Opel Mokka, presentati i motori benzina e diesel

Opel Mokka, presentati i motori benzina e diesel 1

Ad un paio di mesi di distanza dal lancio della versione elettrica, la nuova generazione della Opel Mokka si mostra al mondo anche nelle varianti ad alimentazione tradizionale benzina e diesel, conservando lo stile lanciato dalla sorella “alla spina”.

Stile tutto nuovo

Il design degli esterni, così come degli interni, non subisce modifiche rispetto a quello portato al debutto a giugno dalla versione elettrica della Mokka. Il nuovo corso stilistico lanciato dal Suv compatto tedesco è fatto di linee tese che donano all’insieme un tocco molto futuristico. Più piccola rispetto alla generazione uscente, oggi la Mokka è lunga 4,15 metri, ovvero 12,5 centimetri in meno, ma guadagnando 2 millimetri nel passo assicura comunque una buona abitabilità interna e un bagagliaio con una capacità di 350 litri.

Opel Mokka, presentati i motori benzina e diesel 2

A proposito degli interni, anche qui i designer hanno lavorato di fino per staccare fortemente con il passato. Ora la plancia è dominata da due schermi affiancati, uno dietro il volante e uno al centro della plancia. Quest’ultimo, ovvero l’interfaccia touch del sistema di infotainment, può avere una diagonale di 7 o 10 pollici a seconda della versione scelta.

Due benzina e un diesel

Al capitolo propulsori, la nuova Opel Mokka risponde (oltre che con l’ormai nota unità elettrica) con due motori benzina e uno diesel. I primi sono due quattro cilindri di 1,2 litri sovralimentati disponibili con potenze di 100 CV in abbinamento al cambio manuale a sei marce, oppure di 130 CV sia con cambio manuale a sei rapporti sia con un automatico a otto marce. L’unico diesel a listino, invece, è rappresentato da un 1.5 da 110 CV abbinato a un manuale a sei marce.

Opel Mokka, presentati i motori benzina e diesel

Buoni i consumi dichiarati dal costruttore per tutte e tre le unità. Il benzina più piccolo assicura percorrenze medie di 4,6 l/100 km, che salgono a valori compresi tra 4,5 e 4,8 l/100 km nel caso della variante da 130 CV. Per chi macina chilometri la scelta migliore è quella di puntare sul diesel, che richiede solo 3,8 litri di carburante per percorrere 100 km.

Skoda Enyaq iV, l’elettrica per tutte le necessità

Skoda Enyaq iV, l'elettrica per tutte le necessità 1

La famiglia delle elettriche sviluppate sulla piattaforma MEB del Gruppo Volkswagen si allarga con l’arrivo di Skoda Enyaq iV. Il nuovo modello a impatto zero del costruttore boemo condivide molte delle componenti in uso sulle Volkswagen ID.3 e ID.4, ma mette in luce un carattere tutto suo a partire dal design.

Carattere forte

I designer Skoda hanno lavorato a fondo per dare alla Enyaq una forte identità propria, in grado di distinguerla dagli altri prodotti del Gruppo che nascono sulla medesima piattaforma, ma nel pieno rispetto del linguaggio stilistico del costruttore di Mlada Boleslav. Il frontale, ad esempio, è dominato dalla grande calandra a listelli verticali che, a richiesta può anche essere retroilluminata.

Skoda Enyaq iV, l'elettrica per tutte le necessità 3

Tanta poi la tecnologia a bordo. All’interno dell’abitacolo a farla da padrona è il sistema di infotainment che sfrutta come interfaccia uno schermo da ben 13 pollici posizionato nella parte centrale della plancia. Pochissimi i tasti fisici presenti a bordo e, inoltre, proprio sulla Skoda Enyaq fa il suo debutto  l’head-up display in realtà aumentata, offerto però solo come optional.

