Salone di Parigi 2022: le novità di Renault

Salone di Parigi 2022: le novità di Renault

La presenza di Renault al Salone di Parigi 2022 (in programma dal 17 al 23 ottobre al Parc des Expositions di Porte de Versailles), sarà in buona parte incentrata sul futuro del marchio. Se si esclude la Austral, recentemente presentata, il resto dello spazio espositivo della Losanga sarà dedicato alle concept che anticipano le linee e i contenuti devo modelli a Marchio Renault che arriveranno su strada nei prossimi anni.

Renault Austral

Ma cominciamo dal modello a noi più “vicino”. La Renault Austral è arrivata in concessionaria proprio in queste settimane e rappresenta la nuova proposta a ruote alte marchiata Renault per il Segmento C. Disponibile unicamente in abbinamento a powertrain elettrificati mild e full-hybrid, può contare su una buona dinamica di guida, garantita anche dalla presenza delle quattro ruote sterzanti, offerte come optional.

Renault Megane e-Tech

Altra protagonista dello stand Renault è la Megane e-Tech. La variante completamente elettrica della media francese è disponibile con due tagli di batterie e due livelli di potenza, con autonomia che può superare i 400 km. Il tutto abbinato ad una buona abitabilità interna, ad un sistema di infotainment molto evoluto su base Google e una buona dinamica di guida.

Salone di Parigi 2022: le novità di Renault 1

I prototipi

Tanto poi lo spazio riservato ai prototipi. Allo stand Renault saranno presenti le concept elettriche della Renault 4 e Renault 5. E proprio per omaggiare i 50 anni dalla nascita della Renault 5, molto probabilmente il Salone di Parigi farà da palcoscenico ad una nuova concept basata proprio alla mitica compatta francese.

Auto elettriche: le tecnologie per viaggiare in silenzio

Porsche Panamera: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

Gli scarichi rumorosi e il “canto” dei motori potenti sono la colonna sonora preferita di ogni automobilista e appassionato di automobili. Ma alla guida, soprattutto durante viaggi lunghi, anche il silenzio e l’assenza di rumori acquisiscono importanza.

Il mondo dei motori è da sempre attivo nella ricerca del silenzio, attraverso l’aerodinamica e l’impiego di materiali fonoisolanti di ultima generazione che, però, oggi non sono più sufficienti a bordo delle auto elettriche. Ed è per questo che interviene la tecnologia, con il sistema Anc (Active noise control), usato per le cuffie e che presto entrerà a far parte dell’automotive.

La tecnologia oltre i materiali

Le auto ibride ed elettriche, ma anche quelle con motori termici di ultima generazione, sono molto silenziose e alla luce di questi progressi, il “nemico” numero uno per quanto riguarda i suoni è il rumore del rotolamento degli pneumatici, tanto che nemmeno quelli che hanno all’interno una speciale schiuma fonoassorbente, riescono ad essere sufficientemente silenziosi.

Equipaggiare le nuove vetture con pavimenti rivestiti di materiali anti-rumore, come i tappetini utilizzati nelle sale di registrazione della musica, potrebbe essere un’alternativa, ma è una strada difficile da percorrere. Con questo accessorio il peso delle automobili aumenterebbe sensibilmente, rendendole inutilizzabili in determinate strade. Per questo motivo entra in campo la tecnologia: numerose aziende di settore stanno sperimentando i sistemi di cancellazione attiva del rumore, con centraline e speciali altoparlanti posizionati in alcuni punti strategici delle vetture.

Bentley Bentayga: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Come funziona il nuovo sistema

I primi esperimenti dei sistemi Anc sulle vetture risalgono ad alcuni anni fa e sono stati realizzati dai marchi di lusso Rolls-Royce e Bentley. Sono costituiti da una centralina che utilizza microfoni posti di solito sui montanti per registrare i suoni di fondo nell’abitacolo. Per mezzo degli altoparlanti musicali la centralina emette delle onde sonore uguali ma opposte a quelle dei suoni ambientali, che, scontrandosi fra loro, si annullano a vicenda, restituendo all’orecchio umano il più totale silenzio.

È una tecnologia estremamente complessa e costosa, al momento riservata solo alle vetture di lusso, anche se alcuni produttori di impianti audio sono già all’opera per renderla alla portata delle automobili di fascia media e bassa. Uno dei marchi più attivi è Bose, che ha aggiornato il QuietComfort Rnc con i più moderni sistemi di noise cancelling delle proprie cuffie, come le on-ear QuietComfort.

Quando montare gli pneumatici estivi?

Le novità non finiscono mai

Dopo le aziende produttrici di altoparlanti e cuffie, altre realtà si sono buttate nel business della riduzione dei rumori delle automobili. Asahi Kasei, leader giapponese dei prodotti chimici, sta lavorando a un sistema analogo che, a differenza di Bose, dovrebbe avere all’interno un Adc (Analogic digital converter), una scheda audio che converte i suoni analogici catturati con i microfoni in suoni digitali, analizzabili da una centralina elettronica.

Adc o Dac sono processori che riescono a convertire i suoni digitali, come quelli degli audio Mp3, in suoni analogici, come quelli emessi da un vinile. Nelle automobili, questa tecnologia dovrebbe consentire di affinare maggiormente le onde sonore emesse dagli altoparlanti, per renderle affini a quelle analogiche da annullare, emesse dagli pneumatici. La ricerca del silenzio nelle auto è importantissima, ma è necessario tenere in considerazione la sicurezza stradale: infatti, accanto alla silenziosità interna, occorre garantire sempre la perfetta percezione dei suoni provenienti dall’esterno, per avvertire in qualunque momento la presenza di un pericolo.

BYD Tang: prezzo, dimensioni e caratteristiche

BYD Tang: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

Il mercato europeo attende l’arrivo una nuova gamma di auto elettriche di fabbricazione cinese. BYD, uno dei leader mondiali nella fabbricazione di veicoli elettrici e ibridi, si appresta a sferrare l’attacco al Vecchio Continente con tre nuove EV: due SUV chiamati Atto 3 e Tang e la berlina Han, che verranno inizialmente rilasciati solo nelle concessionarie nordeuropee per arrivare in Italia nel 2023. La BYD Tang, il focus di questo approfondimento, è il Suv più grande della famiglia, con 7 posti e un motore da 517 CV.

