Arriva MooneyGo, una nuova alternativa per il telepedaggio

Arriva MooneyGo, una nuova alternativa per il telepedaggio

Arriva un altro operatore che permette di pagare il pedaggio autostradale senza ricorre ai contanti o alle carte di pagamento. MooneyGo è il nuovo dispositivo di telepedaggio lanciato da Mooney, l’azienda partecipata dal gruppo bancario Intesa Sanpaolo e da Enel, la multinazionale italiana dell’energia. L’ultimo arrivato si mette in concorrenza con Telepass, che nel 2022 aveva già dovuto cedere il monopolio dopo l’arrivo di UnipolMove, ideato dalla compagnia assicurativa Unipol a seguito della nuova legge dell’Unione Europea che ha liberalizzato il mercato del telepedaggio. Vediamo come funziona MooneyGo, che è già attivo e utilizzabile sull’intera rete autostradale italiana, e che offre anche molti altri servizi, come il pagamento dei parcheggi convenzionati Telepass, dell’Area C di Milano e dei traghetti sullo stretto di Messina.

Facile da attivare e da usare

MooneyGo funziona allo stesso modo dei concorrenti Telepass e UnipolMove: è un trasponder in grado di comunicare con i caselli autostradali, di abilitare il pagamento e, di conseguenza, di far alzare la sbarra, senza che l’auto debba fermarsi. Ci sono tre opzioni per attivare il nuovo dispositivo: la prima è recarsi fisicamente in uno dei 20.000 punti vendita Mooney convenzionati sul territorio italiano, indicati sul sito internet ufficiale; chi invece preferisce fare tutto da casa, può utilizzare l’app MooneyGo, disponibile sia per Android sia per iPhone, aprendo la sezione Acquista e, successivamente cliccando su Telepedaggio o Profilo. L’ultima alternativa è il sito ufficiale MooneyGo: in questo caso è necessario creare un account personale, aprire la sezione “Attiva ora” e seguire le istruzioni. Chi vuole avere subito il dispositivo, deve firmare il contratto direttamente nei punti vendita; chi ha meno fretta e può permettersi di attendere 2 o 3 giorni lavorativi, lo riceverà comodamente a casa senza alcun costo aggiuntivo.

Arriva MooneyGo, una nuova alternativa per il telepedaggio 1

 

Due offerte differenti, a seconda delle esigenze

MooneyGo, al momento, offre due tipi di sottoscrizione: un abbonamento, pensato per i viaggiatori abituali, dal costo di 1,5 euro al mese a cui aggiungere 5 euro per l’attivazione oppure il pay-per-use, che costa 2,2 euro al mese, più 10 euro di attivazione. In quest’ultimo caso, il canone è addebitato soltanto nei mesi in cui viene usato il dispositivo, in caso contrario l’automobilista non dovrà pagare niente. Ciascun dispositivo può essere associato a un massimo di due targhe; mentre per l’addebito ci vuole una carta di credito oppure una di debito abilitata ai pagamenti online o, in alternativa, una qualunque carta Mooney.

Gli altri servizi di MooneyGo

Il dispositivo può essere usato sull’intera rete autostradale italiana, transitando sulle corsie con laT nera su sfondo giallo e la bandiera europea. Al pari dei concorrenti Telepass e UnipolMove, anche con MooneyGo è possibile effettuare altre operazioni oltre al pedaggio autostradale: al momento si possono pagare i parcheggi convenzionati Telepass, l’Area C di Milano, i traghetti sullo stretto di Messina. In più, con l’app MooneyGo si possono comprare rapidamente biglietti o abbonamenti di treni, autobus e metro di tante compagnie locali e consultare orari di treni e autobus.

Nissan Qashqai: acquisto o finanziamento?

Nissan Qashqai: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Con la terza generazione, Nissan Qashqai saluta i motori diesel per lasciare spazio alle versioni elettrificate. Il crossover suv nasce sulla nuova piattaforma modulare Cmf-C e prende le distanze dal passato non solo per quanto riguarda lo stile, ma anche nei contenuti, offrendo soluzioni all’avanguardia e inedite. È lungo 4,43 metri, 3,5 centimetri in più delle versioni precedenti; l’altezza aumenta di 2,5 cm e raggiunge 1,6 metri; la larghezza tocca 1,8 metri, 3,2 cm in più rispetto al passato e il passo aumentato di 2 cm è ora di 2,67 metri e garantisce una migliore abitabilità anche per i passeggeri che viaggiano sul sedile posteriore.

Il nuovo Nissan Qashqai è disponibile in sei allestimenti: Visia, l’accesso alla gamma; Acenta, caratterizzato dai cerchi in lega da 17 pollici e il clima bizona; Business, con fendinebbia led e cerchi in lega da 18”; N-Connecta, con la parte posteriore impreziosita dai vetri privacy e dal paraurti con inserti silver; Tekna, che offre fari abbaglianti adattativi e cerchi in lega da 19” e, per finire, Tekna+, dotato di cerchi in lega da 20 pollici e interni di lusso.

Maggiore qualità e design più deciso

L’abitacolo è più ricco di dotazioni tecnologiche e anche il livello di qualità è più alto: ora il quadro strumenti, da 12,3 pollici, è totalmente digitale e, in più, si può aggiungere l’head-up display da 10,8 pollici. L’infotainment è posizionato al centro della plancia e ha un’interfaccia da 9 pollici; la connettività è più elevata con il wi-fi di bordo, le funzioni Home-Car, la navigazione 3D e la compatibilità con smartphone garantita da Apple CarPlay e Android Auto. Utilizzando l’app Nissan Connect Services è possibile tracciare tramite il GPS la posizione dell’auto, aprire e chiudere le portiere o spegnere le luci. I nuovi sedili in pelle nappa trapuntata offrono maggiore comfort e hanno anche la funzione massaggio negli allestimenti più avanzati: i nuovi interni regalano 3 centimetri in più di spazio per le gambe ai passeggeri posteriori.

