Bollo auto: come controllare se si è in regola e come pagare in caso di arretrati

Verifica bollo auto: il check anche online

Il bollo auto è una tassa obbligatoria che ogni automobilista è tenuto a pagare per poter circolare senza problemi. Può capitare, però, che per dimenticanza o distrazione, a volte ci si dimentichi di versare l’importo dovuto. Il mancato pagamento del bollo auto può comportare sanzioni, interessi di mora e, nei casi di ripetuta inadempienza, anche il fermo amministrativo del veicolo. Se un veicolo ha un fermo amministrativo, non può essere venduto né circolare fino al saldo del debito. Ci sono vari modi per verificare se si è in regola con il pagamento del bollo auto.

Come controllare la propria posizione

Il primo è quello di entrare nel sito dell’Agenzia delle Entrate. Basta accedere alla sezione dedicata al bollo auto, inserire il numero di targa e i dati personali per visualizzare i pagamenti degli ultimi anni. Una verifica sullo stato dei pagamenti è possibile anche attraverso il sito dell’ACI, che offre un servizio di consultazione online. Accedendo al portale ACI e selezionando la sezione “Bollo Auto”, è possibile verificare lo stato dei pagamenti, inserendo il numero di targa e il codice fiscale del proprietario.

Ci sono poi le app IO e PagoPA. In alcune regioni è possibile consultare e pagare il bollo auto tramite queste applicazioni. Anche in questo caso, basta accedere con i propri dati per verificare lo stato dei pagamenti. Se si preferisce una verifica di persona, è possibile recarsi presso un ufficio postale, un’agenzia ACI o in tabaccherie abilitate con il servizio Lottomatica, dove possono controllare se ci sono bolli arretrati.

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Come rimediare per saldare il debito

Se si scopre di avere bolli auto non pagati, ci sono diverse modalità per regolarizzare la tua situazione. Ci si può rivolgere, per esempio, a uno dei numerosi servizi online che permettono di mettersi in pari. Sono disponibili consultando il sito dell’Agenzia delle Entrate, quello dell’ACI o le app IO e Pago PA. Permettono di pagare eventuali arretrati e di sanare la propria posizione. In caso di debito elevato, alcune regioni consentono di richiedere una rateizzazione. Questa opzione è disponibile solo se l’importo supera una certa soglia, e spesso è necessario contattare l’ente di riferimento per verificare i requisiti e le modalità di rateizzazione. 

Se il pagamento del bollo è in ritardo, ma non è ancora stata avviata una procedura di recupero da parte dell’ente (come la notifica di un avviso di accertamento), è possibile pagare una piccola sanzione ridotta tramite il ravvedimento operoso, che permette di sanare il ritardo a un costo inferiore. Se non si regolarizza spontaneamente il pagamento del bollo, l’ente responsabile può emettere un avviso di accertamento. In questi casi, il debito aumenta perché si aggiungono interessi e sanzioni. È sempre meglio pagare il bollo in tempi brevi per evitare queste maggiorazioni.

Patente B: come si svolge la prova pratica durante l’esame

Esame patente: ecco come funziona il quiz patente

Molti ragazzi, una volta raggiunti i 18 anni d’età, non vedono l’ora di prendere la patente B e iniziare finalmente a guidare un’automobile. L’esame, come è noto, si compone di una prova scritta e di una prova pratica. Se per la teoria la cosa migliore è quella di studiare e di allenarsi con i quiz, per la guida è consigliabile presentarsi preparati sapendo cosa accade durante l’esame. Ecco come si svolge.

L’esame pratico di guida per la patente B si articola in diverse fasi, durante le quali l’esaminatore valuta le capacità di guida del candidato, con un’attenzione particolare alla sicurezza e al rispetto delle norme del Codice della Strada. 

Premesso che prima dell’esame, il candidato deve aver frequentato le lezioni di guida obbligatorie con un istruttore professionista, solitamente presso un’autoscuola; avere almeno 6 mesi di foglio rosa, che permette di esercitarsi alla guida; avere con sé la documentazione necessaria il giorno dell’esame, come il foglio rosa e un documento d’identità.

quiz patente

Come inizia l’esame pratico per la patente B

L’esame pratico di guida si svolge generalmente presso il centro di esame o in un punto di ritrovo indicato dall’autoscuola. Prima di iniziare, l’esaminatore verifica la documentazione del candidato e dell’istruttore. Poi, l’esaminatore può chiedere al candidato di effettuare alcuni controlli sul veicolo, come la verifica dei liquidi (olio e acqua), degli pneumatici (pressione e usura), dell’accensione delle luci e delle frecce. Questo serve a valutare la conoscenza del candidato delle funzionalità di base del veicolo.

Le manovre da imparare

Il candidato inizia l’esame dimostrando la propria abilità nel controllo del veicolo attraverso alcune manovre specifiche:

  • Parcheggio. L’esaminatore può chiedere di effettuare un parcheggio in parallelo, a “S” o a 90 gradi. La precisione nel parcheggio, la correttezza nelle manovre e l’attenzione agli altri veicoli sono fattori valutati.
  • Retromarcia e inversione. Viene richiesto spesso di fare una retromarcia e di eseguire un’inversione di marcia su strada. È importante mantenere il controllo del veicolo e utilizzare correttamente gli specchietti.
  • Partenza in salita. Se possibile, l’esaminatore può chiedere di effettuare una partenza in salita, utile per verificare la gestione dell’auto in condizioni più difficili.

Quando si rischia la revoca della patente e come fare per riaverla? 1

La guida su strada

Durante l’esame il candidato affronta anche la prova di guida su strada. In questa fase, il candidato guida su diversi tipi di strade (cittadine e, dove possibile, extraurbane) sotto la supervisione dell’esaminatore. Gli aspetti valutati includono il rispetto delle norme del codice della strada, la capacità di interpretare correttamente le situazioni valutando come vengono effettuati i cambi di corsia, come si gestisce la partenza a un incrocio tra precedenze e stop, l’uso delle frecce e la capacità di avere una marcia prudente e sicura. Si presta attenzione anche alla fluidità della guida, alla padronanza del cambio marcia, alla capacità di prevedere eventuali situazioni di pericolo, all’uso corretto degli specchietti e al mantenimento della distanza di sicurezza. 

Conclusione dell’esame

Al termine della prova, l’esaminatore fornisce un feedback immediato al candidato. In caso di superamento dell’esame, l’esaminatore rilascia un documento provvisorio che funge da patente temporanea, mentre la patente vera e propria viene inviata per posta dopo pochi giorni. In caso di bocciatura, l’esaminatore comunica i motivi che hanno portato all’insuccesso. Il candidato può ripetere l’esame dopo un mese.

Nuovo Codice della Strada: ecco tutte le novità da sapere

Nuovo codice della strada 2021

Muoversi su strada con un veicolo motorizzato (e non solo) comporta il rispetto di alcune regole fondamentali dettate dal Codice della Strada. Chi non rispetta queste norme può incorrere in severe sanzioni. Inoltre, la violazione delle regole può mettere a rischio la sicurezza altrui.