Di seguito ecco la scheda tecnica della BYD Tang:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 7
 Bagagliaio 410 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 517/380
 Prezzo (da) 72.000 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla
Prezzi

Le dimensioni della BYD Tang sono da vera ammiraglia:  ha un passo di 292 cm, mentre la lunghezza si attesta sui 4 metri e 87 cm. Larghezza e altezza, rispettivamente di 195 e 173 cm, contribuiscono a rendere il Suv più spazioso, come testimoniato dal bagagliaio: la capacità massima, abbattendo tutti i sedili, raggiunge i 1.655 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.870 mm
Larghezza 1.950 mm
Altezza 1.730 mm
Passo 2.920 mm

 

Come il resto della gamma BYD, il design della Tang è piuttosto pulito, con uno stile sportivo che alleggerisce la grande stazza del veicolo. Il frontale presenta una grande mascherina carenata, che ricorda per dimensioni quella delle auto con motore a combustione e viene impreziosita da elementi cromati sopra e sotto di essa. Il listello argentato che diparte dal nuovo logo BYD, poi, va ad abbracciare gli affilati gruppi ottici frontali, donando un tocco di ulteriore dinamismo.

Sulla fiancata si fanno notare le cornici cromate dei cristalli, i cerchi in lega da 22″ e una linea di cintura alta che aiuta a scolpire i muscoli del Suv. Chiude il quadro il posteriore, che si distingue per i fari Led a sviluppo orizzontale che attraversano il portellone nella sua interezza.

Gli interni del Suv BYD sono molto curati e non hanno nulla da invidiare alle produzioni europee: entrando nell’abitacolo si nota subito la cura riservata ai rivestimenti, che uniscono pelle, pannelli in Piano Black e dettagli in alluminio, che vengono impreziositi dalle luci ambientali Led con 31 combinazioni di colore. Si distinguono, poi, lo schermo per la strumentazione digitale, dietro al volante, e il display a sbalzo per l’infotainment, posto al centro della plancia, entrambi gestibili dai comandi posti sul volante.

Ma a bordo della nuova BYD Tang si trova anche tanta tecnologia, con una dotazione di sicurezza che include 25 sistemi di assistenza e una dozzina di radar e sensori. Disponibili anche sistemi avanzati come la telecamera 360°, la frenata d’emergenza e l’assistenza per l’angolo cieco.

La BYD Tang verrà offerta esclusivamente con trazione elettrica: assemblata sulla piattaforma e-Platform, il SUV può contare su due motori elettrici, posti uno sull’asse anteriore e uno sull’asse posteriore per ottenere la trazione integrale. Questi sono alimentati da una batteria da 86,4 kWh al ferro-litio-fosfato e priva di cobalto. La potenza complessiva generata è di ben 517 CV, che, nonostante le dimensioni abbondanti, le consentono di scattare da 0 a 100 km/h in appena 4,6 secondi, mentre la velocità è limitata a 180 km/h

Stando alle informazioni attualmente reperibili, la BYD Tang può contare su una batteria con capacità nominale di 86,4 kWh, che le regala circa  400 km di autonomia con una sola ricarica (calcolata su ciclo WLTP). Per quanto riguarda i tempi di ricarica, se collegata alla corrente continua la batteria passa dal 30 all’80% in soli 30 minuti.

Non si conoscono ancora i dettagli riguardanti gli allestimenti con cui BYD Tang verrà commercializzata in Italia: tutti le informazioni a riguardo dovrebbero essere svelate al Salone di Parigi alla fine di ottobre. Alcune indiscrezioni anticipano però che l’obiettivo di BYD sarebbe quello di vendere questo SUV in un allestimento unico, praticamente full optional. Verranno inclusi nel prezzo base il sistema frenante Bosch con pinze Brembo, il display touch rotante da 15,6″ con aggiornamenti OTA e assistente vocale, il sistema audio Dirac Live con 12 altoparlanti, la telecamera HD a 360° e 11 radar esterni.

  • Tecnologia: una dotazione più che completa, con sistemi di assistenza e sicurezza all’avanguardia.
  • Spazio: la capienza del veicolo è indiscutibile, adatta anche alle famiglie più numerose.
  • Autonomia: con una sola ricarica si dovrebbero percorrere circa 400 km, un risultato degno di nota soprattutto se si considerano le dimensioni importanti.

Il listino di BYD Tang relativo al nostro paese non è ancora stato comunicato, ma già si conosco i prezzi per i modelli destinati al mercato tedesco:

BYD Tang elettrica Prezzo
BYD Tang 517 CV 72.000 €

BYD Han: prezzo, dimensioni e caratteristiche

BYD Han: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Il mercato europeo si prepara per l’arrivo una nuova gamma di auto elettriche di fabbricazione cinese: BYD (acronimo di “Build Your Dreams”, ovvero “costruisci i tuoi sogni”) si prepara a sfidare i grandi costruttori europei con tre nuove EV, che sbarcheranno in Italia nel 2023: due SUV chiamati Atto3 e Tang e la berlina Han, sulla quale ci concentriamo in questa sede. La BYD Han è una delle BEV più vendute in Cina (4° posizione a luglio 2022), sia per le sue caratteristiche estetiche che per le ottime dotazioni tecnologiche, come il doppio motore elettrico che regala oltre 500 CV di potenza complessiva.

Di seguito ecco la scheda tecnica della BYD Han:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 410 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 517/380
 Prezzo (da) 72.000 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla
Prezzi

Le dimensioni della BYD Han sono piuttosto abbondanti, da vera ammiraglia. Grazie a un passo di 292 cm, la lunghezza sfiora i 5 metri, mentre larghezza e altezza si attestano rispettivamente a 191 e 150 cm. Buona la capienza del bagagliaio, che dovrebbe avere una capacità minima di 410 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.995 mm
Larghezza 1.910 mm
Altezza 1.495 mm
Passo 2.920 mm

 

All’esterno la BYD Han presenta delle linee piuttosto pulite, che la avvicinano al gusto del mercato europeo (non a caso l’auto è firmata Wolfgang Egger, designer tedesco che arriva da esperienze in Audi, Alfa Romeo e Lamborghini). Partendo dal frontale, la berlina si fa notare per gli affilati gruppi ottici a Led, che lasciano spazio al centro della calandra a una sottile mascherina cromata. Il cofano presenta poi un bel gioco di pieni e vuoti, che slanciano la figura dell’auto e le danno un aspetto più aggressivo.

Anche la fiancata è piuttosto semplice, caratterizzata da una bassa linea di cintura e della nervatura che corre all’altezza delle maniglie (a scomparsa). Inoltre, si fanno notare le cornici cromate dei finestrini e i cerchi in lega da 19″. Chiude il quadro il posteriore, che si distingue per i fari a sviluppo orizzontale che attraversano il portellone nella sua interezza.

