Segnali stradali: le differenze tra divieto, pericolo, indicazione e obbligo

Segnali stradali: le differenze tra divieto, pericolo, indicazione e obbligo 1

Conoscere il significato dei segnali stradali è fondamentale non solo in occasione dell’esame per il conseguimento della patente, ma nella guida di tutti i giorni per affrontare in sicurezza la circolazione su strada.

INDICE
Segnali stradali: significato
Tipi di segnali stradali
Segnali stradali di indicazione
Segnali stradali di pericolo
Segnali stradali di obbligo
Segnali stradali di divieto

Il nostro Codice della Strada disciplina all’articolo 39 i segnali stradali ed il loro significato, stabilendo la forma, le dimensioni, i colori e le caratteristiche conformi alle norme del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo CdS.

I segnali stradali hanno forme differenti per i differenti significati. Quelli di forma triangolare indicano pericolo, mentre quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo), mentre i segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

Il nostro Codice della Strada prevede quattro differenti tipologie di segnali stradali:

  • Indicazione
  • Pericolo
  • Obbligo
  • Divieto

I segnali di indicazione sono dislocati sulle strade per fornire agli utenti tutte le informazioni necessarie per la corretta e sicura circolazione, nonché per l’individuazione di itinerari, località, servizi ed impianti stradali.

I segnali stradali di indicazione devono essere realizzati e collocati in modo da essere facilmente visibili e riconoscibili e periodicamente sono sottoposti a verifiche di valutazione della rispondenza alle esigenze del traffico e delle necessità degli utenti.

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Questi sono caratterizzati da una forma triangolare  e devono essere installati quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un guidatore che osservi le normali regole di prudenza.

Sono posizionati sul lato destro della carreggiata e qualora non sia possibile rispettare la distanza di posizionamento prevista dal Codice della Strada il segnale deve essere integrato con un pannello indicante la effettiva distanza dal pericolo.

Questi impongono agli automobilisti uno specifico comportamento da rispettare e sono facilmente riconoscibili perché sono di forma circolare. Si dividono in generici e specifici.

Quelli generici hanno fondo blu e simbolo bianco, mentre quelli specifici hanno fondo bianco, bordo rosso e simbolo nero.

L’ultima categoria presente in questo elenco è quella relativa ai segnali di divieto. Questi, di forma circolare, sono posti nel punto in cui inizia l’obbligo o il divieto, mentre la fine della prescrizione è generalmente indicata dallo stesso segnale munito dal pannello integrativo “fine”.

Il Codice della Strda stabilisce che i segnali di divieto, obbligo e precedenza debbano essere ripetuti dopo ogni intersezione, quando ci si trova su un percorso interessato da una prescrizione.

I cartelli di prescrizione devono avere uno spazio minimo di avvistamento di 250 metri su autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri su strade extraurbane secondarie e 80 metri sulle altre strade.

Cose da sapere

Chi stabilisce forma e significato dei segnali stradali?

Il nostro Codice della Strada disciplina all’articolo 39 i segnali stradali ed il loro significato, stabilendo la forma, le dimensioni, i colori e le caratteristiche conformi alle norme del regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo CdS.

Quanti sono i tipi di segnali stradali?

Il nostro Codice della Strada prevede quattro differenti tipologie di segnali stradali: indicazione, pericolo, obbligo e divieto.

Come sono fatti i segnali di pericolo?

I segnali di pericolo sono caratterizzati da una forma triangolare  e devono essere installati quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un guidatore che osservi le normali regole di prudenza. Sono posizionati sul lato destro della carreggiata e qualora non sia possibile rispettare la distanza di posizionamento prevista dal Codice della Strada il segnale deve essere integrato con un pannello indicante la effettiva distanza dal pericolo.

Come sono fatti i segnali d’obbligo?

I segnali di divieto impongono agli automobilisti uno specifico comportamento da rispettare e sono facilmente riconoscibili perché sono di forma circolare. Si dividono in generici e specifici. Quelli generici hanno fondo blu e simbolo bianco, mentre quelli specifici hanno fondo bianco, bordo rosso e simbolo nero.

Come sono fatti i segnali di divieto?

I segnali di divieto, di forma circolare, sono posti nel punto in cui inizia l’obbligo o il divieto, mentre la fine della prescrizione è generalmente indicata dallo stesso segnale munito dal pannello integrativo “fine”. I cartelli di prescrizione devono avere uno spazio minimo di avvistamento di 250 metri su autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri su strade extraurbane secondarie e 80 metri sulle altre strade.

Valutazione auto Eurotax: quanto vale il tuo usato?

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E’ un nome sconosciuto ai più, ma molto noto ai professionisti del settore. Stiamo parlando del listino Eurotax, lo strumento totalmente indipendente che consente la valutazione accurata delle vetture usate. Automobile.it mette a disposizione sul proprio sito uno strumento analogo e totalmente gratuito, ma scopriamo adesso come funzionano le quotazioni Eurotax.

