Nuovo codice della strada: ecco tutto quello che c’è da sapere

Nuovo codice della strada 2021

Il nuovo Codice della Strada è sempre più vicino. Il disegno di legge che apporta le ultime modifiche è stato appena approvato alla Camera e ora sarà discusso al Senato. Se anche la seconda camera del Parlamento darà l’ok, il nuovo testo sarà pronto a entrare in vigore.

In attesa di eventuali modifiche, si ha già un’idea di quelli che saranno gli aggiornamenti più di sostanza. Riguardano la guida in stato di ebrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, nuove regole su autovelox e limiti di velocità o sanzioni più severe per chi usa il telefonino mentre guida. Ma c’è molto di più.

Alcol, droghe e limiti di velocità

Partiamo proprio da alcol e droghe. Il nuovo CdS introduce il divieto assoluto di assumere alcolici per 2 o 3 anni (dipende dal reato commesso) per tutti coloro che sono stati già condannati per reati di questo tipo. Inoltre, si introduce l’obbligo di installare il sistema alcolock collegato al motore che impedisce l’accensione se il test alcolemico è positivo (è una norma che in Europa è in vigore dal 2022). Divieto assoluto di assumere droghe prima di mettersi alla guida (come già accade oggi), ma con l’introduzione del ritiro della patente per almeno 3 anni.

Il nuovo Codice della Strada inasprisce anche le norme sul superamento dei limiti della velocità. Oltre alle sanzioni pecuniarie, ci sarà il ritiro della patente per 7 giorni se si hanno tra i 10 e i 19 punti e di 15 giorni se si hanno meno di 10 punti.

Attenti, neopatentati

Parlando di neopatentati, il nuovo codice della strada modifica le regole per la guida di veicoli affermando che il limite tra potenza e peso del veicolo passa da 55 a 75 kW/t e da 70 a 105 kW. Per auto elettriche e ibride plug-in il limite si alza fino a 65 kW/t. Auto che superano questi valori non possono essere guidate se non dopo 3 anni di patente.

Sosta selvaggia e monopattini

Tutti i minori di 21 anni sorpresi alla guida senza patente o sotto l’effetto di droghe non potranno ottenere la patente prima dei 24 anni. Parlando di inasprimento delle sanzioni, il nuovo Codice della Strada compie un giro di vite per chi parcheggia in sosta vietata. In particolare, la stretta comprende il parcheggio sugli stalli per disabili e sulle corsie riservate ai mezzi pubblici.

 

Micromobilità: arrivano gli incentivi per bici e monopattini elettrici

Il nuovo Codice della Strada si adegua anche alle nuove forme di mobilità e interviene sulla circolazione dei monopattini elettrici. Verrà introdotto l’obbligo di indossare il casco e di avere sia la targa e l’assicurazione. Le società di sharing avranno poi un servizio di geofencing che ne proibirà il funzionamento al di fuori delle zone consentite.

Con il telefono non si scherza

Era da tempo che si vociferava la necessità di inasprire le regole sull’uso del cellulare al volante. Ecco, il nuovo codice della strada introdurrà (probabilmente) multe più alte e sospensioni della patente. In particolare, le sanzioni saranno comprese tra i 422 e i 1.697 euro più la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi se si viene fermati una prima volta. Si va poi a una multa tra i 644 e i 2.588 euro più una sospensione della patente tra 1 e 3 mesi (più la decurtazione di 10 punti) per i recidivi. In caso di incidente i giorni di sospensione vengono raddoppiati.

Aumenta (di un terzo) la pena anche per chi abbandona gli animali. Si rischia 1 anno di arresto con ammenda tra 1.000 e 10.000 euro. Se provochi incidente stradale con morte o lesioni personali si applicano le pene previste per l’omicidio stradale e le lesioni personali.

Bollo auto Regione Lombardia 2025: tutto quello che c’è da sapere

Guida al calcolo del bollo auto: come sapere quanto pagare 1

Tra le varie regioni italiane c’è una regolamentazione differente in materia di bollo auto. I cittadini residenti in Lombardia possono usufruire di scadenze dedicate e particolari agevolazioni. Scopriamo tutti i dettagli sulla tassa automobilistica 2025 in questa breve guida. 

 

INDICE
Calcolo bollo auto
Pagamento bollo auto
Domiciliazione bollo auto
Verifica bollo auto
Scadenza bollo auto
Esenzione bollo auto

Così come per l’intero territorio nazionale, anche in Lombardia per il pagamento del bollo auto il calcolo dell’imposta viene effettuato in base ad alcuni parametri che variano a seconda della categoria del veicolo e della sua potenza.

Il calcolo bollo auto Regione Lombardia può essere effettuato nella sezione apposita del portale ACI dedicato alla regione, in cui basta solamente inserire il codice fiscale del proprietario del veicolo e la targa. Oltre a questo, si può consultare il tariffario 2025 che si trova sul sito ACI.

Classe di emissioni Costo entro 100 kW Costo oltre 100 kW
Euro 0 3,00 €/kW 4,50 € per ogni kW extra
Euro 1 2,90 €/kW 4,35 € per ogni kW extra
Euro 2 2,80 €/kW 4,20 € per ogni kW extra
Euro 3 2,70 €/kW 4,05 € per ogni kW extra
Euro 4-5-6 2,58 €/kW 3,87 € per ogni kW extra

Tutti i cittadini residenti in Lombardia che siano proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio o utilizzatori di veicoli in locazione senza conducente a lungo termine sono tenuti al pagamento annuale del bollo auto. Per pagare il bollo, i residenti in Emilia Romagna possono contare su diverse modalità. La prima è sicuramente quella legata al servizio di pagamento pagoBollo attraverso l’utilizzo del sistema dei pagamenti elettronici pagoPA tra cui anche le app Satispay e IO. Come in molte altre regioni, il versamento della tassa automobilistica può essere effettuato anche presso le delegazioni ACI, presso le tabaccherie e le Agenzie di pratiche auto autorizzate, presso gli sportelli ATM abilitati e presso gli Uffici postali.

È possibile inoltre pagare il bollo auto tramite il servizio di domiciliazione bancaria. Scegliendo questa opzione è possibile usufruire di una riduzione del 15% sull’importo dovuto corrispondendo una commissione di 1 euro. Per usufruire dei vantaggi della domiciliazione bancaria la richiesta può essere fatta esclusivamente online accedendo all’Area Personale Tributi di Regione Lombardia. La richiesta deve essere fatta entro la fine del mese precedente alla scadenza del bollo. Ulteriori informazioni a riguardo si possono trovare qui, nella pagina dedicata del sito della regione. 

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Per controllare l’avvenuto pagamento del bollo auto Lombardia sarà sufficiente accedere al sito della Regione e successivamente recarsi alla sezione “tributi e canoni” del portale dove è presente un’area dedicata al bollo auto. Dopo aver effettuato la registrazione sarà possibile ricevere gli avvisi in prossimità delle scadenze del bollo e verificare tutte le informazioni relative ai pagamenti. 

Nel momento in cui si acquista una vettura nuova il primo pagamento del bollo auto Lombardia dovrà essere effettuato entro il mese successivo a quello dell’immatricolazione, mentre per le annualità successive il versamento dovrà avvenire entro l’ultimo giorno del mese in cui il veicolo è stato immatricolato. Per non dimenticare di pagare il bollo ci si può registrare all’Area Personale Tributi di Regione Lombardia e sottoscrivere il servizio gratuito che avvisa per e-mail quando i termini di pagamento stanno per scadere. Per chi ricorre al servizio di domiciliazione bancaria, l’avviso di rinnovo del pagamento arriva in automatico ogni anno circa 10 giorni prima dell’addebito. 

