed utilizzare un filo metallico per effettuare la pulizia dei condotti e tornare ad avere un dispositivo che funzioni al meglio.

 

Controllo olio motore: ecco una guida in 3 passaggi

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La manutenzione della propria vettura è una operazione fondamentale per poter circolare in condizioni di assoluta sicurezza e prolungare la vita delle componenti dell’auto. Tra le varie attività da compiere il controllo olio motore è una operazione di facile e veloce realizzazione.

Controllo livello olio motore

L’olio motore è un elemento fondamentale per la lubrificazione di tutti gli organi meccanici in movimento, quali l’albero motore, i pistoni e le valvole, permettendo lo scorrimento di queste componenti ed eliminando dannosi attriti.

Per effettuare il controllo olio motore sarà necessario compiere questa operazione a motore spento. Lasciate passare alcuni secondi e successivamente aprite il cofano della vostra vettura per trovare l’asta di verifica posta accanto al propulsore. Questa è solitamente contrassegnata da un anello di colore rosso. Tirate l’astina olio motore verso di voi, fino a quando la stessa non sarà uscita completamente dal cilindro all’interno del quale è inserita. Poi, provvedete a pulirla con un panno.

Successivamente, inserite nuovamente l’asta all’interno del cilindro ed estraetela daccapo. In questo momento il livello dell’olio motore verrà indicato nella parte bassa dell’asta dove vengono segnati sia il livello minimo che quello massimo.

Se l’olio motore si trova poco sotto il massimo, non sarà necessario procedere con il rabbocco, mentre se è vicino all’indicazione del minimo, dovrete provvedere ad effettuare il rabbocco.

Per procedere con questa operazione sarà necessario controllare sul libretto di uso e manutenzione la tipologia di olio indicata dal costruttore e, una volta acquistato il prodotto, procedere alla rimozione del tappo relativo al serbatoio dell’olio.

Posizionate un imbuto e versate in piccole dosi l’olio, controllando tramite l’asta il livello raggiunto fino a quando il lubrificante non sarà tornato vicino al livello massimo.

Il controllo olio motore è un’operazione da compiere ad intervalli regolari, solitamente una volta al mese, per avere la certezza di non danneggiare il propulsore della propria vettura.

Additivo olio motore

Se si vuole tutelare ulteriormente il propulsore si può utilizzare anche un additivo olio motore la cui finalità è quella di aumentare la viscosità e prolungare le proprietà lubrificanti.

Grazie all’additivo olio motore si potrà ottenere un miglioramento della lubrificazione delle parti meccaniche, una minore ossidazione delle stesse, ed una diminuzione dell’attrito e dell’usura.

L’additivo olio motore deve essere utilizzato ad ogni cambio dell’olio rispettando le indicazioni fornite sull’etichetta dello stesso.

Aspiratore olio motore

Chi volesse procedere al cambio dell’olio in totale autonomia, senza doversi rivolgere ad un’officina specializzata, può effettuare questa operazione tramite l’aspiratore olio motore.

Questo apparecchio, tramite funzionamento pneumatico, è composto da diverse sonde per il recupero dell’olio, un vuotometro per il recupero dell’intero olio esausto, un manometro e una vaschetta montata sull’apparecchio per il recupero di parti di olio che potrebbero uscire durante l’operazione.

Il vantaggio derivante dall’aspiratore olio motore è quello di poter compiere il cambio dell’olio senza necessità di mettere la vettura su un ponte sollevatore.

Grazie alle sonde in dotazione, l’olio viene estratto direttamente dalla coppa, senza dover rimuovere la coppa dell’olio, eliminando così il rischio di danneggiamenti e di versare il lubrificante per terra.

Una volta che si è messo in depressione il circuito è importante chiudere la valvola di entrata dell’aria e disconnettere l’aria compressa. In caso contrario si provocherebbe un ricircolo dell’olio nebulizzato che potrebbe sporcare sia l’auto che voi.

Itinerari Portogallo: ammirare paesaggi incantevoli ala guida di un’auto

itinerari-portogallo

Scoprire il Portogallo on the road è senza dubbio un modo alternativo ed unico di vivere una terra affascinante. Gli itinerari Portogallo sono numerosi. Estate, tempo di vacanze, di viaggi, alla scoperta di posti incantevoli. Tra le varie mete da scegliere per gustarsi al meglio le meritate ferie, perché non studiare gli itinerari Portogallo e lasciarsi coccolare dal clima e dai paesaggi indimenticabili alla volante di un’auto?

Portogallo on the road

Scoprire il Portogallo on the road è senza dubbio un modo alternativo ed unico di vivere una terra affascinante.