Gli interni della berlina cinese sono piuttosto curati e non hanno nulla da invidiare alle produzioni europee e statunitensi.  Entrando nell’abitacolo si nota subito la cura riservata ai rivestimenti, che uniscono pelle, pannelli in Piano Black e dettagli in alluminio. Si fanno poi notare lo schermo per la strumentazione digitale, dietro al volante, e il display a sbalzo per l’infotainment, posto al centro della plancia, in grado di ruotare e passare dalla posizione orizzontale a quella verticale.

Ma a bordo della nuova BYD Han possiamo anche trovare tanta tecnologia, come la connettività 5G e il sistema IPB Intelligent Integrated Brake  di Bosch che consente di migliorare le prestazioni in frenata aumentando il recupero dell’energia. Completa il tutto un ricco assortimento di sistemi di assistenza alla guida.

Sono due i motori elettrici che spingono la BYD Han, posti uno sull’asse anteriore e uno sull’asse posteriore per ottenere la trazione integrale, e alimentati da una batteria di 85,4 kWh. La berlina può quindi contare su una potenza complessiva di 517 CV, che le consentono di scattare da 0 a 100 km/h in appena 3,9 secondi, ponendo l’auto in competizione con i più scattanti modelli elettrici europei.

Trattandosi di un veicolo esclusivamente elettrico, più che soffermarci di consumi dobbiamo considerare l’autonomia. I due motori della Han sono alimentati da un pacco batterie da 85,4 kWh che, stando a quanto dichiarato da BYD, dovrebbe regalare alla berlina 521 km di autonomia con una sola ricarica (calcolata su ciclo WLTP).

Non si conoscono ancora i tutti dettagli sugli allestimenti con cui BYD Han verrà commercializzata in Italia: le informazioni a riguardo saranno svelate al Salone di Parigi di fine ottobre. Sembra però che l’intenzione di BYD sia di offrire questa berlina in un allestimento unico, praticamente full optional. In questa verranno inclusi nel prezzo i fari full Led, il display touch rotante da 15,6″ con aggiornamenti OTA e assistente vocale e il display sul bracciolo posteriore per la regolazione dei sedili, delle luci, del climatizzatore.

  • Dotazione: un equipaggiamento all’avanguardia, completo dei migliori ADAS e della connettività 5G.
  • Motore: il dual motor da 517 CV regala alla berlina delle ottime prestazioni
  • Autonomia: con una sola ricarica si dovrebbero percorrere più di 500 km, un risultato degno di nota soprattutto se si considerano le prestazioni.

Il listino di BYD Han relativo al nostro paese non è ancora stato comunicato, ma già si conosco i prezzi per i modelli destinati al mercato tedesco:

BYD Han elettrica Prezzo
BYD Han 517 CV 72.000 €

BYD Atto 3: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Bozza automatica 47

Per la cinese BYD è il momento di approdare sul mercato europeo, portandosi dietro tutti i vantaggi di una catena di produzione verticalizzata sull’auto elettrica e di anni di esperienza nella produzione di modelli a batteria. Uno dei suoi primi biglietti da visita sarà la Atto 3, un SUV full-electric relativamente compatto di segmento C, che competerà con modelli come Volkswagen ID.4, Hyundai Kona Electric, Kia Niro EV e Citroen e-C4. Dopo il grande successo registrato in patria, sarà commercializzata a partire dall’ultimo trimestre del 2022 in Olanda, Svezia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Danimarca e Norvegia; per vederla qui in Italia bisognerà attendere il 2023. BYD Atto 3 punta a sfatare il mito della bassa qualità cinese, puntando su un’inedita piattaforma con motore da 204 CV e un’autonomia di 420 km.

Di seguito ecco la scheda tecnica della BYD Atto 3:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 440/1.330 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW (da) 204/150
 Prezzo (da) 38.000 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

BYD Atto 3 si estende in lunghezza per 446 centimetri, mentre la larghezza arriva a 188 centimetri e l’altezza a 162 centimetri. Il passo di 272 centimetri garantisce un’ottima spaziosità all’interno dell’abitacolo. Il bagagliaio, infine, ha una capacità di 440 litri, la quale può arrivare ad un massimo di 1.330 litri reclinando il divanetto posteriore in modalità 60:40.

Dimensioni
Lunghezza 4.460 mm
Larghezza 1.880 mm
Altezza 1.620 mm
Passo 2.720 mm

Atto 3 è il SUV della gamma BYD che va più incontro ai gusti estetici dei clienti del Vecchio Continente. Le proporzioni e le misure degli ingombri non escono infatti dal solco della tradizione. A curare i dettagli di design ci ha infatti pensato il tedesco Wolfgang Egger, con un importante trascorso in aziende come Lamborghini e Audi. L’estro europeo si nota innanzitutto nelle proporzioni tra il cofano basso e l’abitacolo, oltre che nel tetto che si rifà agli stilemi tipici di una coupé.

Le linee sono nel complesso nette e pulite, puntando ad un raccordo senza sbavature soprattutto fra il frontale e le fiancate alte, i cerchi da 18 pollici di serie e la fanaleria in coda a sviluppo orizzontale. Quest’ultima utilizza la tecnologia a LED e percorre tutto il posteriore unendosi al centro sotto il motto  “Build Your Dreams” (l’acronimo di BYD). Anche nelle zone più complicate, l’assemblaggio delle diverse parti di carrozzeria è stato programmato alla perfezione. In generale, Atto 3 sfoggia una personalità decisa, espressa soprattutto da un frontale dalle linee forti e aggressive.

La cura del design interno è ben rappresentata dalle linee nette e pulite, coerenti con gli esterni, così come dalla qualità delle plastiche e dei materiali utilizzati, inclusi i rivestimenti in ecopelle nella sezione centrale del cruscotto e sui sedili. Questi ultimi, nella fila anteriore, vantano una forma sportiva avvolgente e il poggiatesta integrato. Saltano poi all’occhio le bocchette di areazione con plastiche ad effetto cromato e la leva centrale, che fanno assomigliare l’abitacolo di Atto 3 alla cabina di comando di un aereo.