La regione Emilia Romagna prevede alcune esenzioni dal pagamento della tassa automobilistica in alcuni casi specifici:

  • Veicoli di portatori di handicap, con con limitazione di cilindrata: fino a 2000 cc per i veicoli a benzina e ibridi benzina/elettrico; fino a 2800 cc per i veicoli diesel e ibridi gasolio/elettrico; e fino a 150 kW per i veicoli elettrici.
  • Nel caso di veicoli ultratrenntennali circolanti dovrà essere corrisposta la sola tassa regionale di circolazione, pari a 30 euro per gli autoveicoli e 20 euro per i motoveicoli. Se muniti di Certificato di Rilevanza storica, invece, l’esenzione è totale.
  • I possessori di autoveicoli e motoveicoli di età compresa tra 20 e 29 anni con Certificato di Rilevanza Storico-collezionistico sono anch’essi esentati dal pagamento del bollo auto.
  • I veicoli elettrici, così come quelli alimentati esclusivamente a gas, godono dell’esenzione dal pagamento del bollo auto a vita.

Bollo auto ibride

I veicoli ad alimentazione ibrida elettrica che non superano i 100 kW di potenza termica, immatricolati dal 2025 e di classe Euro 6 o superiore, godono di una riduzione sul bollo del 50% per 5 anni. Lo sconto è cumulabile agli ecoincentivi (3 anni di esenzione più 2 anni di sconto al 50%).

Per quanto riguarda veicoli ibridi a metano o GPL la tassa è dovuta ma calcolata in base alla tariffa fissa di 2,58 euro/kW indipendentemente dalla potenza totale del veicolo.

LEGGI ORA:

Cose da sapere

Come pagare il bollo auto Lombardia?

Per eseguire il pagamento del bollo auto, i contribuenti possono usufruire di diverse soluzioni, tra cui la piattaforma pagoPA o la domiciliazione sul conto corrente.

Come calcolare il bollo auto Lombardia?

Il calcolo del bollo auto può essere fatto utilizzando il tariffario 202 in file PDF messo a disposizione dal sito dell’ACI.

A chi rivolgersi per domanda sul bollo auto Lombardia?

Per informazioni e assistenza sulla tassa automobilistica, c’è a disposizione il sito della regione Lombardia e il numero verde: 02-2332.7892,  attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. In alternativa si può compilare l’apposito formulario sul portale ACI dedicato alla regione.

Tipi di patente: patente AM, patente A1, patente A2, patente B

Tipi di patente: patente AM, patente A1, patente A2, patente B 5

Per guidare un’auto ci vuole la patente. È necessaria per poter condurre il proprio veicolo sulle strade pubbliche insieme alla polizza RCA e al libretto di circolazione, ovvero il documento necessario alla circolazione e alla guida su strada pubblica di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, è imprescindibile il possesso della patente di guida.

Quando si parla di patente auto si intende l’autorizzazione amministrativa necessaria alla conduzione su strade pubbliche di veicoli a motore.

Dal 1°luglio 2003 è stato introdotto il meccanismo della patente a punti attraverso il quale ogni automobilista, al quale inizialmente vengono assegnati 20 punti, in caso di infrazione delle norme del codice della strada se ne vede togliere alcuni e dovrà superare nuovamente l’esame di teoria e l’esame di guida qualora dovesse arrivare a perderli tutti. Il numero di punti sottratti dalla patente macchina è stabilito dalla legge e varia a seconda della gravità dell’infrazione. Per recuperarli è sufficiente seguire dei corsi appositi presso un’autoscuola. Questo meccanismo affianca e non sostituisce le sanzioni già previste per le varie infrazioni.

I cittadini italiani che abbiano conseguito la patente di guida a seguito di accertamenti sui requisiti psicofisici, morali e attitudinali ed a seguito del superamento dell’esame, possono circolare in tutta l’Unione Europea senza alcun certificato aggiuntivo specifico.

Il nostro Codice della Strada individua differenti tipi patente ed ogni tipologia permette la circolazione su mezzi limitati alla classe di licenza relativa. In questa guida andremo ad analizzare quindi i diversi tipi di patente esistenti.

Tipi di patente: patente AM, patente A1, patente A2, patente B

INDICE
Patente AM
Patente A
Patente B
Patente C
Patente D e D1

Tra i vari tipi di patente la prima che prenderemo in considerazione è la patente AM. Questo documento si può conseguire al raggiungimento dei 14 anni di età e consente di guidare:

  • ciclomotori a due ruote con velocità massima di costruzione non superiore a 45 km/h, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4 kW per i motori elettrici;
  • veicoli a tre ruote aventi una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h e caratterizzati da un motore, la cui cilindrata è inferiore o uguale a 50 cm³ se ad accensione comandata, oppure la cui potenza massima netta è inferiore o uguale a 4 kW per gli altri motori a combustione interna, oppure la cui potenza nominale continua massima è inferiore o uguale a 4kW per i motori elettrici;
  • quadricicli leggeri la cui massa in ordine di marcia è inferiore o uguale a 425 kg, e velocità non superiore a 45 km/h; motore termico non superiore a 50 cm3, potenza non superiore a 4 kW e non superiori a 6 kW.

Per poter guidare tutte le tipologie di motocicli è necessario, tra i vari tipi di patente, essere in possesso della patente A.

Questa si può conseguire non prima del compimento dei 24 anni di età o dei 20 anni qualora si sia in possesso della patente A2 da almeno due anni. Per ottenere la “patente 125“, precedentemente indicato con la denominazione A3, oltre all’esame teorico si dovranno sostenere due prove pratiche: una su strada aperta al pubblico ed una tecnica in percorso con esercizi di guida. Il soggetto che sia già in possesso della patente B non dovrà sostenere la prova teorica ma soltanto l’esame pratico.

Con la patente di categoria A si potranno guidare le seguenti tipologie di motocicli:

  • tricicli di potenza superiore a 15 kW, a partire dal compimento dei 21 anni;
  • motocicli, ossia veicoli a due ruote, senza carrozzetta  o con carrozzetta, muniti di un motore con cilindrata superiore a 50 cm³ se a combustione interna e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h, a partire dal compimento dei 24 anni.

Tre le categorie di patenti A troviamo:
– A1: per le moto meno potenti (motocicli fino a 125 cc), e si consegue dai 16 anni di età;
– A2: dai 18 anni di età, per moto progressivamente più potenti (fino a 35 kW);
– A: si consegue dai 24 anni o dai 20 se si possiede la patente A2 almeno da due anni. La categoria A abilita alla guida di tutte le moto.

Patente A2

Tra i vari tipi di patente di categoria A previsti, la patente A2 è quella prevista per guidare motocicli con potenza massima di 35 kW che non superino il rapporto potenza/peso di 0,2 kW/kg. Si può ottenere la patente A2 dopo aver compiuto i 18 anni di età.

Anche in questo caso è necessario superare sia un esame teorico che uno pratico. Il primo è identico a quello previsto sia per il conseguimento della patente A che della patente di categoria B e per il superamento è necessario non commettere più di 4 errori nelle 40 domande entro il tempo limite di 30 minuti.

L’esame pratico dovrà essere sostenuto alla guida di una moto con cilindrata non inferiore ai 400 cc e che abbia una potenza compresa tra i 25 e i 35 kW e un rapporto potenza/peso non superiore ai 0.2 kW/kg.