Gli itinerari Portogallo sono numerosi. Giunti all’aeroporto di Lisbona si può decidere di dedicare la prima giornata alla scoperta della capitale. Non mancate la visita dei quartieri tipici quali Belem e Alfama, e se volete abbandonare la vostra auto salite sul tram 28 per muovervi in tutta libertà attraverso le tipiche stradine portoghesi.

Se volete sperimentare luoghi più moderni potete andare nella zona nuova della città, dove nel 1998 si è svolto l’Expo. Approfittatene per una passeggiata attraverso il ponte Vasco da Gama, uno dei più lunghi d’Europa, e visitate anche l’acquario che vi lascerà a bocca aperta per la grande varietà di pesci presenti.

Il secondo giorno potete visitare Cabo da Roca, il punto più occidentale d’Europa dove ammirare l’Atlantico da una costa rocciosa alta ben 140 metri, e godere di un tramonto indimenticabile.

Trascorsa la notte, tornate alla guida e raggiungete la città di Porto: si affaccia sul Fiume Douro ed è caratterizzata da numerosi vicoli che si inerpicano sulla collina sulla quale la città è adagiata. Verrete subito colpiti dal contrasto tra edifici abbandonati ed altri perfettamente restaurati e noterete la particolarità delle azulejos, le piastrelle di colore blu e azzurro che ritraggono scene religiose e motivi astratti.

Visitata anche la chiesa dos Clérigos dovrete salire 240 scalini per arrivare fin sulla torre ed ammirare il panorama della città dall’alto. Successivamente, attraversate il ponte de Dom Luis I e raggiungete Vila Nova de Gaia per visitare le numerose cantine ed assaggiare i deliziosi vini portoghesi.

Altra tappa degli itinerari Portogallo è Coimbra. Posizionata sopra il Fiume Mondego, è nota per la sua prestigiosa Università, una delle più antiche d’Europa: visitatela perché vi lascerà estasiati.

Questi sono soltanto alcuni suggerimenti su cosa vedere in Portogallo, ma sono numerose le cittadine dallo stile caratteristico che potete considerare di visitare durante il vostro viaggio.

Noleggio auto Portogallo

Elencati gli itinerari Portogallo più suggestivi, è giunto il momento di capire come affrontare questo viaggio on the road.

Per vivere un’esperienza pura è consigliabile effettuare il noleggio auto. Il costo del servizio è alla portata di tutte le tasche ed il nostro suggerimento è quello di spendere qualcosa in più per usufruire dell’assicurazione completa.

Una volta giunti in aeroporto potrete trovare numerose compagnie internazionali di noleggio come Avis/Budget, EuropCar, GoldCar, Guerin, Hertz, Sixt alle quali rivolgervi per iniziare la vostra esperienza on the road. Ma se volete arrivare preparati potete prenotare il noleggio online ed essere subito pronti a girare il Portogallo.

Se deciderete di utilizzare l’auto in una città come Lisbona siate pronti ad affrontare il traffico caotico e le vie strette della capitale. Il consiglio è quello di posteggiare l’auto in Hotel per girare Lisbona con i mezzi e di utilizzarla per gli spostamenti nelle altre incantevoli località.

Cosa mangiare in Portogallo

Tra le specialità da gustare in Portogallo il pesce la fa da padrone. Gli antipasti più famosi da provare assolutamente sono il Camarao Mozambique, gamberetti speziati serviti con una salsa all’aglio e spolverati di coriandolo spezzato ed il Pasteis de bacala, ovvero crocchette di baccalà impanato e fritto che vi conquisteranno.

Tra i piatti principali spiccano il Bacalhau á gomes da sá: un filetto di baccalà cotto in casseruola con cipolle, patate e uova sode. Oppure il Polvo à Lagareiro: polipo stufato in pentola e poi grigliato, servito con una salsa a base di olio, prezzemolo e aglio.

Tra i dolci provate il Tochinho do ceu: un tortino preparato con uova e zucchero e arricchito da mandorle, davvero un piacevole fine pasto.

Antifurto auto: guida alla scelta per un acquisto consapevole

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La protezione della propria vettura dai furti è uno dei principali motivi di preoccupazione di ogni automobilista. In commercio esistono numerosi modelli di antifurto auto in grado di soddisfare diverse esigenze, ed in questa guida andremo a capire quali sono i migliori.

Allarme auto

Quando si parla di antifurto auto si intende comunemente un sistema, elettronico o meccanico, in grado di impedire il furto della vettura. I sistemi meccanici bloccano componenti quali i pedali o lo sterzo della vettura, rendendo quasi impossibile la guida della stessa. Mentre gli antifurto auto elettronici, oltre alla sirena che suona in caso di infrazione, consentono anche il blocco elettronico della vettura.

