App parcheggio: come trovare il posto auto e pagare dal telefono

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Chi ha un’automobile sa che il viaggio non finisce quando si arriva a destinazione, ma quando si trova parcheggio. Soprattutto nelle città più abitate, spesso si devono compiere giri infiniti degli isolati per trovare un posto che possa ospitare la propria vettura. Fortunatamente, l’avvento degli smartphone ha consentito di sviluppare delle soluzioni anche a questo problema: ad oggi esistono numerose applicazioni che permettono di trovare parcheggio (e pagarlo quando necessario), consultabili con estrema semplicità dal proprio telefono. Ecco una breve guida con le migliori app sul mercato.

INDICE
App per trovare parcheggio
App per pagare il parcheggio: EasyPark
App per pagare il parcheggio: myCicero
App per pagare il parcheggio: Phonzie
App per pagare il parcheggio: Telepass Pay
Altre app per pagare il parcheggio

Ci sono diverse applicazioni che permettono di cercare parcheggio per la propria auto ovunque ci si trovi, disponibili sia per dispositivi Android sia per quelli con sistema operativo iOS.

Tra le migliori segnaliamo Parkopedia, app tramite la quale è possibile trovare i parcheggi disponibili nelle vicinanze inserendo l’indirizzo o indicando la propria posizione. Tramite la selezione dei filtri è possibile scegliere tra posteggi in garage, all’aperto, custoditi e non. Inoltre, una volta scelto un parcheggio si possono ottenere le indicazioni stradali per raggiungerlo, informazioni sugli orari di apertura e, nel caso in cui si acquisti l’abbonamento premium, sulla disponibilità di posti liberi.

Altra app parcheggio auto da considerare è Park TAG. Anche questa consente di selezionare il parcheggio nella zona che si desidera e ottenere le indicazioni stradali. Ma tramite Park Tag è anche possibile condividere con gli altri utenti la situazione del posteggio in tempo reale, così da fornire un aggiornamento costante.

La maggior parte delle città sono ormai invase dalle strisce blu ed è quindi diventata un’impresa riuscire a posteggiare senza pagare la sosta. Ma servirsi delle apposite colonnine per il ticket può spesso rivelarsi più facile a dirsi che a farsi. Per fortuna, però, ci sono diverse app che rendono più facile il pagamento della sosta, sia per iOS che per Android.

Tra le migliori si segnala Easy Park. Questa applicazione, scaricabile gratuitamente, sarà sufficiente registrare un account al quale collegare il numero di targa della propria auto e selezionare un metodo di pagamento a scelta tra Visa, Mastercard e Paypal. Compiuta questa operazione sarà sufficiente selezionare il parcheggio in cui ci si trova e quanto si desidera sostare, pagando il ticket direttamente dal proprio telefono con una piccola commissione (che varia a seconda della città e del tempo di permanenza).

Inoltre, se la sosta dura meno di quanto inizialmente selezionato, verrà addebitato solamente l’importo corrispondente al tempo effettivo di permanenza del parcheggio e quel che resta potrà essere usato per pagare in un’altra occasione. Per farlo, una volta tornati al parcheggio in anticipo, bisogna ricordarsi di interrompere il timer. Allo stesso modo, in caso di necessità è possibile prolungare la sosta direttamente dall’applicazione, senza dover far ritorno alla propria auto.

Easy Park è attiva in 9 paesi europei e in migliaia di città italiane, rendendo facile gestire tutti i pagamenti dalla stessa applicazione in moltissime località diverse. L’app dispone anche di abbonamenti per privati e aziende, che permettono di non pagare le commissioni pagando un canone fisso: tutte le informazioni dettagliate a riguardo sono disponibili sul sito.

Un’altra famosa applicazione per il pagamento della sosta è My Cicero. Come EasyPark, l’app permette di pagare il parcheggio direttamente dal proprio telefono semplicemente creando un account con i dati dell’automobilista e del veicolo. La principale differenza con la precedente applicazione è che per pagare la sosta con myCicero bisogna prima ricaricare il proprio conto sull’app, da cui poi vengono scalati i pagamenti. Se si opta per l’addebito diretto sulla carta di credito, invece, salgono le commissioni.