Il design del nuovo Qashqai è più muscoloso e scolpito, a partire dalla mascherina V-Motion, più grande, che insieme ai fari a led adattivi rendono la calandra più aggressiva. Nella parte inferiore della fiancata spicca la nervatura che regala alla vettura un maggior senso di solidità, grazie anche ai nuovi cerchi da 20”; la parte posteriore, invece, è caratterizzata da linee nette e fari led con illuminazione 3D.

Nissan Qashqai: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Motorizzazioni e consumi

Il taglio netto con il passato è dato dall’assenza dei motori diesel: tutti i modelli attuali sono dotati di propulsore benzina DIG-T 1.3 mild-hybrid da 12 V e batteria agli ioni di litio, disponibile in due varianti, da 140 e 158 CV. È possibile scegliere fra il cambio manuale a sei rapporti e, per i propulsori da 158 CV, il CVT Xtronic, che migliora i consumi e le emissioni. Al DIG-T 1.3 mild-hybrid si affianca la versione ibrida e-Power, un 3 cilindri turbo a benzina da 1.5 e 158 CV, che ricopre la funzione di generatore per ricaricare una batteria agli ioni di litio, che a sua volta alimenta un un motore elettrico da 190 CV.

Grazie a questa tecnologia, il crossover suv può muoversi sempre sfruttando esclusivamente il motore elettrico, lasciando che quello endotermico, fungendo soltanto da generatore, lavori sempre al regime di giri ottimale per contenere consumi ed emissioni. I flussi di energia sono gestiti autonomamente dall’auto in base alla carica della batteria, le condizioni di guida e la potenza richiesta. Per quanto riguarda i consumi, Nissan dichiara 6,4-6,5 l/100 km e 7 l/100 km (con XTronic e trazione integrale), numeri che cambiano in base al motore e alla trasmissione.

Nissan Qashqai: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4

Qashqai N-Connecta mild hybrid 140CV a 29.430 euro

Continuano le offerte su tutti i modelli della gamma Nissan. Il nuovo Qashqai N-Connecta mild hybrid 140CV ha un prezzo di listino di 34.530 euro, che scende a 30.430 euro (sconto di 4.100 euro, Iva inclusa) grazie al contributo Nissan e delle concessionarie Nissan che partecipano all’iniziativa, in caso di permuta o rottamazione di un’autovettura usata con anzianità superiore a 10 anni e di proprietà dell’acquirente da almeno sei mesi alla data del contratto del veicolo nuovo.

Il prezzo diventa ancora più conveniente, 29.430 euro (con sconto di 5.100 euro Iva inclusa) in caso di adesione al finanziamento 90th Anniversary su vetture in pronta consegna. Chi decide di accettare il finanziamento, deve versare un anticipo di 7.500 euro e, successivamente, 36 rate da 229,85 euro (TAN 5,99%, TAEG 7,09%) più la rata finale da 20.718 euro che rappresenta anche il Valore Futuro Garantito. Il limite massimo di km è fissato in 30.000, con un costo di 0,10 euro /km per ogni chilometro in più percorso, da pagare solo in caso di restituzione del veicolo. La rata comprende numerosi servizi, quali GAP Insurance in caso di furto o danno totale, più protezione auto, manutenzione Experta e assicurazione pneumatici.

Lexus: neutralità carbonica entro il 2050

Lexus NX: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3

La filosofia di Lexus si basa sul termine Omotenashi, il concetto giapponese di ospitalità, che descrive la capacità di anticipare i bisogni dei clienti ancora prima che si manifestino, di prestare attenzione ai dettagli e mostrare gratitudine. Il marchio premium di Toyota cerca, per quanto possibile, di estendere tale filosofia anche alle esigenze della collettività, concentrandosi sull’ambiente. Dal momento del lancio della RX400h, avvenuto nel 2005, l’evoluzione dei powertrain ibridi di Lexus ha tracciato una via importante nello sviluppo delle tecnologie per le automobili di lusso a batteria. Dal 2005 a oggi il marchio giapponese ha ottenuto una riduzione cumulativa delle emissioni di CO2 di circa 19 milioni di tonnellate, grazie allo sviluppo di soluzioni elettrificate a basso impatto ambientale con la vendita di circa 2 milioni di vetture ibride elettriche in 90 Paesi.

Prendendo in considerazione i numeri di tutti i mercati automobilistici, nel 2020 le vetture elettrificate hanno rappresentato il 33% delle Lexus; mentre in Europa la percentuale sale al 96%. Discorso diverso per l’Italia, dove il brand giapponese, fin dal 2013, ha deciso di vendere soltanto auto elettrificate. Entro il 2025, Lexus presenterà a livello globale 20 tra nuovi modelli e aggiornamenti di quelli già esistenti: questa cifra include più di 10 vetture elettrificate (a batteria, BEV e ibride plug-in, PHEV) per venire incontro alle esigenze dei vari mercati nel mondo.

Lexus TX: prezzo, dimensioni, caratteristiche 10

Obiettivo neutralità per il 2050

Sempre per il 2025 il marchio giapponese si è dato l’obiettivo di proporre a livello globale vetture elettrificate in tutta la gamma dei prodotti e stima che i modelli elettrificati rappresenteranno più del 50% delle vendite totali. L’obiettivo diventa ancora più ambizioso guardando al 2050: entro quell’anno Lexus ha intenzione di centrare la neutralità carbonica nell’intero ciclo di vita della vettura: materiali, componenti e produzione delle auto insieme a logistica, guida e smaltimento/riciclo dovranno essere a impatto zero.

In Italia la “Casa Lexus” con CampZero

La cura e il rispetto per l’ambiente trovano una pratica applicazione con la partnership firmata tra Lexus Italia e CampZero, il resort eco-sostenibile nella vallata di Champoluc, in Valle d’Aosta. La struttura nasce ai piedi del Monte Rosa, è composta da materiali eco-compatibili che rispettano la natura, è alimentata al 100% da energie rinnovabili (solare e idroelettrica) e si avvicina al 100% di plastic free. Il resort è realizzato per la quasi totalità con tre materiali: corten, legno di larice e cemento armato; mentre per il riscaldamento vengono usati solo pellet e legna. In pratica si tratta di un Activity Luxury Resort, che offre i servizi tipici di un cinque stelle ai quali aggiunge varie attività legate alla montagna, come bici elettriche, escursioni e palestra interna di arrampicata.