Per i primi tre anni dopo il conseguimento della patente A2 si dovranno rispettare i limiti di velocità di 90 km/h sulle strade extraurbane e 100 km/h in autostrada.

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Tra i differenti tipi di patente indicati dal nostro Codice della Strada, la patente di categoria B è senza dubbio quella maggiormente diffusa e più conosciuta perché il suo conseguimento permette la guida delle auto.

Questa tipologia di patente si può ottenere a partire dal compimento dei 18 anni di età ed a seguito del superamento di un esame diviso in una parte teorica ed una pratica di guida su strada. In caso di infrazioni alle disposizione del Codice della Strada si è soggetti alla decurtazione del punteggio.

La validità della patente di categoria B è di 10 anni sino al compimento del cinquantesimo anno di età, mentre per i soggetti con un’età compresa tra 50 e 70 anni il rinnovo del documento di guida dovrà essere effettuato ogni 5 anni. Per i soggetti con un’età superiore ai 70 anni il rinnovo deve avvenire ad intervalli di 3 anni.

Spesso ci si pone la domanda: “Cosa posso guidare con la patente di categoria B?”.  Ecco la risposta:

  • motoveicoli, ovvero tricicli, quadricicli e motocicli. Per questi ultimi è possibile guidare in strada solo quelli fino a 125 cm3 e 11 kw; i conducenti che hanno conseguito la patente B prima dell’1 gennaio 1986 possono guidare qualsiasi motociclo, mentre chi ha conseguito la patente B tra l’1 gennaio 1986 e il 25 aprile 1988, è autorizzato a guidare qualsiasi moto, ma solo sul territorio italiano (per la guida all’estero occorre invece un ulteriore esame pratico);
  • autoveicoli per trasporto di persone e di cose, quindi anche autocarri e autocaravan, con massimo di nove posti totali compreso il conducente, e aventi massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero fino a 750 kg. Si possono trainare anche rimorchi non leggeri, a condizione che non pesino più della motrice e che tutto il complesso non superi la massa di 3,5 tonnellate:
  • macchine agricole, anche eccezionali;
  • macchine operatrici, eccetto quelle eccezionali;
  • mezzi adibiti a servizio di emergenza, aventi massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 tonnellate.

Tra i vari tipi di patente, la patente C è quella che abilita alla guida dei camion,  ovvero i veicoli adibiti al trasporto cose in conto proprio. Per il trasporto professionale, invece, è necessaria, oltre alla patente C, anche la CQC merci.

Per il conseguimento della patente C  è necessario aver compiuto 21 anni di età, ma questo limite scende a 18 qualora si sostenga anche l’esame per la patente CQC trasporto cose con formazione ordinaria.

I mezzi che possono essere guidati con la patente C sono:

  • tutti i veicoli appartenenti alla categoria B;
  • autoveicoli per trasporto di cose, e non di persone, aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero.

Con la patente C1 si potranno condurre, oltre ai veicoli appartenenti della categoria B:

  • autoveicoli per trasporto di cose, e non di persone, aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero;
  • macchine operatrici eccezionali.

La patente di categoria C e quella C1 devono essere rinnovate ogni 5 anni sino al compimento dei 65 anni di età. Successivamente il rinnovo dovrà avvenire ogni due anni e dovrà essere effettuato presso la Commissione Medica Locale Patenti di appartenenza.

La patente D permette di guidare autoveicoli per trasporto di persone con numero di posti superiori a 9 compreso quello del conducente (autobus), ma solo in uso proprio. Per guidare autobus e scuolabus occorre conseguire la CQC persone. Una volta occorreva possedere la patente B da almeno 12 mesi o la C da 6 mesi, ma per rispettare la Direttive 91/439/CEE tale comma è stato abrogato, anche se rimane obbligatorio ottenere la patente B prima della D.

Da gennaio 2013 esiste anche la patente D1, che è una patente “più piccola” rispetto alla D, ovvero permette di guidare autobus limitati di dimensione, i cosiddetti “minibus” che sono autobus con numero di posti passeggeri superiore a 8 ma inferiore o uguale a 16.

L’età minima per il conseguimento di questa patente è 21 anni per la patente D1 e 24 anni per la patente D (l’età minima scende a 21 anche nel caso della patente D se si consegue insieme la CQC persone).

Con la patente D si possono guidare veicoli della categoria B e autoveicoli per trasporto di persone (autobus e filobus) con numero di posti totali superiore a 9 ad uso proprio, anche trainanti un rimorchio leggero

I veicoli che si possono guidare con la patente D1 sono: veicoli della categoria B e autoveicoli per trasporto di persone (autobus e filobus) con numero di posti totali superiore a 9 e inferiori a 17 (posto del conducente compreso) ad uso proprio, anche trainanti un rimorchio leggero.

Auto a noleggio: cosa fare in caso di incidente

Essere coinvolti in un incidente stradale è sempre un’esperienza traumatica, ma quando il sinistro avviene con una vettura presa a noleggio, all’inevitabile shock che ne consegue si aggiungono i dubbi sul da farsi. Vediamo come comportarsi passo dopo passo in caso di impatto o tamponamento con un’auto noleggiata, anche quando il conducente non ha colpa.

Innanzitutto è necessaria una premessa: i dettagli della copertura assicurativa e la franchigia vengono stabiliti al momento della stipula del contratto di noleggio. Oggi ci sono contratti standard che possono essere modificati in base alle esigenze dell’automobilista, però è fondamentale conoscere tutte le condizioni contrattuali prima di compiere la scelta di noleggiare una vettura.

Cosa fare dopo l’impatto

In linea di massima, i passi da compiere non sono differenti da quelli previsti in caso di incidente con un’auto privata. La prima cosa da fare è assicurarsi che tutte le persone coinvolte nell’impatto stiano bene e, se necessario, chiamare un’ambulanza; una volta pensato alla salute di tutti quanti, si passa alla compilazione del modello Blu (CAI) di constatazione amichevole, scambiando le generalità (nome, cognome, numero di telefono e altri contatti) con il conducente dell’altro veicolo e tutti i soggetti coinvolti nell’incidente. In caso di impatto contro una vettura in sosta, bisogna lasciare le proprie generalità su un bigliettino da mettere sul parabrezza di quest’ultima.

Se vengono chiamate le forze dell’ordine, in attesa del loro arrivo, è bene scattare foto dell’incidente, in modo da poter risalire con certezza alla data e all’ora del sinistro, poter indicare le esatte condizioni meteo, lo stato del manto stradale e l’illuminazione, il modello delle auto coinvolte e le rispettive targhe, i danni riportati ai veicoli o ad altre proprietà e le lesioni riportate da conducenti, passeggeri ed eventuali pedoni coinvolti.

Una volta seguiti questi passi, è arrivato il momento di telefonare alla compagnia dove è stata noleggiata l’auto (il numero è sul contratto) e raccontare l’accaduto. La società di noleggio penserà al recupero dell’auto, nel caso non si possa più muovere, alle riparazioni e le sostituzioni necessarie, e alla mediazione con le compagnie assicurative delle varie parti coinvolte. Solitamente le compagnie di noleggio non rimborsano le spese che il conducente deve sostenere, salvo diversi accordi stipulati al momento della firma del contratto e, di conseguenza, se il guidatore deve pagare qualcuno in maniera diretta, è molto improbabile che la compagnia di noleggio proceda con il rimborso.