Con l’arrivo del 2024 è stato rivisto il Codice della Strada. Il Governo ha approvato con successo le modifiche apportate al nuovo Codice, rese necessarie dall’aumento degli incidenti a bordo delle vetture. Le nuove norme vanno ad intervenire in maniera piuttosto profonda su diversi elementi, incidendo a 360° sulla mobilità.

INDICE
Codice della Strada: le regole per i neopatentati
Codice della strada: multe e sanzioni
Codice della strada: alcol e droghe
Codice della strada: cellulare alla guida
Codice della strada: l’assicurazione
Codice della strada: monopattini e biciclette

Secondo le nuove regole i neopatentati non potranno guidare auto di cilindrata superiore a 75 kW/t. Questo divieto vale solo per chi avrà conseguito la patente dopo l’introduzione del nuovo Codice della Strada 2024. 

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Oltre alla multa, in caso di eccesso di velocità o di guida pericolosa, è prevista la sospensione della patente. Quest’ultima viene applicata se sulla patente sono presenti meno di 20 punti e vale dai 7 ai 15 giorni. Inoltre, nel caso di utilizzo del cellulare alla guida valgono le stesse sanzioni. Per chi guida sotto effetto di droghe e commette gravi reati al volante viene introdotto l’ergastolo della patente. Nelle scuole superiori saranno promossi dei corsi di educazione stradale, grazie ai quali si potranno ottenere due punti aggiuntivi sulla patente.

Aumentano le multe per chi guida sotto l’effetto di alcol, con un importo che va da un minimo di 573 € fino a un massimo di 6.000 €. Il nuovo Codice della Strada introduce anche l’omologazione degli autovelox a livello nazionale. I dispositivi di rilevamento della velocità dovranno essere inseriti solo dove necessario e potranno rilevare più di una sanzione nello stesso momento. Sarà introdotta una novità anche per le ZTL. Le multe per chi esce da una ZTL saranno eliminate per chi era entrato negli orari in cui era permesso. 

A causa dei numerosi incidenti, per chi guida sotto l’effetto di alcol e droghe sono previste sanzioni pesanti. Chi ha già precedenti per guida in stato di ebrezza avrà il divieto assoluto di assumere alcol prima della guida. Dovrà, inoltre, montare sulla vettura l’alcolock, uno strumento che blocca l’accensione del veicolo nel caso in cui il tasso alcolemico non sia pari a zero. Di seguito le sanzioni nello specifico: 

  • Da 573 a 2.170 euro e sospensione della patente dai 3 ai 6 mesi: tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 grammi per litro. 
  • Da 800 a 3.200 euro e arresti fino a 6 mesi: tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro.
  • Da 1.500 a 6.000 euro, sospensione della patente e arresto dai 6 mesi a un anno: oltre i 1,5 grammi per litro. 

In tutti i casi è prevista la decurtazione di 10 punti dalla patente. 

Per chi guida sotto l’effetto di droghe, verrà effettuato un test salivare. Il test positivo comporta il ritiro della patente per tre anni. Il test salivare può essere effettuato sia sul luogo del controllo sia in strutture sanitarie pubbliche o accreditate per il prelievo.  

Quando si rischia il ritiro della patente e come fare a riaverla

Codice della Strada: cellulare alla guida/sta_anchor]

Per l’uso del cellulare alla guida le sanzioni sono molto più rigide:

  • Punti sulla patente tra 10 e 20: si applica il ritiro della patente per una settimana.
  • Meno di 10 punti sulla patente: sospensione della patente per 15 giorni.
  • Prima infrazione: multe da 250 a 697 euro e sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.
  • In caso di recidiva: sanzioni da 350 a 588 euro e sospensione della patente da 1 a 3 mesi, con decurtazione di 8-10 punti. 

Codice della Strada: l’assicurazione/sta_anchor]

Il Nuovo Codice della Strada introduce delle novità sull’assicurazione delle auto. Il proprietario dovrà avere la responsabilità di verificare che l’assicurazione sia valida e in regola anche quando il veicolo è utilizzato da altre persone. L’obiettivo è garantire maggiore sicurezza e ridurre i rischi in caso di incidente. 

Micromobilità: arrivano gli incentivi per bici e monopattini elettrici

Codice della Strada: monopattini e biciclette/sta_anchor]

Il Nuovo Codice della Strada promuove l’introduzione della targa, di luci e di assicurazione anche per i monopattini elettrici. È obbligatorio l’utilizzo del casco, non più solo per i minorenni. Di seguito le sanzioni per chi non rispetta la nuova regolamentazione: 

  • Multe da 100 a 400 euro: per chi utilizza un monopattino sprovvisto di assicurazione.
  • Multe da 200 a 800 euro: per monopattini senza luci e freni su entrambe le ruote. 

Inoltre, per i monopattini sarà introdotto il divieto di circolare contromano e nelle aree extraurbane, e di sostare sui marciapiedi. Dovrà essere rispettato il limite di velocità di 50 km/h. I monopattini in sharing verranno bloccati in caso di accesso nelle aree non concesse. 

Per i ciclisti sarà prevista una maggiore sicurezza. In caso di sorpasso su strade urbane ed extraurbane da parte delle automobili, queste dovranno rispettare una distanza di sicurezza di almeno 1,5 metri. 

Rimborso bollo auto: ecco come funziona nel 2024

Rimborso bollo auto: ecco come funziona nel 2020

Tra le numerose tasse e spese che ogni automobilista deve a pagare il bollo auto è sicuramente una delle meno amate. Tuttavia, in alcuni casi è possibile ottenere il rimborso bollo auto. Di solito questa possibilità si presenta quando si rottama un veicolo prima della scadenza del bollo, o quando questo viene venduto. Scopriamo quando e in quali regioni è previsto. 

INDICE
 Rimborso bollo auto: in quali casi si può richiedere
 Rimborso bollo auto rottamata
 Rimborso bollo auto venduta
 Rimborso bollo auto venduta a concessionario
 Rimborso bollo auto in caso di cambio regione
 Come richiedere rimborso bollo auto

A prescindere dall’effettivo utilizzo della propria vettura, il solo possesso dell’auto comporta per ogni automobilista l’obbligo di versare alla regione di residenza il pagamento del bollo. In alcuni casi, però, è possibile ottenere il rimborso di quanto già pagato:  vediamo i dettagli.

Nel caso in cui sia avvenuto il pagamento del bollo e ci sia stata la rottamazione dell’auto nel corso dell’anno, è possibile chiedere il rimborso di quanto versato. Possono usufruire di questo vantaggio solo gli automobilisti residenti in Piemonte, Lombardia, Veneto e province autonome di Trento e di Bolzano, nonché tutte quelle regioni che hanno adottato questo provvedimento. 

RIMBORSO BOLLO AUTO PIEMONTE – Per i residenti in Piemonte, in caso di rottamazione dell’auto il rimborso può essere richiesto, ma il periodo di non godimento del bene deve essere pari ad almeno un quadrimestre. Nel caso in cui l’auto sia stata rottamata 3 mesi dopo il pagamento del bollo, il rimborso spetterà per i restanti nove mesi. Il contribuente può decidere se procedere con il rimborso o con la compensazione. Nel primo caso, la somma dovuta sarà restituita, nel secondo caso la somma da rimborsare sarà trasferita su un nuovo bollo auto. 