Audi: il taglio alla CO2 passa anche da piante e api

Fabbrica Audi: dove nascono i modelli dei Quattro Anelli 3

L’innovazione tecnologica è da sempre al centro della politica di Audi. Il marchio tedesco, come le altre case automobilistiche, è impegnato nella lotta al taglio delle emissioni, da ottenere non solo nei processi di realizzazione delle vetture, ma anche attraverso altri progetti che possano avere un impatto virtuoso per l’ambiente. Le idee messe in pratica dai tecnici di Audi riguardano torbiere, aree ecologiche ideali per la crescita di fiori e animali all’interno dell’area degli stabilimenti, applicazioni che segnalano l’emissione di anidride carbonica di ciascun automobilista, risparmio di acqua ed energia e aumento del materiale riciclato durante i processi produttivi. Passiamo in rassegna alcune attività eco-sostenibili avviate nel recente passato dal brand premium tedesco.

Il riciclo dell’alluminio

Il marchio tedesco vuole abbassare le emissioni di CO2 tenendo in considerazione tutte le fasi del ciclo di vita di una vettura, inclusa la catena di fornitura. Questo obiettivo può essere raggiunto con la creazione di circoli virtuosi, all’interno degli stabilimenti, in grado di consentire il riciclo della maggiore quantità possibile di materiali. Il progetto Alluminium Closed Loop è uno dei primi progetti avviati da Audi in questa direzione e, in un solo anno, ha evitato la produzione di 150.000 tonnellate di anidride carbonica. Con questo processo, la casa automobilistica può recuperare gli scarti del metallo, impiegato largamente nella produzione delle automobili, e portarli alla stessa qualità del nuovo.

Audi Q8: prezzo, dimensioni e caratteristiche 19

Dalla plastica usata arriva l’olio di pirolisi

Audi e il Karlsruhe Institute for Technology (KIT) lavorano al “Riciclo chimico della plastica nell’ingegneria automobilistica”, un progetto che prende in considerazione principalmente i componenti realizzati in plastiche miste derivate dal petrolio, non riciclabili meccanicamente, perché pensati per resistere all’usura molto intensa. Dalla plastica usata, riscaldando materiali organici in assenza di ossigeno, si ottiene l’olio di pirolisi, che ha la stessa qualità dei prodotti petroliferi. Per la sperimentazione vengono usati componenti quali copricerchi, griglie del radiatore e serbatoi del carburante.

I materiali riciclati vengono usati anche per la realizzazione di altre parti delle vetture: i rivestimenti della nuova A3 sono in PET, un polimero plastico facilmente separabile da altri materiali; mentre i tre diversi tessuti dei sedili sempre della A3 sono fatti per l’89% con materiale riciclato. Il marchio tedesco vuole industrializzare la tecnologia del riciclo per un numero sempre più alto di componenti.

Audi: il taglio alla CO2 passa anche da piante e api

Risparmio energetico dall’allevamento di api

Audi ha sposato Mission:Zero, il progetto del gruppo Volkswagen che ha come obiettivo il raggiungimento della totale neutralità dall’anidride carbonica entro il 2050. Per lo stabilimento di Neckarsulm, la casa dei quattro anelli è andata oltre e ha avviato varie iniziative per arrivare alla neutralità nel 2025: la realizzazione di auto 100% elettriche come la e-tron GT con la compensazione di alcune emissioni della produzione con progetti certificati; l’impiego di eco-elettricità; risparmio e uso efficiente dell’acqua; trasporti interni con mezzi a gas naturale, elettricità o bio diesel e riduzione dei sistemi di packaging. I progetti non si fermano qua e si spingono fino alla realizzazione di bio open-space all’interno della fabbrica, con soluzioni per la conservazione di fiori e piante; colonie di api per la produzione di miele e creazione di ambienti adatti a varie specie di insetti e animali.

Le torbiere per azzerare le emissioni

Per raggiungere la piena neutralità carbonica è necessaria una visione di insieme: per questo c’è l’Audi Environmental Foundation, che ha il compito di monitorare il territorio. Due anni fa, in alcune località in Germania, è stato avviato il progetto “CO2-Regio” grazie all’associazione Energie Effizient Einsetzen nell’ambito di un’iniziativa europea per promuovere la conservazione delle torbiere, depositi naturali di anidride carbonica derivante dalla loro densità di materiale organico. Il piano vuole proporre agli agricoltori del posto un sistema di conservazione e mantenimento delle torbiere presenti nelle loro proprietà, oltre alla formazione dell’humus e il rimboschimento delle aree verdi, che rappresentano misure efficaci per la salvaguardia dell’ambiente.

Un’app per sapere quanto inquiniamo

Dalla lotta alle emissioni non potevano restare esclusi gli automobilisti: Audi Denkwerkstatt, start-up specializzata in business digitali, ha sviluppato l’app Ecomove, che aiuta a migliorare i comportamenti dal punto di vista ecologico. Utilizzando un algoritmo, l’app riconosce il mezzo di trasporto usato in un determinato momento, fornisce un punteggio individuale e suggerisce come migliorare le proprie abitudini. I punti vengono calcolati tenendo conto dell’auto usata, del tempo, della distanza percorsa, dell’accelerazione e della velocità: a emissioni più basse, corrisponde il punteggio più elevato di 100 punti, raggiungibili con una carbon footprint inferiore ai 55 g/km di CO2. In più l’applicazione invoglia a migliorare proponendo sfide in un determinato lasso di tempo e dando la possibilità di compensare le proprie emissioni con i crediti climatici, investendo anche in riforestazione, parchi solari o altri progetti certificati.