In più, una volta creato il profilo myCicero, è possibile attivare o disattivare la sosta in diversi modi, oltre che dall’applicazione: con una chiamata gratuita, un sms o tramite il risponditore vocale. Infine l’applicazione, che funziona in centinaia di città italiane, permette in alcuni casi di acquistare biglietti dei trasporti pubblici, abbonamenti e permessi ZTL.

Un’altra applicazione consigliabile per pagare il parcheggio direttamente dal proprio smartphone è Phonzie. Anche in questo caso è possibile acquistare, oltre al ticket per la sosta, i biglietti dei trasporti pubblici delle località convenzionate.

Similmente a myCicero, per usare Phonzie è necessario creare un profilo legato al proprio veicolo e ricaricare il conto dell’applicazione, chiamato “borsellino”, da cui scalare l’importo dovuto per la sosta. Ma esiste anche una funzionalità piuttosto peculiare e interessante: tramite l’app è possibile condividere il proprio “borsellino” con chi si desidera, per esempio figli o partner, e attingere così in più persone allo stesso conto sull’applicazione.

Chi fosse cliente Telepass forse può essere interessato anche a un’altra app. Telepass Pay è un’applicazione che permette di pagare la sosta sulla strisce blu addebitando il costo direttamente sul proprio conto Telepass, senza bisogno di ricariche aggiuntive. Inoltre, se l’esercente è convenzionato, l’app permette anche di pagare il carburante, i taxi e il bollo auto.

Oltre alle applicazioni presentate fin qui ne esistono molte altre che, per quanto funzionali, non sono convenzionate con moltissime città e spesso possono essere usate solo nei centri abitati più grandi. Tra le tante ricordiamo:

  • ParkAppy: questa app permette di pagare i minuti effettivi della sosta in modo semplice e veloce con pagamento tramite carta di credito.
  • ParkMan: consente di cercare parcheggio e di pagare la sosta in pochi istanti, anche in questo caso pagando solo i minuti effettivi di stazionamento; è dotata anche di una funzione che permette di trovare il percorso per tornare al veicolo.
  • Tap&Park: anche questa applicazione permette sia di pagare la sosta effettiva (ottenendo un rimborso del tempo inutilizzato), sia di cercare un parcheggi; inoltre permette anche di confrontare le zone di sosta per cercare quelle più economiche.

 

Toyota: dopo l’ibrido è l’ora dell’elettrico

Batterie allo stato solido: Toyota pronta in tre anni 1

Toyota punta con decisione sulla mobilità elettrica. Il colosso giapponese ha deciso di investire 730 miliardi di yen, più di 5,5 miliardi di euro, per dare il via alla produzione di batterie in Giappone e negli Stati Uniti con l’obiettivo di essere in grado di rifornire le fabbriche che produrranno le auto elettriche nei due paesi. Secondo i progetti del marchio, la realizzazione di batterie dovrebbe iniziare tra il 2024 e il 2026, con il raggiungimento di 40 GWh all’anno.

Metodo vincente non si cambia

Toyota ha reso noto che le batterie saranno prodotte con lo stesso metodo attualmente utilizzato per la realizzazione delle automobili, che viene considerato fra i migliori al mondo. Una parte dell’investimento sarà dedicata alla formazione del personale specializzato. Entrando nei dettagli, più della metà dei 5,5 miliardi di euro sarà destinata al potenziamento del complesso produttivo nella città giapponese di Himeji, di proprietà della Planet Energy & Solution e in altre fabbriche Toyota che saranno attualizzate per far fronte alla nuova produzione. La Toyota Battery Manufactoring, con sede nella Carolina del Nord, beneficerà di 2,5 miliardi di euro. La società, di recente costituzione, è detenuta al 90% da Toyota Motor North America e al 10% dalla Toyota Tsusho Corporation, società che si occupa degli aspetti commerciali.

Toyota bZ4X: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Un’accelerata verso l’elettrificazione

Con questa mossa, il colosso giapponese ha fatto passi da gigante nella direzione dell’elettrificazione, anche se i vertici restano convinti che la neutralità carbonica si possa raggiungere percorrendo varie strade. Nei programmi di Toyota c’è la produzione di una vasta gamma di veicoli elettrici, anche con il marchio Lexus: per questo motivo il gruppo ha bisogno di produrre batterie, ma senza rinunciare ad approvvigionamenti esterni per poter rifornire tutte le vetture che ha intenzione di sfornare nei prossimi anni.