RIMBORSO BOLLO AUTO LOMBARDIA – In Lombardia si può richiedere il rimborso del bollo se la rottamazione non avviene nell’ultimo mese del periodo di imposta. L’importo richiesto non deve essere inferiore a 15,01 euro. Il rimborso non è previsto nel caso in cui il veicolo viene venduto prima della scadenza della tassa. In questo caso il proprietario non dovrà pagare nulla fino alla scadenza successiva. 

RIMBORSO BOLLO AUTO VENETO – In Veneto è possibile richiedere il rimborso parziale della tassa automobilistica se l’auto viene rottamata, solo ed esclusivamente se il periodo per il quale è già stato pagato il bollo non viene goduto. Il periodo dovrà essere almeno di quattro mesi. Per far sì che l’istanza di rimborso venga accolta, l’evento di rottamazione dell’auto e della conseguente perdita di possesso, dovrà essere annotata ufficialmente presso il Pubblico Registro Automobilistico. La somma richiesta non dovrà essere inferiore a 30 euro. 

RIMBORSO BOLLO AUTO P. A. TRENTO E BOLZANO – Per quanto riguarda le Province autonome di Trento e Bolzano, il rimborso è dovuto parzialmente. Il rimborso sarà direttamente proporzionale al numero di mesi (minimo 4) in cui non si è goduto del veicolo. 

Qualora si sia pagato il bollo auto e nelle 12 mensilità si venda la vettura di proprietà non sarà possibile in alcun modo ottenere il rimborso del bollo auto già pagato. La tassa regionale non potrà nemmeno essere trasferita sul nuovo veicolo acquisto. Pertanto è sempre opportuno far coincidere la vendita con il mese di scadenza del bollo per evitare di pagare due volte il tributo in caso di acquisto di un’auto nuova. 

 

Bollo auto Regione per Regione

In caso di vendita di un veicolo ad un concessionario, se la proprietà dell’auto dovesse cambiare nel mese del pagamento, questo dovrà essere corrisposto dal nuovo proprietario. Sarà quindi il concessionario a dover coprire il costo del bollo fino alla vendita a terzi e non il vecchio proprietario. 

In caso di cambio regione il bollo dovrà essere corrisposto alla nuova regione. L’importo richiesto verrà calcolato sulla base dei kW della vettura. Per continuare ad usufruire della Legge 104 ed essere esenti dal pagamento del bollo, si deve presentare un’istanza entro 90 giorni dalla scadenza del pagamento del bollo. Questo perché la Legge 104 varia da regione a regione. 

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Nei casi in cui sia possibile ottenere il rimborso bollo auto sarà il proprietario del veicolo che dovrà presentare istanza di rimborso all’ufficio tributi della propria regione o provincia autonoma di residenza. Sarà necessario allegare un documento di identità valido e la relativa documentazione. Nella presentazione della domanda dovranno essere riportati nome, cognome, residenza, codice fiscale (o partita IVA) e numero di telefono del richiedente oltre alle modalità con cui si vuole ricevere il rimborso. La domanda di rimborso bollo auto deve essere presentata entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento nei termini di legge. 

I residenti in Lombardia potranno collegarsi a questa pagina e scaricare il modulo allegato, compilarlo e consegnarlo a mano o inviarlo online, tramite posta ordinaria o tramite  insieme ad una copia di un documento di identità. 

I residenti in Veneto potranno collegarsi a questa pagina per scaricare il modulo necessario per chiedere il rimborso bollo auto. 

Per i residenti in Piemonte si potrà presentare la domanda di rimborso esclusivamente in via telematica. La documentazione è scaricabile a questo link, mentre per gli automobilisti residenti nelle Province autonome di Trento e Bolzano si potrà trovare il modulo dedicato consultando la sezione specifica del sito ACI. 

 

Passaggio di proprietà auto: calcolo, costi e i documenti necessari nel 2024

Come risparmiare per il passaggio di proprietà dell'auto

Tutti gli autoveicoli sono beni mobili e registrati, ovvero all’acquisto si ottiene anche il relativo certificato di proprietà. Questo implica che, se si sceglie di acquistare un’automobile usata, bisogna necessariamente compiere il passaggio di proprietà, per certificare la cessione del mezzo dal vecchio al nuovo proprietario.

Sbrigare la pratica per il passaggio dell’auto in completa autonomia è il modo migliore per risparmiare.

Quando si acquista un veicolo, si ottiene anche il relativo certificato di proprietà. Se si decide di acquistare un’automobile usata, è necessario effettuare il passaggio di proprietà per certificare il trasferimento del veicolo dal vecchio al nuovo proprietario. Se, invece, il veicolo viene acquistato presso una concessionaria, sarà questa ad occuparsi del processo burocratico.

Se la compravendita avviene tra due privati, si hanno due opzioni:

  1. Affidarsi ad un’agenzia di pratiche auto
  2. Gestire la procedura autonomamente

La procedura per il passaggio di proprietà non è particolarmente complicata, purché si seguano alcune indicazioni, come il limite di 60 giorni per aggiornare i dati sul libretto di circolazione. Esaminiamo tutti i dettagli in questa breve guida.

INDICE
Passaggio di proprietà: cosa serve?
Passaggio di proprietà: costo
Passaggio di proprietà: come calcolarne il costo
Passaggio di proprietà: dove costa meno?
Il documento unico di circolazione
Passaggio di proprietà: dove farlo
Passaggio di proprietà: tutti i documenti necessari
Passaggio di proprietà: la minivoltura

La procedura per il passaggio di proprietà richiede una serie di documenti essenziali tra cui: l’istanza unificata, la carta di circolazione o il Documento Unico, il certificato di proprietà e l’atto di vendita del veicolo con firma autenticata. Inoltre, è necessario presentare una copia del documento d’identità e del codice fiscale dell’acquirente. Per i cittadini extracomunitari c’è bisogno di una copia del permesso di soggiorno.

È anche richiesto il pagamento di una marca da bollo di 16 euro. Ci si deve poi recare presso un ufficio della motorizzazione, o al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e compilare due moduli:

  • Documento con richiesta di passaggio di proprietà
  • Documento per l’aggiornamento dei dati riportati sul libretto di circolazione.

Per poter portare a termine la pratica, entrambi i documenti devono essere firmati sia dall’acquirente che dal venditore. La procedura si conclude nel giro di qualche giorno, con la consegna del Certificato di Proprietà aggiornato.

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Il costo del Passaggio di Proprietà varia a seconda di alcuni fattori, tra cui il tipo di veicolo e la provincia di residenza. Tra i costi abbiamo:

  • L’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT): per le auto fino a 53 kW è di 181 euro, per veicoli oltre questa soglia è calcolata proporzionalmente ai kW. Le provincie possono aumentare questa imposta fino a un massimo del 30%.
  • Emolumenti ACI: fissati a 27 euro.
  • Costi per l’istanza unificata e il rilascio del Documento Unico: 32 euro per l’istanza unificata più 16 euro per il rilascio del Documento Unico.
  • Diritti DT (Motorizzazione Civile): intorno ai 10,20 euro.
  • Imposta di bollo: 16 euro.