Auto divenute icona: Renault Clio

Auto divenute icona: Renault Clio

Renault Clio, ovvero una storia di successo iniziata nel 1990. La piccola francese, oggi arrivata alla quinta generazione e cresciuta nelle dimensioni come vuole la tendenza degli ultimi anni, è una predestinata, già a partire dal nome. Nella mitologia greca, Clio identifica la musa della poesia epica e della storia: mai scelta fu più azzeccata per un’automobile che ha saputo conquistare generazioni di giovani e meno giovani. Questa decisione segna un’ulteriore rottura con il passato per la casa francese, che lascia da parte le sigle numeriche per adottare veri e propri nomi. La Clio è l’erede della Supercinque, modello di grande successo commerciale, e arriva nel giugno del 1990 per contrastare le vendite di altre utilitarie come Ford Fiesta, Volkswagen Polo, Opel Corsa, Fiat Uno e Peugeot 205.

Auto divenute icona: Renault Clio 2

“Auto dell’Anno 1991”

La prima Renault Clio è soltanto a cinque porte, per la versione a tre porte bisogna aspettare settembre: entrambe sono lunghe 3,7 metri, il telaio è lo stesso della Supercinque con avantreno MacPherson e retrotreno a barre di torsione trasversali. Con questa nuova utilitaria, Renault vuole proporre un’auto di segmento B ma con contenuti di categoria superiore e stile personale (morbido e tondeggiante): obiettivo raggiunto dopo le vendite iniziali a rilento che, però, non le impediscono di essere eletta “Auto dell’Anno” per il 1991.

La gamma motori è formata dal 1.1 da 48 CV, ereditato dalla Supercinque, dal 1.2 e dal 1.4 Energy della R19 da 58 e 80 CV, ai quali si aggiungono il diesel 1.9 da 64 CV e la successiva 16V, da 137 CV, che dà origine all’apprezzatissima Clio Williams, nata per celebrare il successo del team Williams di Formula 1, a cui Renault fornisce i motori, campione del mondo costruttori e piloti con Nigel Mansell nel 1992. Questa versione raggiunge i 215 km/h grazie al motore 2.0 da 147 CV ed è anche la prima utilitaria ad avere un motore da due litri. La prima generazione della Clio vende più di 4 milioni di unità in totale e, prima di essere sostituita dalla seconda serie, nel 1998, riceve due restyling: il primo nel 1994 vede l’introduzione soltanto di alcuni dettagli; mentre il secondo, nel 1996, porta i fari arrotondati e il terzo stop sul portellone posteriore.

Auto divenute icona: Renault Clio 1

Nel 1998 spazio alla seconda generazione

La seconda generazione debutta nel marzo del 1998 e, ancora oggi, è la serie più longeva perché, anche dopo l’arrivo della terza serie nel 2005, ha continuato a essere prodotta con la denominazione di Clio Storia fino al 2012 ed è uscita dai listini solamente con l’arrivo della quarta serie. La nuova Clio è leggermente più lunga, larga e alta della versione precedente, anche se l’interasse resta invariato e presenta un design completamente inedito con linee tondeggianti ovunque, lunotto convesso e avvolgente e cofano bombato.

L’abitabilità dei passeggeri posteriori migliora grazie al nuovo disegno del divanetto; mentre anche la plancia è molto più tondeggiante. Il nuovo telaio è più moderno ed evoluto, in particolare per quanto riguarda la sicurezza passiva. La seconda generazione della Clio è dotata di quattro motorizzazioni, tutte con cambio manuale a 5 marce: 1.2 D7F benzina da 1.149 cm cubi e 58 CV di potenza massima; 1.4 E7J benzina da 1390 cm cubi da 75 CV; 1.6 K7M benzina da 1.598 cm cubi da 90 CV e 1.9 diesel aspirato F8Q da 1.870 cm cubi con alimentazione a iniezione indiretta da 64 CV. A richiesta, solo in abbinamento al motore 1.6, è disponibile il cambio automatico Proactive a 4 rapporti con adattamento automatico allo stile di guida del conducente.

Con la terza generazione supera i 4 metri di lunghezza

La terza generazione arriva nel 2005 e resta in produzione fino al 2013 ed è caratterizzata dall’aumento delle dimensioni, tendenza di quegli anni come dimostrano anche la Fiat Grande Punto, la Peugeot 207 e la Opel Corsa D: la Clio supera i quattro metri di lunghezza da un paraurti all’altro. A livello estetico, la parte anteriore presenta affilati gruppi ottici triangolari con vertice rivolto verso l’alto, affiancati da due sottili prese d’aria; la fiancata ospita gli indicatori di direzione collocati nella fascia paracolpi delle portiere e il posteriore si distingue per i due nuovi gruppi ottici dal disegno trapezoidale, ispirati alla Scénic II. L’abitacolo vede una plancia semplice e funzionale e offre più spazio nella zona posteriore, grazie a un passo più elevato rispetto alle concorrenti. Le motorizzazioni disponibili al debutto sono quattro: 1.2 16 valvole da 75 CV; 1.4 16v da 98 CV; 1.6 16v da 110 CV e 1.5 dCi diesel con tecnologia common rail disponibile in tre versioni, da 68, 85 e 105 CV.

Renault Clio R.S. Line
Renault Clio R.S. 

Rinnovamento completo con la quarta generazione

La quarta generazione debutta nel 2012 e viene usata come base per la realizzazione della Captur. La nuova Clio deriva dalla stessa piattaforma della serie precedente, ma è un’auto completamente differente: le dimensioni esterne aumentano e le sporgenze vengono smussate, con gli spigoli che lasciano il posto a un più tradizionale stile curvilineo. Il frontale è la parte che segna maggiormente il nuovo corso stilistico: la calandra è formata da una striscia nera che integra anche le luci diurne a led e che si allarga al centro per accogliere il simbolo della casa francese e anche ai lati per circondare la parte inferiore dei gruppi ottici. La gamma motori è la seguente: il nuovo 0.9 Tce a tre cilindri turbo H4Bt da 899 cm cubi e 90 CV; il 1.2 16v D4F da 75 CV; il 1.5 dCi turbodiesel common rail da 75 e 90 CV; il 1.2 TCe GT quattro cilindri da 120 CV e il 1.6 T RS turbo da 200 CV.

