Automobilisti in vacanza sotto l’ombrellone senza la tanto attesa buona notizia. Il superbollo resta al proprio posto, almeno per il momento. La Camera dei deputati, dopo il Senato, ha approvato il disegno di legge di delega per la riforma fiscale, che ha come oggetto una profonda revisione del sistema fiscale, dalle tredicesime all’Irpef e contiene anche un articolo che delega, appunto, al Governo le analisi e le considerazioni sull’eventuale abolizione della supertassa che colpisce le auto oltre i 251 CV. In pratica è un passaggio formale che gira la questione all’esecutivo.
Dal Governo filtra ottimismo sui tempi della cancellazione della supertassa: già in autunno potrebbero essere approvati i decreti legislativi per dare mandato all’esecutivo di portare avanti la riforma, che potrebbe concretizzarsi a inizio 2024 con l’entrata in vigore dei provvedimenti.
Abolizione sì, a patto che…
Il Governo si impegna a riorganizzare le tasse automobilistiche, “valutando l’eventuale progressivo superamento dell’addizionale erariale sulla tassa automobilistica – si legge nel testo del disegno legge – per le autovetture e gli autoveicoli destinati al trasporto promiscuo di persone e cose, aventi potenza superiore a 185 chilowatt”, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica a carico del settore delle tasse automobilistiche.
Detto in parole povere vuol dire che nell’immediato il superbollo resta al proprio posto, perché il mancato gettito della tassa, che ammonta a 100 milioni di euro l’anno, non sarebbe coperto da entrate alternative. E in questo momento di cambiamenti riguardo la politica fiscale, l’esecutivo non ha alcuna intenzione di sostenere nuovi costi.

Cosa è il superbollo
È una è una sovrattassa che si applica alle vetture con potenza superiore a 185 kW (251 CV) e consiste nel pagamento di 20 euro per ogni kW in eccesso. È stato introdotto nel 2011 dal Governo Monti con l’obiettivo di partecipare attivamente a risanare i conti pubblici, anche se tale previsione si è rivelata sbagliata. In 12 anni ha garantito alle casse dello Stato 1,2 miliardi di euro, 100 milioni all’anno, e ha penalizzato il mercato delle supercar. Il superbollo prevede anche riduzioni in base all’età dell’auto: dopo 5 anni dall’immatricolazione si riduce a 12 euro per ogni kW in più rispetto a 185; 6 euro dopo 10 anni, 3 euro dopo 15 anni e non si applica a vetture che hanno più di 20 anni.
Il superbollo è costato caro agli automobilisti. Ecco l’analisi di Federcarrozzieri
Il Governo sta lavorando all’abolizione del superbollo e nei giorni scorsi ha depositato un emendamento alla legge delega fiscale. L’iter sta andando avanti, con l’emendamento che verrà preso in esame dalla Commissione Finanze della Camera: salvo ritardi, la tassa che colpisce le vetture con potenza superiore a 185 kW, con il pagamento di 20 euro ogni kW in più, dovrebbe sparire prima della pausa estiva della politica.
Federcarrozzieri, l’associazione nazionale che riunisce le carrozzerie italiane indipendenti, si dice favorevole all’iniziativa del Governo, anticipata nelle scorse settimane dal ministro Matteo Salvini, e svela i numeri del superbollo, dall’entrata in vigore nel 2011 fino a oggi. Stando ai dati pubblicati dall’associazione, la supertassa è costata 1,2 miliardi di euro agli automobilisti italiani, ovvero 100 milioni all’anno. Numeri molto inferiori rispetto alle aspettative del Governo Mario Monti, che introdusse il superbollo (con il DL. n. 98 del 6 luglio 2011) per tassare le auto più potenti.
Una misura iniqua e sbilanciata
Secondo Federcarrozzieri “il superbollo ha provocato pesanti anomalie nel mercato italiano dell’auto: se inizialmente si è assistito a una sensibile riduzione delle nuove immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kW, successivamente si è registrato il proliferare dei ‘falsi leasing’, ovvero autovetture con targa estera fornite in noleggio a clienti italiani, con conseguente mancato versamento del bollo auto, superbollo, e imposte varie”.
L’associazione si sofferma anche su un altro lato negativo della misura. “C’è poi un’altra questione da analizzare, che rende il superbollo una tassa del tutto iniqua e sbilanciata – si legge nel comunicato di Federcarrozzieri – Nelle regioni che non prevedono già esenzioni totali di bollo e superbollo per auto elettriche o ibride, le automobili di nuova generazione e con motori ibridi, pur superando abbondantemente i 185 kW di potenza, non sono tenute al pagamento del balzello. Il superbollo si applica ai soli motori termici, e non alla parte elettrica”.

Dai 140 euro di Toyota Yaris GR agli 8.660 di Ferrari Daytona SP3
Federcarrozzieri ha pubblicato anche l’importo del superbollo di vari modelli che superano i 185 kW: Suv, sportive compatte e supercar. Questa la lista.
- Alfa Romeo Stelvio (206 kW): 420 euro
- Aston Martin DBS (533 kW): 6.960 euro
- Audi S4 Avant TDI (251 kW): 1.320 euro
- Audi R8 Spyder performance (456 kW): 5.420 euro
- Bentley Continental GT Convertible (485 kW): 6.000 euro
- Bmw X6 M Competition (460 kW): 5.500 euro
- Bmw X3 xDriveM40d (250 kW): 1.300 euro
- Ferrari 812 Superfast (588 kW): 8.060 euro
- Ferrari Daytona SP3 (618 kW): 8.660 euro
- Ford Focus ST (206 kW): 420 euro
- Hyundai i30 N Performance (206 kW): 420 euro
- Jaguar F-Type R75 (423 kW): 4.760 euro
- Jeep Grand Cherokee (200 kW): 300 euro
- Lamborghini Aventador Ultimae (577 kW): 7.840 euro
- Range Rover Evoque 2.0 (221 kW): 720 euro
- Lexus LC V8 (351 kW): 3.320 euro
- Maserati MC20 (463 kW): 5.560 euro
- Mercedes A 35 AMG (224 kW): 780 euro
- Mercedes GT Coupé 4 63 E-Performance AMG S (470 kW): 5.700 euro
- Mini Clubman John Cooper Works (225 kW): 800 euro
- Porsche 911 Turbo S (478 kW): 5.860 euro
- Renault Mégane R.S. (221 kW): 720 euro
- Toyota Yaris GR (192 kW): 140 euro
- Volkswagen Golf R (245 kW): 1.200 euro
- Volvo S60 T8 (228 kW): 860 euro