Questa procedura si applica nel caso in cui la vettura acquistata sia dotata di Certificato di Proprietà tradizionale (cartaceo). Nel caso di Certificato di Proprietà Digitale (introdotto nel 2015) la procedura è simile, ma necessita della cosiddetta “materializzazione”, fortunatamente gratuita.

Il passaggio di Proprietà comprende, quindi, il pagamento di una parte di costi fissi e una parte di costi variabili. Questi ultimi sono associati alla potenza della vettura acquistata:

  • Per i veicoli fino a 53 kW il costo fisso è pari a 150,81 euro.
  • Per vetture con potenza superiore ai 53 kW si paga un sovrapprezzo pari a 3,5119 euro, che può essere incrementato fino ad un massimo del 30%, arrivando ad un massimo di 4,56 euro.

Vendere un’auto usata: tutti i passaggi da seguire

Qual è, quindi, il costo del passaggio di proprietà? I costi fissi, tra marche da bollo, competenze e tributi, sono pari a 85,20 euro. A questi vengono aggiunti i 150,81 euro di IPT, ovvero la quota minima che si può spendere per la tassa provinciale di trascrizione senza sovrapprezzi legati alla potenza delle singole autovetture. Agendo in autonomia, l’importo minimo stimato è quindi pari a 236,01 euro. Questo è il metodo che permette un risparmio maggiore. Se ci si rivolge ad un’agenzia, questa chiederà i costi per il proprio servizio.

Il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà del veicolo (DU) è stato introdotto dal primo gennaio 2020, con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n.98/2017. Sostituisce la Carta di Circolazione e il Certificato di Proprietà del veicolo (CDP cartaceo o CDPD digitale). Il DU è costituito dall’attuale modello di Carta di Circolazione, con l’aggiunta dei dati relativi alla situazione giuridico-patrimoniale del veicolo presenti nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Viene rilasciato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ed è necessario per la circolazione del veicolo. Dal 1° ottobre 2021, al posto della Carta di Circolazione e del CDPD, verrà sempre rilasciato il DU.

Per i veicoli iscritti al PRA precedentemente al 1° ottobre 2021, il DU verrà rilasciato alla prima operazione per la quale è previsto il rilascio di un nuovo DU:

  • Trasferimento di proprietà
  • Reimmatricolazione
  • Rinnovo di iscrizione
  • Rilascio DU a seguito di carta di circolazione e/o CdP smarrito, deteriorato o rubato.

Il passaggio di proprietà “fai da te” può essere effettuato presso il Comune, la Motorizzazione Civile o una delegazione ACI.

Per eseguire il passaggio di proprietà presso il Comune, il venditore dovrà recarsi in uno degli uffici preposti per autenticare la firma. In seguito dovrà pagare un importo di 16 euro per la marca da bollo. Dopo questa operazione, l’acquirente avrà 60 giorni di tempo per richiedere il nuovo certificato di proprietà al PRA e aggiornare la carta di circolazione presso la Motorizzazione Civile.

Per quanto riguarda il passaggio di proprietà effettuato presso la Motorizzazione Civile, l’autenticazione della firma e l’aggiornamento dei dati del nuovo proprietario devono essere eseguiti contestualmente.

Nel caso in cui il passaggio di proprietà venga effettuato presso una delegazione ACI, dopo l’autenticazione della firma, sarà necessario registrare il passaggio di proprietà presso l’unità territoriale ACI – Pubblico Registro Automobilistico (PRA) entro 60 giorni. Qui verrà rilasciato il certificato di proprietà digitale aggiornato. Successivamente, si dovrà richiedere l’aggiornamento della carta di circolazione presso l’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile. Se l’autenticazione della firma avviene presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista, sarà obbligatoria l’immediata registrazione del passaggio di proprietà.

Al via la prevendita della nuova Audi A7 Sportback 3

La documentazione necessaria per il passaggio di proprietà varia per le auto nuove e le auto usate. Per quanto riguarda le prime è essenziale il modello TT2119 per aggiornale il libretto di circolazione. Per le auto nuove è, invece, richiesto:

  • Il certificato di proprietà (digitale o cartaceo)
  • Il libretto di circolazione
  • L’atto di vendita autenticato in bollo
  • I documenti di identità e i codici fiscali di compratore e venditore
  • Eventuale dichiarazione sostitutiva con cui l’acquirente dichiara la residenza, se diversa da quella inserita nel documento di identità
  • Eventuali deleghe, necessarie nel caso in cui l’acquirente nomini un delegato per effettuare il passaggio di proprietà della sua auto.

Il mini passaggio di proprietà, anche detto minivoltura, avviene quando si vende la propria auto a una concessionaria. Questa procedura permette al venditore di liberarsi da ogni responsabilità riguardante il veicolo. Il mini passaggio di proprietà è necessario in quanto l’auto rimane temporaneamente in mano alla concessionaria prima di essere ceduta a un nuovo acquirente.

Questa pratica offre alcuni vantaggi, come l’esenzione dall’Imposta Provinciale di Trascrizione e una riduzione degli emolumenti ACI.

Per effettuare il mini passaggio di proprietà, è richiesta la stessa documentazione necessaria per un passaggio di proprietà tradizionale. Bisognerà quindi recarsi allo Sportello Telematico dell’Automobilista con i seguenti documenti:

  • Certificato di Proprietà
  • Nota di presentazione al PRA
  • Carta di Circolazione (o fotocopia)
  • Atto unilaterale di vendita comprensivo della marca da bollo del valore di 16 euro, con firma del venditore oppure, atto bilaterale con entrambe le firme (venditore e acquirente).

Divieto di sosta e fermata: ecco cosa fare in caso di multa

Divieto di sosta e fermata: ecco cosa fare in caso di multa

Fra i cartelli più capaci di confondere gli automobilisti, e quindi di procurare numerose sanzioni, troviamo il divieto di sosta e fermata. In sintesi, la fermata definisce una sospensione della marcia per un breve periodo, mentre la sosta si prolunga nel tempo. In questa guida illustriamo le disposizioni del Codice della Strada in materia e le indicazioni su come comportarsi qualora venga notificata una multa.

Divieto di sosta e di fermata: quali differenze?

Entrambi i divieti sono simboleggiati da segnali verticali (art. 38 del Codice della Strada) detti di “prescrizione”, cioè obbligano e pongono limiti agli automobilisti e sono posizionati dove inizia e dove termina la validità di tale regola. La forma del segnale di divieto è circolare e appare con uno sfondo blu incorniciato di rosso. Presenta, inoltre, una fascia diagonale in rosso, che indica un divieto di sosta prolungata nelle strade extraurbane. Nelle strade urbane vieta, invece, la sosta dalle 8 alle 20, a meno che non ci siano specifici pannelli aggiuntivi.