Quadro strumenti digitale: ecco come funziona ed i modelli auto

Virtual cockpit: ecco come funziona ed i modelli auto

Ciò che fino a pochi anni fa era un accessorio presente solo dietro al volante delle vetture più nuove, particolarmente su auto Volkswagen o Peugeot, è oggi un elemento presente nell’equipaggiamento base di moltissime vetture. Derivato dai tablet e dagli smarphone, il quadro strumenti digitale è andato via via sostituendo la strumentazione analogica, rendendo possibile consultare le informazioni di guida in maniera più dinamica e funzionale.

INDICE
 Quadro strumenti digitale: cos’è e come funziona
Virtual cockpit o quadro strumenti digitale?
I precursori del quadro strumenti digitale
 Peugeot iCockpit
Audi Virtual cockpit
Quadro strumenti digitale Seat
Quadro strumenti digitale Mercedes
Volkswagen Virtual cockpit
Quadro strumenti digitale Skoda
BMW Live cockpit

Grazie al cosiddetto cruscotto digitale, sostanzialmente uno schermo orientato e dedicato al conducente, apposto dietro al volante, è possibile visualizzare tutte le informazioni utili alla guida con creazioni di immagini in tempo reale. I fotogrammi al secondo possono infatti essere anche 60, come sull’Audi Virtual Cockpit. Inoltre, grazie all’uso di display digitali, si risolvono tutti i problemi legati alle condizioni di luce.

Il quadro strumenti digitale rende possibile accedere a svariati menu e schermate tramite pochi e semplici comandi. Di solito questi ultimi sono apposti sui raggi del volante multifunzione e permettono di cambiare le modalità di visualizzazione e di gestire nel complesso la navigazione.

Uno dei vantaggi fondamentali dell’utilizzo del quadro strumenti digitale è sicuramente rappresentato dalle grandi possibilità di personalizzazione. Di solito le differenti modalità di visualizzazione si riassumono in quella classica e quella infotainment. A seconda dell’opzione scelta il primo piano sarà occupato dai quadranti circolari di contagiri e tachimetro oppure da funzioni secondarie come il sistema di navigazione, i comandi telefonici e il lettore multimediale.

Virtual cockpit: ecco come funziona ed i modelli auto 6

Solitamente, poi, i piccoli settori che riportano informazioni essenziali come  la temperatura esterna, l’orario, il chilometraggio e i simboli informativi o di avviso restano consultabili nella zona inferiore del display. Di conseguenza, se per esempio stiamo facendo una guida sportiva preferiremo consultare il contagiri nelle sue dimensioni massime, mentre quando è importante controllare le direzioni si può restringere lo spazio del contagiri ed estendere la visibilità del navigatore sullo schermo.

Scopo comune di tutte le strumentazioni digitali è sicuramente quello di fornire informazioni puntuali ed accurate, riducendo al minimo la distrazione del guidatore. Vediamo quali sono le case automobilistiche che hanno adottato il quadro strumenti digitale e quali sono i modelli presenti nei vari listini disponibili con questo rivoluzionario dispositivo digitale.

Numerose fonti online non fanno differenza fra virtual cockpit e quadro strumenti digitali, ma in realtà i due termini non sono propriamente dei sinonimi. Il primo è un marchio registrato da Volkswagen e indica una precisa serie di strumentazioni digitali sviluppate prima da Audi e poi dalla Casa tedesca che ne ha poi trasmesso la tecnologia agli altri Costruttori del gruppo. Lo schermo dedicato al conducente che sostituisce il cruscotto con la strumentazione tradizionale è invece generalmente definito quadro strumenti digitale. Il virtual cockpit, nello specifico, è la prima tipologia commercializzata di quadro strumenti digitale.

Non c’è dubbio, è stata Audi fra le prime Case automobilistiche a dotare una propria vettura del quadro strumenti interamente digitale, rivoluzionando una sezione del cruscotto che fino a quel momento aveva visto al massimo variazioni nella grafica e nel design, mantenendo sempre le stesse funzioni. Nel 2014, infatti, Audi ha dotato la terza generazione della sua TT del primo virtual cockpit della storia dell’automotive.