Oltre 500 km di autonomia

Ma l’elemento più importante sulla nuova Skoda Enyaq è rappresentato dalla possibilità che questa offre di scegliere fra diversi tagli di batteria, in modo da poter scegliere quella più confacente alle proprie necessità di spostamento. Si parte con la variante con batteria da 55 kWh e 108 kW di potenza per un’autonomia di 340 km. Subito sopra troviamo la variante 60 con batteria da 62 kWh e 132 kW per 390 km di autonomia. La batteria più grande è montata sulla versione 80. Ha una capacità di 77 kWh e assicura una potenza di 150 kW e un’autonomia di 510 km. Lo stesso taglio di batteria è utilizzato anche sulle versioni 80x e vRS. Sono entrambe dotate di doppio motore, la prima da 194 kW e la seconda da 220 kW, con autonomia in entrambi i casi di 460 km.

Skoda Enyaq iV, l'elettrica per tutte le necessità

La ricarica può avvenire in casa, sfruttando un impianto che va da 3 a 11 kW, mentre alle colonnine la Skoda Enyaq è in grado di arrivare fino a 125 kW, passando dal 5% all’80% della batteria più capiente in 38 minuti. I tecnici Skoda sono però già al lavoro per innalzare la capacità di ricarica, portandola fino a 250 kW.

Peugeot 3008, con il restyling diventa più tecnologica

Peugeot 3008, con il restyling diventa più tecnologica

A quattro anni dal lancio arriva il momento del restyling di metà carriera per la Peugeot 3008, che grazie a questo aggiornamento si arricchisce di nuove soluzioni tecnologiche in grado di rendere la vettura più connessa e “digitale”.

Nuova nello stile e nei contenuti

Ma le novità sono anche estetiche. I designer francesi, infatti, si sono concentrati soprattutto sulla parte frontale della nuova Peugeot 3008 dove ora spicca un’inedita calandra priva di cornice, le cui aperture vanno a “sfumare” verso i lati della vettura, in prossimità dei fari. Questi sono tutti nuovi e dotati di tecnologia Full Led su tutti gli allestimenti. Più contenuti gli interventi nella parte posteriore, dove è stato rivisto il disegno interno dei fari, anche questi ora dotati di tecnologia Led.

Peugeot 3008, con il restyling diventa più tecnologica 1

Novità anche all’interno dell’abitacolo della Peugeot 3008, che nonostante conservi le linee della serie precedente, porta ora al debutto una versione aggiornata dell’i-Cockpit e un nuovo sistema di infotainment con schermo touch da 10 pollici, compatibile con i protocolli di connessione Android Auto ed Apple CarPlay.

Ancora più sicura

Miglioramenti in arrivo anche sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida. Tra questi fa il suo debutto il Night Vision (già presente su altri modelli del Gruppo PSA come la DS7 Crossback) ovvero un sistema a infrarossi che rileva i pedoni durante la guida di notte, ad una distanza che arriva fino a 250 metri. A questo poi si sommano naturalmente il cruise control adattivo, il sistema di mantenimento della carreggiata e la frenata automatica d’emergenza.

Peugeot 3008, con il restyling diventa più tecnologica 2

Nessuna novità, invece, sul fronte motori. Oltre alle due varianti ibride plug-in, una a trazione integrale con due motori elettrici da 300 CV e una a trazione anteriore con un motore elettrico da 225 CV, troviamo tra i benzina il 1.2 PureTech da 130 CV e il 1.6 PureTech da 180 CV. L’unico diesel disponibile, invece, è il 1.5 BlueHDi da 130 CV.

Hyundai Kona, con il restyling diventa più matura

Hyundai Kona, con il restyling diventa più matura

A tre anni da lancio la Hyundai Kona si aggiorna. Non una vera e propria nuova generazione, ma un profondo restyling che ha interessato non soltanto il design della crossover coreana, ma anche e soprattutto la gamma motori. Spicca ora infatti la presenza di diverse unità elettrificate e anche del nuovo cambio manuale con frizione elettroattuata.