Renault Clio: prezzo, dimensioni e prova su strada

Più tecnologia con il recente restyling della quinta generazione

La quinta generazione viene prodotta dal 2019 ed è sviluppata sulla piattaforma modulare CMF-B, la stessa di tutte le compatte del gruppo Renault-Nissan. Rispetto alla serie precedente è più corta di 12 mm, più bassa di 11 mm e più larga di 7 cm. Il restyling dello scorso aprile presenta un vistoso cambiamento del frontale, del paraurti posteriore e della fanaleria. Migliorano le dotazioni di sicurezza, la tecnologia a bordo e le finiture interne, che vedono l’introduzione di materiali più ecosostenibili. Debutta l’allestimento Esprit Alpine, dallo spiccato carattere sportivo.

Caro benzina: la verde oltre i 2 euro/litro

È meglio diesel o benzina? Quale carburante garantisce il risparmio maggiore?

I prezzi dei carburanti continuano a salire da diversi giorni, mentre le quotazioni internazionali del petrolio non diminuiscono. La benzina supera i 2 euro al litro anche nella media nazionale dei rifornimenti self-service (2,006 euro al litro per la precisione); il gasolio, invece, si porta a 1,938 euro al litro. Spostando l’attenzione sui prezzi medi al servito, sia benzina che gasolio si posizionano sopra i 2 euro al litro. La segnalazione arriva dal Quotidiano energia, che elabora i dati basandosi sulle comunicazioni che i gestori inviano all’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Per far fronte al caro carburanti, sono attesi i provvedimenti del Governo che, però, non ha intenzione di ricorrere al taglio delle accise, preferendo un bonus dedicato solo alle fasce di reddito più basse.

Un buono da 80 euro

In un primo momento l’esecutivo aveva pensato a un bonus benzina da 150 euro, ma la proposta, secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica, sarà discussa solamente dopo la Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Nadef), che dovrebbe arrivare il prossimo 27 settembre. In caso di approvazione, l’aiuto statale sarebbe di soli 80 euro e non più 150. La cifra verrà caricata tutti i mesi sulla carta prepagata “Dedicata a te”, la misura adottata lo scorso luglio dal Governo per aiutare le famiglie con almeno tre componenti e un Isee massimo di 15.000 euro ad acquistare determinati beni e alimenti. A beneficiare degli 80 euro sarebbero circa 1,3 milioni di nuclei familiari e il bonus costerebbe alle casse dello Stato 100 milioni di euro, da finanziare con l’extra-gettito Iva, di 2 miliardi, sugli stessi carburanti: la maggiore entrata fiscale deriva dai rifornimenti con i prezzi più alti, dato che all’aumento del costo dei carburanti segue anche un aumento delle imposte.

Diesel o benzina? La domanda del secolo!

Il dettaglio dei prezzi alla pompa

Questi i prezzi dei carburanti pubblicati dal Quotidiano energia. Il costo medio nazionale della benzina in modalità self è di 2,006 euro/litro, con i vari marchi che oscillano fra 1,992 e 2,023 euro/litro; mentre la media no logo è di 1,991 euro/litro. In rialzo anche il diesel che, sempre in modalità fai da te, ha un costo medio di 1,942 euro/litro, con le compagnie comprese fra 1,936 e 1,962 euro/litro e le no logo a 1,924 euro/litro.

Prendendo in considerazione il servito, il costo medio della benzina sale a 2,138 euro/litro, con le compagnie che variano fra 2,070 e 2,206 euro/litro e le no logo a 2,041. Il diesel, in media, è salito a 2,074 euro/litro, con i marchi compresi fra 2,015 e 2,143 euro/litro; più economiche le no logo, che si fermano a 1,975. Il Gpl, invece, oscilla fra 0,717 e 0,745 euro/litro (le no logo 0,704) e il metano, in media, viene venduto a 1,395 e 1,467 euro/kg (le no logo 1,398).

BMW X1: acquisto o finanziamento?

BMW X1: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

La terza generazione della BMW X1 ha portato al debutto numerose novità, tra le quali spicca un’inedita versione completamente elettrica. I cambiamenti riguardano anche le dimensioni, cresciute di qualche centimetro rispetto alla versione precedente. La X1 adesso è lunga 4,5 metri (53 millimetri più della seconda generazione), alta 1,64,  larga 1,84 con un passo di 2,69 metri (22 millimetri in più rispetto al passato) che rende ancora più confortevole l’abitabilità. La capacità minima del bagagliaio è di 540 litri, che diventano 1.600 reclinando i sedili posteriori. Sono tre gli allestimenti per il crossover suv di segmento C della casa tedesca: Base, l’accesso alla gamma con un’ottima dotazione di serie; X-Line, caratterizzata dalla maggiore cura dei dettagli estetici in Pearl Chrome e, infine, M-Sport: la versione sportiva di tutte le BMW.

BMW X1: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

Finiture di pregio e maggiore efficienza aerodinamica

La terza generazione della BMW X1 ha una migliore efficienza aerodinamica, con il Cx che si abbassa fino a 0,26. Gli interni del suv sono eleganti e presentano finiture curate, tipiche di una vettura di fascia premium. Entrando nell’abitacolo l’attenzione è catturata immediatamente dallo schermo curvo unico che comprende il quadro comandi da 10,25 pollici e l’infotainment da 10,7 pollici. La dotazione del piccolo Suv comprende anche la ricarica senza fili per lo smartphone, funzioni specifiche di navigazione per le ibride plug-in e le elettriche, servizi Connected Drive, Connected Parking e BMW Intelligent Personal Assistant. Il modello elettrico avrà anche BMW Iconic Sounds Electric, messo a punto in collaborazione con Hans Zimmer, l’impianto audio con suoni specifici per la guida in grado di regalare un’atmosfera più avvolgente.

La terza generazione vede novità significative anche per quanto riguarda le linee esterne, anche se l’impostazione della calandra è rimasta invariata. I fari bi-led hanno un nuovo disegno; mentre le prese d’aria posizionate sul paraurti anteriore sono più grandi. La fiancata presenta superfici lisce e, nella versione base, è caratterizzata da cerchi in lega da 17 pollici. Nella parte posteriore spiccano gruppi ottici con tecnologia a led dal design a L.