Insieme ai Quattro Anelli, altri Costruttori che hanno contribuito da subito alla diffusione di questo equipaggiamento sono stati certamente Volkswagen e Peugeot. La Casa francese lo ha anche studiato in una posizione leggermente diversa, cioè rialzata.

La casa francese ha da alcuni anni stravolto il design degli interni delle proprie vetture studiando una configurazione unica della postazione di guida. Il cosiddetto i Cockpit rivoluziona il concetto classico di plancia e si trova in una posizione particolare, rialzata rispetto al volante. Quest’ultimo, di dimensioni più compatte, è infatti stato pensato per non frapporsi fra il conducente e lo schermo della strumentazione, mirando a una sensazione di guida migliorata. Senza chiedere di spostare gli occhi dalla strada, i Cockpit di Peugeot permette di rimanere concentrati sulla guida più facilmente e ridurre la stanchezza. Questa posizione ergonomica, resa possibile dalle proporzioni compatte del volante, aumenta il comfort del conducente, riducendone la stanchezza.

Virtual cockpit: ecco come funziona ed i modelli auto 7

Nello specifico, sui SUV 3008 e 5008 troviamo il quadro strumenti rialzato digitale configurabile e personalizzabile Peugeot i-Cockpit. Lo schermo da cui è possibile accedere alle informazioni di guida ha un diametro di 12,3 pollici e racchiude tutti i dati principali all’altezza dello sguardo del conducente. Il Peugeot iCockpit stupisce per la facilità nell’adattare alle esigenze del guidatore un lungo elenco di parametri come, tra gli altri, l’opportunità di trasferire sul quadro strumenti principale la navigazione TomTom 3D dotata di riconoscimento vocale.

L’Audi, come detto, è stata la prima casa costruttrice ad introdurre il virtual cockpit su una vettura di serie.Era il 2014, e si trattava della terza generazione della celebre TT, che per l’occasione è stata dotata precisamente di un quadro strumenti interamente digitale. L’obiettivo di Audi Virtual cockpit è principalmente quello di rendere disponibili informazioni chiare e semplici, facilmente monitorabili con un veloce colpo d’occhio. Tutte su un solo display TFT (“Thin Film Transistor) da 12,3 pollici totalmente orientato verso il conducente. A seconda del modello, la risoluzione dello schermo può essere di 1.440 x 540 pixel oppure Full HD di 1.920 x 720 pixel. Per quanto riguarda i fotogrammi al secondo i 60 di Audi Virtual cockpit garantiscono una certa fluidità.

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Fra le informazioni accessibili dalla strumentazione digitale troviamo sicuramente i dati su velocità e numero di giri, ma anche informazioni sul sistema multimediale, sulla navigazione, e sui sistemi di assistenza alla guida. Gli indicatori fissi che sostituiscono le classiche spie appaiono invece nella zona inferiore e includono tutti i dati essenziali: la temperatura esterna, l’ora, le letture del contachilometri e i simboli di avvertenza e informazione. Le modalità di visualizzazione sono due e sono selezionabili tramite il pulsante View sul volante multifunzione. La “driving mode” mette in primo piano tachimetro e contagiri, mentre l’”infotainment mode” rende accessibili le info di navigazione o quelle provenienti dal telefono, dalla radio e dal sistema audio, riducendo lo spazio dedicato alle indicazioni su giri e velocità. Sui modelli S, in più, troviamo una modalità dedicata denominata Sport con una grafica e un design particolarmente dinamici. Il virtual cockpit di casa Audi, infine, può includere anche la tecnologia Break warning. Grazie a dei sensori collegati ai pedali e allo sterzo vengono inviati al computer di bordo informazioni che consentono di di rilevare i segni di stanchezza di chi guida, attivando una serie di allarmi visivi e sonori che dovrebbero riattivare la concentrazione del conducente ed evitare così uscite di strada o incidenti con altre vetture

Tutte le Case all’interno del gruppo Volkswagen hanno beneficiato della condivisione di componenti, e Seat non fa eccezione. Il marchio spagnolo ha così potuto dotare i suoi veicoli del virtual cockpit introdotto in precedenza sulle Audi. Il display del quadro strumenti digitale della Seat è di 10,25 pollici con risoluzione 1.280×480.