Ancora più tecnologica

A livello estetico i cambiamenti sono evidenti. Cresciuta in lunghezza di 4 centimetri, la Hyundai Kona propone ora uno stile più moderno e affilato. Nel frontale rimane il sistema di illuminazione su due livelli, che ora però è più snello, mentre il disegno della grande calandra è stato completamente rivisto. Tutta nuova anche la vista posteriore, ora dominata dai fari completamente a Led.

Hyundai Kona, con il restyling diventa più matura 2

Tante le novità anche negli interni dove la leva del freno a mano lascia il posto ad un più moderno comando elettronico e, soprattutto, debutta un nuovo sistema di infotainment con schermo che, a seconda della versione scelta, può arrivare fino a 10,25 pollici, esattamente come avviene sulla nuova i20.

Arriva la NLine

Come dicevamo, le novità più interessanti sono quelle che si nascondono sotto il cofano. Qui trova ora posto un 1.6 diesel mild hybrid da 136 CV, tecnologia opzionabile anche sul benzina 1.0 T-GDI da 120 CV. Quest’ultima unità, inoltre, può essere scelta con la nuova trasmissione manuale iMT caratterizzata dalla frizione a comando elettronico: morbida nell’utilizzo in città e dotata di una funzione veleggio che permette di contenere i consumi. Resta a listino la full hybrid 1.6 GDI da 141 CV e debutta il potente 1.6 T-GDI benzina da 198 CV con cambio automatico doppia frizione sette marce e trazione integrale.

Hyundai Kona, con il restyling diventa più matura 3

L’ultima novità della Hyundai Kona restyling è rappresentata dal debutto dell’inedito allestimento NLine. Disponibile in abbinamento a tutti i motori a listino, dona una connotazione sportiva al modello grazie alle prese d’aria maggiorate, l’estrattore più pronunciato che ingloba il doppio scarico e le modanature dei passaruota in tinta con la carrozzeria.

Seat Ibiza, arriva il 1.5 TSI da 150 CV

seat ibiza esterni

In attesa che il brand Cupra ci metta le mani sopra, la Seat Ibiza amplia la sua gamma motori verso l’alto presentando una nuova unita pensata per chi cerca le prestazioni. Si tratta del 1.5 TSI da 150 CV, che sulla piccola spagnola viene abbinato di serie alla sola trasmissione automatica DSG.

Oltre i 200 all’ora

Il nuovo motore, che già equipaggia altri modelli del Gruppo Volkswagen di cui Seat fa parte, rappresenta per il momento l’unità più potente che è possibile montare sulla Ibiza. Grazie a questo, la piccola spagnola è in grado di toccare una velocità massima di 219 km/h, mentre per il momento il dato di accelerazione non è ancora stato reso noto.

seat ibiza esterni

Nonostante il carattere sportivo del propulsore, i consumi, stando ai dati dichiarati da Seat, restano piuttosto contenuti. Secondo il ciclo Wltp la Seat Ibiza 1.5 TSI da 150 CV ha un consumo medio compreso tra 5,6 e 6,4 l/100 km.

Estetica immutata

Nessuna novità sul fronte estetica e contenuti. Il debutto del nuovo propulsore, infatti, non ha portato con se altre modifiche. Le linee della carrozzeria della Ibiza restano quelle di sempre, fatta di tratti spigolosi che ne enfatizzano la vocazione sportiva.

seat ibiza esterni

 

Anche gli interni si confermano quelli di sempre, con lo schermo del sistema di infotainment a dominare la plancia e il quadro strumenti che, in base all’allestimento scelto può essere completamente digitale e con grafica personalizzabile.

Auto d’epoca: ecco come si valuta un usato

Come fare a stipulare un'assicurazione per l'auto d'epoca?

Se le moderne vetture usate tendono con il tempo a perdere il loro valore residuo, le auto d’epoca vivono (in molti casi) un processo inverso. Chi possiede una vettura che ha raggiunto o sta per raggiungere il 20esimo anno di età, infatti, potrebbe avere tra le mani un vero e proprio gioiellino. Dopo la classica svalutazione durante il loro ciclo vita, queste auto possono lentamente riacquistare valore.