Motorizzazioni e consumi

La gamma a benzina è composta dalla versione sDrive 18i a trazione anteriore da 136 CV e xDrive23i, con mild hybrid 48V, da 218 CV. Tra i propulsori diesel abbiamo sDrive 18d a trazione anteriore da 150 CV e xDrive23d da 211 CV, la versione mild hybrid a gasolio con sistema 48V. Tutte le motorizzazioni endotermiche sono disponibili soltanto con il cambio automatico Steptronic doppia frizione a sette marce. La X1 è offerta anche in due versioni ibride plug-in: la xDrive 25e da 245 CV e la xDrive30e da 326 CV, alle quali si affianca l’inedita iX1 elettrica, con doppio motore con trazione integrale da 313 CV e 494 Nm, in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi.

La versione benzina sDrive18i consuma 7,2 l/100km; invece il modello dotato di mild-hybrid xDrive23i impiega 7,3 l/100km. Più economici i motori diesel: sDrive 18d consuma 5,5 l/100km e xDrive23d mild hybrid fa ancora meglio con 5,4 l/100km.

Le due versioni ibride plug-in, la xDrive 25e da 245 CV e la xDrive30e da 326 CV, garantiscono 89 km di autonomia in sola modalità elettrica, con emissioni di CO2 pari a 17-24 g/km; mentre la iX1 elettrica promette 438 km di autonomia nel ciclo WLTP. BMW dichiara che le batterie da 64,7 kWh possono essere ricaricate con sistemi a corrente alternata da 11 e 22 kW o alle colonnine rapide fino a 130 kW, passando dal 10 all’80% della carica in 29 minuti.

BMW iX1: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4

BMW X1 sDrive 18i a 38.880 euro o 319 euro al mese

Continuano anche a settembre le offerte sulla gamma BMW. Con il leasing Why-Buy è possibile acquistare una BMW a rate mensili basse e, al termine del finanziamento, scegliere se sostituire o riscattare la vettura. La BMW X1 sDrive 18i ha un costo di 38.880 euro, che comprende la messa in strada ma non l’IPT. Senza alcun obbligo di rottamazione, ma con la possibilità della permuta, bisogna versare un anticipo di 9.730 euro e la prima rata di 319,71 euro. Gli altri canoni mensili, sempre da 319,71 euro (Tasso Leasing 5,99%, TAEG 7,85) sono 35; mentre per chi vuole acquistare la vettura c’è da pagare la maxi rata finale, pari al valore futuro garantito, da 22.673,58 euro. Il limite massimo di km è fissato in 45.000, ma l’acquirente può modificare il finanziamento, scegliendo anche la formula con anticipo zero e, grazie a BMW FIT, può includere programmi di manutenzione, assicurazioni e altri accessori.

Multispazio: tutti i pregi e i difetti

Volkswagen Caddy: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14

La parola “multispazio” viene solitamente usata per indicare la variante passeggeri di un furgone. Si tratta quindi di modelli che, generalmente, vengono costruiti proprio partendo dalla base offerta da un veicolo commerciale. In pratica sono furgoni destinati più all’uso automobilistico che commerciale. Le “multispazio” fanno concorrenza alle monovolume e sono rivolte a chi ha bisogno di tanto spazio e di un’accessibilità più vicina a quella di un veicolo commerciale che di un’auto e con un prezzo più contenuto.

La vera origine di questo tipo di vetture non è facile da individuare: le versioni passeggeri di dimensioni medio-grandi dei van esistono da sempre, come il mitico Volkswagen “Bulli”, il vero capostipite del genere, che in tempi recenti ha ispirato Renault Kangoo e Citroen Berlingo, a loro volta seguite da Fiat Doblò, Opel Combo, Volkswagen Caddy e altri. Le “multispazio” sono riconoscibili, oltre che per i volumi, dalle porte posteriori scorrevoli, derivanti dai rispettivi modelli da lavoro: in veicoli come Kangoo e Doblò c’è anche l’opzione delle due porte a battente al posto del portellone posteriore. Ci sono anche modelli di segmento inferiore, come Fiat Qubo, Citroen Nemo e Peugeot Bipper Tepee, realizzati grazie alla partnership tra Psa e Fiat.

Mercedes-Benz Classe V: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Tanto spazio, per i passeggeri e per il carico

Il pianale basso, i ganci per il fissaggio e l’assenza di ingombri e sponde garantiscono grande praticità di carico, ma le “multispazio” risultano comode anche per i passeggeri grazie ad accorgimenti come sedili scorrevoli, ribaltabili o sganciabili con estrema facilità, tavolini e portaoggetti a bordo e, in alcuni casi, allestimenti specifici per la famiglia come il tetto Modutop presente su Citroen Berlingo, con vani e scomparti interni.

In linea di massima le “multispazio” sono leggermente più spartane delle MPV, anche se negli ultimi anni le dotazioni e le finiture sono simili a quelle delle automobili: la seconda generazione di Fiat Doblò era dotata delle sospensioni posteriori dell’Alfa Giulietta; Peugeot Rifter e Citroen Berlingo 2018, invece, sono sviluppate sulla piattaforma modulare delle 308 e 3008.

Ideali per le famiglie numerose

Il design di questo tipo di veicoli è meno elegante di quello delle monovolume, anche se gli ultimi modelli somigliano sempre meno ai furgoni. Le “multispazio” sono la soluzione migliore per le famiglie numerose, grazie anche alle varie versioni a 7 posti, che viaggiano con tanti bagagli al seguito e non vogliono un veicolo troppo grande. Anche chi pratica hobby che richiedono l’uso di attrezzature ingombranti e ha bisogno di spazi non troppo delicati può ricorrere a questo genere di mezzo: una “multispazio” può contenere due mountain bike senza dover smontare le ruote.

Renault Kangoo: prezzo, dimensioni e prova su strada 3

Multispazio: i pregi

Come dice il termine, la caratteristica principale è il massimo sfruttamento dello spazio, a cui si somma la grande praticità nel carico, grazie anche agli interni che sono meno delicati rispetto a quelli delle MPV. Altro grande vantaggio è il prezzo, di solito più contenuto di quello delle automobili.