Le varie polizze

Qualsiasi tipo di noleggio auto, a breve e lungo termine, comprende la copertura base, la RCA, con l’aggiunta, per le vetture nuove, della copertura contro i sinistri e il furto. Al momento della firma del contratto (o del ritiro dell’auto nel caso di noleggio a breve termine) è possibile aggiungere ulteriori coperture assicurative, dagli pneumatici al parabrezza, utili se si devono percorrere strade sconnesse, fino alla Kasko: tutte le coperture prevedono sempre le franchigie, fisse o in percentuale. Nel caso di noleggio a lungo termine, le assicurazioni prevedono anche un massimale, la cifra massima che la compagnia è disposta a pagare in caso di sinistro. Se il danno causato dal titolare del contratto di noleggio supera questa cifra, la differenza spetta al titolare del noleggio.

Le franchigie e i massimali possono essere azzerati, con formule assicurative denominate Damage Access Refund, che prevedono il pagamento di una sostanziosa cifra extra. I danni per colpa possono essere azzerati, pagando ovviamente, ma tali coperture extra decadono quando il sinistro viene causato da un conducente sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti: in questo caso se l’incidente dovesse essere grave, l’automobilista avrà anche conseguenze dal punto di vista penale. Invece se il conducente dell’auto noleggiata non ha nessuna colpa nell’incidente, la compagnia potrebbe decidere di addebitargli i costi e poi rimborsarlo soltanto dopo aver accertato i fatti: un motivo in più per redigere un resoconto dell’impatto in maniera più precisa e dettagliata possibile.

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

La revisione dell’automobile è un controllo previsto periodicamente dal Codice della Strada, a tutela sia della sicurezza del conducente che degli altri utenti della strada. Questa verifica serve non solo a garantire che le condizioni del veicolo siano adatte a circolare in sicurezza sulla rete stradale, ma anche che le emissioni inquinanti e rumorose non superano i massimali stabiliti dalla legge.

Il costo della revisione oscilla tra i 45 e i 78,75 euro, a seconda che si scelga di effettuare il controllo in una delle sedi della Motorizzazione Civile oppure in un officina privata autorizzata, che sebbene meno economica può avere vantaggi logistici e di tempo. Inoltre, fino alla fine del 2023 è disponibile il Bonus Veicoli Sicuri, che rimborsa 9,95 euro a chi svolge il controllo presso un privato. Scopri nella nostra breve guida tutti i dettagli.

INDICE
Quanto costa?
Costo presso la motorizzazione
Costo presso un’officina
Bonus revisioni 2023

La revisione auto deve essere effettuata a scadenze rigorose: la prima revisione di un’auto deve essere sostenuta dopo 4 anni dalla prima immatricolazione, mentre tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione ogni due anni. Il prezzo varia a seconda che questa verifica venga effettuata presso la Motorizzazione Civile piuttosto che presso una officina autorizzata.

Nella tabella di seguito è indicato chiaramente quanto costa fare la revisione auto, a seconda di dove si effettui il controllo:

Costo Revisione Auto 2023 Prezzo
Motorizzazione Civile € 45
Officine Autorizzate € 78,75

Sarà capitato a tutti di revisionare l’auto presso un ufficio della Motorizzazione Civile, così come presso una delle officine autorizzate sparse sul territorio italiano. Se avete provato a fare la revisione in entrambi i luoghi saprete che il prezzo revisione auto differisce sensibilmente, così come i tempi d’attesa. Infatti, le Officine Autorizzate ad eseguire la revisione dell’auto presenti sul territorio italiano sono circa 5.000, contro le poche centinaia di sedi della Motorizzazione Civile che corrispondono agli uffici provinciali, cosa che si traduce in tempi molto più dilatati.

La differenza di costo fra le due scelte si concretizza in poco più di 30 euro. Presso i centri autorizzati il costo della revisione dell’auto nel 2023 è pari a 78,75 euro, dopo un aumento di 9,95 euro della tariffa ministeriale per le officine, contro quello della Motorizzazione Civile che è pari a 45 euro.

Il costo presso le Officine autorizzate è così suddiviso:

  • € 54,95 costo revisione
  • € 12,09 costo IVA
  • € 10,20 diritti fissi
  • € 1,51 costo bollettino PagoPA

A prima vista sembrerebbe che rivolgersi alla Motorizzazione sia il modo migliore per risparmiare. Se quest’affermazione è realistica in termini economici lo è meno in quanto a tempo, vediamo perché.

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Se si sceglie di effettuare il controllo periodico presso gli uffici della Motorizzazione Civile ci si chiede sempre, oltre a quali documenti portare con sé, quanto costi questa operazione. Quando si opta per la revisione della propria autovettura presso l’ufficio più vicino della Motorizzazione Civile, è necessario esser pronti ad eseguire alcune procedure burocratiche.

La prima cosa da fare una volta giunti in sede è compilare il modello MC 2100. In realtà è possibile giungere presso la Motorizzazione con il modulo già compilato: basta scaricarlo online, stamparlo ed inserirvi i dati richiesti. Inoltre è indispensabile aver versato 45 euro sul conto corrente postale 9001 corrispondente al Dipartimento dei Trasporti Terrestri, equivalente al prezzo revisione auto.

Quando ci si presenta presso la sede della motorizzazione, inoltre, è necessario portare con sé il libretto di circolazione: a questo punto l’operatore fornirà il giorno dell’appuntamento per eseguire la revisione. Disbrigo dei pagamenti a parte, chi sceglie quest’opzione è bene che sappia che deve recarsi presso la Motorizzazione con settimane d’anticipo: dal momento in cui si richiede l’appuntamento al giorno in cui esso viene fissato, solitamente trascorrono diversi giorni.

A differenza di quanto avviene rivolgendosi alla Motorizzazione Civile, revisionare l’auto in un centro autorizzato rappresenta un’operazione più veloce. Non ci saranno versamenti da eseguire personalmente, visto che si occuperà di tutto il responsabile dell’officina stessa. Il Per questa revisione auto il costo complessivo è pari a 78,75 euro, in questo caso è così ripartito: 54,95 euro saranno versate al Dipartimento dei Trasporti Terrestri ai quali si aggiungono 12,09 euro di IVA, calcolata al 22%. A questi si devono poi sommare altri 10,20 euro di diritti e 1,51 euro del costo del pagamento via PagoPA. Visto che si occuperà di tutto l’officina, il titolare non dovrà far altro che recarsi presso il centro con l’auto da revisionare munita di libretto di circolazione: solitamente la revisione viene effettuata in giornata o al massimo nei giorni immediatamente successivi.

La differenza di prezzo revisione auto tra l’operazione compiuta presso la Motorizzazione Civile e quella effettuata presso una officina autorizzata non è eccessiva, ma la cifra spesa in più per la seconda opzione può far avere benefici in termini di tempo. Ricordiamo infine che, secondo la nuova normativa, una volta compiuta la revisione auto dovrà essere consegnato il certificato di revisione contenente sia i dati identificativi dell’auto, inclusi i chilometri percorsi al momento della revisione, che quelli relativi alle verifiche.

L’introduzione di questo certificato si è resa necessaria per arginare la pratica delle vetture di seconda mano vendute con un chilometraggio inferiore a quello reale. Collegandosi al Portale dell’Automobilista, infatti, ed inserendo i dati della vettura oggetto della compravendita, sarà possibile verificare il reale chilometraggio dell’auto.