Proprio per questo motivo, la valutazione del valore residuo di un’auto d’epoca deve essere quanto più accurata possibile. Attraverso il servizio di valutazione dell’usato online di automobile.it potete iniziare a farvi un’idea di quanto può valere la vostra storica per poi affinare la quotazione sommando valutazioni specifiche che vanno dallo stato di conservazione della carrozzeria, fino alla presenza o meno dei manuali di uso e manutenzione, giusto per fare un esempio.

Quotazioni auto epoca: fattori rilevanti

Se siamo in possesso di una vettura d’epoca, i fattori più rilevanti che ne determinano la valutazione sono: la storia, le condizioni generali (meccaniche ed estetiche), l’autenticità con la presenza di optional originali e la targa (proviamo a pensare alle vetture dotate ancora di targa nera). Un altro fattore che viene considerato molto importante in questo caso e l’identità del precedente proprietario. Se chi ha posseduto la vettura prima di noi è un personaggio noto, questo può far alzare il valore dell’auto.

Dopo quanti anni un'auto diventa d'epoca?

Attenzione poi ai restauri. Spesso quando si cerca di riportare un modello ai fasti originali, si rischia di commettere qualche piccolo errore che potrebbe comprometterne il valore. I modelli sottoposti a restauri conservativi, per i quali si sono utilizzati unicamente componenti originali, hanno indubbiamente un valore maggiore rispetto a quelli restaurati con pezzi non originali o addirittura non d’epoca.

LEGGI ORA: Guida all’acquisto di auto d’epoca

Come ottenere una valutazione auto epoca

Valutare una macchina d’epoca è un procedimento totalmente diverso da quello utilizzato per le vetture usate. Infatti, le quotazioni non si basano sulle richieste del mercato locale ed è preferibile non affidarsi a valutazioni effettuate da concessionari, privati e rivenditori.

Proprio per questo motivo conviene effettuare una prima quotazione online attraverso servizi come quello offerto da noi di automobile.it, per poi rivolgersi a qualche esperto del settore che analizzando i componenti della macchina e, conoscendone la storia, riuscirà a darvi una valutazione precisa della vostra auto. Ci sono comunque diversi siti italiani e non che raccolgono le valutazioni delle vetture d’epoca, fornendo una valutazione base da cui partire.

Certificato di rilevanza storica

Una tipologia particolare di auto d’epoca sono le cosiddette vetture storiche. Per essere catalogate come storiche, queste vetture devono essere iscritte all’Automotoclub Storico Italiano (ASI) e devono possedere il Certificato di rilevanza storica, un documento che attesta l’autenticità del veicolo. Quest’ultimo è un documento non obbligatorio ma allo stesso tempo indispensabile sia perché permette di effettuare la reimmatricolazione della vettura e la revisione ogni due anni, sia perché permette di ottenere diversi vantaggi a livello fiscale e assicurativo.

Quali sono le cinque gare di auto d'epoca più belle d'Italia?

Per ottenerlo, ad un costo di circa 100 euro, basta rivolgersi ad un centro ASI e compilare la modulistica dedicata e aspettare l’esito della valutazione della Commissione Tecnica. Qui di seguito, riportiamo le diverse sezioni presenti sul Certificato di Rilevanza storica che dal 2010 ha sostituito il certificato delle caratteristiche tecniche.

Informazioni contenute nel Certificato di rilevanza storica

  • Sezione I – dati del proprietario:
  • Sezione II – dati immatricolazione:
  • Sezione III – dati generali
  • Sezione IV – dati identificativi vettura (numero telaio-targhetta identificativa originaria)
  • Sezione V – dati tecnici
  • Sezione VI -sezioni non conformi

Le auto d’epoca più quotate

La regina di questa classifica in Italia è sicuramente la Fiat 500 nell’edizione prodotta tra il 1957 e il 1975. Il valore di mercato per questo modello originale si aggira intorno ai 10.000 euro.