A livello di infotainment troviamo poi un display fissato sul piantone dello sterzo e uno centrale da 12,8 pollici, in grado di ruotare di 90 gradi, imitando quindi la visualizzazione tipica di uno smartphone. L’interfaccia grafica del sistema, su base Android, è piacevole e reattiva. In generale, gli interni di Atto 3 sono spaziosi e confortevoli, ben sfruttando l’interasse di 272 centimetri e il pavimento centrale piatto, che assicurano comodità anche a chi siede nella fila posteriore. Completano la dotazione tecnologica l’impianto audio Dirac a 8 altoparlanti, la ricarica wireless per lo smartphone e il tetto panoramico.

La BYD Atto 3 è basata sulla piattaforma e-Platform 3.0, la stessa delle sorelle Han e Tang. Su quest’architettura modulare troviamo le caratteristiche Blade Battery al ferro-litio-fosfato, la coppia di motori elettrici e la pompa di calore di serie. Grazie alla batteria da 60,48 kWh nominali e ad un motore elettrico anteriore da 204 CV, con un peso complessivo di 1.680 kg, Atto 3 vanta un’accelerazione 0-100 km/h in soli 7,3 secondi. Infine, la velocità massima è limitata a 160 km/h.

Il sistema di raffreddamento e riscaldamento diretto per le batterie permette a questa vettura cinese di contenere le dispersioni di trasferimenti energetici fino all’89%, incrementando l’efficienza termica del 20%. Sfruttando, come detto, la batteria con chimica LFP da 60,58 kWh, il SUV Atto 3 può vantare un’autonomia di ben 420 km. Per passare dal 30 all’80% di ricarica con la corrente continua BYD dichiara che la vettura impiega solo 29 minuti. Optando per la corrente alternata troviamo invece il classico caricatore trifase AC a 11 kW, il quale richiede 5 ore e mezza per passare dallo 0 al 100% di ricarica.

Non si conoscono ancora i dettagli riguardanti gli allestimenti con cui Atto3 sarà commercializzata in Italia: tutti le informazioni a riguardo dovrebbero essere svelate al Salone di Parigi alla fine di ottobre. Alcune indiscrezioni anticipano però che l’obiettivo di BYD sarebbe quello di vendere questo SUV in un allestimento unico, praticamente full optional. In questa versione unica dovremmo trovare inclusi nel prezzo base la pompa di calore (per tenere le batterie alla temperatura più efficiente), il tetto in vetro panoramico e il display da 15,6″ rotante con aggiornamenti OTA e assistente vocale.

  • Design: lo stile è particolarmente curato nella sua pulizia e semplicità, sia all’esterno che all’interno.
  • Efficienza: grazie alla pompa di calore e alla particolare struttura delle Blade Battery, Atto3 può vantare una buona autonomia di circa 420 km.
  • Assetto: Atto3 è un SUV decisamente stabile ed equilibrato, con importanti ricadute positive sull’esperienza di guida.

Il listino di BYD Atto 3 relativo al nostro paese non è ancora stato comunicato, ma già si conosco i prezzi per i modelli destinati al mercato tedesco:

BYD Atto 3 elettrica Prezzo
BYD Atto 3 204 CV 38.000 €

 

Le 5 citycar che consumano meno 

Suzuki Ignis: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

Piccole e leggere, le citycar sono vetture pensate e sviluppate appositamente per rispondere alle necessità di chi l’auto la usa prevalentemente in città. Per questo motivo, puntano tutto su dimensioni contenute e su un’intelligente gestione degli spazi in terni. Ma per essere davvero efficaci come auto da città, le citycar devono saper garantire anche consumi molto contenuti. Per questo motivo, tutti i modelli di ultima generazione, al peso contenuto affiancano anche motori dalla cubatura molto bazza, in molti casi anche al di sotto di un litro, per garantire così percorrenze medie da record.

La nostra top 5

Abbiamo quindi raccolto i cinque modello sotto i 4 metri di lunghezza, capaci di assicurare i migliori consumi di carburante. Tutti e cinque i modelli sono spinti da propulsori a benzina, ma qualcuno di essi sfrutta anche la moderna tecnologia mild-hybrid per risparmiare ancora più carburante.

Fiat 500: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Fiat 500

Al primo posto della nostra classifica si posiziona la Fiat 500. La piccola di Torino deve il suo successo non soltanto al peso contenuto: l’ago della bilancia si ferma addirittura sotto la tonnellata, ma anche e soprattutto al propulsore di 1 litro con tecnologia mild-hybrid. Pur non muovendo mai la macchina in elettrico, il sistema è comunque in grado di assicurare medie di 4,6 l/100 km.

  • Motore: 1.0 70 CV
  • Consumo: 4,6 l/100 km

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Nuova Hyundai i10
Hyundai i10

Hyundai i10

Seconda piazza per la piccola Hyundai i10. La coreana è spunta da un piccolo tre cilindri da appena 67 CV che, però, sono chiamati a spingere una vettura dal peso al di sotto dei 1.000 kg. Questo, nonostante la presenza delle cinque porte e di un vano di carico piuttosto sfruttabile. La media si attesta così sui 4,8 l/100 km.

  • Motore: 1.0 MPI 67 CV
  • Consumo: 4,8 l/100 km

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Toyota Aygo X

Toyota Aygo X

Terza piazza con un risultato identico a quello della Hyundai per la Toyota Aygo X. Tra le citycar è quella con le dimensioni maggiori, arrivando ad una lunghezza di 3,70 metri. Ma nonostante questo i consumi restano molto contenuti. Apprezzabile, poi, il fatto che con l’ultima generazione sia migliorata molto anche la suite di dispositivi tecnologici a bordo.

  • Motore: 1.0 72 CV
  • Consumo: 4,8 l/100 km

Suzuki Ignis: prezzo, dimensioni e caratteristiche 30

Suzuki Ignis

Quarta piazza per un “unicum” nel panorama delle citycar. Stiamo parlando della Suzuki Ignis, che rappresenta l’unica alternativa a ruote alte attualmente a listino in questa categoria. Tra le varianti disponibili, infatti, spicca quella a trazione integrale. Ma la campionessa di consumi è la due ruote motrici, che grazie al motore ibrido assicura medie di 5 l/100 km.

  • Motore: 1.2 83 CV
  • Consumo: 5 l/100 km

Kia Picanto: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6

Kia Picanto

Chiude la nostra top 5, con la medesima media di consumo della Ignis, la Kia Picanto. Cugina della Hyundai i10, la Picanto offre tanto spazio a bordo nonostante una lunghezza di soli 3,60 metri, unita a tutta la praticità delle cinque porte. Il tre cilindri da 67 CV non è un fulmine, ma è poco assetato.