Il segnale di divieto di fermata ritrae una coppia di bande rosse diagonali incrociate. In questo caso, indica il divieto sia di sosta che di fermata. La principale differenza fra sosta e fermata è che la prima si protrae nel tempo, anche chiamata “parcheggio”, la seconda è una temporanea sospensione della marcia. La fermata può avvenire anche di fronte ad un divieto di sosta, purché il conducente sia pronto a ripartire. La sosta di emergenza rappresenta, invece, un caso a parte. Prevede l’interruzione della marcia quando il veicolo è inutilizzabile a causa di un’avaria, oppure l’arresto è necessario per malessere fisico del conducente o di un passeggero.

Divieto di sosta e fermata: ecco cosa fare in caso di multa 1

Come posizionare il veicolo in caso di sosta o fermata?

In assenza di specifici cartelli, il parcheggio può avvenire posizionando l’auto parallelamente alla strada, lasciando uno spazio maggiore o uguale ad un metro per la circolazione dei pedoni. In presenza di sensi unici di marcia, il parcheggio è consentito anche sul lato sinistro della carreggiata.

Quando abbiamo a disposizione spazi dedicati ai parcheggi, la vettura deve essere posizionata entro le linee di demarcazione. In caso di sosta non prolungata, bisognerà anche esporre il disco orario indicando l’ora di arrivo. Bisogna sempre ricordare di spegnere il motore del veicolo prima di abbandonarlo.

Divieto di sosta e fermata: le multe

Il divieto di sosta e di fermata è descritto nel Codice della Strada.  Codice della Strada. La prima riguarda la sospensione della marcia per un periodo di tempo prolungato, mentre la seconda è una sosta temporanea senza l’allontanamento del conducente dalla vettura. I cartelli di sosta sono molto più diffusi rispetto a quelli di fermata, per non generare confusione.

L’art. 158 cds dispone il divieto di sosta e fermata, anche in assenza di cartelli, nei seguenti casi:

  • la sosta è vietata in corrispondenza dei passaggi a livello ma non in loro prossimità;
  • nelle gallerie;
  • nei sottovia;
  • sotto i sovrapassaggi,
  • sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;
  • sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;
  • in prossimità di segnali stradali verticali e semaforici, in modo da impedirne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
  • fuori dei centri abitati;
  • in corrispondenza e in prossimità degli incroci stradali;
  • nei centri abitati la fermata è vietata in prossimità delle aree di intersezione, a più di 5 metri, salvo diversa segnalazione;
  • sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime; sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

Inoltre, sempre l’articolo 158 Codice della Strada, disciplina i casi in cui è vietata la sosta mentre è consentita la fermata e sono i seguenti:

  • allo sbocco dei passi carrabili;
  • dovunque venga impedito l’accesso ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo la sosta è vietata dovunque venga impedito lo spostamento di veicoli in sosta;
  • in seconda fila, salvo che si tratti di due veicoli a due ruote;
  • negli spazi riservati alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15 m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;
  • sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite; sulle banchine, salvo diversa segnalazione; negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;
  • nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
  • nelle aree pedonali urbane; nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
  • negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;
  • davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi; limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5 m prima e dopo le installazioni destinate all’erogazione;
  • Nei parcheggi destinati alla ricarica delle auto elettriche.

Divieto di sosta e fermata: le sanzioni pecuniarie

L’art. 158 prevede delle sanzioni in caso di violazione di uno dei divieti di sosta o fermata. Gli importi delle multe per divieti di sosta e fermata, spazi mezzi pubblici/invalidi variano:

  • da un minimo di 41 euro fino ad un massimo di 168 euro, per ciclomotori e motoveicoli a due ruote;
  • da 87 a 344 euro, per tutti gli altri mezzi.

In tutti gli altri casi la multa può essere pari:

  • nel minimo a 25 euro e nel massimo a 100, per ciclomotori e motoveicoli a due ruote;
  • nel minimo a 42 e nel massimo a 173 euro, per tutti gli altri mezzi.

L’infrazione del divieto di sosta non comporta la riduzione dei punti della patente. Per violazioni più gravi si possono, invece, perdere fino a due punti.

Divieto di sosta e fermata: cosa fare in caso di multa

La sanzione può essere pagata entro 5 giorni, con uno sconto pari al 30%. Se l’infrazione è stata contestata sul posto, tramite verbale, i cinque giorni decorrono da quel momento. Per i veicoli che infrangono il divieto di fermata è prevista la rimozione forzata.

In caso di multa per divieto di sosta e fermata, questa può essere contestata presentando un ricorso presso il Giudice di Pace territorialmente competente. In questo caso il costo del ricorso è di 43 euro. Si può anche decidere di presentare ricorso al Prefetto entro 60 giorni. In questo caso la pratica è gratuita.

 

 

Bollo auto 2024: tutto quello che c’è da sapere

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Se si possiede un’autovettura, salvo rare eccezioni, c’è una cosa che si deve fare ogni anno: pagare il bollo auto. Si tratta di una tassa obbligatoria, il cui mancato pagamento comporta multe e sanzioni. Vediamo cosa si deve sapere per essere sempre in regola.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2024

INDICE
Bollo auto 2024: le novità
Come pagare il bollo auto
Quando scade il bollo auto 2024
Come calcolare il bollo auto
Esenzione bollo auto: quando è prevista?
Bollo auto non pagato: le conseguenze

Anche quest’anno tutti gli automobilisti si troveranno a dover pagare il bollo auto. La regola di base è la seguente: tutti i proprietari di un veicolo non soggetti a esenzione devono pagare il bollo auto. Questo tributo è di competenza regionale e non nazionale ed il pagamento segue regole diverse a seconda che si tratti del primo versamento o di un rinnovo, poiché in questo secondo caso la corresponsione dell’importo è prevista secondo un calendario prestabilito e può essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente.

BOLLO AUTO REGIONE PER REGIONE:

Nell’era della semplificazione e della digitalizzazione, sono davvero numerose le possibilità offerte per pagare il bollo auto 2024. Da qualche anno a questa parte, si può saldare l’importo dovuto anche stando comodamente a casa, sfruttando l’home banking o altri canali digitali messi a disposizione.

Ecco tutte le modalità per pagare il bollo auto 2024:

  • Home Banking (online)
  • punti vendita Sisal e Lottomatica
  • Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali)
  • domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni)
  • presso gli sportelli ATM abilitati
  • sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo
  • da IO, l’app dei servizi pubblici
  • tramite Satispay
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • Presso le Agenzie di pratiche auto, tramite il sistema PagoPa

Una delle domande più ricorrenti sul bollo riguarda la data di scadenza. Quando scade il bollo auto? Per scoprirlo ci sono vari modi. Ci si può collegare al sito internet dell’Agenzia delle Entrate, oppure ci si può collegare al sito internet dell’ACI. Una volta dentro, si trova la sezione relativa e, inserendo il numero di targa, si accede a tutte le informazioni di cui si ha bisogno.