Un’altra vettura d’epoca molto ricercata è la Porsche 911: la famosa sportiva della Casa di Stoccarda è sul mercato dall’ormai lontano 1963. Tra le altre vetture più quotate e ricercate in Italia troviamo l’Alfa Romeo Spider (1966-1994), l’Alfa Romeo Giulia (1962-1977) e l’Alfa Romeo Alfetta (1972-1984).

Una vittoria collettiva per il settore automobilistico italiano, che ha saputo costruire negli anni modelli che hanno fatto la storia e che sono diventati delle icone grazie al loro design unico e una meccanica studiata per esaltare il piacere di guida.

BMW Serie 5 ibrida: ora anche in versione 545e da 394 CV

BMW Serie 5 ibrida: ora anche in versione 545e da 394 CV

Con il recente restyling la famosa berlina tedesca aggiorna anche la gamma introducendo a listino una seconda versione ibrida plug-in. Si affianca alla già nota 530e ma, a differenza di questa, può contare su prestazioni più brillanti. Si chiama BMW 545e e non è ancora ufficialmente in vendita, ma la Casa ne ha già svelato tutti i segreti.

Dettagli in blu ed estetica discreta

Rispetto alle altre Serie 5, questa 545e si riconosce da pochi dettagli. Lo sportellino per la ricarica della batteria, chiaramente, e qualche particolare in blu, colore che la vettura da sempre riserva alle auto elettrificate (si pensi, ad esempio, alla i3). Per il resto, l’auto adotta tutti gli aggiornamenti arrivati con il refresh di metà carriera: mascherina più grande e squadrata, fari Full Led con quelli anteriori più sottili e quelli posteriori con una nuova firma luminosa. L’auto è anche più lunga (tra i 2 e i 3 centimetri in base all’allestimento) e arriva ora a 4,96 metri.

BMW Serie 5 ibrida: ora anche in versione 545e da 394 CV 2

Il solito abitacolo

Dentro cambia relativamente meno, almeno dal punto di vista estetico. L’auto conserva quanto mostrato dall’ultima generazione, ma si fregia di una dotazione più moderna in termini di sicurezza. La nuova BMW Serie 5, infatti, accoglie di serie il nuovo pacchetto Driving Assistant, con guida autonoma di Livello 2. Sfrutta cruise control adattivo, mantenimento della carreggiata, controllo dell’avvicinamento dei veicoli al posteriore, frenata d’emergenza con riconoscimento pedoni e ciclisti e lettura della segnaletica verticale. Arriva anche un sistema di parcheggio evoluto.

BMW Serie 5 ibrida: ora anche in versione 545e da 394 CV 3

 

Una gamma interamente ibrida

La nuova BMW Serie 5 a listino propone solo versioni ibride. La maggior parte di esse sfrutta un powertrain mild hybrid, mentre la 530e e – ora – la 545e hanno un più complesso ed efficiente sistema PHEV. Nello specifico, la prima è spinta da un 2.0 da 252 CV abbinato ad un motore elettrico da 109 CV posto all’interno del cambio automatico a 9 rapporti e può contare su una potenza complessiva di 292 CV e la capacità di percorrere fino a 62 km in modalità esclusivamente elettrica.

BMW Serie 5 ibrida: ora anche in versione 545e da 394 CV 1

La 545e invece ospita sotto il cofano un più potente sei cilindri 3.0 da 286 CV che, abbinato alla stessa componente elettrica della 530e innalza la potenza di sistema a 394 CV e tocca un picco di coppia di 600 Nm: arriva a percorrere fino a 57 km senza necessità di accendere il motore termico, fino ad una velocità massima di 140 km/h. grazie a questo, con la batteria carica e viaggiando senza voler spremere tutto il potenziale dell’auto, si possono raggiungere percorrenze anche di 50 km/l. L’auto, proprio per massimizzare l’efficienza, è dotata anche di un programma di guida Hybrid Eco Pro che analizza la strada che l’auto si appresta a percorrere e mette in atto tutta una serie di misure che permettono di abbassare i consumi di carburante.