  • Motore: 1.0 67 CV
  • Consumo: 5 l/100 km

Le 5 compatte più economiche sul mercato

Skoda Scala G-Tec: eco friendly ed efficiente 1

Per molti anni il segmento delle due volumi compatte ha rappresentato una delle fette di mercato più solide e in forte crescita. Ma oggi, le vendite di questa tipologia di vetture sono in netto calo. Il motivo è da ricercare in diversi fattori: da una parte lo strapotere dei Suv, sempre più oggetto del desiderio da parte degli automobilisti, dall’altra un potere di acquisto della clientela che è progressivamente sceso. Se si considera che il prezzo medio di una due volumi compatta negli ultimi anni si è pericolosamente avvicinato ai 30.000 euro, si fa in fretta a capire il motivo di questo declino.

Per fortuna, però, è ancora possibile acquistare qualche vettura compatta ad un prezzo “umano”. Per questo motivo abbiamo messo insieme i cinque modelli più economici sul mercato. Si tratta di auto perfette per essere utilizzate in città e nel classico tragitto casa-lavoro, ma che grazie alle loro dimensioni nell’ordine dei 4,40 metri circa, si prestano facilmente anche ad essere utilizzate come auto da famiglia. Vediamo allora quali sono le cinque compatte più economiche sul mercato.

Skoda Scala

Skoda Scala

Al primo posto si posiziona la Skoda Scala, un modello forse non molto capito dalle nostre parti, ma che rappresenta davvero una delle vetture più pratiche oggi disponibili sul mercato. E con un prezzo di partenza di 22.650 euro, rappresenta la compatta più economica sul mercato. A questa cifra ci si porta a casa un’auto lunga 4,36 metri, con un’intelligente gestione degli spazi interni, spinta da un propulsore benzina di un litro da 95 CV.

  • Dimensioni: 4,36 metri
  • Potenza: 95 CV
  • Prezzo: 22.650 €

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Nuova Seat Leon, tutte le informazioni sulla compatta spagnola 16

Seat Leon

In seconda posizione si piazza un’altra vettura del Gruppo Volkswagen: la Seat Leon. La media spagnola strizza l’occhio ad una clientela giovane e dinamica grazie al look moderno e ai tanti contenuti digitali. Il listino si apre poco oltre i 24.000 euro per la variante alimentata dal 1.0 TSI da 95 CV di potenza. Buona inoltre la dinamica di guida: vista la connotazione sportiveggiante del modello, si guida con piacere soprattutto nei tratti di strada ricchi di curve.

  • Dimensioni: 4,37 metri
  • Potenza: 90 CV
  • Prezzo: 24.200 €

Citroen C4: prezzi, caratteristiche e scheda tecnica 4

Citroen C4

Piazza d’onore per la Citroen C4, un modello che, di fatto, rappresenta una via di mezzo tra una compatta, una berlina e un Suv. Pensata per muoversi anche lontano dall’asfalto (anche se con tutti i limiti rappresentati dalla sola trazione anteriore), ha un design fuori dagli schemi e assicura un comfort che solo i sedili XXL made in Citroen sanno garantire. Il prezzo di partenza è di poco inferiore ai 25.000 euro.

  • Dimensioni: 4.36 metri
  • Potenza: 131 CV
  • Prezzo: 24.850 €

Opel Astra: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

Opel Astra

Recentemente arrivata sul mercato, l’ultima generazione della Opel Astra, proietta il marchio tedesco verso il futuro. Non soltanto per il suo design avveniristico, ma anche e soprattutto per i tanti contenuti tecnici e tecnologici che fanno il loro esordio proprio sulla compatta del brand del Fulmine. Con poco meno di 25.000 euro ci si porta a casa l’allestimento di accesso alla gamma, con il motore 1.2 da 110 CV.

  • Dimensioni: 4,37 metri
  • Potenza: 110 CV
  • Prezzo: 24.900 €

Peugeot 308: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Peugeot 308

Chiude la nostra top 5 quella che potremmo definire come cugina della Opel Astra. Stiamo parlando della nuova Peugeot 308, che con la tedesca condivide piattaforma e motori. Con 25.000 euro tondi ci si mette in garage la variante spinta dal 1.2 turbo a benzina da 110 CV. Curatas nello stile, punta tutto sui contenuti tecnologici che negli interni si esprimono nell’ultima evoluzione dell’i-cockpit e in un sistema di infotainment veloce e semplice da utilizzare.

  • Dimensioni: 4,37 metri
  • Potenza: 110 CV
  • Prezzo: 25.000 €

 

BMW Serie M: ecco tutti i modelli più sportivi dell’Elica

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 3

La divisione M di BMW affonda le sue radici nel 1972 e rappresenta l’anima più sportiva della casa automobilistica tedesca BMW. Da allora, si è sempre dedicata allo sviluppo di modelli ad alte prestazioni su base BMW. Con il passare degli anni e col cambiamento dei gusti della clientela, alla gamma delle sportive di BMW si sono aggiunti modelli sempre diversi arrivando oggi ad includere anche station wagon e SUV. Ma non solo, con BMW XM, infatti la divisione sportiva M offrirà anche modelli ibridi seguendo questo concetto di elettrificazione che ormai coinvolge anche chi è sempre stato dedito a modelli ad alte prestazioni.

INDICE
M2
M3
M4
M5
M8
XM
Serie M su base BMW

L’attuale BMW M2 è pronta a lasciare spazio alla nuova generazione del modello. Questa sarà alimentata dal medesimo motore di M3 e di M4. Si tratterà cioè di un sei cilindri, e la sua potenza sarà inevitabilmente minore rispetto a quella delle sorelle maggiori. Si potrà scegliere se abbinarvi il cambio manuale a sei marce oppure quello automatico a otto marce ZF. La trazione, neanche a dirlo, è esclusivamente posteriore. La potenza si aggirerà intorno ai 450 CV.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 5

BMW M3 è offerta con un unico propulsore benzina da 3.0 litri a 6 cilindri declinato in due varianti di potenza: 480 CV e 550 Nm di coppia (M3) e 510 CV e 650 Nm (M3 Competition), disponibile anche con trazione integrale M xDrive. Quest’ultimo motore è l’unico disponibile per la versione station wagon M3 Touring, che può spingersi fino a 280 km/h grazie al M Driver’s Package. M3 scatta da 0 a 100 km/h in 4,2 secondi, dato che si riduce a 3,9 secondi per la versione da 510 CV e a 3,5 secondi per il modello xDrive.BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 4

L’M4 è anch’essa dotata del classico 3.0 litri sei cilindri in linea, un vero e proprio marchio di fabbrica dell’Elica riservato alle vetture più prestazionali. Il motore vanta 480 CV e 550 Nm di coppia nella versione base e 510 CV e 650 Nm nella variante Competition, la quale rende disponibile anche la trazione integrale xDrive, di serie per la variante cabrio. Le prestazioni parlano chiaro, la più prestante Competition M xDrive brucia lo “0-100” in soli 3,5 secondi, mentre la versione da 480 CV ferma il cronometro a 4,2 secondi.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 3

La versione più potente, infine, che spinge ancora più in là le prestazioni del 3.0 sei cilindri turbo è la M4 CSL. Sotto il cofano ospita un motore da 550 CV di potenza e 650 Nm di coppia, capace di completare l’accelerazione 0-100 km/h in soli 3,7 secondi e di toccare la velocità massima di 307 km/h.