Ecco uno specchietto riepilogativo delle scadenze bollo auto 2024:

  • bollo scaduto a dicembre 2023: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2024;
  • bollo scaduto a gennaio 2023: pagamento dall’1 al 28 febbraio 2024;
  • bollo scaduto ad aprile 2023: pagamento dall’1 maggio al 31 maggio 2024;
  • bollo scaduto a maggio 2023: pagamento dall’1 giugno al 30 giugno 2024;
  • bollo scaduto a luglio 2023: pagamento dall’1 agosto all’1 settembre 2024;
  • bollo scaduto a agosto 2023: pagamento dall’1 al 30 settembre 2024;
  • bollo scaduto a settembre 2023: pagamento dall’1 al 31 ottobre 2024;
  • bollo scaduto a dicembre 2023: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2025.

Primo bollo per auto appena immatricolata? LEGGI ORA: Primo bollo auto

Volendo, c’è anche un modo per il calcolo del bollo auto in anticipo. L’importo non dipende solo dalla potenza del veicolo espressa in kW, ma anche da classe ambientale di appartenenza. Sono tutte informazioni che si trovano sul libretto dell’auto.

Bollo auto: cosa devi sapere su scadenza e pagamento 1

Come anticipato in apertura di questo articolo, non tutti gli automobilisti sono obbligati al pagamento del bollo auto. Chi usufruisce della Legge 104, e ha acquistato un veicolo nuovo con le agevolazioni previste, non sarà soggetto al pagamento del bollo. Ci sono poi esenzioni, che variano da regione a regione, per chi acquista un’auto elettrica o un’auto ibrida. In questi casi si può essere esentati dal pagamento del bollo per 2, 3, 5 o anche più anni. Su auto a basso impatto ambientale, il bollo può anche essere calcolato in modo ridotto.

Infine, ci sono esenzioni dal pagamento del bollo anche per le auto storiche con almeno 30 anni di età. Analogamente chi acquista una vettura elettrica potrà godere di una esenzione per i primi 5 anni, mentre le auto storiche con almeno 30 anni non saranno soggette al pagamento del bollo auto.

E se non si paga? In caso di mancato pagamento del bollo auto si rischia di pagare somme importanti sino ad arrivare al fermo amministrativo del veicolo. La procedura prevede l’invio all’automobilista moroso di una cartella esattoriale con l’importo richiesto maggiorato di sanzioni ed interessi. In caso si ignori anche questa richiesta verrà applicato il fermo amministrativo con tutte le problematiche pratiche che questo comporta sino ad arrivare alla cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del Pubblico registro automobilistico nella Regione di appartenenza.

Cose da sapere

Che cos’è il bollo auto?

Il bollo auto è la tassa legata al possesso di un’autovettura regolarmente iscritta al Pubblico Registro Automobilistico che deve essere corrisposta ogni anno, a prescindere dall’utilizzo o meno del proprio veicolo.

Quando pagare il bollo auto 2024?

Ad eccezione della Lombardia e del Piemonte, gli automobilisti devono provvedere al pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.

Dove si può pagare il bollo auto?

Sono ormai numerose le soluzioni possibile per pagare il bollo auto, le più comode sono: l’Home Banking della propria banca, i punti vendita Sisal e Lottomatica, l’app IO, Satispay e il sito PagoPA.

Come pagare il bollo auto?

Il bollo auto si può pagare sia online presso l’Home Banking della propria banca o sul sito dell’ACI che fisicamente presso gli Uffici Postali o in uno dei punti vendita Sisal o Lottomatica.

Come verificare il pagamento del bollo auto?

Per verificare il pagamento del bollo auto ci si può collegare al sito internet dell’Agenzia delle Entrate o accedere al portale ACI. Leggi l’approfondimento qui.

Laterali e a tendina: tipologie di airbag e loro funzionamento

airbag

Quando si parla di sicurezza stradale, al giorno d’oggi, la maggior parte delle volte ci si riferisce a dispositivi di assistenza alla guida di ultima generazione come frenata d’emergenza, monitoraggio dell’angolo cieco e pedoni e chi più ne ha più ne metta. C’è però un dispositivo di sicurezza che ormai si dà abbastanza per scontato ma che ha rappresentato una vera e propria rivoluzione in campo automobilistico. L’airbag, insomma, è uno dei sistemi di sicurezza più efficaci.

In Europa è stata la Mercedes, negli anni 80, la prima casa ad offrire questo accessorio sulle vetture di maggior pregio della sua gamma. Successivamente gli altri costruttori hanno imitato la scelta della Casa tedesca, proponendo l’airbag sulle rispettive auto.

Airbag: come funzionano

L’airbag è un dispositivo di sicurezza passiva installato all’interno dell’abitacolo. Lo si trova nel volante, nel cruscotto, nei sedili, sui fianchi del cielo (il tetto interno della vettura). Tecnicamente, è una sorta di pallone sagomato che si gonfia in pochissimo tempo in caso di urto. Esce dal vano in cui è riposto e attutisce il contatto di una parte del corpo del conducente e dei passeggeri con la vettura. A questo proposito è bene ricordare che a causa delle forze in gioco, è fondamentale avere sempre le cinture di sicurezza allacciate, in modo che l’airbag lavori al meglio.

L’esplosione dell’airbag è comandata da un sensore che rileva una decelerazione anomala e che interpreta questa variazione improvvisa di velocità come un urto. A questo punto, la centralina che elabora il segnale, attiva un detonatore che innesca un’esplosione controllata che porta al gonfiaggio del pallone. Il tutto in un tempo che va dai 30 ai 50 millesimi di secondo. Purtroppo, una volta che l’airbag è uscito dalla propria sede, è necessario sostituire tutto il meccanismo e anche alcuni rivestimenti interni della vettura, che si aprono proprio per consentire la fuoriuscita del pallone.

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Airbag: cosa significa la spia

A garanzia del fatto che gli airbag sono in corretto stato e sono pronti a funzionare in caso di necessità, ogni volta che si accende il quadro strumenti per accendere l’auto, si nota sul cruscotto una spia di colore rosso che ritrae un passeggero seduto con la cintura di sicurezza ed un pallone frontale. Questa si accende sempre per poi spegnersi poco dopo. Il consiglio è quello di recarsi in un centro assistenza o presso un’officina autorizzata nel caso in cui la spia restasse accesa. Ma vediamo che tipi di airbag esistono.

Airbag: quelli frontali

Gli airbag frontali sono i primi a essere stati inventati. Inizialmente ce n’era solo uno, dentro il volante, a protezione del conducente. Poi è arrivato un secondo airbag frontale, annegato nella plancia, dedicato alla protezione del passeggero anteriore.

Airbag: quelli laterali

Gli airbag laterali si sono diffusi rapidamente nel corso degli ultimi anni ed hanno come finalità quella di proteggere gli occupanti del veicolo in caso di impatto laterale ed offrono un’adeguata protezione anche in caso di ribaltamento della vettura. Si trovano generalmente all’interno dei sedili, sul fianco, e si gonfiano per creare un cuscinetto tra i passeggeri e la portiera.

Airbag: quelli a tendina

Tra gli airbag laterali più diffusi ci sono gli airbag a tendina. Questi proteggono la testa dei passeggeri anteriori e posteriori durante un incidente stradale ed in presenza di forze d’urto di tipo trasversale. Una volta esploso, l’airbag si posiziona tra la testa del passeggero ed il finestrino e proteggono anche in caso di ribaltamento del veicolo.