Per compensare l’aumento del costo della revisione nelle officine autorizzate, già da due anni si può richiedere un Bonus del valore di 9,95 euro per tutti gli automobilisti che effettuano il controllo in officina. Il buono è attualmente disponibile fino a dicembre 2023 per mitigare gli effetti dell’aumento: infatti, questo non copre l’interno prezzo della revisione, né l’intero costo della crescita della tassa visto che non contempla gli aumenti sul fronte dell’IVA.

Il buono, denominato “Bonus Veicoli Sicuri” può essere richiesto una sola volta e per un solo veicolo per proprietario, e il governo ha già chiarito che l’iniziativa si concluderà definitivamente il 31 dicembre di quest’anno. Per richiedere il contributo, è sufficiente accedere all’apposito sito e, una volta registrati, compilare la richiesta.

Bollettini rinnovo patente: i documenti necessari e come compilarli

bollettini-rinnovo-patente

Il rinnovo della patente di guida è un obbligo imposto dal Codice della Strada. È un procedimento pensato per garantire la sicurezza sia del titolare del documento di idoneità, sia di tutti gli altri utenti della strada. Per farlo ci si sottopone periodicamente ad una visita medica, che serve a confermare o meno, la sussistenza dei requisiti psicofisici necessari per poter condurre la propria vettura su strada pubblica.

Per completare la procedura di rinnovo ed effettuare la visita, è necessario pagare alcune imposte: dall’anno scorso non si possono più usare i vecchi bollettini ma si dovrà usare il sistema PagoPa attraverso il Portale dell’Automobilista. Scopriamo tutti i dettagli.

INDICE
Quando rinnovare la patente
Cosa e come pagare per il rinnovo patente
Come funziona nelle province e regioni Autonome
Termini di pagamento

I termini imposti per il rinnovo della patente di guida dipendono dall’età del titolare del documento e dalla tipologia dello stesso. Per i possessori di patenti A e B il rinnovo dovrà avvenire ogni 10 anni fino a 50 anni di età, ogni 5 anni per i guidatori con età compresa tra i 50 ed i 70 anni, ogni tre anni per i soggetti tra i 70 e gli 80 anni ed infine ogni due anni per gli ultraottantenni.

Per poter effettuare la visita presso le ASL è necessario portare con sé la ricevuta di pagamento della visita, una foto recente in formato fototessera e le  ricevute dei pagamenti per rinnovo patente motorizzazione.

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Come accennavamo, le ricevute dei pagamenti necessari per il rinnovo patente sono fondamentali per poter effettuare la visita presso la ASL competente. Gli importi da versare sono di:

  • 10,20 € di diritti di Motorizzazione
  • 16,00 € di imposte di bollo

Il pagamento deve avvenire tramite il sistema PagoPa, in un’unica soluzione per la tariffa N004-DIRITTI € 10,20 | BOLLI € 16,00 – RINNOVO PATENTE. Non è più necessario, quindi, pagare i bollettini sui conti correnti 4028 e 9001. L’intera procedura può essere svolta comodamente accedendo al Portale dell’Automobilista.

Giunti presso la ASL di competenza si dovrà presentare anche la patente di guida in scadenza o scaduta, la carta d’identità o passaporto, la tessera sanitaria, una fototessera, l’autocertificazione inerente la presenza di eventuali patologie ed infine gli occhiali da vista, nel caso il soggetto chiamato al rinnovo del documento di guida ne faccia abitualmente uso. Inoltre, bisognerà presentare la ricevuta di pagamento della visita stessa.

Le regioni Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano dispongono di procedimenti specifici e tariffe particolari per il rinnovo della patente. Il procedimento indicato qui sopra, quindi, potrebbe non corrispondere per i residenti in queste regioni, visto che in questo caso le tariffe vengono decise localmente. Le informazioni dettagliate e aggiornate si possono trovare sulla pagina dedicata del Ministero dei Trasporti.

Per poter iniziare le procedure di rinnovo della patente devono mancare meno di 4 mesi alla scadenza del documento. La data di scadenza viene indicata al punto 4B della patente di guida, e nel giorno e nel mese, dal 2012, coincide con il compleanno del possessore per rendere più facile ricordarsi di rinnovare il documento.

Completata la visita medica e se questa ha esito positivo, il medico stampa una ricevuta di avvenuta conferma di validità e che viene consegnata all’interessato: la ricevuta è valida esclusivamente per la circolazione sul territorio italiano e fino al ricevimento della nuova patente.

Normalmente il nuovo documento viene consegnato al domicilio del possessore entro qualche giorno dalla visita medica. Tuttavia, se la patente tarda più di 15 giorni ad arrivare, bisogna contattare:

  • numero verde 800979416 di Poste italiane, disponibile a qualsiasi ora e 7 giorni su 7, con risponditore automatico, per informazioni di dettaglio riguardanti la spedizione;
  • numero verde 800232323 del Ministero, disponibile dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, e il sabato dalle 8 alle 14, con un operatore, per conoscere il numero dell’assicurata con la quale è stata spedita la patente: purtroppo è un servizio spesso occupato, per parlare con l’operatore, nei periodi di maggior traffico e di minor presenza di personale, occorre comporre più volte il numero, consecutivamente, senza pause tra un tentativo e l’altro;
  • email del Ministero uco.dgmot@mit.gov.it: nell’email occorre specificare nome, cognome, luogo e data di nascita, numero patente, data della visita medica, allegare la copia della ricevuta della visita e indicare un eventuale indirizzo di recapito alternativo (completo di provincia, c.a.p. e nome e cognome presente sul citofono se diverso dal proprio).

Cambio di residenza patente: come funziona e dove farlo

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Cambiare residenza può essere un procedimento stressante, vista la necessità di aggiornare le informazioni relative su tutti i documenti in possesso. Fortunatamente, però, le nuove patenti introdotte dopo la riforma del Codice della Strada del 2013 non riportano l’indirizzo del proprietario del documento e non necessitano più di apporre il vecchio talloncino.

In ogni caso, le informazioni sul vostro nuovo indirizzo saranno inviate direttamente dal comune al Ministero dei Trasporti, affinché registri le nuove indicazioni. Scopriamo tutti i dettagli.

 INDICE
 Cambio di residenza: cosa fare
 Cambio di residenza sulla patente
 Motorizzazione e cambio della residenza
 Numero verde cambio residenza patente

Non capita di rado che si sia costretti a cambiare residenza. In questo caso per poter completare questa pratica ci si dovrà mettere in contatto con l’ufficio anagrafe del Comune presso il quale si intende trasferire la residenza (in molti comuni l’intera procedura può essere svolta interamente online), e comunicare il nuovo indirizzo. Questa operazione deve essere effettuata entro 20 giorni dal trasferimento. Successivamente, si riceverà visita da parte della Polizia Locale che verificherà l’effettiva presenza del richiedente presso l’indirizzo indicato.

Completata la procedura all’anagrafe sarà lo stesso ufficio comunale a procedere all’aggiornamento delle banche dati. Così facendo sarà l’anagrafe del comune a comunicare il nuovo indirizzo di residenza alla Motorizzazione Civile.

In passato, quando la Motorizzazione Civile veniva a conoscenza della comunicazione trasmessa dall’ufficio anagrafe, inviava al titolare della patente un talloncino adesivo indicante il nuovo indirizzo che doveva essere incollato sia sulla patente che sul libretto di circolazione. Oggi, però, la procedura è totalmente cambiata.