Kia Stonic, con il restyling è tempo di mild-hybrid

Kia Stonic, con il restyling è tempo di mild-hybrid

A tre anni dal lancio arriva il momento del restyling di metà carriera per la Kia Stonic. L’aggiornamento non è tanto di carattere estetico, quanto tecnico, portando al debutto da una parte nuovi contenuti tecnologici e, dall’altra, nuovi motori ibridi con tecnologia a 48 Volt.

Arriva l’ibrido

La gamma motori della rinnovata Kia Stonic, infatti, si amplia ora con l’ingresso a listino del 1.0 T-GDI Ecodymanics+ con sistema mild-hybrid a 48 Volt. Due le versioni proposte, da 100 o 120 CV, entrambe abbinabili a un cambio manuale o l’iMT con frizione elettroidraulica che migliora ulteriormente l’efficienza del propulsore, soprattutto nelle fasi di veleggio e di start&stop.

Kia Stonic, con il restyling è tempo di mild-hybrid 2

Accanto alla versione ibrida, lo stesso 1.0 a tre cilindri viene proposto anche senza sistema elettrificato, sempre nelle potenze di 100 e 120 CV. Alla base dell’offerta, invece, troviamo il 1.2 aspirato Dual Port da 84 CV, mentre al momento non è ancora stata confermata la presenza di motori a gasolio.

Più tecnologica e sicura

Con il restyling, la Kia Stonic porta all’esordio sul modello anche un nuovo sistema di infotainment. Si tratta dell’Uvo Connect Phase II caratterizzato dalla presenza di uno schermo touch con una diagonale di 8 pollici che offre ora un maggior livello di connettività e grazie alla perfetta interazione con la app dedicata, permette di sfruttarne molte funzioni anche quando non si è in auto.

Kia Stonic, con il restyling è tempo di mild-hybrid 1

Passi avanti anche sul fronte dei sistemi di assistenza alla guida. Tra gli adas ora disponibili spunta la presenza anche del Forward Collision-Avoidance Assist che è ora in grado di riconoscere anche i ciclisti, il Lane Keeping Assist System, il Driver Attention Warning, il Blind-Spot Collision Warning, il Blind-Spot Collision-Avoidance Assist, l’Intelligent Speed Limit Assist, lo Smart Cruise Control e il Lane Following Assist.

Colpi di sonno alla guida: come evitarli

Colpi di sonno alla guida

Mettersi al volante della propria vettura non vuol dire soltanto godere della possibilità di spostarsi in maniera totalmente indipendente ma, soprattutto, prestare attenzione per la propria e l’altrui incolumità.

I colpi di sonno sono certamente una delle maggiori cause di incidente, ma è possibile prevenirli con pochi e semplici trucchi.

 INDICE
Colpi di sonno alla guida: cosa fare
Colpi di sonno e incidenti
Colpi di sonno: sintomi
Colpi di sonno: ritiro patente
Colpi di sonno: cause
Allarme acustico anti colpi di sonno

Prima o poi è capitato a tutti. Ci si siede in auto dopo una giornata estenuante e si deve affrontare un percorso particolarmente lungo per tornare a casa, oppure si rientra a tarda notte dopo aver festeggiato un po’ ed ecco che improvvisamente si viene colpiti dai colpi di sonno.

Rischiare di chiudere gli occhi anche per pochi secondi può rivelarsi fatale. Gli studi hanno infatti dimostrato che rimanere un solo secondo con gli occhi chiusi ad una velocità di 100 Km/h significa percorrere un totale di ben 28 metri senza avere sotto controllo la situazione sulla strada.

Cosa fare, quindi, per evitare i colpi di sonno? In primo luogo è sempre opportuno valutare autonomamente le proprie condizioni fisiche. Se magari si è dormito poco e male la sera prima è bene evitare di mettersi in viaggio, ma se si è costretti ad affrontare il tragitto allora sarà buona regola quella di fermarsi presso un’area di sosta o uno spiazzo ai primi segnali per riposarsi anche solo per 20 minuti così da avere un nuova freschezza alla guida.