INDICE
Cos’è il listino Eurotax
Valutazione auto Eurotax: come funziona?
Quotazioni Eurotax: quanto costano?
Eurotax blu e Eurotax giallo: qual è la differenza
Eurotax online, quali sono i vantaggi?
Le alternative ad Eurotax per la valutazione auto usata

L’ eurotax è un listino utilizzato da tutti gli operatori del settore per conoscere il reale valore di mercato di un’auto usata. Dato che la maggior parte delle compravendite di auto usate avviene tra privati e concessionari, conoscere le quotazioni eurotax si rivela fondamentale anche per i primi in fase di trattative.

Le quotazioni auto usate Eurotax si basano su indagini di mercato aggiornate in media ogni due mesi così da garantire una valutazione il più reale possibile. Le stime vengono raccolte a seguito di riunioni con i concessionari ufficiali, le Case e le associazioni dei concessionari così da raccogliere i dati delle singole realtà e si utilizzano come parametri i chilometri percorsi, all’anno di immatricolazione passando per gli optional presenti e i trend del mercato in tempo reale.

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Consultare le quotazioni Eurotax non è gratuito, ma è necessario corrispondere un importo prestabilito per ogni consultazione eseguita. Il costo del servizio è di 3 euro per le quotazioni standard, 4 euro per le quotazioni personalizzate su Motornet ed 1,50 euro per le quotazioni su cartaceo.

Analizzando i listini delle quotazioni Eurotax si notano due colori: giallo e blu. Il listino di colore blu indica la valutazione che avrebbe la vettura nel caso in cui il concessionario volesse acquistarla, mentre quello giallo indica la quotazione a cui il privato dovrebbe comprare dal concessionario la vettura. Naturalmente la valutazione sull’Eurotax giallo sarà maggiore perché comprende anche i costi di gestione, di manutenzione e un margine a favore del concessionario.

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Poter contare sulle quotazioni Eurotax online consente di avere a portata di mano delle stime costantemente aggiornate e non legate ai tempi di pubblicazione delle riviste cartacee. Certo, il costo rispetto a queste ultime è nettamente superiore, ma in caso di necessità si rivela utile sfruttare il portale dedicato per conoscere la quotazione Eurotax più fedele.

Come abbiamo detto, la consultazione della quotazione Eurotax online non è gratuita ma a pagamento. Tuttavia sul web sono presenti numerosi siti che consentono di consultare le valutazioni  in maniera completamente gratuita. Su automobile.it è possibile consultare gratuitamente il listino dell’usato sulla scorta delle quotazioni Eurotax aggiornate.

Cose da sapere

Cos’è il listino Eutotax?

L’ eurotax è un listino utilizzato da tutti gli operatori del settore per conoscere il reale valore di mercato di un’auto usata. Dato che la maggior parte delle compravendite di auto usate avviene tra privati e concessionari, conoscere le quotazioni eurotax si rivela fondamentale anche per i primi in fase di trattative.

Come funziona la valutazione Eurotax?

Le quotazioni auto usate Eurotax si basano su indagini di mercato aggiornate in media ogni due mesi così da garantire una valutazione il più reale possibile. Le stime vengono raccolte a seguito di riunioni con i concessionari ufficiali, le Case e le associazioni dei concessionari così da raccogliere i dati delle singole realtà e si utilizzano come parametri i chilometri percorsi, all’anno di immatricolazione passando per gli optional presenti e i trend del mercato in tempo reale.

Quanto costano le quotazioni Eurotax?

Consultare le quotazioni eurotax non è gratuito, ma è necessario corrispondere un importo prestabilito per ogni consultazione eseguita. Il costo del servizio è di 3 euro per le quotazioni standard, 4 euro per le quotazioni personalizzate su Motornet ed 1,50 euro per le quotazioni su cartaceo.

Qual è la differenza tra Eurotax blu e giallo?

Analizzando i listini delle quotazioni eurotax si notano due colori: giallo e blu. Il listino di colore blu indica la valutazione che avrebbe la vettura nel caso in cui il concessionario volesse acquistarla, mentre quello giallo indica la quotazione a cui il privato dovrebbe comprare dal concessionario la vettura.

Auto full hybrid: come funzionano e i migliori modelli sul mercato

Toyota CH-R elettrico

Le vetture dotate di motori ibridi sono sempre più diffuse nei listini dei vari costruttori, ma quando si parla di questa tecnologia se deve distinguere tra differenti tipologie di ibrido. Cerchiamo di capire meglio cosa significhi e come funzionino le auto full hybrid.

INDICE
Auto full hybrid: come funzionano
Differenza tra full hybrid e plug in
Mild hybrid vs full hybrid
Full hybrid 2021: le novità
Auto full hybrid 2020: i modelli più venduti
SUV full hybrid: i migliori modelli sul mercato

Il significato di full hybrid applicato al mondo delle auto indica tutte quelle vetture in grado di percorrere alcuni chilometri in modalità completamente elettrica senza la necessità di ricaricare le batterie tramite la presa elettrica. Sotto il cofano è presente sia il motore termico che quello elettrico ed a seconda delle condizioni di marcia possono intervenire singolarmente o entrambi. Se le batterie sono cariche la partenza avviene in modalità elettrica, mentre in accelerazione i due motori collaborano per aumentare prestazioni e efficienza; in rilascio o in frenata il dispositivo elettrico si trasforma in generatore ricaricando le batterie.