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Disponibile per numerosi modelli tra cui Ateca, Leon, Ibiza e Arona, il digital cockpit di Seat è impostabile sutre differenti modalità: Classic, Digital e Dynamic. La prima ha una grafica classica, che riprende quella degli strumenti analogici e mostra al centro i dati dell’infotainment. La modalità Digital, invece, ingrandisce la visualizzazione della mappa con la possibilità di regolare lo zoom. Con la modalità Dynamic, infine, oltre a vedere la mappa di navigazione, si possono consultare informazioni relative al funzionamento degli aiuti alla guida. Chicca di personalizzazione aggiuntiva: le modalità Classic e Dynamic sono impostabili su tre varianti ciascuna che è possibile salvare nel sistema.

Le auto Mercedes possono di norma vantare un quadro strumenti digitale dotato di due monitor piatti con dimensioni fino a 10,25’’. Il cruscotto digitale a destra mostra tutte le informazioni di un classico quadro strumenti, mentre quello di sinistra è touch e permette di accedere sistema MBUX. Il quadro strumenti digitaledi Mercedes risponde a comandi vocali, pulsanti touch control sulle razze del volante e touchpad con feedback nel mobiletto centrale.

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La risoluzione della strumentazione digitale Mercedes è di 1920×720 pixel ed il sistema è presente su quasi tutti i modelli della gamma, partendo dalla nuova Classe A sino ad arrivare al SUV elettrico EQC. Recentemente, però, Mercedes ha annunciato di voler alzare l’asticella in fatto di tecnologia di bordo. La nuova Mercedes EQS, ovvero l’ammiraglia elettrica della Casa della Stella, sarà dotata di uno schermo da 56 pollici che percorre e sostituisce da lato a lato tutta la plancia e il cruscotto. Si tratta dell’ultimissima evoluzione tecnologica dell’interfaccia grafica dei sistemi di infotainment.

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Anche le auto di casa Volkswagen vantano la presenza del virtual cockpit grazie alla condivisione di componenti con le vetture del gruppo Audi. L’active info display, questo il nome del virtual cockpit Volkswagen, offre un monitor da 12,3’’ posizionato nell’alloggiamento del cruscotto configurabile in sei modalità. In quella “Classica” si vedono tachimetro, contachilometri e mappa di navigazione, mentre in quella “Velocità & Marcia” all’interno del contagiri compare l’indicazione della marcia consigliata.

Virtual cockpit: ecco come funziona ed i modelli auto 2

Una terza modalità permette di consultare consumi e autonomia, ma nasconde le informazioni di navigazione. In modalità “Efficienza”, invece, vengono fornite informazioni per ottimizzare i consumi, mentre in quella “Navigazione” vengono visualizzate una bussola e un altimetro. Nell’ultima modalità, “Assistenti alla guida”, si può tenere sotto controllo il Cruise Control Adattivo. Nello specifico, su Golf 8 e modelli recenti troviamo l’Innovision Cockpit, una strumentazione digitale a sviluppo orizzontale da 10,25 pollici che punta su animazioni e grafica accattivanti.

Il quadro strumenti digitale è stato esteso anche alle vetture della casa ceca grazie alla condivisione di componenti con gli altri marchi della galassia Volkswagen ed anche in questo caso le funzioni consentono di configurare a piacimento il cruscotto digitale per impostare la visualizzazione preferita. Karoq, Octavia, Superb e Kodiaq sono i modelli Skoda sui quali sarà possibile installare la strumentazione digitale.Virtual cockpit: ecco come funziona ed i modelli auto 9

Nello specifico, la Skoda Enyaq iV offre il moderno Modular Infotainment Matrix che accanto al touchscreen autoportante da 13 pollici presenta il digital cockpit da 5,3 pollici. I quattro diversi layout offrono qualche possibilità di personalizzazione, gestibili attraverso i comandi del volante multifunzione.

Ill quadro strumenti digitale BMW, denominato BMW Live Cockpit ha fatto ha fatto il suo esordio sulla BMW M8 e ha fatto parlare di sé per via della rivoluzione tecnologica che coinvolgerà le vetture della casa di Monaco. Attualmente, per quanto concerne la strumentazione digitale, BMW offre tre diversi allestimenti, che variano principalmente per dimensioni. Il Live Cockpit ha uno schermo principale touch da 8,8 pollici.

