Rodaggio auto: perché farlo e per quanti chilometri?

rodaggio

Quando si acquista un’auto nuova è buona regola rispettare un periodo di rodaggio nei periodi iniziali così da tutelare le componenti meccaniche e non stressarle prima dell’assestamento. Scopriamo come effettuarlo e quanto dura.

INDICE
 Rodaggio auto: significato
 Rodaggio auto nuova
  Come fare il rodaggio auto
 Rodaggio auto diesel e benzina: le differenze
 Quanto dura il rodaggio auto
 Rodaggio auto moderne: serve ancora?

Con la definizione di rodaggio auto si intende la procedura che solitamente viene effettuata al momento dell’acquisto di una vettura nuova per fare in modo che nei primi 1000 Km di vita del veicolo le componenti meccaniche abbiano modo di assestarsi.

Durante questo periodo, quindi, si dovrà evitare di sforzare l’auto nuova di fabbrica ed evitare di tirare al massimo il motore per far sì che le componenti raggiungano determinate tolleranze di assemblaggio.

La procedura di rodaggio, come detto, deve essere effettuata in caso di acquisto di auto nuova così da preservare a lungo la meccanica. Nei primi 1000 Km di utilizzo si dovrà rispettare particolarmente il mezzo in modo che tutti gli ingranaggi possano assestarsi per poi rendere al meglio quando sarà terminata questa fase.

Per eseguire correttamente il rodaggio auto sarà sufficiente non stressare la propria vettura nuova nei primi mesi di vita. Se si è tentati dal cercare subito il massimo delle prestazioni del motore è bene tenere a freno questi pruriti sportivi ed attendere il compimento dei primi 1000 Km nel corso dei quali si dovrà adottare una particolare cautela rispettando tutte le componenti meccaniche quando si è alla guida. Se, ad esempio, si utilizza il mezzo in autostrada sarà opportuno evitare di superare i 2.500 giri nella fase di rodaggio così da consentire al motore di assestarsi completamente.

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Sia che si acquisti un’auto a benzina che diesel il rodaggio deve essere effettuato. La differenza, però, risiede nella durata di questa procedura. Se per i motori a benzina è bene effettuare il rodaggio per i primi mille chilometri di vita del veicolo, per quelli diesel è consigliabile effettuare questa operazione per un periodo pari a 3.000 chilometri. Questa differenza è dovuta da un periodo d’assestamento delle parti in movimento un po’ più prolungato sulle vetture diesel rispetto alle componenti di un motore a benzina.

Non esiste una regola generale circa la durata del rodaggio ma, come abbiamo già indicato in precedenza, per le vetture alimentate a benzina è opportuno non sforzare il motore nei primi 1000 Km di vita dell’auto, mentre per quelle alimentate a gasolio questo procedimento deve essere effettuato nel corso dei primi 3000 Km. La procedura di rodaggio viene solitamente riportata nel libretto di uso e manutenzione di ogni veicolo e una buona prassi è quella di scaldare il motore per qualche minuto all’avvio, così da consentire al lubrificante di entrare in circolo correttamente anche nei punti più critici. Analogamente è consigliabile utilizzare spesso il cambio per viaggiare a regimi intermedi e quindi non mantenere velocità costanti così da differenziare il livello di vibrazioni che interessano le parti meccaniche e le condizioni di lubrificazione.

Si sente spesso dire che il rodaggio non è più necessario con le vetture moderne. In realtà, nonostante il progresso tecnologico, è sempre opportuno rispettare la meccanica dell’auto nei primi chilometri di vita della stessa così da garantire una maggiore durata alle componenti. Anche per le auto moderne, quindi, oltre alle precauzioni nell’utilizzo del motore, sarà importante avere particolare cura sia dell’impianto frenante che di tutte le altre componenti di utilizzo quotidiano come l’impianto di aria condizionata, l’impianto di illuminazione, i sistemi di assistenza alla guida ed ogni altro accessorio presente sulla vettura per verificare l’effettivo funzionamento.

Cose da sapere

Cos’è il rodaggio?

Con la definizione di rodaggio auto si intende la procedura che solitamente viene effettuata al momento dell’acquisto di una vettura nuova per fare in modo che nei primi 1000 Km di vita del veicolo le componenti meccaniche abbiano modo di assestarsi.

Come fare il rodaggio ad un’auto nuova?

La procedura di rodaggio deve essere effettuata in caso di acquisto di auto nuova così da preservare a lungo la meccanica. Nei primi 1000 Km di utilizzo si dovrà rispettare particolarmente il mezzo in modo che tutti gli ingranaggi possano assestarsi per poi rendere al meglio quando sarà terminata questa fase.

Quanto dura il rodaggio?

Per eseguire correttamente il rodaggio auto sarà sufficiente non stressare la propria vettura nuova nei primi mesi di vita.  Se, ad esempio, si utilizza il mezzo in autostrada sarà opportuno evitare di superare i 2.500 giri nella fase di rodaggio così da consentire al motore di assestarsi completamente.

Ci sono differenze tra il rodaggio di un’auto diesel e di un’auto a benzina?

Se per i motori a benzina è bene effettuare il rodaggio per i primi mille chilometri di vita del veicolo, per quelli diesel è consigliabile effettuare questa operazione per un periodo pari a 3.000 chilometri.

Le auto moderne hanno bisogno di rodaggio?

Si sente spesso dire che il rodaggio non è più necessario con le vetture moderne. In realtà, nonostante il progresso tecnologico, è sempre opportuno rispettare la meccanica dell’auto nei primi chilometri di vita della stessa così da garantire una maggiore durata alle componenti.

Radiazione auto: cos’è, quando effettuarla e quanto costa

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Con il termine radiazione auto si intende la pratica tramite la quale si cancella una vettura dal Pubblico Registro Automobilistico. Scopriamo quando si può effettuare ed i costi che comporta.

INDICE
Radiazione auto: cosa significa?
Radiazione auto per esportazione
Radiazione auto per demolizione
Radiazione auto per distruzione o incendio del mezzo
Costo radiazione auto
Bollo auto e radiazione
Radiazione auto senza demolizione

La radiazione è il procedimento che tramite il quale si ottiene la cancellazione del proprio autoveicolo dal Pubblico Registro Automobilistico. Con questa operazione, quindi, non sarà più consentito utilizzare l’auto e circolare su strada. La radiazione può essere effettuata in differenti casi.

Qualora si debba immatricolare l’auto in un paese estero sarà necessario annotare l’avvenuta radiazione al Pra. Le pratiche dovranno essere effettuate presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista attivo presso gli uffici della Motorizzazione Civile e gli uffici provinciali del PRA.

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Qualora si debba demolire l’auto, si dovrà consegnare il mezzo ad un demolitore che rilascerà il certificato di rottamazione al proprietario dell’auto, ed entro trenta giorni dovrà provvedere alla radiazione auto dal PRA.