La differenza principale tra la tecnologia full hybrid e quella plug-in hybrid consiste nel fatto che le vetture dotate della prima ricaricano le batterie in fase di frenata o di rilascio e possono percorrere solamente pochi chilometri in modalità 100% elettrica, mentre le auto dotate di tecnologia plug-in possono percorrere in media una cinquantina di chilometri in modalità a zero emissioni e la ricarica delle batterie avviene mediante cavo collegato ad una presa di corrente.

Altra tecnologia disponibile sul mercato è quella delle vetture mild hybrid. Queste presentano come unità principale il motore termico, ma a suo supporto interviene anche una unità elettrica alimentata da una batteria che si rivela preziosa in fase di accelerazione (per migliorare lo spunto) ed in materia di emissioni.

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Full hybrid 2021: le novità[/sta_anchor]

Saranno molte le novità in arrivo sul mercato delle full hybrid nel corso del 2021:

  • Kia Niro
  • Honda Jazz
  • Renault Clio
  • Ford Kuga

Kia Niro: la Casa coreana si è messa in luce negli ultimi anni per una ampia varietà di motorizzazioni proposte  in listino. La Kia Niro si pone all’attenzione per un motore full hybrid da 141 CV in grado di regalare buon brio e consumi contenuti. I prezzi partono da 26.750 euro.

Honda Jazz: la piccola utilitaria della Casa giapponese è arrivata in versione completamente rivoluzionata nella sua ultima generazione ed oggi si mette in luce grazie ad un motore full hybrid da 1.5 litri e 97 CV. I prezzi partono da 22.500 euro.

Renault Clio: ormai presente da qualche anno nei listini, l’ultima generazione della Renault Clio è stata aggiornata di recente nella gamma motori con l’introduzione del 1.6 da 144 full hybrid. 21.950 euro è il prezzo di partenza.

Ford Kuga: la Casa dell’Ovale Blu sta puntando forte sull’elettrificazione della gamma e l’ultima generazione del SUV si caratterizza anche per una motorizzazione full hybrid in grado di assicurare una potenza complessiva di ben 190 CV. I prezzi partono da 31.300 euro.

Nonostante la pandemia abbia avuto un impatto sul mercato, le vendite delle auto full hybrid hanno fatto registrare percentuali positive lo scorso anno. Scopriamo i modelli di maggior successo.

  • Hyundai Ioniq
  • Hyundai Kona
  • Toyota Yaris
  • Toyota Corolla

Hyundai Ioniq: lo stile forse lascia un po’ a desiderare, ma non la tecnologia presente sotto il cofano dove trova spazio un 1.6 aspirato in grado di erogare 141 CV di potenza complessiva. I prezzi partono da 29.500 euro.

Hyundai Kona: basata sullo stessa motorizzazione della Ioniq, la Hyundai Kona si differenzia per una carrozzeria da SUV che le dona un’anima molto aggressiva. I prezzi per la full hybrid partono da 27.150 euro.

Toyota Yaris: il successo del mercato le ha consentito di conquistare il titolo di auto dell’anno. Sotto il cofano trova spazio un motore full hybrid da 1.5 litri e 116 CV che ne esalta la sportività. Si parte da 22.000 euro.

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Toyota Corolla: berlina di segmento C dalle linee fluide, la Toyota Corolla incarna alla perfezione lo spirito di macinatrice di chilometri grazie ad una unità full hybrid con potenze fino a 184 CV. I prezzi partono da 31.900 euro.

Sono soprattutto i SUV a beneficiare della tecnologia full hybrid che consente di mantenere sotto controllo consumi ed emissioni. Vediamo i modelli più interessanti:

  • Lexus UX
  • Subaru Forester
  • Toyota CH-R

Lexus UX: SUV di fascia alta dedicato a chi non vuole cedere alla tentazione della “solita” tedesca, il Lexus UX si caratterizza per uno stile d’impatto e per un motore full hybrid da 2.0 litri e 184 CV di potenza. I prezzi partono da 37.900 euro.

Subaru Forester: nome storico nel panorama automobilistico, la Subaru Forester è un SUV adatto anche al fuoristrada più impegnativo. Sotto il cofano è presente un 2.0 litri da 140 CV. I prezzi partono da 35.500 euro.

Toyota CH-R: vera e propria istituzione tra i SUV cittadini, il Toyota CH-R si è rivelato un successo per la Casa giapponese grazie al suo stile moderno che fonde perfettamente la carrozzeria a ruote alte con quella di una coupé. Il motore da 1.8 litri sviluppa fino a 184 CV di potenza. I prezzi partono da 30.500 euro.

Cose da sapere

Come funzionano le auto full hybrid?

Le auto full hybrid sono tutte quelle vetture in grado di percorrere alcuni chilometri in modalità completamente elettrica senza la necessità di ricaricare le batterie tramite la presa elettrica. Sotto il cofano è presente sia il motore termico che quello elettrico ed a seconda delle condizioni di marcia possono intervenire singolarmente o entrambi. Se le batterie sono cariche la partenza avviene in modalità elettrica, mentre in accelerazione i due motori collaborano per aumentare prestazioni e efficienza, mentre in rilascio o in frenata il dispositivo elettrico si trasforma in generatore ricaricando le batterie.

Quali sono le novità full hybrid per il 2021?