BMW M5 punta sia alla sportività che all’eleganza. I 635 CV e l’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 3,0 secondi rendono la BMW M5 CS il modello più performante della gamma. La M5 Competition con M xDrive vanta invece una potenza massima di 625 CV e un assetto tarato per massimizzare le performance.

BMW Serie M: ecco tutti i modelli per il motorsport 2

Il modello M8 è disponibile in tre carrozzerie: coupé, cabrio e gran coupé. Le performance sono notevoli grazie al potente V8 con tecnologia M TwinPower Turbo, che può sviluppare fino a 625 CV e 750 Nm. A questo propulsore è abbinabile il cambio M Steptronic a 8 rapporti con Drivelogic e il sistema di trazione integrale M xDrive. La loro combinazione consente un’accelerazione da fermo a 100 km/h in soli 3,2 secondi per BMW M8 Competition Coupé e BMW M8 Competition Gran Coupé. La M8 Cabrio Competition può raggiungere i 305 km/h di velocità massima se dotata di M Driver’s Package.

XM è il primo modello sviluppato interamente dal reparto M, ed è anche il primo modello dotato di sistema ibrido plug-in M, con un propulsore che vanta ben 653 CV e proporzioni da SUV. Si tratta di un sistema composto da un 4.4 TwinPower Turbo da 489 CV e 650 Nm e da un motore elettrico da 197 CV e 280 Nm abbinati al cambio automatico otto marce M Steptronic. Scatta da 0 a 100 km/h in 4,3 secondi, nonostante la stazza, e può arrivare fino a 250 km/h di velocità massima. Quest’ultimo dato può essere aumentato di 20 km/h grazie al pacchetto M Driver’s.

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Quelle che vi abbiamo mostrato qui sopra sono le M “vere”. Ma la divisione Motorsport di BMW mette mano anche a modelli più “tranquilli” delle auto a listino producendo versioni come l’M135i o l’i4 M50. La prima è dotata di trazione integrale e può sviluppare fino a 306 CV: può raggiungere i 250 km/h e completare lo “0-100” in soli 4,8 secondi. La seconda è la prima M di derivazione BMW puramente elettrica: con due motori elettrici eroga 544 CV grazie alla modalità Sport Boost e scatta da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi.

 

Mercato auto settembre: le vendite continuano a salire

Acquisto auto usate: come controllare la storia di un veicolo

Il mercato dell’automobile conferma la ripresa fatta registrare ad agosto, dopo 13 mesi consecutivi di calo. A settembre sono state immatricolate 110.976 vetture nuove, il 5,4% in più rispetto alle 105.318 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Il secondo mese consecutivo di crescita, però, non è sufficiente a risollevare il bilancio annuale che resta negativo. Nei primi nove mesi dell’anno il totale delle automobili nuove immatricolate si attesta a 976.055 unità, ma rispetto allo stesso periodo del 2021 si registra una perdita di circa 190.000 vetture, pari a un calo del 16,3%.

Le vendite divise per alimentazione

Settembre ha fatto registrare un aumento di vendite di auto a benzina, che sono salite del 2,2%, portandosi al 27,2% di quota mercato (27,8% nel cumulato). Le vetture diesel confermano, più o meno, i dati del 2021 con il 19,3% (20,3% nei primi nove mesi dello scorso anno). Le auto a GPL costituiscono l’8,7% di quota mercato; mentre quelle a metano rischiano praticamente di scomparire con lo 0,6% (0,9% nei nove mesi).

Numeri negativi anche per le plug-in che confermano la seconda quota più bassa dal febbraio del 2021 (4% a settembre; 5% nel periodo gennaio-settembre); mentre le BEV si fermano al 4,5% (3,6% nel cumulato). Le ibride rappresentano il 35,7% del totale (33,8% a gennaio-settembre), con il 9,1% per le full hybrid e il 26,6% per le mild hybrid.

Il nodo incentivi

Dopo due mesi dall’approvazione, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM dello scorso 4 agosto, un passo necessario per sbloccare i fondi destinati agli incentivi per le auto a zero o bassissime emissioni anche da parte delle aziende di noleggio a lungo termine. Una misura che non è ritenuta sufficiente dal settore automotive.

Questo il commento di Michele Crisci, presidente Unrae, alle immatricolazioni di settembre. “La forte flessione della quota di auto plug-in scese al 4% (la seconda più bassa dell’anno) e l’appiattimento di quella delle elettriche pure al 4,5% (dimezzando quasi l’8% di settembre 2021), è un chiaro indice del definitivo esaurimento dell’effetto incentivi 2021 e del fatto che gli incentivi 2022 non siano ancora a pieno regime dopo 3-4 mesi dall’attivazione della piattaforma”.