Multispazio: i difetti

Il design delle “multispazio” non è eccessivamente elegante e le finiture e gli equipaggiamenti sono meno curati. La personalizzazione è inferiore a quella delle auto e le sospensioni, in alcuni modelli, sono meno raffinate.

Pelle addio: ecco come cambiano gli interni delle auto

Mercedes Classe E: prezzo, dimensioni e prova su strada 37

La riduzione delle emissioni di CO2 è diventato uno dei punti centrali della produzione di automobili, con i costruttori che stanno pensando e mettendo in pratica varie soluzioni per rendere meno impattante l’intero ciclo produttivo dei veicoli. L’impiego di materiali di riciclo al posto della pelle nei rivestimenti interni sta prendendo sempre più piede, dato che l’allevamento del bestiame impatta sulle emissioni di gas serra per un 14%.

Bentley ha ridotto già da tempo lo spreco di pellame a bordo; mentre Volvo vuole eliminare del tutto la pelle dalle auto elettriche che produrrà da qui al 2030. La casa svedese userà materiali alternativi come Nordico, un tessuto formato da fibre derivate dal riciclo di componenti quali bottiglie in PET, tappi di sughero ottenuti dal settore vinicolo e materiali provenienti da foreste sostenibili in Svezia e Finlandia. Oltre a Nordico, il marchio scandinavo propone rivestimenti in misto lana ricavati da filiere certificate e sostenibili che garantiscono il benessere degli animali e punta sulla riduzione dei prodotti derivati dalla lavorazione del bestiame usati per la produzione di plastica, gomma, lubrificanti e adesivi. Stuart Templar, responsabile della sostenibilità globale di Volvo Cars, spiega la scelta del nuovo approvvigionamento adottata dal marchio: “Rappresenta, al pari del benessere degli animali, una parte importante dei compiti di un’azienda innovatrice: l’eliminazione della pelle all’interno delle nostre auto 100% elettriche è un buon contributo alla gestione di questa problematica”.

Mercedes-Benz EQB: prezzo, dimensioni e prova su strada 5

Il sughero diventa protagonista

Per Mazda il sughero non è una novità di questi tempi: all’inizio del ‘900 la casa giapponese avviò la propria attività come produttore di sughero con il nome di Toyo Cork Kogyo. In quegli anni le querce da sughero abbondavano nella regione giapponese vicino a Hiroshima e la domanda di prodotti in sughero era in continuo aumento. Oggi, a distanza di oltre un secolo, il sughero entra a bordo delle automobili: la Mazda MX-30 offre materiali innovativi e sostenibili, come la pelle vegana, le fibre ottenute da una sostanza traspirante ricavata da bottiglie in PET riciclate e, appunto, il sughero. “Lo abbiamo inserito al posto della gomma nella consolle centrale e nelle maniglie interne delle portiere. Questa soluzione introduce nell’abitacolo il calore visivo e tattile della natura” le parole di Jo Stenuit, Design Director di Mazda Motor Europe. Il sughero è più sostenibile della gomma perché la quercia da sughero ha una corteccia in grado di rigenerarsi e, in più, le foreste di questi alberi sono dei grandi dissipatori di CO2: in un anno un ettaro può assorbire 14,7 tonnellate di gas nocivo.

Anche il caffè sale a bordo delle auto

Volkswagen ha avviato da alcuni anni la sperimentazione dell’utilizzo del caffè come materia prima sostenibile per la finta pelle, realizzata fino a ora principalmente con le plastiche contenenti olio minerale, come poliuretano o PVC. Il colosso tedesco usa il silverskin, la pellicola argentea, proveniente dalla tostatura dei chicchi di caffè: questo materiale si accumula in grandi quantità come sottoprodotto della torrefazione. I tecnici dello storico costruttore sono convinti che la pellicola possa essere utilizzata come materiale riempitivo per la similpelle, dato che è una sostanza asciutta ideale per essere lavorata. A fornire il silverskin, stoccato in sacchi, è la torrefazione Heimbs di Braunschweig, che si trova a 40 chilometri di distanza dalla sede della Volkswagen a Wolfsburg. Le prime prove di durata della finta pelle ottenuta con la pellicola derivante dal caffè hanno fornito risultati simili a quelli della pelle sintetica realizzata con i materiali impiegati già da anni.

Skoda Kamiq: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11

Sempre più plastica riciclata

Una parte dei rivestimenti della Skoda Enyaq iV, la prima auto elettrica del marchio, è ottenuta dal riciclo di bottiglie di plastica: l’allestimento Design Selection Lodge vede l’impiego di 318 bottiglie di poliestere per la realizzazione di pannelli laterali del bagagliaio, tappetini e coperture dei sedili, della plancia e dei pannelli delle portiere. Stefan Webelhorst, Project Leader del Team Trim&Colour e Allestimenti di Enyaq iV, afferma che “i rivestimenti formati al 40% da lana vergine certificata dalla Woolmark Company e al 60% da plastica derivante dalle bottiglie d’acqua riciclate presentano una superficie molto piacevole e garantiscono una seduta eccellente, coniugando estetica e attenzione all’ambiente”.

L’impiego di materiali sostenibili da parte di Skoda non si ferma qua. Il marchio ceco ha inoltrato la richiesta di un brevetto per poter utilizzare un materiale ottenuto dalla polpa della barbabietola da zucchero, proveniente da Dobrovice, città a pochi km dalla sede centrale della casa automobilistica a Mladà Boreslav. In più Skoda sta pensando anche allo sviluppo di un materiale ottenuto dal miscanto da poter impiegare nella realizzazione dei dettagli interni delle portiere.

Auto divenute icona: Honda Civic

Honda Civic: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

La Honda Civic ha da poco compiuto 51 anni, un lungo percorso che l’ha vista crescere dalla berlina compatta economica a due porte degli esordi fino ad arrivare alla forma più spaziosa dell’attuale generazione, che ha debuttato nel 2021. La vettura giapponese è una vera e propria icona dell’automobilismo e una delle auto più popolari al mondo, con oltre 27 milioni di unità vendute in 170 Paesi. Alla Civic spetta anche un altro invidiabile primato: è la seconda auto più longeva che ha mantenuto lo stesso nome, preceduta solo dalla Toyota Corolla, presentata nel 1966.