Se, infine, la vettura è distrutta o incendiata si potrà procedere alla radiazione producendo il certificato di proprietà in originale, la carta di circolazione in originale, le targhe ed il verbale che attesti la completa distruzione o l’impossibilità di recupero del veicolo.

I costi per la radiazione auto sono decisamente contenuti. Si dovrà pagare un importo pari a 13,50 euro come emolumenti ACI, una imposta di bollo da 32,00 euro se si utilizza il certificato di proprietà originale o da 48,00 euro qualora si utilizzi il modulo NP3C, ed infine, ma solo in caso di radiazione per esportazione all’estero nei paesi UE. un importo di 10,20 euro quali diritti da versare alla DTT.

A radiazione avvenuta non si sarà più tenuti a pagare il bollo auto, ma è bene sottolineare che la radiazione deve avvenire entro il termine ultimo per effettuare il pagamento del bollo stesso, fissato il mese successivo rispetto alla data di scadenza, altrimenti si sarà costretti a pagare il bollo auto anche per l’annualità successiva. Alcune regioni, tuttavia, consentono di  richiedere il rimborso dei mesi successivi alla radiazione.

L’unica ipotesi di radiazione auto senza demolizione è quella di immatricolazione del veicolo all’estero. Come anticipato in precedenza, la radiazione  può essere richiesta dall’intestatario o dall’avente titolo ed a seguito della richiesta il PRA rilascia il Certificato di Radiazione in formato digitale, consegnando alla parte una ricevuta contenente un codice d’accesso attraverso il quale è possibile visualizzare la ricevuta e il CDPD. Con l’esportazione definitiva del veicolo, questo cessa di essere iscritto nel Registro Automobilistico. Se sul veicolo da esportare è iscritto un provvedimento di fermo amministrativo occorrerà prima cancellare il fermo amministrativo e successivamente richiedere la cessazione della circolazione per esportazione.

Cose da sapere

Cos’è la radiazione auto?

La radiazione è il procedimento che tramite il quale si ottiene la cancellazione del proprio autoveicolo dal Pubblico Registro Automobilistico. Con questa operazione, quindi, non sarà più consentito utilizzare l’auto e circolare su strada. La radiazione può essere effettuata in differenti casi.

In quali casi è possibile richiedere la radiazione auto al PRA?

La radiazione auto può essere richiesta in caso di esportazione del veicolo, di demolizione o di distruzione o incendio dell’auto.

Quanto costa la radiazione auto dal PRA?

Si dovrà pagare un importo pari a 13,50 euro come emolumenti ACI, una imposta di bollo da 32,00 euro se si utilizza il certificato di proprietà originale o da 48,00 euro qualora si utilizzi il modulo NP3C, ed, in caso di radiazione per esportazione all’estero nei paesi UE. un importo di 10,20 euro quali diritti da versare alla DTT.

Dopo la radiazione auto è necessario pagare il bollo?

A radiazione avvenuta non si sarà più tenuti a pagare il bollo auto, ma è bene sottolineare che la radiazione deve avvenire entro il termine ultimo per effettuare il pagamento del bollo stesso,  altrimenti si sarà costretti a pagare il bollo auto anche per l’annualità successiva.

Ford-Volkswagen: c’è l’accordo sulle auto elettriche e sui commerciali

Cambiano gli scenari nel mercato dell’auto dopo l’accordo tra Volkswagen e Ford, annunciato due anni fa al salone dell’auto di Detroit e siglato l’anno scorso. Questa collaborazione, che non prevede compartecipazioni azionarie e che quindi vedrà ancora i due marchi farsi concorrenza, nasce con l’obiettivo di ridurre i costi di sviluppo, consentendo una più ampia distribuzione globale di veicoli elettrici e commerciali e di migliorare le posizioni sul mercato di entrambe le Case.

La partnership riguarda principalmente le auto elettriche e i veicoli commerciali, ma prevede una collaborazione anche sulle tecnologie dedicate alla guida autonoma. Volkswagen, in particolare, condividerà con Ford la propria piattaforma MEB per le vetture 100% elettriche (è quella che ha esordito con la ID.3 e su cui prendono vita ID.4, Skoda Enyaq, Cupra Born e Audi Q4 e-tron). La Casa americana la utilizzerà per le vetture a batteria di Segmento A, B e C, Suv inclusi, e nei prossimi sei anni conta di vendere oltre 600mila vetture basate proprio su questa piattaforma. In questo modo i tedeschi, che dal canto loro prevedono di vendere 1,5 milioni di auto elettriche nel 2025, avranno la possibilità di ammortizzare gli ingenti investimenti stanziati per la transizione energetica vendendo a terzi (oltre a Ford, potrebbero esserci altre Case interessate). Restando al tema della collaborazione Ford-Volkswagen, le due Case condivideranno batterie, motori, dispositivi di aiuto attivo alla guida, gruppi sospensioni e centraline di controllo dei sistemi di propulsione a zero emissioni.

VW FORD

La prima Ford su base MEB nel 2023

L’accordo tra i due marchi dovrebbe materializzarsi già nei prossimi anni, quando nelle concessionarie Ford sarà in vendita il primo veicolo realizzato su piattaforma MEB. Sarà prodotto a Colonia, in Germania, e sarà un veicolo compatto dai grandi volumi. Una cosa diversa dalla fresca Mustang Mach-E, prima elettrica di nuova generazione marchiata Ford che è nata al di fuori di questa alleanza. La nuova auto, che aprirà ufficialmente la nuova strategia Ford per il Vecchio Continente, dove punta a vendere solo auto a zero emissioni entro il 2030, sarà probabilmente un crossover di Segmento B che, grazie proprio alla nuova piattaforma, vanterà abitabilità da categoria superiore (Focus o addirittura Mondeo). Per quanto riguarda la batteria, la nuova creatura di Ford dovrebbe offrire tra 400 e i 500 km di autonomia e la ricarica rapida, con la capacità di tornare all’80% in poco più di mezz’ora.

Ford-Volkswagen: c’è l’accordo sulle auto elettriche e sui commerciali 1

Veicoli commerciali leggeri

A fronte di questo, Volkswagen potrà sfruttare tecnologie Ford per i veicoli commerciali. Il primo modello dovrebbe essere un pick-up di medie dimensioni, progettato e prodotto da Ford e venduto anche da Volkswagen a partire dall’anno prossimo in qualità di erede dell’attuale Amarok. A questo si aggiungeranno un furgone per le consegne urbane, basato sul Volkswagen Caddy, e un furgone più grande, da una tonnellata, creato sempre da Ford.