Saranno molte le novità in arrivo sul mercato delle full hybrid nel corso del 2021. Tra i modelli da tenere d’occhio ricordiamo la Kia Niro (da 26.750 euro), la Honda Jazz (da 22.500 euro), la Renault Clio (da 21.950 euro) e la  Ford Kuga (da da 31.300 euro).

Quali sono state le migliori auto full hybrid 2020?

I modelli di auto full hybrid di maggior successo nel 2020 sono state  la Hyundai Ioniq (da 29.500 euro),  la Hyundai Kona (da 27.150 euro), la Toyota Yaris (da 22.000 euro) e la Toyota Corolla (da 31.900).

Quali sono i migliori SUV full hybrid sul mercato?

Sono soprattutto i SUV a beneficiare della tecnologia full hybrid che consente di mantenere sotto controllo consumi ed emissioni. Vediamo i modelli più interessanti: Lexus UX (da 37.900 euro), Subaru Forester (da 35.500 euro) e Toyota CH-R (da 30.500 euro).

Avaria airbag: ecco cosa fare quando si accende la spia dell’airbag

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Ormai tutte le vetture sono dotate di dispositivi di sicurezza utili a tutelare l’incolumità dei passeggeri in caso di incidente. L’airbag è uno dei più importanti, ma può capitare in alcune occasioni di rilevare la spia airbag accesa. Scopriamo come procedere.

INDICE
 Spia airbag accesa: le possibili cause
 Spia airbag passeggero
 Spia airbag accesa: cosa fare in autonomia
  Avaria airbag: come comportarsi
 Acquistare una resistenza per spegnere spia airbag: a cosa serve?

Qualora la spia dell’airbag rimanga accesa e fissa è il momento di recarsi presso una officina per verificare la causa del malfunzionamento. È possibile che questa resti accesa anche a seguito di un precedente tamponamento lieve, ma è sempre bene far effettuare una diagnosi da uno specialista per verificare la causa dell’accensione e ripristinare l’airbag. Tra le ulteriori cause dell’accensione spia airbag è possibile che vi sia anche un malfunzionamento delle cinture di sicurezza.

Qualora la vostra vettura sia dotata anche di airbag passeggero è possibile disattivare questo dispositivo qualora sia necessario posizionare sul sedile al fianco del guidatore un seggiolone per bambini. In questo caso la spia airbag accesa fissa andrà ad indicare che il dispositivo è stato spento, mentre in caso di nuova attivazione l’indicazione sul cruscotto non sarà presente.

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Nel caso in cui vi troviate in marcia e non abbiate la possibilità di recarvi presso una officina per far spegnere la spia dell’airbag è possibile effettuare questa operazione in maniera autonoma. Per sapere come resettare la spia dell’airbag sarà sufficiente girare la chiave nel quadro senza mettere in moto l’auto e lasciare il quadro acceso per 7 secondi. Trascorso questo lasso di tempo si dovrà portare nuovamente la chiave in posizione off e ripetere la medesima operazione altre tre volte. Se al termine della procedura la spia dell’airbag dovesse restare accesa è opportuno recarsi quanto prima presso una officina per far analizzare il guasto.

Qualora la spia airbag sia accesa è sempre bene procedere con cautela quando si è alla guida. Non avendo la certezza che il dispositivo di sicurezza sia in funzione è opportuno condurre il proprio veicolo con ancora più attenzione per evitare di incorrere in un incidente e rischiare seri traumi.

Il consiglio, in ogni caso, è sempre quello di portare la propria auto quanto prima presso un’officina per effettuare una analisi approfondita del guasto e procedere alla riparazione del dispositivo.

Nell’ipotesi in cui si siano montate componenti aftermarket, come il volante o i sedili, è possibile riscontrare la spia airbag accesa. Per ovviare a questo inconveniente sarà sufficiente acquistare delle resistenze da 2.2 Ohm che consentiranno di spegnere l’indicazione sul cruscotto. Per evitare l’insorgere di questo problema il nostro consiglio è quello di acquistare sempre delle componenti originali.

Cose da sapere

Quali sono le possibili cause della spia airbag accesa?

È possibile che la spia airbag resti accesa anche a seguito di un precedente tamponamento lieve, ma è sempre bene far effettuare una diagnosi da uno specialista per verificare la causa dell’accensione e ripristinare l’airbag. Tra le ulteriori cause dell’accensione spia airbag è possibile che vi sia anche un malfunzionamento delle cinture di sicurezza.

Cosa si può fare in autonomia se la spia airbag rimane accesa?

È possibile provare a resettare la spia airbag: sarà sufficiente girare la chiave nel quadro senza mettere in moto l’auto e lasciare il quadro acceso per 7 secondi. Trascorso questo lasso di tempo si dovrà portare nuovamente la chiave in posizione off e ripetere la medesima operazione altre tre volte. Se al termine della procedura la spia dell’airbag dovesse restare accesa è opportuno recarsi quanto prima presso una officina per far analizzare il guasto.

Come comportarsi in caso di avaria airbag?

Qualora la spia airbag sia accesa è sempre bene procedere con cautela quando si è alla guida. Non avendo la certezza che il dispositivo di sicurezza sia in funzione è opportuno condurre il proprio veicolo con ancora più attenzione per evitare di incorrere in un incidente e rischiare seri traumi.