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Toyota Aygo X

Le auto a benzina più vendute a settembre 2022

  • Toyota Aygo X: 2.282
  • Citroen C3: 2.091
  • Volkswagen T-Cross: 1.679
  • Volkswagen T-Roc: 1.216
  • Peugeot 208: 1.159
  • Hyundai i10: 1.098
  • Volkswagen Polo: 1.027
  • Opel Corsa: 973
  • Kia Picanto: 957
  • Cupra Formentor: 721

Fiat 500X: prezzi, dimensioni e caratteristiche 27

Le auto diesel più vendute a settembre 2022

  • Fiat 500X: 1.524
  • Mercedes GLA: 1.052
  • Volkswagen Tiguan: 842
  • Jeep Renegade: 813
  • Audi A3: 805
  • Dacia Duster: 754
  • Audi Q3: 745
  • Alfa Romeo Stelvio: 702
  • Peugeot 3008: 637
  • Skoda Octavia: 613

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto a GPL più vendute a settembre 2022

  • Dacia Sandero: 1.837
  • DR 4.0: 1.480
  • Renault Captur: 1.157
  • Dacia Duster: 777
  • Fiat Panda: 717
  • Dacia Jogger: 539
  • DR 6.0: 528
  • Lancia Ypsilon: 480
  • Renault Clio: 404
  • DR F35: 310

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Volkswagen Golf, nuovi motori in arrivo

Le auto a metano più vendute a settembre 2022

  • Volkswagen Golf: 95
  • Volkswagen Up!: 82
  • Skoda Kamiq: 77
  • Skoda Octavia: 75
  • Seat Arona: 66
  • Fiat Panda: 61
  • Seat Ibiza: 57
  • Seat Leon: 41
  • Volkswagen Polo: 28
  • Audi A3: 27

Fiat Panda Hybrid: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

Le auto ibride più vendute a settembre 2022

  • Fiat Panda: 6.888
  • Lancia Ypsilon: 3.218
  • Fiat 500: 2.783
  • Ford Puma: 2.368
  • Toyota Yaris Cross: 2.194
  • Toyota Yaris: 1.771
  • Nissan Qashqai: 1.523
  • Kia Sportage: 1.033
  • Hyundai Tucson: 963
  • Renault Clio: 894

Jeep Compass ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Le auto ibride plug-in più vendute a settembre 2022

  • Jeep Compass: 430
  • Volvo XC40: 366
  • Lynk & Co 01: 312
  • Mercedes GLA: 191
  • Jeep Renegade: 185
  • Audi Q3: 181
  • BMW X2: 168
  • Mercedes GLE: 166
  • Mercedes GLE Coupè: 119
  • Peugeot 3008: 118

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute a settembre 2022

  • Tesla Model Y: 968
  • Fiat 500: 470
  • Smart Fortwo: 308
  • Tesla Model 3: 238
  • Renault Twingo: 233
  • Opel Mokka: 209
  • Volkswagen ID.4: 201
  • Opel Corsa: 183
  • Volvo XC40: 183
  • Peugeot 208: 159

Le top 50 più vendute a settembre 2022

  • Fiat Panda: 8.102
  • Lancia Ypsilon: 3.703
  • Fiat 500: 3.378
  • Citroen C3: 2.655
  • Dacia Sandero: 2.476
  • Ford Puma: 2.448
  • Toyota Yaris: 2.413
  • Toyota Aygo X: 2.282
  • Renault Clio: 2.251
  • Renault Captur: 2.236
  • Toyota Yaris Cross: 2.194
  • Jeep Renegade: 1.822
  • Volkswagen T-Roc: 1.694
  • Fiat 500X: 1.685
  • Volkswagen T-Cross: 1.679
  • Peugeot 208: 1.654
  • Dacia Duster: 1.608
  • Nissan Qashqai: 1.523
  • DR 4.0: 1.509
  • Opel Corsa: 1.502
  • Mercedes GLA: 1.451
  • Audi A3: 1.387
  • Volkswagen Tiguan: 1.290
  • Hyundai i10: 1.192
  • Kia Sportage: 1.184
  • Cupra Formentor: 1.146
  • Fiat Tipo: 1.141
  • Hyundai Tucson: 1.107
  • Kia Picanto: 1.086
  • Jeep Compass: 1.083
  • Opel Mokka: 1.079
  • Audi Q3: 1.056
  • Volkswagen Polo: 1.055
  • Volkswagen Golf: 1.039
  • Peugeot 2008: 1.006
  • Tesla Model Y: 968
  • Citroen C3 Aircross: 935
  • Volvo XC40: 911
  • Ford Focus: 888
  • Ford Fiesta: 839
  • Mercedes Classe A: 801
  • Peugeot 3008: 795
  • Skoda Octavia: 793
  • Alfa Romeo Tonale: 767
  • Alfa Romeo Stelvio: 737
  • Audi Q5: 708
  • MINI: 707
  • Kia Stonic: 697
  • Skoda Kamiq: 694
  • Ford Kuga: 690

Constatazione amichevole: ecco come funziona

Constatazione amichevole: ecco come funziona

Anche se si guida con prudenza, non si è mai certi di non essere coinvolti in un incidente. A volte basta una piccola distrazione, ma la cosa più importante è mantenere la calma ed accertarsi delle condizioni delle altre persone e dei mezzi coinvolti nel sinistro. Dopodiché, ove possibile, si può procedere a compilare il modulo della constatazione amichevole. Scopriamo come.

INDICE
 Modulo constatazione amichevole
Entro quanto tempo occorre farla?
Occorrono testimoni?
 Compilazione constatazione amichevole
Le 17 opzioni del modulo di constatazione amichevole

Al fine di accelerare le pratiche per il risarcimento del danno, se i soggetti coinvolti nell’incidente sono d’accordo nell’attribuire la responsabilità dell’incidente, allora si può usare il modulo della constatazione amichevole. Il documento viene rilasciato dalle assicurazioni nel momento della stipula della RCA, ma è possibile anche scaricarlo da internet cercando “modulo CAI”.

Il modulo blu, detto anche CAI (constatazione amichevole di incidente) o CID  (convenzione indennizzo diretto) è un documento in cui i conducenti coinvolti nell’incidente descrivono la situazione e la dinamica del sinistro, ammettendo eventuali rispettive responsabilità.

Compilando il modulo CID si può semplificare ed accelerare la pratica per il risarcimento dei danni subiti inoltrando la richiesta alla propria compagnia di assicurazione invece che all’assicurazione del veicolo responsabile. È possibile però riempire il modulo solo se nell’incidente sono coinvolti due o più veicoli, ma uno stesso documento può essere usato al massimo per due vetture. Ciò significa che se i veicoli incidentati sono tre occorrono due moduli, se sono quattro occorrono tre moduli.

In ultimo, le compagnie assicurative consigliano di compilare il CAI anche qualora ci sia disaccordo fra i conducenti coinvolti nel sinistro. In questo caso, il documento può comunque valere ai fini della denuncia, fornendo un punto di vista importante perché descrive tempestivamente la dinamica dei fatti.

Esistono delle scadenze per compilare la constatazione amichevole, sia ai fini della denuncia del sinistro che della richiesta di risarcimento. In linea generale, il modulo andrebbe compilato subito dopo il sinistro. Se invece trascorre del tempo, è importante che non passino più di tre giorni lavorativi prima di denunciare il sinistro alla propria compagnia assicurativa. Se il documento riporta le firme di tutti i conducenti coinvolti nell’incidente, i tempi di attesa per ricevere il risarcimento dei danni si riducono notevolmente.