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Il Live Cockpit Plus, pur essendo delle stesse dimensioni, integra anche un navigatore di tipo satellitare con aggiornamenti automatici. La più tecnologica fra le strumentazioni digitali di BMW è offerta invece su uno schermo di ben 12,3 pollici posizionato di fronte al conducente, dietro al volante. Il BMW Live Cockpit Professional, questo è il suo nome, è di serie sui modelli M mentre resta un optional sulle altre BMW.

 

Ford Transit Custom: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ford Transit Custom: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11

Ford Transit Custom è la versione passeggeri del Transit, recentemente presentato ad Hannover anche in variante full-electric. Di fatto si tratta di un monovolume derivato da un commerciale, che segue il filone di elettrificazione Ford debuttando da subito non solo in varianti diesel e ibride plug-in, ma anche completamente elettriche. Il nuovo multispazio medio all’americana diventa ancora più versatile da allestire, grazie al nuovo Digital Upfit per gli allestimenti. Il primo Transit Custom a batteria arriverà a fine 2023 e vanterà un’autonomia di 380 km e due varianti di potenza.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Ford Transit Custom:

 Scheda Tecnica
 Numero posti –
 Bagagliaio –
 Alimentazioni Diesel/ Ibrida plug-in/ Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 110/81
 Prezzo (da) –
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
Perché comprarla
 Prezzo

Il Ford Transit Custom ha le caratteristiche tipiche di un monovolume di derivazione commerciale. In arrivo a metà 2023, sarà offerta in due lunghezze e due altezze, cinque allestimenti e tre configurazioni. Per quanto riguarda il vano di carico, Ford parla di dimensioni massime comprese fra 5,8 e 9 metri cubi e una lunghezza di 3,45 metri.

 

ford ecosport usate
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Il design della Ford Transit Custom parla il più recente linguaggio stilistico della Casa dell’ovale blu. L’aspetto è meno squadrato che in passato, puntando ora su linee più morbide ma al contempo moderne. Il frontale si caratterizza per la presenza dell’imponente e innovativa griglia dinamica dove spicca al centro il classico logo Ford. E-Transit Custom presenta poi una striscia a LED che correndo da un lato all’altro del veicolo, collega i due gruppi ottici, passando subito sopra la calandra.

La zona laterale si contraddistingue per i cerchi in lega di grandi dimensioni, mentre le porte scorrevoli (stando a quanto dichiarato da Ford), godono dell’apertura più grande della categoria. La presa per la ricarica delle batterie, infine, si trova sul frontale, appena sotto il fanale destro. Infine, Ford dichiara una capacità di carico di 1.100 kg e una capacità di traino di 2.000 kg, mentre tra gli elementi meccanici più degni di nota troviamo l’adozione delle sospensioni posteriori indipendenti, una soglia di carico più bassa e un coefficiente aerodinamico ulteriormente migliorato.

Negli interni del Ford Transit Custom il livello di qualità percepita è molto alto. La nuova architettura di questa monovolume ha consentito di contenere l’altezza del pavimento e mantenere quella massima sotto i due metri, con guadagni tangibili in fatto di stabilità e spaziosità. La soluzione più originale, che salta subito all’occhio, è poi quella rappresentata dal volante pieghevole, capace di diventare un piano d’appoggio.

Lato Adas, la suite che si occupa della sicurezza del nuovo Transit Custom comprende il Pre-Collision Assist, Lane Keeping System, Driver Alert, Cruise Control con Adjustable Speed Limiter, Traffic Sign Recognition, Intelligent Speed Assist e Wrong Way Alert. Per quanto riguarda l’infotainment, invece, l’abitacolo ospiterà di serie un Modem 5G e uno schermo touchscreen SYNC4 da 13 Pollici. Infine, una grande novità che debutterà su Transit Custom sarà il cosiddetto upfit digitale, un dispositivo che permette di connettere le attrezzature comprese negli allestimenti speciali direttamente ai cablaggi del sistema SYNC4 e potendo quindi controllare tramite comandi virtuali le pedane e i vari attrezzi da lavoro, evitando l’installazione di interruttori o comandi aggiuntivi sulla plancia.