Acquistare una resistenza per spegnere spia airbag: a cosa serve?

Nell’ipotesi in cui si siano montate componenti aftermarket, come il volante o i sedili, è possibile riscontrare la spia airbag accesa. Per ovviare a questo inconveniente sarà sufficiente acquistare delle resistenze da 2.2 Ohm che consentiranno di spegnere l’indicazione sul cruscotto.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio

Fiat 500L: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Continua anche a febbraio, sulla scia degli ultimi mesi, la tendenza decrescente di immatricolazioni auto rispetto al 2020, dettata principalmente dalla crisi Covid19.

Nel nostro report in pdf gratuito puoi trovare tutti i dati sull’andamento del mercato automobilistico nel mese di febbraio.

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

Come possiamo notare dal grafico sottostante, lo scorso mese abbiamo registrato, rispetto a febbraio 2020 (quando ancora non vi era l’emergenza sanitaria in Italia), un calo del 12,3%, leggermente meno marcato rispetto a quanto successo a Gennaio, quando il calo era stato del 13,8% (e rispetto a dicembre 2020, in cui era stato pari a -14,9%).

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza)
Confrontando i dati finora registrati per il 2021 con quelli del 2020 si evince come quest’anno le immatricolazioni del nuovo fino al mese di Febbraio siano state pari a circa 277mila unità, mentre lo scorso anno erano già state immatricolate 319mila vetture, con un calo complessivo nei primi due mesi 2021 del 13,1%.

Bisogna però tenere in considerazione come questo calo  fosse facilmente preventivabile, dal momento che nei primi due mesi del  2020 non era ancora scattata l’emergenza sanitaria.

La crisi economica scaturita dall’emergenza Covid-19 non ha risparmiato neppure il mercato dell’usato.

La drastica flessione del 23,5% registrata a gennaio 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, risulta essere decisamente più contenuta nel mese di febbraio, con un -10%, che ha portato quindi ad un allineamento di questa contrazione con quella registrata nello stesso mese per il mercato del nuovo.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 1

Considerando quindi questi primi due mesi del 2021, possiamo contare circa  562mila passaggi di proprietà effettuato, rispetto ai 675mila effettuati nello stesso periodo del 2020, con un calo pertanto del 16,7%.

Anche il mercato dell’usato con l’anno nuovo registra dunque volumi in calo rispetto al 2020.

Un dato interessante da prendere in considerazione è il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, mentre in questi primi due mesi del 2021 il rapporto usato/nuovo si attesta a 2,03.

Questo dato conferma che il mercato dell’usato sta soffreddo leggermente di più (le vendite sono in calo del 16,7% nel primo bimestre), nonostante sia visibile una buona ripresa nell’ultimo mese: in media infatti il numero complessivo dei passaggi di proprietà auto usate a febbraio è 212 per ogni 100 autovetture nuove, quindi in crescita rispetto a gennaio in cui questo rapporto era pari a 1,93.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 2

Nel mese di febbraio 2021 il volume globale delle vendite (446mila autovetture) ha dunque interessato per il 32% auto nuove e per il 68% auto usate, mentre a gennaio le auto nuove avevano raggiunto il 34% del market share.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 3

Questo grafico mostra l’andamento del mercato delle auto nuove dei principali 10 Brand automobilistici nel mese di febbraio 2021. I valori restano invariati per quasi tutti i brand rispetto a gennaio 2021, ad eccezione di:

  • BMW: -5%
  •  Audi: -5%

A livello di trend dei singoli marchi è evidente come vi siano alcuni brand molto più in sofferenza di altri:

  • Renault: -33,46%
  • Volkswagen: -32,35%
  • Fiat: -18%
  • Ford: -10%

Al contrario si conferma invece il trend positivo di Toyota (+5%), seppur meno marcato rispetto al gennaio in cui aveva registrato un +20% circa rispetto allo stesso mese del 2020.

Facendo invece un confronto tra l’andamento del mercato rispetto a gennaio 2021, registriamo una ripresa del mercato del +6,7%.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 4

A livello di brand bisogna evidenziare un calo abbastanza importante delle vendite per quanto riguarda Mercedes, che perde il -17% rispetto allo scorso mese.
Crescita importante invece per:

  • Opel: +26%
  • Peugeot: +16%
  • Citroen: +16%

Non figurano tra i Top10 ma sono interessanti da segnalare:

  • Tesla: negli ultimi tre mesi sono state registrate 923 immatricolazioni a dicembre 2020, 56 a gennaio e 281 a febbraio. A dicembre però
    erano state anticipate una serie di immatricolazioni per aiutare il brand a raggiungere un traguardo ambizioso.
  • I brand Suzuki e Smart che presentano una crescita rispetto al mese precedente di più del 30%, sicuramente favorite dalla
    gamma di vetture ibride e elettriche che assumono sempre più quota di mercato.

Per quanto riguarda le immatricolazioni per alimentazione, continua ad assumere sempre più importanza l’immatricolato di autovetture elettriche e ibride che, nonostante l’impatto a fine anno di una nuova ondata di crisi, ha continuato ad aumentare la sua quota parte nella vendita di auto nuove, grazie anche alla spinta data dagli incentivi.