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A seguito delle modifiche al Codice della Strada introdotte dal 2013 sulla patente di guida non è più indicata la residenza del titolare del documento, e pertanto in caso di nuova residenza non verrà più inviato alcuna talloncino adesivo. In ogni caso, sarà l’ufficio anagrafe del nuovo comune di residenza a comunicare i nuovi dati a tutti gli uffici competenti, inclusi motorizzazione e Ministero dei Trasporti.

Compiute le operazioni di cambio residenza presso gli uffici dell’anagrafe comunale si potrà verificare l’aggiornamento dei dati sulla patente di guida sia tramite il portale dell’automobilista, che tramite numero verde. Per avere informazioni sullo stato di aggiornamento della pratica si potrà contattare il numero 800.23.23.23 dell’Ufficio Centrale Operativo del Centro Elaborazione Dati del Ministero dei Trasporti attivo tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 14.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30.

Cose da sapere

Quando si cambia residenza è necessario aggiornare l’indirizzo sulla patente?

A seguito delle modifiche al Codice della Strada introdotte dal 2013 sulla patente di guida non è più indicata la residenza del titolare del documento, e pertanto in caso di nuova residenza non verrà più inviato alcuna talloncino adesivo. Si potrà comunque procedere alla richiesta di aggiornamento indirizzo patente successivamente alla domanda di iscrizione anagrafica nel Comune di nuova residenza, oppure di cambio di abitazione nel Comune di residenza.

A chi bisogna comunicare la variazione di residenza per il cambio sulla patente?

Quando si cambia residenza è necessario recarsi all’ufficio anagrafe del Comune presso il quale si intende trasferire la residenza, e comunicare il nuovo indirizzo. Nei giorni successivi si riceverà visita da parte della Polizia Locale che verificherà l’effettiva presenza del richiedente presso l’indirizzo indicato. Sarà l’anagrafe del comune a comunicare il nuovo indirizzo di residenza alla Motorizzazione Civile.

Quanto costa il cambio residenza sulla patente?

Per il cambio indirizzo patente non è previsto alcun costo.

Revisione dell’auto: ogni quanto farla, normativa e sanzioni

La normativa sulla revisione auto: ogni quanto farla, costi e sanzioni

Tra le tante scadenze che qualsiasi automobilista non deve dimenticare c’è certamente la revisione dell’auto. Questo controllo previsto dal Codice della Strada serve a garantire che le condizioni del veicolo siano tali da poter circolare in sicurezza sulla rete stradale e che le emissioni inquinanti e rumorose non superano i limiti stabiliti dalla legge. Scopri nella nostra breve guida tutti i dettagli.

INDICE
Revisione auto: ogni quanto farla?
Revisione: quanto costa?
Bonus revisioni 2023
Prima revisione auto: cosa prevede la normativa
Revisione auto dopo 10 anni: cosa sapere
Verifica storico revisioni auto
Mancata revisione auto: sanzioni e punti patente

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione. Tutte le autovetture immatricolate da più di 4 anni, dovranno effettuare la revisione ogni due anni. In particolare, la normativa del Ministero dei Trasporti stabilisce che la revisione dell’auto debba avvenire entro 24 mesi dall’ultima revisione: quindi, se la vecchia revisione è stata fatta a luglio 2021, la nuova revisione deve avvenire entro luglio 2023.

Bisogna tenere presente che queste scadenze sono applicate a tutte le autovetture, gli autoveicoli indicati come mezzi per trasporto promiscuo, gli autocaravan e infine gli autoveicoli con massa inferiore ai 3.500 kg, adibiti ad usi speciali o per il trasporto di cose. Tale calendario di scadenze deve essere seguito anche da tutti i ciclomotori e i motocicli a partire dal 2003.

Bollo auto: cosa devi sapere su scadenza e pagamento

Se invece i veicoli da revisionare posseggono un numero di posti maggiore di nove e sono destinati al trasporto di persone, la revisione deve essere effettuata ogni anno. Allo stesso modo, annualmente è necessario revisionare taxi, vetture adibite al noleggio con autista, e tutti i mezzi per il trasporto di cose o per usi speciali con massa superiore ai 3.500 kg (in pieno carico). Oltre a questi mezzi sono inclusi nella revisione annuale anche gli autobus, autocaravan e rimorchi (di peso superiore ai 3.500 kg) ed infine le autoambulanze e le vetture atipiche.

Ogni quanto si fa la revisione auto GPL

Come per tutte le altre autovetture, la prima revisione auto per i veicoli alimentati GPL è prevista 4 anni dopo la prima immatricolazione e, successivamente, ogni biennio. Il termine ultimo per effettuare la revisione per un mezzo GPL è l’ultimo giorno del mese dell’ultima revisione. Inoltre, ogni 10 anni devono essere sostituite le bombole del GPL.

Ogni quanto si fa la revisione auto Metano

Differente la situazione per la revisione auto a metano. Per queste vetture il controllo è da effettuare ogni 4 o 5 anni tenendo sempre conto dell’immatricolazione del veicolo e in particolare dell’ultima revisione effettuata. 

Se le bombole presenti sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto; se le bombole sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) di tipo IV, si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto e successivamente dovrà essere effettuata la revisione auto ogni 2 anni; se, infine, le bombole sono omologate secondo la normativa nazionale (DGM) si devono calcolare 5 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto. 

Ogni quanto si fa la revisione auto d’epoca

Secondo la normativa vigente, la revisione periodica auto d’epoca deve essere eseguita ogni due anni. La norma riguarda tutti i veicoli ai quali è stato riconosciuto un interesse collezionistico o storico. Chi possiede un autoveicolo immatricolato dopo il 1° gennaio del 1960, può rivolgersi indistintamente ad un’officina autorizzata o ad un centro revisioni, mentre le vetture immatricolate prima di quella data possono essere sottoposte a revisione solo presso gli uffici della Motorizzazione Civile di pertinenza.

Il costo della revisione auto è aumentato dal 2021 per chi effettua il controllo presso un officina autorizzata. Sebbene il prezzo resti bloccato a 45 euro per chi effettua il controllo presso la Motorizzazione Civile, infatti, l’imposta è cresciuta di 9,95 euro (al netto dell’IVA) per chi si rivolge a un centro privato. Il costo della revisione in un’officina o centro autorizzato, quindi, si è attestato su 78,75 euro. Questa cifra viene così ripartita:

  • € 54,95 costo revisione
  • € 12,09 costo IVA
  • € 10,20 diritti fissi
  • € 1,51 costo bollettino PagoPA
Motorizzazione Civile 45,00 euro
Centri di revisione e Officine Autorizzate 78,75 euro

A prima vista sembrerebbe che rivolgersi alla Motorizzazione sia il modo migliore per risparmiare. Se quest’affermazione è veritiera in termini economici lo è meno in quanto a tempo: infatti può essere difficile fissare un appuntamento in tempi brevi presso gli uffici locali della Motorizzazione civile.

Bollo auto: cosa devi sapere su scadenza e pagamento 1

Per compensare l’aumento del costo della revisione nelle officine autorizzate, già da due anni si può richiedere un Bonus del valore di 9,95 euro per tutti gli automobilisti che effettuano il controllo in officina. Il buono è attualmente disponibile fino a dicembre 2023 per mitigare gli effetti dell’aumento: infatti, questo non copre l’interno prezzo della revisione, né l’intero costo della crescita della tassa visto che non contempla gli aumenti sul fronte dell’IVA.

Il buono, denominato “Bonus Veicoli Sicuri” può essere richiesto una sola volta e per un solo veicolo per proprietario, e il governo ha già chiarito che l’iniziativa si concluderà definitivamente il 31 dicembre di quest’anno. Per richiedere il contributo, è sufficiente accedere all’apposito sito e, una volta registrati, compilare la richiesta.