Airbag: quelli per le ginocchia

Gli airbag per le ginocchia, come si intuisce dal nome, proteggono le gambe del conducente. L’airbag in questione è posizionato nella parte inferiore del piantone dello sterzo e attutisce l’urto quando, in uno scontro frontale, il corpo del conducente è proiettato in avanti.

Airbag: quelli esterni

Su alcune auto di nuova generazione compaiono infine airbag esterni. Ci sono airbag, ad esempio, che esplodono a coprire il cofano anteriore e riducono la violenza dell’urto contro l’auto di un pedone o di un ciclista che siano involontariamente investiti.

 

Macchine per neopatentati: quali sono le migliori sul mercato?

Neopatentati: tutte le regole su limiti, multe e punti patente

Il Codice della Strada considera neopatentato l’automobilista che ha conseguito la patente da meno di un anno. In questo periodo, occorre sottostare ad alcune regole e limitazioni particolari che riguardano anche le auto che si possono guidare. Per questo, molte Case propongono modelli con caratteristiche, soprattutto di potenza, specifiche per poter rientrare nei limiti. Ecco i modelli più interessanti elle varie categorie tra quelle in commercio nel 2024.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2024, ecco come funzionano

INDICE
Auto per neopatentati: quali possono guidare
Auto per neopatentati: il rapporto peso potenza
Auto per neopatentati: quelle economiche
Suv per neopatentati
Auto per neopatentati: quelle elettriche

Le auto che si possono guidare mentre si è neopatentati sono definite dall’articolo 117 del Codice della Strada. Qui vengono menzionate le limitazioni alla guida cui devono sottostare i neopatentati sia nella circolazione su strada che nel tipo di vetture che si possono utilizzare.

Per chi ha conseguito la patente B da meno di un anno si potranno guidare soltanto auto o veicoli commerciali della stessa categoria (fino a 3.500 kg di massa a pieno carico) con un rapporto peso/potenza non superiore ai 55 kW/t. Se si tratta di autoveicoli, quindi di mezzi per trasporto persone con un massimo di nove posti incluso il conducente, c’è anche un limite per la potenza massima, che non deve superare i 70 kW, corrispondenti a 95 CV. Questi limiti si applicano però alle auto “senza spina”, ovvero a quelle a benzina o diesel, metano o Gpl e alle ibride mild hybrid o full hybrid, cioè con sistemi elettrici non ricaricabili da fonti esterne.

Auto elettriche e ibride plug-in

Nel caso di vetture a batteria con ricarica esterna, quindi elettriche pure o ibride plug-in, il rapporto potenza/peso sale a 65 kW/t e non c’è un tetto di potenza massima.

Bisogna ricordare, però, che per il calcolo del rapporto potenza/peso (indicata sul libretto) fa fede la sola potenza del motore termico, quella indicata sul libretto stesso alla voce P2, e non quella massima del sistema che spesso è un po’ più elevata.

Per le elettriche, inoltre, la potenza di riferimento non è quella massima, ma quella omologata, che spesso è molto più bassa rispetto a quella “di picco”.

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Sono indubbiamente quelle più interessanti dopo le usate, perché di solito per chi è fresco di patente si punta a iniziare da qualcosa di semplice. Coniugano l’esigenza di avere una vettura che rispetti le specifiche previste dal Codice della Strada a quelle del proprio portafoglio. E non sempre si tratta di city car e “superminime”.

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Dacia Sandero: l’utilitaria rumena fa progressi ad ogni nuova generazione, l’ultima ha messo in campo un design davvero convincente che ha fatto colpo e conquistato molti acquirenti. Anche gli interni hanno visto un deciso passo in avanti e seppur i materiali restino di qualità modesta, l’aspetto generale è sempre più soddisfacente. La versione che rientra nella formula per i neopatentati è la 1.0 SCe da 65 CV, che parte da 13.250 euro.

Fiat Panda ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Fiat Panda: continua ad essere l’auto preferita dai neopatentati grazie ai suoi costi di gestione contenuti e con la motorizzazione mild-hybrid basata sul nuovo tre cilindri 1.0 è ancora più parca nei consumi. La versione base, che parte da 15.500 euro, è omologata per quattro passeggeri.

Lancia Ypsilon: prezzo, dimensioni e caratteristiche 29

Lancia Ypsilon: aspettando la nuova generazione elettrica, l’utilitaria chic resta una delle vetture più apprezzate e più a buon mercato, da 17.250 euro. Inoltre offre ancora un motore a Gpl accanto al 1.0 con tecnologia mild hybrid.

Hyundai i10: prezzo, dimensioni e prova su strada 17

Hyundai i10: La piccola coreana è una delle ultime city car in commercio e una delle più aggiornate. Il suo motore 1.0 a benzina non è elettrificato, ma la fa rientrare nei limiti, ad eccezione della versione sportiva N-Line. Il prezzo parte da 17.900 euro.

I SUV hanno ormai invaso un po’ tutti i segmenti e se ne rovano anche nella fascia più accessibile, quella delle utilitarie. Ecco quelli che possono essere appetibili anche per i neopatentati.

Renault Captur: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10

Renault Captur: uno dei più compatti SUV/crossover è anche, a conti fatti, una delle proposte più accessibili per i neopatentati, nella versione a benzina da 90 CV e in quella ibrida E-Tech. Il prezzo base è di 22.550 euro.

Hyundai Bayon: prezzo, dimensioni e prova su strada 5

Hyundai Bayon: arrivata a dar man forte alla Kona occupando la fascia più abbordabile dei SUV, è adatto ai neopatentati nella versione 1.2 a GPL, mentre gli altri modelli sono leggermente fuori. Questa versione costa 21.100 euro.

Kia Stonic, con il restyling è tempo di mild-hybrid

Kia Stonic: deriva dalla Rio ed è una piccola crossover dal tocco sportivo e colorato, ma non esagera con i CV, tanto che il motore 1.2 base di potenza modesta, circa 80 CV, la fa rientrare tra quelle adatte ai neopatentati. Il listino parte da 20.950 euro.

Le auto elettriche tendono a essere potenti, ma anche pesanti per via delle batterie, quindi per loro in realtà è più facile soddisfare l’orientamento preso dai costruttori. Ovviamente anche qui le più interessanti dovrebbero essere le più piccole e possibilmente economiche, ma guardando i dati più recenti sui modelli più venduti, non ci sono soltanto utilitarie. Ecco i modelli più interessanti.

Peugeot 208: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

Peugeot e-208: l’utilitaria del Leone si caratterizza per uno stile convincente ed un abitacolo dove domina l’iCockpit. A listino ci sono due versioni con motore e batterie differenti. L’autonomia va da 362 a 410 km, i prezzi partono da 35.530 euro.

Fiat 500: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Fiat 500e: economica forse no, almeno senza incentivi, visto che costa quasi 29.000 euro nella versione base, ma è una delle elettriche più piccole e chic in circolazione. Leggermente più grande della 500 con motore a benzina ibrido, è tecnicamente valida e ben dotata, ha due taglie di batterie per autonomie che vanno da 190 a 330 km.