A febbraio infatti le immatricolazioni di auto ad alimentazione alternativa registrano rispetto allo scorso anno un aumento del 157% per quanto riguarda l’ibrido e +37% per l’elettrico.

Si conferma quindi l’interesse del consumatore volto sempre più verso tecnologie a basse emissioni, evidente anche dal drastico calo delle quote di mercato detenute dai motori tradizionali.
Pressochè stabile invece il market share detenuto da metano e GPL rispetto a febbraio 2020.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 5

Il grafico sopra mostra l’andamento dei passaggi di proprietà avvenuti a febbraio 2021 rispetto allo scorso anno. Possiamo notare come a livello generale abbiamo un calo di quasi il 25%, evidente anche nel trend dei Top10
brand.

Mercato Auto 2021: i dati di Febbraio (Bozza) 6

Appare praticamente immutata la quota di mercato detenuta dai principali brand: quasi ¼ dei passaggi riguarda il brand Fiat che, se considerato a livello di Gruppo FCA, raggiunge il 31% del market share.
Seguono Ford e Volkswagen, mentre il 5% del market share è occupato da un brand premium: Mercedes. Dal mese prossimo vedremo anche i raggruppamenti di brand per Stellantis.

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Nuova Seat Leon 2021: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Nuova Seat Leon: esterni

La Seat Leon arriva alla quarta generazione. Vettura fondamentale per la Casa spagnola, come dimostrano gli oltre 2 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo in 21 anni di onorata carriera, condivide molto dell’ultima  Volkswagen Golf. Stesso pianale, stesse motorizzazioni e stesse tecnologie. Il tutto però, condito da un’aspetto più giovanile e sportivo e una dinamica di guida più votata al piacere tra le curve.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Seat Leon:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 380 / 1.301 litri
 Alimentazioni Benzina / Diesel /Ibrida
 Classe Euro 6 D
 Cv/kW (da) 90/66
 Prezzo (da) 22.700 €
INDICE
Novità 2024
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motorizzazioni
 Consumi
 Configuratore
Perché comprarla
 Prezzo

Arriva il Model Year 2024 della Seat Leon. La media del costruttore spagnolo si aggiorna però in punta di matita, mentre a cambiare davvero sono i contenuti tecnici e tecnologici. La gamma motori si apre con il 1.5 TSI da 115 CV, disponibile anche mild-hybrid sempre da 115 CV oppure 150 CV, ma in questo caso solo con cambio DSG a 7 rapporti. Tutto nuovo poi il propulsore plug-in da 204 CV e batteria da 19,7 kWh che permette di percorrere fino a 100 km in elettrico. Non manca poi all’appello il diesel: un 2 litri da 150 CV.

Nuova Seat Leon 2021: prezzo, dimensioni e caratteristicheMigliora anche la tecnologia presente a bordo, che si esprime nella presenza di un nuovo quadro strumenti digitale con diagonale di 10,25 pollici e su un rinnovato sistema di infotainment controllabile attraverso uno schermo touch con diagonale che può arrivare fino a 12,9 pollici.

La Seat Leon si inserisce perfettamente nel panorama delle berline di segmento C grazie alla sua lunghezza pari a 4 metri e 37 centimetri, mentre il passo di 269 cm, unito alla larghezza di 1 metro e ottanta ed all’altezza di 1 metro e 46, regala un abitacolo decisamente confortevole anche per 5 passeggeri.

Dimensioni
 Lunghezza 4.370 mm
 Larghezza 1.800 mm
 Altezza 1.460 mm
 Passo 2.690 mm

Il look della nuova Seat Leon è in linea con il recente linguaggio stilistico intrapreso dalla Casa spagnola. Il frontale offre un muso molto pronunciato dove spiccano i fari full LED dall’aspetto aggressivo, mentre la fiancata è particolarmente pulita e resa affilata da delle nervature che creano un bel gioco di contrasti sulle lamiere conferendo alla Leon grande dinamismo. Il posteriore balza all’occhio per la striscia che congiunge i due gruppi ottici e per il nuovo font utilizzato per il logo Leon.

Salendo a bordo si nota un ambiente semplice e moderno. La Seat Leon 2020 ha quasi del tutto abbandonato i tasti fisici all’interno. Le varie funzioni sono attivabili tramite lo schermo touchscreen al centro della plancia, da 8 o 10 pollici (in base all’allestimento). La Seat Leon, da oggi, è anche una vettura sempre connessa. È dotata infatti di una eSIM si potranno scaricare aggiornamenti, avremo un hotspot per i passeggeri e la gestione di alcune funzioni da remoto, attraverso lo smartphone e l’app Seat Connect.

Sul fronte infotainment prevista la compatibilità con Android Auto e Apple CarPlay (questo pure wireless). Anche la strumentazione diventa digitale. È riprodotta in un monitor da 10,25 pollici con una grafica completamente rinnovata.