La normativa è molto chiara su questo punto: la prima revisione di un auto nuova deve essere sostenuta dopo 4 anni dall’immatricolazione, per tutte le vetture. Questo significa che se il veicolo nuovo viene immatricolato a marzo 2022, la prima revisione dovrà avvenire entro e non oltre marzo 2026.

Infatti, l’articolo 80, comma 3, del Codice della Strada dispone “per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo, la revisione entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni”.

Nessuna categoria di veicolo prevede la possibilità di revisione ad intervalli di 10 anni. Infatti, raggiunti i 10 anni dall’immatricolazione ogni veicolo sarà stato revisionato 4 volte: la prima volta a 4 anni dalla data di prima immatricolazione e le successive 3 a cadenza biennale. L’unica eccezione sono le bombole per il GPL, che vanno sostituite ogni 10 anni.

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Qui, nell’apposita sezione, si può conoscere la data di ultima revisione della propria vettura, indicando semplicemente il tipo di veicolo e la targa.

Inoltre, dal 31 marzo 2019, la normativa sulla revisione periodica auto ha introdotto un nuovo obbligo: infatti, dopo le verifiche alla vettura, dovrà essere consegnato il certificato di revisione, un documento che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio

Con l’introduzione di questo certificato si vuole cercare di porre un freno alle frodi nazionali ed europee sul chilometraggio delle auto. I dati indicati verranno poi riversati nel Documento unico dell’auto che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista. Consultando il sito sarà quindi possibile anche conoscere il reale chilometraggio di un’auto semplicemente disponendo della targa.

Una volta chiarito ogni quanto si fa la revisione, è bene avere presente cosa si rischia in caso di mancata verifica periodica. Chi circola con un mezzo privo della revisione periodica auto va incontro ad una sanzione amministrativa di una somma variabile fra 173 e 694 €. Se il mezzo risulta possedere a suo carico altre mancate revisioni, tale sanzione può raddoppiare. L’autorità che ha colto in flagrante il conducente alla guida di un mezzo non revisionato annota sul libretto che il veicolo non può circolare, sino a quando la revisione della macchina non sarà stata eseguita. La circolazione del mezzo è consentita solo nel giorno in cui è previsto l’appuntamento presso il centro di revisione o presso la Motorizzazione.

Chi prova a circolare comunque con un mezzo sospeso e viene fermato nuovamente dall’autorità può ricevere un’ulteriore multa, compresa fra 1.998 e 7.993 €. A questo punto il mezzo subisce un fermo di 90 giorni in caso di reiterazione si procede alla confisca del mezzo. Una multa ingente è commutata anche a chi mente, dichiarando di aver effettuato la revisione dell’auto: essa è compresa fra i 430 e i 1.731 €, ed è accompagnata dal ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Ogni quanto bisogna fare la revisione?

La prima revisione di un auto nuova deve sostenuta dopo 4 anni  dall’immatricolazione e successivamente ogni due anni.

Quanto costa la revisione auto?

Il prezzo varia a seconda del officina scelta per fare la revisione. Il posto più economico (ma dove più lunga è l’attesa) è sicuramente la Motorizzazione civile, dove la revisione può essere sostenuta per 45,00 €. In tutti gli altri casi il costo è di 78,75 €.

Come verificare la data dell’ultima revisione auto?

Per verificare quando è stata fatta l’ultima revisione del proprio veicolo è sufficiente andare sul Portale dell’Automobilista, messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, e nell’apposita sezione indicare tipo di veicolo e numero di targa.

Come si controlla la scadenza della revisione dell’auto

Come si controlla la scadenza della revisione dell'auto

La revisione dell’auto è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada, che serve a garantire che le condizioni del veicolo siano tali da poter circolare in sicurezza sulla rete stradale. Pertanto, dimenticarsi di sottoporre il proprio veicolo a questo accertamento periodico può comportare sanzioni e multe in caso di controllo. Per questo, è molto utile sapere come controllare quando è stata fatta l’ultima revisione di un veicolo, e quindi quando si dovrà procedere a farne una nuova.

Inoltre, tale controllo risulta essenziale anche per quelli che si accingono ad acquistare un’auto usata: controllare il certificato di revisione disponibile online consente, infatti, di conoscere i chilometri posseduti dal mezzo al momento dell’ultima revisione, dato divenuto oggi ancora più veritiero grazie all’introduzione del nuovo certificato di revisione. Scopri nella nostra guida tutti i passaggi.

INDICE
Controllo revisione auto: a cosa serve?
Calcolo scadenza revisione auto: come fare
Verifica revisione auto: quando fidarsi dei chilometri inseriti

Come molti automobilisti sanno, la revisione dell’auto consiste in un controllo obbligatorio, indispensabile a verificare l’idoneità del mezzo a circolare. Durante tale controllo, il tecnico accerta lo stato della meccanica e della carrozzeria del mezzo, oltre ai suoi livelli di sicurezza durante la marcia, e che le emissioni inquinanti e rumorose non superano i limiti stabiliti dalla legge

Controllare la revisione auto online consente di avere un quadro chiaro del mezzo stesso, in quanto ad ogni revisione l’accertatore inserisce i dati, le condizioni del veicolo e i chilometri posseduti.

Dopo le varie verifiche alla vettura effettuate dai meccanici autorizzati, verrà poi consegnato il certificato di revisione, un documento contenente i dati identificativi dell’auto, quelli relativi alle verifiche ed anche il chilometraggio della vettura sottoposta a revisione. Queste informazioni si rivelano molto importanti per chi è in procinto di acquistare un’auto usata: se un acquirente vorrà effettuare la verifica revisione auto da targa basterà inserire la targa di un veicolo per accedere a queste informazioni, finora considerate sensibili.

Per verificare la scadenza revisione auto basterà collegarsi al sito ufficiale del Portale dell’Automobilista. Una volta nella Homepage è necessario raggiungere la sezione dei “Servizi Online” e da qui la funzione di “Verifica Ultima Revisione”. La schermata che si apre richiede la compilazione di pochi campi. Dopo aver inserito la tipologia del mezzo e la targa corrispondente, basta avviare la ricerca. La schermata indicherà il tipo di mezzo, la sua targa, la data dell’ultima revisione, l’esito della revisione ed infine i chilometri posseduti dal veicolo in quel momento.

Per conoscere quindi quando eseguire la nuova revisione non si dovrà far altro che calcolare 2 anni esatti dall’ultimo controllo: la revisione è ritenuta valida entro i limiti di legge se eseguita a due anni dall’ultima e comunque entro l’ultimo giorno del mese corrispondente.

Verifica bollo auto: il check anche online

Se ad esempio, l’ultima revisione è stata effettuata l’11 ottobre 2021, la prossima dovrà essere completata entro il 31 ottobre 2023. Il costo per la revisione auto va dai 45 e ai 78,75 euro.

Controllare la revisione auto online, quindi, è una procedura estremamente semplice e veloce che in pochi click consente di conoscere tutti i dati della propria vettura o di quella usata che si vuole acquistare.

Se in passato poteva essere complesso verificare la veridicità dei chilometri percorsi da un’automobile, a partire dal 31 marzo 2019 questo controllo è diventato decisamente più agevole e veritiero. Da questa data, infatti, una volta effettuata la revisione verrà rilasciato il certificato di revisione, un documento che contiene sia i dati identificativi dell’auto che quelli relativi alle verifiche, compreso anche il chilometraggio.