Volvo EX30: prezzi, dimensioni e caratteristiche 24
Volvo EX30 – Test Drive Stampa Italiana 34

Volvo EX30: in commercio da pochi mesi, il piccolo SUV svedese è attraente, spazioso, piacevole da guidar e molto green non soltanto per il fatto di esser elettrico. Inoltre, ha un prezzo d’accesso molto aggressivo, che parte da 35.900 euro.

Cose da sapere

Quali auto possono guidare i neopatentati?

Le auto per neopatentati non possono avere un rapporto tra il peso e la potenza superiore a 55 kW per tonnellata. In nessun caso, inoltre, la potenza dell’auto guidata può superare i 70 kW-95 CV.

Quali sono i limiti per neopatentati?

Oltre ai limiti di potenza di 95 CV, chi ha preso la patente da meno di tre anni, inoltre, deve rispettare una differente tabella di limiti di velocità. In particolare, sulle principali arterie statali ed extraurbane, non è possibile superare i 90 km/h, mentre in autostrada il limite massimo è fissato a 100 km/h.

Targa auto : le verifiche e come ottenere tutte le informazioni e risalire al proprietario

Targa auto: le ricerche da effettuare e i costi da sostenere 2

Quando si parla di automobili, tecnicamente si parla di bene mobile registrato. In un certo senso, è una via di mezzo tra un’immobile – che è registrato per definizione – e un normale bene di consumo, che non ha necessità di essere registrato.

La registrazione di un’automobile, che avviene per una serie di motivi di facile comprensione (assicurativi, di infrazione del Codice della Strada, necessità di conoscere il proprietario…), è ben visibile grazie alla presenza della targa, che per la legislazione italiana deve essere esposta e pulita sia all’anteriore sia al posteriore.

Approfondiamo questo aspetto legato alle automobili.

INDICE
Targa auto: le informazioni
Targa auto: come risalire al proprietario
Storia delle targhe italiane

La targa permette di accedere a molte informazioni. Tramite la targa, ad esempio, si può risalire all’importo da pagare per il bollo auto. Per farlo, basta collegarsi a un sito (quello dell’ACI, quello dell’Agenzia delle Entrate o, in alternativa, quello di molte Regioni) e – appunto – inserire la propria targa.

Nel caso in cui si volesse accedere a informazioni più dettagliate, si può chiedere una visura. Ecco come la si ottiene:

Recandosi presso uno sportello ACI, sostenendo un costo pari a 6€;
Richiedendola tramite il sito internet ACI, pagando oltre i 6,9 €.
Forse non tutti sanno che c’è anche un sito dedicato al servizio di verifica targhe. Si chiama Sevim ed è un portale in cui, inserendo il numero di targa auto, si potrà conoscere la cilindrata, la classe Euro di appartenenza, il peso, il numero di posti e tutte le altre caratteristiche tecniche della vettura.

targa portabile

Qualora abbiate la necessità di risalire al proprietario di una vettura potrete conoscere i dati del soggetto tramite la targa auto. In questo caso, per scoprire i dati personali targa auto, l’operazione sarà a pagamento, ma potrà rivelarsi necessaria in caso di coinvolgimento in un sinistro stradale, o in caso stiate acquistando un veicolo usato e vogliate conoscere l’esistenza di eventuali pignoramenti o fermi amministrativi.

Anche in questo caso le vie da percorrere sono due:

  • Recarsi presso un ufficio provinciale ACI per chiedere una visura al Pubblico Registro Automobilistico.
  • Effettuare la richiesta dei dati auto da targa tramite il sito internet dell’ACI.

La prima soluzione è utile poiché nel Pubblico Registro Automobilistico sono effettuate le iscrizioni, le trascrizioni e le annotazioni relative agli autoveicoli, ai motoveicoli e ai rimorchi. Se si sceglie la seconda soluzione, sarà sufficiente effettuare il pagamento online tramite il sistema PagoPA, che consente a cittadini e imprese di effettuare qualsiasi pagamento verso le pubbliche amministrazioni in modalità elettronica, e dopo aver versato un importo di 8,50 €, si potrà ottenere la visura in formato PDF.

Le prime due alternative hanno un costo abbordabile, ma se si vuole delegare a terzi l’onore di effettuare questa operazione, mettendo in conto un costo più elevato, ci si potrà rivolgere ad un’agenzia di pratiche auto.

Dacia Duster: prezzo, dimensioni e prova su strada 20

Quando vediamo un’auto di qualche anno fa ci accorgiamo quasi subito che hanno una targa diversa. Cambiano la progressione di lettere e numeri, cambiano i colori e le dimensioni.

Negli anni le targhe italiane hanno subito alcune modifiche. Ecco le principali:

Anno Caratteristiche
1901-1905 si adotta una targa bianca con numero seriale a una, due e poi tre cifre anticipato dalla provincia di appartenenza scritta per intero. Ad esempio: “TORINO 19”.
1905-1927 si opta per una prima cifra scritta in rosso che equivale alla provincia seguita da un numero seriale in nero.
1927-1932 si passa al fondo nero, con numero seriale prima e sigla della provincia dopo, entrambe in bianco. Ad esempio: “966 AO”.
1932-1976 le targhe posteriori diventano “quadrate”, con sigla della provincia e numero seriale in bianco su fondo nero disposti su due righe.
1976-1984 si mantiene la formula della sigla della provincia e del numero seriale a 5 o 6 cifre. La sigla della provincia è scritta in arancione, i numeri restano bianchi.
1985-1994 si passa ai caratteri neri su sfondo bianco. Il codice numerico è preceduto dalla provincia di immatricolazione della vettura.
1994-1999 combinazione di sette caratteri alfanumerici costituiti da lettere nelle prime due e nelle ultime due posizioni e cifre nelle tre posizioni centrali.
1999-oggi si basa sulla tipologia adottata fino al 1999, ma ha due fasce blu ai lati: in quella sinistra sono presenti le 12 stelle dell’Unione europea e in colore bianco la lettera “I” dell’Italia, mentre sulla destra possono essere indicati, su richiesta del proprietario, l’anno della prima immatricolazione e la sigla della provincia o città metropolitana di residenza dell’intestatario.

Quali informazioni si possono ottenere dai dati personali targa auto?

Con i dati personali targa auto, sfruttando vari siti web, è possibile verificare  il modello di vettura, i dati tecnici, il calcolo del bollo auto ed altre utili informazioni.

Come posso ottenere le informazioni di una vettura tramite la sua targa?

Per ottenere queste informazioni ci può recare presso uno sportello ACI per chiedere una visura, o utilizzare il sito internet ACI.

Quanto costa ottenere queste informazioni?

Il costo cambia a seconda del modo in cui le informazioni vengono richieste, se ci si reca presso uno sportello ACI sarà di 6 €, per via telematica bisognerà pagare un supplemento di 2,83 €.

È possibile risalire al proprietario di un veicolo tramite la targa?

Sì, l’operazione è a pagamento e può essere svolta presso uno sportello ACI o tramite il sito internet dell’ACI.