Ford-Volkswagen: c’è l’accordo sulle auto elettriche e sui commerciali

Guida autonoma

La guida autonoma è l’altro punto al centro dell’alleanza. Il primo passo concreto è già stato compiuto con l’ingresso di Volkswagen nel capitale della Argo AI – destinata a diventare la più importante realtà mondiale nel campo della guida autonoma – con un investimento complessivo, da 2,3 miliardi di euro.

Cosa sono le auto km 0 e quali sono le più vendute in Italia?

Che cosa sono le auto Km 0? 6

Oltre al nuovo, quando ci si appresta a comprare una vettura è sempre bene prendere in considerazione anche le auto a Km 0. Queste, infatti, consentono di portare a casa un modello praticamente uscito di fabbrica ma a prezzi decisamente convenienti.

auto km 0 più ricercate

INDICE
Auto a km 0: cosa significa?
Quali sono le auto chilometri zero più vendute
Auto a chilometri zero: quanto si risparmia?
Auto a km 0 vs auto nuove
Acquisto auto km 0: cosa controllare
Acquisto auto km 0 e passaggio di proprietà
Auto aziendali e km 0: la differenza

Con la definizione di auto a Km 0 si intendono tutte quelle vetture già immatricolate dalla concessionaria, magari utilizzate per l’esposizione in showroom, pronte per essere consegnate. Il loro prezzo di acquisto è decisamente inferiore a quello di una vettura nuova perché, teoricamente, vengono valutate come vetture usate, ma in realtà sono auto nuove con meno di 100 Km e solitamente ricche di accessori.

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Per orientarvi nella scelta ed effettuare il giusto acquisto, nella nostra infografica troverete la classifica delle 10 auto a Km 0 più vendute, di cui potrete scoprire tutte le caratteristiche nelle schede che seguono. Vediamo i 5 modelli più ricercati.

  • Jeep Renegade (da 24.250 €)
  • Fiat Panda (da 13.900 €)
  • Fiat 500X (da 21.000 €)
  • Jeep Compass (da 29.850 €)
  • Fiat 500L (da 19.950 )

Jeep Renegade: il SUV della Casa americana ha conquistato i consumatori per via di uno stile decisamente convincente e per una ampia gamma di motorizzazioni che di recente si è ampliata con una variante ibrida plug-in.

Fiat Panda: la citycar per eccellenza è giunta alla terza generazione e continua ad attirare le preferenze di migliaia di automobilisti per l’ottimo rapporto qualità-prezzo e per i costi di gestione contenuti. Da poco è disponibile anche una motorizzazione mild-hybrid.

Fiat 500X: basata sulla medesima piattaforma della Renegade, la Fiat 500X si differenzia dalla “cugina” per uno stile che richiama quello vintage presente sulla più piccola 500. A differenza della Jeep, però, i motori disponibili sono solo benzina e diesel.

Jeep Compass: il SUV top di gamma della Casa americana occupa il quarto posto della classifica delle auto a Km 0 più vendute ed adesso è offerto anche con un interessante motore ibrido plug-in in grado di erogare fino a 240 CV di potenza.

Fiat 500L: una monovolume che ancora oggi continua a fare colpo in quella fascia di mercato alla ricerca di praticità e di stile. La Fiat 500L si piazza in quinta posizione tra le auto a Km 0 più vendute ed è offerta con motorizzazioni benzina e diesel.

auto km 0 più ricercate

Indicare a priori il risparmio concreto garantito da un’auto a Km 0 non è facile, ma in media il prezzo di acquisto rispetto ad un analogo modello nuovo è inferiore del 20-25%. Gli sconti, poi, possono aumentare ulteriormente se il modello è da molto tempo fermo in concessionaria o ridursi qualora la richiesta sia elevata e se l’immatricolazione sia inferiore ai 6 mesi.

Che cosa sono le auto Km 0? 7

La differenza principale tra un’auto a Km 0 e una nuova è data dalla possibilità di scelta di allestimenti ed optional. Per le prime ci si dovrà accontentare di quanto presente, mentre per le seconde si potrà creare la vettura praticamente su misura. E’ bene poi avere presente che la garanzia delle auto a Km 0 è di soli 12 mesi, mentre per le auto nuove è di due anni.

offerte auto km 0
offerte auto km 0

Trattandosi di vetture tecnicamente usate, prima di procedere all’acquisto di un’auto a Km 0 è bene effettuare alcune verifiche. Se, ad esempio, il mezzo è stato tenuto all’aperto nel parco auto della concessionaria bisognerà valutare attentamente la condizione della carrozzeria, delle gomme e delle guarnizioni. Analogamente si dovrà controllare scrupolosamente la differenza di prezzo rispetto ad un identico modello nuovo che, in media, sarà inferiore del 20%.

Auto Km 0: quali sono le più ricercate in Italia?

Le auto a km 0 sono equiparate alle auto nuove ed il passaggio di proprietà spetta al concessionario che vende l’auto. Il costo, solitamente, viene incluso all’interno di quello complessivo ma questo non fa venire meno la convenienza di queste vetture rispetto agli omologhi modelli nuovi.

Quando si parla di auto aziendali si intendono vetture già immatricolate intestate a società che le acquistano spesso con la formula del leasing e le utilizzano per un anno o due. Queste sono auto usate a tutti gli effetti, piuttosto accessoriate, ma con all’attivo parecchi chilometri visto l’utilizzo prevalentemente lavorativo cui sono dedicate.

Cose da sapere

Cosa sono le auto a km 0?

Le auto a Km 0 sono quelle vetture già immatricolate dalla concessionaria, magari per l’esposizione in showroom, pronte per la consegna. Il loro prezzo di acquisto è inferiore a quello di una vettura nuova perché sono valutate come auto usate, ma in realtà sono vetture nuove con meno di 100 Km e ricche di accessori.

Quanto si risparmia acquistando un’auto a km 0?

In media il prezzo di acquisto rispetto ad un analogo modello nuovo è inferiore del 20-25%. Gli sconti, poi, possono aumentare ulteriormente se il modello è da molto tempo fermo in concessionaria o ridursi qualora la richiesta sia elevata e se l’immatricolazione sia inferiore ai 6 mesi.

Cosa controllare  quando si acquista un’auto a km 0?

Se il mezzo è stato tenuto all’aperto nel parco auto della concessionaria bisognerà valutare attentamente la condizione della carrozzeria, delle gomme e delle guarnizioni. Analogamente si dovrà controllare scrupolosamente la differenza di prezzo rispetto ad un identico modello nuovo che, in media, sarà inferiore del 20%.

Come funziona il passaggio di proprietà con le auto a km 0?

Le auto a km 0 sono equiparate alle auto nuove ed il passaggio di proprietà spetta al concessionario che vende l’auto. Il costo, solitamente, viene incluso all’interno di quello complessivo ma questo non fa venire meno la convenienza di queste vetture rispetto agli omologhi modelli nuovi.