Come abbiamo detto in precedenza, una delle maggiori cause di incidenti stradali è legata proprio ai colpi di sonno. I soggetti costretti a percorre un elevato numero di chilometri sono infatti quelli a maggior rischio perché la stanchezza può palesarsi improvvisamente da un momento all’altro.

Il tasso di mortalità in questi casi è decisamente elevato perché un conducente che accusa colpi di sonno mentre si trova al volante è impossibilitato a mantenere il controllo del proprio mezzo e non ha modo di intervenire per evitare le situazioni di pericolo.

Non sempre i colpi di sonno, però, arrivano improvvisamente. In molti casi, infatti, il nostro corpo lancia alcuni segnali che devono fungere da allarme per capire che è arrivato il momento di prendersi una pausa.

Se, ad esempio, si accusa un certo bruciore agli occhi, oppure se gli sbadigli avvengono a frequenze sempre più vicine o ancora se non si riesce a mettere a fuoco la strada il nostro corpo ci sta comunicando che è opportuno accostarsi e concedersi un breve riposo per evitare i colpi di sonno.

Altri segnali che indicano un elevato segno di stanchezza sono la mancata percezione della velocità alla guida, un senso di irrequietezza al volante o ancora la difficoltà nel mantenere la testa dritta. In tutti questi casi è sempre consigliabile cercare un’area di sosta e schiacciare un pisolino per proseguire successivamente in tutta sicurezza.

Chi si mette alla guida in condizioni di stanchezza ed accusa colpi di sonno, oltre a mettere a repentaglio la propria sicurezza può essere condannato al ritiro della patente.

Il decreto del Ministero dei Trasporti 22/12/2015, su indicazione della direttiva UE 85/2014, ha infatti disposto che “la patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte”.

Per questo motivo, qualora a seguito di visita medica si dovesse riscontrare un disturbo del sonno cronico si rischia il mancato rilascio o il rinnovo della patente.

Non esiste una causa univoca per i colpi di sonno, ma possono essere numerose le variabili. Ad esempio l’aver dormito poche ore prima di mettersi al volante è senza dubbio una delle principale cause dei colpi di sonno, ma lo è anche il soffrire di apnee ostruttive durante il sonno, che causano problemi di sonnolenza.

Anche l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti può avere un impatto determinante nei colpi di sonno ed il nostro Codice della Strada punisce severamente chi causa un incidente sotto l’effetto di stupefacenti o bevande alcoliche.

La moderna tecnologia è intervenuta a favore degli automobilisti per prevenire i colpi di sonno ed in commercio sono presenti numerosi dispositivi che avvisano il conducente qualora questo abbia dei colpi di sonno.

Si va dal braccialetto connesso allo smartphone che avvisa il guidatore con un allarme acustico intenso e dei flash per poi passare all’auricolare che avvisa il conducente con suoni e vibrazioni qualora l’inclinazione della testa superi un determinato numero di gradi.

Molte vetture più recenti, poi, hanno dispositivi di serie che analizzando il volto del conducente e segnalano sia acusticamente che con messaggi sul display quando è arrivato il momento di prendersi una pausa.

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Come contrattare il prezzo di un’auto? Ecco trucchi e consigli

Come negoziare sul prezzo della tua auto usata: consigli utili 1

Acquistare un’auto, nuova o usata che sia, non vuol dire soltanto mettersi alla ricerca della vettura dei propri sogni dopo essersi documentati con attenzione ed aver valutato le caratteristiche indispensabili che il mezzo deve avere, ma significa anche calarsi nella fantastica arte della contrattazione.

Quando ci si reca da un privato o da una concessionaria è bene sapere che le pretese del venditore dovranno essere tenute a freno dalla vostra bravura nel contrattare il prezzo dell’auto fino a trovare un punto di incontro che soddisfi entrambe le parti.

 INDICE
Contrattare il prezzo di un’auto usata
Contrattare il prezzo di un’auto nuova
Come negoziare il prezzo di un’auto
Pagamento acquisto auto usata: bonifico

Quando si valuta l’acquisto di un’auto usata spesso sorge il dubbio di quale possa essere l’effettivo prezzo di mercato.