Antifurto auto: come funziona

Le differenti tipologie di antifurto auto presenti in commercio hanno anche un funzionamento differente. L’antifurto meccanico, infatti, blocca fisicamente alcune componenti della vettura, come pedali o volante. Per attivarlo sarà sufficiente posizionare l’antifurto auto nella sede opportuna, ad esempio tra il pedale della frizione e quello del freno, mentre per la rimozione sarà necessario l’utilizzo di una chiave dedicata da inserire nella serratura apposita.

Il vantaggio dell’antifurto auto meccanico è dato dal costo di acquisto, solitamente inferiore ai 100 euro, e dalla facilità di installazione.

Diversa è invece la modalità di funzionamento dell’antifurto auto elettronico. Nel momento del tentativo di intrusione si attiva immediatamente la sirena che così avvisa dell’apertura non autorizzata del veicolo, mentre per evitare l’accensione del motore è presente l’immobilizer che interrompe il flusso dell’elettricità nel propulsore ed impedisce l’accensione dello stesso unendo i cavi elettrici.

Antifurto auto satellitare

Decisamente più evoluti sono gli antifurto auto satellitari. Grazie ad un localizzatore in grado di comunicare con la Global Posizioning System è sempre possibile tracciare la posizione dell’auto. L’impianto è composto dal modulo GPS, da un modulo GSM e da una centralina elettronica in grado di gestire il tutto.

Il modulo GSM funziona tramite una scheda SIM, e provvede a comunicare ad una centrale operativa il tentativo di furto in tempo reale.

Grazie a questa comunicazione le forze dell’ordine potranno disporre dell’esatta posizione del veicolo, della sua direzione e della velocità. Questa tecnologia consente inoltre di attivare a distanza azioni volte ad impedire il furto del veicolo, come ad esempio il blocco totale del motore.

Antifurto auto collegato al cellulare

È anche possibile costruire un antifurto auto utilizzando un semplice smartphone, per avere una tutela simile a quella di un antifurto auto satellitare. Sarà sufficiente prendere nota del codice IMEI del telefono, sottoscrivere un contratto con un operatore telefonico (preferibilmente uno che garantisca una ottima copertura nel luogo dove solitamente posteggiate la vostra vettura), mettere il telefono in modalità silenziosa, abilitare la funzione di risposta automatica e di ricerca automatica della rete, installare il telefono sull’auto in un luogo nascosto e collegare un caricatore da auto alla batteria della vettura per garantire il funzionamento costante dello smartphone.

In caso di furto sarà sufficiente chiamare la polizia e il proprio operatore telefonico, indicando il sistema antifurto auto installato sulla vettura e fornendo il numero del cellulare e il codice IMEI. Per ritrovare l’auto si dovrà rintracciare il telefono basandosi sulla posizione delle celle a cui esso è connesso.

Fondamentale è l’indicazione all’operatore telefonico di non di non bloccare la SIM, procedura standard quando un cellulare viene rubato.

Antifurto più sicuro

I sistemi antifurto auto elencati offrono un buon livello di sicurezza della propria vettura ma non sono esenti da pecche. I sistemi meccanici, infatti, possono essere aggirati da ladri esperti capaci di guidare l’auto anche con i pedali bloccati, mentre il sistema a sirena può essere inibito bloccando il dispositivo, accedendo allo stesso dal vano motore.

Anche l’antifurto auto satellitare può essere disabilitato utilizzando un mobile jammers, ovvero un dispositivo illegale che interferisce con il segnale GPS, ma in questo caso si deve avere la sfortuna di trovare un ladro particolarmente bravo con l’elettronica.

Per capire quindi quale sia l’antifurto più sicuro si devono prendere in considerazione i pro ed i contro dei singoli dispositivi oltre al budget a disposizione.

Antifurto auto: prezzi

Proprio la capacità economica ed il tipo di vettura da proteggere sono due fattori da considerare nella scelta dell’antifurto auto.

Se si vuole spendere poco la soluzione ideale è quella di un antifurto meccanico. In commercio sono presenti dispositivi con prezzi fino a 100 euro decisamente alla portata di tutti, mentre antifurto auto satellitare ricade in una fascia di prezzo che oscilla dai 400 ai 600 euro. Un buon compromesso può essere il sistema elettronico dotato di immobilizer con prezzi di circa 200 euro.

Miglior antifurto auto 2018

Stabilire quale sia il miglior antifurto auto 2018 è difficile poiché la scelta è soggettiva e dipende anche dalla disponibilità economica.

Se si vuole prescindere da questo fattore si può tuttavia indicare il GPS Tracker TK 104 quale miglior antifurto auto 2018, mentre tra i sistemi meccanici si mettono in evidenza il Bullock 146714 Antifurto Auto Universale Defender ed il Bullock 146162 Antifurto Excellence X.