Qual è la differenza tra auto aziendali e a km 0?

Quando si parla di auto aziendali si intendono vetture già immatricolate intestate a società che le acquistano spesso con la formula del leasing e le utilizzano per un anno o due. Queste sono auto usate a tutti gli effetti, piuttosto accessoriate, ma con all’attivo parecchi chilometri.

Come caricare la batteria auto? Ecco gli step da seguire

Come caricare la batteria della macchina? Ecco i 3 step da seguire

Trovarsi con la batteria auto scarica è un’esperienza che tutti hanno vissuto. La sensazione di impotenza quando si tenta di avviare il motore e non succede nulla è ben nota. Sapere come caricare la batteria dell’auto si rivela fondamentale per evitare di restare bloccati ed essere costretti a chiamare l’assistenza.

INDICE
 Carica batteria auto: come capire se la batteria è scarica
 Come caricare la batteria auto
 Cavi batteria auto: come e quando utilizzarli
 Caricare batteria auto con caricabatterie
 Ricaricare la batteria auto a spinta
 Tempo di ricarica batteria auto
 Quanti km servono per ricaricare batteria auto?
  Ricaricare batteria auto completamente scarica
 La carica batteria auto non funziona: quanto costa comprarne una nuova?

Ci sono alcuni segnali che indicano che la batteria auto è scarica e quello più comune si verifica al momento dell’accensione. Se quando si gira la chiave nel blocchetto si avverte uno strano numero proveniente dal motorino di avviamento, questo è il segnale che la batteria è scarica, mentre se le spie del cruscotto non si accendono assolutamente allora le cause potranno essere o quelle di una batteria che abbia ceduto di colpo o quelle di una batteria scollegata.

Ogni automobilista che si rispetti dovrebbe sapere come caricare la batteria auto così da non trovarsi in difficoltà nell’ipotesi in cui la vettura non si accenda. Si possono provare differenti tecniche che vi indichiamo di seguito.

Caricare la batteria auto con i cavi è il metodo più comune e conosciuto. Si dovranno collegare i cavi prima all’auto dotata di batteria carica e successivamente a quella scarica facendo attenzione a rispettare i poli positivi e negativi. Successivamente si dovrà mettere in moto l’auto con batteria scarica tenendo il motore ad un regime di rotazione di circa 2000 giri per alcuni secondi e successivamente scollegare i cavi lasciando il motore ancora acceso.

Se si ha a disposizione un caricabatterie si potrà procedere all’operazione di ricarica senza la necessità di avere una vettura con batteria carica nelle vicinanze. Si potrà collegare l’auto al caricabatterie facendo sempre attenzione ai poli negativi e positivi. I modelli più recenti di caricabatterie permettono ricariche rapide o d’emergenza e sono quelle indicate nel caso di batteria scarica.

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Se non si hanno a disposizione i cavi di ricarica o un caricabatterie si potrà far partire l’auto a spinta. In questo caso sarà necessario trovare un volontario che spinga la vostra vettura mentre voi siete al volante.

Tenete premuta la frizione, inserite la seconda e quando la velocità di spinta sarà sufficiente rilasciate di colpo la frizione per mettere in moto l’auto e recarvi così dal vostro elettrauto di fiducia.

Nel momento in cui si sarà riusciti a mettere in moto la vettura con i metodi indicati in precedenza sarà sufficiente attendere pochi minuti per avere a disposizione una batteria parzialmente ricaricata.

Se, ad esempio, si è effettuata la ricarica con i cavi sarà sufficiente mantenere le due auto collegate con i cavi per una decina di minuti per poi procedere al distacco, partendo dai poli negativi per poi procedere con quelli positivi.

Se non si utilizza con frequenza la propria vettura è comune trovarsi con la batteria auto scarica. Per evitare questo problema è sempre opportuno percorrere almeno 15-20 chilometri per mantenere carica la batteria auto.

Se la batteria risulta completamente scarica si può provare ad eseguire una ricarica lenta per almeno 24 ore e solo al termine di questo periodo provare ad accendere l’auto normalmente con la chiave per vedere se il procedimento ha funzionato o meno.

Se i metodi di ricarica indicati in precedenza non hanno funzionato si sarà costretti ad acquistare  una batteria auto nuova. Il costo varia da 40 a 200 euro a seconda delle caratteristiche del modello, ed a questo prezzo si dovrà aggiungere quello della manodopera dell’elettrauto che procederà alla sostituzione.

Cose da sapere

Come capire se la batteria auto è scarica?

Ci sono alcuni segnali che indicano che la batteria auto è scarica e quello più comune si verifica al momento dell’accensione. Se quando si gira la chiave nel blocchetto si avverte uno strano numero proveniente dal motorino di avviamento, questo è il segnale che la batteria è scarica,

Come ricaricare la batteria dell’auto?

Ogni automobilista dovrebbe sapere come caricare la batteria auto così da non trovarsi in difficoltà nell’ipotesi in cui la vettura non si accenda. Si possono provare differenti tecniche: collegare la batteria alla batteria di un’altra auto con i cavi, utilizzare un caricabatterie e far ripartire l’auto a spinta.

Quanto tempo serve per ricaricare la batteria dell’auto?

Nel momento in cui si sarà riusciti a mettere in moto la vettura con i cavi, il caricabatterie o a spinta, sarà sufficiente attendere pochi minuti per avere a disposizione una batteria parzialmente ricaricata.

Cosa fare se la batteria dell’auto è completamente scarica?

Se la batteria risulta completamente scarica si può provare ad eseguire una ricarica lenta per almeno 24 ore e solo al termine di questo periodo provare ad accendere l’auto normalmente con la chiave per vedere se il procedimento ha funzionato o meno.

Quanto costa una batteria auto nuova?

Il costo di una batteria auto nuova varia da 40 a 200 euro a seconda delle caratteristiche del modello, ed a questo prezzo si dovrà aggiungere quello della manodopera dell’elettrauto che procederà alla sostituzione.

Novità per CartissimaQ8: transizione digitale e tanti servizi personalizzati

Novità per CartissimaQ8: transizione digitale e tanti servizi personalizzati

La famosa carta carburante di Kuwait Petroleum Italia S.p.a. si rinnova, offrendo tanti servizi a elevata comodità d’uso grazie al restyling dell’offerta e della piattaforma di gestione CartissimaWeb. Il filo conduttore di questo cambiamento è l’attenzione alle esigenze dei clienti nella gestione del proprio flusso di lavoro, da soddisfare tramite una spiccata transizione digitale che permette il massimo della personalizzazione e dell’efficienza.