La gamma motori di Ford Transit Custom comprenderà motori diesel, ibridi plug-in e 100% elettrici. In particolare, fra i propulsori a gasolio troviamo i Ford EcoBlue nelle varianti di potenza da 110 CV, 136 CV, 150 CV o 170 CV e trasmissione manuale a sei velocità con l’optional di un differenziale meccanico a slittamento limitato oppure con cambio automatico a otto marce in grado di gestire un traino fino a 2.500 kg. Scegliendo quest’ultima opzione si potrà anche per la prima volta dotare il Transit della trazione integrale.

In alternativa ai motori diesel, si può scegliere l’ibrido plug-in. Si tratta del medesimo sistema in uso sulla Ford Kuga, composto da un motore a benzina a ciclo Atkinson da 2,5 litri e batteria da 11,8 kWh effettivi. Con questo propulsore è possibile beneficiare anche del sistema ProPower Onboard, che mette a disposizione 2,3 kW di potenza per ricaricare altri attrezzi o apparecchiature.

Infine, e-Transit Custom rappresenta l’opzione 100% elettrica, per la prima volta disponibile per Transit. Questa variante utilizza una batteria da 74 kWh con celle pouch, un’innovazione che consente aumentare del 12% la densità energetica delle batterie rispetto alle altre varianti con le stesse dimensioni. Le varianti di potenza offerte per il full-electric saranno due, una da 136 CV e una da 217 CV, entrambe con coppia di 415 Nm. Inoltre, anche qui sarà disponibile il sistema ProPower OnBoard.

I dati sui consumi del nuovo Ford Transit non sono ancora stati comunicati. Si conoscono però i valori di autonomia delle varianti ibride ed elettriche. Con il motore plug-in l’autonomia a trazione elettrica arriva a 57 km.

Con e-Transit Custom, invece, l’autonomia arriva fino a 380 km, e la ricarica rapida può essere effettuata fino a 125 kW. Per quanto riguarda i tempi necessari per passare dal 15 all’80% Ford dichiara 41 minuti. Rifornendosi invece presso una colonnina in corrente alternata a 11 kW, invece, una ricarica completa dallo 0 al 100 % si può completare in circa 8 ore.

 

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  • Versatilità: grazie alla soluzione uplift digital sarà ancora più facile dotare il proprio Transit Custom di tutte le attrezzature necessarie al proprio lavoro.
  • Motore: la gamma di propulsori è vasta e assortita e per la prima volta comprende anche una variante 100% elettrica.
  • Spazio: tanto lo spazio a bordo non soltanto nella zona di carico, ma anche e soprattutto per i passeggeri

Le 10 cose che devi assolutamente includere nel tuo kit invernale auto

Le 10 cose che devi assolutamente includere nel tuo kit invernale auto 3

Con l’arrivo dell’inverno è fondamentale per ogni automobilista preparare il proprio veicolo alle intemperie della stagione. È quindi utile avere sempre a bordo tutti gli strumenti che permettono di porre rimedio ai problemi o agli inconvenienti che si possono incontrare viaggiando con condizioni meteo ostili, come neve o ghiaccio. Per questo, abbiamo raccolto in questa piccola guida gli accessori che devi assolutamente includere nel tuo kit auto per l’inverno: scoprili nella nostra checklist.

INDICE
Telo antighiaccio
Raschietto
Antigelo universale
Detergente antighiaccio
Catene da neve
Pala pieghevole
Guanti e berretto
Torcia
Bandiera SOS
Kit pronto soccorso
Kit riparazione gomme

Ogni kit invernale per auto che si rispetti deve avere assolutamente un telo antighiaccio. Questo elemento si rivela fondamentale quando, non avendo un box auto, si è costretti a posteggiare la tua vettura all’aperto nei rigidi mesi invernali. Il telo non ti farà perdere tempo a raschiare via il ghiaccio dal parabrezza e ti consentirà di metterti subito in viaggio, anche in caso di neve o temperature particolarmente basse.

Un altro elemento essenziale da includere nel vostro kit invernale per auto è il raschietto per rimuovere il ghiaccio dai cristalli dell’auto. Il raschietto è infatti utile anche per chi possiede un telo antighiaccio, che spesso copre solo il parabrezza. Questo strumento vi permetterà, invece, di essere sempre in grado di rimuovere il ghiaccio accumulato sui vetri dell’auto, anche finestrini laterali e lunotto posteriore.