Con l’introduzione di questo certificato, che verrà rilasciato al proprietario della vettura, si vuole ottenere una banca dati veritiera relativa al chilometraggio delle vetture. I dati indicati nel certificato di revisione vengono inseriti nel Documento unico dell’auto che a sua volta sarà caricato online sul Portale dell’Automobilista.

Consultando il sito sarà quindi possibile conoscere non solo il reale chilometraggio di un’auto in vendita, ma anche verificare la scadenza revisione auto.

Smarrimento patente: dalla denuncia al duplicato, ecco cosa fare

smarrimento-patente

Perdere un documento è sempre un’esperienza stressante, visto che spesso implica contorti procedimenti burocratici per cercare di riottenerlo. Fortunatamente, però, nel caso di smarrimento della patente, così come in caso di furto, la procedura si è piuttosto semplificata rispetto al passato. Infatti, in molti casi sono le stesse forze di polizia o i carabinieri presso cui si denuncia lo smarrimento che trasmettono la richiesta del duplicato. Scopri nella nostra piccola guida tutti i passaggi da seguire, i costi da sostenere e tutti gli altri dettagli utili.

INDICE
 Smarrimento patente: cosa fare
 Denuncia smarrimento patente
 Duplicato patente: dove richiederlo
Duplicato patente online
 Costo duplicato patente
Patente rubata: cosa fare?

Se si smarrisce la patente si deve seguire un iter preciso per avere in breve tempo un documento provvisorio che consenta di tornare alla guida di un veicolo nell’attesa del duplicato della patente di guida.

L’iter si compone di tre step:

  • denuncia smarrimento patente;
  • richiesta duplicato patente;
  • pagamento bollettino PagoPA.

Nel momento in cui ci si accorge di aver smarrito la propria patente di guida sarà necessario recarsi presso una caserma dei Carabinieri per procedere con la denuncia di smarrimento. Questo procedimento deve essere compiuto entro 48 ore dalla scoperta dello smarrimento e sarà fondamentale portare con sé un documento di identità valido e due fototessere per poter successivamente procedere alla richiesta di duplicato.

Completata la denuncia, e presentato il documento di identità e le foto tessere richieste, verrà rilasciato un permesso provvisorio di guida con validità 90 giorni con il quale sarà possibile circolare in attesa del duplicato.

Completata la procedura di denuncia di smarrimento patente, ed entrati in possesso del permesso di guida provvisorio, si potrà procedere con la richiesta di duplicato patente smarrita all’Ufficio Centrale Operativo del Ministero dei Trasporti.

Per poter procedere con questa istanza sarà necessario essere in possesso dei documenti richiesti ed effettuare il pagamento dell’operazione. Il Ministero dei Trasporti provvederà all’invio del duplicato entro 45 giorni dalla denuncia.

La richiesta potrà essere presentata:

  • dal diretto interessato, previa esibizione di un documento d’identità in corso di validità;
  • da una persona delegata, che dovrà portare con sé il documento d’identità valido, una delega su carta semplice sottoscritta dal titolare ed una fotocopia del documento d’identità valido del delegante;
  • da un ufficio di pratiche auto o da un’autoscuola;
  • Se la patente smarrita è meccanizzata, cioè censita nell’archivio nazionale dei cittadini italiani abilitati alla guida ed è duplicabile, saranno i carabinieri o la polizia ad inoltrare la richiesta per il duplicato.

L’interessato dovrà consegnare due fotografie formato tessera ed apporre una firma nell’apposito riquadro presente sul permesso provvisorio di guida. Saranno poi le autorità di pubblica sicurezza a provvedere agli adempimenti per il duplicato trasmettendo tutta la documentazione ai competenti uffici della motorizzazione civile. La foto e la firma saranno scansionate e riportate sulla nuova patente.

Se la patente smarrita è non meccanizzata, sarà il titolare del documento a doversi recare alla motorizzazione civile per richiedere il duplicato della patente smarrita. L’iter da seguire è questo: compilare e presentare il modello TT 2112 per la richiesta del duplicato, fornire la copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, l’attestazione del versamento postale, due fototessere, la denuncia di smarrimento ed il permesso provvisorio di guida.

Qualora la patente di guida smarrita sia di un cittadino extracomunitario sarà fondamentale esibire anche il permesso di soggiorno o la carta di soggiorno.

Qualora non si abbia la possibilità di recarsi presso i Carabinieri o un ufficio di Polizia e un altro ufficio di polizia locale, si potrà procedere alla denuncia anche online tramite il sito extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/.

Una volta compilato il form con tutti i dati richiesti si dovrà stampare la denuncia per poi procedere alla stessa presso una stazione dei Carabinieri. Questo permetterà di risparmiare tempo, potendo usufruire di una corsia preferenziale. Una volta giunti presso la Stazione o Tenenza del Carabinieri, si dovranno comunque presentare il documento di identità e le foto tessere richieste. Verrà così rilasciato un permesso provvisorio di guida con validità 90 giorni con il quale sarà possibile circolare in attesa del duplicato.

Nel caso in cui il duplicato non arrivi entro 45 giorni è possibile contattare il numero verde 800232323. Il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14.

patente-digitalizzazione

In caso di smarrimento, i costi per ottenere il duplicato della patente sono tutto sommato contenuti ed ammontano a poco meno di 12 euro. Sono così composti:

  • Diritti DDT: 10,20 €
  • Commissioni: 1,51 €

Il pagamento deve avvenire via bollettino PagoPA, generabile attraverso il Portale dell’Automobilista per la tariffa ‘2E – Duplicato Patente per Smarrimento, Sottrazione, Distruzione’. In caso di mancato pagamento, il procedimento di duplicazione verrà interrotto, sia in caso di patente meccanizzata che non.

Nel caso in cui la patente sia rubata, magari a seguito del furto del portafoglio o della borsa all’interno della quale veniva custodita, l’iter da seguire per ottenerne un duplicato è identico a quello suggerito in caso di smarrimento.

Non ci sono differenze né di procedura né di costi. Ci si reca preso una stazione dei Carabinieri o della Polizia e si procede alla denuncia. Anche in questo caso, per snellire l’iter, si può procedere a una prima compilazione dei moduli online, sempre collegandosi al sito extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/.

Cose da sapere

Cosa fare in caso di smarrimento della patente?

In caso di smarrimento della patente si deve innanzitutto procedere con la denuncia entro 48 ore alla polizia o ai carabinieri, e poi alla richiesta del duplicato.

Dove si sporge denuncia per lo smarrimento della patente?

La denuncia di smarrimento patente può essere effettuata presso una caserma dei carabinieri o presso la polizia,  portando con sé un documento di identità valido e due fototessere per poter successivamente procedere alla richiesta di duplicato.  Si può sporgere denuncia anche online, tramite il sito https://extranet.carabinieri.it/DenunciaViaWeb/ ed un volta compilato il form con tutti i dati richiesti si dovrà stampare la denuncia.

Come si richiede il duplicato patente smarrita?

Il duplicato della patente può essere richiesto all’Ufficio Centrale Operativo del Ministero dei Trasporti. Per poter procedere con questa istanza sarà necessario essere in possesso dei documenti richiesti ed effettuare il pagamento dell’operazione. Il Ministero dei Trasporti provvederà all’invio del duplicato entro 45 giorni dalla denuncia.

Quanto costa il duplicato della patente?

Il costo del duplicato della patente è di circa 12 euro.