Decisamente invitante la gamma motori disponibile per la Seat Leon. La berlina spagnola è disponibile con propulsori benzina, diesel ed ibridi in grado di soddisfare ogni esigenza e figli della più recente tecnologia Volkswagen. I motori a benzina sono il 1.0 3 cilindri da 90 CV e 110 CV, il 1.5 4 cilindri declinato in due potenze, 130 CV o 150 CV ed il 2.0 4 cilindri da 190 C, mentre una sola è la motorizzazione diesel, il 2.0 litri 4 cilindri disponibile nella versione da 115 o 150 CV. La versione 1.5 benzina da 150 CV è disponibile anche con tecnologia mild-hybrid.A queste unità si sommano i due nuovi motori rappresentati dal 1.0 eTSI da 110 CV e il 1.4 e-Hybrid da 204 CV.

seat leon usate
seat leon usate

Interessanti i valori dichiarati dalla Casa spagnola relativamente ai consumi della Seat Leon. Le versioni benzina dotate del 1.0 da 90 CV promettono percorrenze nell’ordine dei 21,7 Km/l, mentre il valore scende a 20,4 Km/l per il 1.5 da 150 CV. Il diesel si rivela un motore parco grazie al dato di 29,4 Km/l per la versione da 115 CV, mentre l’ibrido da 150 CV è altrettanto interessante con una media di 27 Km/l. La nuova 1.0 eTSI dichiara percorrenze di circa 17 km/l, mentre la plug-in dichiara circa 80 km/l con la batteria carica.

Sono quattro gli allestimenti disponibili per la Seat Leon:

  • Style: la versione di partenza offre di serie Bluetooth con funzione streaming audio e telefono, Climatronic, Cruise control, DAB, SEAT Connect, Cerchi in lega Urban da 16″, Fari anteriori e posteriori EcoLED, Specchietti retrovisori esterni regolabili elettricamente, Specchietti retrovisori esterni riscaldabili, Illuminazione interna LED, Pomello del cambio in pelle, Regolazione lombare del sedile conducente, SEAT Virtual Cockpit, Volante multifunzione in pelle, Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, Display touch 8,25″ a colori.
  • Business: in questo allestimento troviamo di serie Seat Full Link Wireless, Sensori di parcheggio posteriori, SEAT Full LED con regolazione automatica della profondità e welcome light, SEAT Virtual Cockpit, Convenience Pack, Safe & Driving Pack M, Sistema di Navigazione Plus.
  • Xcellence: salendo di livello sono offerti di serie 2 USB posteriori, Climatronic tri-zona con sistema Air-care, Caricatore wireless per smartphone, Cerchi in lega “Dynamic” da 17″, Griglia anteriore cromata, Fari fendinebbia a LED con luci per funzione cornering, Vetri posteriori oscurati, Pacchetto cromature esterne, Battitacco illuminati, Bracciolo centrale anteriore e posteriore, Sedili anteriori sportivi in tessuto e similpelle. Seat Drive Profile,
  • FR: l’allestimento sportivo della gamma offre di serie, Calotte specchietti retrovisori esterni Grigio Cosmo, Cerchi in lega “Dynamic” da 17″, Paraurti sportivi, Cielo abitacolo in tessuto nero, Sedili anteriori sportivi in tessuto e similpelle, Display touch 10″ a colori.

  • Design: la nuova Seat Leon punta su uno stile giovane e dinamico, ponendo molta attenzione allo stile e alla qualità.
  • Dinamica: il piacere di guida è uno degli elementi cardine intorno ai quali è stata sviluppata la nuova Leon.
  • Motori: molto ampia l’offerta di motorizzazioni, soprattutto elettrificate. A listino anche una plug-in da 204 CV.

Di seguito ecco il listino prezzi della Seat Leon aggiornato a maggio 2024:

Seat Leon benzina Prezzo
Leon 1.0 TSI 90 CV Style 22.700 €
Leon 1.0 TSI 110 CV Style 23.300 €
Leon 1.5 TSI  130 CV Style 23.950 €

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Seat Leon diesel Prezzo
Leon 2.0 TDI 115 CV Style 25.800 €
Leon 2.0 TDI  150 CV Style 28.450 €

seat leon usate
seat leon usate

Seat Leon ibrida Prezzo
Leon 1.0 eTSI 110CV DSG Style 25.650 €
Leon 1.5 eTSI 150CV DSG FR 29.300 €
Leon 1.4 e-Hybrid 204 CV DSG Xcellence 35.400 €
Seat Leon metano Prezzo
Leon 1.5 TGI 130CV DSG Style 27.300 €

SUV a metano: ecco i modelli migliori, quelli più economici ed i prezzi

Skoda Kamiq

La sempre maggiore espansione di modelli alimentati da powertrain ibridi ha portato alla progressiva uscita dai listini di moltissimi modelli alimentati a metano. Anche nel segmento dei Suv, quello indiscutibilmente più ricco e competitivo del mercato, oggi le proposte a metano sono molto limitate. A farla da padrona tra i modelli a metano a “ruote alte” continua a farla il Gruppo Volkswagen con i brand Seat e Skoda, tra i quali si inserisce soltanto la piccola Fiat Panda.

INDICE
 SUV a metano 2021
 SUV GPL o metano?

Come dicevamo i Suv disponibili a metano oggi disponibili sul mercato non sono molti. Tre nello specifico: Seat Arona, Skoda Kamiq e Fiat Panda Cross. Vediamoli nel dettaglio.