Il freddo clima invernale è il nemico di ogni auto. Per proteggere la tua vettura è quindi fondamentale includere nel kit auto per l’inverno un flacone di liquido antigelo così da tutelare l’efficienza del motore. Infatti, se i fluidi dell’auto si raffreddano troppo possono creare svariati problemi alle componenti meccaniche del veicolo, che risulteranno meno lubrificate (quindi più soggette all’usura) o potrebbero essere danneggiate dall’espansione del liquido congelato. Di norma, il liquido antigelo deve essere essere miscelato all’acqua del radiatore mediamente ogni 2-4 anni, ma si consiglia comunque di metterlo anche più spesso in caso di viaggi lunghi.

Quando le temperature invernali diventano decisamente rigide, è importante avere nel proprio kit invernale per auto un detergente antigelo per parabrezza in grado di pulire e rimuovere lo sporco efficacemente dal parabrezza della tua vettura senza il rischio che congeli. In alternativa, a un normale detergente per parabrezza si possono miscelare degli antigelo specifici, che impediscono il congelamento del liquido.

Specialmente nelle regioni più fredde è sempre bene portare con sé delle catene da neve, da applicare alle ruote motrici della propria vettura per migliorare la tenuta anche su strade ghiacciate o innevate. Se si ricorre alle catene da neve, è bene ricordarsi che quando queste sono montate si può viaggiare ad un massimo di 50 km/h.

Qualora la neve ti sorprendesse e ti facesse impantanare, toglierla a mani nude per liberare il veicolo potrebbe non essere praticabile. Per questo, nel tuo kit auto non può mancare una pala pieghevole, più comoda da trasportare e non occupa troppo spazio sul veicolo. Questo pratico accessorio ti consentirà di spalare la neve che blocca le ruote per permetterti di tornare rapidamente alla guida.

Sembra scontato, ma non sempre un kit invernale per auto contiene un paio di guanti ed un berretto. Questa accoppiata potrebbe rivelarsi salvifica in diverse situazioni: un malfunzionamento del riscaldamento, l’auto ferma a causa di un guasto, in attesa di soccorsi o per una riparazione fai da te. Tutte eventualità in cui ti aiuterà a non patire le rigide temperature invernali.

Altro elemento importante, ma spesso sottovalutato, è la presenza di una torcia nel tuo kit auto. Se, infatti, fosse necessario aprire il cofano della tua vettura nel cuore della notte per verificare la presenza di un eventuale guasto, la torcia si rivelerà un alleato prezioso per controllare minuziosamente tutte le componenti. A maggior ragione, dunque, questa diventa utile nelle brevi giornate invernali, quando la maggior parte delle persone si trova a dover viaggiare con il buio praticamente tutti i giorni.

Potrebbe non sembrare molto importante, ma la bandiera di SOS può preservare l’incolumità tua e degli altri utenti della strada, rivelandosi imprescindibile in ogni kit invernale per auto. Grazie a questo dispositivo potrai infatti segnalare la tua posizione agli altri automobilisti di passaggio, soprattutto in strade particolarmente isolate o con visibilità ridotta, comunicando così immediatamente la tua richiesta di aiuto e rendendo nota la tua posizione.

Un automobilista previdente deve prendersi cura non solo della propria auto, ma anche della sua incolumità. Ecco perché è importantissimo avere sempre con sé un kit di pronto soccorso per auto, specialmente in inverno, quando le strade ghiacciate e il meteo avverso rendono più pericolosa la guida. Sul web si trovano numerose opzioni adatte ad ogni tasca ed esigenza. Un kit di pronto soccorso per auto completo deve contenere cerotti per il trattamento di piccole ferite, bende, garze per il trattamento di ferite più estese o esposte, 1 coperta isotermica, fazzolettini umidi per la pulizia della pelle priva di ferite e, infine, guanti usa e getta.

Oltre ai 10 accessori specifici per l’inverno, un altro elemento che è sempre bene ricordare di portare con sè è il kit per la riparazione delle gomme. Infatti, le auto odierne sono spesso prive del ruotino di scorta e quando si fora una ruota è fondamentale ripristinare immediatamente il danno. I kit di riparazione gomme per auto attualmente in commercio contengono nella confezione sia il sigillante per coprire il buco, sia un compressore da collegare alla presa dell’accendisigari, per gonfiare nuovamente la gomma.