Se è vero che per le auto nuove questo problema non sussiste perché sono presenti i listini delle Case, che indicano nel dettaglio il costo della vettura in base ad alimentazione ed allestimento, per quanto riguarda le auto usate spesso ci si deve affidare al proprio istinto.

Sì, esistono anche per le auto usate dei listini che indicano i prezzi di mercato sulla scorta dell’anno di fabbrica e dei Km percorsi, ma sono le condizioni effettive del veicolo a fare la differenza.

Per sapere come contrattare il prezzo di un’auto usata è opportuno verificare sempre di persona lo stato della vettura così da rilevare eventuali segni di graffi o incidenti e procedere ad una prova su strada del mezzo.

Valutate l’auto usata nel maggior numero di condizioni così da capire se tutte le componenti meccaniche sono in ordine o se, invece, sarà necessario effettuare dei lavori di manutenzione.

Se l’auto avrà bisogno di qualche ritocco fatelo notare al proprietario in fase di trattativa così da far scendere le sue pretese iniziali ed evitare di pagare troppo una vettura che dovrà necessariamente passare in officina.

ACQUISTO AUTO USATE: SCARICA LA CHECKLIST›

Anche l’acquisto di un’auto nuova presenta per l’acquirente la fase delle trattative. Certo, è vero che rispetto all’acquisto di un’auto usata c’è sicuramente un minor margine di manovra sul prezzo, ma è altrettanto vero che i concessionari, specie in una condizione di crisi come quella attuale, faranno di tutto per invogliare il cliente alla firma del contratto.

Se avete scelto il modello che rispecchia le vostre esigenze cercate di capire se è possibile ottenere qualche optional in omaggio o con prezzi fortemente scontati, o ancora se è possibile inserire nel prezzo di acquisto la estensione di garanzia o un programma di manutenzione così da ammortizzare nel tempo questi costi.

In ogni caso siate spregiudicati e non abbiate timore di instaurare questa trattativa col concessionario, lui è già abituato.

Nel caso stiate trattando l’acquisto di un’auto usata è possibile negoziare il prezzo con il venditore seguendo alcuni suggerimenti:

  • Controllare la carrozzeria
  • Analizzare i difetti meccanici
  • Confrontare i prezzi

Se l’auto presenta anche delle minime imperfezioni sulla carrozzeria fatele notare immediatamente al venditore. Lui cercherà di minimizzare, ma voi puntate sempre sul fatto che avrà la necessità di vendere.

Se dopo aver provato la vettura trovate anche dei piccoli difetti meccanici spingete su questi per negoziare il prezzo dell’auto. Siate consapevoli che una volta divenuti proprietari toccherà a voi sobbarcavi le spese per la manutenzione.

Prima di recarvi dal venditore consultate sempre i listini dell’usato per verificare che il prezzo richiesto sia comunque corretto e non eccessivamente elevato in base all’anno di fabbricazione ed ai chilometri percorsi.

Qualora stiate valutando l’acquisto di un’auto nuova in questo caso dovete essere pronti ad un lungo periodo di trattative per sfiancare il concessionario. In questo caso gli step fondamentali sono due:

  • Conoscere il modello
  • Insistere per sconti e promozioni

Ricordate sempre che il venditore ha la necessità di raggiungere determinati target di vendita imposti dalle Case e quindi dovrà cercare un punto di incontro per evitare di perdere un cliente.

Cercate di arrivare preparati in concessionaria così da sapere subito quale motorizzazione ed allestimento volete in modo tale da non farvi imporre dal venditore l’auto che dice lui.

Una volta seduti alla scrivania iniziate a chiedere se il prezzo è trattabile, quali sono gli eventuali optional che possono essere inclusi, quali i servizi accessori che si potrà avere in omaggio, se ci saranno agevolazioni nel finanziamento.

Fate quante più domande possibili cercando di portare la situazione a vostro vantaggio. La trattativa sarà estenuante, ma ne sarà valsa la pena per pagare di meno l’auto nuova.