Personalizzazione dei servizi per le flotte

Proprio per andare incontro alle diverse necessità che possono emergere nella gestione delle flotte, al cliente finale vengono proposte quattro differenti opzioni di scelta per la gestione delle carte, in modo da consentire un accurato monitoraggio della situazione dei driver in tempo reale:

  • Light, è il servizio adatto al management di piccole flotte, permette un costante monitoraggio online di carte, pin, transazioni e fatture;
  • Pro, è l’opzione per chi preferisce i pagamenti online: si tratta infatti di un’esperienza completamente digitale, grazie all’innovativo sistema Q8PAY che consente di effettuare pagamenti digitali da App e da portale;
  • Premium, è l’offerta pensata per chi deve gestire flotte medio-grandi, permette una pratica gestione di driver e rifornimenti tramite account dedicati e fornisce la possibilità di un accurato monitoraggio dei pagamenti grazie alle richieste di autorizzazione;
  • Executive, è la soluzione completa dedicata a chi si occupa di flotte grandi, da gestire con flessibilità e sicurezza, attraverso reportistica dettagliata, servizi di personalizzazione del PIN legato alle carte e generazione di PIN USA E GETTA, in modo da essere maggiormente tutelati in caso di pagamenti non autorizzati.

 

Transizione digitale dei servizi

CartissimaQ8 offre la possibilità di scegliere la modalità di gestione più adeguata alla tipologia e alla dimensione dell’attività e di accedere ad un insieme articolato di servizi che rendono agevole ed efficace il monitoraggio dei pagamenti. Per ottenere infatti un controllo intelligente della flotta di driver è sufficiente accedere al portale CartissimaWeb e visionare tutti i dettagli su consumi e transazioni, verificare eventuali anomalie ed impostare alert specifici, con riguardo alla possibilità di monitorare le emissioni delle proprie vetture. Funzionalità utili, che riescono ad unire semplicità di fruizione a un avanzato livello tecnologico, indispensabile per garantire il massimo della sicurezza. Evoluti sistemi antifrode e la possibilità di abilitare o disabilitare da remoto le diverse carte associare ai driver aiutano, inoltre, a sviluppare il proprio business con maggiore tranquillità.

Tutti gli strumenti digitali sono caratterizzati da un’interfaccia grafica chiara e intuitiva, come la comoda App CartissimaQ8, che può essere scaricata gratuitamente sia per iOS che per Android. L’applicazione è stata implementata con numerose funzionalità, come l’innovativa opzione dello sblocco pompa che agevola le operazioni contactless e può evitare l’uso della carta fisica, o la possibilità di individuare facilmente la stazione di servizio Q8 più vicina al driver.

Inoltre, l’app permette di utilizzare un codice temporaneo di pagamento digitale per fare rifornimento, questa attività può avvenire anche grazie alla nuova funzionalità

L’apertura di CartissimaQ8 al digitale si traduce dunque in una gestione autonoma, semplificata e puntuale di flotte di varie dimensioni, all’insegna di sicurezza e praticità.

 

Qual è la migliore auto con cambio automatico?

Qual è la migliore auto con cambio automatico? 4

In passato le auto con cambio automatico erano viste con diffidenza, ma oggi, grazie anche ai progressi tecnologici, questa scelta non è più considerata di nicchia e questo dispositivo è presente su differenti tipologie di vetture, dalle citycar fino alle sportive ad alte prestazioni.

INDICE
Utilitarie con cambio automatico
Auto GPL cambio automatico
Auto piccole con cambio automatico
Auto a metano con cambio automatico
Suv cambio automatico
Auto cambio automatico economicheo

La presenza del cambio automatico sulle utilitarie è sempre più apprezzata dagli automobilisti grazie ad un comfort di guida amplificato che si gode soprattutto nei percorsi cittadini congestionati dal traffico. Vediamo i modelli più interessanti.

Utilitarie con cambio automatico Prezzi (da)
Hyundai i10 13.050 €
Ford Fiesta 23.650 €
Smart EQ Fortwo 25.210 €

Hyundai i10: la seconda generazione dell’utilitaria coreana si presenta con un look ancora più affilato e con una gamma motori, benzina o GPL, in grado di erogare fino a 100 CV. 13.050 euro è il prezzo di partenza per la i10 con propulsore 1.0 da 67 CV.

Ford Fiesta: tra le migliori utilitarie con cambio automatico non può non trovare spazio la Ford Fiesta. La vettura dell’Ovale blu ha da poco disponibile un 7 marce doppia frizione DCT abbinato, però, esclusivamente alle motorizzazioni ibride. Si parte da 23.650 euro per la 1.0 Ecoboost da 125 CV.

Smart EQ Fortwo: la citycar per eccellenza è ormai in vendita esclusivamente con motorizzazioni elettriche in grado di garantire autonomie adatte all’uso urbano. Il cambio automatico è l’ideale per affrontare il traffico cittadino. I prezzi partono da 25.210 euro per la coupé.

Anche sulle vetture dotate di impianto GPL è possibile trovare il cambio automatico. Vediamo i modelli più interessanti:

  • DR 5.0
  • Ssangyong Tivoli

DR 5.0: creata in Cina, ma assemblata in Italia, la DR 5.0 è il SUV dall’ottimo rapporto qualità prezzo e dai costi di gestione contenuti grazie al motore 1.5 litri con potenze fino a 149 CV. I prezzi partono da 19.900 euro.

Ssangyong Tivoli: altro SUV GPL dotato di cambio automatico è la Tivoli. Lo stile è senza dubbio personale, mentre gli interni sono curati anche se non lussuosi. Il motore 1.5 GDI promette 163 CV di potenza. I prezzi partono da 26.400 euro.

Anche le vetture compatte sono presenti nei listini dei costruttori con interessanti versioni dotate di cambio automatico.

Auto piccole con cambio automatico Prezzi (da)
Citroen C3 14.100 €
Dacia Sandero 8.950 €
Renault Clio 16.300 €

Citroen C3: la terza generazione della vettura francese continua a riscuotere un gran successo nonostante la presenza sul mercato da diversi anni. Tra i motori si può scegliere solo tra versioni benzina e diesel, mentre i prezzi partono da 14.100 euro.

Dacia Sandero: la new entry della Casa rumena si caratterizza per uno stile contemporaneo e per una condivisione di componenti con le altre vetture del Gruppo Renault. Sotto il cofano trovano spazio motori benzina o GPL perfettamente accoppiati con la dolcezza del cambio automatico. Si parte da 8.950 euro.

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Renault Clio: altra best seller dotata di cambio automatico è l’ultima generazione della Clio. Pochi ritocchi agli esterni, grande cura dell’abitacolo, ed una ampia gamma di motori rendono la francesina una delle auto piccole più interessanti sul mercato. I prezzi partono da 16.300 euro.

La scelta di auto a metano con cambio automatico è limitata nel nuovo soltanto alle vetture del Gruppo Volkswagen.