Sebbene il termine dei tre giorni sia da rispettare per poter denunciare il sinistro stradale, per la richiesta di indennizzo la scadenza si protrae fino a due anni dall’incidente. Se si consegna il CAI due anni dopo il sinistro non si ha diritto ad alcun risarcimento, a meno che il fatto non sia considerabile un reato a causa di lesioni colpose. In questo caso la prescrizione si attiva dopo i cinque anni.

Di conseguenza, anche se non si denuncia entro i tre giorni, è possibile ottenere l’indennizzo totale. La compagnia assicurativa può diminuirlo solo se riesce a dimostrare di aver subito perdite a causa della mancata o tardiva denuncia. È bene ricordarlo, sì, ma è in ogni caso più sicuro, anche per abbreviare i tempi dell’istruttoria, avvisare la propria assicurazione nel modo più tempestivo possibile.

Nell’eventualità in cui la descrizione della dinamica sia chiara e condivisa da tutti i conducenti coinvolti nel sinistro, e i danni siano minimi, è ragionevole fare uso della constatazione amichevole. Se però c’è disaccordo, i testimoni dell’incidente potrebbero giocare un ruolo determinante, se non essenziale. Possono infatti aiutare ad attribuire una maggiore o minore responsabilità a uno dei conducenti.

Per potersi avvalere del loro punto di vista, tuttavia, bisogna che i testimoni siano identificati immediatamente a seguito dell’incidente. Se questo non accade, in caso il danneggiato non sia soddisfatto dell’entità dell’indennizzo offerto dall’assicurazione, non si potrà ammettere alcuna prova testimoniale in favore di un eventuale causa.

Le voci da compilare nel modulo blu sono innumerevoli, ed è facile incappare in piccoli errori che possono però fare la differenza. Per comprendere come compilare la constatazione amichevole sarà sufficiente seguire con attenzione i passaggi che indicheremo di seguito.

Il modulo constatazione amichevole si presenta diviso in tre colonne, una blu a sinstra, una bianca al centro, ed un gialla sulla destra.

Modulo Constatazione amichevole

In alto, al punto 1, dovrà essere riportata la data e l’ora del sinistro, mentre al punto 2 dovrà essere indicato il luogo. In questo caso è fondamentale essere precisi e riportare il Comune, la Provincia, la via ed il numero civico più vicino possibile al luogo dell’incidente.

Il punto 3 è relativo alla presenza o meno di feriti a seguito del sinistro, mentre nel punto 4 dovranno essere indicati i danni materiali riportati da terze vetture se presenti. Infine al punto 5 dovranno essere riportati vanno riportati cognome, nome, indirizzo e numero di telefono delle persone che hanno assistito al sinistro, se ci sono state, evidenziando se si tratta o meno di passeggeri a bordo del veicolo A o B.

Come compilare constatazione amichevole di incidente

Successivamente si dovranno compilare le colonne presenti nel modulo.

  • Nel punto 6 andranno riportati i dati dell’assicurato, che dovranno essere recuperati dal certificato di assicurazione: cognome, nome, codice fiscale o partita IVA, indirizzo di residenza, Comune, provincia, via e numero civico, l CAP, Stato di residenza e un recapito telefonico o e-mail.
  • Al punto 7 si dovrà indicare la tipologia del veicolo coinvolto indicando marca, tipo, numero di targa o telaio e stato di immatricolazione,
  • mentre al punto 8 dovranno essere riportati i dati della compagnia di assicurazione: denominazione, numero di polizza, agenzia con denominazione e recapiti.
  • Al punto 9 dovranno essere indicati i dati del conducente del veicolo al momento del sinistro, inclusi il numero e il tipo di patente ed il periodo di validità,
  • mentre al punto 10 si dovrà indicare con una freccia il punto d’urto iniziale del veicolo.
  • Al punto 11 ogni conducente dovrà indicare i danni più evidenti che ha subito il proprio veicolo,
  • mentre al punto 12 si dovranno evidenziare le circostanze dell’incidente. In questo caso sono previste 17 opzioni a risposta chiusa che ciascun conducente può smarcare per descrivere l’attività svolta al momento dell’incidente, cancellando quelle non corrette.

Gli ultimi passaggi da compiere per compilare correttamente la constatazione amichevole di incidente sono quelli previsti ai punti 13, 14 e 15:

  • Al punto 13 è riportato uno spazio bianco dedicato al grafico dell’incidente al momento dell’urto. Sarà quindi richiesto un disegno con vetture stilizzate e frecce che consentirà di ricostruire il tracciato delle strade, la direzione di marcia di A e B, la posizione al momento dell’urto, i segnali stradali e i nomi delle strade.
  • Al punto 14 si potranno indicare le osservazioni, cioè delle note aggiuntive che ciascun conducente potrà inserire per corredare il modulo di ulteriori informazioni utili alla ricostruzione dell’accaduto,
  • mentre al punto 15 si dovranno riportare le firme dei soggetti coinvolti nel sinistro.

Grazie al CID, quindi, è possibile velocizzare le operazioni di risarcimento del danno. Nell’ipotesi in cui non ci fosse accordo tra le parti e vi fosse solo la firma di uno dei conducenti, il modulo di constatazione amichevole andrà comunque compilato e consegnato alla propria assicurazione per valere come denuncia di sinistro.

Come detto, al punto 12 del CAI è possibile indicare apponendo un segno su una o più delle 17 caselle presenti la causa o le cause dell’incidente. Fra queste 17 opzioni, che si riferiscono alle motivazioni più frequenti dei sinistri stradali, troviamo:

– incidente in fermata o in sosta;

– ripartiva dopo una sosta o apriva una portiera;

– stava parcheggiando;

– usciva da un parcheggio, da un luogo privato, da una strada vicinale;

– entrava in un parcheggio, in un luogo privato, in una strada vicinale;

– si immetteva in una piazza a senso rotatorio;

– circolava su una piazza a senso rotatorio;

– tamponava procedendo nello stesso senso e nella stessa fila;

– procedeva nello stesso senso ma in una fila diversa;

– cambiava fila;

– sorpassava;

– girava a destra;

– girava a sinistra;

– retrocedeva;

– invadeva la sede stradale riservata alla circolazione in senso inverso;

– proveniva da destra;

– non aveva osservato il segnale di precedenza o di semaforo rosso