Seat Arona

Come da tradizione, il Gruppo Volkswagen continua a puntare in maniera decisa sul metano. Tra i modelli disponibili troviamo la Seat Arona, un Suv compatto, che con una lunghezza di 4,13 metri si dimostra perfetto anche per l’utilizzo urbano, senza naturalmente trascurare le necessità di spostamento più lunghe, alle quali la Arona risponde con un’ottima abitabilità interna, che si traduce in spazio a sufficienza anche per chi viaggia dietro e un bagagliaio con una capacità minima di 282 litri.

La Seat Arona TGI rinuncia a qualche litro di capacità del bagagliaio per fare spazio al nuovo powertrain a metano. Il serbatoio del metano, infatti, ha una capacità di 13,8 kg, mentre quello della benzina si ferma a 9 litri. Questo perché Arona TGI è omologata come modello monovalente, che assicura percorrenze medie di 500 km con un pieno. Il motore, invece, è un 1.0 a tre cilindri da 90 CV e 160 Nm di coppia, abbinato al solo cambio manuale a sei marce. Grazie a questi numeri, la Seat Arona TGI è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 13,2 secondi e di raggiungere una velocità massima di 178 km/h. Quattro gli allestimenti disponibili: Reference, Style, Xcellence ed FR con prezzi a partire da 19.900 euro.

Skoda Kamiq

Altro modello a metano appartenente al Gruppo Volkswagen è la Skoda Kamiq. Il Suv compatto del costruttore boemo condivide piattaforma e propulsore con la spagnola Seat Arona. La lunghezza, in realtà, è leggermente maggiore per la Skoda, che raggiunge i 4,24 metri, a tutto vantaggio dello spazio interno che sulla Kamiq è gestito in maniera più efficace per quanto riguarda i passeggeri. Il vano di carico, invece , ha circa la stessa volumetria della spagnola: 278 litri in configurazione standard che diventano 1.278 litri abbattendo gli schienali della seconda fila di sedili.

COme dicevamo, lo schema tecnico e meccanico è il medesimo della Seat. Anche la Skoda Kamiq, quindi, è alimentata da un propulsore a tre cilindri da un litro con una potenza massima di 90 CV per una coppia di 160 Nm avvinato unicamente al cambio manuale a sei rapporti. Anche in questo caso il serbatoio della benzina ha una capacità di 9 litri mentre i serbatoi del metano arrivano ad un totale di 13,8 kg per un’autonomia complessiva di circa 500 km. Anche in questo caso gli allestimenti disponibili sono quattro: Ambition, Style, ScoutLine e Montecarlo con prezzi a partire da 23.590 euro.

Fiat Panda Cross

Con l’ultimo model year, la gamma della piccola Fiat Panda si amplia con l’ingresso a listino di diverse nuove versioni tra le quali spicca anche la Cross a Metano che rappresenta il modello “a ruote alte” a metano più piccolo sul mercato. La lunghezza, infatti è di 3,65 metri, ma l’ottima razionalizzazione degli spazi interni tipica della Panda rende il modello molto sfruttabile. Con i suoi 200 litri, infatti, la capacità del bagagliaio resta quasi la stessa delle versioni a benzina a listino.

Il motore della Fiat Panda a Metano è il ben noto 0.9 TwinAir con una potenza massima di 70 CV per una coppia di 145 Nm, abbinato a un cambio manuale a 5 marce. La capacità del serbatoio di metano, invece, è di 12 chilogrammi. Il prezzo della Panda Cross è di 19.450 euro.

Una delle domande che si pone spesso un possibile acquirente è: “meglio un SUV a gpl o metano? è meglio l’alimentazione a GPL o quella a metano? quali sono le differenze?”.  Se si sceglie di acquistare un SUV a GPL, l’offerta è decisamente più ampia e tra i modelli più interessanti a listino troviamo la Dacia Duster e la Kia Sportage.

Dacia Duster GPL

La vettura del marchio rumeno di proprietà di Renault è diventata un vero e proprio best seller sul mercato italiano grazie ad un ottimo rapporto qualità prezzo. Le dimensioni della Dacia Duster sono importanti ma allo stesso tempo adeguate alla guida nel traffico cittadino. La lunghezza, infatti, è di quattro metri e trentaquattro centimetri, mentre l’abitabilità interna è garantita per cinque persone dal passo di 2,67 metri. Ottima anche la capacità di carico, che in configurazione standard è di 445 litri.

L’unico propulsore disponibile a GPL è il 1.0 TCe da 100 CV. Un’unità piccola, ma in grado di assicurare prestazioni più che all’alezza al Suv rumeno che, con l’ultimo aggiornamento, ha anche visto crescere notevolmente il suo livello di qualità. I prezzi partono da 15.000 euro.

Kia Sportage

Per chi cerca un modello dallo stile più ricercato e sportiveggiante, una valida alternativa a GPL potrebbe essere rappresentata dalla Kia Sportage. Il Suv medio del costruttore coreano ha una lunghezza di 4,49 metri e può fare affidamento su un vano di carico dalla capacità che va da 490 litri fino a 1.480 litri.

A spingere la Sportage GPL ci pensa un propulsore di 1,6 litri di cilindrata con una potenza massima di 126 CV e 145 Nm di coppia. NOn proprio un fulmine in termini di prestazioni, ma comunque in grado di assicurare ottime percorrenze medie. I prezzi partono da 27.000 euro.