  • Audi A5
  • Skoda Octavia
  • Seat Leon

Audi A5: a metà strada tra una berlina ed una coupé la seconda generazione della A5 mantiene inalterato il suo fasciano da GT e grazie al cambio automatico S tronic si rivela una ottima compagna nei lunghi viaggi. I prezzi partono da 48.100 euro.

Skoda Octavia: il cambio automatico DSG è ormai una istituzione nel Gruppo WV ed anche l’ultima generazione della Skoda Octavia può contare su questo dispositivo che ben si sposa al motore 1.5 da 131 CV. I prezzi partono da 29.350 euro.

Seat Leon: l’ultima nata in Casa Seat si caratterizza per uno stile davvero convincente e contenuti tecnologici di assoluto livello come il cambio DSG abbinato al 1.5 benzina-metano da 131 CV. I prezzi partono da 26.650 euro.

Il mercato dell’auto è ormai dominato in larga parte dai SUV e sono sempre di più i modelli dotati di cambio automatico. Scopriamo i più interessanti:

SUV con cambio automatico Prezzi (da)
Jeep Compass 28.750 €
Toyota CH-R 30.500 €
Peugeot 2008 21.950 €

Jeep Compass: linee imponenti che richiamano alla memoria il linguaggio stilistico proprio della Casa americana ed una ampia gamma di motori, tra cui la novità ibrida, pongono la Jeep Compass al vertice della nostra classifica dei SUV con cambio automatico. I prezzi partono da 28.750 euro.

Toyota CH-R: uno stile futurista che si fa immediatamente riconoscere su strada ed una configurazione a metà tra un SUV ed una coupé sportiva sono i tratti salienti della Honda CH-R. I motori ibridi promettono fino a 184 CV di potenza, mentre i prezzi partono da 30.500 euro.

Peugeot 2008: basata sulla più piccola 208, la Peugeot 2008 si è imposta tra i crossover urbani grazie ad uno stile molto convincente e dimensioni contenute. Sotto il cofano si possono trovare non solo motori benzina e diesel, ma anche una interessante alternativa elettrica. Si parte da 21.950 euro.

Di sicuro la scelta di acquistare un’auto con cambio automatico comporta un leggero sovrapprezzo compensato dalla grande comodità offerta da questo dispositivo. Vediamo i modelli più economici in commercio.

  • Opel Corsa
  • Suzuki Ignis
  • Ford Puma

Opel Corsa: basata sulla piattaforma della Peugeot 208, l’utilitaria tedesca si differenzia per uno stile ben più rigoroso ed austero. I motori benzina e diesel, con potenze fino a 102 CV, si sposano alla perfezione con la fluidità del cambio automatico. I prezzi partono da 15.600 euro.

Suzuki Ignis: la compatta giapponese richiama alla memoria i SUV grazie ad uno stile squadrato e ad una altezza da terra che le consente di affrontare senza problemi il fuoristrada leggero. Interessante il mild-hybrid da 1.2 litri e 83 CV. I prezzi partono da 16.500 euro.

Ford Puma: il SUV della Casa americana è stato accolto subito con successo dal mercato grazie ad una linea convincente e ad una gamma motori di recente ampliata anche con una interessante unità ibrida con potenze fino a 155 CV. I prezzi partono da 21.000 euro.

Cose da sapere

Quali sono le migliori utilitarie con cambio automatico?

La presenza del cambio automatico sulle utilitarie è sempre più apprezzata dagli automobilisti grazie ad un comfort di guida amplificato che si gode soprattutto nei percorsi cittadini congestionati dal traffico. I modelli più interessanti sono Hyundai i10, Ford Fiesta e Smart EQ Fortwo.

Quali sono i migliori SUV con cambio automatico?

Il mercato dell’auto è ormai dominato in larga parte dai SUV e sono sempre di più i modelli dotati di cambio automatico. Scopriamo i più interessanti: Jeep Compass (da 28.750 euro), Toyota CH-R (da 30.500 euro) e  Peugeot 2008 (da 21.950 euro).

Quali sono le migliori auto GPL con cambio automatico?

Anche sulle vetture dotate di impianto GPL è possibile trovare il cambio automatico. I modelli più interessanti sono la DR 5.0 (da 19.900 euro) e la Ssangyong Tivoli (da 26.400).

Quali sono le migliori auto a metano con cambio automatico?

La scelta di auto a metano con cambio automatico è limitata nel nuovo soltanto alle vetture del Gruppo Volkswagen. Ecco i modelli più interessanti: Audi A5 (da 48.100 euro),  Skoda Octavia (da 29.350 euro) e Seat Leon (da 26.650 euro).

Mercato Auto 2021: i dati di Marzo

Porsche Taycan Cross Turismo: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Il mercato automobilistico chiude il primo trimestre del 2021 con circa 447 mila immatricolazioni di auto nuove, che se confrontate con lo stesso periodo del 2019 (538mila vendite) registrano un calo delle vendite del 17% circa.

Nel nostro report in pdf gratuito puoi trovare tutti i dati sull’andamento del mercato automobilistico nel mese di marzo.

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

Com’era facile pronosticare, i dati relativi a marzo 2021 registrano un notevolissimo segno positivo (+497%) rispetto allo stesso mese del 2020, poichè a marzo 2020 iniziava la pandemia Covid-19 determinando per due mesi un lockdown totale e un blocco di tutto il mercato.

Mercato Auto 2021: i dati di Marzo
Per comprendere al meglio la situazione, dunque, è più opportuno fare un confronto con l’andamento di mercato di marzo 2019, da cui si registra un calo del 12,7%, sulla scia di quanto accaduto nei primi due mesi dell’anno.

Lo stesso discorso fatto sulle nuove immatricolazioni vale per il mercato dell’usato, con un trend più che positivo se misurato rispetto a marzo 2020.

Mercato Auto 2021: i dati di Marzo 1

Confrontando i dati del mese appena trascorso con quelli relativi a marzo 2019, si registra una flessione del 12,7%, stesso trend registrato per il
nuovo, registrando quindi una pari sofferenza sia il mercato del nuovo che dell’usato.

Complessivamente nel primo trimestre 2021 sono stati effettuati circa 894mila passaggi di proprietà, che se confrontati con lo stesso periodo del 2019 (1.121mila passaggi) registrano un calo delle vendite del 20% circa.

Un indicatore interessante da prendere in considerazione nell’analisi del mercato automobilistico è il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, a conferma del fatto che nell’ultimo anno i due mercati hanno subito la stessa contrazione (circa -30%).

Con il primo trimestre del 2021 il rapporto usato/nuovo si attesta a 2,00, che conferma una sofferenza leggermente più marcata per quanto riguarda l’usato: dopo la ripresa infatti nel mese di febbraio di questo rapporto, torna a calare nuovamente a marzo.