L’icona giapponese, fin dal debutto, è sempre stata un passo avanti, grazie a motori molto efficienti in grado di garantire emissioni e consumi contenuti e ad altre soluzioni all’avanguardia. La Honda Civic arriva nel 1972, in un momento di notevole aumento del prezzo dei carburanti e di richiesta di vetture più piccole e dai bassi consumi: il nome indica il progetto ambizioso della casa giapponese, che voleva costruire un’automobile “creata per i cittadini e per le città”. Ripercorriamo le tappe più importanti della lunga storia di questa vettura che ha fatto innamorare tantissimi automobilisti in tutto il mondo.

Auto divenute icona: Honda Civic 1

Honda Civic: buona la prima

L’11 luglio del 1972 è il giorno del debutto della piccola berlina, accompagnata dallo slogan “Ti porteremo dove vuoi andare”. Il successo è immediato, grazie anche al motore a quattro cilindri da 1.169 cc raffreddato ad acqua e alla possibilità di utilizzare carburante con o senza piombo. Poco dopo Honda introduce negli Stati Uniti il rivoluzionario propulsore Compound Vortex Controlled Combustion (CCVC), capace di eliminare le sostanze nocive senza i convertitori catalitici, grazie al ciclo di combustione efficiente. La Honda Civic arriva in Europa nel 1975 nelle versioni a due e a tre porte.

Auto divenute icona: Honda Civic

Honda Civic: più centimetri e tecnologia

La seconda generazione arriva sul mercato nel 1979 ed è caratterizzata da lunghezza, larghezza e altezza maggiori rispetto alla serie precedente e dal motore da 1.335 cc di serie con tre opzioni di trasmissione. Altre novità sono la versione con più efficienza nei consumi (FE) e quella sportiva, la S; mentre per la prima volta in Europa viene venduto anche il modello a cinque porte, che si affianca a quelli a due e tre porte, gli unici disponibili nel vecchio continente fino ad allora.

Il 1983 è l’anno della terza generazione: la nuova Civic è più spigolosa, come impone lo stile di quel periodo. La versione sportiva CRX da 160 CV è ancora oggi un modello di culto, merito anche della grandissima efficienza nei consumi. La trazione integrale (4WD) e il cambio manuale a sei marce, introdotto nel 1984, ne fanno una rarità nel proprio settore: all’epoca la trazione integrale era disponibile solo per le vetture ad alte prestazioni e i fuoristrada. All’inizio per azionare la trazione integrale bisognava premere un pulsante, ma dopo poco tempo fu sostituito dalla tecnologia automatica “Real Time”, usata ancora oggi, che azionava le quattro ruote solamente nei momenti di necessità.

Honda Civic: motori più potenti e maggiore sicurezza

La quarta generazione della Civic viene lanciata nel 1987: porta in dote motori da 1,5 litri e 16 valvole, forme meno spigolose, l’iniezione di carburante e le sospensioni a doppio braccio oscillante che diventano standard, aumentando il comfort di guida. Dopo soli quattro anni è tempo della quinta generazione, totalmente riprogettata con il caratteristico look aerodinamico. Nel 1994 l’iconica auto giapponese si arricchisce con una serie di dotazioni di sicurezza, tra cui gli airbag lato passeggero di serie e i freni antibloccaggio opzionali.

Auto divenute icona: Honda Civic 3

Honda Civic: con la sesta generazione smette di essere compatta

Nel 1995 è il momento della sesta generazione, che presenta lo stesso passo di 2,62 metri delle coupé e delle sedan. Non è più compatta ed è all’avanguardia anche per l’intrattenimento, con all’introduzione del lettore Cd. Nel 1997 viene immessa sul mercato la Type R (la R sta a indicare Racing), la versione ad alte prestazioni.

Honda Civic: dal 2000 comfort e spazio assoluti protagonisti

La settima generazione, che debutta nel 2000, è all’insegna di spazio e comfort, con una linea innovativa da hatchback/monovolume ideale per le famiglie. Le sospensioni MacPherson prendono il posto di quelle a doppio braccio oscillante, aumentando la maneggevolezza e rendendo la guida più confortevole. Nel 2001 arrivano la prima generazione di Civic Hybrid e la prima Type R, vendute in Europa per la prima volta.

Con l’ottava generazione, nel 2005, la casa giapponese reinventa totalmente la Civic che ora ha un look più futuristico e interni ergonomici. Viene prodotta in diverse carrozzerie per accontentare le richieste dei vari mercati: le versioni berlina e coupé per Stati Uniti e Asia e la berlina sia a tre che a cinque porte per l’Europa.

Auto divenute icona: Honda Civic 2

Honda Civic: consumi ridotti e tecnologia all’avanguardia a partire dal 2011

La nona generazione, disponibile dal 2011, può contare sulla nuova tecnologia Eco Assist di Honda, in grado di garantire un risparmio di carburante del 10%, che unita all’ottimizzazione aerodinamica e alla riduzione del peso della vettura, contribuisce ad aumentare l’efficienza. La decima generazione, prodotta a partire dal 2017, vede uno stile totalmente rinnovato, con carrozzeria fast back più elegante e sportiva e con interni caratterizzati da un evoluto sistema di infotainment hi-tech e avanzate dotazioni di sicurezza di serie rispetto alle altre auto dello stesso segmento.

Honda Civic: spazio all’ibrido

L’attuale Civic viene venduta in Europa solo in versione full hybrid, con l’avanzata tecnologia e:HEV di Honda: si autoricarica ed è molto silenziosa, specialmente in modalità di guida EV, e garantisce prestazioni esaltanti e grande efficienza. È equipaggiata con un avanzato sistema ibrido e:HEV a due motori, che riesce a passare in modo intelligente e automatico da una modalità di guida all’altra, con una potenza massima di 184 CV e 315 Nm di coppia proveniente dai motori elettrici.