Mercato Auto 2021: i dati di Marzo 2

A marzo 2021 il volume globale delle vendite ha dunque interessato per il 34% auto nuove (era 32% a febbraio) e per il 66% auto usate (era 68%), replicando pertanto la ripartizione nuovo-usato vista a gennaio (in cui infatti le auto nuove avevano raggiunto il 34% del market share).

Mercato Auto 2021: i dati di Marzo 3

Per migliorare la confrontabilità dei dati, è stato effettuato una comparazione tra i dati dei Top 10 Brand di marzo 2021 e quelli di marzo 2019. In generale possiamo notare una conferma della situazione registrata lo scorso mese.

A livello di trend dei singoli marchi è evidente come vi siano anche in questo mese alcuni brand molto più in sofferenza di altri:

  • Opel: -32,5%
  • Renault: -28,79%
  • Volkswagen: -21,93%

Al contrario continua invece a confermarsi il trend positivo di:

  • Toyota: +2,6%
  • Peugeot: +5,12%
  • Audi: +0,14%

Il grafico in basso mostra invece il confronto delle immatricolazioni fatto a marzo 2021 rispetto al mese precedente.

Mercato Auto 2021: i dati di Marzo 4

Anche a marzo si conferma per le vendite del nuovo la ripresa rispetto al
mese precedente, registrando un +18,7% rispetto a febbraio 2021.
Quasi tutti i brand hanno registrato un Trend positivo rispetto al mese precedente, le crescite più importanti han interessato:

  • Tesla che chiude il mese con ben 1.366 auto immatricolate;
  • Land Rover, con 1.771 vendite nel mese di marzo
  • Mercedes, che registra  una crescita del 51% rispetto a febbraio

Si registrano trend superiori al 40% rispetto a febbraio anche per Mini, Alfa Romeo, Smart, Jaguar e Subaru, mentre  tra i pochi brand in flessione rispetto a febbraio figurano, oltre a Suzuki, anche DR e Honda.

Per quanto riguarda le immatricolazioni per alimentazione continua a confermarsi il trend positivo per le immatricolazioni di vetture elettriche e ibride, che continuano ad aumentare la loro quota parte nella vendita di auto nuove.

Ad oggi il mercato auto nuove in Italia risulta trainato dei veicoli ad alimentazione alternativa, che cubano il 35,9% dell’immatricolato totale, in costante crescita.

Confrontando marzo 2021 con il 2019 lo scenario appare totalmente differente ed evoluto: ci troviamo davanti a due scenari completamente differenti in quanto due anni fa l’attenzione del consumatore era ancora rivolta alle tecnologie tradizionali; ecco quindi che si giustifica come sia stato registrato per le vetture ibride un +421% rispetto a marzo 2019 e per le elettriche un +1084%.

Mercato Auto 2021: i dati di Marzo 5

Il grafico sopra mostra l’andamento dei passaggi di proprietà avvenuti a marzo 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019. Possiamo notare come tutti i brand siano in calo, con Ford e Opel che sembrano essere più in sofferenza degli altri marchi.

Mercato Auto 2021: i dati di Marzo 6

Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand, tranne che per Fiat che registra un +1,3% a discapito della quota Ford.

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Cos’è l’IPT auto: quanto costa e come si calcola

Cos’è l’IPT auto: quanto costa e come si calcola 2

Al momento dell’acquisto di un’auto devono essere prese in considerazione alcune imposte che andranno inevitabilmente a far lievitare il prezzo di acquisto. L’IPT, acronimo di Imposta Provinciale di Trascrizione, è una tassa che grava sugli autoveicoli immatricolati nella Repubblica Italiana e viene applicata per l’iscrizione, trascrizione, e annotazione dei veicoli sul Pubblico Registro Automobilistico.

INDICE
Cos’è l’IPT auto
Calcolo IPT auto, come funziona
Costo IPT auto
IPT auto nuova: cos’è e quanto costa
Tabella IPT: i costi aggiornati
Esenzione IPT auto storiche;

Con la sigla IPT auto si intende una tassa da corrispondere alla Provincia nella quale viene immatricolato il veicolo, sia nuovo che usato, al momento dell’acquisto ed il valore può essere determinato in misura pari al 30% dell’importo totale.

Sapere quanto si dovrà corrispondere per l’IPT auto è una operazione semplice e simile a quella prevista per il bollo perché l’importo viene calcolato sulla base dei Kilowatt della vettura. Per un’auto con potenza fino a 53 kW l’importo da corrispondere sarà pari a 151 euro, mentre per ogni Kilowatt supplementare si aggiungono 3,51 euro. A questa cifra, poi si dovrà aggiungere la maggiorazione provinciale che potrà essere applicata sino al 30% dell’importo totale.

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Il pagamento dell’IPT è da corrispondere obbligatoriamente sia in caso di acquisto di un’auto che nuova che usata. Il costo, come abbiamo visto, viene determinato dalla potenza espressa in Kilowatt e dalla maggiorazione provinciale. Se, ad esempio, si acquista una vettura con potenza di 110 kW si dovrà corrispondere un importo di 350,88 euro come imposta base oltre alla maggiorazione provinciale. Se quest’ultima è del 30%, l’importo finale sarà pari a 411 euro.

L’imposta Provinciale di Trascrizione è quindi una tassa obbligatoria che deve essere pagata su tutti i veicoli immatricolati nel territorio Italiano. Questa tassa si divide in due modalità: nazionale e maggiorazione provinciale. La legge concede piena autonomia alle Provincie di aumentare l’importo da applicare. Per il costo dell’IPT si dovranno considerare sempre i Kilowatt dell’auto oltre alla maggiorazione applicata dalla Provincia.

La facoltà concessa dalla legge alle Province di aumentare l’importo da applicare ha fatto sì che ben 89 Provincie su 107 abbiano applicato la maggiorazione del 30% se i KW della vettura superano quota 53. Le Province di Trento, Bolzano e Aosta applicano la maggiorazione di base pari a 3,51 euro, mentre la Provincia di Matera applica una maggiorazione del 10% pari a 3,86 euro.

La Provincia di Ragusa, invece, applica una maggiorazione del 15% pari a 4,04 euro, mentre le Province di Udine, Trieste, Benevento, Bari, Avellino, Arezzo, Lecce, Latina, Grosseto, Reggio Emilia, Pordenone, Siracusa, Pescara, Carbonia Iglesias, Vicenza applicano una maggiorazione del 20% pari a 4,21 euro se la vettura vettura supera i 53 kW.

Infine le Province di Sondrio, Ferrara e Crotone applicano una maggiorazione del 25% pari a 4,39 euro, mentre tutte le altre applicano la maggiorazione massima del 30% pari a 4,56 euro.

L’IPT deve essere corrisposta anche in caso di acquisto di auto storiche, ma si dovrà effettuare un pagamento in misura ridotta pari a 51,65 euro. Per auto storiche si intendono tutte quelle costruite da oltre trent’anni e non adibite a uso professionale né utilizzate nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni. I proprietari dovranno richiedere la riduzione presentando tutta la documentazione necessaria al Pubblico Registro Automobilistico, citando la legge 342 del 2000 articolo 63 comma 4.

Cose da sapere

Cos’è l’IPT auto?

L’IPT auto è la tassa da corrispondere alla Provincia nella quale viene immatricolato il veicolo, sia nuovo che usato, al momento dell’acquisto ed il valore può essere determinato in misura pari al 30% dell’importo totale.

Come si calcola il costo dell’IPT auto?

Per un’auto con potenza fino a 53 kW l’importo da corrispondere sarà pari a 151 euro, mentre per ogni Kilowatt supplementare si aggiungono 3,51 euro. A questa cifra, poi si dovrà aggiungere la maggiorazione provinciale che potrà essere applicata sino al 30% dell’importo totale.

Cos’è la tabella IPT auto?

La tabella IPT auto serve a determinare il costo di questa tassa, che viene determinato dalla potenza espressa in Kilowatt e dalla maggiorazione provinciale. La maggior parte delle province italiane applicano la maggiorazione massima, pari al 30%.

Le auto storiche devono pagare l’IPT auto?

L’IPT deve essere corrisposta anche in caso di acquisto di auto storiche, ma si dovrà effettuare un pagamento in misura ridotta pari a 51,65 euro. I proprietari dovranno richiedere la riduzione presentando tutta la documentazione necessaria al Pubblico Registro Automobilistico, citando la legge 342 del 2000 articolo 63 comma 4.

Meglio acquistare un’auto diesel o benzina?

Diesel o benzina? La domanda del secolo!

Diesel o benzina? Da sempre è stata questa la domanda che ha messo in crisi gli automobilisti in procinto di acquistare una vettura, nuova o usata. Oggi, però, complici anche scelte politiche spesso azzardate, sembra essere chiaro che il futuro del diesel non sia così luminoso.

INDICE
Il futuro del diesel come carburante
Meglio diesel o benzina?
Consuma più benzina o diesel?
Differenza tra diesel e benzina: i motori
Meglio acquistare un’auto diesel o benzina? Come scegliere

Dopo lo scandalo dieselgate del 2015, è iniziata una crociata contro le vetture alimentate a gasolio, accusate di essere eccessivamente inquinanti. La Comunità Europea ha chiesto ai costruttori di adeguarsi a parametri di emissioni sempre più stringenti ed in molti casi utopici, mentre città italiane come Roma hanno disposto lo stop assoluto alle auto diesel a partire dal 2024. Altre, come Milano, hanno invece introdotto delle ZTL sempre più importanti che hanno obbligano i proprietari di questi mezzi ad abbandonare queste motorizzazioni a favore di quelle benzina, ibride o elettriche.

A prescindere da quelle che saranno le decisioni politiche del futuro, se ci si chiede cosa sia meglio tra un motore benzina ed uno diesel si debbono tenere in considerazione numerosi parametri. Di sicuro i motori diesel sono maggiormente indicati nei confronti di quegli automobilisti che percorrono molti chilometri l’anno grazie ad un consumo di carburante inferiore e costi alla pompa del gasolio inferiori.

I motori benzina moderni, però, hanno quasi raggiunto l’efficienza di quelli diesel ed hanno dalla loro il vantaggio di godere di una manutenzione meno problematica e di non sottostare alle limitazioni al traffico decise dalle giunte comunali.

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A livello di consumi non c’è storia tra le due motorizzazioni. I motori diesel promettono un consumo ancora inferiore rispetto ai motori benzina, anche se il costo di acquisto di una vettura dotata di questo propulsore è decisamente più alto di un analogo modello a benzina. In passato, poi, la differenza di prezzo tra i due carburanti era accentuata, mentre oggi si aggira in media sui 10 centesimi al litro e questo è un altro motivo per valutare con attenzione i motori benzina.

La differenza principale fra motori benzina e diesel è nel modo in cui avviene la combustione: la miscela aria/benzina infatti si accende tramite una scintilla, prodotta dalla candela, mentre la miscela aria/gasolio si accende in seguito alla compressione da parte del pistone.

In passato i motori diesel davano la sensazione di essere più potenti in virtù della coppia motrice alta che riuscivano a sviluppare anche a velocità moderate, ma attualmente anche i motori benzina di recente costruzione possono godere di una coppia notevole dovuta all’adozione del turbo che garantisce un maggior numero di Nm ad un numero di giri inferiori. In materia di emissioni, infine, i motori a benzina  hanno raggiunto oggi un livello tale di “pulizia” che li rende la scelta obbligata in caso di acquisto.

Per valutare se convenga acquistare un’auto diesel o benzina è sempre opportuno avere ben chiaro l’utilizzo che si fa della vettura. Se si percorrono molti chilometri l’anno, prevalentemente su autostrada, allora il diesel sarà una scelta obbligata, ma nel valutare questo acquisto si dovrà tenere in considerazione, oltre al maggiore prezzo di listino dell’auto, anche un costo maggiore inerente la manutenzione ed ad una svalutazione importante rispetto ad un analogo modello benzina dovuta ai numerosi blocchi alla circolazione che spesso inibiscono il transito anche dei diesel Euro 6 nei centri cittadini.

Cose da sapere

È meglio acquistare un’auto diesel o benzina?

I motori diesel sono indicati per chi percorre molti chilometri l’anno grazie ad un consumo di carburante inferiore e costi  del gasolio inferiori. I motori benzina moderni, però, hanno quasi raggiunto l’efficienza di quelli diesel ed hanno dalla loro il vantaggio di godere di una manutenzione meno problematica e di non sottostare alle limitazioni al traffico.

Consuma più un’auto diesel o benzina?

I motori diesel promettono un consumo ancora inferiore rispetto ai motori benzina, anche se il costo di acquisto di una vettura dotata di questo propulsore è decisamente più alto di un analogo modello a benzina.

Come decidere se acquistare un’auto diesel o benzina?

Se si percorrono molti chilometri l’anno, prevalentemente su autostrada, il diesel sarà una scelta obbligata, ma nel valutare questo acquisto si dovrà tenere in considerazione il maggiore prezzo di listino dell’auto, un costo maggiore inerente la manutenzione e una svalutazione importante rispetto ad un analogo modello benzina dovuta ai numerosi blocchi alla circolazione.

Qual è la differenza tra un motore diesel e un motore benzina?

La differenza principale fra motori benzina e diesel è nel modo in cui avviene la combustione: la miscela aria/benzina infatti si accende tramite una scintilla, prodotta dalla candela, mentre la miscela aria/gasolio si accende in seguito alla compressione da parte del pistone.